sabato 22 luglio 2023

pc 22 luglio - I testi di ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - 34 - La questione mafiosa e il governo Meloni-Nordio/ Il nuovo contratto della scuola in tempi di Meloni/Valditara

La Meloni ha avuto paura delle contestazioni e per questo non ha partecipato alle iniziative del 19 luglio. La notizia è stata ripresa dai mezzi di stampa a grandi titoli perché è legata ad un'altra questione, a quella sulla riforma della giustizia.

Ogni anno, da 31 anni a questa parte il 19 luglio ci sono iniziative a Palermo che ricordano la strage di via D’Amelio. In quella data, nel '92 una Fiat 126 imbottita con 90 chili di tritolo, saltò in aria subito dopo l'arrivo delle macchine del giudice Borsellino e della sua scorta sotto il palazzo in cui abitava la madre e dove guarda caso, non era stata istituita la zona rimozione. Si tratta di una strage che dopo 31 anni viene ancora definita piena di misteri, nel senso che non si sono trovati, non ci sono gli autori materiali, ma i mandanti, e tra i mandanti Riina e Messina Denaro, ma non i mandanti politici. Non ci sono i nomi dei servizi segreti.

Il primo mistero è quello che riguarda la sparizione della famosa agenda rossa, in cui Borsellino teneva gli appunti sulle sue indagini e che, a detta da chi fa le indagini, è stata rubata da qualcuno estraneo alle forze dell'ordine che si aggirava in via D'Amelio, dei servizi segreti appunto. L'altro mistero è “il più grande depistaggio della storia italiana”, così è stato definito, e cioè quello di scaricare su un piccolo mafiosetto di quartiere, tutta la responsabilità dell'attentato. Tutto questo, naturalmente, per coprire gli interessi congiunti di politici, servizi segreti, mafiosi... borghesia in generale, che in tutto questo fa gli affari e si arricchisce.

Mafia e politica, quindi come la strage di Capaci del 23 maggio del '92 in cui morì il giudice Falcone. In quel caso però, sotto il tunnel dell'autostrada erano stati piazzati ben 500 chili di tritolo. Politica e mafia che si intrecciano, una di quelle verità che oramai viene gridata anche negli slogan. Per esempio, è stato riportato da un giornale che Salvatore Borsellino, il fratello, ha detto, ha gridato “fuori lo Stato dalla mafia”, facendo un po’ di ironia probabilmente; “noi combattiamo la mafia-Stato, la mafia dei colletti

pc 22 luglio - A proposito delle elezioni del 25 settembre 22 - per il dibattito

Testo realizzato da un  compagno della commissione internazionale di proletari comunisti

All'indomani delle elezioni politiche italiane del 25 settembre 2022 il sito maoista  Communist International, in un suo articolo del 14 ottobre dal titolo "Imperialism in Crisis: The Growing Torrent of Repudiation and the Crisis in Parliamentarism. 2022 Italian General Political Elections", si cimenta in un'analisi politica delle elezioni italiane, questo articolo è criticabile a nostro avviso principalmente per due ragioni.

La prima è la base idealista e dogmatica su cui si basa l'analisi dell'articolo di questi compagni, la seconda ragione deriva dalla prima, ovvero l'assenza di indicazioni corrette alla classe operaia e alle masse popolari italiane utili per avanzare nella lotta contro il nuovo governo Meloni e la borghesia imperialista italiana.

L'articolo, in apertura interpreta correttamente i dati quantitativi relativi alle ultime elezioni politiche italiane, e afferma: 

With this crisis in parliamentarism, the state becomes weaker in its foundations, and will have to rely more and more on its armed and repressive forces, and thus it becomes clearer to the people that the armed forces are the backbone of the state, and that every state sustains, defends and develops itself by the use of violence, in the face of which the people need revolutionary violence.

Nonostante ciò, l'articolo assume un atteggiamento dogmatico a partire dall'uso della citazione del PCP in apertura che risulta scollata dalla situazione concreta italiana odierna:

the historical main tendency is the fusion of the People’s War led by the Party, with that great torrent represented by the millions of non registered, non voting and those blank or null vote casters; this is the torrent, which the Party is helping to structure as part of the sea of masses which necessarily will sweep away the old order of exploitation and oppression.

L'Italia imperialista del 2023 in cui la lotta di classe è entrata in una fase di riflusso temporaneo, dopo un picco nel periodo 2008-2012, a seguito dell'esplodere della crisi economica, non è assimilabile al

pc 22 luglio - Si chiamava Sane... un altro lavoratore immigrato morto. Non è una fatalità!

 Da Comitato lavoratori delle campagne 

Il ragazzo che vedete in foto si chiamava Sane, veniva dal Gambia, ed era un lavoratore agricolo della provincia di Foggia. È morto, nell'ennesimo incidente stradale sulla statale 16, mercoledì scorso mentre rientrava dal lavoro.

Il conducente dell'auto su cui Sane si trovava ha, probabilmente, avuto un colpo di sonno, e l'auto si è ribaltata nei campi. Altre due persone sono ferite e ricoverate in ospedale.

Di questo incidente, di cui chiunque si è ben guardato dal parlare, si potrebbe dire che è stato una fatalità, ma sappiamo bene che si tratta di tutt'altro.

Le cause di questo come di tutti gli incidenti che lo hanno purtroppo preceduto sono i turni di lavoro massacranti e le pochissime ore di sonno a cui i lavoratori sono costretti da un sistema che li sfrutta fino

pc 22 luglio - Infame aggressione squadrista a Prato contro un delegato dei lavoratori in lotta

Chi tocca uno tocca tutti. Via via caporali!” Le frasi urlate ieri mattina, con accento straniero, dalle voci degli uomini raccolti in presidio davanti alla Prefettura di Prato. Sono i lavoratori della Acca S.r.l di Seano, ditta di trasporti del Pronto Moda.

La notte prima, un loro delegato è stato aspettato sotto casa da due persone col volto coperto da caschi integrali, sprangato senza pietà e salvato solo dall’intervento di alcuni residenti.

Due mesi fa l’azienda è stata al centro di una dura vertenza sindacale: lavoro nero, turni da 12-13 ore, contratti part-time che ne prevedono due o tre, nessun diritto a malattia e ferie, nessuna sicurezza.

I delegati si sono esposti per ottenere contratti regolari, rispetto del Contratto collettivo nazionale, osservanza delle leggi. Ne è scaturito un accordo che ha restituito diritti ai lavoratori, ma che la ditta non è disposta ad accettare.

Per primo è stato aggredito Khalil: anche lui atteso sotto casa, picchiato e mandato all’ospedale. L’altra notte è toccato a Ljaz dei SI Cobas. Nei due mesi fra le aggressioni, tantissime le minacce ai dipendenti da parte dei caporali.

Nell’intero distretto è in corso un’escalation di violenza sui lavoratori. Rappresaglie che servono a far tornare tutto come prima: al nero, alle 12 ore al giorno, al lavoro da malati, agli infortuni non denunciati.

pc 22 luglio - Riprendiamo un appello dall'Iran del Consiglio per l’organizzazione delle proteste dei lavoratori a contratto petrolifero* e lo sosteniamo

da operaicontro
Pubblichiamo l’appello dell’organizzazione degli operai petroliferi contro uno dei numerosi casi di feroce repressione in corso in Iran

Abbas Daris è un lavoratore detenuto che è stato arrestato insieme a suo fratello Mohsen durante le proteste pubbliche a Jarri nel 2018.
Falsamente, è stato accusato di “guerra, disturbo dell’ordine e partecipazione all’omicidio di una delle forze speciali delle forze dell’ordine noto come Nopo” (per guerra si intende contro dio e la terra – ndr) e sotto tortura è stato costretto a confessare contro se stesso e ad accettare queste false accuse, in seguito alle quali è stato condannato e ora la Corte Suprema ha confermato questo verdetto.
Abbas Daris è stato uno dei manifestanti che si sono rifugiati nelle canne di Mahshahr (in un canneto – ndr) quando le forze di repressione del governo hanno attaccato, e lì ha assistito a colpi di arma da

pc 22 luglio - Tunisia, gli appelli dei migranti: “Stiamo morendo uno alla volta, aiutateci”- solidarietà - lotta proletaria e internazionalista

domani a Roma, Saied, presidente della Tunisia verrà accolto a tappeti e strette di mano nella “Conferenza internazionale sull’immigrazione” organizzata dal governo

Lunedì 24  speciale di ORE 12 Controinformazione rossoperaia sulla Conferenza. 

Da Repubblica:

"La madre stremata, le braccia aperte, il volto quasi affondato nel terreno. La piccola accoccolata accanto a lei. Ammazzate dalla fame, dal caldo, dalla sete, madre e figlia, sono diventate l’emblema della crisi umanitaria sulla sponda Sud del Mediterraneo.

L’immagine che le ritrae come stracci abbandonati in un mare di sabbia è stata diffusa da RefugeesinLibya e altre organizzazioni delle reti di resistenza dei rifugiati che si stanno sviluppando fra la sponda Sud del Mediterraneo e l’Europa,

"Mi chiamo Joy – si sente in un audio arrivato dalla frontiera –  sono una delle migranti intrappolate alla frontiera fra Tunisia e Libia. Siamo qui da undici giorni”. Parla piano, in un inglese elementare. La voce è provata e insiste più e più volte, “aiutateci, per favore, non ci abbandonate qui”. Dietro, il brusio di un formicaio di gente, bambini che piangono, qualcuno che sommessamente si lamenta.

Non sa dire dove sia Joy, attorno – racconta - c’è solo terra arsa, qualche albero sotto cui lei e altri cercano riparo, e in lontananza le guardie schierate. Da una parte i tunisini, dall’altra i libici. In mezzo, ci sono loro. In trappola.

Sono centosessanta o più, sono originari di Sudan, Nigeria, Sierra Leone, Mali, Gambia, ma “noi vivevamo in Tunisia da un sacco di tempo”, dicono due ragazzi arrestati per strada e deportati. E sono esausti. Almeno in due del loro gruppo, racconta un uomo, hanno già perso la vita.

“Ogni volta che tentiamo di rientrare in Tunisia, loro ci bloccano. Ci dicono che fin quando dal governo non arrivano indicazioni, non sono autorizzati a farci passare”, spiega Joy. Qualcuno ci ha provato. Ci sono stati spintoni, cariche, spari in aria. 

Stando a quanto dichiarato dal presidente Kais Saied, in zona la Croce Rossa starebbe prestando assistenza ai migranti rimasti intrappolati sul confine. “Ma ci danno solo un litro d’acqua da dividere in quattro o cinque, di giorno il sole non ci dà pace, di notte ci sono serpenti e scorpioni da cui non sappiamo come proteggerci”. Il caldo consuma. La sete è una costante.

“Insieme ad altre realtà della società civile tunisina e internazionale stiamo documentando da mesi la situazione, supportando le persone locali e in transito che si trovano a resistere ad una situazione di razzismo di stato e di gravissima crisi economico-politica – spiegano gli attivisti di Mem.Med. - La repressione sociale, le violenze razziste, i respingimenti in mare e in terra, le morti e le scomparse dicono chiaramente che la Tunisia non è un paese sicuro né per le persone migranti né per i suoi cittadini”.

Ma la Tunisia di Kais Saied, con cui l’Ue domenica scorsa ha firmato un memorandum di intesa anche, se non soprattutto, per il controllo delle migrazioni, “è un Paese partner” ha confermato ieri la commissaria Affari Interni Ue, Ilva Johansson. Domenica a Roma, Saied sarà “uno dei protagonisti”, ha annunciato invece nei giorni scorsi palazzo Chigi, della “Conferenza internazione sull’immigrazione” organizzata dal governo italiano"

pc 22 luglio - Negata l’aria condizionata nelle ultime tre ore di turno: gli operai della Hi Lex di Chiavari dichiarano sciopero

La Fiom: «Il turno pomeridiano è un inferno»

La Stampa

Lavorare sotto un capannone esposto al sole tutto il giorno, per giunta alla catena di montaggio e con una temperatura di oltre 30 gradi non si può. Per questo, i lavoratori della Hi Lex di Chiavari, azienda che costruisce componenti per auto, hanno chiesto all'azienda di prolungare l'accensione dell'aria condizionata oltre le 19, visto che l'ultimo turno di lavoro che inizia alle 14 finisce alle 22.

L'azienda ha risposto di no, perché l'aria condizionata consuma energia e l'energia costa, così i lavoratori sono scesi in sciopero. «Al rifiuto categorico della direzione aziendale, la rsu unitariamente, ha deciso di proclamare uno sciopero di un'ora a fine turno di lavoro già ieri. Sciopero che è proseguito oggi con le stesse modalità», spiegano. «Fate conto - ha detto Paolo Davini della Fiom Tigullio - che si lavora a linee di montaggio chiuse dove l'operaio ha davanti lastre di plexiglass e che il capannone ha solo due porte dalle quali però non entra un refolo d'aria. Il capannone si scalda e quando viene spenta l'aria condizionata l'ambiente diventa rovente...

pc 22 luglio - Fratelli d'italia della Meloni beneficia del voto mafioso - insieme ai suoi compari della Lega e di Forza Italia, ogni giorno uno dei suoi viene beccato con le mani nel sacco

una corrispondenza

ROBERTO ROSSO CONDANNATO, ANCHE IN APPELLO, PER VOTO DI SCAMBIO POLITICO-MAFIOSO: VENNE CACCIATO DAL SUO PARTITO, CHE PERO' SI TIENE BEN STRETTI I SUOI VOTI

Dunque la Magistratura di merito alla fine ha fatto il suo corso: l’ex assessore regionale fascista vercellese Roberto Rosso è stato condannato, al termine del proceso di appello, ad anni quattro e mesi quattro – in primo grado aveva preso cinque anni – di reclusione per il reato di voto di scambio politico-mafioso: secondo la Giustizia italiana, egli ha effettivamente acquistato pacchetti di voti da personaggi riconducibili alla criminalità organizzata, in particolare a quella che fa capo alla ‘ndrangheta calabrese.
 
Gli resta soltanto la speranza di farla franca davanti ai Giudici di legittimità: va ricordato, infatti, che la

venerdì 21 luglio 2023

pc 21 luglio - Torino, gli operai di Mondo Convenienza: «Condizioni di lavoro inaccettabili» - infosolidale

vedi https://video.corriere.it/torino-gli-operai-di-mondo-convenienza-condizioni-di-lavoro-inaccettabili-/29de1869-a4f5-4b11-b1b9-ef01390e3xlk

Il presidio davanti alla Prefettura. «Lavoriamo moltissimo ma una parte delle ore non ci viene pagata», denunciano

«Le nostre condizioni di lavoro sono inaccettabili, l'azienda verso di noi mostra quasi disprezzo»: sono parole lapidarie quelle di Sia, operaio ivoriano che giovedì 20 luglio ha preso parte insieme ai colleghi al presidio SI Cobas fuori dalla Prefettura di Torino, dove dalle 15 alle 17 si è tenuto un incontro tra una delegazione di operai di Mondo Convenienza, i vertici dell’azienda e quelli della Veneta Logistic, la cooperativa che ha in appalto le consegne nel magazzino di Settimo Torinese. Il tavolo con il marchio di arredamento low cost è stato avviato dopo che il 10 luglio facchini e driver del sito di Settimo sono entrati in stato di agitazione e hanno dato avvio a un presidio che dura tuttora. «Lavoriamo moltissimo, ma una parte delle ore non ci viene pagata», denuncia l'operaio. Sotto accusa in particolare il meccanismo della trasferta, un trattamento economico accessorio che viene applicato al superamento di un monte ore mensile. «Chiediamo la trasferta su base giornaliera, l'applicazione del Ccnl logistica al posto dell'illegittimo ccnl Multiservizi, l'introduzione di un marcatempo per ottenere il pagamento degli straordinari e libertà sindacale», spiega Daniele Mallamaci dei SI Cobas, che rivendica gli strumenti di lotta usati finora. «Se non c'è disponibilità ad accogliere le istanze dei lavoratori è normale ricorrere allo sciopero, che è soprattutto una libertà, l'arma storica del movimento operaio», commenta

MONDO CONVENIENZA. “LA CONVENIENZA” DEL PADRONE SOSTENUTA DA POLIZIA, PICCHIATORI, CAPORALI.

Il governo, mentre si oppone al salario minimo con la scusa che basterebbero i contratti siglati con i sindacati, usa la forza per spezzare la lotta degli operai della logistica che si rifiutano di essere inquadrati, a condizioni peggiori, in un contratto di un’altra categoria

Il governo, mentre si oppone al salario minimo con la scusa che basterebbero i contratti siglati con i sindacati, usa la forza per spezzare la lotta degli operai della logistica che si rifiutano di essere inquadrati, a condizioni peggiori, in un contratto di un’altra categoria

All’alba del 14 luglio, la polizia, intervenuta con 7 camionette, ha sgomberato a suon di calci e rimozione forzata, il presidio degli operai di Mondo Convenienza di Settimo Torinese.
Un presidio che arrivato al 3° giorno di sciopero, aveva bloccato 50 furgoni destinati alle consegne.
Durante gli scontri gli scioperanti non sono riusciti a impedire che una parte dei furgoni partissero, dietro le intimidazioni dei caporali delle false cooperative. Ma gli operai hanno subito ricomposto il presidio: “Fino a quando l’azienda non accetterà quello che vogliamo, noi continueremo ad oltranza”, è

pc 21 luglio - Informazione e sostegno al movimento di protesta delle masse popolari musulmane contro lo Stato e governo imperialista svedese guerrafondaio razzista e islamofobo

Oltraggio al Corano, assaltata l'ambasciata svedese a Baghdad

Protesta fuori dall'ambasciata svedese di Bagdad contro l'intenzione di Salwan Momika di bruciare il Corano per la seconda volta
Manifestanti alzano il Corano dopo aver incendiato l'ambasciata svedese a Bagdad
  • Centinaia di manifestanti hanno preso d'assalto l'ambasciata svedese a Baghdad nelle prime ore del mattino e hanno appiccato il fuoco in segno di protesta contro la possibilità che si verifichi un nuovo episodio, dopo quello del rogo del Corano di tre settimane fa in Svezia. Nessun membro del personale dell'ambasciata è stato ferito, la polizia ha usato gli idranti per disperdere i manifestanti. Diverse le testate che hanno diffuso i video dell’assalto.

    Dell’autorizzazione concessa per una nuova manifestazione ha parlato ieri Le Figaro. Le autorità svedesi hanno infatti dato l’ok a una manifestazione in programma per oggi all'esterno dell'ambasciata irachena a Stoccolma: l’organizzatore, lo stesso, intende bruciare di nuovo una copia del Corano e una bandiera irachensponsabili».

pc 21 luglio - ORE 12 - Controinformazione rossoperaia - 34 - La questione mafiosa e il governo Meloni-Nordio/ la scuola in tempi di Meloni/Valditara

 

pc 21 luglio - Il governo Meloni/Santanchè sputa in faccia agli studenti fuori sede e li lascia in mano a speculatori e immobiliari

Così cacciano gli studenti meno abbienti dall'università e dissanguano le famiglie popolari che li vogliono far studiare - facciamo alla ripresa autunnale di ogni università un centro delle tende in lotta

Pnrr: sbloccati 18,5 miliardi di euro, ma senza fondi per alloggi universitari. 519 milioni spostati alla quarta tranche Ue.

pc 21 luglio - Genova 2001 - Un passato da non dimenticare - un futuro da costruire oggi più che mai

 riproponiamo l'editoriale del ventennale

pc 24 luglio - Genova 2021 - il detto e il non detto

Le migliaia di persone affluite a Genova in occasione del ventennale del G8, tra cui, positivamente, tanti giovanissimi, rappresentano un sentire comune di centinaia di migliaia che considerano Genova 2001 una ferita aperta che non può essere chiusa.

Ciò è positivo ed è vero.

Come proletari comunisti, però, questa cosa l’affermavamo già in occasione del 2011, in un foglio speciale che veniva diffuso a Genova da una delegazione nazionale di operai, lavoratori, precari, donne, disoccupate, che da Taranto a Bergamo, da Torino a Palermo, da Milano a Ravenna, partecipava a quella manifestazione, e si trattava di militanti che organizzano e dirigono lotte proletarie e lavorano per la costruzione dell’organizzazione e l’azione politica dei proletari, donne, giovani d’avanguardia.

In quel foglio partivamo da un dato: 300mila persone scesero in piazza nel 2001 con dentro una nuova generazione che, sia pure con parole non sempre precise, denunciava un mondo fatto do guerre, sfruttamento, oppressione, miseria e fame e chiedevano e rivendicavano un altro mondo possibile. E a

pc 21 luglio - Minnniti un cane riformista antesignano del moderno fascismo del governo Meloni/Salvini oggi uomo della miltinazionale della guerra Leonardo

L’edizione telematica di lunedì diciassette luglio di quella latrina la cui ragione sociale è Libero riporta una inutilente lunghissima intervista che Domenico Luca Marco Minniti, ex Ministro degli Affari Interni in quota Partito Democratico, ha concesso al sedicente giornalista Francesco Specchia.

L’attuale presidente di di Med-Or, fondazione dell’azienda Leonardo – azienda tristemente famosa come tra le maggiori produttrici di armamenti a livello mondiale – per promuovere le relazioni tra Mediterraneo e Oriente, ribadisce quelli che da sempre sono i concetti che guidano la sua azione.
In particolare, sostiene la necessità dell’egemonia europea riguardo agli aiuti all’Africa in tema di emigrazione, ed il ruolo centrale che deve avere il governo italiano pro tempore, guidato da quella Giorgia Meloni che viene da costui assurdamente omaggiata come la possibile futura Ursula von der Leyen.
Il contenuto della chiacchierata si potrebbe condensare in poche parole: “oh, quanto è buono e bello il tallone di ferro della Nato, oh che meraviglia quel Giappone che ne è partner insostituibile, oh quanto sono brutti e cattivi la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese”.   
Se, giustamente, si definisce Valdimir Vladimirovic Putin come un autocrate, occorre avere davvero del coraggio per non assimilare a costui personaggi quali Kaïs Saïed – uomo forte della Tunisia – o Recep Tayyip Erdoğan, che governa la Turchia con metodi che di democratico hanno davvero ben poco.
 
Bosio (Al), 20 luglio 2023
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

pc 21 luglio - 4 novembre - Il fascio imperialismo al governo e come combatterlo, contro revisionismo ed 'estremismo' economicismo

Una campagna e una mobilitazione per 4 novembre è un buon brodo di cultura

4 Novembre: No al culto della guerra e degli eserciti, costruiamo la mobilitazione

Mercoledì 12 luglio il Senato ha dato il via libera al ripristino della festività nazionale del 4 novembre, come Giornata dell’Unità Nazionale delle forze armate.

Con 102 senatori a favore, 28 astenuti e nessun voto contrario si è suggellata di fatto l’Union Sacrée dell’intero quadro della rappresentanza politica istituzionale in favore di un’ operazione interamente ideologica tesa all’accettazione della militarizzazione della società in funzione delle esigenze belliche del blocco euro-atlantico, tramite il recupero di un vecchio arnese della destra reazionaria.

Aspetto non secondario dell’iniziativa legislativa è stato la sua promozione da parte dell’ex missino Maurizio Gasparri, e le subitanee felicitazioni di Fratelli d’Italia a partire da Ignazio la Russa.

Insomma, i vecchi missini hanno realizzato un loro antico sogno, riabilitando storicamente ed

pc 21 luglio - SCIOPERO SLAI COBAS SC IMPROVVISO PER IL CALDO ALLA EVOCA. CONTRO LO SFRUTTAMENTO CHE NON DA TREGUA.

UN PRIMO GRUPPO DI OPERAIE HA REAGITO LASCIANDO LE LINEE

Evoca, i programmi per alzare la produttività sulle linee sono bollenti quanto la temperatura  nei  capannoni

30,1 gradi, 74.4% di umidità ma non una macchina in meno

ritmi e disciplina. Niente pausa aggiuntiva, persino l'acqua messa a disposizione per il caldo (gratis) viene razionata, max 2 bottigliette, poi si paga!

delegati e sindacalisti collaborazionisti sono più preoccupati che si raggiungano i parametri dei loro premi che della condizione delle operaie

lo sciopero di oggi è stata una aperta ribellione, una pausa al clima rovente 'che ti fa arrivare a sera disrutta', conquistata con soddisfazione


Operaie
 e operai come carne da macello

basta!

Tutto lo dimostra in fabbrica

il forte aumento della temperatura, oltre che previsto, è da giorni che mette operaie e operai in difficoltà.

Per l’azienda il centro è sempre la produzione, il profitto. I ritmi non si possono

pc 21 luglio - Stellantis: NO alla facile demagogia di Usb e Si.Cobas - SI alla lotta concreta

 Ritagli di un volantino del SI.Cobas Pomigliano e Usb Melfi


Non è con il buttare indicazioni di scioperi ad oltranza che si organizza una vera e necessaria lotta contro i gravi piani di attacco ai lavoratori e lavoratrici alla Stellantis.

Così al massimo ci si mette la "coscienza a posto", si fa vedere di essere più estremisti di tutti i sindacati, ma non si costruisce nulla.

D'altra parte, Si.Cobas e Usb non imparano neanche dalla loro stessa esperienza fallimentare: ad aprile alla proclamazione di questi "scioperi per tutto l'anno" non c'è stata alcuna risposta dei lavoratori e lavoratrici (ne poteva esserci in questo modo).

Poi "sciopero sempre" e poi non ci risulta che questi sindacati di base stiano appoggiando per esempio gli scioperi del sabato indetti dallo Slai cobas Pomigliano contro gli straordinari e la sostituzione di operai di Pomigliano con trasferimenti di operai e operaie di Melfi; nè ci risulta che abbiano indetto scioperi nelle giornate in cui gli operai per il caldo si sono dovuti per forza fermare, andare in infermeria.

E ALLORA? DI CHE SCIOPERI PARLATE?!

pc 21 luglio - La guerriglia del sabato alla Stellantis di Pomigliano - info solidale

Stellantis/Pomigliano capitola e dimezza la produzione impostata (da 306 a 
150) al secondo turno.

Con il ricorso al sabato lavorativo l’azienda cerca di recuperare le consistenti perdite di produzione dovute ai sistematici guasti di impianti difettosi (ma spacciati per buoni dai sodali politici sindacali e giornalistici) e ad ambienti di lavoro di fatto malsani, rischiosi per i lavoratori ed illegali.
Sabato 22 luglio 8 ore di sciopero per ogni turno di lavoro

La mobilitazione dei lavoratori ha già imposto il dimezzamento dei ritmi e dei carichi di lavoro sulle linee della panda da mercoledì 19 al secondo turno in quanto gli impianti di climatizzazione non sono a norma.

Slai cobas ha inoltre intimato a Stellantis il pagamento intero della giornata lavorativa di martedì 18 ai lavoratori messi in mobilità dall’azienda.

Piegheremo Stellantis e riporteremo la democrazia in fabbrica

Slai cobas Pomigliano Stellantis 

giovedì 20 luglio 2023

pc 20 luglio - Che le fabbriche, le lotte per ora divise degli operai diventino esempio, prospettiva, presa di coscienza dell'intera classe - Il testo do ORE 12 della Controinformazione rossoperaia del 19/7

Questo speciale ORE 12 fatto da un operaio di proletari comunisti mette anche insieme testi già usciti sul blog, ma questo è necessario per dare unità a ciò che è ed appare ancora frammentato, ma è parte del percorso dell'unità della classe operaia.

SI PUO' ASCOLTARE E INVITARE AD ASCOLTARE ANCHE SU PODCAST

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Oggi vogliamo iniziare questa controinformazione rossoperaia con una lettera sulla situazione delle condizioni disumane lavorative di questi giorni, una lettera di un operaio: “a 50 gradi costretti a lavorare”

Mi chiamo Oreste , ho 37 anni e lavoro da quasi 16 anni in una fabbrica della provincia di Pisa, settore meccanico. Siamo una trentina di operai, in fabbrica non esiste il sindacato, il sindacato firmatario di contratto si presenta due volte l'anno per il premio di risultato e per fare tessere in cambio di servizi come il caf. La detassazione del premio conviene al datore di lavoro e assai meno a noi, sono briciole al cospetto dei guadagni e dei fatturati aziendali. Da giorni lavoriamo con temperature di quasi 50 gradi, i pochi ventilatori sono insufficienti, solo negli uffici c'è l'aria condizionata Alcuni operai hanno accusato malori, abbiamo anticipato di un'ora l'ingresso ma alle 9 l'aria è già irrespirabile, un caldo incredibile accresciuto dai macchinari. Chi lavora sul piazzale sta quasi sempre al sole a caricare e scaricare i camion, con e senza muletto.

Abbiamo chiesto di ridurre l'orario di lavoro approfittando delle eccedenze orarie accumulate in Giugno ma la proprietà non sente ragione, ci sono richieste continue da evadere, ordini dall'Italia e dall'estero. Un mulettista è andato a casa oggi per un colpo di sole, era svenuto sul piazzale, due operai oggi hanno accusato cali di pressione e hanno perso anche loro i sensi. Non hanno chiamato l'ambulanza ma solo acconsentito di uscire prima con un permesso speciale e senza recuperare le ore mancanti.

In questi anni con i soldi guadagnati avrebbero potuto dotare la fabbrica di aria condizionata, non averlo fatto è stata una decisione scellerata di cui paghiamo le conseguenze. Per tenerci buoni ci hanno promesso una sorta di una tantum di 100 euro netti da riscuotere al termine del mese di Luglio se la percentuale dei presenti sarà pari all'80 per cento degli organici. Ad oggi ci sono 6 colleghi a casa per il caldo che corrispondono a un quinto del personale, poi ci sono due colleghi infortunati e uno con il tumore, 8 assenti su 30 operai e con questi numeri non vedremo manco questi soldi.

Potremmo ricorre alla cassa integrazione o a turni ridotti lavorando magari solo la notte ma in tal caso non raggiungeremmo la produzione prevista in base alla domanda. Siamo senza tutele e disperati, abbiamo chiesto anche di fare sciopero ma regna la paura e purtroppo la rassegnazione, il sindacato ha poi firmato un accordo per scambiare pochi euro con l'aumento dei ritmi produttivi e vuole mantenere la parola data ad ogni costo, ossia sulla nostra pelle.

Dal blog https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2023/07/a-50-gradi-costretti-lavorare.html

Oggi ritorniamo a parlare delle fabbriche in particolare delle grandi concentrazioni operaie che sono quelle che mandano avanti l’economia di questo paese come la Stellantis e Acciaierie d’Italia ex-Ilva, in cui sono “contenute tutte le contraddizioni del sistema capitalista, dello scontro tra padroni e classe

pc 20 luglio - I punti centrali del decreto "salva infrazioni" per l'Ilva di Taranto confermano la prima denuncia dello Slai cobas e va oltre...


(Tali punti li abbiamo tratti dall'articolo di Gianmario Leone, Corriere di Taranto - e per cui ce ne assumiamo la responsabilità)

Queste parti del testo del decreto dimostrano in pieno quanto dallo Slai cobas subito denunciato: produzione a tutti i costi e in tutte le maniere azzerando ambiente e sicurezza e cancellando sentenze, inchieste della magistratura e procedimenti UE; questo (che non è un'assoluta novità rispetto ai governi precedenti che sempre hanno salvaguardato solo gli interessi aziendali), avviene però oggi con questo decreto che legittima interventi molto più estensivi, ponendo a proprio uso e consumo gli accertamenti dell'Ispra (che ambiguamente non mette in rapporto alcuni dati di inquinamento in calo, con la riduzione dell'attività produttiva e soprattutto del numero di operai impegnati, con migliaia in cassintegrazione periodica e permanente), e dando pieni poteri direttamente alla Presidenza del Consiglio (e con la Meloni è una "garanzia" per ArcelorMittal come per tanti padroni) che, a conferma anche del dibattito in corso sulla "giustizia", toglie funzione ai magistrati e mette sotto scacco i giudici.

Questo decreto costituisce anche il tentativo di mettere una pietra tombale alle conclusioni del processo "Ambiente svenduto", in materia di confisca degli impianti inquinanti. 

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Sul c.d. decreto – legge salva infrazioni, il dicastero guidato da Fitto spiega che “l’emendamento agevola la chiusura della procedura di infrazione pendente sullo stabilimento Ilva di Taranto (n. 2013/2177) consentendo di proseguire nell’attività di modernizzazione e di decarbonizzazione dell’impianto, in attuazione del Piano di risanamento ambientale e delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione integrata ambientale. Inoltre, il provvedimento favorisce il recepimento delle indicazioni contenute in ulteriori procedure di infrazione relative alla qualità dell’aria nel territorio

mercoledì 19 luglio 2023

pc 19 luglio - Ultim'ora: Patrick Zaki ha ricevuto la grazia e dovrebbe essere liberato oggi


"Patrick Zaki ha ricevuto la grazia dal presidente egiziano al-Sisi. Fonti egiziane riferiscono che Zaki "dovrebbe essere rilasciato già oggi", perché solitamente "tutte le persone che beneficiano della grazia presidenziale vengono rilasciate lo stesso giorno". Secondo quanto si apprende, l'intelligence - attraverso l'Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna) - sta lavorando per  organizzare il trasferimento di Zaki in Italia già nelle prossime ore. Non ci sarebbe infatti alcun divieto di espatrio per l'attivista. La notizia è stata confermata dalla premier Meloni: "Domani Patrick Zaki sarà in Italia".

Siamo molto felici che Patrick venga liberato.

Restano, invece, le menzogne, il permanente. pervicace ostacolo di al-Sisi alla verità e giustizia per l'uccisione di Giulio Regeni, per cui questa "grazia" potrebbe aver posto una pietra tombale; come la detenzione e le torture di tanti prigionieri politici.

Restano e aumentano gli accordi economico/militari/su scambio migranti-affari tra il governo Meloni e il regime di al-Sisi, che sicuramente hanno pesato nella decisione della grazia, non certo la solerzia della Meloni, di cui si vanta.

pc 19 luglio - Controinformazione rossoperaia - 33 - speciale grandi fabbriche

 

pc 19 luglio - Stellantis Pomigliano - Il caldo ferma gli impianti - Difendere interessi e condizione operaia - info solidale da Slai cobas per il sindacato di classe

IN TILT PER IL CALDO I COMPUTER DELLE VERNICIATURA CON OLTRE 1 ORA DI FERMO IMPIANTI AL 2° TURNO
IN TILT GLI OPERAI PER IL MANCATO FUNZIONAMENTO DEGLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE DELLA PANDA: IN CENTINAIA SI RECANO IN INFERMERIA FERMANDO LA PRODUZIONE PER 7
ORE (DALLE 15.00 ALLE 22.00) CON LA PERDITA DI 270 VETTURE

Quando addirittura si fermano i computer per il mancato funzionamento delle ventole di raffreddamento allora la misura è colma e gli stessi sindacati (più o meno accomodanti – firmatutto e non) non possono fare a meno di fare la voce grossa contro l’azienda... (ma solo quella).

La scrivente O.S. comunica quanto segue: In relazione alla vostra messa in liberta odierna degli addetti alla lavorazione vettura panda, della correlata logistica e della plastica dalle ore 16 e 30 circa a fine turno, la scrivente O.S. intima il pagamento dell’orario di lavoro in oggetto in quanto la disattivata dei richiamati lavoratori è dovuta al non funzionamento dell’impianto di climatizzazione.
Nel porre distinti saluti, la scrivente O.S. preannuncia idonee azioni a tutela dei lavoratori

SABATO 22 LUGLIO SCIOPERO DI 8 ORE PER OGNI TURNO DI LAVORO

pc 19 luglio - A 50 gradi costretti a lavorare

A 50 gradi costretti a lavorare da

(delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com)

 RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO UNA LETTERA SULLE CONDIZIONI DISUMANI LAVORATIVE DI QUESTI GIORNI

Mi chiamo Oreste , ho 37 anni e lavoro da quasi 16 anni in una fabbrica della provincia di Pisa, settore meccanico.

Siamo una trentina di operai, in fabbrica non esiste il sindacato, il sindacato firmatario di contratto si presenta due volte l'anno per il premio di risultato e per fare tessere in cambio di servizi come il caf. La detassazione del premio conviene al datore di lavoro e assai meno a noi, sono briciole al cospetto dei guadagni e dei fatturati aziendali.

Da giorni lavoriamo con temperature di quasi 50 gradi, i pochi ventilatori sono insufficienti, solo negli uffici c'è l'aria condizionata Alcuni operai hanno accusato malori, abbiamo anticipato di un'ora l'ingresso ma alle 9 l'aria è già irrespirabile, un caldo incredibile accresciuto dai macchinari. Chi lavora sul piazzale sta quasi sempre al sole a caricare e scaricare i camion, con e senza muletto.

Abbiamo chiesto di ridurre l'orario di lavoro approfittando delle eccedenze orarie accumulate in Giugno ma la proprietà non sente ragione, ci sono richieste continue da evadere, ordini dall'Italia e dall'estero.

Un mulettista è andato a casa oggi per un colpo di sole, era svenuto sul piazzale, due operai oggi hanno accusato cali di pressione e hanno perso anche loro i sensi. Non hanno chiamato l'ambulanza ma solo acconsentito di uscire prima con un permesso speciale e senza recuperare le ore mancanti.

In questi anni con i soldi guadagnati avrebbero potuto dotare la fabbrica di aria condizionata, non averlo fatto è stata una decisione scellerata di cui paghiamo le conseguenze. Per tenerci buoni ci hanno promesso una sorta di una tantum di 100 euro netti da riscuotere al termine del mese di Luglio se la percentuale dei presenti sarà pari all'80 per cento degli organici. Ad oggi ci sono 6 colleghi a casa per il caldo che corrispondono a un quinto del personale, poi ci sono due colleghi infortunati e uno con il tumore, 8 assenti su 30 operai e con questi numeri non vedremo manco questi soldi.

Potremmo ricorre alla cassa integrazione o a turni ridotti lavorando magari solo la notte ma in tal caso non raggiungeremmo la produzione prevista in base alla domanda. Siamo senza tutele e disperati, abbiamo chiesto anche di fare sciopero ma regna la paura e purtroppo la rassegnazione, il sindacato ha poi firmato un accordo per scambiare pochi euro con l'aumento dei ritmi produttivi e vuole mantenere la parola data ad ogni costo, ossia sulla nostra pelle.

pc 19 luglio - Solidali con Patrick Zaki contro il regime fascista/assassino di Al Sisi e lo Stato e governo imperialista italiano sponsor, alleati, complici!

Egitto, Patrick Zaki condannato a tre anni dal tribunale di Mansoura: torna in carcere

rendere noto il verdetto uno dei quattro legali dell'attivista al termine dell'udienza che si è tenuta oggi. Lo studente è stato portato via dall'aula attraverso il passaggio nella gabbia degli imputati tra le grida della madre e della fidanzata che attendevano all'esterno. Amnesty Italia: "Il peggiore degli scenari possibili". Meloni: "Abbiamo ancora fiducia in una soluzione positiva del caso". Dopo i 22 mesi di custodia cautelare in prigione, Zaki era libero dal dicembre 2021

Non è finito l'incubo di Patrick Zaki: il ricercatore dell'università di Bologna "è stato condannato a tre anni", ha riferito all'ANSA uno dei quattro legali dell'attivista al termine dell'udienza odierna a Mansoura, in Egitto. Zaki è stato portato via dall'aula attraverso il passaggio nella gabbia degli imputati tra le grida della madre e della fidanzata che attendevano all'esterno
Il ricercatore egiziano ha già trascorso 22 mesi in custodia cautelare in prigione fino al dicembre 2021. "Uno della sicurezza è venuto e ci ha detto solamente 'tre anni', poi hanno preso Zaki e lo hanno fatto uscire da una porta", ha riferito l'avvocato Hazem Salah. "Calcolando la custodia cautelare" già scontata, "si tratta di un anno e due mesi" di carcere, ha detto all'ANSA il legale. Nel frattempo, i suoi avvocati stanno lavorando per cercare di ottenere il suo rilascio. Zaki non è ancora entrato in carcere e, stando a quanto riferisce uno dei suoi legali Samweil Tharwat, finora è solo trattenuto dalla polizia in attesa di un pronunciamento del governatore militare.

Amnesty: "Il peggiore degli scenari"

"Il peggiore degli scenari possibili. Patrick Zaki condannato a tre anni", ha commentato la sentenza sui suoi profili social il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury. "Sono appena arrivato al tribunale di Mansoura e sono in attesa dell'inizio dell'udienza. Spero, come al solito, nella fine del processo che mi permetta di viaggiare normalmente", aveva scritto Zaki su Facebook verso le dieci di questa mattina, ora locale.

pc 19 luglio - Nordio Borsellino Meloni mafia - Un giudizio di Grasso che condividiamo - proletari comunisti

Grasso: “Chi aiuta la mafia per Nordio conta meno di chi va a ballare a un rave”

Piero Grasso
L’ex senatore e procuratore: “Presto a separarsi sarà il ministro dalla sua carriera. In questi mesi solo misure inutili e garantismo a senso unico”

L’ex procuratore Piero Grasso parla così del Guardasigilli e ricorda come, giusto un anno fa, i meloniani dicessero a Palermo «parole di fuoco contro mafiosi e corrotti».

Oggi, 31 anni dalla morte di Borsellino. Perché attaccare adesso i magistrati di Firenze che cercano di fare luce su tutte le stragi?

«Evidentemente, ancora una volta, quando i pm toccano i politici diventano scomodi".

martedì 18 luglio 2023

pc 18 luglio - Il memorandum tunisino contro migranti/la protesta a Tunisi/la repressione in Italia/ l'ingiustizia di classe di Meloni/Nordio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 17/7


In Tunisia è stato firmato un memorandum d'intesa tra Giorgia Meloni, Ursula VonDerLeyen e Mark Rutte con il presidente tunisino Kais Saied: 150 milioni di fondi Ue a sostegno del bilancio dello Stato nordafricano e altri 105 milioni per la gestione dei flussi migratori:

trampolino di lancio verso il partenariato strategico completo”, scrive la Repubblica riportando le parole del capo del governo italiano, Meloni, mentre i giornali della destra parlano apertamente di “accordo ferma-partenze, aiuti alla Tunisia per fermare i clandestini, rimpatri sempre più facili, intesa sull’energia” (Libero), “una vittoria della premier” (il Giornale).

La vera sostanza di questo accordo lo sottolinea il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: «Il blocco navale lo stiamo facendo con l’accordo con la Tunisia».

Il patto è molto importante per Roma, perché rappresenterebbe il «modello» da esportare in altri Paesi nordafricani al centro delle rotte migratorie che hanno poi come punto d’arrivo l’Europa. All’ultimo Consiglio Ue, Meloni ha puntato con forza sul «modello Tunisi» per rivendicare la centralità

pc 18 luglio - ArcelorMittal Taranto - decreto Meloni/Fitto: produzione a tutti i costi e in tutte le maniere azzerando ambiente e sicurezza e cancellando sentenze, inchieste della magistratura e procedimenti UE

Un emendamento di Fitto blinda l’ex Ilva: «La produzione non verrà mai interrotta»

Una norma sottoscritta dal Ministro nel decreto «Salva infrazioni» in discussione al Senato: lo stabilimento potrà rimanere attivo anche in caso di confisca definitivaTaranto, l'ex Ilva allo Stato? Per gli ambientalisti non è la soluzione

TARANTO - Produzione anche in caso di confisca definitiva, vendita degli impianti nonostante il sequestro, estensione dell’immunità penale e limiti all’azione del sindaco Rinaldo Melucci. Sono alcune delle novità che il governo Meloni sta provando a introdurre nella gestione della vicenda ex Ilva di Taranto. Ieri mattina è stato infatti il ministro Raffaele Fitto a presentare un emendamento in Senato, durante la discussione del decreto «salva infrazioni», che introduce una serie di novità destinate a scatenare numerose polemiche. Non solo perché il provvedimento è una sorta di «emendamento Salva Ilva», ma perché interviene per proteggere la fabbrica modificando persino il codice di procedura penale...

Francesco Casula Gazzetta del mezzogiorno

Lo slai cobas per il sindacato di classe è massimamente contrario a questo decreto e chiama i lavoratori e le organizzazioni sindacali a dire un chiaro NO

Noi vogliamo lavoro, sicurezza, salute garantiti, ottenibili solo con la fabbrica aperta e l'unità di lotta di operai e masse popolari della città.  Padroni/governo e i loro servi - anche nel sindacato - vogliono produzione per il profitto di padroni privati e pubblici con esuberi, intensificazione dello sfruttamento, salari tagliati, mancanza di sicurezza e nessun risanamento ambientale in fabbrica e città, garantiti da decreti, cancellazione delle inchieste giudiziarie e immunità penale.

pc 18 luglio - Dal blog tarantocontro: carcere di Taranto, una situazione insostenibile - i detenuti hanno ragione di ribellarsi

Ma invece che soluzioni, condanne. Solidarietà di Slai cobas Taranto aderente a Soccorso rosso proletario



pc 18 luglio - Armi all'Ucraina voto semi compatto della delegazione italiana al parlamento europeo - compreso Pd ecc

Corrispondenza
L’edizione telematica di giovedì tredici luglio del giornale il Fatto Quotidiano dà conto dell’avvenuta approvazione, da parte del Parlamento europeo, del provvedimento Asap (Act to Support Ammunition Production) riguardante le munizioni da inviare alla Giunta che governa a Kiev.
Appare appena il caso di ricordare che, oltre ad essere l’acronimo di Atto di Supporto alla Produzione di Munizioni, la sigla in questione possiede anche un’altra accezione, anch’essa significativa: As Soon As Possible, ossia “al più presto possibile”, non sia mai che il regime ucraino resti senza.
La conta finale ha visto i sì prevalere con 505 voti, contro cinquantasei no, e ventuno astenuti: con

pc 18 luglio - Genova - Padroni assassini, ASL complici - I familiari dell'operaio morto si mobilitano e impongono nuove indagini

Morì schiacciato da tubi, avviate nuove indagini

I parenti hanno presentato un nuovo video, il giudice ha quindi disposto l'acquisizione del nuovo materiale prima di decidere se archiviare o meno il procedimento

GENOVA - Non l'archiviazione ma nuovi approfondimenti: continua la vicenda giudiziaria legata alla morte di Carlo Manca, l'operaio di 48 anni originario del cagliaritano che morì schiacciato il 10 novembre 2021 nell'area esterna dello stabilimento Sigemi, azienda di stoccaggio di olii minerali di San Quirico.

A deciderlo è stato il giudice per le indagini preliminari dopo l'udienza di opposizione all'archiviazione: i parenti dell'operaio hanno presentato un video pubblicato su YouTube che riprende luogo e

pc 18 luglio - Padroni e governo uniti contro i diritti delle donne, se operaie ancora peggio

Chivasso, donna licenziata dopo la fecondazione assistita

Dopo il licenziamento la donna ha perso anche il bambino a causa dello stress

Torino – Una donna 30enne di Chivasso è stata licenziata dall’azienda dopo aver riferito di essersi sottoposta a fecondazione assistita. Lo riporta il quotidiano La Stampa che, ricostruendo la vicenda, racconta non solo del licenziamento ma anche di battute a sfondo sessuale subita dalla donna e mobbing a lavoro.

Dopo essere stata licenziata la donna, spiega The post internazionale, ha anche perso il bambino a causa dello stress. Adesso la 30enne di Chivasso ha fatto causa all’azienda che si occupa di idrotermosanitari.

La donna, infatti, formalmente è stata licenziata a causa del superamento delle ore di assenza consentite per malattie ma, spiega The post internazionale, il conteggio sarebbe sbagliato perché includerebbe i giorni di ricovero per la fecondazione assistita e per l’aborto.

pc 18 luglio - CasaPound confluisce elettoralmente nella Lega di Salvini - Il caso di Torino - La corsa all'interno del Governo Meloni a chi è più fascio/razzista

Torino, sull'alleanza Lega-CasaPound

Un’idea balenata la scorsa settimana quando è diventato ufficiale il tesseramento (a sorpresa anche nel Carroccio) di Matteo Rossino, uno dei militanti più conosciuti e più attivi dell’ex partito della tartaruga frecciata.

Sabato pomeriggio, in largo corso Giulio Cesare, è diventato plastico questo avvicinamento tra il Carroccio e Caspound sotto il gazebo bianco, con bandiere tricolore, montato da Rossino, militante del movimento della tartaruga e fondatore del

pc 18 luglio - All'ombra del governo Meloni/Salvini/ex Berlusconi il privilegio della partitocrazia e corruzione sistemica dilaga - il caso di Torino


Torino -Auto blu meno care per i politici

Mentre bus, tram e metro costeranno di più ai cittadini, un emendamento approvato rischia di “gonfiare” i rimborsi spese per i membri della Giunta che utilizzano le auto blu. Scoppia la polemicaBus e tram più cari per i cittadini, ma i politici piemontesi potrebbero presto pagare molto meno le auto blu.
Quella che è all’apparenza una semplificazione è in realtà uno scenario piuttosto probabile. La maggioranza ha infatti presentato e approvato un emendamento alla proposta di legge per l’istituzione dei sottosegretari in cui è prevista la cancellazione della decurtazione del rimborso spese per gli

pc 18 luglio - Senza commento, a proposito di una 'festa dell'unità'

A Parma

Storica militante Pd fa lo spogliarello alla Festa dell’Unità: scandalo

Show di Loretta Pompili, 67 anni, rimasta in reggiseno e slip. L’imbarazzo dei dirigenti del partito. La segretaria comunale: “Ha sbagliato, doveva avvisarci e spiegare il suo gesto”

lunedì 17 luglio 2023

pc 17 luglio - Un saluto militante a Roberto Sassi da parte di compagni comunisti rimasti ben ancorati a Lenin de 'l'arte dell'insurrezione' e Mao di 'Ribellarsi è giusto'

E’ scomparso Roberto Sassi (Bologna 1960), un  compagno intellettuale militante. 

La morte lo ha colto all’improvviso mentre passeggiava in un parco della sua città. Militante del movimento del ‘77 e poi del sindacalismo di base, studioso della filosofia marxista, collaboratore di varie riviste e radio libere. 

Per Gwynplaine ha curato l’antologia di scritti di Lenin “L’arte dell’insurrezione” (2010) e quelli di Mao “Ribellarsi è giusto!” (2013).

pc 17 luglio - ORE 12 - Controinformazione rossoperaia - 32

 il patto di Tunisi e le conseguenze sui migranti/la protesta a Tunisi
repressione-carcere inumano e la giustizia Meloni/Nordio per ricchi, corrotti/mafiosi 


pc 17 luglio - Un articolo interessante su ArcelorMittal - la credibilità di ArcelorMittal e della sua strategia di decarbonizzazione

da la bottega del barbieri

di Cynthia Rocamora – Reclaim Finance (*)

ArcelorMittal Taranto.

L’obiettivo di questo rapporto di Reclaim Finance, di cui pubblichiamo alcune parti, è quello di informare gli investitori sulle reali politiche climatiche di Arcelor Mittal, affinché esercitino la loro influenza sull’impresa multinazionale per un cambiamento di rotta.
Abbiamo, in verità, più di un dubbio sul fatto che questo possa accadere, nella misura in cui gli investimenti “green” dovessero rivelarsi direttamente proporzionali ai tagli dei dividendi.
Nondimeno, l’indagine di Reclaim Finance è interessante, soprattutto pensando a Taranto.
Ricorda, infatti, come il colosso siderurgico sia stato citato in giudizio più volte per l’inquinamento atmosferico (ad esempio negli Stati Uniti, in Bosnia-Erzegovina, Kazakistan, Sudafrica, India e Francia), e giudicato colpevole e multato in diversi casi, tra cui in Ucraina, Francia, India, USA, Liberia e Canada.
Rivela, inoltre, come Arcelor Mittal stia ampliando la sua capacità produttiva in giro per il mondo, anche con la progettazione e costruzione di nuovi impianti a carbone e ampliamento di quelli esistenti. Questo sta succedendo anche da noi.
Come ci segnala Alessandro Marescotti su Peacelink, in maggio
è ripartito l’Altoforno 2 dello stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia a Taranto, che era fermo da luglio 2022 (dieci mesi) per interventi di manutenzione.
Quindi altro carbon coke verrà prodotto e utilizzato per far funzionare questo altoforno 2 (l’AFO2 dove morì arso vivo Alessandro Morricella). Attualmente ILVA passa da una produzione a due altoforni (AFO1 e AFO4) a una produzione a tre (AFO1, AFO2, AFO4). Tecnicamente un altoforno produce ghisa. Per funzionare ha bisogno di minerale di ferro e carbon coke. Il carbon coke si ottiene con la distillazione del carbon fossile. E’ del tutto evidente che questo ciclo produttivo comporta un uso massiccio del carbone. Se poi si considera che nella nuova autorizzazione integrata ambientale (AIA) viene richiesta la riattivazione dell’AFO5 (il più grande altoforno d’Europa) e la riattivazione delle batterie 3 e 4 della cokeria (in dismissione nel precedente piano ambientale), il quadro è completo”. “Chi continua a parlare di “decarbonizzazione” dovrebbe prendere atto che quello che sta avvenendo smentisce seccamente tutta la narrativa dell’acciaio green
”.

Ecor.Network


Chi è ArcelorMittal?

ArcelorMittal Cleveland.

ArcelorMittal è un’impresa siderurgica lussemburghese nata dalla fusione nel 2006 di Arcelor e Mittal Steel, di proprietà indiana. ArcelorMittal è stato il secondo più grande produttore di acciaio al mondo nel 2021, con 79,26 milioni di tonnellate di acciaio prodotte quell’anno.i Attualmente gestisce 32 stabilimenti siderurgici in 15 paesiii, tra cui 19 altoforni che consumano carbone.
Sebbene più della metà della produzione di acciaio grezzo dell’impresa si trovi in Europa, essa produce acciaio in quasi tutti i continenti.
La società ha anche 16 progetti in costruzione o in programma, che insieme produrrebbero

pc 17 luglio - Stellantis Melfi - Firmato un accordo che concede tutto all'azienda


Sul corpo ancora caldo di uno sciopero fasullo che naturalmente anche alla Stellantis di Melfi ha avuto un modesto risultato – vedi quello che abbiamo già scritto su questo blog – i sindacati a Melfi hanno sottoscritto un nuovo accordo bidone, senza la Fiom, su cui parliamo a parte, che praticamente in cambio delle parole uscite dall’incontro Tavares/Urso, viene concesso tutto all’azienda e i lavoratori trasformati in massa fungibile, flessibile per i profitti e i piani dei padroni. 

Fim, Uilm, Fismic e Uglm parlano di un “accordo che guarda al futuro e governa il presente”, di cui si sono assunti la responsabilità, “a discapito di chi guarda solo ai propri interessi ideologici” – e chiaramente l’allusione è alla Fiom, ma in realtà ad ogni settore classista e combattivo della fabbrica.

Certo che “governa il presente”: “un contratto di solidarietà difensiva dall’8 agosto 2023 all’8 agosto 2024 che prevede 4.662 lavoratori in esubero su 5.827, con una riduzione del lavoro dell’80% ma può

pc 17 luglio - Contrarre le spese sociali per favorire quelle militari: il diktat delle industrie belliche alla Ue - Un contributo

BLOG delegati e lavoratori indipendenti Pisa 

"Nel contesto della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, la cooperazione NATO-UE è diventata più significativa. Abbiamo dimostrato inequivocabilmente unità di intenti e determinazione comune nel far leva sui nostri ruoli complementari, coerenti e che si rafforzano reciprocamente. La NATO e l'UE continueranno a sostenere l'Ucraina. A tale riguardo, accogliamo con favore l'istituzione del coordinamento del personale specifico NATO-UE sull'Ucraina. 
Abbiamo inoltre conseguito risultati tangibili nelle comunicazioni strategiche, tra cui la lotta alla disinformazione, il contrasto alle minacce ibride e informatiche, le esercitazioni, la cooperazione operativa, le capacità di difesa, l'industria e la ricerca della difesa, la lotta al terrorismo e lo sviluppo delle capacità di difesa e sicurezza. 
Stiamo espandendo ulteriormente la nostra cooperazione in materia di resilienza, protezione delle infrastrutture critiche, tecnologie emergenti e dirompenti, spazio, implicazioni di sicurezza dei cambiamenti climatici e competizione geostrategica. 
Continueremo inoltre ad affrontare le sfide sistemiche poste dalla RPC alla sicurezza euro-atlantica. Il dialogo politico tra la NATO e l'UE rimane essenziale per far progredire la cooperazione NATO-UE."

NATO - Testo ufficiale: Comunicato del vertice di Vilnius emesso dai capi di Stato e di governo della NATO partecipanti alla riunione del Consiglio Nord Atlantico a Vilnius 11 luglio 2023, 11-lug.-2023

Il testo sopra riportato è un passo della dichiarazione finale della Nato dopo il summit in Lituania e se le parole hanno un significato crediamo impossibile travisare i reali intenti della Alleanza Atlantica. Potremmo estrapolare anche altri