mercoledì 8 aprile 2026
pc 8 aprile - Dal presidio a Roma per la libertà di Hannoun e di tutti i prigionieri palestinesi
Un partecipato presidio si è svolto stamattina davanti la Cassazione a Roma, per la libertà di Hannoun e di tutti i prigionieri palestinesi, in occasione dell'udienza che deve decidere sul ricorso avanzato dalla difesa.
pc 8 aprile - «Meglio nessuna legge», che le vostre leggi fasciste Bongiorno/governo Meloni complici degli stupratori - Oggi tante mobilitazioni contro il Ddl Bongiorno
Dal blog femminismorivoluzionario
L’8 aprile a Roma alle ore 15 saremo davanti al Senato e in molte altre piazze in Italia insieme ai centri antiviolenza per dire forte e chiaro: nessuna mediazione sui nostri corpi! Senza consenso è sempre stupro!
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pc 8 aprile - La Pasqua di morte dei migranti in mare. I governi, quello italiano in testa, consapevolmente razzisti e assassini, vanno combattuti e rovesciati
da ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 07.04.26
Nel silenzio assassino della stampa, della grande televisione, impegnate a nascondere nei giorni di Pasqua le tragedie: altri 80 migranti sono morti alla vigilia di Pasqua, 80 dispersi, due corpi recuperati, 32 sopravvissuti portati a Lampedusa dalla guardia costiera italiana.
Descrive così la Repubblica: “per ore è rimasto aggrappato allo scafo del barcone su cui ha tentato la traversata, concentrato solo sul disperato tentativo di sopravvivere, un ragazzino egiziano di 17 anni è uno dei 32 sopravvissuti all'ultimo naufragio, l'unico minore che è arrivato vivo. Sono partiti dalla spiaggia di Tajura in Libia, erano forse 110/120, nessuno degli stessi sopravvissuti sa dire esattamente quanti erano. Il mare era agitato dagli ultimi scampoli di tempesta, la stessa che solo qualche giorno fa era costata la vita a 19 persone, morte di freddo".
Però sono partiti lo stesso, “meglio il Mediterraneo dei lager” dicono, i lager libici, luoghi di tortura, di stupri, luoghi di morte per i migranti costretti a scappare dai loro Paesi, dalla miseria e dalla guerra. Poi in Libia vengono richiusi in questi lager presidiati dalle guardie libiche e da feroci assassini come Al-Masri che, raggiunto da un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale, è stato fatto scappare
martedì 7 aprile 2026
pc 7 aprile - APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE DIFFUSA PER IL 13 E 14 APRILE IN SOLIDARIETÀ AD AHMAD SALEM, ACCUSATO DI “TERRORISMO DELLA PAROLA”
Ahmad Salem è rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Rossano Calabro da oltre un anno.
Accusato di “terrorismo della parola” (articolo 270 quinquies comma 4, introdotto dal governo con la legge ex-dl 1660) per aver diffuso dei video sulla resistenza palestinese ed aver esortato i fratelli e le sorelle arabe a sollevarsi in sostegno della Palestina.
Il processo a suo carico si sta tenendo a Campobasso, le prossime (e forse ultime) udienze saranno il 14 e il 28 aprile.
Questo processo è un tassello del progetto che mira a far scomparire il popolo palestinese, togliendogli anche la voce.
Israele continua senza tregua il genocidio a Gaza, istituisce su base etnica la pena di morte per
pc 7 aprile - Dopo la grande giornata del 28 marzo riprendere in Italia la campagna di solidarietà con le masse indiane e il PCI (maoista) contro il regime fascista indiano di MODI
Il 28 marzo si sono tenute grandi, estese mobilitazioni contro l’operazione Kagaar, contro Modi e a sostegno della guerra popolare in India e del Partito comunista dell’India (maoista); si sono tenute in tutto il mondo, dall’Europa, all’America Latina, agli Usa, Asia, ecc. Il movimento proletariato internazionale ha risposto all'appello lanciato dalla Campagna d’emergenza e ha raccolto organizzazioni, progressisti, democratici, antimperialisti, studenti, per esigere la fine dell'Operazione Kagaar e del genocidio, cacciata del popolo Adivasi dalle sue terre e delle uccisioni di dirigenti e attivisti maoisti della guerra popolare.
Cortei, presidi, assedi ai consolati indiani, mobilitazioni nelle università, assemblee nelle piazze e tanti altri eventi ci sono stati ovunque nel mondo. Diamo solo un quadro ancora non completo dei paesi e delle città in cui si sono tenute queste mobilitazioni, mentre ci stanno arrivando altre notizie da altri paesi. In Bangladesh ci sono stati cortei, eventi, assemblee di piazza, nelle Filippine vari eventi, Messico, Turchia, Finlandia, Olanda dove c’è stato un corteo, poi in Irlanda, Norvegia nelle città di Oslo e Bergen, negli Usa, nel cuore dell’imperialismo di Trump, si sono tenute mobilitazioni in particolare a New York, Chicago, San Francisco un grande corteo, in Brasile in Rio de Janeiro, San Paolo e Minas Gerais, con iniziative importanti nelle università, in Germania, mobilitazioni in varie città, ancora in Spagna, Inghilterra in Londra e a Manchester con cortei; questa mobilitazione è arrivata anche in Bosnia, Nuova Zelanda in varie città, e perfino in Cina.
In Svizzera, a Zurigo, c’è stata la manifestazione più importante perché di riferimento internazionale – di essa parleremo dopo.
In tutte le mobilitazioni la presenza dei giovani è stata massiccia. In tante iniziative sono stati bruciati i ritratti di Modi. Gli slogan, gli interventi dall’Europa, all’America, all’Asia, ecc. si sono uniti con un grande filo rosso. Report con foto si possono trovare nel blog maoistroad.
Modi, con il suo ministro degli Interni, aveva detto che per fine marzo avrebbe portato a termine il
pc 7 aprile - basta con il regime fascista di Orban, sostenuto per diversi motivi dalle potenze imperialiste in contesa collusione USA/Russia/Cina
Orban è sostenuto dai fascio/imperialisti nostrani Meloni/Salvini
Ci sono tre convitati di pietra nella cruciale partita politica che si gioca in Ungheria, dove si vota domenica prossima
e, per la prima volta in sedici anni, Viktor Orbán vede materializzarsi
lo scenario di una sconfitta. Tutto può ancora succedere naturalmente.
Troppi, infatti sono gli ostacoli dell’«autocrazia elettorale» messa a punto dal tribuno magiaro,
perché il largo vantaggio nei sondaggi dell’opposizione guidata da
Peter Magyar si traduca in una maggioranza nell’Országház, il Parlamento
di Budapest.
Come documentato dal Financial Times, Vladimir Putin ha lanciato una sofisticata campagna di disinformazione, affidandola alla Social Design Agency, una società di consulenza mediatica legata al Cremlino e sotto sanzioni. Sono decine di migliaia di messaggi concepiti in Russia e postati sui social network da ungheresi influenti, che accreditano Orbán come l’unico candidato in grado di mantenere l’Ungheria sovrana, «un leader forte con amici globali», mentre il suo rivale Magyar viene descritto come «un pupazzo di Bruxelles senza appoggi nel mondo». La Social Design Agency risponde direttamente a Sergej Kirienko, il potente capo dello staff di Putin, che ha già diretto altre campagne coperte in Paesi come Polonia, Slovacchia e Moldova.
Donald Trump, da parte sua, deve molto a Orbán, alle cui idee e ricette per una «democrazia illiberale» ha attinto a piene mani il movimento Maga per redigere il famigerato Project 2025, autentica piattaforma programmatica del secondo mandato alla Casa Bianca. Dopo l’endorsement ufficiale, reso in occasione della firma del Board of Peace - «Viktor Orbán ha il mio totale appoggio per le elezioni e va bene così anche se questo non piace a tutti in Europa» – il presidente americano prima ha mandato a Budapest il segretario di Stato Marco Rubio, per ribadire il concetto: «Il tuo successo sarà il nostro successo». Ora si appresta a inviare il vicepresidente JD Vance, per un sostegno di alto profilo in chiusura di campagna.
Ultimo ma non ultimo, a tifare Orbán è il leader cinese Xi Jinping, che ha elogiato il premier ungherese come «amico di lunga data». Ancora in febbraio il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha visitato Budapest definendo strategica la cooperazione tra i due Paesi: l’Ungheria è il principale hub degli investimenti del Dragone in Europa, soprattutto batterie per veicoli elettrici e infrastrutture ferroviarie nel quadro della Belt and Road Initiative.
pc 7 aprile - L'operazione 7 aprile 1979 - il "Teorema Calogero" /il processo a Toni Negri e all'Autonomia Operaia - Leggere ALT, per il dibattito e la lotta teorico/politica, un foglio di intervento teorico
7 aprile 1979
In seguito al rapimento di Aldo Moro, il 21 marzo 1979 venne inaugurata l’applicazione politica del reato di “associazione per delinquere”, di norma riservato alle inchieste di mafia.
Il 7 aprile 1979, agenti della DIGOS, polizia e carabinieri, effettuano centinaia di perquisizioni in tutta Italia, arrestando, sulla base di 22 ordini di cattura firmati dal sostituto procuratore della Repubblica di Padova Pietro Calogero, 15 esponenti di “Autonomia Operaia”, e cioè: Antonio Negri (a Milano); Oreste Scalzone, Emilio Vesce, Lauro Zagato (a Roma); Ivo Galimberti, Luciano Ferrari Bravo, Carmela Di Rocco, Giuseppe Nicotri, Paolo Benvegnù, Alisa Del Re, Sandro Serafini, Massimo Tramonti (a Padova); Mario Dalmaviva (a Torino); Guido Bianchini (a Ferrara); Marzio Sturaro (a Rovigo). Sono sfuggiti alla retata: Franco Piperno, Pietro Despali, Roberto Ferrari Giambattista Marongiu, Gianfranco Pancino, Giancarlo Balestrini, Gianni Boetto. Gli arrestati e i ricercati sono tutti professori (in facoltà di scienze politiche, fisica, ingegneria), assistenti e studenti universitari, giornalisti, ecc.
Ecco i capi di imputazione formulati dal PM Calogero. Dodici degli imputati sono incriminati “per aver… organizzato e diretto un’associazione denominata ‘Brigate Rosse’… al fine di promuovere l’insurrezione armata contro i poteri dello Stato e mutare violentemente la Costituzione e le forme di governo sia mediante propaganda di azioni armate contro persone e cose, sia mediante la predisposizione e la messa in opera di rapimenti e sequestri di persona, omicidi e ferimenti e danneggiamenti, di attentati contro istituzioni pubbliche e private”. Tutti gli imputati, per avere organizzato e diretto “Potere Operaio” e “Autonomia Operaia” al fine “di sovvertire violentemente gli ordinamenti costituiti dello Stato sia mediante la propaganda e l’incitamento alla pratica cosiddetta dell’illegalità di massa di varie forme di violenza e di lotta armata, espropri e perquisizioni proletarie, incendi e danneggiamenti ai beni pubblici e privati, rapimenti e sequestri di persona, pestaggi e
lunedì 6 aprile 2026
pc 6 aprile - Ancora info sulla straordinaria giornata internazionalista del 28 marzo in solidarietà con i compagni indiani su MaoistRoad
April
(47)
- e molte altre notizie da altri paesi
- 28 march - China - Statement CPLCP - Long live th...
- Against Operation Kagar: Stop Operation Kagar! - T...
- The Indian people and their revolutionary movement...
- 28th march Lêgerîn Britain Committee Stop Operatio...
- RFS - Red salutes to comrade Kishanda
- CASR STRONGLY CONDEMNS THE CUSTODIAL MURDER OF POL...
- Immediately Stop the Genocide on Maoists and Triba...
- 28th march -Solidarity Campaign against Operation ...
- ILPS and 28th march AGAINST oPERATION KAGAR
- long live I Maoist Politburo leader Comrade Prasha...
- France : Violente répression policière d’un blocus...
- France - aujourdoui - contre la mise a mort des pr...
- new info- Long live comrade Prashant Bose (Kishend...
- Roma. against antipalestinian death penalty - demo...
- La France : un point avancé de la défense du colon...
- Greetings from the Proletarian Party of Purbo B...
- Workers and Peasants Bear the Brunt of US-Zionist ...
- India - maoism lives - hold high the red banner of...
- UDAP Europe against “Penal Bill (Amendment ― Deat...
- Periódico El Pueblo - lucha de clase in Cile - Col...
- India – Labor Rights Activist Shiv Kumar Faces Har...
- 28th march - other images of the international and...
- Dünyanın dört bir yanında Kagar Operasyonu protest...
- Copenhagen - 28th march -Support the People's War...
- International Day of Action March 28
- International Day of Acion March 28 in USA
- International Day of Action March 28 in UK
- French Imperialism insists against Georges Ibrahim...
- :Ireland - 110th Anniversary of the 1916 Rising - ...
pc 6 aprile - L'orrore di Israele contro i prigionieri palestinesi - Al peggio non c'è fine!
IL TESTO DEL RAPPORTO SULLE TORTURE
Il nuovo rapporto di Francesca Albanese documenta gli orrori perpetrati da Israele nelle carceri. Siamo oltre qualsiasi disumanità. Sono bestie voraci di sangue, che godono della umiliazione, della violenza immane dei prigionieri e prigioniere palestinesi, dei bambini:
"Waterboarding, percosse con manganelli, bruciature con sigarette, scariche elettriche, uso di cani d’assalto, stupri e umiliazioni sono solo alcune delle pratiche usate nelle carceri israeliane... Ma non solo, il sistema instaurato da Tel Aviv va oltre le strutture detentive e ha trasformato l’intero Territorio palestinese occupato in un “ambiente torturante”
"L’uso della tortura psicologica e fisica da parte di Israele contro i palestinesi non è eccezionale, né meramente punitivo: è strategico, deliberato ed è parte integrante del genocidio”. (dal rapporto)
"Durante la detenzione, i prigionieri palestinesi sono stati sottoposti ad abusi fisici e psicologici eccezionalmente spietati, su una scala e con un’intensità senza precedenti nella storia della Palestina/Israele. Pestaggi brutali, violenza sessuale, stupri, maltrattamenti letali, fame e la privazione sistematica delle condizioni umane più elementari hanno inflitto cicatrici profonde e durature sui corpi e sulle menti di decine di migliaia di palestinesi e dei loro cari. Queste pratiche dimostrano che il sistema di detenzione israeliano è degenerato in un regime di umiliazione, coercizione e terrore sistematici e diffusi, volto a privare i palestinesi non solo della loro libertà, ma anche della loro dignità, identità e persino del più elementare senso di umanità. Lungi dall’essere eccessi isolati, tali comportamenti sono stati istituzionalizzati all’interno delle strutture di detenzione sostenute politicamente dalle autorità israeliane e pubblicamente giustificate, o addirittura celebrate, da alcuni segmenti della società" (dalle conclusioni del rapporto)
Khaled Mun avvocato ha documentato: "...un uomo di 67 anni stuprato mentre aveva mani e piedi legati, filmato e deriso... un ragazzo di 20 anni spogliato e sottoposto a waterboarding. Un soldato è arrivato con un estintore: la parte superiore è stata infilata nell'ano... la sostanza spruzzata all'interno... Testimonianza di una donna: Mi hanno chiesto di sedermi sulle ginocchia, hanno inserito una bottiglia nella mia vagina e mi hanno costretta a toglierla più volte... Uno dei soldati mi ha violentato inserendo con forza un bastone nel mio ano. Dopo circa un minuto lo ha tolto e lo ha inserito di nuovo con più forza mentre urlavo. Poi mi ha costretto ad aprire la bocca e a leccare il bastone. Desideravo morire mentre mi stavano violentando". (Da il manifesto del 4/4)
Questo immenso orrore non è neanche nascosto, ma chi lo documenta, lo denuncia viene perseguitato (come Francesca Albanese). Israele è impunita perchè è appoggiata da tutti gli Stati occidentali, l'Italia del governo Meloni è direttamente complice di queste tremende torture, e ora della decisione di Israele di introdurre ufficialmente (anche se ufficiosamente già avviene) la pena di morte ai prigionieri palestinesi.
Nessuno, se è umano, può stare in silenzio, fermo! Alziamoci e lottiamo!
Lo Stato sionista, neo nazista di Israele va distrutto
Il governo Meloni va rovesciato
Riportiamo dall'intervista a Francesca Albanese fatta da Fanpage
In questa intervista a Fanpage.it, Francesca Albanese spiega i contenuti del suo lavoro e l'orrore delle testimonianze che ha raccolto.
"Io ho iniziato a documentare casi di violenza sessuale contro le donne nel febbraio del 2024, poi c'è stato il rapporto UNWRA che parlava della sodomizzazione dei loro operatori umanitari a Gaza da parte
pc 6 aprile - Altre prese di posizione delle organizzazioni della resistenza palestinese contro la legge per la pena di morte dello stato sionista di tipo nazista Israeliano
Le altre pubblicate su pc 4 aprile: Contro 'la pena capitale' dello stato sionista di tipo nazista Israeliano - la parola alla resistenza palestinese
Brigate del martire Abu Ali Mustafa:
NOI SIAMO PIÙ FORTI DELLA MORTE E PIÙ ALTI DELLA FORCA
Jihad Islamico Palestinese
Nel nome di Allah, il Misericordioso, il Compassionevole.
In una pericolosa escalation che rappresenta una violazione di tutte le norme e le carte umane, morali e internazionali, la Knesset dell’entità usurpatrice ha approvato questa sera una legge che autorizza l’applicazione della pena di morte contro i prigionieri palestinesi. Ciò riflette la sete di sangue tra i leader dell’entità, l’uso del quadro parlamentare per approvare il genocidio sotto gli occhi attenti del mondo intero e la trasformazione delle prigioni in arene per la liquidazione politica.
L’approvazione di questa legge ingiusta e oppressiva rivela che il sistema legale e giudiziario dell’entità non è altro che uno strumento di vendetta politica volto a fuorviare l’opinione pubblica, non meno brutale dei crimini commessi dall’esercito di occupazione “israeliano” sul campo.
Questa decisione costituisce una palese violazione delle Convenzioni di Ginevra, in particolare della Quarta Convenzione relativa alle zone sotto occupazione. Essa contraddice inoltre in modo fondamentale il principio del divieto di tortura e di trattamenti crudeli e raggiunge il livello di crimini che richiedono un procedimento dinanzi ai tribunali internazionali.
Di fronte a questa escalation, il persistente silenzio internazionale e arabo costituisce una palese complicità, che richiede una posizione ferma da parte delle istituzioni internazionali e umanitarie, in primo luogo la Corte internazionale di giustizia e la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite, per classificare questa legge come crimine contro l’umanità e adoperarsi per perseguire i leader dell’entità in tutte le sedi internazionali.
L’approvazione di questa legge non porterà sicurezza allo Stato occupante; al contrario, aumenterà il fuoco nella regione e creerà una nuova realtà in difesa dei prigionieri e per salvaguardare le loro vite.
Chiediamo al nostro popolo di intensificare lo scontro con l’occupazione ovunque per abbattere questa legge e salvare la vita dei nostri prigionieri.
Movimento del Jihad Islamico in Palestina
Lunedì 30 marzo 2026
domenica 5 aprile 2026
pc 5 aprile - Nuova strage nel Mediterraneo - Gli accordi tra assassini
(dalla stampa) - Una nuova, drammatica giornata nel Mediterraneo segna l’ennesima tragedia delle rotte migratorie. Diciotto migranti sono morti nel Mar Egeo, al largo di Bodrum, in Turchia, mentre altre diciotto vittime sono state recuperate a Lampedusa.
A bordo dell’imbarcazione, un barcone di 12-15 metri salpato da Tripoli, in Libia, c’erano soprattutto Pakistani, Bengalesi ed Egiziani. I migranti sono rimasti in acqua per diverso tempo prima di essere intercettati e soccorsi. A bordo, secondo il racconto dei 32 superstiti, salvati in area Sar libica dalla guardia costiera italiana, c’erano 110 persone, tra loro c’erano donne e bambini.. Ci sarebbero quindi oltre 70 dispersi.
I primi a intervenire, lanciando zattere di salvataggio, sono stati i mercantili Saavedra Tide e Ievoli Grey, che si trovavano nelle vicinanze. Poi sono arrivati i militari della motovedetta Cp327 della Guardia Costiera.
L’imbarcazione è rimasta in difficoltà per ore: significa che per un tempo lungo, le persone a bordo sono rimaste sospese tra la possibilità di essere salvate e quella, molto più frequente, di sparire senza lasciare traccia.
Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall’inizio dell’anno almeno 831 migranti
pc 5 aprile - Gli Stati e i governi imperialisti preparano la guerra imperialista e si preparano a trasformare i cittadini in carne da cannone
Germania, ai maschi arruolabili serve l’ok per viaggiare all’estero

L’obbligo, previsto dalla nuova legge sul servizio militare per le uscite superiori a tre mesi, riguarda tutti gli uomini tra i 17 e i 45 anni di eta
pc 5 aprile - La giornata internazionale contro l'operazione Kagaar, a sostegno della guerra popolare in India e del PCI (m) che la dirige
Il 28 marzo si sono tenute grandi, estese mobilitazioni contro l’operazione Kagaar, contro Modi e a sostegno della guerra popolare in India e del Partito comunista dell’India (maoista); si sono tenute in tutto il mondo, dall’Europa, all’America Latina, agli Usa, Asia, ecc. Il movimento proletariato internazionale ha risposto all'appello lanciato dalla Campagna d’emergenza e ha raccolto organizzazioni, progressisti, democratici, antimperialisti, studenti, per esigere la fine dell'Operazione Kagaar e del genocidio, cacciata del popolo Adivasi dalle sue terre e delle uccisioni di dirigenti e attivisti maoisti della guerra popolare.
Cortei, presidi, assedi ai consolati indiani, mobilitazioni nelle università, assemblee nelle piazze e tanti altri eventi ci sono stati ovunque nel mondo. Diamo solo un quadro ancora non completo dei paesi e delle città in cui si sono tenute queste mobilitazioni, mentre ci stanno arrivando altre notizie da altri paesi. In Bangladesh ci sono stati cortei, eventi, assemblee di piazza, nelle Filippine vari eventi, Messico, Turchia, Finlandia, Olanda dove c’è stato un corteo, poi in Irlanda, Norvegia nelle città di Oslo e Bergen, negli Usa, nel cuore dell’imperialismo di Trump, si sono tenute mobilitazioni in particolare a New York, Chicago, San Francisco un grande corteo, in Brasile in Rio de Janeiro, San Paolo e Minas Gerais, con iniziative importanti nelle università, in Germania, mobilitazioni in varie città, ancora in Spagna, Inghilterra in Londra e a Manchester con cortei; questa mobilitazione è arrivata anche in Bosnia, Nuova Zelanda in varie città, e perfino in Cina.
In Svizzera, a Zurigo, c’è stata la manifestazione più importante perché di riferimento internazionale – di essa parleremo dopo.
In tutte le mobilitazioni la presenza dei giovani è stata massiccia. In tante iniziative sono stati bruciati i ritratti di Modi. Gli slogan, gli interventi dall’Europa, all’America, all’Asia, ecc. si sono uniti con un grande filo rosso. Report con foto si possono trovare nel blog maoistroad.
Modi, con il suo ministro degli Interni, aveva detto che per fine marzo avrebbe portato a termine il
pc 5 aprile - La Formazione marxista - Gli intellettuali e il Partito della classe operaia
"Un intellettuale marxista non può essere che un intellettuale organizzato, cioè a dire inserito nel processo attraverso cui il proletariato organizza la memoria e la direzione della sua pratica dispersa di conoscenza. Gli intellettuali non apportano il marxismo al movimento operaio che nella misura in cui il movimento operaio apporta agli intellettuali l'organizzazione di classe. Il rapporto degli intellettuali rivoluzionari con il movimento operaio reale non è un rapporto di esteriorità, bensì si fonda sulla scissione di questo movimento nella sua esistenza oggettiva di massa e la sua esistenza soggettiva di classe, luogo di depurazione e di concentrazione delle idee rivoluzionarie prodotte dalla pratica delle masse". (dal libro Teoria della contraddizione - Alain Badiou).
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Scopo del nostro lavoro di Formazione marxista è porre in "rapporto gli intellettuali rivoluzionari con il movimento operaio reale"; questo avviene ponendo al centro l'organizzazione di classe che si chiama "Partito"
Dall'intervento di proletari comunisti alla 7° lezione di FM tenuta a Taranto dal Prof. Di Marco
Dobbiamo fare un ragionamento di metodo del lavoro della Formazione che stiamo facendo. Le lezioni del Prof. Di Marco servono a mettere su un piano scientifico le questioni del capitale e del lavoro fondamentalmente. Esse ci danno gli strumenti necessari per costruire la coscienza soggettiva che non è volontaristica ma scientifica del modo come intervenire nella contraddizione tra capitale e lavoro nell'epoca odierna e trasformarla in un movimento reale che abbatte lo stato di cosa esistente...
La contraddizione vera a cui si arriva è che una società se non arriva a determinate condizioni oggettive per il suo superamento non è superabile né con un atto di volontà né tantomeno con l'attesa che si creino queste condizioni. Gli uomini fanno la società e quindi l'intervento soggettivo dell'uomo è una costante
pc 5 aprile – L’uovo di pasqua del governo regala miliardi ai padroni e più povertà alle masse popolari
Nell’uovo di pasqua di quest’anno non è mancata una gradevole sorpresa per i padroni
che avevano fortemente protestato perché il governo aveva diminuito il fondo di
aiuti di stato chiamato Transizione 5.0 di circa 800 milioni su una cifra complessiva
di 1 miliardo e 300 milioni.
Questi soldi di Transizione 5.0 così come quelli precedenti
di Transizione 4.0 servono all’acquisto di macchinari a maggior efficienza
energetica o all’installazione di impianti fotovoltaici. Significa che
di fatto è lo Stato che compra i macchinari alle aziende.
È per questo che la Confindustria ha gridato forte sul “tradimento della fiducia” tra Stato e imprese per bocca del suo capo Orsini, parlando addirittura di padroni “esodati”, equiparando volgarmente, per non dire altro, i padroni rimasti fuori dal fondo ai lavoratori, grida che hanno fatto tremare le orecchie di










