mercoledì 8 aprile 2020

pc 8 aprile - La strage nella strage di medici e infermieri è in parte responsabilità di Stato/regione e dei loro governi - Lotta e organizzazione per presentare il conto




Sale a 26 il numero degli infermieri deceduti
  Da inizio epidemia sono 26 gli infermieri deceduti per Covid-19, e 6.549 i contagiati: ben 1.049 in più rispetto a sabato scorso. I dati sono stati resi noti dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi)), che sottolinea come nel giro di 48 ore il numero di positivi tra gli infermieri sia pari a un terzo dei contagiati totali nello stesso periodo di tempo. E indica che è la categoria sanitaria che conta il maggior numero di positivi: il 52% di tutti gli operatori. 

Strage di medici, sale a 94 il conto dei decessi

Sale anche il numero dei medici morti per il coronavirus: altri sette decessi sono stati registrati da ieri, il totale sale così a 94. Lo rende noto la federazione degli ordini dei medici (Fnomceo), che da settimane sul suo portale, listato a lutto, riporta l'elenco dei colleghi morti. Tra i nuovi decessi, una cardiologa in pensione, un medico del lavoro e un odontoiatra. In totale, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità aggiornati a ieri sera, sono 12.681 gli operatori sanitari contagiati in Italia


pc 5 aprile - Video da dentro la sanità milanese - denuncia e lotta - Slai cobas per il sindacato di classe - Milano


pc 8 aprile - In Marocco come in Turchia a fronte dell'emergenza Coronavirus Stati e governi rifiutano di liberare i prigionieri politici

info a cura di SRP
Le régime marocain a décidé ce dimanche de libérer 5.654 détenus mais en excluant les prisonniers politiques (à l’exception d’islamistes). Les détenus graciés ont officiellement été sélectionnés selon «leur âge, leur état de santé, la durée de leur détention et leur bonne conduite». Il s’est avéré qu’aucun prisonnier politique n’est parmi les 5.654 libérés, notamment les détenus du mouvement du Rif. Même ceux qui ne leur reste qu’un mois à purger. Parmi les 5.654 détenus libérés figurent 50 détenus salafistes, théoriciens et prêcheurs de la Salafiya Jihadiya.
Prison au Maroc05/04/2020
Samedi 4 avril, des prisonniers, exclus de la loi d’application de remise en liberté suite à la pandémie

pc 8 aprile - Esercitazioni militari in Sardegna in piena Pandemia

“Il virus non ferma le esercitazioni: attività militare intensa dal 6 aprile al 9 giugno. Ecco dove finiscono i soldi sottratti alla sanità: da domani due mesi di esercitazioni sui cieli della Sardegna. In barba all'emergenza sanitaria e alla crisi economica.” 
Così inizia la denuncia AFORAS, movimento contro l’occupazione militare della Sardegna, in un comunicato diramato domenica sera. Contemporaneamente il governo sardo tenta, attraverso una delibera, di mettere la maggioranza della popolazione “[a]gli arresti domiciliari”.
A sostenere quest’accusa non è un qualche ‘pericoloso movimento antagonista’ bensì l’ex presidente della prima sezione civile della Corte d'Appello di Cagliari: Gian Giacomo Pisotti. Questa evidente ingiustizia fa emergere la condizione di subalternità coloniale alla quale la

pc 8 aprile - Assemblee e sicurezza informatica: attenzione a Zoom!

da infoaut


In questa fase di distanziamento forzato, che si ripercuote anche sulle attività assembleari di centinaia di associazioni, centri sociali e altro, crediamo possa essere utile fare un po' di chiarezza sugli strumenti utilizzabili ai fini delle comunicazioni interne che in questo periodo siamo costretti a usare. Proviamo a farlo nel modo più breve possibile e con linguaggio meno tecnico che si può.
Tagliando con l'accetta, i software si dividono tra software a codice chiuso e software opensource. Altra distinzione è data tra commerciali, quindi a pagamento, e free. Innanzitutto bisogna precisare che le due cose non sono per forza collegate. Possono esserci software free a codice chiuso (vedi Whatsapp, Zoom, Facebook, etc.), ma anche software opensource gestiti da aziende commerciali.
Per software open source si intende un programma il cui codice è aperto e analizzabile da tutti. In questo modo chiunque abbia le capacità per farlo può analizzare, modificare e soprattutto trovare

pc 8 aprile - Brasile - Bolsonaro-Militari prima favoriscono la diffusione del virus poi aprono la guerra innanzitutto contro il popolo - documento liga operaria brasil

Il Brasile supera i 10 mila contagi. Il parlamento vota un bilancio di guerra

Nonostante il negazionismo di Bolsonaro, la Camera bassa vara un regime straordinario per poter utilizzare i fondi
Liga Operária a respeito da situação política nacional e internacional em meio pandemia da Covid-19. 
in via di traduzione
A crise moral, política, financeira e militar que vive o velho e podre Estado burocrático brasileiro, burguês, latifundiário, serviçal do imperialismo, principalmente ianque, é reflexo da crise do capitalismo burocrático, que para tentar se salvar, segue à risca os ditames do imperialismo ianque, que tem sucateado há anos a saúde, educação, saneamento básico, moradia, e etc., todos os gerentes de turno da direita, centro e “esquerda” eleitoreira aprofundaram a crise e aperfeiçoaram os mecanismos de defesas, criminalizando os que lutam e cortando os direitos dos trabalhadores. O novo

pc 8 aprile - MOZIONE FINALE ASSEMBLEA 2 APRILE

Un commento e proposte di modifiche al testo/piattaforma in settimana

L’assemblea virtuale nazionale di giovedì 2 aprile, partecipata da oltre 150 persone a nome di diecine di organizzazioni politiche, sindacali e sociali, si è confrontata in maniera ampia e articolata sui temi posti all’ordine del giorno con l'appello lanciato dal SI Cobas, e sulle implicazioni drammatiche dell’emergenza sanitaria ed economica connessa alla pandemia mondiale di CoViD-19.
Questa pandemia mette a nudo la crisi rovinosa che sta attraversando ogni aspetto del dominio capitalistico; dal processo di impoverimento al quale ampi strati della classe lavoratrice e masse povere stanno andando incontro (solo in Europa le stesse fonti istituzionali prospettano 25 milioni di nuovi disoccupati e 35 milioni di persone costrette a vivere sotto la soglia di povertà) al tentativo di governi e padroni di occultare le loro responsabilità storiche nell’aver determinato la crisi sanitaria globale.
Quale che sia la ricetta che i governanti europei adotteranno nel breve-medio periodo (sia essa fondata sui Coronabond o su un Mes riveduto e corretto, per non parlare delle altrettanto nefaste ipotesi di recrudescenze nazionaliste e protezionistiche), l'esito sarà sempre lo stesso: farci pagare il costo di questa crisi ancora una volta sulle spalle (e sulla pelle) dei proletari.
Questo stato di cose è foriero di grandi esplosioni di malcontento e di protesta, e richiama la necessità

pc 8 aprile - BERGAMO - LA VERITA' SULLA PRODUZIONE DELLE BOMBOLE DI OSSIGENO ALLA TENERIS-DALMINE


PRODUZIONE DI BOMBOLE PER L’OSSIGENO PER GLI OSPEDALI:

CON LE SQUADRETTE DI VOLONTARI CARICATI AL MASSIMO, TENARIS VUOLE GUADAGNARE PRODUTTIVITÀ
E PERFEZIONA, IN UNA SPERIMENTAZIONE CONTINUA, LE TECNICHE DI PRODUZIONE A RANGHI RIDOTTI, PER IL PROFITTO E IN FUNZIONE ANTISCIOPERO.

ANALISI DEL CICLO PRODUTTIVO DELLE BOMBOLE
Vista la produzione dichiarata di questi giorni, con le bombole speciali diametro 168 per l’ossigeno, si può stimare la capacità produttiva della linea Tenaris, in 5500/6000 bombole al mese. Le commesse per queste bombole, messe in produzione straordinaria per fronteggiare la grande carenza di ossigeno in cui si sono trovati gli ospedali e i servizi di assistenza domiciliare, sono di circa 5/6000 unità.
La linea di produzione delle bombole è composta da diversi impianti, taglio dei tubi, forgiatura, forno... fino alla verniciatura, ognuno con una capacità produttiva specifica.


Questo ci fa dire che fare la produzione di 3 mesi in 1 è IMPOSSIBILE, E’ UNA ESALTAZIONE, ma che serve per spingere i volontari a dare il massimo, la chiamano motivazione. Gli operai vengono portati ad accettare ogni condizione, illudendosi così di servire la comunità, quando correre serve solo all’azienda per una gestione della produzione flessibile, con minimi organici e massimo rendimento degli impianti.
Per fare la massima produzione nel minor tempo possibile, come serve in questo

pc 8 aprile - Ex Fiat di Termini Imerese: riaprono i cancelli? Da ieri è in discussione la proposta della riconversione alla produzione biomedicale

L’urgenza è quella di riaprire!
Certo non è la produzione di auto, ma se la borghesia, cioè politici padroni e sindacati, fanno presto, è possibile avere di nuovo una grande fabbrica nel comprensorio di Termini Imerese.
Si potrebbero impiegare anche migliaia di operai se si pensasse di fare dello stabilimento un centro generale della produzione di tutto quello che serve alla sanità: dalle mascherine di ogni tipo, ai ventilatori, ai letti dedicati, a tutta l’attrezzatura della terapia intensiva, insomma tutto ciò, ed è davvero tanto, che è mancato in questi giorni per dare risposta all’emergenza. E, perché no, anche alla produzione diretta di ambulanze vista la struttura della fabbrica!
Come per Catania, per fare un esempio di numeri, è la ST Microelectronics!

pc 8 aprile - Appello dei semiliberi. A cura di SRP

APPELLO E RICHIESTA DI AIUTO



Questo è il disperato appello e richiesta di aiuto che gli ospiti della palazzina dei semiliberi, oggi occupata da soggetti in articolo 21 per lavoro esterno, lanciano a tutti gli amministratori e tutori della salute e della vita altrui.

Viviamo in un ambiente di circa 100 metri quadrati suddiviso in più camere per un totale di 45 persone, 2 servizi igienici per tutti e al pian terreno di questa struttura ci sono anche delle mamme con dei bambini innocenti che continuano ad essere rinchiusi.
Alle nostre, critiche e disperate, condizioni assistono anche gli operatori della polizia penitenziaria, vittime anch’essi del totale menefreghismo istituzionale onnipresente e oggi ancor più irritante. Siamo da giorni isolati a causa

martedì 7 aprile 2020

pc 7 aprile - Un altro detenuto suicidato dallo Stato: Emil V., 32 anni, sarebbe dovuto uscire a novembre - detenuti in protesta nelle carceri campane. Info a cura di SRP

Emil V, ucraino 32 enne, detenuto nel carcere OPG di Aversa, si è impiccato nella notte di domenica, senza che se ne accorgesse nessuto. Solo durante il giro di controllo il suo corpo è stato rinvenuto privo di vita dalla polizia penitenziaria.
Sembra avesse dei problemi che lo affliggevano e per i quali avrebbe avuto bisogno di parlare con la famiglia, ma, dato il blocco colloqui, non vedeva nè i figli (da 7 anni) e nemmeno la famiglia. Era dentro per rapina e sarebbe dovuto uscire a novembre.
«In questo tempo così disperato si continua a morire in carcere – dice Samuele Ciambriello, garante in Campania delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale –  Emil era detenuto per rapina e sarebbe uscito a novembre. Non faceva colloqui, non aveva mai avuto sanzioni disciplinari. Gli altri suoi quattro compagni di cella non si sono accorti del suo gesto disperato». «Aumentano anche i casi di autolesionismo – aggiunge il garante – ma ovunque. Il carcere di Aversa in questi giorni aveva attirato la mia attenzione, positivamente, per i provvedimenti del magistrato di sorveglianza per la detenzione domiciliare per 8 detenuti, altri 12 aspettano i fantomatici braccialetti e 9 sono le relazioni sanitarie in attesa delle decisioni del magistrato».


Non solo morti, ma anche proteste per non morire, nelle carceri campane domenica scorsa.
Dopo la battitura nel carcere di Napoli Secondigliano, la protesta è divampata a Santa Maria Capua Vetere e battiture si sono registrate nel carcere avellinese di Ariano Irpino e nella casa di reclusione di Aversa.

pc 7 aprile - DALL'INFERNO DI BERGAMO UNA FORTE E GENERALE DENUNCIA DEGLI OPERAI

pc 7 marzo - LICENZIATA PERCHE' CHIEDE I DPI - dal blog femminismorivoluzionario

Genova, oss licenziata perché chiedeva dispositivi di protezione individuali. Difendere il diritto alla salute delle lavoratrici / Esercitare e difendere il diritto di sciopero!

Una operatrice socio sanitaria, socia della cooperativa per cui lavorava, è stata licenziata dopo aver preteso mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale. La vicenda è avvenuta a Genova. Dell'accaduto il sindacato professionale Human Caring Sanità ha informato sia il governatore ligure che l'assessore alla Sanità.
La oss lavorava in una cooperativa dove prestava sevizio a livello domiciliare ed era la prima firmataria di un documento con cui si chiedevano dispositivi di protezione individuale e mascherine adatte a difendersi dal contagio di Covid-19. Cinque giorni dopo la sua richiesta è arrivato il licenziamento, ufficialmente 'per giusta causa', dopo una prima contestazione disciplinare e la relativa risposta, giudicata insufficiente.
«La sua - denuncia il sindacato Human Caring Sanità - è la storia di tanti oss che provano a ribellarsi contro chi amministra e amministra male le residenze sanitarie assistenziali, cooperative per anziani, dove oggi ci sono contagi di covid 19 tra gli operatori».

pc 7 aprile - Alla Comer di Matera gli operai non ci stanno e si ribellano

Gli operai della Comer Industries erano in stato di agitazione e sono passati allo sciopero perchè assolutamente non d'accordo per la ripresa dell'attività 200 lavoratori per produrre un solo pezzo per acquirenti esteri, dato che non si tratta di produzione essenziale in questo momento e non si può mettere ora a rischio la salute dei lavoratori..
Sindacati subito in Prefettura - riconosciuto da essi - come 'unico luogo istituzionale deputato a risolvere ogni dubbio circa la corretta interpretazione e applicazione del DPCM.
Naturalmente si è trattato di un gioco delle parti, le Prefetture quasi ovunque usano il DPCM per dare ragione ai padroni e così sono tutti contenti.. tranne gli operai che giustamente davanti al riscontro oggettivo dei contagi all'interno non ci stanno a rischiare vita e salute
7 Aprile, 
Le segreterie regionali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno inviato una lettera alla Comer Industries Components S.r.l., al Prefetto di Matera e al Comando Generale della Guardia di Finanza

pc 7 aprile - ArcelorMittal Taranto - la produzione riprende e il titolo vola in Borsa sulla pelle dei lavoratori

ArcelorMittal ha registrato ieri un rialzo dell'11,28 per cento. Dato che siamo in una situazione generale di crisi di sovrapproduzione, ecc., qual'è la ragione? 
E' l'effetto annuncio che la produzione riprende con complessivi 5.500 operai a Taranto - di cui 2000 dell'indotto.
La fabbrica, già di per sè più inquinante è ora la più 'piena d'Italia' e una delle più piene in Europa in questo momento.
I sindacati confederali e USB, dopo l'inutile e controproducente spola dal Prefetto - che forte del DPCM ha dato tutto quello che ArcelorMittal voleva - incontrano questa mattina l'azienda  per 'mascherine, DPI, sanificazioni necessarie'.
Ora la strada è tracciata - quella che la può cambiare è la ribellione vera dei lavoratori.

pc 7 aprile - Il comunicato e piattaforma dell'assemblea della campagna "sanatoria subito" -

Sabato 4 aprile si è tenuta la prima assemblea nazionale telematica della campagna “Siamo qui - Sanatoria subito”, convocata dopo un'ampia e numerosissima adesione di realtà sociali e singole persone all’appello per la sanatoria dei migranti irregolari ai tempi del Covid-19 ( adesioni aggiornate: https://bit.ly/2x5voaQ).
67 persone hanno partecipato collegandosi alla piattaforma web, mentre la diretta video è stata ripresa dalla pagina facebook, raggiungendo migliaia di visualizzazioni, che si aggiungono a tutte le persone che hanno seguito lo svolgimento tramite il sito meltingpot.org e la diretta FM e in streaming su Radio Onda d’Urto.
Un risultato estremamente positivo che conferma l’urgenza di una regolarizzazione generalizzata, in un momento in cui la diffusione del coronavirus sta facendo emergere con ancora più drammaticità tutte le disuguaglianze sociali già presenti nella società, l’accesso differenziale alla sanità e alle

pc 7 aprile - Per il 25 aprile 10-100-1000 iniziative di ogni tipo

Creiamo insieme un 25 aprile alternativo!

La lettera del presidente dell’ANPI di Ivrea e Basso Canavese Mario Beiletti per costruire insieme un 25 aprile altenativo in tempi di pandemia.

Cari amici, è confermato che tutte le iniziative che si svolgevano nel mese di aprile legate alla Festa della Liberazione sono impossibili. Per questo, in accordo con l’Anpi provinciale, abbiamo pensato in alternativa di raccogliere voci e immagini della nostra zona, per trasmetterle a tutti voi tramite e-mail, Facebook ed altri social, creando una serie di eventi che, per quanto solo virtuali, diano il senso della nostra memoria e del nostro impegno....
Vi chiediamo di mandare  vostri pensieri, riflessioni, disegni, foto, poesie, scritti, canzoni che trattino la Liberazione del 1945, la libertà e la democrazia, la Costituzione ed il momento attuale. Sarebbe bello ottenere un vivace affresco corale che potrà rappresentare una diversa e degna alternativa a questi giorni grigi.
Gli scritti dovrebbero pervenire possibilmente entro il 16 aprile in formato Word e le immagini in formato JPEG. Potete inviare il materiale alla e-mail beiletti.anpi@gmail.com e contattarci per ogni chiarimento ai numeri 320 685 44 32 / 0125 63 90 62

pc 7 aprile - Coronavirus, in Piemonte boom di contagi nei posti di lavoro, tra aziende ingiustamente autorizzate e altre che lavorano senza autorizzazione

“Sono circa 500 i casi di infezione sul lavoro da Coronavirus denunciati in Piemonte e quasi 300 riguardano la provincia di Torino; tutti i casi accertati faranno scattare la piena tutela dell’Inail, come per gli altri infortuni o malattie, già a partire dal periodo di quarantena”. Lo dichiara Giovanni Asaro, direttore regionale dell’Inail Piemonte, all’indomani della pubblicazione di una nuova circolare che fornisce indicazioni in merito alle prestazioni garantite agli assicurati Inail contagiati nell’ambiente di lavoro o a causa dello svolgimento dell’attività lavorativa.

“Come chiarito dalla circolare n.13 del 3 aprile 2020 – prosegue Asaro –  l’ambito della tutela Inail è stato esteso a tutti i lavoratori assicurati dall’Istituto, le uniche differenze riguardano le modalità di accertamento dell’avvenuto contagio”.
La circolare specifica che nei confronti degli operatori sanitari, esposti a un elevato rischio di

pc 7 aprile - Estratti di lettere dalle carceri e un aggiornamento da Bologna - Info a cura di SRP

ULTIMI AGGIORNAMENTI DAL CARCERE DI BOLOGNA

Uno dei "monolocali" che piacciono a Travaglio
Nella giornata di domenica 5 è giunta notizia di oltre 30 detenuti della sezione AS3 (la stessa in cui è stato contagiato Vincenzo, l'uomo morto il 2 aprile per Covid19) trasferiti al carcere di San Gimignano.
E' arrivata conferma che la sezione AS3 verrà interamente svuotata, per trasferirvi i detenuti delle sezioni giudiziarie, le uniche coinvolte nelle rivolte del 9 e 10 marzo, rimaste da allora inagibili. I tamponi vengono fatti esclusivamente ai detenuti in via di trasferimento.
Il tampone è stato fatto anche ad un detenuto che fino a venerdì 3 aprile ha occupato la cella attigua a quella del detenuto deceduto la scorsa settimana in ospedale. Lo stesso ha effettuato il tampone ed è risultato positivo al Covid19 ed è stato collocato nel reparto di isolamento assieme ad altri 10 detenuti non positivi, con un bagno comune per tutta la sezione. Inutile dire che questa gestione è assolutamente peggiorativa per le condizioni di tutti i detenuti, contagiati e non, poichè non fa altro che creare le condizioni per lo sviluppo di nuovi focolai.
Anche a Bologna alcuni detenuti stanno uscendo ai domiciliari, ma non ci stanchiamo di dire che l'unica sicurezza ora è la libertà di tutte e tutti.

Stiamo preparando, con la rete cittadina che si è attivata dalla rivolta in poi, una grafica e un breve testo per lanciare una giornata di solidarietà con i detenuti della Dozza per GIOVEDI' 9 APRILE. L'invito è di esporre striscioni dai balconi, per strada... insomma, diffondere come meglio si crede, messaggi di solidarietà per la città. E' certamente poco, ma è importante rompere il silenzio che continua a circondare il carcere...


Qualche notizia dalle lettere arrivate alla Cassa AntiRep delle Alpi Occidentali
  • Dalle Vallette (lettera senza data) ci informano di avere ricevuto il

lunedì 6 aprile 2020

pc 6 aprile - India - il PCI (Maoista) nella regione di Orissa annuncia un cessate il fuoco unilatelare per il Coronavirus





The message was passed on to newspersons in the Malkangiri district by Kailash, spokesperson of the Malkangiri-Koraput-Visakhapatnam divisional committee of the outlawed Communist Party of India (Maoist) on Sunday. The Maoist spokesperson gave an interview to some mediapersons at a remote

pc 6 aprile - 6 aprile 1944. Inizia il rastrellamento e l'ECCIDIO NAZIFASCISTA della BENEDICTA. Il nostro omaggio ai martiri. L'Inno della Benedicta - Dalle Belle Città


76° Anniversario dei tragici fatti della Benedicta

Il 7 aprile 1944 nei pressi di un monastero in località Benedicta, nel cuore delle Capanne di Marcarolo, oggi nel comune di Bosio, nel quadro della guerra civile che sconvolse l’Italia all’indomani dell’ 8 Settembre 1943 sino al 25 Aprile 1945, ma con ancora tragiche code sino al 1948, tra il 6 e l’11 aprile 1944 settantacinque partigiani appartenenti alla 3° Brigata Garibaldi e ad

pc 6 aprile - IL BLOG FEMMINISMORIVOLUZIONARIO - giorno per giorno

pc 6 aprile - Liberi tutti! Un video della battitura collettiva del 1° aprile. A cura di SRP

pc 6 aprile - L’uso militare nascosto della tecnologia 5G

L’Arte della guerra. Le implicazioni militari del 5G sono quasi del tutto ignorate poiché anche i critici di tale tecnologia, compresi diversi scienziati, concentrano la loro attenzione sugli effetti nocivi per la salute e l’ambiente a causa dell’esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza. Impegno questo della massima importanza, che deve però essere unito a quello contro l’uso militare di tale tecnologia, finanziato indirettamente dai comuni utenti

Di Manlio Dinucci
Al Summit di Londra i 29 paesi della Nato si sono impegnati a «garantire la sicurezza delle nostre comunicazioni, incluso il 5G».
Perché questa tecnologia di quinta generazione della trasmissione mobile di dati è così importante per la Nato?
Mentre le tecnologie precedenti erano finalizzate a realizzare smartphone sempre più avanzati, il 5G è concepito non solo per migliorare le loro prestazioni, ma principalmente per collegare sistemi digitali che hanno bisogno di enormi quantità di dati per funzionare in modo automatico.
Le più importanti applicazioni del 5G saranno realizzate non in campo civile ma in campo militare.
Quali siano le possibilità offerte da questa nuova tecnologia lo spiega il rapporto

pc 6 aprile - Covid 19 tra i detenuti nelle carceri campane. Proteste a Secondigliano e rivolta a Santa Maria Capua Vetere nella notte. Info a cura di SRP

Caserta - Un'intero reparto del carcere di Santa Maria Capua Vetere, con oltre 200 detenuti, è stato preso sotto controllo dagli stessi. La protesta è scattata dopo la notizia di un detenuto risultato positivo al coronavirus. Un gruppo di circa 150 reclusi, al termine dell'ora d'aria, ha occupato il reparto impedendo alla Penitenziaria di entrare. È iniziata una mediazione con i vertici del carcere, mentre all'esterno sono accorse forze dell'ordine in assetto antisommossa e un elicottero.
I tumulti sono scattati intorno alle 20:30 e si sono conclusi poco dopo la mezzanotte, quando si sono conclusi, con esito negativo, i primi test sierologici su detenuti, agenti e operatori del reparto Tamigi. Il detenuto positivo si trovava nel reparto alta sicurezza ed è stato trasportato all'ospedale Cotugno





Samuele Ciambriello, garante regionale delle persone prive della libertà, annuncia che dalla prossima settimana inizieranno gli esami sierologici per tutti gli operatori sociosanitari, agenti di polizia penitenziaria e detenuti della Regione

pc 6 aprile - India - il regime fascista indutva' di Modi non si smentisce nell'uso della violenza brutale in stato di lockdown

video su il fatto quotidiano

Coronavirus, lockdown in India: video choc di spari e bastonate della polizia a venditori e medici

Coronavirus, lockdown in India: video choc di spari e bastonate della polizia a venditori e medici

L'isolamento è scattato dal 24 marzo, ma sono già più di cento le testimonianze raccolte da due giovani avvocati, Nikita Sonavane e Ameya Bokil per diffondere online le denunce provenienti da diverse parti del paese e poi presentare ricorso alla corte indiana.

pc 5 aprile - Il delirio del nPCI/Carc sputtana i comunisti e invita tutto il movimento a liberarci di simili presenze

C'è un limite a tutto

Pubblichiamo qualche stralcio di questo comunicato demenziale, ma in realtà totalmente equivoco perchè più che la nostra denuncia bastano le loro parole.
*****
Appello ai membri delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine italiane
Non sostenete il colpo di Stato perpetrato dal governo Conte: senza la vostra collaborazione non passerà!
Non accettate di violare la Costituzione a cui avete giurato fedeltà, vi mettereste contro il

domenica 5 aprile 2020

pc 5 aprile - Info su l'assemblea nazionale della campagna "Sanatoria Subito"

Si è tenuta ieri l'assemblea nazionale della campagna "sanatoria subito!".
Vi hanno partecipato direttamente oltre una sessantina di compagne e compagni connessi in teleconferenza per oltre 3 ore, altre centinaia hanno potuto seguirla in diretta su facebook o sul podcast di Radio Onda d'Urto.
Più di una trentina gli interventi che hanno contribuito alla discussione, il report dell'assemblea sarà pubblicato a breve.
Sono stati segnalati e condivisi tutti i diversi aspetti che segnano oggi la vita di centinaia di migliaia di migranti che restano "invisibili" a fronte dell'emergenza CoVid-19.
Le detenzioni nei CPR che proseguono, pur nell'impossibilità di effettuare gli allontanamenti, i ghetti degli "insediamenti informali" dove i lavoratori nelle campagne vivono stipati in baracche malsane senza possibilità di osservare misure igieniche di protezione dal contagio, i braccianti che continuano a lavorare sfruttati come e più di prima e ancora più a rischio salute, il limbo in cui sono abbandonati i richiedenti asilo e quelli in attesa della procedura o del rinnovo del permesso di soggiorno mentre tutti i procedimenti sono fermi, il dramma di chi un lavoro, regolare a nero o grigio che fosse, ce lo aveva  e oggi l'ha perso e con quello ha perso anche la possibilità di andare avanti..., tutta questa situazione impone che si risponda con misure immediate e di emergenza, che non possono che essere:
- sanatoria generale, permesso di soggiorno incondizionato per tutti gli immigrati presenti oggi in Italia
- reddito, casa e assistenza e protezione della salute per tutti.

Pure nelle difficoltà della situazione di restrizione di ogni attività collettiva, l'assemblea ha concordato che la campagna deve proseguire con decisione e anzi accelerare.
Insieme al report dell'assemblea, sarà pubblicata una piattaforma completa e articolata di tutte le richieste emerse dalla discussione.
La prima iniziativa è prevista già per la prossima settimana, un mail bombing che aumenti e diffonda l'impatto della campagna, poi la diffusione in internet e nei luoghi che ancora è possibile raggiungere - supermercati, ecc. - di striscioni e cartelli con gli slogan della campagna.

Nel nostro intervento come SLAI Cobas per il Sindacato di Classe, abbiamo brevemente raccontato la esperienza nelle lotte dei migranti per i documenti e le condizioni di vita nei centri, la lotta dei braccianti della Felandina, il lavoro di inchiesta e controinformazione che cerchiamo di portare avanti ora, pur nelle difficoltà attuali, per dare voce alle lotte e denunce dei migranti nei territori a noi vicini, dai reclusi nel COR di Palazzo San Gervasio, ai braccianti del ghetti in Capitanata.
Abbiamo ribadito che la parola d'ordine per cui mobilitarci e che ci deve unire oggi è imporre che l'emergenza esista anche per i migranti, senza distinzione tra "regolari" e "irregolari", "profughi da "emergenze umanitarie" o "economici". A tutti deve essere riconosciuto non solo il permesso di soggiorno ma anche un reddito dignitoso, case, strutture autogestite per la sicurezza della salute.
Una lotta in cui i migranti stessi devono essere attivi e protagonisti autorganizzati, non semplici destinatari della nostra solidarietà, e per questo la campagna deve puntare non solo alla propaganda di sé ma prima di tutto a raggiungerli e mobilitarli.
Infine abbiamo segnalato la necessità di pensare fin da ora a come organizzarci per quando l'emergenza e le misure restrittive saranno attenuate. Come organizzarci quando si inizierà a tornare al lavoro, magari già a maggio, come riprendere la lotta per il lavoro, contratti, reddito, case.

pc 5 aprile - Catastrofe coronavirus e rabbia sociale in Sudafrica

27 marzo 2020, township di Alexandra, a est di Johannesburg
Esercito e contractor in azione. Nel paese africano con il maggior numero di contagi il governo teme il peggio e vara misure draconiane. Militarizzate le township, vietata la vendita di alcolici e sigarette. Ma in 7 milioni lottano anche contro la fame. I guai di Eskom intanto acuiscono crisi e inquinamento

JOHANNESBURG
Lo scorso 15 marzo, il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa ha dichiarato lo stato nazionale di catastrofe, cui ha fatto seguito un lockdown destinato a durare almeno 21 giorni a partire dal 26 marzo. Le ultime cifre fanno tremare i polsi dei vertici del governo: ormai siamo a oltre 100 nuovi infetti al giorno, per un totale al 4 aprile di circa 1.500 casi e cinque decessi. Per limitare la crescita esponenziale si sta puntando forte sui controlli, con 47 mila test già effettuati e l’intenzione di eseguirne 30 mila quotidianamente. Per questo sono attive 67 unità mobili in tutto il Paese, tra i più immuno-depressi del continente, con ben 7,1 milioni di sudafricani positivi all’Hiv.
UN BLOCCO SEGNATO da misure draconiane – è stato imposto il divieto di vendita di alcolici e sigarette – e da una vasta militarizzazione, in particolare delle township, dove il distanziamento sociale appare quanto mai complesso da realizzare. Non a caso Ramaphosa ha dispiegato l’esercito e contractors privati per “aiutare” le forze dell’ordine e già dal primo giorno di chiusura totale non si sono contati gli episodi di violenza e gli abusi nei confronti della popolazione, con il ricorso fin troppo frequente a pallottole di gomma e cannoni ad acqua. Mille senza tetto sarebbero stati “presi” e rinchiusi senza troppi complimenti all’interno del vecchio stadio della capitale Pretoria, dove però dormirebbero in 10 in tende che dovrebbero ospitare non più di 2-3 persone per rispettare le norme anti-contagio.
In un paese dove la disoccupazione è al 29% e su una popolazione di 58,8 milioni di persone circa 7 soffrono la fame perché in condizioni di estrema povertà e il 20% dei cittadini ha problemi a soddisfare i bisogni di base, la tensione sociale è altissima e destinata ad aumentare qualora non si riescano a limitare la diffusione del Covid-19 e i suoi impatti sulla vita economica della nazione.

pc 5 aprile - La vana attesa della catastrofe... Un contributo in cui manca la parola rivoluzione

stralci


C’è chi spera nella catastrofeCi spera chi da una vita vorrebbe farla finita con questo modo di vivere, col capitalismo, con la marginalità, la miseria economica, intellettiva e affettiva che esso ci regala.
Si sta, così, in attesa di una catastrofe che ci liberi del modo di produzione capitalistico. Si spera di poter demandare a lei l’abbattimento di questo sistema iniquo, della produzione di sofferenza su scala globale. O si attende una catastrofe che renda definitivamente facile per chiunque la scelta di rompere con gli attuali rapporti di produzione.
Se ne parla, fra compagne e compagni, della catastrofe che incombe. Ebbene, chi ne parla deve riconoscere, se già non lo fa, che nel parlarne soggiace il desiderio profondo che la catastrofe si concretizzi, che la catastrofe ci liberi tutti e tutte.
E tuttavia, l’attesa messianica della catastrofe è vana. La si attende sotto forma di tracollo dell’economia, chiusura generale di tutte le industrie, disoccupazione al 100% (abolizione del lavoro

pc 5 aprile - Contagio e responsabilità - un contributo

pc 5 aprile - Antigone: “Detenuti pestati dopo le rivolte” - info a cura di SRP


E’ arrivata alla Procura di Milano la prima denuncia per violenze subite in carcere da uno dei detenuti che hanno partecipato alle rivolte scoppiate il 9 marzo scorso in molti carceri italiani, dopo il lockdown imposto per il Coronavirus. L’uomo, che è «in sciopero della fame e della sete dal 22 marzo», ha denunciato, tramite il suo avvocato Eugenio Losco, di essere stato preso a «calci e pugni» da «5-6» agenti penitenziari.
Ma è solo una delle «numerose segnalazioni giunte all’Associazione Antigone di violenze e abusi che sarebbero stati perpetrati ai danni di persone detenute» dopo le rivolte nelle quali sono morti in circostanze ancora da chiarire 13 detenuti. Il deputato di +Europa, Riccardo Magi, ieri ha presentato una interpellanza urgente al Ministro di Giustizia perché riferisca puntualmente sui pestaggi e sulle cause di quelle morti.
Ecco il testo:

INTERPELLANZA

presentata dall’On. RICCARDO MAGI il 03/04/2020 12:51
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della Giustizia – Per sapere – premesso che: sono passate tre settimane dalla morte in diverse carceri italiane di 13 detenuti a seguito delle rivolte nate contro la mancanza di informazione e di gestione della crisi dovuta alla pandemia da COVID19; una protesta che ha avuto alcune espressioni violente, ma che ha coinvolto oltre seimila detenuti;
solo dopo molti giorni si sono saputi i nomi dei detenuti morti, e le cause e dinamiche sono tuttora ignote, nonostante le richieste di trasparenza emerse sia

pc 5 aprile - Ma quale immunità sui responsabili della strage e del disastro sanità! Un documento dei medici ...

"O cambia la situazione o ci troveremo nella condizione di scegliere se continuare a stare in corsia"

Scudo sul mascherine-gate, Salvini ci aveva provato. Ritirato un emendamento a prima firma del capo leghista. Come quelli del gruppo di Toti e di Fratelli d’Italia avrebbe sollevato da ogni responsabilità per non aver protetto i medici i dirigenti sanitari e «i soggetti preposti alla gestione della crisi». Governatori compresi.

Lo Slai Cobas sc INT Milano condivide e fa propria questa sfida, da rilanciare tra tutti gli operatori, dagli infermieri agli oss, dal servizio pulizie alla ristorazione, in primis per pretendere tutti gli ausili di protezione, per unire le energie di tutti noi che siamo in trincea a mani nude e per organizzarci per presentargli il conto, molto salato, che si meritano.
cobasint@tiscali.it

Il documento in quattro punti che inchioda le responsabilità delle dirigenze e delle istituzioni sanitarie

Il numero degli operatori sanitari contagiati ha oramai superato i 10.000 casi. Il 20% circa sono medici. Molti sono ricoverati in Rianimazione. In questa settimana abbiamo superato i 65 casi e nella prossima saliremo certamente ancora più in alto in questa scala del dolore. Se le norme e gli indirizzi fin quqi adottati "non saranno cambiati rapidamente - si legge in un documento in cui vengono messe in fila una per una le cause del disastro nel SSN - dovremo rassegnarci al fatto che sempre di più dalla prima linea salga la richiesta di applicazione dell’articolo 44 del D.Lgs 81/2008 che disciplina il “diritto di resistenza” del lavoratore a fronte di un pericolo per la propria salute “grave”, “immediato” ed “inevitabile”". L'Anaao-Assomed fa un'analisi in quattro punti molto chiari. 
1. La tardiva attivazione delle misure di contenimento (lockdown) e la palese impreparazione, anche per problemi strutturali negli ospedali, soprattutto nei Pronto Soccorso, e nel territorio nell’azione di prevenzione e contenimento del “rischio biologico”, che rappresenta il livello più alto (III) nella

pc 5 aprile - Ungheria Orban il nazista amico di Salvini e Meloni

E poi  come sciacallo del coronavirus decide i pieni poteri per imporre la sua dittatura al servizio dei padroni, ricchi e corrotti
Coronavirus, “a Orban poteri illimitati. Ha fatto a pezzi la sanità, ma vuole essere l’eroe della pandemia. Ue immobile, ma l’ha visto crescere”
Coronavirus, “a Orban poteri illimitati. Ha fatto a pezzi la sanità, ma vuole essere l’eroe della pandemia. Ue immobile, ma l’ha visto crescere”

Ha ottenuto pieni poteri per governare per decreto senza limiti di tempo, estromettendo il Parlamento dal controllo.  Ora punta a intimidire medici e infermieri e a nascondere i risultati delle sue politiche sul settore sanitario. Per uscire poi dalla crisi come l'uomo forte che ha salvato il Paese
In Ungheria, ufficialmente, i contagiati sono 623 e 26 i morti. C’è l’impressione che i numeri non corrispondano alla reale portata del contagio?
Anche Orban ha detto che i contagiati sono molti di più. Qui può fare il test soltanto chi ha sintomi evidenti, il che rende i numeri inaffidabili.
La nostra sanità è in condizioni pessime. Ha subito tagli per decenni, e i più importanti sono stati fatti proprio da Orban. Deve nascondere i risultati delle sue politiche. Gli ospedali sono quasi tutti pubblici, ma non si sa davvero quale sia la situazione. Il personale non vuole e non può parlare. Solo se hai amici infermieri o medici puoi avere informazioni attendibili. E anche la disponibilità di mascherine e dispositivi di protezione individuale è di molto inferiore rispetto alle cifre ufficiali.

pc 5 aprile - Il sindaco leghista di Ferrara una merda umana...

Buoni spesa, polemiche sui criteri: a Ferrara priorità a “cittadini italiani”. Buoni spesa, polemiche sui criteri: a Ferrara priorità a “cittadini italiani”. A Parma “clausola antifascista”, Pizzarotti: “Modulo sbagliato”


pc 5 aprile - L'assemblea nazionale telematica del 2 aprile

Giovedì pomeriggio quasi 200 compagni in rappresentanza della quasi totalità delle forze politiche, sindacali e sociali della sinistra di classe hanno preso parte all'assemblea telematica lanciata dal SI Cobas.
A breve verrà resa pubblica una mozione finale che sintetizza un confronto ampio e articolato che in quasi 5 ore di dibattito ha visto alternarsi circa 40 interventi.

Slai cobas per il sindacato di classe  e proletari comunisti vi hanno partecipato; 
nei prossimi giorni pubblicheremo i testi di questi interventi,  
così come sarà fatto un resoconto di alcuni dei circa 40 interventi.

Dopo la uscita della mozione finale è prevista l'uscita di un 
documento del coordinamento nazionale slai cobas per il sindacato di classe

Un commento all'assemblea sarà contenuto anche in un video intervento dello slai cobas sc CN rivolto a operai, lavoratori, precari, disoccupati in uscita nella prossima settimana.

pc 5 aprile - Unità su una piattaforma comune di lotta - la proposta di 'vogliamo tutto'

pc 5 aprile - Un video del TKP/ml sul coronavirus

pc 5 aprile - Omaggio a Helin BÖLEK’ in diverse città tedesche

pc 5 aprile - Video da dentro la sanità milanese - denuncia e lotta - Slai cobas per il sindacato di classe - Milano

pc 5 aprile - La drammatica condizione nelle carceri nella denuncia di un gruppo di volontari

Siamo preoccupati!

Siamo volontari penitenziari di lunga data. Sappiamo perciò come vanno le cose in carcere in tempi normali: una condizione dei detenuti “disumana e degradante”. Ora, in tempi di emergenza, sappiamo cosa dovrebbe succedere e non succede!
Siamo rimasti basiti dai primi provvedimenti indecenti (nei modi e nei contenuti) che il ministro e il capo del DAP hanno preso nei confronti delle persone detenute. Aver troncato le relazioni affettive e di supporto con volontari e con i familiari, senza contestualmente accompagnare questa misura con adeguati provvedimenti compensativi, è stato veramente crudele, e non poteva che produrre la ribellione spontanea che abbiamo visto, e che ha prodotto la morte di molti detenuti. Di queste morti non si è saputa con certezza l’origine, mentre non ci risulta che qualche magistrato abbia preso provvedimenti per accertarne le cause. Quello che abbiamo visto sono stati la repressione ed i maltrattamenti che sono seguiti alle rivolte.
Ci è stato detto e ripetuto dell'opportunità della quarantena sociale che ci è sembrata una misura di prevenzione del contagio anche ragionevole. Non poteva non valere anche per i detenuti. Ciò che

sabato 4 aprile 2020

pc 4 aprile - Martiri della Benedicta - Bosio Alessandria - Ora più che mai Resistenza

Domenica 5 aprile, avremmo voluto ricordare il martirio della Benedicta con la consueta celebrazione al Sacrario di Bosio, nei luoghi della lotta partigiana. 
In questo particolare periodo non sarà possibile esserci fisicamente, ma per tenere viva la memoria abbiamo pensato di produrre questo breve video che vi invitiamo anche a condividere.

pc 4 aprile - Turchia - l'ultimo saluto a Helin Bölek, del Grupo Yorum

Una multitud de personas rinde homenaje a la integrante del grupo de música política Yorum, Helin Bölek, que perdió la vida en el día 288 de la huelga de hambre contra la represión del Estado y la ilegalización del grupo.

Helin Bölek, miembro de la banda musical de izquierdas Grupo Yorum, falleció el viernes en el día 288 de su huelga de hambre.  Helin Bölek e Ibrahim Gökçek, otro miembro de la banda, fueron arrestados hace un año durante un registro domiciliario en el Centro Cultural Idil de Estambul. Se les acusa de pertenecer al prohibido Partido/Frente Revolucionario de Liberación Popular (DHKP-C). Después de hacer una huelga de hambre, que luego convirtieron en un "ayuno de muerte", Bölek fue liberado en noviembre de 2019 y Gökçek el 24 de febrero. Ambos músicos continuaron su ayuno exigiendo el fin de las represalias contra la formación musical de la izquierda popular.

El concierto de 25 años del grupo con la participación de varios músicos que se solidarizaron con ellos contra la represión. Al concierto de junio de 2010 asistieron 55.000 personas.
Bölek ha perdido la vida hoy mismo, en la 'Casa de la Resistencia' en el barrio de Küçük Armutlu en Estambul. La protesta de Bölek y Gökçek pedía la liberación de los miembros del grupo detenidos, el levantamiento de las órdenes de arresto en su contra y el fin de la prohibición de la actuación de la banda.



Las masas rindieron homenaje a Bölek en el barrio a última hora de la tarde. Su ataúd estaba cubierto

pc 4 aprile - Nato alleanza di guerra anche in tempi di coronavirus

Mircea Geoana:

“La Nato pronta a difendersi. Anche una pandemia può minacciare la sicurezza”. Il vice-segretario generale: «La crisi sanitaria può essere sfruttata per altri fini»

E' la Nato che sfrutta il coronavirus per ALTRI FINI
Un aereo della Nato carica materiale sanitario in Corea del Sud: verrà poi trasportato in Romania

pc 4 aprile - Per i braccianti migranti non c'è altra via che la lotta per l'estensione di ogni misura sul reddito

"Siamo Paola, Abdul, Michele, Mamy, Patrizia e tanti altri braccianti invisibili, zappatori dimenticati e raccoglitori derelitti della frutta e della verdura che trovate sulle vostre tavole", scrivono. "Il nostro sudore è uno degli ingredienti della vostra dieta giornaliera. Ogni mattina ci alziamo all’alba, ci spacchiamo la schiena nei campi per tutto il giorno e torniamo la notte a dormire nei nostri tuguri, nelle nostre baracche e nei casolari fatiscenti.. Siamo degli esseri umani, con uno stomaco quasi sempre vuoto, e non solo braccia da sfruttare" E "Ci dicono, giustamente e con ragione, di stare chiusi in casa per sconfiggere questo nemico invisibile. Ma se noi non usciamo non faremo mangiare tante persone tra cui i medici e infermieri in trincea. Lavoriamo senza guanti, senza mascherine e senza distanziamento. Per molti di noi non ci sono sussidi, congedi o cassa integrazione".

pc 4 aprile - Bloccare tariffe luce-gas-acqua! Le misure del governo sono insufficienti

Luce, gas e acqua: stop alla sospensione delle forniture ai morosi, moratoria estesa fino al 13 aprile


L’autorità di settore Arera, di pari passo con il decreto del governo, ha prorogato la misura introducendo anche la possibilità di pagare a rate senza interessi.

pc 4 aprile - Bisognerà fare come a Catania... - Slai cobas per il sindacato di classe - coordinamento nazionale

A Catania, nonostante il “restate a casa” imposto dal decreto del governo, che prevede multe  per chi non lo rispetta, e il Coronavirus in agguato, una ventina di persone ha dato vita ad una clamorosa e vivace protesta in piazza Duomo, chiamando in causa il Sindaco Salvo Pogliese e all’Assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Lombardo.  I manifestanti, uomini e donne : “Non possiamo fare più la spesa. Abbiamo bisogno di aiuto. Adesso! Siamo oggi qui perché vogliamo un contatto diretto con il comune, qualcuno  che possa spiegarci le procedure necessarie per ottenere gli aiuti stanziati dal Governo e dalla Regione”.

STRALCI DA OPERAICONTRO
rimasti senza soldi operai e lavoratori fanno la spesa senza pagare, alle casse i responsabili del supermercato non li fanno passare, chiamano la Polizia. Per i padroni che invece non rispettano il blocco delle attività fissato dal governo per il Coronavirus, nessuno chiama la Polizia sarebbe inutile, per loro non è prevista alcuna sanzione, bensì possono trasgredire alla grande, autocertificando al

pc 4 aprile - 100 mila in cassaintegrazione a Torino - cassa integrazione celere e integrata al 100% del salario

Sono oltre 100mila i lavoratori dell'area metropolitana di Torino sospesi dal lavoro per l'emergenza Coronavirus, che usufruiranno degli ammortizzatori sociali. Lo rendono noto Cgil, Cisl e Uil Torino che hanno firmato centinaia di accordi sindacali di cassa integrazione ordinaria, in deroga, dei fondi di integrazione salariale, ordinari e bilaterali alternativi o di settore.
All'emergenza sanitaria che vede migliaia di lavoratrici e lavoratori impegnati nel nostro territorio a garantire le risposte pubbliche, negli ospedali, nelle case di riposo, nei servizi sociali si aggiungono quelli dei supermercati, della vigilanza e dei settori che producono beni essenziali, in un contesto che