venerdì 27 marzo 2020

pc 27 marzo - IL PRESIDENTE DELLA CGS COME UNO SCIACALLO USA IL DRAMMA DEL CORONAVIRUS PER FARE UN ALTRO PASSO VERSO L'ATTACCO AL DIRITTO DI SCIOPERO ORA E SEMPRE

Ha cominciato con il divieto allo sciopero delle donne del 9 marzo, a cui è seguito l'avvio delle procedure per pesanti sanzioni nei confronti dello Slai cobas per il sindacato di classe - unico sindacato di base a non averlo revocato; un provvedimento che non ha precedenti nella storia repubblicana e per cui non vi è alcuna relazione tra l'astensione dal lavoro (tutelando chiaramente i servizi essenziali) e il rischio coronavirus; 
poi ha proseguito con l'adozione di tale procedura anche per lo sciopero dei lavoratori del 25 marzo nei confronti del Usb; uno sciopero pienamente legittimo che è stato fatto proprio per tutelare la salute e la vita dei lavoratori - quale "stato di emergenza" è più importante di questo per "evitare - come scrive la CGS ma per vietarlo - aggravio alle Istituzioni coinvolte nell'attività di prevenzione e nel contenimento della diffusione del virus"?.
Ma ora questo presidente della CGS, come uno sciacallo, si sfrega le mani, evidentemente contento di poter usare questo gravissimo dramma, che le lavoratrici e i lavoratori di tante fabbriche (assolutamente non essenziali) vivono con paura ogni giorno per loro e il loro familiari, per proporre di estendere la legge sul divieto di sciopero nei servizi pubblici essenziali a tutte le attività sia pubbliche che private e a tutti i lavoratori e lavoratrici. 
Questo squallido burocrate abusa del suo posto per andare ben oltre i suoi compiti! 
Per questo personaggio il male non è il coronavirus, lo stato drammatico della sanità, la incapacità del governo e Stato borghese di salvare migliaia e migliaia di persone, ma "Il conflitto al tempo del coronavirus (che) ci porta davanti
ad uno scontro terribile e inedito... "; il danno ai cittadini non viene dagli interventi alla cieca, di fatto inefficaci a fermare contagi e morti, ma dalle astensioni dal lavoro che "produrrebbero un incalcolabile danno alla collettività e aumenterebbero il senso di insicurezza dei cittadini"  - perchè mai!?
Per questo personaggio, in una situazione in cui in tante aziende i padroni non garantiscono neanche il minimo di misure necessarie, i lavoratori e i sindacati dovrebbero scegliere la via della "cooperazione e del dialogo".
E quindi, manda una minaccia: "Sin da ora pensare anche al 'dopo' quando superata l'emergenza sanitaria... cambierà il contenuto delle rivendicazioni di imprese e lavoratori... ma cambierà anche la percezione che abbiamo dell'essenzialità di alcuni servizi...". 
Vale a dire: salvaguardare le imprese, vietare che i lavoratori rivendichino con tutte le armi che hanno, in primis lo sciopero, i loro interessi e diritti. 
Basta! La Commissione garanzia sciopero è di fatto la Commissione di garanzia del sistema capitalista e dell'ordine sociale.
La sua proposta facciamogliela rimangiare, facendo ora ancora più scioperi dovunque è necessario, dovunque viene messa in pericolo la sicurezza e la vita dei lavoratori! 
Infine. Sarà un caso, ma nella pagina del Sole24Ore di oggi, dove è pubblicata la lettera del presidente della CGS, a fianco è pubblicata un'altra lettera, quella della presidente della Confindustria di Udine, che si intitola "Industria come la sanità sono valori da tutelare", dove dice: "...Vogliamo davvero aspettare che anche le imprese chiudano o falliscano per vedere riconosciuto il contributo che le stesse danno all'intero paese?... Abbiamo davvero bisogno di guardare imprenditori e dipendenti piangere insieme per la perdita del loro futuro e di quello dei loro figli per capire che siamo tutti dalla stessa parte..." (E conclude ormai esaltata con) "Evviva l'Italia! Evviva il Friuli Venezia Giulia!".

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