sabato 1 febbraio 2020

pc 1 febbraio - Il nuovo numero del giornale e il nostro lavoro


Il giornale proletari comunisti - uscito il 30 gennaio -  deve essere impugnato dai compagni per una attività politica quotidiana sui contenuti di esso e sulle indicazioni che esso contiene:
Riteniamo che questo sia utile anche per tutti i compagni e le avanguardie operaie e popolari che voglianoavere un punto di vista di classe agente nella attuale lotta di classe.
Il giornale politico è uno strumento di propaganda, agitazione, organizzazione; è altra cosa dal blog, perchè presuppone un contatto diretto con la diffusione con centinaia di operai, proletari, masse popolari, militanti, centri di aggregazione.
E' il contatto diretto che costruisce organizzazione e movimento, con l'attività autonoma dei compagni laddove ci sono lotte e manifestazioni, ma coscienti che la crescita del nostro lavoro è il frutto principalmente di una attività quotidiana, sistematica e non episodica, anche con iniziative con piccoli numeri
Il giornale è uno strumento per modificare  lo stato di cose esistente all'interno e all'esterno in
forma permanente, con le forze attuali a disposizione.. E' importante che le avanguardie
operaie, di lotta e di movimento entrino in contatto con noi e che si possa lavorare insieme.
Le priorità in questo mese dettate dal giornale e dai suoi articoli sono
- la lotta questo governo e contro salvini
- la lotta proletaria per il salario, il lavoro ecc intorno alle vicendedi peso nazionale: 
Ilva ArcelorMittal  (un nuovo opuscolo/libro sull' Impero Mittal è in uscita a febbraio);
le lotte delle fabbriche in crisi, in primis la Whirpool; la situazione nel gruppo FCA; 
le lotte per il lavoro, in particolare al sud.
- la lotta contro la guerra su Libia, Medio Oriente, in particolare
contro l'imperialismo italiano in tutti i suoi aspetti che ci vede sempre attivi, in prima fila, propositivi, creativi - la solidarietà al popolo palestinese
- la lotta contro la repressione delle lotte operaie e proletarie, dei  movimenti di lotta,degli antifascisti e antirazzisti, dei comunisti, dei rivoluzionari..

proletari comunisti 
parteciperà all'assemblea nazionale di Roma dell'8 febbraio indetta dal SICOBAS
- è in preparazione una rivista con gli atti del convegno sull'autunno caldo 69, tenutosi a Milano a dicembre
- è in corso la nuova campagna di solidarietà con le masse proletarie e popolari india e di sostegno alla guerra popolare diretta dal PCI (Maoista)che userà anche il nuovo opuscolo libro
sull'impero Mittal in uscita a febbraio
- segnaliamo che per l'8 marzo - oltre  lo sciopero e le manifestazioni delle donne - il Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario presenterà e diffonderà  i recenti opuscoli realizzati sul Seminario nazionale di questa estate e sugli scritti della Kollontai e della compagna indiana -
Anuradha ghandy

Noi lavoriamo perchè queste iniziative nazionali crescano e si affermino  condizione necessaria perchè anche noi cresciamo come compagni/compagne e come numero di attivisti e sostenitori. 
Per questo il giornale proletari comunisti, l'impegno e il coraggio dei compagni, 
l'intensità del lavoro sono il fattore decisivo. 

proletari comunisti/PCm Italia
1 febbraio 2020





pc 1 febbraio - India - documento per la giornata internazionale di informazione e sostegno alla guerra popolare in India verso fabbriche e posti di lavoro

nel quadro di 3 giornate di azione indette dal Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare 

per la prima di esse 30 gennaio è stato diffuso e fatto circolare in fabbriche e posti di lavoro un Documento - elaborato nei mesi scorsi - e che acquista oggi - dopo il grande sciopero di 250 milioni di lavoratori dell'8 gennaio scorso - una significato particolare 

Mentre si è intensificato il lavoro per approntare l'importante dossier su l'impero Mittal in uscita a febbraio

Pensiamo che tutte le organizzazioni operaie e popolari vanno coinvolte nella campagna india che è partita-

a differenza di una precedente decisione le altre 2 giornate avverranno in date successive - concordate nei limiti del possibili con gli altri comitati presenti in Europa e con le solidali nel mondo

info csgpindia@gmail.com



Il Documento 

1) Nei primi anni di questo secolo, l’economia indiana ha registrato tassi di crescita senza precedenti nella sua storia. Uno “sviluppo” modellato secondo i diktat delle istituzioni internazionali imperialiste (BM, FMI, WTO ecc.), subordinato agli interessi della borghesia burocratica compradora e dei latifondisti indiani in collusione con le multinazionali e i grandi investitori internazionali che non ha prodotto alcun significativo miglioramento nelle condizioni di vita delle sterminate masse povere dell’India, di cui l’80% continuano a sopravvivere con meno di un euro al giorno.Quelle che si sono effettivamente sviluppate e cresciute “spettacolarmente” sono tutte le disuguaglianze: reddito, patrimonio, casta, regione, stato. Poche decine di magnati hanno accumulato ricchezze favolose. I grandi gruppi indiani di cui sono a capo, Jindal, Mittal e Tata in testa, sono cresciuti al punto da conquistare mercati, proprietà e quote di produzione negli stessi paesi imperialisti, in particolare nel settore dell’acciaio, dove in diversi paesi i gruppi indiani sono divenuti i primi produttori.Con Narendra Modi, le classi dominanti indiane e i loro padroni imperialisti hanno “l’uomo forte” che cercavano, per tentare di uscire dalla fase di relativa rallentamento dovuta alla crisi mondiale e alla crescente resistenza delle masse alle loro politiche.Con un ritmo ed efficienza senza precedenti, in pochi giorni il governo Modi ha approvato centinaia di progetti minerari, industriali, di Zone Economiche. Ha sistematicamente aperto all’imperialismo tutti i settori dell’economia indiana: dalla difesa alle assicurazioni alle risorse naturali - tutto è in vendita. Ha approvato la sua riforma del lavoro, che rende parola morta diritti e conquiste di decenni lotte dei lavoratori in tutto il mondo, portando indietro l’orologio della storia.
Così l’India entra prepotentemente nello scenario mondiale dell'imperialismo con le suemultinazionali che guadagnano posizioni e un ruolo attivo, mentre si consolidano nei paesi imperialisti i legami tra le multinazionali indiane e i padroni locali in un rapporto di collusione e alleanza – pur sempre all'interno della contesa e concorrenza sul mercato mondiale attraversato dalla crisi economica e finanziaria. Così le multinazionali indiane diventano per il proletariato dei paesi imperialisti anche un nemico interno e, d’altra parte, le multinazionali dei paesi imperialisti partecipano pienamente al supersfruttamento del proletariato indiano e alla rapina delle sue risorse.

I proletari indiani e del mondo stanno sperimentano sulla propria pelle che i padroni, dall’America, all’Europa all’India, sono uniti nel portare avanti i loro profitti di sangue sulla pelle dei proletari e delle masse. Questo legame sul piano economico si traduce in una nuova sintonia politica tra il governo fascista Indù di Modi e i governi di stampo moderno fascista delle potenze imperialiste. Questi governi vogliono camminare mano nella mano e il governo indiano chiede ai governi di fermare il sostegno alla guerra popolare e alle lotte del popolo indiano. Ma gli operai sono una sola classe a livello internazionale e devono stringere in maniera forte i loro legami di solidarietà e di lotta.

Per questo  facciamo appello per il 30 gennaio 2020 a una giornata internazionale di azioni alle fabbriche delle multinazionali indiane, Jindal Mittal e Tata in particolare, che porti forte questo messaggio, tanto agli operai quanto ai padroni, indiani e del mondo.

Facciamo appello a realizzare presidi, comizi, scritte e ogni altra forma di mobilitazione e azione che si ritenga opportuna a livello di ciascun paese. Una ampia gamma di materiali di agitazione e propaganda e una mappatura degli obiettivi di possibili mobilitazione è in preparazione 
Richiedeteli a csgpindia@gmail.com


pc 1 febbraio - Pavia processo agli antifascisti.. mentre si dà libero corso a iniziative fasciste

Pavia, processo a membri di Rete Antifascista: presidio fuori dal tribunale


Pavia, 31 gennaio 2020 – oltre sessanta compagni della Rete antifascista di Pavia oggi si sono riuniti davanti al Tribunale, dove nel pomeriggio si è tenuta un’udienza iniziale del processo a carico di cinque compagni sono accusati di aver preso parte a un presidio non autorizzato il 5 novembre 2016, organizzato mentre si stava svolgendo una manifestazione autorizzata dell’estrema destra per ricordare il militante del MSI Emanuele Zilli, morto negli anni Settanta.
 L’udienza è stata poi rinviata al 16 ottobre.  Gli avvocati della difesa si sono riservati di presentare un esposto per possibili irregolarità nell'accesso all'aula.     

pc 1 febbraio - le 'Foibe' ignobile campagna per mettere sotto accusa la Resistenza e negare

Pavia, fumetto “neofascista”: Anpi all’attacco


Pavia, 31 gennaio 2020 - Lunedì 3 febbraio , la senatrice a vita Liliana Segre parlerà agli studenti di Pavia, invitata dal Comune. In vista del Giorno del ricordo, però , "lo stesso Comune si farà promotore di un’iniziativa che va definita senza mezzi termini neofascista: e lo fa mettendo a disposizione la sala consiliare". I l presidente di Anpi Pavia, Luca Casarotti, critica la presentazione del fumetto "Foiba Rossa. Storia di un’italiana", le cui tavole saranno poi esposte in una mostra.

"Foiba rossa - aggiunge Casarotti - è pubblicato dall’editore Ferrogallico, nel cui cda siedono due esponenti di Forza Nuova: Alfredo Durantini e Marco Carucci, quest’ultimo amico di lunga data dell’ex ministro Matteo Salvini. Ferrogallico è inoltre in rapporto di stretta collaborazione con Altaforte, vale a dire la casa editrice organica a Casapound. Insomma, il Comune di Pavia concede la sala consiliare per presentare un fumetto che propugna tesi neofasciste, pubblicato da un editore vicino all’ambiente neofascista. E il sindaco F racassi suggellerà l’iniziativa coi suoi saluti". A organizzare l’iniziativa che si terrà una settimana dopo l’incontro con Liliana Segre è Paola Chiesa, consigliera comunale di Fratelli d’Italia che lunedì sarà al Fraschini a sentire la senatrice a vita. "
con quest’iniziativa, anche a Pavia si farà un passo avanti (ma meglio sarebbe dire indietro) nell’ equiparazione della Giornata della memoria al Giorno del ricordo, che vuol dire, non dimentichiamolo, l’equiparazione di Auschwitz alle foibe. È una tendenza nel discorso istituzionale da anni. E tutto ciò, oltreché storiograficamente inaccettabile, è inquietante per lo stato della democrazia".

pc 1 febbraio - La Spezia - il moderno fascismo capillare e giornaliero contro cui bisogna combattere capillarmente e generalmente

La Spezia Libro sulla Resistenza escluso dalla rassegna"Libriamoci 2019"

Il libro "Fulmine è oltre il ponte", dello spezzino William Domenichini, è al centro di una mozione che verrà discussa nel consiglio comunale di lunedì 3 febbraio. 
Il 2 maggio 2019 il personale della biblioteca civica Beghi propose all'autore del libro la partecipazione alla rassegna "Libriamoci 2019", per la data del 18 ottobre.
La presentazione sarebbe dovuta avvenire con la partecipazione di Giorgio Pagano, copresidente del Comitato unitario della Resistenza. Ma il 3 settembre a Domenichini fu comunicata la scelta dell'amministrazione di escludere dalla rassegna gli autori spezzini. "In altre parole il sindaco della Spezia ha deliberatamente deciso di annullare il lavoro della biblioteca Beghi", scrivono le opposizioni nella mozione.
Il libro al centro del caso è un romanzo storico, basato sulle memorie di un partigiano spezzino, ricostruito con una ricerca storica nella sede dell'Istituto storico della Resistenza spezzina, che ha sede proprio nella biblioteca Beghi.

Almirante divide la città. L'ANPI: "Fucilatore di italiani"
"La Provincia della Spezia è medaglia d'oro della Resistenza"
L'ANPI provinciale della Spezia ribadisce la condanna del tentativo manifesto ed ampiamente in atto di procedere a revisioni gravemente distorte e pericolose del fascismo, cui è ascrivibile in questi giorni, proprio nella nostra città, l'appello, da parte di gruppi di marca neo-fascista chiaramente ispirati a disvalori non compatibili con la Costituzione italiana, affinché venga intitolata a Giorgio Almirante una via del Comune capoluogo.
L'ANPI provinciale ricorda all'Amministrazione Comunale della Spezia ed al Sindaco Pierluigi Peracchini che la Provincia della Spezia è Medaglia d'oro della Resistenza, che ha combattuto e sofferto per riportare l'Italia alla libertà, gettando le basi del suo cammino democratico, e che gli spezzini non sono mai venuti meno ad una volontà che, ispirandosi alla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, è limpidamente e coerentemente antifascista.    

venerdì 31 gennaio 2020

pc 31 gennaio - India - La giornata internazionale di azione in appoggio alla Guerra popolare in India - info Galizia

In Italia - la giornata internazionale è stata utilizzata in una giornata di lavoro per il dossier internazionale su l'Impero Mittal a partire dall'ArcelorMittal di Taranto. Mittal è uno dei padroni indiani più legati al regime fascista indutva di Modi - nemico giurato delle masse indiane - obiettivo della guerra di popolo delle masse indiane nelle zone del suo insediamento.

L'uscita del dossier è prevista per questo mese e sarà strumento della campagna in diverse fabbriche e città italiane
info csgpindia@gmail.com

Intanto raccogliendo l'appello del Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare - ICSPWI - in diversi paesi si tengono importanti iniziative che saranno documentate nei prossimi giorni
info csgindia@gmail.com

Partiamo dalla Galizia - India Vermella.informa

Seguindo o chamado do Comité Internacional de Apoio a Guerra Popular na India, na realización de tres dias de acción de apoio a guerra popular. O dia 30 de xaneiro, o Comité Galego realizou unha intensa pegada de cartaces por diversos barrios obreiros das cidades de Galiza, co lema "Eu apoio a guerra popular na India".




pc 31 gennaio - Torino tre giorni contro i CPR luoghi di segregazione, in appoggio alle giuste rivolte dei migranti - Massimo appoggio



CPR è un'istituzione totale sotto il controllo della Prefettura dove alcune persone sono private della libertà senza che abbiano commesso un reato penale, in violazione di quanto scritto nell'art 13 della tanto decantata costituzione italiana. Possono finire dentro a un CPR tutte le persone non comunitarie che vengono trovate prive di documenti di soggiorno regolari, ad esempio anche persone che risiedono in Italia da molti anni e che perdendo il lavoro non abbiano potuto rinnovare il permesso di soggiorno. La logica segregazionista che agisce su base etnica, va cancellata. Il CPR è un dispositivo di controllo che instaura una differenza tra cittadini e non cittadini, potenziando una gerarchia globale tra gli esseri umani basata su razzializzazione, classe e passaporto. Questi ultimi NON sono i cittadini dell'art 3 della Costituzione e NON hanno pari dignità sociale e NON sono eguali davanti alla legge, MA PER LORO le distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali, CONTANO. I CPR sono pozzi neri. Luoghi in cui nascondere i migranti alla società, prima di rimpatriarli coercitivamente. Luoghi in cui la mancanza di ogni diritto, l'incuria, la sopraffazione e i trattamenti inumani e degradanti, la fanno da padrone. Nel CPR di Torino dal 9 luglio scorso, giorno in cui venne trovato morto Faisal (abbandonato a se stesso in una area chiamata "ospedaletto", che di fatto è un isolamento), le proteste di chi vi è rinchiuso si susseguono senza sosta. Nelle prime ore di sabato 18 gennaio invece a Gradisca muore Vakhtang, un ragazzo georgiano di 38 anni, a causa delle botte ricevute dalla polizia. Grazie all'agire di chi vi è recluso e che da mesi si ribella, oggi, il CPR di Torino mostra una debolezza che va colta. Per questo è convocata la tre giorni. I migranti si ribellano, legittimamente. Il CPR deve chiudere. Le persone vanno liberate. E per questo serve la ostinata caparbietà di tutti e di ognuno. AFFRONTIAMO IL CPR INSIEME Venerdì 31 gennaio: giornata dedicata all'informazione per le vie della città (striscioni, volantinaggi,cartelli etc...) Sabato 1 febbraio: inizia il presidio in corso Brunelleschi che procederà ininterrottamente fino a domenica 2 e si concluderà in serata (con approfondimenti, assemblee, concerti, intrattenimento, cucina itinerante e di tutto e dippiù) CIRCONDIAMO IL CPR SOLIDARIZZIAMO CON CHI VI È RINCHIUSO CHIUDERE I CPR TUTTI ORA

pc 31 gennaio - Ora e sempre Resistenza! Partigiani da ricordare

Mario Roberto Berthoud, 

Per non dimenticare il 75° anniversario dell’uccisione del partigiano domenica 26 gennaio alle 21 presso il Teatro della Juta in via Buozzi l’ANPI, Sezione Martiri della Benedicta di Serravallle- Stazzano, la Sezione Ezio Tulipano di Novi e la Sezione Brigata Oreste di Arquata hanno presentato L’Italia liberata-Storie partigiane,
uno spettacolo-concerto con Daniele Biacchessi & Gang. Daniele sarà voce narrante, Marino Severini voce e chitarra e Sandro Severini alla chitarra.

La Guerra di Liberazione dalla dittatura nazifascista e dall’occupazione tedesca viene raccontata attraverso le tante storie di Resistenza che hanno fatto l’Italia e cambiato il corso della Storia. Una grande narrazione popolare e collettiva che ripercorre i luoghi dove ancora vivo è il ricordo delle migliaia di persone che hanno pagato a caro prezzo gli ideali di democrazia e libertà.

L’Italia liberata è anche un progetto multimediale sulla Resistenza, una storia corale e necessaria che Daniele Biacchessi con l’Associazione ‘Ponti di memoria’, spinti dall’urgenza di non disperdere il ricordo, lo hanno riversato in un racconto frutto di un intenso studio basato su documenti storici d’archivio, testimonianze, atti giudiziari, ma soprattutto storie partigiane inedite. Prima de L’Italia liberata c’era stato Orazione civile per la Resistenza, uno spettacolo in scena dal 2011 che ha raggiunto le quattrocento repliche, accompagnato nell’ultima versione dai Gang e Michele Fusiello.

Mario Roberto Berthoud, nato a Serravalle Scrivia, di professione calzolaio, si avvicinò in giovane età a idee comuniste e entrò a far parte del Partito Comunista Italiano che era clandestino, diventando ben presto dirigente della sezione locale. Per il suo antifascismo militante venne perseguitato e incarcerato dal regime fascista. Divenne segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana di Alessandria. Nel 1943 aderì alla resistenza e nel 1944 fondò il CLN di Serravalle Scrivia e organizzò i contatti tra i partigiani, soprattutto della divisione Pinan-Cichero. Poi divenne commissario politico presso le formazioni garibaldine della Val Lemme e ospitò in casa sua disertori, renitenti alla leva e antifascisti. Il 28 dicembre 1944 venne arrestato dalle Brigate Nere, venne consegnato alle SS di Siegfried Engel e trasferito nella Casa dello Studente a Genova, dove fu sottoposto a lunghe torture per quasi un mese, senza mai rivelare il nome di altri partigiani. Portato morente nel carcere di Marassi, gli venne negata qualunque assistenza medica. Il suo corpo fu seppellito in segreto nel cimitero di Staglieno, poi nel dopoguerra fu consegnato alla famiglia e seppellito nel mausoleo dei Caduti della Libertà a Serravalle.
                      
Giovanni Gerbi
Asti dice addio a  Giovanni Gerbi, detto "Reuccio", partigiano prima nella 78° brigata Garibaldi, e poi nella 99° brigata e nella IX Divisione Garibaldi "Stella Rossa" fino alla Liberazione.

Partecipò alla rivolta di Santa Libera iniziata  sulle colline di Santo Stefano Belbo e che si estese in gran parte del Nord Italia.

Camera ardente sabato 1 febbraio dalle 8 alle 13,30 alla camera mortuaria dell'ospedale Massaia.

Alle 14 alla sala del Commiato del cimitero di Asti cerimonia del ricordo e cremazione.

Alle 16 incontro al Diavolo Rosso in sua memoria.                      

pc 31 gennaio - Chi è Fedor Poletaev? in Val Borbera non lo dimenticano

75 anni fa moriva, ucciso dai nazisti Fedor Poletaev, domenica 2 febbraio, le celebrazioni
Il tempo tende a sbiadire ogni cosa ma, sono trascorsi 75 anni e la Val Borbera continua a ricordare onorando il  suo eroe Fedor Poletaev, il partigiano russo della Pinan Cichero che, partito da Kastino, un paese nella regione Russa di Rjazan, arriva, dopo molte tragiche vicissitudini, a concludere la propria vita in Val Borbera. Fedor, che qui tutti chiamano Fiodor, è morto durante la battaglia di Cantalupo, ucciso dai colpi di mitra sparati dai soldati di Hitler il 2 febbraio 1945, l’unica vittima di una della più cruente battaglie combattute in Val Borbera, durante la guerra di Resistenza, unico straniero cui è stata conferita la Medaglia d’oro al Valor Militare.

Soldato dell’Armata Rossa, nell’estate del 1942, nel corso di una battaglia viene ferito e fatto

pc 31 gennaio - Note sul proletariato e lo Stato in Marx - per il dibattito

da CITTA' FUTURA ALESSANDRIA

Sappiamo che Marx chiamava “comunismo” l’assetto in cui tutto fosse stato di tutti, e per ciò stesso senza classi e senza Stato. E sappiamo pure che a tale esito, secondo lui, “portava necessariamente” tutta l’attività anticapitalistica del proletariato, ossia tutta la resistenza contro lo sfruttamento da parte di quanti per vivere siano costretti a vendere la propria forza lavorativa sul mercato, a un prezzo, che fluttua come quello di tutte le merci dipendentemente dalla domanda e dall’offerta, chiamato salario. I proletari, infatti, avrebbero potuto superare i mali del loro vivere – dipendente e miserabile – solo abolendo tutte le differenze di classe (per loro e per tutti). Un tale salto da una società basata sullo sfruttamento e sull’autoritarismo ad una senza classi e per ciò senza Stato non avrebbe certo potuto realizzarsi d’incanto, come sembravano pensare gli anarchici anche collettivisti quali Michail Bakunin e compagni. Piuttosto sarebbe stata da mettere nel conto una fase più o meno lunga di transizione dal capitalismo al comunismo, dalla società divisa in classi alla società senza classi in cui

pc 31 gennaio - Milano contro il piano Trump/Israele manifestazione per la Palestina - Massimo appoggio

Presidio  sabato 1° febbraio in Piazza Duomo ore 16 
indetto dalle comunità palestinesi.

l'adesione del Csa Vittoria

Il piano del secolo di Trump non è altro che un piano di guerra contro i palestinesi.
La "pace" per Trump è ridurre il popolo palestinese in piccoli lembi di terra senza legami né sovranità, non consentendo il ritorno dei profughi, ma con il riconoscimento di una "mancia" per gli stati arabi che decideranno di tenere i palestinesi nel limbo dei campi allestiti per chi scappò dal massacro dell'occupazione.
Il piano del secolo è un regalo a Netanyahu e alla politica destabilizzatrice di Israele in Medio Oriente. D'altronde Israele ha dato sostegno, nascosto all'Isis, alle guerre dell'Arabia Saudita, alla guerra in Siria e contro l'Iran. 
Chiamiamo tutte e tutti alla partecipazione alle iniziative che si terranno contro questa ennesima enorme ingiustizia contro i palestinesi, iniziando dal presidio di sabato alle ore 16 in Duomo (Arengario) 

Palestina libera  Palestina Rossa

pc 31 gennaio - Storie di ordinario razzismo - è importante ribadire che il razzismo in qualsiasi forma è un crimine e non una opinione

Pretendere che sia applicata l'aggravante razzismo anche di fronte a episodi ignobili di cui si rendano protagonisti persone ignobili - da indicare con nome e cognome

Ragazza si ferisce in una zuffa e perde il cellulare: "Un marocchino mi ha rapinata". Tutto falso, denunciata

Casale, in realtà la giovane aveva litigato con un'amica fuori dalla discoteca ma doveva giustificarsi con la madre.
Litiga con un'amica, si azzuffa con lei, si ferisce e perde il cellulare, ma per giustificarsi con la madre, sia per gli ematomi in viso sia per il telefonino scomparso, inventa di essere stata rapinata "da un nomade" e poi da "un marocchino", riconoscendo falsamente anche l'autore del colpo. La giovane, 25 anni, è stata denunciata dai carabinieri di Casale Monferrato per simulazione di reato e calunnia. L'episodio raccontato dalla ragazza risale al 12 gennaio.

È stata la mamma a convincere la figlia a rivolgersi ai carabinieri, quando l'ha vista di mattina con il

pc 31 gennaio - Calenda - un altro sciacallo sulla pelle degli operai dell'Embraco

Embraco, sarà Calenda a pagare il viaggio degli operai a Roma per la trattativa al ministero

L'ex ministro, protagonista dell'accordo poi fallito con Ventures, risolleva le sorti della colletta proposta dagli operai e dal sindaco di Chieri
L'ex ministro Carlo Calenda pagherà il pullman agli operai Embraco diretti al tavolo di crisi di lunedì al ministero dello Sviluppo economico a Roma. L'ha fatto sapere con un sms, rispondendo all'appello che i 407 lavoratori dello stabilimento di Riva di Chieri, assieme al sindaco, avevano lanciato per una colletta, a cui per ora aveva risposto solo una quindicina tra parlamentari e consiglieri regionali, senza arrivare alla cifra sufficiente.
Sarà così Calenda, protagonista di quello che poi si è rivelato un accordo sfortunato, a finanziare

pc 31 gennaio - Torino il susseguirsi delle scritte fascioNaziste domanda una risposta militante

Non caso per caso, come è naturale che avvenga - ma con una azione diretta concentrata Torino, scritte naziste sul campanello della figlia di un partigiano: terzo caso in una settimana in Piemonte

Nuova intimidazione nel quartiere Vanchiglia contro un'attivista dell'Anpi: "Sieg heil", svastica e simbolo delle Ss su due bigliettini. Indaga la Digos
Una nuova scritta nazista è comparsa ieri a Torino. Questa volta nel mirino è finita la figlia di un partigiano del quartiere Vanchiglia che si è trovata sul campanello due bigliettini con frasi ingiuriose in tedesco e una croce uncinata.

La signora, attiva nel gruppo dell'Anpi di quartiere, si è rivolta alla Digos della questura di Torino che sta cercando di capire chi possa essere l'autore. Si tratta infatti di persone che conoscono la donna e la storia della sua famiglia. Il padre infatti è stato un partigiano conosciuto in città. Dopo le scritte "Juden hier" a Mondovì e “Crepa sporca ebrea” in via Monferrato a Torino si tratta del secondo episodio a Torino e del terzo in Piemonte in pochi giorni.

"Ancora minacce e squadrismo - è il commento della presidente dell'Anpi provinciale di Torino,

pc 31 gennaio - COMUNQUE VADA AVANTI, LA TRATTATIVA ARCELORMITTAL/GOVERNO NON PUÒ ANDARE AFFATTO BENE PER GLI OPERAI E PER LA CITTÀ!

Mittal alza continuamente il tiro: ora pretende di utilizzare per sè il miliardo e più sequestrato a Riva, per abbattere i suoi costi e non mettere i soldi necessari per le bonifiche; pretende la cassintegrazione straordinaria per la gestione della transizione verso la decarbonizzazione. Insieme chiaramente alla questione principale: gli esuberi, con un taglio di almeno 3000 operai diretti (con conseguenze ancora più gravi per l'appalto).
Il governo va dietro al ricatto di Mittal: dice no 3000 ma sì anche fino a 2000 esuberi; vuole fare la Newco con capitale pubblico, scaricando Mittal dai costi dell'eventuale parziale decarbonizzazione; riduce i costi di acquisto dello stabilimento; pretende di utilizzare i fondi europei del cosiddetto "Green New Deal" per risanare lo stabilimento siderurgico, quando la commissaria Ue ha chiarito definitivamente che quei soldi (che poi sono appena 354 milioni) non possono assolutamente servire a questo, ma a sostenere le aree più povere: "Se li paghi l'Italia che è tra i primi sette paesi più ricchi" - ha concluso la commissaria.
Mette insieme esuberi Ilva /AM e "cantiere Taranto" per illudere che vi sarà una "riconversione" che darebbe tanta nuova occupazione. Ma queste sono favole...

In questa situazione i sindacati confederali sono quantomeno imbarazzanti, si lamentano di non essere considerati nè dal padrone nè dal governo, così come delle pensanti violazioni sulle condizioni di lavoro, sicurezza che avvengono ogni giorno in fabbrica, ma nessuna iniziativa viene assunta. 
Così il risultato è scontato, e comunque sarà pesante per gli operai e la città.
Questa situazione può cambiare, ma la prima questione è che gli operai non devono stare ad aspettare.

 

pc 31 gennaio - Gli scioperi generali in Francia e il movimento Gilet gialli che prosegue sono importanti... ma c'è l'altra faccia della lotta operaia in questo paese

Altra faccia della lotta operaia emersa solo a tratti
-31 marzo, a Grenoble sequestrati 5 dirigenti Caterpillar;
-8 aprile, quattro dirigenti della Scapa, azienda britannica produttrice di adesivi e colle industriali, furono sequestrati dai dipendenti in sciopero nello stabilimento francese di Bellegarde-sur-Valserine, nella zona di Lione, non lontano dalla frontiera svizzera;
-9 aprile tre dirigenti furono rinchiusi per 5 ore dentro due stanze della sede di Bruxelles, da alcuni lavoratori che protestavano per un piano di licenziamenti e la chiusura del reparto riparazioni della officina di Bruxelles-Meziers.
-16 aprile, 120 dipendenti dell’azienda “Faure et Machet” (gruppo Fm Logistic) presero in ostaggio cinque membri della direzione aziendale in una fabbrica di Woippy che sarà chiusa entro il 2010 con un taglio di 498 posti di lavoro;
-21 aprile, due dirigenti della Molex Automotive, filiale francese della statunitense Molex, sono furono sequestrati da alcuni dipendenti nella sede di Villemur-sur-Tarn, nei pressi di Toulouse. La Molex aveva annunciato di voler chiudere l'impianto per trasferire le attività in Cina, con la perdita di 300 posti di lavoro;
-13 luglio, i lavoratori della New Fabris di Chatellerault, fabbrica italiana di componenti automobilistici in fallimento nell'ovest della Francia, erano pronti a far brillare la fabbrica se i gruppi Psa Peugeot Citroen e Renault - ex clienti dell'azienda - non verseranno 30mila euro di indennità ad ogni dipendente licenziato, faranno esplodere l'impianto. L'ultimatum scade il 31 luglio. Questa azione è differente dalle altre ma la riportiamo come ulteriore prova della determinazione dei lavoratori.
Il 6 gennaio del 2014 furono sequestrati due dirigenti due dirigenti della Goodyear di Amiens. Il 7 dopo che furono liberati la CGT occupò la fabbrica. L’avvocato penalista Claudia Chemarin sugli operai che avevano adottato la tattica del sequestro dichiarò: "i tribunali tengono conto del clima sociale e si mostrano più indulgenti in questo genere di conflitto sociale." Il giornalista che raccolse la dichiarazione scrisse: “in un certo senso, è un po’ come se il “sequestro” dei manager (bossnapping in inglese) fosse diventato l’ultimo stadio per regolare i rapporti di forza tra la dirigenza e i sindacati. Del resto, negli ultimi anni casi come quello della Goodyear ad Amiens sono stati tutt’altro che isolati”. Diversi sondaggi mostravano che la simpatia e la comprensione per l’azione diretta dei lavoratori sfiorava il 50% dei francesi.

pc 31 gennaio - I legami imperialismo italiano/Stato d'Israele si intensificano sul piano dell'industria bellica

Esercito acquista 800 missili da Israele per armare blindati e carri armati

“L’Esercito Italiano compie un importante balzo in avanti capacitivo e tecnologico grazie alla stipula nei giorni scorsi di diversi contratti presso la sede del Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti”, riferisce l’Ufficio stampa dello Stato maggiore. “Nel quadro di un miglioramento tecnologico dello strumento terrestre l’Esercito ha approvvigionato 126 lanciatori controcarro Spike e 800 missili per medie e lunghe gittate di nuova generazione che entreranno in servizio a partire dal 2021”. Impiegabili sia da terra sia da bordo dei veicoli, i sistemi di guerra made in Israele “consentono l’ingaggio di mezzi dotati di corazzature reattive, ovvero di sistemi attivi antimissile”. Il sistema “Spike” è impiegabile in tutto lo spettro delle operazioni militari, in qualunque condizione metereologica, nonché in ambiente contaminato NBC (nucleare, batteriologico e chimico) o in presenza di disturbi elettromagnetici. Il costo totale del programma è stimato in 105

pc 31 gennaio - Il razzismo sionista di Matteo Salvini - contro il sionismo imperialista Israele/USA nel nostro paese

Domenica 19 gennaio 2020, è stata pubblicata una intervista al leader della lega Matteo Salvini sul giornale Israeliano ‘Israel Hayom’. Salvini, ha sostenuto che se diventerà presidente del consiglio riconoscerà Gerusalemme capitale indivisibile di Israele, che l’antisemitismo in Europa è in larga parte frutto degli immigrati di fede islamica ed affermato che bisognerebbe mettere fuori legge il movimento BDS, in quanto sostenere il boicottaggio di Israele significa essere antisemiti.

Israel Hayom, il secondo giornale per lettori in Israele, è considerato molto vicino al primo ministro Benjamin Netanyahu ed al suo partito, il Likud traghettato, in questi anni di governo, su posizioni sempre più razziste ed antiarabe.
Il cappello all’intervista è, più che un’introduzione al personaggio, una vera e propria apologia dell’uomo politico perseguitato. L’incipit è particolarmente eloquente: “Questi sono giorni tumultuosi per Matteo Salvini […] Recenti risultati elettorali hanno appurato che se ci fossero elezioni in Italia oggi, sarebbe eletto primo ministro, ma i suoi oppositori stanno tentando di strappargli la sua immunità… (strip him of his immunity)” e prosegue più avanti dicendo “In un esclusiva intervista ad Israel Hayom Salvini parla della sua persecuzione politica e la compara la sua situazione con quella

pc 31 gennaio - La fabbrica totale. Il caso Fiat... Un utile contributo analitico


«…prima c’era una persona che faceva tutta questa postazione, poi l’hanno rivista e hanno dato le operazioni alle altre postazioni eliminando quella. Nella mia Ute hanno tolto due persone ».
(Addetto linea, Montaggio: Melfi)
Lo scandalo sulle tangenti pagate da Fca al sindacato americano Uaw per indebolire General Motors all’epoca Marchionne non hanno fatto desistere la famiglia Agnelli dalle operazioni finanziarie di acquisto della Gedi ( gruppo De Benedetti). In ritardo rispetto alle concorrenti del settore automobilistico nella corsa che oggi si chiama « riconversione ecologica », ma attenta e competitiva nel trovare modelli e metodi che garantiscano standard di produttività durante i cambiamenti strategici.
È su questo sfondo che a ottobre 2019 un operaio è morto nello stabilimento di Cassino mentre lavorava su una pressa e il 3 gennaio scorso si è consumato l’ennesimo infortunio mortale nello stabilimento Sevel del gruppo Fca di Atessa (CH). Cristian Terilli, 28 anni manutentore della ditta Sinergie srl, che stava effettuando lavori in subappalto per conto della Comau, del Gruppo Fca, un’azienda integrata, con 20 società controllate, che sviluppa e realizza processi di automazione, soluzioni e servizi di produzione ed è

pc 31 gennaio - Unità contro la repressione - rendiamo utile l'assemblea convocata per 8 febbraio a Roma

un contributo: TASER... MULTE


Circa un anno fa ci siamo occupati della questione della repressione e dell’uso del taser da parte delle forze dell’ordine e di guardie giurate ingaggiate da grandi e piccoli gruppi industriali. Nel frattempo, il Governo è cambiato, da gialloverde(nero) a giallorosa, ‘l’odio’ non è più a Palazzo Chigi, ma la repressione permane. Come vedremo, essa ha un solo obiettivo, comune a tutti gli esecutivi che si sono alternati negli ultimi decenni: salvaguardare gli interessi del capitale.
Ricordiamo velocemente che cos’è il taser. Si tratta di un’arma, nota anche come “storditore elettrico” e “dissuasore elettrico” che, per l’appunto, somministra scosse elettriche. I soggetti colpiti si trovano immobilizzati a causa della contrazione dei muscoli dovuta alle scosse. Seppur generalmente definita come “non letale”, l’arma ha causato, secondo Amnesty International, oltre 500 morti negli Stati Uniti tra il 2001 e il 2012. Nel 2018, la stessa organizzazione ha aggiornato il conteggio, parlando di circa

giovedì 30 gennaio 2020

pc 30 gennaio - LA FORMAZIONE OPERAIA RIPRENDERA' CON UN NUOVO CICLO IL 6 FEBBRAIO

Invitiamo i lavoratori, i giovani, le donne ad intervenire, fare commenti, domande

pc 30 gennaio - IL GOVERNO PD/M5S NON HA ALCUNA INTENZIONE DI TOGLIERE I DECRETI SICUREZZA - ABROGAZIONE SUBITO, NON MODIFICA

Da Sole 24 Ore - "Tempi lunghi per le nuove norme sull'immigrazione".
"Non sarà subitanea la revisione sui decreti Salvini sull'immigrazione... Un paio di settimane fa l'intervento era stato sollecitato... in vista delle elezioni in Emilia Romagna... ora però tornano i nodi sul dossier messo a punto dal ministro dell'interno, Luciana Lamorgese. Ci sono almeno tre incognite: tempi di approvazione, ampiezza dell'intervento, effetti collaterali... Il governo deve evitare un provvedimento "pull factor" cioè di incentivo ai viaggi dall'Africa, sarebbe un autogol. Il testo, poi, potrebbe uscire in versione minimale, di solo recepimento delle censure del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per poi aprirsi a eventuali correzioni in Parlamento...".

I decreti sicurezza intanto producono quotidianamente i loro nefasti e criminali effetti:
Sui migranti, Amnesty International denuncia, attraverso un documentato dossier:
"Il primo bilancio sugli effetti dei cosiddetti "decreti sicurezza" sul sistema di accoglienza in Italia è disastroso. Queste norme, introdotte dal governo italiano a partire dal 2018, hanno peggiorato il sistema di accoglienza in Italia e stanno generando ghettizzazione e povertà, sia economica sia sociale. Mentre la politica prometteva, con queste misure, di aumentare la sicurezza degli italiani, la nostra ricerca dimostra che sta accadendo l'esatto contrario: sono aumentati i rischi, il degrado e l'inumanità".
Sui lavoratori, spesso lavoratori immigrati, ma non solo, si contano a decine, decine i provvedimenti di multe da migliaia di euro per il solo fatto di aver fatto delle lotte, presidi, manifestazioni, da Prato, a Genova, a Bergamo...

Per questo oggi deve allargarsi e intensificarsi la lotta per l'abrogazione dei decreti sicurezza. 
Essa - come abbiamo scritto nel nuovo numero del giornale proletari comunisti - è parte della guerra di classe contro padroni e governo e deve essere parte di un fronte necessario anticapitalista, antifascista e antirazzista. 


E' BENE AVER SEMPRE PRESENTE COSA SONO I DECRETI SICUREZZA

Con questi decreti si vogliono rinchiudere, espellere, tagliare i viveri ai migranti. L'"accoglienza" è ridotta a “pane e acqua”, dato che si tagliano spese vitali di esistenza, di assistenza sanitaria, insieme ai costi dell'integrazione per i richiedenti asilo, per cui mancherà l'assistenza legale, niente più lezioni di italiano e corsi di formazione professionale.
Sono questi decreti che rendono "clandestini" i migranti, negandogli il principale permesso di

pc 31 gennai - contro la TAP, contro la repressione dei NOTAP - un contributo

I vertici di TAP a processo per reati ambientali, quasi in parallelo al processo a 25 No-Tap che hanno manifestato legittimamente per la difesa del territorio. Ma il gasdotto Tap serve davvero?

Processiamo il TAP 
Come tutti sappiamo, il Tap (Trans Adriatic Pipeline) rappresenta l'ultima parte di un gasdotto di ben quattromila chilometri che parte dall'Azerbaijan per poi approdare in Italia. Il progetto fa parte di un complesso scacchiere geo-politico che coinvolge numerosi Paesi e le loro relazioni politico-commerciali. In particolare TAP completerebbe il cosiddetto Corridoio Sud del gas, mentre è in gioco ancora il progetto Nord Stream 2 che completerebbe il Corridoio Nord del gas, garantendo così ai Paesi economicamente più forti d'Europa (Germania e Francia in testa), non solo una diversificazione dell'approvvigionamento di gas, ma anche un margine di contrattazione con la Russia, che attualmente è il principale fornitore di gas in Europa, nonché con Algeria e Libia – altri importanti fornitori - quest'ultima interessata da disordini interni successivi alla caduta del regime di Gheddafi.
I miti sul TAP
Su TAP si è detto e scritto tanto e tanti sono i falsi miti sul gasdotto: si dice, per esempio, che è solo un tubo e che i comitati contrari alla sua realizzazione sono nimby (Not In My Back Yard, non nel mio cortile), ossia che curano il proprio orticello senza pensare ai vantaggi di queste grandi opere. Peccato che però il gas condotto da TAP non si fermerà in Italia, ma sarà destinato a riempire gli hub del gas in Austria per poi essere distribuito in Nord Europa, mentre in Italia ne resterà una parte irrisoria (come irrisoria è già la quantità di gas trasportata da TAP in Europa: 10 miliardi di mc all'anno, in confronto ai 160 miliardi di mc di gas russo), come non viene ben specificato che una maggiore offerta non porterà all'abbassamento del prezzo del gas, dato che quest'ultimo è comunque

pc 30 gennaio - Whirlpool conferma la chiusura - lotta e ribellione degli operai - forte contestazione per Bentivogli/Palombella/Re David

Whirlpool, addio tra le tensioni, i lavoratori contestano i sindacati: sciopero in tutti gli stabilimentiWhirlpool, addio tra le tensioni, i lavoratori contestano i sindacati: sciopero in tutti gli stabilimenti

La multinazionale non retrocede ma lo stop della produzione nel sito di Napoli slitta dal 31 marzo al 31 ottobre. Rabbia davanti al Mise, gli operai ai rappresentanti sindacali: "Vergogna, venduti". Spintoni e urla, interviene la polizia,

Whirlpool, l'ira dell'operaia: "Passi avanti, basta chiacchiere"

Dura contestazione all'uscita dal tavolo Whirlpool al Mise per i tre segretari generali di Fim, Fiom e a Uilm, Bentivogli, Re David e Palombella da parte di un piccolo gruppo di lavoratori mentre illustravano agli operai del sito di Napoli in presidio l'esito dell'incontro. Calci, spinte e sputi verso i sindacalisti al grido di "venduti venduti" soprattutto all'indirizzo del leader Fim, Marco Bentivogli. L'intervento delle forze dell'ordine ha evitato che la situazione degenerasse. Un operaio si è sentito

pc 30 gennaio - Napoli Disoccupati in protesta - basta campagne elettorali sulla pelle dei proletari - lavoro o non lavoro dobbiamo campare!


 Verso il corteo del 5 febbraio con i disoccupati, per una settimana di lotta


Non faremo l’errore di scaricare nervosismo, preoccupazioni e povertà tra noi stessi, sappiamo che i responsabili di questa situazione sono le Istituzioni locali e non, chi le rappresenta e chi ancora manca di rispetto ad un movimento che chiede legittimamente lavoro, salario e dignità.
Di un sistema che se ne frega dei proletari…
Fanno tutto quello che possono per accumulare profitti o assegnare progetti, bandi e lavori a chi decidono loro ma non riescono ad individuare e sperimentare un percorso di progetti utili alla città, ai nostri territori finalizzati all’inserimento al lavoro per qualche centinaio di disoccupati che potrebbero rappresentare un modello ed un esempio.
Vorrebbero anche che – per quattro spiccioli – andiamo obbligatoriamente a lavorare per i comuni dato che non possono più garantire servizi sociali e lavori pubblici.
Noi non ci stiamo.
Vogliamo continuare a lottare, anche perdere, ma a testa alta. Avanti tutta!
Per ora la risposta concreta sono le denunce ed i processi.
Mo basta!
Lavoro o non lavoro dobbiamo campare!
Rispetto per i disoccupati!

Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre”

Protesta al Vomero alla candidatura di Ruotolo

Visto che da 5 anni le forze politiche in Regione e Comune, al netto delle varie e diverse responsabilità, non hanno voluto confrontarsi insieme sulla vertenza e sulle nostre proposte, oggi siamo presenti in piazza durante la presentazione della candidatura di Ruotolo dove c’è stata invece una convergenza politica ampia (cosi come saremo agli altri appuntamenti dei partiti politici in vista delle elezioni regionali) per porre al centro le nostre rivendicazioni.
In vista del corteo del 5 i disoccupati si prendono la visibilità per chiarire la legittimità della loro lotta.
Campagne elettorali? Disoccupati a lavorare!
Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre”

Disoccupati in lotta protestano dal sindaco: vogliamo risposte concrete, lavoro o non lavoro dobbiamo campare
Un gruppo di disoccupati è andato anche stamattina, dopo la giornata di ieri, fuori il Consiglio di Città Metropolitana a Santa Maria La Nova.
Erano presenti il Sindaco e gli altri esponenti dell’ente nonostante ieri in piazza ci è stata comunicata la convocazione per un incontro.
Siamo stanchi degli incontri.
Vogliamo risposte concrete!
28 gennaio
Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre”

pc 30 gennaio - Ci ha lasciato il partigiano "Reuccio", tra i ribelli di Santa Libera

da infoaut

Venerdì 31/01 - proiezione del filmato su Santa Libera (video intervista al partigiano Giovanni “Reuccio” Gerbi) ora e luogo da definire.
Nella notte tra il 20 e il 21 agosto, guidati da Armando Valpreda, i ribelli occupano il paese di Santa Libera, dando vita a una rivolta che coinvolgerà gran parte del Nord Italia. I partigiani che parteciparono a questa esperienza erano delusi dagli assetti che si erano consolidati nel dopoguerra, in nome dell'unità nazionale. I fascisti erano rimasti comodi ai loro posti nelle istituzioni e nei corpi di polizia, Togliatti aveva annunciato l'amnistia per la riconciliazione e in moltissimi tra coloro che avevano combattuto si erano sentiti traditi. Molto spesso partigiani e internati reduci dalla guerra erano stati abbandonati dalle istituzioni e emarginati in particolar modo se combattivi.
santa libera
Giovanni si unisce ai partigiani da giovanissimo, a soli 15 anni e da allora spende tutta la sua esistenza a lottare in prima persona e a sostenere le lotte degli sfruttati, cercando una relazione coi giovani e con i movimenti sociali per trasmettere la sua memoria e la sua esperienza di ribelle senza compromessi, sempre con in mente la tensione concreta verso la "rivoluzione che deve venire".
Reuccio è stato partecipe fino alla fine delle lotte e delle resistenze che sono fiorite nel territorio piemontese e lo si poteva vedere al presidio di Venaus a confrontarsi con i No Tav, o al 25 aprile in Vanchiglia a raccontare la sua Resistenza ai giovani dei centri sociali. Spesso distante dalle posizioni più istituzionali di parte dell'ANPI ha sempre criticato la distanza tra l'associazione e i giovani che praticano l'antifascismo militante, che considerava unico metodo efficace per contrastare le organizzazioni di estrema destra.
Ciao Reuccio, torneremo a Santa Libera!

pc 30 gennaio - Dai portuali di Genova un appello alla mobilitazione contro la guerra

12 febbraio - Portiamo il conflitto dove inizia la guerra. Siamo tutti coinvolti, ma non vogliamo esser complici!

pc 30 gennaio - Gli sbirri assassini/torturatori/massacratori di Genova G8 2001 si nascondono nell'ombra ma sono sempre lì

Denuncia del CPA Firenze sud
Dalle piazze di Genova 2001 a quelle di oggi. L’arroganza del potere, il dovere della memoria

Tra chi era presente domenica scorsa in piazza della Repubblica per il corteo contro la guerra, molt@ forse non si sono accort@ della presenza in piazza di un dubbio individuo, che risponde al nome di Giovanni Luperi. Per chi non lo conosce, o solo il nome non fa drizzare i capelli, basta dire che fu lui uno dei “maghi” che fecero comparire le molotov alla scuola Diaz così da legittimare la “macelleria della Diaz” e da consentire il trasferimento degli arrestati a Bolzaneto con le torture conseguenti. Tutto questo accadeva nei giorni del G8 a Genova del 2001. Oramai non è solo la nostra memoria ma sono le carte delle stesse loro aule di tribunale a sancirlo. Senza dimenticare che era lui a comando della piazza il 13 Maggio 1999 durante le cariche, proprio davanti al consolato

pc 30 gennaio - Sardegna - In custa terra no basi, no gherra

Un corteo di centinaia di persone che il 25 gennaio ha attraversato Cagliari, nella giornata internazionale in cui in numerose città in tutto il mondo si è scesi in piazza per chiedere la fine delle aggressioni imperialiste che rischiano di scatenare l’ennesimo conflitto in Medio Oriente e di esacerbare la mai risolta crisi libica.
In questi stessi giorni, in Iraq, milioni di persone stanno riempiendo le piazze – in quelle che dai media nostrani vengono ipocritamente descritte come manifestazioni anti-governative – per chiedere che tutti gli eserciti stranieri rispettino quanto stabilito dal parlamento del paese mediorientale: che le truppe occupanti presenti nel territorio iracheno, dove per decenni non hanno fatto altro che portare morte, instabilità, distruzione, abbandonino quest’ultimo immediatamente.
Come sardi e sarde abbiamo sentito la necessità di esprimere la nostra solidarietà nei

pc 30 gennaio - Iran/Afghanistan se è vero, è un colpo giusto e ben assestato

da un testo dell’agenzia di stampa AdnKronos:
Tra le vittime dello schianto dell’aereo militare Usa precipitato ieri in Afghanistan ci sarebbe anche uno degli uomini dietro il raid che a inizio anno ha portato all’uccisione in Iraq del comandante della Forza Quds dei Pasdaran, il generale iraniano Qassem Soleimani. E’ quanto sostiene l’agenzia di stampa iraniana ‘Mehr’, citando fonti d’intelligence russe, secondo le quali tra le persone morte nella provincia di Ghazni ci sarebbe Michael D’Andrea. La ‘Mehr’ descrive D’Andrea come il capo delle operazione di intelligence statunitensi contro l’Iraq, l’Iran e l’Afghanistan e sottolinea che avrebbe avuto un “ruolo decisivo in molti atti di terrorismo incluso l’omicidio del generale Qassem Soleimani”.
Ieri il generale americano, Dave Goldfein, ha confermato che era un aereo militare Usa il velivolo precipitato in Afghanistan. Un sito online specializzato in questioni militari, Military.com, ha riportato che si trattava di un E-11A del battaglione aerotrasportato per le comunicazioni. Secondo i Talebani, che stando ad alcune fonti ne hanno rivendicato l’abbattimento, a bordo dell’aereo viaggiavano diversi alti funzionari della Cia. Il Pentagono ha confermato che un suo aereo è precipitato in Afghanistan, ma ha negato che sia stato abbattuto.
REDAZIONE di CONTROPIANO

pc 30 gennaio - Russia di Putin, imperialismo in salsa populista... - un articolo utile

I tempi cambiano, ma non al Cremlino
Guido Salerno Aletta – Milano Finanza

Putin prepara il dopo Putin, ma allo stesso tempo dimostra di avere più potere che mai, non solo sul piano delle relazioni internazionali quanto sul versante interno. Non prepara una futura successione individuando un Delfino, ma abbozzando un modello di riorganizzazione dello Stato in cui avrà comunque un ruolo di influenza sulle strategie internazionali, anche dopo il 2024, quando arriverà a scadenza l’incarico di Presidente della Federazione Russa.
Le riforme costituzionali abbozzate nel discorso tenuto il 15 gennaio scorso davanti all’Assemblea Federale non comportano dunque una riduzione dei poteri dei futuri Presidenti, ancorché il ruolo del Parlamento sarà più incisivo rispetto al potere attuale di accettazione o meno, in blocco, del governo designato dal Presidente. Non c’è dunque all’orizzonte una Russia deputinizzata, una Russia i cui Presidenti saranno privati dei vasti

pc 30 gennaio - Trump spiana la strada all’annessione di Gerusalemme e colonie a Israele

A Gaza e in molte città della Cisgiordania ci sono state manifestazioni di palestinesi convocati per la “giornata della collera” contro l’Accordo del secolo. 


Trump lo aveva definito l’Accordo del secolo e lo ha perseguito da un anno. In cambio della annessione definitiva di Gerusalemme e delle colonie a Israele, offre 50 miliardi di dollari ai palestinesi, esattamente come si faceva con perline e oggetti verso gli indigeni che cedevano terre, risorse e libertà ai colonizzatori.
Nella fotografia ufficiale insieme al premier israeliano Netanyahu, Trump a Washington ha delineato la soluzione con cui gli Stati uniti assegnano in via ufficiale – perché sul

pc 30 gennaio - Soldi alla scuola, non alla guerra». Le Consulte degli studenti contro l'imperialismo

Redazione Senza Tregua | senzatregua.it

27/01/2020
In queste settimane in molte città italiane gli studenti si sono mobilitati contro la guerra imperialista per condannare l'attacco statunitense in Iraq e per opporsi a qualsiasi coinvolgimento italiano nel conflitto. La loro voce è arrivata negli organismi di rappresentanza studenteschi, come in molte consulte provinciali, dove, sostenute dai militanti comunisti, sono state approvate dichiarazioni contro la guerra e di condanna nei confronti della scelta del governo M5S-PD-LEU di confermare la permanenza delle truppe italiane sul suolo iracheno.

Tra queste la Consulta di Firenze riunitasi il 21 gennaio ha preso una posizione condivisa a nutrita maggioranza dai suoi componenti, denunciando la natura imperialista della presenza militare italiana in Iraq e chiedendo il ritiro immediato delle truppe.

«È  inaccettabile che vengano spesi miliardi per fare guerre in nome degli interessi sul petrolio,

pc 30 gennaio - Fuori Benetton dal territorio Mapuche - Cile

Lettera del
COMPAGNO MAPUCHE FACUNDO HUALA PER LA MANIFESTAZIONE CONTRO BENETTON A PADOVA

21 gennaio 2020
Comunicato del Lonko Facundo Jones Huala dalla prigionia Politica a Temuco, Cile.
Dal Carcere prodotto della persecuzione Politica Giudiziaria di due Stati, Cileno e Argentino oppressori colonialisti al servizio dell’imperialismo e del capitalismo transnazionale, vengo a salutare con  affetto  i popoli oppressi del mondo e continuando la chiamata alla lotta degli oppressi contro gli oppressori e l’appoggio cosciente di chi  con valore attacca gli interessi capitalisti e non si arrende nonostante i proiettili e il carcere.
Ci siamo stancati dell’umiliazione, della miseria e di vedere come il nostro popolo muore nella miseria e abbiamo deciso di recuperare ciò che ci era stato rubato.
Il territorio è di vitale importanza per la nostra esistenza come Popolo, perché il Mapuche senza

pc 30 gennaio - Solidali con il Grup Yorum in Turchia - solidali con Pati Luceri che li sostiene con uno sciopero della fame

Ciao Pati Luceri, ti scriviamo come Comitato di solidarietà con Grup Yorum. Abbiamo visto che hai iniziato uno sciopero della fame in solidarietà con la resistenza di Grup Yorum. Sfortunatamente non conosciamo la lingua italiana ed abbiamo pensato che fosse meglio inviarti una mail piuttosto che telefonarti, a causa delle difficoltà di comunicazione. Ti ringraziamo molto per questo grande, straordinario gesto di solidarietà . Decidere di fare uno sciopero della fame è una scelta molto difficile e ti ringraziamo molto di aver dimostrato il tuo supporto verso Grup Yorum. Abbiamo dato notizia ai membri di Grup Yorum che si trovano in Turchia della tua resistenza e della tua solidarietà nei loro confronti. Grazie!
COMITATO DI SOLIDARIETÀ CON GRUP YORUM


pc 30 gennaio - Solidali con Nicoletta Dosio - una sua lettera dal carcere: non ci facciamo "spaventare da un potere che, più che mai, è un gigante dai piedi d’argilla"


Carissime compagne e compagni,
Eccomi a voi per un saluto, sia pure da lontano, dal mondo capovolto che da venti giorni mi tiene carcerata.
“Carcerata”, si, non “detenuta”: “detenuta” è un eufemismo che non rende bene la realtà; lo stridere ferrigno delle chiavi che chiudono a doppia mandata il cancello della cella; i colpi di spranga della “battitura” alle inferriate, nelle ore più disparate del giorno e della notte, a prevenire evasioni impossibili; la convivenza forzata, a due a due, in cubicoli di due metri per quattro, il cui fine non è certo favorire la socialità, ma privarci di momenti indispensabili di solitudine, del silenzio

pc 30 gennaio - Milioni di persone contro la divisiva legge sulla cittadinanza dell'India

 Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

stralci
Domenica 26 gennaio - Giorno della Repubblica dell'India - settori progressisti nello stato del Kerala, nel sud dell'India, hanno organizzato una mobilitazione a livello statale, con una catena umana di 620 km per protestare contro la divisiva legge sulla modifica della cittadinanza (Citizenship Amendment Act - CAA) e del Registro nazionale dei cittadini (National Register of Citizens - NRC) voluta dal governo centrale di estrema destra del primo ministro Narendra Modi. Più di 7 milioni di persone di

mercoledì 29 gennaio 2020

pc 29 gennaio - La malasanità in carcere è tortura - il volantino distribuito al presidio davanti al carcere di Udine dall'Assemblea permanente contro il carcere e la repressione

PRESIDIO IN SOLIDARIETÀ CON I DETENUTI DEL CARCERE DI VIA SPALATO – UDINE

28 GENNAIO 2020
Stamattina ci troviamo qui, presso la Direzione del Distretto sanitario di Udine, in solidarietà con i prigionieri del carcere di via Spalato, che negli scorsi mesi hanno denunciato le gravissime carenze dell’area sanitaria, educativa e psicologica.
Ci troviamo per protestare qui al Distretto sanitario perché è al direttore di questa struttura che spetta la responsabilità delle funzioni di tutela dei/delle pazienti e di vigilanza sull’opera del personale sanitario operante nel carcere.
In particolare i detenuti ci informano che, da parte del personale sanitario interno alla prigione, ci sono gravi e immotivati ritardi nell’intervenire tempestivamente, quando cioè ci si sente male, e che l’infermeria non è presidiata sulle 24 ore né sui 7 giorni, e questo significa che chi si sente male fuori dall’orario di apertura deve essere ogni volta accompagnato dalle guardie in ospedale (e di conseguenza, attendere che le guardie siano disponibili). Ci sono detenuti con stomia che devono aspettare il ritiro della sacca dalla