sabato 27 febbraio 2021

pc 27 febbraio - nel corso della crisi/pandemia .. fabbriche chiudono e altre si rafforzano - quelle belliche!

 

Dalla revisione dei Tornado agli F35, la base di Cameri officina d’Europa

Il programma di manutenzione proseguirà molto più a lungo rispetto alla produzione dei super-caccia

Negli hangar dell’aeroporto militare di Cameri si fa il tagliando a Tornado ed Eurofighter. Il primo reparto manutenzione velivoli (Rmv) è il principale polo ingegneristico e manutentivo per gli aerei ad alte prestazioni dell’Aeronautica militare. La nuova generazione dei caccia è l’F35: allo stabilimento Faco interno alla base, un complesso gestito dall’azienda Leonardo con la supervisione di Lockheed Martin, si assemblano i modelli     

    

1,35 miliardi di euro a Fincantieri per i nuovi sottomarini della Marina

di Giacomo Cavanna - Grande impulso ai cantieri ed all'indotto grazie al contratto da 1,35 miliardi di euro per due sottomarini e due in opzione

Fincantieri firmerà a breve in qualità di capocommessa con OCCAR (Organizzazione internazionale di cooperazione per gli armamenti) il contratto per la costruzione di 2 sottomarini U212 Near Future Submarine (NSF) che rappresentano la maggior espressione tecnologica a livello internazionale nel settore dei battelli convenzionali.

Gli U212 NSF sono infatti una diretta evoluzione degli U212A sviluppati in collaborazione con la tedesca Thyssenkrupp Marine System e consegnati alla Marina Militare come classe "Todaro" tra il 2006 ed il 2017 in quattro unità.

Questi nuovi battelli consentiranno non solo di permettere un maggior impiego di tecnologia nazionale ma sostituiranno progressivamente i "Sauro" attualmente in servizio.

Gli U212 NSF saranno i primi sottomarini al mondo dotati di AIP (Air Indipendent Propulsion) con batterie agli ioni di litio che consentirà maggior periodi in immersione.

I nuovi sottomarini saranno inoltre due metri più lunghi rispetto agli U212A per migliorare l'abitabilità a bordo.

Per aumentare la silenziosità saranno adottati materiali fluoropolimerici in grado di ridurre la resistenza all'acqua.

Da sottolineare anche la sostituzione di diversi apparati radar, guerra elettronica e sistema di combattimento con sistemo di produzione nazionale.

Il valore complessivo è di 1,35 miliardi di euro (compreso supporto logistico) con l'opzione per ulteriori due U212 NSF.                 

pc 27 febbraio - VERSO L'8 MARZO - ALZIAMO LA TESTA! Appello alle lavoratrici

Alle donne, lavoratrici

non si può stare ferme e zitte quando la dignità delle lavoratrici viene messa sotto i piedi, le condizioni di lavoro e di vita gridano alla vergogna; perchè anche ogni oppressione individuale, familiare è frutto soprattutto di questo sistema sociale, di come ci costringe a vivere, E tutto questo non si può affrontare e risolvere da sole.

Alziamo la testa, non basta lamentarci! La nostra condizione sta peggiorando in generale, sul lavoro e in casa, la pandemia la stanno scaricando soprattutto su di noi: le prime ad essere licenziate, a perdere anche un lavoro misero e precario, scaricano su di noi ancora di più assistenza, cura dei familiari, rinchiuse in casa rischiamo di morire più per mano di uomini che per il covid, ecc.

A chi pensa che bastino le lotte sindacali che in alcuni posti di lavoro già facciamo, diciamo che per cambiare ogni aspetto della nostra vita occorre di più; occorre una lotta generale, più grande e unitaria delle donne, occorre una rivoluzione per rovesciare tutti quelli che ci sfruttano, ci opprimono, ci fanno violenza, ci uccidono; una rivoluzione in cui noi donne abbiamo doppio interesse e vogliamo portare una marcia in più per trasformare la terra e il cielo. 

Noi respingiamo come un'offesa ipocrita chi dal governo, dalle tv, giornali parlerà delle donne, mentre ci tolgono i diritti, ci tolgono l'aria.

Siamo orgogliose di scioperare, di scendere in piazza nella loro giornata dell'8 marzo, e chiamiamo tutte a lottare, per noi, per il futuro dei nostri figli.

pc 27 febbraio - NUOVO ATTACCO ALLO SCIOPERO DELLE DONNE!

La Commissione Garanzia Sciopero ha trasmesso allo Slai cobas per il sindacato di classe la nota (vedi foto sotto), in cui chiede, pena sanzioni, di escludere dall'indizione dello Sciopero dell'8 marzo una serie di categorie, ma tra tutte la più grave è la richiesta di escludere tutto il "Settore scuola" - insegnanti, personale Ata, dove vi sono tantissime donne che sempre negli anni scorsi hanno costituito la maggioranza nel settore pubblico delle lavoratrici in sciopero.
La motivazione, per non aver rispettato gli "intervalli tra sciopero generale e scioperi di ambito e livelli diversi, precedentemente proclamati", è inaccettabile. Quanti mesi prima dovremmo dichiarare sciopero?
La realtà è un attacco al diritto di sciopero, che colpisce per la terza volta proprio lo sciopero delle donne.
Alle donne borghesi - che si lamentano indignate di essere discriminate - dei partiti del parlamento e governo borghesi qualche posto nel sottoscala del potere; alle lavoratrici neanche il diritto a lottare contro le pesantissime condizioni di lavoro e di vita, contro il permanente doppio sfruttamento e oppressione. 
Un attacco che vuole sempre più restringere questo diritto fondamentale di sciopero per tutti i lavoratori e lavoratrici, per cui al massimo gli scioperi devono essere innocui, tali che non debbano produrre fastidio a nessuno.
Per la scuola poi questo divieto diventa assurdo e una sorta di presa in giro: da un lato il governo sta chiudendo le scuole quando e come vuole anche dopo pochissimi giorni da aperture (senza mai affrontare e risolvere i veri problemi della sicurezza per le scuole); dall'altro la CGS scrive che fare due

pc 27 febbraio - USA - lavoratrici e lavoratori Walmart in lotta - una corrispondenza

In via di traduzione - Compagni e compagni abbiamo bisogno di una mano su questo, una mano buona, esterna ai nostri militanti/e attivi che che già fanno molto - altrimenti diversi testi restano su questo blog quotidiano comunista "...in via di traduzione"

Tribune of the people

Workers Correspondence: Walmart Carries Out Mass Layoffs, Doesn’t Enforce Covid Protocol

By Julian Oddo

Management at Walmart in Charlotte, North Carolina has failed to enforce COVID-19 safety measures. Customers are allowed into the store without masks, and the company has not done enough to safeguard workers from viral transmission. When workers complain to management they are ignored, and mask mandates are not enforced.

The break room at the store was recently downsized to three tables. There’s no place other than the break room for workers to have their lunch, this results in workers eating within close proximity of each other. Between 20-30 employees congregate in the break room during lunch.

Mass layoffs were carried out by Walmart after the holidays, which left the store understaffed. One employee is now expected to do the work of two or three, resulting in workers staying past their shifts.

The worker told Tribune, “scheduling is so bad that my manager attempted to trick me into coming into work. He claimed I was missing work and would be fired if I didn’t show up. When in reality it was my off day and I had already worked the previous five days. Later when I tried to question this, he responded by saying he didn’t want to come in himself, wanting me to work instead.” 

Similar conditions were reported to Tribune by another Walmart employee. “Management will micromanage everything at [my] store, except for following protocols to keep workers safe when it gets in the way of profits,” he said. 

Walmart is the largest single employer in the United States, with a total of 1.3 million employees. The company’s profits increased by more than 7% during the pandemic, yet workers have not received hazard pay and protected COVID-19 related absences were cut in September. 

Walmart takes every measure possible to avoid workplace organizing, maintains an aggressive anti-union policy and goes to such lengths as replacing management and sending in specialists when organizational literature is found in any store. 

pc 27 febbraio - Biden inaugura la sua presidenza con un bombardamento in Siria di alcune basi anti Isis

In spregio al cosiddetto "diritto internazionale" imperialista, con le bombe di Biden in Siria l'imperialismo USA continua i suoi attacchi militari nella contesa per la spartizione dell'area mediorientale. I governi della UE sono stati "consultati" secondo la linea "democratica" dell'imperialismo USA che prevede di aumentare le truppe NATO in Iraq nonostante la volontà contraria del parlamento iracheno. E l'Italia imperialista si candida alla guida delle truppe NATO in Iraq



Siria, raid aereo Usa: colpite alcune basi di milizie sciite che combattono l'Isis in Siria

26 febbraio 2021

Prima azione militare dell'era Biden in Medio oriente da parte delle forze armate statunitensi. Joe Biden ha infatti ordinato un raid aereo contro siti utilizzati da miliziani sostenuti dall’Iran nell’est della Siria, vicino al confine con l’Iraq. Lo ha reso noto il Pentagono. "Questi raid sono stati autorizzati in risposta ai recenti attacchi contro personale americano e della coalizione in Iraq e alle minacce continue a questo personale", ha fatto sapere il portavoce John Kirby.

Il Generale siriano Nizal al Khader ha spiegato che è stato preso di mira "il passaggio utilizzato dalle forze alleate dell'Esercito arabo siriano, che combattono i gruppi terroristici nella zona di confine desertica tra Siria e Iraq, guidati dall'organizzazione terroristica ISIS".

"L'attacco aereo ha preso di mira strutture nella città siriana orientale di Al Bukamal che appartengono a Kataib Hezbollah e ad altre milizie sostenute dall'Iran che hanno lanciato attacchi missilistici in passato contro strutture americane in Iraq", ha detto il funzionario Usa. 

pc 27 febbraio - Un medico di base: “Nel Bresciano bisognerebbe chiudere tutto”

Se nella prima ondata in Lombardia e Bergamo è la Regione Lombardia è giustamente - insieme a Confindustria - la responsabile della trasformazione della pandemia in strage

ORA E' IL GOVERNO DRAGHI, più la Lombardia in mano alla Moratti, che vanno consapevolmente lungo la stessa strada

Bisognerebbe chiudere, stiamo implorando da giorni che lo si faccia“. Osvaldo Brignoli è medico di base di Capriolo, uno degli otto Comuni del Bresciano in zona arancione rafforzata e racconta all’AGI la situazione in uno dei focolai più preoccupanti per come lo vede dal suo, sempre più affollato, ambulatorio,

Siamo messi male, siamo pieni di infetti, che non vuol dire necessariamente malati. Quello che osserviamo è che, nel giro di poche ore, se si infetta uno della famiglia lo diventano anche tutti gli altri.

pc 27 febbraio - La galleria di mostri che popola il governo Draghi - il pezzo 'forte': L’ATTUALE CAPO DELLA POLIZIA GABRIELLI AI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla lista dei sottosegretari del governo Draghi: sono 39, 20 uomini e 19 donne. La delega allo sport sarà assegnata successivamente. Alla fine ci sono 11 sottosegretari per il M5s, 9 per la Lega, 6 per FI e Pd, 2 per Italia Viva, uno del Centro democratico, uno di +Europa e la riconfermata Maria Cecilia Guerra, bersaniana di Leu, all’economia.

Sei sono viceministri, quattro donne e due uomini: la Pd Sereni (Esteri), la pentastellata Castelli (Economia), il forzista Fratin e la 5 Stelle Todde (entrambi Sviluppo economico), la renziana Bellanova e il leghista Morelli (entrambi a Infrastrutture e Trasporti).

Un’infornata di nomi, alcuni anche piuttosto imbarazzanti (come gli esponenti della Lega Borgonzoni alla Cultura, Pucciarelli alla Difesa e Sasso all’istruzione, per dirne solo tre) che però rischia di celare il peso politico di un’altra nomina, ben più pesante e fatta direttamente dal premier Mario Draghi: il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai Servizi Segreti e alla sicurezza è l’attuale capo della Polizia, Franco Gabrielli, già ex capo della Digos di Roma, ex capo del Sisde, ex responsabile della Protezione civile, ex prefetto e dal 2015 capo della Polizia.

pc 27 febbraio - All'arcelorMittal Taranto la morte operaia è sempre in agguato - solidarietà/lotta/inchiesta operaia


Lo Slai cobas esprime il suo profondo cordoglio per la morte dell'operaio Francesco Tomai alla famiglia e ai suoi compagni di lavoro.
Il fatto che sia morto prima di iniziare il lavoro e non per un infortunio, non può, però, far escludere come causa generale l'attività lavorativa, le condizioni di lavoro, lo stress di una situazione comunque grave, a rischio, incerta. E' necessario saperne subito di più.

Dalla GdM - Un operaio del reparto Trh-Afo dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal di Taranto, Francesco Tomai, di 38 anni, è morto questa mattina dopo essere stato colto da un arresto cardiaco, all’interno dello spogliatoio della portineria A, prima di iniziare il suo turno di lavoro.
Il lavoratore è stato soccorso sul posto, ma ogni tentativo di rianimarlo è stato inutile.
Fim, Fiom e Usb di Taranto, per il tragico evento, hanno rinviato al 3 marzo lo sciopero che era stato annunciato per lunedì 1 marzo nello stabilimento ArcelorMittal per protestare contro la decisione dell’azienda di trasformare in Cig con causale Covid le richieste di ferie e di permessi dei dipendenti. I sindacati spiegano che i due giorni dello slittamento saranno utilizzati «per espletare e ultimare la procedura di raffreddamento dei conflitti prevista dall’accordo del 20 maggio 1989» nella possibilità di trovare un punto d’incontro che eviti lo sciopero.

pc 27 febbraio - La galleria dei piccoli mostri che compongono il governo Draghi, che ne fanno un governicchio di destra che imbarca fascio razzisti

Una corrispondenza

Leggiamo la lista dei viceministri e dei sottosegretari del governo Draghi e ci preoccupiamo: ci domandiamo con quali criteri il banchiere romano abbia operato talune scelte che a noi risultano davvero incomprensibili.
Poi capitiamo sull’edizione telematica di giovedì venticinque febbraio del quotidiano la Repubblica e troviamo conferma che le nostre perplessità non appartengono soltanto a questo piccolo Collettivo redazionale, ma investono anche altri.
Affiancati l’uno all’altro si trovano due pezzi che riguardano altrettanti sottogovernanti appena

venerdì 26 febbraio 2021

pc 26 febbraio - COSTRUIRE UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO GOVERNO/PADRONI


Il passo importante, necessario, anche se non semplice, dello sciopero generale del 29 gennaio deve ora andare avanti con il nuovo governo. I padroni si stanno unendo attorno al governo Draghi in maniera compatta e gli operai e i lavoratori tutti devono trovare la loro strada per rafforzare la lotta. Occorre costruire una manifestazione a Roma che raccolga, unisca e sviluppi dal punto di vista di classe le lotte, alcune in corso. Una costruzione della manifestazione che rivolgiamo ai lavoratori di tutti i sindacati, e a quelle realtà sindacali di base che concretamente e praticamente rompano con la posizione di collaborazione con governo e padronato di Cgil, Cisl, Uil e si uniscano sulle basi di una piattaforma avanzata, rappresentata dalla piattaforma del Patto d’azione, per mettere in campo un’alternativa.

Stiamo contrastando nei posti di lavoro, nelle fabbriche grandi, medie, piccole, nei settori della logistica, ristrutturazioni fatte con accordi sindacali dei sindacati confederali che danno mano libera al padrone nella gestione dello sfruttamento, degli “esuberi”, anche con licenziamenti mascherati e aumento dello sfruttamento per chi resta. Contro questo stiamo costruendo delle piattaforme operaie che

pc 26 febbraio - Il governo Draghi è un governicchio che torna a imbarcare il fascio razzista Salvini e i suoi cavalli di troia nel governo

Pucciarelli, la neo sottosegretaria leghista alla Difesa, dal burqa in aula alle battaglie contro i campi Rom

Nel 2018 è stata nominata presidentessa della Commissione Diritti umani del Senato.
“Alle critiche io rispondo con i fatti” aveva detto, nel 2018, quando fu eletta, circondata dall’imbarazzo di parte del mondo politico, presidentessa della Commissione Diritti Umani del Senato. Tra i fatti, c’erano un corso di autodifesa che aveva offerto alle donne spezzine, come lei, in Liguria, la strenua difesa della “famiglia naturale e tradizionale”, festeggiare sui social le ruspe che sgomberavano un campo Rom, o denunciare un suo viaggio in treno, verso Torino, in cui si è ritrovata “in un vagone di stranieri tutti di colore senza biglietto”, oltre a mettere un like a un post in cui si invocavano i forni per i migranti, ma da cui poi ha preso le distanze, per cui ha ricevuto una denuncia, finita con l’archiviazione.
Stefania Pucciarelli, classe ’67, appena nominata sottosegretaria alla Difesa, ha fatto una carriera politica velocissima: leghista fedelissima, ha cominciato a militare nel Carroccio nel 1993, a Santo Stefano Magra, dove è stata eletta consigliera comunale nel 2011. Due anni più tardi diventa segretaria provinciale della Lega alla Spezia e assume l’incarico di Responsanbile regionale per i rapporti con gli enti locali. A maggio 2015 entra in consiglio regionale, eletta nella circoscrizione della Spezia, con 1369 preferenze. Ha sempre avuto una febbrile attività social, in cui rilanciava le battaglie che combatteva in aula: dal giubilo per le ruspe che procedevano allo sgombero del campo Rom di via Gragnola, a Castelnuovo Magra, rivendicando che quella era stata da sempre “una battaglia della Lega” alle giaculatorie contro “i centri sociali con i punk bestia”.
In consiglio regionale in Liguria, altissima, sedeva sul banco più alto, nel settore leghista, in maggioranza, indossando sempre qualcosa di verde. E ingaggiava sistematicamente scontri politici piuttosto accesi con l’allora capogruppo Pd in Regione, Raffaella Paita, sui banchi opposti, ora parlamentare di Italia Viva e presidente della Commissione trasporti alla Camera. La Pucciarelli riuscì a farsi cacciare dall’aula dal suo stesso compagno di partito, Francesco Bruzzone, allora presidente del consiglio regionale, perchè l’8 marzo del 2016 si presentò al suo banco indossando un burqa. “Spesso le donne musulmane sono vittima di violenza da parte dei mariti. Ho messo in atto questa iniziativa per

pc 26 febbraio - Stellantis FCA/FIAT Mirafiori - il nome della cosa è sempre uno: scaricare la crisi sui lavoratori

Stellantis: torna la cassa integrazione... il sindacalismo confederale cade sempre dal pero... e ricomincia a 'collaborare' sulla pelle degli operai

A casa a Mirafiori i dipendenti di Presse e Carrozzerie. Cassa anche in Maserati

TORINO. Torna la cassa integrazione alle Carrozzerie di Mirafiori. La ha comunicato Stellantis ai sindacati. Saranno interessati dall'1 al 13 marzo i 943 dipendenti della linea del suv Maserati Levante: la cassa servirà anche per adeguare la linea ai futuri modelli Grancabrio e Granturismo. Saranno in cassa integrazione anche 441 addetti delle Presse di Mirafiori dal 22 febbraio al 5 marzo e per 4 giorni i 1.129 dipendenti della Maserati di Grugliasco (25 e 26 febbraio, 1 e 2 marzo).
Un annuncio che arriva il giorno dopo la visita dell'amministratore delegato, Carlos Tavares, al polo produttivo di Torino in cui ha ribadito gli impegni e la volontà di un dialogo con i lavoratori ma ha

pc 26 febbraio - Sciopero ai cancelli Amazon

Presidio a Fubine davanti ai cancelli di Amazon: “Chiediamo più sicurezza”

Mattinata di sciopero e di assemblee a Fubine, in provincia di Alessandria, davanti ai cancelli di Amazon, dove lavoratori, sindacati e Rsa hanno protestato contro carichi di lavoro, sull’ingresso delle aziende denominate 2.0 e sulla richiesta di cassa integrazione che riguardano gli addetti alla distribuzione merci del colosso americano.


Presidio dei corrieri Amazon, questa mattina, davanti alla sede del colosso dell'e-commerce di Brandizzo, nel Torinese. La manifestazione è stata promossa dalla Uiltrasporti per protestare "contro le insostenibili condizioni in cui operano i corrieri". Lo sciopero, proclamato per l'intera giornata, riguarda le aziende di trasporto che operano per conto di Amazon.
Nella regione sono settecento i fattorini che lavorano per le ditte Elpe, Madilo, Nuova Express Line e Teamwork che si occupano di consegnare i pacchi presi dagli stabilimenti di Fubine (Alessandria), Marene (Cuneo) e Brandizzo (Torino).
Pronto un esposto in procura perché l'azienda, in virtù dell'enorme carico di lavoro, porterebbe i corrieri a violare sistematicamente il codice della strada, con l'aggravante di eventuali multe a carico proprio degli autisti. "L'algoritmo di Amazon a nostro giudizio è fuorilegge perché induce i lavoratori a trasgredire le norme della strada che in 8 ore 45 minuti di lavoro devono fare 140 consegne. Abbiamo chiesto più volte di rivedere i carichi di lavoro, ma siamo inascoltati. A questo punto saremo obbligati a fare questo esposto. Non dobbiamo aspettare che qualcuno muoia".
Amazon replica: "I fornitori di servizi di consegna sono nostri partner e noi lavoriamo insieme a loro per definire degli obiettivi realistici che non mettano sotto pressione loro e i loro dipendenti. Utilizziamo una tecnologia che prende in considerazione molteplici aspetti per determinare la quantità di pacchi che un autista può consegnare in sicurezza durante il suo turno di lavoro. Gli autisti sono assunti dai fornitori di servizi di consegna tramite il ccnl Trasporti e Logistica e percepiscono salari competitivi. Il pagamento delle multe e dei danni ai furgoni non è incluso nell’accordo".

pc 26 febbraio - Dalla Francia e in Italia - speciale Pierre Overnay - il maggio francese - la Gauche proletarienne - 28 febbraio

pc 26 febbraio - Centenario del PCI - la seconda assemblea decide di proseguire il lavoro con un piano condiviso

 Comunicato

Si è tenuta la seconda assemblea del ciclo di formazione operaia e discussione pubblica, per ora on-line, appena possibile in presenza.

La partecipazione è stata rappresentativa della realtà dei circoli che la stanno seguendo e lavorando, con qualche new entry.

Il dibattito è stato articolato con interventi in particolare sulle Tesi di Lione di compagni operai, lavoratori e lavoratrici.

Da esso sono scaturiti gli impegni immediati e un nuovo appuntamento.

- Nella prossima settimana esce un quaderno della rivista 'La Nuova Bandiera' che pubblica gli interventi della prima assemblea - quella del 21 gennaio 2021 - mentre gli interventi di questa seconda saranno pubblicati successivamente. 

- Si pensa di editare il libro degli scritti di Gramsci contenuti nel volume 'La costruzione del Partito Comunista 1923-1926'

- Si programma una inchiesta operaia in alcune grandi e medie fabbriche in Italia, e in alcune realtà della logistica, nell'ottica ' la costruzione del partito nei luoghi di produzione'

-E' convocato un terzo appuntamento il 18 marzo 2021 coincidente con la celebrazione del 150° anniversario della Comune di Parigi

Chi volesse interventi, materiali e info sulla partecipazione, scriva a pcro.red@gmail.com

proletari comunisti/PCm Italia

26-2-2021

giovedì 25 febbraio 2021

pc 25 febbraio - AUTONOMIA E CONTAMINAZIONE DELLA LOTTA DELLE DONNE

Perchè le donne hanno una marcia in più? E una "marcia in più" che viene dal fatto che la condizione delle donne è 'l'oppressione senz'altro' che raccoglie tutte le oppressioni, e quindi questa condizione porta nella lotta ad avere quella marcia in più. 

Noi abbiamo posto una piattaforma, per così dire, a 360°, perché rappresenta l’insieme dell’attacco verso le donne. Il nostro scopo non è però quello di trovare soluzioni per migliorare questo sistema sociale che invece vogliamo rovesciare, perché è un sistema marcio e un sistema che ogni giorno di più scarica crisi e pandemie sulla gente. E’ una piattaforma che parla di lavoro, che parla di reddito, parla di condizione di lavoro, ecc, punta sì ad ottenere dei risultati concreti ma in una prospettiva che vuole attraverso queste lotte essere più forti, più organizzate e più unite nella lotta per mettere fine a questo sistema.

Queste marcia pone due questioni.

La prima, più importante, l'autorganizzazione delle lavoratrici. Questa organizzazione deve essere autonoma, “separata”, e le stesse lotte delle donne delle lavoratrici devono essere anche autonome e anche separate, perchè se le donne non si rendono visibili

pc 25 febbraio - Non c'è crisi per l'Italia militare nella Nato

Manlio Dinucci | ilmanifesto.it

22/02/2021

Mentre l'Italia è paralizzata dalla «crisi economica che la pandemia ha scatenato» (come la definisce Draghi nel discorso programmatico), c'è un settore che non ne risente ma anzi è in pieno sviluppo: quello militare nella Nato.

Il 17-18 febbraio, nel momento in cui Senato e Camera votavano la fiducia al Governo Draghi, il riconfermato ministro della Difesa Lorenzo Guerini (Pd) già partecipava al Consiglio Nord Atlantico, il primo con la presenza della nuova amministrazione Biden.

All'ordine del giorno l'ulteriore aumento della spesa militare.
Il 2021, ha sottolineato il segretario generale della Nato Stoltenberg, sarà il settimo anno consecutivo di

pc 25 febbraio - In Ecuador lo Stato reazionario asservito all'imperialismo non vota, UCCIDE! Lenin Moreno lurido assassino!


 

La mattina del 23 febbraio hanno avuto luogo rivolte carcerarie in Ecuador, nei tre istituti penitenziari della Penitenciaría del Litoral a Guayaquil e dei Centros de Rehabilitación di Turi, a Cuenca, e Cotopaxi, a Latacunga.

In una conferenza stampa nel pomeriggio, il direttore del Servizio Nazionale di Attenzione Integrale agli Adulti Privati della Libertà (SNAI), Edmundo Moncayo,... ha prima riferito di 67 morti tra i detenuti, per poi rettificare la cifra a 62, e ha confermato che non ci sono agenti di polizia tra le vittime. La Procura e dalla Scientifica della Polizia nazionale ha prelevato i cadaveri dalle tre carceri, confermando 62 decessi: 21 morti e due feriti gravi nella Penitenciaría del Litoral, 33 morti nell’ala di

pc 25 febbraio - FORMAZIONE OPERAIA - PER IL CENTENARIO DEL PCI - oggi si fa in diretta

 

pc 25 febbraio - In Texas fa freddo... e gli USA vanno in tilt - Tutto il mondo è paese laddove dominano le leggi del modo di produzione capitalista

  contributi dei compagni francesi e ametricani in via di traduzione



La semaine dernière, une vague de froid s’est abattue sur le Texas, au sud des États-Unis. L’État a

pc 25 febbraio - La Cina è uno stato socialista o uno stato capitalista? E' uno stato capitalista e imperialista o se si vuole uno Stato socialimperialista

 un contributo dei compagni francesi in via di traduzione



Sur les réseaux sociaux, dans les manifestations ou encore dans les médias, nous pouvons parfois entendre que la Chine est un État socialiste, ou parfois qu’elle est communiste, et depuis la mystérieuse disparition de Jack Ma, le milliardaire PDG de l’entreprise Ali Baba, ces propos sont de plus en plus fréquents. Si ces affirmations proviennent la majeure partie du temps de bourgeois ouvertement anti-communistes, nous pouvons également les entendre dans la bouche de personnes qui se revendiquent communistes et/ou révolutionnaires. Ainsi, le MJCF (Mouvement des Jeunes « Communistes » de France) et le PCF (Parti « Communiste » Français) soutiennent explicitement le régime chinois, et certains membres de ces organisations qualifient celui-ci de socialiste. Alors, qu’en est-il réellement ? Dans cet article, nous allons analyser le régime chinois afin de répondre à cette question.

Le socialisme, qu’est-ce qu’est ?

Premièrement, nous devons définir ce qu’est le socialisme. Le socialisme, c’est donc la phase de transition entre le capitalisme et le communisme. Cela n’a ainsi rien à voir avec le Parti Socialiste, qui n’a de socialiste que le nom, mais qui s’inscrit pleinement dans le cadre du système institutionnel bourgeois français. Le socialisme intervient après la prise de pouvoir par les révolutionnaires, il est donc une phase de développement du processus révolutionnaire.

Concrètement, au cours de la phase socialiste, les moyens de production, c’est à dire tout ce qui sert de manière directe ou indirecte à produire des marchandises (usines, outils, moyens de transport des marchandises, terres agricoles, entreprises etc), sont socialisés. Cela signifie que les bourgeois qui les possédaient dans le cadre du système capitaliste sont expropriés et que ces moyens de production sont mis en commun. Ainsi, dans le cadre de la société socialiste, la vocation même de la production des biens change totalement : sous le capitalisme, les bourgeois exploitent les travailleurs et vendent les biens produits par ces derniers dans le but de faire le maximum de profit, d’accumuler du capital. Dans le cadre du socialisme, les biens sont produits pour leur utilité réelle, pour ce à quoi ils servent, pour ce que Karl Marx appelle leur « valeur d’usage » et non pour faire du profit.

pc 25 febbraio - Trieste -indagati-i-solidali con-il-reato-di-favoreggiamento-dell'immigrazione - noi siamo solidali con gli indagati

 IO RIVENDICO IL CARATTERE POLITICO, E NON UMANITARIO, DEL MIO IMPEGNO QUINQUENNALE CON I MIGRANTI. 

IMPEGNO UMANITARIO È UN IMPEGNO CHE SI LIMITA A LENIRE LA SOFFERENZA SENZA TENTAR D’INTERVENIRE SULLE CAUSE CHE LA PRODUCONO. 

IMPEGNO POLITICO, NELL’ATTUALE SITUAZIONE STORICA, È PRIMA DI TUTTO RESISTENZA NEI CONFRONTI DI UN’ORGANIZZAZIONE DELLA VITA SOCIALE BASATA SULLO SFRUTTAMENTO DEGLI UOMINI E DELLA NATURA PORTATO AL LIMITE DELLA DEVASTAZIONE (COME LA PANDEMIA CI MOSTRA). 

È INOLTRE TENTATIVO DI COSTRUIRE PUNTI DI SOCIALITÀ SOLIDALE CHE POSSANO COSTANTEMENTE ALLARGARSI E APPROFONDIRSI.


SU QUESTO IMPEGNO È BALZATO LUNEDÌ SCORSO ALLE CINQUE DEL MATTINO, CON UNA PERQUISIZIONE IN CASA MIA, UN INTERVENTO CALUNNIOSO DI MAGISTRATURA E QUESTURA CHE, BASANDOSI SU UN AIUTO EFFETTIVO DI ASSISTENZA E OSPITALITÀ, DATO NEL LUGLIO DEL 2O19 A UNA FAMIGLIA IRANIANA, COMPOSTA DA PADRE, MADRE E DUE BAMBINI, VOGLIONO COLLEGARMI A UNA RETE DI SFRUTTATORI (PASSEUR) CHE AVREBBE, PRIMA E DOPO IL MIO INTERVENTO, APPROFFITTATO DELLA FAMIGLIA PROFUGA.

SECONDO IL MIO SENTIRE NON SAREBBE NEMMENO IL CASO DI ALZARE LE SPALLE NEI CONFRONTI DI QUESTA INSINUAZIONE, CHE NEANCHE GIURIDICAMENTE MOSTRA PROVE MA CREA SOLO INSINUANTI PARALLELISMI TEMPORALI. 

TUTTAVIA, CI SONO DI MEZZO OLTRE ALLA MIA PERSONA, ANCHE COLORO CHE COLLABORANO CON ME. 

CREDO, ALLORA, DOVEROSO AFFERMARE PUBBLICAMENTE CHE NON ESISTE NEANCHE UNO STRACCETTO DI PROVA. 

ESISTE SOLO L’INSINUAZIONE CHE, ESSENDO STATA QUESTA FAMIGLIA CONTATTATA E USATA DA ALCUNI TRAFFICANTI (SECONDO GLI INQUIRENTI), IO AVREI POTUTO NON SOLO ESSERNE A CONOSCENZA MA TRARNE ADDIRITTURA UN MIO PERSONALE PROFITTO.

RITENGO CHE CIÒ, CHE NEL DOCUMENTO PRESENTATOMI È MERA ALLUSIONE, SIA SOLTANTO UNA SORTA DI MACCHINA DEL FANGO CHE SI VUOL GETTARE NON TANTO SULLA MIA PERSONA MA SU UN LAVORO COLLETTIVO DI SOLIDARIETÀ.


GIAN ANDREA FRANCHI                              TRIESTE 24 O2 2021



mercoledì 24 febbraio 2021

pc 24 febbraio - Operai della logistica in lotta a Trezzo - info


24 febbraio - NEI MAGAZZINI SEMPRE CAPORALATO. VARIA IL GRADO DI SFRUTTAMENTO. LA RESISTENZA E L’ORGANIZZAZIONE CHE I LAVORATORI METTONO IN CAMPO RESTITUISCE DIGNITÀ, SOLDI, DIRITTI IN DIVERSA MISURA MA GLI APPALTI SONO SOLO MODERNO CAPORALATO, UNA PISTOLA ALLA SCHIENA DEI LAVORATORI

A XPO DI TREZZO, COOP GIPIELLE, PER I SOCI RINNOVO DEI CONTRATTI SOLO IN CAMBIO DELLE CONCILIAZIONI TOMBALI GARANTITE DAL SINDACALISTA AMICO, CONTROLLO E MERCATO SULLA VITA DEI FACCHINI, FINO AI CONTRATTI DI AFFITTO, FINO AL COMMERCIO/RICATTO DEI PERMESSI DI SOGGIORNO, SPECULAZIONI SULLA CASSA COVID

LUNEDÌ 22 SCIOPERO, CONTINUA LA LOTTA, MA SERVE UNA MOBILITAZIONE AMPIA E COORDINATA DELLE STRUTTURE DI CLASSE GIÀ ORGANIZZATE NEI MAGAZZINI DEL GRUPPO XPO

ANCHE NELLA LOGISTICA, I LAVORATORI IN LOTTA, CONFERMANO QUANTO SIA GIUSTA ED URGENTE LA RIVENDICAZIONE DEI DOCUMENTI DI SOGGIORNO PER TUTTI I LAVORATORI NEL PAESE, E QUANTO SIA IMPORTANTE ALLARGARE E RAFFORZARE LE MOBILITAZIONI DELLE CAMPAGNE IN LOTTA, DEL PATTO D’AZIONE... IN PREPARAZIONE PER MARZO

pc 24 febbraio - Da Taranto: ArcelorMittal/exIlva - processo ambiente svenduto/cimitero - una info venerdì 26 febbraio

VENERDI' 26 ALLE 17  informativa telematica nazionale sul processo e sulla situazione attuale in Ilva/ArcelorMittal 

Per collegarsi, il link è: https://meet.google.com/wrm-ocia-ier 

per eventuali problemi tecnici tel a 3355442610

Slai Cobas per il sindacato di classe - Taranto  

pc 24 febbraio - Pd il partito feccia al servizio dei padroni e il suo segretario è davvero la sua incarnazione


"Hai portato la politica vicino alla gente": il sostegno di Zingaretti a Barbara D'Urso.

Nicola Zingaretti, segretario Pd, in collegamento con Barbara D'Urso 
Su Twitter il segretario del Pd difende il "Live" della conduttrice: secondo indiscrezioni, Mediaset potrebbe chiuderlo in anticipo a fine marzo. Tanti i commenti increduli: "Uno dei punti più bassi del centrosinistra"

Un centinaio di retweet in poco meno di due ore. Più di 1900 citazioni.  Per la maggior parte increduli. "Gli hanno hackerato l'account?" c'è chi si chiede stupito accanto a chi tenta la chiave dell'ironia: "Salvini, esci da questo corpo". Accade oggi, quando Nicola Zingaretti, segretario del Partito democratico, esterna via Twitter il proprio apprezzamento per la conduzione di Barbara D'Urso, presentatrice (ormai da tre edizioni) del talk show Mediaset Live non è la D'Urso

Oltre un mese dopo arriva il sostegno esplicito. "In un programma che tratta argomenti molto diversi tra loro - è il post odierno di Zingaretti indirizzato a @carmelitadurso - hai portato la voce della politica alle persone. Ce n'è bisogno!".

 

Le reazioni sono immediate, la polemica è servita: "Uno dei punti più bassi del centrosinistra", si legge subito sotto al post.  E non manca chi chiosa: "Questa è la prima fase dello scontro per la segreteria", con un link diretto tra l'endorsement a sorpresa del numero uno pd e l'uscita (ieri) di Stefano Bonaccini sulla riapertura dei ristoranti.


pc 24 febbraio - “Si è già esaurito l’effetto Draghi?”, ovvero l'ennesimo "uomo della provvidenza" valutato dai padroni della finanza...


Il polverone alzato dalla borghesia con la nomina di Draghi come soluzione ai problemi economici e sociali del Paese, ma anche da chi si è spaventato per una possibile “era Draghi” sembra stia già calando più rapidamente del previsto. Questo è sicuro dal punto di vista degli “esperti” del capitalismo, dei cosiddetti mercati, che lo dicono senza mezzi termini.

“Si è già esaurito l’effetto Draghi?” dice, infatti, il Sole 24 Ore del 19 febbraio scorso, nello stesso giorno in cui riceve la “fiducia” alla Camera. La Borsa, che si era animata un po’ nei giorni precedenti, ha perso man mano punti, insomma i “mercati” hanno “scontato” come dicono in gergo gli scribacchini del capitale, la “novità” e cominciano a ragionare, perché i mercati vogliono “valutare Draghi sui fatti, per vedere i quali servirà tempo”. In questo senso il capitalismo digerisce tutti i draghi!

E per stare “tranquilli” i grandi capitalisti finanziari, sotto i diversi nomi di fondi, stanno acquistando buoni del tesoro con scadenza a 10 anni, anche se l’interesse è quasi nullo!

E “tranquillo” è pure uno dei manager banchieri al servizio del capitale più noti come Carlo Messina, di Intesa Sanpaolo: “Draghi è in linea con le aspettative della comunità e certamente con le mie aspettative”, dice, parlando del modo in cui si spenderanno gli oltre 200 miliardi del Next Generation EU. Per confermare l’aiuto al suo collega aggiunge: “Metteremo a disposizione oltre 200 miliardi come credito concesso ai privati e imprese in Italia che vorranno generare progetti di investimento”! (Sole24ore 19.2.21)

Tutta questa euforia è a dir poco mal posta visto che lo stesso articoletto dice che “intanto l’umore nei mercati è peggiorato a livello globale”, insomma nessuno è convinto della “ripresa” e perciò puntano sul sicuro, sull’acquisto dei buoni emessi dallo stato.

Questo succede in tutto il mondo: ogni banchiere centrale usa il famoso “Whatever it takes”, cioè fare tutto il possibile, per non far crollare l’economia. Non è stata certo un’invenzione di Draghi! La Bce della Lagarde come la Fed americana di Powell stanno confermando che continueranno a inondare il “mercato” di soldi. “Allo stato attuale” dice il Sole24ore di oggi, “la Fed sta comprando 120 miliardi di asset al mese di cui 80 in titoli di Stato i restanti 40 in titoli garantiti da mutui”. Quindi solo in questa forma gli Stati Uniti immettono sul mercato “soldi freschi” per 120 miliardi al mese! E questi “stimoli”, dice Powell, continueranno finché non ci sarà la ripresa…

Queste dichiarazioni sono l’ammissione di una crisi di cui è impossibile vedere (e prevedere) la fine… questo diventa l’unica cosa veramente “scontata”, una crisi economica mondiale che si trascina, naturalmente una crisi generale politica, sociale.



pc 24 febbraio - Ecuador: la polizia del corrotto Moreno, servo dell'imperialismo USA/FMI, compie una strage di detenuti in rivolta nelle carceri

Fino a questo momento sono 75 i detenuti morti in 3 carceri (Guayaquil, Latacunga e Cuenca)

la capacità delle 63 carceri in Ecuador è di 29mila posti, ma i detenuti sono circa 39mila.





pc 24 febbraio - India - le donne lavoratrici verso la marcia di protesta del 4 marzo -info a cura del MFPR

in via di traduzione e di integrazione delle informazioni

Image Courtesy:tribuneindia.com

The All-Punjab Anganwadi Workers’ Union called for a state-level protest followed by a march towards Vidhan Bhawan on March 4, 2021 to reiterate long-standing demands of workers, Union President Hargobind Kaur told SabrangIndia.

“The Punjab government treats us like second-class citizens. Home Ministry officials take a long-time meeting with us and even then, they tell us they can’t do anything. It is horrible how they are treating us,” said Hargobind Kaur.

The anganwadi leader talked about how for at least five years, workers have been demanding minimum wages of monthly Rs. 24,000 and Rs. 18,000 for anganwadi workers and helpers respectively. Yet workers only receive Rs. 7,500 per month while neighbouring Haryana pays Rs. 11,000 per month to its workers.

pc 24 febbraio - India Varavara Rao esce per motivi di salute ma le condizioni sono ingiuste


  • INDIA: Es extraño que quieran llamarlo fianza (Arasavili Krishna-Virasam)



    Al poeta Varavara Rao, miembro fundador de la Asociación de Escritores Revolucionarios, se le concedió una fianza temporal por motivos de salud, pero las condiciones son injustas. No querer que se vaya de Bombay y que sólo esté con sus familiares es como una especie de arresto domiciliario. Los arrestados domiciliarios se quedan en la casa de alguien, pero ahora él no puede ir a su propia casa. A excepción de su colega, los miembros de su familia que trabajan en Hyderabad no pueden quedarse con él. Es extraño llamarlo fianza.

    Varavara Rao, que ha estado en las cárceles de Maharashtra durante dos años y medio en relación con el caso de conspiración de Bhima koregaon, se encuentra en estado crítico. Autores de todo el mundo, intelectuales, escritores, artistas, comunidades y diversos partidos políticos de la sociedad india han pedido su liberación dada su edad y enfermedad. 

    Llegó la solidaridad. Son el motivo de la iniciativa de conseguir esta fianza. Muchos exigieron un mejor tratamiento para Varavara Rao cuando cayó gravemente enfermo en la cárcel. El fastidio recuerda el arduo trabajo de ambos.

    Un informe reciente de la firma forense Arsenal con sede en EE. UU. En el caso Bhima Koregaon concluyó que las acusaciones hechas por la policía fueron fabricadas y que la evidencia que mostraron fue introducida de contrabando en las computadoras de los sospechosos. El fastidio exige la liberación inmediata de las 16 personas que fueron detenidas ilegalmente en el caso. Stan Swamy y Sudha Bhardwaj, quienes están siendo juzgados junto con Varavara Rao, tienen serios problemas de salud. El fastidio también exige que Saibaba, que sufre de corona junto con muchos otros problemas de salud, reciba una fianza inmediata y busque un mejor tratamiento.
    Arasavili Krishna es el
    presidente de Virasam

    http://avaninews.com/article.php?page=2952


pc 24 febbraio - repressione per chi aiuta gli immigrati.non siamo in un paese normale: L'ITALIA È UN PAESE IMPERIALISTA

sotto accusa per reato di solidarietà


«Questa mattina all’alba la polizia ha fatto irruzione nell’abitazione privata di Gian Andrea Franchi e Lorena Fornasir, nonché sede dell’associazione Linea d’Ombra ODV», si legge nella nota stampa, pubblicata sul sito di ODV.

Lorena, 68 anni, psicoterapeuta che vive a Trieste e suo marito Gian Andrea, 84 anni, professore di filosofia in pensione sono due attivisti che dal 2015 hanno messo in piedi un piccolo presidio medico all’esterno della Stazione di Trieste per offrire prima assistenza ai ragazzi che miracolosamente passavano il confine con la Croazia ma che sul corpo portavano i segni delle torture (qui la loro storia). Lorena e Gian Andrea sono due essere umani speciali. Sono stati 20 volte in Bosnia (l'ultima poche settimane fa). Caricano la macchina di medicine, sacchi a pelo e scarpe. All’inizio agivano come singoli, poi si sono costituiti a come associazione di volontariato: Linea d’Ombra odv. Insieme ad altri volontari, ogni pomerggio, offrono prima assistenza ai ragazzi che miracolosamente passano il confine con la Croazia ma che sul corpo portano i segni delle torture, gli medicano i piedi.

«Sono stati sequestrati», continua la nota, «i telefoni personali, oltre ai libri contabili dell’associazione e diversi altri materiali, alla rierca di prove per un’imputazione di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che noi contestiamo, perché utilizzata in modo strumentale per colpire la solidarietà. Siamo indignati e sconcertati nel constatare che la solidarietà sia vista come un reato dalle forze dell’ordine.

Oggi, in Italia, regalare scarpe, vestiti e cibo a chi ne ha bisogno per sopravvivere è un’azione perseguitata più che l’apologia al fascismo, come abbiamo potuto vedere il 24 ottobre scorso sempre in Piazza Libertà. Condanniamo le azioni repressive nei confronti di chi è solidale, chiediamo giustizia e rispetto di quei valori di libertà, dignità ed uguaglianza, scritti nella costituzione, che invece lo Stato tende a dimenticare.

Chiediamo la solidarietà di tutta la società civile, per tutte le persone attaccate perché solidali. Sarà nostra premura comunicare informazioni più precise appena ne entreremo in possesso

pc 24 febbraio - INDIA: “Quando le masse si uniscono, i governi vengono cambiati” è la risposta dei contadini in protesta all’arroganza del governo fascista indù di Modi… e il 27 tutti a rafforzare l’assedio a Delhi!

Il “Rail roko” (blocco delle ferrovie) messo in atto il 18 febbraio scorso, è stato un altro successo della mobilitazione dei contadini in protesta oramai in tutta l’India da 3 mesi! Questo tipo di protesta è stato scelto di proposito, in questa occasione, per rispondere e smentire anche davanti all’opinione pubblica di tutto il paese (e anche questa è diventata una guerra nella guerra) le affermazioni interessate del governo e dei mezzi di informazioni ad esso asservite spudoratamente che insistono nel voler circoscrivere l’ampiezza della protesta che ha, invece, un carattere nazionale!

E queste proteste continuano in varie forme, come per esempio alcune mega assemblea che vedono la presenza di oltre 120.000, 130.000 contadini in alcuni stati, mentre purtroppo continuano ad aumentare i morti: siamo a 274; e gli arresti di alcuni leader dei contadini che hanno partecipato alla manifestazione a Delhi il 26 gennaio.

Tutto questo però non ferma affatto la decisione di milioni di contadini di combattere fino alla fine per far ritirare le tre leggi nere al governo del fascista indù Narendra Modi, tanto che qua è là qualche contadino ha cominciato a bruciare il raccolto ed è dovuto intervenire il leader riconosciuto della protesta, Tikait, per dire che non è ancora il momento di passare a questo, anche se rientra tra le modalità di cui tutto il movimento ha parlato.

Continua pure la prova di forza contro il governo con l’accumulo di forze che assediano la capitale: i contadini hanno lanciato un altro appello a recarsi nei luoghi della protesta il 27 febbraio, e altre centinaia di migliaia hanno accolto la chiamata e si sono messi in cammino!

Le assemblee in corso per discutere dell’appello danno un esempio, per niente esaustivo, di ciò che sta succedendo: nel video che pubblichiamo fatto con le riprese di un drone (comunque alcuni mezzi di informazione nazionali e internazionali nel frattempo si interessano sempre più) si mostra la portata delle massicce proteste dei contadini in India: il primo contadino intervistato dice che sono presenti 250.000 persone e tra queste, tiene a precisare, 50.000 donne!

Il governo continua a fare il duro attraverso il suo ministro dell’agricoltura, ma le sue frasi di sfida e arroganti: “Ammassare la folla non porterà al ritiro delle leggi”, vengono smontate dalle affermazioni di uno dei leader, Tikait, che con la solita ironia risponde: “Quando le masse si uniscono i governi vengono cambiati”.

In aggiunta il governo incassa un’altra batosta: i suoi tribunali sono stati costretti a rilasciare su cauzione l’attivista ambientalista che era stata arrestata per sedizione e attentato contro lo Stato per il “complotto su internet”, Disha Ravi, il cui caso è diventato argomento di discussione sulla libertà di espressione in India.

martedì 23 febbraio 2021

pc 23 febbraio - Congo - E' l'imperialismo il responsabile della rapina e delle guerre in Congo e l'imperialismo italiano è parte di questo sistema che semina vento, raccoglie tempesta

In Congo una guerra permanente per materie prime e diamanti
L’uccisione a Goma, nella regione dei Grandi Laghi congolese, dell’Ambasciatore italiano Luca Attanasio e di un militare dell’Arma dei Carabinieri in forze alla missione Onu Monusco, riaccende i riflettori su una guerra civile strisciante che da oltre un quarto di secolo insanguina quella parte del mondo. Dalla morte del dittatore Mobutu nel 1997, infatti, quello che al tempo si chiamava Zaire, oggi Repubblica democratica del Congo, ha conosciuto un costante processo di scomposizione territoriale, favorito da interessi multinazionali ben precisi, e che si servono di interposte fazioni paramilitari per continuare imperturbati a fare i loro interessi di parte sulla pelle delle popolazioni locali.


Quanto vale tesoro Congo© Ahmed OUOBA / AFP
  - Un bambino in una miniera d'oro

AGI - La Repubblica democratica del Congo è un non luogo. Un Paese che non trova pace, attraversato da conflitti aspri o a bassa intensità. Nessuno, fino ad ora, è riuscito a dare una speranza ad oltre 84 milioni di abitanti. Anche se le elezioni del 2019, con la vittoria di Felix Tschikedi, figlio dell'oppositore storico di Mobuttu Sese Seko e di Kabila padre, sono riuscite a portare il Paese verso una parvenza di stabilità.

L'oggetto del contendere rimane, il Paese stesso. Ciò che il suo sottosuolo contiene: tutto quello che il mondo libero desidera. Tutte le risorse naturali e minerali sono lì. Per impossessarne si è combattuta una guerra che l'ex segretario di stato americano Madeleine Albright definì "la Prima guerra mondiale africana". Sul terreno si sono dispiegati gli eserciti di Burundi, Ruanda, Uganda, Zimbabwe e Angola. Da quella guerra sono nate decine di formazioni di guerriglieri al soldo delle nazioni stesse o di altre più lontane.


Milizie che continuano ad operare in tutto il Paese e in particolare nel Kivu e nel Nord-Est. Non a caso quelle aeree sono ricche di risorse minerarie. Cambiano nome, affiliazione, ma l'obiettivo è sempre quello: coltan, oro, petrolio e altro. Per riportare la pace è stata necessaria una missione dell'Onu con oltre 17 mila uomini, la più grande e impegnativa mai messa in campo dalle Nazioni Unite.


La Repubblica democratica del Congo (Rdc) è lo stato più ricco di risorse naturali dell'Africa, gli oltre 84 milioni di abitanti potrebbero vivere nel benessere, solo se i suoi governanti investissero le royalty ricavate dalle estrazioni minerarie nel Paese. Invece no. L'economia del Paese è tradizionalmente orientata alle esportazioni, fortemente dipendente dalle commodities primarie.

I diamanti hanno sostituito rame e cobalto come principale voce delle esportazioni. Il cobalto, di cui è ricco il Paese, finisce tutto nelle mani dei cinesi. I diamanti, oltre 22 milioni di carati, sono nelle mani delle multinazionali. Il coltan - estratto praticamente solo in Congo - prezioso per l'industria della telefonia mobile e per quella aerospaziale, è gestito dal Ruanda.


Il Congo possiede la seconda foresta pluviale al mondo, da cui si ricava legname pregiato. L'autosufficienza alimentare in molte aree del paese è un miraggio. Le terre coltivate rappresentano solo il 4% del totale, nonostante il 75% della popolazione attiva si occupa di agricoltura, per lo piu' di sussistenza.

Nel Paese si trova di tutto: legno, rame, cobalto, coltan, diamanti, oro, zinco, uranio, stagno, argento, carbone, manganese, tungsteno, cadmio e petrolio. Materie prime che fanno gola a mezzo mondo. A nessuno interessa se alle elezioni vince questo o quest'altro, purché garantisca gli affari. Quello che interessa davvero è l'enorme ricchezza custodita dal sottosuolo congolese. Quello che vi cammina sopra conta un po' meno.

: il Pil pro-capite è di circa 450 dollari, uno tra i più bassi al mondo, e l'indice di sviluppo umano è 0,433 che colloca la Repubblica Democratica del Congo al 176esimo posto al mondo. E la stragrande maggioranza della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno.



pc 23 febbraio - Esercitazioni militari della NATO nel Mediterraneo con la Sicilia come avamposto. USA e Turchia inviano le loro truppe in Europa centrale e orientale


Dynamic Manta 2021, l’esercitazione Nato

Parte a Catania la “Dynamic Manta”, l’esercitazione avanzata della Nato per la guerra sottomarina. Navi, sottomarini, aerei e personale da otto Nazioni alleate si sono radunate nel Mediterraneo centrale per l’addestramento avanzato nella guerra anti-sommergibile e anti-nave

Come nazione-ospite, l’Italia fornisce il supporto del porto di Catania e della relativa base elicotteristica, oltre alla stazione aeronavale di Sigonella e il supporto logistico dalla base navale di Augusta, comprensivo di rifornimento carburante, assistenza medica e sistemazione per il personale.

Cinque sommergibili, cinque unità di superficie, cinque velivoli per il pattugliamento marittimo e un intero Carrier strike group, con la portaerei Charles De Gaulle e le relative unità di scorta, provenienti da otto Paesi alleati della Nato: questi i numeri dell’esercitazione di quest’anno. Le forze navali di Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Spagna, Turchia e Stati Uniti si sono unite per testare le capacità di guerra sottomarina dell’Alleanza e contemporaneamente le capacità di contrasto alle stesse minacce subacquee provenienti dai potenziali avversari. 

Le forze turche condurranno esercitazioni navali su larga scala nel Mar Mediterraneo e nel Mar Egeo tra il 25 febbraio e il 7 marzo. Lo ha reso noto il Ministero della Difesa di Ankara, lunedì 22 febbraio

Le attività turche si svolgeranno contemporaneamente all’arrivo ad Alexandroupolis, una città portuale greca nella Tracia occidentale, di almeno 20.000 soldati statunitensi, 145 elicotteri e oltre 1.800 veicoli blindati. I soldati e i mezzi americani si stanno preparando all’avvio dell’esercitazione NATO “Defender Europe 21”, che si terrà nei prossimi mesi, nell’Europa centrale e orientale, nel quadro dell’Alleanza Atlantica. Una prima parte del contingente statunitense arriverà domani, mercoledì 24 febbraio, a bordo della nave cargo “Endurance”. L’intero dispiegamento delle truppe sarà completato entro maggio, attraverso sette campagne separate. In risposta ai possibili scenari della “minaccia russa nel continente europeo”, l’esercitazione, alla quale parteciperanno anche gli Stati occidentali della NATO, inizierà in primavera e si concluderà entro metà estate. Toccherà la Grecia, l’Albania, la Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, la Croazia, l’Estonia, la Germania, l’Ungheria, il Kosovo, il Montenegro, la Macedonia del Nord, la Polonia, la Romania e la Slovenia. La Grecia è stata inclusa per la prima volta quest’anno nei piani di “Defender Europe”. Per questa occasione, è stato previsto che alcuni elicotteri statunitensi e greci condurranno esercitazioni congiunte, a maggio, in un’area di addestramento al tiro militare a Xanthi (İskeçe), nella Tracia occidentale, dove la popolazione turca è in maggioranza. Gli Stati Uniti possiedono una loro base navale e aerea sull’isola di Creta.

pc 23 febbraio - la grande lotta delle masse contadine alimenta l'avanzamento della guerra di popolo in India - video di una manifestazione di questi giorni

 


pc 23 febbraio - far avanzare la ricostruzione del Partito Comunista - a 100 anni dalla fondazione del PCd'I


 

pc 23 febbraio - in diffusione anche on line - l'ultimo numero di proletari comunisti - richiedere a pcro.red@gmaikl.com


 

pc 23 febbraio - ArcelorMittal Taranto ultime notizie


VENERDI' 26 ALLE 17  informativa telematica nazionale sul processo e sulla situazione attuale in Ilva/ArcelorMittal 
Per collegarsi il link è: https://meet.google.com/wrm-ocia-ier
per eventuali problemi tecnici tel a 3355442610
Slai cobas per ilsindacato di classe - Taranto

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Al Processo Ilva è suonata forte la voce/denuncia dei lavoratori, abitanti dei quartieri inquinati, familiari
 la parola era alle parti civili - l'avvocato Gianluca Vitale del Foro di Torino, a nome anche degli altri due avvocati di Torino, Sergio Bonetto e Enzo Pellegrin, tutti legali delle parti civili, organizzate dallo Slai cobas per il sindacato di classe, di operai Ilva/appalto, cimitero, abitanti dei quartieri inquinati, ha fatto un intervento toccante, efficace, utilizzando anche una sezione della mappa di Taranto che dimostra come l'Ilva incomba sulla città, sui Tamburi, cimitero, che ha attirato l'attenzione della Corte d'Assise.
Subito dopo è intervenuto l'avvocato Silvestre Andrea di Taranto, sempre legale delle parti civili Slai cobas sc. e oggi l'avvocato Lamanna 

 in aula delle parti civili erano presenti s vari operai dell'Ilva e lavoratori cimiteriali chiamati dallo Slai cobas sc, perchè proprio gli operai siano i principali protagonisti di questa battaglia di classe, di giustizia, contro il capitale e il suo sistema che vive sullo sfruttamento e il sangue.

intanto in fabbrica
 

1....badge disattivati senza  nessuna comunicazione per i dipendenti di Arcelor Mittal che scoprono di esser stati messi in cassa integrazione una volta raggiunta la portineria – ; quando quindi si apprestano a varcare la soglia della fabbrica per iniziare il proprio turno di lavoro, allora si trovano davanti la novità: il badge è stato disattivato. lavoratori che in alcuni casi, per raggiungere il posto di lavoro, partono da luoghi non vicinissimi come le province di Bari e Lecce, o addirittura dalla Calabria, e quindi sostengono spese per gli spostamenti. 

2 ....Continuano inoltre ad essere insufficienti i Dispositivi di Protezione Individuale e gli igienizzanti forniti all’interno della fabbrica, quando l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 continua a far registrare numeri piuttosto alti, e si ravvisano situazioni di rischio soprattutto nella zona dei Parchi Minerali e delle Acciaierie. Assolutamente indispensabile evitare focolai pericolosi che sarebbero difficili da controllare”.

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ai sindacati confederali e usb è bastato un incontro con Giorgetti per revocare lo sciopero del 24 febbraio   chiaramente era uno sciopero nato morto  

uno sciopero vero è invece necessario se gli operai vogliono tornare in campo ma ha senso se fatto sulla piattaforma operaia e per prendere la testa della lotta lavoro e salute in fabbrica e in città

la proposta slai cobas avanza  - vedi le 400 firme operaie sulla piattaforma - contro l'ostracismo di tutti i sindacati ma c'è da lavorare nelle prossime settimane

slai cobas per il sindacato di classe