domenica 11 ottobre 2026

pc 11 ottobre - L'Aquila per la Palestina


Un presidio molto ben riuscito, preparato in 3 giorni, considerando che fino all'ultimo si pensava di confluire in altre piazze dell'Abruzzo o addirittura a Roma.

Ma era una manifestazione doverosa, perché a L'Aquila non se ne facevano più da un pezzo e perché il tribunale dell'Aquila ha evidentemente deciso di far procrastinare fino al prossimo anno il processo di appello di Anan Yaeesh, facendo slittare di alri 3 mesi il deposito delle motivazioni della sentenza di condanna.

La risposta della città ci ha dato ragione, sia durante il volantinaggio che ha preceduto il presidio, sia al presidio stesso, con la presenza di un'ottantina di persone, in gran parte giovani e migranti, e molto combattive. Praticamente assente la "sinistra" istituzionale (ANPI ecc.).

Molti passanti si sono fermati e hanno accolto volentieri i volantini e lo speciale della controinformazione rossoperaia.

Una donna, con la sua bambina, ha voluto ringraziarci al microfono per la manifestazione. Lo ha fatto come mamma, per rispetto di tutti i bambini palestinesi uccisi.

 

In tutti gli interventi è stato ribadito il sostegno alla resistenza palestinese e contestato il decreto salva sionismo. Sono state lette alcune poesie di Anan Yaeesh e reclamata la sua liberazione. "Qualcuno ci detto che dobbiamo manifestare per noi italiani" - é stato detto - "ebbene, è quello che stiamo facendo, ribelliamoci a chi ci impone un'economia di guerra, facciamo come i nostri compagni d'oltralpe!".

Purtroppo l'impianto di amplificazione per un po' non ha funzionato e la compagna dello Slai Cobas s.c. ha dovuto urlare il suo, ma i vuoti sono stati colmati da numerosi slogans contro il sionismo, l'imperialismo e la complicità del governo fascista Meloni, contro la repressione, per la liberazione della Palestina dal fiume al mare e di tutti i prigionieri politici palestinesi.




pc 11 ottobre - Le balle della Meloni su inflazione: interventi-spot fondati sul populismo verso le masse, ma in realtà per non andare ad intaccare i profitti dei padroni


Diamo alcuni elementi di riflessione rispetto a quello che in questi giorni è messo al centro dai quotidiani, dalla stampa, dai media e dalla stessa Meloni, cioè questa sua attivizzazione per rispondere a quelli che sono le problematiche dell’inflazione e quindi partiamo da come viene riassunta la notizia dal giornale dei padroni, il sole 24 ore, poi ripresa da tutta la stampa: “La Commissione europea ha dato via libera alla richiesta del Governo italiano di usufruire della clausola di flessibilità sui conti pubblici per le spese di difesa ed energia” ma poi aggiunge subito che ”questo tipo di flessibilità non è da confondere con l'ulteriore richiesta italiana di flessibilità relativa all'uso delle entrate straordinarie dall'Iva per misure anti caro energia sulla quale Bruxelles deve ancora pronunciarsi.”

Qui emerge chiaro come il governo Meloni usa il populismo, dicendo vere e proprie balle per cercare di far vedere che si sta interessando delle masse, dei proletari, dei problemi che le attanagliano, ma in realtà quello che difende sono i profitti dei padroni e l'abbiamo visto in maniera lampante con la questione dell'ENI, con l’intervento chiamato moral persuasion sulla benzina - che ormai è già finito - ma senza intaccare quelli che sono i superprofitti delle grandi aziende come l'Eni.

Lo scopo di queste controinformazioni è prendere prendendo spunto dalle questioni che tutti i giorni ci sono e attraverso una lettura di classe avere una posizione autonoma da parte dei proletari, degli operai, per far capire quello che ci sta intorno. E una delle questioni principali da cui dobbiamo partire, che dobbiamo continuamente ripetere perché purtroppo non basta una volta ma forse dopo dieci volte si riesce forse a capire qualcosa e mano a mano anche che la realtà lo conferma: questa inflazione è causata dal conflitto in Medio Oriente, quindi sempre di più i legami genocidio-guerra è rapportato alle condizioni di lavoro, del salario, della sicurezza, della precarietà che ci troviamo tutti i giorni. Questo è uno degli elementi centrali che dobbiamo mettere anche in questo passaggio per smantellare quelle che sono poi le bugie del governo.

L'altra questione: tutti i governi in un sistema democratico borghese capitalista fanno gli interessi dei padroni e anche questo governo fa gli interessi dei padroni e oggi noi dobbiamo lottare come lavoratori, operai, masse popolari, contro il governo dei padroni che è in carica oggi, tenendo conto di un aspetto: che qualsiasi governo dei padroni affronterebbe e ha sempre affrontato le questioni da un punto di vista di classe, quindi per tutelare la classe che rappresenta che è la classe della borghesia, ossia la minoranza della popolazione che tiene soggiogata la maggioranza, ma non solo questo, la differenza tra gli altri governi è che il governo Meloni è un governo che marcia verso il moderno fascismo e lo vediamo poi in vari esempi, in tutti i suoi provvedimenti e quindi anche in quelli cosiddetti di politica economica, da un lato non può che fare più o meno la stessa cosa che farebbero tutti e che anche la Meloni sta facendo come andare pateticamente a mendicare e a mandare lettere alla presidente della commissione europea Ursula von der Leyen per avere degli scostamenti dai parametri e vincoli per fare apparire che si sta occupando dei problemi delle masse quando invece nella realtà si sta occupando dei problemi dei padroni, dei grandi capitalisti della finanza, delle grandi case energetiche come l’Eni. L'altra questione che dobbiamo capire è il carattere che ha di diverso questo governo, che utilizza in ogni sua attività, anche in quella economica, un aspetto che è quello di imbrogliare le masse per fargli pensare che lei sta facendo i loro interessi e che gli interessi della nazione e gli interessi delle masse sono tutti sulla stessa barca e sempre più questo è un discorso di corporativismo fascista che sta avanzando all'interno di tutte le questioni, con un intreccio tra attacco economico e armi e riarmo.

pc 11 ottobre - Roma per la Palestina - video e immagini




 



pc 11 ottobre - Torino per la Palestina - la repressione non ferma ma alimenta la ribellione

A Torino i manifestanti sfilano cantando «Bella Ciao» al corteo pro Palestina

Durante il corteo pro Palestina a Torino i manifestanti hanno intonato «Bella Ciao», marciando per le strade partendo da piazza Castello. Decine e decine di persone si sono riunite per chiedere lo stop delle violenze a Gaza e la libertà per il ...

Durante il corteo pro Palestina a Torino i manifestanti hanno intonato «Bella Ciao», marciando per le strade partendo da piazza Castello. Decine e decine di persone si sono riunite per chiedere lo stop delle violenze a Gaza e la libertà per il popolo palestinese.



 

pc 11 ottobre - a Milano per la Palestina -immagini video e striscione di cinesi con Mao Tse tung










 

pc 11 ottobre - Riprende la Formazione Marxista da Taranto per allargarsi a tutte le città possibili - info pcro.red@gmail.com

pc 11 ottobre - Voci e immagini dal presidio di Taranto nella giornata della Palestina

Ieri sera oltre 50 persone, compagne, compagni, giovani studenti, solidali anche venuti da Bari, hanno manifestato in piazza Immacolata, mantenendo l'impegno a rispondere all'appello delle associazioni palestinesi di scendere in piazza in tutte le città il 10 ottobre, in coincidenza con il 7 ottobre giorno della legittima Resistenza del popolo palestinese, per dire: stop al genocidio a Gaza, stop ai massacri, deportazioni in Cislgiordania, fine del sionismo, stop agli accordi, embrago ad "israele", e stop al Ddl antisemitismo del governo Meloni complice di Netanyahu.

Non ci potevano certo fermare quattro gocce di pioggia! Non potevamo non essere uniti, in sintonia con le migliaia di persone che hanno manifestato il 10 ottobre da Torino, a Roma, a Milano, a Napoli, in Calabria, ecc. ecc. Taranto, che dal 7 ottobre in ogni modo ha manifestato per la Palestina libera, per la resistenza, doveva e deve anche nelle prossime occasioni, essere presente.

Per questo, lo Slai cobas per il sindacato di classe ha mantenuto la mobilitazione in piazza Immacolata, e ha fatto appello nei giorni precedenti e fino a sabato a tutti a non fermarsi per la pioggia, a scendere comunque in piazza. E questo è avvenuto; via via il presidio si è ingrossato, in un crescendo di partecipanti e del clima solidale e combattivo.   

Slogan, pro Palestina, a sostegno della resistenza, sì anche armata, del popolo palestinese e delle sue organizzazioni, striscioni, cartelli, vari interventi forti, hanno portato tanta gente, anche giovani immigrati a fermarsi, ad ascoltare, ad esprimere il loro appoggio all'iniziativa. 

Una manifestazione riuscita, assolutamente necessaria, dovuta, in cui nessuno che si dice pro Palestina poteva sottrarsi. 

 


Sul blog tarantocontro gli audio con gli interventi che consigliamo di ascoltare

Intervento di Slai cobas sc  

Intervento di #iostoconlapalestina

Intervento di Vincenzo Fullone Freedom flotilla

pc 11 ottobre - Ravenna sempre più porto di guerra! Intensificare la protesta

La nave ro-ro Capucine, utilizzata esclusivamente dall’Esercito italiano per il trasporto di mezzi e materiali militari, ha fatto scalo ieri nel porto di Ravenna. A segnalarlo è il Coordinamento popolare contro i traffici di armi dal porto di Ravenna, che chiede di sapere quale carico sia stato imbarcato o sbarcato e manifesta preoccupazione per la presenza dell’unità nello scalo ravennate.

Come segnalato dal Coordinamento, la Capucine e la nave gemella Severine vengono impiegate per trasportare armi e mezzi militari tra porti e basi italiane ed estere, con spostamenti che variano in base alle esigenze dell’Esercito e senza rotte fisse. Tra gli scali italiani indicati dall’organizzazione figurano Piombino, Monfalcone, Bari, Brindisi, Sant’Antioco, Salerno e Crotone.

Il gruppo riferisce che nell’ultimo anno la Capucine non era stata avvistata a Ravenna e sottolinea come la nave operi su collegamenti che comprendono basi in Italia, Turchia, Romania, Libano, Arabia Saudita

pc 11 ottobre - La fine del genocidio è la fine de sionismo! Ieri partecipatissime manifestazioni in tantissime città - immagini e video Milano, Pisa, Torino, Roma...

  

Intervento di un compagno di proletari comunisti al corteo di Milano

 

Video dalla manifestazione di Torino:

https://www.facebook.com/share/v/1HhD9Ecwaq/

https://www.instagram.com/reel/DeUtZK0s5QK/?exln=MWN5bXZiNGE4OW13Mg==

https://www.facebook.com/share/v/1HhD9Ecwaq/

Milano

Roma
 

pc 11 ottobre - Spagna anticapitalista

Construir la huelga general para ir más allá

Se tendrá que disputar políticamente la orientación de la movilización para evitar que se convierta en un acto de precampaña progresista y favorecer que la clase trabajadora y el pueblo aumenten su autonomía con respecto a los gobiernos. Además, la consigna principal debe ser construir comités populares por la huelga general en los barrios.

Finalmente, la huelga general por la vivienda se celebrará el 11 de noviembre. En este breve texto apuntaremos algunas cuestiones en relación con su convocatoria y los retos que supone para el movimiento popular.

En primer lugar, cabe destacar el carácter unitario de la convocatoria. Por primera vez en mucho tiempo, los sindicatos mayoritarios, CCOO y UGT, y la izquierda sindical se han unido en torno a esta iniciativa, a lo que hay que sumar la importante presencia de las centrales nacionalistas, la gallega CIG y las vascas ELA y LAB, hegemónicas en sus naciones, que participarán con reivindicaciones propias.

Ese carácter unitario, impulsado por el trabajo de la Confederación de Sindicatos de Inquilinas, es muy progresivo en este contexto y debe considerarse un avance. No se trata de confiar en un giro hacia la izquierda de los aparatos burocráticos de los grandes sindicatos, sino de reforzar la apuesta por la

pc 11 ottobre - Por la huelga general en el estado español - da Madrid pochi minuti fa

💥Hace 14 años que no se convoca una huelga general en el estado español. Y es la primera huelga general por la vivienda🏠. 

El reto es enorme, construir una gran convocatoria que nos permita reforzar el poder de la clase trabajadora para sacar la vivienda del mercado. 

Por eso es fundamental formarse entorno a experiencias pasadas y presentes de cómo construir esta huelga

Os animamos a venir a todes para formaros y para discutir ideas que nos permitan escalar la lucha📢❤️‍🔥
Estos son los textos que usaremos:

pc 11 ottobre - Sanità, tagli per 19 miliardi e la Meloni continua a raccontare balle!

Il rapporto della fondazione Gimbe dice esplicitamente che in questi tre anni, il governo ha sottratto di fatto 19 miliardi alla Sanità. Ma proprio sulla sanità, durante l'infinita campagna propagandistica, la Meloni elenca i finti successi del suo governo, le spara grosse, come è sua abitudine. La conferma che si tratta di spudorate menzogne viene quindi non solo dalla vita quotidiana di chi con la Sanità deve purtroppo avere a che fare, situazione che viene anche raccontata dalle cronache giornalistiche sulle liste d'attesa, per esempio, sui ricoveri impossibili per mancanza di posti letto, perché mancano i medici, gli infermieri, tutti costretti a turni estenuanti, insomma, quella che in gergo viene chiamata “mala Sanità”. Ma la conferma viene anche dai rapporti, come quest'ultimo della fondazione Gimbe, che alcuni quotidiani hanno naturalmente ripreso.

Uno dei primi punti è quello dei soldi. 19 miliardi sono stati sottratti alle spese sanitarie in tre anni e così lo spiega il rapporto, riportato per esempio dal manifesto: in rapporto alla ricchezza nazionale prodotta, il fondo sanitario nazionale, che ogni anno viene distribuito alle regioni, è sempre più leggero e in questi anni è rimasto sotto il 6% del PIL, ereditato dall'amministrazione Draghi, addirittura. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto tra il fondo sanitario e il PIL fosse rimasto costante a livello del 2022, il servizio sanitario nazionale avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi di euro in più.

È chiaro che già questo punto si riflette presentemente su uno dei settori sociali più delicati, perché stiamo parlando della salute di tutti noi, che avrebbe invece bisogno di tanti miliardi in più.

Ogni tanto questa riflessione si fa in generale. Per esempio agli anziani e, in generale, anche alle persone che vanno in pensione, invece di ricevere sostegni in più, gli vengono sottratti quando uno ha più bisogno; ma questo è il cinismo della politica di questo governo moderno fascista, che tende allo

pc 11 ottobre - INDIA: Mega-retate per impedire la manifestazione di ieri contro il fascismo in azione di Modi... Ma la protesta è diventata permanente

dal manifesto di oggi

New Delhi, uno degli almeno settemila arresti che ieri hanno cancellato le manifestazioni contro Modi 

Non hanno nemmeno fatto in tempo a uscire dall’aereo. Appena si è aperto il portellone, una decina di agenti della polizia di New Delhi si è fatta largo tra i sedili e ha arrestato Abhijeet Dipke, Ashutosh Ranka e Saurav Das, rispettivamente il fondatore e i due portavoce del Cockroach janata party (Cjp), il movimento degli «scarafaggi» già responsabile delle dimissioni del ministro dell’istruzione quest’estate. Sono i primi arresti eccellenti del 10 ottobre 2026, data che rimarrà impressa a lungo nella storia indiana e soprattutto in quella della Gen Z, la generazione che ieri ha smascherato la deriva autoritaria della democrazia più grande del mondo, plasticamente in azione nella capitale indiana.

NON ERA MAI successo, nemmeno ai tempi del colonialismo britannico, che l’intera New Delhi fosse trasformata in una fortezza, presidiata da decine di migliaia di agenti tra polizia, corpi speciali e divisioni paramilitari. Tutto per impedire la protesta nazionale contro i brogli elettorali di cui è accusato Gyanesh Kumar, il capo della commissione elettorale responsabile – tra le altre cose – della cancellazione frettolosa e sospetta di 130 milioni di nominativi dai registri elettorali nazionali. Nella

pc 11 ottobre – Produzione in calo (tranne le armi!), crescita zero, aumento dei prezzi… La via verso le elezioni della Meloni è costellata dai dati disastrosi dell’economia


Da quando è arrivata al governo la fascista Meloni, l’economia di questo Paese non solo non si è ripresa ma di fatto è peggiorata, nonostante lei e i suoi starnazzanti camerati, continuino a sparare balle.

Ce lo ricorda ancora una volta un articolo del Sole 24 ore di ieri, quasi messo in sordina, a dir la verità, una lunga e stretta striscia a pagina 17… ma siccome i dati sono pubblici e vengono dall’Istat non si può far finta di non vederli e soprattutto pesarli.

Il giornalista in realtà ha difficoltà a dissimulare il disastro e cerca di tanto in tanto di attenuare il significato dei dati, con il classico linguaggio da “giornalista economico”, in questo caso dei dati della produzione industriale italiana nel mese di agosto, ma facendo anche qualche riferimento a quelli nazionali. Il titolo dell’articolo è: “Male chimica e tessile -moda: produzione giù ad agosto”.

Dire male però non dà il senso della caduta della produzione visto che solo per i fertilizzanti si parla del 33% in meno! E in questo c’entra certo la guerra anche con la chiusura dello Stretto di Hormuz, ma ciò significa che la produzione agricola sarà in difficoltà e gli agricoltori proveranno a compensare la caduta con l’importazione dall’estero, sempre se altri Paesi saranno  disposti a farlo, e questo farà

sabato 10 ottobre 2026

pc 10 ottobre - Migliaia al corteo di Torino per la Palestina - info diretta

16:28

Il corteo raggiunge corso Novara, circa 4 mila i partecipanti

Il corteo raggiunge corso Novara, sfilando pacificamente tra musica e slogan verso Barriera di Milano. Sono 4 mila i partecipanti tra esponenti di centri sociali e collettivi, sindacati, ma anche coppie e famiglie con bambini. Qualche cittadino si affaccia dai balconi lungo il percorso e li applaude mentre al microfono parla un rappresentante degli studenti: «L’anno scorso abbiamo bloccato le strade e le Università dimostrando che se si fermano gli studenti si ferma il mondo. Siamo stanchi di una scuola che per la sua stessa natura non è mai appartenuta agli studenti. Gli edifici sono fatiscenti e il sistema è improntato su rigide regole pronte a dividerci». Rilancia lo sciopero del 16 ottobre: «Dalla Palestina alla Francia: è ora di lottare».

 “Il 7 ottobre giornata di resistenza globale”

Il corteo raggiunge il Rondò Rivella. Rimbomba al microfono la voce di Sara Munari, una delle leader di Askatasuna secondo gli investigatori: «Il 7 ottobre è una giornata storica di resistenza globale. È il giorno in cui il popolo palestinese ha rotto la gabbia che l’ha imprigionato per oltre 20 anni dentro la striscia di Gaza. Quando sentiamo parlare di terrorismo, di poveri coloni, noi dobbiamo avere chiara sempre il principio per cui noi siamo sempre dalla parte degli oppressi che si liberano dalle loro catene. Noi dobbiamo riscrivere la storia».


Dagli studenti alle famiglie: “Qui per Gaza ma anche per gli affitti”

Tra i tanti cittadini in piazza c’e Gianpaolo Parodi: «Siamo qui per difendere il diritto dei palestinesi di avere una vita civile e un paese libero. In questo momento un paese democratico deve chiedere queste cose». Emanuele, che preferisce non fornire il suo cognome e non mostrarsi in foto, è alla manifestazione con i due figli: «Perché esserci? La domanda è: perché non esserci. L’unico segnale possibile è rioccupare le piazza, visto che il tema continua a essere troppo poco visibile». Aggiunge: «Non volere dare la piazza in principio della manifestazione è una vigliaccheria». Con lui c’è Giulia: «Ci sono momenti come questo in cui bisogna prendere una posizione, anche con il corpo. Non esserci è criminale e ti mette proprio dalla parte sbagliata della storia». Tanti studenti in piazza, anche dall’estero. Con Gabriele, studente di Torino, c’è Maria dalla Grecia: «Siamo vicini alla causa Palestine, è giusto fare numero per far sentire la nostra voce che spesso non viene ascoltata non solo su cosa sta accadendo a Gaza ma anche, per esempio, sugli affitti».

i cori e gli scontri

"Tout le monde déteste la police": il corteo pro-Pal si apre un varco tra gli agenti a Torino

Manifestanti violano la prescrizione del Prefetto: “Non ci facciamo prendere in giro”

Fermi davanti al teatro Regio e alle camionette delle forze dell’ordine che bloccano l’accesso a via Po, i manifestanti al megafono esultano per essere riusciti a entrare in piazza Castello, violando la prescrizione del prefetto che indicava la partenza del corteo dai Giardini Reali: «Quando la polizia decide di mostrare i muscoli, il popolo risponde». Sotto le bandiere della Palestina che sventolano, al megafono spiegano il motivo della manifestazione: «Siamo qua a 3 anni dal 7 ottobre. Noi non ci facciamo prendere in giro: un anno fa abbiamo bloccato tutto e oggi siamo ancora qua in migliaia e continueremo a scendere in piazza finché la Palestina non sarà libera».

Il corteo è partito, tensioni tra manifestanti e polizia

Inizia tra le tensioni il corteo pro Palestina. La polizia blocca al furgone dei partecipanti l’accesso a piazza Castello. Scoppiano le proteste, tra urla e clacson: «La Digos - dicono alcuni dei manifestanti - ha fermato il furgone alla salita dei Giardini Reali per impedire il corteo. Basta atteggiamento mafioso da parte della Digos, manifestare è un nostro diritto». E lanciano l’appello tramite i social: «Tutti ai giardini reali a sbloccare la situazione». In realtà le forze dell’ordine si sono attenute a una prescrizione del Prefetto che imponeva la partenza del corteo da Viale Primo Maggio, quindi oltre piazza Castello. La polizia decide di far defluire i manifestanti che riescono a farsi strada in mezzo al cordone delle forze dell’ordine e a entrare in piazza Castello, tra cori e applausi, violando la prescrizione della Prefettura: «Tout le monde détest la police». E ancora: «Torino lo sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume al mare»

pc 10 ottobre - «Ci parlate di futuro? Siete complici del massacro palestinese»: studente contesta Leonardo al festival di Parma

video

https://www.open.online/2026/10/10/studente-contesta-leonardo-festival-parma-video/?shem=dsdf,sharefoc,agadiscoversdl,,sh/x/discover/m1/4

pc 10 ottobre - Sicilia, Marsala/Petrosino devastate dalla furia di due trombe marine: case distrutte, macchine ribaltate, scuole colpite con bambini feriti, danni gravissimi alle popolazioni mentre il governo Meloni/La Russa ci dice di abituarci!

Massima solidarietà alle popolazioni colpite! Ribelliamoci alla barbarie capitalista!

La doppia tromba d'aria che ieri si è abbattuta con violenza sul territorio di Marsala, Petrosino e circondario, in provincia di Trapani , ha lasciato dietro di sé uno scenario di guerra: non solo il plesso scolastico della "Alcide De Gasperi" è stato devastato sfiorando una strage di bambini, vi sono feriti, che con maestre e personale scolastico hanno cercato di mettersi in salvo mentre la furia del vento impazzava in pochi secondi, ma anche case scoperchiate, abitazioni danneggiate, auto sbalzate via come fuscelli, con feriti gravi caduti nei burroni.

Mentre un altro territorio conta gli ennesimi danni e ferite e la polvere della sabbia della devastazione copre le macerie, a risuonare con più forza è il cinismo sprezzante del governo Meloni e dei suoi rappresentanti come l’osceno La Russa che con un’arroganza senza limiti questa estate ad un evento pubblico aveva detto in merito agli eventi climatici estremi “Ci abitueremo al clima caraibico, non moriremo”.
COSA HA DIRE OGGI IL GOVERNO MELONI/LA RUSSA DI FRONTE A QUANTO E’ NUOVAMENTE ACCADUTO IN SICILIA E NON SOLO??


E non dimentichiamo il ciclone Harry che ha devastato Sicilia, Calabria e Sardegna l’anno scorso, le

pc 10 ottobre - A Palermo per la Palestina

pc 10 ottobre - INDIA: attacchi ai manifestanti, violenza sulle donne, arresti e sparizioni illegali... il governo fascista di Modi fa di tutto per impedire la manifestazione di oggi a New Delhi!

 
All'interno della dichiarazione del Fronte Studentesco Rivoluzionario c'è anche la descrizione delle misure di barricamento della polizia nella capitale New Delhi, nell'attesa della manifestazione di oggi che è già all'attenzione dei media indiani e non solo.

Dichiarazione del Fronte Studentesco Rivoluzionario (RSF) contro il progetto fascista del SIR-NRC-CAA e la detenzione e molestie illegali e antidemocratiche dei manifestanti anti-SIR in tutto il paese

La repressione del BJP-RSS brahminico fascista Hindutva contro il movimento nazionale anti-SIR in corso si è intensificata in vista della mobilitazione guidata dal CJP del 10 ottobre al Jantar Mantar. La massiccia repressione statale mira a prevenire questa imminente mobilitazione democratica e pacifica, sotto la copertura del mantenimento della 'legge e dell'ordine'. Circa 30.000 membri della Polizia Centrale Armata sarebbero stati dispiegati a Delhi, con ulteriori rinforzi in arrivo, mentre la polizia monitora l'ingresso a Nuova Delhi e presumibilmente fa pressione sulle istituzioni educative e sugli alloggi a pagamento per impedire agli studenti di unirsi alla protesta. Come sappiamo, il CJP ha chiesto questa mobilitazione pacifica chiedendo le dimissioni del CEC Gyanesh Kumar. La repressione statale si è estesa oltre Delhi. Abbiamo appreso dal post X del co-coordinatore del CJP Ashutosh Ranka e da altre fonti di stampa che migliaia di volontari del CJP sono stati detenuti in tutto il Maharashtra, Uttar Pradesh e Bengala Occidentale, semplicemente per l'intenzione di partecipare alla protesta del 10 ottobre. A Kolkata, Ranka ha accusato che il volontario del CJP Abdul Hafiz e la sua squadra sono stati arrestati da agenti di polizia in abiti civili e portati in luoghi non divulgati, e che un minore, Habib, sarebbe stato portato via dalla sua abitazione dalla polizia di Kolkata. Questo è completamente illegale e

pc 10 ottobre - La Francia infiamma il Belgio e la risposta di Stato e governo è ancora più repressione

Belgique : Répression policière massive et résistance urbaine lors de la grève nationale

Lors de la manifestation nationale du 9 octobre 2026 à Bruxelles, un lourd dispositif de répression a été déployé face aux manifestants, ciblant particulièrement les cortèges de jeunes. Les forces de l’ordre ont multiplié les tactiques d’étouffement : nasses, charges à la matraque, tirs de gaz lacrymogène, déploiement d’autopompes et interventions musclées de policiers en civil. Les autorités ont procédé à plus d’une centaine d’arrestations, ciblant de nombreux mineurs, et ont mené des fouilles préventives allant jusqu’à confisquer le matériel médical de premiers secours des militants.

Face à cette offensive, une forte résistance s’est organisée dans les rues de la capitale. Les manifestants ont dressé des barricades, utilisé du mobilier urbain et même déplacé un bus pour entraver l’avancée des canons à eau, ripostant aux charges policières par des jets de projectiles et de mortiers d’artifice. Au cœur de ces affrontements, une solidarité logistique et médicale a émergé : des lieux de repli sécurisés et des « hôpitaux de campagne » improvisés ont été mis en place par les manifestants pour soigner les blessés, rincer les yeux gazés et maintenir la mobilisation malgré la violence des interventions.

secours rouge belgique