lunedì 22 luglio 2019

pc 22 luglio - Quel filo nero che lega il sistema Bibbiano e il DDL Pillon

da nextquotidiano
@Giovanni Drogo | 22 Luglio 2019
 


Bibbiano è sulle bocche di tutti, tutti ne parlano ma nessuno sa esattamente di cosa sta parlando. Lo dimostra la figuraccia dell’eurodeputata leghista Isabella Tovaglieri che non è stata nemmeno in grado di dire di quale reato è accusato il sindaco Andrea Carletti (autosospesosi dal PD). Lo dimostra la strumentalizzazione del M5S con Luigi Di Maio che parla del PD come del «partito di Bibbiano» che «toglie i bimbi alle famiglie con l’elettroshock per venderseli». In attesa che la magistratura (e la “task force” voluta dal ministro Bonafede) faccia chiarezza sulla vicenda però i nostri politici potrebbero parlarci del DDL Pillon.

Sorpresa: anche il DDL Pillon “strappa” i bambini alle famiglie (per mandarli in centri di rieducazione)
Che c’entra il progetto di  riforma dell’affido condiviso con i presunti abusi commessi a Bibbiano? All’apparenza si tratta di due argomenti completamenti diversi. Da una parte ci sono quelli che l’opinione pubblica ormai chiama “orchi”, “pedofili” o anche peggio che avevano messo su un “business” per vendere i bambini togliendoli alle loro famiglie d’origine. Dall’altra una proposta di legge che mira invece a tutelare la “bigenitorialità”, vale a dire a consentire ai figli delle coppie separate di continuare ad avere rapporti con entrambi i genitori. Anzi, secondo il Senatore Pillon «dopo lo scandalo della Val d’Enza credo che la politica debba dare risposte vere e concrete», risposte che il Governo e la maggioranza daranno proprio anche con l’approvazione del DDL 735, la cui discussione è ripresa qualche giorno fa (senza che Di Maio dicesse nulla in merito).

Ma chissà come mai si parla molto dei presunti pedofili di Bibbiano e poco o nulla (lo ha fatto Presa Diretta tempo fa) delle posizioni a favore della pedofilia di Richard Gardner, lo studioso ha teorizzato la PAS (Parental Alienation Syndrome) nota anche come sindrome da alienazione parentale. Si tratta di una presunta malattia psichiatrica della quale possono soffrire i figli delle coppie separate. Malattia che però, dicono OMS e Ministero della Sanità, non esiste. Gardner è uno che nel libro True and False Accusations of Child Sex Abuse scrive che bisogna dire ai bambini che in fondo gli abusi sessuali sono una cosa normale perché in altre società è considerata la norma. Nessuno però chiede di parlare di Gardner, forse l’argomento è troppo ostico, forse è molto più eccitante parlare di processi che non sono ancora iniziati. Perché è sempre così, un conto è ascoltare la versione romanzata (magari con un podcast pieno di ingenuità) dei fatti, un altro è vedere cosa hanno stabilito i processi.

Come il DDL Pillon creerà tante piccole Bibbiano

pc 22 luglio - Nell'anniversario della violenza fascio-poliziesca al G8 di Genova, passa l'emendamento degli sbirri del SAP/Lega: loro ci possono gasare, pestare, torturare e “ chi sputa su una divisa ne dovrà rispondere.” Niente più archiviazione per lieve tenuità del fatto


 21/07/2019

“E’ stato appena approvato con le Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia alla Camera, con voto trasversale, l’emendamento a mia firma riferito all’articolo 16 del decreto sicurezza in tema di sicurezza pubblica che prevede la non archiviazione per lieve tenuità del fatto, nei confronti di chi commette reati di violenza, oltraggio o resistenza a pubblico ufficiale......Da ora chi per esempio sputa su una divisa ne dovrà rispondere, non come accadde tempo fa a Milano dove un giudice dispose l’archiviazione nei confronti di un antagonista poiché ritenne il fatto di lieve entità. Questo è stato possibile ovviamente grazie al lavoro e all’interesse del nostro ministro dell’Interno Matteo Salvini, senza il quale non si sarebbe mai arrivati all’approvazione di tali emendamenti a favore di chi è al servizio della comunità”. Così in una nota il deputato della Lega, Gianni Tonelli.

Gianni Tonelli, leghista, ex segretario del Sindacato autonomo della polizia e le sue infami dichiarazioni:
sui casi Cucchi ("Tutti assolti, come è giusto che sia. Esprimo piena soddisfazione per l'assoluzione in appello di tutti gli imputati per la morte di Stefano Cucchi. In questo Paese bisogna finirla di scaricare sui servitori dello Stato le responsabilità dei singoli, di chi abusa di alcol e droghe, di chi vive al limite della legalità. Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze. Senza che siano altri, medici, infermieri o poliziotti in questo caso, ad essere puniti per colpe non proprie"), Aldrovandi ("È un delitto solidarizzare con colleghi che consideriamo innocenti? Ero al congresso e ho applaudito convintamente i miei colleghi condannati ingiustamente", specificò Tonelli spiegando il motivo del suo gesto."Ai colleghi coinvolti è andata una parte degli applausi, non certamente perché sono eroi, ma perché sono poliziotti che, in servizio, hanno patito e patiscono infinite tribolazioni dopo una sentenza per reato colposo sulla quale nutriamo, legittimamente, alcune riserve") e sull’introduzione del reato di tortura ("Carabinieri e polizia devono poter agire liberamente. Se devo prendere per il collo un delinquente, lo devo prendere. Se cade mentre è fermato e si sbuccia un ginocchio, cazzi suoi", dichiarò Salvini commentando l'approvazione del reato di tortura licenziato alla Camera. "Il reato di tortura è l'ennesimo regalo ai ladri e l'ennesimo attacco alle guardie. La Lega è l'unica contraria. Con questo reato basterà che qualunque delinquente appena arrestato denunci il poliziotto o il carabiniere anche per una violenza psicologica, e il poliziotto o il carabiniere passano i guai", commentò ulteriormente il leader del Carroccio)

Il Sap festeggia Salvini: "Ama le divise e il programma sulla sicurezza l'abbiamo scritto noi"




pc 22 luglio - preparativi di aggressione imperialista all'Iran

Continua la serie di provocazioni di USA, Gran Bretagna e Israele all’Iran. La Gran Bretagna ha inviato una seconda nave da guerra nel Golfo Persico dichiarando che ciò è stato reso necessario dal tentativo, messo in atto da parte di alcune imbarcazioni dei Pasdaran iraniani, di ostacolare il passaggio di una petroliera britannica nello Stretto di Hormuz qualche giorno fa. Un tentativo che sarebbe stato bloccato dalla fregata della Royal Navy che la scortava con la messa in fuga delle imbarcazioni iraniane. Nonostante gli iraniani abbiano smentito, le autorità inglesi hanno dichiarato di essere “preoccupati per l’accaduto e continuiamo a sollecitare le autorità iraniane ad azioni di de-escalation della situazione nella regione”.


Ci vuole decisamente una gran faccia tosta e tutta l’arroganza del lupo occidentale avvezzo ad accusare l’agnello a valle di intorbidire l’acqua. Solo pochi giorni prima (la notte del 4 luglio) i militari britannici del 42° Commando dei Royal Marines avevano assaltato la petroliera iraniana Grace 1 mentre attraversava lo Stretto di Gibilterra, a pochi Km dalla colonia britannica. L’abbordaggio, con il sequestro e l’arresto dell’equipaggio ancora in atto, sarebbe stato dettato dal fatto che la nave iraniana stava trasportando greggio alla raffineria di Nanyas in Siria, violando le sanzioni dell’Unione europea contro Assad.

C’è, a tutta evidenza, la volontà di alzare la tensione e forzare la mano anche ai più recalcitranti tra gli alleati europei. Le accuse a Teheran all’indomani delle esplosioni che avevano colpito alcune petroliere nelle acque del Golfo, gli innumerevoli attacchi da parte dell’aviazione israeliana contro basi e postazioni iraniane in territorio siriano, non sono stati evidentemente sufficienti ad innescare una reazione di Teheran né ad eliminare i dubbi di un’Europa ancora disposta, a chiacchiere, a tenere in piedi l’accordo sul nucleare. C’era e c’è bisogno di buttare ben altra benzina sul fuoco. L’atto di pirateria dell’Inghilterra è solo un altro tassello e forse abbiamo visto le prime risposte iraniane. A questo va aggiunta la nuova provocazione statunitense: il Capo di Stato Maggiore congiunto delle forze statunitensi, Joseph Dunford , ha fatto sapere che entro 20 giorni gli USA vogliono creare una coalizione militare internazionale per garantire la sicurezza e la libertà di navigazione lungo le principali rotte petrolifere del mondo (Stretto di Hormuz e Mar Rosso). Il Pentagono metterà a disposizione un ombrello aeronavale mentre i partner (volenterosi) offriranno le navi per scortare i propri mercantili.

pc 22 luglio - Salvini e Renzi contro i No Tav a tutela di un cantiere fantasma

Sono della stessa pasta, appartengono alla stessa cricca, quella degli amici del partito del tondino e del cemento foriero di voti e sostegno politico nelle loro scalate ai vertici del potere. Questi due tweet ravvicinati ci restituiscono la sintesi degli ultimi decenni in salsa Si Tav, slogan e dichiarazioni di appartenenza alla classe dei potenti e ai loro interessi.
Da due giorni i media mainstream rimbalzano notizie di denunce e provvedimenti, politicanti in cerca di visibilità ed in perenne campagna elettorale auspicano arresti e punizioni esemplari per tutelare e premiare la polizia, la stessa che 18 anni fa uccise Carlo Giuliani e colorò di sangue Genova attraversata da una generazione ricca di speranze e promesse per il futuro.
Nulla cambia insomma. Ne abbiamo visti tanti in questi anni, premier, ministri, presidenti, segretari di partito, politici in cerca di notorietà, passare senza lasciare un segno particolare e percorrere sempre il solito solco, quello determinato da chi vede nelle grandi opere un bancomat inesauribile di denaro, alla faccia dei territori distrutti per sempre e dello spreco di risorse sottratte a scuola, sanità, ricerca, welfare.
Non sempre la verità sta in mezzo, in questo caso infatti sta tra chi questa terra la vive tutti i giorni, con le proprie famiglie e le proprie speranze condivise coi tanti No Tav di tutto il paese, tra chi ha resistito a uno degli attacchi più forti che lo stato italiano ha rivolto ad una popolazione sul suo territorio negli ultimi decenni.
In barba a tutte le mistificazioni e ai tentativi di indebolirci…siamo ancora qui, con un movimento intergenerazionale che in questi giorni ha accolto centinaia di studenti orgogliosi di sventolare la nostra bandiera e che il 25 luglio inaugurerà il Festival ad Alta Felicità dove saranno decine di migliaia le persone ad arrivare, dal nord al sud Italia.

pc 22 luglio - scandalo UGL - un 'sindacato' con dirigenti corrotti da sempre, con galoppini carrieristi e oggi asservito alla lega fascio/razzista di Salvini


Ugl, non c’è pace al vertice del sindacato delle destre. Sospeso il vicesegretario defenestrato e volano gli stracciPaolo Capone nei giorni scorsi ha deferito Giancarlo Favoccia ai probi viri "per salvaguardare il buon nome e l'immagine dell'organizzazione e dei suoi vertici". Il riferimento è probabilmente allo scambio epistolare seguito alla revoca delle deleghe che l'ex numero due dell'organizzazione già guidata da Renata Polvernini attribuisce al suo aver "chiesto conto di come sia utilizzato il patrimonio unitario dell'Ugl"Il caso Centrella-Polverini-Cetica è nelle mani dei giudici, ma l’Ugl non trova pace. 
Ai vertici volano ancora gli stracci e le allusioni sul presunto uso improprio del denaro del sindacato. L’ultima puntata riguarda l’ormai ex vicesegretario e responsabile dell’organizzazione dell’ente fresco di revoca delle deleghe. Ora Giancarlo Favoccia è stato anche sospeso cautelativamente da ogni carica e attività sindacale e deferito al collegio dei probiviri dell’organizzazione di destra. La segreteria confederale nei giorni scorsi ha ritenuto la mossa necessaria “per salvaguardare il buon nome e l’immagine dell’organizzazione e dei suoi vertici dalle comunicazioni diffuse da Favoccia” stesso. Il riferimento è probabilmente allo scambio epistolare seguito alla revoca delle deleghe che l’ormai ex vice di Paolo Capone, in una lettera datata 11 luglio 2019 e indirizzata in pratica all’intera organizzazione sindacale, attribuisce al suo aver “chiesto conto di come sia utilizzato il patrimonio unitario dell’Ugl”. In particolare Favoccia punta il dito su forniture esterne, viaggi e spese legali, chiedendo conto della mancata richiesta di autorizzazione per le medesime alla segreteria.Dall’entourage di Capone, che ben conosce la parabola dei suoi predecessori, le accuse di vengono bollate come pretestuose. Dal canto suo Favoccia respinge in toto i sospetti sollevati a suo carico da un’informativa della Guardia di Finanza di oltre 6 anni fa. Nella quale si riferiva di una carta prepagata nella “esclusiva disponibilità” del sindacalista all’epoca a capo della federazione Ugl Igiene Ambientale e di 330.000 euro prelevati fra Napoli, Panarea e Lipari . quasi sempre sono state eseguite operazioni da 250 euro l’una, nella stessa giornata e presso il medesimo sportello”, si legge nelle carte: 16 prelevamenti il 12.07.2011, 19 prelevamenti il 28.12.2011, 4 prelevamenti il 24.08.2012 a Panarea e 8 prelevamenti il 28.08.2012 a Lipari. Riguardo invece al denaro prelevato in piena estate eoliana, “se se ho prelevato mentre stavo in vacanza, dopo ho rimesso tranquillamente tutto a posto, altrimenti mi avrebbero cacciato 7 anni fa”; replica. Nell’informativa si legge anche che “essendo Giovanni Centrella il legale rappresentate del conto movimentato da Favoccia, non può escludersi allo stato un’eventuale correità delle ipotesi distrattive“. Tradotto: l’ex segretario generale non era esente da responsabilità sull’utilizzo dei soldi del sindacato LE DINAMICHE INTERNE DELL’UGL – La nuova composizione della segreteria generale era stata varata nel novembre 2017. Non è dato di capire come mai l’Ugl abbia deciso solo nelle scorse settimane di aprire una nuova indagine interna quando gli eventuali reati sono a rischio prescrizione. Del resto gli attuali vertici, ormai organici alla Lega di Matteo Salvini e maggioranza rispetto alla corrente forzista che da sempre ha avuto la meglio nel sindacato, puntano in alto. Sia Durigon che Capone, infatti, ambiscono a una candidatura a governatore del Lazio, E l’Ugl è un bacino di consensi troppo importante per le ambizioni locali del Carroccio.

pc 22 luglio - alleanza tra Lega e Pd sull’autonomia differenziata

In queste ore sentiamo le urla di Zaia e Fontana, presidenti di Veneto e Lombardia, perché il governo, pur avendo già concesso loro moltissimo sull’autonomia differenziata, non ha ancora dato il via libera agli insegnanti padani.
Come sempre quando c’è una battaglia della Lega per gli affari e il mercato, contro i diritti sociali e l’ambiente, il PD si unisce subito ad essa. Non c’è privatizzazione, grande opera, attacco ai diritti del lavoro e allo stato sociale, che non veda il partito democratico alleato con quello di Salvini.
Così anche Bonaccini, presidente PD dell’Emilia Romagna, si è unito alle proteste dei suoi colleghi lamentando il ritardo con cui si decide l’autonomia. E un esponente leghista ha avuto facile gioco a ricordare che tutte le richieste della Lombardia sono state decise dal consiglio regionale all’UNANIMITA’. ....
È bene allora ricordare che in un quadro di spesa pubblica sottoposta ai vincoli dell’austerità UE, accettati dal governo, l’autonomia differenziata distruggerebbe il poco che ancora resta della sicurezza sociale, massacrerebbe tutto il Sud assieme ai poveri del Nord.
Non c’è niente di più liberista e reazionario che affermare l’obbligo per ogni regione di arrangiarsi, mentre si taglia la spesa per la sanità ed i servizi pubblici.
L’autonomia differenziata oggi non è solo la secessione dei ricchi, è una sfacciata ferocia sociale verso i poveri.

stralci da contropiano

pc 22 luglio - Hong kong proteste popolari contro il regime imperialista e socialfascista cinese

Le proteste alimentate dall'imperialismo Usa in chiave destabilizzazione dell'imperialismo rivale

Proiettili di gomma e gas lacrimogeni contro la folla. È il settimo weekend consecutivo di manifestazioni e scontri a Hong Kong, dove migliaia di “ombrelli”, diventati ormai il simbolo della protesta, sono di nuovo scesi per le strade della città dopo aver trasformato una manifestazione contro il progetto di legge ormai sospeso sulle estradizioni in Cina in una vera e propria marcia antigovernativa che ha in Carrie Lam, Capo dell’esecutivo locale La tensione è salita quando, chiusa la marcia di Civil Human Rights Front, le proteste sono continuate circondando la sede di rappresentanza di Pechino, con lanci di uova e palloncini con inchiostro contro lo stendardo rosso della Repubblica Popolare. I dimostranti chiedono le dimissioni del capo dell'esecutivo, Carrie Lam, e nuove elezioni. Ma a scagliarsi contro coloro che protestano per l’eccessiva vicinanza dell’esecutivo del Porto Profumato a Pechino sono stati anche gruppi non identificati di uomini a volto coperto, vestiti di bianco e armati di bastoni. Da quanto si vede dalle immagini trasmesse in diretta Facebook dalla testata locale Stand News, il gruppo di contromanifestanti carica una folla di antigovernativi a Yuen Long, quartiere nella zona nordovest della città, vicino al confine con la Cina. La reporter è fra le persone attaccate ed è stata sbattuta a terra e presa a calci diverse volte. Nelle immagini si vede almeno un uomo con il volto coperto di sangue.Le proteste vanno avanti dal 9 giugno e, nonostante la contestata proposta di legge sulle estradizioni, il casus belli, sia stata ritirata, la folla non ha smesso di scendere in strada. Oggi, la contestazione è alimentata in particolare dalle sparizioni dei librai dissidenti, ricomparsi in detenzione in Cina, nonché dalle incarcerazioni di leader del movimento pro-democrazia. I dimostranti chiedono le dimissioni di Lam, che Pechino sostiene, un’indagine indipendente su presunte violenze della polizia e l’amnistia per le persone arrestate, oltre a nuove elezioni a suffragio universale per scegliere un nuovo capo del governo 

pc 22 luglio - Francia: moderno fascismo in azione in versione "Macron" e da stato di polizia


CASTANER DECORA POLIZIOTTI COINVOLTI NELLA VIOLENZA CONTRO GILET GIALLI

Castaner ha assegnato medaglie a 9.000 poliziotti coinvolti in casi di violenze commesse dalla polizia principalmente durante le varie mobilitazioni di "gilet gialli". Queste medaglie per la sicurezza interna, solitamente assegnate il 1° gennaio e il 14 luglio, sono state assegnate quest'anno come parte della “promozione eccezionale medaglia d'oro per la sicurezza nazionale ‘gilet gialli’".

Tra i decorati, troviamo Grégoire Chassaing, commissario di divisione a Nantes, responsabile delle operazioni di sicurezza il 21 giugno, durante il Festival della musica. Diede l'ordine di disperdere la folla con gas lacrimogeni, causando la caduta di quattordici persone nella Loira, tra cui Steve Maia Caniço, ancora disperso. Anche decorato, il capitano Bruno Félix ha fatto un’audizione nell'indagine sulla morte di Zineb Redouane, colpito in faccia da una granata di gas lacrimogeno mentre era alla finestra del suo appartamento a Marsiglia, il 1° dicembre.

Responsabile delle operazioni di mantenimento dell’ordine, durante il quale Geneviève Legay, un'attivista di 73 anni, è stata gravemente ferita a Nizza, anche il commissario Rabah Souchi è stato decorato. Altro decorato: il comandante della divisione, membro della brigata della polizia, venuto a sloggiare con i manganelli e calci i manifestanti trincerati in un Burger King, durante l'Atto III.

 Pestaggi nel Burger King durante l'atto III

domenica 21 luglio 2019

pc 21 luglio - i martiri della rivoluzione sono immortali - TURCHÍA - onore e gloria ai compagni caduti a Dersim!


a 13 anni dal loro eccidio  - 16 giugno 2006 - dirigenti del MKP - Partito Comunista Maoista

El pasado 16 de junio, se cumplieron XIII años del asesinato, a manos del ejercito turco, del camarada Cafer Cangöz, Primer Secretario del Partido Comunista Maoísta de Turquía y norte del Kurdistán (MPK) junto 16 camaradas, que participaban en las tareas preparatorias del II Congreso del Partido en Dersim.
Los maoístas turcos fueron objeto de una emboscada de un gran numero de efectivos militares con el apoyo de helicópteros Sikorsky.
En la masacre murieron junto al Primer Secretario del Partido, los camaradas Aydin Hambayat, Ali Riza Sabur, Cemal Cakmak, Kenan Cakici, Okan Unsal, Berna Saygili Unsal, Alattin Ates, Okkes Karaoglu, Taylan Yildiz, Ibrahim Akdeniz, Binali Guler, Dursun Turgut, Gulnaz Yildiz, Ahmet Perktas, Cagdas Can y Ersin Kantar, miembros del Comité Central del MKP y del Ejército Popular de Liberación (HKO).
El entierro de los camaradas fue una clara y contundente respuesta de las masas de respaldo a la revolución en Turquía y Kurdistan norte, y de desafió a sus asesinos.
En una declaración del MRI, del que formo parte el MKP, se afirmaba: “El enemigo estaba muy familiarizado con el camarada Cangöz. Llevaba muchas décadas luchando por la liberación de los pueblos de Turquía, como parte de la revolución proletaria mundial. Pasó más de 10 años en las mazmorras, donde fue un modelo audaz e inspirador de la resistencia y el desafío. Los presos revolucionarios la querían y las autoridades carcelarias la odiaban. Incluso en la cárcel, le prestó mucha atención a los problemas del movimiento comunista en Turquía y a nivel internacional. Después de salir en 2002, desempeñó un papel clave en el congreso fundador del PCM y en la línea política que adoptó. Fue un suceso histórico que luchó por consolidar una línea marxista-leninista-maoísta en el partido. Desde el primer congreso, el camarada Cangöz estaba luchando por reorganizar y fortalecer el partido y lograr un gran avance en la guerra popular”.



¡HONOR Y GLORIA A LOS 17 MARTIRES DE DERSIM!
¡VIVA LA GUERRA POPULAR EN TURQUÍA Y NORTE DEL KURDISTAN!




pc 21 luglio - Presidio rete antifascista Ravenna - scritta per carlo giuliani






Questa mattina a Ravenna si è svolto un presidio organizzato dalla rete antifascista nel cuore del quartiere popolare dove la settimana prima un gruppo di 14 fascisti di forza nuova ha manifestato, ben protetto dalla polizia, alla ricerca inutile di consenso all’interno del quartiere dove cè una forte presenza di stranieri e immigrati.. una quarantina di antifascisti hanno presidiato la zona con striscioni e bandiere ribadendo al megafono le forti radici antifasciste della città e denunciando il razzismo e l’odio che il ministro dell’interno Matteo Salvini sta cercando di diffondere in questo paese. Fra gli antifascisti anche la presenza di alcuni operai organizzati con alcuni sindacati di base e alcuni studenti. Oltre il volantino di denuncia ai fascisti di forza nuova, come proletari comunisti è stato diffuso anche il volantino contro Salvini al servizio degli imperialismi e contro gli sgomberi ai passanti e ai presenti al presidio.




pc 21 luglio - ora e sempre NOTAV


Duecento partecipanti al «Campeggio studentesco No Tav», in corso a Venaus fino al 24 luglio, hanno violato ieri sera, sabato 20 luglio, la «zona rossa» attorno al cantiere dell’Alta Velocità, istituita con l’ordinanza interdittiva della Prefettura. Azione dimostrativa terminata con il lancio di pietre e di petardi e un principio di incendio nel bosco.


Percorrendo il sentiero Gallo Romano, i manifestanti, tra cui alcuni attivisti del centro sociale Askatasuna, hanno raggiunto la cancellata metallica allestita per sbarrare gli accessi all’area del cantiere Tav.

Dopo aver ammassato legno e altro materiale infiammabile, hanno dato fuoco alla catasta cercando di sfondare la cancellata metallica utilizzando un grande tronco di legno come ariete.

Subito dopo hanno cercato di aprire un varco con un flessibile elettrico. Respinti con un idrante dalle forze dell’ordine, quindici attivisti, travisati, hanno continuato l’assalto al cantiere lanciando  per circa 10 minuti pietre, petardi, bombe carta e razzi da segnalazione nautica. Gli investigatori della Digos hanno riconosciuto venti militanti antagonisti che saranno denunciati per violazione del provvedimento prefettizio. Alcuni anche per accensioni pericolose. Due dei manifestanti saranno denunciati «per inottemperanza al “foglio di via obbligatorio” dal comune di Giaglione, tra cui una militante catanese e un esponente di Askatasuna».


pc 21 luglio - Libia: la guerra tra bande per interposta persona - i paesi imperialisti tutti - torna a volgere a favore di Haftar?

Imminente, attacco sulla capitale libica da parte delle milizie fedeli al generale Khalifa Haftar. 

Francia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti sarebbero “le menti” di questa operazione. I tre paesi starebbero fornendo “mezzi aerei e armi sofisticate per sostenere la nuova offensiva 

L'ammissione del governo di Parigi sui missili Javelin trovati in una base del generale Khalifa Haftar dimostra che Parigi ha personale sul terreno in Libia a sostegno dell’offensiva militare lanciata da Haftar a inizio aprile per conquistare la capitale libica

Leggi su proletari comunisti N°4 maggio 2019 - analisi, sviluppi, effetti - ruolo e crisi della azione dell'imperialismo italiano richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 21 luglio - La teoria e la pratica dei due forni del regime fascista turco di Erdogan - fattore di guerra

Turchia-Stati Uniti: colloquio telefonico Cavusoglu-Pompeo, focus su S-400 e Siria
Ankara, 20 lug 15:38 - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu e il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, hanno avuto oggi una conversazione telefonica nel corso della quale hanno discusso della questione relativa all’acquisto da parte della Turchia del sistema di difesa aerea russa S-400 e della crisi in Siria. Lo riferiscono fonti diplomatiche turche citate dall’agenzia di stampa “Anadolu”, secondo cui nel corso del colloquio le due parti si è discusso anche dell’attuazione della “road map” a Manbij, della situazione a Idlib, della zona di sicurezza e delle relazioni bilaterali. Lo scorso 16 luglio il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato

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pc 21 luglio - INDIA: Il governo minaccia l'impiego dell'esercito contro la Guerra Popolare

La stampa indiana riferisce di dichiarazioni del ministro di Stato dell'interno dell'Unione, Nityananda Rai, che ha affermato, nel mezzo di un discorso trionfalista, che il governo non esclude di schierare unità dell'esercito indiano per combattere l'insurrezione maoista e "liberare ciascun centimetro del Paese".
Queste dichiarazioni, fatte domenica scorsa, evidenziano il fallimento delle forze paramilitari del CRPF nella loro lotta con l'esercito guerrigliero di liberazione popolare maoista, che ogni giorno colpisce più duramente il regime marcio dei Brahmini e la grande borghesia indiana.
Il ministro ha avvertito che se i maoisti non accettano l'iniziativa del governo di trasformare le loro forme, seguendo l'attraente schema di riabilitazione, il governo sarebbe costretto a considerare l'opzione di usare l'esercito per annientarli.
https://www.dailypioneer.com/2019/state-editions/every-inch-of-india-to-be-maoist-free--union-minister.html

pc 21 luglio - “La mafia è ovunque”! A 27 anni dalle stragi del ‘92 questo è il risultato della “lotta alla mafia”

Ogni anno, durante le commemorazioni per i morti ammazzati dalla mafia-politica-Stato, l’ipocrisia delle istituzioni è così spessa che si taglia con il coltello. Dal Presidente Mattarella all’ultimo politicante che non vede l’ora di salire sulla passerella e dire pure la sua sugli eroi borghesi.
Questa cosa ha fatto saltare, da qualche tempo, la pazienza pure alla figlia di Borsellino, che ha denunciato tra l’altro, appunto, le passerelle dei politici, e come riferisce l’adnkronos “…denuncia inoltre che la Commissione nazionale antimafia e il Parlamento ‘strumentalizzano ai fini mediatici’ e in occasione del 27esimo anniversario della morte di Paolo Borsellino ‘desecretando’ gli atti del Csm e della stessa Commissione antimafia.”
La mafia che viene presa in considerazione in questo articolo del Sole24Ore, è quella “economica”, e come si vede la disponibilità di soldi è eccezionale, ma la mafia è un fenomeno di questo sistema sociale e, infatti, in giro per il mondo, in Sicilia e in particolare a Palermo la mafia continua ad essere “sociale”, controlla il territorio, si fa pagare il pizzo, elegge sindaci e deputati, organizza spedizioni punitive e quando necessario uccide… La mafia senza copertura politica e dello Stato non potrebbe esistere, è per questo che chiaramente i parenti delle vittime, quelli sinceri, non hanno speranze di giustizia!
Di giustizia, quella vera, non hanno nemmeno speranza le masse popolari che l’arroganza del potere in tutte le sue forme la subiscono più di tutti, se non comprendono fino in fondo che la “lotta alla mafia” è imprescindibile dalla lotta per il rovesciamento di questo sistema sociale…

“Le mani della mafia su 30 settori

“Le fette di mercato conquistate dalla criminalità organizzata ormai non si contano. Nella ricognizione della relazione Dia sul secondo semestre 2018 si possono individuare quasi trenta settori, ci sono persino i servizi di scuolabus. I prodotti ortopedici e l’ingrosso di giocattoli. I mafiosi “sanno variare il ‘paniere’ dei propri investimenti”. Con l’adozione ormai strategica di modelli manageriali per la gestione delle risorse i mafiosi investono soprattutto al sud in settori secondario e terziario. “C’è una mancanza di allarme sociale – denuncia la Dia – che sembra aver anestetizzato la coscienza collettiva”. Aumenta la minaccia degli investimenti finanziari della criminalità organizzata al Nord: la Lombardia è in testa alla classifica nazionale delle operazioni sospette (19.752 in un anno), più del triplo della Sicilia (6.151).”

E ancora: la mafia investe nelle attività industriali e nei servizi “I settori terziario e secondario predominano con il 46,8% (5.638) e il 44,8% (5.394) del totale.

“La mafia è ovunque
“Innumerevoli, i tentacoli della piovra mafiosa si allungano ormai su qualunque settore di mercato da
catturare. Appena pubblicata, la relazione della Dia (direzione investigativa antimafia) sul secondo semestre 2018 è la fotografia di un’impresa criminale diffusa sul territorio, multinazionale, ad alto tasso di sviluppo, investimenti e profitto. In crescita continua.
“Cosa nostra investe dove ci sono i soldi” ha detto ieri al sole 24 Ore il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. Il documento messo a punto dagli analisti guidati dal generale Giuseppe Governale, direttore della Dia, consegnato al Capo della polizia, Franco Gabrielli, e trasmesso in Parlamento dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sembra un manuale di tecnica economica e finanziaria. Applicata dalla criminalità organizzata.
Le fette di mercato dove mafia, ‘ndrangheta, camorra, organizzazioni pugliesi ed etniche si diffondono quasi non si contano più (si veda l’elenco a fianco). La ricognizione della Dia sulle operazioni di polizia giudiziaria mette a fuoco settori particolari: i servizi di scuolabus, il trasporto e vendita di cassette di legno, i prodotti

sabato 20 luglio 2019

pc 20 luglio - La Lega truffa lo Stato e lo Stato borghese gli riduce pure il conto da pagare. Mentre Salvini continua a mentire, come documenta l'Espresso

I 49 milioni che la Lega deve restituire allo Stato diventano 18: le rivelazioni dell’ultimo bilancio. Lo sconto è frutto di un accordo con la procura di Genova

Di Madi Ferrucci  20 Lug. 2019

Lega, i 49 milioni da restituire allo Stato diventano 18
Secondo il bilancio 2018 della Lega, i 49 milioni da restituire allo Stato sono diventati 18,4. La riduzione è il risultato di un accordo del settembre 2018 con la procura di Genova. Il Carroccio aveva ottenuto di poter restituire il denaro in comode rate da 600mila euro l’anno in 75 anni, senza interessi. 100mila euro ogni due mesi. Il pagamento reale risulta così ridotto di 30 milioni di euro.
49 milioni Lega, i dati del bilancio
La pubblicazione dell’ultimo bilancio disponibile arriva nel bel mezzo del Russiagate sul presunto

pc 20 luglio - La caccia ai 'naxaliti urbani' in India - solidarietà a tutti i prigionieri politici in India - solidarietà alla guerra popolare, solidarietà al PCI (Maoista)! info csgpindia@gmail.com

Secondo Telangana Today, un giovane studente di geo-informatica, presso l'Università di Osmania, è stato arrestato a Bijapur, per presunti legami con il Partito comunista clandestino dell'India (maoista).
Il 34enne, identificato come Ugge Bharath, è stato arrestato da agenti di polizia che lo considerano un esperto, che ha facilitato e istruito i maoisti nelle tecniche per intercettare le reti wireless e le attrezzature di riparazione delle forze repressive.
Secondo la polizia, durante il suo arresto è stata sequestrata numerosa propaganda maoista.
Ugge Bharath è un parente del noto leader naxalita Ugge Chandramouli, arrestato nel 2006.

New Delhi, 20.07.19
Según informa el Telangana Today, un joven estudiante de Geo-informatica, en la Universidad de Osmania, ha sido arrestado en Bijapur, por supuestos vinculos con el clandestino Partido Comunista de la India (maoísta).
El joven de 34 años, identificado como Ugge Bharath, fue arrestado por agentes policiales que lo consideran un experto, que ha facilitado e instruido a los maoístas en tecnicas de interceptación de las redes inalambricas de comunicación de las fuerzas represivas y en la reparación de equipos.
Según la policía, en su arresto le han incautado numerosa propaganda maoísta.

Ugge Bharath es pariente del conocido dirigente naxalita Ugge Chandramouli, quien fue arrestado en 2006.

pc 20 luglio - 2001- 20019 - G8 Genova - una ferita aperta che solo la rivoluzione sanerà!





pc 20 luglio - Roma, altre minacce di sgombero per gli spazi sociali

Si tratta infatti di Esc, Astra, Angelo  Mai, la Torre, il Corto Circuito e l’Intifada, spazi assegnati in Delibera 26 – che dal 1996 ha consentito la proliferazione e l’esistenza dell’autogestione a Roma – la cui riacquisizione forzosa è stata ordinata con la Delibera 140 durante la Giunta Marino, è passata per le forche caudine del commissariamento Tronca ed è finita nel pantano politico della Giunta Raggi.
Vale la pena ricordare forse che la vicenda scaturisce da un’inchiesta per danno erariale nei confronti dei dirigenti del Comune di Roma istruita da un giudice della Corte dei Conti e ormai conclusa confermando la legittimità delle assegnazioni e, in mancanza di titoli, di utilizzo da parte di soggetti sociali che ne preservino l’integrità e l’utilizzo. Conferma inoltre l’impossibilità della messa sul mercato di tali immobili e quindi l’illegittimità della richiesta di canoni di mercato.
Malgrado ciò, la contestazione dei debiti imputati agli spazi sociali tornano oggi ad essere l’escamotage per minacciare lo sgombero e per costruire mediaticamente lo scandalo del debito dell’autogestione nei confronti della città. Così come anni fa hanno subito l’onta di esser confusi con affittopoli, oggi l’indebita riscossione di canoni non dovuti minaccia di nuovo i laboratori di partecipazione e autogoverno in territori aggrediti dalla deriva razzista, fascista e criminale, dalla speculazione e dall’abbandono. I 6 spazi si aggiungono agli altri 22,