domenica 31 maggio 2026

pc 31 - lo sciopero del 29 maggio - corrispondenza da Milano

 

Report Milano sciopero del 29:


Come è andata la ns mobilitazione/propaganda: 1) all'Eurotranciatura, gli operai cominciano a riconoscerci e non ci vedono come un corpo strano, non siamo quelli che vogliono “cantargli messa”; ma mettiamo al centro la necessità dell'unità di classe al di là delle appartenenze, la necessità di combattere la passività e ritornare ad essere presenti/protagonisti nella battaglia contro governo e padroni. Sulla questione razzismo c’è stato interesse/condivisione da parte degli operai africani, ma non solo, a partire dell'omicidio di Sako e del nostro lavoro a Taranto ma di respiro nazionale. Occorre ora approfondire le questioni specifiche della fabbrica per entrare nel merito per i prossimi interventi.

2) all'Electrolux, parte la contemporanea presenza di PaP/USB che è stato pietoso, hanno distribuito un volantino in cui parlavano della “manifestazione operaia” del 23 e dall'altoparlante parlavano della linea USB all'Electrolux, ma senza una posizione diversa da quella dei confederali (dare vita ad azioni di lotta più incisivi e allo stesso tempo rivendicare l'intervento al tavolo del MIMIT).

Le operaie, in particolare, e gli operai sono stati contenti di vederci e ci hanno ringraziato. Il volantino è stato preso da tutte le operaie, dalle più anziane alle giovanissime. Molto interessati alle questioni come l’unità di tutto il gruppo, nella prospettiva di unità di classe con le altre fabbriche per ricostruire la forza operaia e combattere le politiche di governo e padroni; condivisione della necessità di combattere passività e rassegnazione; la necessità di combattere guerra-riarmo e corsa verso la guerra mondiale per farla finita con questo sistema di sfruttamento/miseria e lutto. Con le operaie è stato veramente rincuorante la loro gioia nella lotta, la determinazione, la disponibilità con chi non gli racconta balle ma parla di unità e lotta.

Al Mercato di Transiti è stato un momento fruttuoso di confronto con giovani-pensionati-donne-migranti sui temi che leggevano sul volantino e sul cartello. I temi che hanno fatto maggior presa sono stati: la necessità di un fronte di classe operai/proletari che combatta contro il governo e le sue politiche; combattere il fascismo riprendendo gli insegnamenti della Resistenza Partigiana; combattere un governo che attacca le donne e pratica il razzismo; la solidarietà internazionalista, a partire dalla Palestina, coi popoli che lottano nella prospettiva di una rivoluzione che spazzi via questo sistema imperialista. 

slai cobas per il sindacato di classe milano 

pc 31 maggio - Gioia Tauro - fermare le forniture militari ad israele - protesta in mare della Flotilla

A Gioia Tauro ci sono 16 container fermi con forniture militari per Israele: la Flotilla protesta in mare
Da Fanpage

Al porto di Gioia Tauro restano bloccati 16 container diretti in Israele con acciaio dual use di grado militare partito dall’India. Dopo i controlli della Guardia di finanza, il nodo passa al Viminale: deve nominare un perito per verificare la lega del metallo. Flotilla denuncia l’uso dei porti italiani per “l’economia di guerra” e organizza un presidio sul posto.

Al porto di Gioia Tauro ci sono 16 container, alcuni arrivati già a marzo dall'India, che sono diretti verso Israele a bordo navi di Msc, società che gestisce il terminal dedicato ai container nel porto della città calabrese. La spedizione è partita da una ditta indiana che produce anche acciaio balistico destinato all'industria militare. Dopo le segnalazioni di sindacati, attivisti, parlamentari ed europarlamentari, le verifiche della Guardia di finanza hanno stabilito che al loro interno ci sarebbe acciaio di grado militare, attualmente classificato come dual use, che potrebbe essere utilizzato per scopi bellici.

Otto di questi container erano segnalati in partenza per venerdì 29 maggio e sarebbero dovuti arrivare al porto di Haifa entro il 14 giugno, ma il loro invio è stato rimandato. Nel frattempo il collo è fermo al porto di Gioia Tauro, perché la legge italiana impedisce il commercio e il transito di materiali d'armamento verso Paesi in conflitto. Per sbloccare la situazione, il ministero dell'Interno deve nominare un perito che possa verificare la composizione della lega di questi materiali, ma le risposte tardano ad arrivare e la situazione è immobilizzata.

Proprio per la giornata di oggi il sindacato di base Usb, insieme agli attivisti della Global sumud flotilla,

pc 31 maggio - In occasione dello sciopero generale del 29 maggio - la giornata di lotta a Taranto, tutti gli interventi dal blog tarantocontro

La giornata del 29 maggio a Taranto 3 - Da p.zza Fontana per Bakari Sako


Intervento di saluto a Sako 
  
 
 Intervento compagno di Grottaglie
 

Intervento Slai cobas

 

La giornata del 29 maggio a Taranto 2 - Voci dal presidio in Piazza Castello


 
INTERVENTI

Rappresentante della Freedom Flotilla Italia

Compagno della FGC

Dalle lavoratrici asili
In piazza le lavoratrici degli asili - già in mobilitazione in questo periodo, strappando anche vittorie giudiziarie - hanno visto l'importanza, oggi soprattutto, di unire le forze (lavoratori di vari appalti comunali, e movimenti di lotta: in primis Freedom Flotilla a Taranto, i giovani della Fgc, chi si mobilita realmente per la Palestina, ecc.) che aiuta a comprendere come sempre più sono intrecciate le condizioni e le ragioni di lotta sia particolari che generali, sia locali che nazionali e internazionali; come e perchè Palestina, la lotta contro le guerre e la lotta delle lavoratrici non sono due mondi a parte, ma sono lo stesso mondo e la stessa lotta; così come le altre realtà intervenute, in particolare, appunto, la rappresentante della Freedom Flotilla, rappresentanti dei giovani studenti, hanno apprezzato e sono stati contenti di incontrare le lavoratrici.
Questa giornata di lotta era stata preparata da vari giorni da parte delle RSA Slai cobas degli asili che sono andate direttamente ad affiggere la convocazione dello sciopero e assemblea in ogni asilo e a parlare con tutte, indipendentemente dall'iscrizione sindacale; infatti hanno aderito alla giornata di lotta e partecipato all'iniziativa in piazza anche RSA e lavoratrici dell'Usb (che non ha aderito allo sciopero nazionale indetto da vari sindacati di base). 
Vuol dire che le giuste ragioni dello sciopero e la necessità della lotta, più unitaria possibile, a fronte di condizioni di lavoro sempre più precarie e vessatorie, con salari da fame da parte di padroni e Comune, hanno giustamente prevalso. 
Ora, hanno detto le lavoratrici, non dobbiamo mollare, dobbiamo rivolgerci sempre a tutte, e soprattutto dobbiamo mantenere la continuità della nostra iniziativa.
 
 

La giornata del 29 maggio a Taranto 1 - L'intervento alla portineria Ex-Ilva appalto




Intervento dello Slai cobas 

Intervento operaio ex Ilva

 

  

Nota dallo Slai cobas

Lo Slai cobas anche a nome dei sindacati di base che hanno indetto lo sciopero del 29 maggio raccogliendo l’appello della comunità palestinese ringrazia con il cuore e la mente tutti i compagni e compagne di diverse associazioni e organizzazioni politiche, lavoratori e lavoratrici appartenenti anche altre realtà sindacali che hanno partecipato alle tre iniziative tenutesi: alla portineria dell’appalto Ilva, a piazza Castello e a piazza Fontana, con interventi che registrati metteremo sicuramente alla disponibilità e all’ascolto di tutti e tutte perche servono a tutti e tutte. Invieremo anche alcune foto.

L’unità nella lotta è un'arma è un valore che dobbiamo impugnare e rafforzare per avanzare e costruire le condizioni anche a Taranto di uno sciopero generale vero per la Palestina libera, contro guerra e riarmo, per il salario, il lavoro, la salute e la sicurezza, i servizi sociali, per Sako Bakari e i nostri fratelli migranti. Un ringraziamento particolare alla rappresentante della Freedom Flotilla Italia, Mariangela - che intervenendo e parlando alle 6 del mattino agli operai alla portineria dell’ex Ilva a centinaia di operai ha aperto una strada alla conoscenza, coscienza solidale internazionalista tra gli operai con la Palestina di cui tutti abbiamo bisogno; e ai compagni/e che a piazza Fontana hanno dato a Sako che lascia la nostra città un saluto e un impegno militante contro ogni ipocrisia istituzionale e non, perché il nostro fratello non sia morto invano. Grazie e… non è che l’inizio.

pc 31 maggio - Inchiesta sulle aggressioni squadriste di matrice sionista a Roma


 Quando il silenzio comincia a fare troppo rumore, nessuno può più permettersi di ignorarlo. Dopo i gravissimi fatti del 25 Aprile 2026, abbiamo deciso di documentare un clima di violenza sistematica che mira a colpire e intimidire chi si mobilita nelle strade della nostra città. Questa inchiesta nasce per squarciare il velo sulla complicità delle istituzioni e sull’impunità di cui godono certe frange del sionismo militante, troppo spesso protette da una narrazione mediatica parziale e omertosa che ha finito per legittimarne l’azione. Lo faremo attraverso la voce di chi ha subito queste violenze sulla propria pelle: testimonianze preziose di chi ha scelto di non piegarsi alla paura. In un contesto di silenzio stampa pressoché totale, questo lavoro frutto di una mobilitazione indipendente si pone un obiettivo chiaro: trasformare quel silenzio in un grido di verità che sia, finalmente, impossibile da ignorare.

Dal sito del collettivo si legge: “Siamo un collettivo indipendente. Operiamo in totale autonomia da gruppi di potere, logiche di partito o interessi commerciali, con un obiettivo chiaro: indagare i conflitti del nostro tempo, ribaltare le narrazioni tossiche del discorso dominante e far emergere la verità a partire dall’evidenza dei fatti. Questo spazio nasce per essere un archivio aperto di verità e un punto di riferimento per chi crede che un’informazione libera, rigorosa e conflittuale sia il primo, fondamentale atto di resistenza. Non servono grandi mezzi, budget elevati o team di esperti/e, bastano solo la necessità e la volontà di farlo. La volontà di non rassegnarsi all’immobilismo e all’omertà, di non restare indifferenti, di non delegare la possibilità di raccontare la verità. Perché alzare la voce è il nostro modo per dire che noi RESTIAMO UMANI.”

pc 31 maggio - Lo sciopero del 29 maggio a Modena

Modena Sindacati di base in corteo, la protesta sfila per 4 chilometri dalle fabbriche al centro

Circa 150 persone hanno preso parte alla manifestazione di stamattina, ce univa rivendicazioni per i diritti dei lavoratori a proteste contro le guerre, Disagi alla circolazione per circa tre ore

Il corteo in zona artigianale

Come annunciato e secondo i ritmi previsti, si è svolta stamane la manifestazione targata Si Cobas, CUB, Sgb, Adl Varese, Usi Cit - cui si sono aggiunti anche sostenitori della Global Sumud Flottilla - che ha mosso dalla zona artigianale di Modena Nord verso il centro storico, nel solco di precedenti manifestazioni già tenutesi in città nei mesi scorsi. La mobilitazione, indetta a livello nazionale da tutti i sindacati di base, ha fatto tappa a Modena per ribadire la ferma opposizione alle attuali dinamiche Il corteo in zona artigianale geopolitiche ed economiche.

Il corteo ha attraversato Via Finzi, Via Massarenti e viale Gramsci, per poi scavallare la ferrovia e proseguire lungo i Viali fino in largo Garibaldi, dove i partecipanti hanno voluto simbolicamente concludere anche in relazione ai tragici fatti del 16 maggio, denunciando un clima d'odio. La manifestazione ha comportato la chiusura di un tratto ulteriore della tangenziale e dell'uscita 9 verso la zona artigianale, complicando ulteriormente la situazione della viabilità da "bollino rosso" di queste giornate.
Un momento del corteo-2
Un momento del corteo-2
Sindacati di base in corteo, la protesta sfila per 4 chilometri dalle fabbriche al centro
https://www.modenatoday.it/cronaca/corteo-sindacati-cobas-modena-29-maggio-2026.html
© ModenaToday

 video.corriere.it/la-diretta-video-delle-manifestazioni-di-roma-e-milano-per-lo-sciopero-generale-indetto-dai-sindacati-di-base/ff3719d2-8125-40fa-972b-2fc498521xlk

pc 31 maggio - Confortably Numb Re-Imagined di Roger Waters - Mona Miari


 Non fermarsi mai usare tutte le forme  con il popolo palestinese contro il piano genocida Trump/Netanyahu - supportato da tutte le potenze imperialiste e i governi reazionari del mondo

pc 31 maggio - Brescia - in occasione del 52° anniversario della strage fascista contestata la lurida serva dei padroni e della Meloni, Fumarola/Cisl

8 maggio, 52esimo anniversario della Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974.

Alle 10.12, ora della Strage, i rintocchi per le 8 vittime di quella esplosione per la quale rimasero ferite anche un centinaio di persone.  Come ogni anno a livello istituzionale, la piazza prevede delegazioni e interventi dalle ore 8.30 e per tutta la giornata.

Le organizzazioni e le realtà di base dei movimenti sociali cittadini hanno lanciato due cortei antifascisti.

Il primo, alle ore 9 del mattino, si è ritrovato in piazzale Cesare Battisti (metro San Faustino) per la

sabato 30 maggio 2026

pc 30 maggio - Presentato in Senato il report sulle torture nelle carceri israeliane di Francesca Albanese

L'ultimo report di Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu nei Territori palestinesi occupati, sulle torture ai prigionieri palestinesi è stato esposto in Senato. Partendo dalla testimonianza di 300 sopravvissuti, Albanese condanna "inequivocabilmente atti di tortura e altre forme di maltrattamento commesse da tutti gli attori, inclusi i gruppi armati palestinesi il 7 ottobre 2023 e successivamente". Le carceri sono dei veri e propri centri di tortura, oltre a essere una manifestazione ulteriore del genocidio.

Perché la tortura, si legge ancora nel report, "non è meramente punitiva: è strategica. Opera per degradare i corpi dei palestinesi, fratturarne l’integrità psicologica ed eroderne la resilienza collettiva. Anche una detenzione di breve durata produce danni fisici e psicologici i cui effetti si estendono oltre l’individuo, colpendo famiglie e intere comunità in modi duraturi e, in molti casi, irreparabili".

Tra cani, manganelli, stupri, bastoni, Albanese legge con un groppo in gola il materiale raccolto nei

pc 30 maggio - Arresti di Hannoun e di altri palestinesi: "Una montatura commissionata da Israele andata a male"

Il comunicato degli avvocati del collegio di difesa alla luce della motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha smontato l'operazione che ha portato a dicembre agli arresti di Mohammed Hannoun e altri esponenti palestinesi in Italia. 

Presunti finanziamenti ad Hamas: la Cassazione annulla con rinvio la conferma della custodia cautelare. Inutilizzabili le "fonti aperte" non specificate; il Riesame dovrà rivalutare i fondamenti dell'impianto cautelare come richiesto dalle difese.

Depositate il 27 maggio 2026 le motivazioni delle sentenze con cui la Quinta Sezione penale della Corte di cassazione, in accoglimento di uno dei motivi di ricorso sollevati dalle difese, ha annullato con rinvio le ordinanze del Tribunale del riesame di Genova sulla custodia cautelare degli indagati nell'inchiesta genovese sui presunti finanziamenti ad Hamas attraverso enti di solidarietà con il popolo palestinese.

La Corte ha in sostanza affermato che il giudice può fondare la decisione solo su materiale acquisito in contraddittorio e di provenienza accertata: le "fonti aperte" indeterminate, prive di indicazione dell'origine e di vaglio di attendibilità, non equivalgono al "fatto notorio" e sono inutilizzabili (al pari del materiale proveniente dai servizi israeliani). La mancata specificazione della fonte e della sua qualità ed attendibilità ne preclude l'utilizzabilità.

Contestualmente, la Corte ha depositato le motivazioni con cui ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura, che insisteva per l'utilizzabilità del materiale di provenienza bellica. La Suprema Corte ha

pc 30 maggio - I legami dell'India di Modi in Medio Oriente

con lo Stato sionista genocida e le monarchie reazionarie serve degli USA

l'attacco militare USA/Israele all'Iran ha portato Modi a stringere nuove alleanze

tensioni tra India e Turchia, dopo la grave escalation militare del maggio scorso tra New Delhi e Islamabad, con Ankara e Pechino che hanno fornito assistenza al Pakistan

Il 7 ottobre della resistenza palestinese ha messo in crisi i piani del corridoio IMEC che lega India, Medio Oriente ed Europa




alcune info dalla stampa borghese

Le preoccupazioni dell’India non sono solo profondamente geoeconomiche. La regione mediorientale ha ormai un’importanza molto ampia per l’India, che cerca nel dialogo con le monarchie del Golfo e con Israele di implementare sul piano pratico – economico, culturale, cooperativo, militare – il cosiddetto spazio indo‑abramitico, che connette India, Israele e monarchie del Golfo in una rete crescente di cooperazione economica, tecnologica e di sicurezza. Milioni di cittadini indiani vivono e lavorano nei Paesi che ora sono oggetto degli attacchi iraniani, inviando rimesse che sostengono i redditi familiari in diversi Stati indiani. La regione rappresenta allo stesso tempo una destinazione importante per le esportazioni indiane e una fonte crescente di investimenti sovrani nei settori delle infrastrutture e della tecnologia....la relazione con Teheran resta significativa anche sul piano della connettività. L’India è infatti coinvolta nello sviluppo del porto iraniano di Chabahar, nodo centrale di un corridoio commerciale che collega l’Oceano Indiano all’Afghanistan e all’Asia centrale, permettendo a Nuova Delhi di aggirare il Pakistan e di accedere ai mercati eurasiatici. Il progetto si inserisce anche nel più ampio International North‑South Transport Corridor (INSTC), una rete multimodale di rotte marittime, ferroviarie e stradali che mira a collegare Mumbai con Russia, Caucaso ed Europa attraverso l’Iran, rafforzando il ruolo di quest’ultimo come hub logistico regionale.

Emirati Arabi Uniti (EAU) e India hanno siglato una lettera di intenti che trasforma la difesa nel motore strategico della cooperazione fra le due potenze

La firma dell’intesa è avvenuta mentre Arabia Saudita ed Emirati Arabi attraversano una fase complicata nei rapporti bilaterali, in cui i disaccordi ´fanno più rumore` degli interessi comuni, soprattutto nella regione del Mar Rosso. Alcuni osservatori hanno pertanto ricondotto l’annuncio emiratino-indiano alla volontà di Abu Dhabi di rispondere, con i fatti, alle alleanze formali e informali che i sauditi stanno tessendo fra Medio Oriente, Africa e Asia (Turchia, Egitto, Pakistan), per avanzare i propri obiettivi geopolitici e contrastare quelli degli alleati-competitor di Abu Dhabi.

Emirati Arabi e India hanno industrie nazionali della difesa in rapida espansione, pur rimanendo dipendenti dall’import militare. Abu Dhabi e New Delhi, che hanno siglato un Comprehensive Economic Partnership Agreement (CEPA) nel 2022, stanno massicciamente investendo in Intelligenza Artificiale (AI) e nuove tecnologie, nonché nell’acquisizione di minerali critici: lo sviluppo delle industrie nazionali della difesa ha bisogno proprio di minerali e di tecnologie per garantire autonomia industriale e competitività sul mercato. Per Emirati Arabi e India, il fattore marittimo e la proiezione commerciale giocano poi un ruolo centrale nella costruzione delle rispettive politiche estere e di difesa. Da qui, l’accento comune sulla connettività, con Abu Dhabi che persegue la realizzazione della post-oil “Vision” e New Delhi che continua nel percorso di “Look West” policy.

Negli anni, la partnership tra Emirati Arabi e India si è consolidata anche grazie alla partecipazione a format e iniziative multilaterali, sostenute dagli Stati Uniti, che hanno ulteriormente contribuito ad amalgamare e in parte a integrare la prospettiva strategica delle due potenze. Infatti, emiratini e indiani sono membri del West Asian Quad/I2U2 (dal 2021, con Stati Uniti e Israele), nonché della Trilateral Cooperation Initiative con la Francia (dal 2023); rappresentano la ´colonna portante` del progetto IMEC, il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (dal 2023); sono stati designati major defense partners da Washington (New Delhi dal 2016, Abu Dhabi dal 2024) per una “cooperazione militare senza precedenti” con gli Stati Uniti e hanno aderito alla Pax Silica americana per l’approvvigionamento di minerali e metalli per l’AI (dal 2026).

Oltre agli Stati Uniti, le due potenze condividono relazioni in crescita con gli stessi alleati: Israele e l’Unione Europea. Gli Emirati Arabi, firmatari degli Accordi di Abramo dal 2020, e l’India hanno rapporti bilaterali proficui con Israele e stanno rafforzando la cooperazione con l’Unione Europea: nel 2025, Abu Dhabi e Bruxelles hanno avviato colloqui per la creazione di un’area di libero scambio, istituita fra India e Unione Europea a inizio 2026.

L’alleanza di difesa Emirati-India e il Golfo: una Partnership complementare, non rivale, al patto Arabia Saudita-Pakistan

Con il consolidamento della partnership di difesa tra Emirati Arabi e India, emergono due questioni, nonché interrogativi, di fondo: il coinvolgimento militare nei rispettivi teatri regionali e l’equilibrio tra il binomio emiratino-indiano e gli altri patti di difesa esistenti nel Golfo.


pc 30 maggio - Venti di guerra nell'Indo-Pacifico: l'Italia di Meloni/Crosetto in prima fila per il coinvolgimento di paesi extra NATO

Intanto Taiwan continua chiedere armi al governo Usa (che ha già approvato un pacchetto da 14 miliardi di dollari ma che per il momento sono bloccati dopo il vertice Usa/Cina)

Il 7 e 8 luglio ci sarà il vertice NATO in Turchia per nuovi preparativi di guerra e l'area dell'Indo-Pacifico sta diventando sempre di più di interesse delle potenze imperialiste in funzione anti-Cina. I piani di riarmo vanno avanti senza soste, le potenze grandi e madie sono tutte coinvolte nello scontro mondiale per una nuova ripartizione del mondo e per la rapina delle materie prime legate all'energia e alle terre rare. Le alleanze di ieri si stanno scompaginando e ridefinendo e le guerre commerciali spingono sempre più verso guerre vere e proprie combattute con armi. Il teatro dell'Indo-Pacifico è sempre più teatro di guerra perché strategico per le borghesie imperialiste. La NATO non gli basta più a questi sciacalli guerrafondai e lavorano per coinvolgere altri paesi nei loro piani.

Apprendiamo dal sito decode39 che "è emerso un ampio consenso tra gli alleati per invitare i leader di Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda – il cosiddetto IP4 – all'incontro. Gli inviti dovrebbero essere definiti nelle prossime settimane, con l'Italia tra i più convinti sostenitori del mantenimento e dell'ampliamento del coinvolgimento nel gruppo.... Dal vertice di Madrid del 2022, l'IP4 è diventato una presenza fissa ai vertici della NATO...le recenti visite in Giappone e Corea del Sud di Tarja Jaakkola, Vice Segretario Generale della NATO per l'Industria della Difesa, l'Innovazione e gli Armamenti. Le discussioni si sono concentrate non solo sulla cooperazione in

venerdì 29 maggio 2026

pc 29 maggio - Contro i padroni e il governo dei padroni per uno sciopero generale vero

pc 29 maggio - Sciopero generale!

pc 29 maggio - La repressione dello Stato borghese non fermerà le lotte necessarie

Con Luigi e i compagni condannati, la repressione di questo Stato borghese con tutti i suoi apparati non può fermare la lotta necessaria e ad ampio raggio contro governo padroni capitalisti questo sistema imperialista.

proletari comunisti Palermo 

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da Antudo 27 maggio

Oggi il Tribunale di Palermo ha pronunciato il suo verdetto, scagliando contro Luigi una condanna di 4 anni, 9 mesi e 15 giorni, infliggendo 14 giorni di reclusione a un altro compagno e decretando un'assoluzione. In questo modo lo Stato tenta di blindare con la repressione chiunque osi alzare la testa contro la macchina della guerra. La sentenza comunque fallisce nel suo intento primario: quello di intimidirci, di isolarci o di ridurci al silenzio. La ferocia con cui viene colpito chi si è opposto ai profitti insanguinati di Leonardo Spa e alla complicità italiana nel genocidio è la prova definitiva che la nostra

giovedì 28 maggio 2026

pc 28 maggio – Italia-India e i nuovi accordi del Partenariato Strategico Speciale – 3: La “sicurezza” al servizio della repressione contro il proprio popolo

 

Le implicazioni dell’accordo Italia-India secondo il Partenariato Strategico Speciale sono davvero tante e con effetto di lunga durata e riguardano tutti gli aspetti economici e politici e militari perché dallo scambio ognuno ha da guadagnare secondo i propri interessi.

L’Italia imperialista è alla ricerca innanzi tutto di un mercato abbastanza grande per poter smerciare i propri prodotti, e l’esportazione è attualmente vitale per la produzione industriale in questo paese dove le percentuali sono infime; perfino il Fondo Monetario Internazionale in questi giorni conferma la “crescita” dell’0, 5% anche per il 2027!!! Poter continuare a fare profitti in questi momenti di crisi internazionale - cronica per l’imperialismo - è l’aspetto principale dunque.

Questi profitti comunque provengono dall’investimento dei capitali finanziari, investimenti diretti esteri (IDE) sia in prestiti diretti che nelle industrie con il relativo sfruttamento della forza-lavoro, ma anche comprando buoni del tesoro e ricavandone un interesse che di fatto strozza sempre i paesi che li ricevono e che spesso non riescono mai più a ripagare la somma iniziale e devono vita natural durante continuare a pagare interessi…

Questa possibilità di continuare a fare profitti va messo in sicurezza, secondo l’Accordo firmato tra i due Paesi. In sicurezza rispetto all’esterno e all’interno, rispetto al pericolo rappresentato da altri paesi e rispetto alla possibilità di rivolta dei lavoratori e delle masse che mettono in discussione i “piani di sviluppo” orchestrati dai governi e che da queste politiche e da questi accordi vengono pesantemente colpiti.

E infatti a questo tipo di sicurezza è dedicato un pezzo dell’Accordo con i punti 20, 21 e 22. 

Sicurezza

20. I due leader hanno condannato fermamente il terrorismo e l'estremismo violento in tutte le loro forme e manifestazioni, incluso il terrorismo transfrontaliero. I due leader hanno condannato

pc 28 maggio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - La campagna e le iniziative per lo sciopero generale del 29 maggio, corrispondenze da Palermo e Milano

 

pc 28 maggio - Lo Slai cobas per il sindacato di classe aderisce allo sciopero del 29

 



Il 29 maggio è stato indetto uno sciopero generale nazionale che nasce da un appello delle associazioni palestinesi in Italia a tutte le organizzazioni sindacali di base e di classe del nostro Paese.

Questo appello chiama al sostegno del popolo palestinese contro l'imperialismo, il sionismo, il regime fascista e genocida di Netanyahu.

Nello stesso tempo chiama alla lotta contro la guerra imperialista e chiama i lavoratori italiani a mobilitarsi contro tutto questo e contro le ricadute della guerra sulle condizioni di vita e di lavoro.

Una parte dei sindacati di base ha raccolto questo appello che prevedeva una manifestazione nazionale tenutasi in Milano il 16 maggio e uno sciopero per il 29 maggio.

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe ha aderito sia alla manifestazione sia allo sciopero generale, nel testo da noi distribuito sulla base anche del testo nazionale dei sindacati di base che promuovono lo sciopero del 29 maggio scriviamo:

“la guerra imperialista e colonialista scatenata da Trump e Netanyahu contro l'aggressione all'Iran e al Libano con il rischio concreto di un ulteriore allargamento del conflitto a livello globale anche attraverso il coinvolgimento della Nato e di altri paesi tra cui l'Italia é dentro una marcia della terza guerra mondiale imperialista per una nuova ripartizione del mondo e delle sue risorse per i profitti del grande capitale, finanza e signori della guerra. Questa tendenza alla guerra imperialista e queste guerre in corso, oltre che comportare un carico inaccettabile di morte e di distruzioni, sono scaricate sui proletari e sulle masse oppresse attraverso l'aumento del costo della vita e la perdita del potere d'acquisto dei salari e l'impoverimento generale.

In Palestina, in tutto il Medio Oriente, Israele, guidato dal boia criminale, Netanyahu continua le violenze e le operazioni militari a Gaza e in Cisgiordania con un numero altissimo di vittime civili e una distruzione e di vittime.

Anche in Libano l'attacco avviene con gli stessi metodi utilizzati a Gaza contro le popolazioni pressoché inermi causando migliaia di vittime e distruzioni di massa.

In Italia il governo guidato da Giorgia Meloni, è complice del genocidio in Palestina, è asservito all'imperialismo americano, sta demolendo quello che rimane dello Stato sociale scaricando sui proletari in nome della corsa al riarmo gli effetti di questa guerra”.

Questo sciopero parte da queste due questioni fondamentali che i lavoratori debbono impugnare nelle

pc 28 maggio - Vendola, l’Ilva e la prescrizione, se la giustizia non è giustizia - Vendola il colpevole condannato grida all'ingiustizia. E' la prescrizione che lo salva!

Mimmo mazza

Il punto del direttore Mimmo Mazza: «Vendola, l’Ilva e la prescrizione, se la giustizia non è giustizia»

Negli ultimi decenni la prescrizione è diventata uno dei temi più divisivi nel dibattito giuridico italiano, oscillando tra la tutela della ragionevole durata del processo e l'esigenza di non lasciare impuniti reati complessi

Martedì 26 Maggio 2026, 09:05

«Se il processo penale è di per sé una pena, bisogna almeno evitare che la stessa abbia una durata irragionevole». Francesco Carnelutti, una delle figure più illustri del panorama giuridico italiano, commentava così l’istituto della prescrizione, da secoli al centro del dibattito politico, tornato d’attualità nei giorni scorsi per l’uscita dell’ex governatore pugliese Nichi Vendola – proprio per intervenuta prescrizione ovvero per l’eccessivo tempo trascorso dai fatti contestati - dal processo «Ambiente svenduto», chiamato a fare luce sul presunto disastro ambientale generato dall’attività dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto.
Nel diritto romano non esisteva inizialmente un concetto strutturato di prescrizione per i reati. L'accusa pubblica era spesso imprescrittibile. Fu introdotta l'istituto della praescriptio, una formula con cui il convenuto poteva bloccare l'azione civile o penale se il titolare del diritto era rimasto inattivo per un lungo periodo, facendo decadere l'accusa.

Con l'Illuminismo e la nascita del moderno diritto penale, si affermò l'idea che la pena dovesse avere una finalità rieducativa e non di vendetta perpetua. L'istituto della prescrizione venne formalizzato nei codici europei dell'Ottocento, legando indissolubilmente il tempo necessario a prescrivere alla gravità del reato (solitamente calcolato in base al massimo della pena edittale). Questa filosofia confluì nell'impianto originario del Codice Penale Italiano del 1930 (Codice Rocco), che configurava la prescrizione come un diritto dell'imputato a non rimanere «appeso» sine die al processo.

Negli ultimi decenni la prescrizione è diventata uno dei temi più divisivi nel dibattito giuridico italiano, oscillando tra la tutela della ragionevole durata del processo e l'esigenza di non lasciare impuniti reati complessi. Fatta questa doverosa premessa, Nichi Vendola ha ragione a protestare il suo lungo

mercoledì 27 maggio 2026

pc 27 maggio - Dai compagni messicani - Mexico - Boicot al Mundial FIFA - Sol rojo

 

México. Este 25 de mayo, la Sección XXII de la CNTE ha estallado el paro indefinido de labores como parte de sus preparativos rumbo al Paro Nacional que iniciará el próximo 1° de junio. El magisterio democrático de la Sección XXII ha iniciado esta jornada con gran fuerza en las ciudades de Oaxaca y México, respectivamente, en donde se instalarán plantones. Mientras en Oaxaca la jornada ha trascendido en general sin mayores incidentes, en la CDMX los gobiernos oportunistas de Clara Brugada y Claudia Sheinbuam han desplegado un enorme operativo policiaco para impedir el arribo al zócalo del magisterio oaxaqueño, por lo que se han registrado ya las primeras escaramuzas entre los trabajadores de la educación y los cerdos uniformados.

Como sabemos, el próximo 1° de junio la Coordinadora Nacional de Trabajadores de la Educación (CNTE) tiene previsto el estallamiento del Paro Nacional en exigencia de sus demandas más sentidas, llamando a los trabajadores del país a preparar la Huelga General. A partir de esa fecha también, la FECSM y diversas organizaciones democráticas acompañarán el plantón magisterial poniendo sobre la mesa otras demandas educativas, de justicia, de tierra y territorio; a esta jornada también se estarán sumando las Madres y Familias buscadoras cuya demanda de verdad y justicia ha sido ignorada por el gobierno tecnócrata de Claudia Sheinbaum.

Estamos en los días previos al inicio del mundial FIFA 2026, y el llamado al BOICOT crece y se fortalece entre el magisterio nacional y los distintos sectores en pie de lucha. La represión de la Sheinbaum no va a detener el pujante avance del movimiento que se unifica en torno a esta coyuntura nacional.

¡Que no ruede el balón!

¡Boicot al mundial FIFA 2026!

¡Huelga General de Resistencia Nacional, contra el viejo Estado y el imperialismo!

pc 27 maggio - Lo sciopero del 29 maggio a Taranto uniti nella lotta Slai cobas e Coordinamento Freedom Flotilla Italia - info taranto contro

VENERDÌ 29 MAGGIO
La comunità palestinese unita, ha indetto uno sciopero generale nazionale, contro la guerra, 
il riarmo, il genocidio in Palestina, chiedendo unità nei movimenti e nei sindacati. 
Noi, coordinamento Freedom Flotilla Italia - Taranto e provincia e Slai Cobas come sindacato di base e di classe, aderiamo.

Lo sciopero è uno strumento che abbiamo per contrastare la guerra, le disuguaglianze, lo sfruttamento ed imporre un cambiamento reale nelle società e nelle politiche dei governi.

Scioperare per la Palestina,
significa scioperare per i diritti e i bisogni di tutte le lavoratrici e i lavoratori; per le disuguaglianze che attraversano i nostri territori; contro lo sfruttamento socio-economico;  il colonialismo e l'imperialismo; le morti sul lavoro; i salari insufficienti e la precarietà; per una sanità ed un'istruzione pubbliche che vengono demolite; contro il lavoro nero e la povertà; l'assenza di supporti sociali, contro il razzismo che dilaga.

Le logiche di dominio, gli interessi economici e politici sono gli stessi, artefici della distruzione di Gaza e dell'impoverimento dei nostri territori; 
alimentano ovunque guerre, sfruttamento e oppressione.

Scioperare venerdì 29 maggio, significa anche lottare contro le politiche che mirano a colpire lo stesso diritto allo sciopero, criminalizzano il dissenso e aumentano la militarizzazione delle città; 
significa difendere gli strumenti democratici rimasti e le nostre condizioni di vita; significa costruire solidarietà, giustizia sociale e fermare i soprusi.

Appuntamenti:

👉🏼Ore 9:00
Presidio 
Con le delegazioni delle lavoratrici e dei lavoratori.
📍Piazza Castello - Taranto (Città Vecchia)

👉🏼Ore 17:00
Presidio
Le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici unite alla lotta dei migranti contro sfruttamento e razzismo. 
Giustizia per Sako Bakari e per tutto il popolo palestinese.
📍Piazza Fontana - Taranto (Città Vecchia)

Scioperare per la Palestina, 
significa scioperare per tutti. 
La libertà della Palestina è la libertà di tutti. 🍉