sabato 20 giugno 2026

pc 20 giugno - Morti di lavoro: su 650 gli stranieri sono 104

di Carlo Soricelli (*) 

Il prezzo più alto: arrivano dal mondo, i lavoratori stranieri muoiono sul lavoro al posto nostro, percentualmente sono oltre il doppio a perdere la vita lavorando

Ieri a Vignasco ha perso la vita Touil Abderrazzak, un operaio di soli 38 anni. L’ennesima croce in un elenco che non smette di allungarsi e che racconta una realtà che troppi, in Italia, fanno finta di non vedere. Con questa tragedia abbiamo superato la drammatica soglia dei 500 morti sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno, se si contano tutti i lavoratori e non solo quelli assicurati all’Inail. Per l’esattezza, l’Osservatorio ne ha monitorati 504 che diventano oltre 650 con l’itinere.

Monitoro la situazione della sicurezza sul lavoro da 19 anni come curatore dell’Osservatorio di Bologna, e i dati non mentono: i lavoratori stranieri in Italia stanno pagando un prezzo pesantissimo in vite umane. Dei 504 morti sui luoghi di lavoro registrati finora, ben 104 erano stranieri.

Mettendo a confronto i dati occupazionali con quelli della mortalità, emerge uno squilibrio matematico

pc 20 giugno - Repressione congiunta Stato borghese/governo/Leonardo contro il movimento solidale con la palestina e con i popoli oppressi

A processo per una manifestazione pacifica. 

A processo per la manifestazione pacifica. Leonardo  vuole i soldi: danni d’immagine

20 giugno - Milano. La solidarietà con la Palestina e il Libano non si arresta


pc 20 giugno - La repressione del regime fascista hindutva di Modi contro gli intellettuali non si ferma

 dal blog https://guerrapopolare-india.blogspot.com/

La NIA (National Intelligence Agency) all'opera per annullare la cauzione di Gonsalves e Ferreira nel caso Elgar Parishad

Il giudice speciale Chakor S Baviskar ha ordinato a Gonsalves (68 anni) e Ferreira (53 anni) di presentare le loro risposte alle richieste, che sono state pubblicate per ulteriori considerazioni il 19 giugno.

MUMBAI: Settimane dopo aver chiesto la revoca della cauzione concessa a Varavara Rao e Sudha Bharadwaj, la National Investigation Agency (NIA) si è rivolta mercoledì a un tribunale speciale per chiedere la revoca della cauzione concessa agli attivisti Vernon Gonsalves e Arun Ferreira nel caso Elgar Parishad-Bhima Koregaon, con l’accusa di aver abbiano violato le condizioni del loro rilascio

pc 20 giugno - La repressione antipalestinese in Palestina e in Italia - info solidale

.... in Italia continuano gli arresti di solidali con la causa palestinese (è di ieri l’ultimo a Latiano, Abdalmuti Abunada, per “terrorismo della parola”, a tutta prima un nuovo caso Ahmed Salam), arrestato proprio mentre arrivava la vile sentenza del tribunale del riesame di Genova contro Mohammad Hannoun, Riyad Albustanji, Yaser Elasaly e Raed Dawoud, arrestati lo scorso 27 dicembre con l’accusa (in buona sostanza) di essere solidali con la resistenza del popolo palestinese…

Incendio delle moschee a nord di Ramallah

“Non si fermano provocazioni e violenze in Cisgiordania, dove alcuni coloni israeliani hanno dato fuoco all’ingresso di due moschee nei villaggi di Jaljulia e Mazra’a al-Nubani, a nord di Ramallah, e imbrattato i muri con slogan razzisti che incitano all’odio. Abitanti locali li hanno affrontati e i militari dell’esercito israeliano sono intervenuti sparando lacrimogeni e granate stordenti. Non ci sono stati feriti.

“L’attacco si inserisce nel contesto di una pericolosa escalation contro le proprietà palestinesi, e quest’ultimo episodio cade nel giorno in cui il G7, nella dichiarazione finale del vertice di Evian, ha chiesto esplicitamente la fine delle violenze dei coloni. Tre giorni fa in un raid analogo diversi coloni avevano tentato di incendiare un’altra moschea nel villaggio di Burqa, sempre nella zona di Ramallah, mentre i fedeli si trovavano all’interno: si è rischiata una strage.”

https://www.rainews.it/video/2026/06/cisgiordania-coloni-israeliani-incendiano-altre-due-moschee-8e1c7d08-249a-4eb9-82c2-72c8bb0356f8.html

Pulizia etnica in Cisgiordania

La scorsa settimana Amnesty International ha pubblicato un nuovo, ampio rapporto sulla e contro la

pc 20 giugno - Per le donne - IL FASCISMO CHE AVANZA... ed e' sempre peggio

dal blog https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/
Il generale Roberto Vannacci nega l’esistenza del femminicidio come categoria specifica di reato. Secondo lui, “è un omicidio come tutti gli altri” e non serve una fattispecie dedicata.
Le sue dichiarazioni, pronunciate durante l’assemblea costituente del suo partito "Futuro Nazionale" (13–14 giugno 2026), hanno generato polemiche trasversali nel mondo politico e sociale.
Tra le sue affermazioni:
- “Il femminicidio non esiste, è un omicidio come tutti gli altri.”
- “Uomini e donne sono uguali, non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri.”
- “Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione.”
- “Non c’è bisogno del reato di femminicidio: deve avere le stesse regole degli altri omicidi.”
- “Così come c’è violenza sulle donne, c’è quella sugli anziani e non c’è un ‘anzianicidio’.”
In sostanza, Vannacci sostiene che la legge non debba distinguere in base al

pc 20 giugno - Torino: otto condanne nel processo di primo grado per il corteo del 9 gennaio 2025 dopo l’omicidio di Ramy

8 condanne oggi a Torino nel processo di primo grado per il corteo del 9 gennaio 2025, dopo l’omicidio poliziesco nella vicina Milano di Ramy Elgamy, con duri scontri al Commissariato di polizia Dora Vanchiglia e al Comando regionale dei carabinieri.

Da Radio Onda d’Urto

Le pene vanno dai 10 ai 16 mesi, solo in 5 casi con sospensione condizionale. L’accusa aveva chiesto fino a 3 anni di carcere. A Viminale e Ministero della difesa riconosciute provvisionali per 17mila euro. Gli avvocati difensori Gianluca Vitale, Claudio Novaro e Valentina Colletta, invece, chiedevano assoluzioni per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato.

venerdì 19 giugno 2026

pc 19 giugno - G7 di Evian, una valutazione di parte proletaria e comunista

dal podcast di ORE12/Controinformazione rossoperaia del 18.06.26

Il G7 che si è tenuto a Evian, in Francia, nelle giornate del 15, 16 e 17 giugno, in realtà non è stato granché, niente di così terribile come, giustamente, le forze dell'opposizione antimperialista e internazionalista avevano annunciato e che su questa base hanno manifestato a Ginevra, tra i 20 e i 30 mila partecipanti, con momenti di azione e di iniziativa dei manifestanti che hanno dato corpo alle paure dei signori del Vertice del governo svizzero e francese - più francese che svizzero naturalmente - che gestiva l'ordine pubblico e che ha cercato, in qualche maniera, di contenere i danni.

Non è stato granché perché ha rappresentato il cammino verso la guerra imperialista nel quadro delle contraddizioni interimperialiste che ci sono tra Stati Uniti e governi imperialisti europei, tra i governi imperialisti europei stessi e degli altri soggetti del mondo imperialista, l'imperialismo russo e il socialimperialismo cinese, che, chiaramente, al Vertice non c'erano ed erano una sorta di convitati di pietra.

In sostanza, il vertice è stato segnato dall'indebolimento della presidenza Trump rispetto ai precedenti vertici del G7, che avevano visto Trump cercare di forzare e di imporre ideologia politica e prassi MAGA

pc 19 giugno - Corteo Antifascista a Trieste

Venerdì 19 giugno – ore 18:30 – Riva Traiana, Trieste (TS)

Link evento: https://www.facebook.com/share/1CX5aWwHki/

Ritorniamo nelle strade di Trieste con un corteo cittadino che rimetta al centro un antifascismo vivo, plurale, dal basso. 

Le ultime settimane hanno rilanciato l’urgenza di una mobilitazione per nutrire la solidarietà, la memoria della resistenza, la lotta a tutte le forme di oppressione. Se da un lato la contestazione del 19 maggio ha dimostrato quanto sia ancora vivo lo spirito antifascista di questa città, dall’altro ci mostra una volta di più quanto lo squadrismo sia collegato con l’estrema destra al potere. Chi ha deciso di opporsi all’ideologia xenofoba e nostalgica — e al revisionismo storico delle istituzioni — è stato infatti prima aggredito da neofascisti armati e poi dalle “forze dell’ordine”. 

Al di là delle strumentalizzazioni politiche e mediatiche che nei giorni successivi hanno provato a riscrivere la realtà dei fatti — leggendola come scontro tra opposti estremismi — vogliamo ribadire che i fascisti e i loro fiancheggiatori non possono avere agibilità politica nella nostra città. La riabilitazione del passato fascista di Almerigo Grilz, la questione del confine orientale e la giornata del ricordo, non sono casuali: fanno parte di una più ampia operazione di revisionismo storico utile a cancellare le lotte di

pc 19 giugno - Viva la Giornata dell'Eroismo! - Soccorso rosso proletario

Oggi, 19 giugno, la Cassazione dovrà sciogliere la riserva sul ricorso presentato dagli avvocati di Hannoun, Dawoud, Yasser e Ryad.
Ieri un altro palestinese è stato arrestato nel brindisino per “terrorismo della parola”, mentre un suo concittadino è stato perquisito e indagato per le medesime ipotesi di reato.
Le prove ostentate dai ROS sono magliette con su scritto: “Palestina libera dal fiume al mare”, con la stessa retorica islamofobica di sempre.

Ma il 19 giugno, è anche il “Giorno dell’Eroismo”, giornata dedicata ai prigionieri politici e di guerra rinchiusi nelle carceri dell’imperialismo e dei paesi oppressi dall’imperialismo.
Il 19 giugno del 1986, nelle carceri peruviane del Fronton, Lurigancho e Callao, centinaia di prigionieri politici e di guerra del Partito Comunista del Perù in rivolta contro i piani di trasferimento e concentramento portati avanti

pc 19 giugno - Voci e immagini della protesta degli inquilini case popolari a Milano








pc 19 giugno - Tenaris Dalmine Bergamo - Salute e sicurezza contro la normalità della produzione - voci operaie delle ditte

Dal blog slai cobas per il sindacato di classe

SLAI COBAS LAVORA PER LA RIBELLIONE OPERAIA 

ALLA 'NORMALITA’ DELLA PRODUZIONE'

Ancora tra gli operai di Tenaris alla seconda portineria della fabbrica dopo il grave infortunio che ha colpito l’operaio di origini rumene VC, di 55, nei pressi dell’alto forno nel reparto acciaieria.

Tra i primi ad avvicinarsi all’entrata dello stabilimento, per il suo turno di lavoro, proprio un operaio di una delle ditte esterne che opera in acciaieria.

In giornata ancora erano previste perizie tecnico legali con il blocco del reparto, ma come ha ricordato il Corriere, ci sono le richieste avanzate da Tenaris per avere con urgenza il dissequestro dell’impianto centrale, evidentemente in qualche modo erano andate a buon fine.

Nemmeno un quarto d’ora dopo, mesto mesto, l’operaio se ne esce dalla fabbrica e con un po di fatica per la lingua spiega che il capo si era dimenticato di mandare il messaggio di stare a casa.

I sopralluoghi quindi stanno continuando, ma questo episodio è la spia della condizione degli operai delle ditte esterne, una fabbrica dentro la fabbrica, ma che via via diventa sempre più il modello ‘flessibile’ a cui conformare gli stessi operai Tenaris che anche in questo caso, vengono informati giorno per giorno via whatsapp ‘anche domani l’acciaieria resta chiusa’ facendoli

giovedì 18 giugno 2026

pc 18 giugno - Esami di maturità: la scuola del Governo Meloni/Valditara che deve avanzare nel moderno fascismo

Le tracce della maturità sono una dichiarazione di guerra contro i ragazzi da parte del ministero, trattati come una generazione di smidollati snowflake. Confini, fatica, doveri, l'unica traccia di una donna che decanta la meraviglia, donna angelicata angelo del focolare. L'idea di una pedagogia schiettamente fascista dissimulata dalle difficoltà della modernità. Tutto virilismo puro. Libro e moschetto, letteralmente.

Essere riusciti a scegliere Frank Furedi ha poi del diabolico. La sua parabola biografica, da marxista radicale a rossobruno, novax, antiGreta, scettico del cambiamento climatico, sovranista complottista, al soldo di Orbàn, è come mettere una citazione di Charlie Kirk o un brano di un libro di Passaggio al bosco.
Anche di Mario Calabresi si va a cogliere un aspetto problematico della sua produzione e lo si usa pro domo fascii. I libri di Calabresi diciamo pedagogici rispondono tutti a uno strano autodeterminismo individualista, la pedagogia del farcela da soli, come se le condizioni sociali non fossero sempre più determinanti nelle scelte e negli esiti della propria vita.
Senza contare l'amore romantico fuori tempo massimo di Pavese.
Sarebbe da raccogliere le firme, contro queste tracce, contro Meloni che fa gli auguri per gli scritti inneggiando alla "disponibilità al sacrificio dei giovani"- Spero che gli studenti si rendano conto come questa destra al governo sta cercando di lucrare consenso proprio sulla loro pelle.
Christian Raimo
(docente e scrittore, è stato sospeso per tre mesi dall’insegnamento, con una decurtazione del 50% dello stipendio, per aver criticato il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara)

pc 18 giugno - PMC MELFI /appalto Stellantis - info ultime

 da operai contro

PMC MELFI, NOTIZIE FRESCHE

Martedì 16 giugno 2026, 247° giorno di presidio alla Pmc Automotive-Stellantis di Melfi. Nella giornata di ieri 15 giugno 2026, presso Confindustria Basilicata a Potenza si è tenuta una riunione tra i rappresentanti di CCostruzioni S.r.l. (l’azienda intenzionata a rilevare il sito) e i sindacati territoriali. È stato reso pubblico un documento, lo stesso mette nero su bianco le intenzioni dell’azienda e le condizioni che intende applicare.
1. Operai: il documento parla chiaro, gli operai che verranno trasferiti in CCostruzioni conserveranno il trattamento economico maturato finora. Salario e diritti acquisiti sono fatti salvi. Su questo specifico punto il verbale non lascia spazio a dubbi. Il numero esatto dei lavoratori che verranno trasferiti è ancora un’incognita, CCostruzioni è “in attesa della definizione del perimetro degli operai” da parte di PMC e BROSE. La scadenza: i termini per le uscite volontarie incentivate scadranno il 15 luglio. Solo dopo quella data si conoscerà il numero esatto dei lavoratori che saranno effettivamente trasferiti.
2. Per il personale impiegatizio di PMC e BROSE la situazione è confermata decisamente più complessa. Il piano industriale nasce esclusivamente per la produzione (operai). Quindi gli impiegati che vorranno essere assorbiti dovranno accettare una condizione di demansionamento: passaggio a inquadramento operaio (livello base C2 del CCNL Metalmeccanici), taglio dei superminimi maturati negli anni.
Discrezionalità aziendale: CCostruzioni si riserva di valutare un livello leggermente superiore (C3) solo per figure con competenze specifiche e a propria totale discrezione, senza criteri concordati.
L’incontro non si è concluso con un accordo vincolante, ma con una semplice “presa d’atto” delle dichiarazioni aziendali. Nel documento si fa riferimento alla condivisione di un verbale concernente la riunione dell’8 giugno presso il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Tuttavia, emerge che né i rappresentanti sindacali presenti ai tavoli, né gli stessi operai, conoscano i reali contenuti di tale verbale.
Le parti torneranno a confrontarsi entro la fine di giugno.
Il documento fotografa una situazione ancora in piena evoluzione.
Il presidio come ha sempre rivendicato, auspica che, a prescindere dai lavoratori che accetteranno l’esodo volontario incentivato, per tutti gli altri operai ci sia la certezza di rientrare a lavorare in stabilimento.

pc 18 giugno - 60° della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria - leggi, studia

Biblioteca digitale Mels

Copertina  
Jan Myrdal, Gun Kessle

Un villaggio cinese nella rivoluzione culturale


Einaudi, 1970

Digitalizzazione per Mels - Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
A 60 anni dalla Rivoluzione culturale proletaria



Indice, 5
Glossario, 10

Liu Ling sette anni dopo, 11
La trebbiatrice come strumento politico, 19
Riunuine di studio, 22
Chiarimenti, 26
Cambiamenti, 31
La rivoluzione culturale arriva al villaggio, 51
La rivoluzione e la sicurezza, 57
Digressione polemica, 61
Tung Yang-chen e la politica mondiale, 66
Pasta, maiali e rivoluzione, 79
Come deve essere valutato il lavoro, 85
Settembre 1966: arrivano le guardie rosse, 90
La riforma della cassa malattia, 93
Un tipo nuovo di intellettuale, 116
La grande critica a Liu Ling, 121
Le donne, 133
I giovani intellettuali, 140
«Quando ci ribellammo», 140
Cina: la rivoluzione continua, 159

Commento finale, 189
Una nota sulla trascrizione, 190

pc 18 giugno - ORE 12 Controinformazione rossoperaia -Speciale G7 di Evian, una valutazione di parte proletaria e comunista

 

pc 18 giugno – Palermo: tra colpi di kalashnikov, incendi e intimidazioni varie la mafia torna a spadroneggiare e Piantedosi... mette le telecamere

 

Colpi di kalashnikov, incendi di locali e auto, colla nelle saracinesche… e tutta un’altra serie di intimidazioni verso ristoranti, tabaccherie ecc.; stiamo parlando di almeno 21 episodi seri, se si contano da novembre scorso, con i quali i mafiosi vecchi e nuovi si ripresentano a spadroneggiare sulla scena. E a fronte di tutto questo Piantedosi ha il coraggio di dire “… bisogna stare tranquilli: noi mandiamo tutto ciò che serve. Palermo è al primo posto, in cima alle nostre attenzioni”.

Questo reazionario fascista, che si fregia del soprannome di questurino, ministro degli interni di questo governo è stato a Palermo un paio di giorni fa chiamato, anzi ri-chiamato, per rimediare con una pezza “istituzionale” ad un “errore” fatto qualche mese prima quando non ha risposto all’appello che le autorità palermitane insieme a diversi imprenditori gli avevano inviato a causa del “ritorno della mafia”.

Piantedosi a quella prima chiamata aveva risposto con superficialità e arroganza: metteremo 60 telecamere in più, aveva detto, prendendosi naturalmente gli sberleffi di chi questa situazione la vive direttamente, mentre in questo caso probabilmente una tirata d’orecchie è arrivata dai piani alti o come

pc 18 giugno - Milano - protesta degli abitanti delle case popolari contro Aler/Comune - Ora è emergenza sanitaria...

mercoledì 17 giugno 2026

pc 17 giugno - Il fascismo non è un'opinione è un crimine! La sentenza di Bari contro Casa pound

Le motivazioni della condanna a febbraio dei 12 militanti baresi:

Redazione online della GdM

Bari, «Lo squadrismo di CasaPound è una sfida aperta allo Stato»

La condanna del 12 febbraio nei confronti di 12 attivisti di CasaPound per l’aggressione di alcuni partecipanti ad un corteo antifascista è stata pronunciata per partecipazione a manifestazione fascista (e per lesioni aggravate), ma non per l’ipotesi più grave di ricostituzione del partito fascista. È quanto emerge dalle motivazioni depositate dal Tribunale di Bari (Prima sezione presidente relatore Marrone, Coscia, Lenoci) che aveva disposto pene variabili da un anno e mezzo a due anni e mezzo di reclusione, oltre che cinque assoluzioni.L’incertezza sul reato, immediatamente rilevata dagli avvocati degli imputati, deriva dal fatto che l’articolo uno della legge Scelba (quella che proibisce la ricostituzione del partito fascista) è richiamata nel capo di imputazione ma «senza che vi sia alcuna descrizione in fatto della condotta che in ipotesi potrebbe integrare la riorganizzazione del partito fascista, in quanto la condotta descritta fa riferimento al diverso reato di compimento di manifestazioni esteriori di

pc 17 giugno - ORE 12 Controinformazione rossoperaia oggi non esce - torna a uscire domani con un numero dedicato al G7 di Evian e alla manifestazione antimperialista di Ginevra

 

pc 17 giugno - Braccianti sfruttati a Saluzzo che dormono su cartoni - info solidale

Quando si dorme su cartoni in attesa di un lavoro: i migranti invisibili del parco Gullino a Saluzzo

La scorsa settimana, al parco Gullino, polmone verde di Saluzzo alle porte del centro città, dormivano una quarantina di africani, giovani (e meno giovani) arrivati nei giorni precedenti in cerca di un impiego stagionale nel distretto della frutta. Il fenomeno si ripete da tempo, ma quest’anno si è registrato con qualche settimana di anticipo rispetto al passato, nonostante le riunioni primaverili del Protocollo stagionali puntassero a prevenirlo.


Una quarantina di persone l’altra notte

L’altra notte il numero non era cambiato di molto: poco meno di quaranta persone tra il parco e i portici del condominio adiacente ai giardini. Domenica, in un incontro pubblico, il sindaco di Saluzzo Franco Demaria raccontava invece di «dieci o quindici presenze». Numeri diversi, su cui però non è necessario

pc 17 giugno - Notizie di mobilitazione operai iraniani

L'andamento oscillante delle trattative Iran-USA è dovuto, oltre che alla capacità negoziale degli Iraniani, anche all'influsso dei conflitti interni al regime. Riprendiamo un documento, anche se parziale, che indica la presenza di forze operaie che non si sono fermate mai nella protesta contro il regime e che difendono i loro rappresentanti dalla repressione in atto.

Nei porti di Imam Khomeini e Mahshahr (in fondo al Golfo Persico) gli operai portuali dopo una settimana di sciopero e manifestazioni davanti alla prefettura hanno ottenuto il reintegro al lavoro di 68 loro compagni che erano stati licenziati a seguito della mancanza di lavoro nei porti bloccati.
Nel settore petrolio, che è e sarà molto critico e quindi soggetto a stretto controllo, l’organizzazione degli operai petroliferi è ancora alla testa delle organizzazioni popolari con le quali vi era stata una prima manifestazione unitaria per richiedere la liberazione dei primi arrestati (vedi l’articolo “Bucato il silenzio imposto dal regime iraniano” 16/1/26). Attualmente è stata lanciata una campagna per rivendicare la scarcerazione di Yaser Ahmadinejad, ex-operaio della National Drilling (perforazioni) che ha guidato lotte operaie e ha partecipato anche alle sollevazioni “Donna Vita Libertà” e gennaio/febbraio di quest’anno. La campagna coinvolge le organizzazioni popolari sfidando le accresciute difficoltà ed i pericoli per l’organizzazione fuori dagli impianti petroliferi.
.....

DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO PER L’ORGANIZZAZIONE DELLE PROTESTE DEI LAVORATORI DEL PETROLIO
Noi siamo lavoratori che chiedono giustizia. Noi facciamo richieste. Ascoltate il suono dei nostri passi
Uniti contro il massacro di Deymah 1404, uniti contro la distruzione del lavoro e del sostentamento, uniti contro le guerre scatenate dal governo e le aggressioni che ogni giorno colpiscono la vita di noi lavoratori e del popolo, e uniti contro la repressione, la prigione e la condanna a morte.
– Nel Deymah 1404, abbiamo gridato il nostro dissenso contro la povertà e l’aumento dei prezzi e voi,

pc 17 giugno - L'accordo-tregua USA-Iran: dalla parte dell'imperialismo e dalla parte dei proletari e delle masse

Qual è la posizione proletaria e comunista a fronte dell'annuncio dell'accordo USA-Iran che dovrebbe mettere fine all'attuale guerra di aggressione imperialista e sionista all'Iran?

La prima cosa è che questo accordo va visto da due lati, dal lato della guerra che c'è, dal lato della posizione dei proletari e delle masse popolari dell'Iran, della Palestina e di tutto il Medio Oriente e degli operai e delle masse popolari del nostro paese e nei paesi imperialisti.

L'aggressione aveva lo scopo dichiarato di piegare l'Iran fino alla minaccia dell'uso dell'atomica, di rovesciare l'attuale regime iraniano - che noi non appoggiamo ma che comunque è legittimo rappresentante della nazione Iran - e di imporre un governo fantoccio scelto dagli americani e dai sionisti israeliani per imporre all'Iran i diktat dell'imperialismo, soprattutto americano, e i disegni e i piani guerrafondai ed espansionisti dello stato sionista di Israele.

Rispetto a questi obiettivi questa guerra ha fallito. L'imperialismo e il sionismo israeliano hanno perso, l'Iran ha vinto. Su questo non ci devono essere dubbi perché chi semina dubbi finisce per svalutare la resistenza dell'Iran contro un'aggressione imperialista e sionista che prevedeva di cancellarla.

L’altra questione fondamentale è che questa guerra ha dimostrato che, se da un lato vi è una chiara intenzione di marciare verso una terza guerra imperialista mondiale per ripartire il mondo secondo gli interessi dei vincitori - cioè dell'imperialismo americano, della presidenza Trump e di tutti i suoi alleati che pretendono di essere i vincitori a priori di questa contesa mondiale; dall'altro lato è evidente che questi piani di guerra hanno avuto un rallentamento e, nello stesso tempo, che è possibile per i popoli e le nazioni oppresse o comunque dipendenti o comunque obiettivi dell'azione dell'imperialismo, frenarli e sconfiggerli.

L'imperialismo è una tigre di carta e questo è un assunto fondamentale anche per valutare l'attuale aggressione imperialista e sionista degli americani e di Israele all'Iran.

Sui contenuti dell'accordo chiaramente bisogna anche aspettare, perchè le cose che vengono annunciate vengono contraddette da altre cose che vengono affermate e dai fatti concreti che dimostrano come tutto

pc 17 giugno - NO al carcere tortura! - Dal presidio al Tribunale di sorveglianza in udienza per il rinnovo del 41bis ad Alfredo Cospito

In ORE12 Controinformazione rossoperaia del 12.06.26 abbiamo trasmesso l'audio di questo intervento al presidio 

Il 41bis è una misura speciale di applicazione dello stato d'emergenza all'interno delle carceri, proprio per questo, quando è stato istituito, è stata promessa una durata limitata. Si tratta di una misura di isolamento totale che può avere un impulso molto grave sullo stato di salute psichico e fisico delle persone a cui viene comminata. Ecco perchè dovrebbe essere data in misura eccezionale per un periodo limitato.

Di fatto, come accade ad Alfredo e accade a tanti (per esempio a Nadia Lioce), questa misura viene costantemente rinnovata. Quindi le persone sottoposte al 41bis subiscono un rinnovo costante, finalizzato ovviamente a procurargli gravi danni psicologici e fisici. Per questo è una misura che noi definiamo di tortura, di "tortura bianca" che è una pratica che è stata pensata dalla CIA, dagli americani, praticata nelle carceri speciali in America, in Germania e poi in Italia. Questa tortura vuole mascherare la classica tortura, quella fisica, cioè le botte, le scosse elettriche, quindi le persone all'esterno non percepiscono la gravità della situazione, ma il livello di aggressione alla salute di una persona è equivalente.

E' una forma di vendetta dello Stato contro queste persone, come nel caso di Alfredo, finalizzata appunto a danneggiarli.

L'unico modo per uscirne è quello di prostrarsi allo Stato, di pentirsi, di vendersi, di far mettere qualcun

pc 17 giugno - Tarek è libero! da soccorso rosso proletario

Oggi, 16 giugno, Tarek Dridi torna finalmente in libertà dopo aver scontato una pena tanto severa quanto ingiusta, inflittagli per i fatti contestati in occasione della manifestazione del 5 ottobre 2024 a Roma.
Accogliamo con gioia la notizia della sua liberazione e attendiamo il momento di poterlo riabbracciare di persona. Al tempo stesso, non possiamo dimenticare la sproporzione della condanna che gli è stata comminata: un accanimento che non può essere separato dalla condizione di chi, in una società attraversata da dinamiche di esclusione e razzializzazione, viene troppo spesso considerato colpevole prima ancora di essere giudicato. Un sistema permeato da arabofobia e razzismo continua infatti a colpire con particolare durezza tutte le soggettività ritenute non conformi all’ordine dominante.
Quel 5 ottobre a Roma non si poteva non stare. Contro il genocidio in corso, contro lo stato sionista dell’apartheid e contro la complicità del Governo fascista italiano che quella manifestazione volle vietare, in decine di migliaia scendemmo in piazza per la libertà della palestina, con la resistenza palestinese, sfidando la repressione.
La liberazione di Tarek è motivo di felicità, ma non cancella l’ingiustizia che ha dovuto subire né le responsabilità politiche e sociali che l’hanno resa possibile.
Ciao Tarek!

martedì 16 giugno 2026

pc 16 giugno - Dall'India... studenti rivoluzionari maoisti con gli operai della Vizag Steel Plant

 riceviamo e pubblichiamo

info csgpindia@gmail.com 

Dichiarazione del Fronte Rivoluzionario degli Studenti (RSF) in solidarietà con i lavoratori copliti dal disastro del Vizag Steel Plant

12/06/2026

Il Fronte Rivoluzionario degli Studenti (RSF) esprime solidarietà alle famiglie dei lavoratori uccisi e feriti nel terribile disastro colposo accaduto l’8 giugno al Rashtriya Ispat Nigam Limited (RINLI) di Visakhapatnam. Esprimiamo la nostra angoscia e rabbia contro il grave sfruttamento e disumanizzazione dei lavoratori. La morte di nove lavoratori e con gravi lesioni per altri undici rappresentano un crimine sociale perpetrato da un sistema che antepone il profitto alla vita umana.

Negli ultimi mesi, tanti lavoratori sono stati uccisi in tutto il paese in disastri industriali, presso la centrale termoelettrica Vedanta nel Chhattisgarh, in fabbriche di esplosivi in Maharashtra, fabbriche di fuochi d'artificio in Andhra Pradesh e impianti chimici in Telangana. L'esplosione nelle industrie Sigachi in Telangana ha causato decine di morti. L'esplosione della centrale elettrica Vedanta diversi lavoratori morti e feriti. Questi incidenti mettono in luce le condizioni sempre più pericolose di sfruttamento in cui i lavoratori sono costretti a lavorare in tutta l'India, mentre il governo fascista brahmanico hindutva del BJP-RSS continua a

pc 16 giugno - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - L'accordo-tregua USA-Iran: la valutazione proletaria e comunista

 

pc 16 giugno – INDIA: il governo fascista hindutva di Modi contro intellettuali e precari… la guerra contro il popolo continua

 

Ben lontano dai riflettori internazionali l’India del fascista hindutva Narendra Modi continua nella sua opera di guerra contro il proprio popolo.

Come riportiamo da tempo con i nostri articoli, l’attacco è rivolto alle masse indiane in generale nei loro diritti fondamentali: diritto al lavoro e alla casa, diritto alla terra e ad una vita dignitosa, diritto delle donne a non essere violentate, libertà di espressione, libertà di manifestazione, libertà religiosa… ma in particolare l’attacco è rivolto a chi si oppone da anni alla distruzione di case e villaggi soprattutto delle popolazioni tribali che vivono nella parte centrale, ma non solo, dell’India, per fare posto alle multinazionali industriali e minerarie interne ed esterne al Paese che sono nelle mani principalmente degli amici di Modi, e cioè i miliardari Adani, Ambani, Agarwal… e contro chi si oppone alla miseria e alla disoccupazione crescente, mentre il governo spende miliardi per la corsa al riarmo.

Questa guerra contro il popolo è fatta di continue atrocità: bombardamenti, uso di droni, migliaia di poliziotti, soldati, squadroni speciale che seminano terrore e morte con assassini extragiudiziali e prende di mira coloro che guidano le lotte delle popolazioni adivasi, ma non solo, anche chi solidarizza con queste lotte diventa oggetto di particolare attenzione da parte del governo: dagli studenti, ai professori universitari a poeti, scrittori e intellettuali in generale tutti accusati di essere “maoisti”.

pc 16 giugno - Tenaris dalmine - Gravissimo l’operaio colpito in volto da un gancio - info


Gravissimo l’operaio colpito in volto da un gancio in Tenaris: c’è un indagato

L’incidente nel capannone di fronte alla torre di raffreddamento, nell’area Etb del forno sequestrata dal pm

Dalmine. C’è un indagato per il grave infortunio sul lavoro avvenuto sabato all’interno dello stabilimento Tenaris. Si tratta del rappresentante legale della ditta esterna per la quale stava operando

pc 16 giugno - E' giusto ribellarsi! Sulla bruttissima morte dei due ragazzi di Torino, una denuncia dell'Avv. Ricci di Taranto

Noi vi condanniamo, maledetti del governo, polizia, giudici...! Avete voi ucciso i due ragazzi. Avete cercato di spegnere la loro energia, ribellione, volontà di un mondo migliore, la loro freschezza di partecipare alla lotta per questo. I ragazzi non ci sono stati. Prima che lo imponeste voi con la vostra repressione, col vostro schifo insopportabile, purtroppo ci hanno lasciato. Ma siete voi che dovete "morire"... Attenzione, chè tantissimi ragazzi di Torino, di ogni città scelgono invece di vivere e lottare con più forza per "farvi la festa", anche nel nome dei loro due compagni.

Ciao, ragazzi. Ribellarsi è giusto! 

proletari comunisti

Una denuncia della compagna avvocata Antonietta Ricci di Taranto

Per F. e C.

Il prezzo del dissenso.

La tragica vicenda di F. e C., due giovani militanti torinesi, impone una riflessione profonda sul rapporto tra esercizio del dissenso, repressione penale e tutela delle libertà fondamentali in uno Stato democratico.

Le loro morti hanno suscitato un diffuso interrogativo sul peso che procedimenti giudiziari, misure cautelari e dispositivi di controllo possano esercitare sulla vita delle persone, specialmente quando colpiscono giovani impegnati nell'attività politica e nei movimenti sociali. La loro storia richiama

pc 16 giugno - FORMAZIONE MARXISTA BERGAMO MILANO, n9, GIOVEDì 18 GIUGNO ORE 17.30

lunedì 15 giugno 2026

pc 15 giugno - L'accordo USA/Iran - Una valutazione proletaria e comunista a ORE 12 Controinformazione rossoperaia - martedi 16

 

pc 15 giugno - Per i ragazzi di Torino che ci hanno lasciato - un comunicato da Freedom Flotilla Italia -Taranto

FreedomFlotillaIta.Taranto  - COMUNICATO 
15 giugno 2026

Solidarietà alle famiglie colpite dal dolore. Basta con il clima di intimidazione verso chi sostiene il popolo palestinese.
Freedom Flotilla Italia esprime la propria più profonda vicinanza e solidarietà ai familiari dei giovani F. e C. tragicamente scomparsi nei giorni scorsi, condividendone il dolore e lo sgomento.
In un momento tanto drammatico, riteniamo doveroso interrogarsi sul clima che si è progressivamente costruito nel nostro Paese attorno a chi manifesta solidarietà al popolo palestinese e ne sostiene le legittime rivendicazioni di libertà, giustizia e autodeterminazione. Un clima fatto troppo spesso di delegittimazione, criminalizzazione, intimidazioni e campagne mediatiche che hanno finito per trasformare il dissenso e l'impegno civile in un bersaglio.
Denunciamo con forza l'atteggiamento del Governo guidato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei suoi Ministri, che riteniamo politicamente insufficiente e inadeguato rispetto alla gravità della situazione in Medio Oriente. A nostro giudizio, le iniziative intraprese nei confronti del Governo israeliano si sono rivelate deboli e prive della necessaria incisività, anche quando sono stati coinvolti cittadini italiani e imbarcazioni battenti bandiera italiana impegnate in missioni umanitarie nel Mediterraneo.
Riteniamo che le istituzioni italiane abbiano addosso una grave responsabilità ed hanno il dovere di garantire la tutela dei propri cittadini e, al contempo, di difendere senza ambiguità i principi del diritto internazionale, della pace e della libertà dei popoli.
Con altrettanta fermezza, denunciamo una narrazione pubblica e mediatica che troppo spesso ha contribuito a dipingere come estremista o sospetto chiunque esprima vicinanza alla causa palestinese o chieda il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. Una deriva che rischia di restringere gli spazi democratici e di alimentare un clima di ostilità e isolamento nei confronti di attivisti, associazioni e semplici cittadini.
Rinnoviamo il nostro impegno affinché l'Italia torni a essere promotrice di dialogo, giustizia e rispetto dei diritti fondamentali, e affinché nessuno venga mai discriminato, intimidito o delegittimato per aver scelto di schierarsi dalla parte della solidarietà e della dignità umana.
Alle famiglie colpite dal dolore va il nostro abbraccio e la nostra vicinanza. A loro, e a tutti coloro che continuano a impegnarsi per la giustizia e per la pace, diciamo che non saranno lasciati soli.

pc 15 giugno - Alla Meloni, a Nordio, ai suoi ministri, alla loro stampa va ricordato che il fascismo non è un'opinione ma un crimine!

Nordio contro patentino antifascista: “Libro più importante per la giustizia
scritto da Mussolini”

1 - Suprematisti alla Caffarella, cinque anni e mezzo a Alessio Sabelli. “Voleva rifondare il nazismo”

Suprematisti alla Caffarella, cinque anni e mezzo a Alessio Sabelli. “Voleva rifondare il nazismo”

Le condanne di primo grado per i militanti dell’Unione Forze Identitarie, un’organizzazione paramilitare che secondo la procura voleva sovvertire l’ordine democratico. Condannato anche Kent Louis Restauri

rogettavano di sovvertire l’ordine democratico. Volevano instaurare “un sistema basato su idee e principi del nazismo e del fascismo”. Erano questi, per la procura, gli obiettivi dell’Unione Forze Identitarie: un’organizzazione “paramilitare con finalità di terrorismo” che operava da un covo segreto nel casale della Vaccareccia, nascosto tra il verde del parco della Caffarella.

Ora, davanti alla Corte d’Assise di Roma, sono arrivate le condanne di primo grado: il leader, Alessio Sabelli, 27 anni, conosciuto dai membri come “Cesare”, è stato condannato a cinque anni e mezzo. Tre

pc 15 giugno - Un incontro a Palermo con una delegazione cubana per parlare di sanità/vaccini - un report



Siamo stati invitati dal ricercatore del CNR di Palermo Fabrizio Chiodo ad un incontro da lui promosso e organizzato l’11 giugno presso i Cantieri Culturali a Palermo con una delegazione di rappresentanti cubani dell'Istituto  Finlay de Vacunas, centro di ricerca scientifica e produzione biofarmaceutica con sede all'Avana, importante a livello internazionale anche per lo sviluppo dei vaccini Soberana anticovid.

La delegazione era formata dal Prof. Vicente Veres Bencomo, leader scientifico nel campo della vaccinologia, membro dell'Accademia delle Scienze del Terzo Mondo, direttore generale del centro di chimica biomolecolare dal 2008 al 2014 e dell'Istituto di vaccini FIN dal 2014 al 2025. Il professor Vicente Veres Bencomo ha studiato ingegneria chimica nell’ex Unione Sovietica e ha ottenuto un dottorato di ricerca in Francia. Attualmente è presidente della società Finlay Vaccini, un'istituzione responsabile delle attività commerciali e di collaborazione dell'Istituto, eroe del lavoro della Repubblica cubana nell'anno 2022 per essere riuscito a sviluppare il vaccino cubano Soberana contro il covid e a garantire la vaccinazione massiva della popolazione cubana; dalla direttrice del comparto economico Rema Ferreri Trulli, specialista dei temi economici, contabili e finanziari, è stata quattro anni vicedirettrice economica dell'Istituto di Vaccini Finlay e attualmente è codirettrice della parte economica dell'Istituto; dal Dott. Yuri Valdés Balbín,  Direttore Generale dell'Istituto Finlay, ricercatore partecipante nello sviluppo di diversi vaccini umani sviluppati a Cuba, deputato dell'Assemblea nazionale del potere popolare della Repubblica di Cuba dall'anno 2013, attualmente membro del Consejo de Stato a Cuba, membro del Comitato centrale del Partito Comunista cubano, anche lui eroe del lavoro della Repubblica cubana per la costruzione dei vaccini contro il Covid-19 a Cuba.

La prima parte dell’incontro ha visto il ricercatore Chiodo fare alcune domande ai tre rappresentanti della delegazione a cui poi è seguita una parte con domande o commenti brevi di alcuni partecipanti.

Riportiamo una sintesi, a nostra cura, di quanto espresso dalla delegazione cubana che è stato interessante anche e soprattutto per capire direttamente la condizione di vita sempre più difficile e priva di diritti basilari, come la luce elettrica o l’acqua ad esempio, in cui versa il popolo cubano e alcune forme di resistenza contro quanto si subisce.  

Dall’introduzione di Fabrizio Chiodo - ricercatore

“… Il valore della ricerca scientifica non risiede unicamente nelle scoperte di laboratorio, ma nella sua

pc 15 giugno - "Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai" - Il saluto dei compagni e compagne ad Andrea, uno dei ragazzi di Torino che si è tolto la vita

Lunedì 1 giugno 2026

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.

Andrea è sempre stato un grande esempio di empatia e lealtà. Una persona che al suo fianco ti faceva sentire valorizzato, preso in considerazione, sostenuto da un amico sincero che non ti avrebbe mai lasciato indietro.

È la sua profonda sensibilità che lo ha sempre portato ad adottare il punto di vista di chi soffre, di chi sogna una vita libera e serena.

A prima vista poteva apparire duro, a tratti distaccato. Ma Andrea ha delimitato i suoi confini perché la sua spinta a vivere e ad amare sono incompatibili con questo mondo così malsano, individualista e crudele.

Andrea ha conosciuto presto il costo di spendersi per gli ultimi, per i dimenticati, per i propri amici e compagni, senza mai chiedere niente in cambio.

Compagno di lotte e di tanta vita, Andrea ha camminato al nostro fianco per le strade della nostra città e per i sentieri delle Val di Susa. Sono inquantificabili i cortei, le assemblee, i momenti di socialità che abbiamo condiviso in quelle giornate e serate interminabili che spesso diamo per scontato nelle nostre frenetiche quotidianità, ma che oggi assumono significati incredibilmente importanti.

Ricordi indelebili nei nostri cuori.

Andrea è sempre stato un fiore sano, bellissimo quanto fragile, in una distesa di cemento ostile e sterile. 

Questo è un mondo che non lascia spazio all’autenticità, ai cuori che battono forte, che ti rende ostile se dalla vita pretendi qualcosa in più delle briciole.

È questo il mondo che ce l’ha portato via.

È questo il mondo che vogliamo distruggere anche per onorare Andrea e la sua vita.

I valori di libertà, di giustizia, di gioia collettiva che hanno caratterizzato la vita di Andrea, sono i nostri, sono la forza con cui andremo avanti incidendo nella nostra memoria e nella nostra pratica di vita di un ragazzo che con noi ha contribuito a piantare i semi del futuro.

Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.

Ciao Chimi.

pc 15 giugno - Genova - Non lasciamoli soli il 16 giugno! - Hannoun, Dawoud, Yasser e Ryad liberi! - massima solidarietà e partecipazione

Non lasciamoli soli il 16 giugno!


Ci sono attese che pesano più di ogni altra cosa. Attese che si trascinano giorno dopo giorno, notte dopo notte, senza sapere cosa il futuro vorrà riservarci.

Dal 27 dicembre 2025, quattro famiglie vivono questa attesa sospesa: Hannoun, Dawoud, Yasser e Ryad sono rinchiusi in carcere in custodia cautelare e per chi li ama, ogni mattina è una lotta.

Il 16 giugno 2026, davanti al Tribunale di Genova, si aprirà un capitolo decisivo per questi quattro eroi. 

Un’udienza che inizierà alle 9 del mattino e durerà fino al pomeriggio. Ore lunghe, dense, pesanti. Ore in cui ogni minuto può sembrare un’eternità per chi aspetta dentro l’aula – e per chi aspetta fuori.

Oggi chiediamo qualcosa di semplice: presenza.

Chiediamo a chiunque possa esserci, di aggregarsi davanti a quel tribunale. 

Per questo rivolgiamo un appello ad associazioni, gruppi, movimenti, a tutte le realtà e a tutte le persone che credono nella dignità umana e nella vicinanza concreta: portate la vostra presenza, la vostra voce, il vostro simbolo di solidarietà. Unitevi a noi davanti al Tribunale di Genova il 16 giugno, per trasformare

pc 15 giugno - Filippine: mettere fine agli 80 anni di dominio semi-coloniale imperialista statunitense… e alle manovre degli USA per la guerra nell’Indo Pacifico

 

Nel riportare la dichiarazione di Ang Bayan, pubblicazione del Partito Comunista delle Filippine, torniamo a mettere in luce il fatto che i mezzi di comunicazione borghesi e la stampa in generale nel nostro Paese, anche quella di “movimento”, non si occupa di ciò che succede nelle Filippine e men che meno della guerra popolare in corso che vi si sviluppa da anni.

L’importanza di queste informazioni riguarda non soltanto la conoscenza del livello dello scontro in atto tra il governo di Marcos e l’opposizione popolare, soprattutto quella guidata dal Partito Comunista delle Filippine, ma si tratta di notizie che gettano luce anche su ciò che succede in quel quadrante politico mondiale che dimostrano quanto gli Usa, già dai tempi di Obama con il suo “pivot to Asia” del 2011, si preparino realmente allo scontro con il principale rivale, la Cina.

Questo “spostamento verso l’Asia” spiega anche l’insistenza di Trump per l’alleggerimento della presenza militare dall’ambito europeo. Movimenti che confermano la tendenza alla guerra totale.

***

Da Ang Bayan: Mettiamo fine agli 80 anni di dominio semi-coloniale imperialista statunitense nelle Filippine

Ora più che mai nella storia del paese, c'è grande urgenza per il popolo filippino di lottare con tutta la sua energia per raggiungere la sua aspirazione di lunga data a una vera libertà dal controllo e dalla

pc 15 giugno - Cisgiordania, il massacro che il mondo non vuole vedere - un contributo

Tra il 2023 e il 2025, in #Cisgiordania – sotto l’illegale occupazione israeliana- sono stati uccisi (1.244 palestinesi, 268 bambini inclusi:. Oxfam denuncia sfollamenti di massa, 925 barriere e 540 attacchi dei coloni nel solo 2026. 

Più morti in tre anni che in diciassette: la Cisgiordania che non fa notizia

Mentre il mondo teneva gli occhi fissi su Gaza, in Cisgiordania si consumava qualcosa che assomiglia, nei numeri e nella logica, a una pulizia etnica metodica. Non è un’accusa retorica: è la sintesi fredda di dati raccolti dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) e riletti dall’organizzazione umanitaria Oxfam in un rapporto che mette a confronto decenni di violenza con un’escalation recente senza precedenti documentati.

Tra il 2023 e la fine del 2025, le forze militari israeliane e i coloni hanno ucciso 1.244 palestinesi, 268 dei quali erano bambini. Negli stessi anni, più persone sono state ammazzate di quante ne fossero cadute nei diciassette anni precedenti messi insieme: tra il 2006 e il 2022 i morti erano stati 1.036, con 225 minori tra le vittime. Quando la matematica della violenza parla con questa chiarezza, il silenzio politico dell’Occidente smette di essere un’omissione e diventa una scelta.

Espulsione silenziosa, mattone per mattone

I morti sono la punta di un dispositivo assai più articolato. Secondo i dati palestinesi, dall’ottobre 2023

pc 15 giugno – Le balle della Meloni sull’occupazione continuano senza sosta, mentre si ingrossa l’esercito dei precari

 
In ogni occasione, come è ormai risaputo, la Meloni continua a sbrodolarsi addosso inutilmente e falsamente sui risultati del suo governo, risultati raggiunti praticamente in tutti i campi e tra questi le piace ricordare la “creazione di posti di lavoro”.

Ha ripetuto questa scenetta anche durante l’ultimo suo intervento all’assemblea della Confcommercio del 10 giugno scorso. Innanzi tutto, naturalmente, ha rassicurato i rappresentanti dei commercianti ancora una volta, come ha già fatto con la Confindustria, Confartigianato, Coldiretti, Confagricoltura ecc. ecc., che il suo governo è al loro completo servizio e a loro volta i rappresentanti di queste organizzazioni padronali non fanno mancare gli apprezzamenti e i complimenti al governo, come questo della Confagricoltura: “Ottime le parole del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla Camera dei Deputati sui fertilizzanti…”

Ma dopo i saluti di rito la Meloni comincia a spararle grosse. Ma sarà sfortuna, in genere poco prima o poco dopo i suoi interventi vengono pubblicati report e notizie che smentiscono pari pari tutto quello che dice.

Uno degli argomenti che le piace tirare in ballo è proprio quello sull’occupazione che sarebbe

pc 15 giugno - Al corteo di Roma contro la manifestazione fascista/remigrazione - una corrispondenza di un compagno di proletari comunisti

Un corteo di 20.000 persone ha attraversato Roma, dal Colosseo a Piazza Vittorio Emanuele, nonostante il caldo ed il sole cocente, un corteo cittadino che ha soverchiato per numeri la manifestazione "nazionale" dei fascisti.


Un corteo composto da varie organizzazioni e partiti comunisti e dai centri sociali romani, con la presenza anche di alcuni partiti parlamentari, quale il M5S e da alcune delegazioni della CGIL.

La componente principale era rappresentata dagli spezzoni giovanili e studenteschi.

Il corteo ha espresso la propria rabbia contro il governo Meloni ed i gruppuscoli neofascisti che invocano la cosiddetta remigrazione e che ancora una volta attaccano la classe operaia ed il proletariato puntando a dividerne la componente indigena da quella immigrata e migrante mentre, allo stesso tempo, si attaccano i diritti a partire da quello al lavoro e alla sicurezza sul posto di lavoro, all'abitare e con il crescente carovita le masse popolari si arrabbattano per arrivare a metà del mese.

Il grido che ha unito il corteo è stato "Fuck remigration", ma anche "siamo tutte antifasciste" e "se ci sono tanti disoccupat, la colpa è dei padroni e non degli immigrati".

Proletari comunisti ha partecipato in delegazione denunciando il meeting del G7 che inizierà oggi in Svizzera, in cui in tale meeting dei rappresentanti degli Stati imperialisti occidentali si coordinano nell'attuare tali politiche antiproletarie, razziste e imperialiste, vedi ad esempio il nuovo regolamento UE sui respingimenti e sulle modifiche della procedure per i richiedenti asilo

Affisse decine di locandine contro il G7  a sostegno della manifestazione antifascista antimperialista di Ginevra al corteo e per la città/fermate metro - distribuzione di copie dell'ultimo numero di ORE 12 Controinformazione rossoperaia.

 

pc 15 giugno - Un solo colpo, alla tempia - non stancarsi di denunciare il barbaro genocidio di tipo nazista del popolo palestinese

114 (al ribasso) casi documentati di bambini uccisi con un solo proiettile dalle IDF