venerdì 24 aprile 2026

pc 24 aprile - La grande esperienza della Resistenza antifascista parla oggi ai popoli in lotta e a noi

Ogni popolo fa la sua Resistenza e trova la sua strada per vincere. Le organizzazioni che organizzano la Resistenza hanno da insegnare agli altri popoli le proprie esperienze, sia positive ma anche negative.

Il popolo palestinese ha una lunga storia gloriosa di Resistenza, di lotta di liberazione contro lo Stato sionista di Israele e contro l'imperialismo, prima negli anni dell'intifada e poi nei recenti anni che mostrano che occorrono non solo le pietre ma serve la lotta armata per difendersi dal genicidio, orrore nazisionista; il 7 ottobre ne è stata la visibilità di questa strada necessaria. 

Anche la nostra Resistenza antifascista, antinazista in piena guerra mondiale ha da insegnare anche oggi la sua grandiosa storia ai popoli.

In Italia, almeno allora, la Resistenza vinse. C'era il Partito Comunista di allora a dirigerla. Vi erano altre organizzazioni, formazioni partigiane, ma senza la direzione del Partito Comunista, non è detto che la Resistenza sarebbe riuscita a liberarsi dai fascisti e nazisti e a dare un contributo alla lotta degli altri proletari e paesi in Europa.

Noi oggi abbiamo di fronte una sorta di "moderno fascismo" che ci dice che dobbiamo fare una "nuova Resistenza".

Anche noi prendendo lezioni dalla nostra Resistenza dobbiamo unirci e lavorare soprattutto per costruire il Partito comunista dell'oggi.

Come allora i partigiani non nacquero da soli, spontaneamente, ma la volontà di liberazione, di odio contro i nazisti e fascisti di tantissimi operai, giovani, donne, trovò soprattutto nel PC la via per organizzarsi e fare la Resistenza, la lotta armata partigiana; un PC che prima degli anni della Resistenza aveva fatto dal '21 un lungo e grande lavoro per togliere al fascismo la presa su parte delle masse popolari e per organizzare le fabbriche. 

Anche oggi dobbiamo unirci e fare questo lavoro oggi. 

La volontà di rispondere, farla finita con genocidi, guerre imperialiste, massacri, e con la "guerra interna" all'Italia, per la complicità/partecipazione attiva del governo Meloni alle guerre contro i popoli e paesi, che per i proletari e le masse popolari significano e significheranno sempre più repressione, carcere, decreti sicurezza, attacco ai diritti democratici, alle libertà, alla Costituzione, conseguenze economiche di peggioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro, deve trovare continuità delle lotte, manifestazioni, e l'unità delle compagne, compagni più attivi, delle forze antifasciste, antiimperialiste, anticapitaliste, per costruire l'organizzazione necessaria oggi, la via rivoluzionaria necessaria oggi.

pc 24 aprile - palermo 25 aprile in piazza con i compagni


 

pc 24 aprile - Milano il 25 aprile è già cominciato


 

pc 24 aprile - Milano - il nostro 25 aprile è già cominciato - proletari comunisti


 

pc 24 aprile - Ex Ilva - basta con questa farsa dei tavoli romani

 Comunicato stampa. 

Ex Ilva basta con questa farsa dei tavoli romani --se c'è mancato accordo - la cigs non si accetta e si contrasta - se vogliamo la nazionalizzazione e non svendita dei lavoratori di flacks o Jindal  - allora la si impedisce con l'azione_ rompendo la trattativa con il governo meloni Urso e procacciatori d'affari - se i commissari gestiscono il morto e i morti - se ne devono andare  - se il lavoro è mortale - allora si stabilisce la massima non collaborazione nello stabilimento e nell'appalto e si chiede l' immediata presenza permanente della postazione effettiva - se si vuole bloccare le fonti inquinanti le disposizioni della magistratura e le inosservanze della centrale elettrica  si attuano non si ostacolano - se il caro energia mette in crisi gli autotrasportatori operanti verso l'ilva il servizio si blocca - ecc. Non C'è altra strada che la lotta su tutto e di tutti - chiediamo a chi parla ad essere coerente qui è  ora - lo slai Cobas fa appello a tutti a muoversi da subito e a unirsi allo sciopero generale il 29 maggio 

  slai Cobas per il sindacato di classe Taranto - slaicobasta@gmail.com Wa 3529575628

pc 24 aprile - L'occupazione israeliana ricorre a ogni forma di tortura contro i prigionieri e i detenuti palestinesi con l'intento di ucciderli



Al-Dameer | aldameer.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

16/04/2026

In occasione della Giornata dei prigionieri palestinesi

L'Associazione Al-Dameer per i diritti umani - Gaza celebra venerdì 17 aprile, la Giornata dei prigionieri palestinesi. Questa ricorrenza giunge in un momento in cui le forze di occupazione israeliane continuano ad adottare politiche sistematiche di tortura e trattamenti crudeli, inumani e degradanti nei confronti dei prigionieri e dei detenuti palestinesi, in flagrante violazione di tutte le norme giuridiche e umanitarie. Tali pratiche includono percosse gravi e ripetute, la negazione deliberata di cure mediche, la malnutrizione e l'imposizione di condizioni di detenzione estreme che aggravano le malattie e contribuiscono alla diffusione di epidemie tra i detenuti, rappresentando una grave minaccia per la loro vita.

Al-Dameer ha documentato, attraverso testimonianze dirette e dichiarazioni giurate verificate di detenuti ancora rinchiusi nelle prigioni israeliane o recentemente rilasciati, molteplici modelli e forme di violazioni gravi e sistematiche che costituiscono crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi nei confronti di prigionieri e detenuti.

Nello stesso contesto, i tentativi di promulgare quella che viene definita la "Legge sulla pena di morte per i prigionieri" costituiscono un'escalation altamente pericolosa volta a legalizzare l'uccisione di prigionieri e detenuti, in palese violazione dei principi del diritto internazionale umanitario e delle norme sui diritti umani, in particolare delle disposizioni della Quarta Convenzione di Ginevra.

Tali politiche e pratiche rappresentano una chiara rinuncia agli obblighi della potenza occupante ai sensi del diritto internazionale, una sfida alla volontà della comunità internazionale e un grave indebolimento del sistema internazionale dei diritti umani e dei suoi principi fondamentali.

Secondo le statistiche delle organizzazioni che si occupano delle questioni relative ai detenuti, il numero di prigionieri e detenuti nelle carceri israeliane ha superato i 9.600, tra cui 75 donne e 350 bambini, la maggior parte dei quali è rinchiusa nelle carceri di Megiddo e Ofer. Il numero dei detenuti amministrativi ha raggiunto quota 3.442 - rappresentando la percentuale più elevata tra tutte le categorie - a cui si aggiungono 1.250 detenuti classificati come "combattenti illegali". Va sottolineato che queste cifre non includono tutti i detenuti provenienti dalla Striscia di Gaza rinchiusi nei campi militari dell'esercito di occupazione.

giovedì 23 aprile 2026

pc 23 aprile - Leggi, sostieni, fai circolare il blog del Movimento femminista proletario rivoluzionario - MFPR

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    Pistorius presenta la nuova strategia militare tedesca: Berlino si prepara alla guerra con la Russia

    La Germania vara la sua prima dottrina militare per rendere la Bundeswehr l’esercito più potente d’Europa: il piano di Pistorius

    Per la prima volta nella storia della Bundeswehr, la Germania ha una dottrina militare complessiva. Il ministro della Difesa Boris Pistorius (Spd) ha presentato una strategia che segna una cesura epocale per la politica di sicurezza tedesca e, inevitabilmente, per gli equilibri europei. «Vogliamo sviluppare la Bundeswehr fino a renderla l’esercito convenzionalmente più potente d’Europa», ha dichiarato Pistorius davanti alla stampa. Un’affermazione che suona come un vero e proprio programma per i prossimi decenni, in risposta a un mondo diventato «più imprevedibile e pericoloso».

    Un piano in tre fasi

    La strategia si articola in tre orizzonti temporali ben definiti. Entro il 2029, l’obiettivo è aumentare rapidamente la capacità di resistenza e difesa. Entro il 2035, la Bundeswehr dovrà consolidare il proprio ruolo di guida in Europa. Infine, la fase «2039 e oltre» si concentrerà sulle «capacità del dopodomani»: sistemi d’arma automatizzati, intelligenza artificiale, droni intercettori e difesa dai missili ipersonici.

    Il tallone d’Achille del piano è però la manodopera. L’obiettivo è raggiungere 460.000 soldati in caso di conflitto, di cui 260.000 in servizio attivo. Attualmente la Bundeswehr conta circa 185.400 effettivi: servono quindi quasi 75.000 nuove reclute. Il ministero ha registrato nel 2025 un record di assunzioni

    pc 23 aprile - Solidali con i compagni indagati per la Palestina a Palermo

    Comunicato stampa

    Esprimiamo la nostra solidarietà ai 7 compagni di Palermo indagati per aver partecipato nei mesi scorsi alle manifestazioni a sostegno della Palestina, che hanno ricevuto l’avviso di chiusura indagini, manifestazioni che secondo i giudici che indagano sarebbero state “non autorizzate”.

    Come tutti sanno le migliaia di manifestanti, tra cui il milione a Roma, che in tutti questi mesi, in ogni modo, in tutte le piazze e in tutto il Paese hanno gridato il loro sostegno alla Palestina martoriata e ai palestinesi sottoposti ad un genocidio che è tuttora in corso e che vede di fatto il governo italiano, con a capo la fascista Meloni, complice, non hanno avuto bisogno di alcuna “autorizzazione”.

    Questo “ultimo” episodio di repressione emana da un governo che esprime sempre più chiaramente la tendenza a trasformare questo Paese in uno stato di polizia con i suoi liberticidi “decreti sicurezza” nel

    pc 23 aprile - Gaza: ratti, pidocchi, acqua sporca: la pelle di Gaza brucia... Continua il genocidio di Israele lento e nascosto dai mass media - con tutti i governi occidentali che sanno e sempre complici

    Da il Manifesto - 23 Apr, 2026

    Lina Ghassan Abu Zayed *

    Eruzioni cutanee e infezioni colpiscono decine di migliaia di bambini e adulti. Un riflesso dell’assedio.

    NUSEIRAT. A Gaza, dove le infrastrutture sono crollate e milioni di residenti sono sfollati, le malattie cutanee contagiose si stanno diffondendo silenziosamente, lasciando un segno profondo sul corpo e sullo spirito. I bambini dormono uno accanto all’altro su materassi sottili, le famiglie condividono l’acqua, già scarsa, per bere e per l’igiene, e i vestiti spesso non vengono lavati.

    Nei campi sovraffollati di Khan Younis, una bambina gioca tra sabbia, immondizia e mosche, mentre macchie rosse le ricoprono il corpo senza che possa ricevere cure efficaci. Suo padre, Mohamed Al-Rayan, fatica a confortare lei e gli altri figli, tutti affetti da eruzioni cutanee e infestazioni da pidocchi.

    QUESTE SCENE si ripetono quotidianamente nelle strade densamente popolate e nei rifugi temporanei, dove l’acqua scarseggia, i sistemi fognari sono distrutti e i rifiuti sono sparsi ovunque. Shimaa Marshoud, seduta accanto alla figlia, spiega che le eruzioni cutanee sono iniziate sul viso della bambina e si sono diffuse al petto, all’addome e alle braccia. Il prurito e il dolore sono incessanti, senza cure accessibili né mezzi finanziari per permettersi le creme. I bambini sono costretti a indossare gli stessi

    pc 23 aprile - Alcune delle lezioni della Resistenza antifascista - Esse valgono per l'oggi e dovunque - 2

    Dalla Rivista marxista-leninista-maoista "La Nuova Bandiera" - Numero speciale sul centenario della nascita del PCI - ampi stralci

    1 - La questione dei “pesci nell'acqua”, del legame politico/militare.

    ”Da “il libretto rosso della resistenza”: “Le formazioni partigiane non dispongono di basi di operazioni, di retrovie, di accantonamenti stabili, ma vivono spostandosi continuamente e con l'aiuto delle popolazioni. Di conseguenza la condizione essenziale per il loro successo è la solidità dei loro legami con la popolazione ed in particolare con gli operai, i contadini e i lavoratori. “I partigiani sono nel nostro paese come il pesce nel fiume. Il fiume può vivere senza pesci, ma i pesci?” Ecco perchè è necessario che  la lotta partigiana,la guerriglia, sia strettamente collegata con la lotta politica, corrisponda alla situazione, alle condizioni, agli interessi, al grado di sviluppo del movimento delle larghe masse dei lavoratori e sia da esse appoggiata”.

    “Non erano – dice l'abate di Pradt – né le battaglie, né gli scontri ad esaurire le forze francesi, ma le incessanti molestie provocate da un nemico invisibile, che se inseguito, spariva nella massa del popolo, dal seno della quale riappariva immediatamente dopo con forze rinnovate. Il leone della favola tormentato a morte da una zanzara...” (C. Marx – F. Engels, “Nex York Daily Tribune”, 30 ottobre 1854).

    Prima questione: Il legame con le masse, il loro appoggio in rapporto all'azione dei comunisti. Una cosa è legame e appoggio nella lotta sindacale, una cosa nel lavoro politico, una cosa nell'azione militare. Di questo i comunisti ne devono essere coscienti. L'appoggio nell'azione militare non deve “cullarsi” sul legame nell'azione sindacale – questo può essere la base, ma non è di per sé determinante; occorre che coloro che appoggiano sappiano quale lavoro stanno appoggiando - e possono essere masse/uomini differenti; così come cambia la “cintura di protezione”.

    Seconda questione: il legame politico/militare. ...Nessuna azione politica, neanche quella armata può

    pc 23 aprile - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Speciale da Taranto/Potenza: il processo ex-Ilva Ambiente Svenduto tra giustizia negata e lotta di classe

     

    pc 23 aprile - Ricominciano le lezioni su Il Capitale del Prof. Di Marco - Palermo

    Da Marx ed Engels:

    [...] ciò che l'operaio vende non è direttamente il suo lavoro, ma la sua forza lavoro, che egli mette temporaneamente a disposizione dell'impresa. Ciò è tanto vero, che la legge, non so se la legge inglese, ma certamente la legge di alcuni paesi del continente, fissa il massimo di tempo durante il quale un uomo può vendere la sua forza-lavoro. Se fosse permesso all'uomo di vendere la sua forza-lavoro per un tempo illimitato, la schiavitù sarebbe di colpo ristabilita. Una tale vendita, se fosse conclusa, per esempio, per tutta la vita, farebbe senz'altro dell'uomo lo schiavo a vita del suo imprenditore.” Marx, Salario, prezzo e profitto.

    "Il singolo schiavo, proprietario di un solo padrone, ha l'esistenza - per miserabile che possa essere - assicurata dall'interesse di questo padrone; il singolo proletario, proprietà per così dire dell'intera classe dei borghesi, e il cui lavoro viene acquisito solo se qualcuno ne ha bisogno, non ha l'esistenza assicurata. Questa esistenza è assicurata soltanto alla classe dei proletari nel suo insieme" - Engels, Principi del comunismo.

    "La dominazione del capitale ha creato a questa massa una situazione comune, interessi comuni. Così questa massa è già una classe nei confronti del capitale, ma non ancora per se stessa. Nella lotta, della quale abbiamo segnalato solo alcune fasi, questa massa si riunisce, si costituisce in classe per se stessa. Gli interessi che essa difende diventano interessi di classe. Ma la lotta di classe contro classe è una lotta politica. [:..] Una classe oppressa è la condizione vitale di ogni società fondata sull'antagonismo delle classi. L'affrancamento della classe oppressa implica dunque di necessità la creazione di una società nuova. Perché la classe oppressa possa affrancarsi, bisogna che le forze produttive già acquisite e i rapporti sociali esistenti non possano più esistere le une a fianco agli altri. Di tutti gli strumenti di produzione, la più grande forza produttiva è la classe rivoluzionaria stessa. L'organizzazione degli elementi rivoluzionari come classe presuppone l'esistenza di tutte le forze produttive che potevano generarsi nel seno della società antica." - Marx, Miseria della Filosofia.

    pc 23 aprile - Riapre la sede di API a Milano, andiamo avanti contro la repressione del governo Meloni fascista complice sionista



    https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.youtube.com/watch%3Fv%3DipDVbnJxgpo&ved=2ahUKEwids9rpu4KUAxWr6QIHHSPRIjoQwqsBegQIHBAB&usg=AOvVaw0imzsB6mYh68n7QmgpLnrV

    https://www.instagram.com/reel/DXcG2dKjPkq/?igsh=MXg2cmJxM290Z3RpdA== SIAMO TORNATI ✊🏽🇵🇸✌🏽 La giustizia prevale sempre, prima o poi 

    https://www.instagram.com/reel/DXcG2dKjPkq/?igsh=NzQ4ZG10OTR0ajAx

    pc 23 aprile - Manifestazione non preavvisata: assolti 6 anarchici - Ogni tanto vinciamo noi...

     da GENOVA 24

    Manifestazione non preavvisata: assolti 6 anarchici, grazie a un vuoto normativo non pagheranno la maxi multa

    L'ultimo decreto sicurezza ha depenalizzato il reato sostituendolo con una sanzione fino a 10mila euro che tuttavia non può essere retroattiva.

    Genova. C’è un vuoto normativo nell’ultimo decreto sicurezza che rende di fatto inapplicabile qualsiasi tipo di sanzione (penale o amministrativa) per i promotori delle cosiddette manifestazioni “non autorizzate” o, meglio “non preavvisate alla questura almeno tre giorni prima” come prevede il Tulps. Ne è la prova la sentenza di assoluzione pronunciata oggi, mercoledì 22 aprile, dalla giudice del tribunale di Genova Lucrezia Novaro per un corteo risalente al 2 febbraio 2023.

    Era un corteo organizzato dagli anarchici genovesi, in solidarietà al detenuto Alfredo Cospito, che in quel periodo era in sciopero della fame per protestare contro il regime del carcere duro, il 41 bis. La

    mercoledì 22 aprile 2026

    pc 22 aprile - Processo Ilva "Ambiente svenduto" - 1 - Dal presidio al Tribunale di Potenza immagini e intervento dello Slai cobas: questo processo interno alla situazione attuale dell'Ilva in cui operai continuano a morire

      







    Il nuovo processo Ilva e il "sorprendente" presidio di delegazioni di operai Ilva/Stellantis, di associazioni della Basilicata, di organizzazioni sindacali di base,  che si è svolto davanti al Tribunale di Potenza per tutta la durata dell'udienza hanno avuto molta eco sulla stampa e TV locale e nazionale, nelle radio di movimento, in particolare Onda rossa con lunghe interviste e Radio popolare che ne ha dato notizia. 

    Per dare una idea, riportiamo i post del blog tarantocontro che riportano una parte di questi commenti stampa/Tv; mentre in altro post su questo blog le interviste a partecipanti al presidio e agli avvocati delle parti civili di Taranto organizzate dallo Slai cobas 

    Dalla stampa regionale, della Basilicata e nazionale: https://tarantocontro.blogspot.com/2026/04/udienza-potenza-processo-ambiente.html

    Commenti e interviste da TV locali: https://tarantocontro.blogspot.com/2026/04/ancora-immagini-per-presidio-al.html

    pc 22 aprile - Processo "Ambiente svenduto" - 2 - Dal presidio le voci degli avvocati Vitale di Torino e Ricci di Taranto delle parti civili Slai cobas - E varie interviste da Radio Onda Rossa


    Avvocato Gianluca Vitale di Torino

     

     
      
     
     

    INTERVISTE A PARTECIPANTI AL PRESIDIO: tra cui Comitato "No Triv" Basilicata -  Rappresentante della lotta alla Stellantis/appalto - Slai cobas Taranto

    Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

     

    Ambiente svenduto a Potenza

    Data di trasmissione

    Parte oggi a Potenza il processo ‘Ambiente Svenduto’, sul disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall’ex Ilva di Taranto, durante la gestione della famiglia Riva. Ai nostri microfoni i rappresentanti di varie realtà lucane che hanno convocato un sit-in di fronte al tribunale.

     

    Del presidio al Tribunale di Potenza ha dato notizia anche Radio popolare nel suo giornale radio.

    https://www.radiopopolare.it/puntata/popolare-giornaleradio/notiziario-giornaleradio_21_04_2026_19_30 

    pc 22 aprile - Dietro la guerra?... Profitti!

    Così Big Oil guadagna 30 milioni l’ora grazie alla guerra in Iran

    30 milioni di dollari all'ora: questo il profitto, stimato dal Guardian, che le maggiori società energetiche realizzano con la guerra.

    30 milioni di dollari all’ora: questo il valore, stimato dal Guardian, dei profitti che le maggiori società energetiche realizzeranno se lo scenario creato dalla Terza guerra del Golfo proseguirà. E, per una strana eterogenesi dei fini, potranno essere proprio due Paesi colpiti dalla disruption della produzione e delle forniture per la risposta iraniana agli attacchi israeliani e statunitensi a ottenere i massimi profitti: Arabia Saudita e Kuwait. Il che mostra la precarietà geopolitica e strategica di questo scenario, ma anche la geometria variabile di un contesto globale sempre più competitivo e imprevedibile. Fatih Birol, alla guida dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha definito la guerra in Iran “il più grande shock mai visto sul mercato energetico globale”. Ma il Guardian nota che produrrà vincitori chiari.

    Il boom del petrolio fa felice Big Oil

    La testata britannica stima che con il petrolio che si mantiene nella banda d’oscillazione attorno ai 100 dollari, infatti, la saudita Aramco, compagnia di Stato del Paese principale della Penisola Arabica, beneficerà di 25,5 miliardi di dollari di extra profitti da marzo a dicembre, quasi l’11% del totale di 234

    pc 22 aprile - Ungheria - anche Magyar fa dichiarazioni contradittorie - speriamo che quella giusta sia questa - Un commento dall'Ungheria


    Un commento da un compagno italiano che era in Ungheria nei giorni passati.

    Sì gli inizi sono contraddittori. Ma il punto è quanto la popolazione lavoratrice e studentesca resti 
    mobilitata, continui a fare pressioni affinché le promesse elettorali siano mantenute e restino attive quelle organizzazioni dal basso indipendenti che hanno sostenuto la volata di Magyar. 
    In politica interna il programma del nuovo Governo, per le condizioni in cui si trovava l’Ungheria, è progressista: tornare a finanziare la scuola pubblica e la sanità, tornare a rendere la magistratura indipendente, regolamentare le industrie inquinanti, fare leggi anticorruzione, prendere provvedimenti

    pc 22 marzo - Tanto per chiarire Meloni e Russia

    tanto per chiarire 

     noi condividiamo le frasi del giornalista russo sulla Meloni e condividiamo la sostanza delle dichiarazioni dell'ambasciatore russo sul fatto - che pubblichiamo per dovere d'informazione

    Commento dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Alexey Paramonov


    Ancora una volta le autorità diplomatiche italiane hanno preso una cantonata, convocandomi al Ministero degli Affari Esteri italiano per avanzare proteste in relazione a presunti attacchi indirizzati da Mosca al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni.


    Innanzitutto, Giorgia Meloni è un Сapo di governo legittimo, sostenuto dal consenso popolare, guida il potere esecutivo italiano da quasi quattro anni e, per tutto questo tempo, nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti suoi o dell’Italia. A differenza di alcuni membri della leadership italiana che, talvolta, si permettono commenti e paragoni estremamente ostili nei confronti sia dei vertici russi, sia della Federazione Russa in generale.


    Il pretesto della convocazione al Ministero (le parole di un noto giornalista russo, peraltro assai capace e popolare, pronunciate sul suo canale online privato) difficilmente può rientrare nella prassi diplomatica generalmente condivisa. A nessuna persona ragionevole verrebbe mai in mente d'interpretare valutazioni personali, emotive e private di chicchessia come se fossero dichiarazioni ufficiali del governo di uno Stato. Tanto meno si dovrebbero attribuire alla leadership russa e all’intero popolo russo le opzioni lessicali e di registro utilizzate da un giornalista. Da parte sua, la Russia non ha mai sfruttato le dichiarazioni sulla Russia e la sua leadership, fatte da conduttori televisivi, blogger, giornalisti e artisti italiani, come pretesto per azioni diplomatiche o campagne diffamatorie anti-italiane.


    A quanto pare, il tentativo di gonfiare quest'episodio fino a trasformarlo in uno scandalo internazionale e politico è il risultato dell’azione, all’interno del cosiddetto “stato profondo” italiano, di forze antirusse legate all’Ucraina. È evidente il tentativo di mettere i popoli della Russia e dell'Italia gli uni contro gli altri, d'indebolire i nostri contatti diplomatici, recando un ulteriore danno d’immagine alla Russia, forse per compensare i fallimenti in politica estera, tra cui la recente, poco riuscita visita di Zelensky a Roma. Infine, ma non di meno, si rileva un ulteriore tentativo di contenere il crescente numero di italiani favorevoli a una rapida normalizzazione delle relazioni bilaterali e al ripristino di una piena cooperazione economica e culturale tra Russia e Italia.