domenica 13 giugno 2021

pc 13 giugno - La politica dei governi europei sull'immigrazione: parole alate, ferocia pratica - Riprendere la battaglia necessaria


L'Europa di Draghi doveva essere nelle sue intenzioni e del governo italiano la "madre benevola" della politica dell'immigrazione. Ma le cose non stanno andando affatto così.

Incarogniti e inferociti i governi europei, Merkel e Macron in testa, del loro crescente indebolimento e dell'avanzata dell'estrema destra che ne potrà mettere in discussione la futura tenuta degli attuali governi, non sono in aria ne di concessioni ne di farsi carico della nuova fase del cosiddetto "dramma dell'immigrazione". E quindi le scelte della cosiddetta "Europa" vanno ancor più di prima, con buona pace di Draghi, in senso di discarica del problema sui paesi di frontiera, Italia, Spagna, per non dire quello che sta continuando a succedere nei Balcani, Grecia, dove peraltro continua il ricatto della Turchia di Erdogan.

Il risultato di tutto questo è una politica e un'azione antimmigrazione che dietro parole alate, nasconde la ferocia di sempre dei Salvini di turno.

In questo senso hanno ragione quei compagni che chiedono all'insieme del movimento proletario e comunista di non annacquare, relativizzare una battaglia che è necessaria e frontale, a sostegno dei migranti che arrivano - se arrivano... -, contro la gestione securitaria e omicida dei centri di accoglienza, e della catena dei Cpr, Cara, o comunque si chiamino; per i documenti, diritto d'asilo, la libertà di circolazione, i contratti e tutto il resto, vaccini, ius soli, ecc,

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