giovedì 26 febbraio 2026

pc 26 febbraio - Boicottare i campionati mondiali di calcio asserviti dalla Fifa a Trump - campagna internazionale

 

“Pensano solo ai soldi. Premio pace per la Fifa? Una vergogna”: Fonseca attacca Trump e Infantino

L'ex allenatore di Roma e Milan ha parlato a quattro anni dalla guerra in Ucraina: la moglie è infatti di Donetsk
“Pensano solo ai soldi. Premio pace per la Fifa? Una vergogna”: Fonseca attacca Trump e Infantino

pc 26 febbraio - Formazione rivoluzionaria delle donne - Interventi sulla FRD su "Patriarcato e capitalismo"

 Stanno pervenendo degli interventi/commenti riferiti ai 3 testi della FRD su "Patriarcato e capitalismo" - Li pubblichiamo, invitando altre, altri a inviare propri interventi - Si tratta di un dibattito serio che ha "ricadute" nella lotta delle donne e più in generale nella lotta proletaria rivoluzionaria. 

https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2026/02/formazione-rivoluzionaria-delle-donne_26.html

Dal blog femminismorivoluzionario

pc 26 febbraio - Sanremo, blitz di Extinction Rebellion contro l’Eni. Il poliziotto agli attivisti: «Durante un controllo non avete alcun diritto» – Il video


Il movimento ambientalista accusa l'azienda italiana di greenwashing. Tredici persone sono state portate in commissariato per un fermo identificativo

Nella serata inaugurale del Festival di Sanremo, davanti al Teatro Ariston, un gruppo di attivisti di Extinction Rebellion ha inscenato una protesta contro Eni, tra i principali sponsor dell’evento. L’azione è scattata sul green carpet, con l’obiettivo di denunciare «le politiche ecocide e le operazioni di greenwashing» legate ai grandi player energetici, Eni in testa. I manifestanti – una decina in tutto – hanno superato le transenne prima di essere allontanati dalla sicurezza privata e dalle forze dell’ordine. In un video diffuso dal movimento si sente un agente rispondere così agli attivisti che avevano il telefono acceso e chiedevano quale fosse il loro status giuridico: «Durante un controllo di polizia non avete nessun diritto».

Sei ore in commissariato e il foglio di via

Tredici persone sarebbero state trattenute e poi portate in commissariato per un fermo

pc 26 febbraio - Sulla guerra narcos/stato in Messico - un testo dei compagni del Messico Sol Rojo - per il dibattito

 Sobra la guerra narcos/ estado en mexico -texto de sol rolrojo mexico - por debate

México. En un capítulo más de la injerencia del imperialismo yanqui y el recrudecimiento de la guerra contra el pueblo, la mañana de este domingo 22 de febrero la noticia sobre el asesinato de uno de los capos más buscados en México y el mundo conmocionó al país, no solo por su relevancia, sino también por la organización del operativo y la respuesta del crimen organizado que se hizo patente en más de 21 estados de la república.

Veamos los aspectos generales sobre el operativo: 1) La Secretaría de la Defensa Nacional emitió un comunicado informando que… “con trabajos de inteligencia militar central, del Centro Nacional de Inteligencia y de la Fiscalía General de República (FEMDO), Fuerzas Especiales del Ejército Mexicano planearon y ejecutaron una operación en Tapalpa, Jal., en la que intervinieron diversas aeronaves de la Fuerza Aérea y la Fuerza Especial de Reacción Inmediata de la Guardia Nacional para lograr la detención de Ruben “N” (a) Mencho”. 2) En el mismo documento se revela que… “para la ejecución de esta operación, además de los trabajos de inteligencia militar central, dentro del marco de coordinación y cooperación bilateral con los EUA, se contó con información complementaria por parte de autoridades de ese país”. 3) Acentuando lo anterior, Karoline Leavitt, vocera de Donald Trump, reaccionó diciendo que el presidente de los EEUU “elogió y agradeció a los militares mexicanos” y confirmó que su gobierno “brindó apoyo de inteligencia a las fuerzas federales en México”. 4) Para sorpresa de nadie, se ha confirmado la existencia y operación de una la Fuerza de Tarea Conjunta Interagencial contra los Cárteles (Joint Interagency Task Force–Counter Cartel), compuesta por elementos de diversas corporaciones federales estadounidenses que operan en territorio nacional mexicano realizando mapeos y análisis de contexto militares. 5) La Sheinbaum, y Harfuch han

pc 26 febbraio - L’Amministrazione Trump prevede di costruire una base militare per 5.000 persone a Gaza

Gaza – QudsNews. L’amministrazione Trump sta pianificando la costruzione di una base militare a Gaza per ospitare fino a 5.000 persone e che si estenderebbe su oltre 350 acri, secondo documenti contrattuali del cosiddetto “Board of Peace”, una mossa criticata come un atto di occupazione.

Secondo i file, esaminati dal Guardian, il sito è concepito come una base operativa militare per una futura Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF), prevista come forza militare multinazionale.

I piani prevedono la costruzione graduale di un avamposto militare che avrà infine un’estensione di 1.400 metri per 1.100 metri, circondato da 26 torri di guardia corazzate montate su rimorchio, un poligono per armi leggere, bunker e un magazzino per attrezzature militari destinate alle operazioni. L’intera base sarà circondata da filo spinato.

La fortificazione è prevista in una distesa arida e pianeggiante nel sud della Striscia di Gaza, disseminata di cespugli di atriplice e ginestre bianche, e costellata di metallo contorto a causa di anni di bombardamenti israeliani.

Il Guardian ha esaminato un video dell’area. Una fonte vicina alla pianificazione ha riferito che un piccolo gruppo di donatori– società di costruzioni internazionali con esperienza in zone di guerra – ha già visitato l’area durante un sopralluogo.

Il “Board of Peace” è incaricato di supervisionare la governance nella Striscia di Gaza come parte di un piano di “pace” guidato dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra genocida israeliana. Trump ha offerto seggi nel consiglio a figure come il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e crimini contro l’umanità a Gaza.

pc 26 febbraio - Campagna di intimidazioni e aggressioni fasciste protette da polizia e governo in Francia

 ⚡️“Sei un rosso?”, “Sei membro del Partito Comunista?” — i neonazisti hanno dato la caccia ai membri della sezione locale della Jeunesse Communiste a Tours


I destrorsi si sentono autorizzati a tutto dopo l'attacco mortale a Cantenac Derangé, un giovane attivista neofascista, il 12 febbraio.


1️⃣Il 19 febbraio, di notte, i neofascisti hanno individuato uno dei membri della Jeunesse Communiste di Tours che tornava a casa in bicicletta e l'hanno aggredito.


2️⃣Nella notte tra il 21 e il 22 febbraio a Tours, un autobus su cui erano saliti due membri della Jeunesse Communiste è stato inseguito da diversi estremisti di destra in auto. Quando uno di loro è sceso, è stato teso a terra, picchiato da persone incappucciate e armate che hanno filmato l'attacco e gli hanno sottratto i documenti, dove era indicato il suo

pc 26 febbraio - Sabato 28 febbraio corteo a Milano – Domenica 1° marzo presidio al carcere di Terni per Mohammad Hannoun

 DUE GIORNATE DI MOBILITAZIONE

CONTRO IMPERIALISMO, SIONISMO, GUERRA E IL GOVERNO MELONI ALLEATO E COMPLICE NEL GENOCIDIO PALESTINESE

IN SOLIDARIETA’ AI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI IN ITALIA E NELLE CARCERI SIONISTE

SABATO 28 FEBBRAIO corteo a Milano

DOMENICA 1° MARZO presidio al carcere di Terni per Mohammad Hannoun

Dopo l’intensa giornata di solidarietà militante di sabato 21 nella quale si sono svolte iniziative davanti alle carceri di Ferrara, Rossano, Melfi e Pescara invitiamo tutte e tutti a partecipare al corteo di Milano organizzato per sabato 28 febbraio dall’ Associazione Palestinesi in Italia e dall’ Associazione delle Donne Palestinesi. Il corteo partirà alle ore 15 da piazza Duca D’Aosta per terminare in via Venini davanti alla sede dell’Associazione benefica di solidarietà del popolo palestinese chiusa dalla magistratura dopo la criminale montatura giudiziaria che ha portato agli arresti del 27 dicembre di Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser Elasaly e Riyad Albustanji. In questo momento sono ingiustamente detenuti nelle carceri italiane dopo vergognosi processi farsa anche Anan Yaeesh, Ahmad Salem e Tarek Dridi. 

LA SOLIDARIETA’ NON È REATO – LA RESISTENZA NON È TERRORISMO

LIBERI TUTTI SUBITO!

LETTERA DI SALEM DAL CARCERE DI ROSSANO




pc 26 febbraio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - USA: la corte suprema boccia i dazi del nazi-imperialista Trump che rilancia la "guerra commerciale"

 

pc 26 febbraio - Ucraina, una guerra inter-imperialista di spartizione sulla pelle di proletari e popoli

 

Torniamo sulla “guerra a pezzi”, concetto che utilizziamo per definire la tendenza alla guerra imperialista mondiale verso cui i governi imperialisti - e tutto il sistema imperialista - stanno trascinando i popoli, le masse, i lavoratori. Ci occuperemo di un “pezzo” di questa guerra che è l’Ucraina, sostenuta ed armata da un lato dagli imperialisti della cordata occidentale a guida americana, con il nazista Trump oggi al governo, e dai governi imperialisti europei e dall’altro con la Russia che proprio 4 anni fa iniziava l’aggressione dell’Ucraina, un’aggressione imperialista come risposta all’accerchiamento anti-Russia del blocco imperialista USA/NATO/UE.

Non hanno alcuna intenzione i governi imperialisti di mettere fine a questa guerra anzi, perché dietro le guerre essi devono fare realizzare profitti ai padroni delle armi, agli immobiliaristi, alle banche, alla finanza, in ballo ci sono risorse energetiche e componenti necessarie alle industrie come le terre rare. Quindi profitti significano economia di guerra e una nuova spartizione del mondo, un nuovo ordine mondiale verso cui stanno marciando gli imperialisti e che ora sta facendo saltare le loro alleanze consolidate dopo la Seconda Guerra mondiale.

Per il nemico dei popoli n°1, l’imperialismo americano, si tratta di intervenire in una nuova fase, che era partita con Biden e ora sta continuando con Trump, era partita con lo scontro militare aperto con la Russia e ora cerca intese con la stessa Russia di Putin per una spartizione del mondo, per sottrarla dall’asse con la Cina e per non avere ostacoli nell’attacco all’Iran e agire su tutto il continente americano così come l’Indo-Pacifico e l’Artico.

Ora in Ucraina si continua a morire sotto le bombe mentre non si parla di negoziati per il cessate il fuoco ma si parla di annessioni territoriali, c’è in ballo il Donbass e i territori a cui punta la Russia non occupati militarmente, la presenza di truppe, le “solide garanzie di sicurezza” di cui parla Zelenskj che implichino un intervento militare europeo e statunitense contro la Russia in caso di nuova aggressione, praticamente stanno creando le condizioni perché essa sia l’anticamera di una nuova offensiva. La cosiddetta «coalizione dei volenterosi», promossa in particolare da Francia e Regno Unito, è disposta a schierare una forza multinazionale perché ci sono profitti da mettere in sicurezza legati alla ricostruzione ucraina.

I governi imperialisti riuniti alla Conferenza di Monaco non hanno voluto i negoziati perché è sulla guerra che puntano. La Russia è in grado di portarla avanti per altri 2 anni - si legge sulla stampa - , lo stesso segretario di Stato americano, Rubio, durante la Conferenza di Monaco ha preso l’aereo per incontrare Orban, l’alleato-servo su cui Trump può contare che ha bloccato il pacchetto di aiuti della Ue a Kiev (90 miliardi) e le nuove sanzioni europee a Mosca. L’Unione europea non esiste come polo

pc 26 febbraio - Contro l'infame alleanza Modi/Netanyahu - il sostegno sin dal primo momento e in tutte le forme alla resistenza palestinese da parte dei maoisti indiani






pc 26 febbraio - Modi difende apertamente alla Knesset israeliana il genocidio del popolo palestinese e ribadisce l'unità e la collaborazione contro l'estremismo e il terrorismo - nomi con i quali intendono la resistenza palestinese e le masse indiane in armi guidate dai maoisti

India’s Modi tells Israel’s Knesset

Prime Minister Narendra Modi hailed the ‘vital’ partnership between Israel and India.

Israel's Prime Minister Benjamin Netanyahu greets Indian PM Narendra Modi during a special session of the Knesset
Benjamin Netanyahu, left, greets Narendra Modi during a special session of the Knesset, February 25, 2026

Indian Prime Minister Narendra Modi defended Israel’s devastating war on Gaza, saying it stands by the country “with full conviction” – despite accusations of genocide against the Palestinian people.

Modi gave a speech to the Knesset, or parliament, on Wednesday, the first day of his two-day visit, and received a standing ovation as he stressed India’s enduring support for Israel.

Islamabad, Pakistan – When Indian Prime Minister Narendra Modi stepped off the plane in Tel Aviv on Wednesday for his second visit to Israel, and the first by any Indian premier since his own landmark trip in 2017, the symbolism was unmistakable.

He was given a red-carpet welcome by Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu, a head of government who is facing an International Criminal Court arrest warrant and prosecuting a war in Gaza that much of the world has condemned as genocide. 

https://www.youtube.com/watch?v=alZ5cRRpKIw 

"We Felt Your Pain" PM Modi Condemns Hamas Attack, Promises United Front Against Terror

 https://www.youtube.com/watch?v=0gOzLVq3C8g -

pc 26 febbraio - Contro l'alleanza infame fascio/imperialista Modi/Netanyahu sostenere la lotta del popolo palestinese e delle masse popolari indiane in armi

Modi e Bibi, accordi miliardari e un «asse delle nazioni»

Da Il manifesto
GRANDE MEDIO ORIENTE Il premier indiano arriva in Israele: sul tavolo un’alleanza da opporre ai paesi sunniti
Lo chiamano il viaggio della «svolta» nelle relazioni già strette tra due paesi in possesso di armi atomiche che non hanno mai firmato il trattato di non proliferazione nucleare. Durante la sua visita oggi e domani in Israele, Narendra Modi approfondirà ed espanderà i legami strategici e la cooperazione in materia di difesa con Tel Aviv, a partire dai sistemi antimissili balistici per finire con armi laser, razzi a lungo raggio e droni. Obiettivi quindi ben più ampi di quelli del luglio 2017, quando il primo ministro indiano effettuò la sua prima visita nello Stato ebraico firmando con Benyamin Netanyahu accordi per un valore di 13 milioni di dollari in sviluppo satellitare, agricoltura e acqua, insieme alla creazione di un fondo di investimento congiunto da 40 milioni di dollari. Otto anni dopo Modi punta ad intese molto più ricche che nella Difesa varranno circa dieci miliardi di dollari nei prossimi anni. Ma la visita dovrebbe aprire le porte anche a un importante sviluppo dell’alleanza tra Israele e India in termini geopolitici riguardo il controllo strategico di un’area vasta che include il Mediterraneo orientale, il Medio oriente, l’Asia meridionale e l’Oceano indiano. Almeno così progetta Netanyahu che domenica scorsa ha parlato della costituzione, assieme all’India e altri Stati, anche arabi (gli Emirati?), di un «Asse delle Nazioni» contro paesi «ostili» (con la Turchia in testa), che a suo dire intenderebbero circondare Israele con un «Muro sunnita».
Oggi subito dopo l’atterraggio, Modi incontrerà Netanyahu per un primo scambio di vedute sulle

mercoledì 25 febbraio 2026

pc 25 febbraio - Valditara, Nordio, Piantedosi, giù le mani dalla scuola!


Quello che sta avvenendo nelle scuole è assolutamente inaccettabile: vengono fissati divieti di fare assemblee sulla Palestina mentre a Pompei arriva il ministro Nordio e gli studenti vengono precettati per andarlo a sentire. Il governo mette le mani sulla scuola e impone che le scuole non parlino dei diritti degli studenti, dei diritti umani, non parlino di Palestina, non prendano posizione e invece dovrebbero diventare un megafono del governo accompagnati dalla complicità delle autorità scolastiche che per paura o perché sono della stessa idea del ministro fanno di tutto per far passare nelle scuole il divieto di pensare, il divieto di esprimere posizioni, il divieto di formarsi alla luce dei fatti e non all'ideologia reazionaria che pratica questo governo.

"L'invito" per la partecipazione all’arrivo del ministro fatto dalla scuola di Pompei è un'aperta strumentalizzazione di una funzione istituzionale per una propaganda politica che, per di più nel caso del referendum, è una propaganda al servizio di delinquenti e corrotti e di coloro che dal governo, dai banchi del Parlamento e dai centri dell'economia, della stampa, perseguita il crimine - questo sì che è il vero crimine - di asservire la magistratura agli interessi del governo che è il vero scopo della riforma Nordio e dello stesso referendum che, lungi dall’essere plebiscitario, sta trovando una serie di opposizioni.

Questo è stato scritto e inviato ai docenti: “sarebbe bello che partecipasse una nutrita rappresentanza

pc 25 febbraio - Il discorso integrale del regista palestinese siriano Abdallah Al-Khatib alla Berlinale

Chi è Abdallah Al-Khatib è di quale assedio parla il suo film

Chronicles from the Siege è lo sviluppo cinematografico di un precedente cortometraggio del regista siriano-palestinese, Little Palestine: Diary of a Siege (2021). Non trae dunque spunto diretto dall’assedio di Gaza, come immediatamente si sarebbe potuto pensare, bensì da quello del campo profughi di Yarmouk, in Siria; prima che il regime terroristico, criminale, dittatoriale fascista di Bashar al Assad lo cingesse d’assedio e in seguito radesse al suolo, Yarmouk rappresentava il più grande campo profughi palestinese del mondo, con oltre 160 mila abitanti palestinesi – il nucleo storico dei quali aveva trovato rifugio a Yarmouk dopo la Nakba, la grande pulizia etnica dei palestinesi del 1948 – e oltre un milione di abitanti in totale.

Al-Khatib, nato a Damasco, aveva filmato in tempo reale l’assedio del febbraio 2014, quando Assad bloccò tutte le vie di uscita e di accesso al campo (lo stesso ha fatto con molte altre città siriane, come ricorda nel suo libro “Siria, il giorno dopo” la giornalista italo-siriana Asmae Dachan”, producendo un massacro del suo stesso popolo di proporzioni inaudite). Gli abitanti del campo profughi, che si erano sollevati contro il regime partecipando alla rivoluzione siriana, furono privati di acqua, cibo e impossibilitati a contattare il mondo esterno.

Nel 2026, dopo il genocidio dei palestinesi di Gaza, la valenza universale di quella storia, della storia

pc 25 febbraio - Rogoredo dimostra chi sono i delinquenti che il governo intende proteggere con lo scudo penale

ORE12 Controinformazione rossoperaia del 24.02.26

Tocca ancora occuparci del crimine poliziesco commesso a Rogoredo.

Ormai tutta la stampa, compreso i farabutti al governo, Meloni, Salvini, Piantedosi, sono costretti ad ammettere che lo sbirro assassino è complice nello spaccio, ricattatore dei migranti, ed è l'unico responsabile della morte di Abderrahim Mansouri.  Abderrahim Mansouri poteva essere salvato ma il criminale in divisa non ha fatto assolutamente niente per salvarlo. E alcuni poliziotti hanno coperto questo crimine e sono complici di questo crimine.

I crimini polizieschi sono una costante in questo paese, gli sbirri assassini non sono “mele marce”, come dice Salvini, ma una parte consistente dei poliziotti che attraverso le leggi e la tutela che ricevono ancor più da questo governo, dai suoi ministri, si permettono di fare tutto, massacrano i manifestanti, perseguitano gli immigrati, commettono omicidi, sono corrotti e legati ad affari. E' una fetta larga dei poliziotti e delle forze dell'ordine di questo tipo, è inutile che lo nascondino. Così il famoso Cinturrino, questo criminale in divisa, è impossibile che potesse fare tutto quello che ha fatto senza che ne fossero a conoscenza i suoi colleghi, anzi, quando i suoi colleghi sono stati chiamati a essere complici lo hanno fatto eccome; così come non è possibile che non fossero a conoscenza i superiori, che non lo fossero le autorità della caserma. Quindi non si può ridurre tutto alla “mela marcia”, è tutta la questura impegnata nella vicenda di Rogoredo - un'associazione a delinquere e che non esita ad uccidere, a fare crimini, per difendere questo Stato. 

Ed è evidente che proprio per questo, questo Stato, questo governo non hanno alcun diritto di procedere lungo la strada dei decreti sicurezza, dei fermi di polizia che vogliono dare ai poliziotti; armi di pressione, di ricatto e di persecuzione di coloro che fanno le lotto sociali e che sono infinitamente la parte migliore che c'è in questo Paese. 

Per questo è necessario che tutti scendano in campo su questa questione, che non si accetti la logica delle “mele marcia” e che tutti dicano chiaro che uno scudo penale è una licenza di uccidere, è una licenza dei poliziotti di poter continuare a fare attività criminale.

Ma, attenzione, chi semina vento raccoglie tempesta, perché i proletari, coloro che lottano, i giovani hanno il diritto di autodifendersi, hanno il diritto di far rispettare le libertà democratiche, le libertà di mobilitazione, di associazione, di protesta, per di più proteste altamente al di sopra della morale dello Stato, della morale di questo governo, della morale delle cosiddette “sue” forze dell'ordine, da un punto di vista della giustizia, da un punto di vista dell'umanità, da un punto di vista della lettera della Costituzione. Queste leggi forcaiole contro le manifestazioni e i diritti delle persone, queste manifestazioni da Stato di Polizia, da dittatura fascista devono essere fermate, costi quel che costi.

Torino ha dimostrato che è possibile realizzare grandi manifestazioni su questo e non accettare i divieti e lo Stato d'assedio che poliziotti vogliono fare quando si tratta di manifestazioni.

Noi continuiamo a rivendicare con forza gli scontri di Torino, la bruciatura del blindato, il ripagare il poliziotto con la stessa moneta, era andato per picchiare che è stato picchiato. Queste azioni vanno apertamente rivendicate, altro che chiacchiere! Invece non deve passare in nessuna maniera la dissociazione da esse, perché è un'arma data al governo per dividere i buoni e i cattivi, e giustifica l'azione del governo.

Chiaramente questo non vuol dire che siamo oggi in condizione di rispondere alla violenza poliziesca e che non sia necessario il più ampio fronte di lotta rispetto ai provvedimenti della polizia dei decreti sicurezza.

L'ampiezza del fronte di lotta e l'utilizzo di tutte le forme di lotta per fermare i decreti sicurezza non contraddice il fatto che i diritti si difendono esercitandoli, chiamando le cose per nome, e soprattutto la scandalosa copertura delle forze di polizia da parte degli apparati dello Stato e dei suoi ministri diventati dei veri banditi al governo, dei veri criminali che incitano alla repressione e alla criminalità.

Per questo noi appoggiamo tutte le manifestazioni che anche a Milano devono assediare le caserme, la caserma Rogoredo è un covo di criminali che ha protetto un assassino. Su questo vogliamo essere chiari e determinati?

pc 25 febbraio - MODI in Israele - l'alleanza infame del regime sionista di tipo nazista di Netanyahu e regime fascista indutva all'insegna di armi, affari, massacri e genocidio dei popoli, palestinese e masse indiane indigene


 

pc 25 febbraio - ancora morti sul lavoro - al porto di livorno sciiopero immediato - infosolidale

 

Livorno. Incidente mortale nel porto. Sciopero immediato

Ieri pomeriggio un lavoratore di 31 anni, un pilota marittimo, è deceduto nel porto di Livorno. Ennesima tragedia nel nostro scalo che si va ad aggiungere alle decine di incidenti sul lavoro che vengono periodicamente segnalati.

USB ha proclamato sciopero immediato per tutto il personale portuale e marittimo. Uno sciopero di 24 ore che partirà dalla mezzanotte del 24 febbraio, alle 00 di oggi 25 febbraio.

Saranno garantiti i servizi pubblici essenziali.

USB si stringe al dolore dei familiari, della moglie e dei colleghi del lavoratore deceduto.

Basta morti sul lavoro

pc 25 febbraio - Un report riferisce di decine di giornalisti palestinesi picchiati, affamati o violentati. IL GENOCIDIO, LA VIOLENZA, LA BARBARIE SIONISTA DA OCCULTARE

 

Il campo di prigionia Sde Teiman .

19 febbraio 2026 The Guardian

Un rapporto sostiene che quasi 60 giornalisti palestinesi detenuti nelle carceri israeliane dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 sono stati picchiati, affamati e sottoposti a violenza sessuale, incluso lo stupro.

Il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha esaminato decine di testimonianze, fotografie e cartelle cliniche che documentano quelli che descrive come gravi abusi da parte di soldati e guardie carcerarie israeliane ai danni di giornalisti palestinesi. Il rapporto si basa su interviste approfondite condotte su 59 giornalisti palestinesi. Degli intervistati, 58 hanno riferito di essere stati sottoposti a quelle che hanno descritto come torture durante la custodia israeliana.

Sebbene le condizioni variassero nelle diverse strutture, i modi raccontati dagli intervistati – aggressioni fisiche, posizioni di stress forzato, deprivazione sensoriale, violenza sessuale e negligenza medica – erano sorprendentemente concordi”, afferma il rapporto.

Sia il servizio carcerario israeliano che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno respinto fermamente le accuse.

Il giornalista Sami al-Sai, che ha collaborato con l’emittente qatariota Al Jazeera Mubasher e l’emittente locale Al-Fajer TV, ha dichiarato di essere stato portato in una piccola cella nel carcere di Megiddo dove i soldati gli hanno strappato pantaloni e biancheria intima e lo hanno stuprato con manganelli e altri oggetti.

Non ho parlato con nessuno all’interno del carcere di quanto accaduto, tranne che con due detenuti anziani che sono in carcere da 25 anni”, ha dichiarato Sai.

Nel dicembre 2025 la giornalista tedesca Anne Liedtke, arrestata a bordo di una flottiglia diretta a Gaza, ha affermato di essere stata violentata dai soldati israeliani durante la detenzione. Il giornalista italiano Vincenzo Fullone e l’attivista australiana Surya McEwen hanno mosso accuse simili.

pc 25 febbraio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Ucraina, una guerra inter-imperialista di spartizione sulla pelle di proletari e popoli

 

pc 25 febbraio - Perchè Israele è uno stato terrorista di tipo nazista e deve essere distrutto - lo spiegano loro stessi...

Nel 1948, la maggior parte dei palestinesi fu espulsa dalla propria patria. Eppure il mondo non ha mai smesso di esprimere solidarietà al giovane Paese contro cui gli arabi ‘si erano ribellati per distruggerlo'”. Così Odeh Bisharat

“Ora tutto è cambiato. L’approccio è cambiato completamente. Non ci sono più pianti e lamenti. Ora il governo Netanyahu e parte dell’opposizione stanno mostrando il loro volto aggressivo e messianico, come a dire al mondo: abituatevi al nostro nuovo volto. Se vi piace, bene, e se non vi piace, “andate ad asfaltare il mare”, come dice il proverbio arabo” [cioè fatevene una ragione et similia ndr.].

“[…] La nuova tendenza è quella di essere rozzi, violenti e privi di empatia per la sofferenza altrui. Ed è tutto pubblico […] Se si prendono le loro dichiarazioni [dei politici ndr] e le loro campagne di demonizzazione contro i palestinesi, si potrebbero redigere accuse a nastro per la corte – quella dell’Aja, ovviamente. Non c’è bisogno di sforzarsi per ottenere una dichiarazione agghiacciante qui, un po’ di istigazione sgradevole lì. Basta registrare e tremare”.

Due la ragioni di tale cambiamento. “La prima è l’ebbrezza del potere. Faremo tutto ciò che ci aggrada