giovedì 6 ottobre 2022

pc 6 ottobre - Auto: Stellantis chiede un allungamento dei tempi della “transizione” al motore elettrico e… ancora soldi per gli investimenti

La Uilm ha invitato i dirigenti della Stellantis alla loro “tavola rotonda sulla transizione ecologica” mettendo a disposizione la postazione sindacale dalla quale hanno potuto lanciare ancora una volta i propri lamenti sui tempi previsti per la transizione al motore elettrico stabiliti a livello europeo.

Il “senior vice president Corporate affairs di Stellantis Italia, Davide Mele” ha infatti tenuto a “ragionare sui tempi” dicendo che “in realtà il 2027 sarà già un anno in cui il motore endotermico andrà a morire.”

5 anni di tempo al senior ecc. ecc. sembrano pochi per cui “chiediamo una revisione della legislazione euro 7”.

Ma visto che c’era, ha aggiunto che “Stellantis … vuole giocare la sfida da vincitori costruendo un'auto pulita, sicura, connesse accessibile” ma per fare questo bisogna guardare ai “costi di questa trasformazione tecnologica” che “sono elevati, il 50% in più a parità di segmento, e per affrontare questa sfida vengono richiesti enormi investimenti” che naturalmente dovranno vedere in prima linea quelli statali, e si parla già di centinaia di milioni.

Questa “transizione” colpisce sicuramente le operaie e gli operai del gruppo: già Bonomi aveva chiesto di allungare i tempi ma soprattutto aveva minacciato, come sempre fanno i padroni per avere sempre più soldi dai governi, “400 milioni di ore di cassa integrazione”…

In questo senso, come recita la locandina del Convegno, possiamo certamente dire che i "rischi" sono tutti degli operai e le "opportunità", come sempre, dei padroni che faranno sempre più profitti, e la platea della Uil, che da sempre tiene loro bordone, era quella giusta per ricordarlo pure al governo che arriva…


pc 6 ottobre - Gli interventi all'Assemblea proletaria anticapitalista - CAMPAGNE IN LOTTA: "Non è solo una lotta per gli immigrati ma una lotta di liberazione per tutti e tutte"

Riprendiamo la pubblicazione di alcuni degli interventi all'Assemblea di Roma - della cui trascrizione è responsabile la redazione di questo blog. 

Quello che viene nascosto anche da chi denuncia la grave condizione degli immigrati e il razzismo: LA LOTTA! 

CAMPAGNE IN LOTTA

Gli immigrati con cui facciamo la lotta sono tra Foggia e il Piemonte. La rete Campagne in lotta esiste da 10 anni circa, all’indomani della grande rivolta di Rosarno, in cui un gruppo di persone solidali italiane e lavoratori immigrati braccianti si autorganizza principalmente sui temi dell'ottenimento del permesso di soggiorno per tutti, sulle condizioni di lavoro e le condizioni di vita in generale. Abbiamo fatto in questi anni lotte in Puglia, in Calabria, in Piemonte ma anche in tante altre parti d'Italia senza appellarci a nessun partito politico né ad alcun sindacato confederale. Non è solo una lotta per gli immigrati ma una lotta di liberazione per tutti e tutte.

Soprattutto quest'estate ci sono stati ulteriori momenti in cui queste persone sono scese in strada per rivendicare ancora una volta il permesso di soggiorno senza condizioni. E’ successo a giugno in Piemonte dove gli immigrati erano costretti a vivere, a dormire per strada perché il Comune non dispone in alcun modo di un alloggio per i lavoratori stagionali e li lascia a dormire per strada nel parco per poi sfruttarli tutti i giorni nelle campagne ancora una volta. A Foggia dove ormai da anni le persone

pc 6 ottobre - Gli immigrati quando sbarcano sono una "zavorra" per i governi imperialisti - ma quando lavorano sfruttati sono utili ed entrate per lo Stato

1) La Guardia Costiera greca ha recuperato al momento i corpi di 16 migranti, che si trovavano a bordo di un gommone affondato ieri a est dell'isola; le  vittime sarebbero donne. 9 sono state salvate nell'incidente di Lesbo, ma si ritiene che altre 15 persone siano disperse. "Le donne- ha detto Nikos Kokkalas- erano completamente in preda al panico". Secondo quanto ricostruito a bordo del gommone colato a picco anche per le cattive condizioni del tempo ci sarebbero state circa 40 persone.

Sempre ieri, è affondata una barca a vela vicino all'isola di Kythira. In questo caso non c'è ancora un bilancio ufficiale delle vittime del naufragio, ma si temono purtroppo dispersi. Anche qui a bordo ci sarebbero state 95 persone. Ora sono 80 i migranti tratti in salvo, mentre si continuano a cercare almeno altre 15 persone 

La Grecia ha respinto le affermazioni dei gruppi per i diritti umani per i quali molti migranti sarebbero stati respinti illegalmente in Turchia senza essere autorizzati a presentare domande di asilo.

2) Le entrate garantite dai cittadini stranieri hanno superato le uscite. Se sostenuta da una programmazione efficace, l’integrazione può assicurare forza lavoro, consumi e investimenti.


Da Il Rapporto

L’analisi, contenuta nel XII Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione, che verrà presentato a Roma il prossimo 18 ottobre, evidenzia come la struttura demografica della popolazione immigrata (prevalentemente in età lavorativa) e la composizione della spesa pubblica (orientata fortemente alla popolazione anziana) portino a un saldo positivo tra entrate e uscite, nonostante la pandemia abbia fatto diminuire i redditi (e il gettito fiscale) e aumentare la spesa.

A livello internazionale, il rapporto Ocse 2021 ha già evidenziato che “i migranti contribuiscono in

pc 6 ottobre - Sciopero della fame dei prigionieri politici palestinesi - Massimo sostegno

pc 6 ottobre - Brasile - La Lega dei contadini poveri e le elezioni - Per il dibattito

in via di traduzione 

LCP speaks out against the electoral farce and denounces demagogy of candidates

We republish an unofficial translation of the Document that was first published by AND, that was send to us:

We received in our editorial office an important declaration from the National Commission of the Leagues of Poor Peasants about the electoral farce of 2022. We publish it in its entirety below:

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Hundreds of peasants gathered in a popular assembly at Acampamento Tiago Campin dos Santos, Rondônia. Photo: Databank.

Down with the electoral farce and the increase of the war against the peasants and the people. Forward the Agrarian Revolution! 

Lies and dispute to see who is more servile to imperialism, the big bourgeoisie and the latifundia.

Only a colossal economic, political, military and moral crisis of decomposition of bureaucratic capitalism, in the midst of the general crisis of imperialism could make the hypocritical, cowardly and nauseating "debates" of this edition of the electoral farce receive the adjective of "democratic".

The maxim of the 19th century German reactionary, Otto Bismark, comes across as genius but is just simple observation: "One never lies so much as before elections, during a war, and after a hunt."

But it's not comical, it's tragic. When they talk about themselves the candidates, especially Luiz Inacio, the pelegão [corrupt unionist] Lula, and Jair Bolsonaro, the scoundrel, lie blatantly. They only come close to the truth when they attack each other, but they take every care to only attack each other

mercoledì 5 ottobre 2022

pc 5 ottobre - L'imperialismo USA prepara le condizioni per la guerra contro la Cina

Gli Usa vogliono creare una enorme scorta di armi per preparare Taiwan a un’invasione cinese

da Agenzia Nova


Fonti anonime informate dei fatti hanno riferito al “New York Times” che il primo passo di una possibile invasione di Taiwan da parte della Cina consisterebbe nel mettere l’isola “sotto assedio”

5 Ottobre 2022

Gli Stati Uniti stanno lavorando per creare una “enorme” scorta di armamenti ed equipaggiamenti militari a Taiwan, dopo le recenti esercitazioni navali e aeree condotte dalle Forze armate cinesi nei pressi dell’isola. Fonti anonime informate dei fatti hanno riferito al “New York Times” che il primo passo di una possibile invasione di Taiwan da parte della Cina consisterebbe nel mettere l’isola “sotto assedio”.

In quel caso, secondo i funzionari che hanno parlato al quotidiano, Taiwan dovrebbe “resistere da sola fino a che gli Stati Uniti, o altri Paesi, non decideranno di intervenire”. Allo stato attuale, inoltre,

pc 5 ottobre - La Russia riapre i rubinetti del gas all’Italia: gli affari sono affari… guerra o non guerra...

“L’Italia è il secondo cliente europeo di Gazprom dopo la Germania, e dipende più della maggior parte dei Paesi europei dal gas per alimentare le proprie centrali elettriche.”

È per questa “coerenza” con la posizione sulla guerra in Ucraina! che il governo italiano continuerà a comprare, a suon di miliardi di euro, gas dalla Russia come riporta l’articolo che segue di Ivesting.com, con tutte le incognite sulla sostenibilità del prossimo inverno… mentre non ci sono incognite su chi paga e pagherà i costi della politica borghese fatta di guerre/profitti/morti/guerre… il proletariato e le masse popolari che devono organizzarsi urgentemente per mettere fine a questo orrore senza fine…

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Gazprom riaprirà i rubinetti del gas all’Italia

   (05.10.2022 08:54)

 © Reuters.

Investing.com –Il monopolio del gas russo Gazprom (MCX:GAZP) ha dichiarato che rinnoverà le forniture di gas naturale all’Italia, dopo aver trovato una soluzione a una disputa sui flussi di transito con le autorità di regolamentazione austriache.

La notizia rompe una serie di episodi che hanno inasprito la guerra economica tra Russia e UE, parallelamente alla guerra militare che Mosca sta conducendo in Ucraina. L’Italia è il secondo cliente

pc 5 ottobre - Governo e guerra in Ucraina: varato il quinto “Decreto Armi”

 

L’“Agenda Draghi” conferma “in coerenza” l’impegno nel sostegno attivo, con centinaia di milioni, armi uomini e mezzi, al governo ucraino di Zelensky.

“Il presidente dell’organismo parlamentare di controllo Adolfo Urso ha sancito la coerenza del decreto con il testo votato dal Parlamento ormai sette mesi fa, all’indomani della guerra.”

La coerenza con l’“Agenda Draghi” viene ribadita anche dalla Meloni: “Sulla stessa linea – continua il Manifesto di oggi - si muove Giorgia Meloni, che giusto ieri ha ricevuto una telefonata di ringraziamenti per l’appoggio dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky «a recarsi quanto prima a Kiev». Meloni gli ha confermato il suo «pieno sostegno alla causa della libertà del popolo ucraino». Zelensky si è detto «certo di poter contare su una proficua collaborazione con il prossimo governo

pc 5 ottobre - I padroni e la Cgil di Landini danno credito al governo in formazione a guida Meloni

È in questo senso che si deve leggere il ridimensionamento di Confindustria  (Non possiamo permetterci follie su flat tax e pensioni") alle proposte populiste agitate dalla Lega di Salvini su questi temi per tentare di riprendersi il terreno perso nelle votazioni.

Così Proprio mentre Bonomi presidente di Confindustria da credito al governo fascista della Meloni: 

"Avanti Meloni, ma non butti a mare 

il lavoro di Draghi"


E l'innocuo Landini CGIL che  prima delle elezioni è stato equidistante e ora dopo il voto a fronte dei gravi problemi sociali invece di opporsi dice: "noi siamo aperti al dialogo, non abbiamo pregiudiziali”, così la manifestazione di sabato della sola CGIL a Roma serve solo per rimettersi ai tavoli e continuare a fare danni ai lavoratori con la concertazione, richiamata dalla stessa Meloni come necessaria... e che in questo contesto rifletterà sempre più la dittatura aperta del capitale dato che la stessa Meloni dichiara: 
«Il nostro obiettivo è modificare il rapporto fra Stato e cittadini e Stato e imprese. La nostra bussola sarà non disturbare chi vuole fare, non disturbare chi vuole creare ricchezza e chi vuole dare lavoro. Lo Stato deve metterli nelle condizioni di farlo»

PER GLI OPERAI E LE MASSE POPOLARI TUTTO QUESTO SINDACALISMO DI STATO E' PARTE DEL PROBLEMA DA SUPERARE RICOSTRUENDO UNITÀ DELLE LOTTE, coscienza e organizzazione per abbattere questo sistema capitalista e imperialista. 
Andiamo  avanti in ogni posto di lavoro e quartiere con la strada è stata aperta a Roma il 17 settembre con l'assemblea proletaria anticapitalista.

martedì 4 ottobre 2022

pc 4 ottobre - Iran - operai al fianco della mobilitazione delle donne: Importante dichiarazione degli operai dell’industria petrolifera a sostegno delle proteste popolari e contro la repressione del governo.


Dal canale Telegram iranncorg del 4 Mehr 1401 (26 settembre 2022)

Noi, gli operai lavoratori del progetto petrolifero, insieme a tutto il popolo in Iran, abbiamo espresso ancora una volta la nostra rabbia e il nostro odio per l’omicidio di Mahsa Amini, questa giovane ragazza, per mano di Ershad (la polizia della morale-ndt), e sosteniamo la lotta popolare contro la violenza organizzata e contro le donne, contro la povertà, l’insicurezza e  l’inferno che governa la società. Mahsa e Hadis sono le nostre figlie e membri della nostra famiglia. Per quanto tempo la violenza contro le donne e Yakh Tazi (cantautrice-ndt) vagherà per le strade con il pretesto dell’hijab? Per quanto tempo sarai affamato e insicuro? È abbastanza! Protestare è un diritto inalienabile di noi lavoratori e siamo tutti persone, e protestiamo contro l’oppressione che ci infliggono da più di quarant’anni. Non siamo più disposti a continuare a tollerare questa schiavitù e questa ingiustizia.
Noi, lavoratori del petrolio, avvertiamo che se non finiranno gli arresti, l’uccisione di persone e le molestie alle donne a causa dell’hijab, e la repressione delle persone non finirà, non rimarremo in silenzio. Insieme a tutta la nostra gente, protesteremo e fermeremo il  lavoro.
Ascoltate il messaggio dei nostri lavoratori e delle persone.
Vi avvertiamo.

Consiglio per l’organizzazione delle proteste dei lavoratori a contratto petrolifero

pc 4 ottobre - Massima solidarietà ai lavoratori Italpizza di Modena e al Si.Cobas. Il fascismo di Stato e dei padroni non deve passare!

L'udienza preliminare del maxi-processo Italpizza si è conclusa nel primo pomeriggio di ieri presso il Tribunale di Modena con 66 rinvii a giudizio, l'ammissione dell'indicazione padronale di indicare il sindacato SI.Cobas come responsabile civile: in caso di condanna, il sindacato dovrà pure risarcire Italpizza, che si è costituita parte civile e i giudici servi l'hanno ammessa.

I Tribunali dei padroni ci fanno la guerra, attaccano le lotte e, prime fra tutte, il diritto di sciopero, e allora davanti ai loro Tribunali, nei luoghi di lavoro, nelle piazze, organizziamo la nostra resistenza. La vittoria della destra fascista certamente aiuterà Stato, padroni e poliziotti a colpire, con provvedimenti ed azioni fasciste, oggi i

pc 4 ottobre - Elezioni in Brasile: Lula in vantaggio e i “mercati”, cioè i padroni, anche italiani, accolgono con favore il risultato elettorale

 
Stellantis di Pernambuco

Mentre i giornali discutono delle percentuali che hanno portato Lula in vantaggio sul fascista Bolsonaro e su chi vincerà il prossimo ballottaggio del 30 ottobre, i padroni o come dice il Sole 24 Ore “i mercati”, che danno Lula per favorito “hanno accolto con favore il risultato elettorale nell'aspettativa che la necessità di governare con una maggioranza meno netta rispetto al passato possa spingere Lula - comunque favorito per la vittoria- verso politiche più moderate e interventi meno radicali dello Stato nell'economia.

Tanto per far capire chi comanda, i fatti “economici” si sono visti subito: “Il Real brasiliano si è rafforzato del 3,5% sul dollaro nelle contrattazioni di ieri mattina mentre l'indice azionario Ibovespa è salito del quattro e 5%, sostenuto soprattutto dai guadagni delle grandi società pubbliche come Petrobras, le cui azioni sono cresciute di oltre il 7%.”

I padroni, insomma, indicano il modo in cui Lula deve “governare”, il giornale di Confindustria

pc 4 ottobre - Con le donne afghane in lotta contro il regime reazionario talebano

“Alziamo la nostra voce per la giustizia e l'uguaglianza. Vogliamo il diritto al lavoro, all'istruzione e alla vita libera delle donne"

Donne in tutto l'Afghanistan stanno manifestando dopo l'uccisione di dozzine di studentesse Hazara a Kabul il 30 settembre 

Il regime talebano è espressione del semifeudalesimo patriarcale, dei latifondisti, dell'imperialismo che lo ha riportato al potere, e non risolve nessun problema delle masse su cui scarica l'aumento della povertà, la cancellazione dei diritti, e che concentra i suoi attacchi contro le donne soprattutto e contro le minoranze etniche. In risposta alla repressione fascio-islamica dei talebani le donne sono in prima linea, non accettano di essere ricacciate in casa, cacciate dalla scuola e dai luoghi di lavoro, sottomesse alle decisioni del Ministero del vizio e della virtù talebano che li vuole "sotto tutela" dei padri/mariti.

In tutto il mondo quanto più l'oppressione clerico-fascista, imperialista, scatena la sua guerra reazionaria, trova le donne in prima fila a portare avanti con coraggio la lotta contro di essa e, con essa e a partire da essa, riceve l'appoggio di tutto il popolo che vuole essere protagonista della propria emancipazione, dall'Iran agli USA all'Afghanistan, contro i regimi e governi neri in Europa.

3 ottobre 2022

Vestita con un lungo abaya nero con la mascherina assicurata, la professoressa universitaria Zahra Mosawi ha camminato per le strade dell'antica città afgana di Mazar-i-Sharif per denunciare gli attacchi incessanti alla minoranza musulmana sciita.

Mosawi, 28 anni, portava con sé un grande cartello giallo con la parola "Azadi" - o libertà - scarabocchiato mentre si univa a più di 50 altri colleghi e studenti in una manifestazione lunedì contro il

lunedì 3 ottobre 2022

pc 3 ottobre - Torino, sgomberato il centro sociale Edera Squat. La solidarietà si è espressa subito con un primo corteo. Alle compagne e compagni occupanti massima solidarietà, BASTA SGOMBERI!


E’ scattato intorno alle 6.00 di questa mattina, lunedi 3 ottobre, il blitz per lo sgombero del centro sociale Edera Squat.

Le camionette della polizia si sono presentate ancor prima che sorgesse il sole, e sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Montaruli (FdI): "Ora tocca ad Askatasuna..." 

NO, ora tocca alle masse popolari rispondere colpo su colpo a una repressione annunciata. E' già in corso ora un corteo di solidarietà con la partecipazione dell'assemblea del movimento No Tav Torino e Cintura che periodicamente ha attraversato quegli spazi che il governo vorrebbe vuoti e a cui gli occupanti hanno ridato vita mettendoli a disposizione della collettività.

Il centro sociale Edera Squat è uno spazio di socialità e aggregazione in un quartiere completamente dimenticato dalle amministrazioni cittadine, Vallette

pc 3 ottobre - Mobilitazioni in Russia contro la guerra: "in trincea mandateci Putin!"



Contro i governi imperialisti crescerà inevitabilmente e sempre di più l’opposizione popolare, organizzata, delle masse, l'odio contro i propri governi che hanno voluto questa guerra e l'hanno rovesciata sui popoli.

Faremo controinformazione il più possibile con questo blog per fare crescere nel nostro paese la conoscenza e la solidarietà dei lavoratori e delle masse con chi, all’interno del regime russo, esprime la sua opposizione a questa guerra, una guerra di aggressione imperialista russa all'Ucraina, provocata dall’espansione a est della NATO e dall’imperialismo occidentale. 

La  via d’uscita a questa infamia imperialista è la lotta al proprio imperialismo, è la costruzione della forza proletaria che rovesci in ogni paese i propri governi, il proprio Stato. Vale per i proletari e le masse in Russia come in Ucraina, come in Italia, negli Usa, paesi imperialisti europei.

L’opposizione alla guerra all’interno della Russia ritorna in campo proprio in questi giorni, in particolare dopo l'annuncio di Putin di una "mobilitazione parziale" dei civili per combattere in Ucraina. 

In questa fase la Russia sta registrando un arretramento militare sul campo subendo il contraccolpo dell’esercito ucraino armato e diretto dalla NATO e il 21 settembre Putin ha annunciato la mobilitazione di 300 mila riservisti. In quello stesso giorno in centinaia di migliaia si sono ammassati ai diversi confini della Russia formando km di code per lasciare il paese, su strada e per via aerea da Mosca verso qualsiasi destinazione possibile per evitare la coscrizione.

Ma non c’è solo la fuga, in migliaia sono scesi in piazza per protestare. In 42 città, le forze di sicurezza

pc 3 ottobre - Sigonella e guerra: ancora milioni di dollari per potenziare l’apparato di telecomunicazioni anche per il settore nucleare

 
All'interno di tutte le manovre di guerra in corso, gli Stati Uniti rafforzano tutti i loro piani, aumentando le spere militari già stratosferiche [Secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), aggiornati ad aprile 2021, l'America del Nord spende 778 miliardi di dollari, pari al 3,7% del suo prodotto interno lordo, ma soprattutto pari al 39% dell'intera spesa militare di tutte le nazioni mondiali (1.981 miliardi di dollari), Ansa], aggiungendo altre centinaia di milioni per rafforzare i sistemi di comunicazione piazzati in tutto il mondo compreso la base militare Usa di Sigonella in Sicilia.

L'imperialismo italiano, come si vede, è strettamente legato a quello USA, è per questo che, come diciamo nell'editoriale del 26 settembre a proposito della guerra in Ucraina: "Sul fronte dell’opposizione interna va sviluppata ogni lotta che indebolisca l’azione e il ruolo del nostro imperialismo sul piano militare, economico e culturale. Azione imperialista che si muove lungo l’asse Draghi-Meloni e che da al nostro imperialismo un ruolo di prima fila, con l’aumento delle spese militari, l’uso delle forze armate, dei soldati e delle Basi Usa, non solo nel teatro contiguo all’Ucraina ma in tutti i paesi dell’Est Europa e del Mediterraneo."
A questo proposito riportiamo un articolo di Antonio Mazzeo che aggiorna sullo stato di ammodernamento degli apparati di comunicazione degli Usa come il Muos di Niscemi, e in questo caso su quelli di Sigonella.

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Saranno potenziate nella base siciliana di Sigonella le antenne e le apparecchiature che assicurano al Pentagono la trasmissione degli ordini di guerra nucleare. Nei giorni

pc 3 ottobre - Fabbriche e condizione operaia: il caso della Flex di Trieste che minaccia delocalizzazioni e licenzia 120 operai

 

La condizione operaia è peggiorata in questi decenni e, all’interno di quello che nel quadro generale abbiamo chiamato fascismo padronale, una delle forme più diffuse di attacco agli operai è quella della cosiddetta delocalizzazione, che può sembrare un termine neutro, ma che è di tutta sostanza perché consiste nello spostamento della fabbrica in un altro luogo o Paese dove in genere la forza lavoro costa di meno e le agevolazioni statali sono molto significative: innanzi tutto la possibilità di portare via tutti i profitti lasciando nel Paese tutt’al più qualche briciola di “tasse”.

Nel caso della Flex di Trieste, azienda di elettronica e computeristica, con circa 600 lavoratrici e

domenica 2 ottobre 2022

pc 2 ottobre - La ribellione contro la violenta repressione del governo iraniano si allarga

Da Osservatorio repressione

Non si fermano le manifestazioni di protesta in Iran in seguito all’uccisione di Mahsa Amini mentre era in stato di fermo, il 16 settembre scorso. Secondo i dati forniti da PMOI/MEK, People’s Mojahedin Organization of Iran, il principale gruppo di opposizione iraniano le proteste sono estese a oltre 154 città in tutte le 31 province. Oltre 250 persone sono state uccise dalle forze di sicurezza dei mullah. Fonti riferiscono anche di oltre 10.000 manifestanti arrestati


di Gianni Sartori

Qualche fonte interna – non sappiamo se in buona fede o meno aveva già azzardato cifre da capogiro (oltre 250!), ma comunque ormai il numero delle vittime della repressione in Iran (quelle accertate almeno) si sta avvicinando sicuramente al centinaio. Già alla fine di settembre Iran Human Rights (IHR), organizzazione per la difesa dei diritti umani con sede a Oslo, ne indicava 83. E tra le vittime, fatalmente, anche parecchi minorenni.

Si contano invece a migliaia le persone arrestate. La rivolta contro la teocrazia islamica, innescata dall’assassinio di Jina Masha Amini, era iniziata proprio dalla sua città natale, Saqqez, nel Kurdistan orientale (Rojhilat).

Probabilmente nelle accuse rivolte dal regime ai rivoltosi (di essere strumentalizzati da “forze

sabato 1 ottobre 2022

pc 1 ottobre - INDIA: Cresce l’attività del PCI (maoista) nello stato del Telangana


 
dalla stampa borghese online

Distretto di Hyderabad, 28 settembre 2022: le attività del PCI (maoista) sono aumentate nello stato di Telangana dove c’è un allargamento del divario di reddito tra ricchi e poveri, l'aumento dell'ingiustizia nella società e l'ascesa del fascismo Hindutva.

I rapporti di vigilanza del personale dell'intelligence sulle attività dei maoisti nei bacini idrografici di Godavari sono diventati una preoccupazione importante per la polizia di stato.

Secondo rapporti affidabili, i maoisti si sono concentrati sul rafforzamento dei loro quadri e sul reclutamento di nuovi.

Non solo lo stato del Telangana, ma anche i confini del Maharashtra e del Chhattisgarh sono stati colpiti dalle attività dei maoisti.

Le attività dei maoisti nelle zone di confine di questi tre Stati sono in continuo aumento da tempo, e anche gli sforzi della polizia si sono intensificati per controllarle.

La polizia e il personale dell'intelligence sono stati colti di sorpresa quando hanno assistito alle cerimonie celebrate dai maoisti in osservanza della fondazione del loro partito. Il PCI (maoista) aveva annunciato le celebrazioni della  Settimana dal 21 al 27 settembre del 18° anniversario della Fondazione. Persone provenienti da 10 a 12 villaggi hanno partecipato ai programmi, compresi i principali leader maoisti.

Il pattugliamento della polizia è aumentato in seguito alle segnalazioni del movimento dei principali leader maoisti. Oltre ai Greyhounds (paramilitari), le forze speciali della polizia stanno praticamente assediando le foreste. Nonostante questo, le attività dei maoisti sono in aumento.

L'improvvisa comparsa dei maoisti alla ribalta dopo un lungo periodo di oscurità ha aggiunto preoccupazioni ai leader politici e ai funzionari corrotti. L'attuale situazione politica nel paese e le sue implicazioni possono rendere più facile per i maoisti fare il loro lavoro.

Le perquisizioni porta a porta sono condotte dalla polizia nei distretti dello stato di Telangana.

Uno scambio di fuoco tra la polizia e i maoisti ha avuto luogo dopo che la polizia ha fatto irruzione nelle foreste di Bijapur nel Chhattisgarh, a seguito di segnalazioni di un incontro, ma senza risultati.

DALLA te : https://www.siasat.com/naxalite

pc 1 ottobre - Contro il “lavoro low cost” e i diritti negati, oggi quarto sciopero contro Ryanair, EasyJet, Volotea, Vueling… e contro la Cisl che firma contratti “pirata”

                                         
Salari sempre più bassi, diritti negati alle lavoratrici-madri, precarietà a non finire, turni arbitrari e lunghi orari di lavoro, ferie negate e licenziamenti… come quasi in tutti i settori, anche le lavoratrici e i lavoratori del settore aereo vengono attaccati pesantemente.

Una situazione “legittimata” dall’accordo firmato con la Cisl, che ha una funzione assolutamente delinquenziale, che è l’unica sigla con cui Ryanair firma il contratto, un contratto “pirata” che lascia di fatto mano libera al padrone.

Non può mancare l’intervento della Commissione di garanzia sugli scioperi… che in realtà garantisce solo gli interessi dei padroni pubblici e privati.

Dal il Manifesto di oggi le dichiarazioni di alcuni lavoratori: «SAREMO IN PRESIDIO a Fiumicino per chiedere che l’azienda ci ascolti – spiega un assistente di volo, dopo promessa di anonimato – . Noi contestiamo sia la decisione di dichiarare gli esuberi dopo un’estate in cui abbiamo lavorato tanto e bene con 30 contratti a tempo che scadranno a ottobre, sia la “lista” degli assunti a tempo indeterminato che l’azienda ha costruito seguendo criteri poco trasparenti e con cui deciderà chi licenziare. C’è poi il grave problema del mancato rispetto della legge nei turni notturni per le colleghe che hanno bambini fino a 3 anni e il pagamento delle ferie dal 2018 con conteggi sbagliati fino a 700 euro. Infine i turni: chi ha un roster (turno settimanale) fisso è avvantaggiato nel conteggio delle ferie».

“PROBLEMI SIMILI A QUELLI degli assistenti di volo Ryanair, che continua però a essere sul gradino più basso nel rispetto dei diritti e dei salari. «Quest’estate ci sono colleghi che hanno lavorato anche 14 ore al giorno per cinque giorni consecutivi, in pratica vivi per lavorare – denuncia un assistente di volo sempre dietro la promessa dell’anonimato per non rischiare il posto. Il limite di legge è di 12 ore al giorno, così come spesso si è andati oltre le 100 ore al mese previste come tetto massimo. La selva di contratti in Ryanair è sempre più inestricabile fra AirMalta e Crewlink (il nome della società che recluta i lavoratori e risulta datore di lavoro, ndr) con la divisione fra “numeri 1” e junior. Gli ultimi assunti di Crewlink, le cosiddette new entry con 100 ore di lavoro nei mesi estivi prendono non più di 1.100 euro; nei mesi invernali anche meno di 900. In più le ferie vanno chieste un anno prima, i congedi 3 mesi prima mentre continuano le minacce dell’azienda in caso di poche vendite o di giorni di malattia. Insomma, anche se non paghiamo più l’acqua durante il lavoro tre euro a bottiglietta come i passeggeri, siamo veramente lavoratori low cost, il modello di business di Ryanair si regge ancora su un costo del lavoro al ribasso».