mercoledì 19 agosto 2026

"Portare un milione di coloni ebrei in Palestina" una forte denuncia di Filippo Kalomeinidis - Riceviamo e pubblichiamo

 Filippo KALOMEINIDIS

Mentre chiede lo sterminio totale dei palestinesi, il boia nazisionista ucraino Smotrich svela un piano per portare un milione di coloni dall'Occidente.

17 agosto 2026

Smotrich svela un piano per far arrivare un milione di coloni dall'Occidente, chiedendo al contempo l'espulsione dei palestinesi e la trasformazione di Gaza in insediamenti ebraici.

Il ministro delle Finanze israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich ha presentato un piano decennale per far arrivare un milione di immigrati ebrei dal Nord America e dall'Europa, un progetto demografico che procede di pari passo con il suo obiettivo apertamente dichiarato di pulizia etnica dei palestinesi dalla loro terra.

In un'intervista, Smotrich ha dichiarato di aver presentato la bozza del piano al Primo Ministro Benjamin Netanyahu circa sei settimane prima, sostenendo che l'immigrazione ebraica era stata trascurata mentre il governo perseguiva quelle che lui definiva rivoluzioni in materia di sicurezza e

La rabbia della sorella di Fakir: “Lo hanno ucciso come un cane e sono già tornati in servizio”

Khadija Fakir con la nipote Yossra

Khadija Fakir con la nipote Yossra

 (reuters)
Un mese fa la morte a Bologna del cittadino marocchino durante un fermo: “Quanto odio contro di noi sui social".
Odio anche pilotato da Governo Meloni, Polizia, poliziotti, ministero degli interni, stampa a servizio degli sbirri assassini e dei loro portavoce Fratelli d'Italia, Salvini, Vannacci...

Stellantis Melfi/ presidio appalto PMC - “Quando il sindacato dorme, tocca agli operai lottare” - la parola e l'azione degli operai

17 agosto 2026 | 17:46
“Quando il sindacato dorme, tocca agli operai lottare”
Donato Auria durante una manifestazione (immagine di repertorio)

Il presidio ha fatto tanto, diversamente avremmo fatto anche noi la fine di tanti operai della Logistica Stellantis”. Inizia così la chiacchierata con Donato Auria, mente e braccio del più grande presidio che si sia visto nell’area industriale di Melfi, almeno nell’ultimo decennio. Da ottobre 2025 a luglio 2026. Quando la loro azienda, Pmc, il 13 ottobre scorso ha deciso che non c’era più futuro, che potevano andarsene a casa, Donato ha mosso, insieme a un agguerrito gruppo di coleghi, il presidio davanti all’azienda, nell’Indotto di San Nicola di Melfi. Una tenda. Acqua, freddo, inverno. E poi primavera e calura estiva. Giorno e notte, turni come in fabbrica. A fine luglio la svolta definitiva con l’accordo nero su bianco e un’azienda, C. Costruzioni, che si è decisa a rilevare il sito e a riconvertire la produzione. Cessione dei rami d’azienda per Pmc e Brose, e rientro al lavoro, con un cronoprogramma definito, per 150 lavoratori. Tra settembre e ottobre i passaggi decisivi previsti.

“Non è anora finita”.Nonostante la svolta di fine luglio (con tanto di firma su carta intestata del Ministero per l’Industria e il Made in Italy, alla presenza dei sindacati) per Donato non è ancora il momento di abbassare la guardia. “A settembre torneremo in presidio alla Pmc – assicura – e non ci fermeremo sin quando tutti gli operai, così come pattuito, non saranno riassorbiti dalla C. Costruzioni”. La tempistica è ancora incerta. Ci sono dei passaggi amministrativi che appaiono lenti e non prima di ottobre saranno liberati i capannoni dai macchinari ‘Stellantis’ ancora presenti. “Non è ancora finita – precisa Donato – ma di sicuro con la nostra battaglia abbiamo messo un marchio su questa vicenda che rischiava di vederci succubi, passivi, così come è accaduto per tanti colleghi della Logistica, licenziati e scaricati dall’oggi al domani e oggi praticamente senza futuro”

“Lamentarsi non basta, bisogna unirsi e lottare” Il discorso finisce poi sulla vertenza complessiva Stellantis, sulle condizioni di lavoro a San Nicola e sul futuro incerto che tocca migliaia di colleghi dell’area industriale. “Ci sono dei momenti in cui lamentarsi non basta, quando il sindacato non supporta, dorme, sta alle maestranze intestarsi la lotta operaia”, sottolinea. Il riferimento è alle condizioni nella fabbrica madre di Melfi, Stellantis, dove è in corso un dimezzamento mai visto prima della forza lavoro, con la transizione all’elettrico. “Non basta lamentarsi che non ti chiamano al lavoro, bisogna agire – ribadisce – Sono migliaia gli operai, se si unissero per una battaglia comune, le cose andrebbero diversamente, non chiamerebbero sempre gli stessi sulla linea, a detrimento degli altri”. Parte delle responsabilità, infatti, le attribuisce agli stessi lavoratori. “I sindacati hanno colpa fino a un certo punto, l’altro elemento di debolezza è il lassismo della classe operaia, accettare ogni cosa senza colpo ferire, senza ribellarsi, così si perde la battaglia e la dignità

“I 21 giorni? Eravamo in 500 (su 12 mila) a lottare. E non è cambiato nulla…” Inevitabile tornare sul più classico degli amarcord, la lotta dei 21 giorni del 2004, passata agli annali come la ‘Primavera di Melfi’. “Ricordi la lotta dei 21 giorni? Eravamo 12mila in quell’area industriale – osserva Donato – E in circa 500 abbiamo lottato per tutti. Da allora non è cambiato nulla”. Parole forti le sue, arricchite da un’altra “amara” considerazione. “Di quei 500 quanti quanti ne siamo rimasti? C’è chi è andato via e chi si è adeguato piazzandosi in una postazione meno pesante. Altri si sono adagiati con una tessera sindacale in tasca”. La discussione finisce qua, per ora. “Ritorneremo a parlarne – lascia intendere Donato – ma ora c’è una battaglia da concludere con i colleghi Pmc, non è ancora finita”. Già, non è ancora finita. A settembre si torna in presidio. Parola di chi non ha “mai” abbassato la guardia. Parola di Donato AuriaPmc


Stellantis Melfi - oggi 19 torna la produzione.

 

Stellantis Melfi, si riparte dalla ds7

16 agosto 2026 | 20:41

Stellantis Melfi, si riparte dalla ds7

Ecco le prime indiscrezioni


A parte l’avviamento linea,---, la produzione effettiva, a S. Nicola di Melfi, riparte oggi mercoledì pros9 agosto Ma le indiscrezioni, in mezzo a tante bocche cucite, non mancano. “Negli ultimi giorni prima dello stop di luglio – ci spiega un addetto al Montaggio – abbiamo notato che sulla linea passavano molte Ds7 e meno Compass”. Precisiamo che proprio la Nuova Compass è stato il cavallo di ‘traino’ della ripartenza, tanto agognata la scorsa primavera.

Ma evidentemente, riempite le Concessionarie, e visto anche il mercato, a questo punto ci sarebbe una leggera flessione di Compass. E così la Ds7 sarebbe diventata l’auto su cui puntare nell’immediata ripartenza dopo le ferie estive. “Ci è giunta voce, tramite voci sindacali, che entro fine agosto, c’è una precisa richiesta dei vertici aziendali di produrre più Ds7”, così, sottovoce, la nostra fonte. “Non sappiamo se ci sia una richiesta del mercato, ma crediamo piuttosto che sia un obiettivo dei vertici aziendali”.

E così, a prova di smentita, si ripartirà dalla Ds 7,  con l’avvio dei turni sulla linea. Difficile capire quante ne passavano ogni giorno, difficile fornire altri dettagli, al momento. Sicuramente non saranno tantissime. “50 a turno”, al massimo, si sbilancia la nostra fonte. La consegna del silenzio, è la strada maestra della multinazionale, in questi tempi così complessi per l’Automotive. Ripartire dalle voci, dalle indiscrezione fatte passare sotto banco da ambienti sindacali, è l’unica via possibile. Ritmo di lavoro a “150 auto a turno” e “numerose” Ds7, sono gli unici spifferi che emergono, con la imminente ripartenza. Ferie quasi finite. È massima attenzione sui 5 modelli elettrici e ibridi (Compass, Ds8, Ds7, Lancia Gamma e Alfa Romeo) su cui poggia il futuro di Stellantis, a Melfi

 Cisl... la ripartenza deve segnare soprattutto il passaggio dagli annunci ai risultati concreti. Dopo le discussioni sul piano industriale, sui nuovi modelli e sugli investimenti destinati a Melfi, il banco di prova sarà rappresentato dalle vetture effettivamente prodotte, dalla crescita dei volumi e dal lavoro garantito non soltanto ai dipendenti Stellantis, ma anche all’intero indotto.

La situazione resta infatti complessa. Proprio dal 17 agosto entra in vigore la proroga del contratto di solidarietà fino al 31 dicembre 2026, misura che coinvolgerà circa 4.400 lavoratori. Attorno al polo di San Nicola ruotano complessivamente circa 9 mila occupati, considerando fabbrica e aziende collegate, numeri che spiegano perché il futuro dello stabilimento venga considerato una questione che va ben oltre i confini della Basilicata

Cpr di Palazzo San Gervasio: la fabbrica di disperazione che deve essere chiusa

basilicata 24
Cpr di Palazzo San Gervasio: la fabbrica di disperazione che deve essere chiusa

Non si può rispondere alla richiesta di protezione e regolarizzazione con la reclusione e il filo spinato. Né si può pensare di riformare l’inferno!

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Alberto Iannuzzi, già presidente di Corte di appello di Potenza

Il suicidio di un giovane tunisino, recluso nel CPR di Palazzo San Gervasio, non può considerarsi una tragica fatalità, bensì la cronaca annunciata di un fallimento. Per rendersene conto, occorre ricordare, non solo che questo drammatico gesto fa seguito al suicidio di un altro giovane algerino di 19 anni, avvenuto nell’agosto del 2024, ma anche i numerosi “eventi critici”, ben 67, denunciati nei primi mesi di quest’anno, relativi ad atti di autolesionismo e tentativi di suicidio.

Né si può trascurare che il CPR di Palazzo San Gervasio da anni è al centro di denunce, inchieste e procedimenti giudiziari, e che nel processo penale riguardante la gestione del centro tra il 2018 e il 2022 sono state contestate, a vario titolo, ipotesi di maltrattamenti, frodi, corruzione e altri reati, con il rinvio a giudizio di diciotto persone, tra cui appartenenti alle forze dell’ordine, medici, avvocati e responsabili della gestione. Tra le accuse anche presunti abusi e somministrazioni immotivate di psicofarmaci.

Certo, per ora si tratta solo di accuse, e sarà la magistratura a stabilire se vi sono delle responsabilità penali. Ma proprio per questo è ancora più grave il ritardo della politica nell’affrontare il problema, anche perché nel frattempo è intervenuta una decisione importante della Corte costituzionale.

Con la sentenza n. 96 del 3 luglio 2025 la Corte ha chiarito che il trattenimento nei CPR incide sulla libertà personale e richiede le garanzie dell’articolo 13 della Costituzione. Ha inoltre evidenziato una grave lacuna normativa: mancano regole adeguate sulle modalità del trattenimento, sui diritti dei trattenuti e sugli strumenti di tutela effettiva. Ha quindi chiesto un intervento urgente del Parlamento, che però a distanza di oltre un anno non c’è ancora stato.

taranto 21 agosto - diamo voce alla protesta operaia e popolare - slai cobas per il sindacato di classe taranto

 

stellantis - mirafiori/cassino - info

 

Stellantis Mirafiori rallenta ancora: ferie raddoppiate e torna lo spettro della cassa integrazione

A Mirafiori la ripartenza dopo l’estate procede a rilento: le ferie per le carrozzerie sono state allungate fino a quattro settimane e lo stabilimento lavorerà a ritmi contenuti fino al 24 agosto. La produzione della Fiat 500 Hybrid resta sotto le attese, alimentando i timori dei sindacati su nuovi stop, cassa integrazione e futuro dei contratti a termine.

Stellantis Mirafiori resta sotto i volumi attesi

La produzione della Fiat 500 Hybrid è partita a metà novembre 2025, mentre le prime consegne sono iniziate a gennaio. Nei programmi di Stellantis c’era un obiettivo ambizioso: arrivare a circa 100 mila vetture all’anno sommando versioni ibride ed elettriche. Per sostenere questi numeri, a marzo era stato introdotto anche un secondo turno.

Il passo tenuto finora, però, è stato diverso. Nei primi sei mesi del 2026, secondo i dati diffusi dai sindacati, da Mirafiori sono uscite poco più di 36 mila auto, con una 500 elettrica ogni sei ibride. Un livello produttivo ancora distante da quello necessario per avvicinarsi agli obiettivi fissati inizialmente.

Stellantis ha spiegato che l’allungamento della pausa estiva è legato soprattutto alle difficoltà nel reperire alcuni componenti forniti dall’estero. Il gruppo ha inoltre assicurato che le vetture non assemblate in queste settimane verranno recuperate entro la fine dell’anno.

La lettura dei sindacati è però meno ottimista. La Fiom ritiene che dietro ai rallentamenti ci sia soprattutto una domanda della 500 ibrida più debole del previsto. All’inizio dell’anno si arrivava a circa 240 vetture per turno su due turni; successivamente il ritmo sarebbe sceso a 180. Da giugno sono inoltre diventati frequenti i giorni di fermo, uno o due quasi ogni settimana. Le stime più recenti parlano di circa 

Da qui nasce anche il timore di un possibile ritorno alla cassa integrazione in autunno. Un’incertezza che riguarda da vicino anche i circa 400 lavoratori assunti a tempo determinato, i cui contratti, dopo la proroga arrivata a giugno, scadranno il 31 dicembre.

I sindacati continuano quindi a chiedere che a Mirafiori venga assegnato un secondo modello, ritenuto indispensabile per garantire volumi più stabili e maggiore continuità produttiva. Resta sullo sfondo anche l’ipotesi, discussa da tempo, di aprire l’area torinese agli investimenti di un altro costruttore.

Per Mirafiori, insomma, l’autunno sarà un passaggio importante. Molto dipenderà dall’andamento degli ordini della 500 ibrida e dalla capacità di Stellantis di riportare la produzione su livelli più vicini a quelli annunciati. In caso contrario, per lo storico stabilimento torinese potrebbero tornare mesi segnati da nuovi stop e ammortizzatori sociali

Stellantis, a Cassino stop alla produzione fino al 31 agosto

I sindacati "Non siamo in presenza di ferie ma di una crisi industriale"

PIEDIMONTE SAN GERMANO, 17 agosto 2026, 13:33

Redazione ANSA

Da oggi e fino al 31 agosto scatta un nuovo fermo produttivo nello stabilimento Stellantis Cassino Plant: riguarderà Lastratura, Verniciatura, Montaggio e tutti i reparti collegati.

"Non si tratta di ferie" mettono in chiaro i sindacati.
    Per il segretario generale provinciale di Uilm-Uil Gennaro D'Avino "non siamo più davanti a una semplice pausa estiva, siamo davanti a una crisi industriale che sta diventando una vera emergenza sociale. Non siamo disponibili a raccontare ai lavoratori che tutto questo sia normale".
    Per il sindacato "non è normale una fabbrica che lavora sempre meno. Non è normale una produzione che procede a singhiozzo. Non è normale che migliaia di lavoratori debbano convivere continuamente con cassa integrazione, fermate produttive e incertezza sul futuro".
    Nelle settimane scorse è stata confermata la produzione delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio fino a tutto il 2027 ma gli ordini non sono tali da consentire allo stabilimento di Piedimonte San Germano di operare nemmeno a regime ridotto. Per l'autunno sono attesi segnali sulle nuove produzioni Maserati, con due modelli di alta gamma attesi per la fine del prossimo anno

martedì 18 agosto 2026

Continua la giusta protesta degli abitanti di Pozzuoli - massima solidarietà

Venerdì 14 agosto è stato il secondo giorno di mobilitazione per abitanti di Via Napoli a Pozzuoli che hanno bloccato le strade del loro quartiere e del centro storico per chiedere soluzioni abitative dignitose.

Molti di loro sono senza un tetto già dal 2024, quando le abitazioni di Pozzuoli hanno subito i primi danni che le hanno rese inagibili. In questi ultimi anni la rete sociale della comunità che vive alle spalle di Via Napoli è stato il vero supporto per chi era stato sgomberato e aveva trovato ospitalità da amici e parenti, ma dopo la scossa di magnitudo 4.7 del 31 luglio scorso che ha portato il numero degli sfollati a oltre 3000, quasi nessun abitante del quartiere ha più soluzioni alternative. Da ormai 15 giorni dormono in auto o al riparo dei gazebo della protezione civile.

Giovedi 13 agosto i gazebo della protezione civile sono stati rimossi, giustificando la rimozione con l’allerta meteo. La rabbia degli abitanti si è fatta sentire e spontaneamente hanno bloccato la strada, per pretendere che invece dei gazebo ormai rimossi fossero montate le tende: una soluzione più dignitosa,

Colombia - solidarietà con i colpiti dal terremoto

Solidaridad con los afectados por el terremoto en Colombia 1

Solidaridad con los afectados por el terremoto en Colombia

En esencia el llamado sigue siendo el expresado en el editorial de Revolución Obrera del 14 de agosto  frente al qué hacer «Generalizar los Comités de Solidaridad, uniendo las organizaciones sociales, las Juntanzas, los Parches y todas las iniciativas creadas con independencia del Estado y el gobierno para llevar la solidaridad a todos los rincones, especialmente a los sectores más vulnerables y a las regiones olivadas. Realizar el inventario propio de lo recaudado, de lo entregado y de cuantos son los damnificados, con el criterio de atender realmente a los más necesitados. Investigar cuales son las principales necesidades de cada punto afectado, reportar y centralizar la información que se vaya recibiendo, a fin de atender las necesidades concretas y concentrar esfuerzos.

Ya existen puntos de acopio independientes, y seguramente surgirán otros que se deben publicitar ampliamente a través de las redes sociales y demás medios disponibles para canalizar el apoyo generoso de los trabajadores del campo y la ciudad. Establecer con urgencia las veedurías a las instituciones estatales encargadas de recibir, administrar y entregar la ayuda a los damnificados en todos los niveles. Ninguna confianza en el Estado y el gobierno, el pueblo debe respirarles en la nuca para mermar el latrocinio en el Estado corrupto. Acciones que deben ser acompañadas de la denuncia frente a cualquier irregularidad y de la movilización inmediata. Todas estas iniciativas sumadas a las ollas comunitarias y demás actividades que ya se vienen realizando, con y entre los damnificados y las víctimas, tienen que servir de impulso a las Asambleas Populares que decidan democráticamente, ejecuten lo acordado y

ONU: ISRAELE COMPIE VIOLENZE SESSUALI IN ZONE DI CONFLITTO

Un carcere israeliano
Un carcere israeliano

Le Nazioni Unite hanno ufficialmente aggiunto Israele alla loro lista nera di paesi ed entità accusate di aver commesso violenza sessuale in zone di conflitto. La misura prevede l’inclusione esplicita del servizio penitenziario israeliano nell’elenco del 2026, mentre altre strutture governative e militari sono state sottoposte a un quadro di sorveglianza speciale che potrebbe portare a sanzioni future.

La decisione è stata presa dopo che numerosi rapporti hanno denunciato abusi e violenze sessuali sistematiche all’interno dei centri di detenzione sotto il controllo israeliano. Questa situazione è aggravata da un persistente modello di impunità istituzionale, evidenziato all’inizio di quest’anno quando l’ufficio del procuratore generale militare israeliano ha ritirato le accuse contro cinque soldati

India - in lotta contro la repressione per la libertà dei prigionieri politici - verso la giornata internazionale di lotta del 26 settembre

in via di traduzione

CASR STRONGLY CONDEMNS THE CRIMINALISATION OF TISS STUDENTS. WE UPHOLD ACADEMIC FREEDOM AND SOLIDARITY WITH POLITICAL PRISONERS

Date: 15 August 2026
CASR STRONGLY CONDEMNS THE CRIMINALISATION OF TISS STUDENTS. WE UPHOLD ACADEMIC FREEDOM AND SOLIDARITY WITH POLITICAL PRISONERS
The Campaign Against State Repression (CASR) strongly condemns the escalating investigation by the Mumbai Police against students, former students and professors of the Tata Institute of Social Sciences (TISS) in connection with an October 2025 programme commemorating the late Prof. G N Saibaba.
The arrest of a former TISS student, the issuing of notices to professors over their communications with students, and the police scrutiny of routine academic fieldwork demonstrate a deeply disturbing pattern in which students, teachers, academic spaces, political expression and even reading material are increasingly being placed under police surveillance and criminal investigation.
What is particularly alarming is that the investigation is being expanded to include alleged possession ordownloading of books and literature which the police describe as reflecting “Maoist ideology”.
*READING A BOOK IS NOT A CRIME*
CASR unequivocally rejects the attempt to equate reading, possessing, downloading or discussing

lunedì 17 agosto 2026

Ben-Gvir propone di uccidere tra i 30 e i 40 palestinesi ogni notte a Gaza... I mostri nazisti non hanno limiti

"Lì ci sono persone che non meritano di vivere. Né dovrebbero vivere. È che non sono nemmeno persone», ha affermato Ben-Gvir, ribadendo la sua convinzione che l'intero territorio palestinese appartenga a Israele e auspicando una rapida espansione degli insediamenti e la «migrazione» della popolazione di Gaza, da lui definita «terrorista».

Le dichiarazioni, che hanno fatto il giro del mondo attraverso i social media e le agenzie di stampa, hanno scatenato un coro di reazioni indignate. Tra le voci più autorevoli, quella del senatore americano Bernie Sanders, che non ha esitato a definire Ben-Gvir un «criminale» e ha dichiarato che Israele, in virtù di tali posizioni, «non merita il sostegno degli Stati Uniti». Anche Teheran si è unita alle condanne, con il viceministro degli Esteri Kazem Qaribabadi che ha parlato di «confessioni da registrare e conservare per il giorno del giudizio» dei responsabili di quelli che definisce crimini di guerra.

Le parole di Ben-Gvir si inseriscono in un contesto di violenza che non accenna a placarsi. Secondo le autorità sanitarie palestinesi, la guerra in corso a Gaza – iniziata il 7 ottobre 2023 – ha già causato oltre 73.000 vittime e circa 174.000 feriti, in maggioranza donne e bambini. A questi si aggiungono circa 9.500 dispersi, molti dei quali presumibilmente sepolti sotto le macerie degli edifici distrutti, in quella che le organizzazioni umanitarie definiscono una catastrofe senza precedenti. Si stima che il 90% delle infrastrutture della Striscia sia stato danneggiato o raso al suolo.

La maxi-esplosione nello stabilimento di munizioni dell'ex Simmel Difesa a Colleferro è l'inevitabile corollario della marcia verso la guerra imperialista


Logo di KNDS
Perché Colleferro ha tradizione e futuro nell'industria bellica

L’industria bellica ha prosperato nell'area sin dalla prima metà del Novecento. Colleferro, infatti, fu fondata nel 1935 proprio per dare residenza agli operai della Bomprini Parodi Delfino, la fabbrica di esplosivi e polvere da sparo che guiderà lo sviluppo industriale della Valle del fiume Sacco fino alla fine degli anni Novanta.

Nel 2025 dalla divisione italiana del colosso degli armamenti Knds è arrivata la proposta di allargare l’Ex Winchester - di proprietà della stessa azienda nella vicina città di Anagni - per sostenere lo stabilimento di Colleferro, quello interessato dall'enorme esplosione di giovedì.

Il piano - ancora sulla carta - prevede la costruzione di 11 nuovi capannoni per produrre circa 40

Contro l'assedio, uccisioni, distruzione di case in Cisgiordania - a cui gli Stati, i governi imperialisti assistono silenziosi e complici...

 ...Dalla gloriosa guerra di popolo del Vietnam una grande

 lezione universale: 


"...Ogni abitante è un soldato"; "Quando i pirati saccheggiano il

 focolare, anche le donne devono combattere"...

"... Chi ha un fucile si serva del fucile, chi ha una spada si serva

 della spada! E se non ci sono le spade, prendete le zappe, le

 vanghe, i bastoni!..." - Ho Chi Minh, appello del dicembre 1946 

 

"...Per fare la guerra bisogna mobilitare tutte le forze del popolo.

 Tutto il paese deve trasformarsi in un campo rivoluzionario. 

Tutti debbono dare il proprio aiuto!..." - LENIN

Duemilionitrecentodiciannovemilaseicentottantacinque visitatori del blog MaoistRoad nei primi 16 giorni di agosto! Ci sarà una ragione...

 


2.319.685 visitors of maoistroad 

in these 16 days in august!               

You Tube ci rimuove - ce ne faremo una ragione - proletari comunisti


Buongiorno maoist Italy,

 

Nell'esaminare i tuoi contenuti, abbiamo rilevato violazioni gravi o ripetute delle seguenti norme: norme sulle organizzazioni criminali violente. Pertanto, abbiamo rimosso il tuo canale da YouTube.

 

Sappiamo che questo potrebbe deluderti molto, ma è nostra responsabilità fare in modo che YouTube sia un luogo sicuro per tutti. Se riteniamo che un canale violi in modo grave le nostre norme, lo rimuoviamo dalla piattaforma per proteggere gli altri utenti. Tuttavia, se a tuo parere abbiamo preso la decisione sbagliata, hai la possibilità di presentare ricorso. Di seguito troverai ulteriori informazioni sulle norme interessate e su come presentare un ricorso.

 

Cosa dicono le nostre norme

 

I contenuti che elogiano, promuovono o assistono organizzazioni criminali o estremiste violente non sono consentiti su YouTube.








 

Qual è l'impatto sul tuo canale

 

Abbiamo rimosso in via definitiva il tuo canale da YouTube. In futuro non ti sarà più possibile possedere, creare o accedere ad altri canali YouTube.

 

Che cosa puoi fare

 

Se vuoi presentare ricorso contro questa decisione, puoi procedere come segue:

 

Se hai altre domande, non esitare a contattarci qui.

 

Cordiali saluti,
Il team di YouTube

 


 
 

Ti abbiamo inviato questa email per fornirti informazioni e aggiornamenti relativi al tuo canale o account YouTube.

 
 
© 2026 Google LLC d/b/a YouTube, 901 Cherry Ave, San Bruno, CA 94066

Massimo sostegno alla protesta dei detenuti nelle carceri assassine e carceri tortura - Soccorso rosso proletario

da il fatto quotidiano

Ferragosto ad alta tensione nelle carceri: agenti aggrediti e disordini in tutta Italia. 

Vari eventi critici segnalati negli ultimi giorni negli istituti bollenti e sovraffollati. 
Ferragosto ad alta tensione nelle carceri: agenti aggrediti e disordini in tutta Italia. I sindacati: “Nordio si svegli dal torpore”

È stato un Ferragosto di tensione nelle carceri italiane, sempre più invivibili a causa del sovraffollamento (che ha toccato il 141%) e del caldo insopportabile. Vari eventi critici sono stati segnalati negli ultimi giorni.....a partire da un’evasione avvenuta sabato dalla casa circondariale di Potenza: due detenuti di nazionalità tunisina,“riusciti a sfruttare una criticità strutturale dell’istituto, arrampicandosi e raggiungendo i tetti per poi guadagnare l’esterno”


domenica 16 agosto 2026

La classifica dei super miliardari padroni italiani 2026, mentre lavoratori, masse popolari stanno sempre peggio...

QUESTI CAPITALISTI FANNO MEGA PROFITTI, MENTRE I PROLETARI E LE MASSE POPOLARI NON CE LA FANNO A VIVERE. LI FANNO SULLO SFRUTTAMENTO, SULL'ABBASSAMENTO ENORME DEL COSTO DEL LAVORO, DEL SALARIO, LI FANNO SULLA CHIUSURA DI FABBRICHE PER APRIRE ALTRE DOVE POSSONO SFRUTTARE MEGLIO, LI FANNO SUL SANGUE DEI LAVORATORI, LAVORATRICI, TANTI GIOVANI MORTI (PERCHE' PER I PADRONI LA SICUREZZA NON FA PROFITTI).

E LO STATO E IL GOVERNO LI SOSTIENE E DICE CHE QUESTI SONO LA "RICCHEZZA DELL'ITALIA"

QUESTA CLASSE BORGHESE, DECADENTE, PUR NEI SUOI MILIARDI, LUSSI, DEVE "MORIRE".

E' GIUSTO RIBELLARSI, ORGANIZZARSI PER UNA RIVOLUZIONE CHE LI FACCIA SPARIRE DALLA FACCIA DELLA TERRA!

******

Classifica di Ferragosto elaborate da Milano Finanza, che fotografano i patrimoni azionari alle quotazioni del 7 agosto 2026.

I Crippa, azionisti di Technoprobe, balzano dal sedicesimo al quarto posto con 10,4 miliardi di euro, quasi quattro volte i 2,6 miliardi di un anno fa. E la quotazione al Nasdaq di Bending Spoons proietta direttamente nella graduatoria quattro nuovi multimiliardari italiani.

Sopra tutti continua però a esserci un paperone fuori classifica: lo Stato italiano. Il valore delle partecipazioni pubbliche passa dagli 81,5 miliardi del 2025 a 111,1 miliardi, con un incremento di oltre 29,5 miliardi, pari al 36,2%. Il ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, dispone direttamente di partecipazioni per 55,5 miliardi, mentre quelle di Cassa Depositi e Prestiti valgono 54,7 miliardi. Il patrimonio pubblico è ormai due volte e mezzo quello del primo Paperone privato.

Eredi Del Vecchio – 44,5 miliardi. Restano saldamente al primo posto, ma il valore del patrimonio azionario scende di oltre 7 miliardi rispetto al 2025, mentre gli otto eredi continuano a confrontarsi sul futuro della cassaforte Delfin. È la maggiore perdita di ricchezza in valore assoluto dell’intera graduatoria. Il patrimonio deriva soprattutto da EssilorLuxottica, oltre alle partecipazioni in Mps, Generali, Unicredit e Covivio.

Famiglia Rocca – 15,2 miliardi. Consolida il secondo posto grazie alla corsa di Tenaris. La ricchezza

un documento da leggere e commentare

Abbasso le guerre imperialiste! Per l’unità rivoluzionaria internazionale dei lavoratori – Risoluzione della Conferenza di Atene

Questo è il testo della Risoluzione finale della Conferenza internazionale tenutasi ad Atene nei giorni 22-23-24 luglio, sottoscritta dalle organizzazioni che hanno promosso la Conferenza: Liberazione comunista (Grecia), Tendenza internazionalista rivoluzionaria, Partido Obrero (Argentina) e Partito socialista dei lavoratori (Turchia). Nei prossimi giorni daremo conto delle versioni inglese e spagnola della risoluzione e delle altre organizzazioni che l’hanno sottoscritta. (Red.)

Siamo entrati in una nuova era di guerre, mentre si intensifica la lotta per l’egemonia globale tra le varie potenze capitalistiche. L’architettura capitalistica globale viene violentemente rimodellata. Il «capitalismo di guerra» costituisce una soluzione dettata dalla crisi della borghesia globale. L’Ucraina, la Palestina, l’Iran e il Medio Oriente/Asia occidentale sono, per il momento, i principali teatri di battaglia di una nuova fase dello scontro imperialista che sta scivolando verso una nuova guerra mondiale. Il vecchio ordine mondiale sta morendo e, prima che ne emerga uno nuovo, viviamo in un «mondo di mostri».

In questo mondo, i popoli sono – come sempre – le vittime principali. Non solo sui campi di battaglia, ma anche nella loro vita quotidiana. La guerra e l’economia di guerra sono utilizzate come pretesto per la nuova ondata di attacchi brutali contro di loro. Contro le nostre condizioni di lavoro, che si stanno rapidamente deteriorando, in nome dell’«interesse nazionale» e della competitività dei capitalisti. Prendendo di mira i beni pubblici e i nostri bisogni, che sono sotto attacco. Contro i nostri diritti democratici, poiché le nostre proteste, i nostri scioperi e i nostri movimenti tendono ad essere bollati come illegali

sabato 15 agosto 2026

Colombia - Que el terremoto contribuya a remover los cimientos del orden existente

 revolucion obrera

Con profundo dolor y pesar los proletarios revolucionarios enviamos un mensaje de solidaridad a las víctimas y familiares de la tragedia ocasionada por el terremoto del 10 de agosto.

Enviamos igualmente, un saludo combativo y fraternal a los trabajadores del campo y la ciudad, a sus hijos e hijas que sin esperar nada del Estado y el gobierno de los ricos holgazanes, han desplegado sus poderosas energías acudiendo en rescate de las víctimas, auxiliando a los heridos, cobijando y dando alojo a los destechados, estableciendo las ollas comunitarias que nuevamente sirven de centros de reunión, de intercambio de ideas, de rotación de personal para acometer las distintas tareas, además de brindar comida a todo ese ejército de colaboradores, víctimas e incluso a la comunidad más necesitada que hoy, como en el levantamiento del 2021, ha vuelto a encontrar en ellas una oportunidad de mitigar el hambre.

Denunciamos y condenamos la miseria, el hambre y la opresión en que las clases dominantes han sumido al pueblo trabajador, al cual se suma ahora la tragedia del terremoto que puso al descubierto, nuevamente, las grandes miserias del capitalismo agonizante.

Así, mientras desde abajo el pueblo se puso de pie para brindar apoyo inmediato a los damnificados, desde arriba el fantoche presidente y su séquito hacían un nuevo espectáculo dando anuncios, hablando sin saber siquiera dónde estaban parados y solo cuando se hacen evidentes las urgencias, encomienda a las «Tigresas de la Patria» (con la mujer del aboganster al frente) abanderar la «ayuda solidaria»;