9 settembre
Abbiamo partecipato alla manifestazione a Palermo del 9 settembre, organizzata fondamentalmente da Pap ma alla quale hanno partecipato compagni e compagne di diverse realtà di movimento e di studenti, che si è tenuta davanti la Prefettura per protestare contro la possibile approvazione del cosiddetto Ddl antisemitismo che di fatto significa Ddl salva sionismo.
Diversi interventi al megafono, poi anche una delegazione è salita in Prefettura a rappresentare la protesta del presidio.
Come compagni di proletari comunisti abbiamo partecipato portando un volantino specifico di critica al Ddl ma abbiamo anche diffuso ai presenti l’appello relativo alla campagna internazionale di solidarietà alla guerra popolare in India, di sostegno ai prigionieri politici, contro la pesantissima repressione del governo indiano Modi, la cui ideologia fascista Hindutva è assolutamente collegata alla ideologia nazisionista di Israele/Netanyahu, informando sulla giornata internazionale del 26 settembre lanciata dal Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India e sulle azioni che saranno messe in campo a supporto di questa giornata, il 23 settembre una iniziativa in città di controinformazione/denuncia/banchetto materiali...
Siamo i intervenuti al megafono durante il presidio, denunciando non solo il contenuto del Ddl che significa di fatto un altro passo avanti del moderno fascismo che pone anche su questo piano come centrale la questione della lotta ampia contro il governo Meloni ma si è messa anche in collegamento questa denuncia con fatti repressivi che avanzano, dalla Palestina all’India, a tutto il mondo.
Abbiamo parlato con giovani studenti che condividevano la critica sulla posizione sul voto elettorale espressa da realtà come Pap e la necessità di ragionare collettivamente su quali forme oggi necessarie per una opposizione e lotta reale contro il governo che sforna leggi come il Dddl antisemitismo.
*****In serata una interessante assemblea organizzata dal Ciss sulle armi autonome e l’IA che ha visto ampie relazioni di Antonio Mazzeo e di un docente universitario di diritto internazionale.
Le relazioni hanno ben messo a fuoco, con un quadro generale delle guerre in corso, i pericoli legati sia al diritto internazionale di fatto oramai sparito, vedi la questione Palestina, sia all’uso delle armi autonome e dell’intelligenza artificiale, i cui sistemi sono in larga parte anche nelle mani di Israele nazisionista, con uno specifico intervento sul ruolo dell’Italia, attraverso la Leonardo e la Fincantieri innanzi tutto, nell’essere non solo pienamente complice del genocidio in Palestina, ma anche di sviluppare sistemi d’armi tecnologicamente avanzatissimi messi a disposizione dei peggiori regimi in tutto il mondo.
Nello spazio dedicato al pubblico per domande o brevi interventi, facendo una breve premessa che riguarda certo la necessità di attrezzarsi per rispondere all’insieme del quadro fatto, riprendendo alcuni fatti importantissimi accaduti in questi ultimissimi anni come la cacciata da parte delle masse, soprattutto di studenti, del primo ministro del Bangladesh Hasina, della cacciata del ministro dell’istruzione indiano a causa delle gigantesche manifestazioni degli studenti indiani con il movimento degli Scarafaggi, e della manifestazione di Torino per il centro sociale Askatasuna, abbiamo posto la questione se questi non siano da considerare veri ostacoli all’applicazione di tutto l’armamentario, compreso l’intelligenza artificiale, a disposizione delle borghesie di tutto il mondo.
Anche in questa assemblea abbiamo portato la campagna India con l'appello, informando in particolare della stessa direttamente Mazzeo, con cui si è avuta una interessante discussione anche alla fine che ci ha trovati d’accordo su diversi punti, come la tendenza a non credere, da parte anche di tanti compagni, alla marcia verso la guerra mondiale o al possibile uso dell’atomica.
Rispetto all’India, visto comunque l' interesse sullo sviluppo anche della Leonardo che in questi giorni fa affari anche in quel paese, l'impegno ad approfondire la questione anche mettendo reciprocamente a disposizione materiali e documenti.