sabato 6 aprile 2019

pc 6 aprile - LE DUE FAMIGLIE...

Salvini, fresco del Congresso clerico-fascista sulla famiglia, dice  che l'unica "famiglia" unita, da difendere deve essere: padre, madre, figli e ITALIANA...
La famiglia dei migranti si può invece dividere: da un lato donne/mamme e figli e dall'altra uomini/padri...
MA LE DONNE MIGRANTI DICONO NO!

pc 6 aprile - Al fianco di Maria criminalizzata perchè antifascista!

Al fianco di Maria criminalizzata perchè le insegnanti, le donne devono essere sottomesse, ma necessario e docile puntello di questa società!
Oggi presidio a Padova: libere di insegnare e necessariamente antifasciste!

Mfpr-Milano

La vita delle persone è fatta di tante cose: gioie, dolori, amori e delusioni, piccoli gesti, abitudini, lavori obbligati, lavori che soddisfano, lavori che sfruttano, relazioni, passeggiate, incontri.
La vita è un fatto collettivo, è collettivo nelle strade e nei luoghi delle città in cui viviamo, è collettivo sui luoghi di lavoro, è collettivo quando si lotta contro il fascismo, contro lo sfruttamento, contro la violenza di genere.
La forza che scaturisce dall'agire collettivo è quella in grado di dettare le condizioni per un mondo più giusto e libero, un mondo dove non si muore in mezzo al mare, dove non ti versano la benzina fuori da casa perché sei gay, lesbica, bisex, trans; un mondo dove le donne non vengono violentate, un mondo dove ciascuno e ciascuna decide dei suoi desideri, del suo corpo, un mondo dove ci si rispetta e ci si aiuta ad affrontare le difficoltà.
La vita di Maria è fatta di tutte queste cose. Come la vita di tutti e tutte noi che eravamo in piazza quel giorno, tante storie private. Una sola storia collettiva.

Domenica è partita una vergognosa campagna mediatica contro Maria, donna, compagna e

pc 6 aprile - A Torino l'unico vero terrorismo è quello dello Stato che militarizza un quartiere e una città

dal giornale Rosse Torri - Ivrea

Un intero quartiere militarizzato da quasi due mesi e l’intera città bloccata dalla polizia sabato 30 marzo: prosegue la continua campagna elettorale italiana.

Dopo gli ultimi eventi che hanno scaldato le cronache torinesi, torniamo su queste pagine per un tentativo di analisi: per due mesi, dopo lo sgombero dell’Asilo Occupato, Torino è stata teatro delle  iniziative degli anarchici, dalle passeggiate ai comizi di piazza, culminate con l’occupazione della ex-scuola elementare Salvo d’Acquisto e con la tanto temuta manifestazione del 30 marzo.
Quest’ultima ha visto la partecipazione di poco più di duemila persone e il dispiegarsi di un numero di agenti e mezzi di polizia incalcolabile almeno quanto il costo pubblico di tale operazione: una gigantesca Zona Rossa , che superava l’intero centro cittadino estendendosi fino ai quartieri di Aurora, Barriera di Milano e San Salvario. Circa duemila agenti a piedi schierati, uso di blindati, elicotteri e idranti, ponti sulla Dora chiusi con camionette e grate, molte corse di tram bloccate,

pc 6 aprile - Genova antifascista aspetta Salvini

Genova, antifascisti in corteo

Lo slogan della manifestazione: "Chiudiamo i porti ai razzisti".

ll vice premier e ministro dell'Interno Matteo Salvini sarà a Genova oggi, sabato 6 aprile, per partecipare alla riunione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica e presenziare alla firma dell'Accordo per la promozione della sicurezza integrata tra  Viminale e Regione Liguria. In occasione di questo appuntamento, Genova Antifascista ha organizzato una manifestazione di protesta dallo slogan inequivocabile: "Chiudiamo i porti ai razzisti".

L'appello alla mobilitazione è partito da Facebook, sulla stessa pagina di Genova Antifascista: "Salvini che fa la guerra ai poveri, Salvini che propaganda il più becero razzismo e legittima fascisti e reazionari di ogni sorta - si legge nella convocazione della manifestazione - Salvini che, col suo Decreto Sicurezza, inasprisce le pene per chi lotta e per chi non abbassa la testa. Salvini che vuole chiudere i porti italiani a chi fugge da quella miseria generata proprio dai governi e dalle multinazionali d'Europa. Alla violenza razzista, Genova dimostri di saper rispondere lottando. Scendiamo in piazza sabato concentrandoci al varco Ponte dei Mille, di fronte alla Stazione Marittima". L'appuntamento è per le 11.30.

pc 6 aprile - Biella, alla sede di Casa pound: "Fascisti, non vi vogliamo" - Ma naturalmente la polizia protegge e indaga sugli antifascisti

La sede di Casa Pound, in via De Marchi, imbrattata da una scritta in vernice viola: «Biella non vi vuole fogna fascista». Non è la prima volta che vengono presi di mira i locali affittati al partito di estrema destra, i cui rappresentanti sul territorio sono impegnati in questi giorni nella raccolta di firme necessarie per candidare a sindaco Silvia Belli. Sulle scritte indaga ora la Digos che sta tenendo d’occhio la zona per evitare che i danneggiamenti si ripetano, anche per tranquillizzare gli altri residenti, che temono la situazione possa degenerare.

pc 6 aprile - Roma Torre Maura - i fasci sono 4 gatti protetti dalla polizia - sarebbe bastata la mobilitazione dei compagni per mettere fine a questo orrore senza fine

Nei quartieri periferici, il fascio/razzismo non viene realmente contrastato; polizia e stampa danno corda a gruppo di cittadini razzisti, con lo Stato borghese e la sua polizia che non rispettano nè la Costituzione, nè le leggi che sanciscono che il fascismo è un crimine e non un'opinione, il razzismo dichiarato e conclamato è un reato!

proletari comunisti/PCm Italia
6 aprile 2019

pc 6 aprile - I compagni turchi - Atik salutano Orso

Ciao Orso – Lorenzo Orsetti İçin Floransa’da Anma Yürüyüşü


FLORANSA|01.04.2019| Binlerce kişi İtalya’nın Floransa şehrinde Rojava’da TKP/ML TİKKO saflarında enternasyonalist savaşçı olarak şehit düşen Lorenzo Orsetti (Tekoşer Piling) için yürüdü. Deir ez-Zor yakınlarında Baghouz’da şehit düşen Orsetti, Floransa’da 31 Mart Pazar günü binlerce kişi tarafından bir eylem ile anıldı.
İtalya’da faaliyetlerini yürüten onlarca antifaşist grup tarafından düzenlenen eyleme 5000’i aşkın kişi katılırken, aynı zamanda Orsetti’nin ailesi ve Partizan okurlarıda katıldı. Orsetti’nin yaşadığı bölgede gerçekleşen eylem Piazza pietro Leopoldo’da başladı ve yaklaşık üç saat sürdü.
Lorenzo’nun kardeşine ‘puşi’ sözü yoldaşları tarafından yerine getirildi!
Kız kardeşinin isteği üzerine Tekoşer’in verdiği ‘puşi’ sözü Partizan kortejinde yerine getirildi. Abisinin kızkardeşine hediye etmek istediği puşi korteji ziyaret ettiklerinde kendisine verildi.
“Vive Orso” (Orso yaşıyor) ve “Un partigiano non muore mai” (Bir partizan ölmez) sloganları coşkulu bir şekilde Floransa’nın sokaklarında haykırıldı. Yürüyüşün bitiş noktasında başta Lorenzo Orsetti olmak üzere, tüm dünya devrim ve komünizm şehitleri için bir dakikalık saygı duruşu gerçekleştirildi.
Orsetti’nin babası, enternasyonalist savaşçılar ve kurum temsilcileri tarafından konuşmalar gerçekleşirken, aynı zamanda Rojava’dan gelen TKP/ML TİKKO mesajı okundu. Miting’de kurumlar, öğrenciler ve bireyler tarafından konuşmalar bu sıralama ile gerçekleşti: Lorenzo’nun babası Alessandro Orsetti, şu an Rojava’da olan italyan enternasyonalist bir savaşçının annesi, YPG’de savaşmış İtalyan bir savaşçı, şu an Rojava’da olan İtalyan enternasyonalist bir savaşçının mesajı, Partizan, İtalya Kürt Halk Meclisi, Rojava’da savaşmış ingiliz enternasyonalist, Roma’da açlık grevinde olan eylemciden sesli mesaj, Türkiye yerel seçimlerinde gözlemci olan komiteden mesaj, anarşist gruplar ve öğrenci grupları.
Alessandro Orsetti: “Lorenzo Rojava’ya devrimden öğrenmek için gitti”
Orsetti’nin babası Alessandro Orsetti Lorenzo’nun ideallerini yaşama arzusunu vurgularken İtalya’daki yaşamındaki hoşnutsuzluğu ve aynı zamanda devrimden öğrenmek için Rojava’ya gittiğini söyledi. Alessandro Orsetti şu sözleri kullandı: “Sadece onu hatırlamak istemiyoruz, hafızasında bir heykel istemiyoruz, bize bir örnek olmasını istiyoruz. Lorenzo’nun bu seçimi, bütün aileyi gururlandırdı. Tüm acı ve endişeme rağmen, Lorenzo’nun yaptığı seçim bir örnektir. Şimdi büyük bir boşluk var, uzun süredir gitmesine rağmen onu özlüyoruz. Lorenzo yaşamlarımız için bir ilham kaynağı olmalı.”
Rojava’da Orsetti ile birlikte savaşan enternasyonalist savaşçıları konuşmalarında Orsetti’nin mutluluğu ile mücadeleye olan sevgi ve tutumunu anlattılar.
Türkiye, Türkiye Kürdistanı ve Avrupa’nın yanı sıra Rojava’da savaşan partizan yürekler adına Partizan Temsilcisi tüm katılımcıları selamladı.
Tekoşer yoldaşımızın, Orso’nun devrim için atan sevdasının selamını getirdim!” Konuşma’da Orsetti’nin mücadeleye olan kararlılığına ve cürretine değinen temsilci, aynı zamanda bu sözleri kullandı: “Onu anlamak isteyenler, bugün Rojava’da özgürce oynayan çoçukların yüzlerindeki gülümsemeye baksınlar. Şehid Tekoşer’in ölümünden bir kaç gün sonra özgürleşen kadınlara baksınlar. O her bir gülüşte artık. O yaşadığı ülkedeki ona sunulan rahat yaşamını elinin tersiyle itip, hiç tanımadığı insanlar için hayatını feda edecek kadar

pc 6 aprile - Nuova importante iniziativa per Saibaba verso l'Unione europea

Riceviamo 

UNIÓN EUROPEA: Eurodiputada galega Lidia Senra envia nova carta a vicepresidenta da Comisión Europea, Federica Mogherini, sobre o caso do profesor G.N. Saibaba.

Solicitamos a reacción da Alta Representante da UE no caso do profesor universitario indio GN Saibaba

Solicitamos a reacción da Alta Representante da UE no caso do profesor universitario indio GN Saibaba

  • Ao longo da lexislatura Senra dirixiuse varias veces á CE para denunciar a situación na que se atopa este profesor universitario e referente social
  • Mogherini ten trasladado a súa preocupación polo tratamento do Goberno indio contra este home que ademais ten mobilidade reducida
Bruxelas, 05 de Xaneiro de 2019. Lídia Senra dirixiuse hoxe á Alta Representante da UE e

pc 6 aprile - ILVA/ARCELORMITTAL/MOBILITAZIONE A TARANTO/PROCESSI - dal blog tarantocontro

SU INQUINAMENTO-MOBILITAZIONE CITTADINA
La situazione si sta sempre più ingarbugliando, senza alcun risultato, neanche minimo.
Le posizioni delle varie parti - Comune, Arpa, Ministero, Regione, sono di fatto inquinati da scontri politici; a sparate del Sindaco Melucci - che però non fa neanche mezza ordinanza per rimuovere le collinette e invece proproga la chiusura delle due scuole - si contrappone la posizione dell'Arpa che punta a ridimensionare l'allarmismo, quindi, il Ministero che ha detto che l'AIA va bene così com'è, ecc.
Di fatto nulla si fa. Mentre l'ArcelorMittal spudoratamente e criminalmente dice che va tutto bene, che sta facendo, che tutto è sotto controllo, salvo che i rischi alla salute e alla vita possono venire anche dalla caduta di una lastra di amianto, per non parlare delle emissioni dalla cokeria che aumentano...
E la gente, soprattutto dei Tamburi, continua a subire, a rischiare di ammalarsi, come gli operai che respirano direttamente le emissioni tossiche della cokeria...

Ci stanno subissando di dati - Anche le associazioni ambientaliste chiedono dati. Ma che ce ne facciamo?!
NON VOGLIAMO PIU' DATI! VOGLIAMO INTERVENTI, ORDINANZE EFFETTIVE, VOGLIAMO CHE ALLA SITUAZIONE DI EMERGENZA SI RISPONDA CON ATTI DI EMERGENZA, ANCHE CONTROCORRENTE RISPETTO A NORME CHE COMUNQUE SONO A DIFESA DEI PADRONI.

SU SENTENZA CONTRO ARCELORMITTAL E SITUAZIONE OPERAI IN CIGS
Lo Slai cobas per il sindacato di classe ha nell'attivo di operai Ilva/AM del 2 aprila ha fatto una valutazione approfondita dell'esito del ricorso presentato dall'Usb conclusosi con una sentenza parzialmente favorevole.
I lavoratori Slai cobas considerano questo ricorso una conferma della denuncia fatta sin dal primo

venerdì 5 aprile 2019

pc 5 aprile - SAN GIORGIO A CREMANO: ANCHE IL TERZO STUPRATORE VIENE SCARCERATO - MA OGGI MANIFESTAZIONE DELLE DONNE!

(Dalla stampa) - Il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto la scarcerazione di Raffaele Borrelli, il terzo dei giovani coinvolti nel presunto stupro della 24enne di Portici (Napoli) nel vano ascensore della stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano. Nelle scorse settimane erano stati scarcerati anche gli altri due indagati, Alessandro Sbrescia e Antonio Cozzolino.
...la fase della violenza non è documentata dai video esaminati dagli inquirenti. Questa sarebbe uno degli elementi che avrebbero convinto i giudici del Riesame ad annullare le misure cautelari. I magistrati in generale avrebbero ritenuto «poco circostanziata» la ricostruzione dei fatti fornita dalla giovane donna, e nelle motivazioni ricordano che i video presentati dagli inquirenti riguardano le fasi antecedenti e subito successive alle presunte violenze.
...il referto medico stilato dopo una visita alla vittime parla di chiare lesioni compatibili con l’uso di violenza da parte dei ragazzi.

Ma a questa nuova vergognosa, inaccettabile decisione oggi risponde il movimento delle donne: Non Una di Meno dà appuntamento alla circumvesuviana alle 17:00

DAL COMUNICATONon lasceremo sola la nostra sorella che, dopo aver subito una gravissima violenza sessuale, si ritrova a subire la violenza mediatica e istituzionale.
Non saremo noi a lasciare i treni, le stazioni vuote e le strade: continueremo ad attraversarle per ribadire che la violenza patriarcale non passerà sui nostri corpi, che sarà il maschio stupratore a non sentirsi più sicuro per le strade!
Noi non vogliamo avere paura!
Invitiamo i/le pendolar@ e chiunque abbia voglia ad unirsi a noi, attraverseremo alcune fermate della linea Napoli- Sorrento. Un'iniziativa che abbiamo intenzione di riprodurre regolarmente. 

pc 5 aprile - SOLIDARIETA' AL CENTRO SOCIALE BANCHI NUOVI - SEDE STORICA DEI DISOCCUPATI IN LOTTA A NAPOLI

Oggi, dopo che nei giorni scorsi hanno messo i sigilli al centro sociale dei Disoccupati di Banchi Nuovi, manifestazione di solidarietà.

Gli Spazi Sociali non si toccano

Un nuovo atto repressivo si abbatte sul movimento dei disoccupati organizzati, ma mai come questa volta è un avvisaglia per tutte le lotte e realtà organizzate. Oggi con la scusa dell’inagibilità e della sicurezza, il demanio dello Stato inizia ad attuare il decreto Salvini sul patrimonio urbano di sua proprietà. Il Centro Sociale Banchi Nuovi sarà il primo di una serie se noi tutti non diamo una risposta immediata all’attacco che giunge dall’alto. 
Lanciamo un segnale chiaro a questo governo giallo/verde che attacca sempre i più deboli e colpisce chi si organizza per occupare immobili per uso abitativo o per renderli luoghi di aggregazione, dibattito e lotta per il miglioramento delle proprie condizioni di vita. Nel centro storico di Napoli è da anni che le istituzioni non solo stanno agevolando lo sfratto di famiglie bisognose per assecondare la rendite che oggi vengono favorite dalla turistizzazione della città, ma stanno svendendo ai palazzinari anche le proprietà del demanio pur di riempire con qualche spicciolo le casse dello Stato. Nessuno sgombero può essere accettato in nome della messa a reddito di un bene, meno che mai quando dietro a queste operazioni c’è l’obiettivo di colpire chi lotta contro l’ingiustizia di questa società.
Venerdì 5 aprile alle h 16.00 Piazza Mancini scendiamo in piazza in difesa di Banchi Nuovi e di tutti gli spazi occupati.

pc 5 aprile - Far arrivare ovunque il giornale proletari comunisti - un'arma necessaria per la lotta proletaria politica e sindacale

pc 5 aprile - Lo straordinario blog maoistroad - internazionalismo in tempo reale in lingua originale

pc 5 aprile - UN GROSSISSIMO CONTRIBUTO DELLA CASSA DI RESISTENZA PER I LAVORATORI DI POTERE AL POPOLO ALLO SLAI COBAS SC PER LA SANZIONE DELLA CGS - Lo Sciopero delle donne non si tocca!



Potere al Popolo
11 h ·
PRIMA AZIONE DELLA CASSA DI RESISTENZA PER I LAVORATORI DI POTERE AL POPOLO! ?
Come sapete non abbiamo fondi né grandi possibilità, ma siamo felici di aver scelto di dare il nostro primo contributo alla battaglia di Margherita, che ha ricevuto una multa di 2500 euro per aver indetto lo sciopero dell'8 marzo 2018.

QUI LA SUA STORIA ➡️https://bit.ly/2Vs6UzP
IL TAVOLO LAVORO ➡️https://bit.ly/2FQbvoN

L'immagine può contenere: testo

Alle Compagne e compagni di Pap - dalle lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe

La solidarietà è un'arma che nessuna repressione può spuntare...
Ieri abbiamo ricevuto il vostro grande contributo per la maledetta sanzione fattaci dalla Commissione Garanzia Scioperi per lo sciopero delle donne dell'8 marzo 2018.
E' un enorme boccata di ossigeno.
Abbiamo cercato di fare ricorso al provvedimento ma era inutile, anzi avrebbe aggravato i costi, aggiungendo anche le spese legali, con risultato alla fine sicuramente negativo.
Sappiamo che anche per voi non è certo facile di questi tempi avere soldi, l'attività autofinanziata vuol dire sempre più spesso che le lavoratrici, le compagne devono mettere di "tasca propria". Questo rende ancora più importante e prezioso il vostro sforzo e testimonia che veramente la solidarietà di lotta, di classe è una nostra arma indissolubile, che proprio nei momenti di difficoltà, repressione si vede - diciamo alla borghesia, allo Stato: voi ci volete "tagliare le gambe" ma noi siamo, insieme, più forti!
Questa solidarietà poi vale di più perchè incoraggia la lotta delle donne, in particolare delle lavoratrici, delle proletarie che non hanno certo soldi, ma che nessuna sanzione potrà fermare, e che stanno rispondendo "colpo su colpo".
GRAZIE ANCORA, care compagne e compagni. Sempre a pugno chiuso!

x Le lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe
Margherita Calderazzi 

Di seguito brevemente ricordiamo i fatti. 
Ma vogliamo sottolineare come, e non è la prima volta, le compagne e i compagni di Potere al Popolo sono stati i primi a mandare subito comunicati di solidarietà e tra i primi a trasformare questa solidarietà in azione concreta - altri compagni addirittura due dall'estero ci hanno mandato il loro contributo finanziario per cui li ringraziamo ancora tantissimo.

Facciamo appello, in particolare, a tutte le lavoratrici, alle donne, al movimento nudm, alle associazioni di donne, come a tutti i sindacati di base a dare un loro contributo finanziario (anche piccolo) per pagare questa ingiusta sanzione - sarà anche questo un nostro atto politico, di unità, di solidarietà. 
Per info su come e dove inviare il contributo, scrivete a slaicobasta@gmail.com

I FATTI
Agli inizi di marzo scorso la  Commissione di Garanzia Scioperi ha notificato  alla coordinatrice dello Slai cobas per il sindacato di classe la sanzione di 2.500 euro per lo sciopero delle donne dell'8 marzo 2018.
Questo provvedimento è scaturito perchè lo Slai cobas per il sindacato di classe non aveva accettato le limitazioni imposte dalla CGS - per cui non essendo passati 5 giorni ma solo 4!! dalle elezioni del 4 marzo, in alcuni settori tutte le lavoratrici non potevano scioperare - perchè quel divieto avrebbe attuato una discriminazione tra le lavoratrici, perchè il diritto di sciopero non può essere soppresso per le elezioni di chi ci sfrutta e ci opprime - e questa volta avevamo più che ragione visto il governo fascio-razzista-sessista che ne è scaturito.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe aveva praticato una "disobbedienza civile", ma questa è giustissima quando, e ora sempre di più, si contrappongono gli interessi di partiti borghesi, di una casta che vuole governare contro e attaccare i proletari, le donne, i diritti democratici, agli interessi e alle lotte delle donne.
La CGS nell'audizione di luglio scorso, nel giustificare il provvedimento, parlò di "regole di civiltà”, “rispetto dei cittadini”. Ma quale civiltà c’è in una società e nelle istituzioni che mettono all’ultimo posto la condizione quotidiana delle donne, la violenza sessuale che uccide una donna ogni tre giorni, e in cui le donne sono “cittadini” di serie B?
Di quale “civiltà e leggi” parliamo, quando abbiamo oggi (grazie proprio a quelle elezioni del 4 marzo) un governo fascista/razzista/sessista che mette sotto i piedi gli stessi principi costituzionali, che manda a morte le nostre sorelle migranti, che vuole riprendere l’attacco al diritto d’aborto, al divorzio, ricacciando le donne in un moderno medioevo.

pc 5 aprile - INFO - NAZIONE ROM CHIEDE PROCESSO CONTRO MATTEO SALVINI E VIRGINIA RAGGI

Martedì 2 aprile 2019, nel quartiere di Torre Maura, nella periferia est di Roma, ci sono state violente proteste razziste sostenute dalle organizzazioni fasciste e naziste Casapound, Forza Nuova ed Azione Frontale contro l’arrivo di alcune famiglie di etnia rom in una struttura di accoglienza: bruciata una macchina degli operatori del centro, rovesciati ed incendiati alcuni cassonetti, bruciato un camper di una famiglia ospite della struttura. Calpestato e distrutto il pane a loro destinato. Fra le circa 60 persone che avrebbero dovuto essere accolte nel centro ci sono 33 bambini e 22 donne, delle quali tre sono incinte.
Un vero e proprio tentativo di pogrom con minacce di morte rivolte contro bambini, donne ed uomini inermi: "vi bruciamo vivi" "scimmia esci che ti ammazzo" "vi tagliamo la gola a tutti i bambini" "dovete morire di fame" il tutto mentre venivano intonati slogan e saluti fascisti...

...Le accuse mosse dall'Associazione Nazione Rom, in una inchiesta aperta formalmente da più di un anno, erano e sono nei confronti dell'attuale Ministro dell'Interno Matteo Salvini, del Sindaco di Roma Virginia Raggi e del Sottosegretario di Stato Maria Elena Boschi (Governo Renzi) ritenuti responsabili politici ed istituzionali di una TRUFFA nei confronti dei cittadini ROM SINTI CAMINNATI relativa a 7 miliardi di euro, stanziati dalla Commissione Europea, tramite Fondi Strutturali 2014 - 2020, per l'inclusione sociale.

Il denaro pubblico europeo è sparito nelle mani degli amministratori pubblici e nessun beneficio è arrivato per gli ultimi, per i senza fissa dimora, per Rom, Sinti, Caminanti, per le vittime di tratta e schiavitù, per i minori non accompagnati, per i detenuti e gli ex detenuti, ovvero le principali categorie destinatarie dei fondi.

E' NECESSARIO DIFENDERE LA VITA DEI CITTADINI ROM SINTI CAMINANTI MINACCIATI DALLE BARBARIE E LIBERARE L'ITALIA INTERA DA RAZZISMO, FASCISMO E NAZISMO.

In questo allarmante quadro di gravissime illegalità istituzionali commesse dai vertici governativi e da parte di Roma Capitale si lasciano agire impunemente le squadracce razziste, fasciste e naziste organizzate nei partiti Casapound, Forza Nuova. Fatti gravissimi che stanno minando l'essenza stessa dello Stato di Diritto. L'Italia è sull'orlo di un nuovo abisso: quello delle "leggi razziali". A distanza di 81 anni dall'inizio dell'OLOCAUSTO E DEI CAMPI DI STERMINIO ETNICO in gioco c'è ancora l'essenza dell'umanità.
Associazione Nazione Rom

giovedì 4 aprile 2019

pc 4 aprile - Sull'ultimo numero di proletari comunisti il discorso per l'anniversario della Comune di Parigi pronunciato il 18 marzo scorso



pc 4 aprile - Ieri/oggi/domani contro la Nato - Settanta anni di guerra, terrore e reazione politica

La parola d'ordine  che segue, oggi non può essere detta senza distinguersi da sovranisti di 'sinistra' - si uscirà dalla Nato se rovesceremo con la guerra di popolo guidata dal partito della classe operaia l'imperialismo italiano, il suo Stato, i suoi governi e la Nato che interverrà
proletari comunisti
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Fuori l’Italia dalla NATO!
Settanta anni fa, il 4 aprile 1949, fu firmato a Washington il Patto Atlantico, istitutivo della NATO.
Questo Patto fu stabilito da una coalizione di 12 paesi imperialisti e capitalisti occidentali, diretti dagli Stati Uniti, come un'organizzazione di accerchiamento militare, di aggressione, di attacco e di guerra contro l'Unione Sovietica e le democrazie popolari.
La NATO fu concepita fin dalla sua formazione, avvenuta sei anni prima della costituzione del Patto di Varsavia, come uno strumento offensivo del campo imperialista, che cercava di ricostruire le sue forze sotto la direzione statunitense, per portare avanti la sua politica aggressiva su tutti i terreni. Questa organizzazione aveva chiaramente un obiettivo

pc 4 aprile - Salonicco 13 aprile - contro la Nato, a vent'anni dall'intervento Nato in Jugoslavia - proletari comunisti partecipa

 SALONICCO 20 anni dall' 'intervento della NATO in Jugoslavia (13/4)

A 20 anni da quando i bombardamenti USA-NATO in Jugoslavia il KKE (ml) invita a partecipare alla manifestazione organizzata Sabato, 13 aprile alle 07:00 a Salonicco (Benarogia Abraham Hall).

Venti anni dopo gli USA e la NATO vogliono ampliare le loro basi nei Balcani, promuovere accordi per sigillare l'area della influenza russa (Accordo di Prespa, trilaterale, etc.) arrestare la penetrazione cinese e limitare le ambizioni europee. Ma anche riaprire ancora una volta la questione del Kosovo con il rischio di innescare nuovi incendi in tutta la penisola.

 Contribuiamo con tutte le nostre forze perorganizzare la lotta dei proletari e dei popoli contro l'imperialismo, la guerra e il nazionalismo.

pc 4 aprile - Ieri/oggi/domani contro la Nato - l'analisi di proletari comunisti

Da aggiornare ma sempre valida - richiedere a pcro.red@gmail.com

pc 4 aprile - Ieri/oggi/domani contro la NATO - alleanza interimperialista guerrafondaia e reazionaria

pc 4 aprile - Ieri/oggi/domani contro la Nato - manifestazione a Washington

Washington: Centinaia di manifestanti contro la NATO e le interferenze USA in Venezuela

Striscioni con messaggi come "Hands off Venezuela" e "No a nuove guerre" hanno caratterizzato la manifestazione nella capitale degli Stati Uniti, che ospiterà la prossima riunione ministeriale della NATO.

Centinaia di persone sono scese in strada a Washington ieri per opporsi alla riunione ministeriale della NATO nella capitale statunitense prevista per la prossima settimana. I manifestanti hanno anche condannato la partecipazione continua degli Stati Uniti nella crisi politica venezuelana.
 La marcia è stata organizzata per dimostarre che c'è una "massiccia opposizione popolare alla NATO, alle guerre, al razzismo e all'aggressione statunitense contro il Venezuela", secondo il Comitato direttivo di mobilitazione nazionale, una coalizione che rappresenta dozzine di movimenti e gruppi pacifisti di azione.
 I dimostranti si sono riuniti in piazza Lafayette, di fronte alla Casa Bianca, e poi hanno marciato attraverso l'area fermandosi vicino alle sedi di Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Mondiale e all'Organizzazione degli Stati Americani, considerati dai manifestanti come responsabili delle politiche imperialiste dell'Occidente.
 Tra i cartello mostrati dai manifestanti: "No alla NATO, no alla guerra e al razzismo", "Uniti per combattere le guerre razziste della NATO", "bombe Nato = schiavitù in Libia", "La NATO ha ucciso un milione di iracheni ", " Basta crimini di guerra della NATO ".
 Oltre agli slogan, in relazione all'incontro dei ministri degli esteri della NATO, che si terrà tra il 3 e il 4 aprile nella capitale degli Stati Uniti in coincidenza con il 70° anniversario dell'Alleanza, ci sono stati altri striscioni dove si leggeva "no alla guerra contro il Venezuela", "Hands off Venezuela" 

pc 4 aprile - Il fascismo che ritorna - proposta della Lega di Salvini: ogni vicino una spia


La narrativa racconta spesso del ruolo di spie nel quale il regime fascista aveva arruolato i portieri dei condomini. Passati i decenni, l’uovo del serpente continua a partorire misure similari.
Il riferimento va alla proposta di legge – “Controllo di vicinato” – presentata da un’ottantina di deputati della Lega che prevede “Controlli informali tra vicini di casa, per individuare situazioni anomale che possano generare apprensione, informando gli abitanti della zona”.
Nella proposta di legge si legge che questo sarebbe “Uno strumento di prevenzione basato sulla partecipazione attiva dei cittadini attraverso un controllo informale della zona di residenza e la cooperazione tra cittadini e istituzioni”. Prevede inoltre la creazione di un

pc 4 aprile - Ieri/oggi/domani contro la Nato - Rilanciare il movimento internazionalista contro la guerra



La guerra è da tempo tornata a essere lo strumento principe delle politiche interne ed estere dei paesi occidentali. L’Alleanza Atlantica (NATO) continua a essere, nonostante le crescenti contraddizioni tra i principali paesi che la compongono, una coalizione in grado di rispondere alle esigenze di proiezione bellica dell’apparato militare – industriale statunitense ed europeo.
Superata la crisi “esistenziale” causata della dissoluzione dell’URSS, la NATO ha progressivamente riconvertito la sua “missione”: dai primi anni ’90 del secolo scorso sino ad oggi abbiamo assistito al perpetrarsi di attacchi pretestuosi che hanno portato alla distruzione di interi Stati. Un cliché ben oliato che ha preparato il terreno alla devastazione dell’Iraq, della Jugoslavia, dell’Afghanistan, della Libia, dell’Ucraina, della

pc 4 aprile - Ieri/oggi/domani contro la Nato - NOMUOS - Guerra e militarizzazione: devastazione globale e complicità dell'Italia e del Sud

NO Muos | nomuos.info

28/03/2019

Qualsiasi discorso sul cambiamento climatico in atto e sulla destabilizzazione e crisi costante di stati, economie o popolazioni, che non consideri anche le responsabilità dell'imperialismo (culturale ed economico) e della guerra permanente in cui viviamo, rimane tronco di una delle sue parti più importanti.

La guerra permanente, una delle più grandi opere inutili dell'età contemporanea, figlia del sistema capitalistico globale che sfrutta ciecamente le risorse del pianeta, è infatti uno dei principali protagonisti della devastazione e dell'avvelenamento della terra e dei suoi abitanti. Non solo fa strage di civili, danneggia uomini, donne e bambini, provoca anche l'impoverimento del suolo, inquina l'aria e le acque, costringe all'esodo, è responsabile di crimini ambientali e biocidi indicibili, dalle conseguenze irreversibili che rendendo il mondo sempre meno sicuro, meno gestibile, meno abitabile

per tutti. Scatenare guerre e destabilizzare territori, inoltre, impenna la vendita delle armi, alimentando un circuito vizioso in cui ad arricchirsi a scapito di molti sono sempre i soliti noti.
Sappiamo bene quali sono i principali motivi per cui scoppiano e sono scoppiate le guerre più sanguinose: il controllo delle risorse, prime fra tutte il petrolio, ma anche il gas, interessi economici legati alla necessità di accaparrarsi risorse energetiche mascherati da questioni ideologiche e retoriche come quella di "esportare la democrazia" o delle "missioni di pace". Rimane il fatto che i signori del petrolio e del gas sono anche i signori della guerra. Serve a mantenere questo sistema anche l'assicurarsi il controllo delle miniere di materiali inquinanti come il coltan o l'uranio (elemento

pc 4 aprile - "IN 10 ANNI LA BUSTA PAGA HA PERSO IN MEDIA 5MILA EURO" - E' TEMPO DI UN FORTE AUMENTO DEL SALARIO! - Leggi l'articolo sul 3° numero di proletari comunisti

In 10 anni la busta paga degli italiani ha perso in media 5mila euro
(se lo dice il giornale dei padroni 'Sole 24ore' allora sarà anche di più...)
La risposta degli industriali è il "patto per la fabbrica" - siglato con Cgil, Cisl, Uil - per avere più produttività e meno costi del lavoro.
La Cisl, invece di chiedere aumenti salariali, chiede ai lavoratori di sostenere i padroni in difficoltà e di ridurre il peso fiscale alle aziende.
I padroni, vedi Assolombarda, chiede che i fondi per reddito di cittadinanza e quota 100 vengano usati per investimenti pubblici e per ridurre il cuneo fiscale.
A questo si unisce anche il sindacato che chiede che dell'aumento della produttività - che per gli operai si traduce in più sfruttamento - per favore, qualcosa vada al salario operaio...

INVITIAMO SOPRATTUTTO I LAVORATORI A LEGGERE L'ARTICOLO SULLA QUESTIONE SALARIALE E DELLA BATTAGLIA ORA E SUBITO PER L'AUMENTO DEI SALARI, NEL NUOVO NUMERO DEL GIORNALE PROLETARI COMUNISTI. 
richiederlo a pcro@gmail.com.  

da Sole 24 ore
di Cristina Casadei 03 aprile 2019

La crescita zero ha creato il fronte comune di imprese e sindacati per chiedere al governo misure che possano incidere su lavoro e investimenti. Litigare è un lusso che ci si può permettere nelle fasi espansive, ha detto nei giorni scorsi il presidente degli industriali Vincenzo Boccia. Non certo in questa, in cui semmai bisogna agire con la consapevolezza che si tratta di un periodo delicato che chiede a tutti senso di responsabilità. Se è una certa idea di società che ha fatto sedere al tavolo Confindustria e Cgil, Cisl e Uil per siglare il patto per la fabbrica, questa

pc 4 aprile - FORMAZIONE OPERAIA - CONCLUSIONE DE "LE LOTTE DI CLASSE IN FRANCIA" - La bandiera rossa...

Concludiamo, con la parte finale del 3° capitolo, la Formazione Operaia de “Le lotte di classe in Francia” - invitando nuovamente gli operai, i giovani, le donne a leggere direttamente il testo e, se vogliono a mandarci loro riflessioni, domande, contributi.


Marx in questa parte del testo insiste nell'analisi delle classi sociali facenti parte del popolo e del loro rapporto con le contraddizioni in seno alla classe dominante, mettendo in luce il legame dialettico tra questi due poli.

Circa il polo della borghesia, la contraddizione è sempre quella, la necessità della centralizzazione del potere statale, del controllo dell'economia che mal si concilia con la decentralizzazione necessaria per accontentare sia le diverse fazioni della classe dominante, sia le contraddizioni con i diversi settori del popolo.
La classe dominante, attraverso la controrivoluzione aveva violentemente centralizzato e si era trasformata in un partito dell'ordine (e delle tasse) nei confronti del popolo. Dice Marx - “abbiamo

pc 4 aprile - Verso il 25 aprile 2019: Ieri e anche oggi la Resistenza è donna - Da Tavolo 4


"Non c'è altra via che combattere, questo è il fatto. Dal lavoro si può andare in pensione, dalla lotta no."
(Giovanna Marturano)

La Resistenza l'ha mostrato: per le donne non c'è liberazione senza rivoluzione. (MFPR)

Si può ancora parlare nel 2019 di Resistenza come una lotta combattuta prevalentemente da uomini e in le cui donne avevano un ruolo “minore”, al di fuori della Resistenza armata, oppure nessun ruolo se non quello di appoggiare passivamente l'amato/il marito/il fratello/il padre partigiano che andava a combattere?
Noi crediamo di no. In questo momento in cui in altre parti del mondo vediamo le donne prendere potere e agire da protagoniste nella lotta per l'auto determinazione e la creazione di nuovi modi di

mercoledì 3 aprile 2019

pc 3 aprile - Filippine - Duterte e Nuovo Esercito del Popolo


Jose Maria Sison - Duterte è il miglior reclutatore e miglior ufficiale di trasporto e rifornimento
 24 marzo 2019
Il popolo filippino e le forze rivoluzionarie guidate dal Partito Comunista delle Filippine (PCF) devono ringraziare molto Duterte. Sebbene involontariamente, come il tiranno Marcos ai suoi tempi, Duterte è diventato il miglior reclutatore e il miglior ufficiale di trasporto e rifornimento del Nuovo Esercito del Popolo (New People's Army -NPA).
Come miglior reclutatore del NEP, Duterte ha spinto così tante persone ad aderire al NEP gestendo un regime tirannico, sregolato, massacrante, saccheggiatore e generatore di inflazione. Il popolo non ha altra scelta che combattere un regime così malvagio.
Mettendo fine ai negoziati di pace, costringe il movimento rivoluzionario armato a concentrarsi sull'intensificazione della guerra popolare e gettare via ogni illusione che questo regime di terrore e avidità possa negoziare riforme sociali, economiche e politiche per affrontare le radici del conflitto armato al fine di raggiungere una pace giusta e duratura.
Il tipo più diretto di assistenza che Duterte dà alla rivoluzione armata è quello di dividere le sue forze militari e di polizia in due parti, una parte per la guerra psicologica e le intimidazioni di massa e l'altra parte per offensive cieche e sorde contro il popolo.
La parte della guerra psicologica e l'intimidazione di massa è quella di impegnarsi in finte attività di pace e sviluppo, radunando persone per finti negoziati localizzati di pace, finte rese davanti al nemico, occupazione di uffici civili, troppi posti di blocco, protezione di politici e imprese commerciali pro-Duterte, oltre - operazioni di sorveglianza e di intelligence ampliate, diffusa etichettatura di “rosso”, arresti nelle città e operazioni di squadroni della morte.
La parte per il combattimento è indebolita con meno personale da impiegare nelle campagne. In ogni caso, qualunque sia il numero del personale di combattimento delle forze armate reazionarie, sono resi ciechi e sordi dalla mancanza di sostegno popolare ovunque si azzardino a muoversi contro i fronti della guerriglia.
Duterte è il miglior ufficiale di trasporto e rifornimento quando invia le sue truppe e la polizia per attaccare i fronti di guerriglia. Quando avanzano in forze superiori, il NEP si ritira e dà al nemico l'illusione di vincere. Ma quando si accampano e occupano terreni accidentati, la loro forza viene ridotta, lasciano spazi tra le unità e creano piccoli distaccamenti e squadre di pattuglia, che sono facili bersagli per le contro-offensive del NEP.
Il piano di Duterte per distruggere il NEP a Mindanao e poi a Luzon e le Visayas è completamente fallito. Le previsioni di Ano e Duterte che avrebbero potuto distruggere il NEP prima della fine del 2018 si sono dimostrate false. La previsione di Duterte secondo cui il NEP sarebbe stato distrutto prima della metà del 2019 è stata sfatata dallo stesso segretario della DND Lorenzana che ha chiesto più tempo fino al 2022.
Il NEP è diventato più forte a Mindanao, con più unità nemiche annientate e disarmate. Allo stesso tempo, la guerra popolare a Luzon e Visayas si è intensificata con successo. Perciò, Duterte è costretto a ridistribuire alcune delle sue forze da Mindanao alle Visayas e Luzon. Il 75% delle sue forze militari sono concentrate a Mindanao dal 2017 e sono ora ridotte al 64%, secondo fonti interne alle Forze Armate Filippine.
I reazionari irriducibili come Duterte e i suoi servitori armati non riescono mai a comprendere la linea strategica della guerra popolare prolungata nel perseguimento della rivoluzione democratica popolare. Questa linea strategica dà ampio spazio e tempo al NEP a crescere da piccoli e deboli a grandi e forti e ad attirare le forze nemiche per espandersi sottilmente nelle campagne e in così tante isole per le offensive tattiche del NEP per diventare più efficaci.
È impossibile per le forze reazionarie dell'esercito, della polizia e dei paramilitari sconfiggere il NEP attraverso operazioni militari e puerili da guerra psicologica. Il NEP ha già una forza a livello nazionale ed è profondamente radicato tra le masse lavoratrici. Occupa quasi tutte le aree strategiche favorevoli alla guerriglia nella fase di difesa strategica e per la potenziale guerra mobile regolare nella fase di equilibrio strategico.
Il Partito Comunista delle Filippine (PCF) ha saggiamente modificato la struttura delle forze del NEP, con il 40 percento delle sue unità relativamente concentrate per le offensive tattiche e il 60 percento delle unità relativamente disperse per il lavoro di massa in ciascuno dei 110 fronti di guerriglia. Catturando più armi alle forze nemiche, il NEP sta aumentando la sua capacità di colpire i punti deboli del nemico a volontà su tutto l'arcipelago.
In questo momento, la conclusione dei negoziati di pace sembra avvantaggiare lo schema di dittatura fascista di Duterte ma, in realtà, spinge le vaste masse del popolo e le forze rivoluzionarie organizzate a condurre tutte le forme di resistenza per isolarle e intensificarle al fine di isolare e sconfiggere il regime tirannico di Duterte/Stati Uniti.
Come osservatore dell'attuale guerra civile nelle Filippine, ho appreso dalle pubblicazioni rivoluzionarie del PCF che il modo migliore per frustrare lo schema dittatoriale di Duterte, per punzecchiare la sua arroganza e smascherare le finte arrese e i falsi scontri messi in scena dal regime e dai suoi cani armati, è quello che permette al NEP di dare colpi letali sui punti deboli delle forze nemiche nelle campagne e i funzionari più brutali, corrotti e spacciatori di droga del regime nelle aree urbane.
Jose Maria Sison


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