giovedì 18 luglio 2019

pc 18 luglio - ArcelorMittal/sindacati sicurezza in fabbrica ..percorso condiviso? da tarantocontro

AM sicurezza - ma quale percorso condiviso... AM cerca la copertura sindacale per i suoi interessi

Sindacati, senza piattaforma e mobilitazione operaia, condividono gli interessi dei padroni e nulla più 
 Ex Ilva, sindacati-Mittal: al via percorso condiviso


 Quest’oggi in esecuzione di quanto previsto dell’accordo ministeriale di lunedì 15 luglio, si sono incontrati l’azienda e il consiglio di fabbrica di Fim, Fiom, Uilm e Ugl. “Durante l’incontro è stata costituita la task force composta da RR.SS.UU. RR.LL.SS. e tecnici aziendali (Risorse Umane, Operations, Sicurezza e Salute, Ambiente) – si legge nella nota dei sindacati -. A partire da domani saranno calendarizzate delle riunioni, area per area, all’interno delle quali saranno illustrati ed esaminati i piani di manutenzione straordinaria”. “Inoltre, le scriventi organizzazioni solleciteranno il Prefetto di Taranto ad attivare un tavolo istituzionale con gli organi preposti alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Terremo informati i lavoratori sull‘evoluzione degli incontri che partiranno da domani“.
Oggi ArcelorMittal Italia ha avuto il primo incontro con i sindacati firmatari dell’accordo concordato lunedì scorso – si legge invece in una nota di ArcelorMittal Italia -. A rappresentare l’azienda, Cosimo Liurgo, Responsabile Relazioni

pc 18 luglio - Presidio antifascista a Ravenna organizzato dalla Rete



pc 18 luglio - Un saluto a Camilleri inventore di Montalbano - sempre schierato


montalbano, morto Camilleri, Andrea Camilleri, Sicilia, Cultura
 Camilleri non ha mai nascosto da che parte politica stava, non ha mai avuto timore di dire quello che pensava e per questo è stato spesso al centro di polemiche politiche. Ultima quella con il vicepremier Matteo Salvini.
«Non voglio fare paragoni ma intorno alle posizioni estremiste di Salvini avverto lo stesso consenso che a dodici anni, nel 1937, sentivo intorno a Mussolini. Ed è un brutto consenso perché fa venire alla luce il lato peggiore degli italiani, quello che abbiamo sempre nascosto, il razzismo, aveva detto più volte.
Camilleri aveva un cruccio, che poi è lo stesso di tanti della sua generazione: «Ho vissuto l’entusiasmo del 1945, del 1947 per rifare l’Italia. E poi? Poi io consegno a mia pronipote e a voi

pc 18 luglio - All'ombra del razzismo di Stato, speculazione e barbarie contro gli immigrati - In un centro di accoglienza di Imperia,

Vessazioni e frattaglie di pollo come cibo: i quattro truffavano sui fondi pubblici e avevano messo su un vero lager



globalist
17 luglio 2019

Con l'operazione Patroclo la Guardia di Finanza di Imperia ha messo fine alle umiliazioni e alle vessazioni inflitte ai migranti ospitati nei centri di accoglienza gestiti dalla cooperativa sociale piemontese Caribù il cui responsabile, con sorella e fidanzata, e un avvocato di Torino sono finiti in

pc 18 luglio - Salvini vigliacco! L'accusa, che condividiamo, di un giornalista cacciato dalla Rai

Salvini, le spiego cosa è la vigliaccheria
luglio 17, 20190

Raiawadunia · LUG 17, 2019

Da piccolo i miei genitori mi hanno spiegato che un vigliacco è colui che se la prende con i più deboli.
Raccontare a un paese in crisi, con milioni di disoccupati e di poveri, che la loro miseria è colpa di altri poveri e non di governanti incapaci e corrotti, è da vili e imbroglioni.
Sgomberare poveri senza casa e abbandonarli per strada, intimare ai loro figli di uscire a mani alzate, mentre da tanti anni non si costruiscono case popolari per non disturbare i signori della finanza immobiliare e del mattone, è da gran vigliacchi.
Allarmare un paese raccontandogli che è in corso un’invasione, mentre i numeri parlano di poche centinaia di persone, ululare per i sacri confini violati da orde inesistenti, mentre ogni anno quasi

pc 18 luglio - I governi imperialisti son tutti razzisti

Migranti, “negli ultimi 12 mesi la Francia ha respinto oltre 18mila persone a Ventimiglia”. 

Migranti, “negli ultimi 12 mesi la Francia ha respinto oltre 18mila persone a Ventimiglia”. Ecco i dati ufficiali
Sono 18.125 le persone respinte negli ultimi 12 mesi alla frontiera di Ventimiglia dalla polizia francese, prevalentemente provenienti da Nigeria, Mali, Costa d’Avorio, Guinea e Algeria. Numeri che vanno ad aggiungersi a coloro che sono espulsi per via del Trattato di Dublino e riaccompagnati a Bardonecchia e in aereo da Austria, Olanda e Germania. Le persone respinte sono regolari sul territorio italiano, eppure non sempre vengono rilasciate dopo l’identificazione: a volte capita (sempre più raramente) che il Viminale costringa queste persone già esasperate a trasferimenti in pullman dal confine fino al Sud Italia, al solo scopo di ‘alleggerire’ (senza badare a spese) il numero delle persone ferme a Ventimiglia. I dati sono ufficiali perché provenienti direttamente dal Ministero dell’Interno grazie alla richiesta di accesso civico avanzata lo scorso 27 giugno dall’avvocata Alessandra Ballerini per l’Associazione Diritti e Frontiere: “Mentre dall’inizio dell’anno – ha spiegato l’esperta in diritto dell’immigrazione a ilfattoquotidiano.it – via mare sono approdati 3.186 richiedenti asilo, contro i quali il Governo sembra intenzionato a portare avanti illegittimi blocchi dei porti, solo a Ventimiglia, da gennaio a giugno, sono stati respinte 8.200 persone che avevano già trovato una sistemazione fuori dall’Italia. Forte coi deboli e debole coi forti – ha aggiunto rivolgendosi direttamente al ministro dell’Interno – Perché Salvini non si è mai presentato ai tavoli europei nei quali si discute il superamento della convenzione di Dublino che costringe i profughi a restare nel paese di primo approdo?"

pc 18 luglio - Contro Salvini - contro gli sgomberi

pc 18 luglio - Il ciclo di FORMAZIONE OPERAIA in corso su "Salario Prezzo e Profitto" riprenderà la prima settimana di settembre

Invitiamo a leggere e studiare i giovedì di FO 
usciti finora su questo blog e naturalmente il libro di Marx

pc 18 luglio - L'Italia piattaforma NATO per l'aggressione bellica nucleare avallata da tutti i governi servi imperialisti. Tra le 65 e le 90 testate nucleari presenti nelle basi militari di Aviano e Ghedi. E ne stanno arrivando di nuove


150 bombe nucleari Usa pronte ad essere schierate sul territorio europeo. “Nel contesto della NATO, gli Stati Uniti stanno schierando circa 150 armi nucleari in Europa, in particolare le bombe libere B61, che possono essere schierate sia dagli aerei statunitensi che da quelli alleati. Queste bombe sono immagazzinate in sei basi americane ed europee. Kleine Brogel in Belgio, Büchel in Germania, Aviano e Ghedi-Torre in Italia, Volkel in Olanda e Incirlik in Turchia”. Lo afferma un documento dello scorso aprile diffuso dalla Commissione per la Sicurezza e la Difesa dell’Assemblea parlamentare Nato.
Il documento adesso è stato rimosso nella sua versione originale e l’11 luglio è stato ripubblicato con il titolo “A New Era for Nuclear Deterrence? Modernisation, Arms Control and Allied Nuclear Forces”, senza i riferimenti alle bombe nucleari. Nella seconda versione si parla soltanto di aerei capaci di trasportare bombe nucleari e utilizzati da “alleati europei come Belgio, Germania, Italia, Olanda e Turchia”. Il

pc 18 luglio - FORMAZIONE RIVOLUZIONARIA DELLE DONNE - KOLLONTAJ: "Il lavoro femminile nel periodo di espansione della grande industria capitalistica"

Da www.resistenze.org

1921
Conferenze all'università Sverdlov sulla liberazione della donna

Nell'ultima conferenza abbiamo affrontato il primo periodo di accumulazione del capitale. E' stata un'epoca di interminabili e sanguinose lotte tra la crescente borghesia e il mondo feudale in declino.

Abbiamo analizzato la situazione della donna in questo periodo transitorio, dall'economia naturale all'economia monetaria, dal lavoro a domicilio alla manifattura. Come ricorderete abbiamo constatato che la maggior parte delle donne, povere e lavoratrici, dopo l'introduzione del lavoro non qualificato, sono migrate verso l'industria. Tuttavia non dobbiamo perdere di vista il fatto che durante il periodo della manifattura e del lavoro a domicilio, la grande maggioranza delle donne non era particolarmente interessata a garantirsi un reddito proprio attraverso il lavoro. Queste donne non svolgevano un lavoro socialmente produttivo. Naturalmente all'epoca il lavoro domestico manteneva un valore importante e completava l'economia

pc 18 luglio - Ancora sulle spese militari dell'imperialismo italiano - un contributo

Crescono le spese militari dell'Italia. Circa 1.5 miliardi per le missioni all'estero


Redazione La Riscossa | lariscossa.com
07/07/2019

Mentre il governo vara una manovra correttiva seguendo i diktat di Bruxelles per salvaguardare gli interessi sul debito al grande capitale e si prospettano nuovi tagli alla spesa sociale (- 4 miliardi all'istruzione e - 2 miliardi alla sanità) [1], la spesa militare per il 2019 non solo non viene tagliata ma addirittura registra una crescita. Secondo i dati forniti dalla NATO nel corso dell'ultima riunione dei ministri della difesa della NATO, svolta a Bruxelles il 26 e 27 giugno scorso, il nostro paese è tra quelli che hanno incrementato la spesa arrivando a 21.4 miliardi di € nel 2019 con un aumento di 225 milioni rispetto ai 21.2 miliardi dello scorso anno, pari al 1.22% del PIL [2].

Quello di una più equa ripartizione delle spese tra tutti gli alleati è stato anche in questo vertice uno dei temi più caldi, posto costantemente sul tavolo dagli USA al fine che i loro alleati assumano un onere maggiore per le spese e la disponibilità di personale e mezzi per le missioni e le operazioni della NATO. In tal senso, i dati forniti dalla NATO rilevano come gli stati europei (membri della

mercoledì 17 luglio 2019

pc 17 luglio - L'esercito turco prepara una invasione del Rojava? Massima attenzione e massima mobilitazione!

TURCHIA / ROJAVA: MOVIMENTI DI TRUPPE AL CONFINE
Dal 9 luglio, l'esercito turco sta schierando truppe, carri armati e artiglieria in gran numero al confine con il Rojava dai distretti di Suruç a Ceylanpınar (provincia di Laanlıurfa, nella regione meridionale dell'Anatolia). La città di Tel-Rifaat (nel cantone di Shahba) è stata oggetto di colpi di artiglieria da parte dell'esercito turco che ha scavato trincee nella città di Akckakale. Vi è anche un aumento dell'intensità dei voli della forza aerea turca e l'uso di droni per le missioni di ricognizione. Infine, le voci di un'imminente invasione del Rojava sono circolate nei giorni scorsi.

Turquie/Rojava : Mouvements de troupes à la frontière

Depuis le 9 juillet, l’armée turque déploie des troupes, des tanks et de l’artillerie en nombre à sa frontière avec le Rojava des districts de Suruç à Ceylanpınar (de la province de Şanlıurfa dans la région de l’Anatolie du sud-est). La ville de Tel-Rifaat (dans le canton de Shahba) a quant-à-elle subi des tirs d’artillerie de la part de l’armée turque et l’armée turque a creusé des tranchées dans la ville de Akckakale. On signale également une augmentation de l’intensité des vols de l’armée de l’air turque ainsi que l’utilisation de drones pour des missions de reconnaissance. Enfin, des rumeurs d’une invasion imminente du Rojava ont circulé ces derniers jours.
Combattantes kurdes au Rojava (archive) Combattantes kurdes au Rojava (archive)

pc 17 luglio - Parigi "Morti alzatevi"!

La lotta dei Gilets noirs


Morti, alzatevi! 

Oggi, noi, immigrati e immigrate, sans-papiers, abitanti delle case popolari e della strada, occupiamo il Pantheon.
Per la Repubblica francese noi siamo dei sans-papiers, dei senza-voce, dei senza-volto. Veniamo sulla tomba dei grandi del passato per denunciare le vostre profanazioni: della memoria dei nostri compagni, dei nostri padri, delle nostre madri, dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, nel Mediterraneo, nelle strade di Parigi, nelle case e nelle prigioni. In modo diverso dal passato, la Francia continua a perpetrare la schiavitù. I nostri padri si sono sacrificati per la Francia. I morti sono morti. La responsabilità è dei vivi, di coloro che oggi

pc 17 luglio - Le operaie della Tefta in Albania: condizioni di sfruttamento e lotta

Tefta non ha più paura


di Faktoje (*)



Il governo di Tirana vanta la crescita delle capacità produttive e le condizioni di lavoro del settore dell’abbigliamento. Le lavoratrici tessili lo smentiscono senza esitazioni. Tefta Buci ha trovato il coraggio di denunciare la verità davanti alle telecamere: pressioni, violenze, insulti, ricatti, molestie sessuali, lavoro in nero e sottopagato. Lei è stata per dieci anni dipendente di un’azienda italiana, amministrata da un albanese, che è anche proprietario di una piccola quota azionaria. L’azienda è specializzata nella cucitura di calzature e nella modellistica. Fra le marche più note per

pc 17 luglio - I BRACCIANTI MIGRANTI DEL FOGGIANO OCCUPANO LA BASILICA DI BARI - Solidarietà

Da Il Manifesto - di G. Leone
Nella mattinata di ieri una nutrita delegazione di braccianti della provincia di Foggia, provenienti da Borgo Mezzanone dove proseguono da mesi gli sgomberi del ghetto, ha occupato simbolicamente la Basilica di Bari. Il gruppo di lavoratori, una sessantina, era guidato da Aboubakar Soumahoro, il 39enne italo-ivoriano da tempo dirigente dell’Usb.
La protesta di ieri, avvenuta tra la curiosità e lo stupore dei turisti, è l’ennesima iniziativa di un percorso di lotta da tempo intrapreso dai braccianti che vivono nei ghetti del foggiano.
Hanno occupato simbolicamente le panche della Basilica, con le loro bandiere e i loro striscioni, tra cui il più simbolico riportava una domanda tutt’altro che scontata: «In Italia ci sono ancora le leggi sul lavoro?». Chiaro riferimento alla legge 199/2016, nata per contrastare il fenomeno del caporalato da diverse angolazioni. Come quella relativa al problema di una decorosa sistemazione abitativa, alla sicurezza dei mezzi di trasporto che portano i lavoratori nei campi, alla regolarizzazione della loro

pc 17 luglio - La rivolta dei migranti stagionali blocca il traffico a Saluzzo

 "Dateci un tetto per la notte"

Il maltempo scatena la protesta di 150 migranti esclusi dalla struttura comunale, poi la svolta

Un corteo di stagionali della frutta ha bloccato ieri pomeriggio il centro di Saluzzo. In centocinquanta, attualmente accampati lungo il viale dell'ex Foro Boario, poiché esclusi dal Pas, struttura che ospita circa 600 braccianti occasionali, hanno sfilato sotto la pioggia rivendicando un riparo per la notte. Gli uomini scalzi, infreddoliti ed impreparati a fronteggiare l'imprevisto maltempo, esasperati dalla notte trascorsa sotto la pioggia battente, si sono riuniti spontaneamente per rivendicare una soluzione temporanea al loro disagio. 
I migranti si sono spostati da via Mazzini sino in via Macallè, davanti al municipio, per chiedere un incontro con il sindaco Mauro Calderoni, assente per impegni istituzionali. Ci sono stati momenti di tensione. Poi grazie alle mediazioni del comandante dei carabinieri  e del vice commissario della polizia, la manifestazione si è fermata in via 27 aprile, davanti agli uffici postali. Poi la svolta: il sindaco ha ordinato l'apertura temporanea del palasport e i migranti hanno trovato un tetto per la notte. Oggi dovrebbero arrivare le tende fornite dalla protezione civile, che saranno allestite lungo il viale dell'ex Foro Boario.

pc 17 luglio - I BRACCIANTI MIGRANTI DEL FOGGIANO - SE QUESTA E' VITA...

Foggia, migranti presi a sassate mentre vanno al lavoro 
Da Il Manifesto - Gianmario Leone
Presi a sassate da una macchina in corsa mentre si recavano in bicicletta nei campi. E’ quanto accaduto all’alba di lunedì ad alcuni braccianti agricoli alla periferia di Foggia. Si tratta di un gruppo migranti, poche decine di persone, che vivono nella vecchia fabbrica abbandonata di via Manfredonia del capoluogo dauno, utilizzata per dormire e provvedere alle loro necessità. A dimostrazione di come, ancora oggi, i problemi relativi ad una dignitosa sistemazione abitativa per questi lavoratori, siano ancora lungi dall’essersi risolti.
I braccianti aggrediti l’altro ieri lavorano abitualmente negli sterminati campi della Capitanata e per loro scelta non si rivolgono all’intermediazione dei caporali, ma contattano direttamente i datori di lavoro per offrire le loro prestazioni con grande umiltà e sacrificio.
Potrebbe risiedere in questo piccolo ma non insignificante particolare, rivelato dalla Flai Cgil di Foggia, il motivo dell’aggressione. «I lavoratori sono stati vittima di una sassaiola ad opera di sconosciuti, non è la prima volta, solo che questa volta alcuni di loro sono stati gravemente feriti:  lievemente alla testa (guariranno in cinque e sette giorni), un senegalese di 33 anni e un cittadino della Guinea Bissau di 26 anni, che hanno scelto di non recarsi sul luogo di lavoro in questi giorni, per non rischiare di «incontrare di nuovo quei ragazzi» hanno dichiarato alle autorità che indagano sul caso.
Da tempo si respira un clima d’odio crescente in tutta la provincia di Foggia. Un’azione squadrista e xenofoba, oltre che intimidatoria, nei confronti di braccianti agricoli che continuano a vivere emarginati rispetto alla società. Ciò nonostante da tempo politica e istituzioni, insieme a sindacati e associazioni presenti sul territorio, dopo l’entrata in vigore della legge 199/2016, conosciuta come legge anticaporalato, stiano lentamente provando a cambiare una realtà tristemente radicata in molte regioni italiane, non solo al Sud.
Sull’episodio è intervenuto anche il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gismundo: "Nel paese c’è chi sta alimentando un clima di odio e intolleranza attraverso una narrazione falsa e strumentale dell’immigrazione, per meri tornaconti politici».

Capitanata - interviste ai migranti braccianti 
Stralci da Flore M. Yovanovitch

"Sai dove si può cambiare un dente?». E’ la prima domanda che mi viene rivolta, sull’ex pista

pc 17 luglio - LA CONDIZIONE DELLE DONNE MIGRANTI CHE VIENE DIMENTICATA DA TUTTI

Venerdì prossimo alle 15 - nel seminario donne organizzato dal Movimento femminista proletario rivoluzionario - saranno a Taranto compagne della Rete Campagne in lotta che da anni nel foggiano con i braccianti migranti organizzano lotte contro le condizioni di lavoro di supersfruttamento e le bestiali condizioni di vita. 
Ci parleranno dell'altra realtà che viene nascosta/dimenticata, quella delle donne migranti.

pc 17 luglio - L'ignobile ministro di Macron si è dimesso - ma come scrivono i compagni francesi: "un jour tu payera!"

Francia. Il ministro François De Rugy si è dimesso


Travolto da uno scandalo, l’ennesimo dell’era Macron, il ministro della transizione ecologica francese è stato costretto alle dimissioni.
Un’inchiesta di Mediapart ha rivelato pranzi luculliani con la sua cerchia di amici e spese di ristrutturazione dell’appartamento ministeriale che occupava piuttosto esose, tutto a spese dei contribuenti.
E anche quest’anno il “presidente dei ricchi” ci regala un altro bel feuilleton dopo “l’affare

pc 17 luglio - ArcelorMittal Taranto - oggi port. D - Via Salvini

I comunisti autentici non sono economicisti e portano alle fabbriche e alle avanguardie operaie le questioni politiche difficili