L'attacco/invasione del Venezuela era prevedibile, da settimane l'imperialismo americano ha operato verso un'aggressione al Venezuela. Poi però l'ha fatto in forma esplosiva, sorprendente.
L'intervento prodotto dall'imperialismo Usa in Venezuela è in continuità con la politica strategica, storica dell'imperialismo americano diciamo, come forma alta dell'imperialismo mondiale. Questo imperialismo è stato già analizzato scientificamente da Lenin nel suo libro "Imperialismo. fase suprema del capitalismo", e dal Novecento in poi produce quello che e' sotto i nostri occhi. Il nostro problema ancora una volta è di rispondere ai problemi reali che si presentano, per riuscire a interagire con gli eventi che avvengono nel mondo oggi, interpretandoli alla luce dei fatti per fornire elementi al proletariato, alle masse popolari perché abbiano la chiave di lettura, la chiave di orientamento che ispiri e motivi il tipo di risposta dei proletari e masse popolari.
La chiave di lettura è il nazismo.
Questo attualmente non viene detto in forme chiare da nessuno e evidentemente questo non ci fa certo piacere. Sappiamo bene che l'intervento americano è denunciato da tutti come violazione del diritto internazionale, della sovranità internazionale, che esso non corrisponde in nessuna maniera ai dettati, principi degli organismi internazionali, alle relazioni diplomatiche in ogni sistema sociale.
È una violazione evidente di tutto. Però è avvenuta, e questo è il punto. Chiaramente lo abbiamo già visto con il genocidio in Palestina. Questo vuol dire che la Comunità internazionale, il sistema delle relazioni politiche diplomatiche nel mondo stanno andando in frantumi, attraversate innanzitutto dalla crisi globale dell'imperialismo e dal modo con cui le class sociali che rappresentano innanzitutto la borghesia imperialista interpretano e producono comitati d'affari che rispondono ai loro interessi di fondo, che non vuol dire che sono la pura proiezione dei loro interessi immediati.
In questo senso la chiave è il nazismo, la volontà di rimodellare l'ordine mondiale, nella forma con cui questo viene interpretato da una potenza imperialista che percepisce il suo carattere calante e perdente.
La maniera con cui l'imperialismo americano si dichiara vittima, vittima del sistema mondo, vittima
degli europei, della Cina, della Russia, dei governi dell'America Latina ecc., corrisponde alla narrazione costruita a sua tempo da Hitler, sia sul piano interno che sul piano esterno; il suo ingresso violento, devastante nelle relazioni internazionali diventa il fattore accellerante della guerra interimperialista mondiale.Quindi è il nazismo la chiave di lettura. Chiaramente "nazismo all'americana" che si presenta come isolazionista per affermare innanzitutto l'America all'interno, secondo una logica che gli permette questa missione imperiale di "prima di tutto l'America' come potenza mondiale che ridetermina l'ordine mondiale. Contro di esso e essa conta la reazione progressiva dei popoli, di tutti i popoli e il ruolo in essa della forza proletaria e comunista che in qualche maniera rappresenta il futuro dei popoli.
Lo scopo dell'intervento in Venezuela non è solo l'intervento in sé ma il disgustoso comizio con cui il nuovo Hitler in salsa americana dice apertamente tutto quello che vuole fare, che deve fare e che interpreta come missione, violando tutto, non riconoscendo tutte le regole del sistema mondiale e pretendendo di ridefinirlo a propria immagine e somiglianza. Trump dice questa non è solo la dottrina Monroe, ma la dottrina Don- roe, come sinonimo di una nuova potenza nazista, che è più grande, più forte della Germania nazista, e quindi si può immaginare la dimensione di questo nuovo nazismo nell'impatto col sistema mondiale.
L'obiettivo di Trump è un nazismo che serva agli interessi imperiali e suprematisti degli Stati Uniti d'America, un nazismo in salsa americana che già si è presentato nella storia in America proprio alla vigilia degli eventi che determineranno la II guerra mondiale; quel tentativo fallì ma ciononostante la semina di quel tentativo è rimasta nella storia americana e riappare ora con il trumpismo.
Tutti coloro che dicono che l'invasione del Venezuela è fatto innanzitutto per il petrolio, dicono il vero ma in realtà dicono una banalità. E' evidente che le borghesie si muovono per avere il monopolio delle risorse energetiche mondiali e che questa è sempre stata una delle cause di tutte le guerre imperialiste; questo è l'imperialismo. Trump cerca pretesti per ingannare il suo popolo innanzitutto e per trovare una giustificazione ma che non corrisponde alla effettiva natura del tipo di intervento che si fa, anche parlare di "narcotraffico" è caratteristica dell'imperialismo. Giustamente i compagni peruviani, facendo riferimento al partito comunista del Perù/presidente Gonzalo, oggi alzano la voce per dire: l'avevamo detto, era già successo in Perù; la battaglia contro la droga e il narcotraffico è stato soprattutto uno strumento per reprimere i popoli dell'America Latina e per trasformare i paesi in pure piattaforme degli interessi imperialisti USA
Tutte questioni che molti altri denunciano, non abbiamo da aggiungere altro quando questo è fatto in maniera efficace. Il nostro obiettivo però è un altro, definire esattamente la fisionomia del nuovo nazismo in salsa americana in azione.
Se si legge la stampa ci sono in diversi articoli che fanno riferimento alla questione teorica/ideologica che ha ispirato l'azione di Trump. Quando Rubio dice: Trump farà quello che dice, non allude a una mera prassi ma a delle teorie, delle ideologie, delle culture che hanno prodotto il fenomeno Trump 2 sulla base dell'esperienza del Trump 1 e nel contesto della continuazione dei processi di degrado della crisi economica e delle contraddizioni interimperialistiche.
Se la chiave di lettura è il nazismo allora abbiamo un modello storico a cui riferirci, abbiamo gli elementi per capire come l'azione esterna di Trump è al servizio dell'interno; è una dinamica che si è prodotta nell'ascesa del nazismo e nella sua affermazione, e nel nostro paese nell'ascesa del fascismo. Quindi è una guerra interna che interagisce con la guerra esterna e viceversa Quando alcune componenti Maga dicono a Trump: ma non avevi detto che ti occupavi solo degli americani? E' facile rispondere che Trump si sta occupando proprio degli americani, cioè cerca di creare tutte le condizioni di azione esterna per affermare l'America nelle forme di dominio mondiale, nelle forme di ordine nuovo mondiale ricostituito a immagine della frazione più reazionaria del capitale americano e che sta cercando in questa maniera di realizzare il suo piano.
Non è che tutto ciò che Trump fa rispecchia sologli interessi di questa o quella frazione del capitale - questo sempre - ma rispecchia sopratutto la rimodellazione del ruolo degli Usa del mondo e della marcia aperta verso la guerra imperialista mondiale per ridefinire l'ordine mondiale a propria immagine e somiglianza, secondo i criteri dell'illusione - tragica per i popoli - che costituì l'ascesa del nazismo e la seconda guerra mondiale.
Perfino il fatto banale di considerare l'America Latina come proprio territorio, con Trump è decisamente messo in forma nazista cioè come una sorta di "annessione", perché è questo che si vuole fare, si vuole trasformare l'America Latina da tradizionale "cortile di casa" dell'imperialismo in altre stelle della bandiera americana.
In questo senso quando Trump dice ci occuperemo direttamente della gestione del petrolio in Venezuela lancia un messaggio a tutti i paesi dell'America Latina e in prospettiva soprattutto a quelli di importanza maggiore del Venezuela, vedi il Brasile.
Si tratta di una marcia dell'imperialismo Usa che originerà però di contro un moto di ribellione delle nazioni e dei popoli oppressi dell'America Latina Non si tratta solo di insediare governi amici, questo l'imperialismo USA lo ha sempre fatto, e francamente dal nostro punto di vista la maggior parte dei governi dell'America latina sono già governi amici, e i governi cosiddetti "bolivariani" hanno costituito una contraddizione non determinante nel dominio imperialista Usa dell'America latina. Molte delle forze sociali e politiche presenti nei governi di questi paesi hanno già legami economici, politici, culturali di vario genere con l'imperialismo americano, per cui dei "cambi di cavallo" sono stati sempre possibili.
Il vero problema oggi è che gli USA cercare di mettere governi a immagine ideologica, politica e pratica del trumpismo e in questo senso non governi amici ma governi nazisti, governi dipendenti dagli Stati uniti pure con lo stesso rapporto di disprezzo con cui i nazisti trattavano i governi a loro legati come puri esecutori, l'hanno fatto anche con l'Italia fascista, con tutte le contraddizioni che questo comportava.
Quindi è l'installazione di governi nazisti a immagine del Trumpismo e degli interessi dell'imperialismo americano l'obiettivo, non soltanto di governi "amici", che innanzitutto divento barriera espliciti della penetrazione degli altri stati e governi imperialisti Cina e Russia , ma non solo. Governi reazionari di stampo nazista non solo nel "cortile di casa" dell'America latina ma anche in Medio Oriente, in Palestina, fino ai paesi europei, perché questo solo permette che il nuovo ordine mondiale venga riedificato a immagine e somiglianza del moderno nazismo americano.
Occorre capire bene con che tipo di nemico abbiamo a che fare. Esattamente come stiamo con grande fatica cercando di far capire in Italia che significa il governo Meloni come governo moderno fascista, in cui gli stessi contenuti economici che sono chiaramente a favore dei padroni, non sono l'aspetto determinante.
Se non comprendiamo questo, non riusciremo a svolgere la nostra azione d'avanguardia e saremo "profeti disarmati" che racconteranno il futuro quello che avrebbe potuto essere e non è stato.
Quindi il primo problema è comprendere la natura nazista del regime americano e il passo rappresentato in questo senso dall'invasione del Venezuela con equivalente sequestro di Maduro.
A questa natura si unisce tutto il peggio, esattamente come facevano i nazisti e i fascisti nel nostro paese, non rispettando niente, non rispettando regole leggi, calpestando tutto e tutti
Che le economie, le politiche dei paesi tutti debbano stare all'interno degli interessi dominanti dell'imperialismo è una cosa, ma affermare, come dice Trump, che la Groenlandia è nostra, e se la Danimarca si oppone, anche la Danimarca è nostra, è altra cosa.
In questo senso si illudono profondamente i governi imperialisti europei e, in secondo luogo, le altre potenze imperialiste, che questo possa essere fermato attraverso la diplomazia, le dichiarazioni di protesta, i richiami, il dialogo ecc. Sono le stesse questioni che si posero con l'ascesa del nazismo. Allora, per tanto tempo, le potenze imperialiste occidentali hanno pensato di poter convivere con la Germania nazista, o comunque che Hitler potesse essere utilmente indirizzato e non avrebbe fatto quello che diceva di voler fare. Questo fu pagato da tutte le potenze imperialiste con lo scatenamento della seconda guerra mondiale e la necessità di intervenire poi direttamente, per fermare quella fase dello sviluppo politico statuale dell'imperialismo, diciamo, attraverso un'alleanza ibrida, con interessi differenti di classi e di nazioni.
Quindi, oggi si illudono Russia e Cina di poter rispondere con i belati attuali , e non c'entra la potenza della loro economia o la potenza del loro deterrente militare, come fattore supfficiente a contenere fermare dialogare con Trump fino a pensare a una spartizione 'pacifica' che rispetti i loro interiesti imperialisti concorrenti
Certo è molto difficile che il piano di ordine nuovo del nazismo trumpista possa vincere.
Ma dal nostro punto di vista senza comprendere la sostanza reale, gli sviluppi reali e la forma reale , diciamo prima embrionale e ora sempre di più dichiarata, di quello che è il fenomeno Trump e l'azione dell'imperialismo americano, ci muoveremo alla coda degli eventi e non alla testa, come è necessario.
Occorre leggere gli eventi le lenti del marxismo. Pensiamo ai magistrali libri di Marx, Lotte di classe in Francia, il 18 Brumaio. Queste "armi" ancora oggi ci aiutano a capire che se tutto ha una base economica, tutto serve gli interessi economici bisogna prendere realmente sul serio la dinamica, l'analisi di come questi si incarnano nella politica e qui diremmo nel militare per poter combattere; bisogna comprendere gli avvenimenti come appaiono e si configurano nella sovrastruttura politica, ideologica e culturale. Questo gli anti marxisti, gli anti leninisti gli anti maosti nel nostro campo non lo comprendono, lo oscurano e riprodurranno nel nostro campo le teorie e politiche che si sono rivelate impotenti nell'ascesa del nazismo e il fascismo Fu questo che impedì, in Germania come in Italia, di avere un partito comunista all'altezza della contraddizionei di classe sociale e politica che analizzasse il fascismo in ascesa correttamente e lo combattesse in maniera efficace. Lo scontro in Italia e non solo Gramsci/Bordiga che ci servono ancora oggi.
I comunisti devono essere vaccinati dalla storia. Questa è la ragione per cui noi dobbiamo perseguire con decisione la strada dell'assimilazione all'interno della nostra analisi, linea e l'affermazione all'esterno attraverso l'azione ideologica/teorica/politica, pratica che è l'unica maniera materialistica, dialettica, che si possa definire azione comunista.
Il nostro campo di azione sono innanzitutto gli operai come classe, pur nella situazione attuale di debolezza di coscienza, gli operai sono la nostra classe, dentro cui c'è il germe della forza materiale in grado di rovesciare lo stato di cose esistente.
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