Una serie di partiti e
organizzazioni comuniste a livello internazionale hanno
“scoperto” il
movimento dei giovani in Francia, in Italia, in Europa e in altri
paesi, come l’India, e vogliono capirne di più per un orientamento
di lettura anche nelle loro realtà rispetto a questo movimento.
Quindi,
questo movimento sta già cambiando alcune prospettive anche di forze
che non dovrebbero poi tanto sorprendersi. Il problema è che a volte
si è abbandonata un'analisi reale, concreta della realtà,
un'analisi orientata dal marxismo, dagli strumenti della scienza del
proletariato che permettono di cogliere le novità, di capire le
dinamiche.
Ma
è questa la funzione nostra, dei comunisti, cioè capire in un certo
senso un attimo prima le avvisaglie delle rivolte per essere là dove
esplodono, al momento giusto, stando “nel fuoco alla lotta di
classe in stretto legame con le masse”.
Questa
parola d’ordine noi la stiamo portando anche a livello
internazionale; essa dice anche come i comunisti devono unirsi, come
devono rapportarsi alla realtà della lotta di classe, delle masse.
I
movimenti che stanno esplodendo sono per i comunisti un'opportunità.
E noi possiamo stare bene in questa opportunità. E questo si è
visto anche nelle cose, pur piccole però significative, che abbiamo
fatto, soprattutto il 24, il 30. Per esempio, i comizi volanti sono
stati una maniera giusta per esserci, intervenire, per portare un
contributo ed essere riconosciuti, non come un corpo estraneo, non
come un gruppetto che va nel movimento – perché agire con una
logica gruppettara, anche se sei un sindacato di base è quantomeno stupido. Tu devi stare, poi se sei in
grado di dire la parola giusta, allora dai un contributo
(vedi in fondo altra considerazione*).
Altra
questione. Oggi non è ancora il tempo che gli studenti vadano dagli
operai, ma sono gli operai più coscienti, gli operai avanzati che
devono andare dagli studenti e devono appoggiarli, opporsi alla