Quest'anno doppia mobilitazione e doppia giornata di lotta
perché l' 8 marzo viene di domenica e ci saranno manifestazioni
dal nord al sud di questo paese ma collegate al
lunedì in cui ci sarà lo sciopero delle donne.
Dal lontano 2013 in questo
paese lo sciopero delle donne ha scandito ogni anno queste
giornate importanti di lotta delle donne e del movimento più
in generale delle donne.
Nel 2013, sull'onda di un
forte appello che arrivò dal movimento delle donne in
particolare di alcuni paesi, dall'Argentina, al Nepal, come
Movimento Femminista Proletario
Rivoluzionario lo promuovemmo per la prima volta e fu, come
scrivemmo, un evento eccezionale una scintilla, che da allora
in questo paese ha illuminato, ha prodotto nuove scintille e
nuovi fuochi in un percorso che ha visto
anche positivamente poi il movimento femminista maggiormente
rappresentato da Non Una di meno assumere questa parola
d'ordine ed agirla anche nelle forme dello sciopero,
collegandolo alla giornata dell' 8 marzo, arrivando
fino ad oggi in cui sarà di nuovo lo sciopero delle donne per
l'8 marzo.
Ci piace comunque rivendicare
anche il significato storico della giornata dell' 8 marzo
anche a fronte dell'azione nefasta della borghesia dominante,
oggi rappresentata dal governo
fascista Meloni in questo paese, che mira sempre a cancellare
la memoria storica di determinate giornate di lotta che hanno
un profondo valore anche di classe, perché la giornata dell' 8
marzo
si lega alla manifestazione che l'8 marzo del 1917 ci fu a San
Pietroburgo delle donne, delle operaie che chiedevano la fine
della guerra e che poi fu confermata nel successivamente del
1921 durante la seconda conferenza
delle donne comuniste a Mosca proprio per ricordare la
protesta del 1917.
Quindi come compagne
femministe proletarie rivoluzionarie rivendichiamo questa
storia e la riportiamo nel suo significato originario anche
nella giornata dell' 8 marzo di quest'anno
e nello sciopero delle donne che è chiaramente uno sciopero
che, seppur parte dalle rivendicazioni anche immediate, di
tutti i giorni, si allarga però a quella che è tutta la
condizione di oppressione
e di sfruttamento della maggioranza delle donne prodotta da
questo sistema capitalista/imperialista in cui viviamo che
pone come una delle sue basi per la sua stessa esistenza
proprio la condizione di doppia oppressione della
maggioranza delle donne.
Come compagne attive anche
nel sindacato, in particolare lo Slai Cobas per il sindacato
di classe, abbiamo proclamato lo sciopero delle donne il 9
marzo, non come
fatto meccanico o rituale o di semplice appoggio all'appello
che comunque è arrivato anche dal movimento Non una di meno a
tutti i sindacati ma, tenendo conto anche di questo aspetto,
però, per noi la proclamazione
dello sciopero delle donne è un fatto che va oltre, lo
sosteniamo fino in fondo e attivamente, lavorandoci nelle
forme in cui riusciamo a farlo sia tra le lavoratrici che
organizziamo direttamente sia anche tra quelle
che magari non organizziamo direttamente che cerchiamo di
raggiungere o con cui cerchiamo di collegarci con i mezzi e
con le forme che abbiamo a disposizione per portare il
messaggio dello sciopero delle donne, di cosa significa
questo sciopero delle donne, portare la comprensione di uno
sciopero che chiaramente parte dai posti di lavoro e dalle
situazioni anche di lavoro/non lavoro ma che si allarga a
quella che è tutta la condizione di doppio
sfruttamento, di doppia oppressione delle donne.
Infatti la piattaforma che
stiamo promuovendo anche quest'anno delle donne lavoratrici è
una piattaforma ampia che tocca tutti gli aspetti, dalla
questione del lavoro
che è anche al primo punto perché lavoro per tutte le donne
significa emancipazione, significa anche indipendenza
economica dall'uomo, significa collegarsi anche alle altre
donne che lavorano, significa organizzarsi
anche nella lotta contro tutti gli altri aspetti, la lotta
contro la precarietà, la lotta per i salari, contro le
discriminazioni legate a tutto quello che riguarda gli
attacchi nel mondo del lavoro; quindi le discriminazioni per
la maternità, per l'orientamento sessuale, per la razza; poi
la questione della salute e sicurezza specifica della
condizione delle donne, quindi anche la salute anche
riproduttiva delle donne; la dignità delle lavoratrici; la
questione specifica delle lavoratrici immigrate ancora più
sfruttate e oppresse; tutta la questione legata ai servizi
sanitari e ai servizi sociali, alla questione degli asili e
dei servizi di assistenza per anziani che vengono sempre più
tagliati e attaccati oggi più che mai da questo governo Meloni
che mette sempre soldi per
la guerra e li toglie alla scuola, alla sanità, ai servizi
sociali e quindi con tutta la questione anche del lavoro di
cura che viene scaricata sulla maggioranza delle donne che per
questo Stato devono essere sempre
più un ammortizzatore sociale gratuito che deve fare fronte al
peso del lavoro di cura, contro il caro vita e il caro
bollette; tutto quello che comporta la condizione di
vita delle donne immigrate, le donne detenute, contro la
repressione delle lotte delle lavoratrici e per la
cancellazione delle leggi infami e scellerate del governo
Meloni fascista, sessista e razzista, dal decreto Caivano
al decreto sicurezza, all’attacco del diritto di sciopero,
tutta la questione legata poi alla violenza sulle donne e ai
femminicidi con tutto quello che riguarda da un lato l'attacco
da questo punto
di vista alla vita delle donne e dall'alto però anche le
istanze che, come donne, come lavoratrici, poniamo su questo
tema.
Così la questione
dell'attacco al diritto di aborto e alla libertà di scelta
delle donne e al diritto all'autodeterminazione delle donne
contro la riforma reazionaria
e moderno-oscurantista della scuola che vuole portare avanti
questo governo Meloni, in particolare col ministro Valditara,
una scuola che deve essere sempre più al servizio della
concezione ideologica di “dio,
patria e famiglia” e che fino a oggi ha negato la cosiddetta
educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
Nella parte finale di questa
piattaforma c’è anche il collegamento alla lotta delle donne
in tutto il mondo, quindi da un lato la denuncia della
condizione di oppressione e
di pesantissima oppressione che le donne subiscono nel mondo e
il cuore di questa oppressione pesantissima è rappresentato da
quello che hanno subito e stanno subendo le donne palestinesi
ma dall'altro anche
però la forza della lotta delle donne e quindi dalla
resistenza delle donne palestinesi alle donne che lottano nel
mondo contro la guerra imperialista a fianco dei popoli
oppressi, con il cuore
pulsante delle donne in prima fila nelle lotte rivoluzionarie
in India e nel mondo intero.
E’ una piattaforma che è in
divenire, espressione della lotta contro le condizioni di
doppio sfruttamento e di discriminazione delle donne, una
piattaforma che vuole porre
la necessità oggi più che mai della lotta contro un governo
come quello della fascista Meloni che fa sciacallaggio sulle
donne e sulle loro sofferenze per imporre una sorta di moderno
medioevo, non ultima la questione dell'ennesimo, pesantissimo
attacco alle donne sulla questione della violenza sessuale,
quindi dell'eliminazione, con il ddl Buongiorno, del consenso
per cui si legittima praticamente la violenza sulle donne,
quindi la necessità
di lottare e ribellarsi ovunque e su ogni aspetto di
oppressione, negazione dei diritti, della libertà di scelta e
di tutto quello che è l'attacco alla nostra condizione di
vita.
Strappare anche uno di questi
obiettivi che abbiamo posto in questa piattaforma delle donne
che stiamo facendo conoscere, che diffonderemo nelle
mobilitazioni che
ci saranno sia l'8 marzo che il 9 marzo nello sciopero quindi
anche nelle azioni che faremo e che metteremo in campo,
strappare anche uno di questi obiettivi è
importante per essere più forti per la lotta più generale
contro questa società capitalista e imperialista e per la
necessaria lotta rivoluzionaria in cui le donne possono
portare una marcia in più
per rovesciare e trasformare la terra e il cielo, perché a noi
viene negato tutto, mentre invece vogliamo tutto e tutta la
nostra vita deve cambiare. Il senso di questo sciopero è
proprio questo, cioè
partire da quelle che sono le battaglie immediate che comunque
vengono fuori proprio dalla condizione oggettiva che si vive
nei posti di lavoro e che abbiamo tratto anche dalle stesse
lavoratici durante le lotte che organizziamo
ma anche dalle inchieste che abbiamo fatto nei posti di
lavoro, ma anche dall'analisi della condizione delle donne che
vivono in questo paese, partire da quelle per allargarsi a
quella che è tutta una condizione
ampia, a 360° gradi, di sfruttamento, di oppressione che pone
proprio la questione che è tutto il sistema la vera causa di
questa condizione di oppressione generale che non può essere
migliorato ma che deve
essere rovesciato e che deve essere distrutto.
Uno sciopero delle donne che
ha una doppia valenza, perché da un lato viene fuori proprio
dalla oggettiva condizione di oppressione che subiamo ogni
giorno e dall'altro si collega
e racchiude in sé tutte le azioni di lotta che cerchiamo di
mettere in campo ogni giorno. Nello stesso tempo è uno
sciopero che proprio nella sua stessa concezione per noi deve
avere una prospettiva strategica
che definiamo rivoluzionaria perché necessariamente deve
mettere in discussione tutto, fino alle radici, questo sistema
borghese capitalista/imperialista che è la vera causa
dell'oppressione della maggioranza
delle donne, e quando diciamo “maggioranza delle donne”
diciamo le donne proletarie, le donne lavoratrici, le
precarie, le disoccupate, le immigrate e tutte coloro che sono
soggette questo doppio sfruttamento,
doppia oppressione.
Strappare anche uno di questi
obiettivi della piattaforma significa essere più forti per la
lotta più generale conto questa società capitalista e
imperialista. Questo
ci fa anche capire che quando mettiamo in campo le battaglie
quotidiane, le battaglie immediate, come donne proletarie non
possiamo illuderci nella soluzione di ottenere piccoli spazi o
miglioramenti in questo sistema perché
è la condizione stessa in cui viviamo che ci fa vedere che
cosa subiamo ogni giorno e quindi la necessità invece che
bisogna andare alla fonte, cioè quando diciamo che “la nostra
vita deve cambiare
veramente, vogliamo tutto” significa che comunque dobbiamo
andare alle radici e le radici sono questo sistema
capitalista/imperialista che deve essere combattuto a 360°
gradi in ogni ambito e noi donne dobbiamo
essere in prima linea in questa lotta per rovesciarlo.
Lo sciopero delle donne è
quindi uno sciopero non solo sindacale ma è uno sciopero
politico, ideologico, inserito in un'ottica di costruzione dal
un lato e di distruzione
dall'altro, di lunga durata, chiaramente avendo sempre i piedi
per terra ma in un percorso che sicuramente non è facile ma
che è necessario e non è rinviabile e che si deve intrecciare
con tutte le
battaglie quotidiane che si fanno a 360° gradi in tutti gli
ambiti.
La piattaforma dello sciopero
delle donne in realtà racchiude tutto questo, è una
piattaforma molto concreta perché gli aspetti sono tutti
concreti e che oggettivamente
tutti insieme racchiudono questa condizione generale di
oppressione e pongono veramente la necessità che comunque non
ci possiamo accontentare ma dobbiamo lottare contro quella che
è la vera causa poi di tutta
questa condizione, che è la società in cui viviamo, la società
capitalista, la società imperialista.
Quindi anche quando come
lavoratrici partecipiamo alle manifestazioni dell' 8 marzo
portiamo in esse la piattaforma dello sciopero, anche le
vertenze, le lotte che tutti i giorni cerchiamo
di portare avanti, e non partecipiamo a queste manifestazioni
come mere “ospiti” ma partecipiamo come lavoratrici che
incarniamo questo sciopero, che rivendichiamo una piattaforma
di lotta a 360° gradi, una
piattaforma viva che nasce dalle lotte, dalle istanze delle
lavoratrici, che interessa tutti gli ambiti e che pone poi al
centro la questione - in prospettiva ma anche oggi - della
lotta rivoluzionaria, cioè della necessità
che bisogna combattere questo sistema a 360° gradi e tutto
quello che lo rappresenta, e quindi in questo senso è centrale
la questione del governo Meloni che è al servizio del sistema
capitalista/imperialista,
la vera causa della condizione di oppressione di noi donne, di
noi lavoratrici.
Lavoratrici Slai cobas per il sindacato di
classe
Movimento femminista proletario
rivoluzionario
Piattaforma