sabato 17 febbraio 2024

pc 17 febbraio - A Palermo oggi in centinaia davanti alla sede della Rai - Fermare il genocidio del popolo palestinese, No alla stampa asservita al governo Meloni

Centinaia di solidali, attivisti, compagni, compagne, giovani studenti, donne hanno protestato stamattina a Palermo davanti la sede della Rai in collegamento anche con tutte le altre proteste, presidi che si sono svolti in questi giorni in diverse città da Napoli, a Bologna, Torino, Genova, Roma... e forte è stata la solidarietà espressa verso i manifestanti manganellati dalla polizia



Tanti gli interventi di denuncia del genocidio che deve essere fermato, dell'azione criminale e terrorista dello stato nazisionista di Israele sostenuto dall'imperialismo Usa in primis, della complicità degli Stati Europei compreso l'Italia con il governo Meloni che vuole imporre anche attraverso la stampa, i mass media a livello di massa una narrazione a senso unico pro/Israele, interventi di sostegno alla Resistenza del popolo palestinese, una donna palestinese ha gridato che ora "SIAMO TUTTI E TUTTE PALESTINESI", la necessità di continuare la lotta e mobilitazione che si deve estendere verso tutti quei settori sociali che ancora non si mobilitano anche per l'azione nefasta ideologica e politica del governo

In questo senso importanti, abbiamo detto intervenendo come compagni di proletari comunisti, sono le prossime date di mobilitazione dello sciopero nazionale del 23 febbraio indetto dai sindacati di base e della manifestazione nazionale del 24 febbraio a Milano con le iniziative collegate in altre città come Palermo, date che sono state poi ribadite in altri interventi.

Studentesse hanno voluto tenere i nostri cartelli condividendone il messaggio

pc 17 febbraio - Presidi a L'Aquila e Pescara per la libertà di Anan Yaeesh, contro la repressione e la censura per la Palestina

Presidio questa mattina all'Aquila per la libertà del nostro fratello palestinese Anan Yaeesh, arrestato dal governo fascista Meloni su richiesta dello stato nazi-sionista di Israele.

Anan proviene dalla Cisgiordania ed è stato uno degli attivisti palestinesi più vivaci e combattivi che hanno animato le manifestazioni che si sono svolte all'Aquila dal 7 ottobre scorso, una grande perdita per tutto il movimento pro-Palestina. Dopo aver partecipato alla seconda Intifada e dopo essere stato in carcere per 4 anni e torturato dalle autorità israeliane con l’accusa di terrorismo per le azioni di difesa del campo profughi dove risiedeva, Anan ha lasciato la Palestina per recarsi in Norvegia e curarsi dai traumi riportati a causa delle lesioni subite in carcere, sottoponendosi a vari interventi chirurgici. Dal 2017 viveva e lavorava a L'Aquila, dove dal 2019 deteneva un regolare permesso di soggiorno per protezione speciale.

Il suo arresto è avvenuto in sordina il 29 gennaio. Inizialmente detenuto nel carcere dell'Aquila è stato recentemente trasferito nel carcere di Terni nella sezione AS2 in attesa di essere estradato in Israele, ma sarà la corte di Appello dell'Aquila che dovrà esprimersi sulla procedura che Nordio ha avviato illegalmente per la sua estradizione. Perciò invitiamo tutte e tutti a vigilare, a mobilitarsi e ad esprimergli massima solidarietà.

Per scrivere ad Anan Yaeesh:

Casa circondariale di Terni, Str. delle Campore, 32, 05100 Terni TR

La Resistenza non è reato, Anan libero! No alla sua estradizione verso uno stato genocida e torturatore! Nordio-Meloni complici dello stato Nazi-sionista di Israele!

Libertà per il popolo palestinese, libertà per tutti i prigionieri politici!


pc 17 febbraio - Lunedi 19 sciopero del sindacalismo di base a Firenze - infosolidale

pc 17 febbraio - La Terza Internazionale contro l’imperialismo e il sionismo in Palestina (febbraio 1925)

 La Terza Internazionale contro l’imperialismo e il sionismo in Palestina (febbraio 1925)

l’”Appello dell’Ufficio orientale dell’Internazionale Comunista contro l’imperialismo e il sionismo in Palestina”, un documento del febbraio 1925 (*)

Appello dell’Ufficio orientale dell’IC contro l’imperialismo e il sionismo in Palestina (febbraio 1925)

Gli imperialisti inglesi e i colonizzatori sionisti hanno di nuovo colpito l’avanguardia rivoluzionaria degli operai e dei contadini della Palestina.

Padrone dittatoriale dell’Egitto e del Sudan, l’imperialismo inglese vuole sradicare il movimento rivoluzionario e nazionale palestinese. Per mantenere “l’ordine” e la tranquillità nella regione di Suez, l’Inghilterra ha iniziato una furiosa campagna di repressione in Palestina. La borghesia locale ed i coloni sionisti svolgono per lei i più bassi servizi.

Al riparo del sionismo, l’imperialismo inglese cerca di spezzare il movimento d’emancipazione nazionale degli arabi. La borghesia israelita sionista ottiene, in ricompensa dei suoi buoni e leali servizi, il privilegio di “nazione dominante”, mentre la popolazione della Palestina comprende solo il 13% di ebrei. Valendosi di questo privilegio, protetta dalle mitragliatrici e dagli aerei inglesi, l’organizzazione sionista si sforza di togliere la terra ai contadini arabi. Alleata e complice degli

pc 17 febbraio - Il nostro lavoro nelle fabbriche e nei posti di lavoro verso le giornate di lotta del 23 e 24 per la Palestina e la sua resistenza/contro la guerra e contro l'imperialismo

 da Controinformazione rossoperaia ORE12 del 16/02


Vogliamo fare il punto e portare ad esempio il nostro lavoro nei posti di lavoro, nelle fabbriche, tra le lavoratrici e i lavoratori, quello della battaglia necessaria, del legame tra il sostegno alla resistenza palestinese e la battaglia contro la guerra imperialista, che lega gli interessi - anche immediati - dei lavoratori rispetto alla situazione internazionale.

Questo lavoro alle fabbriche si sta svolgendo già all'interno di un'attività più generale per elevare la coscienza e la controinformazione nei posti di lavoro, utilizzando quello che è lo strumento della Controinformazione.

Dopo il 7 ottobre siamo continuamente intervenuti, portando le mobilitazioni e i contenuti della lotta palestinese e della campagna di solidarietà e dei movimenti anche nei posti di lavoro, abbiamo fatto la nostra parte per informare e far partecipare i lavoratori a questa battaglia che è fondamentale anche per

pc 17 febbraio - NO alla controriforma della giustizia del ministro salvacorrotti Nordio

 da Controinformazione rossoperaia ORE12 del 16/02

Dove non è riuscito Berlusconi, cioè di mettere le mani sulla giustizia e a silenziare la stampa non allineata, ora ci sta riuscendo il ministro Nordio del governo Meloni.

Con questo indegno personaggio i termini “giustizia” e “garantismo” perdono definitivamente il loro significato, cosa che è normale nel diritto borghese, del diritto al servizio dei padroni, ma con questo governo si affonda ancora di più nello stravolgimento di leggi, nel piegare la magistratura alla politica del governo, nel mettere il bavaglio alla stampa.

Con il ministro Nordio “giustizia” vuol dire ingiustizia e garantismo vuole dire garanzia di impunità per i corrotti.

E’ la fine di quello che i borghesi chiamano “Stato di diritto”, è un ulteriore passo avanti nella trasformazione reazionaria della stessa democrazia borghese.

Stiamo parlando del passaggio al Senato del ddl Nordio che andrà alla Camera, che è passato con

pc 17 febbraio - Nelle manifestazioni di Brescia e Milano l'Appello per sostenere le due giornate internazionali del 23-24 febbraio in solidarietà con la Resistenza Palestinese

Segue video intervento al presidio di Milano di domenica scorsa.

https://youtu.be/c-ozdnXsEYc?si=EXf3l0RdtUouOKyd

pc 17 febbraio - Il "modello Caivano" razzista e imperialista del governo Meloni contro gli immigrati e la sua politica carceraria (da Controinformazione rossoperaia del 16/02)

 

Il governo Meloni è un governo razzista, imperialista e quindi affronta i problemi del Mediterraneo, dell'Africa, i problemi degli immigrati con una logica razzista e imperialista. E, involontariamente, lo ha dichiarato in occasione della giornata del 15 febbraio con l'informativa al Consiglio dei ministri, quando Meloni ha parlato di “modello Caivano”.

Caivano, come si sa, è il quartiere della provincia di Napoli dove sono avvenuti i fatti truci, la violenza e lo sfruttamento delle bambine, dove vi è un'alta densità di presenza camorristica di vario genere che controlla il territorio da sempre, con la complicità - lo si voglia o no - di politici, Stato, istituzioni e parte delle forze dell'ordine.

Quando è scoppiato il caso Caivano vi è stato un ambaradam in questa realtà, con governo, ministri degli interni, ecc ecc.. che hanno, di fatto, costruito nel quartiere, con una logica di militarizzazione, un “modello” di sedicente lotta alla camorra.

Parlare di “modello Caivano” sul fronte dei migranti significa obiettivamente considerare tutti i

pc 17 febbraio - Siete voi, grandi padroni, governo, i responsabili/assassini degli operai morti a Firenze!

Quattro, e forse ancora di più, al momento non è stato trovato sotto le macerie un altro operaio, sono i morti, i nostri morti operai uccisi nel megacantiere di Firenze, e almeno tre lavoratori sono gravemente feriti.

Una strage di classe! 

La nostra rabbia, dolore, la nostra solidarietà agli operai, alle loro famiglie. 

Respingiamo con sdegno l'ipocrisia che i responsabili di questi assassinii stanno mettendo in scena: La Esselunga, il cui presidente ieri ha dichiarato: "In segno di lutto nel pomeriggio i negozi Esselunga della città di Firenze verranno chiusi"; La Meloni la cui "coscienza" le fa proclamare "un minuto di silenzio".

I padroni fanno profitti sul sangue degli operai, sul loro sfruttamento, utilizzando lavoratori trasfertisti, alcuni immigrati! Tagliano la sicurezza, risparmiano sui materiali, sui tempi di realizzazione delle strutture, sulle verifiche. Nel megacantiere vi erano ben 30 ditte in subappalto; la società committente è Villata spa è di proprietà proprio di Esselunga e il suo presidente è l'ex Ministro Alfano (dove era andato a finire? qualcuno si chiedeva... Ecco dopo gli incassi da ministro era andato a fare profitti negli appalti)

Il governo Meloni con la riforma del Codice degli appalti ha dato via libera ai subappalti, agli affidamenti dei lavori anche senza gara, "via libera" alle ditte che per fare più utili tagliano i costi della sicurezza, dei contratti, dei diritti dei lavoratori; tagli che soprattutto nei cantieri edili significano infortuni, morti. Quindi di che parla la "ministra dei consulenti aziendali" quando con "profondo

pc 17 febbraio - Video Lenin: discorso per il Centenario - Facciamolo circolare e discutiamone

 

pc 17 febbraio - Manifestazione a Torino contro la repressione per la Palestina

 

Contro la repressione interna e la guerra. Per una Palestina libera!

Manifestazione: sabato 17 febbraio, ore 14:30, largo Saluzzo

Contro la guerra e la missione del governo Meloni in Mar Rosso

I governi dell’Occidente hanno intrapreso una deriva sempre più guerrafondaia: il governo Meloni procede. Davanti alla prefettura di Torino vogliamo indicare chiaramente le responsabilità delle guerre in questo Governo e in quelli che l’hanno preceduto.

Contro il genocidio che il regime israeliano sta commettendo in Palestina

La solidarietà alla popolazione palestinese non basta, la città di Torino – anche in virtù del gemellaggio con Gaza – deve dare una risposta concreta e recidere il protocollo d’intesa tra Iren e Mekorot (compagnia idrica nazionale di Israele).

Contro ogni tentativo di repressione del dissenso

Con l’aumento del coinvolgimento del nostro Paese nei conflitti in corso, assistiamo al restringimento di ogni spazio di agibilità politica: piazze negate per sit-in, violenza

pc 17 febbraio - Dal breve viaggio politico/ideologico a Londra di alcuni nostri compagni proletari comunisti sulle orme di Marx: un emozionante momento davanti alla lapide/monumento di Marx

 dalla Controinformazione rossoperaia ORE 12 del 15/02

Siamo tornati in questi giorni da un breve viaggio - ma bellissimo ed emozionante - che possiamo definire un viaggio all'insegna di Marx e sulle orme della vita e della storia di Marx, almeno per quella fase in cui lui visse nella città di Londra.

È stato un viaggio con cui da un lato abbiamo voluto onorare la memoria di Marx e che nello stesso tempo abbiamo considerato una vera e propria iniziativa politica attraverso cui, ripercorrendo alcuni luoghi significativi della vita di Marx, abbiamo riflettuto su quella che in questi anni abbiamo studiato attraverso i cicli di formazione proletaria e rivoluzionaria, in particolare su testi specifici di Marx, come il Manifesto o l'inizio del Capitale.

Quindi un viaggio che si inserisce anche in quel concetto che noi definiamo “guida per l'azione rivoluzionaria”.

Una tappa principale di questo viaggio, che comunque è durato pochi giorni, è stata al cimitero di Highgate, dove Marx è sepolto.

Siamo arrivati al piccolo villaggio di Highgate, un villaggio classicamente inglese, molto pittoresco. Un episodio carino è stato il fatto che nel chiedere indicazioni per arrivare al cimitero ci sorridevano dicendo: “ma state andando alla tomba di Marx?” In realtà a parte le mappe che potevamo avere, non è stato difficile raggiungere questo luogo perché c'era come una sorta di pellegrinaggio di persone che andavano verso il cimitero - e quindi verso la tomba di Marx - e questo ci ha facilitato il percorso

In una classica giornata inglese a cielo grigio, con una temperatura abbastanza fresca, siamo arrivati al cimitero, un cimitero all'inglese, con tombe sparse, con lapidi abbastanza differenti, senza un'apparente schema.

La parte dove si trova la tomba di Marx è di fronte a quella più grande del cimitero, considerata anche

pc 17 febbraio - Torino, Askatasuna consegna l'immobile occupato al Comune - Askatasuna: “Così è, ci pare”... - Cioè?

 Ora tavolo tecnico di co-progettazione

L'immobile di corso Regina Margherita, destinato ad attività per la collettività

Serrature cambiate, locali vuoti, lucchetti alle porte. Quella di ieri non è stata una mattinata come le altre. Almeno non per il quartiere di Vanchiglia che, dopo 27 anni, ha visto finire l’occupazione dell’ex asilo Opera Pia Reynero, diventato poi la sede del centro sociale Askatasuna. Come avevano garantito lo psichiatra Ugo Zamburru, il fondatore dei Subsonica Max Casacci, Elisa Turro, Rosa Lupano e Loredana Sancin, i cinque cittadini che hanno proposto al Comune di trasformare Askatasuna in un «bene comune», l’immobile di corso Regina Margherita è stato liberato dagli occupanti.

Nessuno sgombero, nessuna azione di forza. E da oggi può cominciare la fase di co-progettazione per trasformare il cortile e il piano terra dello stabile in un centro di attività sociali. Il cammino non sarà però agevole. La decisione di legalizzare — di fatto — Askatasuna aveva sollevato le critiche delle opposizioni e degli stessi sindacati di polizia.

La giunta comunale, però, è intenzionata ad andare avanti e, dopo il verbale di consegna, il primo

venerdì 16 febbraio 2024

pc 16 febbraio - Femminicidi: il fascismo genera un moderno patriarcalismo (da Controinformazione rossoperaia ORE 12 del 15/02)


Sono proprio di questi ultimi giorni gli ultimi recenti femminicidi.

Il 14 di febbraio c’è stato quello a Cisterna di Latina, in cui sono state uccise la madre e la sorella di una ex fidanzata dell'assassino. E l'altro ieri c'è stata l'uccisione di una donna di 61 anni a Bolzano.

Dall'inizio di quest'anno già sono 8 i femminicidi, a volte, come è successo a Cisterna di Latina si tratta di doppio femminicidio.

Ma ci vogliamo soffermare un attimo proprio su questo di Cisterna di Latina perché c'è un aspetto che hanno messo in evidenza pochi giornali, però è significativo.

Quest’ultimo femminicidio è stato commesso da un maresciallo della finanza, ma non è il solo commesso dalle forze dell'ordine, di chi ha la pistola facile, perché sempre in questo paese - che tutto sommato non è un grande paese, si tratta di una realtà di poco più di 36.000 abitanti - negli anni precedenti, guarda caso, ci sono stati altri 2 femminicidi: uno nel 2018 per mano di un appuntato dei carabinieri che, non solo sparò alla moglie ma uccise anche le sue due figlie, poi si suicidò. Nel 2014

pc 17 febbraio - Nuova strage nel cantiere di un supermercato a Firenze - prima info

 Crollo nel cantiere di un supermercato: tre operai morti, tre estratti vivi. Due i dispersi

Crollo al cantiere Esselunga a Firenze: tre operai morti, due ancora sotto le macerie, altri tre estratti vivi. “Un botto fortissimo, poi le grida di aiuto”

Crollo nel cantiere per la costruzione del nuovo supermercato Esselunga in via Mariti a Firenze. Secondo le forze dell’ordine ci sono tre operai morti, tre estratti vivi dalle macerie (si tratta di tre operai di 37, 48 e 51 anni, tutti di nazionalità rumena, uno è in condizioni stabili, uno è in terapia intensiva e uno semi intensiva con prognosi riservata, che per fortuna non sembrano in pericolo di vita) e ancora due dispersi questi si trovano sotto uno dei piloni precipitati. Uno degli operai morti, Luigi Coclite, aveva 60 anni e, da quanto si apprende, era originario di Teramo e viveva nel comune di Collesalvetti, in provincia di Livorno. I tre feriti hanno subito traumi da schiacciamento. Due sono in codice rosso e il chirurgo sta valutando se intervenire, mentre uno è in codice giallo.  Poco prima delle nove di questa mattina avrebbe ceduto un solaio.  I lavori sono in corso da tempo nell’area dove sorgeva l’ex Panificio Militare di Firenze. Al suo posto è in costruzione un grande supermercato del gruppo Esselunga. Sarebbero 8 le persone coinvolte nel crollo, Tre operai sono stati estratti vivi, ma sono in gravi condizioni”. All'appello mancano ancora quattro ragazzi della squadra" racconta uno degli operai presenti al momento del crollo, tra le lacrime. "La squadra che stava lavorando sul solaio era composta da otto persone, il primo recuperato era italiano, nonostante le manovre di rianimazione durare 30 o 40 minuti, è morto davanti ai nostri occhi. Lui lo hanno recuperato perché era nel punto più esterno del solaio. Sono crollati tre piani, cosa troveranno lì sotto?" afferma disperato. Secondo il suo racconto le altre persone sarebbero di diverse nazionalità, prevalentemente egiziani e indiani, ma non c’è di questo elemento nessuna conferma ufficiale.

pc 16 febbraio - Stellantis Melfi - "E' in atto una selezione "naturale": operai costretti a licenziarsi"

pc 16 febbraio - Compagni a Londra - Ascolta l'intervento a ORE 12 CR di oggi - parte la nuova fase della formazione marxista - appuntamento a marzo

 video da Londra

pc 16 febbraio - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - La politica razzista imperialista del governo Meloni - La controriforma Nordio della giustizia - Palestina: verso le giornate del 23-24

 

pc 16 febbraio - Il genocidio in numeri. Ecco cosa ha fatto Israele a Gaza

Staff di Palestine Chronicle | palestinechronicle.com

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

11 febbraio


Palestinesi in fila per prendere l'acqua in un campo profughi a Gaza.

I numeri possono essere disumanizzanti. Da soli, difficilmente potrebbero trasmettere la realtà del genocidio israeliano in corso a Gaza. Gli ultimi numeri ufficiali, tuttavia, sono critici.

L'Ufficio governativo per i media di Gaza ha pubblicato un aggiornamento sulla portata delle distruzioni effettuate dall'esercito israeliano nella Striscia di Gaza assediata, a partire dal 7 ottobre.

Il conteggio non è definitivo, a causa del fatto che oltre 7.000 palestinesi risultano dispersi e si presume siano morti - sotto le macerie delle loro case, o sparsi per le strade in aree che gli operatori della Protezione Civile non possono raggiungere.

I numeri, le statistiche e le stime che seguono riguardano il periodo compreso tra il 7 ottobre 2023 e l'11 febbraio 2024.

Il genocidio in numeri

- 128 giorni di guerra.
- 2.438 massacri.
- 35.176 martiri e dispersi.
- 28.176 martiri i cui corpi hanno raggiunto gli ospedali.
- 12.300 bambini martiri.
- 8.400 donne martiri.
- 340 operatori sanitari martiri.
- 46 martiri della Protezione Civile.
- 124 giornalisti martiri.
- 7.000 dispersi; il 70% di loro sono bambini e donne.
- 67.784 feriti.
- 11.000 feriti hanno bisogno di viaggiare per ricevere trattamenti critici e salvavita.
- 10.000 pazienti oncologici a rischio di morte.
- 700.000 gazesi contagiati da malattie infettive a causa dello sfollamento.
- 8.000 casi di infezione da epatite virale a causa dello sfollamento.
- 60.000 donne incinte sono a rischio a causa della mancanza di accesso all'assistenza sanitaria.
- 350.000 pazienti cronici sono a rischio a causa della mancanza di somministrazione di farmaci.
- 99 arresti di operatori sanitari.
- 10 arresti di giornalisti di cui si conosce il nome.
- 2 milioni di sfollati nella Striscia di Gaza.
- 142 sedi governative distrutte dall'occupazione.
- 100 scuole e università completamente distrutte dall'occupazione.
- 295 scuole e università parzialmente distrutte dall'occupazione.
- 184 moschee completamente distrutte dall'occupazione.
- 266 moschee parzialmente distrutte dall'occupazione.
- 3 chiese prese di mira e distrutte dall'occupazione.
- 70.000 unità abitative completamente distrutte dall'occupazione.
- 290.000 unità residenziali parzialmente distrutte dall'occupazione.
- 66.000 tonnellate di esplosivi lanciati dall'occupazione su Gaza.
- 30 ospedali messi fuori servizio dall'occupazione.
- 53 centri sanitari messi fuori servizio dall'occupazione.
- 150 centri sanitari parzialmente distrutti dall'occupazione.
- 123 ambulanze completamente distrutte dall'occupazione.
- 200 siti archeologici e del patrimonio distrutti dall'occupazione.

pc 16 febbraio - 23/24 febbraio - Indizione dello sciopero del 23/ appello del sindacalismo di base/ manifesto adesione dello ai cobas per il sindacato di classe

  

FERMARE IL GENOCIDIO

Questa la parola d’ordine della mobilitazione indetta dai sindacati di base raccogliendo l’appello dei Giovani Palestinesi che proponevano di realizzare una mobilitazione anche ricorrendo a forme di sciopero per il 23 febbraio e una grande manifestazione nazionale a Milano il 24 all’unisono con quelle che si terranno in numerosi paesi di tutti i continenti.

Cessare il fuoco in Palestina e in tutte le guerre, diventa oggi un imperativo per il movimento dei lavoratori e delle classi popolari, che vede crescere il rischio di un conflitto globale alimentati dai tanti

focolai d’incendio alimentati dalla crescente oppressione e spoliazione di interi popoli. Un rischio che ci deve vedere in campo contro i blocchi militari contrapposti, contro le politiche di riarmo e il militarismo crescente.

In questo momento, il movimento di solidarietà con il popolo e la resistenza palestinese deve concentrarsi intorno alla richiesta del cessate il fuoco immediato, accompagnato dal ritiro dell’esercito israeliano da Gaza, dall’apertura di tutti i corridoi umanitari possibili per garantire il massiccio e necessario afflusso di aiuti umanitari, la liberazione degli ostaggi israeliani detenuti a Gaza in cambio della scarcerazione di tutti i prigionieri politici palestinesi, la fine delle incursioni dell’esercito israeliano in Cisgiordania e il blocco degli insediamenti illegali dei coloni sionisti.

L’economia bellica sta crescendo con percentuali impressionanti, gli USA primo produttore mondiale hanno venduto armi per 238 miliardi nel 2023 con un aumento del 56% rispetto al 22. Anche le industrie italiane con Leonardo stanno traendo grandi benefici da questa situazione mentre la spesa per esercito e armi in Italia nel 2024 toccherà i 24 Mld, oltre al fatto che è stata tolta l’Iva dalle armi, tutti soldi che verranno tolti alle spese sociali, sanità, scuole, pensioni, salari, sussidi ai poveri, solo per citarne alcuni.

Mentre l’economia italiana e europea grazie alle guerre va male, i lavoratori vedono i loro già modesti salari falcidiati dall’inflazione, molte fabbriche stanno chiudendo per il calo dei consumi ed aumenta la precarietà lavorativa l’Italia è sempre più impegnata sui vari fronti di guerra sia indirettamente come in Ucraina ed in Israele che direttamente come in Libano e nel Mar Rosso.

Fermare il genocidio a Gaza con i palestinesi fino alla vittoria

NO al riarmo e alle spedizioni militari!

Sono le parole d’ordine di questa due giorni articolata in questo modo:

il 23 febbraio si svolgeranno scioperi, mobilitazioni, assemblee ed iniziative varie per creare attenzione, informazione, coinvolgimento e partecipazione mentre il 24 si svolgerà una grande manifestazione da Piazza Loreto a Piazza Duomo al pomeriggio con concentramento alle ore 14,30.

CUB SGB USB SICOBAS ADLCOBAS ADLVARESE CONFEDERAZIONE COBAS SIALCOBAS COBAS SARDEGNA GPI UDAP API CLP SOL COBAS CLAP

Aderisce lo Slai cobas per il sindacato di classe - slaicobasta@gmail.com wa 3519575628

pc 16 febbraio - Contro la repressione degli antifascisti in Ungheria per la liberà di Ilaria Salis - info sulla mobilitazione internazionale

 in via di traduzione

Picture: International protests against fascists in Budapest. Source: Junge Welt

On February 11, Europe's largest Nazi march, the so-called "Day of Honor", once again took place in Budapest. Last year, there were attacks on participating fascists. There was repression in several countries against allegedly participating anti-fascists. Let's take a look at the current situation.

On January 29, the first verdict was handed down in the trial against anti-fascists who opposed the annual Nazi march in the Hungarian capital Budapest last year. The verdict was against Tobias E., a German antifascist from Berlin. He stood trial together with two other defendants. The Italian anti-fascist Ilaria Salis. and the anti-fascist Anna M., also from Germany.

The defendants were originally accused of carrying out attacks on fascists on the fringes of the so-called "Day of Honor". However, as there is probably no evidence, the accusation of having directly

pc 16 febbraio - India - riparte alla grande il movimento di massa dei contadini - 'cervi volanti' contro i droni del regime fascista indutva di Modi

 info a cura del Comitato di sostegno internazionale alla guerra popolare in India (ICSPWI) info csgpindia@gmail.com

in via di traduzione

Les agriculteurs ont entamé leur marche « Delhi Chalo » (Allons à Delhi) mardi matin, à bord de camions et de chariots chargés de nourriture, de literie et d’autres fournitures, après que les négociations avec le gouvernement n’aient pas abouti à un engagement sur des prix minimums pour toute une série de cultures. Les autorités ont pris des mesures de sécurité strictes dans les zones limitrophes de New Delhi. Des centaines de policiers en tenue anti-émeute ont été déployées au milieu de blocs de ciment surmontés de fils barbelés et de conteneurs destinés à barrer la route au convoi. Les forces de sécurité ont arrêté les agriculteurs à la frontière de Shambhu, qui sépare le Pendjab et l’Haryana – les États du nord auxquels appartiennent la plupart des agriculteurs – à près de 200 km de leur destination.

Les manifestants ont jeté des pierres et tenté de briser les barricades, la police et les forces paramilitaires ont eu recours à des gaz lacrymogènes et des canons à eau. Les forces de sécurité ont également utilisé des drones pour larguer des grenades lacrymogènes sur les agriculteurs qui, en réponse, ont lancé des cerfs-volants dans le ciel dans l’espoir d’enchevêtrer les machines. Plusieurs syndicats d’agriculteurs ont déclaré qu’ils protesteraient contre l’action de la police en bloquant le trafic ferroviaire à plusieurs endroits au Pendjab pendant quatre heures jeudi.

giovedì 15 febbraio 2024

pc 15 febbraio - Ancora cariche a TeleMeloni di Bologna - Ma non lo capiscono... LA REPRESSIONE NON SPEGNE MA ALIMENTA LA RIBELLIONE!

 INFO

Bologna, protesta alla sede Rai: manganellate sui Giovani palestinesi

I manifestanti chiedevano di leggere un comunicato contro “la propaganda filoisraeliana” della tv pubblica

 BOLOGNA Tensione, manganellate di polizia e carabinieri e lancio di oggetti da parte dei manifestanti in via della Fiera a Bologna, nei pressi della sede Rai regionale dove era in corso la manifestazione dei Giovani palestinesi. La prima fila del presidio si è avvicinata agli agenti schierati, sono partite manganellate e colpi di scudo, e lancio di oggetti e petardi dalle retrovie del gruppo. La tensione si è alzata dopo che i manifestanti, circa un migliaio, hanno detto che la Rai non aveva dato garanzia di non leggere tutto il documento proposto: i manifestanti si sono avvicinati e sono stati respinti con manganelli e scudi.

I manifestanti avevano chiesto di poter leggere in televisione un documento dal titolo: "Comunicato contro il negazionismo del genocidio in corso, la censura e la narrazione filoisraeliana della Rai".

(ansa)

I contestatori, che chiedono le dimissioni dell'ad Roberto Sergio e una informazione senza censura sulla Palestina e non "filo sionista", sono poi partiti in corteo verso piazza dell'Unità

pc 15 febbraio - SALVINI CRIMINALE! PALESTINA IMMORTALE!


L’ultima della Lega: vuol vietare le manifestazioni contro Israele

Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano

Il 4 novembre scorso il leader della Lega Matteo Salvini ha organizzato una manifestazione pro-Israele a Milano in cui ha definito “fascisti” coloro che scendono in piazza contro Tel Aviv dopo gli eventi del 7 ottobre.

Per questo, con la scusa di combattere gli atti di antisemitismo, ora il Carroccio vorrebbe proibire le manifestazioni in cui vengono criticate le istituzioni di Israele: a chiederlo è una proposta di legge presentata dalla Lega in Senato il 30 gennaio e depositata mercoledì, proprio il giorno in cui a Napoli alcuni manifestanti venivano manganellati sotto la sede Rai mentre protestavano per chiedere la pace nella Striscia di Gaza dopo le polemiche per le frasi di Ghali a Sanremo (“Stop al genocidio”).

La proposta di legge è firmata dal capogruppo della Lega Massimiliano Romeo e dai senatori Daisy

pc 15 febbraio - Francia solidarietà creativa con la Palestina e repressione - info

 in via di traduzione

France: Arrestations et perquisitions pour un escalier peint

Dans la nuit du dimanche 11 au lundi 12 février, les marches de l’escalier de la rue Sainte Marie des Terreaux, à Lyon, ont été repeintes aux couleurs de la Palestine, pour visibiliser l’horreur du génocide pratiqué par l’armée d’occupation israélienne. Six militant.es ont été pris sur le fait et mis en garde à vue et trois ont subi des perquisitions immédiates (ce qui est illégal, car les règles de mises en garde à vue ne s’appliquent normalement pas à ce genre de délit). Une directive ministérielle est d’ailleurs appliquée : chaque action concernant la Palestine doit conduire, autant que possible, à une garde à vue, dans le but d’intimider.

pc 15 febbraio - Formazione operaia - Perchè c'è il predominio dell'ideologia borghese? - Passi dal 'Che Fare?' di Lenin

Riprendiamo i passi seguenti, che commenteremo nel prossimo giovedì

Dal “Che fare?”: “Ma perché il movimento spontaneo… va verso il predominio dell’ideologia borghese? Per la semplice ragione che per la sua origine l’ideologia borghese è molto più antica di quella socialista, essa è più elaborata in tutti i suoi aspetti e possiede mezzi incomparabilmente più grandi di diffusione…”

Ancora, in una nota: “Si dice spesso la classe operaia aspira spontaneamente al socialismo. Ciò è giustissimo nel senso che più profondamente e più esattamente di tutte le altre la teoria socialista determina le cause dei malanni della classe operaia e perciò gli operai possono assimilarla facilmente, purché questa teoria non capitoli davanti alla spontaneità, purché non si assoggetti alla spontaneità, la classe operaia aspira spontaneamente al socialismo ma l’ideologia borghese che è la più diffusa (e che costantemente risorge nelle forme più svariate) pur tuttavia è imposta spontaneamente più di ogni altra all’operaio.

Riferendosi al giornale dell’economismo, Rabociaja Myisl Lenin scrive: “non nega completamente la lotta politica… parla di lotta contro il governo… pensa soltanto che la politica segue sempre

pc 15 febbraio - LA CENSURA E LA REPRESSIONE ALLA SOLIDARIETA’ PALESTINESE ACCENDONO LA PROTESTA SOTTO LA SEDE RAI A MILANO

Con i presidi convocati sull’onda delle dichiarazioni a difesa del genocidio a mezzo Rai, della generale disinformazione di parte sionista, delle cariche a Napoli e Torino, anche quello di Milano in corso Sempione, è diventato, inevitabilmente, un corteo, per la presenza di massa, per la decisione dei manifestanti. Un corteo fatto in gran parte da giovani, dell’area solidale con la Resistenza palestinese, dai tanti presenti perché indignati dalle manganellate e schifati da TeleMeloni, 

Da subito al centro degli slogan e degli interventi la censura Rai e Meloni, fascisti e servi dei coloni, i

pc 15 febbraio - Solidarietà con i ragazzi di Torino e Napoli aggrediti e picchiati dalla polizia sotto la Rai/NO alla scuola-caserma del governo Meloni (da Controinformazione rossoperaia ORE12 del 14/02)

Lavoratori e lavoratrici, è davvero una vergogna quello che ieri è successo a Napoli e a Torino. Due manifestazioni di giovani e giovanissimi, appartenenti al movimento degli studenti, in particolare a Torino gli studenti di “cambiamo rotta”, gli attivisti solidali con la Palestina, appartenenti a diverse associazioni, a Potere al popolo, a realtà dei centri sociali, ad Askatasuna a Torino, a Napoli alle diverse realtà sociali attive che hanno giustamente protestato sotto la direzione della Rai.

Questa Rai fa schifo, è diventata TeleMeloni in mano a uomini del governo come mai si era visto prima. Anche prima la televisione era in mano ai partiti, era in mano ai governi, per carità, figuriamoci! Ne abbiamo viste di cotte e di crude e sappiamo come vengono piazzati alla Rai giornalisti/giornaliste…. per non usare parole volgari.

Ma TeleMeloni lo fa con arroganza. Dice che sta “riequilibrando” per loro che sono stati esclusi da anni. Falso! Uomini di questo governo o dei partiti di questo governo ci sono stati - eccome - dentro la Rai, se la sono spartita prima, basta pensare a Salvini, e stendiamo un velo pietoso su Forza Italia di Berlusconi. Sarebbero gli ultimi che possono parlare in questa maniera, però lo stanno facendo, lo stanno facendo e in maniera volgare, arrogante, provocatoria lo stanno attuando.

E che significa TeleMeloni? che non si devono dire cose che possono disturbare il governo e la sua

pc 15 febbraio - PIU' salario/MENO orario (da Controinformazione rossoperaia ORE12 del 14/02)

 

La lotta degli operai storicamente è sempre la lotta sindacale degli operai, ed è concentrata su due problemi, vale a dire l'orario di lavoro e il salario come due questioni centrali che animano lo scontro tra padroni e operai. I padroni dicono sempre che “siamo nella stessa barca”, se vado bene io andrete bene voi lavoratori. E il governo lo stesso. Lo dice Meloni esplicitamente: noi lavoriamo perché le imprese guadagnino così guadagnano i lavoratori.

Sappiamo che si tratta di una favola. Chi ha un minimo di cervello sul posto di lavoro sa bene che non funziona così.

Però in ogni caso due questioni sono al centro e che sono al centro oggi proprio perché siamo in difficoltà come movimento operaio, come lotte degli operai e dei lavoratori: la questione del salario e la questione dell'orario.

In Germania, per esempio, la lotta di 80.000 siderurgici ha ottenuto la riduzione d'orario da 35 a 32 ore

pc 15 febbraio - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - La "guerra a bassa intensità" contro le donne - Un viaggio d’istruzione a Londra

 

pc 15 febbraio - Argentina Milei/bestia fascista, amico di Meloni e Salvini, intanto la prende nel c...

 infoaut

Argentina: La legge omnibus è stata fatta cadere

Il regime di Javier Milei ha subito una sconfitta considerevole prima di terminare i due mesi di mandato. Il suo progetto più prezioso è tornato indietro al Congresso.

di Daniel Campione

Di fronte alla prospettiva di uscire perdenti nella votazione di buona parte degli articoli, il blocco dei deputati di La Libertà Avanza (LLA) insieme ad alcuni consiglieri del presidente hanno deciso di inviare di nuovo in commissione il progetto chiamato “Legge Omnibus”. Una dichiarazione di impotenza, giacché secondo il regolamento della Camera dei Deputati, il ritorno in commissione implica il ritorno a zero, come se nulla fosse stato discusso o approvato in sede legislativa.

La frustrazione del governo non solo non ha indotto a gesti di autocritica o conciliazione, ma ha dato immediatamente via libera a voci di risentimento e minaccia. Per cominciare quella dello stesso presidente, che ha tuonato nella rete X, poco dopo che si era conosciuto il fracasso parlamentare: “La casta si è messa contro il cambiamento che noi argentini abbiamo votato nelle urne”. E ha aggiunto “Continueremo con il nostro programma con o senza il sostegno della dirigenza politica che ha distrutto il nostro paese”.

Non sono mancati coloro che hanno ricordato al primo mandatario che anche l’integrazione del parlamento è legittimata dal suffragio popolare. E che il LLA ha un insieme di legislatori così ridotto

pc 15 febbraio - No all’estradizione di Anan Yaeesh!

Il 29 gennaio 2024 le autorità italiane hanno arrestato, nella città dell’Aquila, Anan Yaeesh, a seguito di una richiesta di estradizione avanzata dalle autorità israeliane.

Anan Yaeesh, 37 anni, è un palestinese originario della città di Tulkarem, in Cisgiordania; nel corso degli anni ha condotto la propria attività politica all’interno del contesto della Seconda Intifada; ha scontato oltre 4 anni nelle carceri dell’occupazione e subìto un agguato delle forze speciali israeliane nel 2006, durante il quale riportò gravi ferite per i colpi a lui inferti.

Anan lascia la Palestina nel 2013, diretto verso l’Europa. Si reca inizialmente in Norvegia dove viene sottoposto a degli interventi chirurgici per rimuovere i proiettili rimasti nel suo corpo per anni.

Nel 2017 raggiunge l’Italia, dove si stabilisce, e dove nel 2019 ottiene un regolare titolo di soggiorno. Nel 2023 si reca in Giordania, dove viene rapito dai servizi di sicurezza giordani allo scopo, con ogni probabilità, di consegnarlo ad Israele.

Dopo oltre sei mesi di detenzione, a seguito della diffusione della notizia del suo arresto e il pericolo che venisse consegnato alle autorità israeliane, i servizi di sicurezza giordani si trovano nella condizione di doverlo rilasciare al fine di evitare malcontento e reazioni da parte dell’opinione pubblica.

Nel novembre del 2023 torna in Italia, all’Aquila, dove risiede, e viene arrestato a seguito di un mandato di cattura italo-israeliano; questo ha luogo a seguito del consenso da parte del governo italiano

pc 15 febbraio - A proposito del 7 ottobre - L’impensabile rivolta degli schiavi

Un  articolo interessante che va letto contro innanzitutto posizioni di soggetti di sinistra e opportunisti, presenti nelle formazioni sedicenti 'comuniste' e nel sindacalismo di base

L’impensabile rivolta degli schiavi

Coloro che affermano che Israele era a conoscenza dei piani del 7 ottobre stanno riconfezionando un vecchio luogo comune coloniale secondo cui i nativi sono troppo docili, troppo sottomessi, troppo codardi e troppo inferiori per ribellarsi contro i loro oppressori.

Zubayr Alikhan – 8 febbraio 2024

Il 7 ottobre 2023 i palestinesi hanno lanciato la più grande operazione decoloniale nella storia della Palestina. Hanno segato le loro catene, hanno demolito la gabbia e hanno fatto saltare le pareti di ferro. I palestinesi hanno preso il volo. Hanno accecato le telecamere, interrotto le comunicazioni e penetrato gli insediamenti. Hanno paralizzato una colonia di coloni nucleari e hanno messo in ginocchio l’impero. Hanno reciso il cordone ombelicale dell’inespugnabilità, della sicurezza e del dominio sacrosanto, vitale per tutti i progetti coloniali.

Immediatamente, scribi e politici imperiali, coloni e amministratori coloniali, conservatori e liberali – soprattutto i liberali – si sono messi al lavoro. Il loro compito era duplice: garantire che il mondo vedesse i nativi come orde selvagge, barbari, animali, la quintessenza del male – qui i liberali hanno dimenticato velocemente la loro correttezza politica e si sono affrettati a condannare – e contemporaneamente ristabilire il dominio.

Il primo ha preso d’assalto il mondo, ma per chiunque fosse sano di mente è sempre stato fallace e ora è stato instancabilmente e completamente sfatato. Il secondo, invece, ha permeato la mente di molti, anche di quelli potenzialmente ben intenzionati. Questo ripristino dell’impero si è manifestato in diversi modi: i palestinesi non avrebbero potuto evadere da soli, non sarebbero riusciti a penetrare la cupola di ferro, i sistemi di sicurezza israeliani sono troppo avanzati per essere superati o disarmati – Israele “ha lasciato che lo facessero”.

Senza perdere un colpo, un’operazione senza precedenti che ha mandato in frantumi il concetto di invincibilità imperiale è stata riformulata come uno strumento imperiale. Faceva parte di un piano

pc 15 febbraio - Da Controinformazione rossoperaia ORE 12 / la posizione generale / presentazione del giornale stampato uscito questa settimana

 

Riprendiamo questa settimana ORE 12 Controinformazione rossoperaia innanzitutto informando chi ci ascolta che è uscito il nuovo numero del giornale stampato che è tratto dalla Controinformazione quotidiana che facciamo quattro volte alla settimana in questo nuovo anno. Il numero stampato ha una funzione particolare, quella di selezionare tra i temi e i pezzi trattati nella giornaliera controinformazione audio e fare uno strumento di intervento diretto tra gli operai, i lavoratori, le masse, sia innanzitutto ai posti di lavoro, alle portinerie delle fabbriche, nelle assemblee dei lavoratori tenute dallo Slai Cobas o dalle diverse organizzazioni sindacali e sia usarlo nella partecipazione alle manifestazioni che si tengono in varie realtà durante la settimana.

Questo numero contiene e riprende il problema della guerra e del ruolo dell'Italia nella guerra commentando l'intervista a quel maiale che è il Ministro Crosetto, ministro di punta del governo Meloni, legato e stipendiato - come è stato dimostrato - dalle grandi industrie belliche, in particolare dalla Leonardo. Questo Ministro ormai è la voce ufficiale dell'ala peggiore del militarismo e dell'imperialismo italiano.

Ha fatto un'intervista che abbiamo commentato. Questo commento è presente nel numero stampato di ORE 12 in uscita oggi sotto il titolo “il governo Meloni/Crosetto va alle guerre per i profitti e vuole i riservisti”.

Un altro articolo che è contenuto è quello relativo al viaggio della Meloni in Giappone che, al di là di

pc 15 febbraio - Ilaria Salis - un articolo dall'Ungheria - foto della mobilitazione - da Controinformazione/ORE 12 del 13/02

 Dai quotidiani ungheresi info sulle mobilitazioni antifa nella "giornata dell'onore" e l'uso che ne fa Orban assieme alla prigionia di Ilaria Salis

l'articolo in prima del giornale stampato
in distribuzione in questa settimana

Iniziamo questa rassegna stampa sui fatti dell'Ungheria di Budapest, su ciò che è accaduto questo fine settimana a partire dai giornali ungheresi on-line, in particolare ci rifaremo a Merce che può essere ricondotto a un'area della sinistra e dell'opposizione al governo Orban, ma abbiamo dato un'occhiata anche ai giornali nazionali ufficiali.

Ci stiamo concentrando su questo fine settimana perché sono state le due giornate in cui si è svolta quella che in Italia abbiamo imparato a conoscere come la “giornata dell'onore”, cioè una commemorazione nazifascista che è diventata il pretesto per un incontro internazionale di nazisti e fascisti a Budapest. Incontro che avviene soprattutto perché, come hanno dichiarato spesso i loro capi, ormai l'Ungheria è diventato un luogo sicuro dove liberamente riunirsi, liberamente sfoggiare i simboli tipici fascisti come le svastiche, le uniformi naziste della SS, dove fare propaganda e comunque trovare l'occasione per incontrarsi a livello internazionale.

Queste giornate sono state anche l'occasione per una risposta dell'antifascismo internazionale. L'anno

pc 15 febbraio - Il lavoro produttivo degli operai si pone estraneo e contro gli operai in questo sistema capitalista - Per capire perchè, riprendiamo sempre Marx

Perchè pubblichiamo passi di questo illuminante manoscritto di Marx sul "lavoro alienato"? Perchè oggi (ma purtroppo da vari anni - ma le cause non possono essere oggetto di questo testo) vi è un rovesciamento, anche nella coscienza di tanti operai e operaie, del rapporto tra propria attività lavorativa e scopo privato capitalista della produzione, tra produttori del valore, della ricchezza sociale e appropriatori di questa ricchezza; c'è una moderna "alienazione"; per cui, parafrasando una frase di Marx, l'operaio "si sente libero soltanto nelle sue funzioni animali, come il mangiare, il bere, il procreare, e tutt'al più ancora l'abitare una casa e il vestirsi; e invece si sente nulla più che una bestia nelle sue funzioni umane"; si sente uomo quando fa attività per sè che farebbe anche un animale e si sente un animale quando fa un'attività produttiva, creatrice, sociale. 

Quindi, come scrive Marx: "Ciò che è animale diventa umano, e ciò che è umano diventa animale".

Da Manoscritti economico-filosofici del 1844

Karl Marx

(passi da) Il lavoro alienato

[XXII]...abbiamo mostrato che l'operaio decade a merce, alla più misera delle merci, che la miseria dell'operaio sta in rapporto inverso con la potenza e la quantità della sua pro­duzione, che il risultato necessario della concorrenza è l'accumulazione del capitale in poche mani, e quindi la pili terribile ricostituzione del monopolio, che infine scompare la differenza tra capitalista e proprietario fon­diario, cosi come scompare la differenza tra contadino e operaio di fabbrica, e tutta intera la società deve scin­dersi nelle due classi dei proprietari e degli operai senza proprietà

L'economia politica parte dal fatto della proprietà pri­vata. Ma non ce la spiega... L'economia politica non ci dà nes­suna spiegazione sul fondamento della divisione di capitale e lavoro, di capitale e terra. Quando, per esempio, determina il rapporto del salario col profitto del capita­le, l'interesse del capitalista vale per essa come la ragione suprema; cioè essa presuppone ciò che deve spiegare...

...ora noi dobbiamo comprendere la connes­sione essenziale che corre tra la proprietà privata, l'avi­dità di denaro, la separazione tra lavoro, capitale e pro­prietà fondiaria, tra scambio e concorrenza, tra valoriz­zazione e svalorizzazione dell'uomo, tra monopolio e concorrenza, ecc., la connessione di tutto questo pro­cesso di estraniazione col sistema monetario...

...Noi partiamo da un fatto dell'economia politica, da un fatto presente.

L'operaio diventa tanto più povero quanto maggiore è la ricchezza che produce, quanto più la sua produzione cresce di potenza e di estensione. L'operaio diventa una merce tanto più vile

mercoledì 14 febbraio 2024

pc 14 febbraio - A Napoli il primo concerto nazionale per sostenere Gaza - importante!

È da Napoli che si alza la voce multipla di musicisti, cantanti, attrici, attori, letterati, intellettuali per dire subito «Stop alle armi che uccidono i palestinesi. Cessate il fuoco. Stop al genocidio che Israele sta compiendo a Gaza e nelle terre di Palestina».

Domenica 25 febbraio si terrà il primo concerto-evento nazionale contro il conflitto che sta avvenendo in Palestina. Un’iniziativa promossa e organizzata dalla Comunità palestinese della Campania e da Assopace Palestina per sostenere la causa del popolo di Gaza e raccogliere fondi da destinare a Medici Senza Frontiere e al Medical Relief che opera negli ambulatori dei territori occupati dalle azioni di guerra.

Al PalaPartenope di Napoli, dalle 19 musicisti e interpreti, autrici, fotoreporter, lettori e disegnatori saliranno sul palco per ribadire l’urgenza di interrompere immediatamente i bombardamenti e gli agguati contro il popolo palestinese.

Ci saranno tra gli altri Laura Morante, Fiorella Mannoia, ‘E Zezi, Enzo Avitabile, Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, Daniele Sepe con Capitan Capitone e i fratelli della costa, Dario Sansone, La Maschera, Valeria Parrella, Franco Ricciardi, Giovanni Block, Marzouk Mejri, Lino Musella, Ciccio Merolla, Pietro Santangelo, Suonno D’Ajere, Sandro Joyeux, Francesco Forni, Nicola Caso, Eduardo Castaldo, Helen Tesfazghi con Afroblue, Alorem, Alessandro Rak, Maurizio Capone, Lino Cannavacciuolo. Poi, Fanfara Station, Elisabetta Serio e Vauro, Ars Nova, Valerio Iovine, Osanna, Mimmo Lucano, Maurizio De Giovanni, Patrizio Rispo, Antonella Stefanucci, Francesco Di Leva.

Aderiscono anche Marisa Laurito e Ferzan Özpetek, Piero Pelù, Saverio Costanzo, Moni Ovadia e Sabina Guzzanti.

E poi i fumettisti e illustratori italiani e internazionali che hanno dato vita alla collettiva Falastin Hurra per la Palestina Libera.

Prevendite e informazioni sul sito www.pergaza.it

* da il manifesto

pc 14 febbraio - 12 paesi chiedono alla FIFA di escludere Israele dal Mondiale

La Federazione Internazionale delle Associazioni di Calcio (FIFA) ha rivelato giovedì 8 febbraio di aver ricevuto una richiesta avanzata pochi giorni fa da 12 federazioni facenti parte dell’ente che difendevano l’esclusione di Israele dalle competizioni calcistiche nelle selezioni fintanto che durano i bombardamenti e gli attacchi militari di terra contro la Striscia di Gaza.

Il sito Sky News ha pubblicato l’elenco della metà dei firmatari del documento, tra cui figura la Federcalcio Palestinese – riconosciuta dalla FIFA e con diritto a partecipare ai tornei organizzati dall’ente –, oltre ad Arabia Saudita, Giordania, Qatar, Iran ed Emirati Arabi.

Il testo presentato alla FIFA è stato redatto dal presidente della Federcalcio Giordana, Ali bin Al Hussein, che è anche presidente della Federcalcio dell’Asia Occidentale (WAFF).

Il documento esorta il massimo organo del calcio mondiale ad “assumere una posizione decisiva contro le atrocità commesse in Palestina e i crimini di guerra a Gaza, condannando l’uccisione di civili

pc 14 febbraio - Brutale aggressione contro i lavoratori GITRE in lotta - infosolidale

BRUTALE AGGRESSIONE CONTRO I LAVORATORI E IL COORDINATORE DI MILANO PAPIS NDIAYE!
È di pochi minuti fa la notizia che alla GITRE di Bellusco, azienda metalmeccanica della provincia di Monza che applica illegittimamente il CCNL Multiservizi, durante uno sciopero in risposta al licenziamento di 8 lavoratori del SI Cobas "fatti fuori" il 31 dicembre col solito stratagemma del cambio appalto, le squadracce in divisa al servizio del governo Meloni hanno compito una violentissima aggressione contro i lavoratori in presidio.
Nelle immagini si può vedere un individuo in borghese (poliziotto???) che colpisce a calci e pugni i lavoratori stesi a terra in resistenza passiva, nel mentre la celere aggrediva gli altri manifestanti.
Papis NDIAYE, coordinatore SI Cobas di Milano e membro dell'esecutivo nazionale, sul quale si è scatenato con particolare accanimento l'infame soggetto in questione, è attualmente ricoverato all'ospedale di Vimercate, così come un altro compagno del coordinamento provinciale.
Invitiamo tutti i coordinamenti provinciali e i lavoratori alla massima vigilanza contro le bande armate, in divisa o in borghese, al servizio del governo guerrafondaio, lasciate completamente libere di picchiare i lavoratori e di mandarli all'ospedale!
La lotta contro lo sfruttamento, i licenziamenti e i salari da fame prosegue!

SI Cobas nazionale