domenica 1 novembre 2026
pc 1 novembre - Ritornando sulla presenza dei fascisti contro cui ieri a Palermo vi è stata una manifestazione antifascista... Cgil e Anpi posizione a dir poco oscena
Nella lettera di denuncia sul presidio di Forza Nuova a Palermo ieri 31 ottobre, indirizzata alle autorità di pubblica sicurezza, Cgil e Anpi Palermo hanno scritto “Non contestiamo naturalmente il diritto costituzionale a manifestare perché, come recita la nostra Costituzione repubblicana, democratica e antifascista, tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione… Ci chiediamo come sia possibile consentire a un condannato a otto anni e sei mesi, con sentenza confermata dalla Corte di Appello di Roma, per devastazione aggravata e resistenza a pubblico ufficiale (l’assalto alla sede nazionale della Cgil a Roma del 9 ottobre 2021), di promuovere e partecipare a una manifestazione di piazza”.
pc 1 novembre - Dalla grande giornata di lotta del 30 ottobre anche a Palermo
Una grande manifestazione quella che vi è stata a Palermo il 30 ottobre con migliaia e migliaia di partecipanti, la maggioranza studenti medi, universitari e giovani, alcune rappresentanze di lavoratori organizzati tra docenti scuola, lavoratori pubblico impiego, call center, operatori sanità/118... e poi tante persone che si sono unite man mano durante il corteo, salutato anche dai balconi dei palazzi con applausi e segni di condivisione.
pc 1 novembre - Verso il 109° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre - 7 novembre - intervento pubblico on line ORE 12 - proletari comunisti
Il blog proletaricomunisti.blogspot.com (legato all'area di proletari comunisti/PCm Italia) tratta periodicamente la Rivoluzione d'Ottobre come punto di riferimento teorico, storico e strategico per l'azione politica contemporanea. [1]
- Analisi storica e politica: La Rivoluzione d'Ottobre viene celebrata come l'avvenimento che ha segnato il passaggio dal "vecchio mondo capitalista" a una prospettiva di superamento dello sfruttamento, analizzandone tattiche e strategie (come nei ricorrenti anniversari della rivoluzione). [1, 2]
- Riferimenti culturali e internazionalisti: Vengono pubblicati approfondimenti su figure legate a quel periodo e alla diffusione globale dell'esperienza sovietica,
- Connessione con la lotta di classe attuale: Il blog collega la memoria e l'insegnamento dell'Ottobre russo alle lotte operaie e giovanili del presente, inserendo le commemorazioni e le analisi all'interno della propria linea marxista-leninista-maionista.
pc 1 novembre - Ha ripreso e va molto bene il blog Soccorsorossoproletario
sabato 31 ottobre 2026
pc 31 ottobre - Fuori i fascisti da Palermo e da ogni città! Il fascismo non è un’opinione ma un crimine
Oggi 31 ottobre a Palermo i fascisti di Forza Nuova con la presenza dei pluricondannati Fiore e Ursino manifesterebbero a Palermo con un presidio annunciato contro il carovita.
Come Slai Cobas per il sc denunciamo e diciamo che fascisti come Forza nuova e similari non devono fare manifestazioni né avere alcuna agibilità politica!
Contro ogni forma di fascismo palese o in qualunque modo travestita, il fascismonon è un’opinione, è un crimine! da parte organizzazioni assolutamente fuori dalla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e dalle leggi vigenti in materia di ricostituzione del partito fascista, di apologia del fascismo.
Mentre la classe operaia e i proletari, i giovani in questo paese affrontano la disoccupazione di massa, il lavoro nero, i salari da fame, la precarietà senza fine e l'economia di guerra, mentre questo Stato borghese con al servizio il governo fascista Meloni smantellano la sanità, le scuole i servizi… a suon di sempre più repressione contro le giuste manifestazioni dei giovani, studenti e gli scioperi,
questo governo e gli apparati al servizio legittimano queste organizzazioni fasciste come uno dei bracci/manovalanza da usare per dividere a livello di massa e contro lavoratori, giovani, donne, migranti e gli oppressi in questa società.
La manifestazione dei fascisti annunciata per oggi è illegale!
Siamo tutti e tutte antifascisti!
Lottare ad ampio raggio contro il governo Meloni e ogni fascista al suo servizio, rigettare e cacciare chi vuole colpire lavoratori, i proletari, le masse popolari cancellando diritti basilari!
Slai Cobas per il sindacato di classe Palermo
pc 31 ottobre - Breve report, video e immagini del corteo a Pescara nella grande giornata di lotta del 30 ottobre.
Oltre 2000 persone in piazza ieri a Pescara per lo sciopero generale. Presente anche il comitato "Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte" per la riconversione a fini civili dell’ex Esplodenti Sabino di Casalbordino, in cui sono rimasti uccisi 7 lavoratori in 6 anni, l'ultimo il 9 luglio 2026, quando lo stabilimento era già stato acquisito dall'azienda turca Arca Defence, specializzata nella produzione e nell’esportazione di munizioni e armamenti verso paesi membri della NATO ed aziende statunitensi del settore militare.
intervento di una rappresentante del Comitato «Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte»
Giovani, studenti e studentesse hanno animato la parte più creativa e combattiva del corteo, che giunta al termine del percorso autorizzato dalla questura, si è rifiutata di farsi ingabbiare all'interno di un parco recintato e ha forzato il blocco di polizia e guardia di finanza in assetto antisommossa davanti al primo accesso al parco, quadagnando un altro pezzo di strada.
Al secondo accesso, quando la prima metà del corteo confluita nel parco si è sciolta, abbiamo deciso di spiazzare le guardie e ci siamo apparentemente sciolte per poi ricongiungerci in un altra piazza e dar vita ad un'assemblea pubblica
pc 31 ottobre - Con gli studenti e studentesse in lotta: in assemblea in una scuola superiore a Palermo
Siamo stati invitati ad una assemblea presso il liceo Umberto I di Palermo in autogestione che si è tenuta nella palestra all’aperto con un centinaio di studenti che ci hanno ben accolto,
L’argomento principale era la situazione a
Cuba di cui ha parlato il ricercatore Fabrizio Chiodo, ma di fatto sono stati
poi toccati tanti argomenti di politica attuale.
Su Cuba Fabrizio Chiodo ha prima inserito la condizione di quel Paese nel contesto internazionale attuale, dal genocidio in Palestina, ai tagli alla sanità, all'istruzione, al fatto che molti bambini muoiono di fame, che ci sono delle guerre costanti, che esistono bambini che non hanno accesso al vaccino o all'acqua potabile… e che di tutto questo il nemico numero uno, la causa numero uno di tutto ciò risiede nel sistema economico in cui viviamo e cioè il capitalismo, e che la cosa più importante è prendere atto del fatto che tutte le diseguaglianze del mondo nascono da un fattore comune che è il sistema economico-sociale. Ha detto anche che esistono delle alternative al sistema economico in cui viviamo e da un punto di vista biotecnologico, l'esempio è Cuba.
E che
la situazione, per esempio rispetto a Cuba, peggiora, ha aggiunto poi il
compagno di proletari comunisti, presentandosi come dirigente di un sindacato
di base e di classe e come attivista politico, si vede anche dalle ultime affermazioni del
naziimperialista Trump che ha detto che una delle portaerei che c'è per ora in
Medio Oriente, al ritorno in America si fermerà davanti a Cuba di fatto per impedire
ulteriormente l'arrivo del petrolio. Ha fatto poi l’esempio dei popoli che
lottano contro questo sistema capitalista-imperialista in questo momento, come
per esempio in India, un altro paese che massacra chi si oppone a quel sistema
economico. E in India in questo momento c'è un massacro costante dei compagni e
delle compagne che lottano contro questo sistema sociale, che è stato
analizzato da Marx e che se si vuole comprendere davvero come funziona bisogna
studiarlo.
L’intervento
del compagno di pc, nei limiti di tempo a disposizione, è partito dall’attualità
delle lotte in corso e della necessità dell’unità tra lavoratori e studenti,
facendo dello storico slogan qualcosa di vivo. In questi anni di governo Meloni
siamo stati in piazza e in lotta perché questo governo sta peggiorando le condizioni
di vita e di lavoro. In questi giorni poi la presenza dei giovani ha risvegliato
l’interesse di molti che “sperano nei giovani” che devono essere sostenuti nella
rivolta e lotta messa in campo. A questo proposito il compagno ha detto in
questo momento in tutto il mondo i giovani hanno dimostrato di poter cambiare
alcune cose: hanno fatto cadere il governo in Bangladesh, un paese di circa 200
milioni di persone; la capa del governo, Hasina, è scappata in India; e proprio
in India gli studenti con la lotta di piazza hanno cacciato il ministro
dell'Istruzione, uno come il ministro moderno fascista Valditara, e stanno
mettendo in difficoltà lo stesso
governo. L'India non è un paese qualsiasi, è un paese di un miliardo e mezzo di
abitanti, e quando gli studenti scendono in piazza si fanno sentire alla
grande. Il governo disprezzandoli all’inizio li ha chiamati scarafaggi, e loro si
sono chiamati proprio così ironicamente e hanno cacciato il ministro dell’istruzione.
I giovani hanno fatto cadere il governo in Nepal, in Perù. E ancora in questo
momento sono in piazza in Francia, in Spagna, in Portogallo anche per la casa; hanno
occupato le piazze sempre per la casa perché cacciano le persone anziane che
non possono pagare più l'affitto, e la polizia prova a cacciare tutti dalle
piazze, i giovani e studenti stanno lottando in Italia portando attraverso
tutte le istanze specifica la denuncia generale di questa società in cui
viviamo.
Anche
i lavoratori dovrebbero protestare, è stato detto (ma per adesso non lo fanno in
buona parte nelle piazze), perché hanno salari bassi da trent'anni, non si
arriva alla fine del mese… per restare nel mondo del lavoro alcuni giorni fa
sono morti quattro braccianti in Sicilia che andavano a lavorare, a raccogliere
le olive, e poi un operaio a Brindisi, ma la media dei morti è di tre morti al
giorno sul lavoro. È inaccettabile!
Questo
accade anche perché quelli che stanno al governo sono un banda di fascisti (e
che lo siano oramai lo scrivono anche tanti giornali borghesi), da Trump in
giù, fino all’Italia, si tratta di una banda di fascisti che l'unica cosa che
mette in campo è la repressione. Ma pensano di fare paura con la repressione? Siamo
scesi in piazza prima, scenderemo in piazza pure domani…
Le studentesse
e gli studenti, che hanno sottolineato con applausi diversi passaggi degli interventi,
hanno poi fatto domande sui vaccini e sui novax, sul perché gli Stati Uniti considerano
terroristi coloro che hanno rapporti con Cuba, sulla impossibilità di curarsi
negli Stati Uniti se non si ha un'assicurazione, problema legato alla povertà e
alla condizione della sanità pubblica e della sua privatizzazione, allo
sfruttamento di chi lavora nella sanità…
Sui vaccini
e novax Chiodo è stato puntuale nell’inserire sempre anche questo problema all’interno
del sistema sociale capitalistico in cui viviamo, che vede le multinazionali
farmaceutiche decidere come e se e quando fare vaccini. Le peggiori conseguenze
della diffusione del virus infatti le hanno subite i più poveri. E qui ha
ripreso Cuba che nonostante sia un paese povero e sottoposto da decenni all’embargo
americano, è riuscito a sviluppare i vaccini che hanno permesso di salvare
tante vite umane.
Una
studentessa ha detto che è importante che si parli di questi argomenti perché
non vi è alcun tipo di formazione riguardo quelli che sono i problemi nella
società. E questo si riflette sulle famiglie in estrema povertà, e lottare perché
sennò non ci sarà mai una coscienza di classe, un movimento che porti a un
cambiamento delle cose, perché siamo al degrado sociale, riferendosi anche all’atteggiamento
dei presidi delle scuole in questo momento, che “giurano sulla Costituzione”.
Alla
fine un gruppo di studentesse e studenti ci ha trattenuto un altro poco per esprimere
l’apprezzamento per la “conferenza”. A questo proposito il compagno ha parlato
della necessità della controinformazione visto che non abbiamo mezzi a nostra
disposizione, e che questa controinformazione viene diffusa tramite il blog,
portata agli operai del cantiere navale al mattino e ad altri lavoratori,
giovani, appunto per informare e controinformare.
Ma
soprattutto bisogna trovare le forme, la forza organizzativa, riprendendo uno
slogan di un cartello portato dagli studenti alle manifestazioni che citava
Gramsci: Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza…
Mentre
andavamo via gli studenti stavano preparando uno striscione contro l’imperialismo.
pc 31 ottobre - La giornata di lotta del 30: corrispondenza da Ravenna
da Ravenna: Un corteo di circa 5000 persone, partito dal centro per arrivare davanti l'Autorità Portuale, assieme a un corteo nel pomeriggio al molo per bloccare la nave-container diretta ad Israele al molo di Marina di Ravenna. Tantissimi i giovani.
di seguito le immagini del corteo
![]() |
Al Presidio convocato dallo Slai Cobas Ravenna alla Darsena, prima dell'arrivo del corteo![]() |
pc 31 ottobre - E' l'ora che gli operai avanzati vadano e appoggino la grande lotta dei giovani - I nostri operai lo stanno facendo
Ripubblichiamo due video della manifestazione a Milano del 24 ottobre in cui si vedono e si sentono nostri operai dello Slai cobas per il sindacato di classe e di proletari comunisti che appoggiano pienamente i ragazzi, studenti, giovani proletari in rivolta, che si oppongono alla polizia, denunciano i fermi, gli arresti dei giovani, e danno forte sostegno alla lotta fino alla caduta del governo Meloni e di tutti i governi dei padroni. Ed è questa azione combattiva, di classe che, come si vede nei video, viene appoggiata via via da grandi masse di ragazzi, di vari manifestanti.
Oggi è il tempo che nelle varie città, gli operai più coscienti, gli operai rivoluzionari - anche se in pochi - sostengano concretamente le lotte in corso della gioventù studentesca e proletaria, vadano tra di loro, appoggino la loro giusta ribellione, e... anche imparino da loro.
Oggi non si tratta di inalberare una bandiera generica dell'"unità", perchè ancora la maggiorparte degli operai, prima di tutto delle fabbriche, non sta facendo la lotta di classe che serve; oggi sono gli operai avanzati che devono esserci e dire da che parte stanno.
Operaio di proletari comunisti fermato
sua forte denuncia contro la polizia, a fianco dei giovani
Grande appoggio delle masse
(trascrizione dell'intervento)
Oggi ci sono ancora molti sia a Milano che nelle altre città nostri compagni di lotta che hanno chiuso nelle questure, nelle celle sporche e nere dei commissariati senza che abbiano fatto nulla. Sono stati rastrellati per strada perché erano vestiti in nero o perché erano immigrati.
La nostra lotta deve andare avanti fino alla libertà di tutti.
Sono i giovani delle rivolte di sabato e domenica scorsa, chi ha solidarizzato con loro, chi lotta contro il carovita, contro le condizioni di vita e di lavoro dei propri genitori, sfruttati nelle
pc 31 ottobre - A PROPOSITO DELLO SCONTRO TRA IL FASCISTA LA RUSSA E LA PROFESSORESSA DI STORIA PONZANI....
Quello che si è consumato nei giorni scorsi mostra, da un lato il revisionismo storico da parte dei fascisti per mascherare il loro vero volto eversivo (ieri al servizio dei padroni, oggi al servizio di uno stato di polizia e dittatura aperta), con l'ennesimo attacco ai valori della Resistenza Partigiana e dall'altro un messaggio preciso e repressivo contro ogni opposizione culturale-storica ecc.
Ignazio La Russa voleva le scuse di Michela Ponzani. Ma oggi ad Otto e Mezzo, ha ricevuto una risposta che probabilmente gli farà rimpiangere di aver aperto bocca.
Perché la professoressa Ponzani, storica e docente universitaria, è tornata nello studio di Lilli Gruber dopo essere stata minacciata di querela dal presidente del Senato. E gli ha impartito una lezione di storia, di diritto alla critica e di democrazia che meriterebbe di essere proiettata nelle scuole.
La vicenda ormai la conoscete. Ponzani aveva ricordato che il 12 aprile 1973 La Russa era a capo di un corteo neofascista vietato dalla prefettura di Milano. Durante quella manifestazione, segnata da gravissimi scontri, venne ucciso l’agente di polizia Antonio Marino, appena 22 anni.
La Russa, indignatissimo, aveva annunciato querela. Poi aveva rilanciato: se Ponzani si fosse scusata immediatamente, avrebbe rinunciato alle vie legali.
Ebbene, stasera Ponzani gli ha risposto così:
“Se il presidente La Russa vuole querelare me, semplicemente per aver ricordato un fatto storico, deve querelare tutti gli autori di libri che parlano di questo fatto, deve querelare l’Archivio centrale dello Stato che conserva ancora oggi la documentazione della questura di Milano e della prefettura di Milano, deve querelare i giornali dell’epoca che riportano fedeli le cronache di quel che accadde”.
E ancora:
“I fascisti del Movimento Sociale, del Fronte della Gioventù di cui La Russa era segretario, devastarono Milano con incidenti gravissimi, quella manifestazione non era autorizzata e venne ucciso un agente di polizia di 22 anni. Io non ho detto che fu La Russa ad avere la responsabilità nell’omicidio, ho detto che era presente a quella manifestazione”.
E qui arriva una delle frasi più belle della serata:
“Se si vuol negare la storia, spiace dirlo per chi pensa di essere tornato ai tempi delle monarchie assolute, ma gli storici nelle democrazie non hanno il compito di celebrare il potere, devono casomai smontare le narrazioni di comodo. Questo è il nostro mestiere e io continuerò a farlo con tutti i mezzi a mia disposizione”.
A questo punto Gruber le pone la domanda che La Russa aspettava da giorni: vuole scusarsi?
E Ponzani:
“La professoressa Ponzani non ha alcuna intenzione di scusarsi con il signor presidente del Senato, anzi io ho già sentito il mio avvocato Fabio Anselmo per tutelare quelle che sono le mie ragioni, quella che è la mia onorabilità, quella che è la mia professionalità, perché vorrei ricordare al presidente del Senato della Repubblica italiana che i titoli accademici non si ereditano come i titoli nobiliari, costano tanta fatica, per le donne è ancora più faticoso raggiungere certe vette, quindi io pretendo che mi si riconosca almeno il titolo di professoressa universitaria.
Un presidente del Senato che annuncia una querela verso una docente universitaria, diciamo, non è una pagina tanto bella per la democrazia, perché io ho una visibilità, penso a tanti miei colleghi che questa visibilità non ce l’hanno e cosa si vuol fare?
Mettere a tacere tutte le voci critiche, tutti coloro che non hanno il potere di potersi difendere, di poter utilizzare la comunicazione?
Questa è una cosa gravissima ed è una pagina non tanto bella della Repubblica italiana quando si vogliono mettere a tacere gli storici”.
Ignazio La Russa: "Ho chiamato Michela Ponzani signora perché altrimenti dovevo dire professoressa a contratto"
di Huffpost
Il presidente del Senato torna sulla diatriba con la professoressa e le sue affermazioni sulla partecipazione di La Russa a un corteo non organizzato in cui morì un poliziotto. E sul ritiro della querela prende tempo: "Ci penserò"
pc 31 ottobre - Il moderno Marx - Giornata lavorativa, più sfruttamento... Il capitale è sempre più vorace
Da un intervento nella Formazione marxista di Taranto
Marx è moderno. Faccio un esempio.
Una ditta dell’appalto Acciaierie di Taranto ha trasformato il pagamento del salario mensile, da salario orario a salario fisso. L’operaio dice: mi paga 173 ore fisse al mese. Però io ne lavoro di più, lavoro nei giorni festivi, lavoro ore di straordinario, ecc., a questo padrone mi sta pagando sempre 173 ore. Quindi più lavoro meno sono pagato. Quindi per il padrone aumenta la parte di pluslavoro non pagato.
Nel 1925 è stata fissata la giornata lavorativa in otto ore, stiamo parlando appunto dei primi anni del ‘900, ore stiamo ancora a otto ore. Nonostante c'è stato aumento di produttività ecc. Quindi mantenendo in otto ore la giornata lavorativa normale, vuol dire che proporzionalmente la parte di plus lavoro gratis per il capitale, il plusvalore è aumentato.
Poi ci sono i casi “estremi”, gli immigrati in agricoltura che lavorano 12, 14 ore e più e vengono pagati con un salario corrispondente a volte a tre/quattro ore.
Ma ci sono gli esempi apposti che verifichiamo in particolare tra le lavoratrici delle pulizie, dei servizi, che invece fanno pochissime ore di lavoro, tre ore al giorno, 12 settimanali, ecc., mettiamo pure che delle tre ore un'ora e mezza è di lavoro necessario e un'ora e mezza di plus lavoro, ma via via il carico di lavoro aumenta, nella realtà lavorano più ore.
Ora proporzionalmente, se prima su tre ore 50% era di lavoro necessario e 50% di plus lavoro, se l’attività lavorativa aumenta in quantità e durata, questa proporzione salta, cioè per il lavoro necessario restano sempre 1 ora e mezza e tutto il resto invece è plus lavoro. Quindi, la proporzione tra lavoro necessario e plus lavoro non resta la stessa ma aumenta il saggio del plus valore.
Questo dimostra che la situazione attuale è esattamente la stessa dell’800, descritta da Engels, da Marx, naturalmente nelle sue diverse stratificazioni: la fabbrica, l'appalto, l'indotto, gli immigrati, le lavoratrici, ecc.
Quindi è totalmente falso dire che oggi la situazione nel mondo del lavoro sia cambiata e che oggi non valgano le leggi descritte da Marx; è una fake news trasformata in analisi, libri, ma che è “aria fritta” per chi vivesse e analizzasse l'effettiva situazione del mondo del lavoro non in Cina, non in Uganda, ma a in ogni città, paese dell’Italia imperialista, compreso nel cosiddetto mondo di produzione alternativo, fondato sul turismo, sul lavoro green, ecc. La condizione dei lavoratori è esattamente quella dell'Ottocento. E’ la trasformazione di una società che si pretende sempre più moderna in un vero nuovo medioevo, nuova schiavitù a tutti i livelli, in cui i lavoratori muoiono per la fatica, per lo sfruttamento, non solo per la mancanza di sicurezza sul lavoro.
Il capitale è diventato più vorace. Un lavoratore mi ha detto che per la fatica piangeva durante la giornata lavorativa, il padrone, in questo caso in agricoltura, negava anche cinque minuti di pausa, ma questo avviene anche nelle grandi fabbriche, come la Stellantis. Togliere ai lavoratori quella mezz'ora ora di pausa è succhiare il loro sangue pure in quella mezz'ora.
pc 31 ottobre - "Il giornale" attacca il nuovo segretario della Fiom per la Kefiah - ma lo condanna anche la Cgil, rimuovendone la foto
L’edizione telematica di giovedì ventinove ottobre de "Il Giornale" contiene – firmato da tale Giulia Sorrentino – un pezzo, sulla nomina del nuovo segretario della FIOM-CGIL, del quale condividiamo soltanto l’incipit: «Siamo alla follia».
Secondo quanto scrive la pennivendola, Samuele Lodi – appena eletto dalla platea congressuale con il 98,74% dei suffragi – avrebbe tenuto il discorso di insediamento indossando una kefiah con vergate frasi che la sua ignoranza la portano a legare al Movimento di Resistenza Islamico (Hamas).
Su un lembo del drappo si troverebbe la scritta “Diluvio di Al-Aqsa”, mentre sull’altro campeggerebbe la rivendicazione “il popolo vuole la liberazione del popolo palestinese”: due motti che evidentemente creano le convulsioni all’imbrattacarte che attacca frontalmente il sindacalista.
Francamente, se fosse soltanto questa, la notizia non sarebbe neppure degna di essere attenzionata: la redazione dello schifoso fogliaccio in questione è zeppa di sedicenti “giornalisti” ignoranti, incompetenti ed in malafede: farne una lista sarebbe come compilare l’elenco telefonico.
Quello che invece non possiamo, né tantomeno vogliamo, tacere è l’atteggiamento dell'organizzazione rispetto alle farneticanti obiezioni della gazzettiera: le riportiamo di seguito, senza cambiarle nemmeno di una virgola rispetto a quanto scrive la trentenne nativa di Roma.
«Apprendiamo dal sito de ‘Il Giornale’ che la kefiah messa oggi al collo del neo eletto segretario generale della Fiom-Cgil, Samuele Lodi, parrebbe inneggiare al 7 ottobre. Essendo la scritta in arabo nessuno poteva esserne consapevole: per quanto ci riguarda tale motto è incompatibile con la storia, i principi, e i valori della Fiom-Cgil che da subito ha condannato i fatti del 7 ottobre e allo stesso tempo sostenuto l’autoderminazione del popolo palestinese. Per questo sono già state avviate tutte le verifiche interne a tutela dell’organizzazione e dei nostri valori. Nel frattempo sono state rimosse, da tutta la comunicazione ufficiale e dai social media della Fiom-Cgil, le foto che ritraggono il neo segretario al momento della proclamazione con suddetta kefiah».
In questo periodo stiamo ospitando alcuni interventi dello "Slai cobas per il sindacato di classe" in cui si afferma chiaramente una verità incontestabile: la CGIL fa schifo; oggi possiamo aggiungere che anche la categoria che dovrebbe difendere gli interessi dei lavoratori metalmeccanici non è da meno.
Questi assai poco “signori”, invece di difendere il proprio segretario generale dagli attacchi scomposti dei servi della peggiore destra italiana e dei suoi amichetti dell’entità sionista, si accodano ai desiderata di coloro che sostengono a spada tratta il genocidio perpetrato ai danni del popolo palestinese.
Bosio (Al), 31 ottobre 2026
la Redazione del blog Pennatagliente







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