sabato 9 novembre 2019

pc 9 novembre - TORNANDO SULLA VENUTA A TARANTO DI CONTE

La decisione improvvisa di Conte di venire a Taranto ha chiaramente colto di sorpresa.
Conte, con uno stile innovativo, nell'interpretare il suo ruolo di presidente del consiglio e il suo definirsi 'populista' e 'avvocato del popolo': nessuna "zona rossa", anzi, è venuto alla fabbrica dalla portineria, ha scelto di incontrare e confrontarsi, in un forte clima di tensione e contestazione, con l'area degli ambientalisti, impressionando e restandone impressionato e influenzato;
dopo proseguendo in questo stile ha incontrato il consiglio di fabbrica allargato - anche qui circa 200 tra delegati e rappresentanze di operai - ricevendo in questo caso applausi, attenzione e sostanziale apprezzamento.
Questo chiaramente ha rappresentato una novità nella situazione attuale. Quale influenza avrà, lo vedremo nei prossimi giorni.

Ciò che è mancata è la posizione di classe - assente nell'arcipelago ambientalista e nell'attuale consiglio di fabbrica.

Posizione he invece abbiamo portato al mattino nello sciopero - riuscito poco all'ArcelorMittal ma grande e compatto nell'appalto - e che riporteremo con forza e decisione nei primi giorni della prossima settimana.

Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

pc 9 novembre - Continua in Francia la mobilitazione per liberare Vincenzo Vecchi

Il 15 novembre la decisione a Rennes sulla richiesta di estradizione.
Continua in Francia la mobilitazione a sostegno di Vincenzo Vecchi, il compagno italiano ricercato per i fatti del G8 di Genova del 2001 arrestato in Francia ad agosto scorso, in vista del 15 novembre, giorno in cui la Corte di Appello di Rennes deciderà sulla sua eventuale estradizione in Italia. Ieri a Parigi si è svolta una conferenza stampa organizzata dal Comitato di solidarietà a Vecchi alla quale hanno partecipato, tra gli altri, anche Eric Vuillard, scrittore e cineasta francese che nel 2017 che ha vinto il prestigioso premio letterario Goncourt per il suo romanzo

pc 9 novembre - SAN FERDINANDO - I BRACCIANTI MIGRANTI FANNO SCIOPERO E STRAPPANO UN RISULTATO SALARIALE

San Ferdinando - Gli "invisibili" tornano nelle campagne e organizzano un mini-sciopero per i loro diritti
Da articolo di Antonio Maria Mira - 9 novembre 2019

Si avvicina l’inverno, e la raccolta degli agrumi nella Piana di Gioia Tauro. Il primo anno senza l’enorme e indegna baraccopoli nata nel 2011 dopo la rivolta del 7 gennaio 2010 dei braccianti africani contro le violenze e lo sfruttamento della ’ndrangheta, dei caporali e degli imprenditori. Ma anche senza che siano state create alternative alle baracche. Niente. Malgrado siano passati più di otto mesi dallo sgombero. Restano invece i resti delle baracche, enormi cumuli di rifiuti in parte coperti dalle piante cresciute in questi mesi.
L’unica novità sono tende chiuse, dentro i loro sacchi con la scritta ministero dell’Interno.
Eppure l’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva annunciato un finanziamento di 350mila euro per il Comune di San Ferdinando per risanare l’area. I soldi ancora non sono arrivati ma in realtà serviranno per la gestione della nuova tendopoli. Per i rifiuti non c’è nulla. Il Comune ha fatto un preventivo: servono 330mila euro per smaltire regolarmente i rifiuti e addirittura 2milioni di euro per

pc 9 novembre - La giornata 'straordinaria' di Conte a Taranto - tra contestazione e dialogo con gli ambientalisti e incontro al consiglio di fabbrica - registra l'assenza della posizione autonoma e di classe degli operai









Il ricatto ArcelorMittal viene allo scoperto:

migliaia di esuberi in AM e mano libera nello sfruttamento, nella sicurezza sul lavoro, nella gestione dei licenziamenti nell’appalto,
per affermare la logica del profitto, nella crisi mondiale dell'acciaio.

L’immunità penale – il fermo dell’Afo 2, ecc sono pretesti
anche se anch’essi dimostrano il ricatto e l’arroganza dei padroni indiani

Lo sciopero generale è quindi obbligato e necessario contro i diktat e i piani di Mittal

Ma se lotta ci deve essere, allora deve essere per rimettere tutto in gioco, compreso gli accordi del 6 settembre 2018 e quello recente sulla cassintegrazione permanente, ecc
E’ sotto gli occhi di tutti che i padroni indiani hanno usato la logica: se gli dai un dito, si prendono tutta la mano.
La lotta non può essere aziendalista né pilotata; né può essere limitata al cosiddetto “rispetto degli accordi”, “rispetto degli obblighi contrattuali” - così è una lotta persa in partenza.
Ora bisogna pretendere una soluzione vera per cui valga la pena lottare a fondo, in maniera prolungata e con tutte le forme di lotte necessarie:
nessun esubero - piano per rientro dei cassintegrati in CIGS - salvaguardia di lavoro, salari e diritti nelle ditte dell'appalto – sicurezza in fabbrica con una postazione ispettiva permanente sotto controllo operaio dentro l’area ArcelorMittal appalto – estensione dei benefici amianto anche con una legge speciale tenendo conto della fabbrica delle morti sul lavoro e inquinante, reale bonifica e ambientalizzazione della fabbrica a tappe forzate, con un utilizzo generale dei lavoratori – che così rientrano al lavoro tutti.

Questa piattaforma va imposta sia a Mittal, se resta, sia all’azienda commissariata o nazionalizzata dallo Stato, sia a un nuovo padrone diverso da Mittal.

Sul fronte della salute, emergenza ambientale e sanitaria, bonifiche del territorio si può e si deve fare di più. Servono nuovi fondi dello Stato a sostegno - torniamo agli 8 miliardi necessari indicati nel 2012 dall'inchiesta Todisco.

Lo Slai cobas è contro le posizioni di parte dell’ambientalismo piccolo borghese e antioperaio che vuole la chiusura e non la lotta operiai e masse popolari per il lavoro, la sicurezza, la salute, la guerra all'inquinamento in fabbrica e in città.

SI allo sciopero generale e alla lotta prolungata a Taranto e a Roma - SI allo sciopero generale nazionale di tutti i metalmeccanici
noi siamo per l’autonomia operaia da padroni, governo e loro servi
noi siamo per una lotta di classe senza sconti a padroni e governo
noi siamo per il sindacato di classe, che raccolga le migliori energie esistenti in fabbrica, siamo per il potere operaio nella fabbrica e nella società
Slai cobas per il sindacato di classe Taranto
via Livio Andronico 47 Taranto slaicobasta@gmail.com 347-5301704

8.11.19 - blog tarantocontro.blogspot.it

pc 9 novembre - Chi è contro i NOTAV?- Sotto inchiesta Bertolino, l’avvocato anti-notav. E’ accusato di passare informazioni alla ‘ndrangheta



C’è anche lui, Pierfranco Bertolino, tra le decine di persone coinvolte in una maxi-operazione sulle ‘ndrine di Volpiano e San Giusto Canavese.
Il celebre penalista torinese è una figura ben nota ai notav. Non solo è stato legale di fiducia del giornalista Massimo Numa, uno dei più accaniti cronisti anti-notav de La Stampa, condannato poi per diffamazione proprio per i suoi articoli sul movimento. Bertolino è anche l’avvocato che regolarmente si costituisce come parte civile dei poliziotti e dei carabinieri nelle fantasiose ricostruzioni portate avanti nei processi contro i notav chiedendo agli imputati di pagare decine di migliaia di euro di risarcimenti alle truppe di occupazione inviate in Val Susa.
Il meccanismo, ben rodato, ha spesso assunto negli anni passati una vera e propria dimensione industriale. Celebre è il caso, rivelato dal gruppo hacker Anonymous, in cui agli agenti venivano inviate querele pre-stampate per riportare presunte ferite già PRIMA delle manifestazioni. In quel caso il servizio veniva svolto in joint venture con il SAP, il sindacato di polizia salviniano (il suo segretario generale, Gianni Tonelli, è oggi deputato della Lega) di cui Bertolino è simpatizzante.

pc 9 novembre - VIVA LA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE! SERATA A TARANTO DEL 7 NOVEMBRE


A Taranto serata per il 102° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre e per l’avvio del nuovo ciclo di Formazione operaia su “Stato e rivoluzione” di Lenin.
Alla serata hanno partecipato compagni e compagne di proletari comunisti, giovani del Fronte della gioventù comunista e altri militanti di diversa provenienza.
Innanzitutto è stato proiettato il capolavoro di Eisenstein “Ottobre”, per riportare tutti i compagni nel clima glorioso, entusiasmante e stimolante dell’ultimo semestre del 1917 e nella lunga e drammatica giornata della conquista del Potere con l’assalto al Palazzo d’inverno e la contemporanea assemblea dei soviet.
Tutti i compagni hanno potuto cogliere la dialettica tra l’arte dell’insurrezione e la dura lotta di posizione dei Bolscevichi in seno all’assemblea dei soviet per affermare e quindi consegnare il potere dello Stato agli organismi rappresentativi del nuovo potere.
La lotta armata e il nuovo potere si sono sviluppati in un parallelismo al cui centro vi è la guida del Partito comunista di Lenin. Il Partito comunista, il Partito bolscevico è la chiave e l’arma principale che arma gli operai e afferma la democrazia operaia e proletaria come forma e contenuto della dittatura del proletariato.
L’arte dell’insurrezione e la guida politica del bolscevismo sono qualcosa di diverso e di

pc 9 novembre - L’invasione turca sostenuta dagli imperialisti e la resistenza del popolo curdo non sono finite


...nè sono morte e seppellite. Nonostante continuino manifestazioni in diverse paesi si avverte nell’aria una sostanziale cancellazione e rimozione di quello che è avvenuto e avviene nel Nord Siria. E quindi tocca ai comunisti, agli internazionalisti autentici rompere il silenzio, sollevare il velo e gridare forte il loro sostegno alla resistenza armata delle masse curde, alle donne armate che ne costituiscono una prima linea, al battaglione internazionalista che non accetta nessuna logica di resa o di arretramento.
Certo gli apologeti di Kobane non rendono un buon servizio all’analisi storico critica del tipo di guerra in corso nel Nord Siria. Il Nord Siria dimostra in realtà che solo la guerra di popolo è una strategia vincente. Una guerra di popolo di lunga durata che domanda Partito, Fronte ed Esercito. La entusiasmante e complessa esperienza del ‘Confederalismo democratico’ mostra i limiti e gli internazionalisti che la sostengono non possono essere solamente dei combattenti in armi ma devono essere anche portatori, soprattutto le forze maoiste, di una teoria militare superiore, che è la guerra di popolo e lo Stato di Nuova democrazia, che sono le sole armi vincenti.
Certo, quando si combatte e ci si scontra con nemici coalizzati o collusi, come sono l’imperialismo Usa e l’imperialismo russo, il regime turco del boia fascista Erdogan e il regime siriano di Assad, è difficile non esserne schiacciati, è difficile non usare la tattica, come è stato detto, per “salvare il popolo curdo”; ma bisogna superare la difficoltà maggiore quella di un’analisi critica sul campo e di un cambio necessario, perché le grandiose aspirazioni dei combattenti curdi e l’esempio eroico delle donne di Kobane non diventi una pagina storica, affossata dall’imperialismo, dal fascismo e reazione.

Sempre e comunque dalla parte della resistenza curda!
Sempre e comunque con Kobane!
Il sangue versato non sarà mai dimenticato!
La guerra di popolo e la rivoluzione vinceranno!

venerdì 8 novembre 2019

pc 8 novembre - La lotta del'Ilva di Taranto è una lotta nazionale che va portata in tutte le fabbriche

Alla Tenaris Dalmine mercoledì nell'assemblea di fabbrica per il contratto, la posizione dello Slai cobas per il sindacato di classe e oggi ai cancelli al cambio turno.


Ieri alla Same con il volantino del corteo di Treviglio 


pc 8 novembre - Oggi sciopero all'ArcelorMittal - la posizione dello Slai cobas per il sindacato di classe

Il ricatto ArcelorMittal viene allo scoperto:

migliaia di esuberi in AM e mano libera nello sfruttamento, nella sicurezza sul lavoro, nella gestione dei licenziamenti nell’appalto,
per affermare la logica del profitto, nella crisi mondiale dell'acciaio.

L’immunità penale – il fermo dell’Afo 2, ecc sono pretesti
anche se anch’essi dimostrano il ricatto e l’arroganza dei padroni indiani

Lo sciopero generale è quindi obbligato e necessario contro i diktat e i piani di Mittal

Ma se lotta ci deve essere, allora deve essere per rimettere tutto in gioco, compreso gli accordi del 6 settembre 2018 e quello recente sulla cassintegrazione permanente, ecc
E’ sotto gli occhi di tutti che i padroni indiani hanno usato la logica: se gli dai un dito, si prendono tutta la mano.
La lotta non può essere aziendalista né pilotata; né può essere limitata al cosiddetto “rispetto degli accordi”, “rispetto degli obblighi contrattuali” - così è una lotta persa in partenza.
Ora bisogna pretendere una soluzione vera per cui valga la pena lottare a fondo, in maniera prolungata e con tutte le forme di lotte necessarie:
nessun esubero - piano per rientro dei cassintegrati in CIGS - salvaguardia di lavoro,

pc 8 novembre - INDIA: NOTIZIE DELLA GUERRA POPOLARE...

I maoisti si espandono a Patamda e Bodam, città di Ranchi


  da Correovermello-news

Nuova Delhi, 05.11.19.
Secondo la stampa indiana, le autorità governative hanno sollevato lo stato di allerta delle forze repressive, in vista delle imminenti elezioni nelle aree di Patamda e Bodam, dove i maoisti hanno schierato nuove unità che hanno viaggiato per le città, rafforzando il contatto con le masse contadine.
Fonti della polizia della Centra Reserve Police Force affermano che dispiegheranno un'ampia operazione di controllo notturno per evitare attacchi da parte dei maoisti contro le elezioni del regime e i politici in campagna elettorale.
 **
Nuova Delhi, 10.10.19
Chhattisgarh:
Secondo fonti della stampa indiana, un vicecomandante dell'Esercito Guerrigliero Popolare di Liberazione è stato assassinato dalle forze della repressione e un membro della Guardia di riserva distrettuale (DRG) è stato ucciso e un altro ferito, nell'area della foresta di Katekalyan, vicino alla

pc 8 novembre - Manifestazione a Roma contro i decreti sicurezza - adesione del Si.cobas

pc 8 novembre - Brasile: la lotta delle masse contro la via verso il fascismo aperto di Bolsonaro e dei suoi generali…- dal giornale maoista A Nova Democracia

Editoriale - Le masse eleveranno la loro controffensiva rivoluzionaria

ANNO XVIII, N ° 227 - Seconda quindicina di settembre e 1ottobre 2019
Nelle ultime settimane, gli interventi di Bolsonaro in vari organi esecutivi sono cresciuti come parte della grande lotta tra l'estrema destra e la destra dell'alto comando delle forze armate reazionarie (ACFA) per la direzione dell'offensiva controrivoluzionaria preventiva.
La polizia federale, ad esempio, il cui comando è allineato con la destra militare e civile (nucleo dell'istituzione: l'ACFA, il gruppo selezionato di pubblici ministeri, proprietari di grandi corporazioni agroalimentari, del settore industriale e dei banchieri, capo del monopolio della stampa, tutto monitorato dall'imperialismo yankee) sarà il campo dell'intervento di Bolsonaro; e quello nominato

giovedì 7 novembre 2019

pc 7 novembre - A Rosarno, bracciante immigrato ucciso con forbici da lavoro


A colpire particolarmente è stata la natura cruenta del decesso
Ancora una morte nelle campagne calabresi. Ancora un decesso legato alle condizioni di vita dei braccianti che lavorano nella raccolta agricola. È arrivata oggi, 7 novembre, la notizia della morte di Ousmane Keita, un ragazzo di 22 anni originario della Costa d’Avorio.
Il corpo del giovane è stato ritrovato con un paio di cesoie conficcate tra il collo e la testa in un agrumeto nelle campagne di Rosarno, contrada “Bosco”, in provincia di Reggio Calabria. Il corpo di Ousmane era poco distante dalla baraccopoli di San Ferdinando dove risiedeva.
Il ghetto era stato sgomberato a marzo di quest’anno, ma molti dei migranti che l’abitavano non hanno trovato una soluzione alternativa e sono rimasti a vivere nella tendopoli sorta nella stessa zona.

pc 7 novembre - Bologna, la rivolta delle donne contro Pillon in cattedra sull'affido familiare


A Parma la Camera Civile ha organizzato una tavola rotonda con il senatore leghista che vale come formazione per gli avvocati.  La rete delle donne di Parma protesta e prepara un presidio: "Ha proposto una legge contro le donne"

di ELEONORA CAPELLI
07 novembre 2019
Il senatore leghista Simone Pillon professore per un giorno, per aggiornare gli avvocati sul tema della riforma dell'affido condiviso. L'attuale ministra della famiglia, Elena Bonetti, ha assicurato nel momento del suo insediamento che il disegno di legge del leghista, fortemente osteggiato dalle associazioni femministe, "resterà in un cassetto". Ma questo non ha impedito alla Camera civile di Parma di organizzare una tavola rotonda dal titolo "Affido condiviso: riforma necessaria?"

L'evento, che è "in corso di accreditamento da parte del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Parma", come si legge nel volantino dell'iniziativa, cioè garantirà anche l'ottenimento di un certo numero di crediti formativi ai professionisti che parteciperanno, è in programma per venerdì 15 novembre, alle 15, presso la biblioteca monumentale del monastero di San Giovanni Evangelista nella città ducale. E la rete delle donne di Parma sta organizzando un presidio di protesta proprio davanti alla sala del convegno.

Insieme a Pillon, un panel di relatori di alto livello, come Anna Cattaneo, presidente della sezione famiglia del Tribunale di Milano e Giovanni Basini, ordinario di Istituzioni di diritto privato presso l'università degli studi di Parma, oltre all'avvocata Luciana Guareschi, del direttivo della Camera Civile di Parma. Quello che però non è proprio andato giù alle professioniste e alle femministe è l'invito rivolte a Pillon, che è tra gli organizzatori del Family Day e autore di un disegno di legge che avrebbe introdotto grosse modifiche al diritto di famiglia, intervenendo sulla separazione e l'affido condiviso, fortemente criticato al punto da mobilitare manifestazioni di piazza. "Apprendiamo con forte preoccupazione - scrive l'Udi di Bologna - che la proposta del Ddl Pillon sta entrando, come se nulla fosse accaduto, nella formazione giuridica con un seminario in programma a Parma. Ci saremmo aspettate momenti di riflessione sulla situazione sempre più difficile delle donne che quotidianamente vengono picchiate. Le donne dell'Udi e le avvocate dell'Udi chiedono al presidente della Camera Civile di Parma di sospendere tale formazione su una proposta di legge che offende le donne, le bambine, i bambini, in contrasto con la convenzione di Istanbul".


pc 7 novembre - Lo Stato, i suoi Tribunali, coprono i fascisti

«Saluto romano non è reato», in due assolti dall'accusa di apologia del fascismo

il Messaggero
Giovedì 7 Novembre 2019

Il saluto romano non è reato. Manuela Leotta, ex assessore del Comune di Diano Castello (Imperia), esponente di Forza Nuova, e il sanremese Eugenio Ortiz sono stati assolti dall'accusa di apologia del fascismo dopo aver fatto il saluto romano e gridato "presente" durante una celebrazione presso il cimitero di Sanremo in memoria dei caduti della Repubblica sociale italiana. Per il giudice monocratico del Tribunale di Imperia «Il fatto non costituisce reato».

e inoltre:
Saluti romani al corteo per Sergio Ramelli, tutti assolti in appello
Predappio, migliaia di nostalgici alla tomba di Mussolini: saluti fascisti e magliette “Salvini santo subito”
Lazio, saluti romani per il match con il Celtic

pc 7 novembre - FORMAZIONE OPERAIA - AVVIAMO LO STUDIO DI "STATO E RIVOLUZIONE" DI LENIN

Lenin scrisse questo libro nel pieno della preparazione della Rivoluzione d'Ottobre. La prima edizione esce nell'Agosto del 1917.

Lenin  stesso scrive nel Proscritto alla prima edizione:


"Il presente opuscolo fu scritto nell'agosto-settembre 1917. Avevo già preparato il piano di un VII capitolo: "L'esperienza delle rivoluzioni russe del 1905 e del 1917", ma all'infuori del titolo non ho avuto tempo di scriverne una sola riga; ne fui "impedito" dalla crisi politica, vigilia della Rivoluzione d'Ottobre 1917. Non c'è che da rallegrarsi di un tale "impedimento". Ma la seconda parte di questo opuscolo ("L'esperienza delle rivoluzioni russe del 1905 e del 1917") dovrà certamente essere rinviata a molto più tardi; è più piacevole e più utile fare "l'esperienza di una rivoluzione" che non scrivere su di essa.
Pietrogrado, 30 novembre 1917
L'Autore


Questa Formazione Operaia è volta alla comprensione della natura dello Stato, contro le teorie riformiste, piccolo borghesi che vogliono sempre mascherare la vera natura dello Stato capitalista, per conciliare e impedire la coscienza e la lotta per il suo abbattimento.

Dall’analisi dello Stato borghese, della sua genesi, così come tracciata da Marx, Engels e ripresa da Lenin, scaturisce l’inevitabilità e indispensabilità della rivoluzione del proletariato.
Lo Stato nasce dal momento in cui la società è divisa in classi e si estingue allorchè la società, dopo il socialismo e con il comunismo, non sarà più divisa in classi antagoniste. Lo Stato - dice Engels - è : “un prodotto della società giunta a un determinato stadio di sviluppo,è la confessione che questa società si è avvolta in una contraddizione insolubile con sè stessa, che si è scissa in antagonismo inconciliabili che è impotente ad eliminare. Ma perchè questi antagonismi, queste classi con interessi economici in conflitto, non distruggano sè stesso e la società in una sterile lotta, sorge la necessità di una potenza che sia in apparenza al di sopra della società, che attenui il conflitto, lo mantenga nei limiti dell’"ordine"; e questa potenza che emana dalla società, ma che si pone al di sopra di essa, e che si estrania sempre più da essa, è lo  Stato".

Anche Marx dice che lo Stato è l’organo di dominio di classe, un organo di oppressione di una classe da parte

pc 7 novembre - Agrigento - i braccianti sfruttati vanno organizzati


Operazione contro il caporalato in provincia di Agrigento. ...a Ribera, in questo periodo dell'anno caratterizzata dalla intensa raccolta delle arance nelle campagne circostanti. .. setacciati alcuni fondi agricoli in contrada Castellana dove risultava esservi una possibile situazione di sfruttamento nei confronti di vari braccianti agricoli provenienti dall'est Europa e dal Maghreb.
Denunciate a piede libero altre sei persone, tra cui il titolare di un'azienda agricola. Nell'immediatezza è stato accertato che si sono resi responsabili del reato di "intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro". Complessivamente sono stati individuati 10 lavoratori in "nero", tutti stranieri, impiegati illecitamente nella raccolta delle arance.

pc 7 novembre - Saluzzo la Rosarno del Nord - una inchiesta denuncia

Antonello Mangano terre libere
In provincia di Cuneo è terminata anche quest’anno la raccolta: 450mila tonnellate di frutta raccolte da 40mila braccianti, la maggioranza dei quali africani. Una realtà ricca produce accampamenti, caporalato, proteste e repressione. Perché?

SALUZZO (CN) – I frutteti della provincia di Cuneo producono oltre 450mila tonnellate l’anno. Sul bancone del fresco di un supermercato, tuttavia, trovo pesche dalla Spagna, kiwi dal Cile, pere da Sudafrica e Argentina.
Siamo nel cuore del Piemonte agricolo, l’antico marchesato di Saluzzo: secondo alcuni la “Rosarno del Nord”, per altri un distretto in crisi per colpa della concorrenza spagnola e dei supermercati tedeschi. Con export verso tutta Europa  settentrionale e aziende che fatturano fino a 124 milioni l’anno, l’agricoltura del cuneese non è certo povera.

Un supermercato nel centro di Saluzzo, luglio 2019
Proprio per questo ha fatto scalpore l’inchiesta “Momo”, un’indagine che risale allo scorso luglio e che ha certificato l’esistenza del caporalato in Piemonte. Aziende importanti sono finite sotto

pc 7 novembre - L'inferno degli appalti in Fincantieri e le denunce dei lavoratori autorganizzati

COMUNICATO STAMPA 06-11-2019
Appalti fincantieri FINALMENTE ACCUSATI DIRIGENTI FINCANTIERI
Da dieci anni diciamo inascoltati che i vertici di Fincantieri NON POSSONO NON SAPERE, E SANNO, quello che succede.
A vario titolo con moltissimi processi, denunce, azioni sindacali ed ispettive, abbiamo segnalato l’inferno di appalti e subappalti a Marghera ma anche a Monfalcone, Ancona e Genova. Purtroppo per ragioni territoriali ed oggettive non siamo riusciti a costruire a Castellammare e a Palermo, ma abbiamo condotto azioni sindacali giuridiche ed ispettive sugli appalti Fincantieri anche di aziende di Napoli e Palermo. Solo a livello processuale il ns.lavoro ha prodotto oltre 250 sentenze.
Il nostro Sindacato OGGI, e non solo il COBAS APPALTI FINCANTIERI, è lieto delle notizie che stanno emergendo, finalmente ORGANI DELLO STATO perseguono la verità anche oltre i “caporali”.
Cogliamo l’occasione di questa positiva notizia molto importante che forse può iniziare a dare ordine e legalità ai diritti dei lavoratori, di fronte ad una situazione di connivenza alla illegalità da parte delle stesse OO.SS. confederali bisognose di coadesioni “bilaterali” con le aziende e timorose alle azioni giudiziarie non nei casi dei fallimenti, anche di fronte alla negativa e recente vergognosa sentenza dell’Appello di Venezia, che ha recentemente assolto uno dei due titolari italiani delle aziende sotto indagine nel 2009 (Rocx ed Eurotecnica), molto legato ai vertici di Fincantieri.
In questa situazione occorre rilevare che il necessario intervento della Guardia di Finanza è tale anche a causa della monopolizzazione dei diritti formali sindacali da parte dei confederali, perché il nostro lavoro, pur di fronte a moltissime lotte, non basta, poiché il SISTEMA FINCANTIERI che denunciamo da anni, è oramai quasi del tutto coinvolto nelle nefandezze delle “paghe globali” e dei doppi e tripli appalti e subappalti, in un momento in cui anche le agenzie interinali hanno iniziato ad entrare in questa “gestione”.
COBAS APPALTI FINCANTIERI
SLAIPROLCOBAS FINCANTIERI

pc 7 novembre - L'oscena mafia delle assunzioni a Fincantieri

Mazzette in cambio di lavoro, bufera in Fincantieri. Perquisizioni anche negli uffici di due dirigenti genovesi

L'accusa è, a vario titolo, di sfruttamento della manodopera, corruzione tra privati, dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture false
Perquisizioni anche a Genova nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Finanza veneta sullo sfruttamento del lavoro nei cantieri legati a Fincantieri. Nell'indagine, che vede complessivamente l'iscrizione sul registro degli indagati di 34 persone tra cui  diversi manager della stessa Fincantieri. 
Nella sede genovese dell'azienda leader nella centieristica navale i finanzieri hanno eseguito due perquisizioni a carico di due manager (uno dei quali è genovese). Entrambi hanno lavorato in passato nei cantieri di Venezia, proprio quelli finiti nel mirino della magistratura. Sono accusati insieme ad altri 15 dirigenti di aver preso mazzette per agevolare l’iscrizione di ditte nell’albo dei fornitori o per aumentare il numero delle ore di impiego delle ditte in subappalto nei cantieri.
I militari, coordinati dalla magistratura lagunare, stanno eseguendo 80 perquisizioni - oltre che in Liguria - in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Campania, Puglia e Sicilia. È stato inoltre posto agli arresti domiciliari un operaio bengalese ed è stato eseguito un sequestro preventivo di oltre 200.000 euro per sfruttamento della manodopera. L'accusa è, a vario titolo, di sfruttamento della manodopera, corruzione tra privati, dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture false.

pc 7 novembre - Amianto Olivetti - la Cassazione riconosce solo la scienza del padrone

 La Cassazione: "Giusto assolvere i vertici, non sta a noi confutare tesi scientifiche"

Nelle motivazioni la Corte suprema difende l'operato dei giudici d'appello che hanno prosciolto Carlo De Benedetti, il fratello Franco e Corrado Passera
di OTTAVIA GIUSTETTI


Non si lega a una teoria scientifica sulle morti provocate dall'esposizione all'amianto la Cassazione, nelle motivazioni della sentenza con cui ha assolto tutti gli imputati del processo Olivetti di Ivrea l'8 ottobre scorso. Non è compito della Corte stabilire la maggiore o minore attendibilità scientifica a supporto della decisione dei giudici di merito, essa deve soltanto valutare che quei giudici abbiano motivato correttamente. "Non deve stabilire se la tesi accolta sia esatta ma solo se la spiegazione fornita sia razionale e logica; essa (la Corte), infatti, non è giudice delle acquisizioni tecnico-scientifiche, essendo solo chiamata a valutare la correttezza metodologica dell'approccio del giudice di merito al relativo sapere". I giudici della Quarta sezione hanno dunque condiviso le motivazioni con cui la Corte d'Appello di Torino aveva già motivato l'assoluzione dall'accusa di omicidio colposo

pc 7 novembre - Centocelle: solidarietà militante alla Libreria La Pecora Elettrica - Antifascista

pc 7 novembre - Le presentazioni della rivista 'La Nuova Bandiera' occasioni importanti per discutere di partito/strategia/rivoluzione - 8 novembre a Lecce

pc 7 novembre - All'ArcelorMittal vengono al pettine i nodi della linea dei sindacati confederali e dei loro accordi che hanno rafforzato il padrone e indebolito e diviso i lavoratori

Il recente accordo sulla CIGO fatto dai sindacati confederali con ArcelorMittal dimostra che se al padrone dai un dito quello vuole la mano.
Mettere in discussione gli accordi del 6 settembre 2018 e quello recente, ora significa prendere un’altra strada necessaria.

Nello sciopero del 25 ottobre - prima dell'esplodere dell'odierna CRISI avevamo indicato ai lavoratori: Occorre respingere questo accordo! Ma occorre soprattutto lottare e ricostruire un vero sindacato dei lavoratori, un sindacato di classe che non c'è.

ACCORDO SULLA CIGO-UN ALTRO GRAVE PASSO A FAVORE DI ARCELORMITTAL

1) E’ stata accettata la cassintegrazione. Dopo la prima cassintegrazione avviata dall'azienda unilateralmente, ora con questo accordo l’azienda ottiene l'appoggio dei sindacati confederali. Questo è un grave passo che rende permanente la cigo. La stessa premessa dell'accordo che lega la cigo alle cosiddette “ragioni oggettive del mercato”, consente ad ArcelorMittal di usarla anche per il futuro ogni volta che avrà un “calo di ordini”, o giacenze in “magazzino”.
2) La riduzione del numero dei cassintegrati è ridicola, si passa da 1395 a 1273, solo 122 lavoratori in meno. Ma questa mini riduzione è già stata operata nelle precedenti 13 settimane dall’azienda nella normale dinamica dell'uso effettivo della cigo; quindi non è un risultato di questo accordo, ma solo una stabilizzazione dei numeri effettivi di lavoratori cigo che servono ad AM.
3) Si introduce, cosa grave, la possibilità di cambio mansioni, anche inferiori, secondo le esigenze dell’azienda. Questo era già ipotizzato nell’accordo generale del 6 settembre 2018, ma ora con questo accordo lo si vuole rendere effettivo.
4) L’accordo prevede una rotazione bisettimanale ma, si aggiunge subito, “compatibilmente alle esigenze tecnico organizzative e produttive aziendali”; una formula che, come è già successo in passato e in tante altre realtà, non dice nulla e che serve per non fare una effettiva rotazione.
5) Non c’è alcun effettivo azzeramento dello straordinario – benchè per legge sia vietato in presenza di cassintegrazione; nell’accordo si parla solo di “tendenziale azzeramento”, e aggiungendo poi una serie di paletti attenuativi (“salvo esigenze indifferibili ed imprevedibili”), si legittima la sua permanenza.
6) Vengono presentate, come frutto di questo accordo, l'anticipazione da parte dell'azienda mensile della Cigo, e la “maturazione degli istituti della tredicesima e dell’una tantum del 3% dell’accordo del 6.09.2018”, quando queste sono scontate che devono essere date agli operai in cigo In realtà questo punto serve non per dare ma per non dare, perché se la cigo è superiore alla metà delle ore lavorabili nel mese i lavoratori si vedranno ridotta sia 13° che una tantum.
7) Si conferma di fatto la terziarizzazione di attività lavorative.
8) Diversamente da come è stato presentato all'inizio, non è previsto alcun “sostegno al reddito”; i lavoratori prenderanno solo l'indennità di cassintegrazione, perdendo centinaia di euro.

Questo accordo è stato presentato dai sindacati confederali e dalla stampa come recante importanti novità, in realtà, da come si legge, alcune cose presentate come “novità” sono normalmente previste e scontate nelle cassintegrazioni (vedi anticipo indennità cigo, 13°, ecc.); altre (vedi straordinario e terziarizzazione) si confermano sia pur con la promessa di attenuarle; ma soprattutto si introducono addirittura peggioramenti - come la possibilità di demansionamento.
I sindacati confederali, dopo aver fatto l'accordo illegale del 6 settembre 2018 (che lo Slai cobas e i suoi lavoratori ricorrenti hanno impugnato), ora permette ad ArcelorMittal pure di violare questo stesso accordo – E' chiaro che così gli operai Ilva AS non rientreranno più in fabbrica.

Occorre respingere questo accordo! Ma occorre soprattutto lottare e ricostruire un vero sindacato dei lavoratori, che non c'è.
25 ottobre sciopero nazionale generale contro governo e padroni
anche a Taranto, anche ad ArcelorMittal.

SLAI COBAS per il sindacato di classe
Taranto via L. Andronico, 47 – 3475301704 slaicobasta@gmail.com – blog tarantocontro – 8.10.19

pc 7 novembre - Dalla realtà della lotta di classe odierna nasce l'esigenza di uscire dal lungo inverno - convegno a Milano

Riportare lo splendore e limiti dell'autunno caldo del 1969
Riprendere il bilancio delle forze rivoluzionarie operanti in quell'autunno
con la critica 'costruttiva' dell'operaismo e il bilancio critico e autocritico dei marxisti-leninisti e in particolare dei marxisti-leninisti-maoisti
Tornare a mettere al centro il partito della rivoluzione come compito e necessità oggi
alla luce di questa storia e di questa riflessione bilancio

Locandina alla FCA SATA Melfi

pc 7 novembre - La Rivoluzione d'Ottobre - incancellabile pagina della marcia verso la rivoluzione proletaria mondiale e il comunismo

Il messaggio di Lenin il giorno della rivoluzione

Ai cittadini di Russia


Lenin (1917), Opere Complete, Editori Riuniti, Roma, 1967, vol. 26, pag. 222

25/10 (07/11) 1917


Ai cittadini di Russia
Il governo provvisorio è stato abbattuto. Il potere statale è passato nelle mani dell'organo del Soviet dei deputati operai e soldati di Pietrogrado, il Comitato militare rivoluzionario, che è alla testa del proletariato e della guarnigione di Pietrogrado.
La causa per la quale il popolo ha lottato, l'immediata proposta di una pace democratica, l'abolizione della grande proprietà fondiaria, il controllo operaio della produzione, la creazione di un governo sovietico, questa causa è assicurata.

Viva la rivoluzione degli operai, dei soldati e dei contadini!

Il Comitato militare rivoluzionario
presso il Soviet di Pietrogrado
dei deputati operai e soldati

25 ottobre 1917, ore 10 del mattino

Raboci i Soldat, n. 8, 25 ottobre (7 novembre) 1917

*) Appello lanciato il 25 ottobre (7 novembre) alle dieci del mattino dal Comitato militare rivoluzionario del Soviet di -Pietrogrado. Lo stesso mattino fu pubblicato nel giornale Raboci i Soldat e poi dagli altri giornali.

pc 7 novembre - 10 novembre L’Aquila – Presidio al carcere





Da pochi giorni Anna, prigioniera anarchica rinchiusa nella sezione AS2 del carcere de L’Aquila, è stata trasferita nel carcere di Lecce. Stessa cosa è avvenuta per l’altra donna rinchiusa in quel reparto.
Ciò indica l’attuale chiusura della sezione, obiettivo per il quale, a inizio estate, era stata messa in campo una forte mobilitazione. La protesta aveva visto le compagne, lì recluse, mettere in atto un lungo sciopero della fame al quale hanno aderito anche molti altri compagni detenuti in altre carceri

pc 7 novembre - NO TAV Libertà per Nicoletta, Dana, Francesca, Stella, Mattia, Maurizio, Aurelio, Fabiola, Michele, Mattia, Paolo, Massimo e Luca!

Presidi davanti alle prefetture/tribunali e iniziative di informazione e solidarietà in ogni città il giorno dell’arresto di Nicoletta Dosio

grazie, Compagne e Compagni. la Valle che, nonostante l'alzarsi della repressione, continua a resistere, lo fa con gioia e determinazione perché sa di non essere sola. Nicoletta

                                  la solidarietà di proletari comunisti/PCm Italia
Siamo vicini col cuore, con la mente e con quello che possiamo fare a Nicoletta Dosio che lo Stato vuole arrestare. Alla limpida, generosa, determinata, giustissima battaglia di anni di Nicoletta, come parte, anima del movimento NoTav, si contrappone una magistratura, uno Stato di polizia brutale, marcio, incivile, di giustizieri al servizio degli interessi del capitale e della grande speculazione, dei distruttori di territori; ma anche uno Stato e una magistratura stupida. Stanno sollevando un'altra pietra che inevitabilmente gli ricadrà addosso.

Ha fatto benissimo Nicoletta a disobbedire ai divieti della magistratura, a violare le sue assurde sentenze.
Nicoletta è un esempio per tutti e tutte che nei Tribunali si va per processare chi ci vuole processare, che le "regole" dello Stato e della Polizia è giusto romperle, che non basta denunciare ma occorrono azioni, esempi, fatti di persona - E Nicoletta l'ha fatto!.
Per questo l'arresto che vogliono fare a Nicoletta Dosio interessa tutti, compagni, compagne, lavoratori, donne, giovani che vogliono lottare realmente.



La battaglia NO Tav ha messo più di una volta in luce che lo Stato si accanisce sulle donne, compagne perchè evidentemente vede in loro una determinatezza, un coraggio, una forza che gli fa paura, e sono d'esempio a tante donne.
Siamo con Nicoletta Dosio nella sfida con cui occorre rispondere: noi non abbiamo nulla da cui difenderci, ma abbiamo da attaccare sempre di più, non accettiamo l'ingiusta repressione di questo Stato borghese - con questo dimostriamo l'abisso che esiste tra la grandezza delle lotta per la libertà, per i diritti delle popolazioni e la miseria, il fascismo di questo Stato, di questi governi.

Le compagne e i compagni di proletari comunisti

6 novembre 2019

pc 7 novembre - ROSARNO - un altro bracciante migrante morto sul lavoro

 BASTA MORTI NELLE CAMPAGNE!
Comitato lavoratori delle campagne

ROSARNO UN ALTRO MORTO SUL LAVORO. Abbiamo appena saputo della morte di Souleiman Keita, un ragazzo 22enne della Costa d'Avorio che viveva nella tendopoli di San Ferdinando. Le dinamiche dell'incidente non sono ancora chiare, ma una cosa è certa: Souleiman stava raccogliendo le clementine, chi lavorava con lui nel campo dice che stavano preparando le cassette in fretta per metterle al riparo dalla pioggia. E' un incidente sul lavoro quello che lo ha ucciso, forse una caduta fatale. La nostra rabbia e il nostro dolore sono immensi, siamo stanchi di riportare morte dopo morte sui campi, nelle strade e nei ghetti delle campagne italiane. Questa è un'altra morte inaccettabile che come sempre passa inosservata alle istituzioni e alle forze dell'ordine, che da subito tentano di sminuire provando a catalogarla come conseguenza di una lite. BASTA MORTI NELLE CAMPAGNE!  Continueremo a lottare con ancora più forza, anche per Souleiman.

mercoledì 6 novembre 2019

pc 6 novembre - Il ricatto ArcelorMittal viene allo scoperto: esuberi e mano libera nello sfruttamento e nella sicurezza sul lavoro per affermare la logica del profitto, nella crisi mondiale dell'acciaio

Incontro farsa con il Governo. Mittal alza il tiro del ricatto e chiede migliaia di esuberi e li vuole dietro lo Scudo - La Fim di Bentivogli è pronta a darglieli dietro la scusa di dargli lo 'scudo' allargando l'allarme e le preoccupazione dei lavoratori, per farli sudditi al servizio dei diktat di padron Mittal.
I lavoratori non possono che rispondere con la lotta generale e rilanciare con forza:
nessun esubero - piano per rientro dei cassintegrati in CIGS - salvaguardia di lavoro, salari e
diritti nelle ditte dell'appalto
Sul fronte salute e sicurezza invece si può e si deve fare di più: emergenza bonifiche ed emergenza sanitaria - nuovi fondi dello Stato a sostegno - torniamo agli 8 miliardi necessari indicati nel 2012  dall'inchiesta Todisco.
L'ambientalismo piccolo borghese e antioperaio che vuole la chiusura e non la lotta per il lavoro, la sicurezza, la salute, la guerra all'inquinamento in fabbrica e in città è un alleato oggettivo dei piani del padrone per costringere gli operai assediati e ricattati alla resa.

SI allo sciopero generale 8 novembre - SI alla lotta prolungata a Taranto e a Roma - SI allo sciopero generale nazionale di tutti i metalmeccanici - per gli obiettivi operai

Slai cobas per il sindacato di classe Taranto
via Livio Andronico 47 Taranto
slaicobasta@gmail.com
347-5301704
blog tarantocontro.blogspot.it

6 novembre 2018

pc 6 novembre - I padroni ArcelorMittal guadagnano pure quando dicono che perdono

Da il Sole 24 ore - Il titolo ArcelorMittal nei due giorni in cui ha annunciato al Governo l’addio all’Ilva ha guadagnato il 6%.

di Morya Longo

(ANSA)

In Italia è sotto l’occhio del ciclone. 
Ma alla Borsa di Amsterdam, dove è quotata, ArcelorMittal 
- il gigante dell’acciaio posseduto per il 40% dal magnate indiano Lakshmi Mittal - se la passa decisamente meglio: 
tra lunedì e martedì, cioè nei giorni in cui il gruppo ha 
formalizzato al Governo l’intenzione di abbandonare
la partita Ilva, le azioni del gruppo sono salite del 6,1%. 
Due giorni in rialzo, con volumi in aumento. 
A dispetto del clima infuocato che avvolge 
la questione Ilva in Italia. Motivo: a conti fatti, 
gli analisti calcolano che nel breve termine 
l’addio all’Ilva elimina un grattacapo non da poco e
soprattutto libera risorse per ArcelorMittal.
Morgan Stanley ha calcolato quanto: il gruppo 
si troverà, ammesso che l’addio resterà definitivo, 
free cash flow (cioè flussi di cassa che residuano 
dopo gli investimenti) per 1,2 miliardi di dollari. 
Pari a circa 1,08 miliardi di euro.

Addio positivo nel breve
Il calcolo realizzato dagli analisti della banca d’affari americana è molto semplice:

pc 6 novembre - Torniamo a parlare, dopo lo sciopero del 25 ottobre e la manifestazione del 26 ottobre

Lo sciopero del 25 ottobre è stato il primo sciopero contro il nuovo governo M5S/PD. Questo già ha dato il segno dell'importanza di questa mobilitazione dei lavoratori, in una situazione in cui nessuno portava e porta la denuncia complessiva di questo governo, ancora e sempre governo dei padroni – e i provvedimenti recenti del governo confermano che nulla viene fatto per difendere, migliorare la condizione salariale, normativa, dei diritti dei lavoratori.
Lo sciopero ha avuto contenuti e obiettivi sindacali che esprimono gli interessi attuali dei lavoratori, ma con un segno politico contro l'insieme della politica antioperaia e antipopolare del governo, in particolare contro i decreti sicurezza, contro la repressione delle lotte proletarie e sociali, contro ogni fascismo e razzismo, contro la cancellazione della democrazia e diritti sindacali dei lavoratori, contro la politica imperialista dell'Italia di attacco ai popoli: Libia, curdi, ecc. Nello stesso tempo è stata altrettanto chiara la denuncia e lo scontro verso l'opposizione reazionaria e fascio-razzista di Salvini.

Lo sciopero ha visto una buona partecipazione, in alcune realtà anche più vasta delle aspettative, soprattutto nei settori precari, più sfruttati e sottopagati.
Ma soprattutto lo sciopero ha contribuito a un avanzamento  dell'unità dei lavoratori. Settori diversi di lavoratori, lavoratori italiani e immigrati hanno rafforzato la loro unità di classe. Questa volta è stata ancor più evidente la volontà di lottare insieme, e, lì dove lo sciopero e le iniziative erano costruite da due sindacati di base, vedi Bergamo, i lavoratori hanno lottato insieme senza differenziarsi per appartenenze sindacali.
Per i proletari, come dice Marx, il risultato più prezioso della lotta è l'unità di classe.

Questo pone la questione dell'unità in un unico sindacato di classe del sindacalismo di base, di classe e combattivo, per avanzare nella battaglia necessaria di unità di tutti i lavoratori.

Ma su questo occorre essere chiari. Il 25 ottobre, nell'evidenziare gli aspetti positivi e avanzati, ha messo in luce anche dei limiti e problemi che permangono e fanno da ostacolo ad una giusta linea, pratica e unità di classe, all'obiettivo che deve essere comune di intensificare la guerra di classe.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe ha lavorato sia a livello nazionale sia in alcune realtà dove era

pc 6 novembre - Gli Stati Uniti dichiarano l’attivazione del Muos di Niscemi esplicitamente come sistema di guerra

Con il benestare complice del governo italiano (di tutti i governi italiani e tutti quelli regionali) gli Usa, tramite la Lockheed&Martin, dichiarano la messa in funzione del Muos esplicitamente come sistema di guerra.

L’imperialismo italiano, conferma di agire per i propri interessi da un lato, e come braccio armato degli USA soprattutto nell’area del mediterraneo, dall’altro.
La lotta contro la guerra imperialista non può mai fermarsi, e per noi significa innanzi tutto contro l’imperialismo italiano.

"La guerra imperialista si può fermare 
solo se avanza la guerra popolare"

***


NISCEMI VA ALLA GUERRA
La Lockheed&Martin, impresa costruttrice del MUOS, ha emesso il 21 ottobre scorso un comunicato con il quale viene resa nota in tutto il mondo l’entrata in piena attività militare del sistema MUOS.
Il comunicato non dice nulla di nuovo, ma si limita a ribadire concetti che andiamo scrivendo e gridando da oltre 10 anni, e cioè che il MUOS altro non è che uno strumento tecnologico fondamentale per condurre operazioni di guerra in ogni angolo del Pianeta.
Dice infatti Lockheed&Martin che la rete MUOS “è ora pronta per il pieno utilizzo operativo

pc 6 novembre - SIRIA / ROJAVA: onore alla compagna Ceren Gunes