sabato 10 gennaio 2026

pc 10 gennaio - Usa: guerra all'interno e guerra all'esterno proseguono insieme, l'una a servizio dell'altra - Trump/Vance lo dichiarano apertamente

USA: la polizia spara sui manifestanti a Portland

Due persone ferite a colpi di arma da fuoco a Portland dalle forze federali durante le proteste per l’uccisione dell’attivista per i diritti umani Renee Nicole Good a Minneapolis

Due persone, un uomo e una donna, sono state ricoverate in ospedale dopo essere state colpite da colpi di arma da fuoco esplosi da agenti federali a Portland. L’episodio, avvenuto nelle ultime ore, si inserisce in un clima di forte tensione sociale che sta attraversando diverse città degli Stati Uniti.

Secondo le prime informazioni disponibili, gli spari sarebbero stati esplosi nel corso di un’operazione delle forze federali. Le autorità non hanno ancora diffuso dettagli completi sulla dinamica dei fatti né sulle condizioni precise delle persone ferite, che risultano comunque sotto osservazione medica.

L’accaduto arriva in un momento particolarmente delicato, segnato dalle proteste e dall’indignazione

pc 10 gennaio - Il neonazismo di Trump sospinge i venti della guerra imperialista: dopo il Venezuela la Groenlandia

Da Ore12/Controinformazione rossoperaia del 9/1

I venti di guerra continuano a soffiare forte in ogni angolo del mondo imperialista e l’imperialismo americano a guida Trump sta accelerando giorno per giorno questo processo.

“Fare grande l’America”, il movimento fascio-imperialista trumpiano, si traduce in una guerra permanente con la concorrenza degli altri paesi imperialisti, con le guerre commerciali, la guerra dei dazi, con le aggressioni militari alle nazioni e con la guerra al proprio interno contro gli immigrati con un’ondata repressiva e con deportazioni forzate autorizzate dalle nuove leggi razziali - la sua polizia è arrivata ad uccidere a sangue freddo a Minneapolis, dove un poliziotto dell’ICE, la polizia antimmigrati, ha ucciso una donna. Di queste squadracce di Stato formate da agenti incappucciati si deve capire, come riporta un quotidiano online, che “non si tratta solo di “controllo dell’immigrazione”: è un dispositivo di intimidazione sociale che colpisce milioni di persone ben oltre gli irregolari... Negli Stati Uniti, chi documenta le deportazioni rischia l’incriminazione; chi protesta viene assimilato al terrorismo. La criminalizzazione del dissenso non è un effetto collaterale, è parte integrante del progetto.”.

In America è tornato il nazismo che non è la semplice politica reazionaria e repressiva, è la concezione del mondo della classe di cui è espressione Trump che non accetta nessun ostacolo per affermare i propri interessi di classe: sono i ricchi miliardari americani, gli oligarchi, per cui i soldi, il profitto, sono tutto e il nazismo è il loro credo per cui vorrebbero fosse al potere in buona parte del mondo per rendere più facile l’affermazione dei propri interessi di classe che, dal loro punto di vista, vengono prima di tutto e lo ostentano esplicitamente, esprimendo il loro odio di classe apertamente.

Trump ha elaborato la Strategia per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti con al centro esclusivamente gli interessi Usa e ha ripreso la Dottrina Monroe dell’America agli americani per usarla  a servizio dei suoi piani di egemonia nell’emisfero occidentale, in continuità e rottura con la politica estera americana.

Quest’anno si è aperto con l’aggressione al Venezuela e ora Trump minaccia l’annessione della Groenlandia. Lo aveva già dichiarato già con la vittoria al suo primo mandato e su quest’obiettivo è ritornato ora, con la competizione interimperialista che porta gli imperialisti a scontrarsi nella corsa alla

pc 10 gennaio - Venezuela - Eni - gli sciacalli del profitto italiano pronti a partecipare alla rapina del popolo venezuelano

Descalzi a Trump, 'Eni pronta ad investire in Venezuela'

L'ad alla Casa Bianca: 'Lavoreremo con le compagnie americane'

WASHINGTON, 09 gennaio 2026, 23:14 - Redazione ANSA

"Eni è pronta ad investire in Venezuela". Lo ha detto l'amministratore delegato della compagnia Claudio Descalzi a Donald Trump durante un incontro alla Casa Bianca.

La servetta Meloni cerca di passare all'incasso dopo il suo immediato appoggio all'invasione di Trump al Venezuela 

pc 10 gennaio - Continua la repressione a Torino con l'azione congiunta Magistratura/governo/stampa borghese

17 gennaio - assemblea nazionale - 31 gennaio manifestazione nazionale

info dalla stampa che descrive in forme criminalizzanti spesso false e deformate le giuste e sacrosante iniziative di lotta

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L’irruzione alla Mole, i lanci di pietre contro gli agenti della polizia schierati davanti al Politecnico, l’assalto al McDonald’s e al Burger King. Per quel mese di guerriglia urbana, tra il novembre e il dicembre 2024, la Digos questa mattina ha eseguito un provvedimento cautelare (obblighi di firma e di dimora a Torino, con la prescrizione di non allontanarsi dall’abitazione dalle 19.30 alle 7.30) nei confronti di 13 antagonisti. Si tratta di giovani, appartenenti a collettivi e organizzazioni pro Palestina, già conosciuti alle forze dell’ordine: indagati in altri procedimenti per analoghi episodi più recenti e sottoposti ad altre misure, ora sono indagati a vario titolo anche per quelle quattro giornate di due anni fa, per cui dovranno rispondere dei reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata e rapina.

Irruzione alla Leonardo

Il primo episodio risale al 13 novembre del 2024. Un gruppo di circa settanta manifestanti aveva

pc 10 gennaio - Nazismo in salsa americana e narcotraffico - un commento condivisibile

 

IL NARCOTRAFFICO DELLA CIA

Uno dei principali argomenti usati dai sostenitori dell'atto di guerra statunitense contro il Venezuela è che Maduro sarebbe un trafficante di droga.
In realtà non solo non c'è alcuna prova che Maduro e il governo bolivariano siano coinvolti nel traffico di droga, ma ci sono moltissime prove e testimonianze del fatto che i principali organizzatori del narcotraffico internazionale siano proprio la DEA e la CIA, che coinvolgono in questi lucrosi traffici i vertici militari e politici di svariati Paesi "alleati" degli USA. Così hanno agito in passato gli yankees nel Triangolo d'Oro (Thailandia, Myanmar/Birmania e Laos), in Nicaragua (di sostegno ai famigerati "contras"), in Colombia (d'accordo con l'esercito locale e facendo ricadere le colpe sulla guerriglia comunista locale delle FARC) e in Afghanistan (diventato la principale base logistica di eroina durante il ventennio di occupazione statunitense di inizio secolo).
I nazisti tendono a fare così: accusano il nemico dei propri stessi crimini. 
Così Goebbels ha insegnato, e a Washington lo si è ascoltato con attenzione.

pc 10 gennaio - La mossa di Trump contro gli appaltatori della difesa per garantire che gli Usa “dispongano delle capacità militari più letali del mondo”

 info stampa

Un ordine esecutivo della Casa Bianca prevede l'inserimento nei contratti di clausole che vietino la distribuzione di dividendi e limitino le remunerazioni dei dirigenti se le performance sono "insufficienti". E la Securities and exchange commission viene tirata in ballo perché metta mano alle regole sul riacquisto di azioni proprie da parte di aziende del comparto
La mossa di Trump contro gli appaltatori della difesa per garantire che gli Usa “dispongano delle capacità militari più letali del mondo”


In qualità di Capo dell’Esecutivo e Comandante in Capo, mi impegno a garantire che l’esercito degli Stati Uniti disponga delle capacità di combattimento più letali al mondo. Dopo anni di priorità sbagliate, i grandi appaltatori tradizionali sono stati incentivati a privilegiare i rendimenti per gli investitori

pc 10 gennaio - PALESTINESI ARRESTATI: HANNOUN E GLI ALTRI SPOSTATI IN CARCERI DI MASSIMA SICUREZZA

 RESPINGERE LA MONTATURA POLIZIESCA/GIUDIZIARIA. LA SOLIDARIETA' NON E' REATO HANNOUN-YASER-ANAN....LIBERI TUTTI, LIBERI SUBITO

Alla vigilia dei cortei e presidi di solidarietà che si terranno in diverse città italiane, tra cui Milano, nel corso del pomeriggio di venerdì 9 gennaio è arrivata la notizia dello spostamento di diversi dei palestinesi arrestati nell’inchiesta della procura di Genova in carceri di massima sicurezza.

A quanto sono riusciti a ricostruire nel corso di ore concitate le associazioni e i collettivi che stanno organizzando alcune delle iniziative di solidarietà con gli arrestati, “sono stati trasferiti in carceri di massima sicurezza: Mohammad Hannoun a Terni, Raed e Yaser a Ferrara e Albustanji in Calabria senza la possibilità di visite famigliari. Dovunque voi siate siamo e saremo al vostro fianco senza arretrare nella solidarietà. Liberi tutti subito!!! Domani tutte e tutti in piazza.”

L’aggiornamento nel tardo pomeriggio di venerdì con le prime notizie ricevute da Elio del centro sociale Vittoria di Milano Ascolta o scarica


Accanimento del governo contro i palestinesi arrestati, trasferiti e isolati nelle carceri speciali

di Forum Palestina


Dopo le comunicazioni del ministro degli Interni Piantedosi al Senato, è arrivata puntuale la vendetta del governo Meloni contro i palestinesi in Italia. È arrivata infatti la comunicazione che sono stati trasferiti in carceri di massima sicurezza. Mohammad Hannoun a Terni, Raed e Yaser a Ferrara e Albustanji in Calabria e senza la possibilità di visite dei familiari.

Che questo accanimento fosse nell’aria lo si era capito due giorni quando il ministro dell’interno Matteo Piantedosi, rispondendo al question time al Senato aveva affermato che “Nel caso in questione pur con la doverosa presunzione  di innocenza, è stato squarciato il velo su attività che, dietro il paravento di iniziative in favore della popolazione palestinese, venivano sistematicamente dirottate verso strutture di Gaza riconducibili all’egida di Hamas per finalità di terrorismo”Quest’ultimo – ha detto in aula il ministro Piantedosi – “è un dato su cui richiamo l’attenzione soprattutto di chi in alcune occasioni ha manifestato acritica vicinanza a personaggi coinvolti nell’indagine, sottovalutando, pur in buona fede, la delicatezza e la complessità di contesti che si muovono in un’area non sempre netta tra intenti apprezzabili e propositi meno limpidi.

Nessun passaggio o ammissione sul fatto che buona parte della documentazione contro i palestinesi arrestati provenga dai servizi segreti israeliani, in compenso un messaggio intimidatorio, neanche troppo velato, sia verso le forze di opposizione in Parlamento che verso l’esteso movimento di solidarietà con il popolo palestinese, un messaggio rapidamente ripreso dai parlamentari e dai giornali della destra filo-sionisti.

Tra l’altro, il 7 gennaio scorso è stato avviato il percorso di discussione in Parlamento del Ddl Delrio – ufficialmente contro l’antisemitismo, praticamente contro chi critica Israele e il sionismo – che sembra trovare un iter addirittura più veloce del Ddl Gasparri che pure era stato presentato prima. Il “lavoro sporco” contro le forze alternative e della solidarietà popolare con i palestinesi sembra quasi che si preferisca affidarlo al Pd invece che alla destra.



pc 10 gennaio - Per la Palestina a Palermo in solidarietà con Hannoun e tutti gli arrestati


Giovedì pomeriggio davanti alla prefettura di Palermo  il sit-in in solidarietà e per la liberazione di Hannoun e di tutti gli altri compagni arrestati per la montatura poliziesca e giudiziaria messa in campo dalla magistratura, voluta dal governo moderno fascista Meloni al servizio del nazisionismo israeliano.

Ricordando l’enorme solidarietà  verso il popolo palestinese che resiste che in questi due anni si è sviluppata in tutto il paese, culminata con la grande manifestazione del milione di Roma, negli interventi abbiamo messo al centro la necessità di tenere ancora più alta l’attenzione sulla Palestina visto che il governo Meloni con queste operazioni repressive cerca di fermare il movimento di solidarietà e la lotta contro un governo moderno fascista  che mentre è pienamente complice del genocidio in Palestina   difende  il naziimperialismo Usa/Trump, principale sostenitore Israele genocida e oggi artefice del grave attacco al Venezuela.

Per questo non bisogna lasciare le piazze della solidarietà e della denuncia e anche con questa iniziativa vogliamo confermare a tutti quanti, a noi stessi innanzitutto, che ci dobbiamo organizzare meglio, a livello di militanti, ma anche a livello popolare per una Palestina libera dal fiume fino al mare.

Durante uno degli interventi abbiamo ricordato la data del 16 novembre, giorno in cui il tribunale emetterà la sentenza per Anan al quale deve continuare ad arrivare tutta la solidarietà necessaria, la resistenza del popolo palestinese non si può processare perché legittima!

E' stata data la solidarietà, che ha trovato condivisione in piazza, alla compagna Luigia, che in una iniziativa a sostegno della Palestina è stata aggredita da un poliziotto, che le ha fratturato il polso, che ha cercato invano di strapparle la bandiera palestinese difesa con determinazione dalla compagna.

VIDEO intervento della compagna di proletari comunisti 





venerdì 9 gennaio 2026

pc 9 gennaio - Conferenza teorica internazionale del NDFP sul fascismo nel XXI secolo nelle roccaforti imperialiste, 28/29 novembre 2025

Discorso di proletari comunisti/ Partito Comunista maoista - Italia

Cari compagni,

è per noi un onore partecipare a questa conferenza e ringraziamo calorosamente i compagni del NDFP che hanno organizzato questa iniziativa cosi come tutte le organizzazioni e i partiti qui presenti.

Infatti è di primaria importanza che le organizzazioni rivoluzionarie ritornino sull'analisi del fascismo oggi nel 21esimo secolo evidenziandone le caratteristiche di continuità con il fascismo storico e gli elementi moderni di oggi.

Si afferma giustamente nel testo di convocazione che "il fascismo essendo un fenomeno di classe ha le sue radici nelle contraddizioni dell'imperialismo", Siamo d'accordo anche noi che tale contesto ha fatto riemergere il fascismo in vari paesi del mondo come uno strumento della classe dominante per soddisfare i propri interessi di classe.

1 Il moderno fascismo italiano

L'Italia rappresenta un caso esemplare di questa tendenza reazionaria mondiale che marcia verso il moderno fascismo. I primi sintomi di questo processo risalgono già al 2001 durante la repressione dei movimenti di opposizione di massa per il G8 di Genova, e adesso dopo poco più di 20 anni si è insediato un governo fascista presieduto da Giorgia Meloni.

In questi due decenni lo sfruttamento della classe operaia e delle masse popolari si è intensificato tramite la restrizione delle libertà democratico borghesi come quella sindacale, di diritto d'espressione, manifestazione e organizzazione, con la promulgazione di leggi sempre più repressive e restrittive, In questo processo il neorevisionismo è diventato negli anni "partito di governo" ed il sindacalismo degenerato media il conflitto di classe.

Ad esempio il secondo sindacato italiano, la Cisl, è praticamente parte integrante del governo dopo aver

pc 9 gennaio - Appello a una mobilitazione europea contro l'Operazione Kagaar e a denunciare il sostegno dell'UE al regime indiano!

 


Il 26 e 27 gennaio, la Sottocommissione Affari Esteri - Sottocommissione per i Diritti Umani del Parlamento Europeo si riunirà a Bruxelles. Chiediamo a tutti i democratici sinceri, progressisti, gruppi per i diritti umani e coloro che sostengono la libertà di espressione e religione, così come i rivoluzionari di tutte le tendenze politiche, a partecipare a un sit-in di protesta davanti al Parlamento Europeo e all'Ambasciata indiana in Belgium.

In infatti, dal gennaio 2024, il regime indiano di Narendra Modi ha lanciato un'operazione militare a pieno titolo chiamata "Operazione Kagaar" nell'India centrale, negli stati di Chattisgarh, Talengana, Odisha, Andhra Pradesh e Jharkhand, la cosiddetta "fascia tribale" dove vivono le popolazioni adivasi. Con il dispiegamento di 60.000 forze paramilitari, aerei, droni e veicoli blindati, ufficialmente mobilitati contro il Partito Comunista d'India (Maoista) con l'obiettivo di eliminarlo "entro il 31 marzo 2026", le popolazioni adivasi sono attaccate per sfrattarle con la forza dalle loro terre affinché le compagnie minerarie vi si  possano insediare. I gruppi per i diritti umani in India denunciano uccisioni indiscriminate (inclusi neonati e donne incinte) e stupri. L'Operazione Kagaar segue un'operazione militare simile chiamata "Operazione Samadhan-Prahar" (2017-2023) nelle stesse aree e utilizzando gli stessi metodi. Ciò significa che questa operazione militare contro le popolazioni adivasi va avanti da sette anni, con massacri indiscriminati in cui interi villaggi vengono presi di mira e rasi al suolo. Il regime brahminico Hindutva di Narendra Mondi dirige tali massacri sventolando il mostro del "terrorismo maoista" usando la draconiana UAPA (Unlawful Activities Prevention Act) del 1967, ovvero la legge antiterrorismo, per colpire tutte le voci dissenzienti e gli oppositori politici. Solo per citarne alcuni casi:

- Da più di tre anni, il giornalista Rupesh Kumar Singh è stato arrestato per i suoi articoli contro le campagne militari o l'Operazione Samadhan-Prahar contro il popolo adivasi nello stato di Jarkhand. - il prigioniero politico Sanjoy Deepak Rao, membro del Comitato Centrale del CPI (Maoista), è stato imprigionato per due anni senza processo e gli vengono negati i diritti fondamentali dei prigionieri,  come il diritto di lasciare la cella tra le 6:00 e le 18:00, mentre gli sono garantite solo due ore al giorno.

- Sanjoy Deepak Rao ha iniziato uno sciopero della fame il 28 ottobre.

pc 9 gennaio - Ilva - il Fondo Flacks porta al fallimento - Lunedì 12 gennaio ore 10 conferenza stampa dello Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

Il governo Meloni/Urso lo sa benissimo. Non serve chiedere incontri con la Meloni, come continuano a fare sindacati confederali e Usb. Serve respingere subito questo bluff.


Michael Flacks: "Sarebbe la più importante acquisizione importante della mia vita" e poi "Se comprassi la squadra di calcio la porterei in serie A" 
 

Sarebbe la più importante acquisizione della mia storia, una grande sfida non solo economica, ma anche sociale e ambientale”: in una intervista al Corriere della Sera, Michael Flacks, fondatore del Flacks Group, parla della più che concreta possibilità che tocchi a lui provare il rilancio dell’ex Ilva di Taranto...


Le pompose dichiarazioni dell'amministratore del Fondo Flacks ricordano le dichiarazioni rese da un americano che voleva comprarsi la squadra del Taranto, molto sponsorizzato dai mass media, plaudito dall'Amministrazione comunale; questo emerito sconosciuto venne una volta a Taranto, distribuì a destra e a manca bottoglie di birra e... poi sparì, e nessuno più ne ha sentito parlare.
Ora, in maniera tragica, la farsa rischia di ripetersi.

I suoi dipendenti lo chiamavano "Piccolo Dracula"
"La reputazione dell’amministratore delegato – miliardario e autodefinitosi filantropo – non è delle migliori: secondo un approfondimento del quotidiano tedesco di economia e finanza Handelsblatt, infatti, l’imprenditore sarebbe «il terrore di tutte le aziende di medie dimensioni». In Germania, infatti, avrebbe portato al definitivo fallimento diverse imprese..."

I dipendenti lo chiamavano "Piccolo Dracula". Si dice che il vampiro aziendale Flacks abbia prosciugato le medie imprese, per poi spingerle alla bancarotta.

MA AL PEGGIO NON C'E' MAI FINE - Il fondo Flacks è legato al movimento sionista Chabad

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Gianmario Leone, giornalista del Corriere di Taranto, sottolinea come il presidente del gruppo Michael Flacks sia stato ripetutamente finanziatore di movimenti sionisti e colonialisti di Israele.

In diverse occasioni, la Flacks Family Foundation e lo stesso Michael Flacks hanno annunciato finanziamenti a favore dello Chabad, movimento chassidico globale dell’ebraismo ortodosso che promuove l’occupazione illegale delle terre palestinesi e la colonizzazione di Gaza, sostenendo il concetto sionista di “Grande Israele”, dal Nilo all’Eufrate.

A inizio 2024 Michael Flacks ha donato 5 milioni di dollari per la costruzione di un edificio di 10 piani nel centro di Gerusalemme da destinare allo Chabad. A dicembre 2025 la Flacks Family Foundation ha annunciato il finanziamento di altri 3 milioni di dollari a Colel Chabad, ente a cui è stato ritirato il titolo di “benefico” a fine 2024.

Il movimento Chabad sostiene apertamente anche le IDF israeliane: durante l’attuale genocidio a Gaza, Colel Chabad ha gestito programmi come “Iron Sword” per sostenere soldati israeliani. I movimenti di protesta per la Palestina hanno denunciato la complicità dell’ente nello sterminio dei palestinesi a Gaza.

pc 9 gennaio - Taranto - sempre più città di guerra - sabato 10 ore 18 piazza immacolata - manifestazione - dal blog tarantocontro

Taranto: partiti i primi tre container con munizioni e armi provenienti da Israele 

NO TARANTO CITTA' DI GUERRA

sabato 10/1 dalle 18 presidio/assemblea in Piazza Immacolata


Da Telenorba - Gennaio 8, 2026    

Il materiale era arrivato a bordo della nave cargo Danica Rainbow

Sono partiti dal porto di Taranto i primi tre container (degli 11 complessivi) con munizioni e armi provenienti da Israele e diretti in un deposito in Puglia del Ministero della Difesa. Il materiale era arrivato a bordo della nave cargo Danica Rainbow.
In queste ore sono stati contattati alcuni mezzi e autisti idonei per il trasporto internazionale di merce pericolosa. Durante i controlli della Capitaneria di porto e del terminalista Yilport, è stato riscontrato che i camion e gli autisti dell’impresa privata, contrattualizzata dal Ministero, erano sprovvisti delle autorizzazioni necessarie.
I containers sono rimasti sulla banchina tutta la notte vigilati da guardie armate. Si sta cercando in queste ore di reperire altri mezzi e personale per il trasporto ma, quasi certamente, le operazioni si protrarranno anche nella giornata di domani

Taranto non puo' nè deve essere città complice del genocidio del popolo palestinese e della guerra

Taranto: attraccata la nave cargo con munizioni e armamenti provenienti da Israele

Appello x manifestazione unitaria anti sionista e antimperialista per sabato 10 a Taranto - ore 18 piazza immacolata

La criminale aggressione imperialista Usa al Venezuela e l’atto banditesco del rapimento del presidente Maduro rappresentano l’ulteriore salto dell’imperialismo Usa/Trump nell’aggressione ai popoli e nella marcia verso la guerra interimperialista mondiale di rapina e nuova spartizione delle materie prime, fonti energetiche. 

Yankee go home - fuori dal Venezuela - libertà e autoderminazione dei popoli - solidarietà al Venezuela e alle masse popolari venezuelane - resistenza antimperialista e internazionalista.

Massima denuncia del governo della Meloni che sta con Trump e l’aggressione imperialista.

Mobilitazione ovunque - partecipare alle manifestazioni per il Venezuela e portare la questione Venezuela in tutte le manifestazioni per la Palestina.

pc 9 dicembre - Minniti e un'ala del PD sono già parte del blocco politico fascio/imperialista neocoloniale e guerrafondaio della Meloni

Alla Fondazione presieduta da Minniti 400mila euro per studiare l'influenza russa in Nord Africa e i rischi per l’Italia

La legge di bilancio stanzia fondi per la fondazione Med-Or che nel 2021 in un dossier di approfondimento avvertiva: sarebbe bene non farsi cogliere impreparati

Il ruolo di Marco Minniti nella Fondazione

Se venisse chiesto dalle parti di Palazzo Chigi perché questo contributo alla fondazione Med-Or e non ad altre, si riceverebbe più o meno questa risposta: sarebbero soldi ben spesi. Non fosse altro perché a presiedere la fondazione Med-Or è Marco Minniti. Il suo curriculum ricorda che è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo D’Alema I e nel D’Alema II, in questo caso con delega ai servizi segreti; sottosegretario alla Difesa nel governo Amato e poi viceministro dell’Interno nel governo Prodi. Nella collezione di incarichi un’altra delega ai servizi segreti con il sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio prima nel governo Letta e in seguito nel governo Renzi. Ovviamente sono soltanto alcuni dei tanti incarichi ricoperti da Minniti nel corso della sua lunga carriera politica. Insomma, chi meglio di una fondazione, presieduta da uno con un curriculum del genere con una “specializzazione” evidente nel mondo dei servizi segreti, può assolvere al compito che il governo le assegna?

Cos'è la Fondazione Med-Or e di cosa si occupa

Ma che cos’è la Med-Or, di che cosa si occupa? La scheda pubblicata sul sito internet della fondazione

pc 9 gennaio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Il neonazismo di Trump sospinge i venti della guerra imperialista, dopo il Venezuela la Groenlandia

 

pc 9 gennaio -Tutte e tutti in piazza a Milano il 10 gennaio 2026


Appello ai sindacati conflittuali, ai lavoratori e alle lavoratrici, alle student*, alle organizzazioni politiche, ai centri sociali, alle realtà dell’associazionismo, alle donne e agli uomini che non si sono mai fermati nella solidarietà al popolo palestinese e alla sua resistenza.

LA SOLIDARIETA’ NON SI ARRESTA E NON SI FERMA!

PER LA LIBERAZIONE DEI MILITANTI PALESTINESI ARRESTATI!

AL FIANCO DI TUTTI I POPOLI IN LOTTA CONTRO IL COLONIALISMO!

CONTRO L’AGGRESSIONE IMPERIALISTA AL VENEZUELA!

Tutte e tutti in piazza a Milano il 10 gennaio 2026 alle ore 14.00 con concentramento in Via Giacosa ang. Via Bolzano (M1 Rovereto)

Sabato 27 dicembre con una gravissima operazione repressiva di polizia e guardia di finanza sono state perquisite e chiuse la sedi dell’Abspp, l‘Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese.

Sono state perquisite le case di decine di donne e uomini attivi sul fronte della solidarietà con raccolte fondi destinati a progetti di solidarietà e nella partecipazione a ogni iniziativa in difesa del popolo palestinese contro il genocidio e la pulizia etnica in corso a Gaza come in Cisgiordania. Sono stati sequestrati computer e cellulari, requisiti contanti anche personali e devastata la vita di intere famiglie con l’arresto di 7 amici e compagni di lotta (Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Raed Al Salahat, Yaser Elasaly, Jaber Albustanj, Adel Abu Rawwa, Khalil Abu Deiah), con la fumosa e gravissima accusa di finanziamento al terrorismo.

Noi sappiamo invece che è tutta una strumentale montatura politico-giudiziaria formulata sulla base di documentazione direttamente fornita dalle imbeccate di parte dell’intelligence sionista, responsabile di torture e assassinii nei centri di detenzione israeliani, davanti alle quali qualche giudice compiacente si è prostrato con il plauso del governo Meloni. Un governo complice e alleato del terrorista assassino Netanyahu al quale ha continuato a vendere armi senza mai interrompere la collaborazione commerciale e militare.

La Milano palestinese che ha attraversato le strade della città ininterrottamente da 27 mesi, respinge al mittente questa montatura giudiziaria che è indice del grado di asservimento del governo italiano ai desideri dell’entità coloniale sionista Israele. La Milano palestinese si schiera fermamente al fianco degli arrestati. La loro unica colpa è quella di stare a testa alta e alla luce del sole dalla parte del popolo palestinese con dignità e orgoglio.

La Milano palestinese denuncia questa operazione repressiva diretta a colpire il vasto movimento di solidarietà che nel corso dei mesi si è strutturato e consolidato, riuscendo a unire nell’attivo sostegno alla resistenza e al diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese singoli, realtà politiche e sindacali, con un approccio internazionalista che ha saputo saldarsi fin dalle prime ore contro l’aggressione imperialista al Venezuela. 

La “pace trumpiana” si sta traducendo nella prosecuzione di un genocidio a bassa intensità per fame e malattie. Ciò è aggravato dal divieto dell’entità sionista, operativo dal primo gennaio, di intervento a Gaza e Cisgiordania alle 37 più importanti organizzazioni umanitarie. Il governo terrorista Netanyahu e il governo USA vogliono completare senza testimoni la pulizia etnica del popolo palestinese con la sua eliminazione e con la sua deportazione fuori dalla Palestina. Per i macellai sionisti l’obiettivo da raggiungere è quello di realizzare il sogno di una Grande Israele che garantisca all’imperialismo USA il completo controllo politico e militare sull’Asia occidentale.

Tutto questo è reso possibile dall’attuale corsa alla guerra determinata dalle contraddizioni del capitalismo e della competizione per risorse e mercati, dal riarmo generalizzato. Quanto è avvenuto in Palestina ha fatto carta straccia del diritto internazionale e ha reso possibile l’aggressione imperialista alla repubblica bolivariana di Venezuela e il rapimento del suo presidente Nicolas Maduro. La logica che sta dietro alle azioni dell’imperialismo occidentale e del sionismo sono le stesse per cui si vorrebbe che l’America Latina tornasse a essere il cortile di casa degli USA.

Quello che è accaduto ai nostri compagni di lotta è quindi parte del complessivo disegno di criminalizzazione della solidarietà internazionalista.

In Palestina questo è sostenuto dalla volontà sionista di chiudere definitivamente ogni accesso agli aiuti umanitari, delegittimare e annientare la legittima resistenza palestinese come condizione indispensabile per mettere una pietra tombale e cancellare dalla storia l’intero popolo palestinese.

In questo contesto, si inseriscono i disegni di legge Gasparri – Delrio che vogliono equiparare il nostro antisionismo antifascista all’antisemitismo razzista che ha origini nella subcultura nazista e fascista in cui affonda le proprie radici Fratelli d’Italia, che nella bandiera di partito porta ancora la fiamma mussoliniana.

Ogni voce e azione che si oppongono al genocidio in atto devono essere silenziate o represse: la nostra solidarietà va anche ai giovani studenti e studentesse di Torino ora agli arresti domiciliari per la partecipazione alle proteste a sostegno del popolo palestinese e venezuelano.

Il segnale è chiaro: la solidarietà ai popoli che resistono al colonialismo in ogni forma all’ordine fondato sulla sopraffazione, il dissenso e l’opposizione nei posti di lavoro, nelle scuole e nei territori devono essere imbavagliati. E questo si traduce nella compressione di diritti e di spazi di agibilità politica e sindacale, nella gerarchizzazione e militarizzazione della società che, eliminando ogni mediazione “democratica”, deve obbedire ai comandi della classe al potere. E’ evidente infatti che quest’azione si inserisce in questo quadro di attacco alle condizioni di vita dei lavoratori nelle cittadelle dei paesi imperialisti affinché non vi sia la saldatura tra la resistenza del popolo palestinese alle resistenze del proletariato su scala mondiale.

In questo momento sono detenuti nelle carceri italiane anche altri 3 militanti palestinesi, Anan, Ali e Mansour in attesa della sentenza che verrà emessa il 16 gennaio “colpevoli” di aver difeso il proprio popolo con azioni di legittima resistenza in Cisgiordania con un processo farsa che ha accettato l’impianto accusatorio fornito dai servizi segreti dell’entità sionista. E’ altresì detenuto nel carcere di Rossano Calabro Ahmad Salem colpevole esclusivamente di aver sul proprio telefono immagini e video della resistenza palestinese largamente diffusi dai media.

Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Raed Al Salahat, Yaser Elasaly, Jaber Albustanj, Adel Abu Rawwa, Khalil Abu Deiah liberi subito!

La solidarietà è sotto attacco ma noi non faremo un passo indietro e siamo e saremo a fianco dei nostri compagni di lotta richiusi in isolamento con accuse gravissime.

CHIEDIAMO LA LORO IMMEDIATA LIBERAZIONE!

AL FIANCO DI TUTTI I POPOLI IN LOTTA CONTRO IL COLONIALISMO!

FUORI GLI STATI UNITI DALL’AMERICA LATINA E DAI CARAIBI!

A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE E DELLA SUA RESISTENZA!

Promuovono:

API Associazione Palestinesi in Italia

Csa Vittoria

Cub

USB

SI Cobas

Udap – Unione democratica arabo palestinese

Giovani Palestinesi

Comunità Palestinese di Lombardia

Cs Cantiere

Cambiare Rotta

Rete dei comunisti

Osa

Potere al popolo

Comite’ America Latina y Caribe

Coordinamento Lodi per la Palestina

Collettivo per la Palestina

Partito Comunista dei Lavoratori

Ugo Giannangeli dei GPA – giuristi e avvocati per la Palestina

Milano per la Palestina

Federazione Milanese del Partito della Rifondazione Comunista

Panetteria Occupata

Proletari Comunisti

Unione inquilini Sesto San Giovanni

Unione inquilini Cologno Monzese

Si Cobas Novara

T.I.R – Tendenza Internazionalista rivoluzionaria

Movimento 5 stelle – Gruppo territoriale Milano

Movimento 5 stelle – Gruppo territoriale Sesto San Giovanni

Novate per la Palestina

Porti aperti – Frontiere aperte

Busto Arsizio per la Palestina

Collettivo 20092 Cinisello Balsamo

Patria Socialista Milano

Sanitari per Gaza

Comitato ambiente salute teatro Scala

Cub info e spettacolo

Schierarsi Milano

USI CIT Lombardia

Spazio Micene

Casoretto per la Palestina

Memoria Antifascista

Comitato varesino per la Palestina

Sol Cobas

Giuseppe Natale – Casa Crescenzago

Salaam Ragazzi dell’Olivo Onlus – Milano

Sial Cobas

Rete Bergamo per la Palestina

Confederazione Cobas Lombardia

Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

ADL Varese

Torino per Gaza

pc 9 gennaio - Cacciabombardieri nucleari F-35 a Trapani Birgi. La Difesa stanzia oltre 100 milioni di euro

 



Con una Determinazione a Contrarre (DAC) la Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (DAAA) ha impegnato 112,6 milioni di euro su un arco temporale quinquennale, per la creazione del centro di addestramento avanzato, destinato a diventare un punto di riferimento non solo per l’Aeronautica Militare, ma per tutti i partner mondiali del programma JSF (joint Strike Fighter, così come viene indicato il velivolo da guerra di quinta generazione).

Secondo Ares, il Ministero della Difesa realizzerà nello scalo di Trapani Birgi la terza Main Operating Base (MOB) per la flotta F-35 in dotazione all’Aeronautica Militare, affiancandola alle basi di Amendola (Foggia) e Ghedi (Brescia).

Il progetto su Trapani è però più ambizioso e mira a istituire un vero e proprio ecosistema operativo e formativo”, aggiunge la testata specializzata.Il piano prevede infatti la coesistenza di tre realtà distinte ma integrate: un Gruppo Volo Operativo nazionale (ITAF OPS Squadron), un Gruppo Volo Internazionale Addestrativo (PTC Squadron) e il Centro di Addestramento Comune (LTC) oggetto dell’attuale contratto.

L’obiettivo – aggiunge Ares - è intercettare la crescente domanda di addestramento dei paesi NATO ed europei, istituendo in Italia il primo PilotTraining Center per F-35 al di fuori dei confini statunitensi.

Ad oggi i Paesi che hanno acquistato o hanno espresso l’intenzione di dotarsi del caccia di quinta generazione F-35 (a doppia capacità di armamento, convenzionale e nucleare), oltre a Stati Uniti d’America e Italia sono: Arabia Saudita, Australia, Belgio, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Germania, Giappone, Grecia, Israele, Marocco, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Qatar, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Singapore, Spagna, Svizzera, Thailandia e Turchia.

pc 9 gennaio - La polizia fascista dell'imperialismo USA uccide a sangue freddo un donna

giovedì 8 gennaio 2026

pc 8 gennaio - Palermo - Libertà per Hannoun-Yasser-Dawoud-Kalil e tutti gli inquisiti contro la montatura poliziesca

Respingere la montatura poliziesca giudiziaria 

Denunciare la complicità del governo italiano con il governo dei criminali nazisionisti israeliani che ha portato non solo agli arresti assieme all'attacco repressivo del movimento e di singoli impegnati a fianco del popolo palestinese ma anche alle collaborazioni economiche-politiche-accademiche tra istituzioni italiane ed israeliane e la condivisione da parte del governo Meloni del genocidio nazisionista in Palestina.

pc 8 gennaio - Venezuela - Chris Hedges - L'America, lo Stato canaglia

 condividiamo parti rilevanti di questo articolo .. ma bisogna andare decisamente oltre - vedi nota su questo blog

pc 6 gennaio - Venezuela - Nota per l'orientamento e l'azione proletaria e comunista

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di Chris Hedges*

La classe dirigente degli Stati Uniti, separata da un universo basato sui fatti e accecata dall'idiozia, dall'avidità e dalla superbia, ha sacrificato i meccanismi interni che impediscono la dittatura e i meccanismi esterni progettati per proteggersi da un mondo senza legge fatto di colonialismo e diplomazia delle cannoniere.

Le nostre istituzioni democratiche sono moribonde. Non sono in grado o non vogliono frenare la nostra classe dirigente gangster. Il Congresso, infestato dalle lobby, è un'appendice inutile. Ha rinunciato alla sua autorità costituzionale, incluso il diritto di dichiarare guerra e approvare leggi, molto tempo fa. L'anno scorso ha inviato ben 38 proposte di legge alla scrivania di Donald Trump per la loro firma.

La maggior parte erano risoluzioni di "disapprovazione" che annullavano le normative emanate durante l'amministrazione Biden. Trump governa per decreto imperiale attraverso ordini esecutivi. I media, di proprietà di multinazionali e oligarchi, da Jeff Bezos a Larry Ellison, sono una cassa di risonanza per i crimini di stato, tra cui il genocidio in corso dei palestinesi, gli attacchi contro Iran, Yemen e Venezuela e il saccheggio da parte della classe miliardaria. Le nostre elezioni sature di denaro sono una farsa. Il corpo diplomatico, incaricato di negoziare trattati e accordi, prevenire guerre e costruire alleanze, è stato smantellato. I tribunali, nonostante alcune sentenze di giudici coraggiosi, tra cui il blocco degli

pc 8 gennaio - si estende la crisi del settore auto scaricata sugli operai stellantis e indotto - info stampa da Melfi

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Nel polo automotive di Melfi   87 licenziamenti»

«Nel polo automotive di Melfi 87 licenziamenti»

 «L’Its, azienda al servizio dello stabilimento Stellantis, lo scorso 31 dicembre ha comunicato l’apertura della procedura per mancato rinnovo del contratto di appalto»

’International Trading Service (Its) - azienda che svolge l’attività di sequenziamento e logistica nel polo automotive al servizio dello stabilimento Stellantis di Melfi (Potenza) - lo scorso 31 dicembre «ha comunicato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per 87 lavoratori, per cessazione attività dovuta al mancato rinnovo del contratto di appalto con l’unico committente». Lo ha reso noto il segretario generale della Uil Trasporti Basilicata, Antonio Cefola.Per il rappresentante sindacale, «la situazione disastrosa con perdita di posti di lavoro sta mettendo in ginocchio l’area industriale melfitana con gravi conseguenze per l’intero territorio lucano. Il Vulture-Melfese non può permetterselo, la Regione Basilicata non può permetterselo. 
 
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Stellantis Melfi: il 2025 peggior anno della storia della fabbrica

Nel 2025 produzione dimezzata rispetto al 2024 per Melfi

Nuova Jeep Compass

Lo stabilimento Stellantis Melfi ha vissuto un 2025 da incubo. Come messo in evidenza nelle scorse ore in un comunicato della Fim-Cisl Basilicata si è trattato del peggior anno della sua storia per quanto riguarda i numeri relativi alla produzione. Come evidenziato dal segretario generale della della Fim Cisl, lo scorso anno nella fabbrica di Stellantis sono state prodotte 32.760 vetture, il dato più basso della storia del sito, che rispetto a quanto avvenuto nel 2024 ha subito un vero e proprio dimezzamento dato che in quell’anno la produzione complessiva del sito era stata pari a 62.080 unità.

Stellantis Melfi: il 2025 l’anno peggiore della sua storia con la produzione ai minimi

La marcata riduzione dei volumi produttivi nella fabbrica Stellantis Melfi ha generato effetti critici anche sul fronte dell’occupazione, che fino a questo momento sono stati gestiti ricorrendo a soluzioni non strutturali, tra cui i piani di uscita incentivata su base volontaria. Dal 2021 a oggi, tali strumenti hanno interessato complessivamente circa 2.500 dipendenti, determinando una diminuzione dell’organico complessivo del sito, oggi attestato intorno alle 4.530 unità.

Questo quadro rende non più rinviabili azioni tempestive e mirate, finalizzate a rilanciare la produzione, riportare gli impianti a un livello di utilizzo adeguato, salvaguardare i livelli occupazionali residui e sostenere l’intera filiera dell’indotto, composta in larga parte da aziende che attraversano una fase di profonda difficoltà economica e finanziaria. In tale contesto, il 2026 si preannuncia ancora complesso e dovrà necessariamente segnare l’avvio di decisioni strategiche e interventi concreti, mentre il 2027 sarà determinante per definire in modo chiaro le prospettive industriali future dello stabilimento di Stellantis Melfi.

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Il sindacato evidenzia che lo stabilimento Stellantis Melfi sembra orientato alla produzione di vetture ibride ed elettriche dopo la DS N 8 e la Jeep Compass sono in arrivo l’anno prossimo anche la DS N 7 e la nuova Lancia Gamma.

Per assicurare competitività e sostenibilità al sistema produttivo di Stellantis Melfi secondo la Fim Cisl è indispensabile un intervento deciso sul versante energetico, valorizzando iniziative già avviate nel campo delle rinnovabili che ora devono essere pienamente realizzate. Fotovoltaico e biogas rappresentano leve fondamentali per contenere i costi industriali e rafforzare il profilo ambientale di Stellantis e delle imprese della filiera. Le prospettive del sito sono oggi legate alle produzioni già assegnate e ai nuovi modelli in avvio, che confermano il ruolo strategico di Melfi come polo di sperimentazione per veicoli elettrici e ibridi.


Tuttavia, la questione dei volumi resta cruciale: solo livelli produttivi adeguati possono garantire l’utilizzo completo degli impianti e la tenuta occupazionale. In questo scenario assumono rilievo ipotesi ancora non ufficiali, come l’eventuale attribuzione di ulteriori marchi del gruppo, che potrebbero ampliare l’offerta e rafforzare la presenza sui mercati. Si parla ad esempio dell’arrivo di un nuovo modello di Alfa Romeo erede di Tonale che però al momento non è stato ancora ufficialmente confermato da Stellantis. Come ribadisce il sindacato dunque un ruolo decisivo dunque sarà svolto dalle scelte del vertice aziendale, dal nuovo piano industriale e dal sostegno delle istituzioni nazionali e regionali all’indotto e al comparto automotive nel suo complesso

pc 8 gennaio - Torino/Askatasuna - un intero quartiere protesta e si mobilita

Askatasuna, il quartiere al prefetto: "Sconcerto e indignazione per le modalità di sgombero"

Dura lettera firmata da "Le famiglie del quartiere" e dal "Comitato Genitori dell'istituto comprensivo Gino Strada". Che minacciano azioni legali per "interruzione di servizio pubblico, quello scolastico, in assenza di una reale emergenza"

Lo sgombero di Askatasuna
Ansa
Lo sgombero di Askatasuna

"Il più profondo sconcerto e la ferma indignazione in merito alle modalità con cui è stata condotta l'operazione di sgombero del centro sociale Askatasuna in data 18 dicembre 2025". 

Lo scrivono, nero su bianco in una lettera al prefetto di Torino, "Le famiglie del quartiere Vanchiglia" e "Il Comitato Genitori dell'istituto comprensivo
Gino Strada di Torino", queste le firme della missiva. 

“Le scriviamo - si legge - per denunciare una gestione dell'ordine pubblico che riteniamo sproporzionata e gravemente lesiva dei diritti della cittadinanza, con particolare riferimento ai seguenti punti: negazione del diritto allo studio; disagio sociale e organizzativo; perdita di un luogo di socialità; richiesta di progettualità futura”. 

"Le famiglie firmatarie - prosegue la lettera - intendono sottolineare che non rimarranno inerti di fronte a quella che consideriamo una violazione dei diritti costituzionali dei minori. Siamo pronti a procedere per vie legali per accertare le responsabilità di un'interruzione di pubblico servizio (quello scolastico) avvenuta in assenza di una reale emergenza che giustificasse tale privazione". 

Per le scuole, si legge nella lettera al prefetto, "l'improvvisa chiusura e il blocco totale di ben quattro arterie stradali hanno impedito a centinaia di minori di esercitare il proprio diritto-dovere all'istruzione. La sospensione delle lezioni non è avvenuta a fronte di un pericolo imminente e documentato, bensì come conseguenza di una scelta logistica che ha trasformato un quartiere residenziale in una zona rossa invalicabile".

Proseguono: "Le famiglie, avvisate senza il preavviso necessario, si sono trovate nell'impossibilità di gestire la giornata lavorativa e la custodia dei figli. Tale situazione ha generato un clima di tensione e incertezza che mal si concilia con la serenità che dovrebbe circondare i luoghi della formazione e dell'istruzione".

Più in generale le famiglie di Vanchiglia e il comitato di genitori aggiungono: "Preme sottolineare che il centro sociale oggetto dello sgombero rappresentava per noi residenti, grandi e piccini, un fondamentale punto di riferimento. In un quartiere troppo spesso abbandonato a sé stesso, quella realtà garantiva aggregazione, cultura e, soprattutto, un efficace contrasto al degrado e allo spaccio di stupefacenti attraverso la presenza attiva sul territorio. Lo sgombero, paradossalmente, rischia di restituire quegli spazi all'incuria e alla criminalità che il centro riusciva a contenere".

Concludono con alcune domande: "Chiediamo quali protocolli o garanzie siano stati concordati per assicurare che il rientro a scuola previsto per il prossimo 7 gennaio 2026 avvenga in un clima di totale serenità per i bambini e le bambine e tutto il personale scolastico. Specifichiamo inoltre che la possibilità che i bambini e le bambine entrino a scuola circondati da forze dell'ordine potrebbe compromettere la tranquillità dei bambini e creare un clima di terrore e paura. 

I nostri figli e le nostre figlie hanno il diritto di vivere il proprio quartiere con serenità, senza dover assistere a scenari che ricordano un clima di guerra, tra schieramenti di forze dell'ordine e barricate. Chiediamo pertanto - terminano - di conoscere quali siano i programmi futuri per l'area in questione: quali misure verranno adottate per garantire la vivibilità e la serenità dei cittadini e delle cittadine?".  

 La posizione di proletari comunisti

Contro lo sgombero di Askatasuna solidarietà e mobilitazione nazionale - questa, lo abbiamo detto sin dall’inizio del governo Meloni, è la madre di tutte le battaglie in questo campo e come tale la condurremo: Siamo tutti Askatasuna - questo sgombero non passerà e comunque governo, Stato del capitale, partiti parlamentari, stampa borghese devono pagare un alto costo politico e sociale per quello che stanno facendo - la repressione non spegne ma alimenta la ribellione - la repressione non ci fa paura la nostra lotta si farà sempre più dura - Avete seminato vento raccoglierete TEMPESTA ! - il fascismo e lo stato di polizia non passeranno;

la guerra imperialista si deve fermare - Palestina libera dal fiume al mare - Ora è sempre Resistenza!

proletari comunisti s

Slai cobas per il sindacato di classe

Soccorso Rosso Proletario 

18 dicembre 2025