sabato 7 marzo 2026

pc 7 marzo - Tunisia - Liberta' per i combattenti solidali con la palestina e membri della Global Sumud Flotilla! mobilitazione anche in Italia - info srpitalia@gmail.com

 

Tunisie - Liberté pour les combattants, Wael Nawar, Jawahar Shanna et Nabil Al-Shnoufi en Tunisie

 Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina (JAC) è costernato dopo l'arresto, avvenuto questa mattina, dei suoi membri Wael Nouar, Jawhar Chenna e Sanaa Mesahli, insieme ai membri del Comitato della Flottiglia del Maghreb, Nabil Chennoufi e Mohamed Amine Ben Nour, tutti trasferiti alla caserma di El Aouina. Secondo i loro avvocati, sono stati accusati di malversazione finanziaria in relazione agli sforzi della Flottiglia del Maghreb per rompere l'assedio di Gaza, del cui comitato direttivo gli arrestati erano membri.

Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina:

  • condanna questo comportamento incomprensibile da parte di un'autorità che da sempre si erge a paladino della causa della Palestina ed esprime piena solidarietà ai compagni.

  • denuncia la diffamazione sistematica e la campagna di calunnie e voci incontrollate contro questi attivisti, che vuole trasformare il loro importante attivismo a sostegno della Palestina, di Gaza e della resistenza, in un'indagine giudiziaria.

  • chiediamo l'immediato rilascio dei detenuti e la fine di tutti i procedimenti giudiziari contro i membri della Global Sumud Flotilla Authority, e riteniamo l'autorità politica responsabile delle conseguenze di questo ingiusto attacco, e allo stesso tempo mettiamo in guardia dall'ulteriore tensione che questo attacco aggiungerà alla situazione politica del Paese.


Comitato di coordinamento dell'azione congiunta per la Palestina

The Joint Action Coordination Committee for Palestine was surprised by the arrest this morning of its members Wael Nouar, Jawhar Chenna, and Sanaa Mesahli, along with members of the Maghreb Flotilla Committee, Nabil Chennoufi and Mohamed Amine Ben Nour, and their transfer to the El Aouina barracks. According to their lawyers, they were charged with financial misconduct related to the Maghreb Flotilla's efforts to break the siege of Gaza, of which the detainees were members of the steering committee.

The Joint Action Coordination Committee for Palestine:


- condemns this incomprehensible behavior by an authority that has long championed the cause of Palestine, and expresses its full solidarity with its comrades.

- denounces the transformation of a campaign of slander and systematic defamation by dubious voices against these activists, stemming from their prominent activism in support of Palestine, Gaza, and the resistance, into a security investigation.


-We demand the immediate release of the detainees and the cessation of all prosecutions against members of the Global Steadfastness Flotilla Authority, and we hold the political authority responsible for the consequences of this unjust targeting, as we warn of the further tension this targeting will add to the political situation in the country.


Joint Action Coordination Committee for Palestine

pc 7 marzo - Operai e masse affermano la Prato antifascista - contro fascisti e polizia, governo prefettura che li proteggono


 

pc 7 marzo - Campagna per il NO al referendum - da Genova 1

DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE ANTIFASCISTA DALLE GRINFIE DEL GOVERNO REVANSCISTA: VOTIAMO "NO" AL REFERENDUM

Domenica ventidue e lunedì ventitré marzo, gli italiani saranno chiamati alle urne per un referendum concernente il tema della Giustizia: l’esecutivo in carica, nell’ottobre 2025, ha approvato una Legge Costituzionale che prevede, tra le altre cose, la separazione delle carriere tra la magistratura requirente e quella giudicante.

In concreto, quanto sarà sottoposto al giudizio dei cittadini è una norma che prevede che coloro i quali, all’inizio della propria carriera, scelgono di intraprendere il percorso di Pubblico Ministero non possano successivamente passare al ruolo di Giudice, e viceversa.

Inoltre è prevista la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura, una parte dei cui

pc 7 marzo - L’Ordine imperiale e la Resistenza... Un contributo al dibattito e all'azione

L’Ordine imperiale e la Resistenza

Non si ferma l’aggressione imperialista Usa-Israele contro l’Iran, anzi si intensifica.

L’intervento è stato evidentemente preparato per mesi, con l’accumulo di forze militari americane nell’area mediorientale, utilizzando i negoziati di Ginevra come specchietto per le allodole, per distrarre e disorientare la difesa iraniana.

Quello che inizialmente sembrava voler essere una sorta di guerra lampo, come successo in Venezuela, si sta trasformando in un conflitto che durerà nel tempo, scompaginando i piani iniziali.

La strategia di Israele, evidentemente supportata dalla parte neocon dello stato profondo americano, di chiudere i conti con l’asse della Resistenza sciita è arrivata ad un punto di svolta con questa specie di “all in” con cui si spera di far capitolare la Repubblica Islamica. Questa mossa va inquadrata nel contesto generale scaturitosi da dopo il 7 ottobre 2023 e il conseguente genocidio del popolo palestinese. Di più, va messa in relazione con il piano decennale di disciplinare il medio-oriente ai diktat dell’imperialismo occidentale, di cui Israele è testa di ponte in quell’area.

L’aggressione messa in campo, in barba a qualsiasi logica di diritto internazionale, è talmente spudoratamente imperialista e coloniale, che i tentativi retorici di Trump e Netanyahu di farla passare

pc 7 marzo - Avanguardia Torino faceva proseliti nelle Forze Armate. Nota dei Ros nell'inchiesta per apologia del fascismo: «Tre militari ai loro incontri»

Negli atti dell'inchiesta sfociata in 17 richieste di rinvio a giudizio le tracce di contati tra l'esercita e il gruppo che si riuniva all'Edoras. Un militare avrebbe preso parte a una riunione con due leader dell'associazione

I suoi attivisti sono indagati per reati di apologia del fascismo, ma intanto il gruppo «La Barriera-Avanguardia Torino» sarebbe riuscita a fare «proselitismo» tra le forze armate. A evidenziarlo è un’annotazione dei Ros confluita in un’inchiesta che ha portato a 17 richieste di rinvio a giudizio. Sarebbero almeno tre i militari, in servizio a Torino o nelle vicinanze, individuati dagli investigatori dei carabinieri per aver frequentato Edoras, il circolo dove si ritrovavano gli aderenti ad Avanguardia Torino, partecipando a diversi eventi. Nessuno di loro, comunque è stato indagato in questo procedimento. 

Uno dei militari risulta avere «persino preso parte» (annotano i Ros) a una riunione con due leader del gruppo, il 26 settembre 2024, e avere partecipato a un paio di iniziative. Si è fatto fotografare dietro uno striscione «Non è bastato il piombo della feccia rossa: Giorgios e Manolis vivono con noi» (riferimento è a due militanti del gruppo neonazista greco Alba Dorata uccisi nel 2013), mentre nel novembre 2024 ha partecipato al confezionamento di pacchi alimentari da destinare agli alluvionati di Valencia. I Ros osservano che il proselitismo di La Barriera-Avanguardia è stato «proficuo»: nel corso dei mesi «il numero dei militari che si sono avvicinati al movimento è cresciuto». 

pc 7 marzo - Palermo Stop bombardamenti in Iran, contro l'aggressione imperialista Usa e sionista di Israele, al fianco del popolo iraniano, del popolo palestinese, delle masse arabe Contro il governo Meloni complice e guerrafondaiao





venerdì 6 marzo 2026

pc 6 marzo - Prese di posizioni e mobilitazioni in Europa e nel mondo in solidarietà all'IRAN sul blog maoistroad

 AGEB: Let us stand against the attacks of US imper...

  • IRLANDA: Hands Off Iran- No to NATO Terror- Public...
  • Ajith: Support Iran’s Resistance War Against US Ag...
  • Out with the murderers from the Middle East and th...
  • From Italy - On the side of Iran attacked by imper...
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  • Ante el nuevo ataque militar yanky - israelí a Irá...

  • pc 6 marzo - Repressione contro sostenitori della Global Sumud Flotilla in Tunisia - infosolidale

    Tunisie : La police disperse un rassemblement de la flottille de soutien à Gaza

    Un rassemblement organisé le 4 mars dans le port de Sidi Bou Saïd par la Global Sumud Flotilla a été dispersé par la police tunisienne, avec plusieurs participants plaqués au sol et arrêtés selon les organisateurs. L’événement visait à remercier les travailleurs du port ayant soutenu une précédente expédition humanitaire vers Gaza, mais il a été interrompu malgré une autorisation initiale. L’incident intervient alors qu’une nouvelle flottille d’aide à destination de l’enclave palestinienne est en préparation pour avril 2026.

    pc 6 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - 8 marzo delle lavoratrici in lotta contro i padroni, governo e il sistema capitalistico del doppio sfruttamento e doppia oppressione per i diritti di tutte le donne

    pc 6 marzo - Senza tregua la battaglia per liberare i prigionieri politici palestinesi nelle carceri italiane

    pc 6 marzo - Operai Fdm (Stellantis) Melfi: “Di noi vi siete proprio scordati” - massima solidarietà - fate circolare

    da Basilicata
    a cura Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

    Operai Fdm (Stellantis) Melfi: “Di noi vi siete proprio scordati”
    Operai Fdm

    La collera della Logistica lasciata a piedi: “A luglio finisce anche la Cassa, e siamo fuori dall’agenda Cupparo. Quanta ipocrisia, tra istituzioni e sindacati…”

    Le nostre foto le trovate in archivio, già, perché un presente non c’è, siamo stati rimossi. Abbandonati alle ‘mancette’ dei corsi di riqualificazione”. Inizia all’attacco la call su WhatsApp coi lavoratori della Logistica Fdm, di Melfi, ‘scaricati con una mail’ da Stellantis, nel gennaio 2024. Seguirono mesi di presidi davanti la fabbrica, una breve occupazione dei binari a San Nicola di Melfi, incontri a Potenza in Regione e a Roma col ministro Urso. La cassa integrazione, così come la lunga agonia, per loro finirà a luglio di quest’anno. Si chiamano Andrea, Benedetto, Michele, hanno tanti nomi, volti, e storie familiari.“La clessidra” si sta per svuotare. L’immagine che più li rappresenta è quella di una “clessidra” (il tempo) che si sta per svuotare, con i granelli di speranza che stanno passando dall’altra parte, lasciando nulla dalla loro. “Una mattina ti svegli e stai bene, provi a reagire, il giorno dopo ti alzi

    pc 6 marzo - Referendum, Canfora: “Separazione carriere non c’entra, vogliono demolire il Csm. È il punto di partenza di un vero e proprio golpe”

    Con la legge Nordio il governo vuole demolire il Consiglio superiore della magistratura. I propagandisti parlano di separazione delle carriere, in realtà non c’entra nulla. Il vero obiettivo è cancellare di fatto, facendolo a pezzettini, il Csm, che rappresenta il potere giudiziario”. A rivendicarlo è lo storico Luciano Canfora, autore del libro Storia del suffragio universale“, edito da PaperFirst, a margine della presentazione a Roma del volume, insieme al giornalista e conduttore di Accordi & Disaccordi, Luca Sommi, e a Miriam Mirolla, direttrice della Scuola di Cittadinanza del Fatto Quotidiano “Domenico De Masi”.
    “Accade che il presidente del Csm sia anche il presidente della Repubblica e quindi è un’anteprima di quello che loro pensano di fare rispetto al presidente della Repubblica, che vogliono mettere nell’angolo dando al presidente del Consiglio un potere spropositato. Questo è il punto di partenza di un vero e proprio golpe”, attacca Canfora.
    E ancora: “Preso per sé può essere considerato come un volgare tentativo di mettere in

    pc 6 marzo - Crosetto un lurido maiale al servizio dei signori della guerra -Tutte le balle, balle, balle di Crosetto

    NON C’È DI CHE - Tajani ha dichiarato di non saperne nulla, cosa insolita, dato il ruolo delle ambasciate; ma qui potrebbe valere la scusante che stiamo parlando di Tajani

    Tutte le balle, balle, balle di Crosetto: in tanti sono frastornati

    Sabato mattina, mentre cresceva la tensione per la guerra tra Usa/Israele e Iran, il ministro della Difesa Guido Crosetto si trovava a Dubai “per motivi personali”. La sua presenza all’estero non risultava nota né alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni né al ministro degli Esteri Antonio Tajani: apprenderlo ha creato sorpresa e imbarazzo nel governo. Nel pomeriggio di sabato è emerso pubblicamente che era a Dubai, proprio mentre gli Emirati avevano chiuso lo spazio aereo dopo una rappresaglia iraniana, lasciandolo di fatto bloccato lì. La sua versione iniziale: viaggio privato per raggiungere la famiglia e riportarla in sicurezza. Non ha detto però che era già stato più volte a Dubai nei giorni precedenti, senza missioni ufficiali dichiarate. Crosetto ha poi spiegato di aver valutato (con l’intelligence) che non ci fossero rischi immediati e di aver deciso di andare in vacanza con la famiglia. Ha anche affermato di essere rimasto operativo (ha partecipato a collegamenti tv e riunioni governative da remoto) e di aver avuto incontri istituzionali locali. Domenica è rientrato in Italia con un volo militare, lasciando la famiglia a Duba.. tanti sono rimasti frastornati da questa congerie di cazzate sbalorditive. Un ministro della Difesa che viaggia senza scorta e con voli civili è altamente anomalo, perché rischioso. Crosetto ha affermato di aver voluto evitare rischi per altri nel rientro, per questo è tornato da solo; ma aveva già viaggiato con circa 300 civili all’andata, mettendoli dunque in pericolo. Crosetto sostiene di aver capito tardi il pericolo incombente sugli Emirati, ma non è chiaro quando. Mentre lui tornava per il presunto rischio noto, il governo non avvisava i cittadini italiani a Dubai del pericolo.

    Fuffa anche sui suoi impegni: pur essendo lì per motivi privati, ha svolto incontri istituzionali di alto

    pc 6 marzo - L'Italia è in guerra - Il governo mente e va cacciato

    Non solo Samp T, l’Italia invierà nel Golfo anche una fregata: ecco le ipotesi in campo

    L’intenzione è di muoversi in coordinamento con i Paesi Ue. Tra i primi a chiedere supporto all’Italia sono stati gli Emirati Arabi, il Kuwait e il Qatar

    di Redazione Roma

    Non ci sono soltanto i sistemi anti drone e Samp T tra le ipotesi, visto che oltre al pacchetto l’Italia è pronta a valutare l’invio di almeno una fregata per difendere l’area dei Paesi del Golfo. A fornire un cappello di difesa aerea nella zona di Cipro potrebbe essere - ma è tutto ancora da definire - la nave Schergat impegnata nell’operazione Mediterraneo Sicuro, che tra i suoi compiti ha quello di assicurare la sicurezza. 

    pc 6 marzo - Rogoredo - sbirri assassini e spacciatori, la caserma/fogna del crimine e il governo che cerca di salvare il salvabile

    Cinturrino, spunta un video: “Se trovi la droga la dai a me”. Via il capo del commissariato Mecenate

    Cinturrino, spunta un video: “Se trovi la droga la dai a me”. Via il capo del commissariato Mecenate

    pc 6 marzo - Il signor Ip e il Wall Street Journal scoprono la disparità nella distribuzione della ricchezza - un contributo utile

     Estratti

    Greg Godels | zzs-blg.blogspot.com
    Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
    ....il principale commentatore economico del Wall Street Journal, Greg Ip, ha riscoperto la disuguaglianza. Scrive dell'economia odierna:
      "I suoi frutti vanno in modo sproporzionato al capitale invece che al lavoro. I profitti sono aumentati vertiginosamente dall'inizio della pandemia e il valore di mercato associato a tali profitti è aumentato ancora di più. Il risultato: il capitale, che comprende le imprese, gli azionisti e i dipendenti privilegiati, trionfa, mentre il lavoratore medio ottiene guadagni marginali.

      La divergenza tra capitale e lavoro aiuta a spiegare il divario tra un'economia florida e una visione pessimista da parte delle famiglie. Avrà anche un ruolo fondamentale nel determinare la direzione che prenderà l'economia da qui in avanti.

      La brutale forza finanziaria di tutta quella ricchezza implica che le fluttuazioni del mercato, come quelle della scorsa settimana, abbiano un peso maggiore sulla spesa dei consumatori. Nel frattempo, l'intelligenza artificiale potrebbe incanalare ancora più produzione economica verso il capitale invece che verso il lavoro. La scorsa settimana potrebbe esserne un esempio. Tra le notizie di licenziamenti in aumento e offerte di lavoro in calo, soprattutto per i professionisti esposti all'IA, l'indice Dow Jones Industrial Average ha chiuso sopra i 50000 punti per la prima volta...

      Il travaso di sempre maggiori margini drenati dal lavoro verso il capitale è in atto da oltre 40 anni. Nel 1980, il lavoro riceveva il 58% dei proventi totali della produzione economica, misurati sul

    pc 6 marzo - Il testo della destra filosionista del PD appoggiato dal governo Meloni e approvato al senato, con l'astensione di tutto il PD - Vergogna!

    Un articolo utile a comprenderlo

    Il Senato della Repubblica italiana ha approvato, oggi 4 marzo 2026, il testo del disegno di legge per il contrasto dell’antisemitismo Romeo, in una versione piuttosto diversa da quella originaria, la quale presentava connotazioni direttamente fasciste, come avevamo caratterizzato su Kritica pubblicandone il testo integrale. Di seguito pubblichiamo il nuovo testo approvato oggi al Senato. Una parte del Partito Democratico – i senatori Graziano Delrio, Filippo Sensi, Walter Verini, Pier Ferdinando Casini, Sandra Zampa e Alfredo Bazoli – ha votato Sì, mentre il resto del gruppo si è astenuto. Contrari AVS e Movimento 5 Stelle.

    Nella tabella che segue evidenziamo le parti più importanti del testo approvato e quelle più importanti espunte dal testo precedente. Le differenze sono significative: la componente più direttamente

    pc 6 marzo - Torino - sbirri torturatori nel carcere - sospesi e il governo infame Meloni/Nordio/Piantedosi li difende

    Torino, sospesi 7 agenti della penitenziaria. «Minano l’incolumità dei detenuti». 

    Condannati in primo grado per tortura, lavoravano al Lorusso e Cutugno. Il provvedimento del governo reso necessario perché i fatti attribuiti dai giudici ai poliziotti evidenziano «mancanza del senso dell’onore e del senso morale»

    La condanna per tortura — seppure solo in primo grado — ha «intaccato il rapporto di stima e fiducia» con l’amministrazione, oltre a potenzialmente «minare l’incolumità dei detenuti»: per questo, con un provvedimento di tre pagine, il ministero della Giustizia (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) ha sospeso in via cautelare dal servizio, a metà dello stipendio, sette agenti della polizia penitenziaria che lavoravano al Lorusso e Cutugno.

    Lo scorso 6 febbraio erano stati appunto condannati dalla terza sezione penale con pene dai 3 anni e 4 mesi ai 2 anni e 8 mesi, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per 2 anni e 8 mesi. Una sentenza arrivata alla fine di un lungo e complesso processo, dopo l’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Francesco Pelosi: nella quale si contestavano alcuni episodi di gravi violenze su alcuni detenuti.

    Vista «la gravità dei reati ipotizzati e del pericolo per l’ordine e la sicurezza» — argomenta il provvedimento — non è stato possibile «l’avviso dell’avvio del procedimento preordinato all’adozione del decreto di sospensione cautelare facoltativa dal servizio». Una decisione che, nella pubblica

    pc 6 marzo - L'Italia è in guerra - il governo mente - vedi Sicilia - ora va cacciato e fermato con tutti i mezzi necessari

    Gli USA starebbero utilizzando anche le basi in Sicilia per la guerra all’Iran

    Da giorni, nella base militare di Sigonella, in Sicilia, c’è un traffico insolitamente elevato. I siti di monitoraggio aereo mostrano un continuo via vai di mezzi di ricognizione, pattugliamento, e trasporto, che avrebbero invaso le piste dell’avamposto siciliano, viaggiando verso est. La base ospita un comando della Marina statunitense, ed è spesso utilizzata per operazioni della NATO. Ogni indizio lascia intendere che questa sia impiegata da Washington per le operazioni di supporto logistico e operativo nella guerra contro l’Iran: gli aerei che nell’ultima settimana si sono diretti verso Oriente, dopo tutto, sono statunitensi. A confermarlo, seppur indirettamente, sono arrivati tanto la premier Meloni quanto il ministro Crosetto, che hanno ricordato gli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti: «Per quello che riguarda le basi militari mi pare che tutti si stiano attenendo a quello che prevedono gli accordi bilaterali», ha detto Meloni. Nessuno avrebbe davvero «messo in discussione» quello che prevedono gli accordi, «e penso che valga per tutti, anche per noi».

    Il traffico nella base aerea di Sigonella sembra essere aumentato gradualmente a partire dal 15 febbraio. Secondo il sito di monitoraggio aereo Flightaware, se il giorno di San Valentino nella e dalla

    pc 6 marzo - GIÙ LE MANI DAL MEDIO ORIENTE - Milano 7 marzo in piazza per fermare il genocidio in Palestina

     Associazione dei Palestinesi in Italia·

    Partenza: ore 15:00 – Piazza Scala Arrivo: Piazza Stati Uniti d’America

    La solidarietà con il popolo palestinese non si ferma. 

    #FreePalestine #PalestinaLibera #Milano #StopGenocide #Palestine

    dal cs Vittoria

    Appello alla partecipazione ai collettivi, ai sindacati conflittuali, alle realtà sociali e di movimento, alle compagne e ai compagni, alle donne e agli uomini che non vogliono piegare la testa davanti all’arbitraria aggressione all’Iran, davanti ai  prossimi scenari di guerra mondiale, davanti alla guerra imperialista, al riarmo e al genocidio del popolo palestinese.

    Non c’è tempo per la raccolta di adesioni formali ma è invece il tempo di scendere in piazza insieme con le proprie specificità e contenuti.

    giovedì 5 marzo 2026

    pc 5 marzo - L'intervista di Radio Onda rossa allo Slai cobas Taranto, dopo la nuova morte/assassinio di un operaio all'Ilva

    Radio Onda rossa - Ti rubiamo solo qualche minuto per raccontarci un po' come si sta reagendo, in che modo si sta reagendo all'ennesima morte sul lavoro all'Ilva.

    Slai cobas Taranto - Il clima che c'è nella fabbrica è un silenzio irreale in queste ore perché questa seconda morte a distanza così breve dalla precedente e per di più con le stesse caratteristiche tecniche, ha lasciato sgomenti. Oggi non c'è un operaio che non dica: se deve essere così chiudiamo la fabbrica, e questo è detto dagli operai; chiaramente è detto con rabbia e rassegnazione perché gli operai non vogliono la chiusura della fabbrica per motivi oggettivi e soggettivi, perché chiaramente è il loro lavoro, ma gli annunci sul “futuro felice post Ilva” sono ridicoli, grotteschi, una favola immaginaria. Chiunque la faccia non tiene conto che questa è ancora la più grande fabbrica di questo paese, lo stabilimento centrale della siderurgia italiana e uno dei principali a livello europeo. Operai diretti, appalto, indotto, tutti sanno che si tratta di circa ventimila operai, vedono il loro lavoro senza prospettive e sicuramente nessuno vuole vivere di cassa integrazione, di attese.

    Però vi devo dire che questa morte ha fatto più effetto, sia perché la situazione era di marasma assoluto dopo la decisione milanese sul fermo di tutta l’area a caldo dello stabilimento da fine agosto, sulla base di considerazioni altrettanto legittime che i magistrati hanno fatto, supportate da elementi di fatto, non certo da ideologie o da pregiudizio. Quindi in questa situazione non si vede luce con il governo che è assente materialmente dal rapporto con i lavoratori, con i sindacati che da tempo discutono solo di numeri di cassintegrazione, e di richieste di incontro diretto con la Meloni, del trasferimento del Tavolo a Palazzo Chigi - che noi appoggiamo molto tiepidamente perché non pensiamo affatto che i ministri che stanno trattando con i sindacati lo facciano per conto proprio e senza il pieno consenso della Meloni. Ma appunto a parte questo, la sostanza è che il governo sta consegnando la fabbrica in maniera stracciona a un Fondo americano oscuro, perché l’unica cosa che c'è di chiaro è che chiede soldi invece di metterli, quello che è chiaro è che si tratta di un Fondo avventuristico, sotto accusa anche in altri stati, come la Germania; per di più sembra avere tutte questo fondo, perché oltre ad essere parte dell'universo parassitario dei Fondi finanziari è legato a Trump ed è sionista, sionista nel sostegno, anche finanziario, all'ala più estrema del sionismo israeliano. Quindi in qualche maniera è il peggio che ci poteva capitare. Quando si dice “non c'è limite al peggio”, ecco ex Ilva sta provando che non c'è, che in realtà è vera questa frase.

    Loris, l’operaio di 36 anni morto lunedì, era di una ditta dell'appalto. Queste ditte dell'appalto

    pc 5 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - L'Italia è in guerra e il governo Meloni-Tajani-Crosetto mente e scarica la guerra e i suoi costi su proletari e masse

     

    pc 5 marzo - STOP BOMBING IRAN! PALERMO IN PIAZZA CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA VENERDI' 6 MARZO

     








    pc 5 marzo - Stellantis Cassino - sciopero tardivo dei sindacati confederali compreso i servi dei padroni e governo della Cisl e UGL - serve l'autonomia operaia e la lotta di classe

    Stellantis, nella fabbrica morente di Cassino solo 12 giorni di lavoro nel 2026. Scatta la protesta: corteo il 20 marzo

    Fim, Fiom, Uilm, Ugl e Fismic hanno indetto un'astensione dal lavoro per accendere i riflettori sullo stabilimento, la cui produzione è praticamente azzerata mentre il rilancio è una chimera
    Stellantis, nella fabbrica morente di Cassino solo 12 giorni di lavoro nel 2026. Scatta la protesta: corteo il 20 marzo

    Dodici giorni lavorati dall’inizio dell’anno, meno uno su 6. E non è detto che il dato non peggiori. Così i sindacati dicono basta e annunciano che per un giorno saranno gli operai a non andare al lavoro nella fabbrica morente di Stellantis, quella di Piedimonte San Germano, alle porte di Cassino, nel Frusinate. Il 20 marzo sciopereranno e scenderanno in piazza di fronte a un inizio di 2026 peggiore della fine dello scorso anno, che era già stato il più nero nella storia dell’impianto. Fim, Fiom, Uilm, Ugl e Fismic hanno indetto un’astensione dal lavoro per accendere i riflettori sullo stabilimento, la cui produzione è praticamente azzerata mentre il rilancio è una chimera.

    La storia racconta come Stellantis abbia confinato Cassino ai margini. Nel 2025, l’impianto laziale ha realizzato appena 19.364 auto, il 28% in meno rispetto al 2024 secondo i dati della Fim-Cisl contenuti nel report sullo stato degli impianti in Italia. Mai così poche. Neanche dieci anni fa, nel 2017, durante il primo anno con le produzioni Alfa Romeo Giulietta, Giulia e Stelvio, furono 135.263. I 2.200 lavoratori del Frusinate – solo negli scorsi dodici mesi sono stati incentivati 250 esuberi – convivono con il contratto di solidarietà e lavorano su turno unico da 4 anni, rinunciando quindi alle maggiorazioni notturne. Non solo: nel 2025 la fabbrica è rimasta vuota per oltre 105 giorni futuro è tutt’altro che roseo: il gruppo franco-italiano ha rinviato negli scorsi mesi le produzioni delle nuove

    pc 5 marzo - Il governo Meloni/Piantedosi tramite il prefetto di Prato autorizza la manifestazione fascio razzista a Prato - 7 marzo grande corteo popolare antifascista da piazza del Duomo

    I Sudd Cobas hanno chiamato tutti a raccolta per una contromanifestazione.: “E’ necessario respingere questo tentativo di infangare le radici più profonde e più genuine della città con manifestazioni che disseminano e istigano all’odio, piene di violenza e razzismo”.

    Il pensiero non può che andare al 23 marzo 2019 quando una manifestazione indetta da Forza Nuova per i 100 anni del fascismo provocò una grande mobilitazione di tutte le forze democratiche. “Non useremo il termine remigrazione- ha chiarito Sarah Caudiero dei Sudd Cobas – perché si tratta di un vero e proprio progetto di deportazioni di massa. Prato è da sempre città di immigrati, prima dal sud Italia e oggi anche da tutti i continenti. E’ intollerabile che i fascisti arrivino in città a parlare di deportazioni”. “La proposta che porteremo all’assemblea di sabato, a cui invitiamo tutte le forze sindacali e dell’associazioniamo – spiegano i Sudd Cobas -, sarà di una grande manifestazione popolare ed unitaria che parta da piazza delle Carceri, luogo delle deportazione del 1944. È il momento di mettere da parte le differenze e le bandiere per una manifestazione unitaria che veda protagonisti I

    pc 5 marzo - Antonio Mazzeo - Voli Usa da ricognizione sono partiti da Sigonella prima dell’attacco all’Iran - massima denuncia e opposizione

      La giurista: “Non si può”Voli Usa da ricognizione sono partiti da Sigonella prima dell’attacco all’Iran La giurista: “Non si può”

    Alessandro Mantovani
    Il Fatto Quotidiano
    Nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 febbraio, a poche ore dall’attacco israelo-statunitense all’Iran, un aereo pattugliatore P-8A Poseidon dell’Us Navy è decollato dalla base Usa di Sigonella (Catania) verso il Mediterraneo Orientale. Ne ha dato notizia su X (l’ex Twitter) Antonio Mazzeo, attivista ecopacifista antimilitarista siciliano, uno dei più attenti osservatori dei movimenti 

    pc 5 marzo - Stalin e il sionismo

    pc 5 marzo - Iran - Usa e Israele accarezzano l’ipotesi curda: il piano per spaccare il Paese - Un contributo

    Questo alimenta la necessità del movimento di liberazione kurdo di liberarsi delle fazioni vassalle dell'imperialismo e dei regimi arabi e dell'opportunismo capitolazionista di Ocalan - proletari comunisti

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    Usare i curdi come leva per spezzare l’unità iraniana e accelerare il collasso della Repubblica Islamica? Stati Uniti e Israele iniziano a pensarci. La notizia che la Cia e il Mossad sarebbero all’opera per armare le fazioni curde iraniane si rincorre sui media internazionale. E segue quella secondo cui Donald Trump, presidente Usa, avrebbe parlato personalmente con i leader curdi iraniani, compreso Mustafa Hijri, presidente del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano. Un uno-due che alza l’asticella del conflitto scatenato il 28 febbraio e apre alla possibilità che un fronte interno corroda Teheran dopo l’attacco di decapitazione ai suoi vertici politici e militari.

    Usa e Israele puntano sui curdi per colpire l’Iran

    Axios ha confermato, inoltre, che Trump avrebbe parlato con due stretti alleati degli Usa: Masoud Barzani e Bafel Talabani, capi delle due maggiori fazioni del Kurdistan iracheno, alleate di Washington dai tempi della loro resistenza contro Saddam Hussein. Il secondo è figlio di Jalel Talabani, presidente dell’Iran dal 2005 al 2014, primo capo di Stato eletto dopo la caduta del Rais. Entrambi sostengono i compatrioti curdi entro il confine iraniano.

    Sulla scia delle proteste di fine 2025 e inizio 2026, le fazioni curde hanno formato un centro di coordinamento unitario, la Coalizione delle forze politiche del Kurdistan iraniano, con l’obiettivo di garantire capacità d’azione ai loro uomini e alla loro azione politica nel contesto della sfida alle autorità

    mercoledì 4 marzo 2026

    pc 4 marzo - Iran, il silenzio della Cina - che si unisce all'astensione sul piano Trump sulla Palestina - dimostra che il socialimperialismo cinese contende ma collude con l'imperialismo USA e il sionismo Israeliano

    E' insopportabile che parte del movimento antimperialista nel nostro paese copre tutto questo - serve una critica e una lotta teorico politica aperta contro tutto questo nel movimento 

    proletari comunisti 

    pc 4 marzo - Tajani dice 'l'italia non è in guerra con nessuno"... Falso! L'italia è dal governo Meloni/Crosetto messa a disposizione dell'aggressione imperialista USA/Israele all'Iran

    Da Fanpage

    Quali sono le basi militari che gli USA potrebbero utilizzare in Italia e cosa farà il governo Meloni

    Per il momento il governo non ha ricevuto dagli Usa la richiesta formale di uso delle basi Nato o americane sul territorio italiano per scopi legati al seguito della guerra appena iniziata contro l’Iran. “Stiamo valutando invece le richieste riguardanti i mezzi difensivi”, ha spiegato il sottosegretario Mantovano.
    La guerra in Medio Oriente, scoppiata sabato scorso dopo l'attacco a sorpresa di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, non sarà breve, secondo quanto ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
    Mentre la Francia e il Regno Unito prendono posizione, condannando l'escalation e schierando le proprie navi militari e le proprie basi nel Mediterraneo orientale e a Cipro per operazioni difensive, e mentre la Spagna nega l'uso delle proprie basi, il governo fa sapere che una richiesta in questo senso non è stata ancora avanzata dagli Usa.
    Le opposizioni, Pd, M5s, Iv e Avs, incalzano il governo, chiedendo alla premier Meloni di riferire in Aula per chiarire quale siano le intenzioni dell'esecutivo sulla situazione nel Golfo in seguito agli attacchi e alla conseguente risposta di Teheran. Il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano ha domandato in Aula: "La guerra dilaga", "noi chiediamo al governo non solo un giudizio politico di ciò

    pc 4 marzo - Formazione rivoluzionaria delle donne - Nuovo importante opuscolo Mfpr

     Il 9 marzo alle ore 17 le compagne di Milano del Mfpr faranno la presentazione on line dell'opuscolo

    pc 4 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Sull'ennesimo assassinio in fabbrica all'ex Ilva Taranto, intervista dello Slai cobas a Radio Onda Rossa

     

    pc 4 marzo - Dalla parte dell'Iran aggredito dall'imperialismo e sionismo/con il popolo palestinese e le masse arabe/contro il governo guerrafondaio di Meloni

    da  ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Speciale Iran del 03.03.26 

    Siamo dalla parte dell'Iran e su questo non ci deve essere dubbio né nelle nostre file né nelle file della classe operaia e del movimento, anche se sappiamo che nell'attuale classe operaia, nelle fabbriche, di tutto questo si sa poco, l'informazione è scarsa, la conoscenza è scarsa, la coscienza di classe è scarsa, ma questo non dipende certo da noi ma dipende da fattori storici, politici ed economici che non affrontiamo in questa sede.

    Bisogna essere la parte dell'Iran perché siamo di fronte ad un'aggressione imperialista da parte della potenza imperialista più grande e più aggressiva che esiste sul pianeta che, con la figura di Trump, somiglia all'aggressività nazista di Hitler.

    Siamo dalla parte dell'Iran che sta subendo questa aggressione con il sostegno dei cani da guardia del Medio Oriente, i genocidi assassini, i mostri del regime israeliano che stanno partecipando in prima fila a questa nuova aggressione, che è verso l'Iran, verso tutte le masse arabe che non accettano il dominio esclusivo dell'imperialismo americano e occidentale e il fatto che diventino i “comandanti in capo” in tutta l'area, con Israele pilastro e gendarme.

    Non ci può essere dubbio: il punto primo è stare dalla parte dell'Iran, chi non è contro l'aggressione all'Iran è un pezzo di m... sia che si tratti di un cittadino, sia se si tratti di un lavoratore, o di un compagno perché nel mondo ci sono paesi imperialisti e paesi oppressi dall'imperialismo, vi sono paesi che vogliono il dominio mondiale su tutti, con proletari e popoli che devono subire povertà, miseria, guerre distruzioni e devastazione e Stati e nazioni  che devono essere vassalli dei padroni del mondo e se non sono vassalli vanno rovesciati.

    Noi siamo perché questa aggressione finisca subito. Quando si viene aggrediti bisogna rispondere, l'Iran come Stato, come nazione, come governo, come popolo, ha tutto il diritto di rispondere contrattaccando chi li sta aggredendo e bombardando. Sono giusti gli attacchi iraniani a tutte le basi e le realtà che sono parte dell'aggressione dell'imperialismo americano. Se gli Stati, le borghesie arabe, le monarchie arabe sostengono questa aggressione imperialista e sionista contro l'Iran è giusto che anche loro vengano colpiti. Anche questo è un principio di giustizia. Non si capisce perché il popolo iraniano, lo Stato iraniano che rimane un Stato sovrano, la nazione iraniana, non debbano difendere il loro territorio e la loro autodeterminazione nazionale, i loro diritti nazionali a fronte di un'aggressione barbara e selvaggia condotta da barbari e selvaggi; senza che questo giudizio sia una questione personale ma una questione di un sistema che diventa sempre più barbaro e selvaggio. Questo sistema si chiama imperialismo, uno Stato che diventa sempre più odiosamente genocida e guerrafondaio come lo Stato sionista di Israele deve essere cancellato dalla faccia della terra, esattamente come nel tempo siamo stati tutti dalla stessa parte per cancellare il nazismo di Hitler e il fascismo di Mussolini come bestie del sistema imperialista mondiale prodotte dalle sue leggi economiche, politiche, ideologiche e culturali.

    Così come l'Iran ha il pieno diritto di difendersi e ha il pieno diritto di avere l'energia nucleare e la  bomba nucleare. Noi siamo contro le bombe nucleari, lavoriamo per un mondo senza bombe nucleari, ma finché ci sono Stati che invece pretendono di poterne avere a centinaia e riproducibili all'infinito come sono i paesi imperialisti e l'imperialismo americano, finché ci sono Stati aggressivi come lo Stato sionista di Israele che il nucleare c'è l’ha ed è garantito dal nucleare americano, non si capisce perché i popoli che non sono americani, che non sono occidentali, che non sono sionisti e israeliani non abbiano il diritto legittimo di avere le armi necessarie per difendersi.

    Detto questo, il regime iraniano è un regime reazionario di un capitalismo burocratico al servizio dell'imperialismo che opprime il suo stesso popolo, ma il problema di liberarsi del regime iraniano è un problema del proletariato, delle masse popolari iraniane, che auspichiamo che rovescino questo regime. Sosteniamo tutte le proteste che ci sono state in Iran e continuano ad esserci per rovesciare questo regime. Ma il rovesciamento di questo regime non può essere fatto certo dalle bestie al governo israeliano, dall’ imperialismo americano, dai sionisti assassini e genocidi che odiano i popoli in nome del suprematismo razzista, dell'ideologia neonazista chiamata in Israele sionismo. Questi certo non sono liberatori ma sono oppressori all'interno come all'esterno e nel mondo; e quindi il popolo iraniano, il proletariato iraniano hanno tutti il diritto di lottare contro l'aggressione imperialista e di rovesciare il regime reazionario e massacratore del suo popolo, capeggiato dal ceto islamico che attualmente rappresenta la classe dominante in Iran.

    Questo è un problema del proletariato e del popolo iraniano. Il proletariato e il popolo iraniano non possono certo essere favorevoli che al posto del regime dello Scià si ritrovano gli americani, il governo lacchè degli americani, fino ai rottami della famiglia dello Scià, una famiglia che è stata cacciata a furor di popolo perché fa parte di quelle famiglie reali schifose che in alcuni paesi ci sono e perfino nei paesi imperialisti, basti pensare che cosa è e che cosa è diventata la monarchia inglese e da chi è fatta.

    Noi siamo dalla parte dell'Iran, riconosciamo il suo diritto di difesa e di contrattacco anche se sappiamo che i rapporti di forza sono estremamente sfavorevoli al regime iraniano e che questi non ha la possibilità di continuare questa guerra fino in fondo, sia perché non ha la forza politico-materiale sia perché, soprattutto, non ha il sostegno del suo popolo, perché il popolo in armi può cacciare e può vincere, lo ha dimostrato la storia e può continuare a dimostrarlo anche in Iran. Ma i governi reazionari come quello di Kamenei e di chi gli succede non sono in grado di combattere contro nemici più grandi perché non contano sul sostegno, sull'armamento e sulla partecipazione di tutto il popolo a una guerra di liberazione contro l'aggressore imperialista.

    Certo gli americani, il regime sionista israeliano sono in prima fila nell'aggressione militare nei confronti dell'Iran, ma tutti i governi e gli stati imperialisti sono dalla loro parte, anche se si rendono ben conto che i loro interessi non sono rappresentati di per sé dagli americani e meno che mai dallo Stato sionista di Israele che lavorano per loro e non per conto terzi. I governi imperialisti europei hanno grandi interessi sia in Iran sia nell’ importante nodo commerciale che è lo stretto di Hormuz dove passa una parte rilevante del commercio mondiale, in particolare del commercio più importante che riguarda le fonti energetiche, il petrolio, che è una ragione di fondo perché gli americani e i sionisti vogliono cancellare l'Iran per appropriarsi dell'Iran, per farlo diventare la pompa di benzina del loro sistema. Tutti i governi imperialisti sono complici di questa aggressione ne sono corresponsabili e possono via via partecipare direttamente ad essa, e il governo italiano è tra questi.

    Il governo italiano è un governo esemplare di leccaculo degli americani ma, come sempre, i leccaculo degli americani vengono trattati dagli stessi americani come leccaculo e, quindi, in questo caso non sono stati neanche informati. Fino allo scandalo di quel ciccione del ministro (noi non siamo per insultare le persone ma certe persone se lo chiamano l'insulto perché perfino la loro conformazione fisica è corrispondente alla loro squallida funzione e ideologia). Non solo il governo italiano non è stato informato - ma di questo non ce ne importa nulla - perché non è che saremmo stati contenti che gli americani avessero informato il governo italiano, ma, pensate, il ministro della Difesa, uno dei ministri più importanti del governo Meloni, se ne stava bellamente a mostrare le chiappe al mare, ospitato negli alberghi lussuosissimi di Dubai, stava approfittando della sua funzione di ministro per essere trattato come un sovrano in questi paesi in particolare, diventati il centro del lusso e dello spreco e del parassitismo mondiale mentre le popolazioni nel mondo muoiono di guerre, di fame, di miseria, di impoverimento, di crisi, di carovita ecc.ecc... Questo squallido ministro si è trovato lì, subito per lui l'aereo militare che, ha affermato, di averlo pagato tre volte (perché i soldi questi c'è l'hanno e sono sempre soldi presi da noi); questo commesso viaggiatore dell'industria bellica, questa specie di ragioniere per conto terzi, questo uomo di pezza e di m. che è il ministro della Difesa è stato colto con le mani nella marmellata facendo fare una figura meschina a quello che si dice il "Paese" rispetto a una situazione di questo genere. Insomma mentre i soldati che pure stanno lì e non ci dovrebbero stare rischiano la vita, il loro ministro della difesa stava nel più lussuoso albergo di Dubai a grattarsi le palle. Questo è il sistema in cui viviamo e se questo sistema vi va bene pace all'anima vostra, ma finché ci sono le possibilità storiche e pratiche bisogna combatterlo e quindi bisogna combattere questo governo italiano, servo e padrone nello stesso tempo, che fa il padrone verso l’Italia occupando via via tutti i gangli del potere e dell'economia e ora vuole, con il referendum, prendere nelle proprie mani la magistratura, occupare tutte le caselle, quindi vuole fare il padrone in casa nostra per conto terzi e invece fa il lacché a livello internazionale. Questo sono i fascisti, questo era Mussolini e questo è stato tutto il fascismo in Italia, divenuto poi alleato e servo di Hitler e del nazismo. 

    Chi si oppone realmente all'aggressione imperialista? Le masse iraniane non possono e non potranno che opporsi comunque nel decorso e percorso tortuoso di questa vicenda. Si oppone da tempo all'aggressione imperialista il popolo palestinese che la sta pagando con un genocidio sulla sua pelle, che è a rischio di essere cacciato dalla propria terra secondo i voleri di Trump e Netanyahu e che sta invece resistendo a Gaza come in Cisgiordania e che ancora oggi dice chiaro che la Palestina non è in vendita e che continua la sua lotta di liberazione per una Palestina dal fiume al mare.

    Sicuramente hanno interesse a unirsi i proletari e le masse popolari dei Paesi arabi i cui governi sono tutti dall'altra parte e non vedono l'ora di essere chiamati al banchetto dall'imperialismo, per avere il loro tavolino a fianco dove possono mangiare la loro merda prodotta dal lavoro e dallo sfruttamento dei popoli.

    Le borghesie arabe sono quanto di peggio sia capitato alle masse arabe e quindi pensiamo che debbano essere tutte rovesciate e che in Medioriente occorre l'unità del popolo palestinese e di tutti i proletari e le masse arabe contro tutte le borghesie arabe, contro lo stesso regime iraniano che sarà inviso agli americani ma anche inviso a buona parte delle masse iraniane ed è inviso agli interessi generali delle masse arabe del territorio.

    A fronte di questo che è diventato anche un altro focolaio di guerra, già papa Bergoglio aveva parlato di "guerra mondiale a pezzi", e su questo è stato più lucido di tantissimi compagni. Noi condividiamo questo giudizio sulla guerra mondiale a pezzi; pensiamo inoltre che come è successo nella prima guerra mondiale e nella seconda guerra mondiale queste "guerre mondiali a pezzi" diventi poi un incendio mondiale generale. Dovrebbe andare così, ma non è che siccome non è ancora così noi non dobbiamo lottare a fondo contro la guerra che c'è, che produce riarmo in ogni paese, quindi il distoglimento di tutti i soldi pubblici verso la guerra che ingrassa i signori della guerra, le industrie belliche, i manager, i militari, la finanza e impoveriscono il popolo.

    Il modo migliore per stare a fianco dei popoli è lottare nel nostro paese in solidarietà con quei popoli e contro i nostri governi che sono invece dall’altra parte.

    Noi non riconosciamo al governo italiano la rappresentanza degli interessi degli italiani ma di quelli della borghesia e dei ricchi e del settore delle classi sociali italiane ad essi alleati, i loro interessi sono gli interessi dell'imperialismo, dei sistemi imperialisti e di coloro che in questo sistema imperialista sono più forti o che vogliono apparire più forti, com’è oggi l’imperialismo americano di Trump.

    Questi governi sono complici e servi dell'imperialismo USA/Trump e dello Stato sionista di tipo nazista di Netanyahu, trascinano il nostro paese in guerra e scaricano i costi del riarmo delle guerre sui proletari e le masse italiane, a partire dai fattori più semplici, il caro vita, il caro benzina, a quelli più generali; un sistema di economia di guerra significa tagli al lavoro, tagli alla democrazia, alla pace, alla libertà, significa che comanda la feccia dell'Italia e non il popolo italiano, neanche a livelli di quello che è rappresentato in un paese capitalistico. 

    Quindi dalla parte dell'Iran, dalla parte delle masse iraniane che si oppongono al regime degli ayatollah. Dalla parte del popolo palestinese, dei proletari e delle masse popolari arabe contro l'imperialismo americano e sionista, contro il governo italiano.

    Invitiamo tutti a partecipare a tutte le manifestazioni possibili e chiaramente facciamo la nostra parte.

    proletari comunisti/PC m Italia

    marzo 2026