sabato 14 marzo 2026

pc 14 marzo - I popoli del mondo scrivono la storia... Manifestazione internazionalista a Zurigo 28 marzo

pc 14 marzo - Corteo per la Palestina e contro la repressione a Torino - brucia in piazza la bandiera di Israele

La pioggia battente non ha fermato il corteo per Gaza, oggi pomeriggio lungo le vie del centro. Poco prima delle 15, in diverse centinaia sono partiti da piazza XVIII Dicembre al grido di «Il Piemonte sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume fino al mare». Il corteo è cresciuto fino in piazza Castello dove la manifestazione si è conclusa () con la bandiera di Israele data alle fiamme.

Le motivazioni

La manifestazione regionale, promossa dal gruppo Torino per Gaza, ha raccolto diversi collettivi studenteschi e comitati da tutto il Piemonte, oltre a diverse sezioni del partito comunista e compagini di attivisti, come quelli di «Extintion Rebellion» e «Non una di meno». Tra slogan come «Free free Palestine» e riferimenti diretti alle 18 misure cautelari collezionate da attivisti in diversi contesti di cortei sempre riguardanti la questione palestinese e l'assalto a La Stampa dello scorso novembre.

Gli slogan

«Il regime israeliano e gli Usa vogliono annientare la Palestina definitivamente contando sull'amnesia collettiva», dicono al microfono i manifestanti. Ancora: «Saremo sempre contro le guerre imperialiste,

pc 14 marzo - Smascheriamo le menzogne della Meloni in Parlamento

La Meloni in Parlamento non ci va, prova fastidio per il Parlamento, fastidio per la stampa che accetta solo quando deve fare monologhi o interviste esclusive, ma si rifiuta di incontrarli per rispondere alle domande effettive. In sostanza, la sua presenza in Parlamento è stata un cumulo di menzogne, a partire dal fatto che l'Italia non è in guerra.

L'Italia non è in guerra, ma le navi da guerra italiane sono a Cipro, l'Italia non è in guerra ma la Base militare ad Erbil in Iraq è stata fatta segno - e giustamente - delle azioni di reazione dell'Iran all'aggressione imperialista, Stati Uniti/Israele. L'Italia non è in guerra eppure tutte le Basi militari sono a disposizione o pronte ad essere a disposizione dell'imperialismo americano, della NATO, proprio per partecipare a questa guerra. L'Italia non è in guerra, ma allo stretto di Hormuz, nel Mar Rosso, navi italiane ci sono da tempo con una funzione a protezione di Israele e delle stesse vie di comunicazione che vengono considerate cosa propria dall'imperialismo, dai signori del petrolio, dai governi quando legittimamente sono in territorio iraniano o nei territori dei Paesi vicini.

Quindi è una menzogna assoluta che viene sostenuta dalla claque rappresentata dai suoi parlamentari e

pc 14 marzo - Referendum 2: tante voci dicono NO! - Militante politico e sindacale Slai Cobas di Ravenna

Sono dello Slai Cobas per il sindacato di classe di Ravenna, impegnato nelle lotte dei lavoratori, nella solidarietà internazionalista, antifascista, e intervengo sul referendum perchè l’attacco alla magistratura non allineata al governo è un tema che come lavoratori ci riguarda. Il Referendum è politico, lo affermano ogni giorno governo, ministri, parlamentari, quindi è sul terreno politico che dobbiamo agire.

Voterò nettamente NO al Referendum del 22 e 23 marzo!

Ora, a parte il peggioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro, il carobollette, i provvedimenti di un governo fascista e guerrafondaio che trova sempre i soldi per la guerra, per questo governo infame cosa è una priorità in questo momento? Attaccare i giudici.

Non abbiamo certo fiducia o simpatia per chi amministra la giustizia borghese, è una giustizia di classe, che va bene al governo dei padroni fin quando reprime l'opposizione dei proletari, dei lavoratori, dei giovani, ma che va punita e riportata sotto il suo controllo se indaga sul potere politico, cioè sui personaggi al governo, o sottogoverno; questi magistrati il governo non vede l’ora di toglierseli di torno.

Il governo nella sua campagna referendaria dice solo menzogne, come le rapine in casa, la famiglia nel bosco, i campi Rom, il caso Tortora, e altro ancora, che non centrano nulla con gli obiettivi della controriforma che sono fumo negli occhi per disorientare le masse, i cittadini, i lavoratori.

Ma i processi che riguardano i lavoratori, le morti sul lavoro, saranno forse accelerati da questa

pc 14 marzo - Trapani/sostegno a tutte le manifestazioni contro la guerra imperialista e le basi militari in Italia - info

pc 14 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Speciale Referendum costituzionale: tante voci dicono NO!

pc 14 marzo - Ex Ilva - Nessuna soluzione dal Governo, dai padroni, dai sindacati in fabbrica - La voce differente dello Slai cobas sc


Questo governo sembra non in grado di risolvere alcune delle vertenze su cui sono impegnati i lavoratori. In particolare quelle legate alle grandi fabbriche, ai due grandi gruppi che sono maggiormente in sofferenza in questa fase, Stellantis e ex Ilva.

Innanzitutto il gruppo ex Ilva dove in questi giorni è passato di tutto e di più.

Prima di tutto vi sono stati i due operai morti sul lavoro a breve distanza e in circostanze simili che hanno messo in luce che assassino non è la fabbrica ma chi la gestisce. I commissari dell'ex Ilva avevano come uno dei compiti fondamentali in questa fase quello appunto di assicurarne la messa in sicurezza, di assicurarne la manutenzione, di assicurare la salute e la sicurezza dei lavoratori in un periodo di cassa integrazione, di scarso lavoro e di bassa produzione e di difficile attesa di un esito futuro. Ebbene, su questo commissari hanno totalmente fallito perché le due morti sono avvenute proprio per mancanza di manutenzione, per mancanza di controllo della manutenzione: e per questo sono morti prima un operaio diretto dell'Acciaieria e un mese e mezzo dopo un operaio dell'appalto, la Geopower.

Purtroppo su questo la risposta sindacale è stata fiacca e la risposta dei lavoratori è stata di sconcerto, preoccupazione e attesa e ricerca di una soluzione. Atteggiamenti che non hanno certo favorito né una ripresa effettiva della lotta dei lavoratori né di porre come centrale che nessun operaio debba più morire in questa fabbrica.

Analogamente, la soluzione di questa fabbrica anche sul terreno dell’inquinamento sul territorio ancora

pc 14 marzo - A Torino si torna a manifestare - sabato 14 marzo ore 14.30 corteo da Porta Susa: «Noi continuiamo a lottare»

L’appuntamento è alle 14.30 in piazza XVIII Dicembre. Poi la sfilata in città

«Non c’è altro da fare che continuare a lottare». Così, poche ore dopo l’esecuzione di 18 misure cautelari, il comitato Torino per Gaza aveva annunciato un corteo regionale per la Palestina sabato 14 marzo pomeriggio i manifestanti pro Pal torneranno a sfilare per le strade del centro cittadino. L’appuntamento è alle 14.30 in piazza XVIII Dicembre per una manifestazione che vuole tenere alta l’attenzione sulla Palestina e «rispondere» all’operazione della Digos dopo i disordini di settembre e ottobre.

«Sappiamo di essere dalla parte giusta della storia e l’accanimento dello Stato contro chi si assume la responsabilità di lottare per la giustizia ce lo conferma — spiegano gli attivisti di Torino per Gaza nell’annunciare il corteo regionale —. Se per loro siamo un problema, allora rappresentiamo un pezzo della soluzione alle barbarie che la storia sta consumando contro i popoli di tutta la terra. Ovunque nel

pc 14 marzo - ISRAELE STA INTENSIFICANDO GLI ATTACCHI CONTRO I PRIGIONIERI:

Nel contesto della guerra di aggressione imperialista condotta da Stati Uniti e Israele contro Iran e Libano, Israele sta intensificando gli arresti di palestinesi e le violenze contro i prigionieri, portando il numero totale degli arresti registrati in Cisgiordania dall’ottobre 2023 a 22.000.

La repressione dei prigionieri palestinesi e i bombardamenti contro Iran e Libano sono espressioni della stessa logica imperialista.

vedi su https://www.instagram.com/p/DV1pnPpDAz9/?igsh=aXJtaTI2MzdqaTAw

pc 14 marzo - Binario 3 della stazione centrale di Pisa: treno carico di mezzi militari e munizioni bloccato! - Massima condivisione

Erano circa un centinaio i manifestanti che dal tardo pomeriggio di giovedì hanno invaso il binario 3 della stazione centrale.  

Paralizzano la stazione di Pisa per bloccare il treno di mezzi militari: i manifestanti si siedono sui binari e il convoglio è costretto a tornare indietro.

Ore di caos e disagi in stazione dal pomeriggio di giovedì a notte fonda, la polizia non interviene: dopo le 23 il treno «delle armi» fa dietrofront

Hanno tenuto in stallo  la stazione di Pisa dal pomeriggio fino a oltre le 23 per impedire il passaggio a un treno di mezzi militari. Che alla fine si è  visto costretto a tornare indietro. Erano circa un centinaio i manifestanti che dal tardo pomeriggio di giovedì hanno invaso il binario 3 della stazione  centrale. Esponenti del Movimento No Base si sono seduti sul binario bloccando il transito di un treno

pc 14 marzo - “Il diritto di sciopero è troppo limitato”: Italia bocciata dal Comitato europeo dei diritti sociali

Appena pubblicata la decisione dell'organismo internazionale. Anche la Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali dovrà tenerne conto, malgrado le pressioni di Matteo Salvini per precettare i lavoratori
“Il diritto di sciopero è troppo limitato”: Italia bocciata dal Comitato europeo dei diritti sociali. Ora Meloni dovrà adeguarsi

“In Italia è eccessivamente limitato il diritto di sciopero”; questa è la sonora bocciatura arriva dal Comitato europeo dei diritti sociali (Ceds), con una decisione appena pubblicata. Secondo l’organismo internazionale, infatti, le nostre norme sono troppo restrittive, riducono in modo esagerato il diritto di scioperare per i lavoratori dei servizi pubblici. Questo rappresenta un bel guaio per il governo Meloni, che ora dovrà adeguarsi al provvedimento arrivato dopo un ricorso presentato nel 2022 dall‘Unione sindacale di base (Usb), curato dal giuslavorista Giovanni Orlandini e dagli avvocati Danilo Conte e Marco Tufo. L’obiettivo dichiarato del centrodestra, in questi anni, era semmai ridurre ancora di più il diritto di sciopero con regole ancora più aspre. 

Il Ceds è il comitato che vigila sul rispetto della Carta sociale europea da parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa - da non confondere con l’Unione europea; anche l’Italia ne fa parte, quindi è tenuta a rispettare le norme della Carta. La nostra legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, la 146

pc 14 marzo - “Il decreto Sicurezza è un assalto alla Costituzione. Si vuole arrivare allo Stato di polizia”. Dossier dei Giuristi Democratici - piena condivisione e sostegno di proletari comunisti

Nel documento si analizza quello che è ritenuto "un grave attacco alla libertà di riunione e manifestazione del pensiero". 
Oggi appuntamento a Torino dalle 14 alle 19 dove si lancerà l’allarme sull’uso dei “reati associativi contro i movimenti sociali”.
“Il decreto Sicurezza è un assalto alla Costituzione. Si vuole arrivare allo Stato di polizia”. Il dossier dei Giuristi Democratici

Il dl Sicurezza voluto dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in vigore da quasi un mese, è stato definito un “assalto alla Costituzione” dai Giuristi Democratici, che in un dossier di tredici pagine presentato oggi in Senato e distribuito alla stampa insieme a una copia della Carta, elencano tutti i punti critici del provvedimento e parlano esplicitamente di una “escalation autoritaria” nelle politiche sulla sicurezza.

Secondo gli autori del dossier, rappresentati da Antonello Ciervo, infatti, il decreto rappresenterebbe “un tassello organico di un progetto eversivo” volto a trasformare progressivamente “lo Stato di diritto in uno Stato di polizia“, riducendo le garanzie costituzionali e comprimendo l’esercizio delle libertà civili. Nel mirino dei giuristi c’è innanzitutto la legittimità stessa dello strumento utilizzato dal governo. Il decreto legge, sostengono, sarebbe stato adottato in assenza dei presupposti richiesti dalla Costituzione. Nel testo si legge infatti che “nel Decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale non sono motivate né presenti in fatto e diritto le premesse circa la sussistenza dei presupposti di straordinaria

venerdì 13 marzo 2026

pc 13 marzo - Referendum 1: tante voci che dicono NO! Lavoratore Sanità, militante politico, sindacale, sociale

da ORE12 Controinformazione rossoperaia dell'11.03.26

Io, Giuseppe, lavoratore della Sanità in pensione, militante politico, sindacale, sociale, al referendum voterò un NO convinto per tante ragioni ma principalmente per contrastare la bufala del governo fascista Meloni sulla giustizia uguale per tutti, vista dal fronte dei lavoratori e delle lavoratrici.

Perché è una bufala? Prendiamo a pretesto, ultime in ordine di tempo, le dichiarazioni della Bartolozzi, vice del ministro Nordio, che ha detto che i magistrati sono un “plotone di esecuzione”, facendo leva su un populismo becero. Gli esponenti di questo governo cercano di confondere ed influenzare la cosiddetta opinione pubblica nell'ottica di far credere che questa riforma renderebbe giustizia contro lo strapotere dei magistrati. Ma sono i fatti che mostrano che la riforma mira all'impunità per i corrotti del governo, come lo scandalo che ha investito la Regione Sicilia su mafia e corruzione nel campo della Sanità, proprio loro che gridano ai risultati ottenuti nel contrasto alla mafia, e questi risultati sono i

pc 13 marzo - Il caso Bartolozzi, il lato oscuro del sistema di potere della Meloni

 ORE 12 Controinformazione rossoperaia dell'11-03

La questione della Bartolozzi, capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, ha preso le prime pagine dei giornali e delle televisioni in questi ultimi giorni, a causa delle dichiarazioni della stessa, riguardanti i magistrati, in cui in un'occasione ha detto in forme esplicite "votiamo Sì così ci liberiamo dei magistrati". 

Chiaramente questo ha creato, oltre che il teatrino politico dell'opposizione che ha parlato, come ha fatto Conte, di "dichiarazioni violente ed eversive contro la magistratura", e altri parlamentari hanno parlato di dichiarazioni indecenti, una attivazione dell'opposizione per vedere se la Bartolozzi poteva o no per il ruolo che svolge nel Ministero fare queste dichiarazioni nel corso di una campagna elettorale per il referendum. 

Perché tutto questo casino intorno a quella che viene esplicitamente definita come "la zarina" del Ministero, cioè quella che comanda realmente? Lo stesso Nordio è considerato un uomo al servizio del potere, una figura spendibile sul piano istituzionale ma obiettivamente un ministro non in condizione di rappresentare linee e piani del governo in merito alla magistratura. Nordio in un certo senso è stato blindato ed è di fatto 'guidato da un comitato oscuro' di cui fa parte la Bartolozzi, ma di cui fa parte, questo senza possibilità di smentita, anche Dalmastro, il sottosegretario filo nazista, uomo di punta del governo Meloni, quello che si occupa delle carceri, ma in senso lato, ed è quello che fa parte del "cerchio magico" che circonda  Nordio.

Questa cosa esiste ormai in tutti i ministeri della Meloni, c'è un ministro e c'è un comitato di controllo e

pc 13 marzo - Formazione rivoluzionaria delle donne - Presentazione dell'opuscolo "Riprendiamoci la Kollontaj" - dal blog femminismorivoluzionario

Riportiamo la presentazione fatta on line nel giorno del 9 marzo, giorno dello sciopero delle donne, di questo importante lavoro. 

La presentazione è stata fatta a tre

voci, dalle tre compagne del Mfpr di Milano

che hanno scritto questo opuscolo.


Ora l'opuscolo è stampato, in uscita, si può 

già richiedere a mfpr.naz@gmail.com. 

Nello stesso tempo, possiamo fare delle 

altre presentazioni in presenza o on line, 

se ce lo chiedete. 




pc 13 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Ex-Ilva: Nessuna soluzione dal governo, dai partiti parlamentari e sindacati ufficiali - Referendum costituzionale: tante ragioni per votare NO!

 

pc 13 marzo - Formazione sul Capitale di Marx: Palermo 20 marzo, 7a lezione

dice Marx:

“… fine ultimo al quale mira quest’opera è di svelare la legge economica del movimento della società moderna”, e per svelare questa legge serve lo studio scientifico, ma “La natura peculiare del materiale che tratta chiama a battaglia contro di essa le passioni più ardenti, più meschine e più odiose del cuore umano, le Furie dell’interesse privato”…

Marx, dice un critico, “proponendosi il fine di indagare e di spiegare l’ordinamento economico capitalistico da questo punto di vista, non fa che formulare con rigore scientifico lo scopo che non può non proporsi ogni indagine esatta della vita economica…

E apprezzando l’uso della scienza dialettica da parte di Marx, continua: “… il valore scientifico di tale indagine sta nella spiegazione delle leggi specifiche che regolano nascita, esistenza, sviluppo e morte di un organismo sociale dato, e la sua sostituzione da parte di un altro, superiore…”

Ecco, contribuire alla morte definitiva dell’“organismo sociale dato” causa di sfruttamento, distruzione e guerre, e alla sua “sostituzione da parte di un altro, superiore…” è il fine ultimo di queste nostre “lezioni” facendo nostro naturalmente il “valore scientifico” dell’opera di Marx.

giovedì 12 marzo 2026

pc 12 marzo - Campagna Internazionale di Emergenza contro l’Operazione Kagaar - Manifestazioni in tutto il mondo - Manifestazione internazionale a Zurigo 28 marzo

Campagna Internazionale di Emergenza 

contro l’Operazione Kagaar

Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) chiama le forze democratiche, progressiste, antifasciste, antimperialiste e rivoluzionarie di tutto il mondo a unirsi alla Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar.

Cos'è l'Operazione Kagaar?

Dal gennaio 2024, lo Stato indiano sotto il regime fascista Hindutva di Narendra Modi conduce l'Operazione Kagaar, un'operazione militare il cui obiettivo dichiarato è la completa distruzione del movimento rivoluzionario in India entro marzo 2026. In realtà, si tratta di una guerra totale contro il popolo, principalmente contro la popolazione Adivasi, i contadini poveri, gli attivisti rivoluzionari, i giornalisti, gli studenti e i prigionieri politici. Intere regioni vengono occupate dai militari, i villaggi sono bombardati e incendiati, i civili usati come scudi umani, i prigionieri torturati ed giustiziati stragiudizialmente in cosiddetti "scontri simulati".

L'Operazione Kagaar è la continuazione ed escalation di precedenti operazioni militari controrivoluzionarie quali Samadhan-Prahar e Green Hunt. Con l’impiego di esercito, paramilitari e avizione, lo stato indiano sta tentando di distruggere il Partito Comunista dell'India (Maoista), l'Esercito Popolare di Liberazione Guerrigliero (PLGA) e la Rivoluzione di Nuova Democrazia guidata da questi. Questa offensiva controrivoluzionaria ha colpito il movimento rivoluzionario in modo particolarmente duro nel 2025, anno in cui sono stati assassinati numerosi quadri dirigenti, tra cui il segretario generale del partito, compagno Basavaraj (Nambala Keshava Rao), e altri noti dirigenti Adivasi. Allo stesso tempo, lo Stato sta intensificando la guerra psicologica, diffondendo deliberatamente voci su presunte rese, tentando di demoralizzare le forze rivoluzionarie.

Coerenza e continuità rivoluzionarie

Nonostante le pesanti perdite, il movimento rivoluzionario in India rimane saldo sul suo cammino. In diversi documenti pubblici, il CPI (Maoista) ha chiarito che non ci saranno né l’abbandono della lotta armata né la resa allo stato. Invece, il partito analizza apertamente i propri errori, trae insegnamento dalle proprie perdite e si riorganizza sulla base delle mutate condizioni. La guerra popolare di lunga durata resta l'unica via per superare lo sfruttamento, l'oppressione nazionale, il sistema delle caste, il patriarcato e la penetrazione imperialista.

Elemento centrale della repressione è la carcerazione di massa. Grazie a leggi come l'Unlawful Activities Prevention Act (UAPA), in India migliaia di persone sono detenute per anni senza processo. Giornalisti sono criminalizzati per aver pubblicato articoli critici, studenti sono arrestati per possesso di pubblicazioni marxiste e gli attivisti sono torturati e isolati. L'India si presenta a livello internazionale come "la più grande democrazia del mondo", ma in realtà è una prigione per il suo popolo, in cui i diritti democratici fondamentali sono sistematicamente sospesi.

Questo sviluppo non è una caso ma piuttosto espressione della crescente fascistizzazione dello Stato indiano. Sotto il regime dell'Hindutva, le minoranze religiose sono perseguitate, l'oppressione nazionale si intensifica e le proteste sociali vengono affrontate con la forza militare. Allo stesso tempo, l'India funge da pilastro strategico dell'imperialismo americano nell'Asia meridionale e stretto alleato di Israele. L'oppressione interna e un ruolo esterno aggressivo sono due facce della stessa politica.

Importanza internazionale della lotta in India

È proprio per questo che la lotta del popolo indiano ha importanza internazionale. La Rivoluzione di Nuova Democrazia in India rappresenta uno dei fronti più importanti della lotta antimperialista mondiale. La sua sconfitta o vittoria avrà un impatto diretto sui rapporti di forza tra imperialismo e rivoluzione proletaria mondiale a livello mondiale. La solidarietà con la guerra popolare in India significa quindi anche solidarietà con tutti i popoli oppressi e i prigionieri politici in tutto il mondo.

In questo contesto, l'ICSPWI fa appello a una Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar. Obiettivo di questa campagna è denunciare i crimini dello Stato indiano a livello internazionale, esercitare pressione politica, chiedere il rilascio di tutti i prigionieri politici e fornire supporto pratico alle forze rivoluzionarie in India. Azioni, presidi, eventi e pubblicazioni hanno già avuto luogo in numerosi paesi in diversi continenti. Questa mobilitazione si deve ancor più ampliare, approfondire e coordinare.

Appello alla partecipazione

Chiamiamo tutti i compagni e le organizzazioni solidali a partecipare al mese di azione contro l'Operazione Kagaar nel marzo 2026. Il 28 marzo 2026 si terrà a Zurigo una manifestazione internazionale in solidarietà con il movimento rivoluzionario in India.

Oggi più che mai è importante prendere una posizione chiara. L'Operazione Kagaar deve essere fermata. I massacri della popolazione Adivasi devono essere fermati. Tutti i prigionieri politici in India devono essere rilasciati immediatamente. Il sostegno imperialista al regime indiano deve cessare.

La lotta dei rivoluzionari indiani è la nostra lotta. La loro fermezza è un appello a tutti noi a rafforzare la solidarietà internazionale e promuovere la lotta comune contro l'imperialismo, il fascismo e l'oppressione.

STOP OPERAZIONE KAGAAR!

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI

VIVA LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE

SOLIDARIETÀ CON LA GUERRA POPOLARE IN INDIA!


  • marzo 2026 – Mese si azioni contro l’Operazione Kagaar

28 MARZO- ZURIGO

MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE CONTRO L’OPERATION KAGAAR

azioni contemporanee in Europa, Nord e Sud America, Sud Asia, Australia e Nord Africa.


International Emergency Campaign Against Operation Kagaar

international Coordination


Per l'Italia e la partecipazione a Zurigo info csgpindia@gmai.com WA 3519575628

gennaio 2026

pc 12 marzo – Iran, i pretesti dell’imperialismo USA per la guerra… che avanza a grandi passi verso la guerra mondiale

 

In una intervista ad un iraniano riportata oggi dal quotidiano Il manifesto si fa l’elenco dei pretesti usati dal nazimperialismo USA e di Israele per scatenare la guerra contro quel paese e dove poi sono andati realmente a parare:

«… prima Netanyahu e Trump dicevano di voler liberare gli iraniani dalla tirannia, poi si è tirato fuori il nucleare che secondo Trump era già stato “obliterato” a giugno, poi Israele voleva lo smantellamento del nostro arsenale missilistico, poi si è parlato di missili capaci di colpire gli Usa e l’Europa. E ancora, prima si voleva il regime change, poi la resa totale dell’Iran, poi è emersa l’idea di coinvolgere le milizie curde contro Teheran. E infine sono stati bombardati i serbatoi di petrolio, con le piogge e l’aria inquinata…” e, infatti, tutti questi pretesti finiscono in “… un atto rivolto non contro il regime ma contro la gente, che muore o finisce in ospedale, e che ora subisce le conseguenze di una catastrofe terribile. E allora la gente ha cominciato a pensare che tra tutte queste azioni una sola cosa era certa: al di là di tanti pretesti, si vuole un Iran distrutto nelle sue strutture di base, indebolito per quanto possibile, se non disintegrato».

“Disintegrato” è esattamente l’obiettivo dell’entità sionista di Israele, mentre non ci sono dubbi che da parte dell’imperialismo Usa, si punti almeno ad un forte indebolimento e certamente a un “cambio di regime” non solo per avere il controllo dell’area dal punto di vista politico e militare, ma anche per il controllo del petrolio, così come fatto con il Venezuela, e soprattutto per tagliare le forniture alla Cina, definito dagli Usa il loro principale nemico.

È questa la “logica” che l’iraniano intervistato “non riesce a trovare in questo conflitto” soprattutto

pc 12 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Referendum costituzionale: tante voci dicono NO! - Smascheriamo le menzogne della Meloni in parlamento

 

pc 12 marzo - L'8 marzo: proletario femminista rivoluzionario internazionalista- dal blog femminismorivoluzionario

pc 12 marzo - Contro genocidio/massacri/repressione in India - Manifestazione internazionalista a Zurigo 28 marzo


Aperta a tutti - delegazione dall'Italia - info csgpindia@gmail.com WA 3519575628

Disponibili materiali, video, interventi diretti e telematici 

pc 12 marzo - Sardegna - Si estende la crisi mentre si punta tutto sulla guerra, riarmo e militarizzazione - Estendere e unire la lotta

Info Slai cobas per il sindacato di classe - prendi contatto slaicobasta@gmail.com WA 3519575628

Sulcis in crisi, circa 1.500 lavoratori a rischio. 

Fiom, Fsm e Uilm incontrano il prefetto di Cagliari e lanciano l’allarme sul futuro del polo industriale del Sulcis Iglesiente. Incertezza per Sider Alloys, Portovesme srl e appalti della centrale Enel.

Sono circa 1.500 i lavoratori metalmeccanici a rischio nel Sulcis, in un territorio dove la crisi del polo industriale continua ad aggravarsi e le prospettive di rilancio appaiono sempre più incerte. Per questo Fiom, Fsm e Uilm sono pronte a una nuova mobilitazione, con una trasferta a Roma per portare la protesta davanti ai palazzi del governo e far sentire la voce degli operai e delle loro famiglie. Questa

pc 12 marzo - Fermare la repressione e l'intimidazione dei solidali con la Palestina e la Flotilla - il caso Parma

Flotilla, consiglieri e assessori del Pd di Parma indagati per il corteo di ottobre

In quell’occasione un gruppo di manifestanti ha bloccato la stazione in solidarietà con la Flotilla e gli esponenti del Pd si trovavano sulla banchina, pur senza essere scesi sui binari

Flotilla, consiglieri e assessori del Pd di Parma indagati per il corteo di ottobre

Quel giorno Parma visse ore particolarmente movimentate, perché durante la manifestazione un gruppo nutrito di partecipanti decise di bloccare la stazione ferroviaria, fermando di fatto la circolazione dei

pc 12 marzo - Vercelli - Basta carcere tortura/basta carcere assassino/basta sbirri che vessano i detenuti/Basta la cosca Dal Mastro/Nordio - Soccorso rosso proletario

Carcere di Vercelli: 47 provvedimenti disciplinari per agenti dopo il caso della detenuta incinta

VERCELLI – Disposizioni ignorate, ordini di servizio disattesi e allontanamenti ingiustificati. Sono questi i principali motivi alla base dei 47 provvedimenti disciplinari emessi negli ultimi 13 mesi dal carcere di Vercelli nei confronti degli agenti di Polizia penitenziaria, molti dei quali scaturiti dai controlli intensificati dopo il caso della detenuta rimasta incinta.

Le sanzioni e la procedura

Dei 47 procedimenti, 21 riguardano condotte di competenza della Direzione del carcere e saranno gestiti

pc 12 marzo - Basta Infantino! NO ai mondiali di calcio negli USA di Trump - organizzare 10/100/1000 manifestazioni di protesta in stadi e piazze - proletari comunisti

Infantino oltre ogni limite: “Grazie al presidente Trump, dimostra che il calcio unisce il mondo”

 Infantino oltre ogni limite: “Grazie al presidente Trump, dimostra che il calcio unisce il mondo”

Mentre il tycoon continua a bombardare Teheran, il capo della Fifa continua a vivere in un universo parallelo. Già ieri aveva dichiarato: "La Coppa del Mondo sarà una festa"

Io e Trump abbiamo parlato dell’Iran e lui mi ha ribadito che la nazionale iraniana è ovviamente benvenuta a partecipare al Mondiale. Ringrazio sinceramente il Presidente degli Stati Uniti per il suo sostegno, poiché dimostra ancora una volta che il calcio unisce il mondo”. Ancora una volta dal suo universo parallelo, Gianni Infantino ha pubblicato

mercoledì 11 marzo 2026

pc 11 marzo - Continua la repressione in Tunisia contro i compagni solidali con la Palestina e membri della Global Sumud Flotilla - massima info e solidarietà

Tunisia - new arrest of member of the Joint Action Coordination Committee for Palestine - maximum solidarity

 

pc 11 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Referendum costituzionale: tante voci che dicono NO! - Il caso Bartolozzi, il lato oscuro del sistema di potere della Meloni

 

pc 11 marzo - Sulla cosiddetta "famiglia del bosco": un osceno sciacallaggio della Meloni e della sua misera corte ad usum campagna referendaria e rilancio di ideologie reazionarie

Un provvedimento di normale azione dei giudici (al di là di eventuali esagerazioni) di tutela dei bambini - come altri giudici fanno in tante altre occasioni - è preso come palla al balzo in una ignobile campagna referendaria in cui ogni occasione è buona per attaccare la magistratura e far votare Si. 

Chi allora sono gli sciacalli? Chi usa strumentalmente dei bambini per fare bassa propaganda usando bandierine reazionarie, integraliste, sulla "famiglia", sulla "madre", ecc? Chi allora fa violenza?

I bambini non sono "proprietà" della famiglia! E dove sta scritto che la "famiglia" è sempre un bene per i figli? In questa "famiglia" borghese sempre più in crisi avvengono troppe volte violenze, oppressioni, da film dell'orrore.

Quanta grande ipocrisia fanno lor signore sulla "famiglia". Ma cos'è la famiglia, quali sono i rapporti con i figli, che voi volete, in questa società? Togliamo il putrido velo che copre una realtà tutt'altro che idilliaca e che noi, come comuniste, vogliamo denunciare e abolire.

"Ci rimproverate di voler abolire lo sfruttamento dei figli da parte dei genitori? Confessiamo questo delitto. Ma voi dite che sostituendo l'educazione sociale a quella familiare noi aboliamo i rapporti più cari. E anche la vostra educazione, non è determinata dalla società? Non è determinata dai rapporti sociali entro i quali voi educate, dalla interferenza più o meno diretta o indiretta della società mediante la scuola e così via? I comunisti non inventano l'influenza della società sull'educazione, si limitano a cambiare il carattere di tale influenza, e strappano l'educazione all'influenza della classe dominante. La fraseologia borghese sulla famiglia e sull'educazione, sull'affettuoso rapporto fra genitori e figli diventa tanto più nauseante, quanto più, per effetto della grande industria, si lacerano per il proletario tutti i vincoli familiari, e i figli sono trasformati in semplici articoli di commercio e strumenti di lavoro" 
(Da Il Manifesto del Partito comunista - Marx ed Engels)

"La famiglia (nella attuale società borghese - ndr) è un centro di egoismo, ma nella nuova società i rapporti tra genitori e figli saranno liberi da interessi materiali e passeranno ad una nuova fase storico; una volta privata delle sue funzioni economiche... la famiglia nel senso tradizionale del termine non esiste più" (dall'opuscolo "Riprendiamoci la Kollontaj" - Mfpr)

Così, la "madre", senza aggettivi, viene innalzata ad emblema del bene dei bambini... Una sorta di

martedì 10 marzo 2026

pc 10 marzo - Il calcio mondiale con i suoi servi e giullari messo a disposizione e al servizio dell'imperialismo/gestione Trump - Boicottare i mondiali di calcio in USA è una necessità

Infantino nel Board of Peace, 'grazie Trump'

Progetti Fifa per 75 milioni a Gaza: 'Non ricostruiamo solo case, anche emozioni'

Un articolo da Revolucion obrera

Messi el Cipayo

Messi el Cipayo 1

El pasado 5 de marzo, el que es considerado por muchos como el mejor futbolista del mundo, el argentino Lionel Messi se reunió con el presidente pedófilo y genocida de los Estados Unidos, Donald Trump, como parte del encuentro habitual en que los campeones de los equipos de diferentes deportes son invitados a la Casa Blanca para ser homenajeados. Esta vez el Inter de Miami asistió e intercambió regalos y palabras con la administración Trump.

Messi, que en enero de 2025 no aceptó la invitación a la Casa Blanca del expresidente yankee Joe Biden para recibir la Medalla Presidencial de la Libertad. Messi, que como parte de la Selección Argentina de

pc 10 marzo - Manifestazione internazionale e internazionalista a Zurigo il 28 marzo - partecipate e/o venite con noi - info csgpindia@gmail.com

pc 10 marzo - Oggi ORE 12 non esce - per riunione di programmazione nazionale - torniamo domani alle ore 12 su questo blog - info: WA 3519575628

 

pc 10 marzo - La 7° lezione di Formazione marxista su Il Capitale - tenuta dal Prof. Di Marco

E' disponibile la trascrizione della 7° lezione tenutasi a Taranto, seguiranno le trascrizioni di quelle tenute a Bergamo/Milano e a Palermo. 

Come abbiamo detto - consigliamo di leggere tutto l'intervento di proletari comunisti nel corso della 7° lezione: https://proletaricomunisti.blogspot.com/2026/02/pc-23-febbraio-che-serve-la-formazione.html -

"Le lezioni del Prof. Di Marco servono a mettere su un piano scientifico le questioni del capitale e del lavoro fondamentalmente. Esse ci danno gli strumenti necessari per costruire la coscienza soggettiva che non è volontaristica ma scientifica del modo come intervenire nella contraddizione tra capitale e lavoro nell'epoca odierna e trasformarla in un movimento reale che abbatte lo stato di cosa esistente".

pc 10 marzo - Il frame della repressione: nuove prove smontano la versione del poliziotto aggredito a Torino

Una ragione in più per insistere - la via del 31 gennaio è la via giusta per rispondere allo Stato di polizia - bisogna andare avanti e generalizzare - nessun passo indietro a Torino come ovunque  

proletari communisti  - leggi il foglio speciale di ORE 12 - Torino, Torino che bella città.."

https://drive.google.com/file/d/1fwwvq70ddcKquDPQVase1VSdj2s5cPM2/view?usp=sharing

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di Dario Morgante*

Nuove foto, video e testimonianze mettono in discussione la versione dell’agente ferito durante il corteo del 31 gennaio a Torino. Una sequenza di pochi secondi diventata il frame mediatico che ha alimentato la narrazione dell’emergenza e aperto la strada al nuovo decreto sicurezza del governo Meloni. A circa un mese dai fatti, una ricostruzione esclusiva realizzata da Dario Morgante per VD 

Newshttps://www.instagram.com/p/DVjCF1cDBRZ/?img_index=9&igsh=NHF6eWN0OGl5dGhu&fbclid=IwY2xjawQYt7tleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBkM1h4RUlIdlBIb3ozeDEyc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHmvTHNhpUB6UufSH5xx71zA8M00ie4spc1AgSOen16a2U0Fzxrp26vSw-9nj_aem_Fk1GRPIbWGNOPlH25hscSw 

«Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio». Con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato il famoso “video del martello”, divenuto virale nelle ore successive al corteo del 31 gennaio a Torino e che ritrae l’aggressione all’agente di polizia Alessandro Calista. A circa un mese dai fatti, una ricostruzione esclusiva realizzata per VD News, basata su foto, video, testimonianze dirette e atti giudiziari, mette in discussione alcuni passaggi centrali della versione fornita da Calista in merito alla dinamica dell’evento.

La convocazione in solidarietà al centro sociale Askatasuna, sgomberato a dicembre, ha portato nel

pc 10 marzo - Italia in guerra - Il governo mente - Guerra all’Iran. L’Aeronautica militare italiana vola in Medio Oriente

Guerra all’Iran. L’Aeronautica militare italiana vola in Medio Oriente

Sette volte avanti e indietro dalla grande base di Pratica di Mare (Roma) alle infrastrutture aeroportuali di Riyadh (Arabia Saudita), Dubai e Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti).

Da mercoledì 4 ad oggi 7 marzo, l’Aeronautica Militare italiana ha effettuato diverse missioni nell’area del Golfo dove si estende a macchia d’olio il conflitto bellico generato dall’attacco USA e Israele contro l’Iran.

Secondo quanto rivelato dagli analisti di ItaMilRadar ci sono stati perlomeno 14 voli (sette di andata e sette di ritorno) tra l’Italia ed Arabia Saudita ed Emirati. Nello specifico sono stati impiegati due grandi aerei cisterna Boeing KC-767A (numeri di registrazione MM62227 ed MM62229) in forza al 14° Stormo dell’Aeronautica Militare di Pratica di Mare.

Gli scopi delle missioni non sono stati specificati dalla Difesa italiana ma è presumibile che con i

pc 10 marzo - Ungheria - L’antifascista Maja in carcere manda una dichiarazione per l'8 marzo che pubblichiamo per massima solidarietà

À l’occasion du 8 mars, journée internationale de lutte féministe, Maja a envoyé par courrier un poème qui a été publié pour marquer cette date el met en avant une vision queer-féministe et anticapitaliste, encourageant la mobilisation collective et la participation aux manifestations du 8 mars pour poursuivre la lutte contre les violences, les inégalités et les structures de domination.

« Ni Dieu, ni État, ni patriarcat », pouvait-on lire jadis sur un mur ; regardez l’endroit où l’on volait son repas. Maintenant, il y a un garde, et la peinture est délavée ; le quartier est condamné à l’obéissance – enfin, c’est ce qu’il semble, c’est ainsi que la loi, la raison et l’administration du district l’ont décrété, mais nous refusons de l’accepter… […]
Alors, nous rejoignons les rangs, nous demandant à qui faire confiance ? À Dieu ou à l’État ? Nous avons nos corps et nos sœurs avec nous ! Sachant que c’est le patriarcat qui divise, nous, joyeuses et impertinentes, remplissons les rues de basses, façonnons la ville à notre image, déviantes, queer, et avec des camarades solidaires contre le capital, la culture du viol et le patriarcat. Nous avons notre propre jardin d’Éden avec nous, il appelle les Migrantifa queer-féministes à s’unir !
Avec toute notre solidarité pour la manifestation du 8 mars, que l’avenir reste empreint de tendresse, de courage et de combativité. À bientôt !

pc 10 marzo - Le tante ragioni per votare NO, intervento del Prof. Claudio De Fiores a Radiograd

da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 09.03.26

Si parla tanto del fatto che la fase attuale del sistema del Capitale stia un po' richiedendo un abbandono del sistema democratico così come conosciuto e una prevalenza di una sorta di autoritarismo che potremmo anche individuare nell'esempio più chiaro, quello di Donald Trump a cui strizza l’occhio la nostra Presidente del Consiglio, sembrerebbe che ormai l'equazione capitalismo uguale democrazia liberale venga un po' meno, molte di queste “presunte” riforme tendono a voler rafforzare l'esecutivo rispetto al tutti gli altri poteri. Abbiamo visto anche per il Parlamento in ambito italiano.
L'esecutivo comincia a essere quasi identificato anche nelle discussioni pubbliche, come lo Stato. Secondo il tuo punto di vista, Claudio, anche questa riforma potrebbe tendere con l'indebolimento della magistratura a un capovolgimento di un'equa distribuzione dei pesi, dei vari poteri all'interno del sistema democratico? Cioè il Capitale in crisi ha necessità di un esecutivo forte, di una forma più autoritaria, despotica?

Il primo tema che sollevi è quella della ormai acquisita, conclamata, contraddizione tra democrazia e il capitalismo. La democrazia è un sistema di governo che il capitalismo nella sua eventuale espressione, negli attuali apposti di forza non è più in grado di sopportare e quindi espelle progressivamente quote di democrazia dalla vita sociale, dagli assetti sociali.

È un progetto anche questo risalente, questa volta non in Italia, ma all'estero faccio riferimento al Congresso della Trilateral, siamo alla metà degli anni 70, il momento in cui le tre aree del capitalismo maturo si confrontano sull'esigenza di comprimere gli spazi democratici e viene fuori quella formula, quella della critica della “democrazia in eccesso” delle società, quella con cui abbiamo fatto continuamente i conti in questi anni, è un progetto che va avanti e che ormai tende sempre più a condizionare la vita politica, sociale e democratica del mondo occidentale.

Ora lì c'è un aspetto che va colto, forse due ma sono fortemente compenetrati, innanzitutto come si

pc 10 marzo - La lotta alla PMC di Melfi - La strada perdente di continuare a rivolgersi alla 'politica' e al ministro - Urso è il problema non la soluzione - slai cobas per il sindacato di classe

Vertenza PMC Automotive di Melfi: “90 famiglie sull’orlo del baratro. Il Ministro Urso intervenga”. Le richieste

“Ho scritto al Ministro Urso perché non posso restare in silenzio davanti a novanta lavoratori e lavoratrici che da mesi presidiano giorno e notte i cancelli di uno stabilimento svuotato dai macchinari, in attesa di sapere se avranno ancora un futuro lavorativo.

È una situazione di gravità eccezionale, che richiede un intervento diretto e urgente delle istituzioni.

La vertenza PMC Automotive di San Nicola di Melfi non è solo una crisi aziendale.

È il simbolo di una desertificazione industriale che avanza silenziosa nel Mezzogiorno, e che rischia di consumarsi nel disinteresse generale. Novanta famiglie lucane si trovano oggi sull’orlo del baratro, dopo anni di lavoro svolto in via esclusiva per conto di Stellantis.

Non possono essere abbandonate.

Dal 2014 queste lavoratrici e questi lavoratori continuano a svolgere le stesse mansioni, producendo componenti destinati alle vetture dello stabilimento centrale di Melfi.

Oggi, semplicemente perché Stellantis non ha assegnato loro commesse per i modelli di nuova generazione, PMC Automotive ha avviato la fase liquidatoria, collocando tutti in cassa integrazione straordinaria a zero ore e rimuovendo i macchinari dallo stabilimento.

Peraltro, i due tavoli già tenuti al Mimit — il 26 novembre 2025 e il 21 gennaio 2026 — non hanno prodotto alcun esito concreto.

Ho chiesto, quindi, al Ministro Urso di fare in modo che il prossimo incontro non sia l’ennesima occasione perduta. Servono soluzioni vincolanti, non dichiarazioni di intenti.

A Stellantis chiedo, invece, che si valuti seriamente l’internalizzazione di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici PMC presso lo stabilimento centrale di Melfi, garantendo il mantenimento integrale delle professionalità maturate in anni di servizio.

Qualora Stellantis non fosse nelle condizioni di procedere, invito l’azienda a chiarire formalmente se sia disponibile a cedere il capannone ex ITCA — attualmente di sua proprietà — per consentire il subentro di un nuovo imprenditore.

È indispensabile che questa disponibilità sia accertata prima che vengano rimossi tutti i mezzi di produzione: una volta smantellate le linee produttive, non ci sarà più nulla su cui trattare.

Il rischio è ben noto a chi ha seguito altre vertenze simili nel Mezzogiorno.

L’esperienza ci insegna che quando i macchinari escono da uno stabilimento, con essi escono anche le speranze di reimpiego.

Non possiamo permettere che accada ancora. Non in un territorio come la Basilicata, già fortemente provato da decenni di crisi industriale e di fuga dei giovani.

Al Ministro Urso ho evidenziato, infine, la necessità di fornire risposte e non ulteriori rinvii a queste novanta persone non rinvii.

Meritano di sapere se c’è ancora una politica industriale in questo Paese che considera il lavoro un valore costituzionale e non una variabile da ottimizzare nei bilanci aziendali.

Continuerò a seguire questa vertenza con tutta l’attenzione che merita”.

È quanto dichiara l’europarlamentare Pasquale Tridico, capo delegazione del Movimento Cinque Stelle a Bruxelles.

Appello a una Giornata Internazionale di Azione Stellantis il 24 marzo

Non staremo ad aspettare!
Lottiamo per ogni posto di lavoro
!


compagni operai

Stellantis sta attaccando i nostri posti di lavoro, i nostri stabilimenti, il nostro futuro: ha già cominciato