Abbiamo informato con materiali diretti per primi in Italia sulla situazione e invitiamo tutti a denunciare e mobilitarsi anche nel nostro paese
Manifestazione a Tunisi per Palestina e Iran, appello per i fermati di Sumud
Corteo contro la 'criminalizzazione' del sostegno a Striscia, solidarietà a Teheran
TUNISI, 08 MAR - Un gruppo di attivisti ha sfilato ieri sera nel centro di Tunisi nell'ambito di una manifestazione pro Palestina e pro Iran, con al centro anche la richiesta di liberazione degli arrestati dei giorni scorsi legati alla Sumud Flotilla. Il corteo, secondo diversi media locali, è partito da Place de la République, nota come Passage, per dirigersi verso il Teatro municipale, nel cuore dell'Avenue Habib Bourguiba. L'iniziativa è stata presentata, nelle convocazioni diffuse alla vigilia, come una marcia di solidarietà con il popolo iraniano contro quella che gli organizzatori definiscono "aggressione americano-sionista", ma anche come protesta contro il giro di vite sulle attività di sostegno alla causa palestinese in Tunisia, che ha portato al fermo negli ultimi giorni di almeno 5 componenti tunisini della Sumud Flotilla, nell'ambito di un'inchiesta per presunta appropriazione indebita e frode legate a donazioni e raccolta fondi per il movimento. Secondo i testi rilanciati da media tunisini e pagine vicine al movimento, la mobilitazione è stata sostenuta dalla Commissione nazionale per il sostegno alla resistenza in Palestina, dalla Rete tunisina contro il sistema della normalizzazione e dalla struttura tunisina della Sumud Flotilla. La manifestazione arriva dopo il fermo di diversi attivisti della Global Sumud Flotilla e dopo i divieti che nei giorni scorsi hanno colpito alcune iniziative collegate alla campagna pro Gaza a Tunisi. Fonti internazionali e regionali hanno riferito del fermo di membri del coordinamento tunisino della flottiglia, vicenda che gli organizzatori della marcia hanno esplicitamente collegato all'appello a scendere in piazza ieri sera. (ANSA)
Tunisie - Liberté pour les combattants, Wael Nawar, Jawahar Shanna et Nabil Al-Shnoufi en Tunisie
Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina (JAC) è costernato dopo l'arresto, avvenuto questa mattina, dei suoi membri Wael Nouar, Jawhar Chenna e Sanaa Mesahli, insieme ai membri del Comitato della Flottiglia del Maghreb, Nabil Chennoufi e Mohamed Amine Ben Nour, tutti trasferiti alla caserma di El Aouina. Secondo i loro avvocati, sono stati accusati di malversazione finanziaria in relazione agli sforzi della Flottiglia del Maghreb per rompere l'assedio di Gaza, del cui comitato direttivo gli arrestati erano membri.
Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina:
condanna questo comportamento incomprensibile da parte di un'autorità che da sempre si erge a paladino della causa della Palestina ed esprime piena solidarietà ai compagni.
denuncia la diffamazione sistematica e la campagna di calunnie e voci incontrollate contro questi attivisti, che vuole trasformare il loro importante attivismo a sostegno della Palestina, di Gaza e della resistenza, in un'indagine giudiziaria.
chiediamo l'immediato rilascio dei detenuti e la fine di tutti i procedimenti giudiziari contro i membri della Global Sumud Flotilla Authority, e riteniamo l'autorità politica responsabile delle conseguenze di questo ingiusto attacco, e allo stesso tempo mettiamo in guardia dall'ulteriore tensione che questo attacco aggiungerà alla situazione politica del Paese.
Comitato di coordinamento dell'azione congiunta per la Palestina
info per l'italia srpitalia@gmail.com

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