lunedì 23 marzo 2026

pc 23 marzo - Vince il NO alla riforma reazionaria della giustizia della Meloni ed un NO che incoraggia la lotta contro il governo Meloni su tutti piani -------------------------------------------------------------------------------martedi a ore 12 Controinformazione Rossoperaia la valutazione di proletari comunisti


questa sera in piazza in numerose città 

Roma  alle 18 in Piazza Santi Apostoli, a due passi da Piazza Venezia e da Palazzo Chigi.

video diretta da ROMA

https://www.repubblica.it/politica/2026/03/23/video/referendum_costituzionale_sulla_riforma_della_giustizia_diretta_dai_comitati_per_il_si_e_per_il_no-425240589/?ref=RHEX-BG-P1-S2-T1-d727

 

BOLOGNA, da Via Ferrarese 2 verso Piazza del Nettuno ore 18

BRESCIA, Largo Formentone ore 18

CASERTA, Piazza Vanvitelli ore 18:30
CUNEO, Via Roma (lato Duomo) ore 19:00
GROSSETO, Piazza Rosselli (Piazza della Vasca) ore 18
MILANO, Piazzale Loreto ore 18
NAPOLI, Largo Berlinguer ore 18
PADOVA, Via VII Febbraio (Liston) ore 19:00
PALERMO, Piazza Verdi ore 18
PAVIA, Piazza Vittoria ore 18:30
PERUGIA, Piazza Italia ore 19:00
PISA, Piazza XX Settembre ore 18
ROMA, Piazza Ss Apostoli ore 18
TORINO, Piazza Castello (di fronte alla Prefettura) ore 18:30
VERONA, Piazza Isolo dalle 18

 La campagna di proletari comunisti sul referendum costituzionale - tante voci dicono NO!




pc 23 marzo - Tutti in lotta il 28 marzo 2026!


La campagna mondiale contro l'Operazione Kagaar ha denunciato l'obiettivo che imperialisti e governo di Modi si sono posti: annientare il movimento rivoluzionario indiano e il PCI (maoista), che rappresentano la vera alternativa politica per i proletari e le masse popolari dell'India.

Modi ha proclamato che annienterà la guerra popolare, il movimento rivoluzionario e il PCI(M) entro il 2026.
Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) ha invitato tutti i partiti e le forze rivoluzionarie, gli amici e compagni della rivoluzione indiana, a raccogliere la sfida lanciata dal governo di Modi con una campagna di un anno, da marzo 2025 a marzo 2026. Una mobilitazione nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle piazze.

Il CPI(M) e le masse in India stanno resistendo e respingendo l'Operazione Kagaar, sulla base della difesa degli interessi materiali e delle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, dei contadini e delle masse indiane.
In ogni settore dell'economia, il regime di Modi sta scaricando sulle masse la crisi causata dall'imperialismo, dai suoi lacchè e dalle politiche al servizio dei grandi capitalisti indiani, come Adani, Ambani e altri.
Ma il sistema capitalistico non ha alcuna possibilità di uscire dalla sua profonda crisi; al contrario, produce una nuova ondata di lotte e rivolte di massa.

Il regime indiano appoggia la campagna genocida in Palestina perché esso stesso, con l'Operazione Kagaar, commette massacri, deportazioni forzate, omicidi di abitanti dei villaggi e leader delle masse tribali, attivisti sociali e leader rivoluzionari, oltre a perseguitare giornalisti e attivisti per i diritti umani che si oppongono ad essa.

Sostenere la guerra popolare in India e il Partito Comunista Indiano (Maoista) è uno dei compiti fondamentali dei movimenti comunisti rivoluzionari, antifascisti e antimperialisti di tutto il mondo.
Il Partito Comunista dell’India (Maoista) guida una guerra popolare per la Rivoluzione di Nuova Democrazia, per liberare il Paese e le masse lavoratrici dallo sfruttamento e dall'oppressione e, unito ai proletari e alle masse popolari di tutto il mondo, marciare verso la rivoluzione proletaria e socialista mondiale.

Perciò è dovere di tutti noi fermare l'imperialismo, il regime di Modi e la sua mano genocida, come parte della lotta mondiale contro l'imperialismo, che porta guerre, fascismo, povertà e oppressione dei popoli.

Tutti in lotta il 28 marzo 2026!

STOP OPERATION KAGAAR!

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA!

FERNARE IL GENOCIDIO DEGLI ADIVASI!

SOSTENERE LA GUERRA POPOLARE IN INDIA, SOSTENERE IL PCI (MAOISTA) FINO ALLA VITTORIA!

VIVA L’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO

pc 23 marzo - Leggi il blog maoistroad - la voce internazionalista da tutto il mondo in lingua originale

 ▼ ultimi post 


 March (81)

pc 23 marzo - Il governo spinge il decreto sicurezza verso una stretta ancora più repressiva

Il cosiddetto decreto sicurezza sta cambiando natura sotto i nostri occhi. Non è più un intervento mirato, né un insieme coerente di norme. È diventato un contenitore espansivo, dentro cui la maggioranza sta inserendo tutto ciò che può rafforzare un indirizzo politico preciso: estendere la capacità repressiva dello Stato.

La quantità di emendamenti presentati è già di per sé indicativa. Non si tratta di correzioni tecniche o aggiustamenti marginali, ma di una vera e propria offensiva normativa. Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati competono nel rilanciare misure sempre più dure, in una sorta di gara interna a chi riesce a spingersi più avanti nella torsione sicuritaria. Il risultato è un testo che perde qualsiasi equilibrio e assume una funzione chiara: trasformare problemi sociali, economici e politici in questioni di ordine pubblico.

Uno dei terreni su cui questa trasformazione appare più evidente è quello dei CPR. Qui il salto è

pc 23 marzo - Elezioni in Francia - non passa la reazione Le Pen nelle grande città e nelle banlieus - Ma non avanza certo la 'rivoluzione' ma il riformismo borghese e piccolo borghese

Un commento per ragionare da Contropiano

Francia. Le elezioni comunali accentuano la polarizzazione politica e sociale del paese

Domenica il ballottaggio delle comunali in Francia ha dato un verdetto contrastante per le principali forze politiche del Paese.

Secondo il Ministero degli Interni, la partecipazione a questo secondo turno delle elezioni comunali si è attestata al 48,1% alle ore 17.00, più alta rispetto alle elezioni del 2020, ai tempi del Covid. anche se l’affluenza alle urne è rimasta al di sotto dei livelli pre-pandemia.

La Francia in queste elezioni si è differenziata geograficamente e politicamente.

Le grandi città come Parigi, Lione, Marsiglia sono rimaste in mano alla sinistra moderata, con sindaci socialisti ed ecologisti che hanno vinto con margini rassicuranti. La seconda è quella delle banlieues e delle città medie, dove l’elettorato popolare ha scelto due direzioni opposte e inconciliabili: o La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, o il Rassemblement National di Marine Le Pen.

Mélenchon ha conquistato le periferie urbane: le banlieues con alta concentrazione di cittadini di origine africana e nordafricana, i giovani precari, i dipendenti pubblici dei servizi sociali.

Anche in queste elezioni comunali La France Insoumise ha confermato il suo radicamento nei suoi

pc 23 marzo - Oggi ORE 12 Controinformazione Rossoperaia non esce - riprende domani alle ore 12 con un commento del risultato referendario

 

pc 23 marzo - Dichiarazione di Red Road (Maoist Group) Iran

Per il Movimento Comunista Internazionale

L'attacco militare e l'aggressione dell'imperialismo statunitense e del governo reazionario di Israele contro l'Iran sono da condannare!

L'imperialismo statunitense e il governo sionista di Israele hanno iniziato i loro attacchi contro siti militari e centri politici e informativi della Repubblica Islamica. Questi attacchi hanno colpito città come Teheran, Isfahan, Qom, Karaj, Kermanshah, Bandar Abbas e molte altre. Due caratteristiche salienti di questa guerra tra Stati Uniti e Israele sono state la sua portata e intensità rispetto alla prima guerra di dodici giorni prima.
Khamenei e alcuni leader delle Guardie Rivoluzionarie sono stati uccisi.

Secondo le fonti, nelle prime ore dell'attacco, Khamenei e alcuni dei suoi più stretti collaboratori, così come Ali Shamkhani, Segretario del Consiglio di Difesa, Mohammad Khakpour, Comandante in Capo delle Guardie Rivoluzionarie, e altri leader delle Guardie Rivoluzionarie, sono stati uccisi. Con il proseguire della guerra, sono stati uccisi anche alcuni dei funzionari più importanti, come il Ministro dell'Intelligence e della Sicurezza e il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie.
Attacchi missilistici delle Guardie Rivoluzionarie contro basi statunitensi nella regione e contro Israele
D'altro canto, le Guardie Rivoluzionarie hanno lanciato missili contro basi militari statunitensi, infrastrutture energetiche e impianti petroliferi nei paesi della regione, quali Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein, Giordania e Oman, causando danni e provocando l'ira di questi paesi contro la Repubblica Islamica. Hanno anche lanciato missili contro Israele, provocando danni. Allo stesso tempo, le Guardie Rivoluzionarie israeliane, al potere, si sono adoperate per chiudere lo Stretto di Hormuz, una via vitale per l'esportazione di petrolio e altre merci, in particolare fertilizzanti, e questo stretto è ora praticamente chiuso.
Il plagio della Repubblica Islamica
I colpi subiti dal governo del Velayat-e-Faqih, che almeno finora sono stati molto più gravi, diffusi e

pc 23 marzo - Scontro militare tra gli Stati reazionari dell’Emirato Islamico di Afghanistan e la Repubblica Islamica del Pakistan

traduzione ufficiosa - Partito Comunista (maoista) dell’Afghanistan

Domenica 22 febbraio 2026, il Pakistan ha lanciato un attacco aereo contro le province di confine dell'Afghanistan. Questo attacco costituisce un palese atto di aggressione sul suolo afghano e merita una ferma condanna. Denunciamo questa operazione criminale. Il Pakistan afferma di aver colpito sette campi affiliati al Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP). Ma la realtà è che nell'attacco sono rimasti uccisi anche numerosi civili e persone innocenti. L'Emirato Islamico dell'Afghanistan non ha reagito con forza, limitandosi ad affermare che avrebbe risposto all'attacco.

Giovedì 2 febbraio 2026, i talebani hanno lanciato attacchi da diverse zone verso il Pakistan, attacchi che continuano tuttora. I talebani affermano di aver conquistato 20 postazioni di sicurezza in territorio pakistano.

È fondamentale sottolineare che questa guerra non ha alcun legame con gli interessi delle masse lavoratrici dell'Afghanistan e del Pakistan; si tratta piuttosto di una guerra tra due Stati reazionari. Nessuno dei due Stati rappresenta i veri interessi dei popoli di Afghanistan e Pakistan. Le masse lavoratrici dell'Afghanistan e del Pakistan sono solo le vittime di questa guerra reazionaria. Senza dubbio, i vili attacchi dello Stato pakistano non sarebbero stati possibili senza consultazione con l'imperialismo americano e il principale sostenitore del Pakistan, il governo britannico. Lo spazio aereo afghano è interamente sotto il controllo degli imperialisti USA e gli aerei pakistani non potrebbero mai entrare nello spazio aereo afghano senza il loro permesso. In questa guerra, l'imperialismo statunitense persegue solo i propri interessi e si sforza di realizzare i propri obiettivi.

La guerra tra i talebani e il Pakistan è scoppiata in un momento in cui le contraddizioni

pc 23 marzo - Attaccato il diritto di sciopero dei lavoratori della logistica - Basta con i diktat illegittimi della Commissione Garanzia scioperi

Tutta la nostra solidarietà ai lavoratori della logistica e al Si.cobas. 

La CGS che già in passato ha attacco il diritto di sciopero - l'azione più clamorosa, politicamente più inaccettabile perchè attaccava l'8 marzo delle donne, e anche pesante economicamente, è stata verso lo Sciopero delle donne e lo Slai Cobas sc che lo ha giustamente difeso e mantenuto, e che per questo è stata colpita due volte con 5.700 euro di sanzione - ora va avanti coperta da un governo fascista che vede come fumo negli occhi lo sciopero dei lavoratori e lavoratrici.

Questi attacchi non devono passare! Prima di tutto esercitando comunque e sempre il diritto di sciopero, e unendo le forze, dei sindacati di base in primis e di tutte le forze democratiche che possono - come sta succedendo con la decisione della CEDS - smantellare anche da un punto di vista legale questi abusi illegali della CGS.

Ma - e in questo caso ci rivolgiamo al Si.Cobas e a tutti i lavoratori - questa necessaria unità e solidarietà non deve essere a senso unico. I lavoratori e le lavoratrici dello Slai cobas sc non fanno mancare mai il loro appoggio e unità, e anche ora siamo pronti a trasformare le parole in azioni di solidarietà concreta, perchè è come se avessero colpito tutti noi. Purtroppo, però, non è così da parte del Si. Cobas. 

Le lavoratrici nell'importante e discriminante Sciopero delle donne sono state lasciate sempre sole. 

Oggi, siamo state di nuovo sanzionate e abbiamo fatto un appello anche ad una solidarietà concreta, ad un aiuto a pagare la sanzione. Ancora non abbiamo ricevuto dal Si.Cobas una parola di solidarietà - ma c'è sempre tempo...

Toccano uno, taccano tutti! Questo non deve essere solo uno slogan o valere solo quando attaccano la propria OS. 


Lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe.


Attentato al diritto di sciopero nella logistica – SI.Cobas

LA COMMISSIONE DI GARANZIA VUOLE INGABBIARE LE LOTTE NELLA LOGISTICA

La delibera 26/88 dell’11 marzo 2026 della Commissione di Garanzia non è un passaggio tecnico, né un intervento neutrale. È una scelta politica precisa: restringere ancora il diritto di sciopero proprio in uno dei settori in cui, negli ultimi anni, le lotte operaie hanno inciso davvero sui rapporti di forza.

La Commissione sostiene che, quando si parla di approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessità, non conta solo il trasporto in senso stretto, ma l’intera filiera logistica: ricezione, deposito, custodia, trasferimento, spedizione e distribuzione. In un successivo chiarimento precisa che il riferimento riguarda le attività

domenica 22 marzo 2026

pc 22 marzo - Zurigo 28 marzo manifestazione internazionalista STOP OPERATION KAGAAR!



pc 22 marzo - I governi imperialisti europei sempre più trascinati nella guerra

Il Consiglio d'Europa riunitosi il 19 marzo ha sostanzialmente deciso di intervenire militarmente nella guerra d'aggressione imperialista USA-Trump contro l'Iran. Le promesse, le dichiarazioni fatte dai governi imperialisti europei e in primis dal nostro governo, il governo Meloni, di non volere entrare in guerra, sono aria fritta. In realtà i paesi imperialisti europei, i loro governi, sono tirati dentro questa guerra per i loro interessi economici, politici, geopolitici.

Al di là delle loro dichiarazioni di facciata, e le loro opinioni pubbliche, che certo non vogliono questa guerra, i governi coprono una realtà che è differente. In questa guerra ci sono da tempo, sia nei suoi effetti, la questione energetica e petrolio, sia nelle sue prospettive, perché il dominio esclusivo dell'imperialismo americano e dello Stato sionista israeliano nell'area mette in crisi e consegna a loro le vie strategiche del commercio mondiale e il controllo in un'area in cui l'imperialismo europeo era ben dentro, attraverso i suoi governi, i suoi stati, compreso l'Italia. Quindi questa guerra diventa sempre più una guerra mondiale.

I vari puzzle, i vari aspetti della situazione mondiale tendono a concentrarsi in questa guerra. E’ una guerra contro tutti i popoli, non solo contro i proletari e le masse popolari iraniane che si trovano, oltre che a subire un regime reazionario come quello rappresentato dal regime islamico dominante nel paese, il diktat è il tallone di ferro dell'aggressione imperialista e sionista. E’ una guerra che continua contro il popolo palestinese, che in questo quadro sembra non avere nessun futuro, contro il popolo libanese e contro tutti i popoli dell'area, che pagano intanto un altissimo costo di vite umane e distruzioni e in prospettiva con un dominio assoluto dei governi e stati imperialisti.

Chiaramente i popoli stanno resistendo e lo stesso Stato iraniano sta resistendo e contrattaccando,

pc 22 marzo - Per Sara e Sandro - comunicato

"più forti della morte"

C’è un’enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli oppressori: la prima segue un’etica, la seconda nessuna. (Sara Ardizzone)

La nostra capacità di dire e comunicare non consente di avventurarsi sui sentieri inesplorati della responsabilità per i rischi assunti in prima persona. Ogni discorso in questa direzione resta inevitabilmente provvisorio, insufficiente. Ricercare concretamente la libertà – nella sua forma autentica e integrale, non nelle contraffazioni elargite e imposte dallo Stato – significa entrare nella dimensione del rischio connaturato alla ricerca stessa. In questo luogo le nostre scelte, spesse volte selvagge e solitarie, marcano il solco di una strada senza ritorno. La libertà è una qualità che si sperimenta mettendosi a rischio.

Lo diciamo senza alcuna indulgenza nella retorica: i due anarchici rinvenuti morti dopo il crollo di un casolare a Roma, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sono dei nostri compagni fraterni, che siamo fieri di avere per compagni. I pennivendoli prezzolati, dalla cui carta straccia abbiamo appreso il fatto, scrivono a più riprese dello scoppio di un ordigno. Le preoccupate prese di distanza, volte sempre a garantire un’incolumità vergognosa, non ci appartengono. Siamo abituati a non credere a una parola di quanto viene proferito dalla macchina della propaganda, ma qualora ci fosse un barlume di verità circa le informazioni “trapelate” non possiamo non soffermarci sul fatto fondamentale: Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo. La guerra sociale non è una recita, uno stile di vita o una sottocultura. È anzitutto una guerra. Sara e Sandro sono un esempio luminoso dell’inestricabile connubio tra pensiero e azione che ispira l’anarchismo, dei rivoluzionari fino all’ultimo istante della loro vita, e nella morte.

Sara e Sandro sono e saranno per sempre un pezzo del nostro cuore, un cuore che non può che rifiutarsi di provvedere a scrivere un necrologio.

Le odierne farneticazioni dei signori dell’inquisizione e della repressione vanno a braccetto con quelle dei padroni della guerra e dello sfruttamento. Gli stragisti, i massacratori, i produttori di morte gridano allo scandalo per le bombe degli anarchici.

Con Sara e Sandro abbiamo condiviso l’inestinguibile passione per il pensiero e l’azione anarchici. Con loro alcuni di noi hanno vissuto, condividendo l’intensità febbrile di momenti che nessun orologio potrà mai scandire. Con loro, quando siamo stati inquisiti dalla macchina della repressione di Stato, abbiamo mantenuto la nostra dignità e consolidato la tenacia delle nostre scelte. Ne siamo certi: quelle nostre giornate infinite non diverranno mai un ricordo sbiadito. Momenti che non si basavano sulle chiacchiere ideologiche, ma sulla convinzione dei nostri percorsi, sui sentimenti, sulla fiducia reciproca, sulla gioia della vita. Tutti noi che li abbiamo conosciuti profondamente sappiamo che non esisteranno mai delle parole adeguate a descriverne la modestia, la dolcezza, la dignità.

Ecco perché la volontà rivoluzionaria di Sara e Sandro ha la forza di andare oltre il tempo, vincendo la sofferenza e il dolore. La loro passione per la vita sarà più forte della morte. La loro integrità sarà sempre un monito contro ogni oppressore.

21 marzo 2026

Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara)
Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno)
Danilo Cremonese e Valentina Speziale
Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini)
Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari)
Biblioteca Anarchica Sabot (Roma)
Natascia Savio
Luigi di Faenza

pc 22 marzo - Denunciamo l’azione guerrafondaia dell’imperialismo USA, del sionismo di Israele e dei loro alleati regionali, opporsi e resistere!

 traduzione ufficiosa - Partito Comunista (maoista) dell’Afghanistan

Denunciamo l’azione guerrafondaia dell’imperialismo USA,
del sionismo di Israele e dei loro alleati regionali, 

opporsi e resistere!

(28 febbraio 2026)

La guerra di aggressione, terrore e brutalità scatenata dall'imperialismo sanguinario USA e dal suo socio regionale Israele è iniziata il 28 febbraio 2026, 62 giorni dopo l'inizio delle prime proteste in Iran (28 dicembre 2025). Questa offensiva, condotta attraverso massicci attacchi missilistici e pesanti bombardamenti aerei, è stata lanciata nell'ambito delle operazioni congiunte "Lion's Roar" e "Epic Roar". Questi attacchi combinati segnano l'inizio di una guerra di portata mondiale.

Il sanguinario imperialismo USA, nemico numero uno dei popoli del mondo e principale fonte del terrorismo internazionale, che ha lasciato dietro di sé una scia di crudeltà, brutalità e massacri di popoli innocenti, ha ancora una volta mostrato il suo vero volto. L'imperialismo americano, sfrenato e predone, ha una storia di atrocità: il lancio di bombe atomiche sul Giappone, il massacro di milioni di persone ce lottavano per la libertà in Vietnam, l'uso del napalm in Vietnam, l’invasione militare e il massacro di afghani indifesi il 7 ottobre 2001, l'attacco all'Iraq nel 2003, l'invasione della Siria e l'insediamento di un governo compiacente, l'arresto del presidente del Venezuela e il bombardamento aereo di quel paese, il sostegno incrollabile a Israele nella guerra dei dodici giorni contro l'Iran e la distruzione dei suoi impianti nucleari, il massacro di persone in varie parti del mondo e, infine, l'attacco all'Iran del 28 febbraio 2026. Tutto ciò dimostra che nessun altro paese si è intromesso negli affari interni di altre nazioni in modo così esteso come il sanguinario imperialismo americano. Ha orchestrato colpi di stato e contro-colpi di stato, rovesciato governi eletti armando forze antidemocratiche e spingendole ad attività terroristiche.

È l'imperialismo americano che sorveglia i popoli del mondo e, attraverso sanzioni economiche e costringendo deliberatamente milioni di persone alla fame fino alla morte,

pc 22 marzo - Cagliari, presentazione della campagna internazionale prolungata contro l'Operazione Kagaar e a sostegno della Rivoluzione indiana. Verso la manifestazione internazionale di Zurigo del 28 marzo.

Lo scorso 15 marzo un rappresentante del Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India (ICSPWI) ha presentato presso Su Tzirculu la campagna internazionale prolungata contro l'Operazione Kagaar.
L'occasione è stata un'iniziativa solidale a dei compagni cagliaritani, condannati a pagare una salata ammenda a seguito di una querela del ministro fascio-leghista Salvini, che ha visto la partecipazione di un'ottantina di persone.

Di seguito il video dell'intervento:


pc 22 marzo - Campagna NO al referendum tra gli operai

 

“Governo le mani sulla giustizia per la sua impunita, per la dittatura dei padroni”

La campagna per il No al referendum, dello Slai Cobas per il sindacato di classe si è conclusa questa settimana alle fabbriche con presidi alle portinerie delle principali aziende metalmeccaniche di Bergamo 

Un lungo volantino con l’editoriale della CONTROINFORMAZIONE Rossoperaia necessario per spiegare la reale posta in gioco di questo referendum un pesante passo in avanti della politica del governo Meloni per instaurare il fascismo.

Il nostro intervento al voto operaio per il NO, per portare la discussione e prendere posizione, coscienza, che questo contesto è di scontro politico con il governo che con la ‘controriforma Nordio’ attacca l’indipendenza della magistratura per avanzare pezzo dopo pezzo, con il suo piano generale di regime e dittatura aperta dei padroni.

Mentre la maggioranza dei sindacati confederali Cisl e Uil non danno indicazione di voto e quindi non contrastano la propaganda populista governativa del Si fatta di bugie e luoghi comuni, lasciando ai lavoratori la “libertà di scelta", che è falsa libertà perché gli operai sono liberi di agire quanto hanno coscienza e si organizzano. La posizione scelta ufficialmente di chiamarsi fuori, ha lasciato indisturbati una gran massa di operai disinteressati al voto, fiancheggiando l’azione del governo.

Schierata pubblicamente per il no, la Cgil è in realtà l’altra grande assente nelle fabbriche come dato generale, senza una campagna attiva, come la gravità dell’attacco avrebbe richiesto. "abbiamo fatto una assemblea…" Quando? Due mesi fa. Ma era quella per il referendum del contratto! "Si hai ragione…"; "ieri ho ricevuto una mail per il No, sono tesserata…" . Per non dire del vuoto che lascia chi dimostra

pc 22 marzo - Campagna Internazionale di Emergenza contro l’Operazione Kagaar - manifestazioni ovunque e manifestazione internazionale a Zurigo

Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) chiama le forze democratiche, progressiste, antifasciste, antimperialiste e rivoluzionarie di tutto il mondo a unirsi alla Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar.

Cos'è l'Operazione Kagaar?

Dal gennaio 2024, lo Stato indiano sotto il regime fascista Hindutva di Narendra Modi conduce l'Operazione Kagaar, un'operazione militare il cui obiettivo dichiarato è la completa distruzione del movimento rivoluzionario in India entro marzo 2026. In realtà, si tratta di una guerra totale contro il popolo, principalmente contro la popolazione Adivasi, i contadini poveri, gli attivisti rivoluzionari, i giornalisti, gli studenti e i prigionieri politici. Intere regioni vengono occupate dai militari, i villaggi sono bombardati e incendiati, i civili usati come scudi umani, i prigionieri torturati ed giustiziati stragiudizialmente in cosiddetti "scontri simulati".

L'Operazione Kagaar è la continuazione ed escalation di precedenti operazioni militari controrivoluzionarie quali Samadhan-Prahar e Green Hunt. Con l’impiego di esercito, paramilitari e avizione, lo stato indiano sta tentando di distruggere il Partito Comunista dell'India (Maoista), l'Esercito Popolare di Liberazione Guerrigliero (PLGA) e la Rivoluzione di Nuova Democrazia guidata da questi. Questa offensiva controrivoluzionaria ha colpito il movimento rivoluzionario in modo particolarmente duro nel 2025, anno in cui sono stati assassinati numerosi quadri dirigenti, tra cui il segretario generale del partito, compagno Basavaraj (Nambala Keshava Rao), e altri noti dirigenti Adivasi. Allo stesso tempo, lo Stato sta intensificando la guerra psicologica, diffondendo deliberatamente voci su presunte rese, tentando di demoralizzare le forze rivoluzionarie.

Coerenza e continuità rivoluzionarie

Nonostante le pesanti perdite, il movimento rivoluzionario in India rimane saldo sul suo cammino. In diversi documenti pubblici, il CPI (Maoista) ha chiarito che non ci saranno né l’abbandono della lotta armata né la resa allo stato. Invece, il partito analizza apertamente i propri errori, trae insegnamento dalle proprie perdite e si riorganizza sulla base delle mutate condizioni. La guerra popolare di lunga durata resta l'unica via per superare lo sfruttamento, l'oppressione nazionale, il sistema delle caste, il patriarcato e la penetrazione imperialista.

Elemento centrale della repressione è la carcerazione di massa. Grazie a leggi come l'Unlawful Activities Prevention Act (UAPA), in India migliaia di persone sono detenute per anni senza processo. Giornalisti sono criminalizzati per aver pubblicato articoli critici, studenti sono arrestati per possesso di pubblicazioni marxiste e gli attivisti sono torturati e isolati. L'India si presenta a livello internazionale come "la più grande democrazia del mondo", ma in realtà è una prigione per il suo popolo, in cui i diritti democratici fondamentali sono sistematicamente sospesi.

pc 22 marzo - A Milano per la Palestina...




diffusi appello in solidarietà con la Sumud Flotilla sotto attacco in Tunisia  e appello per la giornata internazionale del 28 in solidarietà con le masse indiane e il PCI maoista contro l'operazione genocida Kagar

pc 22 marzo - Remigration summit il 18 aprile a Milano... A raduno nazifascista 'istituzionale' - Controraduno!

...il governatore Fontana: «Anch’io in Duomo». 

Al «Remigration summit» previsto tra un mese a Milano con tutta probabilità ci sarà anche il presidente della Lombardia, il leghista Attilio Fontana. D’altra parte l’evento «Senza paura. In Europa, padroni a casa nostra!» è organizzato dal gruppo del Parlamento europeo Patrioti per l’Europa, di cui fa parte anche la Lega oltre a partiti di estrema destra. «Se sarò il 18 aprile in piazza Duomo a Milano? Penso proprio di sì», dice quindi il governatore a margine di una conferenza stampa.

Sui profili social del partito già da qualche giorno circolano i volantini del raduno all’ombra della Madonnina. E sempre sui social il segretario del Carroccio Matteo Salvini spiega le motivazioni della sua presenza: «Per difendere i valori dell’Occidente, la nostra cultura, le nostre tradizioni, i nostri confini». Non mancheranno i consiglieri regionali. «La Lega dice una cosa semplice e chiara: la remigrazione (cioè il rimpatrio forzato dei migranti, ndr) è l’unica soluzione per chi commette reati, non si vuole integrare e non rispetta la legge», scandisce il capogruppo al Pirellone, Alessandro Corbetta.
 ..... fin da ora le opposizioni contestano Fontana. «Spero che non si porti dietro come testimonial suo cognato, coinvolto in una pesante inchiesta riguardante lo sfruttamento di immigrati», lo punzecchia il capogruppo pd Pierfrancesco Majorino. 

sabato 21 marzo 2026

pc 21 marzo - APPELLO Dall'India ALLA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE PROLETARIA CONTRO L'OPERAZIONE KAGAAR

RACCOGLIAMO L'APPELLO INTERNAZIONALE ALL'AZIONE

CONTRO L'OPERAZIONE KAGAAR IL 28 MARZO

VIVA LA SOLIDARIETÀ PROLETARIA INTERNAZIONALE!

Forum Against Corporatization And Militarization (FACAM)

La strenua resistenza del popolo indiano contro la genocida Operazione Kagaar nell'India centrale e orientale risuona in tutto il mondo come un appello alla giustizia per le vittime di massacri di massa, sturpi, esecuzioni stragiudiziali e assassinii politici, torture e detenzioni illegali. Scosso dalla massa di cadaveri di attivisti politici e indigeni in Bastar e altre regioni, il movimento proletariato internazionale ha risposto all'appello ha raccolto singoli e organizzazioni progressisti, democratici e amanti della giustizia per esigere la fine dell'Operazione Kagaar e del genocidio del popolo Adivasi e dei suoi attivisti politici. Il 27 gennaio si sono svolte proteste e presidi a Bruxelles presso l'Ambasciata indiana e il Parlamento europeo, oltre a una grande manifestazione di protesta organizzata dal Comitato Congiunto Stop Repressione in India (JCSR) e varie altre organizzazioni presso il Consolato Generale dell'India a Birmingham, Regno Unito, lo stesso giorno. Il 28 si è tenuta anche una protesta a Vienna.

Queste proteste sono state indette all’indomani della chiusura dei negoziati sull'Accordo di libero scambio UE-India e di fronte alla Sottocommissione per i diritti umani del Parlamento europeo, nonché in occasione della celebrazione del 77° Giorno della Repubblica, il 26 gennaio 2026, per riflettere sulla natura della "Repubblica" dello Stato indiano.

In precedenza, proteste e iniziative si erano svolte anche in Turchia, Cile, Brasile, Perù, Filippine, Bangladesh, Italia, Germania, Spagna, Polonia, Stati Uniti e Grecia, per chiedere la fine della campagna di sterminio condotta in India nell'ambito dell'Operazione Kagaar, in nome dello sviluppo.

Il FACAM esprime il suo caloroso saluto internazionale proletario e rivoluzionario a tutte le

pc 21 marzo - NO a Trump/Modi/Netanyahu...