venerdì 19 giugno 2026

pc 19 giugno - Viva la Giornata dell'Eroismo! - Soccorso rosso Proletario

Oggi, 19 giugno, la Cassazione dovrà sciogliere la riserva sul ricorso presentato dagli avvocati di Hannoun, Dawoud, Yasser e Ryad.
Ieri un altro palestinese è stato arrestato nel brindisino per “terrorismo della parola”, mentre un suo concittadino è stato perquisito e indagato per le medesime ipotesi di reato.
Le prove ostentate dai ROS sono magliette con su scritto: “Palestina libera dal fiume al mare”, con la stessa retorica islamofobica di sempre.

Ma il 19 giugno, è anche il “Giorno dell’Eroismo”, giornata dedicata ai prigionieri politici e di guerra rinchiusi nelle carceri dell’imperialismo e dei paesi oppressi dall’imperialismo.
Il 19 giugno del 1986, nelle carceri peruviane del Fronton, Lurigancho e Callao, centinaia di prigionieri politici e di guerra del Partito Comunista del Perù in rivolta contro i piani di trasferimento e concentramento portati avanti dal regime peruviano furono massacrati dalle forze armate peruviane.
In 300 morirono dopo aver rifiutato ogni falsa proposta di accordo, consapevoli del costo che il nemico gli avrebbe fatto pagare per la loro fermezza. Scelsero di dare la vita per il loro popolo, il partito e la rivoluzione, resistendo e combattendo fino all’ultimo, trasformando le tetre prigioni dell’imperialismo in “luminose trincee di combattimento”.

Anche nelle carceri dei paesi imperialisti la borghesia coltiva lo stesso spirito e illusione di “soluzione finale” contro i prigionieri rivoluzionari, che muove la mano genocida di Israele e dei regimi servi dell’imperialismo.
La caccia al palestinese o al filo palestinese che dissente, l’accusa di terrorismo fondata sul sospetto, l’inasprimento delle condizioni di detenzione dei prigionieri politici con l’applicazione del 41 bis in Italia, la dispersione dei prigionieri, l’allontanamento dalle loro famiglie e dai loro affetti sono parte delle tecniche di annientamento psicofisico, teso a piegare e cancellare l’identità rivoluzionaria dei detenuti.

Le carceri dell’imperialismo annientano e uccidono tutti i giorni proletari e immigrati che riempiono penitenziari e CPR, dove sono realtà quotidiana condizioni di detenzione subumane, sovraffollamento inverosimile, abusi, razzismo, suicidi.
Dopo l’annuncio della falsa tregua di Trump, le grandi lotte dello scorso autunno si sono spente, ma il genocidio continua e si estende e la repressione e la prigionia politica stanno assumendo sempre più dimensioni di massa e sempre più è necessario e urgente uscire dal torpore.

In Italia abbiamo avuto 2 giovani suicidati da questo stato di polizia per aver lottato contro il genocidio del popolo palestinese; ci sono 4 palestinesi colpevoli di solidarietà a Gaza; c’è Ahmad Salem, in carcere da oltre un anno per 2 video e ora Abunada Abdalmuti, colpevole anche lui di Palestina. E c’è Anan Yaeesh, colpevole di Resistenza al genocidio palestinese, di cui più nessuno parla: il tribunale di L’Aquila ha chiesto e ottenuto una proroga per il deposito delle motivazioni della sentenza, di conseguenza l’appello potrebbe slittare all’anno prossimo.

A 40 anni dal 19 giugno 1986 ci sono ancora mille ragioni per lottare al fianco dei prigionieri politici rivoluzionari, perché ognuno di loro continua a combattere come può, resistendo e non rinnegando la propria identità e dignità politica. Perchè il “Giorno dell’ Eroismo” è soprattutto questo, la memoria di una vittoria morale e politica conquistata con il sangue di alcuni per il bene di tutti. Non dimentichiamoli e non dimentichiamo Anan Yaeesh, che ancora oggi incarna quei principi.

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