mercoledì 18 febbraio 2026

pc 18 febbraio - Ritorniamo con Engels sul plulavoro degli operai/plusvalore per il capitalista - oggetto delle due ultime lezioni della Formazione marxista - perchè questa comprensione è fondamentale per la lotta degli operai contro il capitale

 Dall’ Introduzione di F. Engels all’edizione del 1891.

F. Engels in questa introduzione spiega in maniera chiarissima e sintetica su cosa si base lo sfruttamento dell’operaio e perchè esso è la fonte del profitto capitalista.

Nello stesso tempo, Engels spiega come proprio dal conflitto: produzione di enormi ricchezze nelle mani di pochi borghesi e impoverimento degli operai e della maggioranza della popolazione nasce la possibilità, necessità di un “nuovo ordine sociale”.

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 ”... che cosa avviene dopo che l’operaio ha venduto al capitalista la sua forza lavoro, cioè dopo che l’ha posta a sua disposizione, per un salario convenuto, giornaliero o a cottimo? Il capitalista conduce l’operaio nella sua officina o fabbrica, dove già si trovano tutti gli oggetti necessari per il lavoro, le materie prime, le materie ausiliarie... gli utensili, le macchine. E qui l’operaio comincia a sgobbare. Poniamo che il suo salario giornaliero sia di tre marchi.... Supponiamo che... con il suo lavoro di dodici ore l’operaio aggiunga alla materia prima impiegata un nuovo valore di sei marchi, un nuovo valore che il capitalista realizzerà con la vendita del pezzo finito. Di questo importo egli paga all’operaio tre marchi, e gli altri tre se li tiene per sè. Se l’operaio produce in dodici ore un valore di sei marchi, in sei ore produce un valore di tre marchi. Quindi dopo aver lavorato sei ore egli ha già restituito al capitalista l’equivalente di tre marchi, ricevuti come salario. Dopo sei ore di lavoro, tutti e due sono pari; nessuno dei due deve più un soldo all’altro. 

“Un momento! - esclama ora il capitalista - io ho noleggiato l’operaio per un giorno intero, per dodici ore. Sei ore non sono che una mezza giornata. Avanti dunque, al lavoro, fino a che anche le altre sei ore siano passate. Solo allora saremo pari!” E in realtà l’operaio deve attenersi al suo contratto “liberamente” concluso, con il quale si impegna a lavorare dodici ore intere, per un prodotto di lavoro che costa sei ore...

...la forza lavoro è una merce, una merce come ogni altra, ma ciò nonostante una merce tutta affatto speciale. Essa ha cioè la proprietà specifica di essere forza produttrice di valore, di essere fonte di

pc 18 febbraio - Perchè scioperiamo il 9 marzo - Cosa vogliamo!

Questa piattaforma è in divenire, espressione della lotta contro le condizioni di oppressione, doppio sfruttamento, discriminazioni delle donne. 

Essa vuole porre la necessità, oggi più che mai con un governo, come questo della fascista Meloni che fa sciacallaggio sulle donne, sulle loro sofferenze per imporre una sorta di "moderno medioevo", di lottare/ribellarsi ovunque e su ogni aspetto di oppressione, negazione dei diritti, della libertà di scelta, ecc. ecc. 

Strappare anche uno di questi obiettivi è importante per essere più forti per la lotta più generale, contro questa società capitalista/imperialista, per la necessaria lotta rivoluzionaria in cui le donne possono portare una marcia in più per rovesciare/trasformare la terra e il cielo.; perchè noi, a cui viene negato tutto, 

VOGLIAMO TUTTO: TUTTA LA VITA DEVE CAMBIARE!


PIATTAFORMA DELLE DONNE/LAVORATRICI

pc 18 febbraio - Sabato 21 Febbraio Presidio di solidarietà a Melfi per Anan Yaeesh e per la Palestina libera

Dopo i presidi solidali sotto la casa circondariale di Melfi del 13 e del 26 Ottobre 2025, poi del 15 Novembre; dopo il corteo interregionale che il 13 Dicembre si è snodato per le strade di Melfi per giungere sotto il carcere locale di massima sicurezza, sabato 21 Febbraio 2026, a partire dalle ore 15, si terrà un nuovo presidio di solidarietà a favore del prigioniero politico palestinese Anan Yaeesh, che in questo carcere è stato trasferito da Settembre in custodia cautelare dalla sezione di alta sicurezza del carcere di Terni per allontanarlo da un consolidato circuito di sostegno esterno.

Con Anan, che ha ingiustamente subito lo scotto di oltre due anni di detenzione preventiva per un surreale processo che lo vede imputato per “terrorismo internazionale” (art. 270 bis c.p.) a causa del suo sostegno, mai rinnegato, alla Resistenza palestinese; che da Melfi ha subito l’ignominia delle udienze del 21 e del 28 Novembre del processo celebrato al Tribunale dell’Aquila, condivideremo collettivamente l’indignazione contro un processo voluto da istituzioni e servizi segreti dello stato genocida di Israele. Si è trattato di un processo smaccatamente

pc 18 febbraio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - La sfrenata campagna del governo Meloni/Piantedosi, fascista e da Stato di polizia, esige la mobilitazione di massa e lo sciopero generale per la caduta del governo

 

pc 18 febbraio - India - verso il 28 marzo - manifestazioni in tutto il mondo contro l'Operazione Kagaar contro il regime di Modi e l'imperialismo a sostegno della via della guerra di popolo e del Partito Comunista dell'India (Maoista)

 in via di traduzione

Towards demostrations 28 march in all countries -against Operation Kagar /support people's war! support CPI (maoist) - First public call of ICSPWI

All in struggle 28 march 2026!

The world campaign against Operation Kagaar has denounced that imperialists and Modi’s government set the target to wipe put the Indian revolutionary movement and the CPI (Maoist), that are the real political alternative for the proletarians and the people’s masses of India.

Modi claims he will wipe out the people’s war, the revolutionary movement and the CPI(M) by 2026.
The International Committee to Support the People’s War In India (ICSPWI)  has called all the revolutionary parties and forces, the friends and comrades of the Indian revolution, to meet the challenge launched by the Modi’s government with a one-year-long campaign from March 2025 to March 2026.  . A mobilization in the streets, in the workplaces, in the squares.

The CPI(M) and the masses in India are withstanding and repelling the Operation

pc 18 febbraio - Le forze armate si preparano alla guerra - secondo diktat dei militari NATO/USA nell'interessìe e profitti dell'industria bellica e il governo Meloni/Crosetto esegue

Difesa, presentato a Crosetto modello di riorganizzazione delle Forze Armate

Si apre ora la fase di traduzione normativa delle proposte elaborate dal Comitato, che sarà condotta in un quadro di collaborazione istituzionale

di Redazione Roma

Una recente immagine dell'esercito italiano in Afghanistan

2' di lettura

English Version

A un mese dall’avvio dei lavori del Comitato Strategico, promosso dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, lunedì 16 febbraio è stato presentato, presso lo Stato Maggiore della Difesa, il nuovo modello di riorganizzazione delle Forze Armate, che costituirà la base del disegno di legge di revisione dello strumento militare. La proposta - si legge in una nota - recepisce l’indirizzo iniziale delineato dal Ministro: una riforma complessiva e strutturale, di natura tecnica e operativa, volta ad adeguare lo strumento militare al mutato contesto geopolitico, rafforzandone capacità, resilienza ed efficacia nel lungo periodo. «Il disegno di legge non risponde alle esigenze di un Ministro pro tempore, ma definisce lo strumento militare di cui il Paese avrà bisogno nei prossimi vent’anni», ha sottolineato Crosetto, confermando che saranno gli uomini e le donne delle Forze Armate a illustrarne contenuti e prospettive in Parlamento.

Coinvolti i vertici della Difesa

Il percorso, spiega ancora la nota, ha coinvolto i vertici operativi e amministrativi della Difesa con

pc 18 febbraio - Un'associazione a delinquere di stampo fascista opera dentro questo governo

Nordio, Delmastro, Bartolozzi: il triangolo nero di via Arenula

Carlo Nordio con il capo di gabinetto Giusi Bartolozzi
Carlo Nordio con il capo di gabinetto Giusi Bartolozzi 
La “zarina” ha preso il comando del palazzo, il Guardasigilli riceve ordini e il sottosegretario fa il guastafeste.

pc 18 febbraio - Sbirri razzisti assassini e complici a Rogoredo - sono questi che Meloni/Piantedosi vogliono proteggere con lo scudo penale

Omicidio Mansouri a Rogoredo, indagati altri 4 poliziotti oltre a quello che ha sparato

Omicidio Mansouri a Rogoredo, indagati altri 4 poliziotti oltre a quello che ha sparato

L’accusa è di favoreggiamento e omissione di soccorso. L’uomo era stato ucciso lo scorso 26 gennaio durante un controllo anti spaccio

pc 18 febbraio - Askatasuna - Giorgio Rossetto resta ai domiciliari

 info stampa

Giorgio Rossetto resta ai domiciliari. La procura generale ritira la richiesta del carcere per il leader di Askatasuna

di Ludovica Lopetti

L'iniziativa è stata formalizzata a Torino nel corso dell'udienza davanti al magistrato di sorveglianza, che ora dovrà prendere una decisione

La procura generale di Torino non sosterrà la revoca della detenzione domiciliare (e quindi il ritorno in carcere) per Giorgio Rossetto, 62 anni, storico esponente dell'autonomia in Italia e ritenuto uno dei leader del centro sociale Askatasuna. La rinuncia è stata formalizzata oggi nel corso dell'udienza davanti al magistrato di sorveglianza, che ora dovrà esprimersi. Rossetto sta finendo di scontare a casa propria, a Bussoleno, una condanna a due anni e tre mesi per gli scontri al cantiere No Tav in Val di Susa e il fine pena è previsto il prossimo 14 marzo. 

La procura generale ha rinunciato alla richiesta di revoca della detenzione domiciliare (e quindi del ritorno in carcere) nei confronti di Giorgio Rossetto. Il 62enne, storico esponente dell'autonomia, oggi tra i leader del centro sociale Askatasuna. L'iniziativa è stata formalizzata a Torino nel corso dell'udienza davanti al magistrato di sorveglianza, che ora dovrà prendere una decisione. A Rossetto, residente a Bussoleno, Valle di Susa, era già stata negata la liberazione anticipata per comportamenti che avrebbe tenuto in un periodo di reclusione: avrebbe rifiutato di dividere la cella con un condannato per reati sessuali e in una occasione, per protesta, si sarebbe seduto per terra. L'attivista terminerà di scontare la condanna il 14 marzo: in quella data tornerà in libertà ma è probabile che a suo carico ritorni in vigore la misura della sorveglianza speciale sospesa dopo il suo arresto. La procura

pc 18 febbraio - Sbirri vigliacchi e torturatori nel carcere di Cuneo - sono questi che Meloni e Piantedosi e le loro leggi vogliono tutelare e proteggere con lo scudo penale

Torture sui detenuti nelle celle del Padiglione Gesso: dopo Torino, condanne anche in carcere a Cuneo

Ad aver scelto il rito alternativo erano stati un ispettore e due agenti penitenziari, oltre al medico dell’istituto. Il giudice ha condannato tutti gli imputati. Tra le accuse, la più grave riguarda una spedizione "punitiva" avvenuta nel 2023 nell'ala est della casa circondariale

Dopo la sentenza emessa dal tribunale di Torino la scorsa settimana, che ha riguardato episodi di tortura nel carcere Lorusso e Cutugno su alcuni detenuti, nella giornata di ieri, lunedì 16 febbraio, anche a Cuneo è arrivata la sentenza della prima tranche sulla maxi inchiesta che, tre anni fa circa, ha coinvolto la casa circodariale del Cerialdo in cui, la Procura sostiene, siano state perpetrate violenza sul popolo penitenziario. 

Il pubblico ministero Mario Pesucci, titolare del fascicolo, nell'udienza del 15 dicembre scorso aveva chiesto la condanna di tutti e quattro gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato:  l'ispettore, il

pc 18 febbraio - Le vili bestie sioniste di tipo nazista contro i prigionieri politici palestinesi

Ben Gvir “ha calpestato la testa dei prigionieri” durante un’incursione nella prigione di Ofer”

MEMO. Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale di estrema destra Itamar Ben-Gvir “ha calpestato la testa dei prigionieri” nella prigione di Ofer, nella Cisgiordania occupata, lo scorso venerdì, ha dichiarato lunedì un gruppo palestinese per i diritti, secondo quanto ha riferito Anadolu.

Filmati video sui social media hanno mostrato le forze israeliane fare irruzione in una sezione della prigione di Ofer, vicino a Ramallah, e aggredire i detenuti lì trattenuti, accompagnate da Ben-Gvir e dalla copertura dei media israeliani.

In una dichiarazione, la Società dei Prigionieri Palestinesi ha affermato che l’incursione ha preso di mira la “Sezione 26” ed è avvenuta durante il “conteggio” serale, noto anche come “ispezione di sicurezza”. L’operazione è durata circa 15 minuti e ha coinvolto cani della polizia e granate stordenti, con un’ampia

martedì 17 febbraio 2026

pc 17 febbraio - Il grande sciopero generale di 250milioni di lavoratori in India: info dirette e lavoro per l'unità internazionalista dei lavoratori

da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 16.02.26

Un gigantesco sciopero di milioni di lavoratori - secondo alcuni calcoli ha riguardato una platea di 250 milioni di lavoratori delle fabbriche, del pubblico impiego, delle campagne, di ogni tipo di realtà con tantissime donne, giovani, contadini - ha visto una partecipazione veramente molto estesa.

Le immagini e le dichiarazioni, sia pure in lingua indù, che si vedono nei video che abbiamo pubblicato, danno l'idea di quanto vasto sia stato partecipato questo sciopero, e non è l'ultimo, e quanto sia estesa la lotta dei lavoratori contro le politiche del governo Modi che sono al servizio dei padroni indiani e delle multinazionali, delle classi ricche e proprietarie che stanno duramente colpendo le condizioni di vita di operai e lavoratori assieme a quello che già succede e succedeva nei confronti delle masse povere, delle masse indigene nelle diverse aree dell'India.

Su questo sciopero la stampa del nostro Paese non ha dato quasi informazione e questo sia perché l'India non è direttamente nei canali di informazione della stampa borghese in Italia che parla dell'India solo quando i nostri ministri, la premier Meloni come i precedenti premier e i rappresentanti dei padroni e delle loro istituzioni vanno in India, ma per tutto il resto del tempo non viene data un'informazione di quello che realmente accade in India.

Il tema fondamentale dello sciopero in India è stata la lotta contro i codici del lavoro, le leggi antioperaie che sono abbastanza simili a quelli che avvengono negli altri Paesi imperialisti, compreso nei nostri Paesi, con leggi che tagliano i diritti dei lavoratori, favoriscono i padroni e attaccano le lotte dei lavoratori e le loro organizzazioni sindacali.

Oggi facciamo riferimento in particolare ad alcuni dei documenti e volantini e materiali che sono circolati in questo sciopero, in particolare segnaliamo il dépliant che ci è pervenuto diffuso dalla Federazione dei sindacati indipendenti, una organizzazione sindacale in cui si raccolgono le espressioni più combattive, più classiste, del movimento sindacale di classe in India.

La FSI dice che ha svolto una grande attività sia prima che durante lo sciopero, in particolare in alcuni distretti del Godavari orientale e occidentale tra cui le città portuali di Kakinada e Anakapalli si è fatto di tutto perché ci fosse una partecipazione allo sciopero ma, come dicono gli stessi compagni della FSI, per far sì che lo sciopero diventasse formazione politica dei lavoratori alla politica rivoluzionaria della classe operaia.

In questo volantino si dice: “respingiamo le politiche di imposizione e sfruttamento del governo centrale e locale. Rendiamo lo sciopero generale un grande successo”. Le politiche autoritarie, sfruttatici, antioperaie e antipopolari del governo Modi e dei governi centrali e locali che ad esso fanno riferimento stanno peggiorando notevolmente le condizioni dei lavoratori, in particolare queste politiche prevedono l'applicazione dei cosiddetti quattro codici del lavoro contenenti disposizioni che tagliano ulteriormente i diritti dei lavoratori, codici che passano senza il consenso degli stessi sindacati nella maggior parte dei casi e senza tener conto delle loro obiezioni e ricorsi.

Questa modifica della legislazione del lavoro in realtà era già cominciata nel 1977 dal governo Janata col disegno di legge sulle relazioni industriali ed è continuata con gli altri governi e via via è diventata la base delle disposizioni antioperaie e antilavoratori.

Perfino i sindacati più vicini al governo hanno dichiarato che i quattro codici sono riforme importate da altri paesi che favoriscono lo sfruttamento.

pc 17 febbraio - Dopo il 31 gennaio - un editoriale di Infoaut - su cui tornare a momento debito

Costi quel che costi

Lo sgombero di Askatasuna non è (solo) un episodio di cieco rancore da parte di un governo di destra che approfitta della presa del potere per regolare i conti con l’opposizione sociale. 

Questo atto di forza da parte del Ministero dell’Interno risponde ad esigenze governative che si articolano su diversi piani di realtà. Alcune le abbiamo sviscerate già in un precedente editoriale. In questo articolo proveremo ad approfondire un ragionamento più organico che funzioni tanto da bilancio quanto da rilancio di una proposta autonoma dentro la fase che stiamo vivendo.

La posta in gioco

Per capire come si è arrivati alla situazione attuale bisogna necessariamente ricordare almeno a grandi linee la sequenza storica. A più riprese negli scorsi decenni si sono susseguite minacce di sgombero del centro sociale torinese, ma queste minacce non sono mai diventate veramente consistenti fino alla nascita del governo Draghi. Governo d’unità nazionale dove tutti i principali partiti, tranne Fratelli d’Italia, erano coinvolti. 

In quegli anni l’attenzione della procura verso i movimenti sociali torinesi, ed in particolare su Askatasuna ed il movimento No Tav, si è fatta spasmodica. L’obiettivo principale era evidentemente quello di fiaccare la resistenza valsusina che da decenni si oppone fieramente ad una grande opera inutile ed ecocida. Sequestri di presidi, operazioni ed arresti, ed infine l’inchiesta denominata “Sovrano”. Anni ed anni di intercettazioni ai danni di attivisti ed attiviste No Tav, di militanti di Askatasuna per produrre un’accusa di Associazione Sovversiva che non ha retto nemmeno alle valutazioni del giudice delle indagini preliminari, riformulata in Associazione a Delinquere durante il dibattimento. Poco importa che l’inchiesta faccia acqua da tutte le parti, crea comunque un clima mediatico e politico che ha come obiettivo l’accerchiamento delle lotte sociali in città. Stralci di intercettazioni estratte dal loro contesto vengono pubblicate sui giornali per spargere fango su militanti ed attivisti/e. L’obiettivo esplicito della Procura durante il processo è quello di depoliticizzare le

pc 17 febbraio - Muore a 25 anni nel Cpr di Bari un altro migrante - ASSASSINI!

Dal blog tarantocontro

Muore a 25 anni nel Cpr di Bari: “L’hanno riempito di psicofarmaci, nessuna causa naturale”

Lo scorso 11 febbraio il 25enne Simo Said è morto nel Cpr di Bari. “Era a terra con della schiuma in bocca”, ha riferito a Fanpage.it un trattenuto che era con lui, smentendo la versione delle autorità che hanno parlato di “morte naturale”.

"Lo abbiamo trovato steso a terra con della schiuma in bocca e sulle orecchie". A parlare a Fanpage.it è uno dei trattenuti del Cpr (Centro di permanenza per i rimpatri) di Bari, che è assistito dall'avvocato Stefano Afrune, e che si trovava nella quinta sezione, la stessa dove lo scorso 11 febbraio è morto il 25enne Simo Said. 

Secondo i primi rilievi delle autorità, il decesso del ragazzo sarebbe da ricondurre a cause naturali, probabilmente un arresto cardiaco. Una versione che, però, stride con la testimonianza di chi si trovava

pc 17 febbraio - No ai bombardieri di sesta generazione - una denuncia utile

No ai bombardieri di sesta generazione

Il 3 febbraio 2026 la Commissione difesa della Camera dei Deputati esamina il progetto militare più costoso in assoluto a cui l’Italia ha mai partecipato.

PeaceLink esprime forte contrarietà all’avanzata del programma militare GCAP (Global Combat Air Programme) e lancia un allarme pubblico sull’impennata dei costi e sulla confusione del dibattito istituzionale che lo accompagna.

Il GCAP è il progetto per lo sviluppo di un sistema di combattimento aereo di sesta generazione, promosso da Italia, Regno Unito e Giappone, centrato su un nuovo caccia avanzato destinato a sostituire gli Eurofighter. Non si tratta di un singolo aereo, ma di una architettura militare complessa, che integra piattaforme pilotate, droni cooperanti, sistemi digitali di intelligenza artificiale e capacità multi-dominio. La capacità multidominio (Multi-Domain Operations – MDO) rappresenta la capacità militare di integrare azioni coordinate, simultanee e sincronizzate nei cinque domini operativi: terra, mare, aria, spazio e cyber.

Un punto particolarmente critico è l’esplosione dei costi. Lo stanziamento previsto per la sola fase di

pc 17 febbraio - Nuovo numero di ORE 12 Controinformazione rossoperaia in diffusione fabbriche posti di lavoro manifestazioni

pc 17 febbraio - Un comunicato degli operai PMC - appalto Stellantis Melfi

 

pc 17 febbraio - Un governo di razzisti assassini fa leggi per aumentare i migranti morti in mare e impedire l'azione delle ONG

Cosa succederà concretamente alle navi Ong che salvano migranti in mare con il blocco navale introdotto dal governo nel nuovo pacchetto immigrazione? 

Abbiamo posto questa domanda a Luca Masera, avvocato di Asgi, per capire cosa cambia con la misura dell’interdizione temporanea dell’attraversamento del limite delle acque territoriali. Con l’ultimo dl sono previste multe per le navi Ong da 10mila a 50mila euro..

Intervista a Luca Masera

Qualche giorno fa il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo pacchetto immigrazione, che contiene anche la norma sul cosiddetto ‘blocco navale', una misura bandiera per il governo e soprattutto per Giorgia Meloni, che lo aveva proposto più volte in passato.

Non si tratta di fermare fisicamente le navi ong in mare, ma stiamo parlando di una stretta che dovrebbe disincentivare e impedire, secondo i piani del governo, l'arrivo di imbarcazioni umanitarie cariche di migranti all'interno delle acque territoriali italiane. La novità si trova all'articolo 2 del testo del disegno di legge, ‘Interdizione temporanea dell’attraversamento del limite delle acque territoriali della frontiera marittima per minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale'.
Quando scatta il blocco navale e perché è problematico capire cosa è una "minaccia grave"

La prima parte dell'articolo dice che il ‘blocco navale' scatta "nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale". Per disporre il blocco, temporaneo, serve una delibera del Consiglio

pc 17 febbraio - Infami attacchi di governo /stampa governativa/ un'ala del PD filosionista/forze repressive contro


La comunità palestinese italiana è sotto attacco, soprattutto dopo le mobilitazioni storiche tra fine settembre e inizio ottobre in tutta Italia in solidarietà alla Palestina
Per i palestinesi in Italia il clima è preoccupante. Come lo sono anche le persone che lo ignorano

Singole persone palestinesi e di altre nazionalità arabe, attive per la causa palestinese, vedono costantemente e con una normalità inquietante i loro volti e nomi spiattellati sui giornali, accostati a parole allarmiste e al termine “terrorismo”. Questo non è un gioco. Soprattutto dopo l’arresto di Mohamed Shahin, avvenuto a seguito dell’interrogazione parlamentare di Augusta Montaruli (Fratelli d’Italia) che cita quanto riportato da un articolo del quotidiano La Stampa.

Arresti, gogna mediatica, conseguenze legali sproporzionate. La circolare del ministro Valditara, che chiede alle scuole di quantificare il numero di studenti palestinesi e di riferire le loro generalità, è un