lunedì 15 giugno 2026

pc 15 giugno - Un incontro a Palermo con una delegazione cubana per parlare di sanità/vaccini - un report



Siamo stati invitati dal ricercatore del CNR di Palermo Fabrizio Chiodo ad un incontro da lui promosso e organizzato l’11 giugno presso i Cantieri Culturali a Palermo con una delegazione di rappresentanti cubani dell'Istituto  Finlay de Vacunas, centro di ricerca scientifica e produzione biofarmaceutica con sede all'Avana, importante a livello internazionale anche per lo sviluppo dei vaccini Soberana anticovid.

La delegazione era formata dal Prof. Vicente Veres Bencomo, leader scientifico nel campo della vaccinologia, membro dell'Accademia delle Scienze del Terzo Mondo, direttore generale del centro di chimica biomolecolare dal 2008 al 2014 e dell'Istituto di vaccini FIN dal 2014 al 2025. Il professor Vicente Veres Bencomo ha studiato ingegneria chimica nell’ex Unione Sovietica e ha ottenuto un dottorato di ricerca in Francia. Attualmente è presidente della società Finlay Vaccini, un'istituzione responsabile delle attività commerciali e di collaborazione dell'Istituto, eroe del lavoro della Repubblica cubana nell'anno 2022 per essere riuscito a sviluppare il vaccino cubano Soberana contro il covid e a garantire la vaccinazione massiva della popolazione cubana; dalla direttrice del comparto economico Rema Ferreri Trulli, specialista dei temi economici, contabili e finanziari, è stata quattro anni vicedirettrice economica dell'Istituto di Vaccini Finlay e attualmente è codirettrice della parte economica dell'Istituto; dal Dott. Yuri Valdés Balbín,  Direttore Generale dell'Istituto Finlay, ricercatore partecipante nello sviluppo di diversi vaccini umani sviluppati a Cuba, deputato dell'Assemblea nazionale del potere popolare della Repubblica di Cuba dall'anno 2013, attualmente membro del Consejo de Stato a Cuba, membro del Comitato centrale del Partito Comunista cubano, anche lui eroe del lavoro della Repubblica cubana per la costruzione dei vaccini contro il Covid-19 a Cuba.

La prima parte dell’incontro ha visto il ricercatore Chiodo fare alcune domande ai tre rappresentanti della delegazione a cui poi è seguita una parte con domande o commenti brevi di alcuni partecipanti.

Riportiamo una sintesi, a nostra cura, di quanto espresso dalla delegazione cubana che è stato interessante anche e soprattutto per capire direttamente la condizione di vita sempre più difficile e priva di diritti basilari, come la luce elettrica o l’acqua ad esempio, in cui versa il popolo cubano e alcune forme di resistenza contro quanto si subisce.  

Dall’introduzione di Fabrizio Chiodo - ricercatore

“… Il valore della ricerca scientifica non risiede unicamente nelle scoperte di laboratorio, ma nella sua

capacità di agire come strumento di emancipazione sociale e di contrasto alle disuguaglianze. In un contesto internazionale dominato dalle logiche del profitto e del "filantro-capitalismo", l'esperienza biotecnologica e medica di Cuba rappresenta un caso di studio unico al mondo. La testimonianza della delegazione di scienziati e dirigenti dell'Istituto di Vaccini Finlay di L'Avana presenti può offrire uno squarcio lucido, drammatico e quanto mai attuale sulle sfide umane e geopolitiche che l'isola sta affrontando, delineando i contorni di una vera e propria strategia di resistenza…

Cosa vi ha portato a dedicare la vostra vita professionale allo sviluppo di vaccini e alla ricerca biomedica e in che modo il blocco economico e finanziario contro Cuba ha influenzato questo percorso? Quali sono stati gli effetti concreti del blocco economico sulla ricerca scientifica, sulla produzione e sulla distribuzione dei vaccini da un punto di vista tecnico e da un punto di vista umano?

Prof. Vicente Veres Bencomo “… Per la società cubana, il diritto umano fondamentale attorno al quale ruotano tutti gli altri è il diritto alla vita. Su questa base etica, la rivoluzione ha costruito un sistema educativo e scientifico d'eccellenza, capace di offrire opportunità rispecchiate nelle storie personali dei suoi scienziati. È il mio caso di un ragazzo proveniente da una famiglia povera che si è potuto formare tra l'Unione Sovietica e la Francia, rifiutando poi laute offerte estere per tornare a servire il proprio Paese… questo modello ha dimostrato la sua efficacia globale in due momenti chiave della storia recente: durante la pandemia di Covid -19, Cuba è riuscita a sviluppare, produrre e distribuire in autonomia i propri vaccini, vedi il vaccino Soberana, proteggendo la popolazione locale al di fuori delle logiche commerciali delle grandi multinazionali del farmaco; con la solidarietà internazionale, l'Italia ha conosciuto direttamente questo approccio nel marzo 2020, quando le brigate mediche cubane sono intervenute in particolare in alcune città come Torino e in Lombardia nell'epicentro dell'emergenza sanitaria, guidate dal principio cardine dell'aiuto umanitario…”.

A tal proposito un ricercatore dal pubblico ha informato che ancora oggi, dinamiche simili si registrano in territori italiani ma il bloqueo cubano impatta anche nel nostro paese, perché ad esempio la Regione Calabria, che ha una difficoltà enorme a reperire personale medico, da quattro anni è sostenuta, da centinaia di medici cubani, intorno a 400, ma in seguito alle pressioni che subisce praticamente il presidente della Regione Calabria da parte dell'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e direttamente anche dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, la Regione Calabria sta cacciando via le Brigate mediche cubane, un fatto grave che ha chiaramente un impatto per i cubani ma anche diretto per i cittadini italiani

Nel suo intervento la Dott.ssa Rema Ferreri Trulli  ha voluto precisare e spiegare come la comunità scientifica cubana rifiuta la parola "embargo", una parola che viene usata dagli Stati Uniti per  minimizzare la pressione, che riduce la questione a una disputa puramente bilaterale con gli Stati Uniti mentre Cuba parla di "bloqueo" (blocco). Si tratta di una misura sanzionatoria asfissiante e dall'impatto extraterritoriale, che si è radicalmente inasprita nel corso dell'ultimo anno, un vero e proprio "blocco di guerra", caratterizzato da strategie di isolamento sistematico.

Isolamento finanziario totale: le recenti direttive governative Usa hanno imposto il divieto assoluto a qualunque istituto bancario a livello globale (inclusi i circuiti europei, cinesi e russi) di operare transazioni con le banche cubane.

Costi commerciali insostenibili: per l'acquisto di reagenti chimici, strumentazioni biomediche o materie prime necessarie ai vaccini pediatrici, Cuba è costretta a ricorrere a complessi canali commerciali attraverso paesi terzi. Questo triplica i costi di mercato, gravando sulle casse di un Paese già economicamente al collasso.

L'esodo delle imprese estere: le pressioni diplomatiche internazionali hanno spinto importanti multinazionali e grandi operatori turistici ed estrattivi, come l’azienda mineraria canadese Sherritt o la catena alberghiera Iberostar, ad abbandonare definitivamente l'isola, si può immaginare che dal mese di giugno praticamente Cuba è stata totalmente lasciata sola, senza nessun tipo di relazione economica con altri paesi… l'unica cosa che  rimane da fare è provare a organizzarsi per resistere, per continuare a mantenere l’indipendenza del paese…”

Ha preso poi la parola il Dott. Yuri Valdés Balbín, sollecitato anche da alcune domande sulla condizione reale del popolo cubano in questa fase alla luce della pressante azione di “asfissia” imperialista come gli stessi cubani l’hanno definita da parte degli Usa, ringraziando innanzitutto per il sostegno nella situazione molto difficile che sta vivendo oggi il popolo cubano: “… io non so se riesco a trasmettervi e a farvi capire la situazione di genocidio che può vivere il popolo cubano… nelle nostre case, in questa settimana, abbiamo avuto 26 ore consecutive senza luce elettrica, dopo ritorna la luce ma solo per un'ora per poi ritornare ancora una volta a 24, 25, 26 ore senza elettricità, questo vale per tutti, si arriva a casa anche i miei colleghi dopo il lavoro,  e non c'è cibo e non c'è acqua, perché senza elettricità non arriva l'acqua, in questo momento la situazione a Cuba è proprio asfissiante… adesso è il momento di ammettere che stanno morendo bambini, anziani e giovani, madri e padri a causa del blocco economico degli Stati Uniti, stanno morendo, in passato siamo riusciti a rendere tutto ciò impossibile, ma adesso la situazione è cambiata, sì, stiamo morendo e i bambini stanno morendo per colpa degli Usa, il primo di maggio di quest'anno il presidente degli Stati Uniti ha firmato un nuovo decreto che proibisce praticamente a tutti i paesi, alle banche, alle imprese di commerciare o avere rapporto con Cuba…  Vogliono chiaramente distruggere i simboli, come è successo con Gaza, come è successo con Teheran, incluso l'Istitut Pasteur di Teheran che è stato bombardato, un’istituzione scientifica con cui noi abbiamo collaborato durante la pandemia e non solo… la scienza medica cubana che pone al centro il diritto alla vita deve essere distrutta in primis come simbolo… l'obiettivo geopolitico è colpire l'isola nell'anno del centenario della nascita del Comandante Fidel Castro (13 agosto 1926),… in questo momento loro si stanno preparando alla guerra e noi ci stiamo preparando per la guerra. Sono 67 anni che Cuba è bloccata economicamente e finanziariamente ma è riuscita sempre a resistere e a sopravvivere, ma in questo momento non siamo nella stessa situazione di prima, perché siamo in una situazione di guerra…

È ovvio che la posizione dell'Europa è quella di una posizione di un alleato, diciamo, per non offendere nessuno degli Stati Uniti, e anche l'Italia ovviamente non è altro che un alleato, sempre tra virgolette, degli Stati Uniti. E chiaramente non ci aspettavamo nessuna forma di sostegno a favore di Cuba né da parte dell'Europa, tanto meno da parte dell'Italia, ma  è il sostegno dei popoli quello che conta… Isolamento, blocco economico e finanziario e in questo momento siamo arrivati al terzo passo perché la popolazione già non ce la fa più, perchè non ci sono farmaci, non c'è acqua, non c'è cibo, le persone non possono andare a lavorare e in questo momento la scommessa da parte degli Stati Uniti è che Cuba possa essere dichiarato uno Stato fallito e quindi possa essere dichiarato un intervento militare a fini umanitari, soprattutto perché Cuba si trova semplicemente a 90 miglia dagli Stati Uniti, nel momento in cui gli Stati Uniti dichiarano che c'è uno Stato fallito socialmente, una crisi umanitaria che possa erodere  la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, questa è la giustificazione perfetta per un'invasione di Cuba e distruggere il simbolo della rivoluzione… Cuba da 60 anni si prepara alla guerra, il sistema, la concezione della guerra cubana, è la guerra di tutto il popolo. Tutto il popolo ha un luogo e un'arma per  difendere la patria. L’organizzazione è per zone di difesa, il paese si divide in quasi 3000 zone di difesa dove ognuno ha il suo ruolo in caso di conflitto e guerra…però esiste una categoria di persone che noi chiamiamo gli imprescindibili: sono persone, conoscenze, saperi, beni, risorse che devono essere preservati a tutti i costi perché saranno necessari per ricostruire il paese subito dopo il conflitto. … secondo questa visione, per controllare Cuba non basta esercitare una pressione dall'esterno, perché noi siamo un'isola, quindi la cosa che dovrà succedere è che entrino fisicamente sul nostro territorio  e trovarsi di fronte una resistenza organizzata… il giorno in cui dovessero entrare nel nostro territorio è il giorno per cui per noi inizierebbe realmente la guerra, tutto questo è stato sempre pianificato in anticipo e le nostre strutture esistono e sono coordinate dal partito comunista cubano che dirige…

...il popolo sta scendendo in piazza, sta già protestando per le strade, perché quando ci  si trova senza elettricità per 26, 30 ore, senza servizi essenziali, senza cibo a disposizione, è naturale che si protesti, questo è il primo elemento importante da capire, come detto prima ci sono le zone di difesa, ci sono i responsabili a diversi livelli, sparsi sul territorio ma che stanno insieme alla popolazione, questo è il principio che governa, perché i dirigenti devono vivere le stesse difficoltà che vive il popolo, questo è un principio che oggi viene applicato a Cuba… secondo elemento, la scommessa è sulla formazione politica e civica della popolazione. I cubani sono persone molto particolari, protestano, discutono, criticano qualsiasi cosa, non stanno zitti davanti ai problemi ma attribuiscono un valore enorme alla propria sovranità e alla propria indipendenza, non può esistere che qualcuno dall'esterno dica come devono comportarsi e imponga una direzione politica…  

La compagna dello Slai Cobas per il sindacato di classe alla fine ha portato alla delegazione cubana  e al popolo cubano attraverso di essa il saluto delle lavoratrici e lavoratori e dei proletari in lotta in Italia, un paese dove oggi al potere vi è il governo Meloni, un governo che definiamo moderno fascista e che non è solo “alleato” degli Usa/Trump, come diceva il Professore Vicente Veres Bencomo, ma ne è anche servo sul piano degli interessi imperialisti, un governo con a capo la fascista Meloni e infarcito di personaggi fascisti, dalla linea, in primis ideologica, sul piano della scienza no vax, antiscientifica appunto, oscurantista e complottista come si è visto sin dai tempi del covid, anche se non erano ancora al governo allora, una linea che sin da allora hanno portato  avanti e che oggi si sposa con quella del governo Trump/Usa anche su questo tema. Una linea nera che abbiamo cercato di contrastare sempre, sin dai tempi della pandemia Covid con un’attività di controinformazione verso i lavoratori e lavoratrici, anche più propriamente scientifica attraverso alcuni incontri con Chiodo on line, con cui siamo entrati virtualmente in contatto anche con Cuba e tutta l’importante attività scientifica sui vaccini, sulle campagne vaccinali ecc, accanto all’azione diretta delle brigate dei medici cubani che vi è stata in Italia.

Oggi in Italia il governo Meloni reazionario che ha in mano la maggioranza delle televisioni e dei mass media lascia volutamente nel silenzio assoluto o quasi quanto sta accadendo a Cuba e al popolo cubano e quindi è importante l’attività di denuncia e controinformazione verso i lavoratori, i proletari che non conoscono o sanno molto poco in merito e incontri come questo sono importanti sul piano sia della conoscenza che della solidarietà internazionale.

A proposito di quanto ha chiesto oggi un giovane militante su cosa noi possiamo fare realmente per sostenere il popolo cubano, la compagna ha detto che oggi verso il popolo cubano asfissiato dal bloqueo e dalle minacce di invasione imperialiste degli Usa, e i popoli oppressi dall’imperialismo in generale,  solidarietà internazionalista significa, accanto alla denuncia e controinformazione necessaria, soprattutto lottare in questo paese contro l’imperialismo “di casa nostra”, contro il governo attuale, il governo Meloni che appunto è asservito agli Usa e oggi è complice dei genocidi come in Palestina e sostiene attivamente, anche per i suoi specifici interessi imperialisti, le politiche di aggressione Usa  contro i popoli nel mondo. E chiaramente non si si può fare un’analisi della situazione generale parlando solo di “onestà e disonestà” sul piano sociale, come ha detto in un passaggio il Professore, ma del sistema sociale imperialista diviso in classi sociali da combattere a 360 gradi . Sollecitare e organizzare  i lavoratori, le lavoratrici, i proletari, seppur in una fase non facile piena di ostacoli oggettivi e soggettivi come quella di oggi, nella lotta contro il governo italiano, che attacca la classe operaia e proletaria sin dai diritti più basilari, per cacciarlo; questo significherebbe poter dare una boccata di ossigeno anche ai popoli oppressi dall’imperialismo...

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