Redazione ORE 12 Controinformazione rossoperaia - L'intervista è stata fatta il 19 dicembre 2024 ed affronta questioni decisive per comprendere la situazione sociale, politica a Gaza, in Palestina, la resistenza le sue forze, il contesto internazionale, il ruolo dei paesi arabi, ecc. ecc.La lotta per la Palestina è di fondamentale importanza oggi per la lotta dei popoli e dei proletari nel mondo, per questo vogliamo portare con la Controinformazione rossoperaia, quella che è la situazione oggi nel contesto internazionale e i suoi riflessi in Italia.
Ne parliamo, oggi 19 dicembre 2024, con Muhammad Hannoun dell’Associazione Palestinesi in Italia (API) promotore e attivo da subito, dopo il 7 ottobre, delle mobilitazioni che ininterrottamente ogni sabato si sono tenute a Milano, nella Milano Palestinese, e proprio anche per questo è stato colpito da un foglio di via della questura che gli impedisce di partecipare a Milano e inoltre è da tempo sotto pressione col tentativo di criminalizzare appunto la solidarietà alla Palestina, al popolo palestinese portata avanti da sempre dall'Associazione Onlus di Genova. Lo ringraziamo e vogliamo chiedere direttamente a lui di entrare un po' nel merito di alcuni punti.
Il primo punto riguarda la continuazione del Piano genocida di Netanyahu che vuole andare avanti per la distruzione della Resistenza e del Popolo palestinese e quindi secondo noi è necessario rispondere con l'unità e la continuazione della Resistenza, su questo vorremmo appunto capire com'è la situazione oggi. Anche alla luce di quello che sta emergendo in queste settimane sulla stampa in cui si parla di un “accordo” tra Fatah e Hamas per amministrare Gaza e quindi come sia appunto importante la gestione unitaria della situazione e l’alleanza tra le forze della Resistenza per fronteggiare lo stato attuale dell'aggressione oggi.
Anche in funzione di continuare la mobilitazione e la solidarietà internazionale e nazionale, ovviamente attraverso l’unità ma su delle parole d'ordine chiare a sostegno della Resistenza fino alla vittoria, fino a uno Stato palestinese dal fiume al mare, è proprio su questo punto che non ci possono, dal nostro punto di vista, essere divisioni ed è necessario proseguire a estendere la solidarietà anche tra i lavoratori e le masse che, necessariamente, si devono ancora mobilitare nel nostro paese.
Hannoun - Ciao carissimo, allora rispondo per punti, il primo punto è sul genocidio in corso nella Striscia di Gaza e sulla continuazione della resistenza a cui stiamo assistendo. Questo genocidio che ormai ha fatto circa 15 mesi, siamo alla 63° settimana del genocidio che rappresenta un record nella storia dell'occupazione nazi-sionista dei territori palestinesi, questo genocidio io lo vedo in tre direzioni diverse. Nella prima direzione il governo israeliano nazi fascista - di destra, ma non è che la sinistra cambia qualcosa, sia di destra che di sinistra che di centro sono tutti sionisti criminali - questo genocidio in corso è un genocidio diverso, nel senso che le guerre sulla Striscia di Gaza, sui palestinesi sono state sempre guerre, attacchi, aggressioni come li vogliamo chiamare limitate, magari ricordiamo la prima guerra su Gaza del 2008 a cavallo del 2009 e così via; le altre tre o quattro guerre duravano pochi giorni o poche settimane e con una limitata devastazione distruzioni, si parlava di centinaia, di migliaia di feriti, di morti palestinesi gazawi, però questa volta c'è stato un vero genocidio.
Ora parliamo di come è stato documentato dal ministero della Salute di Gaza. I morti hanno superato i 45.000 palestinesi, mentre per i feriti, e parlo di vittime documentate, perché sotto le macerie, si parla di altre decine di migliaia. Purtroppo non è possibile il salvataggio di queste vittime, per la mancanza dei mezzi, per le difficoltà di salvataggio, per la continua aggressione e per l'impossibilità di poter raggiungere i luoghi come per esempio Beit Lahia, Jabalia, Beit Hanun, Rafah o nelle zone del’Est di Khan Younis. I numeri documentati sono quindi 45.000 morti tra cui, si parla, il 60% è di bambini e donne, e oltre 107.000 sono i feriti. Non parliamo della devastazione, della distruzione totale, come dimostrano le immagini dai satelliti ,di alcune zone della Striscia di Gaza che sono praticamente completamente distrutte, rase al suolo; come annunciato il portavoce delle Nazioni Unite, l’80% delle strutture delle abitazioni di Gaza sono state completamente o parzialmente distrutte, con due milioni e di più ancora di cittadini evacuati, le strutture sanitarie sono ormai al collasso.
La situazione di questo genocidio è, come dicevo, diversa dalle altre aggressioni del passato, questa volta Netanyahu ha voluto mandare un messaggio ai palestinesi in primis e alla comunità internazionale di voler sterminare la popolazione palestinese, come hanno dimostrato le varie testimonianze dei soldati israeliani tornati dalla Striscia di Gaza che hanno confermato di aver avuto ordini chiari di uccidere. Per cui l'obiettivo è quello di sterminare i gazawi, di evacuare la Striscia di Gaza, di distruggere tutto ciò che sta in piedi nella Striscia di Gaza. Per cui questa volta hanno superato ogni limite e purtroppo tutto questo passa nel silenzio assoluto. La scusa di questo criminale governo israeliano è quella dì stroncare la resistenza palestinese. Questa è una frottola, perché quello che sta avvenendo è lo sterminio di tutti i palestinesi, la distruzione non delle caserme di polizia o dei soldati o della resistenza palestinese, ma invece di tutte le abitazioni, tutte le tende dove sono rifugiati questi profughi, questi evacuati, sfollati che hanno trovato una tenda o un riparo sotto le macerie, non sono stati risparmiati nemmeno loro. Per cui questa è frottola di stroncare la Resistenza palestinese è una bugia, perché quello che sta avvenendo è una distruzione totale di tutta la Striscia di Gaza.
Approfitto in questo senso parlando della Resistenza palestinese. Dopo circa 15 mesi di genocidio e di sterminio contro la popolazione di Gaza, questa resistenza sta affrontando l'aggressione nazi sionista con coraggio, con determinazione, con unità delle forze, l’unita di tutta la Resistenza palestinese. Per cui non si può parlare della Resistenza palestinese come solamente Hamas, anche se Hamas è il pilastro fondamentale di questa Resistenza, però anche le altre forze palestinesi della Jihad Islamica, di Al Fatah, del Fronte Popolare, di tutti i componenti della Resistenza palestinese sono uniti insieme per combattere