tanto per ricordare cosa è stato il 31 gennaio a torino
- Torino, Torino è una gran bella città…. Da che parte stare
Da ORE 12/Controinformazione rossoperaia del 02.02.26
Torino è stata teatro di una grande manifestazione di 50.000 persone e diversi non sono riusciti ad arrivare per l'azione della polizia e per le decisioni sciagurate prese dalla questura e dalle istituzioni di Torino che hanno bloccato la città, le stazioni dove arrivava la manifestazione, le vie principali di alcuni pullman che arrivavano a Porta Nuova o che toccavano alcuni pezzi del corteo, con cittadini che sono stati lasciati a terra per ore, anche là dove non passava alcun corteo. Nello stesso tempo la polizia ha bloccato i bus che arrivavano dalle altre città per la manifestazione, identificando e fotografando tutte le persone.
Tutta questa manifestazione è stata ostacolata con una campagna stampa preventiva, con divieti e disposizioni del Ministero degli Interni, della questura di Torino, fino alla miserabile rettrice dell'Università Palazzo Nuovo che, su pressione del ministro Bernini, ha chiuso l'università agli studenti, a coloro che ne sono gli effettivi proprietari.
Quindi la violenza è cominciata già prima ed era violenza di Stato, violenza delle istituzioni, violenza della polizia. La madre di tutte le violenze é lo sgombero del centro sociale Askatasuna, sottrarre non solo ai militanti e agli attivisti di Askatasuna ma alla città, al quartiere, un centro sociale attivo da oltre 30 anni su tutte le grandi tematiche così come sulle piccole questioni del quartiere.
Questo centro sociale è stato uno dei cuori pulsanti della protesta contro la guerra, della solidarietà al popolo palestinese, della lotta sociale dei precari, dei disoccupati. ma innanzitutto è
stato l'espressione della ribellione di una nuova generazione che a Torino per giorni e giorni, per settimane e settimane, è scesa in campo contro l'industria della guerra, la devastazione territoriale, l'opera speculativa fondata sul profitto del Capitale ai danni delle popolazioni che si chiama TAV. Contro tutto questo è stata esercitata una costante violenza, contro tutto questo è stato fatto di tutto per cancellare questa esperienza, per cancellare questa storia, queste vite.Ebbene adesso parlano di violenza, ma la vostra violenza è la vera matrice di ogni disordine, è la vera matrice di una società, di uno Stato, di una città non fatta a misura dei proletari, delle masse popolari, dei giovani, dei migranti, dei lavoratori, ma fatta a misura della speculazione, della ricchezza, fatta a misura dei padroni, fatta a misura poi di una generazione di politici di centro-destra come di centro-sinistra che hanno permesso il sacco speculativo di questa città, la deformazione di una città operaia, giovane, volta al futuro, in una città a servizio del malaffare e dei grandi affari.
Contro tutto questo è vissuta l'esperienza trentennale di Askatasuna e non saranno certo quei quattro maledetti e miserabili che sono al governo e nelle istituzioni ad avere il diritto di denigrare un centro sociale che ha costituito una ricchezza di questa città e vuole continuare ad esserlo, una ricchezza del movimento antagonista, proletario, popolare e giovanile, una ricchezza del nostro Paese, contro coloro che se ne sono ora appropriati e pensano di usarla a uso e misura loro.













