Un’aggressione dei coloni israeliani contro i giornalisti
Foto e video mostrano un’auto del Post e una di CNN che vengono attaccate nella zona di Ramallah: Daniele Raineri racconta com'è andata
di Daniele Raineri, da Sinjil (Cisgiordania)

Questo reportage è stato scritto da Daniele Raineri per la sua newsletter Outpost, che invia ogni volta che può quando è in trasferta in zone di guerra per il Post. Se vuoi riceverla già dalla prossima puntata puoi iscriverti a questo link.
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Sinjil – 12 luglio 2026
Ieri siamo andati vicino a Sinjil, una zona vicino a Ramallah dove c’è una colonia israeliana che ha la fama di essere aggressiva. Il motivo era accompagnare un padre palestinese, per un momento di commemorazione, sul luogo dove il figlio ventenne è stato picchiato a morte dai coloni esattamente un anno fa.
Eravamo un mini convoglio di due macchine. Davanti una Land Cruiser blindata a sette posti con a bordo una troupe della rete americana CNN e il padre palestinese. Acquistata in modo regolare e guidata come spesso succede quando si muovono i grandi media americani da un loro addetto alla sicurezza, il taciturno Kevin, nella usuale divisa degli ex militari passati a lavori migliori: camicia a maniche corte e scarponcini.
Dietro io e il fotografo Gabriele Micalizzi su una Kia ibrida a noleggio. Con noi c’erano anche tre attivisti. In questi giorni li stiamo seguendo per un articolo che uscirà presto sul Post.
Un anno fa una fazione di una sessantina di coloni ha circondato un gruppo di palestinesi in questa zona di colline, strade sterrate e cespugli spinosi a est di Ramallah. Alcuni palestinesi sono scappati, altri sono stati feriti, altri ancora sono rimasti isolati. Un ventenne che aveva anche passaporto americano, Saif Musallat, è stato picchiato a morte. Un suo amico palestinese a pochi passi è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco, ma il cadavere è stato trovato soltanto molte ore dopo, quando ormai era notte, perché tutti credevano che fosse stato arrestato dai soldati israeliani.
Di questi attacchi, che a volte sono risse o lanci di pietre o scambi di insulti e a volte prendono la forma di spedizioni punitive con centinaia di aggressori incappucciati che prima devastano cose e poi si dileguano, sono piene tutte le giornate nei territori occupati, e i soldati non riescono a prendere il controllo della situazione, anzi: la facilitano. Nel 2025 sono stati uccisi 240 palestinesi.


















