sabato 20 giugno 2026

20 giugno - Milano. La solidarietà con la Palestina e il Libano non si arresta




pc 20 giugno - La repressione del regime fascista hindutva di Modi contro gli intellettuali non si ferma

 dal blog https://guerrapopolare-india.blogspot.com/

La repressione del regime fascista hindutva di Modi contro gli intellettuali non si ferma

 


La NIA (National Intelligence Agency) all'opera per annullare la cauzione di Gonsalves e Ferreira nel caso Elgar Parishad

Il giudice speciale Chakor S Baviskar ha ordinato a Gonsalves (68 anni) e Ferreira (53 anni) di presentare le loro risposte alle richieste, che sono state pubblicate per ulteriori considerazioni il 19 giugno.

MUMBAI: Settimane dopo aver chiesto la revoca della cauzione concessa a Varavara Rao e Sudha Bharadwaj, la National Investigation Agency (NIA) si è rivolta mercoledì a un tribunale speciale per chiedere la revoca della cauzione concessa agli attivisti Vernon Gonsalves e Arun Ferreira nel caso Elgar Parishad-Bhima Koregaon, con l’accusa di aver abbiano violato le condizioni del loro rilascio partecipando a un incontro al Mumbai Press Club all'inizio di quest'anno.

NIA si avvia per annullare la cauzione di Gonsalves e Ferreira nel caso Elgar Parishad (HT PHOTO)

Il giudice speciale Chakor S Baviskar ha ordinato a Gonsalves (68 anni) e Ferreira (53 anni) di presentare le loro risposte alle richieste, che sono state pubblicate per ulteriori considerazioni il 19 giugno. I due sono stati arrestati nell'agosto 2018 e sono rimasti in carcere per quasi cinque anni prima che la Corte Suprema concedesse loro la cauzione regolare nel luglio 2023. La corte suprema ha ordinato il loro rilascio soggettio a condizioni e ha osservato che l'accusa sarebbe stata libera di chiedere la cancellazione della cauzione in caso di violazione.

Le richieste della NIA derivano da un evento del Mumbai Press Club tenutosi il 19 gennaio, a cui hanno partecipato diversi imputati, tra cui Gonsalves, Ferreira, Rao e Bharadwaj, tutti in libertà su cauzione in quel momento. La NIA ha sostenuto che il programma fosse stato convocato per diffondere l'ideologia del PCI (Maoista) messo al bando e per discutere il futuro corso del movimento "Naxalita Urbano". La NIA ha sostenuto che la loro partecipazione all'evento, in cui hanno interagito tra loro, ha costituito una violazione delle condizioni legate alla loro cauzione.

L'agenzia si era rivolta allo stesso tribunale il 15 maggio chiedendo l'annullamento della cauzione concessa al poeta-attivista telugu Rao (85 anni) e all'avvocato-attivista Bharadwaj (65 anni) per lo stesso episodio. Rao è attualmente in libertà su cauzione per motivi medici concessa dalla Corte Suprema, mentre Bharadwaj ha ottenuto la cauzione per inadempienza dalla Corte Suprema di Bombay nel dicembre 2021.

Durante l'udienza su tali richieste, Rao e Bharadwaj hanno chiesto la pubblicazione del materiale su cui l'agenzia si basava per sostenere la sua accusa di aver violato le condizioni della cauzione. Anche Gonsalves e Ferreira dovrebbero richiedere copie dei documenti e di altri materiali su cui la NIA si basa a sostegno della sua richiesta di annullamento della cauzione quando la questione sarà affrontata il 19 giugno, secondo la difesa.

Il caso Elgar Parishad deriva da una denuncia fatta dopo che è scoppiata una violenza vicino al memoriale di guerra di Bhima Koregaon nel distretto di Pune il 1° gennaio 2018, durante la commemorazione del bicentenario della Battaglia di Bhima Koregaon. Gli investigatori hanno affermato che i discorsi tenuti al conclave dell'Elgar Parishad tenutosi a Shaniwar Wada a Pune il 31 dicembre 2017 hanno contribuito alla violenza e che l'evento avesse legami con il PCI (Maoista) messo al bando. Gli imputati hanno negato le accuse.

Nello stesso procedimento di mercoledì, il tribunale speciale ha anche ordinato l'emissione di mandati di comparizione contro due presunti accusati fuggitivi, Prakash alias Ritupan Goswami e Ganapathy alias Mupalla Laxman Rao, dopo che la NIA ha presentato ricorso per l’avvio di un "processo coercitivo".

 

pc 20 giugno - la repressione antipalestinese in Palestina e in Italia - info solidale

.... in Italia continuano gli arresti di solidali con la causa palestinese (è di ieri l’ultimo a Latiano, Abdalmuti Abunada, per “terrorismo della parola”, a tutta prima un nuovo caso Ahmed Salam), arrestato proprio mentre arrivava la vile sentenza del tribunale del riesame di Genova contro Mohammad Hannoun, Riyad Albustanji, Yaser Elasaly e Raed Dawoud, arrestati lo scorso 27 dicembre con l’accusa (in buona sostanza) di essere solidali con la resistenza del popolo palestinese…

Incendio delle moschee a nord di Ramallah

“Non si fermano provocazioni e violenze in Cisgiordania, dove alcuni coloni israeliani hanno dato fuoco all’ingresso di due moschee nei villaggi di Jaljulia e Mazra’a al-Nubani, a nord di Ramallah, e imbrattato i muri con slogan razzisti che incitano all’odio. Abitanti locali li hanno affrontati e i militari dell’esercito israeliano sono intervenuti sparando lacrimogeni e granate stordenti. Non ci sono stati feriti.

“L’attacco si inserisce nel contesto di una pericolosa escalation contro le proprietà palestinesi, e quest’ultimo episodio cade nel giorno in cui il G7, nella dichiarazione finale del vertice di Evian, ha chiesto esplicitamente la fine delle violenze dei coloni. Tre giorni fa in un raid analogo diversi coloni avevano tentato di incendiare un’altra moschea nel villaggio di Burqa, sempre nella zona di Ramallah, mentre i fedeli si trovavano all’interno: si è rischiata una strage.”

https://www.rainews.it/video/2026/06/cisgiordania-coloni-israeliani-incendiano-altre-due-moschee-8e1c7d08-249a-4eb9-82c2-72c8bb0356f8.html

Pulizia etnica in Cisgiordania

La scorsa settimana Amnesty International ha pubblicato un nuovo, ampio rapporto sulla e contro la campagna di pulizia etnica dei beduini palestinesi nella Cisgiordania occupata. Chi conduce questa campagna, però, non sono i coloni più fanatici, spesso presi – nella loro speciale ferocia e infamia – a facile bersaglio di certi critici (a parole) di Israele; è lo stesso stato sionista che procede sistematicamente al trasferimento forzato di intere “comunità beduine palestinesi e di pastori nell’Area C della Cisgiordania occupata”. L’Italia di Meloni-Mattarella e l’Unione europea, naturalmente, non vedono nulla e non sanno nulla.

Beituniarapimento di studentesse palestinesi

Scene di ordinario terrorismo dei coloni e delle loro bande: un gruppo di militanti sionisti rapisce delle studentesse palestinesi, che urlano, temendo di non essere mai liberate, vive e incolumi. (la scena è sul canale di Joseph Stern)

La Corte suprema israeliana

I giudici “supremi” sionisti hanno sepolto vivo il pediatra palestinese Hussam Abu Safiya dopo che i suoi carcerieri lo hanno tenuto in ostaggio e torturato per oltre due anni.

Dopo 536 giorni di carcere senza accuse, la Corte suprema israeliana nega il rilascio del medico Abu Safiya

Simone Bianchetta

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16 giugno 2026 • 16:31Aggiornato, 16 giugno 2026 • 16:44

«L’ultimo medico di Gaza» è detenuto senza accusa in Israele da dicembre 2024, in base alla Legge sui combattenti illegali del 2002, che permette di aggirare le Convenzioni di Ginevra e un regolare processo. Secondo il suo avvocato e diverse ong, durante i quasi due anni di prigionia ha subito pestaggi e torture. Sarebbero 446 i professionisti sanitari palestinesi incarcerati senza prove dal 7 ottobre 2023.

Nessuna accusa, nessun processo. Nella prigione di Nafha, la cella di isolamento del pediatra palestinese Hussam Abu Safiya resta chiusa a chiave. Lo ha deciso la Corte suprema israeliana, che ha respinto il ricorso per la sua scarcerazione, assecondando l’estensione della detenzione per altri sei mesi. Il 27 dicembre 2024, le truppe dell’Idf hanno prelevato nella Striscia di Gaza il dottore 52enne, direttore dell’ospedale di Kamal Adwan, insieme ad altre 350 persone – tra personale medico e pazienti – in nome della lotta ad Hamas.

Sono passati 536 giorni, tra fame, assenza di cure mediche e denunce di maltrattamenti e torture, ma Hussam Abu Safiya è ancora dietro le sbarre. Anzi, per aver fatto appello, 13 giorni fa è stato trasferito dalle autorità israeliane dal carcere del Naqab a quello di Nafha, in totale isolamento. Israele lo considera arbitrariamente un «combattente illegale» e, in base a una legge del 2002, può privare i detenuti dei diritti sanciti dalle Convenzioni di Ginevra e trattenerli senza accuse formali o regolare processo.

pungolo rosso 

pc 20 giugno -per le donne - IL FASCISMO CHE AVANZA... ed e' sempre peggio

<dal blog https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/
Il generale Roberto Vannacci nega l’esistenza del femminicidio come categoria specifica di reato. Secondo lui, “è un omicidio come tutti gli altri” e non serve una fattispecie dedicata.
Le sue dichiarazioni, pronunciate durante l’assemblea costituente del suo partito "Futuro Nazionale" (13–14 giugno 2026), hanno generato polemiche trasversali nel mondo politico e sociale.
Tra le sue affermazioni:
- “Il femminicidio non esiste, è un omicidio come tutti gli altri.”
- “Uomini e donne sono uguali, non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri.”
- “Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione.”
- “Non c’è bisogno del reato di femminicidio: deve avere le stesse regole degli altri omicidi.”
- “Così come c’è violenza sulle donne, c’è quella sugli anziani e non c’è un ‘anzianicidio’.”

In sostanza, Vannacci sostiene che la legge non debba distinguere in base al genere della vittima e che la parità consista nell’applicare le stesse norme a tutti.
Le reazioni non sono mancate.

pc 20 giugno - Torino: otto condanne nel processo di primo grado per il corteo del 9 gennaio 2025 dopo l’omicidio di Ramy


8 condanne oggi a Torino nel processo di primo grado per il corteo del 9 gennaio 2025, dopo l’omicidio poliziesco nella vicina Milano di Ramy Elgamy, con duri scontri al Commissariato di polizia Dora Vanchiglia e al Comando regionale dei carabinieri.

Da Radio Onda d’Urto

Le pene vanno dai 10 ai 16 mesi, solo in 5 casi con sospensione condizionale. L’accusa aveva chiesto fino a 3 anni di carcere. A Viminale e Ministero della difesa riconosciute provvisionali per 17mila euro. Gli avvocati difensori Gianluca Vitale, Claudio Novaro e Valentina Colletta, invece, chiedevano assoluzioni per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato.

venerdì 19 giugno 2026

pc 19 giugno - G7 di Evian, una valutazione di parte proletaria e comunista

dal podcast di ORE12/Controinformazione rossoperaia del 18.06.26


Il G7 che si è tenuto a Evian, in Francia, nelle giornate del 15, 16 e 17 giugno, in realtà non è stato granché, niente di così terribile come, giustamente, le forze dell'opposizione antimperialista e internazionalista avevano annunciato e che su questa base hanno manifestato a Ginevra, tra i 20 e i 30 mila partecipanti, con momenti di azione e di iniziativa dei manifestanti che hanno dato corpo alle paure dei signori del Vertice del governo svizzero e francese - più francese che svizzero naturalmente - che gestiva l'ordine pubblico e che ha cercato, in qualche maniera, di contenere i danni.

Non è stato granché perché ha rappresentato il cammino verso la guerra imperialista nel quadro delle contraddizioni interimperialiste che ci sono tra Stati Uniti e governi imperialisti europei, tra i governi imperialisti europei stessi e degli altri soggetti del mondo imperialista, l'imperialismo russo e il socialimperialismo cinese, che, chiaramente, al Vertice non c'erano ed erano una sorta di convitati di pietra.

In sostanza, il vertice è stato segnato dall'indebolimento della presidenza Trump rispetto ai precedenti vertici del G7, che avevano visto Trump cercare di forzare e di imporre ideologia politica e prassi MAGA all'interno del mondo imperialista, trovando resistenze ma mostrando una divisione abbastanza profonda.

In questa occasione Trump ha presentato la faccia buona, chiaramente negli interessi dei padroni, della finanza, dei grandi oligarchi dell'intelligenza artificiale che esso rappresenta, la “faccia buona” rispetto ai governi imperialisti europei. Questa “faccia buona” è vissuta intorno a due questioni fondamentali: da un lato l'accordo annunciato e poi enunciato sull'Iran, dall'altro una ricomposizione di fatto sulla questione Ucraina e la contesa interimperialista con l'imperialismo russo in questa guerra per interposta persona che si sviluppa in questa zona.

Questi due fattori fanno giustamente giudicare il vertice come un vertice di ricomposizione tra l'imperialismo americano e i governi imperialisti europei. Di questo si fanno portavoce Macron che vuole in qualche maniera addebitarsi il ruolo svolto in questa mediazione e il governo imperialista tedesco che da sempre ha avuto una posizione del piede in due scarpe, da un lato cercare di ricucire con la presidenza Trump, dall'altro di capitalizzare questa ricucitura in quadro di primato imperialista nell'ambito dell'Europa.

In questa situazione le dichiarazioni unitarie rappresentano in realtà semplicemente un riconoscimento della realtà.

La prima realtà è che l'imperialismo americano nella guerra di aggressione insieme allo Stato sionista israeliano verso l'Iran ha registrato una battuta d'arresto che suona come una sconfitta. Il memorandum che viene presentato - se venisse applicato nell'interpretazione data dal governo iraniano - sarebbe un'indubbia sconfitta dell'aggressione e un'indubbia tenuta e vittoria della resistenza dell'Iran a questa aggressione, con la variabile impazzita, il “cavallo pazzo” Netanyahu, che cerca sia di sabotare l'intesa sia di cercare di mantenere il ruolo propulsivo nell'area che, con il genocidio del popolo palestinese, ha avviato e che continua a proseguire con l'aggressione al Libano.

pc 19 giugno - Corteo Antifascista a Trieste


Venerdì 19 giugno – ore 18:30 – Riva Traiana, Trieste (TS)

Link evento: https://www.facebook.com/share/1CX5aWwHki/

Ritorniamo nelle strade di Trieste con un corteo cittadino che rimetta al centro un antifascismo vivo, plurale, dal basso. 

Le ultime settimane hanno rilanciato l’urgenza di una mobilitazione per nutrire la solidarietà, la memoria della resistenza, la lotta a tutte le forme di oppressione. Se da un lato la contestazione del 19 maggio ha dimostrato quanto sia ancora vivo lo spirito antifascista di questa città, dall’altro ci mostra una volta di più quanto lo squadrismo sia collegato con l’estrema destra al potere. Chi ha deciso di opporsi all’ideologia xenofoba e nostalgica — e al revisionismo storico delle istituzioni — è stato infatti prima aggredito da neofascisti armati e poi dalle “forze dell’ordine”. 

Al di là delle strumentalizzazioni politiche e mediatiche che nei giorni successivi hanno provato a riscrivere la realtà dei fatti — leggendola come scontro tra opposti estremismi — vogliamo ribadire che i fascisti e i loro fiancheggiatori non possono avere agibilità politica nella nostra città. La riabilitazione del passato fascista di Almerigo Grilz, la questione del confine orientale e la giornata del ricordo, non sono casuali: fanno parte di una più ampia operazione di revisionismo storico utile a cancellare le lotte di emancipazione del passato per bloccare sul nascere anche quelle del presente, costellato di un clima di guerra, di razzismo, nuove disuguaglianze. È per questo che i neofascisti e la loro progressiva legittimazione da parte del potere si inseriscono in un sistema complessivo di oppressione, lo puntellano, ne rappresentano il volto più oscuro.

La proposta di “remigrazione”, deportazione su base razziale, è il culmine di questa tendenza. Viene sdoganata nel momento in cui nuovi strumenti securitari vengono approvati dai governi, la criminalizzazione del “diverso” si fa martellante e la detenzione amministrativa e del sistema dei CPR diventa modello di gestione dell’immigrazione. É questa retorica suprematista che permette le stragi dei braccianti, ed è la stessa che promuove e organizza un genocidio in diretta streaming.

Contro questa tendenza autoritaria e xenofoba, vogliamo ribadire la forza delle forme di solidarietà dal basso — come accade quotidianamente in Piazza Libertà — la resistenza quotidiana nelle scuole, nelle università e nei quartieri, nei luoghi di lavoro, le lotte in difesa dei territori, l’incontro tra persone contro le logiche di guerra e di divisione. L’ideologia dell’odio non deve trovare spazio nelle nostre città. 

Avevamo detto “Laddove saremo noi, non ci saranno loro”: vale per il rito macabro del “presente” per Grilz come per la nostra quotidianità. Perché l’antifascismo non è una ricorrenza, né una memoria immobile: è una pratica quotidiana e trasversale che deve tornare ad animare le strade, le piazze e i quartieri di Trieste.

Sloveno:

pc 19 giugno - Viva la Giornata dell'Eroismo! - Soccorso rosso Proletario

Oggi, 19 giugno, la Cassazione dovrà sciogliere la riserva sul ricorso presentato dagli avvocati di Hannoun, Dawoud, Yasser e Ryad.
Ieri un altro palestinese è stato arrestato nel brindisino per “terrorismo della parola”, mentre un suo concittadino è stato perquisito e indagato per le medesime ipotesi di reato.
Le prove ostentate dai ROS sono magliette con su scritto: “Palestina libera dal fiume al mare”, con la stessa retorica islamofobica di sempre.

Ma il 19 giugno, è anche il “Giorno dell’Eroismo”, giornata dedicata ai prigionieri politici e di guerra rinchiusi nelle carceri dell’imperialismo e dei paesi oppressi dall’imperialismo.
Il 19 giugno del 1986, nelle carceri peruviane del Fronton, Lurigancho e Callao, centinaia di prigionieri politici e di guerra del Partito Comunista del Perù in rivolta contro i piani di trasferimento e concentramento portati avanti dal regime peruviano furono massacrati dalle forze armate peruviane.
In 300 morirono dopo aver rifiutato ogni falsa proposta di accordo, consapevoli del costo che il nemico gli avrebbe fatto pagare per la loro fermezza. Scelsero di dare la vita per il loro popolo, il partito e la rivoluzione, resistendo e combattendo fino all’ultimo, trasformando le tetre prigioni dell’imperialismo in “luminose trincee di combattimento”.

Anche nelle carceri dei paesi imperialisti la borghesia coltiva lo stesso spirito e illusione di “soluzione finale” contro i prigionieri rivoluzionari, che muove la mano genocida di Israele e dei regimi servi dell’imperialismo.
La caccia al palestinese o al filo palestinese che dissente, l’accusa di terrorismo fondata sul sospetto, l’inasprimento delle condizioni di detenzione dei prigionieri politici con l’applicazione del 41 bis in Italia, la dispersione dei prigionieri, l’allontanamento dalle loro famiglie e dai loro affetti sono parte delle tecniche di annientamento psicofisico, teso a piegare e cancellare l’identità rivoluzionaria dei detenuti.

Le carceri dell’imperialismo annientano e uccidono tutti i giorni proletari e immigrati che riempiono penitenziari e CPR, dove sono realtà quotidiana condizioni di detenzione subumane, sovraffollamento inverosimile, abusi, razzismo, suicidi.
Dopo l’annuncio della falsa tregua di Trump, le grandi lotte dello scorso autunno si sono spente, ma il genocidio continua e si estende e la repressione e la prigionia politica stanno assumendo sempre più dimensioni di massa e sempre più è necessario e urgente uscire dal torpore.

In Italia abbiamo avuto 2 giovani suicidati da questo stato di polizia per aver lottato contro il genocidio del popolo palestinese; ci sono 4 palestinesi colpevoli di solidarietà a Gaza; c’è Ahmad Salem, in carcere da oltre un anno per 2 video e ora Abunada Abdalmuti, colpevole anche lui di Palestina. E c’è Anan Yaeesh, colpevole di Resistenza al genocidio palestinese, di cui più nessuno parla: il tribunale di L’Aquila ha chiesto e ottenuto una proroga per il deposito delle motivazioni della sentenza, di conseguenza l’appello potrebbe slittare all’anno prossimo.

A 40 anni dal 19 giugno 1986 ci sono ancora mille ragioni per lottare al fianco dei prigionieri politici rivoluzionari, perché ognuno di loro continua a combattere come può, resistendo e non rinnegando la propria identità e dignità politica. Perchè il “Giorno dell’ Eroismo” è soprattutto questo, la memoria di una vittoria morale e politica conquistata con il sangue di alcuni per il bene di tutti. Non dimentichiamoli e non dimentichiamo Anan Yaeesh, che ancora oggi incarna quei principi.

pc 19 giugno - voci e immagini della protesta degli inquilini case popolari a Milano

 







pc 19 giugno - tenaris dalmine bergamo/salute e sicurezza contro la normalità della produzione -voci operaie delle ditte

 slai cobas per il sindacato di classe

salute e sicurezza contro la normalità della produzione -voci operaie delle ditte

SLAI COBAS LAVORA PER LA RIBELLIONE OPERAIA 

ALLA 'NORMALITA’ DELLA PRODUZIONE'

Ancora tra gli operai di Tenaris alla seconda portineria della fabbrica dopo il grave infortunio che ha colpito l’operaio di origini rumene VC, di 55, nei pressi dell’alto forno nel reparto acciaieria.

Tra i primi ad avvicinarsi all’entrata dello stabilimento, per il suo turno di lavoro, proprio un operaio di una delle ditte esterne che opera in acciaieria.

In giornata ancora erano previste perizie tecnico legali con il blocco del reparto, ma come ha ricordato il Corriere, ci sono le richieste avanzate da Tenaris per avere con urgenza il dissequestro dell’impianto centrale, evidentemente in qualche modo erano andate a buon fine.

Nemmeno un quarto d’ora dopo, mesto mesto, l’operaio se ne esce dalla fabbrica e con un po di fatica per la lingua spiega che il capo si era dimenticato di mandare il messaggio di stare a casa.

I sopralluoghi quindi stanno continuando, ma questo episodio è la spia della condizione degli operai delle ditte esterne, una fabbrica dentro la fabbrica, ma che via via diventa sempre più il modello ‘flessibile’ a cui conformare gli stessi operai Tenaris che anche in questo caso, vengono informati giorno per giorno via whatsapp ‘anche domani l’acciaieria resta chiusa’ facendoli pagare di tasca propria con le ferie il blocco degli impianti per le indagini della magistratura.  Che i più ipotizzano andranno avanti almeno fino a lunedì. Per altro, dalle ultime ristrutturazioni alla contrattazione aziendale, anche la programmazione degli orari, dei turni, fino alle mansioni degli operai Tenaris, in tal senso già ha fatto un grande balzo indietro.

Questo che facciamo è un lavoro importante, sicuramente con i tempi tirati che hanno i lavoratori all’entrata e all’uscita dallo stabilimento un lavoro limitato, una parte del lavoro necessario ma che non per questo, perde d’interesse.

giovedì 18 giugno 2026

pc 18 giugno - Esami di maturità: la scuola del Governo Meloni/Valditara che deve avanzare nel moderno fascismo

Le tracce della maturità sono una dichiarazione di guerra contro i ragazzi da parte del ministero, trattati come una generazione di smidollati snowflake. Confini, fatica, doveri, l'unica traccia di una donna che decanta la meraviglia, donna angelicata angelo del focolare. L'idea di una pedagogia schiettamente fascista dissimulata dalle difficoltà della modernità. Tutto virilismo puro. Libro e moschetto, letteralmente.

Essere riusciti a scegliere Frank Furedi ha poi del diabolico. La sua parabola biografica, da marxista radicale a rossobruno, novax, antiGreta, scettico del cambiamento climatico, sovranista complottista, al soldo di Orbàn, è come mettere una citazione di Charlie Kirk o un brano di un libro di Passaggio al bosco.
Anche di Mario Calabresi si va a cogliere un aspetto problematico della sua produzione e lo si usa pro domo fascii. I libri di Calabresi diciamo pedagogici rispondono tutti a uno strano autodeterminismo individualista, la pedagogia del farcela da soli, come se le condizioni sociali non fossero sempre più determinanti nelle scelte e negli esiti della propria vita.
Senza contare l'amore romantico fuori tempo massimo di Pavese.
Sarebbe da raccogliere le firme, contro queste tracce, contro Meloni che fa gli auguri per gli scritti inneggiando alla "disponibilità al sacrificio dei giovani"- Spero che gli studenti si rendano conto come questa destra al governo sta cercando di lucrare consenso proprio sulla loro pelle.
Christian Raimo
(docente e scrittore, è stato sospeso per tre mesi dall’insegnamento, con una decurtazione del 50% dello stipendio, per aver criticato il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara)

pc 18 giugno - PMC MELFI /appalto Stellantis - info ultime

 da operai contro

PMC MELFI, NOTIZIE FRESCHE

Martedì 16 giugno 2026, 247° giorno di presidio alla Pmc Automotive-Stellantis di Melfi. Nella giornata di ieri 15 giugno 2026, presso Confindustria Basilicata a Potenza si è tenuta una riunione tra i rappresentanti di CCostruzioni S.r.l. (l’azienda intenzionata a rilevare il sito) e i sindacati territoriali. È stato reso pubblico un documento, lo stesso mette nero su bianco le intenzioni dell’azienda e le condizioni che intende applicare.
1. Operai: il documento parla chiaro, gli operai che verranno trasferiti in CCostruzioni conserveranno il trattamento economico maturato finora. Salario e diritti acquisiti sono fatti salvi. Su questo specifico punto il verbale non lascia spazio a dubbi. Il numero esatto dei lavoratori che verranno trasferiti è ancora un’incognita, CCostruzioni è “in attesa della definizione del perimetro degli operai” da parte di PMC e BROSE. La scadenza: i termini per le uscite volontarie incentivate scadranno il 15 luglio. Solo dopo quella data si conoscerà il numero esatto dei lavoratori che saranno effettivamente trasferiti.
2. Per il personale impiegatizio di PMC e BROSE la situazione è confermata decisamente più complessa. Il piano industriale nasce esclusivamente per la produzione (operai). Quindi gli impiegati che vorranno essere assorbiti dovranno accettare una condizione di demansionamento: passaggio a inquadramento operaio (livello base C2 del CCNL Metalmeccanici), taglio dei superminimi maturati negli anni.
Discrezionalità aziendale: CCostruzioni si riserva di valutare un livello leggermente superiore (C3) solo per figure con competenze specifiche e a propria totale discrezione, senza criteri concordati.
L’incontro non si è concluso con un accordo vincolante, ma con una semplice “presa d’atto” delle dichiarazioni aziendali. Nel documento si fa riferimento alla condivisione di un verbale concernente la riunione dell’8 giugno presso il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Tuttavia, emerge che né i rappresentanti sindacali presenti ai tavoli, né gli stessi operai, conoscano i reali contenuti di tale verbale.
Le parti torneranno a confrontarsi entro la fine di giugno.
Il documento fotografa una situazione ancora in piena evoluzione.
Il presidio come ha sempre rivendicato, auspica che, a prescindere dai lavoratori che accetteranno l’esodo volontario incentivato, per tutti gli altri operai ci sia la certezza di rientrare a lavorare in stabilimento.

pc 18 giugno - 60° della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria - leggi, studia

Biblioteca digitale Mels

Copertina  
Jan Myrdal, Gun Kessle

Un villaggio cinese nella rivoluzione culturale


Einaudi, 1970

Digitalizzazione per Mels - Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
A 60 anni dalla Rivoluzione culturale proletaria



Indice, 5
Glossario, 10

Liu Ling sette anni dopo, 11
La trebbiatrice come strumento politico, 19
Riunuine di studio, 22
Chiarimenti, 26
Cambiamenti, 31
La rivoluzione culturale arriva al villaggio, 51
La rivoluzione e la sicurezza, 57
Digressione polemica, 61
Tung Yang-chen e la politica mondiale, 66
Pasta, maiali e rivoluzione, 79
Come deve essere valutato il lavoro, 85
Settembre 1966: arrivano le guardie rosse, 90
La riforma della cassa malattia, 93
Un tipo nuovo di intellettuale, 116
La grande critica a Liu Ling, 121
Le donne, 133
I giovani intellettuali, 140
«Quando ci ribellammo», 140
Cina: la rivoluzione continua, 159

Commento finale, 189
Una nota sulla trascrizione, 190

pc 18 giugno - ORE 12 Controinformazione rossoperaia -Speciale G7 di Evian, una valutazione di parte proletaria e comunista

 

pc 18 giugno – Palermo: tra colpi di kalashnikov, incendi e intimidazioni varie la mafia torna a spadroneggiare e Piantedosi... mette le telecamere

 

Colpi di kalashnikov, incendi di locali e auto, colla nelle saracinesche… e tutta un’altra serie di intimidazioni verso ristoranti, tabaccherie ecc.; stiamo parlando di almeno 21 episodi seri, se si contano da novembre scorso, con i quali i mafiosi vecchi e nuovi si ripresentano a spadroneggiare sulla scena. E a fronte di tutto questo Piantedosi ha il coraggio di dire “… bisogna stare tranquilli: noi mandiamo tutto ciò che serve. Palermo è al primo posto, in cima alle nostre attenzioni”.

Questo reazionario fascista, che si fregia del soprannome di questurino, ministro degli interni di questo governo è stato a Palermo un paio di giorni fa chiamato, anzi ri-chiamato, per rimediare con una pezza “istituzionale” ad un “errore” fatto qualche mese prima quando non ha risposto all’appello che le autorità palermitane insieme a diversi imprenditori gli avevano inviato a causa del “ritorno della mafia”.

Piantedosi a quella prima chiamata aveva risposto con superficialità e arroganza: metteremo 60 telecamere in più, aveva detto, prendendosi naturalmente gli sberleffi di chi questa situazione la vive direttamente, mentre in questo caso probabilmente una tirata d’orecchie è arrivata dai piani alti o come

pc 18 giugno - Milano - protesta degli abitanti delle case popolari contro Aler/Comune - Ora è emergenza sanitaria...

mercoledì 17 giugno 2026

pc 17 giugno - Il fascismo non è un'opinione è un crimine! La sentenza di Bari contro Casa pound

Le motivazioni della condanna a febbraio dei 12 militanti baresi:

Redazione online della GdM

Bari, «Lo squadrismo di CasaPound è una sfida aperta allo Stato»

La condanna del 12 febbraio nei confronti di 12 attivisti di CasaPound per l’aggressione di alcuni partecipanti ad un corteo antifascista è stata pronunciata per partecipazione a manifestazione fascista (e per lesioni aggravate), ma non per l’ipotesi più grave di ricostituzione del partito fascista. È quanto emerge dalle motivazioni depositate dal Tribunale di Bari (Prima sezione presidente relatore Marrone, Coscia, Lenoci) che aveva disposto pene variabili da un anno e mezzo a due anni e mezzo di reclusione, oltre che cinque assoluzioni.L’incertezza sul reato, immediatamente rilevata dagli avvocati degli imputati, deriva dal fatto che l’articolo uno della legge Scelba (quella che proibisce la ricostituzione del partito fascista) è richiamata nel capo di imputazione ma «senza che vi sia alcuna descrizione in fatto della condotta che in ipotesi potrebbe integrare la riorganizzazione del partito fascista, in quanto la condotta descritta fa riferimento al diverso reato di compimento di manifestazioni esteriori di

pc 17 giugno - ORE 12 Controinformazione rossoperaia oggi non esce - torna a uscire domani con un numero dedicato al G7 di Evian e alla manifestazione antimperialista di Ginevra

 

pc 17 giugno - Braccianti sfruttati a Saluzzo che dormono su cartoni - info solidale

Quando si dorme su cartoni in attesa di un lavoro: i migranti invisibili del parco Gullino a Saluzzo

La scorsa settimana, al parco Gullino, polmone verde di Saluzzo alle porte del centro città, dormivano una quarantina di africani, giovani (e meno giovani) arrivati nei giorni precedenti in cerca di un impiego stagionale nel distretto della frutta. Il fenomeno si ripete da tempo, ma quest’anno si è registrato con qualche settimana di anticipo rispetto al passato, nonostante le riunioni primaverili del Protocollo stagionali puntassero a prevenirlo.


Una quarantina di persone l’altra notte

L’altra notte il numero non era cambiato di molto: poco meno di quaranta persone tra il parco e i portici del condominio adiacente ai giardini. Domenica, in un incontro pubblico, il sindaco di Saluzzo Franco Demaria raccontava invece di «dieci o quindici presenze». Numeri diversi, su cui però non è necessario

pc 17 giugno - Notizie di mobilitazione operai iraniani

L'andamento oscillante delle trattative Iran-USA è dovuto, oltre che alla capacità negoziale degli Iraniani, anche all'influsso dei conflitti interni al regime. Riprendiamo un documento, anche se parziale, che indica la presenza di forze operaie che non si sono fermate mai nella protesta contro il regime e che difendono i loro rappresentanti dalla repressione in atto.

Nei porti di Imam Khomeini e Mahshahr (in fondo al Golfo Persico) gli operai portuali dopo una settimana di sciopero e manifestazioni davanti alla prefettura hanno ottenuto il reintegro al lavoro di 68 loro compagni che erano stati licenziati a seguito della mancanza di lavoro nei porti bloccati.
Nel settore petrolio, che è e sarà molto critico e quindi soggetto a stretto controllo, l’organizzazione degli operai petroliferi è ancora alla testa delle organizzazioni popolari con le quali vi era stata una prima manifestazione unitaria per richiedere la liberazione dei primi arrestati (vedi l’articolo “Bucato il silenzio imposto dal regime iraniano” 16/1/26). Attualmente è stata lanciata una campagna per rivendicare la scarcerazione di Yaser Ahmadinejad, ex-operaio della National Drilling (perforazioni) che ha guidato lotte operaie e ha partecipato anche alle sollevazioni “Donna Vita Libertà” e gennaio/febbraio di quest’anno. La campagna coinvolge le organizzazioni popolari sfidando le accresciute difficoltà ed i pericoli per l’organizzazione fuori dagli impianti petroliferi.
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DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO PER L’ORGANIZZAZIONE DELLE PROTESTE DEI LAVORATORI DEL PETROLIO
Noi siamo lavoratori che chiedono giustizia. Noi facciamo richieste. Ascoltate il suono dei nostri passi
Uniti contro il massacro di Deymah 1404, uniti contro la distruzione del lavoro e del sostentamento, uniti contro le guerre scatenate dal governo e le aggressioni che ogni giorno colpiscono la vita di noi lavoratori e del popolo, e uniti contro la repressione, la prigione e la condanna a morte.
– Nel Deymah 1404, abbiamo gridato il nostro dissenso contro la povertà e l’aumento dei prezzi e voi,