giovedì 28 maggio 2026

pc 28 maggio – Italia-India e i nuovi accordi del Partenariato Strategico Speciale – 3: La “sicurezza” al servizio della repressione contro il proprio popolo

 

Le implicazioni dell’accordo Italia-India secondo il Partenariato Strategico Speciale sono davvero tante e con effetto di lunga durata e riguardano tutti gli aspetti economici e politici e militari perché dallo scambio ognuno ha da guadagnare secondo i propri interessi.

L’Italia imperialista è alla ricerca innanzi tutto di un mercato abbastanza grande per poter smerciare i propri prodotti, e l’esportazione è attualmente vitale per la produzione industriale in questo paese dove le percentuali sono infime; perfino il Fondo Monetario Internazionale in questi giorni conferma la “crescita” dell’0, 5% anche per il 2027!!! Poter continuare a fare profitti in questi momenti di crisi internazionale - cronica per l’imperialismo - è l’aspetto principale dunque.

Questi profitti comunque provengono dall’investimento dei capitali finanziari, investimenti diretti esteri (IDE) sia in prestiti diretti che nelle industrie con il relativo sfruttamento della forza-lavoro, ma anche comprando buoni del tesoro e ricavandone un interesse che di fatto strozza sempre i paesi che li ricevono e che spesso non riescono mai più a ripagare la somma iniziale e devono vita natural durante continuare a pagare interessi…

Questa possibilità di continuare a fare profitti va messo in sicurezza, secondo l’Accordo firmato tra i due Paesi. In sicurezza rispetto all’esterno e all’interno, rispetto al pericolo rappresentato da altri paesi e rispetto alla possibilità di rivolta dei lavoratori e delle masse che mettono in discussione i “piani di sviluppo” orchestrati dai governi e che da queste politiche e da questi accordi vengono pesantemente colpiti.

E infatti a questo tipo di sicurezza è dedicato un pezzo dell’Accordo con i punti 20, 21 e 22. 

Sicurezza

20. I due leader hanno condannato fermamente il terrorismo e l'estremismo violento in tutte le loro forme e manifestazioni, incluso il terrorismo transfrontaliero. I due leader hanno condannato

pc 28 maggio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - La campagna e le iniziative per lo sciopero generale del 29 maggio, corrispondenze da Palermo e Milano

 

pc 28 maggio - Lo Slai cobas per il sindacato di classe aderisce allo sciopero del 29

 



Il 29 maggio è stato indetto uno sciopero generale nazionale che nasce da un appello delle associazioni palestinesi in Italia a tutte le organizzazioni sindacali di base e di classe del nostro Paese.

Questo appello chiama al sostegno del popolo palestinese contro l'imperialismo, il sionismo, il regime fascista e genocida di Netanyahu.

Nello stesso tempo chiama alla lotta contro la guerra imperialista e chiama i lavoratori italiani a mobilitarsi contro tutto questo e contro le ricadute della guerra sulle condizioni di vita e di lavoro.

Una parte dei sindacati di base ha raccolto questo appello che prevedeva una manifestazione nazionale tenutasi in Milano il 16 maggio e uno sciopero per il 29 maggio.

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe ha aderito sia alla manifestazione sia allo sciopero generale, nel testo da noi distribuito sulla base anche del testo nazionale dei sindacati di base che promuovono lo sciopero del 29 maggio scriviamo:

“la guerra imperialista e colonialista scatenata da Trump e Netanyahu contro l'aggressione all'Iran e al Libano con il rischio concreto di un ulteriore allargamento del conflitto a livello globale anche attraverso il coinvolgimento della Nato e di altri paesi tra cui l'Italia é dentro una marcia della terza guerra mondiale imperialista per una nuova ripartizione del mondo e delle sue risorse per i profitti del grande capitale, finanza e signori della guerra. Questa tendenza alla guerra imperialista e queste guerre in corso, oltre che comportare un carico inaccettabile di morte e di distruzioni, sono scaricate sui proletari e sulle masse oppresse attraverso l'aumento del costo della vita e la perdita del potere d'acquisto dei salari e l'impoverimento generale.

In Palestina, in tutto il Medio Oriente, Israele, guidato dal boia criminale, Netanyahu continua le violenze e le operazioni militari a Gaza e in Cisgiordania con un numero altissimo di vittime civili e una distruzione e di vittime.

Anche in Libano l'attacco avviene con gli stessi metodi utilizzati a Gaza contro le popolazioni pressoché inermi causando migliaia di vittime e distruzioni di massa.

In Italia il governo guidato da Giorgia Meloni, è complice del genocidio in Palestina, è asservito all'imperialismo americano, sta demolendo quello che rimane dello Stato sociale scaricando sui proletari in nome della corsa al riarmo gli effetti di questa guerra”.

Questo sciopero parte da queste due questioni fondamentali che i lavoratori debbono impugnare nelle

pc 28 maggio - Vendola, l’Ilva e la prescrizione, se la giustizia non è giustizia - Vendola il colpevole condannato grida all'ingiustizia. E' la prescrizione che lo salva!

Mimmo mazza

Il punto del direttore Mimmo Mazza: «Vendola, l’Ilva e la prescrizione, se la giustizia non è giustizia»

Negli ultimi decenni la prescrizione è diventata uno dei temi più divisivi nel dibattito giuridico italiano, oscillando tra la tutela della ragionevole durata del processo e l'esigenza di non lasciare impuniti reati complessi

Martedì 26 Maggio 2026, 09:05

«Se il processo penale è di per sé una pena, bisogna almeno evitare che la stessa abbia una durata irragionevole». Francesco Carnelutti, una delle figure più illustri del panorama giuridico italiano, commentava così l’istituto della prescrizione, da secoli al centro del dibattito politico, tornato d’attualità nei giorni scorsi per l’uscita dell’ex governatore pugliese Nichi Vendola – proprio per intervenuta prescrizione ovvero per l’eccessivo tempo trascorso dai fatti contestati - dal processo «Ambiente svenduto», chiamato a fare luce sul presunto disastro ambientale generato dall’attività dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto.
Nel diritto romano non esisteva inizialmente un concetto strutturato di prescrizione per i reati. L'accusa pubblica era spesso imprescrittibile. Fu introdotta l'istituto della praescriptio, una formula con cui il convenuto poteva bloccare l'azione civile o penale se il titolare del diritto era rimasto inattivo per un lungo periodo, facendo decadere l'accusa.

Con l'Illuminismo e la nascita del moderno diritto penale, si affermò l'idea che la pena dovesse avere una finalità rieducativa e non di vendetta perpetua. L'istituto della prescrizione venne formalizzato nei codici europei dell'Ottocento, legando indissolubilmente il tempo necessario a prescrivere alla gravità del reato (solitamente calcolato in base al massimo della pena edittale). Questa filosofia confluì nell'impianto originario del Codice Penale Italiano del 1930 (Codice Rocco), che configurava la prescrizione come un diritto dell'imputato a non rimanere «appeso» sine die al processo.

Negli ultimi decenni la prescrizione è diventata uno dei temi più divisivi nel dibattito giuridico italiano, oscillando tra la tutela della ragionevole durata del processo e l'esigenza di non lasciare impuniti reati complessi. Fatta questa doverosa premessa, Nichi Vendola ha ragione a protestare il suo lungo

mercoledì 27 maggio 2026

pc 27 maggio - Dai compagni messicani - Mexico - Boicot al Mundial FIFA - Sol rojo

 

México. Este 25 de mayo, la Sección XXII de la CNTE ha estallado el paro indefinido de labores como parte de sus preparativos rumbo al Paro Nacional que iniciará el próximo 1° de junio. El magisterio democrático de la Sección XXII ha iniciado esta jornada con gran fuerza en las ciudades de Oaxaca y México, respectivamente, en donde se instalarán plantones. Mientras en Oaxaca la jornada ha trascendido en general sin mayores incidentes, en la CDMX los gobiernos oportunistas de Clara Brugada y Claudia Sheinbuam han desplegado un enorme operativo policiaco para impedir el arribo al zócalo del magisterio oaxaqueño, por lo que se han registrado ya las primeras escaramuzas entre los trabajadores de la educación y los cerdos uniformados.

Como sabemos, el próximo 1° de junio la Coordinadora Nacional de Trabajadores de la Educación (CNTE) tiene previsto el estallamiento del Paro Nacional en exigencia de sus demandas más sentidas, llamando a los trabajadores del país a preparar la Huelga General. A partir de esa fecha también, la FECSM y diversas organizaciones democráticas acompañarán el plantón magisterial poniendo sobre la mesa otras demandas educativas, de justicia, de tierra y territorio; a esta jornada también se estarán sumando las Madres y Familias buscadoras cuya demanda de verdad y justicia ha sido ignorada por el gobierno tecnócrata de Claudia Sheinbaum.

Estamos en los días previos al inicio del mundial FIFA 2026, y el llamado al BOICOT crece y se fortalece entre el magisterio nacional y los distintos sectores en pie de lucha. La represión de la Sheinbaum no va a detener el pujante avance del movimiento que se unifica en torno a esta coyuntura nacional.

¡Que no ruede el balón!

¡Boicot al mundial FIFA 2026!

¡Huelga General de Resistencia Nacional, contra el viejo Estado y el imperialismo!

pc 27 maggio - Lo sciopero del 29 maggio a Taranto uniti nella lotta Slai cobas e Coordinamento Freedom Flotilla Italia - info taranto contro

VENERDÌ 29 MAGGIO
La comunità palestinese unita, ha indetto uno sciopero generale nazionale, contro la guerra, 
il riarmo, il genocidio in Palestina, chiedendo unità nei movimenti e nei sindacati. 
Noi, coordinamento Freedom Flotilla Italia - Taranto e provincia e Slai Cobas come sindacato di base e di classe, aderiamo.

Lo sciopero è uno strumento che abbiamo per contrastare la guerra, le disuguaglianze, lo sfruttamento ed imporre un cambiamento reale nelle società e nelle politiche dei governi.

Scioperare per la Palestina,
significa scioperare per i diritti e i bisogni di tutte le lavoratrici e i lavoratori; per le disuguaglianze che attraversano i nostri territori; contro lo sfruttamento socio-economico;  il colonialismo e l'imperialismo; le morti sul lavoro; i salari insufficienti e la precarietà; per una sanità ed un'istruzione pubbliche che vengono demolite; contro il lavoro nero e la povertà; l'assenza di supporti sociali, contro il razzismo che dilaga.

Le logiche di dominio, gli interessi economici e politici sono gli stessi, artefici della distruzione di Gaza e dell'impoverimento dei nostri territori; 
alimentano ovunque guerre, sfruttamento e oppressione.

Scioperare venerdì 29 maggio, significa anche lottare contro le politiche che mirano a colpire lo stesso diritto allo sciopero, criminalizzano il dissenso e aumentano la militarizzazione delle città; 
significa difendere gli strumenti democratici rimasti e le nostre condizioni di vita; significa costruire solidarietà, giustizia sociale e fermare i soprusi.

Appuntamenti:

👉🏼Ore 9:00
Presidio 
Con le delegazioni delle lavoratrici e dei lavoratori.
📍Piazza Castello - Taranto (Città Vecchia)

👉🏼Ore 17:00
Presidio
Le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici unite alla lotta dei migranti contro sfruttamento e razzismo. 
Giustizia per Sako Bakari e per tutto il popolo palestinese.
📍Piazza Fontana - Taranto (Città Vecchia)

Scioperare per la Palestina, 
significa scioperare per tutti. 
La libertà della Palestina è la libertà di tutti. 🍉

pc 27 maggio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - La campagna e le iniziative per lo sciopero generale del 29 maggio, corrispondenze da Bergamo e Ravenna

pc 27 maggio - News letter di Articolo 11 – L’Italia ripudia la guerra

News letter di Articolo 11 – L’Italia ripudia la guerra – ODV

1.

È stata inviata alle Camere la petizione (ex articolo 50 della Costituzione) “No armi ma pane” del Coordinamento nazionale NO Riarmo, che chiede l’immediato stop alla spesa militare e una collocazione internazionale dell’Italia in conformità con l’articolo 11. La petizione è stata annunciata nella seduta del senato n. 418 del 12 maggio, essa reca il n. 1755 ed è stata assegnata alla 3a Commissione permanente (Affari Esteri e Difesa).

Il testo completo con i primi firmatari è in https://www.art11.it/petizione-no-riarmo/

La Petizione Popolare, intitolata “Non armi ma pane, per un’Italia che ripudia la guerra”, chiede al Parlamento, ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione, un cambio di rotta immediato e verificabile sulla politica estera e sulle scelte di bilancio del Paese.

Essa parte da un’analisi impietosa della realtà: l’aumento dei prezzi di petrolio e gas, innescato anche dalla guerra che coinvolge l’Iran, sta falcidiando salari e spesa sociale, mentre l’Italia procede sulla strada di un riarmo senza precedenti, con l’impegno a portare la spesa militare al 5% del PIL entro il 2035 e ad aderire al piano europeo ‘Rearm Europe/Readiness 2030’ da 800 miliardi.

 

I punti chiave della petizione:

·              Recedere dall’impegno con USA e NATO di aumentare la spesa militare fino al 5% del PIL, e impedire che i fondi europei di coesione vengano dirottati verso investimenti in armi.

·              Interrompere immediatamente ogni sostegno economico e militare all’Ucraina, smettendo di

pc 27 maggio - Palestina occupata: l’espulsione delle organizzazioni umanitarie

L’Alta Corte respinge il ricorso delle organizzazioni umanitarie che saranno costrette a cessare le operazioni a Gaza e in Cisgiordania

di Nir Hasson (*)


La procedura costringerà le organizzazioni a consegnare gli elenchi di tutti i propri dipendenti per ottenere il permesso di operare. I giudici hanno concesso ai gruppi 30 giorni di tempo per decidere se ottemperare; si prevede che la maggior parte delle organizzazioni si opporrà, sostenendo che ciò viola la normativa europea sulla privacy.
I giudici dell’Alta Corte hanno respinto una petizione presentata dalle organizzazioni umanitarie internazionali che operano nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania contro le nuove procedure governative che rendono più difficile per loro ottenere i permessi necessari per operare.
Di conseguenza, i gruppi umanitari saranno ora tenuti a presentare gli elenchi dei propri dipendenti allo stato, pena la cessazione delle loro attività. Si prevede che la maggior parte dei gruppi si rifiuterà di consegnare gli elenchi e che, di conseguenza, la procedura peggiorerà la situazione umanitaria, in particolare a Gaza.

L’anno scorso, il governo ha implementato nuove norme di registrazione delle ONG per le organizzazioni umanitarie internazionali che operano in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e a Gaza.
La riforma trasferisce la supervisione dal Ministero degli Affari Sociali israeliano a un comitato guidato dal Ministero degli Affari della Diaspora, che include rappresentanti del Ministero della Difesa, del COGAT e di altri organismi governativi e di sicurezza.
Nell’ambito di tale cambiamento, sono state stabilite nuove condizioni per ottenere il permesso di operare, tra cui l’obbligo di trasmettere allo stato i dati dei dipendenti palestinesi.
Tale comitato può rifiutare la registrazione alle organizzazioni, o revocare la loro autorizzazione a operare in Israele, se esse o i loro membri del personale hanno pubblicato appelli al boicottaggio di Israele negli ultimi sette anni; se vi è una “base ragionevole per supporre” che si oppongano all’esistenza di Israele come stato ebraico e democratico; se incitano al razzismo; sostengono la lotta armata contro lo stato di Israele; o “promuovono attivamente attività di delegittimazione contro lo stato di Israele”. Anche la negazione dell’Olocausto e delle atrocità del 7 ottobre costituisce un motivo per essere cancellati dall’elenco.

La maggior parte delle organizzazioni si è rifiutata di trasferire i dati, sostenendo che ciò potrebbe

pc 27 maggio – Italia-India e i nuovi accordi del Partenariato Strategico Speciale – 2: Rafforzare l’apparato della guerra

 

Durante l’incontro che ha portato all’accordo firmato dalla Meloni e da Modi il 20 maggio scorso chiamato Partenariato Strategico Speciale, il più alto grado di cooperazione e relazioni diplomatiche, i due capi di governo hanno tenuto a ripetere che l’interscambio tra i due Paesi aumenterà dagli attuali 14 miliardi a 20 miliardi. A questo notevole incremento non può che contribuire in buona parte l’interscambio nell’ambito del settore della “difesa” e cioè di tutto quello che riguarda le armi. Da un lato questo viene detto esplicitamente nella dichiarazione congiunta finale dell’incontro che comprende i punti 17, 18 e 19 e che riportiamo:

Difesa

17. Entrambi i Primi Ministri hanno espresso soddisfazione per l'approfondimento della cooperazione nella difesa, anche attraverso scambi ministeriali, legami tra i servizi, visite in porto, e hanno accolto l'adozione di una Dichiarazione Congiunta di Intenti e di una Roadmap per l'Industria della Difesa che promuoverà collaborazioni per la cooperazione tecnologica, la co-produzione e il co-sviluppo progetti tra cui elicotteri, piattaforme navali, armamento della marina e per la guerra elettronica.

Hanno inoltre riconosciuto l'importanza di proteggere le infrastrutture critiche e le relative catene di approvvigionamento attraverso il rafforzamento della resilienza industriale.

18. Le due parti hanno concordato di esaminare la fattibilità di istituire un dialogo strutturato annuale di alto livello militare, che integra il lavoro del Comitato Congiunto per la Difesa e del Gruppo di Cooperazione Militare, e promuovere esercitazioni congiunte e corsi interforze.

19. Entrambi i leader hanno concordato di avviare un Dialogo sulla Sicurezza Marittima, con l'obiettivo di aumentare la cooperazione in materia di sicurezza marittima, coordinamento e scambio di informazioni e buone pratiche nel dominio marittimo.

 

Come si vede  si tratta di un accordo di collaborazione militare a tutto campo. Se da un lato questi accordi vanno trasformati in documenti più specifici per essere applicati, dall’altro spesso ci sono parti che rimangono segrete e per cui non si può davvero comprendere fino a che punto arriva la “collaborazione” e a quantificare quanto sarà l’impegno reale in termini di finanziamento.

Questi accordi sulla difesa, riporta un quotidiano online “sono stati sottoscritti dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dal ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar nell’ambito del vertice bilaterale che ha sancito l’elevazione delle relazioni tra i due paesi al rango di Partenariato strategico speciale … Gli accordi si inseriscono a loro volta nel più ampio quadro del Piano d’azione strategica congiunta 2025-2029, adottato dai due leader a margine del G20 di Rio de Janeiro di novembre 2024, e si collocano in un percorso di relazioni bilaterali in progressiva intensificazione negli ultimi anni, con la presenza di Modi al G7 in Italia nel giugno 2024 e la visita di Meloni in occasione del G20 in India del 2023.”

Esistevano già, quindi, un Piano d’azione strategica congiunta 2025-2029, un Comitato Congiunto per la Difesa e un Gruppo di Cooperazione Militare, ai quali si aggiunge questo ultimo accordo. Tutto questo mostra quanto grande sia l’interesse dell’imperialismo italiano per i rapporti con il colosso indiano.

“Sul piano industriale – continua l’articolo - le relazioni tra i due Paesi sono già da tempo in via di consolidamento. Leonardo e Adani Defence & Aerospace, società del conglomerato indiano Adani Group, hanno siglato un memorandum d’intesa per sviluppare in India un ecosistema industriale integrato nel settore elicotteristico per rispondere alla domanda delle Forze armate indiane attraverso piattaforme come l’AW169M e l’AW109 TrekkerM, prevedendo una progressiva localizzazione produttiva e delle attività di manutenzione, supporto logistico e addestramento. Nel settore della guerra elettronica, anche ELT Group è presente nel subcontinente, in linea con la crescente attenzione di Nuova Delhi verso questo tipo di capacità.

“Sul fronte navale, Fincantieri ha più di un dossier aperto in India. La controllata Wass Submarine Systems ha ottenuto tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 commesse di rilievo dalla Marina indiana nel settore dei sistemi subacquei. Ha inoltre stretto accordi di cooperazione strategica con Cochin shipyard limited (Csl), il principale costruttore navale pubblico indiano, finalizzati allo sviluppo congiunto di programmi cantieristici, alla cooperazione tecnologica e al rafforzamento delle capacità industriali nel settore navale.

“Nella componentistica critica, il gruppo bolognese Poggipolini ha recentemente acquisito una quota di maggioranza dell’indiana Aero Fasteners, con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento nel mercato dei sistemi di fissaggio ad alta affidabilità destinati ai comparti strategici. Sul versante della supply chain aerospaziale e della difesa, Ala Group, attivo nel campo della logistica avanzata, ha sottoscritto un memorandum d’intesa con Tvs Supply Chain Solutions per collaborare nel mercato indiano dell’aerospazio e della difesa, stimato in circa 28 miliardi di dollari, con particolare attenzione ai programmi di offset e localizzazione industriale collegati alle future commesse della difesa indiana.”

Elicotteri, navi militari guerra elettronica e cioè Leonardo S.p.A., Fincantieri ed ELT Group da parte italiana, in prima linea tra le circa 1000 imprese presenti in India. Multinazionali sotto il controllo dello Stato italiano, direttamente o indirettamente, che soprattutto in questi anni di guerre stanno accumulando enormi quantità di profitti.

Anche le multinazionali di Ambani e Adani, i due amici stretti di Modi, gli uomini più ricchi dell’India con un patrimonio di circa 100 miliardi a testa, sviluppano entrambi sistemi d’arma e fanno profitti enormi.

Il governo indiano del fascista indù Modi ha la necessità di rafforzare ancora di più tutto il suo apparato militare e di allargare le sue alleanze in vista degli scontri con i paesi confinanti (Pakistan Cina…), ma anche di una partecipazione ad un possibile conflitto mondiale.

Anche il governo italiano, guidato dalla fascista Meloni, procede speditamente verso il riarmo completo, impegnando tutte le capacità produttive che assorbono sempre finanziamenti all’interno di quella che diventa ogni giorno di più un’economia di guerra.

pc 27 maggio - 60° anniversario della Grande rivoluzione culturale proletaria - il punto di riferimento della ricostruzione del Partito comunista in Italia e nel mondo

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martedì 26 maggio 2026

pc 26 maggio - Tifoso ferito a Torino: la procura apre un’inchiesta. Il padre: “È stato un lacrimogeno sparato ad altezza uomo”

Il fascicolo affidato al pm Paolo Scafi procede al momento con l’ipotesi di lesioni gravi: si vuole ricostruire con precisione quanto accaduto nei momenti più concitati. Nel frattempo otto tifosi bianconeri sono stati arrestati.
Tifoso ferito a Torino: la procura apre un’inchiesta. Il padre: “È stato un lacrimogeno sparato ad altezza uomo”

Otto arresti, undici Daspo e un’inchiesta aperta dalla procura di Torino. Proseguono le indagini sugli scontri ultras scoppiati prima del derby della Mole tra Torino e Juventus, in cui è rimasto gravemente ferito il tifoso juventino Marco Leonardo Basoccu, ricoverato in terapia intensiva dopo essere stato colpito da un oggetto contundente durante i tafferugli scoppiati nelle ore precedenti alla partita. Basoccu, 36 anni, resta ricoverato in osservazione in terapia intensiva. Le sue condizioni vengono definite stabili, ma resta in coma farmacologico. Nel frattempo, le indagini dovranno chiarire innanzitutto da cosa è stato colpito. Se da una bottiglia di vetro, come emerge dalla prime ricostruzioni, oppure da un razzo lacrimogeno, come hanno dichiarato fin da subito gli ultras e come sostiene apertamente il padre, Pierluigi Basoccu: “L’impatto è stato fortissimo e devastante e ho testimonianze dei ragazzi che erano lì con lui: è stato un razzo lacrimogeno sparato ad altezza uomo

da infoaut

Prima della partita diversi gruppi organizzati, e non, del Toro e della Juventus hanno dato vita a due

pc 26 maggio - Elettrolux - un'altra crisi dei padroni scaricata sugli operai con il governo Meloni/Urso complice

Ancora una volta la posizione contraria dei sindacati si limita a chiedere che la Meloni entri in campo... Ma La Meloni è già in campo 

Forlì info stampa

Il tavolo di confronto istituzionale, riunitosi lunedì a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha purtroppo confermato le peggiori previsioni per il territorio

La mobilitazione dei sindacati

Una scure pesantissima si abbatte sullo stabilimento Electrolux di Forlì, squarciando il velo di incertezza che da mesi avvolgeva il futuro del polo industriale romagnolo. Il tavolo di confronto istituzionale, riunitosi lunedì a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha purtroppo confermato le peggiori previsioni per il territorio, delineando un quadro occupazionale a tinte fosche. Delle oltre 1.700 eccedenze complessive annunciate dalla multinazionale svedese sull’intero territorio nazionale, una quota drammaticamente proporzionata colpirà proprio il sito di viale Bologna, dove i destini lavorativi di oltre quattrocento persone si trovano ora sospesi a un filo sottilissimo.

“Nel corso dell’incontro sono state illustrate nuove slide stabilimento per stabilimento che confermano un quadro ancora più grave di quanto emerso nei giorni scorsi - rendono noto Cgil, Cisl e Uil -. Per Forlì vengono indicati oltre 240 tagli tra gli operai di produzione, numeri ai quali si aggiungono i circa cento lavoratori a termine e una quota di impiegati e staff che complessivamente per il sito forlivese porta quindi ampiamente a superare le 400 persone coinvolte”

Nel corso del confronto tutte le istituzioni intervenute hanno espresso “una netta contrarietà al piano presentato dall’azienda”. È stato ribadito con forza un concetto molto chiaro: “quello illustrato da Electrolux non è un piano di ristrutturazione industriale, ma un vero e proprio piano di smantellamento della presenza produttiva del gruppo in Italia. Come organizzazioni sindacali condividiamo pienamente questa valutazione".

"Non siamo di fronte ad una riorganizzazione finalizzata al rilancio, agli investimenti o all’innovazione

pc 26 maggio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Lo sciopero generale del 29 maggio e la giornata di lotta a Taranto

 

pc 26 marzo - 1926/2026 centenario delle Tesi di Lione - prime tesi marxiste-leniniste dei comunisti italiani - riferimento storico fondamentale della costruzione del Partito in Italia


 opuscolo rieditato da proletari comunist - info pcro.red@gmail.com

pc 26 maggio – Italia-India e gli accordi del nuovo Partenariato Strategico Speciale - 1

Il 20 maggio scorso la fascista Giorgia Meloni attuale capo del governo italiano ha accolto il fascista indù Narendra Modi a Roma per un incontro che tutti e due hanno definito storico.

Le frasi zuccherose che hanno caratterizzato tutto l’incontro del duo Melodi, vengono inserite nel giusto contesto dalla sintesi, per così dire, che in una intervista fa l’attuale ministro degli Esteri Tajani parlando chiaro di cosa vedono le imprese in questo incontro: “Le imprese indiane vedono sempre più l’Italia come porta d’accesso alle tecnologie e ai mercati europei, mentre le aziende italiane considerano l’India non soltanto una destinazione per l’export, ma anche un hub strategico per produzione e ricerca e sviluppo all’’interno delle catene globali del valore”.

Ma già a premessa dell’incontro i due avevano siglato un editoriale a quattro mani sul Times of India nel quale mettono in mostra in maniera enfatica le loro “visioni” che dovranno diventare realtà a seguito della firma dei vari accordi. Il titolo dell’editoriale: “India e Italia, un’alleanza più forte che guarda al futuro: tecnologia, energia e valori comuni per ridisegnare gli equilibri globali” è abbastanza pretenzioso visto che con questo accordo si vogliono addirittura “ridisegnare gli equilibri globali”! Ma se l’India, prossima “terza potenza economica del mondo” dopo Stati Uniti e Cina come pronosticano tutti gli esperti economici, entra di sicuro nel campo di quelli che possono determinare gli “equilibri mondiali”, l’imperialismo italiano, invece in profonda crisi, con un’economia a crescita zero e priva di peso politico a livello internazionale, non può aspirare a questo ruolo e si propone quindi come Paese centrale nel corridoio “Indo mediterraneo” e per i rapporti con l’Africa con il Piano Mattei.

L’ampollosa retorica borghese applicata in particolare a questo tipo di incontri permea tutto l’editoriale, secondo cui questi “legami si sono ampliati con uno slancio senza precedenti” (le parole “storico”, “senza precedenti”.. si sprecano) fino ad arrivare alla decisione di creare un  “Partenariato Strategico Speciale” che sarebbe “fondato sui valori di libertà e democrazia, nonché su una visione comune del futuro.”

lunedì 25 maggio 2026

pc 25 maggio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Intervista a un operaio della Stellantis di Cassino

 


pc 25 maggio - Dal blog tarantocontro: Processo Ilva Potenza - ancora Giustizia Negata!

Torna il tempo della protesta a Taranto come a Potenza.  

Lunedì 25 ore 16.30 conferenza stampa biblioteca comunale piazzale Bestat

Parti civili Slai Cobas con Avvocata Ricci

pc 25 maggio - A Ravenna il 29 maggio

pc 25 maggio - Da Giorgio a Giorgia, la "continuità del male"

Giorgia Meloni ricorda il legame suo e del suo partito con il boia topo di fogna Giorgio Almirante, fucilatore di partigiani, direttore della "Difesa della razza", legato allo stragismo neofascista







«Nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Giorgio Almirante, il mio pensiero va a una figura che ha segnato profondamente la storia della destra italiana. Di lui restano il carattere, la forza delle idee, l’amore per l’Italia e una concezione della politica vissuta con passione, dignità e rispetto»: lo scrive sui social la premier Meloni, sottolineando la continuità con lo storico segretario del Msi, continuità esibita dalla stessa fiamma tricolore orgogliosamente conservata nel simbolo di Fratelli d’Italia