mercoledì 27 maggio 2026

pc 27 maggio – Italia-India e i nuovi accordi del Partenariato Strategico Speciale – 2: Rafforzare l’apparato della guerra

 

Durante l’incontro che ha portato all’accordo firmato dalla Meloni e da Modi il 20 maggio scorso chiamato Partenariato Strategico Speciale, il più alto grado di cooperazione e relazioni diplomatiche, i due capi di governo hanno tenuto a ripetere che l’interscambio tra i due Paesi aumenterà dagli attuali 14 miliardi a 20 miliardi. A questo notevole incremento non può che contribuire in buona parte l’interscambio nell’ambito del settore della “difesa” e cioè di tutto quello che riguarda le armi. Da un lato questo viene detto esplicitamente nella dichiarazione congiunta finale dell’incontro che comprende i punti 17, 18 e 19 e che riportiamo:

Difesa

17. Entrambi i Primi Ministri hanno espresso soddisfazione per l'approfondimento della cooperazione nella difesa, anche attraverso scambi ministeriali, legami tra i servizi, visite in porto, e hanno accolto l'adozione di una Dichiarazione Congiunta di Intenti e di una Roadmap per l'Industria della Difesa che promuoverà collaborazioni per la cooperazione tecnologica, la co-produzione e il co-sviluppo progetti tra cui elicotteri, piattaforme navali, armamento della marina e per la guerra elettronica.

Hanno inoltre riconosciuto l'importanza di proteggere le infrastrutture critiche e le relative catene di approvvigionamento attraverso il rafforzamento della resilienza industriale.

18. Le due parti hanno concordato di esaminare la fattibilità di istituire un dialogo strutturato annuale di alto livello militare, che integra il lavoro del Comitato Congiunto per la Difesa e del Gruppo di Cooperazione Militare, e promuovere esercitazioni congiunte e corsi interforze.

19. Entrambi i leader hanno concordato di avviare un Dialogo sulla Sicurezza Marittima, con l'obiettivo di aumentare la cooperazione in materia di sicurezza marittima, coordinamento e scambio di informazioni e buone pratiche nel dominio marittimo.

 

Come si vede  si tratta di un accordo di collaborazione militare a tutto campo. Se da un lato questi accordi vanno trasformati in documenti più specifici per essere applicati, dall’altro spesso ci sono parti che rimangono segrete e per cui non si può davvero comprendere fino a che punto arriva la “collaborazione” e a quantificare quanto sarà l’impegno reale in termini di finanziamento.

Questi accordi sulla difesa, riporta un quotidiano online “sono stati sottoscritti dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dal ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar nell’ambito del vertice bilaterale che ha sancito l’elevazione delle relazioni tra i due paesi al rango di Partenariato strategico speciale … Gli accordi si inseriscono a loro volta nel più ampio quadro del Piano d’azione strategica congiunta 2025-2029, adottato dai due leader a margine del G20 di Rio de Janeiro di novembre 2024, e si collocano in un percorso di relazioni bilaterali in progressiva intensificazione negli ultimi anni, con la presenza di Modi al G7 in Italia nel giugno 2024 e la visita di Meloni in occasione del G20 in India del 2023.”

Esistevano già, quindi, un Piano d’azione strategica congiunta 2025-2029, un Comitato Congiunto per la Difesa e un Gruppo di Cooperazione Militare, ai quali si aggiunge questo ultimo accordo. Tutto questo mostra quanto grande sia l’interesse dell’imperialismo italiano per i rapporti con il colosso indiano.

“Sul piano industriale – continua l’articolo - le relazioni tra i due Paesi sono già da tempo in via di consolidamento. Leonardo e Adani Defence & Aerospace, società del conglomerato indiano Adani Group, hanno siglato un memorandum d’intesa per sviluppare in India un ecosistema industriale integrato nel settore elicotteristico per rispondere alla domanda delle Forze armate indiane attraverso piattaforme come l’AW169M e l’AW109 TrekkerM, prevedendo una progressiva localizzazione produttiva e delle attività di manutenzione, supporto logistico e addestramento. Nel settore della guerra elettronica, anche ELT Group è presente nel subcontinente, in linea con la crescente attenzione di Nuova Delhi verso questo tipo di capacità.

“Sul fronte navale, Fincantieri ha più di un dossier aperto in India. La controllata Wass Submarine Systems ha ottenuto tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 commesse di rilievo dalla Marina indiana nel settore dei sistemi subacquei. Ha inoltre stretto accordi di cooperazione strategica con Cochin shipyard limited (Csl), il principale costruttore navale pubblico indiano, finalizzati allo sviluppo congiunto di programmi cantieristici, alla cooperazione tecnologica e al rafforzamento delle capacità industriali nel settore navale.

“Nella componentistica critica, il gruppo bolognese Poggipolini ha recentemente acquisito una quota di maggioranza dell’indiana Aero Fasteners, con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento nel mercato dei sistemi di fissaggio ad alta affidabilità destinati ai comparti strategici. Sul versante della supply chain aerospaziale e della difesa, Ala Group, attivo nel campo della logistica avanzata, ha sottoscritto un memorandum d’intesa con Tvs Supply Chain Solutions per collaborare nel mercato indiano dell’aerospazio e della difesa, stimato in circa 28 miliardi di dollari, con particolare attenzione ai programmi di offset e localizzazione industriale collegati alle future commesse della difesa indiana.”

Elicotteri, navi militari guerra elettronica e cioè Leonardo S.p.A., Fincantieri ed ELT Group da parte italiana, in prima linea tra le circa 1000 imprese presenti in India. Multinazionali sotto il controllo dello Stato italiano, direttamente o indirettamente, che soprattutto in questi anni di guerre stanno accumulando enormi quantità di profitti.

Anche le multinazionali di Ambani e Adani, i due amici stretti di Modi, gli uomini più ricchi dell’India con un patrimonio di circa 100 miliardi a testa, sviluppano entrambi sistemi d’arma e fanno profitti enormi.

Il governo indiano del fascista indù Modi ha la necessità di rafforzare ancora di più tutto il suo apparato militare e di allargare le sue alleanze in vista degli scontri con i paesi confinanti (Pakistan Cina…), ma anche di una partecipazione ad un possibile conflitto mondiale.

Anche il governo italiano, guidato dalla fascista Meloni, procede speditamente verso il riarmo completo, impegnando tutte le capacità produttive che assorbono sempre finanziamenti all’interno di quella che diventa ogni giorno di più un’economia di guerra.

Nessun commento:

Posta un commento