venerdì 18 giugno 2021

20 giugno ore 17 – Diretta streaming

Il 19 giugno siamo a Roma 

il 20 giugno una diretta streaming

Un compagno di soccorso rosso proletario ricorderà il significato storico del 19 giugno e esporrà le campagne e iniziative in corso per i prigionieri politici nel mondo, per invitare a sostenerle nei prossimi giorni e mesi e proporrà le forme per farlo in Italia

Un compagno di proletari comunisti parlerà sul tema

vogliono criminalizzare gli anni 70... perchè temono che ritornino nelle forme indispensabili e necessarie oggi


pc 18 giugno - Da Palermo a Bologna solidarietà immediata per Adil e a tutti coloro che subiscono gli attacchi repressivi per aver alzato la testa.

Oggi alle 18:00 davanti la Lidl di via Roma a Palermo. 

È stato ucciso questa mattina Adil Belakhdim, coordinatore del Si Cobas di Novara, durante lo sciopero nazionale della logistica. È morto investito da un camion che ha forzato il picchetto dei lavoratori fuori un magazzino della Lidl. 

Pochi giorni fa un gruppo di operai è stato assalito con mattoni davanti ai cancelli della Texprint a Prato. Una settimana fa un lavoratore è finito in coma dopo che il presidio di lotta alla Zampieri a Tavazzano è stato assalito con teaser e bastoni. 

Bisogna immediatamente mostrare solidarietà ad Adil e a tutti coloro che subiscono gli attacchi repressivi per aver alzato la testa.




A Bologna:


PC 18 giugno - Mobilitazione immediata a Palermo per l'assassinio di Adil - il video

 

pc 18 giugno - Ci vogliono schiacciare sotto i camion ma loro non vinceranno, ci dovranno schiacciare tutti!!

Siamo in mano a dei criminali! Ma quale Costituzione, ma quale Repubblica democratica. non ci sono più diritti questa è la verità!

Hanno ucciso Adil e hanno ucciso tutti!

Ci vogliono schiacciare sotto i camion ma loro non vinceranno ci dovranno schiacciare tutti!!!

Precarie e precari Assistenti igienico personale Palermo Slai Cobas sc

pc 18 giugno - A Roma da Taranto per Adil - per unire le nostre forze e rispondere alla guerra dei padroni e dei loro servi assassini

Padroni assassini - viva lo sciopero - piangiamo di rabbia per Adil Pagherete caro pagherete tutto!           

Slai cobas sc Taranto

pc 18 giugno - Grande dolore e rabbia per nostro fratello di classe Adil, i suoi compagni di lavoro, la sua famiglia

I padroni assassini e i loro servi devono pagare tutto

La loro barbara violenza non può fermare la nostra resistenza
VIVA LA CLASSE OPERAIA



             

pc 18 giugno - Per Adil - Luana a Roma da Palermo

pc 18 giugno - Per Adil militante politico e sindacale assassinato dai padroni


adil

Lo sapevamo che sarebbe successo. Purtroppo immaginavamo che si sarebbe arrivati a questo punto.

L'avevamo scritto nell'ultimo comunicato dopo la gravissima aggressione subita dai lavoratori del Si Cobas a Tavazzano dalla squadraccia di guardie e crumiri organizzata e fomentata dai padroni; fino dove vogliono arrivare, ci chiedevamo, padroni e istituzioni statali.

Fin dove vogliono schiacciare l'acceleratore di questa escalation di violenza contro i lavoratori?

Perché la ministra Lamorgese non vuole sporcarsi le mani, il governo Draghi "di unità padronale" non vuole metterci la faccia. Vogliono riuscire a isolare, criminalizzare e spezzare la rabbia operaia, vogliono ricoprirla con un velo di silenzio, un velo nero di repressione e licenziamenti che però oggi è diventato rosso.

Rosso del sangue di Adil, rosso del sangue di un lavoratore assassinato da qualche insignificante bastardo istigato dal padrone di turno per nascondere le proprie responsabilità.

Ma il problema vero è che vogliono nascondere sotto il tappeto una crisi generale di un modo di produzione sempre più criminale e ingiusto.

Sanno che non hanno margini economici neanche per una redistribuzione keynesiana dei profitti, sanno che il recovery fund è l'ultima arma potente per provare a riaccumulare profitto e sono disposti a tutto. E per questo oggi hanno assassinato un lavoratore.

Provano, con l'aiuto dei media, a tener coperto lo stillicidio di aggressioni, violenze, denunce, arresti, contro chi lotta per difendere il proprio posto di lavoro e la propria dignità e proprio per questo si fa responsabilmente carico, e Adil ne era pienamente cosciente, di una battaglia più generale che parla la lingua degli sfruttati di tutto il mondo e che si pone l'obiettivo di buttare all'aria il tavolo dei potenti per un mondo migliore, completamente antagonista a quello capitalista basato sulla violenza e lo sfruttamento di classe.

Un mondo e una società diversa che metta al centro dei propri interessi l'uomo e i suoi bisogni, i bisogni di umanità di uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale per tutti e non il profitto per pochi.

Per questo Adil è stato assassinato.

La rabbia è tanta ma non possiamo farci accecare dall'odio.

Dobbiamo scegliere bene le parole per spiegare le cause di questo assassinio e del perché chiediamo ad ogni lavoratore e lavoratrice di sentire Adil, capire i suoi pensieri e la sua determinazione e del perché lottava a fianco di ogni sfruttato.

Ora è però il momento della tristezza, della vicinanza alla sua famiglia devastata dal dolore della perdita.

Rilanciamo con ancora più forza l’appuntamento nazionale della manifestazione di domani 19 giugno a Roma per una vera opposizione di classe, unico strumento ancor più necessario per invertire i rapporti di forza e fermare la mano omicida padronale.

Le compagne e i compagni del Csa Vittoria

csavittoria.org

pc 18 giugno - NON E' STATO UN INCIDENTE: ADIL E' STATO AMMAZZATO IN NOME DEL PROFITTO!

 

Comunicato- stampa

NON E' STATO UN INCIDENTE: 

ADIL E' STATO AMMAZZATO IN NOME DEL PROFITTO! 

Stamane, durante lo sciopero nazionale della Logistica Adil Belakhdim, nostro coordinatore della sede di Novara e membro del Coordinamento nazionale SI Cobas, è morto travolto da un Tir che ha forzato un picchetto davanti la LIDL di Biandrate (Novara).

Il presidio, composto da alcune decine di lavoratori, è stato investito da un autista criminale, che alla vista del presidio non ha esitato a premere l'acceleratore dell'automezzo travolgendo prima due lavoratori che a malapena sono riusciti a malapena a salvarsi e che ora sono ricoverati in ospedale, e poi schiacciando il nostro compagno, passandogli addosso e scappando.

Adil aveva 37 anni, era sposato e con due bambini piccoli, ed è stato per anni operaio della Tnt, quando

18 giugno - PADRONI FASCIO - MAFIOSI - ASSASSINI! Ucciso da un camion un lavoratore del Si Cobas durante lo sciopero nazionale della logistica in corso anche alla Lidl di Biandrate

    PADRONI FASCIO - MAFIOSI - ASSASSINI!

CON LA COMPLICITA'/COLLUSIONE DEL GOVERNO ATTUALE CHE LASCIA CAMPO LIBERO ALLA CRIMINALE REPRESSIONE PADRONALE!
DOVRETE PAGARLA CARA!!!
IL SANGUE VERSATO DAGLI OPERAI CHE STANNO LOTTANDO E NON SI STANNO PIEGANDO A SFRUTTAMENTO, OPPRESSIONE PESANTISSIMA, CONDIZIONI DI LAVORO DA VERO E PROPRIO NEOSCHIAVISMO NON DEVE RESTARE IMPUNITO!!!



Ucciso da un camion il nostro Coordinatore dei SiCobas Novara Adil durante lo sciopero nazionale in corso alla Lidl di Biandrate. A differenza di quanto sta girando sulla stampa, il camion ha forzato il presidio all'esterno del magazzino investendo i lavoratori, tra cui Adil.

giovedì 17 giugno 2021

pc 17 giugno - Il protagonismo dell'Italia imperialista nel Mediterraneo: con la definizione dei "propri" confini marittimi (ZEE) sui fondali ricchi di petrolio, le premesse per nuovi contrasti con Grecia e Turchia


14 Giu 2021 - affarinternazionali

 Con voto plebiscitario la Zona economica esclusiva (Zee) italiana è diventata legge. Ora siamo in campo con Grecia e Turchia che nel Mediterraneo orientale giocano a viso aperto. Ankara ha intenzione di concordare la delimitazione con la Palestina mentre la Grecia colloquia con la Libia.

L’Italia non ha ambizioni di potere marittimo, ma necessariamente dovrà elaborare una strategia per difendere i suoi interessi non solo di sicurezza,  ma anche di pesca sostenibile e di energie rinnovabili. La certezza dei confini della nostra Zee va ora perseguita, non rinunciando a soluzioni provvisorie e di condivisione di aree.

A più di un anno dall’inizio dell’iter alla Camera, il Senato lo scorso 9 giugno ha approvato, senza voti

pc 17 giugno - Verso la manifestazione del 19 giugno a Roma - oggi alle Acciaierie d'Italia Taranto

 All’ex Ilva licenziamenti in una logica da fascismo aziendale

L’ArcelorMittal ha fatto in questi mesi dei licenziamenti illegittimi. Prima

il lavoratore Riccardo Cristello “colpevole” di aver condiviso su

facebook un invito a vedere la fiction “Svegliati amore mio” che rappresentava

una situazione di inquinamento, morti di bambini che ricorda Ilva

e Taranto; avviando una politica da fascismo aziendale, in cui ai lavoratori

pc 17 giugno - Verso il 19 giugno a Roma contro il via libera ai licenziamenti del governo, contro la repressione padronale e poliziesca delle lotte dei lavoratori e sociali - Palermo








pc 17 giugno - Bangladesh grande lotta delle operaie e operai tessili repressa dalla polizia - un morto e diversi feriti

Les travailleurs de Lini Fashion et Lini Apparels ont commencé à manifester sur l’autoroute Nabinagar-Chandra dans la matinée pour réclamer le paiement des arriérés de salaire. Ils ont ensuite été rejoints par des travailleurs d’Avant Guard, de Shine Fashion et de One BD Limited, qui a récemment fermé. Les manifestants ont bloqué l’autoroute Nabinagar-Chandra, près de la zone franche d’exportation d’Ashulia (EPZ), créant de longs embouteillages des deux côtés. La police est intervenue et a lancé des grenades lacrymogènes et des canons à eau. Jasmine Begum, 30 ans, originaire de Khulna et travaillant à l’usine de Goltex Garments, est tombée du milieu de l’autoroute et a été mortellement blessée à la tête.

info secours rouge

pc 17 giugno - TEXPRINT Prato: ancora un’aggressione squadrista contro i lavoratori in sciopero! SABATO 19 GIUGNO INVADIAMO LE STRADE DI ROMA

IERI A ALLA TEXPRINT DI PRATO 3 LAVORATORI IN OSPEDALE: MATTONATE IN TESTA E PUGNI IN FACCIA, PRESIDIO DISTRUTTO!

Nel video si vedono Hong Bo (socio della Texprint) con un mattone contro Gondal un lavoratore S.I. Cobas e Sang Yu zhang (direttore con rapporti con la ‘ndragheta) in primo piano prenderlo a pugni.

Hanno distrutto il presidio e rubato i tanti striscioni che i solidali avevano appeso qui al presidio.

I padroni di Texprint, che non a caso nei mesi scorsi hanno ricevuto un’interdittiva antimafia, stanno gettando definitivamente la maschera!

SIAMO DI FRONTE A UNA CHIARA STRATEGIA SQUADRISTA, CHE VEDE PADRONI, MAFIOSI E BANDE ARMATE AL LORO SERVIZIO AGIRE IN MANIERA PROGRAMMATA E COORDINATA, COL SILENZIO-ASSENSO DELLO STATO E DELLE FORZE DELL’ORDINE.

E’ GIUNTA L’ORA DI COSTITUIRE GRUPPI DI AUTODIFESA OPERAIA PER GARANTIRE L’INCOLUMITA’ DEI LAVORATORI IN SCIOPERO.

Si cobas

pc 17 giugno - Rosarno Basta business vogliamo case per tutti

 Comitato Lavoratori delle Campagne

NUOVO FINANZIAMENTO AL COMUNE DI ROSARNO PER IL VILLAGGIO DELLA SOLIDARIETA’: BASTA BUSINESS, VOGLIAMO CASE PER TUTT !

Pochi giorni fa il Comune di Rosarno ha incassato il contributo del Ministero dell’Interno per il recupero e la riqualificazione del Villaggio della Solidarietà, come si apprende dalla stessa pagina facebook del comune. Questa struttura ha avuto, dalla sua costruzione ad oggi, una storia abbastanza travagliata. La costruzione è terminata nel 2010 su un'area della Betom Medma, ex cementificio confiscato, e il progetto iniziale prevedeva un centro di accoglienza e di formazione con sessanta posti

pc 17 giugno - Morte per amianto: condannate le Ferrovie dello Stato (Rfi)

Le morti per amianto, le cui fibre producono il mesotelioma pleurico, continuano a prodursi nel tempo e, di tanto in tanto, i responsabili vengono condannati dai tribunali: si tratta di un vero e proprio crimine per il quale rarissimamente però i responsabili pagano veramente.

Sono migliaia le cause in corso, da quelle enormi e più conosciute come la Eternit di Casale Monferrato a quelle “meno note” come la raffineria di Milazzo, il petrolchimico di Gela, la Fincantieri, la zona industriale di Taranto… e mille altri luoghi e aziende di ogni tipo.

Si tratta di un altro “effetto collaterale” del sistema fondato su un profondo disprezzo per la vita umana, sul profitto…

***

Un dipendente di Partinico morì di tumore, mezzo milione ai familiari

Amianto, maxi condanna per Rfi

Il lavoratore era stato in servizio per anni nello scalo ferroviario di Alcamo

Reti ferroviarie italiane dovrà risarcire la famiglia di un proprio dipendente morto 13 anni fa a causa di

pc 17 giugno - Sicilia: in aumento la povertà assoluta e relativa secondo Bankitalia

Nel mezzo della povertà crescente in tutto il paese, quella della Sicilia spicca ancora di più e viene confermata dalle statistiche ufficiali, come questa della Banca d’Italia riportata dal Sole24Ore di oggi.

“Sicilia, una famiglia su sette vive di sussidi”, titola il quotidiano dei padroni riuniti in Confindustria. “In Sicilia – continua l’articoletto - nel 2020 quasi una famiglia su sette ha vissuto [avrebbe dovuto dire “sopravvissuto”, ndr], grazie al supporto economico pubblico: dal Reddito o Pensione di cittadinanza al Reddito di emergenza e non solo. Lo dice il report di Bankitalia sull’economia siciliana nel 2020 presentato ieri a Palermo.”

Grazie al supporto economico pubblico”, è bene chiarire, ciò che sopravvive realmente è questo sistema sociale capitalistico che produce povertà e morte!

“In particolare, nel 2020 è aumentato del 24,1% rispetto al 2019 (20% in Italia) il numero di famiglie che ha beneficiato del Reddito o della Pensione di cittadinanza: alla fine dell’anno scorso

pc 17 giugno - 5 giorni di rivolta in Tunisia represse con la violenza poliziesca - una corrispondenza

in via di traduzione

Police State in Tunisia: five days riot in Tunis suburb of Sidi Hassin. Police attacked demonstrators in Tunis downtown, they fought back. - maoistroad correspondance

da tunisieresistant

Six days ago police descended in Sidi Hassin capital suburb arresting one young guy who died in police custody after few hours. The neighborhood suddenly became hot and the people came to the streets in order to attack the local police station and scuffled erupted. Police conducted violent attacks using large quantity of tear gas, and runned into the crowds with their minivan in order to arrest people. During these descends a group of policemen were filmed while they were several beating a young boy, later on one policeman undressed him, leaving the boy totally naked while continue to beat him trying to bring him in one minivan. Finally the 15 years old boy was arrested.

For the following three nights the neigbourhood saw heavy clashes between the youth and the police,

pc 17 giugno - Vertice Nato - un primo commento

Nato, torna l'impero e schiera le truppe per la battaglia

Manlio Dinucci | ilmanifesto.it
15/06/2021

Grandi potenze. Il summit Nato su spinta Usa ha deciso di accrescere la spesa militare. L'Italia dal 2015 l'ha aumentata di 10 miliardi annui: nel 2021 è a circa 30 miliardi, con l'obiettivo dei 40 miliardi.

Si è svolto il 14 giugno, al quartier generale di Bruxelles, il Summit Nato: il Consiglio Nord Atlantico al massimo livello dei capi di stato e di governo. Esso è stato presieduto formalmente dal segretario generale Jens Stoltenberg, di fatto dal presidente degli Stati uniti Joseph Biden, venuto in Europa per chiamare alle armi gli Alleati nel conflitto globale contro Russia e Cina.

Il Summit Nato è stato preceduto e preparato da due iniziative politiche che hanno visto Biden protagonista - la firma della Nuova Carta Atlantica e il G7 - e sarà seguito dal vertice del presidente

mercoledì 16 giugno 2021

pc 16 giugno - Gli interessi dell'imperialismo italiano in Azerbaigian nella ricostruzione e per il petrolio (TAP/ENI)

Dopo la cessazione del conflitto nel Nagorno Karabakh, con l’accordo dello scorso 9 novembre, conclusosi, di fatto, con il ritiro delle forze armene dai territori occupati che circondano il Nagorno-Karabakh dell’Azerbaigian, e l’invio di una forza di mantenimento della pace russa composta da 1.960 unità lungo il corridoio di Laçın/Berzdor, che si trova tra l’Armenia e la regione del Nagorno-Karabakh, il Governo azero ha annunciato l’inizio della fase di ricostruzione.




Marco Santopadre da  pagineesteri

Baku ha deciso di selezionare attentamente i paesi e le aziende che potranno collaborare alla ricostruzione del Nagorno-Karabakh, privilegiando ovviamente la Turchia – alla quale è stata affidata la realizzazione di un parco tecnologico – e i paesi del “Consiglio di cooperazione dei Paesi turcofoni” (o Consiglio Turco). 

Ma tra i paesi che Aliyev considera amici e che quindi meritano una corsia preferenziale figura, oltre alla Cina e a Israele, anche l’Italia. Dopo il conflitto i rappresentanti italiani sono stati i primi occidentali a visitare Baku e i distretti strappati agli armeni, prima con una delegazione parlamentare e poi con una governativa. 

Le imprese francesi, invece – Parigi ha, seppur debolmente, sostenuto Erevan durante la “guerra dei 44 giorni” – hanno dovuto fare non poca anticamera e per ora si sono aggiudicate le briciole. L’Italia, invece, è ormai da anni un partner strategico dell’Azerbaigian e l’atteggiamento “equidistante” dei governi italiani in merito alla contesa con l’Armenia ha rafforzato il legame col regime di Baku. Il ministro azero degli Esteri, Ceyhun Bayramov, ha esplicitamente lodato le posizioni assunte dal governo italiano e in particolare il contenuto di una risoluzione adottata il 2 marzo dalla Commissione Affari Esteri della Camera in quanto mostrerebbe “un atteggiamento equilibrato” utile a permettere la riconciliazione tra i due contendenti.

Ormai dal 2013 l’Azerbaigian è il primo fornitore di petrolio dell’Italia insieme all’Iraq, con importazioni medie annuali per circa 5,5 miliardi di euro. L’inaugurazione del Tap lo scorso 31 dicembre ha poi permesso all’Italia di diventare un vero e proprio hub europeo del gas azero, che esporta attualmente in Francia e Svizzera. 

L’Italia è anche il primo partner commerciale del paese centroasiatico; dal 2016 al 2020 le importazioni sono più che raddoppiate arrivando a 6 miliardi annuali. Secondo il Ministero degli Esteri sono ben 3000 le imprese nostrane operative sul suolo azero, comprese l’Eni e l’Unicredit, per un investimento totale di circa 600 milioni di dollari. 

Il 3 febbraio l’italiana Maire Tecnimont, già coinvolta in progetti sul suolo azero per un valore complessivo di 1,6 miliardi di euro, ha vinto due importanti contratti con la Heydar Aliyev Oil Refinery (controllata della compagnia petrolifera statale azera Socar) per un valore di 160 milioni di dollari. L’azienda dovrà ricostruire l’unico impianto per la raffinazione del greggio presente a Baku, città nella quale proseguono i lavori per la realizzazione dell’Università Italiana, che gli imprenditori e i politici nostrani sperano possa presto sfornare futuri dirigenti interessati a moltiplicare le occasioni di business per Roma.

In occasione di un Business Forum tra le delegazioni dei due paesi – con la partecipazione del presidente azero e del direttore generale di Confindustria Marcella Panucci – organizzato alla Farnesina nel febbraio 2020, Ilham Aliyev aveva già definito l’Italia «un partner strategico in Europa, il partner numero uno». Davanti ad una platea composta dai rappresentanti di 90 enti, aziende e associazioni azere e di 170 imprese italiane, Aliyev aveva rilanciato la collaborazione nei settori dei trasporti, dell’agro-alimentare, dell’energia, del turismo, delle reti idriche. Il nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, era andato oltre, definendo l’Italia «un ponte nel Mediterraneo così come l’Azerbaigian è un ponte tra Europa e Asia. Siamo paesi amici accomunati da scambi basati sul dialogo tra culture, religioni, lingue ed etnie».

La torta del Nagorno-Karabakh

Ovviamente la decisione da parte del regime azero di convogliare importanti risorse sulla ricostruzione, il ripopolamento e la modernizzazione delle province recuperate dopo 30 anni di controllo armeno ha aumentato le opportunità a disposizione delle imprese italiane.

A seguito della missione realizzata nel dicembre scorso in Azerbaigian, il 21 aprile il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano ha inaugurato una “web mission”, con la partecipazione del ministro dell’Energia azero Parviz Shahbazov. nel settore della pianificazione urbana allo scopo di far incontrare imprenditori italiani e committenti azeri; allo scopo gli esecutivi dei due paesi hanno costituito una commissione economica intergovernativa bilaterale, presieduta proprio da Di Stefano e Shahbazov. 

Già il 26 aprile è stato presentato in Azerbaigian un progetto di ricostruzione nel quale alcune aziende italiane svolgeranno un ruolo importante. Durante la sua visita nei distretti di Jabrayil e Zangilan, Aliyev ha infatti annunciato la costruzione a breve dei primi “smart village” (villaggi intelligenti), che verranno realizzati da imprese turche, israeliane, cinesi e appunto italiane. Il progetto pilota riguarda la realizzazione di tre “smart village” ad Aghali, con l’edificazione di 200 edifici residenziali più alcuni di servizio – scuole, ambulatori, ecc – da costruire con materiale isolante, dotati di reti di comunicazione di ultima generazione e in possesso di sistemi di riscaldamento all’avanguardia, con una particolare attenzione a sostituire i combustibili fossili con tecnologie basate sulle energie rinnovabili e a basso impatto ambientale. Annessi agli “smart village” sono stati lanciati anche dei progetti di cosiddetta “agricoltura intelligente” e la realizzazione di infrastrutture di tipo turistico. 

Della digitalizzazione verrà incaricata la filiale locale del gigante cinese Huawei, mentre una ditta italiana si occuperà di dotare un caseificio, realizzato da una impresa israeliana, della tecnologia e delle competenze necessarie alla produzione di mozzarella e burrata con latte di bufala. L’Azerbaigian, già quarto esportatore di formaggi a livello mondiale, vuole incrementare e differenziare la produzione casearia.

Ansaldo Energia, invece, ha vinto l’appalto per la costruzione di quattro sottostazioni elettriche insieme all’azienda locale Azerenerji, e si è già aperto il capitolo del restauro del patrimonio archeologico ed artistico, anche in questo caso con varie imprese e istituzioni culturali italiane in prima fila. 

«L’Azerbaigian si aspetta una grande partecipazione delle aziende italiane» ha affermato in un’intervista all’Agenzia Nova l’assistente del primo vice presidente azero Elchin Amirbayov nel corso di una visita a Roma.

«Dopo la guerra dei 44 giorni (…) l’Azerbaigian ha ripristinato la sua integrità territoriale» ha detto Amirbayov parlando del ripristino della “giustizia storica” in linea con il diritto internazionale e con le quattro risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu del 1993 «che chiedono il completo, immediato e incondizionato ritiro delle forze dell’Armenia dal territorio azerbaigiano».

Per Amirbayov – che ovviamente ha taciuto sulla distruzione del patrimonio storico e religioso armeno attualmente in corso nei territori rioccupati – l’Italia può dare un grande contributo alla ricostruzione di un territorio di circa 10 mila km quadrati in cui intere città, paesi ed edifici storici sono stati distrutti o gravemente danneggiati. «Si tratta di una sfida importante per cui abbiamo bisogno di partner, e l’Italia è certamente tra questi» ha sottolineato il dirigente azero.

pc 16 giugno - I caccia israeliani bombardano di nuovo Gaza. Scontri a Gerusalemme per la marcia degli ultrasionisti - info

Esce lo speciale Palestina di proletari comunisti che analizza dal punto di vista classista, comunista e internazionalista gli ultimi avvenimenti - richiedi a pcro.red@gmail.com

I jet israeliani sono tornati a bombardare Gaza, Questa volta la motivazione è la ritorsione per i lanci di….. palloni incendiari – si avete letto bene, non si tratta di razzi – su Israele. Secondo fonti palestinesi, i caccia di Israle hanno preso di mira almeno un sito a est della città di Khan Younis, nel Sud della Striscia. Secondo fonti di Tel Aviv, i jet da combattimento “hanno colpito complessi militari appartenenti all’organizzazione terroristica di Hamas”, “strutture e luoghi di incontro” delle Brigate al-Qassam, braccio militare del movimento.

L’attacco è stato il primo di Israele contro Gaza dopo l’insediamento del nuovo governo di coalizione guidato da Naftali Bennet. Droni da ricognizione dell’esercito hanno sorvolato la Striscia di Gaza intorno a mezzanotte e successivamente sono state udite esplosioni.

Da Gaza sono stati lanciati decine di palloni incendiari per protestare contro la Marcia delle bandiere,

pc 16 giugno - Ma di quale ripresa, parlano i padroni? Della ripresa dei contratti precari… e dei loro profitti!

Dagli ultimi calcoli ufficiali nell’ultimo anno si sono persi circa 1 milione di posti di lavoro, e anche ammettendo che dalle “riapertura” siano riprese le assunzioni, sono, come si vede da questo articolo, tutte precarie! Mancano ancora 800mila posti di lavoro di quelli già persi, ai quali bisogna aggiungere quelli che si perderanno a causa dello sblocco dei licenziamenti, per non parlare dell’“esplosione del part time” come viene chiamata in questo articolo della Repubblica di ieri.

Quando parlano di ripresa, tutti quanti, dai padroni ai giornalisti, è solo per darsi coraggio e continuare a ingannare la cosiddetta opinione pubblica… dall’altro lato, comunque, con gli aiuti di stato sotto ogni forma, la ripresa è di sicuro quella dei profitti per una bella fetta di padroni!

In questo “aiuto di stato” è compreso naturalmente quello delle organizzazioni confederali e dei vari partiti politici come quello della sottosegretaria leghista al Lavoro (da schiavi): "In questa fase bisogna aiutare le aziende con il massimo della flessibilità possibile", "Anche reintroducendo i voucher e levando tutti i vincoli e le causali ai contratti a termine".

Sottolineiamo alcune frasi di questo interessante articolo della Repubblica.

I precari spingono la ripresa. Da gennaio assunti in 200 mila

ROMA - È l'eterno ritorno dell'uguale. Il giorno della marmotta applicato al lavoro. Ricominciano a crescere i contratti a termine, falcidiati dalla pandemia. Lo fanno con forza: quasi 200 mila da

pc 16 giugno - Basta con le morti delle giovani operaie! Le aziende per tagliare i costi "tagliano" la vita delle operaie - non gli basta lo sfruttamento nei campi, nelle aziende - dal blog femminismorivoluzionario

Basta a lavorare in questa condizioni RIBELLIAMOCI!

pc 16 giugno - Morti e feriti sul lavoro... una strage infinita pagata dalla classe operaia per il profitto dei padroni

Per il sistema capitalista/imperialista, gestito dai padroni e dai loro rappresentanti politici, le morti e gli incidenti sul lavoro sono normali! 

Si tratta invece di una strage infinita provocata dallo sfruttamento sul lavoro... le chiacchiere delle Istituzioni borghesi, dal presidente della Repubblica all'ultimo sindacalista confederale servono solo a giustificare e coprire questo assurdo sistema di morte...

Incidente in un cantiere ad Avola, crolla il ballatoio: muore un operaio, un altro è ferito

15 Giugno 2021

oto archivio

Un morto e un ferito in un incidente sul lavoro avvenuto stamane, intorno alle 8,30, in un cantiere edile di via Caldarella, ad Avola. La vittima è un operaio di 45 anni, Sebastiano Presti. Il collega ferito è stato  trasportato in elisoccorso all’ospedale Cannizzaro di Catania.

Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco di Siracusa, per cause da accertare si è verificato il crollo di un ballatoio di un’abitazione privata dove sono in corso dei lavori e la vittima è finita sotto le macerie.

pc 16 giugno - La linea generale dello Slai cobas per il sindacato di classe nello sciopero del 18 e nella manifestazione nazionale del 19 giugno a Roma

pc 16 giugno - Il volantino comune che indice l'importante sciopero della logistica del 18 giugno

IL MAGAZZINO FEDEX DI PIACENZA DEVE RIAPRIRE!

LE AGGRESSIONI SQUADRISTE CONTRO I LAVORATORI DEVONO FINIRE!

I MAFIOSI INFILTRATI NELLA LOGISTICA CONTINUANO A FARE PROFITTI

MENTRE CHI LOTTA PER I PROPRI DIRITTI VIENE CRIMINALIZZATO...

VENERDI 18 GIUGNO

SCIOPERO NAZIONALE DELLA LOGISTICA

I signori della logistica, forti dell'appoggio del governo Draghi espressione del grande capitale nazionale e internazionale, dei banchieri e della UE, stanno tentando di imporre una vera e propria dittatura dei mercati.

Fedex/TNT si permette di buttare in mezzo ad una strada con un semplice “pizzino” affisso in bacheca la domenica per il lunedi, senza alcun preavviso e senza alcuna plausibile ragione, 285 lavoratori del magazzino di Piacenza.

Non viene usata neppure la retorica della crisi, non ci si inventa neppure la finta scusa del calo dei volumi di lavoro, no! Chiudono e basta perchè vogliono ristrutturare, perchè vogliono licenziare lavoratori che hanno lottato per anni contro il caporalato e il supersfruttamento delle finte cooperative, con una certa anzianità di servizio, per riaprire successivamente assumendo figure precarie ad un costo aziendale molto più basso.

Di fronte ad un atto cinico ed arrogante come questo, l'unica risposta possibile è quella del conflitto e dello sciopero, della difesa del diritto ad un lavoro degno, all'organizzazione di classe, alla libertà di poter scegliere il sindacato a cui aderire e da cui farsi rappresentare.

In questo caso lo sciopero afferma il principio di una legittima difesa che è l'unico strumento per riconquistare e affermare una vera democrazia sui luoghi di lavoro.

Mentre le multinazionali pagano le tasse in qualche paradiso fiscale, ai facchini ed alla loro sacrosanta resistenza lo stato risponde con la repressione, con gli arresti di sindacalisti, con multe e fogli di via, con il silenzio dinanzi allo squadrismo fuori ai cancelli.

Legittimati da un tale comportamento, ora stanno scendendo in campo anche i picchiatori privati che davanti ai cancelli dei magazzini sprangano gli scioperanti con i padroni che fomentano altri lavoratori disperati e sottopagati, per lo più interinali, usandoli come carne da macello per farli scontrare, dietro il ricatto del licenziamento, con i lavoratori in lotta.

Quanto accaduto il giorno 9 giugno a Tavazzano di Lodi (ed ancor prima a San Giuliano Milanese) ove squadracce di mazzieri prezzolati hanno assalito i lavoratori in lotta ferendone 9, di cui uno in modo grave, è significativo del clima politico che il padronato vuole instaurare.

La situazione esistente nei magazzini della filiera Fedex/TNT non è dissimile da quella presente in Amazon e negli altri siti logistici: i lavoratori devono subire in silenzio, gli scioperi non devono essere fatti, i sindacati conflittuali vanno annientati; o così o botte. L’altra faccia della medaglia è il ruolo di assoluta complicità assunto da CGIL, CISL e UIL i quali si sono prestati spudoratamente a sottoscrivere in Fedex a Padova e Bologna accordi di internalizzazione che hanno il chiaro intento di contenere il costo del lavoro da un lato, e cancellare i diritti sindacali conquistati in tanti anni di lotte dall’altro, visto che, sia a Padova che a Bologna, dal primo maggio e dal primo giugno, non vi è più il riconoscimento delle RSA e del diritto alle assemblee retribuite. Il ruolo di subalternità e di complicità è stato riconfermato con la firma del recente CCNL sulla parte economica.

I padroni della logistica si stanno preparando in questo modo ad uscire dalla “crisi pandemica”, e per massimizzare i profitti che si prevedono belli robusti la ricetta che propongono è quella di avere libertà di licenziamento, aumento della precarietà, aumento dell'orario di lavoro, aumento del dominio di classe a suon di bastonate, di ricatti, di paura.

Per facilitare questo disegno è necessario colpire prioritariamente quelle avanguardie di lotta che in questi anni non solo non hanno abbassato la testa, ma sono stati capaci di portare a casa numerose vittorie in termini di miglioramenti salariali e nelle condizioni di lavoro: la chiusura del sito Tnt-Fedex di Piacenza non ha nulla di casuale, se si pensa che proprio in qual magazzino, nel 2011, ha preso avvio quel movimento di riscossa dei lavoratori della logistica che nel giro di pochi anni ha portato prima all'applicazione integrale del CCNL di categoria per i lavoratori delle cooperative diappalto, poi a una serie di miglioramenti rispetto allo stesso contratto nazionale, ottenuti in particolar modo con gli accordi nazionali “Fedit”.

Ma i lavoratori della logistica non ci stanno e non accetteranno che i padroni impongano il ripristino in tutti i magazzini delle condizioni di semischiavitù di 10 anni fa. I lavoratori e le lavoratrici del nostro paese non devono starci perchè colpire i diritti in un settore significa creare le condizioni per colpirli ovunque.

Lanciamo un appello affinchè si sviluppi la più ampia ed articolata mobilitazione di classe contro l'utilizzo della crisi sanitaria per scaricare i costi sui lavoratori, contro l'escalation repressiva e squadrista contro chi sciopera e lotta nei luoghi di lavoro, contro il Governo Draghi e la complicità dimostrata dall'assenza di risposte sulla vicenda FedEx Tnt.

VENERDI 18 GIUGNO

SCIOPERO NAZIONALE DI 24 ORE DELLA LOGISTICA

• CONTRO I LICENZIAMENTI NEL MAGAZZINO FEDEX DI PIACENZA,

• CONTRO L'USO PADRONALE DI SQUADRACCE ARMATE PER FERMARE GLI SCIOPERI

• CONTRO IL SISTEMA DEGLI APPALTI

CONTRO LO SBLOCCO DEI LICENZIAMENTI.

• PER IL RICONOSCIMENTO DI PIENI DIRITTI SINDACALI

ALLA STRADA, ALLA LOTTA!

SI COBAS

ADL COBAS

USB LOGISTICA

SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE

pc 16 giugno - Contro la guerra di padroni e Stato, i proletari rispondono con la la resistenza e la guerra di classe

NUOVO VIDEO SULL’AGGRESSIONE ARMATA AI LICENZIATI FEDEX

DI PIACENZA A ZAMPIERI TAVAZZANO (LO)

Come abbiamo annunciato nelle scorse ore, pubblichiamo un nuovo video sui fatti di Tavazzano di giovedì notte, utile a sbugiardare in maniera clamorosa e definitiva la goffa versione dei fatti fornita alla stampa dai mazzieri di Zampieri e accreditata come verosimile da alcuni quotidiani nazionali e locali (su tutti il Corriere della Sera e Libertà di Piacenza).

Contrariamente a quanto sostenuto dai sedicenti “lavoratori di Zampieri”, questi ultimi non volevano affatto uscire dal magazzino, ma avevano come unico scopo quello di liberare i cancelli dal picchetto per imporre il passaggio del camion che era alle loro spalle:

https://www.facebook.com/sicobas.lavoratoriautorganizzati.9/videos/400676781132458

Nel video si vede chiaramente (minuto 0:50 circa) che gli uomini di Zampieri si portano ai cancelli con l’unico scopo di sfondare il presidio dei licenziati Fedex di Piacenza per consentire il passaggio del camion: ciò è dimostrato inequivocabilmente dai gesti degli uomini in pettorina arancione che incitano ripetutamente il camion a farsi avanti per forzare il presidio.

Subito dopo, di fronte alla resistenza dei lavoratori di Piacenza (peraltro in netta inferiorità numerica), al minuto 1:00, si vedono gli uomini in pettorina arancione scattare improvvisamente verso un punto preciso del magazzino, nel quale erano stati preordinatamente ammucchiati i pezzi di bancali di legno da cui poter agevolmente ricavare i bastoni.

Successivamente è visibile in primo piano un individuo in pettorina arancione che sfascia un bancale ancora integro: negli stessi frangenti inizia il fitto lancio di bastoni verso gli scioperanti, i quali sono costretti ad arretrare sulla strada nel tentativo di fermare il camion.

Il resto è noto e ampiamente documentato dal video pubblicato su questa pagina la mattina di venerdì e ampiamente circolato sui media nazionali e locali: i mazzieri, una volta sfondato il presidio a bastonate, invadono la strada con lo scopo di liberare definitivamente il passaggio del camion, dopodichè, raggiunto lo scopo, rientrano nel magazzino.

Altro che sequestro di lavoratori che volevano tornare a casa ad opera degli scioperanti!

I sedicenti “lavoratori” sono avanzati all’esterno del magazzino a colpi di sprangate per poi farvi ritorno una volta raggiunto lo scopo di salvare i profitti del boss- Zampieri: il tutto sotto la sapiente regia dei sicari della security aziendale!

Il resto è ormai storia, con il grave ferimento del nostro compagno Abdelhamid: una storia infame che i padroni di Fedex e Zampieri hanno scritto col sangue e che ora tentano di lavare con la menzogna e con l’arte di arrampicarsi sugli specchi!

GIOVEDI NOTTE E’ ANDATO IN SCENA UN TENTATO OMICIDIO NEI CONFRONTI DI UN OPERAIO CHE SI STAVA OPPONENDO AL LICENZIAMENTO.

I FATTI HANNO LA TESTA DURA E I TENTATIVI DI FALSIFICAZIONE DEI PADRONI HANNO I MINUTI CONTATI!

Infine, ci corre l’obbligo di smentire categoricamente un’evidente falsità contenuta nelle dichiarazioni date da Zampieri al Corriere della Sera, relativa ai motivi della protesta all’esterno del magazzino di Tavazzano: queste nulla hanno a che vedere col fatto che i lavoratori di Zampieri non siano sindacalizzati, bensì sono legate unicamente al fatto che i magazzini di Zampieri Holding di San Giuliano Milanese e Tavazzano dal mese di marzo servono da deposito “clandestino” delle merci che fino a quel momento venivano lavorate nell’hub di Piacenza, nel quale, occorre ribadirlo, 280 famiglie hanno perso il lavoro non a causa della crisi, bensì a seguito di una rappresaglia antisindacale che in queste ore è stata definita inaccettabile finanche dal presidente della regione Emilia Romagna Bonaccini e dalla totalità delle sigle sindacali.I boss mafiosi di Zampieri e i loro soci in affari di Fedex possono stare tranquilli: torneremo ancora una volta a bloccare le loro merci, come sempre in maniera pacifica ma disposti a difendere con ogni mezzo l’incolumità dei nostri iscritti.

SI Cobas

pc 16 giugno - Grande eco internazionale e internazionalista del comunicato congiunto italo - tunisino

ITALIA/TÚNEZ: Joint declarationof marxist-leninist-maoist communists Italy/Tunis

The Maoist Communists of Italy and Tunisia in the tenth anniversary of the popular revolt that at the cry of Work, Freedom and National Dignity has overturned the Ben Ali regime, greet the continue 10 years long struggle that has been waging for Tunisians workers and popular masses that have never forgotten these objectives by continuing to pursue them in a context of gradual reactionary restoration from the local bureaucratic and comprador bourgeoisie and  landlords since the aftermath of the revolt.

This year in January a new generation of youth inflamed the cities of the country and besieged  the

pc 16 giugno - Lo schiavismo nei supermarket a Torino

Repubblica Torino, il caporalato sbarca al supermarket: scaffalisti costretti a lavori massacranti, nove rinvii a giudizio

L'indagine sulle condizioni di lavoro degli scaffalisti ha portato a nove rinvii a giudizio 
Per la prima volta la procura contesta questo tipo di reato nella grande distribuzione. L'indagine partita da un incidente stradale mortale causato da un addetto che si era messo alla guida dopo 1

Turni massacranti, mancati riposi settimanali, niente ferie e straordinari non pagati. Per la prima volta la procura di Torino ha contestato l'accusa di caporalato per il lavoro nei supermercati e ipermercati e centri commerciali, contestando lo sfruttamento del lavoro e il mancato rispetto del

martedì 15 giugno 2021

pc 15 giugno - Scontri durante la Marcia delle bandiere nazisioniste a Gerusalemme: la polizia israeliana reprime e arresta ma viene respinta dal lancio di pietre dalla "collera" dei palestinesi

Solo 2 giorni dopo il voto di fiducia al nuovo governo israeliano e al neo-premier Naftali Bennett, l’estrema destra marcia oggi per affermare e ribadire il controllo israeliano sull’intera Gerusalemme, inclusa la città vecchia e la parte est.

La polizia israeliana ha picchiato e arrestato i palestinesi, dopo aver chiuso la Porta di Damasco per far posto ad almeno un migliaio di israeliani che si erano radunati per l'inizio di una provocatoria marcia nazionalista attraverso la Città Vecchia di Gerusalemme Est occupata, nel primo grande test per il nuovo governo israeliano.

La cosiddetta marcia delle bandiere, fissata per iniziare alle 17:30, è stata riprogrammata a martedì dopo essere stata annullata durante un periodo in cui le ripetute repressioni israeliane nella moschea di al-Aqsa e la minacciata espulsione di famiglie palestinesi stavano causando tumulto a Gerusalemme. Quella tensione ha portato alla guerra di 11 giorni del mese scorso tra Israele e Hamas.

Dopo aver chiuso alcune strade e la Porta di Damasco, la polizia israeliana ha arrestato i palestinesi a Gerusalemme prima della marcia.

La Mezzaluna Rossa ha detto che 27 persone sono rimaste ferite durante gli scontri con le autorità israeliane intorno al centro storico di Gerusalemme, tra cui tre da proiettili di acciaio ricoperti di

pc 15 giugno - A Roma contro la repressione - portiamo la battaglia per la liberazione dei prigionieri politici

Il Patto d’azione anticapitalista per il fronte unico di classe e l’Assemblea nazionale delle lavoratrici e lavoratori combattivi ha deciso per il 19 giugno una manifestazione nazionale a Roma.

Sicuramente la più importante manifestazione, con operai e lavoratori in lotta classisti, combattivi contro governo Draghi, possibile oggi in italia – al di là dei numeri, che comunque saranno significativi

Licenziamenti e repressione al centro della mobilitazione

Sarebbe ben strano, gruppettaro ed elitario che noi che ci battiamo contro la repressione e la liberazione dei prigionieri politici nel mondo, il 19 giugno fossimo altrove e non portando questa battaglia tra i proletari in lotta.

Per questo il 19 giugno saremo a Roma con una postazione per i prigionieri politici di tutto il mondo – l’iniziativa in presenza prevista a Milano e rinviata ad altra data

ci sarà  un appuntamento on line il 20 giugno dedicato ai prigionieri politici

 

pc 15 giugno - Dalla Fedex a Taranto - contro il fascismo aziendale, la repressione e i licenziamenti 19 giugno a Roma


pc 15 giugno - Da oggi scaricabile il giornale proletari comunisti - nella diffusione di massa contiene un nuovo inserto speciale Palestina


pc 15 giugno - Palestina - intervento di Proletari Comunisti - dal nuovo speciale palestina in diffusione nelle manifestazioni e alle fabbriche - richiedi a pcro.red@gmail.com

Il nuovo incendio che sta attraversando in queste ultime settimane la Palestina deve richiamare l’attenzione dei proletari, dei comunisti del nostro paese come di tutto il mondo, sul ruolo chiave che la presenza di Israele assolve per l’imperialismo nell’area, che giustifica il fatto che tutti i paesi imperialisti, in particolare l’imperialismo USA, sostengano incondizionatamente lo Stato d’Israele e che chiama a comprendere come la lotta ad Israele non debba essere considerata un problema solo nell’area in cui esso svolge il suo ruolo, ma va considerata nel teatro generale internazionale.

Israele gioca, per la strategia imperialista generale, un ruolo decisivo, sia per la posizione strategica del paese che ne fa un avamposto che abbraccia l’intero mondo arabo, l’Africa, il Medio Oriente, il Golfo Persico. E questo è uno dei teatri in cui si accentuano le tensioni internazionali tra i paesi imperialisti perché questa è la regione vitale del petrolio. Questo nesso tra economia e sistema imperialista mondiale ha reso forte Israele e gli ha permesso di

pc 15 giugno - Brasile, Bolsonaro e il calcio come arma di distrazione di massa e oppio dei popoli

La Coppa America per distogliere l’attenzione dalla gestione disastrosa  del Covid che lo ha trasfrormata nella più grande strage di massa degli ultimi anni

Brasile, Bolsonaro e il calcio come arma di distrazione di massa: la Coppa America per distogliere l’attenzione dalla cattiva gestione del Covid

Colombia e Argentina si sfilano, a causa della pandemia e - è il caso di Bogotà - delle tensioni sociali. "Lo svolgimento di questo torneo in Brasile è assolutamente irrazionale e inaccettabile sotto il punto di vita della salute pubblica. Questo poteva accadere solo in un Paese che non rispetta la vita" dice il professore di Medicina all’università di San Paolo. Una frase affilata che racconta nel miglior modo possibile l’inesistente politica di contenimento del virus adottata dal negazionista Bolsonaro

Il palcoscenico è cambiato all’improvviso. L’erba verde del campo ha lasciato spazio al legno marrone delle poltrone del parlamento, le maglie colorate delle nazionali sono state sostituite dai colletti

pc 15 giugno - Iniziativa a Genova il 19 giugno - proletari comunisti vi aderirà con un messaggi0

19 Giugno-Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero                                             

Il Circolo Culturale Proletario di Genova 

ti invita

Sabato 19 Giugno 2021,

ore 10.00

al Circolo Autorità Portuale,

Via Ariberto Albertazzi 3r, Genova

intervengono:

EROS BARONE  (Professore, Presidente del            Circolo Culturale Proletario di Genova)

EMILIO QUADRELLI  (Si Cobas Genova)

LEONARDO SINIGAGLIA (Movimento 48)

Il 19 giugno 1986, in Perù, nelle prigioni di El Fronton, di Lurigancho e di El Callao, le forze armate del governo socialdemocratico di Alan Garcia, sostenuto dalle forze imperialiste occidentali, reprimevano con bombardamenti ed esecuzioni sommarie la rivolta dei detenuti politici del Partito Comunista del Perù, che avevano dato vita ad una rivolta per richiedere condizioni carcerarie più umane, conformi ai trattati internazionali.  Da allora, i quasi 300 caduti del 19 giugno 1986 fanno parte della memoria del movimento comunista internazionale, che ogni anno si rinnova nella celebrazione della