domenica 20 giugno 2021

pc 20 giugno - il grande corteo di roma nella valutazione dello slai cobas per il sindacato di classe

 


Diverse migliaia di lavoratori in un corteo rosso e proletario che si è progressivamente ingrossato, con forte presenza di giovani e studenti e grande delegazioni di disoccupati in lotta di Napoli, ha dato una grande risposta all'assassinio di Adil, ai padroni assassini e al governo complice che ne sono corresponsabili.

Si è sentita forte e chiara e si è incarnata la parola d'ordine gridata: “Adil è vivo e lotta insieme a noi”, in cui si sono fuse commozione e rabbia, ma su una linea di lotta, determinazione che si è espressa prima nel lungo fronteggiamento con la polizia che voleva bloccare il corteo combattivo in direzione del Ministero e che poi è diventato un fiume che ha attraversato le strade di Roma fino alla grande assemblea finale in piazza Vittorio.


Un corteo in cui era importante esserci, fondersi con i lavoratori in lotta, perchè è una pagina importante e un segnale significativo per tutti i lavoratori della logistica e per tutta la classe operaia e gli sfruttati del nostro paese.

La repressione omicida, niente affatto casuale e frutto del clima di aggressione alla lotta dei lavoratori, che non ha esitato ad usare mazzieri del padrone con la polizia che stava a guardare, non ha fermato la lotta, anzi ha alimentato la ribellione, la chiarezza della posta in gioco e del valore generale per il movimento sindacale di classe nel nostro paese e per l'insieme dell'opposizione politica e sociale alla Confindustria, al governo e allo Stato del capitale che scaricano la crisi sui proletari e le masse popolari, e vogliono lo sblocco dei licenziamenti, l'intensificazione dello sfruttamento, lo schiavismo contro i nostri fratelli di classe migranti sui posti di lavoro come nei campi.

Per lottare contro tutto questo è morto Adil e giornalmente hanno rischiato anche la vita operai e attivisti sindacali Si.Cobas che stanno lottando e rispondendo alla FedEx e in tanti altri posti di lavoro.

Il corteo di ieri si è fuso con lo sciopero della logistica del 18 che si va estendendo, costituendo una risposta non solo ai padroni della logistica ma ai sindacati confederali che firmando il contratto della logistica e con il loro comportamento quotidiano complice sono coinvolti nella guerra ai lavoratori in lotta. E non saranno le parole ipocrite dopo la morte di Adil a cancellare questo dato di fatto.

L'assemblea finale di piazza Vittorio ha alzato il tiro della denuncia, della continuità della lotta, dell'appello alla lotta generale.

I lavoratori vogliono giustizia per Adil e vogliono che le rivendicazioni per cui si batteva insieme ai suoi compagni di lavoro vengano accolte e diventino il segno di una vittoria di classe che in questi tempi così duri e difficili incida e indirizzi il cambiamento dei rapporti di forza.


Lo Slai cobas per il sindacato di classe ha fatto ogni sforzo necessario per portare nei luoghi, dove non c'è il Si.Cobas e non c'è un adeguato livello di lotta, da Palermo, all'ex Ilva di Taranto, agli appalti comunali, a città come Ravenna, L'Aquila, dove il vento della lotta in corso è portato essenzialmente dallo Slai cobas per il sindacato di classe, alle fabbriche di Bergamo dove ha sostenuto, partecipato nei limiti delle sue forze allo sciopero generale della logistica.

Nella manifestazione la combattiva rappresentanza dell'assemblea donne/lavoratrici ha svolto un'azione visibile con il foglio, lo striscione/cartelli il ruolo che le lavoratrici stanno svolgendo nella battaglia generale per rompere le doppie catene perchè tutta la vita deve cambiare.

La rappresentanza di questa battaglia si è fusa con le migliaia dei lavoratori nella manifestazione; così come è stata una voce netta e chiara per la guerra di classe, la lotta per il potere operaio, che è l'unico sbocco inevitabile e necessario della battaglia dei lavoratori; così come abbiamo sostenuto che il fronte unico da realizzare è con gli operai delle fabbriche, le masse povere del sud e delle periferie, il movimenti di lotta per la casa, i lavoratori delle campagne in lotta, i movimenti di lotta sul territorio, dai No Tav ai No Tap fatti segni anch'essi della repressione di Stato. Questa è l'estensione che vogliamo e non i generici appelli a scioperi generali o ai Landini che dovrebbero scegliere da che parte stare.

La manifestazione di Roma è chiaramente solo una tappa. Lo sciopero dei lavoratori della logistica continua e va sostenuto fino a risultati concreti contro licenziamenti, repressione, condizioni di lavoro, per diritti e contratti veri.

Il contagio sociale di questo sciopero si deve estendere in tutti i luoghi dello sfruttamento, della precarietà.

La morte di Adil pesa come un macigno che dobbiamo scagliare contro il capitalismo, il suo Stato e il suo sistema.

slai cobas per il sindacato di classe

coordinamento nazionale

20 giugno 2021

pc 20 giugno - la grande manifestazione di Roma - prime immagini


Siamo a piazza della Repubblica in più di 5000. Il corteo pretende di arrivare ai ministeri. La rabbia e l spinta dei lavoratori ha costretto la polizia ad arretrare.

Adil è vivo e lotta insieme a noi!!!








venerdì 18 giugno 2021

20 giugno ore 17 – Diretta streaming

Il 19 giugno siamo a Roma 

il 20 giugno una diretta streaming

link https://youtu.be/s2VOBdfTqAM

Un compagno di soccorso rosso proletario ricorderà il significato storico del 19 giugno e esporrà le campagne e iniziative in corso per i prigionieri politici nel mondo, per invitare a sostenerle nei prossimi giorni e mesi e proporrà le forme per farlo in Italia

Un compagno di proletari comunisti parlerà sul tema

vogliono criminalizzare gli anni 70... perchè temono che ritornino nelle forme indispensabili e necessarie oggi

pc 18 giugno - Da Palermo a Bologna solidarietà immediata per Adil e a tutti coloro che subiscono gli attacchi repressivi per aver alzato la testa.

 oggi alle 18:00 davanti la Lidl di via Roma a Palermo. 

È stato ucciso questa mattina Adil Belakhdim, coordinatore del Si Cobas di Novara, durante lo sciopero nazionale della logistica. È morto investito da un camion che ha forzato il picchetto dei lavoratori fuori un magazzino della Lidl. 

Pochi giorni fa un gruppo di operai è stato assalito con mattoni davanti ai cancelli della Texprint a Prato. Una settimana fa un lavoratore è finito in coma dopo che il presidio di lotta alla Zampieri a Tavazzano è stato assalito con teaser e bastoni. 

Bisogna immediatamente mostrare solidarietà ad Adil e a tutti coloro che subiscono gli attacchi repressivi per aver alzato la testa.






A Bologna:


PC 18 giugno - Mobilitazione immediata a Palermo per l'assassinio di Adil - il video

 

pc 18 giugno - Ci vogliono schiacciare sotto i camion ma loro non vinceranno, ci dovranno schiacciare tutti!!

Siamo in mano a dei criminali! Ma quale Costituzione, ma quale Repubblica democratica. non ci sono più diritti questa è la verità!

Hanno ucciso Adil e hanno ucciso tutti!

Ci vogliono schiacciare sotto i camion ma loro non vinceranno ci dovranno schiacciare tutti!!!

Precarie e precari Assistenti igienico personale Palermo Slai Cobas sc

pc 18 giugno - A Roma da Taranto per Adil - per unire le nostre forze e rispondere alla guerra dei padroni e dei loro servi assassini

Padroni assassini - viva lo sciopero - piangiamo di rabbia per Adil Pagherete caro pagherete tutto!           

Slai cobas sc Taranto

pc 18 giugno - Grande dolore e rabbia per nostro fratello di classe Adil, i suoi compagni di lavoro, la sua famiglia

I padroni assassini e i loro servi devono pagare tutto

La loro barbara violenza non può fermare la nostra resistenza
VIVA LA CLASSE OPERAIA



             

pc 18 giugno - Per Adil - Luana a Roma da Palermo

pc 18 giugno - Per Adil militante politico e sindacale assassinato dai padroni


adil

Lo sapevamo che sarebbe successo. Purtroppo immaginavamo che si sarebbe arrivati a questo punto.

L'avevamo scritto nell'ultimo comunicato dopo la gravissima aggressione subita dai lavoratori del Si Cobas a Tavazzano dalla squadraccia di guardie e crumiri organizzata e fomentata dai padroni; fino dove vogliono arrivare, ci chiedevamo, padroni e istituzioni statali.

Fin dove vogliono schiacciare l'acceleratore di questa escalation di violenza contro i lavoratori?

Perché la ministra Lamorgese non vuole sporcarsi le mani, il governo Draghi "di unità padronale" non vuole metterci la faccia. Vogliono riuscire a isolare, criminalizzare e spezzare la rabbia operaia, vogliono ricoprirla con un velo di silenzio, un velo nero di repressione e licenziamenti che però oggi è diventato rosso.

Rosso del sangue di Adil, rosso del sangue di un lavoratore assassinato da qualche insignificante bastardo istigato dal padrone di turno per nascondere le proprie responsabilità.

Ma il problema vero è che vogliono nascondere sotto il tappeto una crisi generale di un modo di produzione sempre più criminale e ingiusto.

Sanno che non hanno margini economici neanche per una redistribuzione keynesiana dei profitti, sanno che il recovery fund è l'ultima arma potente per provare a riaccumulare profitto e sono disposti a tutto. E per questo oggi hanno assassinato un lavoratore.

Provano, con l'aiuto dei media, a tener coperto lo stillicidio di aggressioni, violenze, denunce, arresti, contro chi lotta per difendere il proprio posto di lavoro e la propria dignità e proprio per questo si fa responsabilmente carico, e Adil ne era pienamente cosciente, di una battaglia più generale che parla la lingua degli sfruttati di tutto il mondo e che si pone l'obiettivo di buttare all'aria il tavolo dei potenti per un mondo migliore, completamente antagonista a quello capitalista basato sulla violenza e lo sfruttamento di classe.

Un mondo e una società diversa che metta al centro dei propri interessi l'uomo e i suoi bisogni, i bisogni di umanità di uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale per tutti e non il profitto per pochi.

Per questo Adil è stato assassinato.

La rabbia è tanta ma non possiamo farci accecare dall'odio.

Dobbiamo scegliere bene le parole per spiegare le cause di questo assassinio e del perché chiediamo ad ogni lavoratore e lavoratrice di sentire Adil, capire i suoi pensieri e la sua determinazione e del perché lottava a fianco di ogni sfruttato.

Ora è però il momento della tristezza, della vicinanza alla sua famiglia devastata dal dolore della perdita.

Rilanciamo con ancora più forza l’appuntamento nazionale della manifestazione di domani 19 giugno a Roma per una vera opposizione di classe, unico strumento ancor più necessario per invertire i rapporti di forza e fermare la mano omicida padronale.

Le compagne e i compagni del Csa Vittoria

csavittoria.org

pc 18 giugno - NON E' STATO UN INCIDENTE: ADIL E' STATO AMMAZZATO IN NOME DEL PROFITTO!

 

Comunicato- stampa

NON E' STATO UN INCIDENTE: 

ADIL E' STATO AMMAZZATO IN NOME DEL PROFITTO! 

Stamane, durante lo sciopero nazionale della Logistica Adil Belakhdim, nostro coordinatore della sede di Novara e membro del Coordinamento nazionale SI Cobas, è morto travolto da un Tir che ha forzato un picchetto davanti la LIDL di Biandrate (Novara).

Il presidio, composto da alcune decine di lavoratori, è stato investito da un autista criminale, che alla vista del presidio non ha esitato a premere l'acceleratore dell'automezzo travolgendo prima due lavoratori che a malapena sono riusciti a malapena a salvarsi e che ora sono ricoverati in ospedale, e poi schiacciando il nostro compagno, passandogli addosso e scappando.

Adil aveva 37 anni, era sposato e con due bambini piccoli, ed è stato per anni operaio della Tnt, quando

18 giugno - PADRONI FASCIO - MAFIOSI - ASSASSINI! Ucciso da un camion un lavoratore del Si Cobas durante lo sciopero nazionale della logistica in corso anche alla Lidl di Biandrate

    PADRONI FASCIO - MAFIOSI - ASSASSINI!

CON LA COMPLICITA'/COLLUSIONE DEL GOVERNO ATTUALE CHE LASCIA CAMPO LIBERO ALLA CRIMINALE REPRESSIONE PADRONALE!
DOVRETE PAGARLA CARA!!!
IL SANGUE VERSATO DAGLI OPERAI CHE STANNO LOTTANDO E NON SI STANNO PIEGANDO A SFRUTTAMENTO, OPPRESSIONE PESANTISSIMA, CONDIZIONI DI LAVORO DA VERO E PROPRIO NEOSCHIAVISMO NON DEVE RESTARE IMPUNITO!!!



Ucciso da un camion il nostro Coordinatore dei SiCobas Novara Adil durante lo sciopero nazionale in corso alla Lidl di Biandrate. A differenza di quanto sta girando sulla stampa, il camion ha forzato il presidio all'esterno del magazzino investendo i lavoratori, tra cui Adil.

giovedì 17 giugno 2021

pc 17 giugno - Il protagonismo dell'Italia imperialista nel Mediterraneo: con la definizione dei "propri" confini marittimi (ZEE) sui fondali ricchi di petrolio, le premesse per nuovi contrasti con Grecia e Turchia


14 Giu 2021 - affarinternazionali

 Con voto plebiscitario la Zona economica esclusiva (Zee) italiana è diventata legge. Ora siamo in campo con Grecia e Turchia che nel Mediterraneo orientale giocano a viso aperto. Ankara ha intenzione di concordare la delimitazione con la Palestina mentre la Grecia colloquia con la Libia.

L’Italia non ha ambizioni di potere marittimo, ma necessariamente dovrà elaborare una strategia per difendere i suoi interessi non solo di sicurezza,  ma anche di pesca sostenibile e di energie rinnovabili. La certezza dei confini della nostra Zee va ora perseguita, non rinunciando a soluzioni provvisorie e di condivisione di aree.

A più di un anno dall’inizio dell’iter alla Camera, il Senato lo scorso 9 giugno ha approvato, senza voti

pc 17 giugno - Verso la manifestazione del 19 giugno a Roma - oggi alle Acciaierie d'Italia Taranto

 All’ex Ilva licenziamenti in una logica da fascismo aziendale

L’ArcelorMittal ha fatto in questi mesi dei licenziamenti illegittimi. Prima

il lavoratore Riccardo Cristello “colpevole” di aver condiviso su

facebook un invito a vedere la fiction “Svegliati amore mio” che rappresentava

una situazione di inquinamento, morti di bambini che ricorda Ilva

e Taranto; avviando una politica da fascismo aziendale, in cui ai lavoratori

pc 17 giugno - Verso il 19 giugno a Roma contro il via libera ai licenziamenti del governo, contro la repressione padronale e poliziesca delle lotte dei lavoratori e sociali - Palermo








pc 17 giugno - Bangladesh grande lotta delle operaie e operai tessili repressa dalla polizia - un morto e diversi feriti

Les travailleurs de Lini Fashion et Lini Apparels ont commencé à manifester sur l’autoroute Nabinagar-Chandra dans la matinée pour réclamer le paiement des arriérés de salaire. Ils ont ensuite été rejoints par des travailleurs d’Avant Guard, de Shine Fashion et de One BD Limited, qui a récemment fermé. Les manifestants ont bloqué l’autoroute Nabinagar-Chandra, près de la zone franche d’exportation d’Ashulia (EPZ), créant de longs embouteillages des deux côtés. La police est intervenue et a lancé des grenades lacrymogènes et des canons à eau. Jasmine Begum, 30 ans, originaire de Khulna et travaillant à l’usine de Goltex Garments, est tombée du milieu de l’autoroute et a été mortellement blessée à la tête.

info secours rouge

pc 17 giugno - TEXPRINT Prato: ancora un’aggressione squadrista contro i lavoratori in sciopero! SABATO 19 GIUGNO INVADIAMO LE STRADE DI ROMA

IERI A ALLA TEXPRINT DI PRATO 3 LAVORATORI IN OSPEDALE: MATTONATE IN TESTA E PUGNI IN FACCIA, PRESIDIO DISTRUTTO!

Nel video si vedono Hong Bo (socio della Texprint) con un mattone contro Gondal un lavoratore S.I. Cobas e Sang Yu zhang (direttore con rapporti con la ‘ndragheta) in primo piano prenderlo a pugni.

Hanno distrutto il presidio e rubato i tanti striscioni che i solidali avevano appeso qui al presidio.

I padroni di Texprint, che non a caso nei mesi scorsi hanno ricevuto un’interdittiva antimafia, stanno gettando definitivamente la maschera!

SIAMO DI FRONTE A UNA CHIARA STRATEGIA SQUADRISTA, CHE VEDE PADRONI, MAFIOSI E BANDE ARMATE AL LORO SERVIZIO AGIRE IN MANIERA PROGRAMMATA E COORDINATA, COL SILENZIO-ASSENSO DELLO STATO E DELLE FORZE DELL’ORDINE.

E’ GIUNTA L’ORA DI COSTITUIRE GRUPPI DI AUTODIFESA OPERAIA PER GARANTIRE L’INCOLUMITA’ DEI LAVORATORI IN SCIOPERO.

Si cobas

pc 17 giugno - Rosarno Basta business vogliamo case per tutti

 Comitato Lavoratori delle Campagne

NUOVO FINANZIAMENTO AL COMUNE DI ROSARNO PER IL VILLAGGIO DELLA SOLIDARIETA’: BASTA BUSINESS, VOGLIAMO CASE PER TUTT !

Pochi giorni fa il Comune di Rosarno ha incassato il contributo del Ministero dell’Interno per il recupero e la riqualificazione del Villaggio della Solidarietà, come si apprende dalla stessa pagina facebook del comune. Questa struttura ha avuto, dalla sua costruzione ad oggi, una storia abbastanza travagliata. La costruzione è terminata nel 2010 su un'area della Betom Medma, ex cementificio confiscato, e il progetto iniziale prevedeva un centro di accoglienza e di formazione con sessanta posti

pc 17 giugno - Morte per amianto: condannate le Ferrovie dello Stato (Rfi)

Le morti per amianto, le cui fibre producono il mesotelioma pleurico, continuano a prodursi nel tempo e, di tanto in tanto, i responsabili vengono condannati dai tribunali: si tratta di un vero e proprio crimine per il quale rarissimamente però i responsabili pagano veramente.

Sono migliaia le cause in corso, da quelle enormi e più conosciute come la Eternit di Casale Monferrato a quelle “meno note” come la raffineria di Milazzo, il petrolchimico di Gela, la Fincantieri, la zona industriale di Taranto… e mille altri luoghi e aziende di ogni tipo.

Si tratta di un altro “effetto collaterale” del sistema fondato su un profondo disprezzo per la vita umana, sul profitto…

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Un dipendente di Partinico morì di tumore, mezzo milione ai familiari

Amianto, maxi condanna per Rfi

Il lavoratore era stato in servizio per anni nello scalo ferroviario di Alcamo

Reti ferroviarie italiane dovrà risarcire la famiglia di un proprio dipendente morto 13 anni fa a causa di

pc 17 giugno - Sicilia: in aumento la povertà assoluta e relativa secondo Bankitalia

Nel mezzo della povertà crescente in tutto il paese, quella della Sicilia spicca ancora di più e viene confermata dalle statistiche ufficiali, come questa della Banca d’Italia riportata dal Sole24Ore di oggi.

“Sicilia, una famiglia su sette vive di sussidi”, titola il quotidiano dei padroni riuniti in Confindustria. “In Sicilia – continua l’articoletto - nel 2020 quasi una famiglia su sette ha vissuto [avrebbe dovuto dire “sopravvissuto”, ndr], grazie al supporto economico pubblico: dal Reddito o Pensione di cittadinanza al Reddito di emergenza e non solo. Lo dice il report di Bankitalia sull’economia siciliana nel 2020 presentato ieri a Palermo.”

Grazie al supporto economico pubblico”, è bene chiarire, ciò che sopravvive realmente è questo sistema sociale capitalistico che produce povertà e morte!

“In particolare, nel 2020 è aumentato del 24,1% rispetto al 2019 (20% in Italia) il numero di famiglie che ha beneficiato del Reddito o della Pensione di cittadinanza: alla fine dell’anno scorso