giovedì 24 settembre 2026

pc 24 settembre - Altro che governo del bollo auto - governo dei tagli per le armi e la guerra!

Niente deroghe, per pagare le armi serviranno tagli

Filippo Belloc | ilmanifesto.it

23/09/2026

I dati Istat Il rapporto deficit/Pil nel 2025 si ferma al 3,1%. Male. Sotto il 3% l'Italia sarebbe uscita dalla procedura per deficit eccessivo aperta da Bruxelles; sopra, ci resta

L'Istat certifica il numero che il governo aspettava con più ansia: il rapporto deficit/Pil nel 2025 si ferma al 3,1%. Male. Sotto il 3% l'Italia sarebbe uscita dalla procedura per deficit eccessivo aperta da Bruxelles; sopra, ci resta. La traiettoria promessa, conti in ordine, meno tasse e crescita, semplicemente non c'è.

Rimanere in procedura di infrazione preoccupa non poco palazzo Chigi: significa non avere le mani libere sulla spesa per il riarmo. L'Unione europea consente ai governi di scorporare dal calcolo del deficit fino all'1,5% del Pil di spesa militare aggiuntiva, ma solo per i paesi sotto la soglia del 3% di deficit. L'Italia sperava di esserlo nel 2025, ma non è così. E ora l'uscita dalla procedura non potrà avvenire prima del 2027, a ridosso delle elezioni, o forse dopo.

Considerato l'obiettivo del 5% del Pil in spese per la difesa da raggiungere entro il 2035, fissato al vertice Nato dell'Aja nel giugno 2025, si capisce il nervosismo del governo. Facciamo due conti. Oggi,

pc 24 settembre - L'assemblea generale dell'ONU nelle mani dell'imperialismo dimostra che i proletari e i popoli non possono aspettarsi nulla

L'Assemblea dell'ONU negli ultimi anni è diventata una “fiera delle chiacchiere” in cui diversi governi imperialisti e Paesi servi dell'imperialismo la fanno da padrone sotto la regia del Consiglio di Sicurezza e dell'alta carica dell'ONU che la dirige.

Anno dopo anno, le cose sono andate sempre peggio e la Presidenza Trump l'ha trasformata in un'occasione per propagandare la linea dell'imperialismo americano già attuata e per ricattare gli altri paesi imperialisti, i governi dei paesi oppressi dagli imperialisti e, sostanzialmente, per fare dell'ONU uno show, come giustamente si è detto. Naturalmente quanto più diventa uno show tanto meno esso conta. E che l'ONU conti sempre meno nel mondo è espresso in maniera evidente negli ultimi anni dalla drammatica situazione che vede in corso d'opera il genocidio del popolo palestinese. Israele non ha mai rispettato le risoluzioni dell'ONU - anche quelle più blande - e quindi da tempo dovrebbe essere, secondo le regole di un qualsiasi condominio, cacciato dall'ONU stesso e trasformato in uno Stato canaglia da eliminare, da superare, dato che esso come Stato canaglia è stato costruito e non certo come realtà che possa rappresentare il suo popolo. Nella sostanza quella che è stata fatta dall'ONU è l'infamia originaria che ha fatto passare, grazie agli uffici delle potenze imperialiste, l'insediamento sionista di Israele nella Palestina.

Ma proprio la Palestina ha dimostrato che l'ONU non serve a nulla e con buona pace di Francesca Albanese che, rispettata da tutti, sta da tempo facendo una battaglia quasi isolata nel campo di quelle

pc 24 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Con il popolo palestinese, con la sua Resistenza per una grande ripresa del movimento di solidarietà e lotta

 

pc 24 ottobre - Appello per il 10 ottobre come giornata di mobilitazione nazionale per la Palestina

 da forum palestina


Appello per il 10 ottobre come giornata di mobilitazione nazionale per la Palestina
Dopo tre anni di genocidio a Gaza, il popolo palestinese continua ad affrontare massacri, assedio, carestia e pulizia etnica, mentre in Cisgiordania si intensificano i raid militari e le violenze dei coloni.
Nonostante il calo dell'attenzione mediatica e le false pacificazioni, i crimini e l'oppressione non si sono fermati. Il nostro dovere è riportare la centralità della lotta palestinese al centro del movimento politico e popolare in Italia.
La causa palestinese non può essere liquidata come mera emergenza umanitaria, è una lotta politica per la liberazione. Il 10 ottobre scendiamo in piazza in tutte le città italiane per la fine immediata del genocidio, lo sblocco degli aiuti e il ritiro dell'esercito di occupazione.
Saremo in piazza al fianco di tutti i popoli della regione che resistono all'imperialismo e alle aggressioni sioniste - in Yemen, Libano, Siria, Iraq e Iran - e contro le politiche di guerra che devastano i territori e le popolazioni. Esprimiamo inoltre piena solidarietà a chi, anche in Italia, subisce la repressione per essersi mobilitato al fianco del popolo palestinese e contro il genocidio.

LE NOSTRE ISTANZE:
* Stop alla guerra e all'economia di guerra: Blocco immediato del riarmo, contro l'aumento della spesa

pc 24 settembre - Da Israele: tortura collettiva contro i palestinesi, resterà il segno distintivo del genocidio”

a Roma la presentazione del rapporto di Francesca Albanese 

Mille persone a Roma per la presentazione di "Tortura e genocidio", in edicola in abbinata con il Fatto quotidiano. A tenere i fili della serata la condirettrice del Fatto, letture di Laura Morante e musica di Pasquale Filastò

“La tortura collettiva inflitta da Israele ai danni dei palestinesi resterà il segno distintivo del genocidio”. Francesca Albanese, relatrice Speciale ONU sui territori palestinesi occupati, ha descritto e raccontato le storie di abusi e violenze subite dai palestinesi, da Gaza fino in Cisgiordania, nel corso della presentazione a Roma con mille persone, nell’area di SpazioTempo (ex Circolo degli artisti), dell’ultimo rapporto presentato a marzo 2026 a Ginevra al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.

In dialogo con Maddalena Oliva, condirettrice de il Fatto Quotidiano – tra letture di Laura Morante e musiche di Pasquale Filastò – la relatrice delle Nazioni Unite ha ricordato come nel rapporto, pubblicato per la prima volta in italiano da PaperFirst e in edicola in abbinata con il Fatto quotidiano, emerga con prove schiacchianti l’uso sistematico della tortura da parte di Israele contro i palestinesi.

“Sono decine di migliaia ad essere stati arrestati e detenuti, donne, uomini, bambini palestinesi nelle carceri israeliane dopo il 7 ottobre. Le prove dei maltrattamenti e degli abusi, dell’uso della tortura e anche dello stupro nei confronti di uomini e donne è stato documentato non soltanto da me, ma da organizzazioni non governative palestinesi, israeliane, dalla Commissione indipendente delle Nazioni Unite su Israele e Palestina, prima ancora dal Comitato sulla prevenzione della tortura. Dinanzi a questa

pc 24 settembre - A Pozzuoli sfollati in lotta - info solidale



pc 24 settembre - Pomigliano - Sicurezza zero, produzione a mille... Una testimonianza

La verità di chi il sangue lo butta davvero in catena.

Scrivo con le mani sporche e la schiena che ogni giorno paga il prezzo di decisioni prese da chi non sa nemmeno cosa significa stare sulla catena. L’azienda ha deciso di aumentare la produzione: si passa da 140 auto a turno a 205 auto a turno su Tonale, mentre da 380 auto a 405 auto a turno su Panda. Una scelta che, come sempre, viene presentata come un grande passo avanti. Ma la verità è che mentre aumentano la cadenza, continuano a sfruttare gli ammortizzatori sociali, così si produce di più ma lavorando meno giorni. In linea di massima sarà difficile che lavoreremo 5 giorni su 5 così sfruttando la sempre pronta scusa della mancanza materiale, ci faremo i soliti 2 giorni a settimana di ammortizzatori sociali. D’altronde bisogna pur giustificare, sulla carta, la richiesta accettata di un altro anno di contratto di solidarietà (CDS). Nei fatti pratici questo significa una cosa sola per l’azienda: due giorni di paga risparmiati, tanto ci pensa l’INPS, con un ulteriore risparmio sulla gestione dovuta agli impianti fermi pur sempre ottenendo la produzione necessaria. Questo dal punto di vista collettivo, ma poi c’è quello individuale dove ognuno di noi sarà chiamato a fare giorni di CDS a rotazione. Questo stato delle cose, fa capire benissimo il grado di ricattabilità che subiamo: “O fai quello che dico io o a casa in CDS”.
Succede che per il solo turno A, quando lavora la Panda non lavora il Tonale e viceversa, per tanto ci

mercoledì 23 settembre 2026

pc 23 settembre - Due manifestazioni per Autistici/Inventati - Massimo sostegno

A Firenze il presidio inizierà alle 17.30 di fronte al consolato statunitense di lungarno Amerigo Vespucci

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pc 23 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - L'assemblea generale dell'ONU nelle mani dell'imperialismo dimostra che i proletari e i popoli non possono aspettarsi nulla

 

pc 23 settembre - Oggi verso la giornata internazionale di solidarietà e lotta per l'India del 26 settembre in piazza a Palermo

 

pc 23 settembre - Documento pervenuto dall'India, letto e distribuito a livello nazionale e internazionale in occasione della giornata internazionale di solidarietà e lotta del 26 settembre

 Partito Comunista dell’India

(Maoista)

Comitato di Coordinamento Nord (NCC)

15 settembre 2026

Celebrare ovunque il 22o anniversario della formazione del Partito
con zelo ed entusiasmo rivoluzionario!

Sconfiggere i vili tentativi dei liquidazionisti traditori di fare del nostro

un partito aperto e legale, seguire strettamente una forte metodologia leninista!

Rafforziamo le tre armi magiche, Partito, Esercito Popolare e Fronte Unito

per sviluppare pianificate zone di guerriglia e basi guerrigliere!

Sconfiggere tutti gli attacchi alla linea del Partito stabilita dal Congresso di Unità- Nono Congresso e organizzare la largehe masse per la vittoria della Rivoluzione di Nuova Democrazia!

Cari compagni e popolo

In occasione del 22° anniversario della fondazione del nostro partito, il PCI(Maoista), rivolgiamo i nostri più sinceri auguri ai nostri compagni e a tutto il popolo. È importante che noi comprendiamo di essere un popolo che non conosce paura, che resta saldamente al fianco del partito e disprezza quanti lo hanno abbandonato. Abbiamo continuato ad avanzare combattendo gli attacchi fascisti nella forma della politica Surajkund.

In questa data storica dobbiamo prima rendere umile omaggio a tutti i martiri che hanno sacrificato la vita seguendo questa nuova linea e ai caduti durante il processo di costruzione del partito, in particolare tutti i compagni del Comitato Centrale e i coraggiosi compagni e combattenti del PLGA che hanno dato la vita per illuminare il cammino della Rivoluzione di Nuova Democrazia nel nostro Paese. I nostri fondatori, il compagno Charu Majumdar e il compagno Kanhai Chatterjee, insieme ai compagni Shyam, Murli, Mahesh, Shamser Singh, Basvarju, Kishan da, Raju da, Kosa da, Vivek da, Chalpati, Hidma e altri, continueranno per sempre a ispirarci a marciare avanti per realizzare “l'assalto il cielo” della Rivoluzione di Nuova Democrazia nel nostro Paese. Hanno dimostrato che la dedizione all'ideologia del MLM può portarci a realizzare prodigi per i popoli del mondo. Compagni, impegniamoci a restare saldi sulla linea politica del partito e a rimanere dei veri soldati del partito per tutta la vita. Inoltre, con lo stesso spirito e la stessa determinazione, dobbiamo manifestare il nostro profondo odio verso le forze opportuniste, liquidazioniste e revisioniste, verso i traditori della rivoluzione come Venugopal, Devji, Balraj (alias Bacha Prasad Singh), Darshan Pal, Arjun Prasad Singh, Harmanpreet, Gopal Mishra, Prashant Rahi, Raju (alias KP), Seema-Vishwavijay e altri. Giuriamo di lottare fino all'ultimo respiro contro queste deviazioni e linee del tradimento, per riuscire a proseguire nel nostro compito centrale dell'attuale fase storica: salvaguardare il partito, il PLGA e il Fronte Unito, riattivare le zone di guerriglia e basi guerrigliere che hanno subito battute d'arresto; costruire il partito, il PLGA e il Fronte Unito nelle diverse regioni del Paese per far avanzare e sviluppare la guerriglia, la partecipazione ai movimenti popolari spontanei per trasformarli in movimenti organizzati, avanzando ulteriormente nella costruzione del partito, del PLGA e del Fronte Unito. Ricordate: salvaguardare questo compito significa lottare contro i liquidazionisti, che vogliono rendere legale e pubblico il partito, che di fatto equivale a distruggere un partito degno di essere definito comunista, di forgia leninista.

Naxalbari ha rappresentato il momento di svolta nella storia del movimento comunista in India. Oltre a rappresentare la rabbia intrinseca dei nullatenenti e della classe operaia contro feudalesimo, capitalismo burocratico compradore e imperialismo, quell'evento ha segnato una svolta decisiva, tracciando una netta linea di demarcazione tra revisionismo moderno e i veri rivoluzionari comunisti. Il compagno Charu Mazumdar ha chiarito l'importanza di Naxalbari affermando: "Naxalbari ha anche strappato la maschera alla cricca neo-revisionista guidata da Ranadive, Namboodiripad, Sundarayya e soci, decretandone la fine. La perfidia di questi dirigenti neo-revisionisti, al pari di quella dei seguaci di Dange, non conosce limiti. Proprio mentre sta per scoppiare la rivoluzione sociale, a lungo attesa, agiscono come ultima riserva delle classi dominanti reazionarie, intrappolate nelle maglie di una crisi economica e politica sempre più profonda. Celando le loro reali intenzioni dietro una retorica di sinistra, hanno abbandonato il marxismo per difendere l’odioso vecchio regime; ma non c’è dubbio che le forze rivoluzionarie li getteranno nella pattumiera della storia e marceranno verso la Democrazia Popolare e il Socialismo". Il nostro partito, il PCI(Maoista) è nato proprio da questo processo di netta distinzione tra le forze revisioniste moderne e quelle comuniste.

Sin dalla sua fondazione, il 21 settembre 2004, in poi il nostro partito ha condotto una lotta ferma e intransigente contro le correnti opportuniste, liquidatrici e revisioniste, dal gruppo minoritario del Karnataka fino a Seema-Viswavijay. Come affermava il compagno Kanhai Chatterjee: "Solo smascherando gli opportunisti" è possibile costruire una vera unità fondata sulla prassi concreta. Ciò è stato chiaramente dimostrato dalla fusione delle due grandi correnti della rivoluzione indiana, rappresentate dal PCI(ML)PW e il MCCI; tale fusione lanciò un poderoso appello all'unità tra le autentiche forze comuniste, per smascherare e combattere le forze opportuniste e revisioniste di ogni sorta, sia all'interno che all'esterno del campo rivoluzionario.

La storica giornata del 21 settembre segna una distinzione fondamentale tra il marxismo-leninismo-maoismo e il revisionismo moderno. Poco dopo la dichiarazione di fusione, nel 2007 si tenne il Nono Congresso, Congresso di Unità. Tale Congresso ha segnato il consolidamento politico-ideologico dell'unità dichiarata nel 2004. Si può dire che la linea politica del Nono Congresso (Congresso di Unità) si fonda sulla solida unità organizzativa tra due correnti, portando alla formazione di un nuovo partito: il PCI (Maoista). Oggi, i liquidatori –rappresentati da figure come Venugopal, Devji, Seema-Vishwavijay e altri– si oppongono all'unità del partito, vogliono trascinare il popolo di questo Paese indietro nel tempo, a quando non esisteva un partito unificato e il futuro del proletariato era avvolto nell'oscurità. Non vogliono chiarezza sulla questione della via rivoluzionaria. Si oppongono alla chiarezza politica e alla fermezza che il proletariato ha conquistato attraverso la sua risoluta lotta contro i revisionisti moderni dell'epoca.

Dunque per i liquidazionisti dei nostri giorno, ciò che più detestano sono documenti approvati dal congresso del partito nel 2007. Tra questi il documento sul MLM, lo statuto del partito, il programma del partito, la risoluzione politica e la strategia e tattica del partito. Se un membro del partito esprime la propria opinione politica –al di fuori delle strutture del partito stesso, oppure tra le masse, i quadri o i simpatizzanti– in contrasto con la linea stabilita nei documenti approvati al Nono Congresso (Congresso di Unità), ciò costituisce una violazione del centralismo democratico. Gli opportunisti utilizzano questo metodo per portare avanti i loro piani antipartito.

Vediamo ora cosa c'è di specifico nella giornata del 21 settembre che suscita la più accesa opposizione da parte dei liquidatori:

1) Il documento di costituzione del partito, approvato dopo l'unificazione del 21 settembre 2004, stabilisce che fino al completamento della Rivoluzione di Nuova Democrazia (RND) il partito deve operare in clandestinità; ciò è in netto contrasto con la pretesa dei liquidatori che il partito dovrebbe operi apertamente. Tutti i liquidatori si oppongono a questa fondamentale linea leninista.

2) Il documento di costituzione del partito, approvato dopo l'unificazione del 21 settembre 2004, stabilisce che la lotta armata rimarrà la forma principale di lotta e l'esercito la forma principale di organizzazione di questa rivoluzione; di conseguenza, la lotta armata svolgerà un ruolo decisivo. Le organizzazioni di massa e le lotte di massa sono necessarie e indispensabili, ma il loro scopo è quello di servire alla guerra. Il compito immediato e più urgente del partito è costituire un vero Esercito di Liberazione Popolare (PLA) e creare basi d’appoggio, sviluppando e trasformando le zone di guerriglia e basi guerrigliere. La linea liquidazionista di Venugopal e Devji costituisce un attacco alla linea politica del partito: essi propongono infatti di fondere la linea della Guerra Popolare Prolungata (PPW) con quella dell'insurrezione generale.

3) Il documento di costituzione del partito, approvato dopo l'unificazione del 21 settembre 2004, stabilisce inoltre che ogni membro del partito deve far parte di una delle unità del partito stesso. Questa disposizione ha infastidito molti dei nostri liquidazionisti, i quali ritengono di avere una statura tale da non poter essere inquadrati nella struttura del partito. Seema e Vishwavijay ne sono esempi emblematici.

4) Il documento programmatico del partito, approvato in seguito all'unificazione del 21 settembre 2004, stabiliva che la contraddizione tra feudalesimo e le vaste masse popolari fosse la contraddizione principale, mentre le contraddizioni primarie erano individuate nel conflitto tra imperialismo e popolo indiano e in quello tra feudalesimo e le vaste masse popolari. Laddove per i liquidazionisti del congresso di unificazione (il nono congresso) la contraddizione principale è quella contro la borghesia compradora (CBB) – una linea, questa, propria del CPM contro cui si batterono i nostri compagni fondatori CM e KC – la linea adottata fu invece quella sancita dal documento approvato dopo la storica fusione del 21 settembre.

5) Molti esponenti della corrente liquidazionista, come Raju, Darshan Pal, Joginder Singh e Harmanpreet, ritengono che in alcune regioni dell'India, quali il Punjab e l'Haryana, il capitalismo sia ormai presente nei rapporti di produzione, perciò sostengono che in tali aree non si debba condurre la Guerra Popolare di lunga durata e che il partito debba operare pubblicamente e legalmente. Ciò è in netto contrasto con il documento su strategia e tattica approvato al nono congresso (tenutosi dopo la costituzione del partito il 21 settembre 2004), il quale riconosceva che, sebbene parte dei proprietari terrieri in Punjab e Haryana possieda moderni mezzi di produzione, impieghi braccianti agricoli, supervisioni la coltivazione, produca per il mercato e reinvesta nell'agricoltura una quota del plusvalore, tale categoria rappresenta una forma di capitalismo nell’agricoltura. Tuttavia, si tratta di un capitalismo distorto che contribuisce a perpetuare valori feudali, ostacola uno sviluppo economico libero e indipendente –aggravando così lo sfruttamento imperialista– e si oppone alla democrazia e agli interessi del Paese. Molti proprietari terrieri, come la maggior parte dei vecchi aristocratici, sono anche industriali compradori.

Appello ai compagni

In questa giornata storica, invitiamo tutti i membri del partito a celebrare il 21 settembre nelle rispettive aree con grande entusiasmo e nel rispetto della tradizione rivoluzionaria. Per salvare il partito e far avanzare il movimento rivoluzionario, tutti i membri devono elaborare immediatamente un piano d'azione futuro, concentrandosi sui seguenti punti:

  1. I membri del partito che hanno perso il coordinamento con la direzione devono adoperarsi per ripristinarlo immediatamente. È necessario ristabilire il collegamento con l'organo dirigente superiore e portare avanti il proprio lavoro sotto la guida della direzione del Partito.

  1. Intensificare la lotta contro opportunismo, liquidazionismo e revisionismo, conducendo un'attiva battaglia ideologica al fine di preparare il maggior numero possibile di quadri clandestini.

  1. Va mantenuto il massimo rigore nell'applicazione dei metodi di lavoro clandestino. Qualsiasi negligenza nelle attività clandestine non solo attira la repressione statale ma porta anche alla distruzione del partito.

  1. Trasformare i movimenti spontanei delle masse contro lo Stato indiano in movimenti organizzati; a tal fine, è necessario stringere legami profondi con le masse.

Appello al popolo

In questa data storica per il proletariato mondiale, rivolgiamo un appello al popolo a celebrare con grande entusiasmo la ricorrenza del 21 settembre e partecipare alla lotta politico-ideologica in corso contro gli opportunisti di destra. Invitiamo ognuno a verificare personalmente i fatti e le affermazioni del nostro partito e a impegnarsi a leggere con attenzione tutti i nostri articoli e comunicati stampa. Questo dibattito deciderà il corso della rivoluzione indiana e le sorti delle masse popolari del Paese. Solo rimanendo fedele alla sua natura di partito, l'organizzazione potrà difendere gli Adivasi dal saccheggio imperialista, proteggere i Dalit dalle atrocità del sistema delle caste e le donne dal patriarcato feudale di stile brahmanico; soprattutto, potrà sostenere la classe lavoratrice nella sua lotta militante contro latifondisti, i padroni delle fabbriche, appaltatori, mafie, burocrati corrotti e così via. Chiamiamo perciò il popolo a comprendere l'importanza di salvaguardare il partito. Facciamo inoltre appello a intellettuali, avvocati e democratici delle varie professioni a sostenerci nell'aiutare i prigionieri politici detenuti nelle carceri del Paese, supportandoli nelle loro battaglie legali e nella lotta per la sopravvivenza in carcere. Chiediamo infine a tutte le forze democratiche di unirsi contro le torture e le esecuzioni extragiudiziali ai danni dei rivoluzionari maoisti e di esigere l'immediata liberazione di rivoluzionari comunisti quali i compagni Pramod Mishra, Sagar Da, Sheila Di, Kishore Da, Deepak Rao e altri ancora.

Comitato di Coordinamento Nord (NCC) PCI(Maoista)

pc 23 settembre - Appello dei sindacati palestinesi per una azione globale dei lavoratori contro il genocidio

 

Il movimento operaio palestinese ribadisce la propria solidarietà ai lavoratori di tutto il mondo che resistono a ogni forma di oppressione, e chiede un’azione globale per porre fine alla complicità nel genocidio e nell’apartheid in corso perpetrati da Israele, a partire da venerdì 20 novembre fino alla Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese di domenica 29 novembre 2026.

Il prossimo novembre, noi, sindacati e federazioni palestinesi sottoscritti, rinnoviamo con urgenza il nostro appello ai sindacati di tutto il mondo:

Per sostenere e difendere i diritti inalienabili del popolo nativo della Palestina come sancito dal diritto internazionale, in particolare il diritto dei nostri rifugiati a tornare a casa e a ricevere risarcimenti, e

Per intensificare la pressione del movimento BDS per porre fine a ogni complicità statale, aziendale e istituzionale nell’occupazione illegale, nell’apartheid e nel genocidio perpetrati da Israele.

Genocidio in corso a Gaza

Mentre ci avviciniamo al terzo anniversario dall’inizio del genocidio israeliano in corso a Gaza e alla Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, e alla luce dell’accelerazione da parte di Israele in termini di pulizia etnica, di annessione territoriale, di violenza dei coloni e pogrom in Cisgiordania , e della depravata repressione violenta dei nostri prigionieri, ricordiamo a noi stessi che la ferita di uno è la ferita di tutti. Il genocidio israeliano trasmesso in diretta streaming, unito alle guerre e alle minacce di aggressione dei suoi partner imperialisti a Washington, sta portando al collasso del rispetto per il diritto internazionale, per i diritti umani e per i diritti dei lavoratori, minacciando l’umanità intera, non solo i palestinesi.

Oggi, la lotta palestinese per la giustizia è al centro della battaglia contro un ordine mondiale basato sul principio “la forza fa la legge”, imposto dall’asse genocida USA-Israele e reso possibile dalle potenze coloniali. Mentre le guerre di aggressione di Israele contro i popoli della regione si estendono dal Libano alla Siria e dallo Yemen all’Iran, e mentre gli Stati Uniti minacciano i popoli di Cuba, Groenlandia, Venezuela e Oman (tra gli altri), è chiaro che quasi nessuno è al sicuro da questa discesa nell’abisso.

L’asse Israele-USA sta conducendo la sua guerra per il Grande Israele senza alcuna considerazione per la recessione globale (forse persino una depressione) che sta potenzialmente creando e per i suoi impatti a livello mondiale. Ciò include l’aggravarsi della crisi del costo della vita, le misure di austerità, la crisi abitativa e l’insicurezza alimentare, tra gli altri problemi. I bilanci militari stanno crescendo a scapito della sanità, dell’edilizia abitativa e dell’istruzione. I primi a risentirne sono i lavoratori e le loro famiglie. Le richieste di prezzi accessibili, salari equi, servizi sociali migliori e più numerosi e costi della vita più bassi sono organicamente connesse alle richieste di porre fine alle astronomiche spese militari, alle spietate privatizzazioni e alla complicità globale nei crimini israeliani. Questo ci riguarda tutti e quindi dovrebbe unirci tutti. Laddove gli Stati non rispettano il diritto internazionale e non pongono fine alla propria complicità, i lavoratori e i loro sindacati devono assumere su di sé il ruolo di guida nell’azione finalizzata a mettere fine a tale complicità!

La nostra lotta per la giustizia in Palestina è inseparabile dalla lotta globale contro il razzismo sistemico, lo sfruttamento, la devastazione climatica e ogni forma di oppressione.

È dovere dei sindacati garantire che i lavoratori che rappresentano – siano essi impiegati nei porti, sulle navi, nelle aziende o negli uffici governativi – non siano coinvolti, spesso a loro insaputa e/o senza il loro consenso, in azioni di complicità rispetto a crimini atroci in ogni dove, compresi i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e il genocidio perpetrati da Israele contro il nostro popolo.

Le decisioni del 2024 della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) – secondo cui Israele sta plausibilmente commettendo un genocidio, la sua occupazione è illegale e le sue politiche equivalgono ad apartheid – rendono la fine di ogni complicità nei crimini di Israele non solo un obbligo morale, ma anche legale. Stati, istituzioni (compresi i sindacati) e aziende devono imporre sanzioni mirate e legittime a Israele. Facciamo appello a tutti gli organismi sindacali e alle organizzazioni della società civile di tutto il mondo affinché si organizzino, promuovano e trasformino la solidarietà in azioni strategiche concrete nei dieci giorni che precedono la Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, dal 20 al 29 novembre 2026.

Noi, sindacati palestinesi sottoscritti, invitiamo i lavoratori e i sindacati di tutto il mondo ad intensificare il loro sostegno alla nostra lotta di liberazione attraverso le seguenti azioni:

Organizzare, partecipare e amplificare azioni pacifiche a livello globale per celebrare la Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, da venerdì 20 novembre a domenica 29 novembre.

Adottare politiche di approvvigionamento etico (EPP) e, ove applicabile, politiche di investimento etico (EIP) che escludano le società implicate in gravi violazioni dei diritti umani ovunque, inclusa la Palestina;

Esercitare pressioni sulle aziende e sulle istituzioni in cui lavorano affinché cessino qualsiasi complicità, interrompendo i contratti che supportano direttamente o indirettamente i crimini atroci di Israele e adottando l’EPP e/o l’EIP ;

Rifiutare qualsiasi accordo razzista con Israele che faciliti la sostituzione e l’ulteriore oppressione dei lavoratori palestinesi;

Intensificazione delle campagne BDS in ambito economico, accademico, culturale e sportivo ;

Interrompere e bloccare pacificamente il trasferimento di forniture militari, energetiche e di altro tipo a duplice uso verso Israele, mediante:

Partecipare ad azioni volte a identificare e fermare il trasferimento illegale via mare, terra o aria, anche esercitando pressioni sugli Stati affinché applichino gli obblighi internazionali relativi a tali spedizioni e facendo pressione sugli attori aziendali complici,

Rifiutarsi di gestire forniture militari israeliane o destinate a Israele, energia e altri carichi a duplice uso;

Esercitare pressioni sui governi affinché rispettino i loro obblighi legali a seguito delle sentenze della Corte Internazionale di Giustizia del 2024, come affermato dagli esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani, imponendo, come minimo, “un embargo totale sulle armi contro Israele, bloccando tutti gli accordi, le importazioni, le esportazioni e i trasferimenti di armi, compresi quelli di articoli a duplice uso che potrebbero essere utilizzati contro la popolazione palestinese sotto occupazione”, nonché annullando o sospendendo “le relazioni economiche, gli accordi commerciali e le relazioni accademiche con Israele che potrebbero contribuire alla sua presenza illegale e al regime di apartheid nei territori palestinesi occupati”;

Tagliare tutti i legami con la federazione coloniale israeliana Histadrut ed espellerla, insieme a tutti i sindacati e le associazioni israeliane (accademiche, mediche, ecc.) similmente complici, da tutte le competizioni internazionali per un periodo di tempo limitato.

Dichiarare il proprio sindacato Zona Libera dall’Apartheid (ZAF) per porre fine alla complicità aziendale e istituzionale con i sistemi di oppressione, in particolare il regime di apartheid e il genocidio israeliano contro il popolo palestinese.

Firmatari:

Federazione Generale dei Sindacati Palestinesi (PGFTU), Gaza

Federazione Generale dei Sindacati Palestinesi (PGFTU), Gerico

Unione Generale dei Lavoratori Palestinesi (GUPW)

Unione Palestinese dei Lavoratori Postali, Informatici e delle Telecomunicazioni

Federazione dei sindacati indipendenti

La Nuova Federazione Palestinese dei Sindacati

Associazione dei dipendenti del settore finanziario – Palestina

Sindacato dei dipendenti dei servizi sanitari

Sindacato dei lavoratori degli asili nido e delle scuole private

Sindacato dei lavoratori degli enti locali

Unione degli elettricisti palestinesi

Sindacato dei dipendenti della Southern Electricity Company

Unione Palestinese dei Servizi Postali

Associazione Palestinese di Pittori e Intonacatori

Unione delle autorità locali del Sud

Palestine Unions: Global Call for Worker Action Against Genocide

The Palestinian labour movement reiterates its solidarity with workers across the world resisting all forms of oppression and calls for global action to end complicity in Israel’s ongoing genocide and apartheid from Friday, November 20th, leading up to the International Day of Solidarity with the Palestinian People on Sunday, November 29th, 2026.

This coming November, we the undersigned Palestinian trade unions and federations urgently renew our call to unions around the world:

  • Uphold and defend the inalienable rights of the Indigenous people of Palestine as stipulated in international law, particularly the right of our refugees to return home and receive reparations, and
  • Escalate BDS pressure to end all state, corporate, and institutional complicity in Israel’s illegal occupation, apartheid, and genocide.

Ongoing Genocide in Gaza

While approaching the third anniversary of the beginning of Israel’s ongoing genocide in Gaza and the International Day of Solidarity with the Palestinian People, and in light of Israel’s accelerating ethnic cleansing, annexation, settler violence and pogroms in the West Bank, and depraved violent repression of our prisoners, we remind ourselves that an injury to one is an injury to all. Israel’s livestreamed genocide, coupled with the wars and threats of aggression by its imperialist partners in Washington, is leading to the collapse of respect for international law, human rights, and workers’ rights, threatening humanity at large, not just Palestinians.

Today, the Palestinian struggle for justice is at the heart of the battle against a world order of “might makes right” that is being imposed by the US-Israel genocidal axis and enabled by colonial powers. As Israel’s wars of aggression against the peoples of the region expand from Lebanon to Syria and from Yemen to Iran, and as the US threatens the peoples of Cuba, Greenland, Venezuela, Oman, among others, it is clear that hardly anyone is safe from this descent into the abyss.

The Israel-US axis is waging its war for Greater Israel without any consideration for the global recession (maybe even depression) it is potentially creating and its impacts globally. This includes the exacerbation of the cost-of-living crisis, austerity measures, the housing crisis, and food insecurity, among others. Military budgets are swelling at the cost of health, housing, and education. The first to feel the brunt of all this are working people and their families. The demands for affordability, fair wages, more and better social services, and lower living costs are organically connected to the calls for an end to astronomical military spending, vicious privatisation, and global complicity in Israeli crimes. This affects us all and therefore should unite us all. Where states fail to uphold international law and end their own complicity, workers and their unions must take the lead in acting to end this complicity!

Our struggle for justice in Palestine is inseparable from the global struggle against systemic racism, exploitation, climate devastation, and all forms of oppression.

It is the duty of unions to ensure that the workers they represent – whether in ports, on ships, in businesses, or in government offices – are not involved, often without their knowledge and/or consent, in actions that involve complicity in atrocity crimes anywhere, including Israel’s war crimes, crimes against humanity, and genocide against our people.

The 2024 decisions of the International Court of Justice (ICJ) – that Israel is plausibly committing genocide, that its occupation is illegal, and its policies amount to apartheid – make ending all complicity in Israel’s crimes not only a moral but also a legal obligation. States, institutions (including unions), and corporations must impose targeted, lawful sanctions on Israel. We call on all union bodies and civil society organisations worldwide to organise, uplift, and turn solidarity into concrete strategic action across the ten days leading up to the November 29th international day of solidarity with the Palestinian people from November 20th to November 29th 2026.

We, the undersigned Palestinian trade unions, call on workers and unions around the world to escalate their support for our liberation struggle by:

  • Organising, joining, and amplifying global peaceful actions to mark the International Day of Solidarity with the Palestinian People from Friday, November20th to Sunday November 29th;.
  • Adopting ethical procurement policies (EPP) and, where applicable, ethical investment policies (EIP), that exclude corporations implicated in grave human rights violations anywhere, including in Palestine;
  • Pressuring corporations and institutions they work in to end any complicity through ending contracts that directly or indirectly support Israel’s atrocity crimes, and adopting EPP and/or EIP;
  • Rejecting any racist agreement with Israel that facilitates the substitution and further oppression of Palestinian workers;
  • Escalating economic, academic, cultural, and sports BDS campaigns;
  • Peacefully disrupting and blocking the transfer of military, energy, and other dual-use supplies to Israel, by:
    • Participating in actions to identify and stop the illegal transfer by sea, land, or air, including by pressuring states to enforce international obligations in relation to such shipments, and by pressuring complicit corporate actors,
    • Refusing to handle Israeli or Israeli-bound military supplies, energy, and other dual-use cargo;
  • Pressuring your governments to uphold their legal obligations following the ICJ rulings of 2024, as stated by UN human rights experts, by, at a minimum, imposing “a full arms embargo on Israel, halting all arms agreements, imports, exports and transfers, including of dual-use items that could be used against the Palestinian population under occupation,” as well as canceling or suspending “economic relationships, trade agreements, and academic relations with Israel that may contribute to its unlawful presence and apartheid regime in the occupied Palestinian territory”;
  • Cutting all ties with Israel’s colonial Histadrut federation and expelling it and all similarly complicit Israeli unions and associations (academic, medical, etc.) from all international for a;
  • Declaring your union an Apartheid-Free Zone (AFZ) to end corporate and institutional complicity with systems of oppression, particularly Israel’s regime of apartheid and genocide against the Palestinian people.

Signatories:

  • Palestinian General Federation of Trade Unions (PGFTU), Gaza
  • Palestinian General Federation of Trade Union (PGFTU), Jericho
  • General Union of Palestinian Workers (GUPW)
  • Palestinian Union of Postal, IT & Telecommunications Workers
  • Federation of Independent Trade Unions
  • The Palestinian New Federation of Trade Unions
  • Association of Employees of The Financial Sector – Palestine
  • Health Services Employees’ Union
  • Union of Workers in Kindergartens and Private Schools
  • Union of Workers in Local Authorities
  • Palestinian Electricians Union
  • Southern Electricity Company Employees Union
  • Palestinian Union Of Postal Services
  • Palestinian Painters and Plasters Association
  • Union of the Southern Local Authorities

pc 23 settembre - Scuola: Meloni semina fascismo e razzismo a piene mani

Per smontare il merito, l'assurdità dei provvedimenti annunciati dalla Meloni alla festa di Fenix ci stanno già pensando, in modo il più delle volte efficace, vari interventi. 

Noi invece vogliamo fare un appello a denunciare, a respingere il messaggio più importante, ideologico soprattutto, che è quella assatanata Meloni e Valditara vogliono imporre.

E' chiaro che l'uscita della Meloni: Tetto per gli alunni stranieri e divieto di burqa e niqab dentro e fuori le scuole, ma poi anche l’obbligo di studiare l’italiano per i genitori, annunciando per questo un prossimo decreto, è interna alla battaglia inter-destra, a chi è più fascista dei fascisti, alla competizione della lunga campagna elettorale in corso per contrastare l'avanzata di Vannacci. 

E altrettanto chiaro che se fa questo decreto, vi saranno contestazioni (già si è espresso contro il presidente dell'associazione nazionale presidi e anche vari docenti), vi potranno essere azioni legali - perchè questo decreto sarebbe platealmente illegale, anticostituzionale; tanto per cominciare sarebbe in netto contrasto con l'obbligo della frequenza scolastica nella scuola più vicina per i bambini, adolescenti fino alla scuola dell'obbligo; come è illegale anche rispetto al divieto del velo - in Francia quando Macron lo tentò vi fu una giusta sollevazione - non si può imporre una religione, una "cultura", diventa una doppia oppressione per le donne, .

Ma il problema è che al di là degli scopi propagandistici l'effetto grave - razzista, da apartheid - resta tra settori di masse, e non va sottovalutato. 

E' una propaganda criminale, che punta a eccitare gli animi contro gli immigrati "attenzione, c'è una

martedì 22 settembre 2026

pc 22 settembre - INDIA: il fascista indù Modi trasforma il Paese nel principale serbatoio di forza lavoro per i paesi imperialisti…

                                     

L’abbiamo scritto nel dossier che abbiamo prodotto nel mese di giugno scorso, in occasione della firma del Partneriato strategico siglato dal duo Melodi, e cioè la fascista Meloni e il fascista indù Modi: “L’India ‘esporta’ forza lavoro in quantità industriale, per fare una battuta: 9 milioni nel Golfo Persico…”, 9 mila infermieri arriveranno in Italia, ecc..

Ma per il quotidiano dei padroni italiani, Il Sole 24 Ore, non è una battuta, perché in un articolo di ieri (Così la manodopera indiana conquista la leadership globale) scrive proprio nei termini di “esportazione di manodopera” a proposito dell’India: “C’è chi esporta petrolio. C’è chi esporta tecnologia. E c’è chi esporta manodopera qualificata.”

L’articolo, che non fa un’analisi corretta dell’attuale posizione economica dell’India nel mondo, si sofferma sul problema del calo demografico e quanto l’India si stia “specializzando nel fornire capitale umano a Paesi avviati su una traiettoria demografica opposta alla propria”. Insomma, secondo “le previsioni dell’International Labour Organization (Ilo) e del Boston Consulting Group (BCG), il fenomeno del pensionamento dei baby boomer e della loro solo parziale sostituzione da parte delle coorti successive sta creando le condizioni perché nei Paesi ad alto reddito [e cioè nei paesi imperialisti, ndr] si vada creando un vuoto che potrà essere colmato solo in parte mediante i processi di automazione e l’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale.”

Addirittura “Il gap tra domanda e offerta potrebbe arrivare a 50 milioni di posizioni entro il 2030 per poi triplicare nel decennio successivo interessando non solo i cosiddetti ‘lavori che nessuno vuole più fare’, ma per quasi un terzo anche quelli svolti dai cosiddetti colletti bianchi … nei Paesi ricchi, specie

pc 22 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Scuola: Meloni semina razzismo e fascismo a piene mani

pc 22 settembre - India - libertà per i prigionieri politici - No alla pena di morte per i combattenti - basta repressione di Stato contro il movimento di lotta - 26 settembre giornata internazionale di solidarietà e lotta




 

Libertà per i 10 di Jhiramghati

La maggior parte dei dirigenti del Congresso rimasti uccisi nell'imboscata di Jiramghati erano coinvolti, direttamente o indirettamente, in Salwa Judum; in particolare Mahendra Karma.

Salwa Judum fu una campagna brutale e sanguinaria scatenata col sostegno dello Stato indiano. I villaggi Adivasi vennero attaccati e incendiati, molti furono assassinati e le donne stuprate. Persino la Corte Suprema dovette intervenire per imporne la fine. I responsabili di tali atrocità sono rimasti impuniti.

Eppure, dieci tra coloro che hanno combattuto per vendicare quei crimini sono stati condannati a morte per aver mosso guerra allo Stato. I compagni Pramila Modiyam, Sumitra Punem, Kosa Kawasi, Mukka Mandavi, Markami Deva, Aita Markam, Banjami Sanna, Chaitu Lekam, Joga Markami e Mahadev Naga erano tutti quadri o simpatizzanti Adivasi del CPI (Maoista).

Vi avevano aderito proprio a causa dell'oppressione, sfruttamento e atrocità subite per mano di Mahendra Karma e dei suoi, che depredavano le terre e il popolo. Nel frattempo, coloro che nell'atto di accusa erano stati indicati come ideatori dell'imboscata sono stati graziati e ricompensati con premi e posti di lavoro per aver abbandonato quella politica, per essersi arresi e aver tradito il popolo.

È evidente che questa sentenza ha una natura prettamente politica. Non ha nulla a che fare con l'episodio in sé o con il diritto penale, sebbene venga presentata in tali termini. È una sentenza che va contestata. Anche chi non condivide la linea politica alla base dell'imboscata dovrà certamente convenire che questo verdetto rappresenta una doppia ingiustizia.



I 10 di Jeeramghatti combattevano per il popolo

Non dobbiamo permettere che lo Stato li assassini

Libertà per i 10 di JIRAMGHATI !

Facciamo arrivare questo appello in tutto il mondo





 



pc 22 settembre - La scelta di guerra dell'Italia imperialista richiede la mobilitazione immediata e prolungata del fronte antimperialista

Riunione a Chigi, punto sugli aspetti militari e di Intelligence nelle aree di crisi

Presenti Crosetto, Mantovano, i vertici delle Forze armate e dei Servizi

Si sono riuniti nel pomeriggio a Palazzo Chigi, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i vertici delle Forze armate e dell'Intelligence.

Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che l'incontro è stata l'occasione per fare il punto e condividere un aggiornamento sugli aspetti militari e di intelligence relativi alle principali aree di crisi nel mondo.

lunedì 21 settembre 2026

pc 21 settembre - Assemblea pubblica “Giustizia per Lince” verso la mobilitazione del 2 ottobre a Bologna

Quello che è “successo” a Ramy, a Fakir, a Lince e mol3 altr3 non sono episodi isolati.

Sono parte di un problema più grande che riguarda il modo in cui vengono gestiti e controllati determinati corpi, determinate comunità, determinati territori. Riguarda la brutalità e gli abusi delle forze dell’ordine, la criminalizzazione delle persone migranti e non bianche, la repressione del dissenso e un modello securitario che presenta il controllo come unica risposta possibile.

È dentro questo quadro che la campagna Lince ci chiede di attraversare il 2 ottobre insieme. Non come una semplice giornata di memoria, ma come un momento per mettere in relazione esperienze diverse, costruire una rete e provare a dare continuità a un percorso di mobilitazione che non si esaurisca nella risposta a un singolo episodio.

Non chiediamo verità. La verità è già molto chiara e sotto gli occhi di tutt3. È tempo di chiedere giustizia. E chiedere giustizia significa anche interrogare le condizioni che rendono possibile la

pc 21 settembre – Dal bollo alla carta della povertà: la campagna elettorale della fascista Meloni da una meschinità all’altra…

 

Dopo la sparata sulla finta abolizione del bollo auto, considerata una vera barzelletta, arriva l’altra trovata elettorale della Meloni, quella della carta dei poveri chiamata Dedicata a te (!!!), come riporta il Fatto quotidiano di oggi.

Questa novità è stata presentata dal cognato della Meloni, Lollobrigida, che ci tiene subito a sottolineare che è anche un "aiuto alle imprese" della filiera italiana. E ti pareva! Questi lecchini dei padroni non perdono occasione per genuflettersi!

Ma non perdono nemmeno l’occasione di dimostrare tutta la loro capacità di sparare balle.

“Le statistiche aggiornate dell’Inps dicono che quelli con indicatore della situazione economica equivalente sotto i 15mila euro erano, nel 2025, 5,6 milioni. Cinque volte i beneficiari della card distribuita dai Comuni.”

Questa misura invece “raggiunge solo 1,17 milioni di nuclei sui 2,9 milioni con Isee sotto 15mila euro e

pc 21 settembre - INDIA: 10 condanne a morte per gli imputati dell'attacco di Jhiram Ghati accusati di essere maoisti

Il fascismo indù di Narendra Modi continua la sua azione contro chiunque si opponga ai massacri degli adivasi e alla reazione 

Il tribunale speciale NIA nel distretto di Bastar, Chhattisgarh, che mercoledì ha inflitto la pena di morte a tutti e 10 i condannati nel caso dell'attacco maoista della Valle di Jhiram del 2013, rappresenta una grave violazione dei diritti umani e l'evoluzione e l'accrescersi del neofascismo all'interno della struttura giudiziaria.

Un tribunale speciale dell'Agenzia Nazionale d'Indagine (NIA) nella città di Jagdalpur, nel distretto di Bastar, mercoledì ha condannato 10 maoisti e li ha condannato alla pena di morte con l'accusa di cospirazione criminale e omicidio per il loro presunto coinvolgimento nell'attacco di Jhiram Ghati.

Nell'attacco del 2013, quadri armati del Partito Comunista dell'India (Maoista), al bando, avevano accerchiato ed eseguito un attacco contro un convoglio del Congresso, uccidendo almeno 27 persone e rischiando quasi di annientare la leadership del partito a livello statale. Fino a 38 persone erano rimaste ferite.

Il giudice della NIA Ajay Singh Rajput ha condannato gli imputati ai sensi di diverse sezioni del Codice Penale Indiano (IPC) e dell'Unlawful Activities Prevention Act. La pena di morte è stata inflitta per cospirazione criminale (120 B) e omicidio (sezione 302) del codice penale.

I 10 condannati sono Pramila Modiyam, Chaitu Lekam alias Munna, Sumita alias Punem Modiyam, Mukka Mandvi, Kosa Kavasi alias Kosaram, Aayata Markam, Madkami Deva, Joga Madkami, Banjami Sanna alias Chamru e Mahadev Nag. Un undicesimo imputato è morto durante il processo mentre altri 28, indicati nell'atto d'accusa come imputati, sono stati indicati come ricercati.

Contesto dell'azione

Va anche considerato il contesto in cui l'azione maoista fu eseguita contro il leader del Congresso, nel 2013. Per un periodo considerevole Mahendra Karma, che fu determinante nella fondazione della milizia anti-maoista dichiarata illegale Salwa Judum, sponsorizzò attacchi raccapriccianti contro tribali