Come delegati e iscritti CGIL denunciamo pubblicamente la nostra indignazione e incredulità di fronte ad alcune recenti prese di posizione e iniziative dell’Organizzazione. Ci riferiamo in particolare
1. al presidio “per la coesione sociale” organizzato dalla CGIL a Milano il 21 ottobre dopo gli scontri avvenuti in città nel fine settimana precedente: coesione con chi? Con il governo Meloni? Con il sindaco Sala, che ha reso invivibile la città per i lavoratori e le loro famiglie, che chiede “più controllo e repressione” e che mantiene il gemellaggi tra Milano e Tel Aviv? Con gli speculatori del carburante e dell’energia?
2. alla nota con cui FILT CGIL Campania insieme a CISL e UIL chiede ai prefetti “un intervento urgente per trovare soluzioni ai blocchi degli autotrasportatori”, strangolati come noi dal caro carburanti e a cui cominciano ad arrivare le denunce, una nota che a orecchio ci suona come un invito alla loro rimozione.
I picchetti e i blocchi sono un patrimonio storico del movimento operaio, come hanno mostrato gli operai dell’ILVA di Genova pochi giorni fa!
“La solidarietà tra lavoratori è un valore fondamentale: quando la crisi e le difficoltà colpiscono una categoria, la risposta deve essere collettiva e unitaria”, come ha scritto la RSU FIOM-FIM della Leonardo di Nola (Napoli) che il 21 ottobre ha indetto 8 ore di sciopero a sostegno della protesta degli autotrasportatori.
È necessario un dibattito serio e approfondito su quanto sta accadendo, in Italia come in Europa, dove i















