mercoledì 30 settembre 2026

pc 30 settembre - Lotta per la casa in Spagna, ricevuti direttamente da Madrid

pc 30 settembre - Grave attacco al blog internazionalista proletario e comunista Maoist Road - Nulla e nessuno può mettere a tacere la voce dei proletari e masse oppresse del mondo in lotta e in armi contro l'imperialismo!

La borghesia imperialista italiana, per iniziativa fondamentalmente dell'amministrazione Trump, ha scatenato una veloce repressione contro tutti i blog ed i siti esistenti di carattere anticapitalista, antifascista e antimperialista, un'offensiva illegale con l'obiettivo di cancellare le voci di dissenso dall'azione, dalle politiche degli stati imperialisti e reazionari del mondo. Questo perché essi rappresentano l'informazione vera e la controinformazione rispetto ai siti e alla stampa dei padroni del mondo, rispetto alle condizioni di vita e di lavoro, le lotte dei proletari e delle masse popolari e in particolare le lotte che hanno l'obiettivo di rovesciare per mano delle masse - e in alcuni casi armi in mano - i regimi imperialisti e capitalisti nel mondo che sono poi quei regimi imperialisti e capitalisti che ci stanno trascinando in una devastante guerra imperialista mondiale attraverso la cosiddetta “guerra a pezzi” che tocca via via le zone più diverse del mondo e trova attualmente i suoi epicentri principali nella guerra di spartizione in Ucraina e nella guerra di aggressione all'Iran, nelle guerre contro il popolo palestinese e i popoli dell'area che combattono il genocidio, il massacro, le deportazioni nei confronti del popolo palestinese condotti da regime sionista di tipo nazista Netanyahu, sostenuto in tutti i modi dall'imperialismo americano di Trump ma, in forme altrettanto dannose al popolo palestinese, da tutti i regimi e stati imperialisti e degli stati e governi reazionari dei paesi oppressi dall'imperialismo che sono allineati con l'imperialismo, contro gli interessi dei loro popoli e dei popoli del mondo.

Cancellare quindi i siti che hanno dato voce, informazione, controinformazione, sostegno e contribuito in maniera rilevante alle grandi mobilitazioni solidali col popolo palestinese e che continuano a contribuire in maniera rilevante alla ribellione e alle lotte dei popoli, utilizzare il monopolio di Internet che obiettivamente hanno realtà legate all'imperialismo americano o alle grandi multinazionali dell'informatica, è chiaramente una parte di questa guerra e l'amministrazione Trump in primis a cui si sono allineati in forme dirette o indirette tutte le compagnie che sono i padroni di questi siti e domini così come tutti i governi, i loro ministeri, i loro stati degli altri paesi che sono in uno stesso fronte dell'imperialismo e della reazione che combattono il fronte rappresentato da tutte le forze proletarie, popolari, anticapitaliste, antimperialiste, antifasciste, antirazziste e solidali con la lotta dei proletari e dei popoli oppressi nel mondo.

Questo ha portato nei giorni scorsi alla chiusura temporanea del blog da noi attivato di Soccorso Rosso Proletario che informa e difende i prigionieri politici in tutti i paesi del mondo e in particolare nel nostro paese, sia i prigionieri politici italiani sia i prigionieri politici palestinesi che vi sono nelle carceri italiane accusati di appartenere alla resistenza.

Il blog Soccorso Rosso Proletario ha dato il massimo sostegno a tutte le lotte contro la repressione nei confronti dei movimenti e in particolare del movimento di solidarietà con la Palestina, nei confronti delle organizzazioni solidali con i prigionieri politici, nei confronti di tutte le lotte dei prigionieri contro la repressione, nei confronti delle lotte dei movimenti, dai notav agli antifascisti, ecc...

Ma quello che vogliamo denunciare oggi è il criminale, banditesco attacco, che viene a un blog particolare, il blog Maoist Road.

Maoist Road è un blog internazionalista, organizzato dai comunisti marxisti leninisti maoisti italiani e sostenuto in diverse forme dai comunisti e dalle forze rivoluzionali e dalle forze antimperialiste in diverse parti del mondo.

Per capire l'importanza di questo blog - a suo modo unico al mondo - occorre dire che esso pubblica quotidianamente informazioni e lotte da tutti e quattro i continenti, dall'America Latina all'Asia, dall'Africa all'Europa, perfino dall'Australia e perfino all'interno delle grandi potenze imperialiste, Stati Uniti, Russia, Cina ecc.

Questo blog pubblica in tempo reale tutto ciò che gli proviene dalle forze che in questi paesi combattono e dalla denuncia dei fatti che avvengono in questi paesi, li pubblica in tempo reale e in lingua originale proprio per dare il senso della tempestività - via via che ci arrivano vengono pubblicati - sia per dare voce ai popoli con la loro lingua, con i loro contenuti, con la loro espressione, senza alcun tipo di censura e senza alcun tipo di atteggiamento paternalistico solidale, caritatevole, come succede in altre realtà di questo tipo.

Questo blog negli ultimi settimane ha avuto una spettacolare crescita, esso viene visualizzato, secondo i dati che appaiono nello stesso blog, giornalmente da 150.000 e alcuni giorni anche 200.000 e più visualizzazioni.

Nel solo mese di settembre ha raggiunto 3.900.000 visualizzazioni. E proprio in questo momento che ha raggiunto il suo massimo apice, quindi dimostrando la sua funzione effettiva nelle dinamiche della lotta di classe nel mondo e nel dare voce ai proletari e ai popoli che si ribellano, che si organizzano non soltanto per resistere, ma che si organizzano per costruire un mondo migliore attraverso la via della rivoluzione, della guerra di popolo, della lotta antimperialista armata che possa permettere il cambio reale di questi regimi sul piano sociale, politico e istituzionale.

E’ la voce delle rivoluzioni di nuova democrazia nei paesi oppressi dall'imperialismo, è la voce delle rivoluzioni proletarie che in tutto il mondo occorre sviluppare come alternativa alla guerra imperialista mondiale, al fascismo e all'oppressione, miseria e rapina dei popoli.

Questo blog quindi sta svolgendo, ben al di là delle forze che lo sostengono e lo organizzano, un ruolo importante su un fronte fondamentale della lotta di classe su scala mondiale e della lotta rivoluzionaria in questa fase particolare della storia del mondo.

Ebbene, questo blog, nella giornata di ieri, ci è stato comunicato che è chiuso, che “i suoi contenuti non sono compatibili” con l'impostazione di chi ci ha permesso finora di uscire.

Non sono compatibili lo si capisce bene dai suoi contenuti. Il nostro obiettivo è di non fare dei blog compatibili, perché compatibili vuol dire compatibili con la permanenza e continuità del sistema imperialista e capitalista nel mondo e di conseguenza dello sfruttamento, oppressione, genocidi, massacri, repressione dei proletari e dei popoli del mondo.

Denunciamo a tutti questo attacco frontale che ci viene fatto e naturalmente chiamiamo tutti a contribuire affinché esso non passi.

Faremo certa opposizione, ma non abbiamo alcuna fiducia a una opposizione legale a questo.

Dovremo in qualche maniera dare vita a un nuovo blog che chiediamo a tutti di sostenerlo in tutte le forme. Nessuno può chiudere Maoist Road perché nessuno può fermare e mettere a tacere la voce dei proletari e dei popoli del mondo che lottano contro l'imperialismo, il fascismo nel mondo e che vogliono, con la loro lotta, cambiare la faccia della terra, perché c'è un mondo da conquistare spezzando le catene dell'oppressione.


 

pc 30 settembre - Inghilterra, vietato manifestare per la Palestina: altri 16 arresti


Nel Regno Unito cambiano i governi, ma a quanto pare la repressione del movimento solidale con la Palestina no. Proprio mentre Andy Burnham teneva a Liverpool il suo primo congresso da premier laburista, circa 200 persone si sono riunite per protestare contro la messa al bando di Palestine Action, individuato dalla precedente maggioranza come gruppo terrorista. Come in tante altre occasioni negli ultimi mesi, è bastato reggere un cartello con scritto: «Mi oppongo al genocidio. Supporto Palestine Action» per far scattare gli arresti a Liverpool. Domenica scorsa sono state arrestate 15 persone, cui si aggiunge il fermo di Robert Del Naja, frontman dei Massive Attack, il giorno precedente.

È durata circa due ore la manifestazione di Liverpool, organizzata nei pressi del Liverpool Experience Campus, sede scelta dal Partito Laburista per la sua conferenza annuale. La piazza ha visto schierati in prima linea medici, sacerdoti e pensionati che, rispondendo alla chiamata dell’organizzazione Defend Our Juries, hanno puntato il dito contro la repressione del dissenso. Appellandosi alla sezione 13 del Terrorism Act — che vieta di mostrare o indossare scritte a sostegno di organizzazioni proibite — gli agenti hanno proceduto con gli arresti. Per lo stesso motivo era stato fermato qualche ora prima Robert Del Naja, che ai poliziotti ha detto di non riconoscere il reato contestatogli. Per il frontman dei Massive Attack si tratta del secondo fermo in pochi mesi: già ad aprile aveva manifestato a sostegno di Palestine Action, venendo arrestato insieme ad altre 500 persone. Sono più di 3mila gli arresti effettuati dalla polizia britannica da quando, nel giugno del 2025, l’allora ministra dell’Interno Yvette Cooper ha deciso di inserire Palestine Action tra le organizzazioni terroristiche, criminalizzando attivisti e sostenitori.

Sin dalla sua costituzione nel 2020, Palestine Action si è distinta per azioni dirette e dal basso a sostegno del popolo palestinese. Di fronte al genocidio perpetrato da Israele, l’organizzazione ha realizzato diverse azioni di boicottaggio e sabotaggio, come nel caso dell’irruzione, a Bristol, nella fabbrica dell’israeliana Elbit Systems. Parte delle accuse sono nel corso del tempo cadute, mentre la designazione di organizzazione terroristica è tutt’oggi oggetto di valutazione da parte della magistratura britannica.

I manifestanti chiedono al nuovo governo un intervento immediato, ripristinando la legalità di Palestine Action. Per questo motivo si sono presentati a Liverpool, nei pressi dei lavori congressuali, che andranno avanti fino al 30 settembre. Il premier Burnham — il settimo nel giro di un decennio — avrà modo di definire ulteriormente i contorni del suo mandato. Dal basso, organizzazioni e cittadini spingono per aumentare il sostegno al popolo palestinese e rompere i rapporti con Israele. A inizio settembre hanno ottenuto un primo risultato: il Regno Unito ha infatti promosso un’azione congiunta con altri 11 Paesi occidentali per vietare i prodotti provenienti dalle colonie israeliane in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale.

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Salvatore Toscano

martedì 29 settembre 2026

pc 29 settembre - Madrid risponde contro sgomberi e caro casa. Migliaia di persone accampate in Puerta del Sol





pc 29 settembre - causa blocco del blog maoist road - ospitiamo notizie internazionali della giornata internazionale di solidarietà e lotta con i compagni indiani del 26 settembre

 USA

Immagine del profilo di stopoperationkagar_nyc
Stop Operation Kagar NYC takes on the Sept. 26th call to action by the International Committee in Support of the People’s War in India (ICSPW) to honor the martyrs of the Indian revolution and demand the freedom of the all political prisoners. As part of the call, we have highlighted two martyrs and political prisoners in these zines, full pdf can be accessed through our linktree. We hope these stories inspire us and strengths our revolve to fight.

For more information on the individuals highlighted or on other martyrs and political prisoners, refer to the resources option on our linktree. ( link will be available, 9/28 )

pc 29 settembre - causa blocco del blog maoist road - ospitiamo notizie internazionali della giornata internazionale di solidarietà e lotta con i compagni indiani del 26 settembre

  A solidarity action was carried out in Bern, Switzerland, during a demonstration protesting deportations, where a statement issued by IDHF, AVEG-KON, ATIK, BIR-KAR, PDD, ITIF and MOR KIZIL COLLECTIVE was read. The statement denounced the fascist attacks of the old Indian State and the death sentence issued to the 10 Maoists, and expressed solidarity with the People’s War being waged in India.

İTİF su X: "Bern’de Hindistan Halk Savaşıyla Dayanışma Eylemi Bern’de “İltica Hakkı İnsan Hakkıdır, Geri Göndermelere Hayır” sloganıyla yapılan eylem öncesi, Hindistan halkı ve Halk Savaşıyla dayanışmak için bir açıklama yapıldı. ++"

pc 29 settembre - causa blocco del blog maoist road - ospitiamo notizie internazionali della giornata internazionale di solidarietà e lotta con i compagni indiani del 26 settembre

india

There have been reports of actions carried out in India, where students reportedly entered a police station and left a red flag with a letter condemning the recent death sentence of 10 maoists. A similar action was also carried out at a municipal building, where a letter and red flag was hung on the fence of the building.

Additionally, Campaign Against State Repression (CASR) of India published a statement calling for the release of political prisoner Vishal Singh, and condemning the killing of political prisoners and the Lucknow Conspiracy Case

gran bretagna.

The Joint Committee to Stop Repression in India (JCSRI) participated in demonstrations and actions in London, Manchester, Birmingham and Sheffield, Britain, as part of the call for the international day of action on September 26. The demonstration called for the release of all political prisoners, and denounced the Lucknow Conspiracy Case.

francia 

Secours Rouge have published poster actions carried out in Toulouse, France, for the international day of action in support of the people of India.

stati uniti 

Jal-Jangal-Jameen – US Solidarity Committee with the People of India has shared the call from AIL, urging people in the US to take immediate action in international solidarity in the week of action from September 26 to October 3.


pc 29 settembre - assemblea nazionale UDAP - info

 

Si sono conclusi, sabato 26 settembre, i lavori dell’Assemblea dei Delegati dell’Unione Democratica Arabo-Palestinese in Italia, tenutisi con la partecipazione dei delegati dell’associazione e la presenza di rappresentanti di diverse forze politiche e sindacali amiche.
I lavori dell’Assemblea sono stati aperti da saluti e interventi a cui è seguita una sessione dedicata agli strumenti di protezione e difesa legale dei palestinesi e delle loro associazioni in Italia, nel contesto dell’intensificarsi delle misure repressive e delle iniziative giudiziarie contro il movimento di solidarietà con la Palestina.
L’Assemblea ha discusso il bilancio del lavoro dell’Unione nel corso dello scorso mandato, caratterizzata da un ampliamento della sua attività politica, mobilitativa e organizzativa; dall’inizio del genocidio l’Unione ha organizzato, promosso e contribuito a organizzare centinaia tra presìdi, manifestazioni e cortei in diverse province italiane, oltre a campagne e iniziative a sostegno della resistenza del nostro popolo nella Palestina occupata e in particolare nella Striscia di Gaza, di fronte al genocidio e all’aggressione.
Le attività hanno compreso iniziative a sostegno del settore sanitario di Gaza, campagne di solidarietà durante il periodo invernale, attività politiche, culturali e di informazione, nonché mobilitazioni contro le politiche del governo italiano a sostegno dell’occupazione, in particolare la continua fornitura di armi a Israele, e il lavoro congiunto con le forze politiche, sindacali e sociali solidali con il popolo palestinese. L’Unione ha inoltre proseguito il proprio impegno in appoggio ai palestinesi e le associazioni palestinesi nei procedimenti legali in Italia, seguendo in maniera diretta.
L’Assemblea ha inoltre esaminato lo sviluppo del lavoro dell’Unione nelle diverse realtà territoriali e la necessità di continuare a sviluppare i propri strumenti organizzativi in relazione all’ampliamento delle proprie attività. Al termine dei lavori, ha votato le relazioni relative al mandato del Direttivo uscente, introdotto modifiche allo statuto e alla struttura organizzativa ed eletto i propri organi sociali, incaricadoli di dare seguito agli esiti e le deliberazioni dell’Assemblea.
L’Assemblea ha ribadito la volontà dell’Unione di proseguire il proprio lavoro politico e di mobilitazione a sostegno della lotta del popolo palestinese per la liberazione, l’autodeterminazione e il diritto al ritorno, sviluppando la solidarietà con il popolo palestinese in Italia e rafforzando il lavoro comune con le forze democratiche, progressiste e solidali.
In conclusione ha rinnovato il proprio impegno a proseguire il lavoro per costruire e organizzare la solidarietà, lottare contro il genocidio, l’occupazione e l’aggressione israeliana, opporsi alle politiche del governo italiano a sostegno di Israele, nonché ai tentativi di reprimere il movimento di solidarietà con il popolo palestinese e di comprimere gli spazi di agibilità politica.

pc 29 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Grave attacco al blog internazionalista proletario e comunista Maoist Road - Nulla e nessuno può mettere a tacere la voce dei proletari e masse oppresse del mondo in lotta e in armi contro l'imperialismo!

 

pc 29 settembre – Il governo aumenta ancora le spese militari con commesse miliardarie per Fincantieri e Leonardo

Fincantieri e Leonardo oramai vanno appaiate nella produzione bellica, il governo, infatti, tramite il ministero della Difesa sta investendo miliardi nella produzione per la guerra. L’ultimo maxi contratto, in ordine di tempo, annunciato qualche giorno fa, “da Orizzonte Sistemi Navali (Osn), la joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%), e firmato con Occar (l’Organizzazione congiunta per cooperazione in materia di armamenti) … prevede lo sviluppo, la produzione, gli studi logistici e il cosiddetto initial in service support (Iss) – vale a dire la fase iniziale, dopo la consegna, di supporto logistico e manutentivo – di due cacciatorpedinieri DDX di nuova generazione.” (Sole24Ore 25/9)

Un’operazione dal costo di circa 4 miliardi per due cacciatorpedinieri che si aggiungono alla produzione di fregate classe Fremm e a tutta una serie di altre armi, come quelle per la guerra sottomarina, e raggiungono una cifra pari a circa 12 miliardi di commesse complessive solo nei primi sette mesi dell’anno.

“Le nuove unità consentono di mettere a fattor comune i significativi progressi conseguiti sia sul fronte della piattaforma navale – progettata e sviluppata da Fincantieri come system integrator e sempre più digitale – sia sul versante del sistema di combattimento targato Leonardo. Elt Group fornirà, invece, una suite di guerra elettronica di nuova generazione.”

Con questa produzione il governo non solo si riarma, ma partecipa anche all’armamento del Portogallo, della Grecia, del Qatar, dell’India, della Marina degli Stati Uniti e ha “regalato” la portaerei Garibaldi all’Indonesia…

Per l’amministratore delegato della Fincantieri, Folgiero si tratta di “uno dei più rilevanti programmi navali avviati in Italia negli ultimi anni e conferma il ruolo di Fincantieri quale riferimento industriale e tecnologico nella progettazione e integrazione di sistemi navali complessi.”

Per Mariani “numero uno di Leonardo: ‘L’importante risultato raggiunto con la firma di questo contratto è inoltre una ulteriore dimostrazione di come l’industria nazionale della difesa, in questo caso rappresentata da Leonardo e Fincantieri, operando in sinergia, possa esprimere competenze innovative e strategiche, in grado di farci avanzare verso il conseguimento di un’autonomia tecnologica, e contribuire alla crescita del Paese e dell’Europa’”.

Come si vede per i due impiegati dello Stato dallo stipendio d’oro (ricordiamo che Fincantieri e Leonardo sono nelle mani dello Stato) e che la Meloni si è portata appresso in Norvegia qualche giorno fa, la crescita del Paese e anche quella dell’Europa passa per il riarmo e cioè per la guerra.

Mentre si conferma lo spostamento di soldi, a prescindere da quale fondo vengono “presi”, dalle spese sociali a quelle militari, questo governo conferma allo stesso tempo la sua natura guerrafondaia e moderno fascista.

 

pc 29 settembre - causa blocco del blog maoistroad ospitiamo notizie di questo blog - manifestazione in Sry Lanka info

 

Sri Lanka : Manifestation à Jaffna pour dénoncer le retrait d’une statue de Thileepan

Une manifestation s’est tenue à Jaffna pour dénoncer le retrait par la police de la statue de Thiyagi Thileepan, figure des Tigres de libération de l’Eelam tamoul (LTTE). En 1987, Thileepan, responsable politique du LTTE à Jaffna, avait mené devant le temple de Nallur une grève de la faim sans nourriture ni eau pendant douze jours, pour réclamer notamment que l’Inde fasse appliquer certaines dispositions de l’accord indo-sri-lankais. Il est mort le 26 septembre 1987.

Ce retrait intervient dans un contexte plus ancien de destruction du mémorial de Thileepan : construit en 1988, il avait été détruit par l’armée après la reprise de Jaffna en 1996, reconstruit pendant le cessez-le-feu, puis à nouveau détruit en 2007 et ses derniers vestiges démolis en 2012.

lunedì 28 settembre 2026

pc 28 settembre - Dal blog tarantocontro - Guerra vera e guerra dell'acciaio / crisi siderurgica, economia di guerra sempre più intrecciate, anche e soprattutto a Taranto

Questo lo ha già detto con i suoi mezzi e le sue iniziative d'avanguardia lo Slai cobas sc e ha portato questi contenuti già nella giornata del 25 sett. alla Base navale e in piazza al centro città; così come in fabbrica con striscioni "Lavoro non guerra" alle portinerie.

Su questo non possiamo contare su sindacati collaborazionisti con il governo o anche critici ma dentro il recinto degli interessi del capitale e delle sue leggi;
meno che mai sulla piccola borghesia ambientalista antioperaia, moderata e filo istituzionale o che si dipinge "alternativa" ma che non sa di che parla e quello che fa è dannoso alla lotta di classe, unitaria e di massa degli operai e delle masse popolari.

Serve l'alternativa classista e combattiva, anticapitalista e antimperialista che in questa città è rappresentata essenzialmente dallo Slai cobas per il sindacato di classe. 

da taranto buonasera

"L'Ilva ucraina" getta la spugna, «sicurezza impossibile». Il legame tra acciaio e bombardamenti

Decisione di ArcelorMittal di fermare Kryvyi Rih. Il Corriere della Sera evidenzia il rapporto tra produzione siderurgica ed economia di guerra

ArcelorMittal

Oltre 12.000 dipendenti diretti e 3.500 addetti delle imprese appaltatrici. Stipendi, una produzione strategica, entrate fiscali. E una fine il cui impatto a livello internazionale è tutto da valutare. 

Leggere sul Corriere della Sera della decisione di ArcelorMittal di chiudere la grande acciaieria di Kryvyi Rih fa inevitabilmente pensare anche a Taranto. Marta Serafini scrive che "fermare un’acciaieria significa spegnere più di un altoforno. Con lo stop di ArcelorMittal a Kryvyi Rih, l’Ucraina perde un pilastro della resistenza: produzione, salari, esportazioni, entrate fiscali. Il gruppo non può riavviare in sicurezza il sito dopo quattro attacchi missilistici russi in cinque settimane, l’ultimo il 21 settembre: cinque dipendenti uccisi

pc 28 settembre - “Quello che è successo a Gaza è un genocidio, voglio una Palestina libera. È terribile ci sia stata così tanta morte e miseria”

Raccogliamo e utilizziamo tutte le dichiarazioni, film, petizioni per costruire informazione controinformazione, mobilitazione di tutti tipi, di massa e d'avanguardia. pacifiche e non, organizzate e improvvisate, senza alcun limite, nelle scuole, nei posti di lavoro, nei quartieri, nelle piazze, tenendo conto di due scadenze nazionali: 10 ottobre e l'appello dei sindacati palestinesi ad una azione globale nell'ultima settimana di novembre

proletari comunisti - 28 settembre 2026 

L'attore di "Nobody Wants This" si espone per la prima volta pubblicamente sul conflitto Israele-Gaza con parole nette

di Redazione FqMagazine
“Quello che è successo a Gaza è un genocidio, voglio una Palestina libera. È terribile ci sia stata così tanta morte e miseria”: Adam Brody si schiera

Adam Brody ha conosciuto la popolarità mondiale grazie al ruolo di Seth Cohen nella serie tv cult “The O.C.”, che negli anni Duemila lo trasformò in un’icona generazionale. Dopo anni più defilati, è tornato prepotentemente sotto i riflettori grazie a “Nobody Wants This”, la serie Netflix acclamata da critica e pubblico (con tanto di nomination agli Emmy e ai Golden Globe) in cui interpreta un rabbino tanto affascinante da guadagnargli l’appellativo di “hot rabbi” e un Critics Choice Award. Ma dietro l’immagine da star in ascesa, Brody porta avanti da anni un impegno politico discreto: dal 2018 fa volontariato per Swing Left, organizzazione progressista americana, andando letteralmente porta a porta a raccogliere le opinioni degli elettori.

Nell’intervista concessa a GQ, Brody riflette sul motivo per cui l’attivismo politico delle celebrità, così centrale a metà anni Dieci (basti pensare all’arresto di Emily Ratajkowski nel 2018 durante le proteste contro la nomina di Brett Kavanaugh alla Corte Suprema), oggi sia in netto calo. Secondo l’attore si tratta di un ciclo: la prima elezione di Trump aveva scosso tutti, generando un’ondata di mobilitazione perché sembrava “sicuro” opporsi; la seconda volta, con le grandi aziende schierate al suo fianco, esporsi è diventato più rischioso, e questo ha raffreddato gli animi.

pc 28 settembre - Speciale/sulla giornata internazionale di solidarietà e lotta con le masse indiane del 26 settembre

Il 26 settembre, è stata la giornata internazionale di solidarietà e lotta con le masse indiane in armi e in lotta in questo Paese. È stata una giornata dedicata innanzitutto ai prigionieri politici nelle carceri indiani. L'India è il Paese con il maggior numero di prigionieri politici nel mondo. Se ne contano oltre diecimila e sono arrestati per mille ragioni perché dipendono da mille lotte contro il regime di Modi, che è un regime fascista, alleato e a servizio dell'imperialismo mondiale. E quando si dice imperialismo mondiale vuol dire che il regime di Modi è a servizio innanzitutto dei Paesi imperialisti della sua stessa natura, quelli più reazionari e fascisti, in particolare Trump e l'imperialismo americano e il regime sionista genocida israeliano di Netanyahu, ma anche dei regimi reazionari nei Paesi imperialisti, Modi è anche grande amico e alleato del governo moderno fascismo della Meloni. Ma Modi e il suo regime sono al servizio e legati ad altri Paesi imperialisti: la Russia imperialista con la quale mantiene rapporti militari e economici legati in gran parte ai problemi delle fonti di energie e non solo. Lo stesso rapporto con la Cina imperialista è di collusione e contrasto, perché chiaramente l'India si considera il grande rivale in tutta l'area e della Cina, ma nello stesso tempo vuole fare come la Cina, che vuol dire seguire le vie di sviluppo capitalistico imperialistico della Cina; ma nello stesso tempo, essendo in un'area complessa di contraddizioni interimperialiste, si mantiene le mani libere per quanto riguarda le alleanze imperialiste in funzione e nella prospettiva della guerra.

Detto questo, i prigionieri politici in India sono innanzitutto coloro che sviluppano la guerra di popolo, vale a dire il gigantesco movimento che ha raccolto decine di migliaia di combattenti e milioni di masse in lotta, tanto da parlare di “Corridoio Rosso”, cioè una serie di Stati e Regioni in cui la guerra di

pc 28 settembre - Film e documentari da vedere criticamente nei cinema in questa settimana - NAZA e the Bibi Files

 
28-29-30 settembre nei cinema

NAZA, il documentario sugli omicidi a Gaza che ha vinto un premio speciale della giuria all’ultima Mostra del cinema di Venezia, arriverà nelle sale di più di cinquanta paesi e sarà poi disponibile gratuitamente per il pubblico di tutto il mondo sul sito del Guardian. Il quotidiano britannico lo ha prodotto insieme a James Wilson di JW Films, con Jonathan Glazer come produttore esecutivo. Il film è girato di notte sui tetti di Tel Aviv e mostra in dettaglio i meccanismi che stanno dietro le uccisioni di massa pianificate da Israele ai danni dei civili palestinesi a Gaza. Dall’anteprima mondiale del 10 settembre a Venezia, la società di vendita francese MK2 ha assicurato la distribuzione in cinquantasei paesi, e le proiezioni cominciano il 28 settembre.


Al centro del film ci sono immagini mai viste prima: le registrazioni degli interrogatori della polizia israeliana a Benjamin Netanyahu, alla moglie Sara, al figlio Yair, ai suoi collaboratori e ad alcuni dei più potenti uomini d’affari del Paese, realizzate nell’ambito delle indagini per corruzione che hanno portato all’incriminazione del Primo Ministro israeliano.

domenica 27 settembre 2026

pc 27 settembre - iniziativa a L'Aquila per la giornata internazionale di solidarietà e lotta del 26 settembre

attacchinaggio all'università e banchetto a l'Aquila, polo scientifico, e anche a roma arriva con il manifesto 




Roma, dove  al presidio per A/I  

pc 27 settembre - A Palermo forte e combattiva manifestazione popolare nella giornata internazionale di solidarietà e lotta del 26 settembre

A Palermo in una delle principali e affollate vie del centro storico, frequentata in particolare da migranti e adiacente ad una delle sedi dell’Università di Palermo è stata fatta l’iniziativa del Comitato di sostegno alla guerra popolare in India all’interno della giornata di solidarietà e di azione internazionale del 26 settembre.

Innanzi tutto protagonista è stata l’informazione, o per meglio dire la controinformazione sull’India e su ciò che succede in quel paese, che è di fatto inesistente in molteplici paesi compreso l’Italia imperialista. Molte persone che si sono fermate a guardare i cartelli/mostra, ad ascoltare gli interventi di denuncia costante al megafono o a parlare davanti al banchetto dei materiali, hanno confermato proprio questo aspetto e in diversi hanno ringraziato per aver fatto conoscere la condizione di oppressione/repressione subita dal popolo indiano, da parte del regime fascista di Modi, vedi la recente e criminale operazione Kagaar, così la riposta rivoluzionaria a tutto questo con la guerra di popolo guidata dal Partito comunista maoista dell’India, la questione dei prigionieri e prigioniere politici con l’appello a schierarsi in solidarietà per la loro libertà, la denuncia del governo fascista Meloni complice che stringe accordi economici/militari con regimi genocidari come quello di Modi, uno dei più forti alleati dello Stato nazisionista e genocida di Israele/Netanyahu, 
il migliore sostegno internazionalista al popolo indiano così come al popolo palestinese è lottare in questo paese a tutto campo contro il governo Meloni per cacciarlo. 
Dell’India ne parlano i media dei padroni e della borghesia al potere ma dal punto di vista dei loro interessi capitalisti e imperialisti e non dal punto di vista degli interessi del popolo indiano che si ribella e lotta contro una condizione di sfruttamento e oppressione pesantissima e per costruire con la lotta rivoluzionaria e la guerra popolare una società diversa non più basata sullo sfruttamento di classe. 
Il movimento in Italia in generale sottovaluta o non si interessa dell’India e di quanto accade in quel paese e questo non è un bene, è stato detto anche durante l’iniziativa, perché  solo guardando ai legami politici/economici che ci sono tra il governo Meloni e il governo indiano Modi con la sua alleanza stretta con il nazisionismo di Israele contro la Palestina e la resistenza del popolo palestinese, dovrebbe essere quasi naturale il sostegno internazionalista alla lotta, alla guerra di popolo rivoluzionaria del popolo indiano.
I compagni presenti sono stati tutti attivi nella distribuzione di centinaia di volantini dati ai passanti, tra i quali tanti immigrati (anche diversi turisti hanno voluto sapere e si sono fermati incuriositi dai pannelli).
Visto che il presidio si è tenuto anche davanti alla facoltà universitaria di giurisprudenza, ciò ha dato l’occasione di parlare anche con gruppi di studenti di diritti assolutamente negati in India per gli studenti pesantemente repressi (vedi il movimento degli Scarafaggi che ha però inferto un colpo al governo Modi costringendo alle dimissioni il ministro dell’Istruzione, la corruzione dilaga in quel ministero e non solo), diritti basilari negati ai lavoratori, contadini, alle tribù adivasi, alle donne che subiscono una violenza indicibile ma che in tantissime hanno trasformato questa violenza in leva per ribellarsi e unirsi alla guerra popolare, ma anche di diritto internazionale che in paesi come l’India o la Palestina di fatto non esistono. Apprezzato il legame portato anche con pannelli e locandine “dall’India alla Palestina”, e con i volantini diffusi. 
Sono stati diffusi due volantini in particolare, quello generale sulla situazione in India – guerra popolare e repressione del governo fascista hindutva -  e quello sulla lotta degli studenti che hanno messo in pericolo il governo Modi e costretto alle dimissioni il ministro dell’Istruzione.
Tra i materiali più importanti diffuso l’ultimo documento del PCI (maoista), mentre sul banchetto anche libri e dossier presi anche da alcuni partecipanti all’iniziativa e da alcuni passanti.











pc 27 settembre - La giornata internazionale di solidarietà e lotta a Milano alla manifestazione di massa con intervento




Alla manifestazione, intervento alle masse partecipanti informando della giornata internazionalista a sostegno dei prigionieri politici in India, della repressione e dei legami Modi, Meloni e Netanyahu;  dentro la più generale tendenza alla guerra e il fascismo; proponendo un fronte unito contro la repressione... In alcuni passaggi i giovani presenti hanno applaudito. Al corteo sono stati distribuiti centinaia di volantini e la Dichiarazione del PCI maoista per il 22 anniversario della fondazione.

Assemblea informativa India verso la giornata internazionale di solidarietà e lotta del 26 settembre a Milano.

E’ stato fatto un breve quadro storico dalla rivolta di Naxalbari ad oggi del movimento rivoluzionario indiano e delle diverse campagne repressive scatenate con l’obiettivo di distruggere il PC dell’India e le masse adivasi in lotta per la difesa delle foreste in cui vivono dove si trovano enormi giacimenti di minerali che il governo ha svenduto alle multinazionali. In particolare, il regime Hindutva di Modi- esempio l’operazione Prahar- ha scatenato  campagne repressive   contro i rivoluzionari e le masse in lotta che hanno determinato l’attuale  stato di grave difficoltà che le masse e il partito comunista dell’India stanno attraversando. Modi ha dichiarato che l’insorgenza maoista è stata sul piano militare sostanzialmente battuta, ma questo non significa che è scomparsa. Modi  sottolinea che ora il paese, cioè il suo regime, fronteggia una nuova battaglia contro quello che viene chiamato “Dimagi naxal”, il movimento ideologico che fa riferimento al maoismo. Significa che settori significativi saranno oggetto di repressione.

Non poteva mancare il riferimento al fatto che il regime indiano è uno dei più importanti sostenitori di Netanyahu e della sua offensiva genocida in Palestina: dalla Palestina all’India: fascismo hindutva e sionismo hanno le mani sporche di sangue con il genocidio e la repressione sempre più feroce – una parola d’ordine che spiega bene il legame tra i due regimi.

Ma anche l’implementazione degli incontri  e dei rapporti commerciali tra la Meloni e Modi che ha visto lo sviluppo dell’IMEC; l’accordo di collaborazione militare. Attualmente 1.000 aziende sono reciprocamente presenti nei due paesi. E  l’India rappresenta un enorme bacino di lavoratori per l’imperialismo italiano nei settori STEM è previsto l’arrivo di 9.000 infermieri quando in Italia sono 1,3 milioni i disoccupati e circa 12 milioni gli “inattivi”.

Sono stati messi sul banchetto materiali informativi e ci si è chiesti come concretamente si possa intervenire per la difesa delle condizioni dei prigionieri e per la loro liberazione.

pc 27 settembre - La giornata internazionale di solidarietà e lotta a Bergamo

La campagna India a Bergamo si è articolata in più fasi, in particolare con più momenti di propaganda con affissione dei manifesti della giornata internazionale; abbiamo iniziato a Bergamo città, poi nelle zone di Montello e in alcuni paesi vicini a forte presenza di lavoratori indiani.









 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo portato l'iniziativa dentro il movimento Palestina che aveva organizzato un presidio contro il  Ddl antisemitismo la repressione in centro a Bergamo, con una mostra per rappresentare la lotta e la solidarietà per la liberazione dei prigionieri politici dall’India alla Palestina, la campagna per fermare la pena di morte dei 10 di jhanagha, la repressione contro gli studenti e giovani del movimento di lotta degli 'scarafaggi', il sostegno al PCI maoista colpito ma che agisce per riorganizzare e riprendere la guerra popolare, la denuncia dei legami India Israele Italia politico economici militari culturali, con evidenza al corridoio Imec, la necessità della pratica  dell’internazionalismo proletario. La mostra ha colpito l'attenzione e l'interesse di compagni e studenti partecipanti al presidio.