lunedì 12 ottobre 2026

pc 12 ottobre - Assemblea della Fiom alla Stellantis Melfi - L’unica certezza, ad oggi, è che lunedì prossimo (12 ottobre) non si lavorerà a Melfi: nuovo stop

A seguire la discussione fatta con operai Stellantis nei giorni scorsi dallo Slai cobas per il sindacato di classe

Da Basilicata24.it del 10 ottobre 2026, di Eugenio Bonanata

“Giovedì mattina ho partecipato all’assemblea della Fiom, a Melfi, ma sono tornato a casa più pessimista di prima”. Inizia così il colloquio con un operaio Stellantis, il quale ha partecipato giovedì mattina all’incontro, aperto a tutti. “Si è parlato delle pause, di carichi di lavoro, hanno parlato del contratto nazionale – osserva – ma più passavano i minuti, più mi rendevo conto che non sarebbe giunta nessuna speranza in più sul nostro futuro”. E continuando a parlare dell’assemblea, aggiunge: “Poi hanno detto che a Melfi serve un’utilitaria a basso costo e che porteranno questa richiesta sui tavoli nazionali”. Ed è proprio su questo punto che l’operaio riflette un attimo, non trovandosi ai conti: “Ma se Stellantis ha già definito il suo Piano industriale per Melfi, a cosa servono queste richieste fatte ora, non giungono troppo in ritardo?”. E così il lavoratore, finita l’assemblea, mentre rientrava a casa, pensava proprio a queste “non risposte” ottenute durante l’incontro sindacale. Rifletteva sul “non senso”
di alcuni ragionamenti.
E tutto ciò non fa che aumentare “i carichi” di pessimismo operaio. “La verità è che non ci sono certezze sul futuro e anche i sindacati sono in un vortice e non sanno neanche loro che pesci prendere”, scandisce. L’interlocutore rivolge un attimo lo sguardo alla prossima settimana. “Ci saranno altre assemblee, delle altre sigle sindacali, sempre su Melfi e Stellantis, forse parteciperò per capire qualcosa in più, ma già so che non emergerà niente di nuovo”. E così l’operaio, mai come in questa fase, si trova a recitare il ruolo del “birillo”, scaraventato qua e là, ma senza un’effettiva stabilità. ”
Prima ci dicevano che la nuova Compass sarebbe stata il nostro futuro, poi ci hanno detto che lo sarebbe stata la Ds7, oggi ancora che lo sarà la Lancia Gamma”. E conclude, con un pizzico di sarcasmo: “E già
stanno iniziando a dire che sarà l’Alfa Romeo che produrremo dal 2028, il nostro futuro. La sensazione è che ci stanno ‘seriamente’ prendendo in giro”. L’unica certezza, ad oggi, è che lunedì prossimo (12 ottobre) non si lavorerà a Melfi: nuovo stop.

Da pc 7 ottobre - Una discussione con operai Stellantis di Melfi, sulla situazione attuale, ma soprattutto su come rispondere

OPERAI STELLANTIS - Da noi adesso si produce la DS7. Ma la produzione è dimezzata.

Noi lavoriamo una settimana una squadra, la settimana dopo l'altra, il pomeriggio non lavoriamo. I giorni in cui gli operai non lavorano vengono coperti con la cassintegrazione.
Il problema è sempre questo: i costi sono alti, i volumi sono bassi. A fine settembre, inizio ottobre hanno chiuso la fabbrica per una settimana, e si prevede un'altra chiusura tra fine ottobre e inizio novembre, perchè non ci sono volumi elevati.
Attualmente siamo 4.400, prima eravamo intorno ai 7.000, quindi hanno mandato via un bel po' di gente, ma per i volumi che facciamo siamo ancora tanti.
Ci una produzione di macchine più piccole, ma queste le fanno in Francia e in altri paesi; in Italia, nonostante la capacità produttiva è alta, produciamo invece macchine grosse, come la Maserati o la Tonale, che costano un po' e hanno meno mercato.
E’ una scelta produttiva che guarda a settori più medio-alti che possono comprare, però poi questo si ritorce contro noi operai.
Adesso stiamo all'osso. Veramente manca l'essenziale. Per esempio la manutenzione ordinaria non viene fatta. Non viene fatto neanche il minimo indispensabile. Neanche vengono fatte le pulizie, si pulisce a terra solo un po' nei bagni. L’azienda ha tagliato su tutto.

SLAI COBAS TARANTO - Quando siamo venuti alla fabbrica, molti operai e operaie si lamentavano, denunciavano le pesanti condizioni di lavoro, i ritmi lavorativi, per cui bisogna andare sempre più in fretta…

OPERAI STELLANTIS - Sì, ci fanno fare le corse, e non c'è nessuno che vigila. Mi ricordo all'epoca

pc 12 ottobre - Cgil, Cisl e Uil partecipano con entusiasmo ai successi della Leonardo - Lotta tra le due linee tra i lavoratori della Leonardo

C’era una volta una idea, sarebbe meglio definirla illusione vana, secondo cui il sindacato avrebbe preso coscienza della necessità di riconvertire le imprese di guerra in aziende produttrici dei beni di consumo, dal militare al civile per essere sintetici. Tanti anni fa capimmo che CGIL, CISL e UIL non avrebbero favorito la riconversione, ma si sarebbero invece opposte con tutte le loro forze ad una ipotesi del genere: meglio una produzione nociva per le persone e l’ambiente che la disoccupazione; meglio una produzione di guerra che la chiusura degli impianti.

E questo nonostante, come riportavamo in un articolo recente, i dati indichino che a parità di risorse gli investimenti nella protezione ambientale, rispetto a quelli effettuati nel settore militare, genererebbero all’incirca il triplo dei posti di lavoro. Ma la realtà odierna va ben oltre la più tetra immaginazione, infatti se andiamo a estrapolare un passaggio dal comunicato stampa delle tre organizzazioni sindacali dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil nel gruppo Leonardo, leggiamo che il rinnovo [della piattaforma sindacale di secondo livello] «si inserisce in un contesto di forte crescita degli ordinativi sia nell’ambito civile che della difesa, e di risultati economici più che positivi per il Gruppo Leonardo, posizionatosi ormai tra le prime dieci aziende globali del settore Aerospazio, Difesa e Sicurezza. Questo successo è il frutto del lavoro quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori che permettono al management di affrontare le sfide del futuro, ed è per questo che l’integrativo avrà la responsabilità di trasformare le aspettative in risposte».

Tradotto in linguaggio comprensibile Fiom, Fim e Uilm esultano davanti all’aumento degli ordini e

pc 12 ottobre - A Palermo presidio per la Palestina

A Palermo il 10 ottobre c’è stato un presidio di solidarietà con la Palestina in una delle principali piazze della città, piazza Politeama, di alcune centinaia soprattutto di militanti .

In piazza solo due striscioni, uno a firma Osa/Usb che era di fatto di sponsorizzazione dello sciopero del 30 ottobre, il nostro come proletari comunisti di sostegno netto alla Resistenza del popolo palestinese, Stop al genocidio e contro il governo Meloni complice insieme ad un pannello per i prigionieri politici.



Prima del presidio abbiamo fatto un attacchinaggio nel quartiere popolare della sede e poi attorno la

pc 12 ottobre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Speciale da ex-Ilva in lotta

 

Gli interventi dei segretari Fim-Fiom-Uil-Usb all'assemblea di questa mattina

pc 12 ottobre - INDIA: barriere agli ingressi, metropolitane chiuse, internet tagliato, negozi chiusi... la capitale New Delhi si è di fatto barricata in vista di nuove manifestazioni di protesta contro il fascismo hindutva

I portavoce degli "scarafaggi" di fatto sequestrati senza che nessuno sapesse dove fossero, sono stati rilasciati a condizione che non "violassero la pace" per un anno!

Il governo del fascista hindutva Modi sta dimostrando di essere davvero terrorizzato dalla rivolta popolare in corso e prende misure repressive che alimentano ancora di più a tutti i livelli la rabbia contro un governo corrotto fino al midollo. 

Dalla stampa borghese online riportiamo alcune notizie sull'evoluzione delle proteste che vanno avanti da mesi in India contro le manovre del governo fascista di Modi che sta provando a tagliare dagli elenchi degli elettori almeno 130 milioni di persone, soprattutto musulmani, dalit e adivasi come denunciano le studentesse e gli studenti delle università che a loro volta sono diventate bersaglio del governo perché piene di "intellettuali maoisti". Quella che segue è una breve dichiarazione delle studentesse e degli studenti dell'Università Bhaght Singh della capitale.

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il bsCEM ha partecipato alle manifestazioni contro la frode elettorale dell'Hindutva chiedendo il boicottaggio elettorale

11 ottobre 2026

bsCEM ha partecipato alla manifestazione di protesta che è scatenata in tutto il paese contro il SIR e l'attuazione indiretta della CAA-NRC attraverso di essa, che ha cancellato il nome di milioni di persone lavoratrici, in particolare i musulmani, i dalit e gli adivasi. Abbiamo messo in discussione il carattere delle false elezioni parlamentari e abbiamo chiesto alle masse di boicottare le elezioni false. Una società senza sfruttamento si realizzerà solo grazie alla Rivoluzione di Nuova Democrazia. La lotta per portare la Nuova Democrazia continuerà.

Aggiornamenti in diretta sulla protesta di Delhi: i leader del CJP incontreranno la Polizia di Delhi, marcia di protesta dell'opposizione verso la Corte Suprema

Il leader del Cockroach Janta Party (CJP), Ashutosh Ranka, ha dichiarato che se la Polizia di Delhi non fornisce al partito "una data" entro 24 ore, organizzeranno la loro protesta.

Aggiornato: 12 ottobre 2026 09:50 IST

"Domani alle 10 del mattino, io, Saurav Das, Ratna Singh e altri leader del CJP andremo alla stazione di polizia di Parliamentary Street per ottenere una data per una protesta pacifica a Jantar Mantar", ha detto Ranka in un post su X. (PTI Photo)"Domani alle 10 del mattino, io, Saurav Das, Ratna Singh e altri leader del CJP andremo alla stazione di polizia di Parliamentary Street per ottenere una data per una protesta pacifica a Jantar Mantar", ha detto Ranka in un post su X. (PTI Photo)

I leader del CJP Abhijeet Dipke, Ashutosh Ranka e Saurav Das sono stati rilasciati domenica dopo essere stati portati davanti a un magistrato esecutivo presso la stazione di polizia del Cantonment di Delhi, a seguito del loro arresto preventivo. Il magistrato ha rilasciato i tre a condizione che non "violassero la pace" per un anno, ha dichiarato il responsabile degli affari legali del partito, Ratna

pc 12 ottobre - Senza freni verso la guerra imperialista - L’Italia ospiterà l’esercitazione nucleare degli eserciti NATO

info da l'indipendente

Dal 13 al 20 ottobre le forze armate della NATO simuleranno una guerra nucleare. Una vasta area compresa tra il Mar Tirreno e la Sardegna sarà dunque trasformata in uno scenario bellico, l’ennesimo della stagione addestrativa in corso nella penisola. Non sono mancate le tensioni, sia all’interno dell’Alleanza Atlantica che tra il governo Meloni e le opposizioni parlamentari. Da un lato, l’Aeronautica militare italiana ha provato a minimizzare la portata dell’evento annuale, descrivendolo come una «programmazione ordinaria e di routine»; dall’altro la NATO ci ha tenuto a specificare che «Steadfast Noon è a tutti gli effetti un’esercitazione nucleare». Negli scenari simulati non verranno comunque utilizzati ordigni atomici reali, ma soltanto dei simulacri. Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto, chiedendo delucidazioni sull’evento.

Steadfast Noon è un’esercitazione militare che la NATO organizza ogni anno. Per la settima volta toccherà al nostro Paese fare gli onori di casa, riprendendo quanto interrotto nel 2023. All’edizione odierna parteciperanno 17 membri dell’Alleanza Atlantica, contro i 14 dell’anno scorso e i 13 del 2024. Quest’anno si aggiunge la Turchia, mentre la Francia si defila, non aderendo al gruppo di pianificazione nucleare della NATO, pur facendo parte del Patto Atlantico.

Da martedì prossimo, e per una settimana, verrà simulato il momento più critico di una guerra nucleare:

pc 12 ottobre - DATA CENTER: IL RUOLO NELLA LOGISTICA MILITARE. un contributo e una intervista a mazzeo

I data center sono diventati infrastrutture fisiche vitali e bersagli primari nella logistica di guerra moderna, trasformandosi da semplici magazzini di dati a veri e propri fattori di potere strategico.

I server gestiscono flussi immensi di informazioni per l’intelligence, la pianificazione e i modelli di supporto alle decisioni. Regolano in tempo reale il movimento, lo stoccaggio e la consegna di carburante, munizioni, pezzi di ricambio e truppe, dove la disponibilità immediata decide l’esito del conflitto. Gli stessi centri elaborano carichi civili e militari, rendendo difficile separare le funzioni strategiche da quelle quotidiane della popolazione.

I conflitti recenti (come gli attacchi con droni contro hub nel Golfo Persico) dimostrano che i data center sono esposti a bombardamenti e danni strutturali diretti. L’interruzione dell’alimentazione o la distruzione di un nodo centrale provoca il blocco immediato non solo delle catene logistiche della difesa, ma anche dei servizi essenziali. La difesa “moderna” spinge verso la sovranità digitale, il cloud

domenica 11 ottobre 2026

pc 11 ottobre - L'Aquila per la Palestina


Un presidio molto ben riuscito, preparato in 3 giorni, considerando che fino all'ultimo si pensava di confluire in altre piazze dell'Abruzzo o addirittura a Roma.

Ma era una manifestazione doverosa, perché a L'Aquila non se ne facevano più da un pezzo e perché il tribunale dell'Aquila ha evidentemente deciso di far procrastinare fino al prossimo anno il processo di appello di Anan Yaeesh, facendo slittare di alri 3 mesi il deposito delle motivazioni della sentenza di condanna.

La risposta della città ci ha dato ragione, sia durante il volantinaggio che ha preceduto il presidio, sia al presidio stesso, con la presenza di un'ottantina di persone, in gran parte giovani e migranti, e molto combattive. Praticamente assente la "sinistra" istituzionale (ANPI ecc.).

Molti passanti si sono fermati e hanno accolto volentieri i volantini e lo speciale della controinformazione rossoperaia.

Una donna, con la sua bambina, ha voluto ringraziarci al microfono per la manifestazione. Lo ha fatto come mamma, per rispetto di tutti i bambini palestinesi uccisi.

 

In tutti gli interventi è stato ribadito il sostegno alla resistenza palestinese e contestato il decreto salva sionismo. Sono state lette alcune poesie di Anan Yaeesh e reclamata la sua liberazione. "Qualcuno ci detto che dobbiamo manifestare per noi italiani" - é stato detto - "ebbene, è quello che stiamo facendo, ribelliamoci a chi ci impone un'economia di guerra, facciamo come i nostri compagni d'oltralpe!".

Purtroppo l'impianto di amplificazione per un po' non ha funzionato e la compagna dello Slai Cobas s.c. ha dovuto urlare il suo, ma i vuoti sono stati colmati da numerosi slogans contro il sionismo, l'imperialismo e la complicità del governo fascista Meloni, contro la repressione, per la liberazione della Palestina dal fiume al mare e di tutti i prigionieri politici palestinesi.




pc 11 ottobre - Le balle della Meloni su inflazione: interventi-spot fondati sul populismo verso le masse, ma in realtà per non andare ad intaccare i profitti dei padroni

Diamo alcuni elementi di riflessione rispetto a quello che in questi giorni è messo al centro dai quotidiani, dalla stampa, dai media e dalla stessa Meloni, cioè questa sua attivazione per rispondere a quelli che sono le problematiche dell’inflazione. Quindi partiamo da come viene riassunta la notizia dal giornale dei padroni, il sole 24 ore, poi ripresa da tutta la stampa: “La Commissione europea ha dato via libera alla richiesta del Governo italiano di usufruire della clausola di flessibilità sui conti pubblici per le spese di difesa ed energia” ma poi aggiunge subito che ”questo tipo di flessibilità non è da confondere con l'ulteriore richiesta italiana di flessibilità relativa all'uso delle entrate straordinarie dall'Iva per misure anti caro energia sulla quale Bruxelles deve ancora pronunciarsi.”

Qui emerge chiaro come il governo Meloni usa il populismo, dicendo vere e proprie balle per cercare di far vedere che si sta interessando delle masse, dei proletari, dei problemi che li attanagliano, ma in realtà quello che difende sono i profitti dei padroni; l'abbiamo visto in maniera lampante con la questione dell'ENI, con l’intervento chiamato moral persuasion sulla benzina - che ormai è già finito - ma senza intaccare quelli che sono i superprofitti delle grandi aziende come l'Eni.

Lo scopo di queste controinformazioni è attraverso una lettura di classe avere una posizione autonoma da parte dei proletari, degli operai su quello che ci sta intorno. 

Questa inflazione è causata dal conflitto in Medio Oriente, quindi sempre più il legame genocidio-guerra ha effetti sulle condizioni di lavoro, salario, della sicurezza, della precarietà che ci troviamo tutti i giorni. Questo è uno degli elementi centrali. L'altra questione: tutti i governi in un sistema democratico borghese capitalista fanno gli interessi dei padroni e anche questo governo fa gli interessi dei padroni e oggi noi dobbiamo lottare contro il governo dei padroni che è in carica, tenendo conto di un aspetto: che qualsiasi governo dei padroni affronterebbe e ha sempre affrontato le questioni da un punto di vista di classe, quindi per tutelare la classe che rappresenta che è la classe della borghesia, ossia la minoranza della popolazione che tiene soggiogata la maggioranza; ma c'è una differenza con gli altri governi. Il

pc 11 ottobre - Roma per la Palestina - video e immagini




 



pc 11 ottobre - Torino per la Palestina - la repressione non ferma ma alimenta la ribellione

A Torino i manifestanti sfilano cantando «Bella Ciao» al corteo pro Palestina

Durante il corteo pro Palestina a Torino i manifestanti hanno intonato «Bella Ciao», marciando per le strade partendo da piazza Castello. Decine e decine di persone si sono riunite per chiedere lo stop delle violenze a Gaza e la libertà per il ...

Durante il corteo pro Palestina a Torino i manifestanti hanno intonato «Bella Ciao», marciando per le strade partendo da piazza Castello. Decine e decine di persone si sono riunite per chiedere lo stop delle violenze a Gaza e la libertà per il popolo palestinese.

pc 11 ottobre - a Milano per la Palestina -immagini video e striscione di cinesi con Mao Tse tung










 

pc 11 ottobre - Riprende la Formazione Marxista da Taranto per allargarsi a tutte le città possibili - info pcro.red@gmail.com

pc 11 ottobre - Voci e immagini dal presidio di Taranto nella giornata della Palestina

Ieri sera oltre 50 persone, compagne, compagni, giovani studenti, solidali anche venuti da Bari, hanno manifestato in piazza Immacolata, mantenendo l'impegno a rispondere all'appello delle associazioni palestinesi di scendere in piazza in tutte le città il 10 ottobre, in coincidenza con il 7 ottobre giorno della legittima Resistenza del popolo palestinese, per dire: stop al genocidio a Gaza, stop ai massacri, deportazioni in Cislgiordania, fine del sionismo, stop agli accordi, embrago ad "israele", e stop al Ddl antisemitismo del governo Meloni complice di Netanyahu.

Non ci potevano certo fermare quattro gocce di pioggia! Non potevamo non essere uniti, in sintonia con le migliaia di persone che hanno manifestato il 10 ottobre da Torino, a Roma, a Milano, a Napoli, in Calabria, ecc. ecc. Taranto, che dal 7 ottobre in ogni modo ha manifestato per la Palestina libera, per la resistenza, doveva e deve anche nelle prossime occasioni, essere presente.

Per questo, lo Slai cobas per il sindacato di classe ha mantenuto la mobilitazione in piazza Immacolata, e ha fatto appello nei giorni precedenti e fino a sabato a tutti a non fermarsi per la pioggia, a scendere comunque in piazza. E questo è avvenuto; via via il presidio si è ingrossato, in un crescendo di partecipanti e del clima solidale e combattivo.   

Slogan, pro Palestina, a sostegno della resistenza, sì anche armata, del popolo palestinese e delle sue organizzazioni, striscioni, cartelli, vari interventi forti, hanno portato tanta gente, anche giovani immigrati a fermarsi, ad ascoltare, ad esprimere il loro appoggio all'iniziativa. 

Una manifestazione riuscita, assolutamente necessaria, dovuta, in cui nessuno che si dice pro Palestina poteva sottrarsi. 

 


Sul blog tarantocontro gli audio con gli interventi che consigliamo di ascoltare

Intervento di Slai cobas sc  

Intervento di #iostoconlapalestina

Intervento di Vincenzo Fullone Freedom flotilla

pc 11 ottobre - Ravenna sempre più porto di guerra! Intensificare la protesta

La nave ro-ro Capucine, utilizzata esclusivamente dall’Esercito italiano per il trasporto di mezzi e materiali militari, ha fatto scalo ieri nel porto di Ravenna. A segnalarlo è il Coordinamento popolare contro i traffici di armi dal porto di Ravenna, che chiede di sapere quale carico sia stato imbarcato o sbarcato e manifesta preoccupazione per la presenza dell’unità nello scalo ravennate.

Come segnalato dal Coordinamento, la Capucine e la nave gemella Severine vengono impiegate per trasportare armi e mezzi militari tra porti e basi italiane ed estere, con spostamenti che variano in base alle esigenze dell’Esercito e senza rotte fisse. Tra gli scali italiani indicati dall’organizzazione figurano Piombino, Monfalcone, Bari, Brindisi, Sant’Antioco, Salerno e Crotone.

Il gruppo riferisce che nell’ultimo anno la Capucine non era stata avvistata a Ravenna e sottolinea come la nave operi su collegamenti che comprendono basi in Italia, Turchia, Romania, Libano, Arabia Saudita

pc 11 ottobre - La fine del genocidio è la fine de sionismo! Ieri partecipatissime manifestazioni in tantissime città - immagini e video Milano, Pisa, Torino, Roma...

  

Intervento di un compagno di proletari comunisti al corteo di Milano

 

Video dalla manifestazione di Torino:

https://www.facebook.com/share/v/1HhD9Ecwaq/

https://www.instagram.com/reel/DeUtZK0s5QK/?exln=MWN5bXZiNGE4OW13Mg==

https://www.facebook.com/share/v/1HhD9Ecwaq/

Milano

Roma
 

pc 11 ottobre - Spagna anticapitalista

Construir la huelga general para ir más allá

Se tendrá que disputar políticamente la orientación de la movilización para evitar que se convierta en un acto de precampaña progresista y favorecer que la clase trabajadora y el pueblo aumenten su autonomía con respecto a los gobiernos. Además, la consigna principal debe ser construir comités populares por la huelga general en los barrios.

Finalmente, la huelga general por la vivienda se celebrará el 11 de noviembre. En este breve texto apuntaremos algunas cuestiones en relación con su convocatoria y los retos que supone para el movimiento popular.

En primer lugar, cabe destacar el carácter unitario de la convocatoria. Por primera vez en mucho tiempo, los sindicatos mayoritarios, CCOO y UGT, y la izquierda sindical se han unido en torno a esta iniciativa, a lo que hay que sumar la importante presencia de las centrales nacionalistas, la gallega CIG y las vascas ELA y LAB, hegemónicas en sus naciones, que participarán con reivindicaciones propias.

Ese carácter unitario, impulsado por el trabajo de la Confederación de Sindicatos de Inquilinas, es muy progresivo en este contexto y debe considerarse un avance. No se trata de confiar en un giro hacia la izquierda de los aparatos burocráticos de los grandes sindicatos, sino de reforzar la apuesta por la

pc 11 ottobre - Por la huelga general en el estado español - da Madrid pochi minuti fa

💥Hace 14 años que no se convoca una huelga general en el estado español. Y es la primera huelga general por la vivienda🏠. 

El reto es enorme, construir una gran convocatoria que nos permita reforzar el poder de la clase trabajadora para sacar la vivienda del mercado. 

Por eso es fundamental formarse entorno a experiencias pasadas y presentes de cómo construir esta huelga

Os animamos a venir a todes para formaros y para discutir ideas que nos permitan escalar la lucha📢❤️‍🔥
Estos son los textos que usaremos:

pc 11 ottobre - Sanità, tagli per 19 miliardi e la Meloni continua a raccontare balle!

Il rapporto della fondazione Gimbe dice esplicitamente che in questi tre anni, il governo ha sottratto di fatto 19 miliardi alla Sanità. Ma proprio sulla sanità, durante l'infinita campagna propagandistica, la Meloni elenca i finti successi del suo governo, le spara grosse, come è sua abitudine. La conferma che si tratta di spudorate menzogne viene quindi non solo dalla vita quotidiana di chi con la Sanità deve purtroppo avere a che fare, situazione che viene anche raccontata dalle cronache giornalistiche sulle liste d'attesa, per esempio, sui ricoveri impossibili per mancanza di posti letto, perché mancano i medici, gli infermieri, tutti costretti a turni estenuanti, insomma, quella che in gergo viene chiamata “mala Sanità”. Ma la conferma viene anche dai rapporti, come quest'ultimo della fondazione Gimbe, che alcuni quotidiani hanno naturalmente ripreso.

Uno dei primi punti è quello dei soldi. 19 miliardi sono stati sottratti alle spese sanitarie in tre anni e così lo spiega il rapporto, riportato per esempio dal manifesto: in rapporto alla ricchezza nazionale prodotta, il fondo sanitario nazionale, che ogni anno viene distribuito alle regioni, è sempre più leggero e in questi anni è rimasto sotto il 6% del PIL, ereditato dall'amministrazione Draghi, addirittura. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto tra il fondo sanitario e il PIL fosse rimasto costante a livello del 2022, il servizio sanitario nazionale avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi di euro in più.

È chiaro che già questo punto si riflette presentemente su uno dei settori sociali più delicati, perché stiamo parlando della salute di tutti noi, che avrebbe invece bisogno di tanti miliardi in più.

Ogni tanto questa riflessione si fa in generale. Per esempio agli anziani e, in generale, anche alle persone che vanno in pensione, invece di ricevere sostegni in più, gli vengono sottratti quando uno ha più bisogno; ma questo è il cinismo della politica di questo governo moderno fascista, che tende allo

pc 11 ottobre - INDIA: Mega-retate per impedire la manifestazione di ieri contro il fascismo in azione di Modi... Ma la protesta è diventata permanente

dal manifesto di oggi

New Delhi, uno degli almeno settemila arresti che ieri hanno cancellato le manifestazioni contro Modi 

Non hanno nemmeno fatto in tempo a uscire dall’aereo. Appena si è aperto il portellone, una decina di agenti della polizia di New Delhi si è fatta largo tra i sedili e ha arrestato Abhijeet Dipke, Ashutosh Ranka e Saurav Das, rispettivamente il fondatore e i due portavoce del Cockroach janata party (Cjp), il movimento degli «scarafaggi» già responsabile delle dimissioni del ministro dell’istruzione quest’estate. Sono i primi arresti eccellenti del 10 ottobre 2026, data che rimarrà impressa a lungo nella storia indiana e soprattutto in quella della Gen Z, la generazione che ieri ha smascherato la deriva autoritaria della democrazia più grande del mondo, plasticamente in azione nella capitale indiana.

NON ERA MAI successo, nemmeno ai tempi del colonialismo britannico, che l’intera New Delhi fosse trasformata in una fortezza, presidiata da decine di migliaia di agenti tra polizia, corpi speciali e divisioni paramilitari. Tutto per impedire la protesta nazionale contro i brogli elettorali di cui è accusato Gyanesh Kumar, il capo della commissione elettorale responsabile – tra le altre cose – della cancellazione frettolosa e sospetta di 130 milioni di nominativi dai registri elettorali nazionali. Nella