lunedì 20 aprile 2026

pc 20 aprile - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Iran/Hormuz/Palestina/Italia: la posizione proletaria

 

pc 20 aprile - Intervento di proletari comunisti/PCm Italia alla Commemorazione in Irlanda della Rivolta popolare del 1916 - italiano e inglese

Cari compagni di Anti-Imperialist-Action, cari compagni qui presenti, vi porto i saluti rivoluzionari

E' per noi un onore partecipare a questa importante commemorazione che marca
un'importante pietra miliare della lotta di liberazione del popolo irlandese in particolare e della lotta
dei popoli del mondo e della lotta di classe in generale.
Sono stati 3 giorni significativi in cui abbiamo reso onore ai nostri martiri, di noi tutti perchè chi ha
versato il sangue per la libertà del popolo irlandese ha contribuito alla lotta di tutti i popoli e del
proletariato internazionale, ha contribuito ad un passo in avanti della Rivoluzione Proletaria Mondiale.
In questi tre giorni non abbiamo fatto una mera commemorazione, piuttosto abbiamo ribadito la
nostra adesione alla via indicata dall'Irish Citizen Army nel 1916, oggi ancora valida: il proletariato
ed i popoli per liberarsi dal giogo imperialista e per la conquista del potere politico hanno bisogno
della propria organizzazione e del proprio esercito popolare.
L'esperienza del 1916 seppur repressa nel sangue, ha lanciato un chiaro messaggio: bisogna
approfittare delle contraddizioni della borghesia, ed in particolare delle contraddizioni
interimperialiste e colpire il nemico; in questo contesto l'anno successivo il partito bolscevico
guidato da Lenin riusciva nella conquista del potere e tramite l'armata rossa degli operai e dei
contadini schiacciava la reazione bianca e l'invasione imperialista.
Nella fase attuale avanza la tendenza alla terza guerra mondiale che si esplica in guerre di
aggressione ai popoli, dall'Ucraina, all'Iran passando per la Palestina, allo stesso tempo assistiamo

pc 20 aprile - Straordinaria partecipazione di massa in India al funerale della compagna RUPI - PC maoista India e PLGA

 da maoistroad

Funeral Ceremony for Rupi, Martyr of Communist Party of India (Maoist) - “Bhagya (Rupi) is Immortal.”

https://www.youtube.com/watch?v=KVynOkWIQ0A

On April 13, District Committee Member and District Commander Rangaboina Bhagya (Rupi) of the People’s Liberation Guerrilla Army (PLGA) was martyred in a clash against the old Indian State’s forces. A funeral ceremony for Rupi took place on April 15 in her hometown of Dharmaram village, 

Thousands of people marched in her hometown, in Telangana. The peasants chanted “Bhagya (Rupi) is Immortal.” Banners were hung throughout the village, paying tribute to Rupi.

pc 20 aprile - Da Taranto a Potenza - processo ex Ilva e unità delle denunce e lotta - Slai cobas per il sindacato di classe

pc 20 aprile - Dl Sicurezza, spunta il modello Ice: nuove armi non letali per le forze dell’ordine = ASSASSINII LEGALI

Dai proiettili al peperoncino a quelli a deformazione programmata, fino ai marcatori Uv, ai Led stroboscopici sugli scudi, agli esoscheletri leggeri e alle tonfa: l’odg del senatore di FdI Lisei impegna il Governo a valutarne l’introduzione

da Sole 24 Ore

Non è ancora una nuova dotazione operativa. Ma il segnale politico è netto, e pesa. Nel cuore del Dl Sicurezza irrompe un arsenale di strumenti «a letalità controllata» pensati per l’ordine pubblico da utilizzare in cortei e manifestazioni: lanciatori a Co2 con capsule irritanti al peperoncino, sistemi a impatto cinetico controllato da 40 millimetri con proiettili deformabili, marcatori selettivi a vernice o Uv, Led stroboscopici sugli scudi, protezioni esoscheletriche leggere, tonfa e un fondo per la formazione specialistica degli operatori.

A mettere nero su bianco questa linea è l’ordine del giorno firmato dal senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei e approvato nell’esame del Dl Sicurezza. Un testo che spinge il Governo a valutare una sperimentazione su nuove armi non letali e che porta dentro il dibattito italiano un lessico, una postura e in parte anche strumenti che richiamano da vicino quelli usati o autorizzati negli Stati Uniti nel perimetro del Department of Homeland Security, dentro cui opera anche la discussa Ice, l’agenzia federale americana per l’immigrazione e il controllo delle frontiere.

pc 20 aprile - Ungheria. Magyar invita Netanyahu....

Eppure solo due giorni prima dell’invito al premier israeliano incriminato dalla Corte Penale Internazionale, Peter Magyar aveva dichiarato pubblicamente di voler riportare l’Ungheria nel pieno della giurisdizione della CPI, invertendo il processo di uscita avviato da Orbán nel 2025 
 
Peter Magyar ha confermato l’alleanza strategica con Israele ed ha formalizzato l’invito a Netanyahu per una visita di Stato in occasione delle celebrazioni della rivolta antisovietica del 1956. Lo si apprende da un comunicato del 15 aprile rilasciato dal gabinetto di governo israeliano e pubblicato dall’agenzia israeliana Ynet news.

Dunque pur essendo “europeista” Magyar non intende rivedere i legami con Israele e torna a sfidare la Corte Penale Internazionale e la conformazione alla sua giurisdizione nei paesi dell’Unione Europea.

Va infatti ricordato che Viktor Orbán aveva già ospitato Netanyahu nell’aprile 2025, sfidando apertamente la Corte e dichiarando che il mandato d’arresto non avrebbe avuto “alcun effetto” in Ungheria.

L’invito di Magyar a Netanyahu conferma che, nonostante il cambio di governo, la politica estera verso Israele rimane un “binario preferenziale” che ignora i vincoli delle istituzioni del diritto internazionale.

Eppure solo due giorni prima dell’invito al premier israeliano incriminato dalla Corte Penale Internazionale, Peter Magyar aveva dichiarato pubblicamente di voler riportare l’Ungheria nel pieno della giurisdizione della CPI, invertendo il processo di uscita avviato da Orbán nel 2025.

Invitando Netanyahu in Ungheria (su cui pende un mandato d’arresto della CPI dal novembre 2024) Magyar sta di fatto sospendendo l’applicazione di quel trattato proprio mentre afferma di volerlo onorare.

Se Netanyahu accetterà l’invito e il volo atterrerà a Budapest senza conseguenze legali, il messaggio sarà chiaro: il diritto internazionale è diventato un’opzione facoltativa.

Perché Peter Magyar, appena eletto con la promessa di un’Ungheria più moderna, ha scelto questa strada? La risposta risiede nella necessità di accreditarsi politicamente come un “nuovo Orbán” ma con una facciata diversa e magari più gradita a Bruxelles ma soprattutto a Trump.

Garantendo sicurezza a Netanyahu, Magyar invia un segnale a Washington e ai repubblicani americani: l’Ungheria resta il baluardo del sovranismo reazionario contro gli organismi sovranazionali. Peter Magyar ha vinto le elezioni promettendo un nuovo corso, ma le sue radici affondano profondamente nel sistema che ha appena finto di sconfiggere alle urne.

Da Contropiano di Alessandro Avvisato

domenica 19 aprile 2026

pc 19 aprile - La lotta operaia in India contro il regime capitalista/filoimperialista di Modi - Verso una iniziativa internazionalista in Italia

 invia di traduzione

Inde : Manifestations ouvrières et affrontements avec la police à Noida

En Inde le 13 avril, des manifestations de dizaines de milliers d’ouvriers dans la zone industrielle de Noida ont ont été le théâtre d’affrontements avec la police, après plusieurs jours de mobilisation contre de faibles salaires et des conditions de travail difficiles. Plus de 60 personnes ont été interpellées, tandis que les autorités ont évoqué l’implication d’éléments extérieurs, le chef du gouvernement de l’Uttar Pradesh, Yogi Adityanath, ayant initialement suggéré un lien avec le mouvement naxalite avant de revenir en arrière. Face à la colère sociale, le gouvernement a finalement annoncé une augmentation des salaires minimums et la mise en place de mesures en faveur des travailleurs, alors que des mobilisations similaires ont également eu lieu dans l’État voisin de l’Haryana.

secours rouge  

pc 19 aprile - La Resistenza non ci sarebbe stata senza la direzione del Partito Comunista

Dalla Rivista marxista-leninista-maoista "La Nuova Bandiera" - Numero speciale sul centenario della nascita del PCI - ampi stralci

"...C'è una forma di revisionismo che punta a cancellare il carattere rosso della Resistenza e il ruolo dirigente del Partito Comunista in essa, che si affianca alla rimozione operata dalla borghesia e i suoi partiti...

...senza la direzione del Partito Comunista, senza la linea rossa del Partito Comunista, la Resistenza forse non sarebbe nata e di certo non sarebbe cresciuta da fenomeno di minoranza alla sua grandiosa epopea, fino al rovesciamento del fascismo e alla cacciata del nazismo. Si è cercato costantemente di cancellare il ruolo del PCI prima, durante la Resistenza, fino alla sua vittoria. Il revisionismo non si caratterizza solo per la convergenza con la borghesia che vuole rimuovere questo pezzo determinante della storia del nostro paese, ma anche per una posizione che vuole sostanzialmente rimuovere il ruolo del Partito Comunista, e che attacca i limiti della direzione del Partito Comunista nella Resistenza per negarne il ruolo, cancellarlo. L’inneggiamento ai partigiani cui spesso si assiste nel1e manifestazioni del 25 aprile spesso traveste la negazione del ruolo del Partito Comunista...

Dietro la negazione del ruolo del partito comunista non c’è altro che negazione del carattere rivoluzionario della Resistenza. Esiste cioè una forma di revisionismo storico che oltre a cancellare la storia reale della Resistenza priva il futuro e il presente del movimento comunista di un'analisi approfondita delle condizioni che permettono, non solo nella Resistenza ma in generale, la vittoria  dei proletari e delle masse nella loro lotta contro i padroni, lo Stato borghese, il sistema capitalista-imperialista e le forme che assume la dittatura della borghesia, sia nelle fasi di democrazia borghese sia in quelle di fascismo aperto o tendenziale...

...Noi siamo Partigiani della storia ufficiale del movimento operaio, almeno fino a quando nel nostro paese vi è stato un partito comunista, non una formazione elettorale riformista che in nome della via italiana al socialismo ha intrapreso prima una marcia di supporto della borghesia e delle classi dominanti poi di internità ad esse, in un ciclo tutt’altro che virtuoso che ha portato alla sua progressiva sparizione e alla condizione di oggi in cui gli operai, i lavoratori, le masse popolari guardano senza conoscenza e perfino con diffidenza al comunismo, ai comunisti, a quelli che si dichiarano tali e che su questa strada vogliono contribuire all’emancipazione storica del proletariato...

... é stata cancellata la storia di quello che realmente è stato il PCI... Non una storia da rivedere o da giudicare. È caratteristica della classe operaia e del movimento operaio ritornare continuamente sui sui passi e aggiornare la sua teoria rivoluzionaria è trarre essa stessa un bilancio del suo cammino. Il movimento operaio ha sempre fatto questo, non sta a noi rifarlo ma riappropriarci della storia...

...Dal lato della collina della borghesia ci fu l'ascesa del fascismo e tutto quello che ne conseguì, ma a noi interessa il lato del proletariato, del PCI, la lotta che all'interno del PCI ci fu negli anni successivi alla sua fondazione che ha come cuore del problema l'opportunismo. Quello di destra è compagno di strada pressoché permanente del movimento comunista, per varie ragioni. Ma il vero problema che ha incontrato negli anni della sua nascita e nella risposta al fascismo che avanzava fu l’opportunismo di sinistra, il bordighismo, la direzione bordighista.

La lotta fatta contro la direzione bordighista è la pagina storica che ha portato, dopo la sua fondazione, alla nascita effettiva di un Partito comunista, con una linea strategica e con un bilancio pratico di quello che era stata l’azione dei comunisti negli anni dal ‘21 al ‘26. Tutto ciò è stato sintetizzato magistralmente nelle Tesi di Lione che noi riprendiamo integralmente. Sicuramente il cuore della polemica contro il bordighismo è  il vero contributo che il PCI nella fase della sua nascita ha portato al movimento comunista internazionale, legandosi alla linea marxista-leninista, all’opera di Lenin, che proprio in quegli anni scriveva “L’estremismo…”....

...Il periodo delle Tesi si conclude con l'arresto del compagno Gramsci e con l’attacco frontale al Partito Comunista e comincia una nuova fase quella degli anni della clandestinità. Questi anni sono straordinari perché quando si parla del ruolo del Partito Comunista nella Resistenza bisogna evitare di guardare solo a ciò che avviene negli ultimi anni, quelli della Resistenza vera e propria, quando tra il 43 e il 45 essa si afferma, dilaga e vince, per lo meno parzialmente rispetto agli obiettivi che si poneva. 

Se ci si concentra sul PCI del ciclo 43-45 si sbaglia, perché quel PCI non sarebbe arrivato al 43-45 senza tutto quello che è avvenuto dal ‘26 al ‘43. Senza quel partito di quegli anni non sarebbe stato

pc 19 aprile - Contro l'infame Ddl, di governo e parte PD, sull'antisemitismo che vuole colpire il movimento di solidarietà con la Palestina

Al Senato è stato approvato il disegno di legge numero 1.400 per “contrastare l'antisemitismo”, detto anche “Romeo” dal nome del parlamentare che l'ha proposto.

Questo disegno di legge è stato approvato anche con il contributo di alcuni senatori delle opposizioni. Il testo approvato al Senato ha sollevato diverse criticità che sono state manifestate non soltanto da associazioni ma anche dal Senato Accademico dell'Università Statale di Milano in merito agli effetti che questo testo potrebbe avere sulla libertà di opinione, di espressione e anche la libertà di insegnamento.

Possiamo, almeno fino ad oggi, criticare la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i suoi ministri, possiamo criticare anche il Capo dello Stato senza che ci si accusi di essere contro l'Italia. Possiamo pure criticare il Papa senza che nessuno ci accusi di essere contro la Chiesa o i Cristiani. Eppure, presto, potremmo essere accusati di antisemitismo per aver criticato Israele e il suo operato.

Il testo approvato dal titolo “Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo” è il frutto di ben sette disegni di legge che sono stati presentati sia da parlamentari della maggioranza che da due parlamentari dell'opposizione. Dalla revisione avvenuta al Senato è stato tratto questo disegno conclusivo, in cui all'articolo 1 si stabilisce che la Repubblica Italiana, in attuazione dell'articolo 3 della Costituzione, ripudia ogni forma di antisemitismo, favorisce azioni volte a contrastare qualunque espressione e ostacola la diffusione del pregiudizio antisemita in Italia. Ovviamente il primo quesito è: quando una condotta, un'azione, un pensiero, una parola è antisemita?

Sotto questo aspetto il disegno di legge adotta la definizione di antisemitismo dell'Alleanza Internazionale per la Memoria dell'Olocausto, la cosiddetta AIRA, adottata nel 2016. Per antisemitismo quindi si intende una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro

pc 19 aprile - Cariche poliziesche al corteo a Roma per Cospito e i due compagni anarchici morti - info solidale - Soccorso Rosso Proletario

pc 19 aprile - In piazza a Torino per la Palestina e contro la Guerra

Video: https://www.torinotoday.it/cronaca/manifestazione-corteo-18-aprile-palestina-percorso-askatasIMG_2848una-vanchiglia.html

 

Note di cronaca 

Vietata la detenzione caschi, maschere, mascherine respiratorie, passamontagna, ma anche di fumogeni e materiale esplodente. Il corteo ha raggiunto piazza Castello, dopo aver bruciato le bandiere di Stati Uniti e Israele

20:13  |  18 Aprile

Partito ora il secondo corteo della giornata

È partito da piazza Santa Giulia il secondo corteo di giornata, la «street parade» che attraverserà a ritmo di musica le strade del quartiere torinese di  Vanchiglia. 

19:38  |  18 Aprile

Inizia la street parade

L’esibizione della prima band dal palco allestito su un furgone al centro di piazza Santa Giulia dà il via alla street parade. «Finalmente c’è un cambio di registro e musica in questa piazza — spiegano gli attivisti di Askatasuna —. Questo quartiere è un modo di vivere, da quattro mesi è pieno di poliziotti in assetto antisommossa. Tutti i gironi vengono spesi migliaia di euro per fare la guardia a un posto vuoto. Un posto che prima accoglieva persone e momenti di socialità e quattro mesi fa hanno deciso di sgomberarlo. Serate come queste ci ricordano che vogliamo stare insieme in un altro modo e ce ne saranno tante altre nelle prossime settimane per continuare a costruire qualcosa che Askatasuna a la Torino partigiana hanno costruito in tutti questi anni. Ora tocca a noi essere partigiani contro guerra, genocidio e lo schifo che viene fatto nell’altra parte del mondo e in Vanchiglia»

19:20  |  18 Aprile

Palazzina militarizzata e blindata

Coperto da fischi e insulti, col megafono in mano all’incrocio tra via Balbo e via Buniva, un dirigente della polizia ha invitato i manifestanti a rispettare il percorso presentato in questura. La street parade si prepara a partire mentre la palazzina sgomberata il 18 dicembre è militarizzata: decine di mezzi e centinaia di uomini delle forze dell’ordine circondano lo stabile, davanti alla porta d’ingresso è posizionato anche l’idrante della polizia.

19:20  |  18 Aprile

Il corteo vicino al centro sociale 

Il corteo ha raggiunto via Balbo, a pochi metri dalla palazzina sgomberata il 18 dicembre. «Askatasuna vuol dire libertà, mai nessuno ci fermerà», lo slogan intonato durante il percorso, tra quelli contro la premier Meloni e il ministro Piantedosi. Le strade che portano al centro sociale sono blindate, in piazza

pc 19 aprile - Dal corteo di Roma per i prigionieri palestinesi





pc 19 aprile - Livorno: la polizia attacca il blocco della nave Freeberg, carica di armi provenienti dalla base NATO di Camp Darby

 

pc 19 aprile - La parola alla resistenza palestinese sul cessato il fuoco in Libano

🚨 Le organizzazioni della resistenza hanno rilasciato dichiarazioni sul cessate il fuoco in Libano, affermando che è il risultato della fermezza del popolo libanese e dei sacrifici della resistenza, e un punto di svolta nel corso del confronto.

⚪️ Il Movimento dei Mujahidin palestinesi si è congratulato con il popolo libanese e la sua resistenza per la sua fermezza e i grandi sacrifici, affermando che il cessate il fuoco riflette il fallimento dell'occupazione nell'imporre le sue equazioni o raggiungere i suoi obiettivi militari nonostante 46 giorni di distruzione, e affermando la solidarietà con il Libano, i martiri, i feriti, gli sfollati e i prigionieri.

🔴 Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP) ha affermato che costringere l'occupazione a fermare la sua aggressione è il risultato della fermezza del popolo libanese e degli immensi sacrifici della resistenza, sottolineando che questa brutale aggressione fa parte di una più ampia campagna in corso che mira alla regione, e chiedendo il ritiro completo da ogni centimetro del territorio libanese, avvertendo di continui piani di aggressione.

⚔️ I Comitati di Resistenza Palestinesi hanno descritto la cessazione dell'aggressione come una grande vittoria per la Resistenza Islamica e Hezbollah, affermando che l'unità dei fronti non è uno slogan ma una dottrina, e che la resistenza ha imposto una nuova equazione dimostrando l'incapacità del nemico di raggiungere i suoi obiettivi, sottolineando la coesione dell'asse della resistenza e la sua capacità di alterare i calcoli del nemico.

⚫️ Il Movimento della Jihad Islamica Palestinese ha elogiato la eroica fermezza sulle linee del fronte nel sud del Libano, affermando che la resistenza ha sventato gli obiettivi del nemico e stabilito una nuova fase che avrà un impatto su tutti i campi di confronto, ponendo fine all'arroganza della macchina di uccisione e infrangendo l'illusione di un dominio imposto.

🟢 Hamas ha accolto con favore il cessate il fuoco come risultato della fermezza del popolo libanese e dei sacrifici della resistenza, affermando l'incapacità del nemico di raggiungere i suoi obiettivi nonostante la sua potenza distruttiva, e inquadrando l'aggressione come parte di un unico progetto che mira ai popoli della regione e che continua ad essere ostacolato dalla resistenza.

♦️ Il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (DFLP) ha affermato che la fermezza del popolo libanese è stata un fattore decisivo nel costringere il nemico a fermare il cessate il fuoco, lodando i sacrifici che hanno infranto le sue ambizioni e i suoi progetti coloniali, e sottolineando il ritorno degli sfollati alle loro case come una potente scena di dignità, unità e attaccamento alla terra.

pc 19 aprile - Milano: al corteo palestina/contro reimmigrazione l'intervento dell'Udap - immagini

 

vedi video https://www.facebook.com/reel/1496710321969948




pc 19 aprile - Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori

Da la città futura

La longa manus dei padroni si serve della Commissione di Garanzia sugli Scioperi per limitare fortemente il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali

Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori 

Con la Deliberazione n. 26/88 dell’11 Marzo scorso la Commissione di Garanzia sugli Scioperi ha introdotto una nuova interpretazione della L. 146/1990, ritenendo “superate” tutte le precedenti letture. Dal momento che l’oggetto della questione è rappresentato dalla limitazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, la cui esecuzione è regolata proprio dalla Commissione, la Deliberazione ha non solo rilevanza giuridica ma potrà avere valore sia in sede processuale che di contrattazione sindacale.

Lo stratagemma dietro alla limitazione

In base alla Legge del 1990 sono ritenuti essenziali “l’approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessità, nonché la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, limitatamente a quanto attiene alla sicurezza degli stessi”[1]. La Commissione di Garanzia ha adottato un’interpretazione estensiva del concetto di approvvigionamento, considerandolo comprensivo de “l’intero insieme delle attività finalizzate alla distribuzione dei beni elencati nella norma” [2], ossia dell’intero indotto logistico relativo alle attività essenziali, inclusi i servizi di immagazzinamento dei beni.

Al fine di giustificare questa posizione – a nostro avviso estremistica, dal punto di vista giurisprudenziale – la Commissione cita il CCNL Logistica, Trasporto merci e Spedizione, firmato

pc 19 aprile - Da Orban a Magyar - Cambiare tutto nella facciata e continuare sulla stessa strada?

pc 19 aprile - L'attacco al diritto di sciopero voluto dai padroni realizzato dal governo tramite magistratura padronale e commissione di garanzia

IL TRIBUNALE DI TORINO ORDINA SU RICHIESTA DI STELLANTIS LA FINE DEGLI SCIOPERI NELL’INDOTTO

Dapprima Stellantis non compare come responsabile dei licenziamenti nell’indotto. Poi, come alla Transnova, se gli operai si oppongono e organizzano proteste che toccano anche Stellantis,  questa mobilita subito  il braccio legale pronto all’uso, il  tribunale di Torino ordina la sospensione immediata di ogni agitazione.

Dapprima Stellantis non compare come responsabile dei licenziamenti nell’indotto. Poi, come alla Transnova, se gli operai si oppongono e organizzano proteste che toccano anche Stellantis, questa mobilita subito il braccio legale pronto all’uso, il tribunale di Torino ordina la sospensione immediata di ogni agitazione.

Quando si mette il dito nella piaga dell’indotto dell’industria automobilistica italiana, lo spettro di Stellantis aleggia ovunque ci siano stabilimenti in crisi e in chiusura. A Melfi dove le fabbriche Brose e PMC, hanno già chiuso battenti, a Cassino dove le principali aziende dell’indotto stanno seguendo la lenta agonia dello stabilimento centrale Stellantis e a Pomigliano con i licenziamenti programmati di Trasnova e le subappaltatrici Logitech e Teknoservice. Tutto l’indotto automobilistico gira attorno al processo di dismissione avviato da Stellantis, eppure in nessuna delle vertenze aperte sui vari territori Stellantis interviene o è stata costretta ad intervenire, ad esempio in uno dei tanti inutili tavoli aperti al ministero. Molte fabbriche dell’indotto stanno chiudendo perché Stellantis ha avviato una riorganizzazione delle lavorazioni che appaltava, ora riportate all’interno dei principali stabilimenti, per

sabato 18 aprile 2026

pc 18 aprile - Giuristi democratici e il Memorandum Italia/Israele

pc 18 aprile - L’Italia continua a comprare armi da Israele

Nel 2025 il governo ha rilasciato autorizzazioni alle aziende italiane per acquistare 85 milioni di euro di tecnologie militari dal Paese mediorientale 
ANSA
Da quando è stata annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la decisione dell’Italia di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di cooperazione militare con Israele sta facendo discutere. Fonti del Ministero della Difesa hanno spiegato a Pagella Politica che questa decisione comporterà la cessazione del trattato, fino a eventuali nuove decisioni. L’accordo forniva regole generali anche per quanto riguarda l’esportazione e l’importazione di armi tra aziende italiane e israeliane. Al momento non è chiaro quali saranno gli effetti della sospensione dell’accordo sul commercio di armi tra Italia e Israele: fonti del Ministero degli Esteri Israeliano, citate dall’Adnkronos, hanno fatto sapere che l’accordo è molto generico e la sua sospensione non produrrà effetti concreti.

Quel che è certo è che nel 2025 il governo Meloni ha continuato ad autorizzare le aziende italiane ad acquistare armamenti da Israele, per un valore complessivo di circa 85 milioni di euro. È quanto emerge dalla nuova “Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”, trasmessa al Parlamento lo scorso 25 marzo 2026 e pubblicata ieri, 16 aprile. La relazione raccoglie tutti i dati delle autorizzazioni concesse per vendere o acquistare armamenti, come aerei, navi da guerra, veicoli terrestri, bombe, razzi e munizioni. In Italia per esportare e importare armi e tecnologie militari verso o da Paesi al di fuori dell’Unione europea serve un’autorizzazione governativa, da parte dell’Unità per le autorizzazioni dei materiali d’armamento (UAMA) del Ministero degli Esteri.

I numeri sulle importazioni

Secondo la nuova relazione del governo, nel 2025, così come nel 2024, l’Italia non ha approvato nuove licenze per l’esportazione di armi verso Israele, secondo quanto stabilito dal governo italiano dopo