Partito
Comunista dell’India
(Maoista)
Comitato
di Coordinamento Nord (NCC)
15
settembre 2026
Celebrare
ovunque il 22o
anniversario della formazione del Partito
con zelo ed entusiasmo
rivoluzionario!
Sconfiggere
i vili tentativi dei liquidazionisti traditori di fare del nostro
un
partito aperto e legale, seguire strettamente una forte metodologia
leninista!
Rafforziamo
le tre armi magiche, Partito, Esercito Popolare e Fronte Unito
per
sviluppare pianificate zone di guerriglia e basi guerrigliere!
Sconfiggere
tutti gli attacchi alla linea del Partito stabilita dal Congresso di
Unità- Nono Congresso e organizzare la largehe masse per la vittoria
della Rivoluzione di Nuova Democrazia!
Cari
compagni e popolo
In
occasione del 22° anniversario della fondazione del nostro partito,
il PCI(Maoista), rivolgiamo i nostri più sinceri auguri ai nostri
compagni e a tutto il popolo. È importante che noi comprendiamo di
essere un popolo che non conosce paura, che resta saldamente al
fianco del partito e disprezza quanti lo hanno abbandonato. Abbiamo
continuato ad avanzare combattendo gli attacchi fascisti nella forma
della politica Surajkund.
In
questa data storica dobbiamo prima rendere umile omaggio a tutti i
martiri che hanno sacrificato la vita seguendo questa nuova linea e
ai caduti durante il processo di costruzione del partito, in
particolare tutti i compagni del Comitato Centrale e i coraggiosi
compagni e combattenti del PLGA che hanno dato la vita per illuminare
il cammino della Rivoluzione di Nuova Democrazia nel nostro Paese. I
nostri fondatori, il compagno Charu Majumdar e il compagno Kanhai
Chatterjee, insieme ai compagni Shyam, Murli, Mahesh, Shamser Singh,
Basvarju, Kishan da, Raju da, Kosa da, Vivek da, Chalpati, Hidma e
altri, continueranno per sempre a ispirarci a marciare avanti per
realizzare “l'assalto il cielo” della Rivoluzione di Nuova
Democrazia nel nostro Paese. Hanno dimostrato che la dedizione
all'ideologia del MLM può portarci a realizzare prodigi per i popoli
del mondo. Compagni, impegniamoci a restare saldi sulla linea
politica del partito e a rimanere dei veri soldati del partito per
tutta la vita. Inoltre, con lo stesso spirito e la stessa
determinazione, dobbiamo manifestare il nostro profondo odio verso le
forze opportuniste, liquidazioniste e revisioniste, verso i traditori
della rivoluzione come Venugopal, Devji, Balraj (alias Bacha Prasad
Singh), Darshan Pal, Arjun Prasad Singh, Harmanpreet, Gopal Mishra,
Prashant Rahi, Raju (alias KP), Seema-Vishwavijay e altri. Giuriamo
di lottare fino all'ultimo respiro contro queste deviazioni e linee
del tradimento, per riuscire a proseguire nel nostro compito centrale
dell'attuale fase storica: salvaguardare il partito, il PLGA e il
Fronte Unito, riattivare le zone di guerriglia e basi guerrigliere
che hanno subito battute d'arresto; costruire il partito, il PLGA e
il Fronte Unito nelle diverse regioni del Paese per far avanzare e
sviluppare la guerriglia, la partecipazione ai movimenti popolari
spontanei per trasformarli in movimenti organizzati, avanzando
ulteriormente nella costruzione del partito, del PLGA e del Fronte
Unito. Ricordate: salvaguardare questo compito significa lottare
contro i liquidazionisti, che vogliono rendere legale e pubblico il
partito, che di fatto equivale a distruggere un partito degno di
essere definito comunista, di forgia leninista.
Naxalbari
ha rappresentato il momento di svolta nella storia del movimento
comunista in India. Oltre a rappresentare la rabbia intrinseca dei
nullatenenti e della classe operaia contro feudalesimo, capitalismo
burocratico compradore e imperialismo, quell'evento ha segnato una
svolta decisiva, tracciando una netta linea di demarcazione tra
revisionismo moderno e i veri rivoluzionari comunisti. Il compagno
Charu Mazumdar ha chiarito l'importanza di Naxalbari affermando:
"Naxalbari ha anche strappato la maschera alla cricca
neo-revisionista guidata da Ranadive, Namboodiripad, Sundarayya e
soci, decretandone la fine. La perfidia di questi dirigenti
neo-revisionisti, al pari di quella dei seguaci di Dange, non conosce
limiti. Proprio mentre sta per scoppiare la rivoluzione sociale, a
lungo attesa, agiscono come ultima riserva delle classi dominanti
reazionarie, intrappolate nelle maglie di una crisi economica e
politica sempre più profonda. Celando le loro reali intenzioni
dietro una retorica di sinistra, hanno abbandonato il marxismo per
difendere l’odioso vecchio regime; ma non c’è dubbio che le
forze rivoluzionarie li getteranno nella pattumiera della storia e
marceranno verso la Democrazia Popolare e il Socialismo". Il
nostro partito, il PCI(Maoista) è nato proprio da questo processo di
netta distinzione tra le forze revisioniste moderne e quelle
comuniste.
Sin
dalla sua fondazione, il 21 settembre 2004, in poi il nostro partito
ha condotto una lotta ferma e intransigente contro le correnti
opportuniste, liquidatrici e revisioniste, dal gruppo minoritario del
Karnataka fino a Seema-Viswavijay. Come affermava il compagno Kanhai
Chatterjee: "Solo smascherando gli opportunisti" è
possibile costruire una vera unità fondata sulla prassi concreta.
Ciò è stato chiaramente dimostrato dalla fusione delle due grandi
correnti della rivoluzione indiana, rappresentate dal PCI(ML)PW e il
MCCI; tale fusione lanciò un poderoso appello all'unità tra le
autentiche forze comuniste, per smascherare e combattere le forze
opportuniste e revisioniste di ogni sorta, sia all'interno che
all'esterno del campo rivoluzionario.
La
storica giornata del 21 settembre segna una distinzione fondamentale
tra il marxismo-leninismo-maoismo e il revisionismo moderno. Poco
dopo la dichiarazione di fusione, nel 2007 si tenne il Nono
Congresso, Congresso di Unità. Tale Congresso ha segnato il
consolidamento politico-ideologico dell'unità dichiarata nel 2004.
Si può dire che la linea politica del Nono Congresso (Congresso di
Unità) si fonda sulla solida unità organizzativa tra due correnti,
portando alla formazione di un nuovo partito: il PCI (Maoista). Oggi,
i liquidatori –rappresentati da figure come Venugopal, Devji,
Seema-Vishwavijay e altri– si oppongono all'unità del partito,
vogliono trascinare il popolo di questo Paese indietro nel tempo, a
quando non esisteva un partito unificato e il futuro del proletariato
era avvolto nell'oscurità. Non vogliono chiarezza sulla questione
della via rivoluzionaria. Si oppongono alla chiarezza politica e alla
fermezza che il proletariato ha conquistato attraverso la sua
risoluta lotta contro i revisionisti moderni dell'epoca.
Dunque
per i liquidazionisti dei nostri giorno, ciò che più detestano sono
documenti approvati dal congresso del partito nel 2007. Tra questi il
documento sul MLM, lo statuto del partito, il programma del partito,
la risoluzione politica e la strategia e tattica del partito. Se un
membro del partito esprime la propria opinione politica –al di
fuori delle strutture del partito stesso, oppure tra le masse, i
quadri o i simpatizzanti– in contrasto con la linea stabilita nei
documenti approvati al Nono Congresso (Congresso di Unità), ciò
costituisce una violazione del centralismo democratico. Gli
opportunisti utilizzano questo metodo per portare avanti i loro piani
antipartito.
Vediamo
ora cosa c'è di specifico nella giornata del 21 settembre che
suscita la più accesa opposizione da parte dei liquidatori:
1)
Il documento di costituzione del partito, approvato dopo
l'unificazione del 21 settembre 2004, stabilisce che fino al
completamento della Rivoluzione di Nuova Democrazia (RND) il partito
deve operare in clandestinità; ciò è in netto contrasto con la
pretesa dei liquidatori che il partito dovrebbe operi apertamente.
Tutti i liquidatori si oppongono a questa fondamentale linea
leninista.
2)
Il documento di costituzione del partito, approvato dopo
l'unificazione del 21 settembre 2004, stabilisce che la lotta armata
rimarrà la forma principale di lotta e l'esercito la forma
principale di organizzazione di questa rivoluzione; di conseguenza,
la lotta armata svolgerà un ruolo decisivo. Le organizzazioni di
massa e le lotte di massa sono necessarie e indispensabili, ma il
loro scopo è quello di servire alla guerra. Il compito immediato e
più urgente del partito è costituire un vero Esercito di
Liberazione Popolare (PLA) e creare basi d’appoggio, sviluppando e
trasformando le zone di guerriglia e basi guerrigliere. La linea
liquidazionista di Venugopal e Devji costituisce un attacco alla
linea politica del partito: essi propongono infatti di fondere la
linea della Guerra Popolare Prolungata (PPW) con quella
dell'insurrezione generale.
3)
Il documento di costituzione del partito, approvato dopo
l'unificazione del 21 settembre 2004, stabilisce inoltre che ogni
membro del partito deve far parte di una delle unità del partito
stesso. Questa disposizione ha infastidito molti dei nostri
liquidazionisti, i quali ritengono di avere una statura tale da non
poter essere inquadrati nella struttura del partito. Seema e
Vishwavijay ne sono esempi emblematici.
4)
Il documento programmatico del partito, approvato in seguito
all'unificazione del 21 settembre 2004, stabiliva che la
contraddizione tra feudalesimo e le vaste masse popolari fosse la
contraddizione principale, mentre le contraddizioni primarie erano
individuate nel conflitto tra imperialismo e popolo indiano e in
quello tra feudalesimo e le vaste masse popolari. Laddove per i
liquidazionisti del congresso di unificazione (il nono congresso) la
contraddizione principale è quella contro la borghesia compradora
(CBB) – una linea, questa, propria del CPM contro cui si batterono
i nostri compagni fondatori CM e KC – la linea adottata fu invece
quella sancita dal documento approvato dopo la storica fusione del 21
settembre.
5)
Molti esponenti della corrente liquidazionista, come Raju, Darshan
Pal, Joginder Singh e Harmanpreet, ritengono che in alcune regioni
dell'India, quali il Punjab e l'Haryana, il capitalismo sia ormai
presente nei rapporti di produzione, perciò sostengono che in tali
aree non si debba condurre la Guerra Popolare di lunga durata e che
il partito debba operare pubblicamente e legalmente. Ciò è in netto
contrasto con il documento su strategia e tattica approvato al nono
congresso (tenutosi dopo la costituzione del partito il 21 settembre
2004), il quale riconosceva che, sebbene parte dei proprietari
terrieri in Punjab e Haryana possieda moderni mezzi di produzione,
impieghi braccianti agricoli, supervisioni la coltivazione, produca
per il mercato e reinvesta nell'agricoltura una quota del plusvalore,
tale categoria rappresenta una forma di capitalismo nell’agricoltura.
Tuttavia, si tratta di un capitalismo distorto che contribuisce a
perpetuare valori feudali, ostacola uno sviluppo economico libero e
indipendente –aggravando così lo sfruttamento imperialista– e si
oppone alla democrazia e agli interessi del Paese. Molti proprietari
terrieri, come la maggior parte dei vecchi aristocratici, sono anche
industriali compradori.
Appello
ai compagni
In
questa giornata storica, invitiamo tutti i membri del partito a
celebrare il 21 settembre nelle rispettive aree con grande entusiasmo
e nel rispetto della tradizione rivoluzionaria. Per salvare il
partito e far avanzare il movimento rivoluzionario, tutti i membri
devono elaborare immediatamente un piano d'azione futuro,
concentrandosi sui seguenti punti:
I
membri del partito che hanno perso il coordinamento con la direzione
devono adoperarsi per ripristinarlo immediatamente. È necessario
ristabilire il collegamento con l'organo dirigente superiore e
portare avanti il proprio lavoro sotto la guida della direzione del
Partito.
Intensificare
la lotta contro opportunismo, liquidazionismo e revisionismo,
conducendo un'attiva battaglia ideologica al fine di preparare il
maggior numero possibile di quadri clandestini.
Va
mantenuto il massimo rigore nell'applicazione dei metodi di lavoro
clandestino. Qualsiasi negligenza nelle attività clandestine non
solo attira la repressione statale ma porta anche alla distruzione
del partito.
Trasformare
i movimenti spontanei delle masse contro lo Stato indiano in
movimenti organizzati; a tal fine, è necessario stringere legami
profondi con le masse.
Appello
al popolo
In
questa data storica per il proletariato mondiale, rivolgiamo un
appello al popolo a celebrare con grande entusiasmo la ricorrenza del
21 settembre e partecipare alla lotta politico-ideologica in corso
contro gli opportunisti di destra. Invitiamo ognuno a verificare
personalmente i fatti e le affermazioni del nostro partito e a
impegnarsi a leggere con attenzione tutti i nostri articoli e
comunicati stampa. Questo dibattito deciderà il corso della
rivoluzione indiana e le sorti delle masse popolari del Paese. Solo
rimanendo fedele alla sua natura di partito, l'organizzazione potrà
difendere gli Adivasi dal saccheggio imperialista, proteggere i Dalit
dalle atrocità del sistema delle caste e le donne dal patriarcato
feudale di stile brahmanico; soprattutto, potrà sostenere la classe
lavoratrice nella sua lotta militante contro latifondisti, i padroni
delle fabbriche, appaltatori, mafie, burocrati corrotti e così via.
Chiamiamo perciò il popolo a comprendere l'importanza di
salvaguardare il partito. Facciamo inoltre appello a intellettuali,
avvocati e democratici delle varie professioni a sostenerci
nell'aiutare i prigionieri politici detenuti nelle carceri del Paese,
supportandoli nelle loro battaglie legali e nella lotta per la
sopravvivenza in carcere. Chiediamo infine a tutte le forze
democratiche di unirsi contro le torture e le esecuzioni
extragiudiziali ai danni dei rivoluzionari maoisti e di esigere
l'immediata liberazione di rivoluzionari comunisti quali i compagni
Pramod Mishra, Sagar Da, Sheila Di, Kishore Da, Deepak Rao e altri
ancora.
Comitato
di Coordinamento Nord (NCC) PCI(Maoista)