venerdì 16 ottobre 2026
pc 16 ottobre - MILANO: SCIOPERO/MANIFESTAZIONE STUDENTI! Una bella, colorita, gioiosa, antifascista, antirazzista, contro la guerra e il governo Meloni/Valditara....
ma i temi forti erano la denuncia del fascismo
una denuncia forte del degrado delle scuole dove i soffitti cadono a pezzi, con insegnanti precari e i soldi spesi per la guerracontro la repressione e la necessità di cacciare questo governo fascista
pc 16 ottobre - INDIA: Il governo fascista hindutva mette in atto una repressione a tutto spiano contro le popolazioni che si oppongono alla svendita di terra, acqua, foreste... in nome dello "sviluppo"
"Nelle regioni adivasi ricche di minerali dell'India centrale e orientale, le comunità che resistono all'estrazione mineraria, ai progetti industriali, alle dighe e ad altri grandi sviluppi infrastrutturali affrontano azioni della polizia, procedimenti penali e l'arresto di leader del movimento e difensori dei diritti umani."
Riportiamo il comunicato della Campagna contro la Repressione di Stato (CASR) sugli ultimi attacchi del governo contro le popolazioni
La CASR condanna fermamente l'arresto di quattro attivisti
nell'ambito dell'AP-UAPA, 2014; Esprime solidarietà con il popolo
dell'Arunachal Pradesh che resiste alla proposta della mega-diga di Siang
Nuova Delhi: La Campagna contro la Repressione di Stato (CASR) condanna fermamente la detenzione di quattro attivisti ai sensi dell'Arunachal Pradesh Unlawful Activities (Prevention) Act (AP-UAPA), 2014, per essersi opposti agli studi del rapporto di pre-fattibilità (PFR) relativo al progetto multiuso Siang Upper (SUMP). La CASR si mostra solidale con il popolo dell'Arunachal Pradesh che si oppone
pc 16 ottobre - Torino: incursioni della polizia dentro le scuole occupate. Oggi sciopero
La borghesia teme lo spettro del "fare come in Francia" e si muove con tutto il suo apparato repressivo tra cui la campagna di criminalizzazione della stampa borghese, ma tutto questo non fa altro che alimentare l'incendio della prateria, perchè: "Siam tutti delinquenti solo per il padrone, siamo tutti compagni per la rivoluzione."
Noi lavoriamo con lo spirito di ribellarsi è giusto, ma organizzarsi per il potere proletario è necessario.
Torino: incursioni della polizia dentro le scuole occupate
venerdì 16 ottobre 2026 da InfoAut
Di seguito il comunicato pubblicato dall’Assemblea Studentesca delle scuole di Torino in merito ai fatti degli ultimi giorni.
La quasi totalità delle scuole torinesi è in occupazione a partire dalla settimana scorsa con l’intento di scendere in piazza tutte unite. Licei e istituti tecnici da giorni sono l’epicentro della lotta studentesca contro la riforma Valditara, il razzismo istituzionale, la guerra, la spesa per le armi, per chiedere urgenti
pc 16 ottobre - Ex Ilva Taranto/la cronaca della giornata di ieri a Bari nel racconto di un operaio cigs Ilva AS dello slai cobas presente
Quando la classe operaia si mobilita dimostra che non ha alcun bisogno di dipendere da una classe politica parassitaria al perenne servizio dell’interesse della grande borghesia. Certo, siamo d’accordo che il grande sciopero dei lavoratori dell’ex Ilva avrebbe dovuto avere inizio molto prima che si arrivasse al punto odierno, ma siamo anche d’accordo che meglio tardi che mai. Il grande sciopero (finalmente!) che ha portato al blocco da quattro giorni -al momento in cui scrivo- delle statali 100 e 106 e del varco autocisterne dell’Eni ha cominciato a creare disagi di una certa entità al territorio, dato che sono esse arterie fondamentali per il transito merci e persone e che alle pompe di benzina il carburante inizia seriamente a scarseggiare.
Durante un’assemblea tenuta al presidio dei lavoratori lo scorso martedì, i segretari di Fim-Fiom-Uilm-Usb hanno informato che l’incontro previsto alla Regione Puglia nella giornata di venerdì era stato anticipato al giovedì, un primo risultato di questa straordinaria lotta. Con questo non si sta assolutamente passando per ingenui dicendo che i politicanti di turno si siano messi una mano sulla coscienza, ma vuole invece dimostrare come pruda loro il culo quando la pressione si fa alta.
Questo incontro col presidente della regione ha portato a Bari circa 400 operai determinati a non cedere di un solo millimetro le proprie ragioni, ed una volta arrivati ci si è recati immediatamente sotto il palazzo. Poco dopo l’arrivo il presidente Decaro si è mostrato ai manifestanti prendendo la parola e
giovedì 15 ottobre 2026
pc 15 ottobre - Lo sciopero a oltranza degli insegnanti in Spagna
Il primo giorno 70 % di adesioni. Blocchi stradali delle principali arterie di Madrid.
Manifestanti caricati alla Complutense
Fonti di stamoa e social media spagnoli:
https://www.instagram.com/reel/DeefTA9tSzH/?exln=N3k3MHBpOGt4ZDU2
pc 15 ottobre - Ex Ilva - Cosa dice il decreto truffa del governo
Da ORE 12 del 14.10.26
Diamo un ulteriore aggiornamento dai blocchi degli operai delle Acciaierie di Taranto e dell'Appalto.
Su questo, oggi si fa grande campagna, da parte del governo, della stampa, contro gli operai in blocco, dicendo che stanno togliendo la benzina alla città mettendo in discussione i rifornimenti dei distributori, l'arrivo del gasolio ai pullman, ai mezzi dell'Amiu e anche agli aeroporti vicini. E qualcuno - ultra-speculativo - dice che sta mancando il gasolio agli ospedali, chiaramente si tratta di una menzogna. I blocchi stanno incidendo sulle forniture, e questo era giusto e necessario, ma non è affatto vero che la situazione è quella che viene descritta dalla stampa borghese, a servizio innanzitutto del governo e del Ministero degli Interni che vuole trovare pretesti per costringere i lavoratori a lasciare i blocchi, ipotizzando, come si dice anche ai blocchi, un intervento diretto degli agenti antisommossa. Si tratta di voci su cui neanche noi vogliamo speculare, sapendo che il problema qui è quello della forte resistenza e della lotta degli operai.
Detto questo, oggi le ragioni per bloccare tutto sono aumentate di cento volte, perché il governo sciagurato della Meloni e Urso, con un indirizzo che è condiviso da tutti i governi e rappresenta gli interessi particolari e generali dei padroni, ha partorito nella tarda serata di ieri un decreto che è un rimedio peggiore del male. Bisognerebbe dirgli “lasciate stare, non fate nulla piuttosto che fare decreti di questo genere”.
Cosa si è deciso con questo decreto?
A premessa si dice che il governo interviene sul futuro dell'Ilva con un pacchetto di misure che riguardano la funzionalità degli impianti, il sostegno ai lavoratori, la tutela delle imprese dell'indotto e la reindustrializzazione delle aree disponibili.
Noi dicevamo che gli impianti non dovevano essere messi in riscaldo prima della sentenza della
pc 15 ottobre - Alla manifestazione di ieri a Palermo contro il governo del carovita e del caroprezzi
Ieri pomeriggio siamo intervenuti alla manifestazione promossa da Cgil a Palermo contro il carovita e il caro prezzi, alcune migliaia i manifestanti con diverse delegazioni di lavoratori del pubblico impiego, operai agricoli, una rappresentanza di operai metalmeccanici, lavoratori precari come i riders, lavoratrici scuola, pensionati, giovani.
Abbiamo diffuso al concentramento e lungo un pezzo del corteo tra i lavoratori e lavoratrici un volantone ben accolto contenente un articolo di Controinformazione rossoperaia su " Le balle della Meloni su inflazione e gli interventi spot del governo fondati sul populismo verso le masse, ma in realtà per non andare ad intaccare i profitti dei padroni" così una buona diffusione è stata fatta del giornale stampato di Controinformazione rossoperaia. Questo volantone è stato anche affisso lungo le vie attraversate dal corteo.
pc 15 ottobre - Milioni di poveri e un pugno di ricchi: è il sistema capitalista imperialista che porta alla guerra
Partiamo da uno studio del Politecnico di Milano, che si basa a sua volta su una ricerca del Banco Alimentare, sulla povertà che esiste in questo Paese e sulla ricchezza. Sulla povertà il Banco Alimentare fa un'analisi abbastanza cruda, non che i dati non si conoscessero, per esempio quelli della povertà assoluta, sono anni che si sbandiera come se fosse una cosa normale il fatto che in questo Paese ci siano quasi 6 milioni di poveri assoluti, ”assoluti” significa che non riescono a mangiare tre volte al giorno, 6 milioni sulla popolazione di oramai 58 milioni di persone. Quindi una bella fetta di persone in questo Paese praticamente non riesce a sopravvivere, e siamo una delle potenze industriali del mondo, come va blaterando la Meloni insieme a tutti i suoi accoliti.
In questo studio si dice che il 56% delle persone in povertà assoluta non riceve alcun sostegno alimentare, perché il Banco Alimentare, insieme ad altri enti che si occupano di dare da mangiare ai poveri, come la Caritas e altri enti, non riesce a coprire tutto lo spettro dei poveri. Quindi il 56% rimane fuori mentre si copre, a quanto pare, soltanto il 44%.
Negli anni è cambiata anche la “povertà” che viene registrata in questo Paese e qui si dice che fino a sei anni fa, prima del covid, erano in maggioranza stranieri, senza tetto o anziani a ritirare pacchi pieni di cibo. Oggi il 77% di chi è aiutato in modo continuativo è rappresentato da famiglie con minori, italiani, il 42% in prevalenza al sud, stranieri dove l’incidenza maggiore al nord. Ci sono poi tanti lavori da basso reddito, quelli che in inglese si chiamano working poor dai tempi di Marx comunque e che sarebbero quelli il cui salario è diventato insufficiente a far fronte ai costi della vita soprattutto nelle grandi città, quelli che non riescono, pur lavorando, a risolvere i problemi dell'alimentazione quotidiana.
Praticamente la cifra complessiva di questi che ricevono il pasto quotidiano è di 1.800.000 persone, quindi rispetto ai 6 milioni di poveri assoluti ne rimangono fuori tantissimi.
Ma in un paese imperialista, nel paese del capitalismo/imperialismo, questo per la borghesia è un dato normale da accettare.
Nessuno si mette in testa di propagandare “la fine della povertà” perché per questo sistema la fine della povertà è impossibile. Le famiglie con i bimbi, gli anziani soli, i disoccupati, le madri con figli, malati cronici, c'è una serie di persone che sono costrette ad andare ogni giorno a cercarsi da mangiare presso questi enti.
Qui addirittura si dice che uno stipendio, in particolare al Nord, tra i 1.500 e i 1.800 euro al mese, è sempre più difficile sostenere i costi di un mutuo, dell'affitto, ecc.
Quindi anche persone che potrebbero permettersi sono costretti ad andare in questi luoghi. Nella sostanza quello che manca è diventato un lusso, dove il “lusso” sarebbe la carne, la frutta, il pesce, l'olio, il caffè, lo studio li definisce addirittura “un miraggio”.
Quindi stiamo parlando di una situazione veramente assurda e incresciosa che però, ripetiamo, nel sistema capitalista è considerata assolutamente normale, con cui convivere, di tanto in tanto qualcuno pensa di fare una propaganda attenuando i problemi che ci sono da questo punto di vista. Ma è una presa in giro colossale, sia dal punto di vista strutturale del sistema capitalistico, perché, a parte il fatto che la ricchezza c'è, ma attenuare come? In che forma? Da dove poi li prendi i soldi visto che dici che non ce ne sono?
Quindi serve solo a buttare fumo negli occhi invece a chiunque contesti davvero i dati della borghesia, il modo di essere della borghesia che prevede che ci siano i poveri, che esistano i poveri e questi indistintamente, partiti politici, enti di vario genere, esprimono non solo un pensiero assolutamente inutile, ma l'ironia e il cinismo stanno nel fatto che dall'altro lato abbiamo la ricchezza che aumenta.
pc 15 ottobre - I padroni nel panico per la fine del Pnrr, vogliono i soldi dei conti correnti!
Senza più il Pnrr “È come togliere l'acceleratore. Non ci sarà un crollo degli investimenti, ma l'economia deve trovare altre gambe per crescere. Questa è la sfida vera", dice il direttore generale di Confindustria, Maurizio Tarquini (v. Ansa)
Ma lo ha ribadito
senza sosta anche direttamente il presidente di Confindustria, Orsini!
Insomma sono presi
dal panico della fine dei soldi gratis del Pnnr e chiedono altri interventi per
reperire risorse: "La via è quella di avvicinare il risparmio
privato all'investimento pubblico".
Perché proprio grazie ai soldi pubblici del Pnrr ci sono stati "comparti che si sono retti su incentivi e
pc 15 ottobre - La repressione di massa non ferma la lotta degli studenti in Francia
France : 8000 gardes à vue et 26 détentions provisoires depuis le début de la mobilisation lycéenne
Le 13 octobre 2026, l’acte V de la mobilisation lycéenne a rassemblé jusqu’à 480 000 manifestants à travers le pays pour exiger notamment des moyens pour l’enseignement public, l’abrogation de Parcoursup et la fin de la répression. Partout sur le territoire, de Paris à Toulouse en passant par Lyon et
pc 15 ottobre - Il ministro della guerra Crosetto getta benzina sul fuoco: “Più sicuri con i radar nei Balcani”
In occasione del passaggio di consegne tra comandi Nato per la missione in Kossovo, la Kfor, che adesso passa ad un italiano, il gneerale Vergori, cerimonia tenutasi nella base di Camp Film City di Pristina, ili ministro della guerra Crosetto ha detto: “Proseguiremo anche quando Kfor diminuirà il suo impegno in Kosovo”, lo scopo è “mettere in sicurezza i Balcani, utilizzarli anche in futuro pensando di installare qui radar che ci consentano di difendere questi Paesi sia il nostro, per prevenire minacce.” Ma da dove arriverebbero queste minacce?
E Crosetto lo dice senza pensare minimamente di gettare benzina sul fuoco delle guerre già incorso. “Se si considera che i missili che hanno colpito gli aeroporti in Arabia Saudita hanno raggiunto la velocità di
pc 15 ottobre - 10° lezione su Il Capitale - Ma quanto può durare il tempo di pluslavoro?
pc 15 ottobre - Ex Ilva - una ripresina della produzione solo per fermare la lotta?
infostampa
Gli stabilimenti ex Ilva di Taranto e Genova continueranno a produrre
Gli stabilimenti ex Ilva di Taranto e Genova continueranno a produrre. Per Novi Ligure, invece, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria puntano a individuare una soluzione entro il primo trimestre del 2027, con l’obiettivo di scongiurare la chiusura del sito. È quanto si legge nel documento trasmesso alle organizzazioni sindacali, con il programma degli interventi per contenere gli effetti della contrazione produttiva, salvaguardare i livelli occupazionali e tutelare le imprese dell’indotto.
La comunicazione arriva in una fase delicata della vertenza, mentre a Genova prosegue la mobilitazione dei lavoratori. Dopo tre giorni di presidio in largo Eros Lanfranco, un gruppo di dipendenti ha occupato la Prefettura per protestare contro le prospettive dello stabilimento ligure.
I commissari ribadiscono che le sospensioni tecniche previste tra una fase produttiva e l’altra rientrano in un piano di continuità industriale e occupazionale e non rappresentano una cessazione dell’attività. Per Taranto e Genova è previsto il progressivo richiamo dalla cassa integrazione straordinaria del personale necessario alle lavorazioni.
Taranto, 365mila tonnellate di bramme per la laminazione
Per lo stabilimento ionico il programma si basa sugli accordi di laminazione conto terzi avviati con alcune delle principali imprese siderurgiche italiane. I commissari hanno già sottoscritto con tre società ordini per la laminazione di circa 365mila tonnellate di bramme, quantitativi destinati ad alimentare le successive fasi di lavorazione.
Le prime ricadute organizzative riguardano il personale degli impianti marittimi e del trasporto ferroviario, già richiamato dalla cassa integrazione straordinaria per garantire la movimentazione dei materiali necessari alle attività produttive.
Il programma prevede poi il rientro, nei primi giorni di novembre, dei lavoratori addetti all’esercizio e alla manutenzione del Treno Nastri 2, l’impianto destinato alla laminazione a caldo dei semiprodotti. Si tratta di una fase centrale del calendario operativo predisposto per lo stabilimento di Taranto.
La laminazione delle bramme è programmata dal 10 novembre al 14 dicembre 2026. Al termine delle lavorazioni, entro il 19 dicembre, dovranno essere completate le operazioni di messa in sicurezza degli impianti.
Il piano non si esaurisce con il primo ciclo. Una seconda fase è prevista dal 7 gennaio 2027 per tutto il mese, mentre i commissari stanno lavorando per ampliare gli ordinativi già acquisiti e definire nuovi accordi con altri operatori siderurgici. L’obiettivo è garantire ulteriori lavorazioni per l’intero primo semestre del 2027.
L’estensione dell’attività dipenderà dalla conclusione di queste trattative e dalla disponibilità di nuove commesse. Gli ordini già sottoscritti per 365mila tonnellate rappresentano intanto la base del programma di laminazione avviato per il sito ionico.
Genova, forniture per 35mila tonnellate di coils al mese
Per lo stabilimento ligure i commissari confermano la prosecuzione delle attività sulle linee di zincatura, decapaggio e produzione di banda stagnata fino alla fine di novembre 2026, utilizzando i coils attualmente disponibili e impiegando le maestranze.
Parallelamente, sono in corso trattative avanzate con operatori esterni per nuove forniture e accordi commerciali, anche attraverso la laminazione conto terzi. La conclusione delle negoziazioni è attesa entro circa dieci giorni, ma gli accordi non risultano ancora finalizzati.
L’obiettivo è assicurare a Genova una fornitura di 35mila tonnellate mensili di coils: 25mila destinate alle linee di zincatura e decapaggio e 10mila alla produzione di banda stagnata. Il richiamo del personale necessario alla ripresa delle lavorazioni è previsto a partire dall’11 gennaio 2027.
Tra l’esaurimento dei materiali attualmente disponibili, previsto a fine novembre, e l’avvio delle nuove lavorazioni si renderà necessaria una sospensione tecnica di alcune settimane. Secondo i commissari, la pausa non equivale a una chiusura: le linee dovrebbero riprendere regolarmente l’attività una volta disponibili i nuovi materiali e perfezionati gli accordi commerciali.
Novi Ligure, il nodo dei coils idonei
Più incerta la situazione di Novi Ligure, dove non è stata ancora individuata una soluzione definitiva. I commissari dichiarano di essere consapevoli delle difficoltà affrontate dai dipendenti e confermano l’impegno a individuare condizioni analoghe a quelle previste per Taranto e Genova.
La principale criticità riguarda la disponibilità di coils con caratteristiche tecniche compatibili con gli impianti di laminazione del sito piemontese. L’obiettivo indicato è arrivare, ragionevolmente, entro il primo trimestre del 2027 a una soluzione in grado di sostenere la continuità produttiva.
Al momento, tuttavia, per Novi Ligure non è stato definito un accordo equivalente a quelli già avviati a Taranto o in fase avanzata a Genova.
Il piano per salvaguardare produzione e occupazione
Il documento dei commissari delinea un programma basato sull’acquisizione di commesse e sulle forniture di materiale da parte di operatori esterni, con il progressivo richiamo dalla cassa integrazione del personale necessario alle diverse fasi produttive.
Per Taranto, i passaggi immediati sono già scanditi: richiamo delle maestranze degli impianti marittimi e ferroviari, rientro del personale del Treno Nastri 2, laminazione dal 10 novembre e messa in sicurezza degli impianti entro il 19 dicembre. La seconda fase è prevista a gennaio, mentre proseguono le trattative per ampliare le lavorazioni nel primo semestre del 2027.
Per Genova, la continuità oltre novembre dipende dalla conclusione degli accordi per le forniture di coils. Per Novi Ligure, invece, resta da risolvere il problema dell’approvvigionamento di materiale idoneo.
I commissari confermano che le sospensioni tecniche previste a Taranto e Genova non costituiscono una cessazione dell’attività, ma intervalli funzionali all’organizzazione delle successive fasi produttive. Il piano punta a contenere gli effetti della contrazione produttiva e a tutelare l’occupazione e l’indotto, ma la sua attuazione dipenderà dalla disponibilità dei materiali e dal perfezionamento degli accordi commerciali ancora in corso.
pc 15 ottobre - La protesta non è reato - Sciopero generale in Toscana con una partecipata manifestazione

contro le denunce del 3 ottobre, contro i decreti di sicurezza, in occasione delle due udienze preliminari del 12 e 14 ottobre.
La mobilitazione ha raccolto l’impegno preso il 24 gennaio quando al termine di una grossa manifestazione contro ‘la repressione del dissenso’ in solidarietà ai 37 manifestanti pro Palestina denunciati in seguito alla forte mobilitazione del 3 ottobre scorso contro il genocidio in Palestina e contro il governo Meloni nella giornata di sciopero generale nazionale con le vaste protesta nelle piazze, nelle autostrade, nelle stazioni, Cgil Toscana aveva dichiarato di essere pronta ad indire uno sciopero generale regionale se dalle indagini si fosse passati al rinvio a giudizio di chi aveva manifestato.
































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