Ma era una manifestazione doverosa, perché a L'Aquila non se ne facevano più da un pezzo e perché il tribunale dell'Aquila ha evidentemente deciso di far procrastinare fino al prossimo anno il processo di appello di Anan Yaeesh, facendo slittare di alri 3 mesi il deposito delle motivazioni della sentenza di condanna.
La risposta della città ci ha dato ragione, sia durante il volantinaggio che ha preceduto il presidio, sia al presidio stesso, con la presenza di un'ottantina di persone, in gran parte giovani e migranti, e molto combattive. Praticamente assente la "sinistra" istituzionale (ANPI ecc.).
Molti passanti si sono fermati e hanno accolto volentieri i volantini e lo speciale della controinformazione rossoperaia.
Una donna, con la sua bambina, ha voluto ringraziarci al microfono per la manifestazione. Lo ha fatto come mamma, per rispetto di tutti i bambini palestinesi uccisi.
In tutti gli interventi è stato ribadito il sostegno alla resistenza palestinese e contestato il decreto salva sionismo. Sono state lette alcune poesie di Anan Yaeesh e reclamata la sua liberazione. "Qualcuno ci detto che dobbiamo manifestare per noi italiani" - é stato detto - "ebbene, è quello che stiamo facendo, ribelliamoci a chi ci impone un'economia di guerra, facciamo come i nostri compagni d'oltralpe!".
Purtroppo l'impianto di amplificazione per un po' non ha funzionato e la compagna dello Slai Cobas s.c. ha dovuto urlare il suo, ma i vuoti sono stati colmati da numerosi slogans contro il sionismo, l'imperialismo e la complicità del governo fascista Meloni, contro la repressione, per la liberazione della Palestina dal fiume al mare e di tutti i prigionieri politici palestinesi.












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