sabato 12 giugno 2021

pc 12 giugno - Estradare e incarcerare la storia? E perché non sequestrarla nel frattempo? Guai se qualcuno imparasse qualcosa da un passato non troppo lontano!

Oggi, 12 giugno, doveva tenersi a Napoli un convegno/dibattito dal titolo “Estradare e incarcerare la storia?” con il contributo di Paolo Persichetti, Vittorio Bolognesi e Giovanni Gentile Schiavone. Il convegno è stato annullato, per il momento, per “sopravvenuti problemi di alcuni partecipanti”.

Oggi sul sito insorgenze.net, curato da Paolo Persichetti, scopriamo che i problemi non sono solo suoi o di alcuni partecipanti, ma di chiunque capisca l’importanza della ricerca e della storia e del loro ruolo nello sviluppo dell’umanità. 

A Paolo auguriamo di tornare in possesso di tutti i suoi materiali e di smontare brillantemente la bolla di questo stato moderno fascista che vorrebbe far sparire dalla faccia della terra un bel pezzo di ricerca e di storia che appartiene al proletariato. Prima di lasciarvi alle sue parole riportiamo, di seguito, un commento di Silvia De Bernardinis:

Quello che è accaduto a Paolo Persichetti, il sequestro di tutto il suo materiale, con l’accusa/scusa di favoreggiamento e associazione sovversiva con finalità di terrorismo (sic!) oltre ad essere un attacco senza precedenti alla ricerca, un atto di intimidazione a tutti coloro che fanno ricerca lontano dalle “verità” istituzionali, dalla memoria di stato, dà la misura esatta dello stato in cui stiamo vivendo e affondando sempre più, e questo interessa tutti, o almeno dovrebbe. Non si perdona e si cerca di ostacolare Paolo per il lavoro, caparbio e puntuale, metodologicamente rigoroso, con cui in questi anni ha smontato – su base documentale  – una ad una, le fasulle ricostruzioni prodotte dall’ultima Commissione Moro, mostrandone le contraddizioni, svelando le costruzioni montate su teoremi dietrologici. Tutto ciò con grande fatica ha trovato spazi in questi ultimi anni – seppur piccoli rispetto al peso soverchiante della misterologia che dispone di strumenti mediatici inaccessibili a chi non fa dei misteri la sua professione. Si è tradotto e si sta traducendo in linee di ricerca storica che conducono in modo netto ad una distanza siderale dalla memoria di Stato. Tutto questo da oggi diviene reato! Il nesso con le recenti dichiarazioni del ministro della giustizia, rilanciate il 9 maggio dal presidente della Repubblica riguardo alle misteriose verità che dovrebbero essere rivelate è evidente. Come se non ci fossero mai stati processi, migliaia di arrestati, condanne, come fossimo in una sorta di anno zero! Il negazionismo storiografico ne è il supporto ideologico, contro chi non accetta la “memoria condivisa” scende in campo addirittura la procura. Non restiamo in silenzio, come sempre non si tratta di un caso personale, ci riguarda tutti. La mia vicinanza a Paolo 

Se fare storia è un reato

Paolo Persichetti

La libera ricerca storica è ormai divenuta un reato. Per la procura di Roma sarei colpevole di «divulgazione di materiale riservato acquisito e/o elaborato dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul sequestro e l’omicidio dell’on. Aldo Moro». Per questa ragione martedì 8 giugno dopo

pc 12 giugno - PRESIDIO A TARANTO CONTRO I LICENZIAMENTI REPRESSIVI - Mittal/ex Pasquinelli - CONTRO LA REPRESSIONE PADRONI/STATO DELLE LOTTE DEI LAVORATORI DELLA FEDEX - MANIFESTAZIONE A ROMA IL 19 GIUGNO

Vile aggressione armata alla Fedex- Zampieri di Tavazzano (Lodi). La polizia assiste mentre la squadraccia assoldata dal padrone attacca a colpi di bastoni, pezzi di bancali, ecc. i lavoratori in lotta contro i licenziamenti. Massima solidarietà e sostegno. Lo Slai cobas per il sindacato di classe chiama ad un impegno più grande per lo sciopero del 18 e per la manifestazione del 19.
Questa sera (11 giugno) a Taranto in una prima mobilitazione, insieme ai giovani compagni della Fgc, al centro città, contro i licenziamenti e la repressione (anche a Taranto in queste ore lavoratori dello Slai cobas sc vengono licenziati perchè hanno rivendicato il loro diritto al lavoro stabile, contro le discriminazioni), per la manifestazione a Roma del 19, abbiamo portato con forza la denuncia dell'aggressione criminale dei lavoratori della Fedex di Tavazzano e dell'azione connivente della polizia.
Tutta la nostra vicinanza al lavoratore massacrato di Piacenza

  

 

pc 12 giugno - Oggi proletari comunisti alla marcia No tav

 “Il popolo e solo il popolo è la forza motrice della storia” Mao Tsetung

Una nuova grossa grande manifestazione per gridare il no della valle alla Tav.
Il governo Draghi di unità nazionale dal PD a Salvini da 5 stelle a Berlusconi – in continuità di tutti i governi precedenti ha sempre lo stesso piano, portare a termine l’opera negli interessi del capitale, dei padroni, grande speculazione parassitaria e corrotta, far proseguire i cantieri con la forza della repressione. Tutto viene fatto per giustificare l'occupazione della valle, le violenze poliziesche, gli arresti per criminalizzare il movimento No Tav.
Questa è la più grande lotta nel nostro paese contro le devastazioni ambientali al
servizio della speculazione e del profitto.
Noi siamo i per generalizzare su scala nazionale le caratteristiche positive del
movimento No Tav, capace di unire nella lotta popolare e prolungata tutte le forze e tutte le anime politiche esociali che combattono la Tav, il sistema del capitale che la produce e il sistema politico che vede uniti tutti inpartiti parlamentari e i sindacati confederali, cisl, uil, cgil, a difesa di questa grande opera speculativa.
È inaccettabile che mentre si lesinano i soldi alle misure per fronteggiare la pandemia, la sanità, la ricerca e ssi carica sui proletari e le masse popolari la crisi economica con attacco al lavoro, precarietà e disoccupazione intensificazione dello sfruttamento, aumenti del costo della vita, attacco alle pensioni, tagli dei diritti dei lavoratori, si spendano centinaia di milioni di
euro per un opera inutile e dannosa, così come inutili e dannose sono le spese per gli aerei F35, per gli armamenti, il ponte sullo stretto ecc.
Le forze economiche e politiche che sostengono a spada tratta la Tav in Val Susa sono unite e
rappresentate dal governo Draghi , un governo di tipo moderno fascista, di negazione della democrazia e di repressione se le masse popolari non accettano le loro decisioni.
E' questa la vera violenza, è questo il vero terrorismo di Stato, di governo con cui fronteggiano i movimenti popolari. La protesta popolare NOTAV non solo è una lotta, giusta e necessaria contro la Tav, ma una lotta popolare come è necessaria in tutta Italia per spazzare via questo governo e tutti i governi dei padroni, dellaspeculazione e della devastazione ambientale.
La repressione non ferma, ma alimenta la ribellione!
Alla 'guerra globale ' che Stato, governo, padroni stanno sviluppando contro proletari e le masse popolari in Val Susa, dobbiamo rispondere con una altrettanto globale 'guerra di popolo di lunga durata', lottiamo insieme peruna rivoluzione politica e sociale che metta non il profitto e la speculazione, ma gli interessi e la volontà dei proletari e delle
masse popolari al comando della società.
La Val susa paura non ne ha ! Ora e sempre Resistenza ! Siamo tutti NOTAV !
proletari comunisti
http://proletaricomunisti.blogspot.com – pcro.red@gmail.com

È ORA DI REAGIRE!!!

È ora di tornare a far sentire la nostra voce con i tecnici e con gli amministratori, una voce di un popolo

pc 12 giugno - Comunicato congiunto dei comunisti marxisti-leninisti-maoisti di Italia e Tunisia in italiano e inglese

 Comunicato congiunto

I comunisti maoisti di Italia e Tunisia nel decimo anniversario della Rivolta Popolare che al grido di Lavoro, Libertà e Dignità Nazionale ha rovesciato il regime di Ben Ali, salutano la lotta senza sosta dei lavoratori e delle masse popolari tunisine che in questi 10 anni non hanno mai dimenticato tali obiettivi continuando a perseguirli in un contesto di graduale restaurazione imposta dalla borghesia burocratica e compradora e dai proprietari terrieri già dall'indomani della rivolta.

Quest'anno a gennaio una nuova generazione di giovani ha infiammato le città del paese e assediato il parlamento, mossi dalle stesse ragioni dei loro fratelli e sorelle maggiori dieci anni prima: il tasso di disoccupazione è aumentato così come l'inflazione e i prezzi dei beni di prima necessità, la vecchia borghesia burocratica e compradora e i proprietari terrieri sono rimasti al potere continuando a svendere sia le risorse del paese che i diritti dei lavoratori conquistati in decenni di lotta e aderendo ai piani di privatizzazione e deregulation indicati dalle agenzie imperialiste come FMI e BM.

In questo contesto l'imperialismo italiano sostiene esplicitamente questo piano di riforme che

pc 12 giugno - Senza pudore un nuovo attacco al diritto di sciopero verso i lavoratori della logistica - si allo sciopero del 18 giugno - si alla manifestazione a Roma il 19 giugno

Con una pessima esternazione sul Sole 24 ore del 10 giugno, la Commissione di Garanzia sul diritto di sciopero dichiara che sta ragionando sulla necessità di ampliare le limitazioni della 146 ad un altro settore devastato dagli appalti, ossia alla logistica.

L‘estensione della limitazione del diritto di sciopero nei settori del privato è uno dei temi centrali del documento che la CGSSE presenterà in audizione alle Camere e al governo Draghi entro fine giugno.

La CGSSE si dice pienamente consapevole della condizione dei lavoratori soggiogati dagli appalti e subappalti nell’igiene ambientale, nel TPL, nelle cooperative, riconosce l’abuso da parte degli enti pubblici nel ricorrervi al solo scopo di abbassare drasticamente il costo del lavoro e di come questo

pc 12 giugno - Un libro da leggere Annamaria e Luca Mantini. Fratelli e sorelle rivoluzionari

Annamaria e Luca Mantini. Fratelli e sorelle rivoluzionari

Uscito per Dea edizioni, Annamaria e Luca Mantini: fratelli e sorelle rivoluzionari” è, come recita il retro copertina, «un tributo d’amore ai caduti. Un omaggio alla Storia. Schegge di verità sociale e politica che vadano a lastricare i sentieri della memoria delle classi subalterne e sfruttate».

Un libro a più voci: interviste a persone che, a vario titolo e in periodi diversi, hanno conosciuto personalmente sia il fratello che la sorella. I vari autori ci hanno raccontato storie, aneddoti, vicende vissute in un periodo storico ancora poco conosciuto.

Tra essi, spiccano i nomi di Pasquale Abatangelo, Nicola Abatangelo, Antonio De Laurentis, Giovanni Gentile Schiavone. Compagni di Annamaria e Luca all’interno di quell’organizzazione nata nel 1974, e la cui sigla ebbe non poca risonanza nel movimento rivoluzionario, non solo italiano.

Quello che, durante gli anni ’70 e  i primi ’80, portò un’intera generazione, in ogni angolo della terra, a tentare – pur percorrendo strade diverse – il rovesciamento del modello economico, sociale e culturale d’impronta capitalistica e l’abbattimento dello Stato liberal-borghese.

Sognando di costruire un sistema fondato sulla proprietà sociale dei mezzi di produzione, sulla solidarietà e l’uguaglianza, anziché sulla proprietà privata, sul profitto e lo sfruttamento.

Quell’organizzazione prese il nome di Nap (Nuclei Armati Proletari) e raccolse tra le sue fila gli strati più marginali del nuovo proletariato e sottoproletariato metropolitano, specie meridionale, 

Si impose sia all’interno delle carceri, dove allora il lumpen spesso si politicizzava, portando a maturazione la formazione della propria coscienza di classe; sia socialmente, nell’ambito della Lotta

venerdì 11 giugno 2021

pc 11 giugno - Vile aggressione armata alla Fedex- Zampieri di Tavazzano (Lodi). La polizia assiste mentre la squadraccia assoldata dal padrone attacca a colpi di bastoni, sassi ecc. i lavoratori in lotta contro i licenziamenti. Massima solidarietà e sostegno

Questa notte alla Zampieri di Tavazzano il presidio dei lavoratori Fedex di Piacenza è stato aggredito a colpi di bastoni, frammenti di bancali, sassi e bottiglie da una cinquantina di bodyguard assoldati dai padroni.

La squadraccia guidata dai capiclan di Zampieri, mimetizzatisi tra i lavoratori e col sostegno di qualche crumiro ha attaccato il presidio, composto da circa 40 lavoratori del SI Cobas a mani nude, e per circa 10 minuti è stato lasciato agire indisturbato dalla polizia che era a pochi passi e non ha mosso un dito.
Il risultato è un lavoratore di Piacenza con la testa fracassata, e attualmente ricoverato in fin di vita!!!
E’ oramai evidente la reale identità di Zampieri: un’organizzazione mafiosa che agisce col sostegno di Fedex e col beneplacito delle forze dell’ordine.
Come accaduto due settimane fa a San Giuliano Milanese, questi criminali hanno teso un agguato in maniera infame e vigliacca, approfittando della presenza meno numerosa del presidio rispetto ad altre sere a causa dell’impegno dei lavoratori su altri fronti di lotta.
La lotta eroica dei lavoratori di Piacenza, oltre ad imprimere pesanti perdite economiche al colosso americano e ai suoi scagnozzi di Zampieri, sta contribuendo a svelare una volta per tutte la reale identità di Fedex: un’associazione a delinquere che si serve della criminalità organizzata per reprimere col sangue le proteste dei lavoratori.
Lo abbiamo promesso tre mesi fa e stiamo mantenendo l’impegno: Fedex e

pc 11 giugno - 160 milioni di bambini costretti a lavorare, in aumento...

Anche di questo "lavoro" si dovrà parlare al G20 di Catania del 22 giugno prossimo, e si tratta di cifre ufficiali!

Lavoro minorile, primo aumento nel mondo in 20 anni

Onu, 160 mln bimbi al lavoro all'inizio del 2020


Redazione ANSAGINEVRA

10 giugno 2021 

(ANSA) - GINEVRA, 10 GIU - Il lavoro minorile è aumentato a livello globale l'anno scorso per la prima volta negli ultimi 20 anni e la crisi legata al coronavirus minaccia di spingere altri milioni di giovani verso lo stesso destino: è quanto emerge da un rapporto congiunto realizzato dall'Organizzazione internazionale del Lavoro (Ilo) e dal Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef) e pubblicato oggi. Secondo le due organizzazioni, all'inizio del 2020 i bambini costretti a lavorare nel mondo eran 160 milioni, pari ad un incremento di 8,4 milioni in soli quattro anni.

pc 11 giugno - Palermo, operaio della Fincantieri cade da un ponteggio, ricoverato d’urgenza

Sindacati confederali e Fincantieri hanno appena firmato un accordo sulle ditte esterne (vedi: https://proletaricomunisti.blogspot.com/2021/05/31-maggio-fincantieri-e-fiom-fim-uilm.html) … e come si può ben vedere - e questo è solo un episodio che viene alla luce, poi ci sono tutti quelli che non escono dai cancelli del cantiere - non bastano né accordi né protocolli a salvare le vite degli operai, a fermare gli infortuni e le morti sul lavoro prodotti in serie dal sistema capitalista e imperialista…

Palermo, operaio cade da ponteggio, ricoverato a Villa Sofia

giovedì 10 Giugno 2021 - 19:31

Un operaio di 47 anni è caduto da un ponteggio di quasi tre metri ai cantieri navali di Palermo mentre lavorava sul troncone di una nave in fase di realizzazione.

I sanitari del 118 lo hanno soccorso ed è stato portato a Villa Sofia dove i medici gli hanno riscontrato una frattura alla spalla e diverse contusioni alle costole.

Dopo qualche ora è stato dimesso dall’ospedale con una prognosi di circa 20 giorni.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti l’operaio, in servizio per una ditta dell’indotto di Fincantieri, stava eseguendo alcuni lavori in quota.

Improvvisamente, per cause ancora da accertare, una pedana dell’impalcatura ha ceduto facendo precipitare al suolo l’operaio.

Sul posto sono intervenute gli agenti di Polizia che hanno avviato le indagini per accertare il rispetto delle norme di sicurezza sul posto di lavoro.

https://qds.it/palermo-operaio-cade-da-ponteggio-ricoverato-a-villa-sofia/

pc 11 giugno - Neonazisti armati preparano omicidi e attentati... ma chi ne sono i protettori politici nel governo, nel parlamento nelle istituzioni?

Savona, conclusa l’inchiesta sulla rete neonazista: tre indagati in Liguria, coinvolte altre quattro Procure

Depositata la perizia sul caso di Andrea Cavalleri, verso lo sconto di pena

Savona – I certificati che ne attestavano i problemi durante l’adolescenza erano fondati. Perché Andrea Cavalleri, dice adesso il perito del tribunale Maurizio Balestrino, "è seminfermo di mente". Per questo è destinato a ottenere un probabilissimo sconto di pena, con ogni probabilità la libertà condizionale, e però resta "pericoloso" capace di commettere i medesimi reati se non viene sottoposto a uno stabile trattamento psichiatrico. Ancora: arrivati a questo punto l’inchiesta su di lui e la rete con la quale era in contatto può dirsi conclusa, e nello spazio di poche settimane sarà notificato l’avviso di fine istruttoria. Tre sono alla fine i nomi iscritti al registro degli indagati dal pm antiterrorismo di Genova Monica Abbatecola, altre quattro le Procure (Torino, Roma, Bologna, Perugia) alle quali sono stati inviati atti affinché procedano su personaggi legati al medesimo Cavalleri.

La svolta e gli accertamenti
È quindi arrivata a una svolta l’inchiesta sul neonazista arrestato il 22 gennaio a Savona, che ha poi

pc 11 giugno - Taranto contro licenziamenti, repressione e guerra... verso la manifestazione nazionale del 19 giugno

Venerdi 11 giugno in piazza Immacolata dalle 18.30 alle 20.30 Taranto

Contro i licenziamenti e la repressione a Taranto Ilva - ex pasquinelli/Amiu, ecc. Basta fascismo aziendale sui posti di lavoro - i licenziati devono rientrare - lavoro non repressione!

verso la manifestazione nazionale contro licenziamenti e repressione 19 giugno a Roma

Taranto solidale con il popolo palestinese 

DICE NO ALLE MANOVRE MILITARI CON LE TRUPPE E ARMAMENTI ISRAELIANI NEL GOLFO DI TARANTO E NEL MAR IONIO

Presidio organizzato dai lavoratori dello Slai cobas per il sindacato di classe e dai giovani e studenti del Fronte gioventù comunista.

pc 11 giugno - Attaccati alle poltrone, la casta politica arrivista e populista dei M5stelle converge con i piani di guerra e armamenti del sistema industral/militare imperialista in Europa

Difesa: M5s, piena convergenza con linea tracciata da direttore Eda
Roma, 09 giu 18:29 - (Agenzia Nova)

"Il sistema industriale della Difesa e il mondo militare nel suo complesso - concludono i deputati - devono essere parte trainante dell'economia italiana ed europea.. (Com) 

pc 11 maggio - Le donne turche Yeni Kadin in Germania, Austria e Svizzera lo sciopero delle donne 12/14 giugno - info mfpr italia



 

pc 11 giugno - La santa inquisizione contro il movimento NO tav - iniziato il processo ad Alessandria

Come descrive la cosa la stampa borghese

È iniziato mercoledì il processo per le proteste ‘No Tav’ del 2014

È iniziato mercoledì 9 giugno il processo contro gli attivisti No Tav. Coloro che, fra il 5 e il 13 aprile 2014, parteciparono a manifestazioni di proteste No Tav contro i cantieri del Cociv a Pozzolo e Arquata.

Il Tribunale alessandrino era pattugliato con uno spiegamento di forze che ha coinvolto Carabinieri e Polizia disposte per tutto il perimetro del palazzo.

In quelle occasioni si erano verificati danneggiamenti particolarmente gravi, e scontri con le forze

giovedì 10 giugno 2021

pc 10 giugno - Solidarietà con la Palestina che resiste: attivisti britannici hanno fatto irruzione alla fabbrica Runcorn di droni israeliani a Leicester.



I droni sono stati utilizzati dalle forze israeliane per bombardare e sorvegliare i civili palestinesi, prima di entrare nel mercato globale dove sono stati venduti come "testati in battaglia" e "provati sul campo" ai governi repressivi di tutto il mondo. 
Soldati israeliani preparano un drone prodotto da Elbit

Palestine Action ha dichiarato: "Finora, gli attivisti hanno fatto irruzione nella fabbrica per smantellare droni e macchinari aeronautici, hanno distrutto proprietà tra cui proiettori, ventilatori, finestre e telecamere, hanno spruzzato vernice rosso sangue nei locali e stanno attualmente occupando il tetto per prevenire operazioni sul sito.....I crimini di guerra di Israele e la produzione di droni di Elbit per

pc 10 giugno - FORMAZIONE OPERAIA - STUDIARE E LOTTARE - TEORIA E PRASSI - SENZA DI QUESTO I PROLETARI NON HANNO NULLA

Il ciclo straordinario della Formazione Operaia on line riprenderà a settembre 
ma non certo perchè andiamo in vacanza.

Ma perchè è ora di leggere e studiare individualmente e collettivamente il materiale prodotto.

Nessun operaio e militante comunista, giovane comunista e donne d'avanguardia in lotta può pensare di poterne fare a meno; vorrebbe dire che non comprende che senza rivoluzione nessun cambiamento radicale è possibile, e che la rivoluzione proletaria richiede teoria d'avanguardia per essere reale avanguardia. 

La lotta anche quella classista e combattiva in cui siamo realmente impegnati non basta. 

Senza l'autonomia operaia e proletaria in teoria, politica e organizzazione dominano i riformisti, gli economicisti e i ciarlatani in lotta contro l'ultimo governo della borghesia e si lotta sotto la cappa al massimo della piccola borghesia rivoluzionaria

Ripartiamo intanto da Engels 

pc 10 giugno - NO ALLO SBLOCCO DEI LICENZIAMENTI - PREPARIAMO UNA LOTTA PROLUNGATA

E' chiaro che oggi dobbiamo lottare per il blocco dei licenziamenti, perchè pur se in questi mesi, anche lo scorso anno, tanti padroni piccoli, medi, grandi hanno ugualmente fatto centinaia di migliaia di licenziamenti (si parla, ufficialmente, di 900mila), sia aggirando facilmente il blocco, sia perchè esso non riguardava evidentemente contratti a termine, lavoratori precari, lavoratori a fine appalto, le tantissime donne a lavoro ultra precario e a nero, oggi lo sblocco dei licenziamenti aprirebbe un'autostrada per le aziende, soprattutto le grandi per procedere a pesanti tagli ai posti di lavoro (anche qui, ma solo ufficialmente, si calcolano 600mila), già programmati alcuni anche prima del blocco, per riprendere celermente la corsa ai profitti con meno lavoratori e più sfruttamento, meno sicurezza, usando i nuovi licenziati per aumentare la pressione per abbassare i salari, togliere tutele, far passare una politica di ricatto tra i lavoratori. 

Siamo contro le mine misure di cambiamento in discussione nel governo, esse porterebbero piuttosto che ad una difesa del lavoro in alcune categorie a una divisione del fronte dei lavoratori e lavoratrici, che impedirebbe una battaglia nazionale compatta.

Così come riteniamo inutile e solo parolaia l'opposizione dei sindacati confederali e della Cgil di Landini, che il massimo che può ottenere e chiede è una mini proroga del blocco dei licenziamenti o un'estensione delle categorie escluse al momento; mentre il loro obiettivo reale è, e in questo non dissimile da quello dichiarato dal Ministro Orlando, una riforma degli ammortizzatori sociali che non sono affatto in contraddizione con la politica dei licenziamenti del padronato - anzi, servono per "togliergli le castagne dal fuoco" senza costi.

Detto questo, occorre avviare una lotta prolungata ed effettiva contro i licenziamenti, che vanno al di là dell'emergenza pandemia e sono legati alle leggi "normali" del capitale di scaricare la crisi sui lavoratori e di ottenere maggior pluslavoro - profitto aumentando la produttività con più sfruttamento e minor costo della forza-lavoro. E su questo non c'è blocco, proroga di mesi in mesi che tenga.

Per questo occorre che il movimento operaio, i sindacati classisti e combattivi, pongano all'OdG la lotta per: 
il ripristino delle norme dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori
la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario - che risponde anche al grave problema della sicurezza e dell'aumento dei morti sui posti di lavoro. 

Questa battaglia non ci "incatena" alle proroghe del blocco dei licenziamenti, ma pone rivendicazioni strategiche nella lotta di classe tra proletariato e capitale e governi al suo servizio, che, in particolare la 'riduzione dell'orario di lavoro a parità di paga' (è da più di 100 anni che resta di 40 ore nonostante al produttività sia enormemente cresciuta) è tempo di strappare.

pc 10 giugno - Sblocco dei licenziamenti e liberalizzazione del subappalto: un attacco frontale alla dignità e alla sicurezza dei lavoratori" - un contributo

 Da www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 08-06-21 - n. 792

Domenico Cortese | lordinenuovo.it
04/06/2021

Nel decreto legge Sostegni-bis è stato stabilito che il blocco dei licenziamenti non andrà oltre il 30 giugno per le grandi aziende e fine ottobre per le piccole e medie imprese. L'unica "concessione" che il governo Draghi sembra fare alla classe lavoratrice coinciderebbe con l'istituzione di una Cassa integrazione agevolata per le aziende accompagnata dal divieto, per queste, di licenziare. In altre parole, vince Confindustria su tutta la linea, con il solo ammortizzatore sopravvissuto per i lavoratori concesso a patto di espungere totalmente ogni voce di costo per il padronato.

Infatti, dal 1° luglio 2021 i datori di lavoro che non potranno più utilizzare la cassa integrazione ordinaria Covid-19 prevista dal decreto Sostegni (i.e. massimo 13 settimane tra il 1° aprile 2021 ed il 30 giugno 2021) potranno accedere alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria prevista dal D.Lgs. n. 148/2015 senza tuttavia pagare contributi addizionali fino al 31 dicembre 2021. Durante l'utilizzo dei predetti ammortizzatori, le imprese resteranno allora vincolate al divieto di licenziamenti.

Il quadro che si profila lungo l'estate del 2021 diviene perciò estremamente pesante per i lavoratori, non tanto e non solo per le conseguenze occupazionali che lo sblocco apporterà (si va dai 150 mila posti di lavoro che si perderanno secondo la Fondazione Adapt ai quasi 600 mila stimati da Bankitalia e ministero del lavoro, che si aggiungerebbero ai 900 mila occupati in meno da inizio pandemia) quanto per il crollo del potere politico e negoziale che risulta già evidente da un intervento dei sindacati confederali fiacco e convenzionale.

Di fronte ad un attacco mediatico, ideologico e politico delle associazioni padronali che si intensifica gradualmente dall'inizio dell'era Covid, con il presidente di Confindustria Bonomi che aveva già avvertito che l'Italia non doveva ridursi a un "Sussidistan" (eccetto che per le imprese) e le associazioni territoriali di Confindustria che avevano definito, sdegnate, un "colpo basso" l'eventuale proroga del blocco ipotizzata dal ministro del lavoro Orlando, la risposta di Cgil Cisl e Uil non va oltre un vago ammonimento ("la partita non è chiusa"), un artificioso richiamo alla concertazione e dei presidi di protesta di routine, brevi e indolori nei loro effetti sulla produzione.

La messa all'angolo delle istanze dei lavoratori deve comunque essere iscritta in una cornice per cui il

pc 10 giugno - Sicilia: Musumeci “se ne frega” dei “morti spalmati” e nomina l’inquisito Razza, che si era dimesso, di nuovo assessore alla sanità

Impassibile davanti alla illegalità accertata e alla vergogna assoluta, Musumeci con il suo solito cinismo dice che “La Sicilia ha bisogno di persone perbene e competenti come Razza che ha dato una grande lezione di stile ai cosiddetti professionisti della legalità”, mentre fa ripartire la nomina di Razza ad assessore alla sanità.

Tanto “perbene e competente”, Razza, da essere ancora sotto indagine per diversi reati, senza contare che le frasi dette sui morti da spalmare e tutto il resto, confermate dagli altri indagati, sono oramai conosciute da tutti! Ma di tutto questo Musumeci non tiene conto, e rispolverando il detto fascista “me ne frego” “tira dritto” con la sua politica (fallimentare da ogni punto di vista) tutta tesa alla ricandidatura a presidente della Regione, e quindi preoccupatissimo che gli possa venire a mancare il sostegno di uno che da sempre gli procura tanti voti!

Certo alla campagna elettorale perenne aggiunge la cretinata astratta del ponte sullo stretto e la ben concreta somma di oltre 1 milione e 100mila euro per la Fiera dei cavalli, guarda caso proprio nel suo paese, Militello Val di Catania, oltre ai circa 5 milioni che aveva già stanziato negli anni precedenti: è il caso di dire che “saranno proprio cavalli di razza”! 

C’è la conferma, quindi, ma non ce n’era affatto bisogno, della corruzione sistemica che vige ai piani più alti della Regione Siciliana e non solo visto che Musumeci, per coprire le sue malefatte, e quelle di tutta la sua giunta, tira in ballo tutti i politici: “Nessuno, mi pare in Sicilia, ha avuto il coraggio di rassegnare

pc 10 giugno - Verso il G20 di Catania - oggi assemblea a Palermo

Il 22 e 23 giugno a Catania si terrà il vertice dei Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali dei paesi del G20 presieduto quest’anno dal governo dell’Italia sui temi del lavoro e dell’istruzione

ASSEMBLEA SUL G20

PALERMO 10 GIUGNO ore 16 

VIA DEL DUCA 4




pc 10 giugno - Caccia e aerei-spia israeliani si esercitano in Italia per le prossime guerre in Medio Oriente


Antonio Mazzeo | antoniomazzeoblog.blogspot.com

07/06/2021

Dodici giorni di esercitazioni aeronavali con l'uso dei più avanzati sistemi missilistici in un'area geografica che dai poligoni della Sardegna si estende sino alla Campania, alla Basilicata e alla Calabria, al Golfo di Taranto e al mar Ionio. Un test strategico della potenza di fuoco dei nuovi cacciabombardieri in dotazione alle aeronautiche di Italia, Stati Uniti d'America, Regno Unito ed Israele, paese quest'ultimo che solo un paio di settimane fa è stato l'autore dei sanguinosi bombardamenti nella striscia di Gaza. E proprio Israele, tramite un portavoce delle forze armate, fa sapere che la maxi-esercitazione negli spazi aerei e nelle acque italiane sarà una storica opportunità per addestrare i propri piloti alle prossime guerre in Medio oriente, Iran in testa.

Il 6 giugno ha preso il via dalla base aerea di Amendola (Foggia), "Falcon Strike 21", l'esercitazione multinazionale promossa dallo Stato Maggiore della difesa, congiuntamente a due partner NATO (USA e Regno Unito) e Israele. Ad oggi nessun comunicato officiale è stato emesso dalle autorità militari italiane, probabilmente imbarazzate per la partecipazione ai war games di sei cacciabombardieri F-35 "stealth" dell'IAf - Israelian Air Force che hanno fatto il loro debutto operativo proprio durante la

pc 10 giugno - PROTESTA DAVANTI AI CANCELLI DEL DEPOSITO ITALTRANS DI CALCIO

PARTITA DAI LAVORATORI DELLA COOPERATIVA LAMEVA DEL SICOBAS IN SCIOPERO CHE CONTESTANO LE DECISIONI REPRESSIVE DELLA SOCIETÀ CHE CON TRASFERIMENTI ARBITRARI E L’ESCLUSIONE DI UN DELEGATO DALL’APPALTO, CERCANO DI FERMARE LE RIVENDICAZIONI DEI LAVORATORI,

CONTESTATA ITALTRANS PERCHÈ NON PUÒ NON SAPERE CIÒ CHE AVVIENE NEI MAGAZZINI.

È IL METODO ITALTRANS, IMPOSTO IN TUTTE LE COOPERATIVE DELL’APPALTO, PER SPREMERE 2OO COLLI L’ORA O 22/24 PALLETS AI CARRELLISTI.

IN POCHE ORE ALMENO UN CENTINAIO DI TIR SI INCOLONNANO ALL’ESTERNO E ARRIVA UN INCONTRO SINDACALE MERCOLEDÌ.

E’ IL SISTEMA DEGLI APPALTI, SEMPRE DIRETTO INTERAMENTE DALLA COMMITTENTE CHE TOGLIE I DIRITTI AI LAVORATORI, DA QUELLI SINDACALI A QUELLI PERSONALI, PER UN PROFITTO EXTRA, PER CONDIZIONI DI LAVORO NEOSCHIAVISTE, PER UNA FORMA DI REPRESSIONE VERSO LE LOTTE E L’ORGANIZZAZIONE DEI LAVORATORI

È CENTRALE PER OGNI MOBILITAZIONE NELLA LOGISTICA UNIRE ALLE RIVENDICAZIONI PER IL LAVORO, IL SALARIO… LA BATTAGLIA GENERALE CONTRO IL MODERNO CAPORALATO DEL SISTEMA DEGLI APPALTI ALLE COOPERATIVE, BEN PROTETTO DALLO STATO E DAL NUOVO CCNL LOGISTICA APPENA FIRMATO DA SERVI DI CGIL CISL UIL.

UNA BATTAGLIA NAZIONALE NEL SEGNO DELL'UNITÀ DELLE LOTTE, NECESSARIA PER IL DIRITTO DEI LAVORATORI A RESTARE AL LORO POSTO NEI MAGAZZINI, ANCHE SE CAMBIA LA COOPERATIVA O IL COMMITTENTE.

mercoledì 9 giugno 2021

pc 9 giugno - AL VIA “FALCON STRIKE”, ESERCITAZIONE MILITARE DI ITALIA, ISRAELE, USA E GRAN BRETAGNA

Si sta svolgendo in questi giorni “Falcon Strike“, l’esercitazione internazionale congiunta tra le forze aeree di Italia, Israele, Gran Bretagna e Stati Uniti d’America. Le operazioni militari si svolgono dal 6 al 15 giugno sui mari del sud italiano e vedono l’impiego dei cacciabombardieri F-35.

Secondo quanto denunciato dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, la notizia dell’esercitazione è stata data con grande enfasi da parte della Israeli Air Force (IAF,) mentre non è stata riportata in alcun modo né dal nostro Ministero della Difesa né dall’Aeronautica Militare italiana. L’obiettivo riportato dai media israeliani è una simulazione di conflitto con l’Iran.

pc 9 giugno - Verso il ventennale del G8 di Genova 2001

2021: voi la malattia, noi la cura

Venti anni fa, una straordinaria convergenza di idee, esperienze, culture e pratiche in Italia e in tutto il mondo alimentò una grande speranza di cambiamento globale. Già conteneva la previsione dello scenario a cui si andava incontro: l’insostenibilità della globalizzazione neoliberista e i suoi pesantissimi impatti sociali, economici e ambientali. Le crisi che anno dopo anno si sono succedute a

pc 9 giugno - DHL sistema di sfruttamento ed evasione sulla pelle dei lavoratori

La Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro di 20 milioni di euro nelle sedi DHL Supply Chain di Milano, Monza, Lodi e Pavia per frode fiscale e contributiva: si parla in particolare dell’IVA che non sarebbe mai stata versata, di 23 cooperative false e di contributi rubati agli operai addetti al facchinaggio.

L’inchiesta del pm di Milano Paolo Storari ha scoperto che tramite il sistema delle finte cooperative e delle società di intermediazione, DHL aveva creato “meri serbatori di manodopera” e “abusato nelle esternalizzazioni”.

DHL Supply Chain si interfacciava infatti con un consorzio a cui facevano capo diverse società di intermediazione di manodopera che assumevano formalmente i lavoratori della logistica.

Attraverso un presunto giro di false fatture, emesse dalle società a vantaggio di DHL, quest’ultima avrebbe abbattuto i propri costi e allo stesso tempo le altre società non versavano l’Iva dovuta e nemmeno i contributi per i facchini impiegati nelle consegne

[DHL] Per la Finanza “truffatori, evasori e sfruttatori dei lavoratori”. Ma chi li denunciò e combatté fu perseguito e condannato!

Guardia di Finanza: DHL truffatori, evasori e supersfruttatori della forza lavoro.
Ma chi li denunciò e combatté fu perseguito e condannato!

Ora la Guardia di Finanza ha scoperto quello che il SI Cobas denunciava da dieci anni (e dal 2008 quando eravamo nello Slai Cobas): la DHL (come le altre maggiori aziende della logistica) evadeva l’IVA e i contributi dei lavoratori con un sistema di false cooperative che aprivano e chiudevano in rapida successione.

Evasione fiscale e sfruttamento dei lavoratori: maxi sequestro per il colosso Dhl

(Huffington Post 7 giugno)

“Un sistema di false cooperative che si avvicendavano nel tempo. Era un modo per aggirare il fisco e negare i diritti previdenziali ai lavoratori. Per creare una sorta di “caporalato della logistica”, certamente attivo in Lombardia, ma molto probabilmente anche altrove. Circa 20 milioni di euro, sono stati sequestrati d’urgenza alla Dhl Supply Chain Italy spa, società del ‘colosso’ della logistica, per una presunta maxi frode sull’Iva. Dall’inchiesta è emerso che, attraverso società di intermediazione e ‘finte’ cooperative, sarebbero stati creati “meri serbatoi di manodopera”, ossia lavoratori della logistica a cui le società intermediarie, tra l’altro, non versavano in gran parte i contributi…. Il sequestro d’urgenza è stato firmato dal pm di Milano Paolo Storari. Il meccanismo, ricostruito dalle indagini, era questo: la società del gruppo Dhl, con l’obiettivo di avere “meri serbatoi di manodopera”, si relazionava con un consorzio a cui facevano capo diverse società di intermediazione. Queste assumevano formalmente i lavoratori della logistica. Attraverso un presunto giro di false fatture, emesse dalle società a vantaggio di Dhl, quest’ultima avrebbe abbattuto i propri costi e allo stesso tempo le altre società non versavano l’Iva dovuta e nemmeno i contributi per i facchini impiegati nelle consegne per conto di Dhl… L’inchiesta è stata realizzata in Lombardia. Ma i confini di questo modus operandi potrebbero essere molto più ampi. “Le acquisizioni informatiche effettuate durante l’attività di perquisizione, le intercettazioni telefoniche nonché le acquisizioni attraverso banche dati confermano una realtà non certo isolata nel territorio lombardo”, scrivono i pm. Una realtà fatta, continuano, di “contratti di somministrazione illecita di manodopera fatti passare come contratti di appalto”, tariffe “imposte dal committente, che non sono in grado di remunerare la manodopera” e l’omesso versamento “di IVA e contributi da parte dei serbatoi di dipendenti, come condizione necessaria per remunerare il lavoro, condizione sostanzialmente ‘imposta’ dal committente”, ossia Dhl.”

pc 9 giugno - Marcegaglia rinviata a giudizio per evasione, ma non per i giornali

di Mauro Del Corno *

Per Emma Marcegaglia è stato chiesto il rinvio a giudizio per una presunta evasione fiscale Iva da 800mila euro. Ma non si dice. La notizia è comparsa sabato scorso su La Gazzetta di Mantova, poi è calato il silenzio, o quasi. 

Le fatture si riferirebbero a lavori di pulizia e depurazione eseguiti sull’isola di Albarella (dove il gruppo dell’imprenditrice possiede un complesso immobiliare) da stessa Alba Tech nel 2007, una società che – secondo le accuse – mancherebbe di

pc 9 giugno - NO TAV in marcia sabato - massimo sostegno

pc 9 giugno - Il nuovo processo Eternit - info

Daniela Zanier si è ammalata di mesotelioma a giugno 2019. Non ha mai lavorato all’Eternit ma fino ai vent’anni ha abitato in una via di Casale Monferrato che affiancava la ferrovia, da cui passavano vagoni di treni pieni di amianto. Oggi viene curata dall’équipe dell’oncologa Federica Grosso all’ospedale di Alessandria. Sta facendo il secondo ciclo di immunoterapia e sta rispondendo bene alle cure: il tumore si è ridotto del 30%. Raffaella Marotto ha perso il marito Giovanni Cappa a marzo 2020, ex vice-presidente di Afeva (Associazione Famigliari Vittime d’Amianto). È morto a 73 anni di mesotelioma dopo aver lottato per 7 anni. Da giovane ha fatto l’imbianchino: è così che ha respirato la polvere d’amianto, nei cantieri in cui lavorava. Simonetta Protto ha perso la mamma Rosalba a giugno 2019. Aveva scoperto di avere il mesotelioma all’età di 74 anni, nel 2017. È morta con 76 anni. Al momento della diagnosi i dottori le hanno detto che si era ammalata 41 anni prima, quando da giovane lavorava in una fabbrica casalese che produceva attaccapanni in legno. Lei era l’addetta alla carteggiatura: in quella carta vetrata c’era l’amianto. Delle 18 donne che lavoravano nella ditta ne sono morte 12.

Eternit, l'aula Amianto: "Così noi ragazzi apprendiamo la storia di Casale e delle sue bonifiche"

Realizzato da Afeva (Associazione Famigliari Vittime d’Amianto) e dai docenti di Rete ScuoleInsieme

pc 9 giugno - Contro i G20

Contro il G20 di ottobre a Roma

Contro i G20 preparatori nel nostro paese

Noi partecipiamo e siamo mobilitati contro la serie di riunioni del G20 nel nostro paese
ma i criteri che ci guidano sono diversi da quelli diffusi nel movimento
noi pensiamo che

la mobiltazione nazionale forte si debba realizzare per Roma 30/31 ottobre

consideriamo utili ma secondarie le diverse iniziative per i vari vertici ministeriali 

e che in questi bisogna stare al tema - vale a dire mobilitazioni mirate e differenziate

Catania lavoro e istruzione - per noi significano lavoratori e mondo della scuola

Matera esteri - vuol dire denuncia della politica estera dei governi imperialisti in particolare guerra, migranti e in particolare, dato che il vertice è in italia, Libia e Mediterraneo

Venezia finanza - quindi contro la politica economica e finanziaria dei paesi imperialisti

Napoli ambiente - quindi la denuncia delle responsabilità dei governi imperialisti nella distruzione dell'ambiente e devastazione ambientale

Naturalmente la presenza dei rappresentanti di governi imperialisti e reazionari contro cui lottano proletari e popoli con problematiche di repressione-massacri-prigionieri politici è occasione per noi per denunciarne l'azione e sviluppare la solidarietà internazionalista

In questo i fari vanno puntati o almeno i nostri fari vanno principalmente su  India Turchia e Brasile 

PAESI DEL G20

Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Turchia e Unione Europea). 

Il G20 quest’anno è presieduto dal governo italiano e prevede un vertice dei capi di stato e di governo a Roma il 30 e 31 ottobre e vertici ministeriali su vari temi ed in diverse città italiane su Lavoro e Istruzione il 22 e 23 giugno a Catania, su Esteri e Sviluppo il 29 giugno a Matera, sull’Assistenza umanitaria il 30 giugno a Brindisi, sulla Finanza il 9 e 10 luglio a Venezia, su Ambiente, su Clima ed Energia il 22 e 23 luglio a Napoli, sulla Cultura il 29 e 30 luglio a Roma , sulla Salute il 5 e 6 settembre a Roma , sull’Agricoltura a Firenze il 19 e 20 settembre, sul Commercio a Sorrento il 12 ottobre).

martedì 8 giugno 2021

pc 8 giugno - "IL SISTEMA INQUINANTE" DELL'EX PROCURATORE DI TARANTO, CAPRISTO - LO SLAI COBAS SC E AVVOCATI DI TORINO NEL PROCESSO ILVA LO DENUNCIARONO DAL PRIMO MOMENTO...

Dal blog tarantocontro

Lo Slai cobas subito denunciò il ruolo di Capristo di aperto favoritismo verso l'Ilva; ma fece anche altro: il 6 dicembre 2016 in Tribunale durante il processo Ilva l'unica protesta di lavoratori, parti civili 

https://tarantocontro.blogspot.com/2021/06/lavv-vitale-di-torino-difensore-nel.html

Che faceva l'ex Proc. Capristo per "inquinare" il processo Ilva - Dal resoconto dell'Avv. Gianluca Vitale di Torino, legale per lavoratori/parti civili e per lo Slai cobas

https://tarantocontro.blogspot.com/2021/06/che-faceva-lex-proc-capristo-per.html

pc 8 giugno - Gli interventi dello Slai Cobas sc all'assemblea dei lavoratori combattivi

Intervento del Coordinamento Nazionale

Intervento Da Bergamo

pc 8 giugno - INTERVISTA DI RADIO QUARANTENA ALLO SLAI COBAS SC TARANTO SULLA SITUAZIONE ALL'EX ILVA

L'intervista è stata fatta dalla filosofa-economista marxista
Carla Filosa

pc 8 giugno - FEDEX LO SCIOPERO SI ESTENDE IN TUTTA LA FILIERA

Comunicato del Si.Cobas 

STRAORDINARIA SERATA DI SCIOPERO DI FILIERA IN FEDEX.

LA LOTTA PROSEGUE AD OLTRANZA!

Stasera è ripreso su tutto il territorio nazionale lo sciopero sulla filiera FedEx.

Completamente fermi gli hub di Lodi (Zampieri) con il supporto dei lavoratori di Piacenza e Pavia; Bologna; Ancona col supporto di Perugia e di solidali provenienti da Ascoli, e Fiano Romano con il sostegno di numerosi lavoratori e solidali da Napoli e da varie città del Lazio.

La lotta prosegue e proseguirà senza sosta fino al reintegro dei 272 di Piacenza e fin quando i lavoratori non saranno liberi di scegliere il sindacato che deve rappresentarli ai tavoli di trattativa!

Il prossimo 19 giugno torneremo in massa a Roma contro lo sblocco dei licenziamenti e per imporre al Ministro Giorgetti l'apertura un tavolo di trattativa nazionale sulla vertenza-Fedex

Contro l'internalizzazione-truffa.
Il posto di lavoro non si tocca!
Solo la lotta paga!

Da mezzanotte bloccato anche l'hub Fedex di Firenze!

Anche i lavoratori non iscritti al SI Cobas sono usciti dal magazzino in solidarietà con gli scioperanti e alle prime luci dell'alba la filiale di Modena.

lunedì 7 giugno 2021

pc 7 giugno - PER SAMANA

Dal blog femminismorivoluzionario

"...Saman è l’ultima di una lunga serie di donne, non solo immigrate, uccise per aver “disonorato/disobbedito alla famiglia”. Di loro, di Saman, probabilmente uccisa dallo zio con la complicità della sua famiglia, di Hina Saleem, uccisa dal padre, di Shahnaz Begum, uccisa a sassate dal marito per aver difeso la figlia Nosheen che si opponeva a un matrimonio forzato, i media non parlano se non per indicare all’opinione pubblica l’arretratezza dello “straniero” e “l’estraneità” delle istituzioni, di questo sistema sociale fondato sulla famiglia monogamica e sulla discriminazione classista e patriarcalista delle donne, a questi femminicidi, imputandoli e relegandoli, di volta in volta, a una sfera sociale altra, lontana da noi per cultura, religione o contesto e sulla quale è lecito innescare e perpetuare campagne xenofobe e securitarie.

Se Saman è stata uccisa, lo è stata perché aveva detto NO, perché voleva vivere a suo modo la sua vita, amare chi desiderava.

Se Saman è stata uccisa, l’ha uccisa non soltanto la violenza patriarcale ma l’essere immigrata e sola in un paese straniero, un paese che non la riconosce e le nega il diritto di cittadinanza, vincolandolo allo ius sanguinis, cioè alla patria potestà, o alla possibilità di percepire un reddito con un lavoro regolare alla maggiore età.

In Italia Saman ancora minorenne era riuscita a trovare la forza di allontanarsi dalla sua famiglia, che aveva già deciso per lei della sua vita, e aveva chiesto aiuto ai servizi sociali territoriali, che dall’ottobre scorso l’avevano collocata in una struttura protetta nel bolognese. Per farlo però ha dovuto

pc 7 giugno - Verso il G20 di Catania su lavoro e istruzione: ovvero come governi e padroni dei paesi imperialisti pensano ad aumentare la produttività, facendo lavorare di più e “meglio” la classe operaia

Modelli di lavoro, organizzazione delle imprese e processo produttivo nell’era della digitalizzazione” È questo il titolo di uno dei documenti che sono serviti a preparare questo G20 che si terrà a Catania, perché i padroni e i loro rappresentanti al governo hanno il chiodo fisso per il lavoro, per il quando, il come e il quanto del lavoro… che la classe operaia deve fare e su questo non si stancano di studiare!

Il dibattito attorno a questa tematica prioritaria – dicono infatti - è il risultato del lavoro svolto e dei progressi ottenuti nell’ambito dell’Employment Working Group durante gli ultimi anni.” Le “discussioni” infatti, vanno avanti da anni: “… nel 2016 – per esempio - durante la Presidenza cinese,

pc 7 giugno - India - continua la lotta dei contadini

 

pc 7 giugno - Palestina - torniamo in piazza solidali a fronte della nuova situazione in corso

pc 7 giugno - Solidarietà internazionalista - un appello internazionale dei compagni indiani

Un appello internazionale dei compagni indiani per la campagna internazionale di sostegno fatto in occasione della visita di Modi in Portogallo che useremo in tutte le iniziative legate al ciclo g20  fino a quello con Modi presente di fine ottobre 2021.

La campagna è realizzata al cura del Comitato di sostegno internazionale alla guerra popolare in India- nodo Italia - info csgpindia@gmail.com

Partito Comunista dell’India, Comitato Centrale

Contestare le visite del Primo Ministri indiano in Portogallo per

vendere le risorse dell’India all’UE e stringere accordi militari

Cari compagni e amici della rivoluzione indiana all’estero, in particolare nell’UE e Gran Bretagna,

Lal salaam!

A nome del Comitato centrale, faccio appello a tutti voi e agli oppressi, ai proletari dell'UE, in particolare del Portogallo, a protestare e resistere alla visita a Porto l'8 maggio del primo ministro indiano fascista brahmanico Hindutva Modi che prenderà parte a un incontro tra UE e India per concludere accordi commerciali e militari al servizio degli interessi imperialisti che essenzialmente apriranno la strada al saccheggio e rapina del popolo indiano e contro gli interessi della classe operaia del Portogallo e dell'UE.

Il mio paese sta affrontando la seconda durissima ondata di crisi da pandemia di Covid19. Ieri è stato superato il record assoluto di contagi, con oltre 300.000 casi in un giorno. Il popolo è in preda al panico ma il primo ministro non se ne preoccupa, troppo impegnato nella campagna elettorale e nel suo programma “Make in India”, di cui è parte anche l’incontro in Portogallo.

In India, contro la pandemia i governi centrale e locali si limitano alla pura propaganda. I vaccini

pc 7 giugno - Diffondere in tutte le forme e dovunque il giornale 'proletari comunisti' - Due giornate di mobilitazione 11/12 giugno -

Il giornale 'proletari comunisti' è uno strumento al servizio e in mano alle avanguardie operaie e militanti che vogliono usarlo per una comprensione autonoma e di classe della situazione attuale e come orientamento nella lotta di classe.

In questo numero  in particolare segnaliamo: 

- dichiarazioni comuni internazionali del 1° Maggio  che sono la linea generale comune del movimento comunista internazionale marxista-leninista-maoista sulla situazione attuale; analisi e linea alternativa e contrapposta ai partiti socialdemocratici e revisionisti di ogni tipo, ai falso comunisti e alle tendenze trosko-bordighiste nel nostro paese

- una prima analisi del passaggio in corso nel più grande gruppo industriale nel nostro paese, Ilva/ArcelorMittal di Taranto, oggi Acciaierie d'Italia

- analisi della Libia in questa ultima fase che è l'epicentro dell'azione dell'imperialismo italiano nel Mediterraneo

- sulla Palestina che in questi giorni è al centro del nuovo incendio provocato dall'aggressione dello Stato sionista di Israele. è in preparazione per il prossimo fine settimana uno speciale

pc 7 giugno - Situazione in Mali e imperialismo francese in un articolo di compagni francesi

la cause du peuple

Mali : le coup d’État du colonel Goïta met une épine dans le pied aux plans français

Mené par le colonel Assimi Goïta, un putsch militaire ébranle à nouveau les plans malveillants de l’impérialisme français et sa politique criminelle au Mali. Le président de la transition Bah N’daw, et son Premier ministre civil Moctar Ouane, ainsi que trois de leurs collaborateurs, ont été démis de leurs fonctions puis maintenus en détention sous le commandement du colonel Goïta dans la nuit du lundi 24 mai 2021. Après avoir officialisé leurs démissions, les deux hommes ont été libérés sains et saufs. Ils avaient été menés au pouvoir par un précédent coup d’État en 2020, dont le colonel Assimi

domenica 6 giugno 2021

pc 6 giugno - CONTRO IL FRONTE DI PADRONI E GOVERNO DRAGHI - IL NECESSARIO FRONTE DEI PROLETARI

Dall'Editoriale del nuovo numero di proletari comunisti

"...Dentro la pandemia si accentua la crisi economica del capitalismo e del sistema mondiale imperialista. I padroni non hanno certo rinunciato ai profitti in questi mesi, ora si affannano a richiedere tutti per loro i fondi pubblici per socializzare le perdite e continuare a fare profitti. Non vedono l’ora di intensificare lo sfruttamento, mettere fine al blocco dei licenziamenti, usare la disoccupazione come massa di manovra per abbassare i salari e ricattare i lavoratori, per posizionarsi meglio nella guerra mondiale per mercati, materie prime, tecnologie che attraversa il sistema mondiale. Guai a chiedergli un soldo di tasse in più, strillano come maiali sgozzati. Ogni padrone lotta contro gli altri padroni per i propri profitti, in una guerra che attraversa i partiti parlamentari e i governi, li determina e li condiziona; ma tutti insieme sono uniti per scaricare la crisi su proletari e masse, sfruttarli, asservirli, usarli uno

pc 6 giugno - Fincantieri avamposto dell'industria bellica nei paesi arabi e nel Medio oriente - E' tempo di costruire iniziativa di denuncia in queste fabbriche

Fincantieri: triplice evento per il Qatar

A Muggiano varato il secondo pattugliatore OPV, inaugurato alla Spezia il Training Center “Halul 1” e a Riva Trigoso tagliata la prima lamiera della LPD

Si è svolto oggi presso lo stabilimento di Muggiano  il varo tecnico del pattugliatore (OPV – Offshore Patrol Vessel) “Sheraouh”, seconda unità della classe OPV, commissionata a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell’ambito del programma di acquisizione navale nazionale, che vale quasi 4 miliardi di euro e, oltre ai 2 OPV, entrambi in consegna nel 2022, prevede la fornitura di 4 corvette della lunghezza di oltre 100 metri e una nave anfibia (LPD – Landing Platform Dock).

Il varo, avvenuto in forma privata e nella piena osservanza di tutte le prescrizioni sanitarie vigenti, è

pc 6 giugno - Manifestazione di lotta solidale antirazzista a Ventimiglia

Manifestazione non autorizzata, no border bloccano la frontiera a Ventimiglia

Ventimiglia. Un gruppo di attivisti “no border” ha bloccato per alcuni minuti il valico di frontiera di Ponte San Luigi, dopo aver tentato di fare altrettanto a Ponte San Ludovico con gravi ripercussioni sull’ordine pubblico. Con uno striscione bianco con scritto Mussua Balde, il nome del guineano che si è impiccato nel Cpr di Torino, e una frase della canzone “Preghiera in gennaio” di Fabrizio De Andrè, “All’odio e all’ignoranza preferirono la morte”, gli attivisti e alcuni migranti hanno inscenato una manifestazione di protesta non autorizzata, subito fermata dall’intervento congiunto delle forze dell’ordine.
Si sono vissuti attimi di tensione quando i manifestanti hanno raggiunto il posto di controllo della polizia francese, fronteggiando la police aux frontieres in segno di protesta contro la chiusura dei confini ai migranti clandestini.        

pc 6 giugno - Libia - una analisi aggiornata per una linea d'azione contro l'imperialismo italiano

Dall'ultimo numero di 'proletari comunisti'

"L’asse della contesa interimperialista coincide con quello delle rotte del petrolio, quella che governi ed economisti borghesi chiamano “Mediterraneo Allargato”, che è un concetto strategico per spingere gli interessi dei padroni italiani fino al Sahel: Mali, Niger, Corno d’Africa, Golfo di Guinea, oltre all’ Iraq e all’Afghanistan in cui gli imperialisti sono impantanati da anni. Per la NATO "la guida di queste operazioni nel Mediterraneo deve restare in mano all’Europa. L’Italia può e deve avere un ruolo di leader e di coordinamento delle missioni" (ammiraglio Stavridis, comandante supremo delle Forze Nato e del Comando Usa in Europa).

La prima visita istituzionale all’estero di Draghi non a caso è stata proprio in Libia, storicamente “giardino di casa”, “quarta sponda” per l’Italia imperialista, per i profitti dell’ENI, ora invece terreno di scontro con le altre potenze imperialiste che hanno portato ad una guerra per procura, iniziata con le bombe NATO contro Gheddafi nel 2011 e mai terminata nonostante i governi “provvisori” e i processi di “pacificazione” imperialista. “L’Italia vuole tornare protagonista in Libia” ha detto Di Maio nella visita fatta assieme a Descalzi (ENI) che ha preparato quella di Draghi, cioè l’Italia imperialista vuole recuperare il terreno perduto a vantaggio di potenze reazionarie regionali come la Turchia che si è presa una fetta dei contratti italiani o a vantaggio di paesi imperialisti come Russia e Francia. Nella politica estera c’è sempre il ruolo da protagonista dell’ENI che decide le priorità strategiche della borghesia imperialista italiana, ora che intende arrivare a triplicare la fornitura di gas che da Mellitha (80 km da Tripoli) arriva al porto di Gela e mettere le mani sullo sfruttamento dell’energie rinnovabili.

Cosa succede in Libia?

Con la ricostruzione il nuovo governo fantoccio apre la strada agli interessi imperialisti come premessa

pc 6 giugno - Contro il governo dei padroni - basarsi sulle lotte e le organizzazioni proletarie e popolari che lottano

Liberarsi del parassitismo politico nelle lotte proletarie rappresentato da sedicenti gruppi e partiti 'comunisti' che non cessano di farsi propaganda sulla pelle dei lavoratori e masse senza esserne parte delle sue lotte di avanguardie e di massa.

Il Patto d'azione anticapitalista per il fronte unico di classe che raccoglie un settore di avanguardie operaie di lotte, fatte oggetto dì feroce repressione è il punto di riferimento dello sviluppo della lotta di classe che deve radicarsi su posti di lavoro e sul territorio, ma questo ha bisogno di liberare le sue fila da quelle escrescenze parassitarie rappresentante da forze che nulla danno e possono dare. 

Epurandosi nel fuoco della lotta di classe in stretto legame delle masse pensiamo che riusciamo a marciare meglio.  

Questo mese scioperi e manifestazioni devono rafforzare l'unità proletaria nelle nostre file e porci in condizioni di maggior forza verso la costruzione dello sciopero generale necessario.

Fa parte di questo la lotta contro la repressione antiproletaria che deve vederci uniti nel fronteggiarla e respingerla in particolare là dove il fascismo padronale e la repressione poliziesca hanno le sue manifestazioni più eloquenti.

proletari comunisti

6 giugno 2021