domenica 10 maggio 2026

pc 10 maggio - Thiango e Saif escono dalla prigione di Israele - Bentornati!

Da Fanpage

Flotilla, gli attivisti Thiago Ávila e Saif Abukeshek oggi (9/5) lasceranno il carcere, saranno trasferiti in un centro in attesa dell’espulsione. L’avvocata degli attivisti raggiunta da Fanpage.it spiega: “Processo farsa. Israele continua a restare impunita”. "È stata una punizione per aver tentato di contestare il blocco illegale imposto a Gaza".

I legali degli attivisti della Flotilla a Fanpage: "Minacce di morte e torture psicologiche su Thiago e Saif"

"Fin dall'inizio, abbiamo sostenuto che l'intero processo fosse una farsa, priva di fondamento giuridico, volta a punirli per aver tentato di contestare il blocco illegale imposto a Gaza imposto da Israele, parte della politica israeliana di fame e genocidio contro il popolo palestinese".

"Thiago e Saif sono stati rapiti in acque internazionali vicino alla Grecia e trasferiti in custodia israeliana in chiara violazione del diritto internazionale. Sono stati poi detenuti per oltre una settimana con accuse infondate e sottoposti a maltrattamenti. Le azioni di Israele in questo caso, l'intercettazione e il rapimento illegali, la detenzione arbitraria e la tortura, costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale, rese possibili dall'impunità di cui Israele continua a godere", conclude l'avvocata.

"Adalah sta seguendo da vicino gli sviluppi per assicurarsi che il loro rilascio dalla detenzione avvenga, seguito dalla loro espulsione da Israele nei prossimi giorni – scrive l'ong in una nota.

Come ha spiegato Suhad Bishara, la direttrice di Adalah a Fanpage.it, i due nel carcere avrebbero subito "minacce di morte e torture psicologiche". "Gli attivisti sono stati rapiti da un'imbarcazione battente bandiera italiana, ponendoli quindi sotto la giurisdizione italiana – aggiungono da Adalah – L'operazione costituisce una chiara violazione del diritto internazionale".

Global Sumud Flotilla: "Vittoria della mobilitazione popolare"

Per la Global Sumud Flotilla si tratta di "una vittoria della mobilitazione popolare e della pressione

pc 10 maggio - Msf: «A Gaza condizioni indescrivibili» - Il genocidio continua - Noi dobbiamo continuare - 16 maggio manifestazione nazionale a Milano

All’emergenza sanitaria aggravata dai topi si aggiunge la malnutrizione crescente. 

L’infermiere Rami Atta: «Non vediamo la fine di questo incubo»

da Sole 24 Ore

Rami Atta è un infermiere di Medici senza frontiere. È palestinese e coordina i lavori dei due centri di assistenza sanitaria di base per Medici senza frontiere nella Striscia di Gaza come responsabile delle attività infermieristiche.

«Non sono solo un operatore umanitario, sono anche un palestinese di Gaza. Vivo cioè quello che ogni altra persona qui nella Striscia sta vivendo e allo stesso tempo cerco di prendermi cura della loro salute», dice. Aggiunge che quello che deve portare sulle sue spalle è un doppio fardello, riferendosi alla quotidianità in cui, finite le cure, deve rientrare. Un vivere, spiega, senza dignità né privacy. «Le persone vivono stipate in tende e campi sovraffollati, non c’è spazio sufficiente».

Col caldo sta crescendo il diffondersi di malattie collegate a insetti e parassiti. «Le temperature elevate e il vivere ammassati sta facendo proliferare pulci, zecche e pidocchi. Ma sono soprattutto i ratti a farci paura» - racconta Rami -. Abbiamo sempre più casi di bambini morsi da topi». Secondo

pc 10 maggio - 48 anni dall'assassinio di Peppino Impastato... " la mafia è una montagna di merda" prodotta dal Capitalismo che deve essere spazzato via

 

Onorare la memoria di Peppino Impastato significa oggi più che mai lottare contro questo sistema sociale capitalista dei padroni sfruttatori e oppressori, della guerra imperialista e dei genocidi, della repressione, della distruzione ambientale, della corruzione al potere mafiosa clientelare... significa lottare contro il sistema sociale della borghesia dominante per rovesciarlo.


Peppino è stato ucciso dalla mafia, uno dei bracci armati dello Stato borghese
Occorre oggi più che mai dire chiaramente ai proletari, ai lavoratori, alle lavoratrici, ai giovani, a tutti coloro che lottano contro le ingiustizie sociali che lo Stato non è un'entità neutra ma in questa società attuale è lo strumento attraverso cui la classe dominante borghese opprime e reprime la classe oppressa del proletariato con tutti i suoi apparati "legali" e illegali detenendo il potere.

Peppino Impastato lottava contro la mafia ma aspirava ad un reale cambiamento sociale e questo oggi vuol dire innanzitutto indicare senza se e senza ma ai proletari, ai lavoratori, ai giovani, chi sono i nemici da combattere, questo Stato borghese e questo sistema sociale, rappresentati oggi dal governo Meloni che vuole avanzare rapido nel moderno fascismo attaccando a 360 gradi operai, lavoratori, donne, giovani, migranti… con leggi sempre più antioperaie, antiproletarie, antipopolari e repressive, un governo infarcito di fascisti, di corrotti, di indagati, di personaggi collegati alla mafia, un governo che deve essere cacciato.

Questo Stato borghese, questa società del Capitale, non possono essere cambiati o migliorati, e chiunque dica il contrario a partire dai partiti della cosiddetta opposizione parlamentare che nella sostanza non bloccano realmente l’azione del governo attuale, colludendo e sostenendo perfino le politiche del governo, vedi per esempio il Pd che fino ad oggi non si è opposto ai piani di riarmo/spese militari, sparge nefaste illusioni a livello di massa.

...Per la reale e vera emancipazione sociale della classe lavoratrice e proletaria è necessario conquistare con la lotta rivoluzionaria e il partito della classe, oggi da costruire e riorganizzare, un nuovo potere nelle mani della classe operaia e proletaria, che ponga la necessità di un nuovo Stato proletario nella strada della costruzione di una nuova società socialista verso il comunismo.

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Volantinaggio e buona diffusione della Controinformazione rossoperaia al concentramento iniziale del corteo e a fine corteo soprattutto verso i numerosi giovani e studenti anche di altre città d'Italia presenti.

Circolo proletari comunisti Palermo

sabato 9 maggio 2026

pc 9 maggio - Formazione rivoluzionaria delle donne - Produzione e riproduzione - femminismo radicale o marxismo? Seconda parte

 La prima parte è stata pubblicata il 3 maggio: 


SECONDA PARTE

L'intero testo è contenuto nell'opuscolo 360°
si può richiedere a: 
mfpr.naz@gmail.com

pc 9 maggio - Contro la scuola di Meloni e Valditara riparte la lotta di studenti e lavoratori

ORE12 Controinformazione rossoperaia de 08.05.26

Il 6 e 7 maggio sono state due giornate di mobilitazione, in particolare studentesca, a cui si è collegato anche lo sciopero che ha coinvolto il mondo della scuola indetto da alcune organizzazioni sindacali di base, come USB, Cub, Cobas. Due giornate in cui maggiormente studenti e studentesse, ma in alcune città anche insieme ai lavoratori e lavoratrici della scuola, hanno fatto manifestazioni in tante città di questo paese, dal nord al sud, con mobilitazioni grosse, come a Milano, a Torino e a Roma. A Milano gli studenti in Corteo insieme al lavoratori sono arrivati fino all'Ufficio Scolastico Regionale, così a Roma si è presidiato il Ministero dell'Istruzione e del Merito.

A Palermo dove noi operiamo, abbiamo partecipato direttamente al corteo in sostegno degli studenti, sostenendo questa giornata a livello nazionale, perché giuste erano le ragioni della denuncia e della protesta. Al centro di queste ragioni c'è stata la questione della riforma degli istituti tecnico-professionali del Ministro Valditara.

Alcuni giorni fa in un evento specifico al premio maestro del Made in Italy, il Ministro Valditara aveva sponsorizzato questa riforma con grandi paroloni, dicendo che è una delle grandi sfide del futuro, uno dei pilastri del sistema formativo italiano, per cui è arrivato il momento di rompere un giudizio in base al quale, talvolta in passato, questa istituzione tecnica professionale era considerata di serie B. Aggiungendo che non ha più senso distinguere tra i licei e gli istituti tecnici e professionali, usando parole come “modernizzazione” per sponsorizzare questa riforma che in realtà - come hanno denunciato studenti e studentesse e quei lavoratori e lavoratrici che hanno scioperato e partecipato alle

pc 9 maggio - Nulla e nessuno può fermare la marcia della rivoluzione indiana e del PCI (maoista) - dal blog maoistroad

India - May Indian Revolution Continues

One month after the Indian Old State declared March 31 as the “end of Maoism” in the country, revolutionary graffiti was documented in the capital city of Delhi. For the sake of meeting this self-imposed deadline, the State unleashed military tactics on the Indian people over the last two years. Thousands of adivasi/indigenous people have been killed, injured, or displaced from their traditional lands under this justification, with the State and Bureaucrat Capitalists using this as a way to engage in land-grabbing. In the cities, repression against workers and activists has greatly intensified, with basic opposition to the Hindu Fascist State being treated as grounds for imprisonment and torture.

Earlier in March, 12 activists were abducted and tortured by the Indian National Investigation Agency collaborating with Delhi Police. Many of these activists were part of the international call to make

pc 9 maggio - Verità e giustizia per gli operai morti nella strage di casteldaccia

 info a cura dello slai cobas per il sindacato di classe

Casteldaccia due anni dopo: la Commissione approva la relazione sulle cinque vittime

 

La Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro ha approvato ieri la relazione conclusiva sulla tragedia di Casteldaccia, costata la vita a cinque operai. Il documento è il risultato di un lungo iter di audizioni, sopralluoghi e analisi tecniche approfondite.

“A due anni da quella tragedia – dichiara la relatrice Giovanna Iacono – approvare questa relazione significa dire con chiarezza che quelle morti erano evitabili. Questo lavoro non serve solo a ricostruire l’accaduto, ma a indicare cosa deve cambiare. Continuare a morire di lavoro nel 2026 è inaccettabile.”

Le criticità emerse

Secondo la relazione, quanto accaduto non è stato una fatalità, bensì il risultato di:

pc 9 maggio - Venezia - la polizia non ferma la protesta contro la presenza di Israele alla Biennale

 

Circa 2mila attivisti pro Pal in corteo contro la presenza di Israele alla Biennale. I manifestanti hanno sfilato verso l’Arsenale e negli interventi al megafono hanno chiesto che “venga chiuso il padiglione di Israele” e che non ci sia “nessuno spazio per il sionismo e per giustificare il genocidio ancora in corso”. Momenti di tensione con la polizia, quando gli attivisti hanno cercato di sfondare il cordone della polizia, che li ha bloccati con l’uso di manganelli. Dopo pochi minuti, i manifestanti si sono allontanati ed è tornata la calma.

Protesta anche all’interno della Biennale: decine di padiglioni ed esposizioni sono chiusi per lo sciopero di lavoratrici e lavoratori della cultura sempre contro la presenza del padiglione israeliano e il genocidio ancora in corso in Palestina e in solidarietà con gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago e Saif. Come annuncia Global Project la lista dei padiglioni chiusi, in aggiornamento, è la seguente: Austria, Belgio, Egitto, Lituania, Catalogna, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Finlandia, Olanda, Irlanda, Qatar, Malta, Cipro, Ecuador, UK.

pc 9 maggio - Bologna - contro la manifestazione fascio/razzista - Boloresiste: ci vediamo in piazza della pace - massimo sostegno e condivisione

 

CI VEDIAMO IN PIAZZA DELLA PACE - 9/05 - H 16

Mentre la faccia democratica del razzismo continua, sotto i nostri occhi, a erigere lager di Stato, quando non ammazza nel Mediterraneo o sulle Rotte, la sua espressione concreta si realizza nella propaganda xenofoba dei più servi: gli ormai soliti fasci di Remigrazione.

Con la stessa retorica di identità nazionali e confini da difendere, i nostalgici delle camice nere il 9 maggio alle 16 escono dalle fogne e chiamano un presidio in piazza della Pace.

Questa nuova accozzaglia di burattini, agitata dallo Stato, si arma sempre più di retoriche islamofobiche e razziste, che sappiamo essere le fondamenta dei governi.

pc 9 maggio - Khamenei: "L'egemonia statunitense è arrivata alla sua fine" - info - Le cose non stanno esattamente così e i fatti vanno visti dal punto di vista del proletariato e delle masse popolari

Mojtaba Khamenei: "La hegemonía estadounidense ha llegado a su fin"




venerdì 8 maggio 2026

pc 8 maggio - Il miserabile ministro Valditara non perde occasione per ricordare che lui e il governo devono essere cacciati al più presto dalle lotte studentesche e popolari, da una Nuova Resistenza!!

Il ministro dell'istruzione e del merito Giuseppe Valditara: "Piersanti Mattarella ucciso dalle Brigate rosse" 

dal Domani: "Le parole testuali di Valditara nel teatro di Avellino: «Qui voglio spendere due parole… All’epoca avevo quasi 19 anni, ricordo quella foto drammatica del presidente Sergio, che prendeva in braccio suo fratello assassinato dalle Brigate rosse e lo tirava fuori dalla macchina"....Il ministro Valditara invece ha scelto ieri il palcoscenico di un teatro di Avellino dopo l’inaugurazione di una scuola intitolata proprio a Piersanti Mattarella e tenuta a battesimo proprio da lui".... "Le tensioni che attraversano la maggioranza meloniana sui grandi delitti siciliani degli anni Ottanta e Novanta, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ma anche Mattarella, stragi dove affiorano responsabilità dei neofascisti in combutta con apparati dello Stato ma ignorate con protervia da chi oggi comanda e orienta in ben altre direzioni."

Non è una gaffe, è copertura della grande criminalità, di apparati dello Stato assieme allo stragismo neofascista, è un infame, miserabile, attacco politico anticomunista di un ministro di una scuola al servizio dei padroni, una scuola sempre più fascista, una sciagura che gli studenti e le masse lavoratrici e questo nostro paese non meritano.

pc 8 maggio - Milano: topi... Chiediamo pulizia e ci mandano polizia

I caseggiati del quartiere popolare di Molise-Calvairate dove vivo sono invasi dai topi: sono tantissimi e ovunque, nei cortili che noi attraversiamo ogni giorno, dove affacciano le porte delle abitazioni al pianterreno e delle cantine, dove giocano i bambini e dove andiamo a buttare la spazzatura. Sono state fatte decine di segnalazioni e denunce publiche (anche a Comune ed Asl) ma la proprietà Aler (ente a partecipazione pubblica) non muove un dito e scarica le responsabilità. Questa emergenza è esplosa da più di un anno ma ora la situazione è fuori controllo, è una vera invasione e gli abitanti stanno correndo seri rischi sanitari. Fate passare la notizia per favore.

Mercoledì c’è stata la manifestazione dei sindacati e associazioni inquilini che riguarda la situazione del degrado di tutti i quartieri Aler, degli sfratti anche in presenza di minori e invalidi, del generale abbandono dei quartieri popolari, della totale mancanza di manutenzione strutturale, della non assegnazione di 10.000 alloggi vuoti e contro i progetti di valorizzazione privata del patrimonio pubblico di edilizia popolare. Della serie, nei quartieri popolari hanno più diritto a stare i topi che le persone.

Chiediamo pulizia e ci mandano polizia

Da un abitante del quartiere

pc 8 maggio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Contro la scuola di Meloni e Valditara riparte la lotta di studenti e lavoratori

 

pc 8 maggio - “Non mangiamo e non ho latte per mio figlio”: così la “malnutrizione artificiale” causata da Israele uccide madri e bambini a Gaza – Il dossier MSF

 Squarciare il velo, alzare la denuncia sul genocidio a Gaza, ma soprattutto denunciare il ruolo complice della fascista Meloni "donna, madre, cristiana"

 diMichela A.G. Iaccarino

La mortalità neonatale è raddoppiata e tra le madri malnutrite il 90% dei parti è prematuro. Le storie di Shar, Mahmoud e Samar raccontano il calvario di chi sopravvive senza cibo né cure

La storia l’avete già sentita, ma non in questi termini, non con questi dettagli. Con nomi, cognomi, destini interi di chi è scampato alla morte a Gaza. Storie che sono prova della “malnutrizione artificiosa” provocata da Israele nella Striscia, delle sue conseguenze “devastanti” per la salute materna e neonatale su madri e neonati. Di questa fame parla l’ultimo report di Medici senza Frontiere – tra i pochi ad essere arrivati dove a tutti gli altri è stato impedito l’accesso. In 4 strutture sanitarie dell’organizzazione, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026, “i team di Msf hanno registrato livelli più elevati di prematurità e mortalità tra i neonati nati da madri affette da

pc 8 maggio - Milano per la Palestina verso manifestazione nazionale del 16 maggio

pc 8 maggio - India - non saranno certo le elezioni che fermeranno la marcia fascio/pro imperialista del regime di Modi

L'unico ostacolo strategico è la guerra di popolo guidata dal PCI (Maoista) per una rivoluzione di nuova democrazia in marcia verso l'India socialista; sul piano tattico oggi è la lotta di massa operaia, contadina, delle realtà indigene, le lotte democratiche e popolari nelle grandi città, in parte espressesi nel grande sciopero generale di febbraio e nelle stesse grandi manifestazioni del primo maggio

Ne parliamo nei prossimi giorni - proletari comunisti/PC maoista

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L’India è sempre più a forma di Narendra Modi

Il partito di destra, nazionalista e induista del primo ministro ha vinto molte delle ultime elezioni e governa in 21 stati su 36: un'egemonia con pochi precedenti

Con la storica vittoria di domenica nello stato del Bengala Occidentale, il partito del primo ministro indiano Narendra Modi controlla 21 dei 36 stati e territori indiani, in cui vive più del 70 per cento della popolazione (composta da 1,4 miliardi di persone). L’egemonia del Bharatiya Janata Party (BJP), partito nazionalista, induista e di destra, ha pochi precedenti. L’India è un paese enorme, nato nel 1947 come multiculturale, multireligioso e attento a preservare le enormi differenze degli stati che lo compongono. In poco più di un decennio l’ascesa del BJP di Modi lo sta trasformando in un paese induista, con meno spazi per le minoranze e fortemente controllato da un unico leader.

Insieme all’ascesa del BJP, le recenti elezioni statali hanno confermato un’altra tendenza degli ultimi due anni: l’indebolimento delle opposizioni. Riguarda sia l’Indian National Congress, il principale partito di centrosinistra, a lungo dominante in India e ora principale forza di opposizione, sia i partiti cosiddetti “regionali”, quelli radicati in uno o più stati. Alcuni dei loro leader in questi anni sono stati i più efficaci oppositori di Modi, ma ora non ne restano molti in carica.

Al centro Diplu Ranjan Sarmah, uno dei candidati a Guwahati, città dello stato di Assam, il 4.5.2026

Il Bengala Occidentale era considerato una sorta di ultima frontiera per il BJP di Modi, che solo dieci

pc 8 maggio - Per Ulrike Meinhof - Roma una iniziativa da condividere

pc 8 maggio - Un nuovo libro analitico che commenteremo nei prossimi giorni - info

"Il Medio Oriente è finito": la visione di Soliman sul nuovo asse tra Roma, Golfo e India

Al Centro Studi americani la presentazione di "West Asia", il libro con cui Mohammed Soliman cambia la prospettiva. Nell’intervista con l'Adnkronos, l’analista spiega perché l’Italia è uno dei nodi naturali del nuovo spazio strategico

Mohammed Soliman - Centro Studi Americani
Mohammed Soliman - Centro Studi Americani
07 maggio 2026 | 14.41

Non è stato un evento ordinario. Intorno allo stesso tavolo si sono ritrovati Giampiero Massolo e Alessia Melcangi in una prima parte, e poi Karim Mezran, Gabriele Natalizia, Nicola Pedde e Mario De Pizzo, moderati da Flavia Giacobbe, insieme ad accademici, diplomatici e analisti tra i più attenti osservatori del Mediterraneo allargato. Un parterre chiamato a misurarsi con una provocazione intellettuale capace di mettere in discussione l’architettura stessa con cui l’Europa legge il proprio vicinato strategico .

Soliman, senior fellow al Middle East Institute e dirigente di McLarty Associates, appartiene a quella categoria sempre più rara di policy intellectual capaci non solo di interpretare il mondo, ma di provare a ridefinire le categorie con cui lo si interpreta. Il suo lavoro incrocia realismo classico, economia politica e trasformazioni tecnologiche, muovendosi lungo una traiettoria che, non a caso, viene descritta come “kissingeriana” nella sua impostazione.

A margine dell’incontro, l'Adnkronos lo ha intervistato.

Lei cita Italia, Francia e Grecia come tre paesi particolarmente ben posizionati per confrontarsi con la West Asia, l’Asia occidentale. Quali sono le caratteristiche italiane che rendono più facile per l'Italia ingaggiarsi con la regione? E su quali settori dovrebbe concentrarsi di più?

L'Italia è una grande potenza marittima. È un paese con un orizzonte molto lungo sulla geopolitica, non è un caso se avete sviluppato questo concetto di Mediterraneo allargato. Il vero confine dell'engagement italiano è l'Oceano Indiano. È per questo che l'Italia è al centro della tesi della West Asia che sostengo nel libro.

I settori prioritari? Primo, la difesa e la sicurezza, perché ciò che accade nel Golfo non resta nel Golfo avrà un impatto sull'Italia sulla migrazione, sulla sicurezza nazionale, sul terrorismo. Ha fatto bene Giorgia Meloni a visitare il Golfo dopo i primi giorni di attacchi in Iran, ed è stata una dei pochi leader a farlo. Bene anche per la fornitura di munizioni e per gli asset navali italiani dispiegati nell'area. Secondo, la sicurezza energetica, che resta estremamente importante. Terzo, le nuove tecnologie:

pc 8 maggio - Senza interruzione il legame militare Italia/Israele

Materiale militare e carburante a Israele, il dossier che mette sotto accusa l’Italia: “Oltre 400 spedizioni dal 2023

Armi, componenti per caccia e carburante: il dossier che svela i trasferimenti militari tra Italia e Israele dal 2023
Materiale militare e carburante a Israele, il dossier che mette sotto accusa l’Italia: “Oltre 400 spedizioni dal 2023”

Da ottobre 2023 fino alla fine del 2025, ci sono state oltre 400 spedizioni di materiale militare dall’Italia verso Israele e il trasferimento di oltre 220mila chilotonnellate di carburante. Nonostante le dichiarazioni del Governo, secondo cui il nostro Paese ha limitato le esportazioni di armamenti verso Israele, il flusso commerciale non si è mai interrotto. A certificarlo è il dossier Made in Italy per l’industria del genocidio redatto dai Giovani palestinesi d’Italia con People’s Embargo for Palestine, Palestine Youth Movement e Weapon Watch e con il contributo dell’European Legal Support Center. Ed è proprio in seguito al report, presentato alla Camera martedì 5 maggio, che la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha depositato un’interrogazione parlamentare.Dal rapporto emerge che la fornitura da parte del nostro Paese non è mai stata sospesa – ha commentato – l’Italia è stata