Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha dichiarato ad Ankara che gli alleati devono concentrarsi sulla conversione della forza economica in potenza militare, man mano che i membri della NATO aumentano la spesa per la difesa ed espandono la produzione militare.
"Lo scorso anno, gli alleati europei e il Canada hanno speso quasi il 20% in più per la difesa di base rispetto all'anno precedente. Ora gli alleati europei e il Canada sono sulla buona strada per equiparare le loro spese per la difesa a quelle degli Stati Uniti", ha affermato Rutte.
"Martedì, al Forum dell'industria della difesa, annunceremo nuovi contratti per decine di miliardi di
Piantedosi sdogana i lacrimogeni ad altezza persona (Grazie a @giuseppeyron.it per il video)
Abusi da stato di polizia come prassi e non come "episodi singoli". La conferma arriva direttamente dal Ministro degli Interni, Matteo Piantedosi.
Per anni i vertici delle forze dell’ordine e il Viminale hanno difeso l’operato dei reparti mobili appellandosi alla professionalità degli agenti, alla correttezza delle procedure e alla necessità degli interventi. Oggi scopriamo invece che uno degli strumenti più pericolosi utilizzati nelle piazze italiane viene impiegato senza che esistano linee guida pubbliche, verificabili e trasparenti.
🗣️Non ci resta che continuare a lottare contro il loro Stato di polizia
Una prima nota sui contenuti della piattaforma unitaria di cgil-cisl-uil per definire regole su rappresentanza, salari e contratti che ha come obbiettivo quello di arrivare ad un accordo quadro interconfederale; accordo che è stato inviato ai padroni il 17 giugno e da subito giudicata da Confindustria “una buona base di discussione”.
In questi giorni è stato rilanciato da Cgil-Cisl-Uil al congresso della Uil: “Subito l’accordo con le imprese. Fate presto”. E lo stesso Landini ha dichiarato: “La priorità è trovare l’intesa con Confindustria su contrattazione e emergenza salari” e poi: «Tanti fuori di noi sono rimasti sorpresi e non pensavano che insieme saremmo riusciti a fare questa cosa, ognuno di noi ha le sue idee, ci conosciamo, ma il mio impegno è a stare uniti per cambiare la situazione». Dichiarazioni che portano anche la Cgil di Landini a preferire l’unità con Cisl e Uil piuttosto che la lotta contro padroni e governo.
Questo congresso ha sancito, dopo la Cisl, il passaggio armi e bagagli della Uil al sostegno del governo Meloni “sui salari il governo ha fatto quello che nessuno aveva fatto prima”, “la Uil non sciopera più perché il governo ci ascolta”; queste le parole del segretario Bombardieri cheringrazia il governo per le risposte arrivate sui salari compreso l’ultimo decreto sul “salario giusto” del 1° maggio (vedi analisi in altro articolo). La presidente Meloni che era presente non solo ha incassato gli applausi ma ha anche attaccato la Cgil bollandola senza citarla come “ideologica” e con Valter Rizzato uomo del lavoro di Fratelli d’Italia che rivendica proprio la vicinanza a Cisl e Uil, e, in previsione delle elezioni, anche ai loro 6 milioni di iscritti.
Certo che al primo impatto parlare di accordo interconfederale nel periodo di luglio non può che
La sintesi degli obiettivi del "Piano casa" - voluto come "urgenza" dall'accoppiata Meloni/Salvini e divenuto legge nei giorni scorsi, è già tutto un "programma":
1) Riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (ERP) - Bene, vedete questo video (e altri e tante denunce della mobilitazione in corso di cittadini di Milano) e si capisce che si tratta solo di propaganda; in una grande città, già trasformata ad uso solo della media borghesia, non eliminano nemmeno l'invasione di topi dei caseggiati popolari e dovrebbero riqualificare l'edilizia popolare!?;
il governo dice che ci sarebbero 60mila case popolari da recuperare in un anno. Si tratta di pochissime case a livello nazionale; ma anche la riqualificazione di queste case è una menzogna: i soldi messi a disposizione e i tempi (un anno) ci dicono che è un vero bluff (nei caseggiati invasi dai topi è da mesi e mesi che chiedono un intervento, ma ciò che hanno ottenuto è la promessa di una ricognizione del presidente dell'Aler e qualche trappola) - ma - assicura il governo - intanto, abbiamo nominato un "commissario, l'architetto Felice Squitieri, vicino alla Lega, che avrà l'incarico di fare una "ricognizione" e coordinare gli interventi"...
2) vendita degli immobili agli inquilini non morosi - questo preannuncia in realtà un nuovo mega piano di sfratti verso famiglie di lavoratori sempre più povere, verso disoccupati, giovani precari, abitanti senza reddito, e soprattutto verso gli immigrati; per realizzare questo piano cercheranno di unire gli inquilini che pagano nella cacciata dei "morosi", inquilini che a loro volta vengono illusi di potersi comprare l'appartamento, ma che in realtà li si butta nelle mani di finanziarie peggio degli usurai;
3)rent-to-buy (riscatto progressivo) per progetti di edilizia sociale - lo stesso vale per questo scopo: chi e con quali soldi potrebbe riscattarsi una casa?
Alcuni giornalisti chiamano questo "Piano casa" un "nuovo sacco edilizio" nelle città. Un
In riferimento alla questione delle case, per cui dal lato dei masse popolari c'è una lotta/resistenza (anche se intermittente) soprattutto nelle grandi città; dall'altra ci sono le "soluzioni" che governo, grandi padroni, affaristi danno e vogliono dare, è molto utile leggere o rileggere l'importante testo di Engels "La questione delle abitazioni", sia per avere sempre la visione complessiva, di classe della questione, sia per vedere quanto c'è di "ritorno" oggi, dopo due secoli, a dimostrazione che il capitalismo nella sua fase ultima ricostruisce vecchie "soluzioni".
Nel testo in cui Engels spesso richiama l'altro suo importante lavoro: "La situazione della classe operaia in Inghilterra", è impressionante vedere come nel 2000 i quartieri delle grandi città tornano ad essere sommersi dai rifiuti, dalla sporcizia, quartieri "malsani", in cui ci si può ammalare; come i quartieri vengano invasi dai topi come i tuguri dell'800, o oggi come nelle cittadelle imperialiste i bambini rischiano di essere morsi dai topi, come i bambini a Gaza; che gli operai vengono costretti ad "abitare" - molto male - negli alloggi vicino la fabbrica, o dentro l'area della fabbrica, come in Cina nei grandi stabilimenti della Foxconn, per essere corpi dei padroni 24 ore x 24; o che le famiglie dei proletari vengono cacciate dalle loro case, perchè queste devono essere distrutte per lasciare spazio ai ristoranti, parchi, strutture alberghiere, ritrovi della borghesia; che nelle città queste famiglie, e ora tante famiglie di immigrati, non trovano case, gli affitti sono alle stelle; ecc.
Altra questione. Tutto il testo di Engels è attraversato da una critica feroce, ironica verso le "soluzioni" della piccola borghesia rivoluzionaria. Anche questa critica ci serve eccome oggi verso tutta l'odierna piccola borghesia rivoluzionaria che vuole che si rimedi ai mali più vistosi della società odierna, ma conservando il sistema capitalista, sia pur "migliorato".
Riportiamo alcune brevi parti di Engels:
"...La cosiddetta carestia di alloggi, di cui oggi giorno si fa un così gran discorrere sulla stampa, non sta nel fatto che la classe operaia viva per lo più in abitazioni scadenti, strapiene e malsane.Questacarestia non è qualcosa che sia peculiare del presente; non è neppure una delle pene che siano peculiari del proletariato moderno e lo distinguono da tutte le classi oppresse d'altri tempi: al contrario, ha colpito in misura abbastanza uniforme tutte le classi oppresse d'ogni tempo. Per mettere fine aquestapenuria di abitazioni, non vi è che un mezzo: eliminare lo sfruttamento e l'oppressione della classe lavoratrice da parte della classe dominante. Quel che oggi s'intende per crisi degli alloggi non è che un particolare acutizzarsi delle già cattive condizioni abitative dei lavoratori, provocato dall'improvviso afflusso demografico verso le grandi città: un enorme aumento dei canoni d'affitto, un ancor più pronunciato pigiarsi di inquilini in ogni singolo caseggiato, e per taluni l'impossibilità di trovare un alloggio qualsiasi. Equestapenuria di abitazioni fa parlare tanto di sé per la sola ragione che non è limitata alla classe operaia, ma colpisce altresì la piccola borghesia..."
"...In certe zone, specie in quelle site al centro, l'estendersi delle grandi città moderne conferisce alla proprietà fondiaria un valore artificiale, che spesso aumenta sino a livelli vertiginosi; gli edifici che vi sono costruiti sopra, invece di elevare tale valore, lo abbassano, giacché non corrispondono più alle mutate condizioni; li si demolisce e li si sostituisce con altri. Ciò avviene soprattutto nelle abitazioni di operai site nel centro urbano, il cui affitto, nemmeno in condizioni di massimo sovraffollamento, può superare un certo massimale, o lo supera solo con estrema lentezza. Le si demolisce e al loro posto si costruiscono negozi, depositi di merci, edifici di interesse pubblico... il bonapartismo ha sfruttato al massimo questa tendenza a favore della speculazione e dell'arricchimento privati; ma lo spirito di Haussmann è passato anche per Londra, Manchester e Liverpool, e sembra sentirsi a casa sua anche a Berlino e a Vienna. Ne risulta che dal centro delle città gli operai sono scacciati verso la periferia,che le abitazioni per operai, o comunque piccole, si fanno rare e care e spesso addirittura introvabili; in condizioni del genere, infatti, l'industria edilizia, a cui abitazioni più care offrono un campo di speculazione di gran lunga migliore, costituirà solo per eccezione case per i lavoratori..."
"...Proudhon propone di trasformare i locatari in acquirenti rateali, in modo che il canone d'affitto pagato annualmente sia computato come rata per il riscatto del valore dell'abitazione e, trascorso un certo tempo, il locatario diventi proprietario del suo appartamento. Questo sistema, che Proudhon ritiene quanto mai rivoluzionario, oggigiorno viene messo in opera in tutti i paesi da società di speculatori, che, aumentando il prezzo d'acquisto, si fanno pagare due o tre volte il valore delle case..."
*1. Da "...una lettera scritta da Indianapolis il 28 novembre 1886 da Eleonor Marx-Aveling: "a Kansas City, o meglio nei pressi, abbiamo visto delle miserabili capannucce di legno di circa tre camere, nel cuore della foresta. Il terreno era costato 600 dollari ed era appena sufficiente ad accogliere la casetta. Questa era costata a sua volta più di 600 dollari: in totale, 4800 marchi per una casuccia miserabile, ad un'ora dalla città, in un deserto fangoso. I lavoratori devono quindi accollarsi pesanti debiti ipotecari per non ricever altro, poi, che abitazioni come queste, e sono, ora più che mai, schiavi del padrone che dà loro da mangiare. Sono incatenati alle loro case, non possono andare via e devono far buon viso per forza a tutte le condizioni di lavoro che si offrono loro". [E 1887]..."
"... Il compito della nuova scienza dell'economia sociale inventata dal signor Sax consiste dunque in questo: trovare i mezzi e le vie per fare in modo che, (nell'ambito delle condizioni di una società basata sull'antitesi fra capitalisti, detentori di tutte le materie prime, di tutti gli strumenti di produzione e di tutte le derrate da una parte, e dall'altra lavoratori salariati nullatenenti che possono chiamare "propria" solo la loro forza lavoro e null'altro), i salariati possano essere tramutati in capitalisti, senza cessare d'essere salariati..."
"...Sennonché, invece d'essere grati ai filantropici capitalisti, i lavoratori da allora hanno mosso obiezioni assai significative al "sistema del cottage". Hanno obiettato non solo che essi devono sborsare un prezzo di monopolio per le case, perché gli industriali non hanno concorrenti, ma altresì che ad ogni sciopero si vengono a trovare subito senza tetto, poiché l'industriale li mette alla porta su due piedi, e rende così molto difficile ogni resistenza..."
"...L'essenza del suo socialismo borghese sta nel suo voler mantenere in piedi tutti i mali della società odierna e al tempo stesso di abolirli. I socialisti borghesi, come è già detto nel "manifesto comunista", vogliono "porre riparo agli abusi sociali per assicurare il permanere della società borghese", vogliono "la borghesia senza il proletariato"..."
Il ministro della Difesa Guido Crosetto spiega perché il nostro
Paese deve costruire un rapporto più stretto con l’India per proteggere
le filiere critiche, ridurre le dipendenze strategiche e dare
all’industria italiana un ruolo più forte nella nuova geografia del
potere
Viviamo
in un’epoca in cui la geografia è tornata a dettare la storia. Le rotte
commerciali, le filiere industriali e gli approvvigionamenti energetici
non sono più questioni meramente economiche: orientano gli equilibri
internazionali e la stabilità degli Stati. È
in questa cornice che si collocano l’India-Middle East-Europe Economic
Corridor (Imec) e il nuovo capitolo che si è aperto nei rapporti tra
Italia e India. L’Imec è nato per collegare alcune delle aree economiche
più dinamiche del pianeta – India, Golfo, Mediterraneo, Europa – e la
sua portata tocca da vicino anche la nostra sicurezza e i nostri
approvvigionamenti.
Sul piano materiale, l’Imec punta a
rafforzare i collegamenti marittimi e si propone di sviluppare una rete
ferroviaria tra il Golfo e il Mediterraneo, cavi sottomarini per i dati e
dorsali energetiche, idrogeno compreso. Un asse di questa natura non si
limita ad abbattere tempi e costi di trasporto: ridisegna le dipendenze
reciproche tra i Paesi che mette in collegamento.
La posta in gioco è evidente sul
terreno delle materie prime. Per le terre rare e i materiali critici
dipendiamo oggi da un numero ristretto di fornitori: i magneti ad alte
prestazioni di missili, radar, velivoli e sistemi di puntamento, ma
anche litio, cobalto, grafite, germanio e titanio arrivano da filiere
che possono essere chiuse o condizionate per ragioni politiche.
A ciò si aggiunge l’acciaio: senza
acciai speciali a costi competitivi non esistono né cantieristica navale
né mezzi terrestri, e il sovrapprezzo che paghiamo rispetto ai
concorrenti asiatici pesa direttamente sulla competitività della nostra
industria militare. Un’arteria che colleghi l’India e il Golfo
all’Europa può diventare la spina dorsale di filiere alternative e
affidabili per questi materiali. Per
chi ha responsabilità nel comparto, metterli al riparo non è un tema
industriale tra i tanti: è la precondizione di ogni credibile
Contattare - slaicobasta@gmail.com - in corso organizzazione lega Braccianti/lavoratori migranti - WA 347-5301704
Il caporale intascava fino al 60% della paga dei braccianti: botte e spray al peperoncino a chi osava ribellarsi
di Ubaldo Cordellini
I lavoratori sfruttati costretti
ai turni in nero nel weekend, aggrediti con tirapugni e forbici da
potatura se rifiutavano il pizzo
Pretendeva dieci
euro al giorno per il trasporto nei campi dai giovani che lavoravano
nelle vigne di alcune note aziende vitivinicole dell’asta dell’Adige, a
sud di Trento. Muhammad Suleman, il caporale cinquantenne arrestato
l’altra mattina all’alba nella sua casa di Rovereto, controllava, o
cercava di controllare, in tutto e per tutto la vita delle persone che
sfruttava. Erano tutti braccianti che lavoravano anche dieci ore al
giorno, sette giorni su sette, nei vigneti tra Trento e Rovereto. Li
costringeva a lavorare in nero dalle 8 alle 10 ore al giorno di sabato e
di domenica, dopo che avevano già finito il turno normale.
Straordinario imposto il sabato, alla Marelli scatta lo sciopero
L’azienda
ha imposto il lavoro di sabato per recuperare un ritardo produttivo e
ha respinto la richiesta dei delegati Rsu di rendere la prestazione
volontaria. Il sindacato: «In fabbrica fa molto caldo, lavorare così è
faticoso e rischioso»
Maura Delle Case
Lamentano
una carenza di organizzazione nelle giornate di lavoro “ordinario” e
l’eccessivo caldo all’interno dello stabilimento. Con queste
motivazioni, i lavoratori della Marelli di Tolmezzo, ex
Automotive Lighting, dicono no allo straordinario comandato per oggi,
sabato 4 luglio, dall’azienda proclamando un pomeriggio di sciopero.
La
richiesta dell’impresa, che a Tolmezzo produce fanali per alcuni dei
marchi premium dell’automotive, è dovuta – riportano i sindacati in una
nota diffusa ieri per annunciare la protesta – alla necessità di
recuperare «il ritardo accumulato nella produzione, quantificato in
circa 10 mila fanali a settimana, pari al 17% dei volumi».
Ieri
i delegati Rsu hanno incontrato i vertici aziendali, ai quali hanno
ribadito con forza la propria
La ‘decrescita’, iniziata questa settimana, svelata da chi opera al Montaggio
Da
ieri a S. Nicola di Melfi è iniziata una sorta di ‘decrescita’
programmata in casa Stellantis e si è infatti passati da un impostato di
296 a 196 vetture. È il cosiddetto passo 2 a 1. Stando a quanto svela
una fonte al Montaggio, ogni due auto che passano sulla linea, segue un
vuoto. Il mix è composto da Compass, Ds8 e ds7. Anche la Lancia Gamma
sarebbe ai nastri partenza. “Sicuramente sulla linea si lavora meglio, è
meno stressante produrre 100 auto in meno a turno”, sottolinea
l’operaio. Che però, subito dopo, aggiunge: “Se dopo la tanto annunciata
“Mi
sono fermato a Nabatiyeh per raccontare cosa rimane dei villaggi oggi
occupati da Israele. Pur essendoci il cessate il fuoco, di cui nessuno
si fida, gli attacchi sono quotidiani e a chiunque si avvicini troppo al
confine, i soldati sparano a vista con i cecchini o lanciando droni
esplosivi”.
Così Angelo Calianno dal Libano del sud, da Nabatiyeh,
città da cui ha lavorato negli ultimi tre anni. Il reporter spiega che
quando si parla di persone che “si avvicinano troppo al confine”, sono
ragazzini e anziani che cercano di tornare nelle proprie case per
recuperare qualcosa, anche solo un ricordo.
Calianno ha trascorso
la giornata in pattuglia con i paramedici di Nabatiyeh. I Nabatyie
Paramedics sono
Leone XIV, papa americano ha rifiutato l'invito di Trump alla sua festa oscena, smargiassa di celebrazioni, con fiumi di soldi, del suo dominio, ed è andato a Lampedusa, dai migranti vivi o ammazzati dai governi dei moderni "tiranni", dal "sistema economico mondiale"; migrati che rappresentano tutti i popoli, tutti gli immigrati, da quelli dell'America cacciati da Trump, perseguitati e uccisi dalla polizia, a quelli dell'Europa, dell'Italia che li fa morire in mare, negando i soccorsi, e ora c'è la remigrazione/deportazione.
Questa
mattina il governo italiano ha ritirato l’autorizzazione unica n.74 del
2026 che aveva dato il via libera al progetto della Tavolara Bay a Cala
Finanza.
A
poche ore dalla manifestazione popolare, dopo la revoca dell’ordinanza
del comune di Loiri e pochi giorni prima del responso del Tar, il
governo italiano si arrende alla pressione del popolo sardo e revoca la
ZES.
Questa
può essere definita come una grande vittoria del popolo sardo
Lotte operaie. Sgombero poliziesco all’alba di oggi, venerdì 3 luglio 2026, del picchetto alla Acca di Seano, Prato, azienda di consegna pronto moda in tutta Europa che ha annunciato la chiusura, lasciando a casa 100 lavoratori. Dal 20 giugno è in corso un presidio-picchetto no stop, con Sudd Cobas, per impedire che l’attività continui come nulla fosse, mentre 100 lavoratori –migranti – sono sull’orlo del licenziamento. Una lotta dura, passata anche dal pestaggio di massa di qualche giorno fa, con un nugolo di padroncini arrivatiad hoc a Seano per caricare il picchetto, facendo alcuni feriti persino tra i poliziotti.
La stessa Polizia, con celere e blindati, è arrivata oggi per sgomberare il picchetto operaio di Seano. La lotta, però, prosegue a oltranza, nonostante
«Appena abbiamo timbrato ci hanno detto “tornatevene a casa siamo
senza materiale”. Alcuni di noi hanno preteso di lavorare, dovevano
avvisarci prima, non siamo pecorelle».
Da Basilicata24.it del 27 giugno 2026
Lo strappo si è
consumato ieri pomeriggio all’ingresso della fabbrica di San Nicola di
Melfi. A quel punto una metà degli operai se n’è andata. Un’altra metà
ha invece protestato coi sindacati, e dopo una trattativa coi vertici
aziendali, è rimasta in fabbrica per il turno. “All’inizio – ci dice un
operaio del Montaggio – a noi che siamo rimasti volevano darci la Cassa
integrazione come agli altri, mentre noi abbiamo preteso che ci venisse
segnata la giornata lavorativa intera, abbiamo messo la benzina per
scendere in fabbrica, dovevano avvisarci prima che non c’era materiale,
non siamo mica pecorelle”.
LO STRAPPO. Momenti
di tensione, quindi, determinati dalla mancata comunicazione qualche
ora prima della carenza di materiale. “Ci hanno detto che un mezzo col
materiale necessario, non era giunto in fabbrica. Ma potevano avvisarci
due ore prima, come spesso fanno, e non farci scendere per poi
comunicarci il ‘senza lavoro’ lì, non si fa così, operiamo in una
multinazionale, non nella bottega del bosco: ci vuole più serietà”.
Maestranze divise, quindi, tra chi è rimasto sulla linea, pretendendo di
lavorare, e chi invece ha accettato la decisione e ha fatto macchina
indietro facendo rientro a casa.
I PRECEDENTI: I 21 GIORNI DEL 2004 Da
segnalare, inoltre, che episodi simili erano già accaduti nella
‘fabbrica integrata’ di San Nicola. Ad
Ieri, la
Corte d'Assise di Potenza ha rigettato solo in parte le ignobili
richieste degli avvocati degli imputati che volevano l'annullamento di
tutte le perizie, indagini, rapporti, inchieste che hanno dato vita a
Taranto al processo Ilva di 1° grado, ma le ha rigettate solo per 4
imputati: Riva Nicola, Luigi Capogrosso, Angelo Cavallo e Ivan Di Maggio
- mentre per tutti gli altri imputati, compreso addirittura Fabio Riva,
quelle perizie non valgono, accogliendo la tesi dei loro avvocati "perchè al momento dell'incidente probatorio non erano iscritti nel registro degli indagati".
Tant'è
che il PM ha richiesto una nuova "perizia collegiale" affinchè quei
dati, atti di indagine, costati anni e anni di indagini, invece valgano
per tutti gli imputati che, tutti, coscientemente hanno sparso
novìcività, tossicità, inquinamento di aria, terreni, VITE, non solo per
i 4.
Sta
di fatto che ad ogni piccolo passo avanti, si rischia di avere due
passi indietro, in un processo che ad ogni udienza riceve delle
"picconate" - che, sia chiaro, non riguardano le questioni tecniche, di
articoli, di procedura, ecc. del processo in sè, ma riguardano ben
altro, riguardano la giustizia verso gli operai, verso gli abitanti dei
quartieri inquinati; riguardano la giustizia contro Riva e tutti i suoi
complici che hanno sfruttato, hanno fatto morire, ammalare e che ancora
dopo 12 anni non hanno alcuna condanna, mentre hanno già ottenuto una
serie di reati prescritti e che un processo così importante, che
riguarda centinaia e centinaia di persone, in cui gli operai sono morti
in tanti modi, in cui tutti hanno un familiare malato di tumore, ecc.
ecc. venga trattato come un processo a "ladri di galline". Questo è in discussione, signori, CHIARO!
Questa situazione non può essere accettata! Un
processo ai padroni tra i maggiori sfruttatori e assassini, a politici,
rappresentanti istituzionali, ecc. non può essere ad ogni udienza come
un "carciofo" da sfogliare pezzo dopo pezzo. La "legge", "le "procedure"
non rispettate, gli "errori" del processo di 1° grado, a cui come dei
vampirti si buttano sopra gli avvocati ben pagati, Annicchiarico,
Perrone, Raffo, ecc. ecc., non possono nascondere che ora "in nome della
legge" questo processo può diventare la più ingiusta ingiustizia di classe.
Non
può essere accettato che gli Annicchiarico si sentano a Potenza ancora
di più a "casa loro", intervengono quanto e quando vogliono, per
ripetere sempre le stesse cose allo scopo di non far andare avanti anche
questo processo di Potenza (art.11 violato, tutti i giudici non
potevano essere imparziali, dalla Todisco in poi, perchè vivono,
respirano, abitano nella stessa città inquinata... e cazzate di questo
genere), senza che nessuno gli dica "basta!".
Noi
dello Slai cobas non ci stiamo a questa farsa. Ripartiremo a settembre
con presidio al Tribunale, assemblee; non lasceremo tranquille le stesse
udienze all'interno.
Ma
non possiamo farlo solo noi! Gli avvocati dei Riva e complici fanno il
loro sporco mestiere ben pagato, e glielo lasciano fare, anche gli
avvocati delle parti civili che in tanti non si presentano alle
udienze. Lo Slai cobas invece sta spendendo, come sempre, soldi,
energie, ma occorre di più!
Ora, col nuovo avvio dell'8 settembre del processo è in discussione anche la
validità dei verbali, prove testimoniali acquisite nel 1° grado che gli avvocati degli imputati vogliono cancellare. Questo non deve
succedere.
Da Antenna Sud
Da Domani - Simone Libutti I giudici
hanno respinto la richiesta delle difese di annullare l’incidente
probatorio sulle perizie epidemiologiche e chimiche dell’ex Ilva.
Un’ordinanza che evita il collasso del filone ambientale, già indebolito
da prescrizioni, esclusioni di società e parti civili L’ordinanza
emessa permette di utilizzare la perizia nei confronti di quattro
imputati: Nicola Riva, Capogrosso, cavallo e Di Maggio, che
rappresentano la proprietà Ilva e i manager che di fatto erano gli
esecutori di fiducia della medesima proprietà. La contestazione della
validità delle prove raccolte dal 2010 in poi rischiava di picconare
giuridicamente anche l’ultimo filone – quello ambientale – rimasto in
piedi nel processo nel capoluogo lucano.
Per l’avvocata di
parte civile Antonietta Ricci (dello Slai cobas Taranto - ndr),
l’annullamento della perizia «avrebbe allungato i tempi del processo di
20-30 anni» perché «si sarebbero dovute fare da zero tutte le analisi,
non tenendo conto dell’impossibilità di riprodurre le condizioni di
quindici anni fa». Questo avrebbe permesso probabilmente di ottenere anche la prescrizione per il filone riguardante il disastro ambientale".
Indagato poliziotto per il ferimento di Marco Basoccu, colpito alla testa da un lacrimogeno durante il derby Toro-Juve
La Procura di Torino, tramite l’indagine
guidata dal PM Scafi ha condotto ieri venerdì 3 luglio, l’interrogatorio
di garanzia per un poliziotto della squadra mobile di Torino, accusato
di aver sparato un lacrimogeno alla testa del tifoso juventino Marco
Basoccu.
La Procura, a quanto si apprende dalle
informazioni reperibili sui giornali, ha dovuto procedere con questa
incriminazione a causa dei filmati che non lascerebbero molto spazio
alle tesi strampalate fornite dalla Questura Torinese nelle ore subito
dopo il ferimento e degli scontri.
Si evidenzia subito però una disparità di
trattamento verso il poliziotto incriminato e come di solito si
Su pòpulu sardu si afirmat, superat sos ostàculos de sa cuestura de Tàtari e si torrat a apoderare de una plaia privada in Lu Fenosu (it.: Cala Finanza), in sos logos de su progetu "Tavolara Bay".
Comente UNIGCOM semus fierəs de àere fatu sa parte nostra, de àere giutu sa boghe de sos giòvanes traballadorəs e istudiantes sardos, pro torrare a nàrrere chi su sistema coloniale tenet sas bases suas in su sistema capitalìsticu, chi su modellu de isvilupu chi sighit a èssere impostu a pitzu de nois est una màchina de isfrutamentu e de esasperatzione de su discumbèniu sotziale a cale devimus fàghere fronte.
Comente ischimus, sa mobilitatzione ispontànea est unu sìntomu positivu dae sas massas in respusta a un'ingiustìtzia.
Pro custu naramus chi chie cheret depolititzizare su movimentu rispondende a coros de lota cun "A foras sa polìtica", no est indebilitende una manifestatzione sustentada e partetzipada isceti, ma est neghende sos trastos fundamentales de sa lota a chie oe at pigadu s'aficu de manifestare intre totu sas dificultades.
A s'anti-polìtica nois rispondimus cun s'organizatzione, a sa colonizatzione nois rispondimus cun sa lota, a sa polìtica italiana chi de tropu tempus invadet sa Sardigna devimus rispòndere cun sa polìtica sarda, costruida dae nois e pro nois.
Oe Lu Fenosu, cras un'àtera cala, un'àtera plaia, un'àteru sartu finas a cada tzitade e postu de traballu, finas a su sotzialismu e a s'indipendèntzia.