sabato 26 dicembre 2020

pc 26 settembre - Viva il 127° anniversario della nascita di Mao! Viva il marxismo-leninismo-maoismo!

pc 26 settembre - Dopo aver parlato e riflettuto dell'autunno caldo ora è tempo di ritornare con forza al ciclo anni 70 post strage di piazza Fontana

Presentazioni della rivista in tutte le forme possibili e preparazione del nuovo numero che ha al suo centro lo splendore e limiti della esperienza delle formazioni comuniste combattenti apriranno da gennaio una parte importante del lavoro teorico programmatico e pratico di 'proletari comunisti'.
info pcro.red@gmail.com

pc 26 dicembre - Dall’Inghilterra descritta da Engels alla Londra di oggi… Dalle fabbriche all’inquinamento in ogni angolo del mondo il capitalismo ammala e uccide: il caso della “piccola Ella”


“Se un individuo reca a un altro un danno fisico e tale che trae alla morte il colpito, noi chiamiamo ciò un omicidio; se l'autore sapesse in anticipazione che il danno sarebbe mortale, noi chiameremmo la sua azione un assassinio premeditato. Ma se la società [in cui la classe dominante è la borghesia] pone in un tale stato centinaia di proletari, che essi necessariamente cadano vittime di una morte prematura ed innaturale, di una morte così violenta come la morte che avviene per mezzo di una spada od una palla; se essa sottrae a migliaia d'individui le condizioni necessarie alla vita, se li pone in uno stato in cui non possono vivere; se li costringe con il forte braccio della legge a rimanere in tale stato fino alla morte, morte che deve essere la conseguenza di questo stato; se essa società sa, e lo sa troppo bene, che queste migliaia d'individui, devono cadere vittime di tali condizioni e nondimeno lascia persistere la cosa, questo è appunto un assassinio premeditato come l'azione dell'individuo, soltanto un assassinio più celato, più perfido, un assassinio contro il quale nessuno si può difendere, che non sembra tale, poiché non se ne vede l'autore, perché è l'opera di tutti e di nessuno, perché la morte della vittima sembra naturale e perché è meno un peccato di azione o piuttosto un peccato di omissione. Ma esso rimane un assassinio premeditato.

Friedrich Engels: La condizione della classe operaia in Inghilterra - 1845

***

La bambina di 9 anni "uccisa dallo smog" viveva in uno dei quartieri più poveri di Londra!

Una prima sentenza aveva dichiarato che la morte della bambina era dovuta a cause naturali!

“Si chiamava Ella Kissi-Debrah e lo smog ha contribuito a ucciderla all'età di 9 anni: lo ha stabilito la corte londinese di Southwork, con una sentenza storica. Mai, prima d'ora, veniva giuridicamente riconosciuto l'inquinamento come uno dei fattori chiave di decesso. La piccola Ella morì nel 2013

pc 26 dicembre - La Spezia - i padroni e il loro sistema sono razzisti e criminali - contro essi serve la guerra di classe in tutte le forme

 e non solo la lotta sindacale...

Caporalato, minacce ai testimoni. Aperto nuovo fronte d’inchiesta

Il procuratore capo Patrono chiede l’incidente probatorio per cristallizzare le prove. Le pressioni: «Se non ritratti, faremo del male ai tuoi famigliari in Bangladesh»

La Spezia – «Se non ritratti le dichiarazioni faremo del male ai tuoi famigliari in Bangladesh». L’inchiesta sul caporalato nei cantieri dei mega yacht - lo scorso 10 novembre sono scattati otto arresti - registra un nuovo salto di qualità. Le minacce continuano, ma questa volta, secondo la ricostruzione degli investigatori, sono «persone vicine agli indagati» a prendere di prima gli operai che hanno rotto il muro del silenzio permettendo alla Guardia di finanza di scoprire una sospetta organizzazione criminale che sfruttava i lavoratori. «Abbiamo documentato un tentativo di sviare le indagini», osserva una qualificata fonte investigativa.       

pc 26 dicembre - TORNIAMO SULL'ACCORDO GOVERNO/ARCELORMITTAL PER SGOMBERARE IL CAMPO DA ILLUSIONI RIFORMISTE DEVIANTI LA NECESSARIA LOTTA

Abbiamo detto subito, a proposito dell'accordo governo/ArcelorMittal del 11 dicembre che esso non risponde affatto ai due problemi centrali: difesa del lavoro e salute/sicurezza e ambiente.

Torniamo sul problema della sicurezza/salute, bonifiche/ambiente che riguarda operai e popolazione della città, riprendendo un intervento fatto tempo fa in un'assemblea pubblica a Taranto.
 
"...Noi diciamo che questa lotta deve essere fatta con una fabbrica aperta e con tutti gli operai al lavoro. Perchè il problema non è neanche che si chiuda una fabbrica totalmente inquinante; il problema è che una fabbrica chiusa vuol dire cancellare gli operai, cancellare una classe operaia, cancellare una storia, cancellare una coscienza e cancellare soprattutto e tagliare le gambe all'unica possibilità effettiva di lottare, di dire stop al problema dell'attacco alla salute e che ci sia effettivamente un cambiamento, le bonifiche, una fabbrica che non inquini così.

Questo problema senza gli operai, è inutile che ci illudiamo, ci prendiamo in giro, non è possibile.
Qui a Taranto, come a livello nazionale, le lotte le hanno fatte eccome gli operai. Non è vero che non abbiano lottato in tutti questi anni per la sicurezza e la salute, il problema che sono stati soli, sono stati sconfitti, in primo luogo dai sindacati che non li hanno sostenuti, difesi.
Ma Taranto, l'Ilva ha una storia, gloriosa, anche su questo. Ci sono stati operai che hanno rischiato di

pc 26 dicembre - "...NELL'INTERESSE DELLA CLASSE OPERAIA..."

Ma l'interesse della classe operaia è rovesciare questo sistema sociale non migliorarlo!

Da Il Manifesto del Partito comunista di Marx ed Engels

"...Una seconda forma di socialismo meno sistematica e più pratica cercava di far passare alla classe operaia la voglia di qualsiasi movimento rivoluzionario, argomentando che le potrebbe essere utile non l’uno o l’altro cambiamento politico, ma soltanto un cambiamento delle condizioni materiali della esistenza, cioè dei rapporti economici. Ma questo socialismo non intende affatto, con il termine di cambiamento delle condizioni materiali dell’esistenza, l’abolizione dei rapporti borghesi di produzione, possibile solo in via rivoluzionaria, ma miglioramenti amministrativi svolgentisi sul terreno di quei rapporti di produzione, che dunque non cambiano nulla al rapporto fra capitale e lavoro salariato, ma che, nel migliore dei casi, diminuiscono le spese che la borghesia deve sostenere per il suo dominio e semplificano il suo bilancio statale.

Il socialismo borghese giunge alla sua espressione adeguata solo quando diventa semplice figura retorica. Libero commercio! nell’interesse della classe operaia; dazi protettivi! nell’interesse della classe operaia; carcere cellulare! nell’interesse della classe operaia. Questa è l’ultima parola, l’unica detta seriamente, del socialismo borghese.

Il loro socialismo consiste appunto nell’affermazione che i borghesi sono borghesi nell’interesse della classe operaia”.

pc 26 dicembre - Covid in Italia: il definitivo sorpasso... la pandemia non è una manovra, non è un complotto, non è una disgrazia che ci è capitata addosso


Chi dice queste cose è un idiota e un reazionario , comunque si definisca e si travesta
chi dice che il lockdown è 'dittatura sanitaria' del 'golpista Conte' è un reazionario di altro conio anche quando si travesta da oppositore, 'comunista' ed altri abiti malmessi - è espressione della piccola borghesia reazionaria e inferocita 
la pandemia è espressione del modo di produzione capitalista e imperialista nella sua fase putrescente,
i governi dei paesi imperialisti, capitalisti, borghesie compradore dei paesi oppressi dall'imperialismo nella pandemia scaricano crisi sui proletari e le masse come in ogni altra fase pre o post pandemica;
i proletari nella crisi pandemia difendono strenuamente salute, salari, lavoro contro i padroni e i governi al loro servizio e lo fanno in tempi di pandemia, vale a dire in tempi di lockdown per così dire 'oggettivi'.
La responsabilità dei governi è quella di trasformare la pandemia in strage, per la politica sanitaria di tutti questi anni e in parte di questi giorni, per il primato della produzione per il profitto sulla vita e salute dei proletari e delle masse popolari, per il primato del sistema economico commerciale, per lo stile di vita indotto da tutto questo che è concausa della diffusione di contagi...
Tutto questo è terreno della lotta di classe ma sulla base della autonomia di classe, della difesa rigida degli interessi e condizioni dei proletari che sono altri e in contraddizione con interessi di commercianti e bottegai, grandi medi e piccoli - ai piccoli bisogna salvare il reddito con il salario garantito e non il bar e il negozio ecc - agli altri non vogliamo che venga dato niente, nè ristori, nè bonus, nè altro; come naturalmente nulla al grande capitale.

venerdì 25 dicembre 2020

pc 25 dicembre - Naufragio di Natale al largo della Tunisia: 20 vittime, 19 erano donne e 4 di loro incinte

Il naufragio di Natale al largo della Tunisia: 20 vittime, 19 erano donne e 4 di loro incinte

Un femminicidio di massa dell'imperialismo europeo e italiano con la complicità del regime reazionario e asservito tunisino

Migranti, naufragio al largo della Tunisia: almeno 20 vittime. I corpi recuperati in mare e riportati sulla terraferma: il videoL'imbarcazione stava tentando la traversata del Mediterraneo verso l'Italia, ma era sovraccarica e in cattive condizioni. Al momento si sono salvati solo in 4 Tutte donne tranne uno. Quattro di loro erano incinte. Sono 20 le vittime del naufragio di un’imbarcazione che stava tentato la traversata del Mediterraneo, dalla Tunisia all’Italia. E 19 di loro erano appunto donne. Il naufragio è avvenuto giovedì, nel giorno della vigilia di Natale. Le informazioni arrivano dai primi dati in possesso delle autorità di Sfax. Le ricerche proseguono nel tentativo di trovare altre 13 persone che risultano disperse. Sempre secondo i dati forniti dal portavoce, quattro migranti sono stati salvati: uno resta sotto supervisione medica e un altro è fuggito dall’ospedale.

L’imbarcazione, sovraccarica e in cattive condizioni, trasportava 37 persone di cui tre originarie della Tunisia e le altre dell’Africa sub-sahariana. Al momento le imbarcazioni della guardia costiera e i sub della Marina, impegnati nelle ricerche, non hanno ritrovato oggi altri corpi né sopravvissuti, anche in considerazione di forti venti e onde alte che ci sono nella zona. I 20 corpi sono stati recuperati da agenti della guardia costiera e pescatori locali, che li hanno portati a riva.

Le autorità tunisine fanno sapere che recentemente hanno intercettato diverse imbarcazioni cariche di migranti, ma rilevano che il numero di tentativi è in crescita in particolare tra la regione di Sfax e l’isola di Lampedusa. Le barche di migranti spesso partono dalle coste della Tunisia e dalla vicina Libia, con a bordo persone provenienti dal resto dell’Africa ma recentemente anche un crescente numero di tunisini in fuga. 

pc 25 dicembre - Il Cile non dimentica!

Cile: Nonostante che i carabinieri abbiano creato uno scenario di guerra brutale, migliaia di giovani hanno ricordato i primi 14 mesi della Rivolta

La lotta continua.

Da Comitato Carlos Fonseca

pc 25 dicembre - MFPR sui muri delle città

pc 25 dicembre - Nel ricordo dei lavoratori morti, l'impegno forte dei portuali di Genova

“Bisogna continuare a lottare”

Un lungo applauso dedicato anche "agli infermieri e ai medici che sono morti per salvarci in questo anno che non dimenticheremo"

Genova. Molti lavoratori portuali hanno partecipato ieri sera alla commemorazione organizzata come ogni hanno dal Calp per ricordare i tanti colleghi morti sulle banchine nel porto genovese. Una commemorazione composta “senza tanti discorsi” come sottolinea nel video Riccardo Rudino, uno dei fondatori del collettivo che tuttavia ha voluto ricordare accanto ai portuali che hanno perso la vita “in

pc 25 dicembre - India in fiamme - il ruolo del del PCI (Maoista) - verso una giornata nazionale e internazionale di informazione e mobilitazione

Nei prossimi giorni sarà fissata la data e verificata la possibile forma e dimensione internazionale

intanto - info csgpndia@gmail.com

Notare il ruolo straordinario delle donne - segnalazione Mfpr - che sara parte dalla giornata nazionale di mobilitazione delle lavoratrici - 15 gennaio 2021 - decisa dall'asssemblea nazionale telematica delle donne lavoratrici

Holding traditional weapons, the villagers marched towards the picket. The attack has been alleged to be instigated by the Maoists.

The 7th Battalion of CRPF has opened a picket close to the house Ajay Mahato, a member of the

pc 25 gennaio - Una nota dei compagni francesi sulla repressione - contro la favola della divisione tra 'manifestanti pacifici e individui violenti'

 in via di traduzione

Non, la répression policière et judiciaire ne vise pas que les « individus violents » !


Les jours de manifestation, lorsqu’on allume la télé pour regarder les infos, on peut entendre une petite musique : si la police et la justice répriment les manifestations, elles ne le font que dans le but de mettre fin à des actions violentes, et cette répression ne vise que les manifestants violents. Ce discours est à l’opposé de la réalité, et la répression policière et judiciaire frappe bel et bien toute personne qui ose relever la tête contre ce système capitaliste, qu’elle soit violente ou non.

Le samedi 12 décembre, à Paris, lors de la manifestation contre la loi de sécurité globale, 142 personnes

pc 25 dicembre - INDIA: IL GOVERNO ACCUSA I CONTADINI IN PROTESTA DI ESSERE GUIDATI DAI MAOISTI!

Nel 29° giorno di protesta degli agricoltori che assediano la capitale New Delhi, al governo saltano i nervi e dice che la protesta è guidata dai maoisti.

E per togliere forza e legittimità alla protesta il capo del governo, il fascista indù Modi, ha promesso di mantenere il programma che dà 6000 rupie (circa 70 euro) all’anno a tutti gli agricoltori.

Mentre, dall’altro lato, la polizia gioca la carta della criminalizzazione in maniera pesante (dopo le cariche dei giorni passati) e sporge denuncia contro 13 agricoltori con varie accuse, tra cui addirittura il tentativo di omicidio e disordini avvenuti dopo che il convoglio del primo ministro Manohar Lal Khattar sarebbe stato bloccato e attaccato martedì scorso ad Ambala.

E invece i contadini, da parte loro, non solo resistono, ma rilanciano: chiedono il ritiro delle tre leggi sull’agricoltura, rinviano al governo le richieste di incontro, se queste non hanno una base concreta e chiedono prezzi più alti per i loro prodotti agricoli!

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Dall'Hindustan Times

29° giorno di protesta degli agricoltori: "Faremo due passi se il Governo centrale ne farà uno", dicono i manifestanti, chiederanno un MSP più elevato - 10 punti

Gli agricoltori si sono fortemente opposti al fatto che il governo li tratti come "rivali politici" collegando la protesta ai maoisti.

INDIA Aggiornato: 24 dicembre 2020, 08:09 TSI

hindustantimes.com | A cura di Poulomi Ghosh

Hindustan Times, Nuova Delhi

Il Governo centrale aveva invitato gli agricoltori in protesta per il sesto giro di colloqui e aveva chiesto loro di fissare una data in base alle loro necessità. Gli agricoltori, nel loro incontro tenuto mercoledì, hanno deciso di non fissare una data in quanto non erano d'accordo con le proposte inviate dal ministro dell'Agricoltura. Con questo, la protesta in corso giovedì entra nella sua 29a giornata, senza una soluzione immediata in vista. Tuttavia, per la prima volta, gli agricoltori hanno fatto la richiesta di un prezzo minimo di sostegno più elevato di quello esistente, in quanto il Governo ha ribadito il proprio impegno nei confronti appunto del sistema MSP (Minimum Support Price – Il governo fissa un prezzo d’acquisto dei prodotti agricoli per garantire un minimo di profitto rispetto ai prezzi sul mercato aperto).

Ecco gli ultimi aggiornamenti della protesta

1. Non è stata decisa alcuna data per ulteriori colloqui, ma gli agricoltori hanno dichiarato di non essere

pc 25 dicembre - Regione Lombardia: come essere al servizio dei padroni e vantarsene pure

La preoccupazione principale di Fontana assassino e tutta la sua giunta è di tranquillizzare i padroni con una caterva di soldi per la “ripartenza economica”.

“Con la manovra di bilancio viene approvato lo stanziamento di ulteriori 500 milioni di euro per il Piano Lombardia, che passa così a un totale di 4 miliardi di euro destinati a interventi che favoriscano una spinta propulsiva a tutto il sistema economico-produttivo della Regione.

E paginoni, pagati con soldi pubblici, sui giornali... nel caso i padroni non se ne accorgessero...

giovedì 24 dicembre 2020

pc 24 dicembre - FCA Melfi - padroni assassini

 Alla FCA di Melfi la prima vittima del coronavirus

Alla Fca di Melfi fra contagiati e negativizzati sono già circa 200 i lavoratori colpiti dal Covid. Una percentuale molto alta rispetto a una comunità di solo 6000 uomini e donne.

Nella giornata di ieri c’è stata la prima vittima, un dipendente della Fca di Melfi è morto per cause legate al contagio del Covid. Il lavoratore era anche Rsa della Fismic, sindacato più vicino al padrone. La prima vittima da Covid in fabbrica militava proprio fra le fila di quel sindacato che tramite il suo segretario, Capocasale, diceva che la situazione circa i contagi da Covid presso la Fca era sotto controllo. Sindacato che ha sempre ritenuto che gli operai, nonostante i contagi aumentassero, dovevano piegare la testa, produrre e stare zitti.

Un amaro destino ha colpito proprio un lavoratore fedele a quella parrocchia. Adesso quasi tutti ne piangono la sua morte che, come altre, si sarebbe potuta evitare, se non si fosse data la possibilità di tenere aperte le attività non essenziali e se noi operai avessimo avuto la forza di opporci a chi ci manda al macello per fare la bella vita.

Crocco, operaio di Melfi

pc 24 dicembre - Il bicentenario di Engels offre l'occasione per far irrompere la teoria scientifica del proletariato volta a indicare il sentiero luminoso della rivoluzione proletaria necessaria


 

pc 24 dicembre - Casalbordino: ennesima strage di operai


di Vito Totire (*)La lugubre lista degli omicidi bianchi si allunga ancora. Dobbiamo reagire, anche avviando una inchiesta popolare.

Alcune fonti ieri pomeriggio hanno diffuso la notizia della strage a Casalbordino, nella fabbrica Esplodenti Sabino, come si trattasse di fuochi artificiali. Sono giunte poi informazioni più dettagliate secondo cui si tratta di una azienda che si occupa del “recupero” di esplosivi di provenienza dal comparto militare. Nulla è ancora chiaro. Sono morti tre operai: questo purtroppo è certo. Poi si ritorna nella confusione: «l’infortunio» si sarebbe verificato nella casamatta secondo alcuni; secondo altri sarebbe partito dal forno fusore. A rendere ancora più confuso il quadro l’ipotesi –poco credibile – che fossero in corso attività di routine. Ipotesi superficiale in quanto deve essere successo qualcosa che è andato oltre l’ordinaria quotidianità. Da lungo tempo sosteniamo che a monte di questi tragici luttuosi eventi c’è inevitabilmente una valutazione del rischio inadeguata. Probabilmente non supportata dalla necessaria valutazione scrupolosa anche dei “quasi incidenti” che dorebbe ormai essere considerata socialmente e moralmente obbligatoria. Risulta che nella fabbrica teatro della strage si siano verificati altri eventi gravi nel recente passato ma occorre comprendere meglio in quale passaggio la «speranza di prevenzione» sia “saltata”.

Insistiamo sulla necessità di varare un REGISTRO NAZIONALE DEGLI INFORTUNI MORTALI SUL MODELLO DEL REGISTRO MESOTELIOMI: se redatto e gestito in maniera esaustiva può dare un contributo alla prevenzione anche se la speranza sarebbe, per un registro di questo genere, di poterlo lasciare in bianco.

Per la fabbrica «Esplodenti Sabino» si parla del recupero di materiale militare, dunque è forse da escludere la corresponsabilità di quelle nanoparticelle che sono invece il veicolo della crescita del rischio di esplosività nel comparto fuochi pirotecnici. Ma se la ESPLODENTI SABINO manipola esplosivi “tradizionali” si tratta di un campo in cui è necessaria una controinchiesta popolare (intendo: come movimento antimilitarista) per comprendere la realtà e le dinamiche di questo comparto. Si riempiono gli arsenali gonfiandoli a dismisura? Poi si rottamano merci che non aveva senso produrre? Si deve gestire una crescita nel reperimento di vecchi ordigni della seconda guerra mondiale (negli ultimi tempi sembra maggiore di prima per effetto di nuovi cantieri) sul territorio? Oppure si devono smaltire vecchi armamenti per fare posto alle nuove tecnologie belliche?

E’ un comparto, quello di armi ed esplosivi, caratterizzato da una quasi totale segretezza e certamente da forme di “anarchia della produzione” che conduce a prassi aberranti. Poco più di un anno fa intercettammo un avviso pubblico: il ministero degli Interni faceva un bando per l’acquisto (per esercitazioni!) di 22.000 pallottole per la polizia penitenziaria. Sembrò un “affare sproporzionato” però non avemmo l’energia per contestare ed esigere “chiarimenti”. D’altra parte gli sprechi e le spese assurde sono sotto gli occhi di tutti … se è vero che in tempi di epidemia il governo stanzia miliardi di euro per armamenti!

Solidarietà e condoglianze a familiari, compagni e amici degli operai morti sul lavoro.

Diamo il nostro sostengo tecnico – pro bono – a eventuale costituzione di parte civile!

Basta con le produzioni di morte!

Basta con i documenti di valutazione del rischio superficiali!

Basta con l’emarginazione degli rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Potenziare fortemente la vigilanza ispettiva, in particolare ovunque i rapporti di forza tra lavoratori e imprenditori siano particolarmente squilibrati.

(*) Vito Totire, medico del lavoro, è portavoce della «RETE PER L’ECOLOGIA SOCIALE» 

pc 24 dicembre - FORMAZIONE OPERAIA - INTERVENTI DALLA "SERATA ENGELS" - 4 - La lotta contro le idee sbagliate, idealiste, riformiste

L'importanza della lotta teorica ieri come oggi. 
Impariamo da Engels "il combattente", con Marx.

I comunisti lottano su più piani: sul terreno economico, politico e teorico. Quest’ultimo è anche il terreno dove la Rivoluzione si scontra con la conciliazione, con il riformismo, con l’eterno movimento che critica l’esistente ma non intende rovesciarlo. Se la lotta teorica viene impugnata, influenza in maniera decisiva la lotta di classe. Lo scontro è tra borghesia/piccola borghesia e proletariato. 

Per questa lotta l’arma della critica è il marxismo, quindi è Marx ed Engels che dobbiamo studiare per una lotta militante coerentemente comunista.

I comunisti si trovano oggi a combattere manifestazioni di vecchie idee del “movimento come fine” che tolgono energie e ostacolano la battaglia, invece necessaria, per costruire il Partito e lavorare per la Rivoluzione proletaria. Militanza comunista o attività sul terreno della critica all’esistente? Materialismo storico o idealismo? La sostanza che vogliamo affermare è che “non la critica ma la Rivoluzione è la forza motrice della storia”. 

La lotta condotta da Engels all’idealismo porta alla formazione del primo partito rivoluzionario della classe operaia, la Lega dei comunisti, e ci indica che se vogliamo costruire la forza politica comunista, espressione dell’autonomia politica proletaria, dobbiamo impugnare il materialismo dialettico. Il problema non è contrapporre idee ad altre idee, ma che queste idee aderiscano alla realtà concreta, e non esaltarle come prodotto di un’elaborazione soggettiva, di una interpretazione. 

Lenin, parlando di Marx ed Engels nel decennio rivoluzionario del 1840/50, dice che “tali concezioni

pc 24 dicembre - La classe operaia non ha nazione e lo sfruttamento del lavoro salariato genera ribellione

Engels dalla condizione della classe operaia in Inghilterra:

"più grande era uno stabilimento industriale e più numerosi i suoi operai, tanto maggiore è il danno agli affari che arreca ogni conflitto coi lavoratori..."

"emerge sempre più il fatto cruciale che la causa della miseria della classe operaia è nell'essenza del sistema capitalistico, non nei suoi accidenti..."

Migliaia di lavoratori dei fornitori Apple si presentano a Shanghai per protestare contro le retribuzioni

".... i quattro mesi che iniziano a settembre di ogni anno sono le stagioni di massima produzione per i fornitori Apple.  "Hanno bisogno di reclutare milioni di lavoratori in un breve periodo di tempo", ha detto Li a RFA. "Se non possono ottenerli, devono utilizzare molti intermediari, società di reclutamento per farlo per loro".  "Poi promettono salari più alti [per competere per i lavoratori]". 

https://www.rfa.org/english/news/china/workers-12212020111240.html

21-12-2020 

I lavoratori dello stabilimento Pegatron di Apple, investito da Taiwan, scioperano il 19 dicembre 2020.

I lavoratori della fabbrica di Shanghai del fornitore Apple Pegatron si sono presentati per protestare contro una disputa salariale con la direzione durante il fine settimana. 

Migliaia di lavoratori temporanei si sono radunati fuori dalla struttura Pegatron di Shanghai, investita

pc 24 dicembre - Lombardia e non solo, alimentare la battaglia per SMASCHERARE/DENUNCIARE le responsabilità politiche di chi ha trasformato la pandemia in strage

Informazioni e sostegno sulla battaglia in tribunale dei comitati dei famigliari, che dopo aver depositato oltre 300 denunce in sede penale, ora hanno avviato anche in sede civile a indicare le chiare responsabilità delle istituzioni, regione Lombardia in testa.

Senti audio da RP metroregione:

https://drive.google.com/file/d/1k_ycPWiFiVlWDzie-rl-yphq_usb_-jP/view?usp=drivesdk

ma anche questa strada per ottenere risultati necessità della mobilitazione operaia e popolare contro i responsabili regione, governo, stato del capitale.

mercoledì 23 dicembre 2020

pc 23 dicembre - “Pacchetto regalo” da 900 miliardi per “salvare l’economia” dei padroni negli Stati Uniti, ed elemosine per lavoratori e masse popolari

L’accordo raggiunto negli USA tra Democratici e Repubblicani, che prevede un “pacchetto” da 900 miliardi di aiuti di stato (l’ennesimo pacchetto regalo per i padroni e pacchetto avvelenato per lavoratori e masse popolari), lo hanno firmato sia Trump che Biden, senza battere ciglio, in un attimo sono finiti tutti i litigi e gli scontri... 900 miliardi che insieme ai 1.400 miliardi stanziati per il bilancio statale fanno 2.300 miliardi che insieme a quelli già investiti per far riprendere l’economia, altri 2.300 miliardi, fanno in totale 4.600 miliardi. Per adesso! Perché Biden considera tutto questo solo “un ‘anticipo’ su una strategia di più ampio respiro per superare la crisi e ricostruire l’economia”.

Un anticipo, perché serviranno altri miliardi per dare una risposta, per esempio, non solo alle prossime “ondate di fallimenti … disoccupazione di lungo periodo … e tassi di povertà tuttora in aumento” e

pc 23 dicembre - Sui muri le nostre parole d'ordini

martedì 22 dicembre 2020

pc 22 dicembre - Rompere il silenzio: 100.000 contagi sul lavoro, 366 morti - le responsabilità di padroni e governo

L'impatto della seconda ondata più forte della prima. Il 50% dei contagi è concentrata al Nord, la Lombardia la prima regione, Milano la prima provincia. Le donne sono le più contagiate

Sono oltre 100.000 le denunce di contagio sul lavoro da Covid 19 dall'inizio della pandemia al 30 novembre . Lo rileva l'Inail sottolineando che le denunce di casi mortali totali sono state 366, 34 dei quali

pc 22 dicembre - L'unità di classe nello sciopero della logistica a Bergamo SENZA GARANZIA DAL CONTAGIO NON SI DEVE LAVORARE.

NON SIAMO CARNE DA MACELLO DA MASSACRARE NEI REPARTI CON RITMI INFERNALI CHE AUTOMATICAMENTE RIDUCONO LA SICUREZZA TRA LE CORSIE E CONSUMANO VELOCEMENTE I LAVORATORI.

I lavoratori di due tra le molte cooperative presenti nella grande piattaforma logistica Italtrans di Calcio del SiCobas e dello Slai Cobas per il sindacato di classe, si sono fermati il 18 nello sciopero nazionale della logistica.

Difesa della salute, sicurezza nei reparti, contro la repressione che è molto diffusa nei magazzini, Italtrans compreso, dove viene esercitata in maniera particolarmente scientifica e capillare, tenendo sotto costante ricatto i soci lavoratori.

Ad oggi un delegato SiCobas è stato allontanato dal magazzino a seguito di

fermate per la conferma di un gruppo di lavoratori a Tempo Determinato; un lavoratore dello Slai Cobas sc, è stato licenziato per presunte responsabilità nella caduta di bancali, quando è invece oggetto di una montatura disciplinare solo perché aderente al sindacato

pc 22 dicembre - A Napoli la lotta dei disoccupati DOBBIAMO CAMPARE! oggi ALLE 15.00 PIAZZA PLEBISCITO

In lotta per salario e salute: vogliamo lavorare, ci mandano in tribunale!

Carabinieri ed ufficiali giudiziari stamattina ci ricordano con le notifiche a casa delle udienze che abbiamo a fine gennaio ed inizio febbraio per alcune iniziative di lotta già spiegate in altri post.

Attendiamo, non standocene fermi, quando verranno a bussarci non per i processi ma per dirci quando le istituzioni sbloccano corsi di formazione e progetti per il lavoro utile alle nostre città, territori, quartieri garantendo un servizio ed un salario ai disoccupati/e. Nel frattempo dobbiamo continuare a bussare noi: ci vediamo domani in piazza!

DISOCCUPATI E PURE LAVORATORI DELLO SPETTACOLO.

INSIEME NELLA LOTTA! 

LAVORO O NON LAVORO… DOBBIAMO CAMPARE!

SCINN!

pc 22 dicembre - Comunicato dei lavoratori delle campagne di San Ferdinando RC

Buongiorno,

di seguito vi inviamo il comunicato diffuso dai lavoratori delle campagne a seguito della protesta svoltasi questa mattina a San Ferdinando (RC). Vi chiediamo la massima diffusione, grazie. 


Oggi i lavoratori della tendopoli di San Ferdinando e di tutta la piana di Gioia Tauro sono scesi in strada, scioperando, a seguito dell'omicidio, due giorni fa, del loro fratello senegalese Gora Gassama. In una manifestazione completamente spontanea e autorganizzata, oltre cinquecento persone hanno bloccato prima la statale su cui Gora è stato ucciso e, poi, l'autostrada, mostrando una determinazione che dà grande forza alle loro rivendicazioni. 

Se, infatti, l'assassinio di Gora è stato la scintilla che ha accesa questa fiamma, il razzismo, che oggi si esprime anche nelle parole di chi minimizza e di chi fa diventare Gora maliano, anziché senegalese, perchè tanto uno stato africano vale l'altro, lo sfruttamento e la

lunedì 21 dicembre 2020

pc 21 dicembre - Il governo italiano si attrezza sempre più per la guerra e compra 10 aerei spia ad alta tecnologia spendendo 5 miliardi

Ai 23 miliardi del bilancio per la Difesa di quest’anno si aggiungono altre spese, come queste per gli aerei spia… mentre pure l’esercito chiede altri 10.000 militari. E i soldi da dove li prendono Pd/M5S? Li prenderanno dal Mes? dal Recovery Plan?... NO, come sempre li scaricheranno sulle masse popolari.

Sembra la  vecchia “corsa agli armamenti” ma è una corsa "nuovissima", cui partecipano praticamente tutti i paesi del mondo. Di vecchio c’è solo il modo in cui la borghesia imperialista prova ad uscire dalla crisi infinita…

***

Ma quale emergenza? L’Italia compra uno stormo di aerei spia hi-tech. Costo: mezzo miliardo di euro ciascuno.

Il governo ha deciso l’acquisto di altri otto super-jet per l’intelligence elettronica: ciascuno costa circa mezzo miliardo. Sarà la squadra di 007 volanti più potente d’Europa, con l’obiettivo di controllare i cieli del Mediterraneo

L’Italia avrà la più grande flotta di aerei da spionaggio elettronico d’Europa.

Dieci jet con i sistemi più avanzati e costosi del pianeta, in grado di individuare, analizzare e disturbare qualunque impulso, dai telefonini ai radar. Un programma ambizioso, presentato dal governo Conte due settimane fa, che decreta l’acquisto di altri otto 007 alati da Stati Uniti e da Israele, in aggiunta ai due già in servizio. Difficile stimare il costo finale dell’operazione, che dovrebbe essere vicino ai cinque miliardi di euro: solo per la nuova tranche sono stati stanziati 1.223 milioni.

Questi aerei sono letteralmente delle “spugne” di dati, capaci di intercettare qualunque emissione su un’area vastissima, analizzarla in tempo reale con l’intelligenza artificiale e distribuire i risultati ai comandi di Esercito,

pc 21 dicembre - Un corteo dalla tendopoli di San Ferdinando dei braccianti migranti per la morte di Gora

Un corteo dalla tendopoli di San Ferdinando, le persone che lì vivono stamattina sono in strada per vendicare la morte di Gora, investito e lasciato morire il 18 dicembre nei pressi del porto di Gioia Tauro mentre tornava dal lavoro, perché nero. Si stanno unendo anche lavoratori e amici di altri insediamenti della piana di Goia Tauro. Oggi nessuno va al lavoro, perché un amico e fratello, dopo una vita di razzismo e sfruttamento, da quel razzismo è stato ucciso. La rabbia è troppa, non restare zitti, scendere in strada per ricordare Gora e lottare contro tutto questo è l’unica arma che ci resta


Rete campagne in lotta
Comitato lavoratori e lavoratrici delle campagne

pc 21 dicembre - Centinaia di migliaia di agricoltori assediano la Capitale dell’India, Nuova Delhi


Mentre si contano in morti: “Sono 25 i contadini morti in tre settimane di protesta contro le liberalizzazioni del settore agricolo decise dal governo indiano.” Così riporta il Manifesto del 19 dicembre, che continua: “Molte di più le vittime secondo uno dei leader della protesta, Darshan Pal, che parla di almeno 35 morti nella battaglia contro una legge che reputano a favore delle grandi compagnie di distribuzione e a scapito dei piccoli produttori.” le proteste e le manifestazioni dei contadini di queste settimane trovano nuove forme di lotta.

Contro le tre leggi che “riformano” la produzione agricola a favore delle multinazionali che potranno imporre i loro prezzi d’acquisto, abbassandoli di sicuro, e portando così centinaia di milioni di contadini ad un livello di povertà ancora peggiore, i contadini in lotta l’avevano detto e lo stanno facendo: New Delhi, la capitale dell’India, 20 milioni di abitanti, è stata circondata da centinaia di migliaia di contadini che hanno cominciato anche uno sciopero della fame “a staffetta”, a piccoli gruppi, mentre bloccano le vie d’accesso alla città.

Come si può leggere nell’articolo della stampa indiana che riportiamo, è la stessa polizia con le sue disposizioni ad ammettere l’assedio, mentre il governo fascista indù di Modi continua a dire di non voler ritirare le leggi, confermando ad ogni momento di voler svendere il paese, mettendosi sempre al servizio delle multinazionali.

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Leggi agricole | Gli agricoltori iniziano lo sciopero della fame a "staffetta" di un giorno

PTINEW DELHI:, 21 DICEMBRE 2020 11:34 TSI

Agricoltori che protestano contro le leggi anti-fattoria a GT Karnal Road al confine delhi-haryana

pc 21 dicembre - Lavoratore migrante morto a Gioia Tauro, sciopero e corteo dei braccianti

Contro il razzismo e il caporalato... basta morti sul lavoro
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sciopero dei migranti per protestare dopo la morte di Gassama Gora, investito e ucciso a Gioia Tauro mentre era a bordo della sua bici


 - la manifestazione è ancora in corso -

tratto da strettoweb.com 21 Dicembre 2020 10:21 | Danilo Loria

Protesta dei migranti nella Piana di Gioia Tauro dopo la morte di Gassama Gorainvestito a Gioia Tauro mentre era a bordo di una bici. L’investitore non si era fermato ed è stato arrestato subito dopo. Dalla tendopoli è partito un corteo per chiedere “casa, diritti e dignità”. “Oggi nessuno va al lavoro – hanno spiegato gli organizzatori della manifestazione – perché un amico e fratello, dopo una vita di razzismo e sfruttamento, da quel razzismo è stato ucciso. La rabbia è troppa, non restare zitti, scendere in strada per ricordare Gora e lottare contro tutto questo è l’unica arma che ci resta”. “Un altro fratello ucciso, un’altra morte – è scritto in una lettera aperta dei migranti – che si poteva evitare. Per questo, per tutta la giornata di oggi noi lavoratori della terra saremo in sciopero. Non troverete nessuno di noi nei campi, nei magazzini e nelle serre. Siamo stanchi di essere sfruttati e ammazzati dagli stessi che di giorno ci obbligano a lavorare senza contratti né garanzie nei campi, a vivere come animali e la sera ci tirano giù come birilli, perché la vita di un africano non conta. Non siamo braccia, siamo uomini”. “Da decenni ormai – riporta ancora il testo della lettera – veniamo qui per lavorare e senza le nostre braccia non ci sarebbero frutta e verdura né sugli scaffali, né sulle tavole ma questo non importa. Nonostante le promesse che arrivano ad ogni stagione, per noi non ci sono mai stati e continuano a non esserci alloggi decenti, contratti regolari, certezza e celerità nel rinnovo dei documenti, con lungaggini che ci costringono a rimanere qui per mesi. Vogliamo casa, diritti, documenti e lavoro regolare, vogliamo vivere una vita dignitosa come ogni essere umano meriterebbe. Schiavi mai”.

pc 21 dicembre - E' UN'INGIUSTIZIA PERO'...


Trovo assolutamente inaccettabile che il capo del Governo affermi, senza alcuna vergogna, che nei giorni in cui vige la “zona rossa” non si potrà uscire di casa, salvo che per andare a messa: va bene per fare attività motoria, o per andare a comprare, ma perché è consentito recarsi in chiesa?

Voglio ricordare all’assai poco “signor” Giuseppe Conte che l’Italia è un Repubblica laica, non una dittatura religiosa e che in ogni caso dal 1984 non esiste più alcuna religione di Stato.

Chi non è pretofilo viene ingiustamente penalizzato, per permettere ai sacerdoti di continuare impunemente a fare il lavaggio del cervello dei creduloni e contemporaneamente intascare le palate di soldi esentasse derivanti dalla questua che regolarmente viene effettuata ad ogni occasione possibile. Trovo indecente che si permetta di frequentare questi luoghi di catechizzazione delle menti, e

domenica 20 dicembre 2020

pc 20 dicembre - India il PCI (Maoista) indice per lunedì 21 uno sciopero - bandh - nella regione dell'Andrha-Odisha-Border contro le uccisioni da parte delle forze armate reazionarie

in via di traduzione

VISAKHAPATNAM, December 19: The CPI (Maoist) in Andhra Odisha Border (AOB) region gave a call for a bandh on December 21 in protest against the recent fake encounters, illegal arrests, surrenders and also false campaign against them by the police.

The party gave exemption to medical and fire services. They urged businessmen and other establishments including government and private offices, as well as banks to close on Monday.

A press note was released in the name of the Andhra Odisha Border Special Zonal Committee’s official spokesperson Kailasam, urging the public to observe the bandh on Monday. The Maoist leader alleged

pc 20 dicembre - Tutti i governi dei paesi imperialisti in Europa preparano repressione e carcere per chi si ribella - la Francia di Macron ad esempio

Un articolo dal giornale dei compagni marxisti-leninisti-maoisti francesi

in via di traduzione



Depuis plusieurs semaines maintenant, nous entendons beaucoup parler de l’article 24 de la loi de sécurité globale. En effet, cet article (suspendu pour le moment) vise à empêcher la population de diffuser des images de violences policières. Si cet article cristallise légitimement la colère des masses populaires, l’article 23 est tout aussi infâme, et illustre bien la façon dont l’État prépara son système carcéral en vue d’années de lutte intense.

L’article 23 de la loi de sécurité globale prévoit que « Les personnes condamnées à une peine privative de liberté pour une ou plusieurs infractions (…) ne bénéficient pas des crédits de réduction de peine (…) lorsque ces infractions ont été commises au préjudice d’une personne investie d’un mandat électif public, d’un militaire de la gendarmerie nationale, d’un fonctionnaire de la police nationale …) ». En clair, l’article prévoit de supprimer les remises de peine pour les personnes condamnées pour des infractions commises à l’encontre de membres des forces de l’ordre ou d’élus.

Bien-sûr, l’objectif de cet article est clair : maintenir en prison le plus longtemps possible toute personne qui s’attaque à des flics ou à des politiciens bourgeois. En cela, l’article vise évidemment les manifestations, les révoltes, les grèves, et tous les évènements de contestation au cours desquels des personnes peuvent légitimement s’en prendre aux flics dans le but de lutter contre l’infâme système capitaliste-impérialiste dont les policiers sont les chiens de garde.

Alors que la justice bourgeoise est déjà expéditive et extrêmement répressive à l’encontre de toutes celles et ceux qui luttent contre le capitalisme, cette loi va donc encore renforcer cela, et nous pouvons être certains que les juges et les flics sauront utiliser cet article de loi à leur avantage. En effet, il est très fréquent que les flics accusent de façon mensongère des innocents de violences ou d’outrages dans le but de récupérer des dommages et intérêts ou dans le but d’envoyer ces personnes derrière les barreaux. Avec ce nouvel article de loi, nous pouvons être certains que ces pratiques seront de plus en plus fréquentes, et que lorsqu’ils arrêteront des militants pour des faits ne rentrant pas dans le champ d’application de cet article 23, les flics n’hésiteront pas à ajouter un outrage inexistant à l’affaire dans le but de faire sauter les réductions de peine à la personne condamnée.

Par ces réformes qui se multiplient, mais aussi par la construction de nouvelles places de prison, l’État se prépare donc aux années qui viennent. Nous le savons déjà, la lutte des classes ne va faire que s’intensifier au sein de l’État français dans les années à venir. Le pourrissement de l’impérialisme français, les crises économiques amplifiées par la crise sanitaire, les reformes antisociales qui se multiplient et le renforcement des organisations révolutionnaires comme les Jeunes Révolutionnaires, sont autant d’éléments qui promettent des années intenses de lutte. Alors, l’État se prépare tout naturellement à essayer d’écraser ces révoltes. C’est pourquoi, comme il l’a fait au cours du mouvement des gilets jaunes, il s’apprête à mettre en prison le plus de militants possible. L’État espère ainsi, par cette répression de plus en plus féroce, contrecarrer les révoltes populaires et maintenir le plus longtemps possible le système capitaliste. Seulement, l’État ne comprend pas que même avec toute la répression du monde, il ne pourra que retarder sa chute, mais il ne pourra jamais l’empêcher.

L’État ne comprend pas non plus qu’un militant révolutionnaire derrière les barreaux n’arrête pas de militer, mais il adapte juste ses modes de militantisme à l’environnement carcéral, comme l’ont fait les prisonniers politiques du Parti Communiste du Pérou dans les années 1980 et 1990 en profitant de leurs temps derrière les barreaux pour lire des ouvrages de théorie révolutionnaire, pour organiser la vie de la prison selon des principes communistes et pour convaincre d’autres détenus de rejoindre les forces révolutionnaires.

Ainsi, alors que l’État renforce son arsenal répressif pour essayer en vain d’écraser les révoltes, nous, révolutionnaires, ne pouvons voir en cela qu’un signe positif : l’État a peur de la révolution. À nous maintenant de faire de cette peur une réalité. 

pc 20 dicembre - I governi imperialisti europei si preparano, come tutti i paesi imperialisti nel mondo, alla guerra 'ibrida'

In una recentissima audizione alla Commissione Difesa del Senato sul tema “Sicurezza cibernetica: riflessione in ambito europeo”, il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato militare dell’Ue, ha dichiarato che: “Le minacce di conflitti tradizionali sono potenziali, mentre il confronto digitale è fattuale, avviene ogni giorno, bisogna rispondere ora, non domani”.

Ma se questa appare una fotografia inquietante ma realista, il passaggio più significativo è stato il seguente: “Sempre più spesso gli attori statuali raggiungono i loro obiettivi geopolitici non solo attraverso strumenti tradizionali come la forza militare, ma anche attraverso strumenti cibernetici più discreti, volti anche ad interferire nei processi democratici interni. Non ho dubbi che in inglese li chiameremmo con il loro nome: hybrid warfare”, ha detto il generale Graziano.

Nel descrivere scenari in qualche incombenti, non ha avuto remore a indicare che: “È ormai ampiamente noto l’utilizzo del ciberspazio come quinto dominio di conflitto (terra, acqua, aria e spazio); un vero terreno di guerra, da solo o nell’ambito di un approccio ibrido. Le campagne di disinformazione, le notizie false e le operazioni cibernetiche mirate ad infrastrutture critiche sono

pc 20 dicembre - info Land grabbing: rapina sulla pelle di milioni di proletari, tra guerra e emigrazione forzata

Dicembre 19, 20200

“Etiopia: land grabbing”.

La triplice crisi alimentare, energetica e finanziaria del 2007-2008 (con incrementi dei prezzi nominali per i generi alimentari oltre il 50%) ha favorito un quadro in cui l’agricoltura e le materie prime agricole hanno attratto gli investimenti. In un paio d’anni decine di milioni di ettari sono stati affittati nel Sud del mondo.

L’ammontare complessivo degli accordi, siglati, programmati o falliti, riguarda una superficie quella complessiva di Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Belgio, Svizzera e Irlanda.

La Banca Mondiale riporta che prima del 2008, a livello globale, i contratti medi annuali per acquisire terreni agricoli riguardavano un’area di circa 4 milioni di ettari. Nel 2009, a seguito della crisi finanziaria, alimentare ed energetica globale, questi accordi hanno riguardato oltre 56 milioni di ettari, di cui il 70% in Africa, una corsa neocolonialista all’Africa. Da uno studio Oxfam del 2012,

pc 20 dicembre - A Brescia nella due giorni - Basta morti per il profitto: protesta alla Prefettura dei lavoratori e delle lavoratrici della logistica in sciopero nazionale


LA NOSTRA VITA VALE PIÙ DI UN BULLONE O DI UN PACCO!

VOGLIAMO SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO!

VOGLIAMO IL RINNOVO DEL CCNL!

SALARIO MEDIO GARANTITO A TUTTE E A TUTTI E CHE LA CRISI SE LA PAGHINO I PADRONI!

18 dicembre

S.I. Cobas Brescia

pc 20 dicembre - Bologna sciopero e manifestazione nella due giorni del patto d'azione

Dicembre 19, 20200

...Anche a Bologna, città da sempre “patrimonio” del moderatismo di Cgil, che ha fatto del moderatismo del conflitto e della congestione coi poteri forti, un modello da seguire e da esportare, le lotte nella e della logistica, stanno incrinando il consenso tra i lavoratori e la Cgil stessa. Lo sciopero generale del 23 ottobre, le numerose lotte quasi quotidiane nei luoghi di lavoro, che hanno messo in discussione i divieti di scioperi e libertà sindacali, causa Covid, la riuscita giornata del 18 dicembre, sono sintomi di questo processo. La lotta delle lavoratori della Yoox, che anche ieri, insieme a lavoratori e solidali ha occupato e attraversato la strade della nostra città è riuscita a sfondare il muro del silenzio a cui volevano e vogliono costringerla, tuttavia sarebbe sbagliato considerare questa lotta, solo come una questione di genere... Ora avanti tutta verso lo sciopero generale del 29 gennaio, sapendo che la costruzione di un altro mondo, non sarà un pranzo di gala, ma è possibile.

Si Cobas Bologna

pc 20 dicembre - I ricchi se la godono anche con la pandemia. Aumentano i patrimoni e i miliardari

Un contributo

di Stefano Porcari

A vedere certi numeri e mettendoli a confronto con la situazione sociale del paese sale il sangue agli occhi. La patinata rivista statunitense dei ricchi e dei businessmen, Forbes, ha stilato la lista dei Real Time Billionaires nel 2020, cioè dei principali miliardari nel mondo.

Per quanto riguarda il nostro paese, in modo apparentemente  paradossale per un economia in grave recessione, rispetto al mese di marzo – quando la recessione si è acutizzata a causa della pandemia di Covid 19 – in Italia nel 2020 ci altri sono 4 miliardari in più, con un patrimonio netto superiore al miliardo di dollari. Nella classifica di Forbes a fine 2020, in Italia vengono indicati 40 ultramiliardari.

In testa alla classifica delle dieci persone più ricche d’Italia c’è ancora Giovanni Ferrero, presidente esecutivo dell’azienda che produce dolci, cioccolata e derivati. La sua fortuna è pari a 27,5 miliardi di

pc 20 dicembre - MILANO: MANIFESTAZIONE IL18 CON AL CENTRO LA GRAVE QUESTIONE DELLA SANITA' E DELLA GIUNTA LOMBARDA

Da un breve report dei compagni e compagne dello Slai cobas per il sindacato di classe. 

Riportiamo anche gli interventi del lavoratore dell'Istituto Tumori dello Slai cobas e della lavoratrice delle Poste del Mfpr .

E' stata una buona partecipazione, alcune presenze sono venute su nostra sollecitazione/volantinaggi nei giorni precedenti, scuola, lavoratori della sanità sulla parola d'ordine di assediare la Regione. Proposta che abbiamo già portato al presidio al Pio Albergo Trivulzio, al San Paolo e Regione del 14.

Ieri nell'incontro col delegato del prefetto (che appena ha sentito che vi era un rappresentante della sanità mi ha dato subito la parola) ho posto la questione delle non tutele del personale sanitario, le non assunzioni, le colpe di Fontana e Direttori Generali nella diffusione della pandemia che colpisce sia i lavoratori della sanità che altri lavoratori e la collettività; al sollecito di mandare le segnalazioni ho risposto che gliele manderemo ma che già conoscono quanto successo in questa regione e che la prefettura, in quanto rappresentante diretto del governo ha il dovere di intervenire visto che la regione ha disatteso tutte le normative elaborate. Abbiamo ribadito che la sanità lombarda è al collasso e che come lavoratori non siamo disposti a starcene zitti e farci massacrare senza tutele. 

Poi, come abbiamo detto negli interventi al presidio, ora è importante arrivare allo sciopero generale del 29 gennaio per tappe che vedano sia interventi verso altri ospedali e nei quartieri, sia verso la regione. 





pc 20 dicembre - Dallo sciopero nazionale della logistica un messaggio chiaro ai padroni: le nostre vite valgono più dei loro profitti!

Dicembre 20, 2020

DALLO SCIOPERO NAZIONALE DELLA LOGISTICA

UN MESSAGGIO CHIARO AI PADRONI:

LE NOSTRE VITE VALGONO PIÙ DEI LORO PROFITTI!

Lo sciopero nazionale che abbiamo convocato venerdì 18 Dicembre ha avuto un successo che è andato ampiamente oltre ogni più rosea aspettativa.

Le cifre di partecipazione provenienti dalle varie città, e i tantissimi magazzini vuoti sia di lavoratori che di merci, ci porta ad ritenere che senza ombra di dubbio questo sciopero ha ottenuto la più alta partecipazione dall’inizio del periodo pandemico, e forse anche la più alta adesione negli ultimi 2 anni.

Sarebbe impossibile elencare tutte le iniziative di lotta svoltesi il 18 sui singoli magazzini, nelle singole città e sulle varie filiere.

Si tratta di un segnale per noi importantissimo: dopo i mesi del lockdown, in cui anche i facchini sono

pc 20 dicembre - DUE GIORNI A TARANTO DI VASTA E ARTICOLATA MOBILITAZIONE - indetti dal Patto d'azione anticapitalista

Due giornate intense, articolate, difficili, data la situazione generale e quella di Taranto in particolare segnata dalla questione Ilva, ma le forze che fanno parte del Patto, lo Slai cobas per il sindacato di classe, sostenuto dal circolo proletari comunisti, e il Fronte della gioventù comunista hanno fatto un passo in avanti nel rapporto con le masse e nella loro unità, rendendo il Patto un passo irreversibile e pronto ad allargarsi ai lavoratori, ai giovani, alle masse popolari e alle forze sociali e politiche in città che vogliano realmente unirsi e lottare su basi anticapitaliste.

I lavoratori sono stati protagonisti indiscussi della due giorni, unendo questioni della sanità alle questioni del lavoro, della lotta alla precarietà, del salario.


L'assemblea dei lavoratori delle pulizie Amat, organizzata insieme da Slai cobas per il sindacato di classe e Cobas confederazione, che attualmente non fa parte del Patto, ha permesso di riunire le rappresentanze dei lavoratori, superando individualismo e particolarità che finora non hanno permesso ai lavoratori di pesare adeguatamente. L'assemblea ha avuto al centro la questione dell'aumento dell'orario di lavoro, il pagamento degli straordinari per il maggior lavoro di sanificazione dei bus, la dotazione di strumenti e materiali adatti a lavorare in sicurezza; ma soprattutto una forte denuncia del regime di appalti al massimo ribasso, con lavoratori sempre sotto pressione e minacciati di contestazioni quando non si è docili. "Mi sento schiavizzata", ha detto una lavoratrice durante l'assemblea.
Nell'assemblea è stato ribadito che il servizio dei trasporti è un nodo centrale nella lotta alla pandemia, nella riapertura delle scuole; i bus devono essere aumentati, puliti e sanificati più volte, questo deve portare all'aumento dell'orario di lavoro. La decisione è stata unanime: lotta! Presidi subito dopo le feste a Prefettura e Comune e, appena possibile per la procedura dei servizi pubblici essenziali, sciopero e blocco del servizio.
 
Nella stessa mattinata vi è stato un presidio breve ma intenso all'Ospedale Covid "Moscati". Questo presidio è stato preceduto da inchieste e colloqui con medici di base che avevano raccontato diversi aspetti critici della situazione. La loro voce, la loro richiesta, che è quella di tutto il personale sanitario, sono state messe nero su bianco e con cartelli e volantini sono state portate davanti all'ospedale. 
Qui la cosa più importante è stata l'attenzione, l'interesse perchè finalmente organizzazioni sindacali di classe si occupavano della questione. Questo ha portato alcuni dei presenti agli ingressi dell'ospedale, familiari di ricoverati, ad unirsi nella denuncia, a testimoniare le varie gravità della situazione sanitaria che sta portando Taranto ad un primato nazionale di contagiati e di morti. Da questa iniziativa è emersa la proposta di uno sportello aperto specifico che possa permettere a lavoratori della sanità, a cittadini di rivolgersi e farne uno strumento di collegamento e organizzazione.
 
All' l'iniziativa si è concentrata all'appalto, dove grandi cartelli contro l'accordo Governo/ArcelorMittal e con le rivendicazioni operaie, hanno raccolto il consenso e numerose firme degli operai a sostegno della piattaforma. La questione ha toccato anche alcuni sindacalisti confederali attivi che visto l'interesse dei lavoratori sono intervenuti per confrontarsi con gli attivisti Slai cobas.
E' apparsa chiara una diversa valutazione dell'accordo padroni/governo, ma su questo è importante il lavoro che sarà svolto dentro e fuori la fabbrica e le Ditte dell'appalto, da qui allo 

sciopero generale del 29 gennaio.

L'iniziativa centrale si è svolta sabato 19 con un presidio molto partecipato sotto il Comune, che ha visto uniti lavoratrici e lavoratori già impegnati nelle lotte e nelle vertenze: le lavoratrici degli asili, i lavoratori ex Pasquinelli (dell'impianto di selezione per la raccolte differenziata), a cui si sono unite altre lavoratrici degli appalti comunali, dell'appalto Ilva. Gli asili lottano per la internalizzazione, per il protocollo sanitario anti covid sui posti di lavoro - su questi due problemi hanno avviato da stamattina una raccolta di firme che proseguirà in ogni asilo, ma chiaramente, come è già successo, sulla salute: se non c'è sicurezza ci si ferma. I lavoratori ex Pasquinelli vogliono rientrare a lavorare nell'impianto di selezione della differenziata e vogliono essere assunti direttamente nella società Amiu, rompendo una precarietà, di passaggio da ditta a ditta che dura da anni. Qui esiste anche una forte denuncia per la discriminazione contro i lavoratori iscritti allo Slai cobas che privilegia il sindacato di comodo, l'Ugl, per fare lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. 

Ma la novità principale della manifestazione sotto il Comune è stato il Patto d'azione anticapitalista per il fronte unico di classe, offerto anche dalla presenza di una forte delegazione del Fronte della gioventù comunista; studenti rossi schierati dietro lo striscione comune: "Lavoro casa salute facciamo pagare la crisi ai padroni" con falce e martello, con interventi che hanno inquadrato l'attuale lotta nella situazione attuale, denunciando i padroni che pensano solo ai profitti e colpiscono studenti e lavoratori e che, quindi, l'appello e l'unità che la manifestazione esprimeva deve essere mantenuta e sviluppata, perchè è e deve essere l'arma vincente per dare forza ai lavoratori nelle singole vertenze e dare forza alle lotte comuni per cambiare non solo le condizioni attuali ma l'intero sistema sociale capitalista. 

Il presidio si è concluso con i prossimi appuntamenti: un'assemblea cittadina subito dopo la Befana, la marcia verso lo sciopero generale del 29 gennaio. 

Interno a questo percorso la particolarità della giornata d'azione delle donne del 15 gennaio, le lavoratrici anche stamattina erano la maggioranza e le più combattive dei lavoratori presenti.