A seguire la discussione fatta con operai Stellantis nei giorni scorsi dallo Slai cobas per il sindacato di classe
Da Basilicata24.it del 10 ottobre 2026, di Eugenio Bonanata
“Giovedì mattina ho partecipato all’assemblea della Fiom, a Melfi, ma sono tornato a casa più pessimista di prima”. Inizia così il colloquio con un operaio Stellantis, il quale ha partecipato giovedì mattina all’incontro, aperto a tutti. “Si è parlato delle pause, di carichi di lavoro, hanno parlato del contratto nazionale – osserva – ma più passavano i minuti, più mi rendevo conto che non sarebbe giunta nessuna speranza in più sul nostro futuro”. E continuando a parlare dell’assemblea, aggiunge: “Poi hanno detto che a Melfi serve un’utilitaria a basso costo e che porteranno questa richiesta sui tavoli nazionali”. Ed è proprio su questo punto che l’operaio riflette un attimo, non trovandosi ai conti: “Ma se Stellantis ha già definito il suo Piano industriale per Melfi, a cosa servono queste richieste fatte ora, non giungono troppo in ritardo?”. E così il lavoratore, finita l’assemblea, mentre rientrava a casa, pensava proprio a queste “non risposte” ottenute durante l’incontro sindacale. Rifletteva sul “non senso”
di alcuni ragionamenti.
E tutto ciò non fa che aumentare “i carichi” di pessimismo operaio. “La verità è che non ci sono certezze sul futuro e anche i sindacati sono in un vortice e non sanno neanche loro che pesci prendere”, scandisce. L’interlocutore rivolge un attimo lo sguardo alla prossima settimana. “Ci saranno altre assemblee, delle altre sigle sindacali, sempre su Melfi e Stellantis, forse parteciperò per capire qualcosa in più, ma già so che non emergerà niente di nuovo”. E così l’operaio, mai come in questa fase, si trova a recitare il ruolo del “birillo”, scaraventato qua e là, ma senza un’effettiva stabilità. ”
Prima ci dicevano che la nuova Compass sarebbe stata il nostro futuro, poi ci hanno detto che lo sarebbe stata la Ds7, oggi ancora che lo sarà la Lancia Gamma”. E conclude, con un pizzico di sarcasmo: “E già
stanno iniziando a dire che sarà l’Alfa Romeo che produrremo dal 2028, il nostro futuro. La sensazione è che ci stanno ‘seriamente’ prendendo in giro”. L’unica certezza, ad oggi, è che lunedì prossimo (12 ottobre) non si lavorerà a Melfi: nuovo stop.
Da pc 7 ottobre - Una discussione con operai Stellantis di Melfi, sulla situazione attuale, ma soprattutto su come rispondere
OPERAI STELLANTIS - Da noi adesso si produce la DS7. Ma la produzione è dimezzata.
Il problema è sempre questo: i costi sono alti, i volumi sono bassi. A fine settembre, inizio ottobre hanno chiuso la fabbrica per una settimana, e si prevede un'altra chiusura tra fine ottobre e inizio novembre, perchè non ci sono volumi elevati.
Attualmente siamo 4.400, prima eravamo intorno ai 7.000, quindi hanno mandato via un bel po' di gente, ma per i volumi che facciamo siamo ancora tanti.
Ci una produzione di macchine più piccole, ma queste le fanno in Francia e in altri paesi; in Italia, nonostante la capacità produttiva è alta, produciamo invece macchine grosse, come la Maserati o la Tonale, che costano un po' e hanno meno mercato.
E’ una scelta produttiva che guarda a settori più medio-alti che possono comprare, però poi questo si ritorce contro noi operai.
Adesso stiamo all'osso. Veramente manca l'essenziale. Per esempio la manutenzione ordinaria non viene fatta. Non viene fatto neanche il minimo indispensabile. Neanche vengono fatte le pulizie, si pulisce a terra solo un po' nei bagni. L’azienda ha tagliato su tutto.
SLAI COBAS TARANTO - Quando siamo venuti alla fabbrica, molti operai e operaie si lamentavano, denunciavano le pesanti condizioni di lavoro, i ritmi lavorativi, per cui bisogna andare sempre più in fretta…
OPERAI STELLANTIS - Sì, ci fanno fare le corse, e non c'è nessuno che vigila. Mi ricordo all'epoca



















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