sabato 6 giugno 2026

pc 6 giugno - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Oggi alla manifestazione di Amendolara, corrispondenza da Taranto

 

pc 6 giugno - In nome dei 4 lavoratori braccianti uccisi da caporali e dai loro mandanti i padroni dello sfruttamento/schiavista - Oggi ad Amendolara

 

pc 6 giugno - Oltre 60 denunce e multe a Pisa - la repressione in servizio permanente effettivo - info solidale

In questi giorni è arrivata una vera e propria pioggia di denunce e sanzioni pecuniarie ad attiviste e attivisti di vari movimenti e organizzazioni di Pisa. Si tratta di un insieme di oltre 140 ipotesi di reato per 54 persone, a cui vanno aggiunte diverse multe, per un totale di oltre 60 misure riguardanti una serie di iniziative e manifestazioni che vanno dal luglio 2025 a questa primavera.

Il carattere repressivo e intimidatorio è evidente, sia nella mole degli atti contestati e del danno economico annesso per vicende che si sono svolte in maniera assolutamente pacifica, sia nell’aver sparato nel mucchio cercando di portare a processo una lunga sfilza di soggetti per eventi che si svolti nel corso di una decina di mesi.

pc 6 giugno - Ilva "Ambiente svenduto" - Un processo al processo - Ma solo lo Slai cobas e le sue parti civili sono presenti, fanno presidi, denunciano

Ormai il processo "Ambiente svenduto" non è più un processo/atto d'accusa contro i padroni Riva, i loro complici, responsabili di sfruttamento, morte dentro la fabbrica e nei quartieri vicini, di repressione verso i lavoratori che denunciavano, di disastro ambientale, di associazione a delinquere, ecc, ecc.,

sta diventando in realtà un "PROCESSO AL PROCESSO". Un processo ai giudici di Taranto, agli operai e abitanti dei quartieri, alle parti civili. 

Un processo che da essere "la madre di tutti i processi" di questo tipo, con condanne esemplari, sta diventando "la madre di tutte le ingiustizie di classe"! 

Ma c'è solo lo Slai cobas e le sue parti civili, i suoi avvocati che sono presenti alle udienze, denunciano, fanno presidi davanti al tribunale di Potenza, come è accaduto anche ieri, con la solidarietà, presenza di rappresentanti di operai della Stellantis, di compagne di Potenza, di giornalisti democratici.

Un processo che a Potenza, dopo 12 anni dal suo inizio a Taranto, ha già portato per le infinite prescrizioni a passare da 52 imputati a 16 imputati e da 4 società a una sola: Ilva Spa (che in cassa ha solo debiti e quindi non potrà mai risarcire le parti civili). 

Un processo che ha archiviato la strgrande maggiorparte dei reati, tra cui associazione per delinquere, rimozione od omissione dolosa di cautela sui luoghi di lavoro e concussione, ecc, ecc, che per vari reati ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti dei principali imputati, come Nicola Riva, Fabio Riva, l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, l’avvocato Francesco Perli. Resta per ora  solo "disastro ambientale" e i 2 omicidi degli operai Zaccaria e Marsella.

Un processo che si svolge nella spudorata "tranquillità" per gli avvocati dei padroni assassini, che parlano quanto e come vogliono, mentre gli avvocati di parte civile vengono bloccati dal presidente della Corte d'Assise; un processo che, a parte lo Slai cobas e di volta in volta alcuni suoi lavoratori, vede invece la totale assenza delle altre parti civili e dei loro stessi avvocati, dai sindacati confederali, alle varie associazioni, ecc.  

Ma non basta! Nell'udienza di ieri si è assistito ad un nuovo colpo di mano degli avvocati degli imputati. Ritornando sulla questione dell'art. 11, trasferimento del processo dalla sua sede, legittima, Taranto, hanno usato questo per dire che non solo il processo di 1° grado va annullato (come è avvenuto) ma tutta l'inchiesta Todisco, tutte le indagini dei periti della Procura, tutta la documentazione dei Rapporti Sentieri, vanno annullati, cancellati; e che, quindi, se dovesse passare questa linea, il processo a Potenza dovrebbe ricominciare da prima dell'inchiesta Todisco, praticamente dal 2010! 16 anni verrebbero cancellati! Anni di sfruttamento, di fatica , di morte, di tumori che non sarebbero mai esistiti. NON C'E' VERITA' E GIUSTIZIA, NIENTE RISARCIMENTI!

Si è arrivati nell'udienza di ieri a sentire che anche la Todisco, anche l'ex Procuratore Sebastio, ogni giudice, PM respiravano l'aria inquinata di Taranto, e quindi "non erano superpartes"; perchè alcuni giudici avevano la casa ai Tamburi (e, colpa loro, se non si erano venduti la casa prima delle udienze preliminari, ecc. ecc.).

E questi miseri avvocaticchi, pagati lautamente hanno potuto dire queste oscenità, e gli unici a contestarli eravamo noi fuori il Tribunale e dentro l'aula (dove sono comparsi subito tre poliziotti della Digos pronti a cacciare dall'aula la rappresentante dello Slai cobas).  

Una cosa inaccettabile; un'altra condanna di operai, di cittadini! 

VI RENDETE CONTO TUTTI? VOGLIAMO NON FARLI STARE TRANQUILLI)

VOGLIAMO ESSERE ALLA PROSSIMA UDEINZA DEL 19 GIUGNO per impedire che possa esserci la scandalosa decisione di annullare 16 anni e ricominciare dal doppio zero? 

SLAI COBAS ILVA/APPALTO - TARANTO

Nei prossimi giorni pubblicheremo materiali, interventi dei nostri avvocati  

venerdì 5 giugno 2026

pc 5 giugno - Bergamo: l'esempio di repressione generale - Palermo: il punto della lotta contro la guerra, solidarietà con la Palestina - Linea e azione di proletari comunisti

Bergamo

La questione della repressione vogliamo trattarla a partire da un episodio che sta colpendo Bergamo all'interno della campagna repressiva più generale contro il movimento della Palestina e vogliamo centrarla sull'azione necessaria per contrastarla, facendo anche la nostra parte a livello locale in tutte le realtà dove siamo colpiti.

Partiamo da un dato: dal nostro punto di vista la repressione non è un accidente, la repressione è parte inevitabile della lotta di classe e va quindi affrontata come una battaglia di classe, questo è molto importante. Una repressione che da un lato c'è sempre stata, dove c'è lotta c'è repressione, dove c'è sfruttamento c'è ribellione, ma questo governo moderno fascista, da Stato di polizia, ci mette del suo con la sua ideologia e, attraverso i decreti sicurezza, inserisce tutta una serie di misure per aumentare questo attacco verso chi lotta e per criminalizzare il dissenso.

Questo è un governo schierato apertamente dalla parte della polizia, è ossessionato da tutto quello che si muove contro ed è pronto a reprimere in tutte le forme, dai giovani di Extinction Rebellion alle piazze per la Palestina ai lavoratori metalmeccanici che bloccano l'autostrada per il contratto.

Parliamo di Bergamo come esempio per restituire ai lavoratori, al movimento, come si sta muovendo la repressione al tempo del governo moderno fascista della Meloni e come e su quali basi unirsi per rispondere.

Nel movimento a sostegno della lotta di liberazione del popolo palestinese, nato dal 7 ottobre 2023, la rete Bergamo per la Palestina è diventata una realtà rappresentativa per continuità e durata, formata da molte realtà sociali, sindacali, politiche che, nel sostegno alla resistenza palestinese, si sono messe in rete diventando, pur tra mille contraddizioni inevitabili, comunque un punto di riferimento con numerose e diverse iniziative di mobilitazione, di denunce, di solidarietà che abbiamo tenuto in questi anni, tra queste la buona partecipazione al corteo del 25 aprile del 2025 e il pieno sostegno alle mobilitazioni di massa di settembre/ottobre di quell'anno.

Nel 25 aprile 2025 della resistenza e della lotta partigiana antifascista e antinazista la rete decide di partecipare al corteo con la parola d'ordine “antifascismo è antisionismo”, “contro il governo fascista Meloni, della guerra, del riarmo”, la sua complicità nel genocidio di Netanyahu e delle realtà locali - amministrazione comunale in testa di area PD - presenti nel corteo, di falsa opposizione parlamentare e guerrafondaie, filosioniste o contigue nei fatti con queste posizioni.

Una prima denuncia viene fatta provando a mettersi alla testa del corteo quel giorno come critica attacco alla parte istituzionale segnando concretamente il loro distacco dai valori della Resistenza. Manovre di piazza favorite anche da Digos, Polizia e soprattutto rapporti di forza non sufficienti non hanno dato il risultato cercato, ma questo era solo l'inizio.

Filosionisti e usurpatori della Resistenza a segnare quanto profondo e irreversibile sia il loro cambio di pelle, in pieno genocidio manovrano per far entrare e far sfilare tra le loro fila quella che falsamente viene chiamata “Brigata ebraica” ma che in realtà raccoglie esponenti dell'Associazione Italia/Israele

pc 5 maggio - Modi in India accelera come mai prima d'ora la corsa agli armamenti

Avanzano i preparativi di guerra nell’Indo-Pacifico 

Profitti stellari delle industrie delle armi indiane scaricati sulle masse con maggiore povertà, guerra interna genocida contro il suo stesso popolo e i maoisti, deportazioni forzate, violazioni dei diritti umani. 

Italia complice. Su questo vedi pc 26 maggio – Italia-India e gli accordi del nuovo Partenariato Strategico Speciale - 1

https://proletaricomunisti.blogspot.com/2026/05/pc-26-maggio-italia-india-e-gli-accordi.html

https://proletaricomunisti.blogspot.com/2026/05/pc-27-maggio-italia-india-e-i-nuovi.html

Alcune info:

Da Reuters 3 giugno 2026

l'India si prepara a ricevere un ordine di droni da aziende nazionali da 2 miliardi di dollari, il più grande acquisto di sempre

Il più grande appalto mai realizzato, con consegna prevista in un periodo compreso tra 18 e 24 mesi.

Gli scontri in Pakistan e la guerra in Ucraina aumentano la domanda di droni.

L'acquisto accelerato mira a soddisfare esigenze urgenti

I piani sono in fase avanzata e le consegne sono previste entro 18-24 mesi, il che rappresenta un incremento di valore rispetto ai recenti ordini governativi di 30 miliardi di rupie (313 milioni di dollari) per droni di classe tattica.

Da marketscreener (quotidiano finanziario)

'Nella prossima fase, gli approvvigionamenti di droni tattici in India potrebbero superare i 200 miliardi

pc 5 giugno - Iran - Lavoratori contro la guerra imperialista di aggressione

Una guerra devastante ha completamente sconvolto le vite e le lotte di noi lavoratori in ogni modo immaginabile. Dai bombardamenti incessanti da parte di Stati Uniti e Israele – che hanno reso fin troppo chiaro a tutti che gli “attacchi di precisione”, gli “aiuti militari” e gli “interventi umanitari” non erano altro che un vergognoso e distruttivo inganno – alla presenza delle forze di sicurezza e delle milizie paramilitari Basij a ogni angolo di strada. Ciò ha generato paura, ansia e panico diffusi tra la popolazione, sia per i bombardamenti che per la dura repressione, aggravati dall’inflazione galoppante e dall’inaccettabile blocco di internet da parte del governo, che ha sconvolto il lavoro e la vita di milioni di persone. Ha privato la stragrande maggioranza della popolazione, così come le organizzazioni indipendenti, incluso il nostro Sindacato (Sindacato dei Lavoratori della Compagnia di Autobus di Teheran e dintorni), della possibilità di comunicare ed esprimersi pubblicamente.

Per anni, il Sindacato ha messo in guardia contro la guerra, le politiche di guerra e le sanzioni economiche che hanno impoverito e privato la classe lavoratrice dei suoi diritti, rafforzando al contempo chi detiene il potere e la ricchezza. Sia nei mesi precedenti la recente guerra, sia durante la guerra dei dodici giorni stessa, abbiamo ripetutamente sottolineato che le principali vittime della guerra non sono coloro che detengono il potere, bensì i lavoratori e le masse oppresse e diseredate. Come abbiamo sempre ribadito, condanniamo fermamente gli attacchi militari degli Stati Uniti e di Israele sul territorio iraniano, l’uccisione di civili e la grave distruzione inflitta a infrastrutture, fabbriche, abitazioni, ospedali e scuole.

Lotta di classe e movimenti sociali per la giustizia

In seguito alla rivolta di gennaio nel nostro Paese, abbiamo dichiarato che le stragi di massa e le esecuzioni in corso nella vasta, consapevole e diversificata società iraniana non solo non riusciranno a frenare le proteste e il profondo malcontento sociale, ma intensificheranno anche la rabbia popolare. Abbiamo sottolineato che il rafforzamento e la continuazione della lotta di classe e dei movimenti sociali che rivendicano giustizia, libertà e uguaglianza è l’unica via per la liberazione per noi lavoratori e per il popolo iraniano, laborioso e oppresso – e non l’intervento militare degli Stati Uniti, di Israele o di altri governi stranieri assetati di potere, né delle forze a loro affiliate e dei loro sostenitori.

Questa guerra non solo ha causato la morte di migliaia di innocenti, ma ha anche preso di mira abitazioni, ospedali, scuole e infrastrutture, comprese le industrie vitali del Paese, con la conseguente distruzione diretta o indiretta di milioni di posti di lavoro, resi ancora più precari e insicuri di prima. I colpi inferti da questa guerra, in particolare alla classe operaia e ai settori più impoveriti dell’Iran, ai nostri movimenti e alla nostra capacità di organizzarci, non saranno facili da riparare, ma non fermeranno la lotta dei movimenti che cercano giustizia.

Il capitalismo dominante nel nostro Paese e il capitalismo globale non attribuiscono alcun valore alle

pc 5 giugno - Protesta in Albania contro un insediamento turistico targato Israele/Trump

Sono 4 giorni di proteste, il popolo albanese si è rivoltato contro il mega-investimento da 1,4 miliardi di dollari del genero sionista di Trump, Jared Kushner, e di Ivanka Trump, per un lussuoso progetto turistico legato a Israele su terreni protetti in Albania.  

A Tirana i manifestanti hanno circondato l'edificio del Ministero dell'Interno con filo spinato. 





InsideOver

"L'Albania è una discarica, una terra inquinata. Con questo progetto porteremo 4 miliardi di dollari a Valona e diventerà il fiore all’occhiello del Mediterraneo. Ripulitevi dal veleno della guerra informativa online. Buona giornata".

Queste parole accompagnano un video postato su Instagram dal Primo Ministro albanese, Edi Rama, che mostra una vera e propria discarica a cielo aperto nei pressi di Valona, nella stessa area destinata a

pc 5 giugno - CHI STA DIETRO AI CAPORALI?

 Dal Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia

CHI STA DIETRO AI CAPORALI?

Si chiamavano Ullah Ismat Quiem, 19 anni, Waseem Khan, 29 anni, Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Safi Layiad, 27 anni, tre braccianti afghani e un pakistano, costretti a raccogliere frutta e verdura in quelle campagne per 12 – 13 ore di lavoro al giorno, sotto il solleone, trattati come schiavi, senza diritti, senza contratto, salari mai pagati. I caporali, al soldo dei clan mafiosi e dei padroni di quelle terre, li hanno bruciati vivi nella loro auto, perché si erano ribellati, in una squallida stazione di servizio Ip di Amendola, nel cosentino.

Erano in cinque, quattro sono morti carbonizzati, il quinto – Taj Mohammad Alamyar, pure lui di nazionalità afghana – è riuscito a salvarsi ed ha raccontato, terrorizzato, a stampa e Tv, del ruolo della mafia afghana in quelle campagne e di un sistema schiavile a cui lui e i suoi compagni erano sottoposti.

Ci dobbiamo chiedere per chi lavoravano questi caporali che costringevano lavoratori agricoli in quelle condizioni bestiali, sfruttati per intere giornate lavorative e, per giunta, senza paga?

Lavoravano per aziende agricole regolari che, a loro volta, rifornivano, di frutta e verdura, i banchi delle principali aziende della grande distribuzione organizzata.

E’ quel che avviene nelle campagne di tutt’Italia, dal Sud al Nord, è un sistema schiavile che funziona così. Ovunque.

Non è vero - come dicono alcune associazioni imprenditoriali agricole – che il sistema è

giovedì 4 giugno 2026

pc 4 giugno - Info x Amendolara - Da Slai cobas per il sindacato di classe - Taranto

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto ad Amendolara sabato alla manifestazione di rilievo nazionale promossa dalla CGIL - concentramento ore 16,30 alla stazione di servizio della strage dei braccianti.

Partenza da Taranto sede Slai Cobas via Livio Andronico 47 ore 14 - info 3475301704 Margherita

pc 4 giugno - Sulla strage di braccianti immigrati ad Amendolara

da ORE12 Controinformazione rossoperaia del 03.06.26-1

Come mai i giornali ora sono così pieni di dettagli precisi sulla strage dei braccianti di Amendolara? Ora sanno tutto, descrivono tutto, all'improvviso gli "invisibili" diventano immediatamente visibili. Non dovremmo aggiungere niente a quello che descrivono i giornali sulla condizione dei braccianti in Calabria, in Puglia, in Basilicata; eppure, oltre al fatto che non bisogna mai stancarsi di descrivere questa condizione "schiavista" e di denunciarla, il punto ora è il che fare.

E sul che fare siamo alle solite: la catena di inchieste giudiziarie - ma non c'erano prima e finora, cosa hanno prodotto? Le denunce apparse sui giornali, che cosa hanno prodotto? Cos'ha prodotto l'attività, anche spesso lodevole, dei sindacati, della CGIL sostanzialmente? perché la CISL e la UIL o non sono presenti nelle campagne oppure sono completamente d'accordo per lo sfruttamento schiavista dei lavoratori e spesso vi è un intreccio molto stretto tra padroni e padroncini che gestiscono questo lavoro nelle campagne e organizzazioni sindacali che lo favoriscono.

Così come è del tutto evidente che questo sistema, chiamato caporalato, in realtà si chiama capitalismo, sfruttamento selvaggio, riduzione in schiavitù dei lavoratori migranti approfittando delle leggi del

pc 4 giugno - Sulla lotta contro la guerra, contro la repressione e per la solidarietà alla Palestina, corrispondenze da Bergamo e Palermo

pc 3 giugno - Sostegno alla battaglia degli abitanti dei quartieri di Milano contro Aler, Comune - Domani assemblea popolare

Ci sono due classi: quelli che abitano e frequentano la Milano "bene", la Milano dei turisti, delle abitazioni solo per chi ha molti soldi, e quelli dei quartieri, delle case popolari che devono vivere nel degrado, nella sporcizia e con i topi....

Dal blog slai cobas

Abbiamo ricevuto questa denuncia da parte degli abitanti di piazza Insubria sullo stato di estremo degrado in cui sono costretti a vivere gli abitanti delle case popolari, ma che è anche la realtà che vivono i proletari nelle periferie milanesi, frutto delle politiche del governo Meloni che al diritto all'abitare contrappone campagne di criminalizzazione di chi è costretto ad occupare visto che gli affitti a Milano sono diventati impossibili per lavoratori, pensionati, giovani, migranti, donne con bambini piccoli, sottoposti a continui sgomberi selvaggi anziché ristrutturare/sanificare gli edifici di edilizia popolare. Ma come denunciano gli abitanti stessi la giunta Sala di certo non si è distinta per salvaguardare gli interessi delle fasce più deboli, anzi il sindaco è stato il primo a gridare "legalità" ma per gli speculatori, a non fare nulla per i diritti delle persone a abitare senza essere invasi dai topi, a sostenere gli sgomberi selvaggi

"Nei giorni scorsi - denunciano alcuni abitanti di piazza Insubria - alcuni fascisti della zona hanno strappato questi avvisi. Non vogliono che si indichi come responsabile l’Aler e quindi la Regione Lombardia (amici di centro destra) come responsabili della situazione facendo ricadere ogni responsabilità sugli occupanti di casa in primis e poi sul Comune (di centro sinistra). Quest’ultimo responsabilità ne ha, fosse altro perché qui il problema è ormai andato oltre i cancelli delle case popolari ed è diventato un’emergenza di salute pubblica cittadina sempre più grave. Ma l’Aler è il proprietario e spetta a esso liberare gli abitanti delle case che ha ingestione dalla invasione dei topi."

"Grazie alla nostra iniziativa, Aler ha risposto. Il servizio Rai è servito a fare promesse di sgomberare alcune cantine, infestate dai topi. Sarebbe un primo passo importante, ma lo farà davvero? E perché vengono esclusi ora dei civici di piazza Insubria? E la derattizzazione vera e propria quando? Dobbiamo continuare come abitanti a esercitare una forte pressione collettiva. 

Giovedì tutti in assemblea nel cortile di piazza Insubria 3 per decidere insieme che altre iniziative mettere in campo.