mercoledì 9 settembre 2026

Nell'anniversario della morte di Mao Tse-tung

"E' bene se siamo attaccati dal nemico, poiché ciò dimostra che abbiamo tracciato una netta linea di demarcazione tra il nemico e noi. È ancora meglio se il nemico ci attacca con violenza e ci dipinge a fosche tinte e senza un’ombra di virtù, poiché ciò dimostra che non solo abbiamo tracciato una netta linea di demarcazione tra il nemico e noi, ma abbiamo anche riportato notevoli successi nel nostro lavoro.”

In occasione del 50° anniversario della morte di Mao Zedong, ripubblichiamo la Dichiarazione congiunta del 130° anniversario della sua nascita, trattandosi di un documento internazionale fondamentale.


Viva il marxismo-leninismo-maoismo!

Dichiarazione congiunta

In occasione del 130° anniversario della nascita del

Grande Maestro Marxista Compagno Mao Tse-tung

Proletari e popoli oppressi del mondo – Uniamoci!

Rendiamo omaggio al grande maestro marxista compagno Mao Tse-tung in occasione del suo 130° anniversario della sua nascita. Rendiamo un omaggio rivoluzionario alle eroiche figlie e figli dei popoli oppressi di tutto il mondo che hanno dato la loro vita nella lotta rivoluzionaria per una nuova società libera dallo sfruttamento e dall'oppressione per il socialismo-comunismo, lottando eroicamente contro i reazionari.

L’obiettivo di questa Dichiarazione congiunta è mantenere alta la reputazione e l’esigenza del marxismo-leninismo-maoismo per l’avanzata dei movimenti di liberazione nazionale, dei grandi movimenti antimperialisti, delle rivoluzioni proletarie socialisti nei paesi capitalisti-imperialisti e le rivoluzioni di Nuova Democrazia.

In questa occasione è importante comprendere che la rivoluzione e la costruzione socialista sono impossibili senza la scienza del marxismo-leninismo che il grande maestro marxista compagno Mao ha preservato, sviluppato e arricchito.

I leader più brillanti del proletariato internazionale, Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao Tse-tung, hanno formulato il marxismo-leninismo-maoismo.

Riconosciamo il maoismo come la terza tappa, qualitativa, nuova e superiore del marxismo-leninismo. Il marxismo-leninismo-maoismo è la teoria più avanzata. In occasione del 130° anniversario della

pc 9 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - I nazisti avanzano in Germania. Perché e come combatterli in Germania, in Europa e in Italia

 

ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - esce oggi più tardi - è dedicata alle elezioni in Germania

 

A partire dal 4 settembre, contro il governo Meloni per un autunno di lotta

 da Ore12/Controinformazione rossoperaia del 8/09

Nel riprendere Ore 12/Controinformazione rossoperaia, per questo autunno facciamo una premessa.

Questo strumento quotidiano - o quasi quotidiano - ha lo scopo di denunciare il Governo, lo Stato, la classe dominante su tutti quei fatti che interessano i proletari e le masse popolari, perché si facciano un'opinione propria. Nello stesso tempo esso ha lo scopo di fornire gli strumenti ai proletari e alle masse popolari e, in particolare, alle sue avanguardie nelle fabbriche, nei posti di lavoro o nei movimenti di lotta, perché da questa denuncia si faccia leva per la mobilitazione particolare e generale delle masse proletarie e popolari.

L'obiettivo di fase che abbiamo è la caduta del Governo Meloni, e quindi è importante che questo strumento serva ad elevare la coscienza, l'organizzazione e la lotta dei proletari e delle masse popolari per raggiungere questo obiettivo.

Questo non significa che altri governi della borghesia siano oggi soluzioni per i proletari e le masse popolari, perché noi pensiamo in realtà che serva un'alternativa di Governo, di Stato e di società capitalistica, che si muova nella prospettiva di un Governo operaio, ottenibile con la lotta e con il rovesciamento di ogni Governo dei padroni.

È in questa prospettiva che oggi però ci misuriamo col Governo in carica, che è il Governo Meloni.

Questo Governo a Bari ha celebrato la sua durata, rivendicando pienamente che la stabilità del Governo è il suo importante risultato.

Chiaramente la borghesia imperialista e tutti i loro servi hanno bisogno della stabilità, che è il contrario della instabilità, l'instabilità proveniente dalla crisi e dalla situazione internazionale e nazionale del Paese. Instabilità che dal nostro punto di vista può provenire dallo sviluppo del movimento operaio e popolare contro il Governo.

Questo Governo nel celebrare la sua stabilità certamente ha ottenuto un risultato che non va trascurato, soprattutto perché si è dimostrato che nel corso di questi anni del Governo Meloni non vi è stata un'opposizione politica all'interno del Parlamento e che le forze di opposizione non sono in grado di far cadere questo Governo, né nel Parlamento né nel Paese.

Dal punto di vista però dei proletari e delle masse popolari il bilancio che fa la Meloni del suo Governo è diametralmente opposto a quello che facciamo noi. 

Innanzitutto pensando alle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, nel periodo di questo Governo, come anche altri hanno scritto, c’è stato il record dei morti sul lavoro, operai, lavoratori, giovani, italiani, migranti, sono morti in tutte le maniere nelle fabbriche e in particolare questo anno è stato uno dei peggiori; queste morti sul lavoro dipendono dal Governo, dipendono innanzitutto dai capitalisti e dallo sfruttamento che essi esercitano sui posti di lavoro, dipende dalla volontà dei padroni di trarre il massimo profitto e dalle conseguenti inosservanze delle norme di sicurezza e controllo che portano i

Oggi alla Camera il Ddl antisemitismo - in realtà a difesa del sionismo

Il disegno di legge oggi torna alla Camera, in commissione a Montecitorio. 

Mobilitazione e denuncia

Dalla nostra analisi-denuncia di marzo

Contro l'infame Ddl, di governo e parte PD, sull'antisemitismo che vuole colpire il movimento di solidarietà con la Palestina

Al Senato a marzo questo disegno di legge numero era stato approvato, anche con il contributo di alcuni senatori delle opposizioni. Il testo approvato al Senato ha sollevato diverse criticità che sono state manifestate non soltanto da associazioni ma anche dal Senato Accademico dell'Università Statale di Milano in merito agli effetti che questo testo potrebbe avere sulla libertà di opinione, di espressione e anche la libertà di insegnamento.

Possiamo, almeno fino ad oggi, criticare la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i suoi ministri, possiamo criticare anche il Capo dello Stato senza che ci si accusi di essere contro l'Italia. Possiamo pure criticare il Papa senza che nessuno ci accusi di essere contro la Chiesa o i Cristiani. Eppure, presto, potremmo essere accusati di antisemitismo per aver criticato Israele e il suo operato.

Il testo approvato dal titolo “Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo” è il frutto di ben sette disegni di legge che sono stati presentati sia da parlamentari della maggioranza che da due parlamentari dell'opposizione. Dalla revisione avvenuta al Senato è stato tratto questo disegno conclusivo, in cui all'articolo 1 si stabilisce che la Repubblica Italiana, in attuazione dell'articolo 3 della Costituzione, ripudia ogni forma di antisemitismo, favorisce azioni volte a contrastare qualunque espressione e ostacola la diffusione del

martedì 8 settembre 2026

Libertà per i due giovani compagni tedeschi rinchiusi al carcere delle Vallette

 

A più di un mese di distanza dalla giornata di lotta del 25 luglio, due giovanissimi attivisti tedeschi sono ancora rinchiusi nel carcere delle Vallette.

da Notav.info

Sono stati arrestati dopo la manifestazione al cantiere di Chiomonte e oggi devono fare i conti con accuse pesantissime: devastazione, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Arresti che arrivano nel solco di una gestione in cui la controparte, ancora una volta, prova a trasformare una grande mobilitazione collettiva in una ricerca di responsabilità individuali, di colpevoli da esibire e di capri espiatori. compagni arrivati da lontano per stare al nostro fianco. Non possiamo e non vogliamo lasciarli soli. La solidarietà non è una parentesi, né si esaurisce con un singolo appuntamento. È una parte della nostra

Ma il 25 luglio c’eravamo tutti e tutte. C’eravamo nelle strade, sui sentieri, davanti alle reti. C’eravamo

Il cinema e la musica contro il genocidio


Testo e firmatari della lettera aperta promossa dal collettivo Venice4Palestine (V4P), sottoscritta da Roger Waters, Guy Pearce, Annie Ernaux e altri +200 esponenti del cinema e della cultura internazionale per esortare il Festival di Venezia ad intraprendere “azioni concrete” per la Palestina.

È emersa una nuova normalità… in parte grazie a un falso cessate il fuoco. Israele non solo non si è fermato, ma ha continuato le sue atrocità, estendendo la sua potenza di fuoco verso la Cisgiordania, la Siria, il Libano e l’Iran. Per il popolo palestinese, nulla è cambiato e le lacrime non bastano ad assolverci: al contrario, dimostrano che non siamo in grado di attingere a sufficienza al nostro potere d’azione collettivo“.

L’appello chiede inoltre a Venezia di “esporre la bandiera palestinese per tutta la durata del festival, insieme a tutte le altre bandiere che rappresentano i film presenti nella selezione ufficiale, come da prassi e come già riconosciuto dalle fonti di informazione ufficiali del festival“.

I rappresentanti di Venice4Palestine parteciperanno a un dibattito che si terrà l’8 settembre al Lido di Venezia, dal titolo “Eppure Gaza continua a bruciare“.

Di seguito è riportata la lettera aperta integrale e l’elenco completo dei firmatari.

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Eppure Gaza continua a bruciare

È passato un anno…

Un anno fa, migliaia di persone hanno aderito all’appello Venice4Palestine per portare la Palestina sotto

pc 8 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - A partire dal 4 settembre, contro il governo Meloni per un autunno di lotta

 

Meeting Hamas / FPLP - dichiarazione

Hamas y el Frente Popular dialogan sobre la situación Palestina y los campamentos en Líbano


[viernes, 04 septiembre 2026 23:02:37 +0300]

Beirut - Saba:

Una delegación de líderes del Movimiento de Resistencia Islámica (Hamas) se reunió con una delegación de la dirección del Frente Popular para la Liberación de Palestina (FPLP) en la sede del FPLP en Beirut, Líbano, para dialogar sobre la situación palestina y los campamentos y comunidades palestinas en Líbano.

La delegación de Hamas incluyó a Ali Baraka, jefe del Departamento de Relaciones Nacionales del movimiento en el extranjero, en representación del jefe del Buró Político del movimiento, y a Ahmed Abdel-Hadi, representante del movimiento en Líbano. La delegación del FPLP incluyó a Marwan Abdel-Aal, miembro de su Buró Político, Haitham Abdo, su representante en Líbano, y su adjunto, Abdullah al-Danan.

Hamas emitió un comunicado el viernes, recibido por la Agencia de Noticias Yemení (SABA), en el que

Crisi dell'auto Volkswagen / armi / Israele / ascesa dei nazisti... tutto si tiene

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Volkswagen, nello stabilimento di Osnabrück si costruiranno armi. Il controllo della fabbrica a due società israeliane

La società automobilistica tedesca si accorda con Aurelius Capital, Rafael e il Land della Bassa Sassonia per la vendita del sito produttivo

Germania, il pericoloso legame tra la crisi della Volkswagen e l’ascesa dell’Afd

La ristrutturazione di Volkswagen, con potenziali 100 mila tagli, diventa un catalizzatore per l'ultradestra tedesca, che accusa il governo Merz di fallimenti economici ed energetici.

lunedì 7 settembre 2026

Potere al Popolo: "Campo politico indipendente" - "un’alternativa politica chiara"...?

 

Sia nell'assemblea nazionale del 14 giugno, sia nel PaPCamp a Paestum a fine agosto al centro c'è stata l'organizzazione di un 'Campo politico indipendente' in funzione prima di tutto delle elezioni politiche del prossimo anno:.

"Crediamo necessario e operiamo affinché si costruisca un fronte politico alternativo alla destra e indipendente dal campo largo, che sia presente alle elezioni del 2027 e che, soprattutto continui durante e dopo l’appuntamento elettorale per costruire la vera alternativa sociale e politica alla destra e anche al centrosinistra liberale" (rif. doc dell'assemblea nazionale di giugno)

"Ma al centro vi è stata la costruzione di una opposizione elettorale al Governo Meloni, alle elezioni politiche del prossimo anno". (rif. comunicato del PaPCamp di agosto)

Cominciamo a dire qualcosa, prendendo in considerazione in particolare il documento dell'assemblea nazionale di Pap sul "Campo politico indipendente".

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1) Sul governo Meloni, l'analisi è superficiale, ma soprattutto sbagliata e illusoria: il governo, pur con le sue contraddizioni interne - giacchè quelle esterne, nel senso di lotte, purtroppo finora non hanno intaccato la sua tenuta -, non è "friabile"; lo scenario anche dopo il referendum (che ha dato sì un colpo alla Meloni ma non tale per cui "lo scenario è mutato repentinamente" - le parole in virgolette sono riprese dal documento Pap), è rimasto stabile; amplificare il peso e il valore delle dimissioni di qualche suo esponente già messo in ombra dalla stessa Meloni e dall'azione della magistratura, o le dimissioni di esponenti di giunte, ecc., è avere una visione che si basa sulle apparenze (in GB per meno si è dimesso il capo del governo non degli esponenti già sputtanati) e guidata da logiche elettorali. 
Non vi sarà una "rapida caduta" della Meloni , e pur ammesso e non concesso un cambio di governo, sarà sempre a destra, non fermerà la marcia verso il moderno fascismo. Chi non vede questo ha come minimo gli occhi bendati e si vuole illudere in termini di esito alle elezioni politiche. Quindi il "condominio" non sta venendo affatto "giù".

2) anche da questa analisi e logica discende la proposta/appello per "un campo popolare indipendente" (questa proposta non è in contrasto con il "Campo largo della sinistra parlamentare", ma è in illusoria "concorrenza"). 
Noi, proletari comunisti, non siamo contro la presentazione alle elezioni, non siamo "astensionisti di

Nonostante la polizia a difesa della Comunità ebraica... il presidio, il fronteggiamento, gli slogan, Bella ciao, ecc, ha fatto saltare la mattinata del convegno a Taranto

Da Antenna sud: Attimi di tensione a Taranto per la giornata europea della cultura ebraica: un gruppo di manifestanti ha protestato contro il convegno.

https://www.antennasud.com/taranto-tensioni-per-la-giornata-della-cultura-ebraica/

 


La stagione del mitra. Mafia al Sud, è di nuovo emergenza

 Riceviamo e pubblichiamo

La stagione del mitra. Mafia al Sud, è di nuovo emergenza

Il pizzo a Palermo, le sparatorie in centro a Bari, la violenza in Calabria e a Napoli. Le armi pesanti hanno segnato la primavera e l’estate al Sud. Esibite in strada, usate per le estorsioni, innalzate durante le corse clandestine dei cavalli. È una nuova emergenza o il ritorno visibile di un fenomeno mai scomparso? E, soprattutto, come parlare di restanza se alla crisi si aggiunge la violenza mafiosa?

Mafia al Sud

Quattrocento euro per appiccare il fuoco. Al complice ne bastano cento. Duecento, invece, per rubare l’automobile da usare nell’attentato. È il tariffario ricostruito dalle intercettazioni dell’ultima inchiesta della DDA di Palermo: undici presunti mafiosi ed estorsori fermati, due uomini pagati per incendiare il deposito di auto usate della “Sicily by Car” a Villagrazia di Carini.

Prima gli spari contro un ingresso, poi tre incendi in ottanta giorni.  È l’estate del 2026. Nell’ultimo, hanno carbonizzato nove automobili e due furgoni. Il fondatore dell’azienda, Tommaso Dragotto, 88 anni, è adesso sotto scorta. «Non mi sono mai piegato e non inizierò adesso».

Il nuovo pizzo attacca grandi aziende e zone turistiche palermitane

A Sferracavallo, borgata di ristoranti affacciati sul mare palermitano, la paura coincide con il suono del kalashnikov. Nella notte tra il 9 e il 10 aprile un commando ha esploso circa trenta colpi contro un’autorimessa, perforando vetrate e automobili. Il 25 aprile una nuova raffica ha investito il ristorante “Il Brigantino”. Pochi giorni dopo, tre bottiglie con liquido infiammabile sono state lasciate davanti a una pizzeria e a una pasticceria della borgata e a un locale del vicino quartiere “Tommaso Natale”. Nessun ferito, ma un messaggio leggibile da tutti. Gli investigatori lavorano sull’ipotesi di una strategia

Sulla lunga lotta delle precarie coop sociali di Palermo Slai Cobas sc - Un bilancio che va oltre Palermo


La lotta
delle lavoratrici e lavoratori Assistenti igienico-personale nelle scuole, precari delle cooperative sociali a Palermo, guidata dallo Slai Cobas per il sindacato di classe, rientra nel mondo del lavoro/precariato del sud di questo paese, una lotta inserita all'interno delle dinamiche complessive dello scontro capitale-lavoro, in cui lo Stato borghese con i suoi corollari (Città Metropolitana, Regione Siciliana) utilizza le esternalizzazioni per smantellare i servizi pubblici, abbattere il costo del lavoro e frammentare la classe lavoratrice.

Questi lavoratori e lavoratrici, per anni esternalizzati a cooperative sociali pagate dall'ex Provincia (oggi Città Metropolitana), si sono trovati davanti da un lato ai pesanti tagli ai fondi da parte della Regione Siciliana, dall'altro alle riforme statali (come il D.Lgs 66/201 7) che hanno tentato di scaricare le mansioni di cura e igiene degli alunni disabili direttamente sui collaboratori scolastici statali (il personale ATA), nel tentativo di eliminare le figure specialistiche esterne.

Il sistema degli appalti e delle esternalizzazioni nel "terzo settore" a Palermo (servizi sociali, assistenza scolastica, pulizie, manutenzione) ha creato negli anni un grande bacino di precariato ricattabile, spesso incastrato in un gioco allo scaricabarile tra Regione, Città Metropolitana, Comuni e i diversi governi e giunte borghesi che si sono succeduti negli anni e le cooperative stesse.

La vertenza degli assistenti specializzati nelle scuole superiori palermitane rientra nella privatizzazione che avanza della scuola pubblica. Lo Stato, attraverso riforme bipartisan

Ex Ilva, “licenziamenti indotto, è solo l’inizio”

Conf stampa sindacati - info - la posizione dello slai cobas

Prima ancora che si spenga la fabbrica, rischia di spegnersi una parte del lavoro che le ruota intorno. Sono 2.500 i  lavoratori dell’indotto ex Ilva per i quali Aigi ha annunciato l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo. È il nuovo fronte della vertenza che oggi ha portato Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Usb a presentarsi insieme, nella sede dei metalmeccanici di Taranto, per chiedere di fermare le procedure e soprattutto per sollecitare al  governo una risposta sul futuro dell’acciaieria. 

La conferenza stampa congiunta si è svolta alla vigilia di due giornate decisive: l’8 settembre il confronto a Palazzo Chigi e il 9 settembre l’udienza sulla richiesta di sospensiva della chiusura dell’area a caldo. Due appuntamenti dai quali il  sindacato si attende una svolta, perché l’incertezza sul destino produttivo dello stabilimento si sta già trasformando in una minaccia concreta per l’occupazione delle aziende dell’appalto.

Il primo bersaglio delle organizzazioni sindacali è stato proprio Aigi. «Chiediamo ad Aigi di ritirare immediatamente i licenziamenti e di attendere l’incontro di martedì a Palazzo Chigi», ha detto Luigi Bennardi, segretario della Uilm Taranto. La richiesta, ha spiegato, è arrivata dopo che le organizzazioni sindacali avevano chiesto alle associazioni datoriali di «soprassedere con l’invio delle procedure e delle informative per il licenziamento collettivo».

Lavoro

Aigi, invece, ha deciso di andare avanti. Una scelta che per i sindacati rappresenta «una fuga in avanti»,