lunedì 6 febbraio 2023

pc 6 febbraio: Questa sera alle 17 prima lezione su "Il Capitale" di Marx tenuta dal Prof. Di Marco


pc 6 gennaio - Governo con dentro nazisti come sottosegretari, che si comportano al governo come nazisti

Quando Delmastro indossava la t-shirt della band nazi-rock che elogiava "il capitano" Priebke

Quando Delmastro indossava la t-shirt della band nazi-rock che elogiava "il capitano" Priebke
Sui social la foto che "racconta" le simpatie e i gusti del sottosegretario dalla Giustizia di Fratelli d'Italia, finito nelle polemiche per il caso Donzelli-Cospito

Oggi in giacca e cravatta ministeriale, ieri con la t-shirt della band nazi-rock che esalta il capitano delle SS Erich Priebke e il "sangue e suolo" della gioventù hitleriana.

pc 6 febbraio - Come la scuola per il reazionario governo Meloni/Valditara deve essere sempre più al servizio della tendenza/marcia della borghesia al potere al moderno fascismo

Una bambina a Palermo giorni fa è stata portata di urgenza in pronto soccorso in uno stato di grave ipotermia perché molte scuole in questa città così come in tutta la Sicilia e in ben altre regioni del Sud di questo paese non hanno i riscaldamenti funzionanti e i bambini, gli studenti sono costretti a stare in classe con sciarpe, cappelli, giubbotti a morire dal freddo e in particolare in questi giorni con temperature alquanto basse, ma tante scuole sono in appartamenti assolutamente non adeguati come strutture scolastiche o in edifici cadenti con classi piccole, senza palestre, mense, servizi igienici non a norma…

Tutto questo continua "normalmente" ad accadere mentre il più che reazionario Ministro Valditara dalla sua nera poltrona d’oro lancia proclami e annunci sul progetto/scuola a cui aspira, e non potrebbe fare diversamente proprio per quanto rappresenta ideologicamente e politicamente come parte del governo Meloni:
come servo dei servi del sistema dei padroni/Capitale a cui la scuola deve essere sempre più funzionale, il ministro Valditara ha annunciato “«Alla scuola pubblica mancano finanziamenti che potrebbero arrivare dal Privato…”, altro che stanziamenti di soldi pubblici per la scuola pubblica, anzi quelli si devono tagliare perchè oggi devono servire ai padroni e alle spese militari e al sostegno/partecipazione sempre più attivi alla guerra interimperialista. Ma qui non si tratta solo di una mera questione economica circoscritta burocraticamente ai finanziamenti, ma si pone una specifica questione ideologica/politica che rientra nell’ottica di questo governo Meloni che deve lasciare mano libera ai padroni/aziende di continuare a fare profitto e anche la scuola deve essere allineata in tal senso.
Ecco che Valditara parla di «professionisti aziendali» in classe, di «sponsorizzazioni» per i privati, di «sinergie con il sistema produttivo», mentre con il dimensionamento scolastico previsto con la Legge di Bilancio 2023. nel giro di due anni si rischia la chiusura di circa 700 scuole pubbliche e soprattutto nelle regioni del Sud con il rischio grave di pesanti tagli ai posti di lavoro di tutto il personale scolastico e non solo precario, mentre nella manovra si stanziano 70 milioni di euro in più nel 2023 agli istituti privati, rispetto ai 550 già stanziati dal governo Draghi.

Ma non basta!

ll Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità, in via preliminare, il disegno di legge scritto da Roberto Calderoli/Lega per accelerare verso la regionalizzazione/autonomia differenziata, delineando la

domenica 5 febbraio 2023

pc 5 febbraio - Il governo Meloni accentua la militarizzazione della politica estera dell'imperialismo italiano


Venerdì si è tenuto a Roma il primo Tavolo Esteri-Difesa della XIX legislatura per "un’azione coordinata e congiunta delle capacità della Difesa e del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.....

I principali argomenti oggetto di discussione del tavolo sono stati: il prossimo vertice Nato di Vilnius, i fianchi Est e Sud della Nato, la difesa europea, il supporto a Kiev, l’impegno a sostegno della pace nel continente europeo, la strategia italiana in Africa, la sicurezza del “Mediterraneo Allargato” e la “delibera missioni internazionali 2023”. 

Crosetto: l'Italia deve “rafforzare la capacità di influenzare i processi decisionali politico-militari nei consessi internazionali”.

L’IMPIEGO DELLE FORZE ARMATE

Le Forze armate italiane, ricorda la nota diffusa dai ministeri, sono attualmente presenti in 40 operazioni (di cui 37 internazionali in 24 Nazioni) con oltre 11.000 unità impiegate, oltre 6.000 in operazioni internazionali in ambito Nato, Nazioni Unite e Unione europea: dai Balcani, all’Iraq, al Mediterraneo, al Libano.

pc 5 febbraio - Manifestazione davanti al carcere di Opera: "Fuori Cospito dal 41bis" - info a cura di Soccorso Rosso proletario

https://www.open.online/2023/02/04/manifestazioni-anarchici-cospito-41-bis-roma-milano-4-feb-2023

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pc 6 febbraio - Ministro Crosetto al servizio sempre e solo dell'industria bellica

Il Ministro della Difesa Crosetto per gli Aerospace & Defence Meeting di Torino

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Il presidente Alberto Cirio e il sindaco Stefano Lo Russo hanno incontrato il ministro della Difesa Guido Crosetto per un aggiornamento sul Distretto Aerospaziale piemontese e, in particolare, sugli sviluppi legati alla Città dell’Aerospazio, uno dei progetti bandiera del Piemonte sul Pnrr. Entro l’anno in corso Marche partiranno ufficialmente i lavori, con la posa della prima pietra per i laboratori universitari del Politecnico e la Casa delle Imprese, realizzata in sinergia con la Camera di commercio di Torino. Un progetto di grande potenzialità per un settore strategico, in cui il Piemonte rappresenta una eccellenza internazionale.
Lo testimonia il radicamento di una realtà leader come Leonardo, che ha già espresso la volontà di confermare e rafforzare la propria presenza a Torino, inserendo la riqualificazione del proprio sito industriale nel quadro della Città dell’Aerospazio, consolidata con la presenza di un nuovo Centro Direzionale.
L’incontro è stato anche l’occasione per invitare ufficialmente il ministro Crosetto agli Aerospace & Defence Meetings, la più grande convention italiana dedicata al settore e tra le più importanti a livello internazionale, che si svolgerà a fine novembre sotto la Mole. Il Ministro ha accettato l’invito a partecipare.


pc 5 febbraio - Verso nuove importanti iniziative - verso nuove pubblicazioni - verso l'avanzamento teorico-ideologico- politico- organizzativo dei comunisti marxisti-leninisti maoisti

Siamo attivi ovunque nella mobilitazione per Alfredo Cospito - lo facciamo nella chiarezza di posizione e distinzione - sviluppando e costruendo fronte unito contro lo Stato borghese, il governo reazionario moderno fascista antioperaio e antipopolare e la sua repressione.

Lavoriamo e sosteniamo lo Slai cobas per il sindacato di classe nel lavoro dal basso e dall'alto per l'assemblea proletaria anticapitalista nazionale che va verso il prossimo appuntamento a Roma del 18 febbraio, centrata sull'unità delle lotte, sulla crescita della partecipazione operaia, sul fronte unico di classe contro la guerra imperialista, il governo della guerra, l'economia di guerra scaricata sui proletari e le masse popolari, verso tre giornate di mobilitazione 23/24/25 febbraio. 2 giorni dedicati alle fabbriche e ai posti di lavoro - dove avanza la mozione operaia e la preparazione di iniziative di avanguardia e di massa - e la partecipazione e l'organizzazione dove siamo presenti alle  manifestazioni unitarie che vogliamo quanto più larghe e partecipate.

Si avvicina l'8 marzo e lo sciopero delle donne, che per noi come sempre è prima di tutto sciopero delle operaie e delle proletarie, grazie al ruolo dell'Assemblea nazionale telematica Donne/Lavoratrici, e la linea e l'azione combattiva del Movimento femminista proletario rivoluzionario contro il governo della Meloni - espressasi anche in maniera visibile ed eloquente in occasione della manifestazione nazionale delle donne del 26 novembre scorso.

Nel brodo di coltura delle lotte proletarie e militanti, nel fuoco della lotta di classe, si costruisce il Partito comunista marxista-leninista maoista come progetto teorico, ideologico, programmatico e di formazione quadri; con uscita della rivista teorico-politica 'La Nuova Bandiera" e di "Two Lines Struggle" - edizione italiana della nuova rivista internazionale marxista-leninista-maoista, per la resa dei conti sul piano nazionale e internazionale con il revisionismo, l'opportunismo di destra e 'di sinistra', foss'anche travestito da 'principalmente maoismo'.

proletari comunisti/PCm Italia

febbraio 2023

pc 5 febbraio - La multinazionale Tenaris si schiera nella contesa della guerra interimperialista. Il nostro lavoro è mobilitare gli operai contro

Come si vede dalle dichiarazioni di Nigel Worsnop vice marketing President, esperto di domanda e dell'offerta e delle relazioni con i clienti:

"...questo è un evento che cambierà il mondo. Non solo perchè è terribile dal punto di vista umanitario, ma anche perchè mostra un mondo completamente diviso e in collisione in termini di valori tra Oriente e Occidente: autocrazia contro democrazia. E questo, in un certo senso, sta dividendo il mondo tra le democrazie occidentali di Europa e Stati Uniti da un lato e Russia e Cina dall'altro" aprile 2022

"Questa guerra non è solo una guerra tre Russia e Ucraina. Va molto oltre perchè, miracolosamente, gli ucraini non sono rimasti fermi davanti all'assalto dell'orso russo, ma non sarebbero stati in grado di farlo senza il supporto di attrezzature militari e rifornimenti dell'Occidente, guidati dagli Stati Uniti, ma anche Europa e Regno Unito... Dobbiamo vedere nei prossimi mesi negli Stati Uniti, con l'inflazione in aumento e l'economia potenzialmente in recessione, se questo supporto continuerà allo stesso modo, ma è probabile che lo farà."  settembre 2022

Gli operai coscienti non sono soldatini nelle mani dei padroni, ma una classe internazionale che non ha nulla da perdere se non le catene del lavoro salariato e il compito storico di costruire un nuovo potere nelle mani degli operai. Per questa prospettiva dobbiamo tornare a lottare contro governo guerra e carovita, contro il peggioramento delle condizioni di lavoro in fabbrica (salario, sicurezza, precarietà), costruendo l’organizzazione autonoma degli operai, il sindacato di classe per resistere e il partito comunista della rivoluzione per passare all’attacco.

Intervento alla fabbrica per la preparazione dell'Assemblea proletaria anticapitalista di Roma del 18 febbraio e della mobilitazione internazionalista nelle giornate del 23-24-25 febbraio dal blog: http://cobasperilsindacatodiclasse.blogspot.com/2023/02/3-febbraio-tenaris-dalmine-guerra-e.html

Tenaris ha chiuso il terzo trimestre con utile netto di 608 milioni di dollari e ricavi saliti del 6% a quasi 3 miliardi di dollari (2,97 miliardi di dollari). 

Per il quarto trimestre il gruppo prevede un'ulteriore crescita delle vendite, favorita dall'aumento delle consegne per i progetti già in corso e da nuovi possibili aumenti dei prezzi, con un'ulteriore recupero del free cash flow. 

"Le condizioni nel settore energetico indicano che possa essere confermato un aumento del livello di investimenti, con bassi livelli di capacità inutilizzata e scorte, incertezza sull'impatto di ulteriori sanzioni sulle esportazioni russe e una rinnovata attenzione alla sicurezza energetica in tutto il mondo" - spiega Tenaris - secondo cui "l'approvvigionamento energetico globale è limitato e saranno necessarie tutte le fonti di approvvigionamento per soddisfare la crescente domanda". fonte la Stampa 14-11-2022

da Lenin il socialismo e la guerra - La guerra attuale è una guerra imperialista

Il capitalismo ha sviluppato a tal punto la concentrazione, che interi rami dell'industria sono nelle mani di sindacati, di trust, di associazioni di capitalisti miliardari, e quasi tutto il

pc 5 febbraio - Torino - Gli studenti dell’Einstein in corteo: “Questo sistema ci fa schifo”... e hanno ragione!

Si scioglie dopo cinque giorni l’occupazione degli studenti. Via Bologna paralizzata dai ragazzi in corteo

Si è sciolta con un corteo per via Bologna l’occupazione del liceo Einstein. Sono una cinquantina gli studenti che hanno dato vita a una manifestazione che dalla scuola di via Bologna si è snodata fino al liceo di via Pacini.

Traffico paralizzato in via Bologna

Paralizzato il traffico in via Bologna, chiusa ai mezzi privati in entrambe le direzioni e con i pullman deviati. “L’alternanza scuola-lavoro ci fa schifo. I morti degli scorsi mesi lo testimoniano: questo sistema non funziona e ci fa schifo” hanno urlato i ragazzi al megafono.

Gli studenti, che per cinque giorni hanno dato vita a laboratori e iniziative all’interno dell’istituto occupato, hanno percorso a piedi tutta la strada fino all’altra scuola (non occupata) dell’istituto comprensivo.

Chiusura con un'assemblea al giardino Saragat

La protesta che si conclude oggi è solo l’ultima in ordine temporale di “un percorso di lotta iniziato lo scorso anno” quando 10.000 ragazzi scesero in piazza ed una parte di loro assaltò la sede torinese di Confindustria.

Il corteo si è concluso con un’assemblea pubblica al giardino Saragat, alle spalle dell’edificio di via Pacini.

pc 5 febbraio - A La Spezia comandano i padroni di Stato e privati delle armi e della guerra.. anche in Tribunale!

Una condanna a 3 mesi commutata in 3.300 euro  ha colpito Alessandro, artista, reo, nel giugno scorso, di aver scritto su di una parete del Camec, "Demilitarizza La Spezia", peraltro nel quadro di una performance autorizzata...
Siamo solidali con  Alessandro e il Collettivo Dada Boom

pc 5 febbraio: Mobilitazioni in ogni citta' per Alfredo Cospito: TARANTO

Presidio autoconvocato al Tribunale di Taranto per Alfredo Cospito - presenti rappresentanze sindacali, forze politiche, comitati ed associazioni di citta vecchia, singoli lavoratori, donne.

Durante il presidio, dove naturalmente era presente massicciamente Digos, Polizia, Carabinieri, vari interventi al megafono hanno permesso di spiegare bene la questione Cospito, la sua battaglia, il movimento di solidarieta’ nazionale, le ragioni per cui è giusto e necessario togliere l’applicazione del 41bis per lui, così come mettere in discussione questo articolo come incostituzionale e una forma di tortura; ma anche di alzare il tiro della denuncia politica verso governo, Ministri, Stato. E la cosa è stata cosi’ chiara che ha provocato la reazione stizzita, e arrabbiata di alcuni avvocati di area meloniana e di personaggi notoriamente reazionari, persone subito zittite.

Buona interlocuzione con gli avvocati in generale che in decine sono venuti al banchetto a firmare l’appello: “Fuori Alfredo Cospito dal 41bis”; e una di loro si è messa a disposizione, per difese legali, gratuitamente.

Anche tante persone, donne, uomini hanno firmato, esprimendo solidarieta’ e appoggiando la giustezza dell’iniziativa.

Alla fine del presidio decise due nuove iniziative: presidio al carcere di Taranto martedì 7 alle 17 - presidio alla prefettura venerdì 10 alle ore 11. 




Per l’assemblea autoconvocata - slai cobas TA Wa 3519575628

pc 5 febbraio: Mobilitazioni in ogni citta' per Alfredo Cospito: L'AQUILA

Al presidio a L'Aquila in una delle piazze più centrali hanno partecipato decine e decine di compagni. Vi è stata una buona risonanza mediatica (ne hanno parlato al tg regionale sia la sera prima che il giorno stesso). 
Purtroppo il tempo, tirava un gran vento, non ci aiutato (abbiamo messo 20 minuti solo per attaccare lo striscione e una mezz'ora prima della fine il vento lo ha strappato). si sono susseguiti interventi dei presenti, di Soccorso rosso proletario (vedi il volantino sotto), poi è stata letta la dichiarazione di Cospito di sciopero della fame, e una poesia per lui.


VOLANTINO DEL SOCCORSO ROSSO PROLETARIO

Fuori Alfredo Cospito dal 41 bis, no all'ergastolo ostativo
Salvare la vita di Alfredo e la sua identità politica

Il prigioniero anarchico Alfredo Cospito è oggi al 108° giorno di sciopero della fame contro il regime di 41 bis e contro l’ergastolo ostativo.

Per i detenuti politici rivoluzionari il 41bis ha una duplice funzione, quella della vendetta verso coloro che non si pentono e rivendicano la propria militanza rivoluzionaria, e quella deterrente delle lotte verso l'esterno.

La premier Meloni lo ha ammesso candidamente: “Cospito finisce al 41 bis perché durante la detenzione mandava messaggi agli anarchici  che erano fuori dicendo “continuate la lotta, organizzatevi”.

Nel carcere dell’Aquila, dove c’è il più alto numero di detenuti in 41 bis ed è l’unico in Italia ad avere anche una sezione femminile, è detenuta in regime di carcere duro anche la prigioniera comunista rivoluzionaria Nadia Lioce. Ecco quel che si legge nei provvedimenti che ogni 2 anni vengono emanati per riconfermarle il 41 bis: “Vanno valutate con la massima prudenza le temporanee eclissi del fenomeno brigatista che suggeriscono di non escludere la possibilità di una ripresa della lotta armata nel medio/lungo periodo, anche in considerazione di un panorama complessivo di scontri sociali, di un sempre crescente divario di condizioni di vita e di scarse occasioni di lavoro”.

Lo Stato borghese, i governi, vogliono imporre dentro e fuori la loro "pace sociale". E questo oggi è ancora più evidente nella fase di crisi e di partecipazione alla guerra inter-imperialista, con un governo Meloni moderno fascista che punta a stravolgere anche i diritti costituzionali, che fa stare nel proprio seno personaggi dichiaratamente fascisti, in aperto contrasto con le sue stesse leggi e che ora, con le prossime norme del Min. della giustizia (inserite nel decreto anti rave) vuole continuare a coprire i politici corrotti, i fascisti, la criminalita' "legale". 

La stessa cattura di Messina Denaro viene usata per rafforzare e dare nuova legittimazione al regime del 41bis e dell'ergastolo ostativo, mettendo sempre sullo stesso piano mafia e terrorismo, intendendo chiaramente per "terrorismo" le organizzazioni, le lotte dei rivoluzionari, per rovesciare con tutte le armi necessarie questo sistema capitalista, il suo Stato, ai suoi governi.

La repressione che questo Stato sta portando avanti ed avanza sempre di più per colpire le lotte sociali e politiche, trova la sua punta di iceberg verso i prigionieri politici; verso chi, in varie maniere, pone di fatto la verità, la necessità della lotta rivoluzionaria contro uno Stato che attacca i diritti dei proletari, delle masse. Da quelli più elementari e quotidiani, il diritto al lavoro, al salario, alla sanità, alla scuola, a quelli più generali. Uno Stato che oggi ci trascina nella guerra. 

Ma da un lato questo Stato con la repressione si mostra forte, dall'altro, proprio per questo, mostra di avere paura anche del solo fatto che si alluda ad un cambiamento radicale di questa società.

In questo contesto va visto l'accanimento dello Stato contro Alfredo Cospito, che ha già scontato la condanna per aver ferito a Genova il dirigente dell’Ansaldo Nucleare e ora viene accusato, senza prove, di un attentato dimostrativo davanti alla scuola allievi dei carabinieri di Fossano che non ha causato né morti né feriti.  Ma questo viene considerato strage politica contro lo Stato e per questo lo si vuole segregare a vita. La sua colpa è aggravata dal fatto che continua a lottare con lo sciopero della fame e in questo senso è un'indicazione vivente a non piegarsi. 

Il regime di 41bis è un regime di "tortura bianca", è un isolamento a 360 gradi non solo verso l’esterno, ma anche all'interno, dove i gruppi di socialità sono stabiliti dal carcere, dove vige una rigorosa censura anche sui libri, dove è vietato persino il saluto, lo sguardo, la parola, ogni comunicazione tra detenuti che non appartengano allo stesso gruppo di socialità.

Questo è uccidere una persona. E giustamente Cospito, nella sua dichiarazione di sciopero della fame ha detto: "La vita non ha senso in questa tomba per vivi".

Ma la ferocia di questo Stato borghese va di pari passo con la sua stupidità: mettendo a tacere un anarchico ha sollevato una pietra che gli sta ricadendo sui piedi. La vicenda di Alfredo, con il suo indomito sciopero della fame, è diventata di dominio pubblico e ha suscitato vasta solidarietà, riaprendo un dibattito ampio sul carcere tortura/assassino, su uno stato borghese che si auto assolve per le sue stragi (da quelle nelle piazze a quelle sul lavoro/alternanza scuola-lavoro, da quelle in mare degli immigrati, a quelle nelle carceri dei detenuti) e accusa di strage un anarchico che non ha ucciso nessuno.

Oggi questa mobilitazione va continuata, sviluppata ancora di più ed estesa, utilizzando vari mezzi e forme, investendo ogni realtà, da quelle già in lotta ai democratici sinceri, e portandola sempre di più tra le masse popolari, i lavoratori. Perchè questa repressione riguarda tutti coloro che si ribellano, che lottano contro lo stato esistente. Perché la repressione dello Stato borghese sui rivoluzionari è parte centrale della guerra di classe tra proletari, masse popolari e padroni, Stato, governi al servizio di questo sistema di sfruttamento, di mancanza di lavoro, di guerra, di miseria, di attacco ai diritti civili e alla stessa democrazia.

Tutte le solidarieta' sono importanti, ma noi in questa battaglia vogliamo soprattutto la solidarieta' che rispetti quello che ha scritto lo stesso Alfredo Cospito: "fino alla fine contro il 41bis e l'ergastolo ostativo": "mi opporró con tutte le forze all'alimentazione forzata. Saranno costretti a legarmi nel letto... Alla loro spietatezza ed accanimento opporró la mia forza, tenacia e la volontá di un anarchico e rivoluzionario cosciente...". 

La nostra parola d'ordine è, quindi, "Fuori Alfredo Cospito dal 41 bis, no all'ergastolo ostativo; salvare la vita e la sua identità politica".

Questo è oggi ciò che va conseguito in tutti i modi possibili. 
Se vinciamo avremo fatto un passo in avanti per la lotta contro questo stato borghese assassino.

Soccorso rosso proletario

L’Aquila, 04/02/23

pc 5 febbraio - Non abbiamo capito

 La signora 5 stelle Appendino può dire impunemente in una trasmissione televisiva di 'contatti fra anarchici e mafiosi', partecipando in questa veste come ventriloqua della Meloni e dei suoi squadristi da istituzione, e lamentarsi dell'ovvia reazione, avvenuta peraltro sul web usando foto di alcuni anni fa... Cosa dovrebbe fare la 'galassia anarchica e antagonista' querelarla?

TORINO OGGI
Caso Cospito, minacce sul web all’ex sindaca di Torino, Chiara Appendino

“Appendi Appendino”, “La scorta non ti basta”. Chiara Appendino, ex sindaca di Torino e ora parlamentare del Movimento 5 Stelle, torna di attualità nella galassia anarchica e antagonista: nelle chat e nei siti di area sono state fatte circolare fotografie – risalenti a una manifestazione di alcuni anni fa – con le scritte tracciate sulle mura del Cimitero Monumentale del capoluogo piemontese.

Il motivo sono delle dichiarazioni a lei attribuite nel corso di una trasmissione tv su “contatti fra anarchici e mafiosi”.  Appendino aveva già ricevuto minacce all’epoca in cui era sindaca e per questo le era stata assegnata una scorta.

“Esprimiamo piena solidarietà a Chiara Appendino e alla sua famiglia per le minacce inqualificabili e vergognose ricevute in queste ore da  soggetti appartenenti alla galassia degli anarchici e degli antagonisti – scrivono Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte,  Ivano Martinetti, Consigliere regionale M5S Piemonte e  Sean Sacco, Consigliere regionale M5S Piemonte -.   Nella sua esperienza da sindaca di Torino e, oggi, di parlamentare,  Chiara Appendino non si è mai piegata di fronte alle intimidazioni e  alle minacce. Non accadrà neanche questa volta. Noi siamo al suo fianco”

sabato 4 febbraio 2023

pc 4 febbraio: DOPO IL PRESIDIO AL CARCERE DI VIA GLENO IL 5 FEBBRAIO IN PIAZZA A BERGAMO PER ALFREDO FUORI DAL 41,BIS

 
L'assemblea delle compagne e dei compagni, dopo il partecipato presidio al carcere di via Gleno a Bergamo, lancia un nuovo appuntamento solidale per domenica alle ore 15.00, Bergamo, piazzale FS, per Alfredo fuori dal 41 bis, contro l'accanimento giudiziario, una tortura per l'abiura; contro l'ergastolo ostativo. 
 
 


pc 4 febbraio - Airaudo cerca nuovi sbocchi per il sindacato (FIOM) rafforzando la linea della collaborazione di classe

Pubblichiamo stralci di un intervista a Airaudo segretario della CGIL Piemonte

Airaudo: «Ora la nostra lotta è fare squadra anche con i top manager»
Il riconfermato segretario della Cgil del Piemonte: «Il sindacato deve gestire l’agenda economica»

«Non ho invitato al nostro congresso i top manager di Michelin e di Lavazza e il vicepresidente degli industriali torinese perché sono diventato capitalista. Ma perché credo che il sindacato non può limitarsi a gestire gli effetti delle crisi ma deve diventare protagonista dell’agenda economica e sociale di un territorio». Giorgio Airaudo oggi sarà riconfermato segretario regionale della Cgil del Piemonte.

Una scelta inusuale aprire un congresso della Cgil ospitando i top manager.
«Tutt’altro. Prima abbiamo parlato di pace con Luciana Castellina e di lavoro con i delegati. I top manager erano lì con noi perché non ci sono più luoghi dove poter stabilire un’agenda comune di lavoro».

In che senso mancano i luoghi di dibattito? 
«Un tempo c’era Fiat che regolava e gestiva tutto. Poi certe rotte venivano disegnate nei salotti. Oggi in Piemonte non c’è più niente. I problemi sono tanti dobbiamo trovare il modo di affrontarli e risolverli assieme». 

Le aziende poi puntano sulla flessibilità. 
«Questa è un’emergenza da molti anni. In Italia abbiamo 45 modalità contrattuali di ingresso nel mondo del lavoro, in Spagna ne hanno ridotte a due e infatti creano posti di lavoro. Madrid, tra l’altro, ha appena adeguato gli stipendi al costo della vita, alzando i salari dell’ 8 percento. Noi non riusciamo neppure a gestire la crisi sanitaria». 

Servono più investimenti pubblici? «Senz’altro. La sanità piemontese è allo stremo. Siamo riusciti con una fatica estrema a stabilizzare un migliaio di infermieri ma è troppo poco soprattutto per una regione che invecchia rapidamente». 

Infatti oggi Cgil parla più di sanità che di Mirafiori. È un segno dei tempi?
«Abbiamo parlato anche di Mirafiori. Ho chiesto lumi al governatore Alberto Cirio sull’accordo tra Regione e Stellantis sul Recycling hub della fabbrica torinese. Si tratta di un accordo riservato di cui non sappiamo nulla. E tra l’altro da cui il sindacato è stato, inaspettatamente, escluso». 

venerdì 3 febbraio 2023

pc 3 febbraio: Il lavoro alle fabbriche: le operaie, la maggioranza immigrate portano la doppia ragione di lotta

Le operaie della Beretta nell'assemblea organizzata dal Mfpr del 28 ottobre a Trezzo hanno lanciato un appello a tutte le operaie: organizziamoci, uniamoci, dobbiamo essere più forti e imporre la marcia in più come donne/lavoratrici

Dal blog femminismorivoluzionario

A CARTE SCOPERTE. LE OPERAIE ALLA BERETTA LOTTANO CONTRO LE DURE CONDIZIONI DI LAVORO E I PIANI DELL’AZIENDA CHE USANDO L’APPALTO (IMBROGLIO) CERCA DI ELIMINARLE SILENZIOSAMENTE

 PER L'UNITÀ DI TUTTELE OPERAIE DELLA BERETTA DIVISE DAI CONTRATTI PRECARI.

La lotta delle operaie in appalto alla Beretta, guarda a tutte le operaie e alla loro condizione. Dalla difesa della salute e del posto di lavoro in fabbrica, all’unità con le altre realtà che lottano, nella partecipazione all’Assemblea Nazionale del 18 febbraio a Roma.


A cominciare dalla difesa della salute. Le operaie in sciopero hanno denunciato ‘basta non ce la facciamo più a correre tutto il giorno, al freddo, cosi ci

pc 3 febbraio - Altri 8 migranti morti a Lampedusa: governo e parlamento complici di quest'ennesima strage

La trimurti Meloni-Piantedosi-Salvini è responsabile! Il decreto anti-ONG e il Memorandum con la Libia sono i 2 strumenti della politica razzista antimmigrati di questo governo da contrastare

7 giorni abbandonati in mare senza alcun soccorso 

Mentre proprio oggi ci sono stati altri morti di migranti, altri 8 migranti stipati in un barcone partito da Sfax e diretto a Lampedusa, tra cui un neonato, uccisi dalla retorica imperialista razzista della "lotta ai flussi irregolari" di questo governo che, in realtà, maschera la criminale, razzista, politica dei respingimenti in continuità con i precedenti governi. 

La politica dei "2 pesi e 2 misure" di questo governo: il Consiglio dei Ministri ha stanziato 55 milioni di euro per la realizzazione degli interventi in relazione all’esigenza di assicurare soccorso e assistenza alla popolazione ucraina sul territorio nazionale metre, allo stesso momento, è stato rinnovato per altri tre anni il Memorandum di intesa tra l’Italia e il Governo di accordo nazionale libico. Meloni ha sottoscritto con il governo di Tripoli un patto che prevede di proseguire e rafforzare i respingimenti in mare delle persone che fuggono dai lager libici.

L’Italia, con il sostegno economico e politico dell’Ue, ha in questi anni destinato poco più di 124 milioni di euro per la fornitura di mezzi navali e terrestri, di motori, di strumentazione satellitare, di corsi di formazione, oltre che per la rimessa in efficienza di imbarcazioni e la fornitura di moduli abitativi per la creazione di un sistema integrato di controllo delle frontiere marittime e terrestri in Libia.

Si tratta di una stima al ribasso realizzata dall’osservatorio sulla spesa esterna in migrazione dell’Italia, The Big Wall, di ActionAid. Una spesa difficile da monitorare, sia per la complessità nelle modalità di gestione, sia per i continui silenzi e dinieghi che le Pubbliche amministrazioni coinvolte, in particolare ministero dell’Interno e ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, antepongono alle continue richieste di accesso alla documentazione di dettaglio relativa ai progetti”.

“Sullo sfondo un Parlamento che non ha mai svolto quella necessaria funzione di controllo sulla spesa che – secondo ActionAid – andrebbe estesa anche al merito delle attività finanziate, in particolare con riferimento alle conseguenze sui diritti umani delle persone migranti”.

La politica fascio-razzista antimmigrati di questo governo è sostenuta anche dal decreto anti-ONG che punta ad ostacolare o a impedire il soccorso in mare e lo sbarco dei migranti che vengono deportati in porti lontani da quello di approdo

pc 3 febbraio - Profitti al massimo e salari al minimo… La battaglia per gli aumenti salariali è giusta, doverosa e urgente… come è urgente studiare il Capitale

 

Questi riquadri ripresi dal ‘Il Cruscotto del lavoro metalmeccanico’ presentato pubblicamente dalla Cisl il 24 gennaio scorso dicono in maniera esplicita quanto i padroni hanno fatto profitti e gli operai hanno perso del loro salario in tutti questi anni.

A questo abbassamento dei salari la Cisl ha contribuito in mille modi aiutando i padroni con accordi, contratti ecc. ecc. e il “cruscotto” (su cui torneremo) che hanno presentato è appunto pieno di questa posizione; una frase su tutte per adesso: “la produttività, malattia storica dell’economia italiana, è cresciuta di 15 punti percentuali in un decennio”.

Questa è proprio la voce del padrone che si lamenta di questa “malattia storica”, mentre la Cisl porta la cifra per dire che nonostante la crisi, la produttività è aumentata, cioè gli operai hanno lavorato di più e più intensamente!

Questa non è una novità visto che “il capitalista cerca costantemente di ridurre i salari al loro limite fisico minimo e di estendere la giornata di lavoro al suo limite fisico massimo…” come dice Marx in Salario, prezzo e profitto dove aggiunge, per rafforzare, che “La tendenza generale della produzione capitalistica non è di elevare il salario normale medio, ma di ridurlo.

È per questo che serve una battaglia quotidiana sul salario, e non solo, ancora Marx: “Se la classe operaia cedesse per viltà nel suo conflitto quotidiano con il capitale, si priverebbe essa stessa della capacità di intraprendere un qualsiasi movimento più grande.

A questo battaglia dobbiamo affiancare quella della formazione teorica!

pc 3 febbraio - Diffondere, sottoscrivere, fare approvare la Mozione operaia contro la guerra - portiamo questa posizione all'assemblea proletaria anticapitalista nazionale di Roma 18 febbraio

Mozione operaia


NO alla guerra imperialista

NO alla partecipazione italiana alla guerra

NO all’aumento delle spese militari

No al carovita

Noi lavoratori e lavoratrici esprimiamo la netta opposizione al nuovo decreto del governo Meloni e alle mozioni del parlamento che supportano l’invio di armi, equipaggiamenti al teatro di guerra dell’Ucraina. Una decisione che alimenta la guerra, la corsa al riarmo e prosegue nella politica di violazione dell’Art. 11 della Costituzione, con cui l’Italia ripudia la guerra come mezzo di soluzione delle controversie tra Stati.

Noi lavoratori e lavoratrici condanniamo fermamente l’invasione imperialista di stampo neozarista della Russia di Putin dell’Ucraina, cos come l’azione guerrafondaia dei governi Usa/Nato/Ue, Italia compresa, volta a portare le truppe occidentali e Basi militari ai confini della

pc 3 febbraio - FACOLTÀ DI LETTERE OCCUPATA - FUORI ALFREDO DAL 41-BIS.


2 febbraio h22

 FACOLTÀ DI LETTERE OCCUPATA CONTRO ERGASTOLO E 41 BIS

PER ALFREDO LIBERO! 

Cambiare Rotta Roma

Come studenti e studentesse della Sapienza, nell'assemblea cittadina di  oggi, abbiamo deciso collettivamente di occupare la facoltà di Lettere in solidarietà ad Alfredo Cospito, contro ergastolo ostativo e 41 BIS. 

A 106 giorni di sciopero della fame di Alfredo Cospito pensiamo sia importante prendere parola sulle problematicità del sistema carcerario. Dall'omicidio di 13 detenuti durante le rivolte carcerarie del marzo 2020, ai pestaggi subiti nelle celle nei mesi seguenti, lo stato conferma l'uso di strumenti di tortura come il 41 BIS e l'ergastolo ostativo prettamente volto a punire il dissenso nel nostro paese. 

Fuori si tenta di criminalizzare la solidarietà e le lotte sociali. Le forze dell'ordine e lo Stato si premurano di fare raid nelle sedi sindacali, nei centri sociali, di inseguire ed arrestare studenti e studentesse per le strade del centro, di militarizzare una città intera per il "pericolo anarchico", costruendo un clima di terrore. I "terroristi" scesi in piazza negli ultimi giorni sono studentə, lavoratricə, disoccupatə. 

Abbiamo deciso di dare una risposta anche dall'università. Di Recente è diventato sempre più palese quanto questo sia un luogo di mercificazione del sapere, di ricatti e competizione. Specialmente in questa sede è fondamentale avere una possibilità di confrontarsi e iniziare a ragionare insieme delle alternative alla drammaticità del presente e all'inesistenza del futuro.

Non esiste e non chiediamo una "trattativa tra Stato ed anarchici" ma l'abolizione di torture istituzionalizzate.

FUORI ALFREDO DAL 41-BIS.