venerdì 14 agosto 2026

I nostri fratelli di classe braccianti sfruttati, perseguitati e uccisi da padroni, governo, Stato, capitalismo assassini

Furgone di braccianti si ribalta sulla provinciale per Foggia: un morto e nove feriti

Incrociando il confine tra Molise e Puglia, il mezzo con dieci lavoratori di origine marocchina è finito fuoristrada. I braccianti, tutti regolarmente assunti, rientravano dai campi dopo un'intensa giornata di lavoro sotto il sole

Il tragico rientro dai campi

Dopo ore di duro sforzo fisico, il gruppo stava facendo rientro in Puglia durante le ore più calde del pomeriggio. Percorrendo la strada provinciale verso Foggia, il furgone su cui viaggiavano è improvvisamente finito fuori strada, ribaltandosi nel fossato a margine della carreggiata.

La dinamica e i soccorsi

Sebbene le dinamiche dell'incidente non siano ancora del tutto chiarite, tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è quella di un improvviso colpo di sonno del conducente. Tutti i passeggeri coinvolti risultano essere lavoratori regolarmente assunti. L'impatto si è rivelato devastante: un uomo ha perso la vita sul colpo, mentre gli altri nove occupanti sono rimasti feriti. I soccorritori li hanno trasportati d'urgenza negli ospedali della zona, con il ferito più grave ricoverato presso il Policlinico di Foggia.

I precedenti drammatici nel Foggiano

L'ennesima tragedia lungo le arterie stradali pugliesi rievoca tristi ricordi legati al trasporto dei lavoratori agricoli sul territorio. La memoria torna al terribile agosto del 2018, quando due tragici sinistri avvenuti a distanza di appena due giorni — il 4 e il 6 agosto — provocarono in totale sedici vittime. Anche in quelle circostanze, i braccianti viaggiavano stipati in furgoni al termine di estenuanti turni dedicati alla raccolta dei pomodori sotto il sole battente, di ritorno verso i ghetti del Foggiano... Link:
Furgone di braccianti si ribalta sulla provinciale per Foggia: un morto e nove feriti

il furgone ribaltato dei braccianti in puglia

TRUMP/Netanyahu proseguono il genocidio deportazione in Palestina- Cisgiordania assalita e assediata

un articolo condivisibile

info da pungolo rosso 

Con una dichiarazione ufficiale B. Netanyahu, il capo della banda di colonialisti assassini che governa lo stato di Israele, ha sconfessato formalmente il cosiddetto «piano Trump» su Gaza.

Nulla di sorprendente, dopotutto, dal momento che il suo governo e l’IDF hanno sistematicamente violato l’accordo dell’ottobre scorso: continuando i bombardamenti e i rastrellamenti, con cui hanno assassinato oltre 1.200 palestinesi e ferito altre migliaia, centellinando gli aiuti alimentari e la distribuzione dell’acqua – insomma, portando avanti, in altre forme, l’operazione-genocidio.

La loro ultima impresa criminale, pochi giorni fa (il 4 agosto), è stata il bombardamento dell’unico magazzino di forniture mediche e di farmaci rimasto operativo a Gaza all’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa a Deir al-Balah. Il magazzino è stato distrutto, al suo posto (come si vede nella foto) resta solo un cratere. Un colpo ulteriore ad una situazione sanitaria disperata che rende in pratica impossibile anche l’assistenza urgente ai feriti più gravi e ai malati gravi e, tanto più, il funzionamento dei servizi medici specialistici. Le bombe hanno danneggiato pure le tende issate intorno all’ospedale che ospitavano famiglie sfollate, costringendo decine di loro ad abbandonare l’area.

La totale indifferenza della «comunità internazionale» davanti a questi efferati crimini (del resto il «piano Trump» è passato all’ONU con il nulla osta di Cina e Russia – mai dimenticarlo) incoraggia l’ala più oltranzista della banda al governo ad esplicitare i propri programmi.

Smotrich: “Voglio che Israele conquisti l’intera Striscia di Gaza. Voglio che instauriamo un governo militare israeliano lì. In seguito, dovremmo ripopolare Gaza con ebrei. A mio parere, non esiste

Alla parata istituzionale del 21 opponiamo la Taranto dei proletari, delle masse popolari

"Giochi: grande parata istituzionale a Taranto"

Vengono a Taranto a fare prima una grande abbuffata e poi l'autopropaganda di un governo, di uno Stato responsabili nella nostra città di perdita di lavoro/salari, del "gioco dell'oca" per l'ex Ilva sulla pelle di operai e degli abitanti di Taranto, di morti sul lavoro e da inquinamento, di giustizia negata, di tagli alla sanità, di appalti comunali all'insegna della massima precarietà, di Istituzioni locali/Comune parassiti e menefreghisti, di giovani/ragazze senza futuro, di razzismo/di immigrati ammazzati, di complicità nel genocidio in Palestina, di una Base navale sempre più al servizio della guerra...

Leváteve! IL FUTURO CHE VOLETE CHE "ABBRACCIAMO" E' PER VOI BUONO, PER PROLETARI E MASSE POPOLARI E' NERO! 

NON CI INGANNATE!

FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE DI PROTESTA

giovedì 13 agosto 2026

Nuovi riscontri sull’impiego di gru italiane nelle azioni dell’esercito israeliano in Cisgiordania

Il giornalista palestinese Mosab Shawer ci ha gentilmente concesso l'utilizzo di questo scatto che documenta l'azione di una gru Fassi per rimuovere strutture commerciali palestinesi nei pressi di Hebron. I fatti risalgono a fine dicembre 2025

Il coinvolgimento di mezzi italiani nell’occupazione della West Bank è diffuso. Ecco altri cinque episodi in cui gru Fassi e mezzi F.lli Ferrari hanno materialmente supportato le azioni illegali dell’Idf nell’ultimo biennio, dal quartiere di Al-Tireh a Ramallah ad Al-Samu, nei pressi di Hebron. Un’inchiesta resa possibile grazie alla documentazione video-fotografica di giornalisti palestinesi e al lavoro di Ong sul campo. Le aziende coinvolte non hanno risposto alle nostre domande

Anche le aziende del settore delle costruzioni sono complici di Israele nel commettere crimini di guerra fornendo a Tel Aviv escavatori, gru e bulldozer, ricordano Amnesty International e Human rights watch. Lo ha ricostruito da ultimo una recente inchiesta del Guardian che ha messo a nudo il ruolo delle multinazionali Volvo, Hyunday, Hitachi, Caterpillar, Doosan e Komatsu nell’occupazione di oltre il 20% del territorio libanese negli ultimi due anni. Queste sono ugualmente attive in Cisgiordania, dove -nell’attualità di una violenza israeliana senza precedenti che lascia presagire atrocità su larga scala secondo Hrw-, a supporto di confische e demolizioni delle proprietà palestinesi operano anche gru made in Italy, come già riportato da Altreconomia a marzo.

Colombia - protesta contro il nuovo governo reazionario a Medellin

Immagine del profilo di nuevademocracia_co


Hoy 7 de agosto organizaciones y activistas populares y revolucionarios realizaron una movilización en Medellín en contra del nuevo gobierno de De la Espriella. Este nuevo gobierno es un lacayo del imperialismo yanqui y un vendepatria que busca cumplir al pie de la letra cada una de las orientaciones y planes que tiene el imperialismo yanqui en América Latina.
Los activistas realizaron una quema del rostro de Abelardo De la Espriella en rechazo a sus políticas y planes que buscan profundizar la explotación y opresión del pueblo

mercoledì 12 agosto 2026

L'altra Taranto in piazza per reclamare un altro futuro!

Presidio manifestazione a Taranto il 21 agosto

concentramento ore 18.30 piazza immacolata/ poi

piazza Della Vittoria/ponte girevole/Piazza Castello

Crisi Ilva - lavoro, salario, sicurezza, salute, investimenti alternativi modello di sviluppo anticapitalistico.

Giochi mediterraneo contro spreco, parassitismo, speculazione. corruzione. gentrificazione

Base navale, militarizzazione, guerra. Taranto non è né vuole essere città di guerra. via basi militari e industrie belliche dalla nostra terra.

Taranto è solidale dalla parte della Palestina contro genocidio, deportazione sionista imperialista

Taranto dice no a razzismo e reimigrazione, lottiamo uniti con i migranti nel nome di Bakari Sako.      

Meloni vattene da Taranto il 21 agosto e da Bari il 4 settembre

Presidio manifestazione a Taranto il 21 agosto concentramento ore 18.30 piazza immacolata

Siamo tutti e tutte promotori, organizzatori, manifestanti antagonisti
 

a cura di

Slai Cobas Taranto

Cobas lavoro privato Brindisi
info WA 3475301704 

Sparano a migranti dall’auto in diversi quartieri di Roma - Fatto grave, fatto passare sotto silenzio dalla stampa - all'ombra del governo MeloniSalviniVannacci

Hanno trascorso una notte a sparare con armi a piombini contro persone migranti: almeno 4 gli episodi di violenza, arrestati quattro giovani.

Una notte passata a sparare contro persone migranti: così hanno trascorso la nottata dell'8 agosto quattro giovani a Roma. Il gruppo, ora finito al centro degli accertamenti dei carabinieri, avrebbe percorso diverse strada in almeno tre quartieri del quadrante di Roma Est della Capitale.  Spetta ai militari riuscire a identificare i quattro e a rintracciarli.
Gli spari nella notte contro i migranti a Roma

I fatti, come anticipato, risalgono alla notte dello scorso 8 agosto, quando da un'automobile in transito in almeno tre distinti episodi sono stati esplosi colpi d'arma a piombini. Gli spari sono avvenuti nei quartieri di Tor Bella Monaca, Tor Vergata e Tor Sapienza, in particolare tra via del Torraccio di

India-Israele, una partnership criminale che va avanti dal 7 ottobre - Lanciata una campagna per una giornata internazionale di lotta per il 26 settembre

In Italia aderisci prendi contatti richiedi materiali per partecipare csgpindia@gmail.com 

India-Israele, una partnership criminale che va avanti dal 7 ottobre

2596 spedizioni di armi, munizioni, parti di ricambio e componenti inviate dall’India a Israele dal 7 ottobre 2023 al 30 novembre 2025. Tra le aziende ne figurano alcune controllate dallo Stato
India-Israele, una partnership criminale che va avanti dal 7 ottobre

Israele ha avviato una campagna brutale e distruttiva nella Striscia di Gaza che è arrivata a costituire un genocidio, tuttora in corso.

Israele ha potuto compiere crimini di diritto internazionale grazie alla pressoché ininterrotta fornitura di armi e munizioni da un certo numero di Stati di primo piano, come Stati Uniti d’America, Germania e la stessa Italia. Un rapporto di ricerca pubblicato di recente da Amnesty International ha aggiunto un altro stato all’elenco: l’India. La ricerca descrive la stretta e vantaggiosa partnership tra il governo indiano e il settore della difesa israeliano che ha reso lo stato asiatico un importante elemento della catena di forniture di armi e munizioni a sostegno delle operazioni militari dell’esercito di Israele.

Attraverso l’uso di dati commerciali relativi alle spedizioni tra India e Israele, Amnesty International ha verificato che armi, munizioni, parti di ricambio e componenti made in India sono state spedite a

Terremoto in Colombia - dai compagni colombiani

Terremoto en Colombia: llamado de solidaridad

Leggi, sostieni il blog internazionale e internazionalista maoistroad


 ultimi post agosto

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  • Terremoto en Colombia: llamado de solidaridad -
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  • Palestina resiste contra la maldita entidad sionista
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  • INDIA: Bhagat Singh Students’ Front organised an e...
  • CEUTA - Solidali con i migranti nostri fratelli ar...
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  • Cachemire : Plus de 3 000 arrestations lors d’une ...
  • Solidali con i migranti nostri fratelli arrivati i...
  • A preview from the upcoming issue of the magazine ...
  • martedì 11 agosto 2026

    Dal blog tarantocontro - Potenza, un’altra morte nel Cpr delle torture di Palazzo San Gervasio - Il governo è l'assassino!

    E' un'estate tragica per i migranti - Giusta la rivolta! Il Cpr va chiuso!

    Da Repubblica


    Un tunisino di 30 anni vola dal tetto di Palazzo San Gervasio a due anni dalla morte di Oussama Darkaoui. Gli altri ospiti danno fuoco alla struttura, otto arresti

    Forse si è buttato giù dal tetto (sembra che da poco avesse saputo del prolungamento della sua detenzione di altri tre mesi), forse è caduto accidentalmente. O forse qualcuno lo ha spinto. Il cpr di Potenza San Gervasio, lo stesso da anni al centro di inchieste per morti misteriose e condizioni di detenzione indecorose dei migranti destinati al rimpatrio, è di nuovo nell’occhio del ciclone dopo la morte di Lassoueed Dhoui, la seconda in due anni dopo quella (mai chiarita del tutto) di Oussama Darkaoui.

    La rivolta
    Una morte, quella del 30enne migrante tunisino, che ha scatenato una rivolta tra gli altri ospiti del

    Dalla Colombia - Frente al gobierno reaccionario, ni resignación ni acciones aisladas: lucha, organización y solidaridad con independencia

    El miedo puede llevar a la inmovilidad, la cual entrega a la clase enemiga la posibilidad de determinar hasta dónde podemos actuar. En cambio, actuar con consciencia y comprender el miedo nos lleva a

    Mobilitazioni in India e nel mondo per i compagni indiani - contro la repressione e in onore ai martiri della rivoluzione

    Birmingham (England): Sit-in against Indian State repression in front of the consulate the 15th of August

    SI MUORE DAL CALDO? NO! UCCISI PER IL PROFITTO

    La guerra sotterranea che i padroni, con l’appoggio di governo e istituzioni, conducono contro gli operai, per sfruttarli il più possibile, conta sempre più morti. Le misure del governo dimostrano di servire solo a mascherare la sostanziale passività dello Stato, che lascia mano libera ai padroni.

    estratti

    "...non si muore dal caldo ma uccisi per il profitto. Non solo nelle campagne che prendono forza lavoro da centri/baraccopoli quali Borgo Mezzanone. Le morti operaie per il caldo sul lavoro sono ovunque, dai cantieri alle fabbriche e le campagne del Nord al Sud, dalle serre a tutti i lavori a forte esposizione e rischio in tutto il paese.
    I dati complessivi (ovvero uccisi per sfruttamento, sommati agli uccisi per il caldo durante lo sfruttamento) forniti dall’Inail sono ridimensionati quasi del 36%. Come fa notare l’Osservatorio Indipendente di Bologna: “i dati ufficiali Inail relativi ai primi 6 mesi dell’anno, registrano 482 decessi, dei quali 126 avvenuti in itinere”. Mentre l’Osservatorio nello stesso periodo ne ha contati 750, dei quali 630 sui luoghi di lavoro. (fino al 30 giugno, poi saliti a 850 ai primi di agosto).

    Ahmed Belkihal, 61 anni origine algerina, si accascia prima di mezzogiorno il 27 luglio e muore in una

    Fare come in Sardegna - rendere difficili le vacanze ai sionisti israeliani

    Vacanze amare in Sardegna per i sionisti, tra bandiere palestinesi e messaggi di pace

    A quanto pare, i sionisti in vacanza non se la passano proprio bene. Secondo quanto riportato qualche giorno fa dal quotidiano israeliano C14, una famiglia convintamente sionista ha vissuto un soggiorno tutt’altro che sereno in Sardegna.

    La famiglia, numerosa e dispersa tra Israele, Francia e Stati Uniti, aveva scelto una delle località più ambite del Mediterraneo per trascorrere qualche settimana di villeggiatura, ignara di ciò che avrebbe incontrato.

    L’articolo lascia presto spazio all’indignazione: lungo tutto il loro percorso, i turisti israeliani si sarebbero imbattuti in numerosi inviti a “sloggiare”, accompagnati da messaggi

    RAI = Radio televisione Israeliana

    Il nodo italiano di Palestine Action ha lanciato una petizione alla Commissione Vigilanza sulla Rai, al consiglio di amministrazione della Rai, all’Ordine dei Giornalisti e all’Usigrai nella quale chiede che cessi la “scorta mediatica” della Rai agli abusi israeliani contro i palestinesi.

    La Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite sul Territorio Palestinese Occupato e Israele ha pubblicato il 23 giugno 2026 un nuovo rapporto, intitolato “L’essenza dell’infanzia è stata distrutta”, in cui conferma — dopo un primo rapporto del settembre 2025 — che le autorità e le forze di sicurezza israeliane continuano a commettere il crimine di genocidio, oltre a crimini contro l’umanità e crimini di guerra, a Gaza e in Cisgiordania.

    Il documento denuncia in particolare l’uccisione mirata di migliaia di bambini palestinesi e la

    Potenza, un’altra morte nel Cpr delle torture di Palazzo San Gervasio - Il governo è l'assassino! E' un'estate tragica per i migranti - GIusta la rivolta! Il Cpr va chiuso!

    Dal blog tarantocontro

    Da Repubblica


    Un tunisino di 30 anni vola dal tetto di Palazzo San Gervasio a due anni dalla morte di Oussama Darkaoui. Gli altri ospiti danno fuoco alla struttura, otto arresti

    Forse si è buttato giù dal tetto (sembra che da poco avesse saputo del prolungamento della sua detenzione di altri tre mesi), forse è caduto accidentalmente. O forse qualcuno lo ha spinto. Il cpr di Potenza San Gervasio, lo stesso da anni al centro di inchieste per morti misteriose e condizioni di detenzione indecorose dei migranti destinati al rimpatrio, è di nuovo nell’occhio del ciclone dopo la morte di Lassoueed Dhoui, la seconda in due anni dopo quella (mai chiarita del tutto) di Oussama Darkaoui.

    La rivolta
    Una morte, quella del 30enne migrante tunisino, che ha scatenato una rivolta tra gli altri ospiti del centro: danneggiamenti, stanze, materassi, suppellettili dati alle fiamme e stamattina in otto sono finiti agli arresti. Lassoued, hanno raccontato agli investigatori i gestori del centro, aveva problemi psichiatrici e dunque l’ipotesi più accreditata è quella del suicidio.

    Gli “eventi critici”
    Se così fosse, il giovane tunisino non sarebbe dovuto neanche entrare a San Gervasio. E i 67 “eventi critici” (così vengono definiti atti di autolesionismo e tentativi di suicidio) registrati dall’inizio dell’anno ad oggi nel cpr famoso per i maltrattamenti e le torture (oltre che per episodi di

    lunedì 10 agosto 2026

    Mobilitazione a Taranto per il 21 agosto e poi a Bari per il 4 settembre

    Mobilitazioni sindacali previste in coincidenza con i Giochi

    Slai Cobas Taranto e Cobas Brindisi e Bari hanno annunciato due giornate di mobilitazione in Puglia: la prima è in programma il 21 agosto a Taranto, in concomitanza con l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, la seconda il 4 settembre a Bari, in occasione dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia, alla quale è prevista la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

    Per l’iniziativa di Taranto, le organizzazioni sindacali indicano come tema principale la situazione occupazionale dell’ex Ilva e delle aziende dell’indotto, richiamando anche il decreto della Corte d’Appello di Milano che dispone la chiusura dell’area a caldo entro il 28 ottobre. Secondo quanto  Redazione corriere di tarantoriportato nel comunicato, la manifestazione sarà dedicata alle richieste di tutela del lavoro, del salario, della sicurezza e della salute per i lavoratori dello stabilimento e delle imprese dell’appalto.

    Nel documento, Slai Cobas e Cobas chiedono inoltre investimenti alternativi e un diverso modello di sviluppo per il territorio, collegando la vertenza di Taranto alla situazione industriale di Brindisi, interessata dalla progressiva chiusura dei comparti energetico e chimico.

    Il comunicato affronta anche il tema delle opere realizzate per i Giochi del Mediterraneo. I sindacati

    Milano, prima applicazione del Decreto Sicurezza: 43 multe fino a 2.400 euro per aver gridato in corteo - Massima solidarietà

    È la prima volta che accade a Milano da quando è in vigore, e per questo va guardata da vicino. 

    La Digos ha notificato 43 sanzioni amministrative, fino a 2.400 euro ciascuna, alle persone identificate durante due cortei non autorizzati della scorsa primavera. La contestazione è l’articolo 654 del Codice Penale, “grida e manifestazioni sediziose”. Si viene puniti, cioè, per gli slogan e i cori scanditi in piazza.

    La notizia è nel meccanismo, non solo nella cifra. La norma sulle “grida sediziose” nasce nel ventennio fascista e viene depenalizzata a fine anni Novanta, sopravvivendo come illecito amministrativo minore, con un’ammenda che andava da 103 a 619 euro. Lo scorso febbraio, il Decreto Sicurezza del governo Meloni ha quadruplicato quella forbice, portandola da 400 a 2.400 euro. Questa pioggia di multe è la prima applicazione in città della norma inasprita: un provvedimento residuale, quasi dimenticato, riesumato e reso concretamente utilizzabile contro chi manifesta.

    I due cortei presi di mira

    Il 13 maggio , a Città Studi, le persone erano scese in corteo in solidarietà con chi è stato colpito dall’inchiesta sul 22 settembre 2025 (l’ultima tranche: dieci misure, sette ai domiciliari e tre con obbligo

    A proposito della strage di Marcinelle, la memoria storica al servizio del presente

    Lo facciamo nel 70° della strage perché quanto successo alla cerimonia di commemorazione è lo specchio da un lato del sistema capitalista e dall'altro l'avanzare della "guerra" e del razzismo ai lavoratori, i migranti, a livello globale lanciata dai governi reazionari e fascisti e in particolare dal fascista governo Meloni. E quanto successo a Marcinelle ne è la spiegazione. Partiamo dalla contestazione a La Russa e l'attacco alla CGIL:

    Marcinelle, scontro tra FdI e Cgil: i belgi voltano le spalle a La Russa

    di Fabrizio Caccia

    La cerimonia a 70 anni dalla strage. Fidanza: vergogna, stava leggendo il messaggio di Mattarella. Meloni si associa. Ma Landini nega: «Non siamo stati noi». E un sindacato rivendica il gesto

    quì emergono alcune questioni: 1) il messaggio di Mattarella, che di fatto rivendica quell'accordo