sabato 27 dicembre 2025

pc 27 dicembre - GIU' LE MANI DA HANNOUN E DALLA SOLIDARIETA' COL POPOLO PALESTINESE

 

Respingere la montatura giudiziaria e poliziesca 

Libertà per Hannoun e tutti gli inquisiti palestinesi.

La solidarietà con la Resistenza palestinese non è reato!

proletari comunisti

27-12-25

Finanziamenti ad Hamas per sette milioni, 9 arresti. L’indagine partita da Genova

Scoperti bonifici bancari verso associazioni (con sedi a Genova e Milano) “dichiarate illegali da Israele, perché controllate da o comunque collegate ad Hamas”

redazione Web

27 Dicembre 2025

Roma – Nove persone sono state arrestate dalla polizia e dalla guardia di Finanza perché accusate di avere finanziato Hamas per 7 milioni di euro attraverso 3 associazioni; le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal tribunale su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia di Genova.

Secondo quanto spiegato, l'indagine sarebbe partita dall'analisi di operazioni finanziarie sospette e si sarebbe sviluppata grazie a scambi informativi con altri uffici inquirenti italiani e con le autorità dei Paesi Bassi e di altri Paesi della Ue.

Per gli inquirenti, il “finanziamento delle attività terroristiche” sarebbe avvenuto attraverso 3 associazioni di beneficenza: in particolare, gli arrestati vengono accusati di avere “rilevantemente contribuito alle attività delittuose dell'organizzazione terroristica, per un ammontare complessivo di circa 7 milioni di euro”, con “operazioni di triangolazione” attraverso bonifici bancari o con altre modalità attraverso associazioni con sede all'estero, in favore di associazioni con sede a Gaza “dichiarate illegali dallo Stato di Israele, perché appartenenti, controllate o comunque collegate ad Hamas” o “direttamente a favore di esponenti di Hamas” e nello specifico “a Osama Alisawi, già ministro del governo di fatto di Hamas a Gaza, che in varie circostanze sollecitava tale supporto finanziario”.

Chi sono le 9 persone accusate

Di seguito, come reso pubblico dalle forze dell’ordine, l’elenco dei destinatari delle misure cautelari:

  • Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun, considerato il vertice della cellula italiana di Hamas e legale rappresentante/amministratore di fatto delle principali associazioni coinvolte;

  • Ra'Ed Hussny Mousa Dawoud, referente della cellula italiana e dipendente della filiale milanese di una delle associazioni;

  • Al Salahat Raed, referente per Firenze e la Toscana, membro del board della European Palestinians Conference;

  • Elasaly Yaser, responsabile con Dawoud della filiale di Milano di una delle associazioni;

  • Albustanji Riyad Abdelrahim Jaber, promotore della raccolta fondi, documentato in immagini con divise e armi dell'ala militare di Hamas;

  • Osama Alisawi, co-fondatore di una delle associazioni con sede a Genova;

  • Abu Rawwa Adel Ibrahim Salameh, referente per il nord-est d'Italia.

  • Abu Deiah Khalil, legale rappresentante dell'associazione La Cupola d'Oro e custode della filiale di Milano.

  • Abdu Saleh Mohammed Ismail, domiciliato in Turchia, accusato di avere trasferito circa 462.700 euro verso Gaza.

Quali sono le associazioni coinvolte

Le indagini si sono concentrate su enti con sedi a Genova e Milano, utilizzati per la raccolta fondi:

  • Associazione Benefica di Solidarietà col Popolo Palestinese, con sede a Genova;

  • Associazione Benefica La Cupola d'Oro, con sede a Milano;

  • Associazione Benefica La Palma.

Il ministro Piantedosi: “Grato ai magistrati di Genova”

Commentando la notizia, il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha parlato di “un'operazione molto importante e significativa, quella portata a termine dalla polizia e dalla Finanza con l'arresto di 9 persone, tra cui Mohammad Hannoun. Pur con la doverosa presunzione di innocenza che va sempre riconosciuta in questa fase, è stato squarciato il velo su comportamenti e attività che, dietro il paravento di iniziative a favore delle popolazioni palestinesi, celavano il sostegno e la partecipazione a organizzazioni con vere e proprie finalità terroristiche di matrice islamista. Un pericolo rispetto al quale c'è la massima attenzione da parte del nostro governo”.

Ancora: “Grazie alla professionalità dei poliziotti e dei nuclei specialistici della Finanza si sono potuti ricostruire contatti e flussi finanziari su scala internazionale. L'ennesima dimostrazione delle competenze e capacità investigative delle nostre forze di polizia che si confermano tra le migliori al mondo. Sono grato al capo della polizia, al procuratore nazionale Antiterrorismo e ai magistrati di Genova per come hanno coordinato tali professionalità, contribuendo allo sviluppo di una indagine di straordinaria importanza. Questo risultato ci incoraggia nell'opera di ulteriore rafforzamento delle nostre forze dell'ordine che stiamo portando avanti da 3 anni e che continueremo finché ci verrà affidata la responsabilità di governo”.

I pm: “Le azioni di Israele non giustificano il terrorismo”

Il procuratore nazionale Antimafia, Giovanni Mlillo, e il procuratore di Genova, Nicola Piacente, hanno spiegato che “le indagini e i fatti attraverso esse emersi non possono in alcun modo togliere rilievo ai crimini commessi ai danni della popolazione palestinese successivamente al 7 ottobre 2023 nel corso delle operazioni militari intraprese dal governo di Israele, per i quali si attende il giudizio da parte della Corte Penale internazionale”, e però “tali crimini non possono giustificare gli atti di terrorismo, compresi quelli del 7 ottobre 2023, compiuti da Hamas e dalle organizzazioni terroristiche a questa collegate ai danni della popolazione civile, né costituirne una circostanza attenuante”.

pc 27 dicembre - Nella Russia di Putin - 'Stato e rivoluzione' di Lenin è un "manuale di terrorismo" - info/denuncia/solidarietà - massima circolazione

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Un gruppo di marxisti della città di Ufa in Russia è detenuto da tre anni ed è sotto processo con l'accusa di aver tentato di rovesciare il Governo.
Non avendone le prove, l'accusa si è ridotta a "lettura di Stato e Rivoluzione di Lenin", considerato un manuale del terrorismo.
Alexei Dmitriev, fondatore del circolo di studio nonchè uno degli imputati nel processo, ha denunciato di essere stato torturato. Sono stati condannati a pene dai 16 ai 20 anni di galera, ma l'accusa aveva chiesto dai 22 ai 24 anni di carcere in regime di massima sicurezza.
Sotto processo ci sono anche i veterani del Donbass Pavel Matisov e Rinat Burkeev; il pensionato Jurij Efimov; e l’ex deputato del Kurultai del Bashkortostan, Dmitry Chuvilin.
 
 Erano appena stati riconosciuti colpevoli dei seguenti delitti:

– “apologia del terrorismo”,

– “organizzazione o partecipazione a un gruppo terroristico”,

– “possesso illegale di esplosivi”,

– “reclutamento di terroristi”,

– “preparazione al furto di armi”

– e “tentato colpo di Stato”.

Secondo OVD-Info, Pavel Matisov, veterano della cosiddetta “DNR” [Donetsk People’s Republic, Repubblica popolare del Donetsk], ha ricevuto 22 anni di carcere (di cui 8 da scontare in carcere di

pc 27 dicembre - 110 miliardi del regime nazisionista israeliano per proseguire genocidio e deportazione - E' questa la fase 2 del piano Trump?

Palestine : L’occupation israélienne investit 110 milliards de dollars pour une industrie d’armement autonome

Le Premier ministre israélien Benyamin Netanyahu a annoncé un investissement de 110 milliards de dollars sur dix ans afin de bâtir une industrie d’armement israélienne indépendante visant à réduire la forte dépendance de l’État sioniste aux livraisons étrangères, notamment états-uniennes et européennes. Cette décision fait suite aux vulnérabilités logistiques révélées durant l’opération génocidaire à Gaza, Israël restant aujourd’hui dépendant à environ 90 % des armements fournis par les États-Unis. Ainsi, le budget de la défense atteindra 16 % des dépenses publiques en 2026.

venerdì 26 dicembre 2025

pc 26 dicembre - Il prossimo nuovo anno lo apriamo con Marx - Anticipiamo ora con Engels

Sta per uscire la trascrizione della 6° lezione del 1° libro de Il Capitale, tenuta dal Prof, Di Marco a Taranto, Bergamo/Milano, Palermo - Ne anticipiamo i contenuti con stralci della Recenzione del 1° libro del Capitale di Engels

Dalla Recensione del 1° libro de “Il capitale” di Friedrich Engels
Il rapporto tra capitale e lavoro 
è il cardine su cui gira tutto il nostro odierno sistema sociale

"...Nell'esplicazione del capitale, Marx parte dal semplice e noto fatto che i capitalisti valorizzano il loro capitale tramite lo scambio: comprano merce per il loro denaro, poi la vendono per più denaro di quello costato a loro. Es. Un capitalista compra del cotone per 1000 talleri, poi lo vende a 1100 talleri, così guadagna 100 talleri. Marx chiama plusvalore tal eccedenza di 100 talleri rispetto al capitale iniziale. Donde nasce tal plusvalore? Gli economisti pongono che siano scambiati solo valori uguali, e in teoria è proprio così, onde il plusvalore non può venir dall'acquisto del cotone e la sua rivendita, come né può venir convertendo banconote in monete né viceversa: così non si diventa né più ricchi né più poveri. Né il plusvalore può nascere dal fatto che i venditori vendano le merci al di sopra del loro valore, o i compratori le comprino al di sotto del loro valore, perché ognuno è ora compratore ora venditore, onde si ristabilirebbe l'equilibrio. Né il plusvalore può venir dal fatto che compratori e venditori si imbrogliano a vicenda, poiché ciò non creerebbe alcun nuovo valore o plusvalore, bensì distribuirebbe diversamente il capitale disponibile fra i capitalisti.

Qual’è il processo genetico del profitto capitalista - La strana merce-forza-lavoro

Benché il capitalista acquisti le merci al loro valore e al loro valore le venda, ricava più capitale di quanto ne ha immesso. Come accade ciò?

  Nelle attuali condizioni sociali, sul mercato delle merci, il capitalista trova una merce che ha la peculiare qualità: il suo uso è una fonte di NUOVO valore, creazione di nuovo valore: questa merce è la forza-lavoro.

  Qual è il valore della forza-lavoro? Il valore di ogni merce è misurato dal tempo richiesto alla sua produzione. La forza-lavoro esiste nella forma dell'operaio vivo, il quale ha bisogno di una discreta

pc 26 dicembre - Ancora sul processo italiano alla resistenza palestinese: la criminalizzazione della solidarietà

Pubblicato da soccorso rosso proletario il

Non sono bastate le prescrizioni inutili imposte ai presidi nazionali a L’Aquila per Anan, Ali e Mansour del 21/11 e del 19/12 a scoraggiare la solidarietà, centinaia di persone hanno partecipato all’ultima udienza in cui era prevista la sentenza. Ora la Digos dell’Aquila ci riprova, a quasi un mese dalla sentenza, con un articolo a firma di Marcello Ianni sul Messaggero d’Abruzzo del 22 dicembre, nel tentativo di creare un immaginario collettivo volto a criminalizzare la resistenza del popolo palestinese e a spargere un clima di paura e tensione verso le persone solidali.

L’articolo in questione si apre con il seguente titolo: “Irruzione ProPal al supermercato, indagata un’aquilana di 61anni”, seguito dalla scritta in grassetto: “Per il pm Roberta D’Avolio disposta la scorta” e sotto la scritta in evidenza: “Processo ai tre palestinesi accusati di terrorismo – scorta per il pm D’Avolio e per Gargarelli presidente del collegio”.

Considerando che la maggior parte dei “lettori” si ferma oggi ai titoli e sottotitoli dei giornali, la conseguenza logica di un siffatto articolo è da un lato il tentativo di gettare ancora fango sui ProPal, dall’altro la loro intimidazione, posto che non è l’iscrizione nel registro degli indagati di una di loro la “notizia”. Se lo fosse, avrebbe dovuto essere pubblicata per tempo, dato che la chiusura delle indagini preliminari per il flash mob del 25 aprile al Carrefour è stata comunicata a L.D.B. per lo meno l’8 ottobre.

In quella stessa data L.D.B. veniva anche informata dell’archiviazione di parte delle querele da lei sporte per diffamazione nei confronti di un giornalista filo-sionista e di vari consiglieri comunali di centrodestra e di centrosinistra. A questa archiviazione L.D.B. ha fatto opposizione, ma delle denunce-

pc 26 dicembre - Naufragio di migranti al largo Libia, Alarm Phone: “116 morti, un superstite. L’Italia non ha risposto"

Governo Meloni governo di razzisti e assassini! 


L'unico superstite

Da Fanpage - Alarm Phone: “Contro il silenzio e l’indifferenza delle autorità, esigiamo risposte. Le famiglie che cercano i loro cari scomparsi hanno diritto alla verità”.

Nuova tragedia nel Mar Mediterraneo: 116 persone sono morte a causa di un naufragio avvenuto al largo della Libia. Lo afferma Alarm Phone, la rete civile che riceve richieste di soccorso dalle barche in difficoltà, che alcuni giorni fa aveva lanciato l'allarme segnalando la presenza di un barcone alla deriva di cui si erano perse le tracce e che a bordo trasportava 117 migranti partiti da Zuwarah la sera del 18 dicembre. L'unico sopravvissuto è stato salvato da un pescatore tunisino. "Contro il silenzio e l'indifferenza delle autorità, esigiamo risposte. Le famiglie che cercano i loro cari scomparsi hanno diritto alla verità", afferma l'organizzazione umanitaria. I migranti erano partiti giovedì scorso, e lunedì erano stati cercati con il velivolo Seabird di Sea Watch. "Oggi Alarm_phone conferma il naufragio, avvenuto poco dopo la partenza", afferma l'Ong tedesca.

Secondo quanto riferito dall’organizzazione umanitaria, l’allarme è scattato nel primo pomeriggio di venerdì scorso. "Alle 14:00 CET del 19 dicembre Alarm Phone è stata informata di una barca partita da

pc 26 dicembre - Con la Palestina in ogni forma!

Palestina: “Fino all’ultimo respiro”

Il videoclip realizzato dalle band Assalti Frontali, Il Muro del Canto e 99 Posse è caratterizzato da un racconto di immagini raccolte durante le mobilitazioni italiane degli ultimi due anni.

È uscito mercoledì 12 novembre, il videoclip di “Fino all’ultimo respiroil brano di Assalti FrontaliIl Muro del Canto e 99 Posse, da sempre in prima linea nelle lotte per i diritti umani e civili, pubblicato lo scorso 3 ottobre.

Realizzato da MDP – Manifesti Dal Popolo, un collettivo di documentaristi e documentariste che

giovedì 25 dicembre 2025

pc 25 dicembre - Manovra - Crosetto: “1,1 miliardi per la Difesa non bastano, lontano dagli obiettivi Nato"

 Armi guerra Difesa, e non gli basta mai!

Governo Meloni imperialista e guerrafondaio! 

Nel 2026 aumentano le spese”

pc 25 dicembre - Sanzioni per lo sciopero generale del 3 ottobre

Abbiamo ricevuto diverse sanzioni dalla Commissione di garanzia sciopero come Slai cobas, abbiamo protestato, fatto ricorso, denunciato le stesse cose che l'Usb denuncia oggi - Ci hanno condannato 2 volte, l'ultima nel mese scorso; per non parlare delle parole ipocrite di Landini / il problema è ancora questo: agli attacchi al diritto di sciopero si fa ricorso e si risponde scioperando, e ben sapendo che questo governo va rovesciato 

Slai cobas per il sindacato di classe

*****

La Commissione di Garanzia sulla legge 146 ha emesso la sua prima sentenza contro gli scioperi dello scorso autunno, facendo partire una prima pesante raffica di sanzioni contro l’agitazione che è stata proclamata senza rispettare i termini di preavviso a causa dell’attacco che stava subendo la Flotilla.

La delibera della CGSSE si riferisce allo sciopero generale del 3 ottobre, scattato a seguito del sequestro illegittimo operato dall’esercito israeliano nei confronti di tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, che stavano cercando di raggiungere le popolazioni di Gaza, per portare loro aiuti umanitari e aprire un valico permanente di soccorso.

Il governo Meloni non solo si è rifiutato di intervenire per far rispettare il diritto internazionale – le imbarcazioni sono state sequestrate infatti in acque internazionali e quindi fuori dalla giurisdizione

pc 25 dicembre - CasaPound - Pd e Avs chiedono al governo di sciogliere l’organizzazione neofascista: “Violenta e pericolosa”

Siamo ultra d'accordo!  Ma perchè il PD per anni al governo non lo ha mai fatto?

Da Fanpage - In un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, i leader di Pd e Avs Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli tornano a chiedere lo scioglimento di CasaPound, l’organizzazione neofascista di estrema destra: “Violenta e razzista”.

Pd e Avs tornano a chiedere lo scioglimento di CasaPound. In un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, i leader Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli sollecitano il governo affinché proceda a sciogliere l'organizzazione neofascista di estrema destra.

Dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, le opposizioni hanno riportato l'attenzione sull'immobile occupato da CasaPound a Roma, su cui finora l'esecutivo non ha mosso un dito. Negli scorsi giorniPiantedosi ha assicurato che lo sfratto ci sarà – l'edificio sarebbe uno dei prossimi "sei o sette" nell'elenco delle occupazioni attenzionate dal Viminale – ma non ha chiarito precisamente quando avverrà.
Cosa dice l'interrogazione di Pd e Avs al governo

Ora le opposizioni riportano all'attenzione del dibattito politico il movimento estremista. In particolare, nell'interrogazione si fa riferimento Il libro segreto di CasaPound del giornalista d’inchiesta Paolo

pc 25 dicembre - Il criminale piano per Gaza di Trump/Netanyahu e complici non passerà - Il popolo palestinese, la Resistenza lo affosserà!

Il “Project Sunrise” statunitense delinea il futuro di una Gaza colonizzata

Mentre nuove colonie vengono costruite in Cisgiordania, per mettere una croce sulla possibile nascita di uno stato palestinese (come in pratica rivendicato dal governo di Tel Aviv), la colonizzazione della Striscia è progettata dagli Stati Uniti. Il Wall Street Journal ha rivelato il contenuto di 32 slides che, sotto la menzogna della “ricostruzione”, ridefiniscono il futuro di Gaza come un parco giochi per speculatori e turisti. I diritti del popolo palestinese rimangono non pervenuti.

“Project Sunrise” – è questo il nome affibbiato al piano USA per la Striscia – sarebbe stato messo a punto da Jared Kushner, immobiliarista e genero di Donald Trump, insieme all’inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff, al membro dello staff della Casa

mercoledì 24 dicembre 2025

pc 24 dicembre - In italia, i covi sionisti votano estrema destra: quindi? Un commento

L’edizione di domenica ventuno dicembre della cloaca massima dello pseudo giornalismo italiano d’accatto contiene un pezzo – firmato da tale Alberto Giannoni – sul presunto rapporto tra l’islamismo e la formazione politica francese – La France Insoumise – guidata dal trotzkista Jean Luc Mélenchon.

L’intento dell’imbrattacarte è ovviamente quello di infangare il partito di maggioranza relativa all’Assembea elettiva parigina, insinuando che approfitterebbe delle simpatie per esso da parte di una buona fetta dei musulmani abitanti delle banlieues, e dei predicatori in particolare.

Va da sé che nessuna formazione politica, in qualunque contesto essa agisca, sarebbe così autolesionista da rifiutare l’appoggio di una comunità che conta milioni di adepti: questo però non significa automaticamente che ne condivida i valori, approfitta soltanto della situazione in chiave elettorale.

Si pensi al caso dell’Italia, dove la destra radicale e fascista approfitta da decenni delle indicazioni di voto per essa – giustificate dalla delusione per il comportamento della “sinistra” – da parte degli esponenti più in vista di alcune dei più numerosi covi sionisti presenti nel Paese.

Una recente dichiarazione di Walker Meghnagi, presidente del covo sionista di Milano

La cosa più grave dello scritto sopra collegato è la seguente frase sull’islamismo che, ad avviso dell’incompetente pennivendolo, «non è religione ma una forma di ideologia e potere costruita sull’integralismo religioso. Una minaccia per la democrazia liberale».

Forse il tizio in questione non ne è a conoscenza – in questo caso, però, l’ignoranza non è una scusa accettabile – ma la definizione che egli affibbia alla religione maomettana si attaglia perfettamente anche a quella spacciata dagli ebrei attraverso la pratica razzista e suprematista del sionismo.

pc 24 dicembre - Siamo tutti Askatasuna! Questo è il punto! E in corso d'opera vediamo in che senso in questa lotta di tutti per tutti - proletari comunisti

 da infoaut

Aska è di chi arriva. Chiedi del 47

Riceviamo e pubblichiamo volentieri…

di Daniela

«E’ questo un libro che può sembrare scritto e pubblicato in ritardo, perché è stato concluso nel novembre 1976, periodo in cui lo Stato iniziava a costruire meticolosamente e lucidamente quel clima che oggi ci troviamo a vivere nel nostro paese: quello dell’autoblindo e dello stato d’assedio ovunque si esprima e si organizzi la volontà di lotta contro il governo della rivincita padronale contro la classe operaia e i movimenti di massa».

(Il diritto all’odio. Dentro/fuori/ai bordi dell’area dell’autonomia)

In questo momento più del solito, ma non è un fenomeno specifico di questi giorni, sembra esserci una gara a mettere etichette su Aska e sulle persone che fanno parte di quella proposta organizzativa. “E’ un covo di delinquenti”, “è il motore delle proteste violente”, “è un luogo in cui si fa socialità”, “è un posto in cui si produce cultura”. Di conseguenza, le persone che ne fanno parte sarebbero violente o, all’estremo opposto, dipinte come delle persone che, generosamente, si prendono cura del quartiere di cui Aska è parte integrante, fanno le merende per l3 bambin3 che passano il pomeriggio in via Balbo, organizzano il Carnevale, mettono a disposizione il giardino per le feste di compleanno dato che non ci sono posti in cui non vi sia l’obbligo di consumare per poter stare insieme.

Aska non è un gruppo di boy-scout (anche se più di qualcun ha fatto quell’esperienza e, chissà, magari anche in quel contesto ha potuto fare esperienza di cosa vuol dire stare in gruppo, cooperare per fini comuni) e non è un covo di delinquenti. Aska è sicuramente una proposta organizzativa che si rifà a una genealogia precisa e che negli anni ha costruito un suo metodo e l’ha praticato. Aska è tante, tantissime cose per le persone che l’attraversano, che ne fanno parte, che hanno messo tutta la propria vita in quel progetto, che hanno ascoltato concerti, trascorso le proprie serate in un posto in cui non serve spendere chissà quanti soldi per ascoltare musica, chiacchierare, bere in compagnia, giocare a calcetto. “Non siamo un partito, non ci sono tessere. Quindi il dentro e il fuori è molto più sfumato, il noi che si crea

pc 24 dicembre - Il presidente di Confindustria commosso dai regali del governo in manovra: “Ci ha dato 15 miliardi in un triennio”

Agli operai il governo non ha dato un c.../ 

Governo Meloni governo dei padroni

Emanuele Orsini: "Non possiamo dire che l’industria non sia stata ascoltata". E annuncia un Piano Rilancio Italia: "Lo abbiamo già condiviso con il governo, servirà a mettere in campo un’azione nel medio periodo coordinata su più fronti"
Il presidente di Confindustria commosso dai regali del governo in manovra: “Ci ha dato 15 miliardi in un triennio”

“Non possiamo dire che l’industria non sia stata ascoltata. Avevamo chiesto 8 miliardi l’anno per tre anni. Il governo ha capito che anche dalla ripresa dell’industria dipende il futuro dell’Italia e gli stanziamenti nel triennio sono arrivati a oltre 15 miliardi“. Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, parla al Corriere della Sera della legge di Bilancio approvata ieri dal Senato dopo giorni di convulsioni e sembra trattenere a stento la commozione per l’inattesa generosità del governo.

Oggi Il Sole24Ore, edito dalla confederazione, riepiloga il pacchetto imprese inserito last minute in manovra e il piatto è ricco: 2,5 miliardi nel triennio 2026-2028 per l’iperammortamento, 1,3 miliardi

pc 24 dicembre - In gennaio raccolta documenti del Partito Comunista dell'India (Maoista) info csgpindia@gmail.com

 

pc 24 dicembre - Tirana - forti proteste contro il governo corrotto e filo imperialista di Rama

Tirana (Albania) – Delle proteste violente hanno scosso la capitale albanese dopo che la vicepremier Belinda Balluku è stata incriminata per corruzione. Dei manifestanti hanno lanciato bombe incendiarie contro il palazzo del governo che ospita l’ufficio del Primo Ministro Edi Rama, chiedendo le dimissioni dell’esecutivo. Le accuse riguardano l’uso illecito di fondi pubblici per favorire aziende in grandi progetti infrastrutturali. La tensione resta alta mentre il parlamento si prepara a votare sulla richiesta di revoca dell’immunità di Ballu

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martedì 23 dicembre 2025

pc 23 dicembre - E' uscito il nuovo numero del settimanale ore 12 - richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 23 dicembre - L'Aquila - giù le mani dalla compagna Luigia - La Resistenza non è reato/Anan deve essere liberato!


 

pc 23 gennaio - Prosegue il genocidio e l'affamamento del popolo palestinese da parte del regime nazisionista israeliano

Combattere l'emergenza intensificando il lavoro di sostegno e aiuto umanitario

Rilanciare la Flottilla nel nostro paese 

Gaza, l’allarme: “Dal 1 gennaio oltre 200 Ong a rischio”. E’ l’effetto della nuova legge israeliana

Gaza, l’allarme: “Dal 1 gennaio oltre 200 ong a rischio”. E’ l’effetto della nuova legge israeliana

Le agenzie umanitarie che lavorano nella Striscia e in Cisgiordania potrebbero essere costrette a sospendere le operazioni. L’Onu: “Impatto catastrofico sull’accesso ai servizi essenziali e di base”

pc 23 dicembre - Torino - La vera violenza è quella dello Stato del capitale, del governo fascio/imperialista e delle sue truppe di occupazione e del silenzio complice

Torino. La violenza che non fa notizia

Di fronte a quanto accaduto, colpisce prima di tutto il silenzio. Un silenzio assordante, bipartisan, codardo. Non esiste oggi nessuno schieramento politico che abbia il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e di criticare apertamente la violenza e gli abusi delle forze dell’ordine. Nessuno che osi puntare il dito contro il Questore e i dirigenti della Polizia per l’uso sproporzionato di lacrimogeni e idranti: sproporzionato nella quantità, sproporzionato nelle modalità, sparato ad altezza uomo contro una folla eterogenea, composta da migliaia di persone di ogni età.

Un corteo che era stato aperto da famiglie e bambini, trasformato in pochi minuti in una nube tossica di gas CS. Un corteo “affumicato” deliberatamente, a pochi metri da un ospedale, con i gas che sono entrati negli androni dei palazzi, raggiungendo pazienti, anziani, persone che nulla avevano a che fare con la manifestazione. Via Napione, via Vanchiglia, corso Farini: un intero isolato trattato come zona di guerra.

E poi c’è la narrazione tossica, puntuale come sempre. Il corteo che si autodifende per poter continuare a manifestare la propria rabbia e il proprio dissenso contro lo sgombero di un pezzo di quartiere con quasi trent’anni di storia viene raccontato come una minaccia all’ordine pubblico.

La sinistra istituzionale, in particolare, sembra impegnata in una gara grottesca: chi prende per primo le

lunedì 22 dicembre 2025

pc 22 dicembre - Contro la scuola della censura Meloni/Valditara filosionista

Vicenza. Nuovo caso di censura sulla Palestina nelle scuole

Un nuovo caso di censura che impedisce di poter parlare di Palestina nelle scuola arriva da Vicenza, dove c’è stato il divieto imposto per l’iniziativa “Racconti dai territori” dell’assemblea del Liceo Fogazzaro.

La motivazione formale addotta pe il divieto richiama alle note ministeriali varate recentemente che impongono pluralismo e confronto tra posizioni diverse; ma la scelta, agli occhi di molti, ha assunto subito il sapore della censura.

La decisione della dirigente del Liceo Fogazzaro di sospendere la sessione “Racconti dai territori” in programma il 22 e 23 dicembre, dell’assemblea studentesca continua a generare indignazione e forti

pc 22 dicembre - Palestina - Il piano Trump non ci piace senza giustizia nessuna pace

Le ragioni della resistenza palestinese e i diritti del popolo palestinese sono oggi la nostra trincea su cui unire e rilanciare il movimento di solidarietà e lotta

Gaza, le immagini satellitari che mostrano l’occupazione permanente di Israele

Dal cessate il fuoco del 10 ottobre, Israele ha costruito almeno 13 nuovi avamposti militari all’interno della Striscia di Gaza, situati principalmente lungo la linea gialla, nella parte orientale di Khan Younis e vicino al confine, ampliando i 48 già esistenti. Sono state poi costruite nuove strade e ampliate le infrastrutture militari, sottraendo ulteriori proprietà ai palestinesi. Lo rivelano le immagini satellitari analizzate da Forensic Architecture e pubblicate da Drop Site News. L’inchiesta documenta una sistematica riorganizzazione della geografia di Gaza, volta a consolidare la presenza militare israeliana a lungo termine. Così, mentre la fase 2 della tregua stenta a decollare, Tel Aviv contraddice gli impegni di ritiro dichiarati a ottobre, affiancando l’occupazione permanente alle continue violazioni del cessate il fuoco.

Israele mantiene attualmente 48 avamposti militari a est della linea gialla. Immagine di Forensic Architecture.

Le fotografie dallo spazio fornite da satelliti commerciali e analizzate da Forensic Architecture mostrano una graduale e incessante trasformazione del paesaggio gazawo. Oltre alla costruzione di nuovi avamposti, sono state identificate reti stradali che attraversano l’area orientale della Striscia, collegando i punti di controllo interni a infrastrutture israeliane al di fuori dei confini. Queste vie non seguono percorsi precedenti, ma sembrano progettate per un uso prolungato e consolidato. Nell’area di Khan

pc 22 dicembre - Contratto dei metalmeccanici - una "approvazione" con un iter troppo lungo e pilotato per cui il SI è scontato ma...

Al Referendum comunque  facciamoci sentire, diamo fastidio - votiamo NO in forme creative!

Slai cobas per il sindacato di classe

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Contratto Metalmeccanici: Conferma Definitiva Entro il 20 Febbraio 2026. Ecco il Percorso Sindacale

A partire dal 17 dicembre 2025 entra nel vivo il percorso che porterà lavoratrici e lavoratori metalmeccanici a decidere sul rinnovo del contratto nazionale.

Assemblee nelle fabbriche fino a febbraio

Dal 17 dicembre 2025 al 20 febbraio 2026, le strutture territoriali di Fim-Fiom-Uilm presenteranno in modo capillare i contenuti dell’ipotesi di rinnovo del CCNL. Le assemblee si svolgeranno nelle aziende metalmeccaniche di tutto il Paese e rappresentano il passaggio chiave per informare e coinvolgere direttamente i lavoratori. In questa fase, il confronto si sposta dalle sedi nazionali alle fabbriche, dove verranno illustrate le parti salariali e normative dell’intesa. 

Il referendum del 18, 19 e 20 febbraio 2026

La consultazione certificata è stata indetta a livello nazionale da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil. Il voto segreto delle lavoratrici e dei lavoratori si terrà nei giorni 18, 19 e 20 febbraio 2026. In quelle tre giornate, oltre un milione e mezzo di metalmeccanici saranno chiamati a esprimersi sull’ipotesi di accordo, rendendo il referendum il momento decisivo per la conferma o il respingimento del nuovo contratto.

Consigli generali e via libera dei sindacati firmatari

Parallelamente alla consultazione nelle fabbriche, i sindacati firmatari stanno completando il percorso formale interno. In queste settimane si stanno svolgendo i consigli generali nazionali, che hanno già espresso l’approvazione dell’intesa, come avvenuto in Uilm a Roma lo scorso 17 dicembre. Questo passaggio rafforza la linea delle organizzazioni confederali, che puntano ora al via libera definitivo attraverso il voto dei lavorator

Un commento largamente condivisibile

Sbandierato un aumento di 205,32 euro. Ripreso da tutti come un buon risultato, si rivela per i diretti interessati, gli operai metalmeccanici, un bidone: gli aumenti scaglionati in quattro anni, l’ultima trance a giugno 2028 e nemmeno un euro fino a giugno dell’anno prossimo.

Come ormai sappiamo da un po’ di anni alla firma di ogni contratto nazionale segue la solita litania, i capi sindacali si dicono soddisfatti e gli industriali fanno finta di aver fatto uno sforzo sovrumano per venire incontro alle richieste della controparte. Si contano le ore di sciopero che sono state necessarie, si

pc 22 dicembre - Contro l'alleanza fascio/imperialista Meloni/Modi - stiamo arrivando... da gennaio a marzo in Italia/in Europa/nel Mondo


 

domenica 21 dicembre 2025

pc 21 dicembre - Il corteo di Torino un segnale forte e chiaro - E la lotta continua: 17 gennaio un'assemblea nazionale, e 31 gennaio una grande manifestazione nazionale a Torino

 
Un commento di un compagno di proletari comunisti presente al corteo


Da Palazzo nuovo il popolare e combattivo corteo per Askatasuna è arrivato nuovamente vicino al centro sociale sgomberato per affermarlo, per rendere chiaramente l'idea che non finisce qua. 


Il corteo si è ingrossato lentamente al concentramento, ma via via sono arrivati i protagonisti di trent'anni di mobilitazioni, di attività nel quartiere, dai giovani, a intere famiglie, alla valle che resiste.


"La nostra storia non è finita con uno sgombero - hanno detto - se il ministro Piantedosi pensa di aver ottenuto una vittoria con lo sgombero di Askatasuna si sbaglia di grosso. Ci troverà in ogni angolo delle città"

Così gli interventi hanno dato voce alla rabbia e alla gioia di essere in corteo in tanti a rispondere a questo nuovo attacco. 

I vari Marrone, l'assessore di FdI padrino locale dello sgombero, della Montaruli, in stretto contatto con Piantedosi e l'intero governo fascista della Meloni, 'un governo militare che ha paura di noi'. 

L'attacco non è stato fatto ad un centro sociale di quartiere, ma al movimento in generale, da qui si deve ripartire, con i movimenti contro genocidio in Palestina, per dare vita e forza alla volontà di andare avanti. 


"Quelli stanno distruggendo il centro - ha detto un insegnante e padre di Vanchiglia - anche in questo momento con squadre di operai all'interno, quando il centro ha costituito molto, ha sviluppato legami sociali, come i bambini in prima fila che hanno lasciato le loro impronte sul loro striscione 'Askatasuna non si tocca', lo hanno dimostrato concretamente".


Nella lotta contro questo sistema devastante, i giovani, i NoTav, i ProPal, hanno urlato al microfono il legame della difesa di Askatasuna con la resistenza in Palestina, con tutti i popoli oppressi che lottano per liberarsi.

E il fuoco accesso oggi pomeriggio a Torino non è stato solo quello dei cassonetti in corso Regina Margherita, ma quello acceso della ribellione accesa dalla repressione. E poi gli scontri in corso Regina Margherita con i poliziotti schierati in forze a difendere il palazzo sgomberato e a militarizzare il quartiere, durati per una lunga mezz'ora, in massa, come tappa di quel percorso di logoramento che andrà avanti giorno per giorno e che ha fissato per il 17 gennaio un' assemblea nazionale, e il 31 gennaio una grande manifestazione nazionale sempre a Torino.


Richiamando l'esempio di Dante di Nanni, con la colonna sonora di canti come la "Ballata della Fiat'... il corteo si è ricompattato, 'danzante e festoso' rivendicando questa bella giornata di lotta.

pc 21 dicembre - Dalla Tunisia - Omaggio al compagno Salem ben Yahya

pc 21 dicembre - Bandiera al vento in una manifestazione

pc 21 dicembre - Striscione contro il governo Meloni