domenica 24 maggio 2026
pc 24 maggio - La Rivoluzione culturale proletaria nelle fabbriche cinesi - Da un intervento di proletari comunisti nell'evento del 17 maggio nel 60° della GRCP
Questo libro è stato fatto, come dice lo stesso autore, Charles Bettelheim, facendo una sorta di viaggio-inchiesta nelle fabbriche cinesi durante la Rivoluzione culturale proletaria, parlando con gli operai e vedendo concretamente che cambiamenti c'erano stati frutto della rivoluzione culturale proletaria.
E’ un libro che sarebbe da propagandare, diffondere proprio tra gli operai nei luoghi di lavoro, perché affronta le questioni che, anche oggi sono molto presenti tra gli operai.
Le soluzioni che davano durante la rivoluzione culturale proletaria, per esempio sul problema della sicurezza e della salute sul lavoro, sono quelle che servirebbero oggi. Tra l'altro, alcune di queste, per esempio all'Ilva di Taranto, nelle fabbriche tessili in cui sono morte delle operaie, sono quelle che stiamo propagandando.
Ma l’aspetto centrale che pone la Rivoluzione culturale è che questi interventi di cambiamento, di trasformazione delle condizioni lavorative, pongono come fondamentale il ruolo degli operai nel portare avanti queste trasformazioni e il rivoluzionamento del rapporto tra quadri del partito, tecnici, dirigenti della fabbrica e operai. Questo è stato l'elemento chiave. Perchè non si trattava di provvedimenti, di soluzioni alternative “dall'alto”, ma erano frutto fondamentalmente di questo rapporto.
Nel libro si dice sulla questione delle condizioni di lavoro “all'epoca della vecchia società, le cose erano molto diverse, i capitalisti non si occupavano di certe faccende”.
“Nei reparti, dice un operaio, sono installati condizionatori d'aria che consentono di mantenere una
pc 24 maggio - Una linea generale di azione del movimento comunista internazionale - Una nuova organizzazione internazionale in costruzione
Contro l'imperialismo, la guerra imperialista, la reazione e il fascismo, lo sfruttamento, la miseria e l'oppressione dei proletari e dei popoli.
Per la Rivoluzione Democratica Popolare e la Rivoluzione Proletaria e Socialista in ogni paese del mondo.
Il proletariato mondiale celebra il Primo Maggio in una situazione di crescente pericolo di una nuova guerra imperialista mondiale che rischia di trasformarsi anche in una guerra nucleare.
L'imperialismo sta sprofondando nel pantano della crisi generale e tutti i tentativi di superarla stanno fallendo. Per questo motivo i principali paesi imperialisti (USA/UE/RUSSIA/CINA) si contendono una nuova divisione del mondo per ottenere il controllo delle materie prime e dei mercati in tutti i paesi del mondo.
Ogni giorno l'imperialismo, i suoi Stati, i suoi governi, i suoi partiti parlamentari, i suoi agenti all'interno del movimento operaio e popolare compiono passi concreti verso questa nuova guerra imperialista mondiale.
L'imperialismo statunitense, in particolare, con la presidenza di stampo nazista di Trump, ha innalzato il livello e intensificato la marcia della guerra imperialista; ha dato piena copertura al genocidio del popolo palestinese; ha avanzato nella guerra con la collusione e lo scontro con l'imperialismo russo per la spartizione dell'Ucraina. Poi, prima l'attacco al Venezuela, ora la guerra di aggressione imperialista e sionista contro l'Iran, volta a rovesciare i governi e a instaurare al loro posto nuovi governi fantoccio, incontrando una feroce resistenza della nazione e del popolo in Iran e Libano.
Ha scatenato la guerra tariffaria per unire le potenze imperialiste europee e tutti i paesi capitalisti e imperialisti del mondo ai suoi piani e interessi, affrontando le loro opposizioni e i vari accordi che alimentano le lotte interimperialiste.
Nel frattempo, ha scatenato una guerra interna contro le masse proletarie, i migranti, l'opposizione
pc 24 maggio - Il saluto di proletari comunisti/PCm Italia alla celebrazione dell'anniversario di Ibrahim Kaypakkaya
Salute to the commemoration of Ibrahim Kaypakkaya
We express our red and internationalist proletarian greetings to Ibrahim Kaypakkaya, the TKP-ML and the MKP.
The historical function of the TKP/ML in the present era had a new beginning with the birth of the Communist Party in 1972, led by comrade Ibrahim Kaypakkaya, in the wake of the struggle against revisionism and the Great Proletarian Cultural Revolution.
It is right, therefore, today to combine the anniversary of Ibrahim Kaypakkaya with the 60th anniversary of the launch of the GPCR.
As it was written in a joint statement of a previous anniversary, Kaypakkaya is one of the best students of GPCR, he considered his ideas, the Tkp/ml a product of GPCR.
Ibrahim Kaypakkaya was the most conscious student of the influence of the GPCR in the world, following the proletarian revolutionary ideas of Chairman Mao, Kaypakkaya became its conscious and courageous spokesman in Turkey.
This role placed him in the Olympus of the great leaders of the world proletarian revolution.
For this reason, today's celebration has nothing ritual, but is an indispensable step in the
pc 24 maggio - Lo sciopero del 29 maggio
La guerra imperialista e
colonialista scatenata da Trump e Netanyahu con l’aggressione
all’Iran e al Libano con il rischio concreto di un ulteriore
allargamento del conflitto a livello globale, anche attraverso il
coinvolgimento della NATO e di altri paesi, tra cui l'Italia - Siamo
dentro una marcia di una terza guerra mondiale imperialista per una
nuova ripartizione del mondo e delle sue risorse per i profitti del
grande capitale/finanza/signori della guerra
Queste guerre e la
più generale tendenza alla guerra imperialista mondiale oltre che
comportare un carico di morte e distruzione inaccettabile, sono
scaricate sui proletari e le masse oppresse attraverso l’aumento
del costo della vita e la perdita di potere d’acquisto dei salari,
l'impoverimento generale
In Palestina e in tutto il Medio oriente Israele guidata dal boia e criminale Netanyahu continua le violenze e le operazioni militari a Gaza e in Cisgiordania con un numero altissimo di vittime civili e una distruzione diffusa. Anche il Libano è sotto attacco con gli stessi metodi utilizzati a Gaza, contro
sabato 23 maggio 2026
pc 23 maggio - Sciopero generale il 29 maggio: per la Palestina, contro guerra e riarmo, contro la repressione, per il salario, il lavoro, salute e sicurezza sui posti di lavoro, per sanità pubblica, scuola, territorio
Il 29 maggio è stato indetto uno sciopero generale nazionale che nasce da un appello delle associazioni palestinesi in Italia a tutte le organizzazioni sindacali di base e di classe del nostro Paese.
Questo appello chiama al sostegno del popolo palestinese contro l'imperialismo, il sionismo, il regime fascista e genocida di Netanyahu.
Nello stesso tempo chiama alla lotta contro la guerra imperialista e chiama i lavoratori italiani a mobilitarsi contro tutto questo e contro le ricadute della guerra sulle condizioni di vita e di lavoro.
Una parte dei sindacati di base ha raccolto questo appello che prevedeva una manifestazione nazionale tenutasi in Milano il 16 maggio e uno sciopero per il 29 maggio.
Lo Slai Cobas per il sindacato di classe ha aderito sia alla manifestazione sia allo sciopero generale, nel testo da noi distribuito sulla base anche del testo nazionale dei sindacati di base che promuovono lo sciopero del 29 maggio scriviamo:
“la guerra imperialista e colonialista scatenata da Trump e Netanyahu contro l'aggressione all'Iran e al Libano con il rischio concreto di un ulteriore allargamento del conflitto a livello globale anche attraverso il coinvolgimento della Nato e di altri paesi tra cui l'Italia é dentro una marcia della terza guerra mondiale imperialista per una nuova ripartizione del mondo e delle sue risorse per i profitti del grande capitale, finanza e signori della guerra. Questa tendenza alla guerra imperialista e queste guerre in corso, oltre che comportare un carico inaccettabile di morte e di distruzioni, sono scaricate sui proletari e sulle masse oppresse attraverso l'aumento del costo della vita e la perdita del potere d'acquisto dei salari e l'impoverimento generale.
In Palestina, in tutto il Medio Oriente, Israele, guidato dal boia criminale, Netanyahu continua le violenze e le operazioni militari a Gaza e in Cisgiordania con un numero altissimo di vittime civili e una distruzione e di vittime.
Anche in Libano l'attacco avviene con gli stessi metodi utilizzati a Gaza contro le popolazioni pressoché inermi causando migliaia di vittime e distruzioni di massa.
In Italia il governo guidato da Giorgia Meloni, è complice del genocidio in Palestina, è asservito all'imperialismo americano, sta demolendo quello che rimane dello Stato sociale scaricando sui proletari in nome della corsa al riarmo gli effetti di questa guerra”.
Questo sciopero parte da queste due questioni fondamentali che i lavoratori debbono impugnare nelle proprie mani, secondo i propri interessi di classe e secondo la propria necessità di combattere in questo paese contro tutto questo e agli effetti sulla loro condizione di queste cose.
Nel volantino vengono messi in rilievo la privatizzazione della Sanità, la sottrazione di risorse dal lavoro, soprattutto al sud devastato da precarietà e disoccupazione, le risorse sottratte alla scuola pubblica, ai trasporti, ai servizi sociali, alla cultura, alla casa, mentre l'indirizzo del bilancio è verso le spesi militari, l'utilizzo per la guerra e delle basi militari. A tutto questo si aggiunge la grave questione della repressione e dello Stato di polizia di questo governo contro le lotte dei lavoratori e dei movimenti, in particolare nei confronti degli studenti di solidarietà alla Palestina, dei movimenti contro la distruzione e la devastazione ambientale e conduce un attacco al diritto di sciopero, alle libertà democratiche sancite dalla Costituzione.
Queste sono le ragioni generali dello sciopero del 29 maggio.
pc 23 maggio - Moussa Balde - Il CPR Torino, assassino e torturatore, barbaro e razzista, messo a nudo da una sentenza
Moussa Balde subì un “processo di animalizzazione”, il giudice sul suicidio al Cpr di Torino
Il giovane, originario della Guinea, si tolse la vita il 23 maggio 2021. Le motivazioni della condanna dell’allora direttrice del centro Annalisa Spataro
Si tolse la vita nel Cpr di Torino dopo avere subito un «processo di animalizzazione» e di «deumanizzazione». È quanto si legge nella sentenza con cui il tribunale di Torino si è pronunciato sul caso di Moussa Balde, il giovane originario della Guinea morto suicida il 23 maggio 2021. I giudici hanno inflitto un anno di carcere all’allora direttrice del centro, Annalisa Spataro, affermando che fu «gravemente negligente» nel valutare le condizioni psicologiche del trattenuto.
L’aggressione razzista a Ventimiglia
Nelle motivazioni è contenuto un capitolo sulla «vicenda umana» di Moussa, che fu portato nel Cpr dopo avere subito una aggressione di matrice razzista a Ventimiglia perché non aveva i documenti in regola. I magistrati, per «comprendere le ragioni del suicidio», richiamano lunghi passaggi delle
pc 23 maggio - A Prato schiavismo e sfruttamento, ma anche lotta e organizzazione - massima infsolidale
Prato e lo sciopero dei due operai cinesi: «18 ore al giorno per 3 centesimi a bottone»
A Prato lo sciopero di due lavoratori cinesi rappresenta un fatto inedito. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera finora si ricordava soltanto il caso di Cristina, la prima operaia orientale ad aver rivendicato maggiori tutele contrattuali. Una protesta che durò poche ore, dopo che la datrice di lavoro aveva accolto le sue richieste. Stavolta la mobilitazione sostenuta dal Sudd Cobas è destinata a pesare. E avviene davanti a una piccola azienda che si occupa di confezioni e applicazione di bottoni sugli abiti . I due operai orientali, un uomo e una donna ci lavorano ma non nelle migliori condizioni.
Turni da 14 a 18 ore al giorno senza riposi
Secondo quanto riferito dal sindacato, i due lavoratori avrebbero affrontato per anni turni massacranti, dalle 14 alle 18 ore al giorno senza riposi, ricevendo in cambio appena tre centesimi per ogni bottone applicato. A questo si aggiungerebbero mesi senza stipendio e, lo scorso 5 maggio, anche un episodio di aggressione ai danni dell’operaia da parte della titolare dell’azienda.
pc 23 maggio - Giovani palestinesi - quale solidarietà - post che condividiamo - proletari comunisti
È con questo metro che dobbiamo valutare ogni forma di lotta — e possiamo dirlo con convinzione — a partire da quelle che portiamo avanti in Italia.
Dobbiamo essere onesti con noi stessi: finché la nostra energia collettiva non si traduce in costi reali per i complici del genocidio sul territorio italiano, stiamo facendo politica simbolica. Dignitosa, necessaria forse, ma pur sempre simbolica.
Il nostro obiettivo non può essere presentare petizioni alla Meloni o affidarci alla buona volontà di chi ci governa. Il nostro obiettivo deve essere quello di ribaltare i rapporti di forza fino al punto in cui sostenere il sionismo diventa politicamente, economicamente e socialmente insostenibile per chi lo fa.
pc 23 maggio - Formazione rivoluzionaria delle donne - Il lavoro domestico nel sistema capitalista - Da Produzione e Riproduzione - 1
Torniamo sul tema "Produzione e Riproduzione" - analizzando il lavoro domestico nel sistema capitalista.
pc 23 maggio - Grandi fabbriche: attacco dei padroni e flebile difesa operaia
Le grandi fabbriche sono chiamate in causa dall'attacco dei padroni.
Qual'é la condizione nei grandi gruppi industriali, nell'ex-Ilva, e nell'ex Ilva la questione Taranto; nei gruppi della Stellantis, in tutti gli stabilimenti, con particolare attenzione là dove si gioca una partita importante come alla Stellantis di Melfi, alla Stellantis di Cassino e, in misura oggi secondaria, alla Stellantis di Mirafiori? All'Electrolux, dove la multinazionale sta licenziando, ridimensionando, che è parte del modo con cui in questa fase il sistema capitalistico avanza nell'attacco agli operai, col peggioramento della loro condizione di vita e di lavoro, il ricatto occupazionale, l'intensificazione dello sfruttamento?
Ciò che però è sotto gli occhi è che la risposta degli operai è assolutamente inadeguata per due ragioni: 1) dipende dalle miserabili direzioni sindacali collaborazioniste che ci sono nelle fabbriche che hanno egemonia; 2) l’insufficiente e basso livello di coscienza della classe operaia che sembra chiusa in una situazione in cui sarebbe necessario invece un salto di qualità e nessun passo indietro, ma il passo indietro sembra la scelta di tanti operai a livello individuale....
Su questo c'è tanto da dire, ma soprattutto c'è tanto da fare.
pc 23 maggio - India-Italia/Modi-Meloni: affari e caramelle
da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 21.05.26-2
La visita del premier Modi dell'India alla Meloni è stata sulle prime pagine dei giornali e della televisione, ma senza tanto spazio in realtà, non quanto ne merita.
Innanzitutto, il valore di questa visita sta nella storia delle caramelle. Modi ha dato delle caramelle alla Meloni, la Meloni le ha accettate, si è fatta i selfie e tutto questo teatrino che riempie i giornali fa colore, perfino in India tutto questo teatrino piace - c'è mancato il balletto fatto in altra occasione -, piace la Meloni al servizio di Modi e piace Modi che si compiace di essere al massimo un portatore di caramelle.
“Non accettare caramelle da uno sconosciuto”, ma in questo caso vanno accettate, la Meloni le accetta perché Modi non è uno sconosciuto, ma è un fascista, un fascista hindutva, un fascista integralista indù
venerdì 22 maggio 2026
pc 22 maggio - Dichiarazione del Governo Rivoluzionario Cubano
come è stato con Iran e Venezuela - a fronte di minacce e attacco dell'imperialismo Usa a Cuba noi siamo incondizionatamente dalla parte del governo e stato cubano e pubblichiamo le dichiarazioni attuali di questo governo
detto questo noi non pensiamo che Cuba sia socialista nè che il suo governo sia rivoluzionario e quindi non condividiamo nelle mobilitazioni le dichiarazioni in questo senso
proletari comunist/PC m Italia
Dichiarazione del Governo Rivoluzionario Cubano Il Governo Rivoluzionario condanna con la massima fermezza la vile accusa del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti annunciata il 20 maggio e sbandierata per diverse settimane contro il Generale dell'Esercito Raúl Castro Ruz, leader della Rivoluzione cubana. Il governo degli Stati Uniti non ha né la legittimità né la giurisdizione per intraprendere questa azione. Si tratta di un atto spregevole e infame di provocazione politica, che si basa sulla manipolazione disonesta dell’incidente che portò all’abbattimento nello spazio aereo cubano, nel febbraio 1996, di due velivoli operati dall’organizzazione terroristica Hermanos al Rescate, con sede a Miami, la cui ripetuta violazione dello spazio aereo cubano a fini ostili era di evidente dominio pubblico. Il governo statunitense, inoltre, snatura altre verità storiche relative al fatto che utilizza come pretesto. Omette, tra gli altri dettagli, le numerose denunce formali presentate da Cuba in quel periodo al Dipartimento di Stato, all’Amministrazione Federale dell’Aviazione degli Stati Uniti (FAA) e all’Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale (ICAO), relative alle oltre 25 gravi e deliberate violazioni dello spazio aereo cubano compiute dalla suddetta organizzazione tra il 1994 e il 1996, in aperta violazione delle leggi internazionali e della stessa legislazione statunitense. Ignora inoltre gli avvertimenti pubblici e ufficiali emessi dalle autorità cubane sull'inammissibilità di tali violazioni del proprio spazio aereo e i messaggi di allerta trasmessi direttamente al presidente degli Stati Uniti sulla gravità e sulle possibili conseguenze di tali violazioni. La risposta di Cuba alla violazione del proprio spazio aereo ha costituito un atto di legittima difesa, tutelato dalla Carta delle Nazioni Unite, dalla Convenzione di Chicago sull’Aviazione Civile Internazionale del 1944, e dai principi di sovranità aerea e proporzionalità. Gli Stati Uniti, che sono stati vittime dell’uso dell’aviazione civile a fini terroristici, non consentono né consentirebbero la violazione ostile e provocatoria da parte di velivoli stranieri sul proprio territorio e agirebbero, come hanno dimostrato, ricorrendo all’uso della forza. L'inazione del governo statunitense di fronte agli allarmi allora trasmessi da Cuba ha messo in evidenza la sua complicità nella pianificazione e nell'esecuzione, dal suo territorio, di azioni violente, illegali e di carattere terroristico contro il governo e il popolo cubano, una pratica ricorrente e sistematica dal trionfo della Rivoluzione ad oggi. È di grande cinismo che questa accusa venga formulata dallo stesso governo che ha ucciso circa 200 persone e distrutto 57 imbarcazioni nelle acque internazionali dei Caraibi e del Pacifico, lontano dal territorio degli Stati Uniti, con l’uso sproporzionato della forza militare, per presunti legami con operazioni di traffico di droga mai dimostrati, qualificabili come crimini di esecuzioni extragiudiziali, secondo il diritto internazionale, e omicidi, secondo le stesse leggi statunitensi. Questa accusa infondata contro il Leader della Rivoluzione Cubana si aggiunge ai tentativi disperati di elementi anticubani di costruire una narrativa fraudolenta nel tentativo di giustificare la punizione collettiva e spietata contro il nobile popolo cubano, attraverso il rafforzamento delle misure coercitive unilaterali, compreso l’ingiusto e genocida blocco energetico e le minacce di aggressione armata. Cuba ribadisce il proprio impegno per la pace e la ferma determinazione a esercitare il diritto inalienabile alla legittima difesa, riconosciuto dalla Carta delle Nazioni Unite. Il popolo cubano ribadisce la sua incrollabile decisione di difendere la Patria e la sua Rivoluzione Socialista e, con la massima forza e fermezza, il suo sostegno incondizionato e immutabile al Generale dell'Esercito Raúl Castro Ruz, Leader della Rivoluzione cubana. Patria o Morte, Vinceremo. L'Avana, 20 maggio 2026. “Anno del Centenario del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz”.
pc 22 maggio - Con la Flotilla - Il suo valore umano, politico non può essere schiacciato dalle bestie nazi-sioniste terroriste
I generosi partecipanti alla Flotilla, divenuti tanti e di diversi Paesi del mondo, hanno dovuto subire non solo l'abbordaggio da parte dei "pirati" del regime sionista, genocida, guerrafondaio di Netanyahu e delle sue truppe che ricordano le SS naziste o gli eterni Marines americani nelle loro guerre d'aggressione dal Vietnam all'America Latina, ma i rappresentanti della Flotilla sono stati trattati come bestie da bestia.
Ceffi in divisa del sionismo li hanno picchiati, feriti, torturati, schiacciati a terra con le mani legate, insultati/derisi da quell'ammasso di carne di Ben Gvir, per umiliare, intimidire, per cercare inutilmente di intaccare l'alto valore umano, politico e pratico della Flotilla; poi sono stati presi e deportati nel porto di Ashot che è diventato quasi una zona oscura a luce aperta che sta caratterizzando una delle peggiori pagine della storia dell'umanità.
Se Ben Gyir, la destra israeliana, naturalmente pilastro fondamentale del governo nazisionista di Netanyahu, ha attaccato in maniera così vigliacca brave persone innanzitutto, generose persone, solidali,
pc 22 maggio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Sciopero generale il 29 maggio: per la Palestina, contro guerra e riarmo, contro la repressione, per il salario il lavoro salute e sicurezza sui posti di lavoro, per sanità pubblica, scuola, territorio
giovedì 21 maggio 2026
pc 21 maggio - Sul Decreto sicurezza demolito dalla Cassazione - Intervento dell'Avvocata Antonietta Ricci
da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 20.05.26
È arrivata l'ennesima batosta per il Decreto Sicurezza del Governo Meloni. Non è arrivata da un collettivo antagonista, da Amnesty International o da qualche assemblea universitaria occupata, la demolizione più dura del cosiddetto Decreto Sicurezza del Governo Meloni è arrivata dall'Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione, cioè da uno degli organismi tecnici più autorevoli dell'ordinamento giudiziario italiano.
In una relazione di 129 pagine i magistrati hanno messo in fila dubbi di costituzionalità, forzature procedurali e rischi sistemici per i diritti fondamentali e le libertà pubbliche. Un testo che pur non essendo vincolante rappresenta una guida interpretativa rilevantissima per magistrati e avvocati e, soprattutto, rappresenta una sonora smentita alla retorica governativa sulla sicurezza democratica.
La critica più pesante riguarda il metodo. Il Governo, infatti, per approvare il secondo Decreto Sicurezza, ha trasformato in decreto legge un disegno di legge che aveva già quasi completato l'iter parlamentare. In altre parole, non c'era alcuna vera urgenza.
La Cassazione sottolinea, infatti, che il testo era già pronto per il passaggio finale al Senato e che il

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