venerdì 18 settembre 2026

pc 18 settembre - Tunisia - Dopo le manifestazioni per l'acqua riprende anche il movimento dei "laureati disoccupati".

 Ritorna lo slogan della Rivolta Popolare del 2011: "Lavoro, Libertà, Dignità nazionale"!

L'estate particolarmente calda di quest'anno in Tunisia non sembra voler cedere il passo e non ci riferiamo (solo) alle alte temperature sopra la media, complice il cambiamento climatico, che hanno raggiunto anche i 50 gradi, ma alle proteste sociali.

È pur vero che le alte temperature hanno innescato una maggiore domanda di energia a cui l'obsoleto e dipendente sistema energetico tunisino non è riuscito a far fronte dando vita ad una serie di blackout che hanno paralizzato il paese ed il sistema industriale creando una penuria di alcuni beni di prima necessità a partire da uova e pollame (che sono alla base dell'alimentazione locale complice i prezzi proibitivi di altri tipi di carne) con migliaia di unità andate perdute e conseguente aumento dei prezzi.

Ma su tutti è venuto a mancare un bene che proprio nel periodo estivo è quantomai necessario ovvero l'acqua minerale...

In Tunisia vi è un gran consumo di acqua in bottiglia che è preferita a quella del rubinetto ritenuta non potabile dalla popolazione (nonostante la Sonede, la compagnia statale monopolistica che distribuisce l'acqua, assicuri che lo sia...), in particolare nelle grandi città dove le infrastrutture sono anche qui obsolete.

In ogni caso mentre i blackout paralizzavano le fabbriche, allo stesso tempo mancando la corrente elettrica per 7-8 ore al giorno, anche dal rubinetto di casa non arrivava l'acqua dato che le pompe elettriche erano in panne.

Questa crisi iniziata al principio di luglio è esplosa verso la metà di quel mese con una prima grande manifestazione contro il regime ed il suo presidente, Kais Saied, ed è proseguita con una seconda manifestazione a inizio agosto.

Entrambe hanno visto la partecipazione di migliaia di persone in una mobilitazione inedita contro il regime che fino ad ora godeva, quanto meno sulla carta, di un elevato sostegno che i sondaggi indicano intorno al 60% (seppur con un'inflessione del 20% rispetto all'indomani dell'autogolpe presidenziale con assunzione di pieni poteri e redazione di una nuova costituzione che ha segnato una svolta ultrapresidenziale).

Il presidente ha costruito la propria immagine intorno al mito della "Rivoluzione tradita", il cui filo sarebbe stato oggi ripreso dal suo regime sotto forma di una "lotta di liberazione nazionale" contro i nemici interni identificati inizialmente con gli islamisti di Ennahdha e con i partiti eredi del vecchio regime (che effettivamente hanno governato ora in coalizione ora alternandosi dal 2012 al  25 luglio 2021 - data dell'autogolpe presidenziale -) e con una generica rete di speculatori e corrotti ad essi legati mai identificati precisamente. Anche per quanto concerne i nemici esterni vengono agitati genericamente senza mai riferirsi ad uno Stato straniero in particolare o ad organizzazioni precise, in occasione delle proteste di luglio e di agosto il presidente ha additato il "sionismo internazionale" nonostante in piazza fossero presenti organizzazioni e militanti che hanno animato le manifestazioni di solidarietà con la Palestina all'indomani del 7 ottobre 2023...

 

Kais Saied sin dal 2022 pretende di governare il paese solo con l'ausilio delle forze repressive, in particolare polizia e guardia nazionale, rifiutando il sostegno di partiti politici, del sindacato e di altri soggetti della società, alcuni dei quali avevano avanzato proposte di sostegno nei primi mesi dopo il colpo di stato che effettivamente aveva generato un certo fervore popolare con masse di giovani che diedero alle fiamme le sedi del partito islamista in tutto il paese.

L'illusione che si trattasse di un colpo di stato progressista è durata solo un trimestre, dal novembre 2022 è diventato chiaro che il sistema è stato riorganizzato in chiave ultrapresidenziale basandosi su un ultrapopulismo, è ormai diventato un disco rotto l'incipit di ogni discorso presidenziale: "il popolo vuole".

Kais Saied pretende di farsi interprete della volontà popolare sfiorando il ridicolo, sostituendosi a governatori di regioni, sindaci, amministratori di aziende di stato, precipitandosi in ogni angolo del paese pretendendo di risolvere problemi di ordinaria amministrazione.

Se i trasporti pubblici non funzionano si reca presso la sede dell'azienda strigliando le orecchie al dirigente di turno e gridando al complotto e cosi via.

Ugualmente durante i blackout estivi, facilmente spiegabili dalla dipendenza energetica del paese (che importa il 66% del proprio fabbisogno) e con l'aumento della domanda, anche qui si è gridato al complotto, inoltre già nel settembre 2023 in seguito ad un blackout durato un giorno nella capitale, il presidente si era recato nella sede della STEG (Società Tunisina dell'Energia e del Gas) rimuovendo l'amministratore delegato e nominandone un altro.

Intanto al di là della retorica la Tunisia continua a essere subalterna dell'imperialismo continuando a stringere accordi di vario tipo con la Francia, l'Italia (vedi il progetto Elmed interno al Piano Mattei che avrà l'esito di rendere il paese ancora più dipendente dal punto di vista energetico), la Germania, essendo un partner privilegiato della Nato e allo stesso tempo strizzando l'occhio anche ai paesi del blocco imperialista concorrente ovvero Cina e Russia.

Alla faccia della lotta di liberazione nazionale!

E' inutile dire che in 5 anni di "pieni poteri" neanche un problema delle masse popolari è stato risolto: rimane un'elevata disoccupazione, l'inflazione seppur in maniera contenuta è aumentata con alcuni beni alimentari che risultano quasi un lusso (carni rosse, frutta e legumi), i giovani continuano a voler emigrare mentre le risorse del paese vengono svendute (il suolo alle aziende straniere per installare aziende agricole e impianti di produzione di energia pulita, il petrolio ecc.).

La repressione dopo aver colpito "a destra" nella fase iniziale di insediamento del regime (islamisti di Ennahdha e nostalgici del vecchio regime come il PDL) negli ultimi due anni, in seguito alle proteste generate dal malessere popolare, colpisce "a sinistra" tra i progressisti e i rivoluzionari.

Tale "modo di governare" tramite proclami, "sortite sul campo", nomine e sostituzioni, repressione, senza mai andare al cuore dei problemi, è tenuta da una cornice retorica che ha come fulcro la città di Sidi Bouzid da cui nel dicembre 2011 in seguito all'autoimmolazione dell'ambulante Mohamed Brahmi, scoppio' la Rivolta Popolare nel paese contagiando tutto il mondo arabo.

Spesso durante gli anniversari come quello dello scoppio della Rivolta  (17 dicembre) o della Festa della Repubblica (25 luglio) Kais Saied è solito "festeggiare" in questa città ricordando a tutti che adesso è in atto questa ipotetica "lotta di liberazione nazionale" contro i nemici della Tunisia sia interni che esterni, che non si farà mai un passo indietro perchè "il popolo vuole...".

Ma forse adesso il giocattolo sta iniziando a rompersi...

Il 10 settembre proprio da Sidi Bouzid, nella località di Menzel Bouzaien, Union des Diplômés Chômeurs (Unione dei Laureati disoccupati - storica organizzazione nazionale, N.d.a.) ha deciso un piano di mobilitazioni di protesta denunciando che da oltre 17 anni, per l'appunto dallo scoppio della rivolta, molti laureati sono rimasti disoccupati, inoltre nonostante all'inizio di quest'anno il regime abbia promulgato la "legge N.18" del 22/12/2025 che prevede l'assunzione nella pubblica amministrazione dei laureati disoccupati, fino ad oggi, come tutto il resto, è rimasta lettera morta.

Dopo le prime manifestazioni pacifiche e le assemblee, l'organizzazione ha deciso di intensificare la protesta e il 14 settembre i manifestanti hanno bloccato la strada nazionale 14 bruciando pneumatici, la polizia è intervenuta e ne sono nati dei tafferugli.

 




Cio' non ha fermato ma anzi amplificato il movimento, nella giornata del 15 settembre è stato stabilito un calendario di mobilitazione nazionale:

il 17 settembre in ben 13 governatorati da nord a sud ci sono state mobilitazioni nei rispettivi capoluoghi, ovvero a Kasserine, Ariana (un sobborgo della capitale), Tataouine, Kef, Bizerte, Jendouba, Sousse, Monastir, Mahdia, Gafsa, Tozeur, Sfax (2 manifestazioni nelle località di Redeyef e Bir Ali ben Khalifa) e Sidi Bouzid (2 manifestazioni nelle località di Meknes e Regueb).

Inoltre alcuni manifestanti nella capitale hanno tentato di avvicinarsi al palazzo presidenziale a Cartagine (vedi foto).


Il 18 settembre ci sarà invece una manifestazione anche nel governatorato di Nabeul. 

Durante le manifestazioni è stato ripreso lo storico slogan della Rivolta Popolare del 2010/2011: "Choghl, Hurria, Karama Watania" (Lavoro, libertà, dignità nazionale, N.d.a.)

video: https://www.facebook.com/reel/1113355381047579

Sembra che il tempo della retorica del regime stia volgendo al termine e che "il popolo vuole" riprendere il filo rosso della Rivoluzione abortita.

giovedì 17 settembre 2026

pc 17 settembre - leggi, fai circolare il blog internazionalista marxista-leninista-maoista - da tutto il mondo in lingua originale

 ▼  September (60)

pc 17 settembre - Settimana di mobilitazione in India - iniziative nella giornata internazionalista del 26 settembre, anche in Italia.

Tra i prigionieri politici, tante sono le donne, contro di loro oltre le condizioni terribili di detenzione, le torture che portano anche alla morte, le uccisioni nascoste, vengono perpetrati stupri, torture sessuali da parte dei soldati, dei carcerieri. L'India, che viene presentata come la "più grande democrazia del mondo", è il "carcere" più grande del mondo. Repressione, massacri, soprattutto delle popolazioni adivasi in lotta si uniscono alle pratiche di stupri, violenze sessuali anche verso le bambine. Particolare accanimento il governo Modi e le sue forze armate lo riservano alle donne combattenti maoiste, forza determinante nella guerra popolare condotta dal Partito Comunista dell'India (maoista), che Modi vuole definitivamente cancellare, con uccisioni di massa e mirate (questa operazione è in corso, e viene chiamata Operazione Kagaar).
E Modi e la Meloni sono grandi amici e hanno grandi interessi in comune; così come entrambi sono sostenitori di Netanyahu e complici del genocidio dei palestinesi.
Abbiamo fatto un dossier che testimonia l'orribile detenzione delle prigioniere politiche nelle carceri indiane. Richiedetecelo: mfpr.naz@gmail.com.
Facciamo appello alle compagne, alle giornaliste, alle femministe, alle lavoratrici, donne in lotta nel nostro paese a far sentire la loro voce, denuncia (perchè pochissimo si parla delle prigioniere politiche in India e della situazione generale delle donne in India); facciamo appello a partecipare alle iniziative in Italia per il 26 settembre, che si terranno in particolare a Milano, Bergamo, Ravenna, L'Aquila, Taranto, Palermo, ecc.
RICHIEDETECI INFORMAZIONI E MATERIALI

MFPR



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pc 17 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Contro le bugie e i piani di padroni e governo prepariamo un vero sciopero generale per salario, lavoro, sicurezza

 

pc 17 settembre - Nelle carceri israeliane i prigionieri palestinesi vengono portati alla morte

Palestine : Un prisonnier palestinien meurt après un an de détention administrative

Originaire d’Al-Khalil en Cisjordanie occupée, Mutaz Al-Atrash Abu Sneineh est mort dans une prison israélienne après environ un an de détention administrative. Responsables de sa mort, les autorités israéliennes ont radicalement détérioré les conditions de détention des prisonniers palestiniens, en particulier l’intensification des tortures, des politiques de négligence médicale et des mauvais traitements. En réponse à cette situation, de nombreuses organisations palestiniennes appellent à une mobilisation populaire et internationale en soutien à la libération des près de 9400 prisonniers palestiniens.

secours rouge 

pc 17 settembre - 1970 ricordi di guerra di classe nelle fabbriche

da infoaut

17 settembre 1970

Le prime azioni delle BR si sviluppano, ovviamente, all’interno delle fabbriche dove l’organizzazione madre era più forte: Sit-Siemens e Pirelli. Queste azioni non hanno grossa risonanza perché si confondono con quelle di analoga violenza compiute da altre forze presenti in fabbrica e che sono ormai diventate pratiche usuali: distruzione di automobili, pestaggi, ecc.

Tipico esempio l’incendio dell’auto di un dirigente della Sit-Siemens, Leoni: è la prima azione firmata con il simbolo della stella a cinque punte e la scritta Brigate Rosse (17 settembre 1970). Non è stata accompagnata da alcun volantino.

Un messaggio scritto è stato invece lasciato la sera stessa sul tergicristallo della Ferrari dell’ingegner Giorgio Villa. Il tono è tra l’ironico e il minaccioso “Quanto durerà la Ferrarina! Fino a quando noi

pc 17 settembre - Siria, forte protesta popolare contro il governo di Al Sharaa - info

Le città siriane sono attraversate da una rivolta sociale contro il drastico aumento dei prezzi dei carburanti varato dal governo di Ahmed al-Sharaa entrato in vigore domenica 13 settembre. La risposta della popolazione agli aumenti è stata immediata. Copertoni in fiamme, blocchi e barricate hanno paralizzato l’autostrada M5 tra Damasco e il polo industriale di Aleppo, mentre le mobilitazioni si sono estese a Idlib, Hama, Deir Ezzor, Hasakah e Raqqa. Alcune autobotti dirette alle raffinerie sono state bloccate dai manifestanti, che in corteo continuano a chiedere il ripristino dei sussidi statali e le dimissioni dei ministri dell’Energia e dell’Economia, così come quelle dei vertici della compagnia petrolifera statale, la Syrian Petroleum Company (SPC).

Si tratta della più grande protesta nel Paese da quando, nel dicembre del 2024, è stato abbattuto il

17 settembre - Il vertice Brics: tra interessi imperialisti e capitalisti differenti, in contesa con gli imperialisti USA Europa e collusione contro i popoli - un commento per il dibattito

 Il 12 settembre in India è avvenuto il diciottesimo vertice dei BRICS. I BRICS sono il Brasile, la Russia, l'India, la Cina e il Sudafrica che hanno formato questo gruppo nel 2006, adesso si sono aggiunti poi l'Egitto, l'Etiopia, l'Indonesia, l'Iran, gli Emirati Arabi Uniti, mentre l'Arabia Saudita fa da osservatore proprio negli ultimi anni.

Con questa iniziativa hanno festeggiato i loro 20 anni dalla fondazione.

Di questo vertice non se ne sono occupati tanto i mezzi di comunicazione, ma è importante perché si tratta del gruppo che, secondo le stesse statistiche ufficiali, raccoglie quasi la metà dell'umanità e poco meno della metà del prodotto interno lordo mondiale.

Questo gruppo, alla fine di questo incontro, ha prodotto una lunghissima dichiarazione finale a Nuova Dheli, una dichiarazione in 140 punti che si è occupata di moltissimi argomenti e buona parte di essi, soprattutto la parte iniziale, è stata dedicata a confermare la forza di questa organizzazione e la necessità dei BRICS di affermare con i fatti che loro nel mondo contano, nei confronti degli Stati Uniti innanzitutto, e poi degli altri paesi imperialisti, perché gli Stati Uniti, come uno dei principali paesi imperialisti del mondo, è quello che ostacola di fatto con le sue guerre, con i dazi, la possibilità di sviluppo dell'economia di questi paesi.

L'elenco è fatto di ciò che loro chiamano “sfide globali” e quindi l'insieme dei problemi che si pongono oggi, ma questa dichiarazione non comincia con quello che è sotto gli occhi di tutti, cioè con le guerre in corso. La prima parte è dedicata alla loro forza, a confermare il loro sviluppo, a partire dall'India che quest'anno arriverà al 7% del prodotto interno lordo, la Cina naturalmente è intorno al 5%; mentre tutto il resto nel mondo non si sogna lontanamente di arrivare a queste cifre.

L'altro problema è quello che riguarda la guerra, la Palestina e poi ci sono altri argomenti come il lavoro e la conferma che l'industria al centro della loro attenzione.

La guerra doveva stare al primo posto visto che è sotto gli occhi di tutti come importanza, invece no. Non l'hanno messa al primo posto per questioni oggettive relative alla posizione che questi paesi nel

mercoledì 16 settembre 2026

pc 16 settembre - Ex ILVA TARANTO - temporanea battuta d'arresto del piano padroni/governo/Stato di licenziamenti di massa e chiusura della fabbrica

 Leggi info sul blog tarantocontro 

pc 16 settembre - Operai sulla gru a Milano - “Non ci pagano da mesi” - prima due poi un altro - Massima solidarietà proletaria

Milano, un operaio sale sulla gru del cantiere per protestare. “Non ci pagano da mesi”

hanno ricevuto soltanto alcuni acconti da 100 o 200 euro, a fronte di mesi di lavoro continuativo. 

Protesta a Settimo Milanese, due operai si arrampicano su una gru a 30 metri di altezza. I due giovani kosovari, di 22 e 35 anni, si sono seduti sul braccio della struttura minacciando di buttarsi giù, riferendo di essere senza stipendio da tempo.

Due operai sulla gru e i vigili del fuoco (foto di archivio)

Due operai sulla gru e i vigili del fuoco

pc 16 settembre - Milano, sabato 19 settembre, ore 10: Manifestazione contro i licenziamenti di rappresaglia e non solo

Apprendiamo  dal CSA Vittoria, ed è molto positivo, che la manifestazione del sabato per la Palestina convergerà con questo corteo perché la lotta contro guerra e genocidio e la lotta contro i licenziamenti e la precarietà, contro i padroni e il loro governo, sono e debbono essere una sola lotta.

Il corteo “palestinese” di ogni sabato pomeriggio confluisce in questo della mattina contro licenziamenti e sfruttamento. Invitiamo a essere presenti in piazza portando bandiere palestinesi simbolo di Resistenza

Sabato 19/09 – CONTRO GUERRA E GENOCIDIO PALESTINESE licenziamenti e precarietà – NO DDL 1004

pc 16 settembre - SPEGNIAMO SUBITO IL ROGO SIONISTA DEI LIBRI - Massimo appoggio a questa dichiarazione/appello

Come scrittori, ricercatori storici, poeti, editori, lavoratori dell'editoria, docenti, lettori esprimiamo il nostro più acceso dissenso e la più forte opposizione possibile al Disegno di legge S. 1004, noto come DDL Romeo.

Questo editto repressivo non è volto soltanto a tacitare ogni critica e mobilitazione dei movimenti sociali e politici nei confronti del colonialismo genocidario israeliano, ma a criminalizzare, rimuovere, cancellare ogni opera d’indagine storica, filosofica, antropologica, letteraria, lirica che avversi l’ideologia sionista fondata su razzismo, apartheid, e scientifico sterminio dei palestinesi e degli arabi che non accettano l’occupazione e l’esproprio della propria terra e delle proprie vite.
Esprimiamo vicinanza e solidarietà all’autore Francesco Lazzeri e a Sensibili alle foglie editore per la comunicazione minatoria di messa all’indice del libro “Sionismo e Nazismo facce della stessa medaglia - Un connubio storico pericoloso dalle nefaste e attuali conseguenze” da parte dell’Associazione Italiana Avvocati e Giuristi Ebrei.
Ci è ben chiaro che questa vicenda rappresenta un primo passo da parte dei poteri sionisti italiani dominanti di estrema destra (area di governo) e di centro (Partito Democratico) per strappare ai lettori e

pc 16 settembre - Massimo sostegno all'azione antimperialista degli Huthi - proletari comunisti

Gli huthi intensificano gli attacchi all'Arabia Saudita 

Per consultare la mappa &quot;Arabia Saudita tra progetti e realt&agrave;&quot; <strong><u><a href=https://www.limesonline.com/carte/carta-inedita-della-settimana/arabia-saudita-tra-progetti-e-realta-15905174/>clicca qui</a></u></strong>

Gli huthi dello Yemen hanno condotto nuovi attacchi contro l'Arabia Saudita, consolidando le proprie posizioni lungo la costa del Mar Rosso. In particolare, il gruppo armato sciita zaydita ha bersagliato con decine di missili e droni a schianto una base aerea a Khamis Mushait nel Sud del Regno, prendendo di mira piste, hangar, sistemi radar e depositi di munizioni. Riyad ha immediatamente risposto, intensificando i bombardamenti nei dintorni dello strategico porto di al-Mukha, caduto in mano agli huthi nei giorni scorsi. 

Per approfondire: Gli huthi strangolano l'Arabia Saudita a Bab al-Mandab 

pc 16 settembre - Libertà per i militanti pro-palestina arrestati in Tunisia -info solidale in italia

 tolosa - francia

Liberté pour les militants pro-palestiniens détenus en Tunisie


Quatre militants de la Sumud Flotilla Maghreb luttent dans les geôles de l’Etat tunisien depuis le 7 mars 2025. Vendredi 11 septembre, leur détention a été prolongée de 4 mois. La raison : leur internationalisme. Militants associatifs, politiques, organisateurs de la solidarité internationale, ils ont prouvé leur sincérité et leur engagement contre l’impérialisme et pour une Palestine libre

Aujourd’hui, Ghassen Heinrichi, Ghassan Boughdiri, Nabil Channoufi et Wael Naouar résistent côtes à côtes. Ces prisonniers pour la Palestine ne répudient ni leurs valeurs ni leurs engagements en dépit de leur condition d’enfermement et de leur état de santé. Blessé lors de son arrestation par les forces de l’entité sioniste, l’état de santé de Ghassen Heinrichi est inquiétant. Alors que Wael Naouar a entamé une grève de la faim illimitée le 16 août dernier, ses camarades Ghassen Heinrichi, Ghassan Boughdiri, Nabil Channoufi, on annoncé ce jeudi 10 septembre entrer en grève de la faim illimitée, afin d’exiger leur libération immédiate, la fin des accusations à leur encontre, et la fin des démanches visant à criminaliser le soutien à la Palestine.
Leur exemplarité et leur résilience nous oblige à intensifier la solidarité avec tous.tes celles et ceux qui se sont levé.es pour briser le blocus, et de continuer de lutter pour la libération de la Palestine.

Dans le cadre de la semaine d’action (du 12 au 19 septembre) en solidarité avec les 4 militants de la Sumud Flotilla Maghreb, nous appelons à un rassemblement le mercredi mercredi 16 septembre à 18h30, au métro Jean-Jaurès, pour exiger leur libération.

Liberté pour Ghassen Henrichi, Ghassan Boughdiri, Nabil Channoufi et Wael Naouar ! Liberté pour les prisonniers pour la Palestine en Tunisie !

A l’appel de : Solidarité antispéciste, Comité de soutien à la Palestine, Culture en lutte, JAT, Le Souffle, Libre Pensée, La France Insoumise, Thousand Madleens, Jeunesses Anticapitalistes, NPA-A, POI, PCR, RAT, RD, RP, Solidaires 31, Solidarité Palestine Toulouse, Secours Rouge Toulouse, Toulouse Anti CRA, UCL, Union Etudiante, Extinction Rebellion

pc 16 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Il vertice Brics: tra interessi imperialisti e capitalisti differenti, in contesa con gli imperialisti USA Europa e collusione contro i popoli

 

pc 16 settembre - Dalla parte degli Houthi in Yemen contro l'imperialismo Usa, il sionismo genocida e i regimi arabi al loro servizio

Da Ore12/Controinformazione rossoperaia del 15.09


Le notizie sulla stampa dei padroni sono sempre orientate secondo i loro interessi, per cui stabiliscono un ordine prioritario, stabiliscono i contenuti degli articoli che devono corrispondere a questi interessi.

ORE12, invece, si riferisce ai proletari, alle masse giovanili ribelli e a chi le lotte le fa in prima persona, perchè prendano il proprio punto di vista sugli avvenimenti, con chiarezza. 

Oggi parliamo di un avvenimento molto importante all’interno della guerra interimperialista in corso che ha colpito l’asse imperialista Usa e sionista, questi mostri che sono in prima fila nel seminare terrore nei popoli, in particolare tra le masse arabe e, tra di esse, il popolo palestinese.
Ma costoro che si presentano al mondo come grandi potenze, proprio in questi giorni hanno subito un durissimo colpo, Trump/Netanyahu e i loro servi sauditi, dall’avanzata irresistibile - che proletari comunisti appoggia e sostiene - delle forze Houthi dello Yemen, conosciute come movimento Ansarallah. Questo gruppo sciita zaydita islamico emerso negli anni '90 nello Yemen nord-occidentale come movimento che combatteva contro l'autoritarismo e la corruzione del governo. Questa forza si vuole fare passare a livello di informazione come una creatura dell’Iran, ma, in realtà, è sì appoggiata militarmente dall’Iran, ma ha una storia e un’identità proprie ed in proprio ha accelerato il suo armamento contro l’asse imperialista/sionista/saudita.
Questa forza politico-militare, che comprende ora le Forze Armate yemenite, in sole 18 ore ha occupato il porto strategico - strategico anche per gli interessi commerciali e delle rotte del petrolio degli imperialisti americani, europei, sionisti e dei regimi arabi al loro servizio, in particolare Arabia Saudita

pc 16 settembre - Libertà per le prigioniere politiche in India - giornata internazionalista del 26/9 - In Italia - dal blog femminismorivoluzionario

 

Tra i prigionieri politici, tante sono le donne, contro di loro oltre le condizioni terribili di detenzione, le torture che portano anche alla morte, le uccisioni nascoste, vengono perpetrati stupri, torture sessuali da parte dei soldati, dei carcerieri. L'India, che viene presentata come la "più grande democrazia del mondo", è il "carcere" più grande del mondo. Repressione, massacri, soprattutto delle popolazioni adivasi in lotta si uniscono alle pratiche di stupri, violenze sessuali anche verso le bambine. Particolare accanimento il governo Modi e le sue forze armate lo riservano alle donne combattenti maoiste, forza determinante nella guerra popolare condotta dal Partito Comunista dell'India (maoista), che Modi vuole definitivamente cancellare, con uccisioni di massa e mirate (questa operazione è in corso, e viene chiamata Operazione Kagaar).
E Modi e la Meloni sono grandi amici e hanno grandi interessi in comune; così come entrambi sono sostenitori di Netanyahu e complici del genocidio dei palestinesi.
Abbiamo fatto un dossier che testimonia l'orribile detenzione delle prigioniere politiche nelle carceri indiane. Richiedetecelo: mfpr.naz@gmail.com.
Facciamo appello alle compagne, alle giornaliste, alle femministe, alle lavoratrici, donne in lotta nel nostro paese a far sentire la loro voce, denuncia (perchè pochissimo si parla delle prigioniere politiche in India e della situazione generale delle donne in India); facciamo appello a partecipare alle iniziative in Italia per il 26 settembre, che si terranno in particolare a Milano, Bergamo, Ravenna, L'Aquila, Taranto, Palermo, ecc.
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pc 16 settembre - Massimo sostegno al collettivo Autistici/Inventati - Attenzione: può succedere a tante altre realtà, non lo permettiamo!

 


L'ambulatorio popolare perde tutto: il collettivo italiano Autistici/Inventati finisce nella blacklist dell'antiterrorismo Usa ed è costretto a chiudere

L'amministrazione Usa ha sanzionato per terrorismo il collettivo informatico che da 20 anni fornisce servizi digitali alle reti sociali. Il collettivo è stato costretto a chiudere e ha presentato un ricorso contro Banca Etica che ha bloccato il conto corrente

martedì 15 settembre 2026

pc 15 settembre - Protesta antifascista contro Vannacci a Monza - info

La protesta contro Futuro Nazionale: i contestatori bloccano la strada, mentre in sala si svolge l'incontro

Circa 300, secondo gli organizzatori, i partecipanti alla contestazione: sono scesi in piazza attivisti antifascisti, partiti, sindacati, centro sociale e Brianza Oltre l'Arcobaleno. Intanto il generale Vannacci ha inviato un messaggio ai partecipanti all'incontro di Monza

La protesta

Sono scesi in piazza e per poco meno di cinque minuti sono riusciti a bloccare il traffico davanti al Binario 7, con decine di auto incolonnate in via Mentana proprio nell’ora di punta. Erano circa 300 (secondo i dati forniti dagli organizzatori) i contestatori che dalle 17 di lunedì 14 settembre hanno protestato davanti al parcheggio di piazza Castello. 

Chi ha protestato e perché

Fuori, intanto, montava la protesta con l’ingresso della piazza letteralmente occupato da contestatori e cartelli. Una protesta promossa da un gruppo di donne antifasciste, alle quali si sono poi aggiunti il centro sociale Foa Boccaccio, l’Associazione Brianza Oltre l’Arcobaleno, Cgil, Cisl, Uil, Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista, Anpi. Tanti giovani, adulti, ma anche pensionati che sono scesi in piazza a contestare il programma del partito del generale tacciandolo di fascismo e invitando i manifestanti a proseguire nella lotta di resistenza, come “moderni partigiani” che si oppongono a un progetto politico che, secondo i contestatori, sarebbe legato all’ideologia del Ventennio.

Il traffico bloccato 

La contestazione si è poi spostata dalla piazza Castello alla via Mentana con Walter Palvarini, segretario generale della Cgil di Monza e Brianza che, preso il megafono, ha raggiunto la vicina lapide che ricorda la morte di alcuni partigiani monzesi. A quel punto una parte dei contestatori si è spostato occupando la strada con gli automobilisti fermi in coda impazienti di poter transitare. Una strada liberata dopo pochi minuti al grido di “Resistenza”. Tanti i cartelli esposti che invitavano alla disubbidienza, alla libertà, alla lotta al fascismo, alla difesa dei diritti civili.

pc 15 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Dalla parte degli Houthi in Yemen contro l'imperialismo Usa e il sionismo genocida