lunedì 13 luglio 2026

Un’aggressione dei coloni israeliani contro i giornalisti - prima o poi le bestie sioniste i loro protettori imperialisti pagheranjo caro, pagheranno tutto

 

Un’aggressione dei coloni israeliani contro i giornalisti

Foto e video mostrano un’auto del Post e una di CNN che vengono attaccate nella zona di Ramallah: Daniele Raineri racconta com'è andata

di Daniele Raineri, da Sinjil (Cisgiordania)

Due dei coloni che hanno attaccato l'auto del Post e quella dei giornalisti della CNN (Gabriele Micalizzi, CESURA, per il Post)
Due dei coloni che hanno attaccato l'auto del Post e quella dei giornalisti della CNN (Gabriele Micalizzi, CESURA, per il Post)
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06:55

Questo reportage è stato scritto da Daniele Raineri per la sua newsletter Outpost, che invia ogni volta che può quando è in trasferta in zone di guerra per il Post. Se vuoi riceverla già dalla prossima puntata puoi iscriverti a questo link.

*****

Sinjil – 12 luglio 2026

Ieri siamo andati vicino a Sinjil, una zona vicino a Ramallah dove c’è una colonia israeliana che ha la fama di essere aggressiva. Il motivo era accompagnare un padre palestinese, per un momento di commemorazione, sul luogo dove il figlio ventenne è stato picchiato a morte dai coloni esattamente un anno fa.

Eravamo un mini convoglio di due macchine. Davanti una Land Cruiser blindata a sette posti con a bordo una troupe della rete americana CNN e il padre palestinese. Acquistata in modo regolare e guidata come spesso succede quando si muovono i grandi media americani da un loro addetto alla sicurezza, il taciturno Kevin, nella usuale divisa degli ex militari passati a lavori migliori: camicia a maniche corte e scarponcini.

Dietro io e il fotografo Gabriele Micalizzi su una Kia ibrida a noleggio. Con noi c’erano anche tre attivisti. In questi giorni li stiamo seguendo per un articolo che uscirà presto sul Post.

Un anno fa una fazione di una sessantina di coloni ha circondato un gruppo di palestinesi in questa zona di colline, strade sterrate e cespugli spinosi a est di Ramallah. Alcuni palestinesi sono scappati, altri sono stati feriti, altri ancora sono rimasti isolati. Un ventenne che aveva anche passaporto americano, Saif Musallat, è stato picchiato a morte. Un suo amico palestinese a pochi passi è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco, ma il cadavere è stato trovato soltanto molte ore dopo, quando ormai era notte, perché tutti credevano che fosse stato arrestato dai soldati israeliani.

Di questi attacchi, che a volte sono risse o lanci di pietre o scambi di insulti e a volte prendono la forma di spedizioni punitive con centinaia di aggressori incappucciati che prima devastano cose e poi si dileguano, sono piene tutte le giornate nei territori occupati, e i soldati non riescono a prendere il controllo della situazione, anzi: la facilitano. Nel 2025 sono stati uccisi 240 palestinesi.

il vertice anticomunista convocato da Trump/Rubio per il 16 luglio - passo inevitabile dentro la natura dell'azione dell'imperialismo USA

tutto questo è analizzato enunciato in parti della dichiarazione comune del 1 maggio 26 delle forze marxiste-leniniste-maoiste e costituiscono una parte sostanziale e discriminante della linea politica generale e nazionale di 'proletari comunisti/PC maoista Italia' 

questo distingue questa organizzazione e questa tendenza dal revisionismo e dall'opportunismo di destra e di 'sinistra' nel nostro paese e a livello internazionale

 

.....'L’imperialismo USA in particolare, con la presidenza di tipo nazista di Trump ha alzato il livello e intensificato la marcia della guerra imperialista; piena copertura al genocidio del popolo palestinese. Avanza nella guerra per la spartizione dell’Ucraina con l’imperialismo russo. Con la guerra di aggressione imperialista e sionista contro l’Iran, vuole rovesciare il governo legittimo e insediare al loro posto un governo fantoccio. E' altrettanto sta facendo e vuole fare in Venezuela, Cuba e ovunque arriva.

Scatena guerre economiche e commerciali vedi la guerra dei dazi per unire ai suoi piani e interessi le potenze imperialiste europee e tutti i paesi capitalisti e imperialisti nel mondo.

Intanto scatena la guerra interna contro le masse proletarie, i migranti, contro l’opposizione antifascista e antimperialista, all’insegna del razzismo, la repressione, lo stato di polizia, la caccia agli antifascisti e ai comunisti per trasformare gli Usa in una dittatura aperta al servizio del grande capitale. Su scala mondiale opera per rafforzare e unire tutte le forze reazionarie, fasciste, naziste, sovraniste e populiste di ogni paese......


da il manifesto
 

Si stampi la propaganda. La minaccia rossa nell’agenda di Trump

I criminali di guerra israeliani scorazzano liberi nei luoghi di villeggiatura protetti da governo stato e polizia - sevono altri mezzi oltre la denuncia


 
LA FONDAZIONE HIND RAJAB. “IN ITALIA BEN ASULIN, IL SOLDATO IDF CHE DEMOLÌ LE CASE DELLA STRISCIA”» DI STEFANIA MAURIZI - FQ 7 LUG 2026
MAGNIFICA STEFANIA!... «ANCHE QUESTI "SPREGEVOLI VIAGGI-PREMIO" SONO PARTE INTEGRANTE DELL'"ORRORE GENOCIDIARIO SIONISTA IN PALESTINA"»!!!
N.B.: «Presentato un esposto alla procura di Roma. Nel 749° battaglione: distrusse il corridoio Netzarim»!
 
«La Hind Rajab Foundation – fondazione con sede in Belgio che prende il nome dalla bambina palestinese di cinque anni uccisa dai soldati israeliani nel gennaio del 2024 a Gaza insieme con la sua famiglia e con due paramedici, che avevano cercato di soccorrerla – ha la missione, impugnando le leggi internazionali, di assicurare alla giustizia i responsabili dei crimini di guerra e atrocità contro il popolo palestinese.
La fondazione ha appena presentato una denuncia alla procura della Repubblica di Roma contro un cittadino israeliano di nome Arik Ben Asulin, che si trova in Italia da qualche giorno e che secondo le indagini della Hind Rajab, ha prestato servizio a Gaza – almeno da fine 2023 e fino ai primi mesi del 2026 – nel 749° Combat Engineering Battalion, battaglione dell’Idf accusato di essere responsabile di una vera e propria devastazione a Gaza, attraverso la demolizione controllata di infrastrutture civili, prima fra tutte la Al Azhar University.
Con la sua denuncia la fondazione chiede ai magistrati italiani di indagare sulla sua presunta partecipazione a crimini di guerra, contro l’umanità e atti di genocidio, elencando specifici episodi dettagliati con dovizia di particolari e con immagini tratte anche dai post sui social dello stesso militare, che ha pubblicato foto e video delle demolizioni e celebrava sui social la distruzione di Gaza. In particolare la fondazione ha verificato tre casi specifici: la distruzione del corridoio di Netzarim, corridoio di circa 6 chilometri creato dalle forze militari israeliane per spaccare in due la Striscia e impedire ai palestinesi sfollati di tornare nelle loro case nel nord

Ultimo numero stampato di ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Il prossimo esce a settembre - info pcro.red@gmail.com

domenica 12 luglio 2026

pc 12 luglio - Un manifesto dal blog https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/

pc 12 luglio - Opuscolo/dossier India/Italia - Modi/Meloni verso l'iniziativa nazionale di settembre - info csgpindia@gmail.com

pc 12 luglio - A Milano per la Palestina, verso la giornata del 18

 




pc 12 luglio - Letture per il dibattito

I padroni delle macchine e delle menti

Due libri usciti nel 2026, Libercomunismo di Emiliano Brancaccio e Cyberfascismo di Mario Sommella, danno un nome al potere che concentra capitali, calcolatori e coscienze. Il primo dimostra la tendenza con gli strumenti della scienza economica; il secondo, opera interamente autoprodotta, prosegue il cammino là dove quella lente si arresta, con gli strumenti della storia, della politica, delle scienze della comunicazione e della conoscenza diretta delle tecnologie. Dai due tratti della stessa strada emerge il programma politico del XXI secolo: riportare le macchine e le infrastrutture cognitive sotto controllo democratico.

I padroni delle macchine e delle menti

Ci sono anni in cui i libri arrivano in coppia, come se il tempo avesse bisogno di due voci per dire una cosa sola. Il 2026 è uno di questi. Nel febbraio 2026 Feltrinelli ha pubblicato Libercomunismo. Scienza dell’utopia dell’economista Emiliano Brancaccio. Pochi mesi dopo è uscito Cyberfascismo. Anatomia di un dominio invisibile, libro interamente autoprodotto da chi scrive, frutto di un lungo lavoro di ricerca interdisciplinare che intreccia storia del fascismo, economia politica, scienze della comunicazione, processi cognitivi e analisi delle infrastrutture digitali. Non si tratta semplicemente di due libri usciti nello stesso anno. La loro contemporaneità è soltanto il dato cronologico di una convergenza molto più profonda. Essi nascono da discipline differenti, percorrono strade autonome e utilizzano strumenti analitici diversi, ma approdano alla medesima diagnosi storica: la concentrazione del capitale non rappresenta più soltanto un fenomeno finanziario o industriale. È diventata concentrazione del calcolo, delle infrastrutture digitali, dei dati, della conoscenza e della capacità di orientare le coscienze. 

Il libro di Brancaccio dimostra scientificamente questa tendenza attraverso gli strumenti dell’economia politica e dell’analisi econometrica. Cyberfascismo riparte esattamente dal punto in cui quella dimostrazione termina, cercando di dare un volto concreto a quel potere: i data center, il cloud, i semiconduttori, gli algoritmi, i modelli di intelligenza artificiale, le piattaforme digitali, le infrastrutture energetiche che alimentano il nuovo capitalismo del calcolo. I due libri, dunque, non si sovrappongono. Si completano. Il primo dimostra una legge di tendenza. Il secondo ne ricostruisce l’anatomia. Il primo osserva il movimento del capitale. Il secondo identifica gli strumenti attraverso i quali quel capitale organizza oggi il dominio economico, cognitivo e politico. Da questa complementarità nasce il senso di questo articolo. Non una recensione, né un confronto accademico fine a sé stesso, ma la ricostruzione di una vera e propria staffetta intellettuale. Dove termina la lente dell’economia politica iniziano la storia, la teoria della comunicazione e l’analisi delle tecnologie. È lungo questa continuità che diventa possibile comprendere la natura del nuovo potere. L’obiettivo è verificare entrambe le tesi alla prova dei fatti: la concentrazione del capitale, la corsa delle big tech all’energia nucleare, il controllo delle infrastrutture del calcolo, la guerra algoritmica, la subordinazione tecnologica europea e la progressiva privatizzazione delle infrastrutture cognitive dell’umanità.

Perché è proprio dalla convergenza tra la scienza dell’economista e l’anatomia dello storico della comunicazione che emerge, infine, un programma politico coerente con le trasformazioni del nostro tempo.

1. La tesi di Brancaccio: la centralizzazione come legge

Libercomunismo è un libro di 176 pagine, articolato in tredici capitoli, un’appendice metodologica di

sabato 11 luglio 2026

pc 11 luglio - Sono possibili fabbriche in cui gli operai sono i protagonisti, decidono su tutto? SI'

Nel sistema capitalista il lavoratore produce tutto ma non è padrone del suo lavoro, anzi vede il lavoro come attività diretta contro se stesso, indipendente da lui, che non gli appartiene; c'è una alienazione dell'operaio non solo rispetto al risultato del suo lavoro, ma all'intero processo produttivo. L'attività lavorativa diventa solo un mezzo per sostenere l'esistenza individuale del lavoratore. 
Senza l'operaio non si potrebbe produrre tutto ciò che serve all'umanità, ma l'operaio non può decidere nulla.

Spesso i lavoratori, e anche altri settori sociali, pensano che questa condizione sia immutabile; non vedono che questa condizione è unicamente legata, è conseguenza del modo di produzione capitalista, in cui la produzione è sociale, e viene realizzata attraverso lo sfruttamento, il lavoro salariato, ma l'appropriazione di questo lavoro è privata; per cui a più ricchezza per i padroni e i membri della sua classe, corrisponde più povertà, più subordinazione, più alienazione per i lavoratori e le masse popolari.

Solo rovesciando questo sistema della borghesia, costruendo il potere operaio è possibile un cambiamento di questa condizione.

Questo è già avvenuto, con la breve prima gloriosa esperienza della "Comune di Parigi", con la grande Rivoluzione d'Ottobre e i primi passi di una società socialista; ma soprattutto è avvenuto in Cina quando la Cina, con la direzione di Mao Tse tung, era socialista, durante i 10 anni della Rivoluzione culturale proletaria.

Durante la Rivoluzione culturale proletaria, gli operai gestivano collettivamente la fabbrica, decidevano

pc 11 luglio - 18 LUGLIO GIORNATA DI MOBILITAZIONE CON PRESIDI A SOSTEGNO DEI PRIGIONIERI PALESTINESI IN ITALIA

 


pc 11 luglio - Altro che divieto di sciopero nella logistica... SCIOPERO DI TRE GIORNI LOGISTICA E FILIERA FEDIT - info solidale da Slai cobas per il sindacato di classe

infosolidale
Grandissima partecipazione allo sciopero della Brt e Gls a livello nazionale.

Uno sciopero indetto per tre giorni in queste due aziende ( ieri alle 17 Fedit ci ha detto che potevamo incontrare Brt a livello nazionale il 13 luglio però alla condizione di sospendere lo sciopero. La nostra risposta è stata questa.
Per noi la decisione è irrevocabile, se vogliono incontrarci non ci devono porre le loro condizioni. Ricordiamo a tutti che le nostre richieste principali sono:
1) il rinnovo del premio di risultato;
2) l’aumento del ticket a 10 euro;
3) aumento da 11 a 15 euro al giorno per chi fa un turno frazionato;
PER I DRIVER:
a) premio di risultato;
b) aumento della trasferta;
c) varie
Questa sera si apre anche la giornata di lotta di Sda, anche se ha già confermato che ci incontreranno il giorno 13 luglio.
LO SCIOPERO PARTITO IERI SERA SULLA FILIERA BRT-GLS  HA AVUTO UN IMPATTO

pc 11 luglio - Leggi, sostieni, commenta, organizzati con il blog slai cobas per il sindacato di classe - info slaicobasta@gmail.com

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  • venerdì 10 luglio 2026

    pc 10 luglio - Un libro utile da leggere "La potenza delle madri" - Dal blog femminismorivoluzionario

     Dall'intervista di Alessandra Pagliaru - su Il manifesto

    L'intervista - Parla Fatima Ouassak, ecofemminista francese di origine marocchina. «La potenza delle madri» (Tangerin) racconta la lotta del «Front de mères», sindacato di genitori.
    Cofondatrice del Front de mères, sindacato di genitori degli alunni dei quartieri popolari.

    «Molte grandi lotte sociali – operaie, contadine e anticoloniali – sono state condotte da organizzazioni di madri. Quello che volevo dire è: la questione non è se le madri costituiscano o meno una forza politica. Il fatto è che hanno sempre costituito una forza politica, in tutto il mondo». Così si esprime Fatima Ouassak, a proposito del suo La potenza delle madri edito da Tangerin.
    Quando ha capito che il senso di impotenza che tante madri provano di fronte alla scuola, alla polizia o alle disuguaglianze sociali potesse trasformarsi in una forza collettiva in grado di sostenere una lotta universale?
    Va detto che, per due motivi, sono erede di culture in cui il ruolo sociale e politico delle madri è importante. Innanzitutto grazie alla mia cultura mediterranea e musulmana, in cui il ruolo delle madri è molto più riconosciuto e valorizzato che in Francia, ad esempio. Le ragioni di questa «valorizzazione» del ruolo delle madri sono complesse. Ovviamente, sono influenzate da rappresentazioni patriarcali. Ma non è solo questo. C’è anche un forte riconoscimento del «lavoro» di riproduzione, educazione e trasmissione, nonché di una «funzione» comunitaria. E questo è molto positivo. Nell’Islam si dice che «il paradiso è sotto i piedi delle madri». Per me questo simboleggia proprio tale riconoscimento.
    In seguito, sono cresciuta in un quartiere popolare in Francia dove le madri svolgevano un ruolo molto importante, non solo a casa, nell’ambito dell’educazione, ma anche nella comunità e nella sfera pubblica: lì hanno

    pc 10 luglio - La NATO 3.0 del Vertice di Ankara porta il marchio del nazi-imperialista Trump. Il ruolo del servo Erdogan e la dichiarazione finale

    Il regalo del Presidente Erdoğan ai partecipanti

    La chiusura del Vertice NATO ad Ankara è stata suggellata dalla ripresa dei bombardamenti di Usa/Israele all'Iran. I mostri, quello americano e quello sionista, non si erano ancora ripresi dai colpi subiti in Iran e ci raccontavano le loro menzogne sulla distruzione del programma nucleare iraniano, sulla distruzione del programma missilistico e sul rovesciamento del regime iraniano. Niente di tutto questo è avvenuto. Ma Trump insiste e i governi imperialisti lo appoggiano nella dichiarazione finale del Vertice: "Gli Alleati ribadiscono che l'Iran non deve mai possedere armi nucleari e invitano l'Iran a rispettare pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz."

    L'immediata ripresa dei bombardamenti contro l'Iran dopo la conclusione del Vertice Nato di Ankara rende fin troppo evidente la direzione che il blocco imperialista a guida Usa intende intraprendere con decisione: la guerra senza alcun'altra alternativa, una guerra che ha messo in conto anche l'uso dell'atomica, per fornire al sistema imperialista mondiale la soluzione della sua crisi economica rilanciando i profitti legati all'industria bellica, alla distruzione di economie che poi significa massacri di popoli, distruzione dell'ambiente, e governi sempre più reazionari e fascisti che la scaricano sulle

    pc 10 luglio - Dai disoccupati di Napoli in lotta - info solidale

    FATE PRESTO!

    FUORI LA CAMPAGNA ELETTORALE, NIENTE SPECULAZIONI SULLA PELLE DEI PROLETARI.

    LAVORO SUBITO!

    Vista la processione mediatica che ci accosta a partiti ed a numerose strumentalizzazioni, siamo costretti a precisare alcune cose.

    La nostra storia è storia di lotta di classe. Non c’è stata piazza, palazzo nazionale, regionale, comunale, città, comizio e partito politico che non abbia visto la nostra vertenza.

    Dopo un decennio abbiamo sbloccato un percorso di tirocinio-lavoro finalizzato all’inserimento lavorativo. Un progetto coordinato in Prefettura con un tavolo interistituzionale con un finanziamento ministeriale e poi allargato alla Regione Campania per un progetto nato per risolvere un “problema di ordine pubblico” e “garantire la coesione sociale”.

    Le numerose manifestazioni delle scorse settimane, l’occupazione del Duomo di Napoli, del Museo nazionale, della sede di Sviluppo Lavoro Italia di ieri mattina, l’azione a cavallo della riunione del Comitato sull’Ordine Pubblico e Sicurezza dove era presente il Ministro degli Interni sono la conseguenza di una sospensione del progetto di tirocinio lavoro per 1200 famiglie.

    Sospensione da parte di Sviluppo Lavoro Italia, del Ministero del Lavoro sulla base di anomalie procedurali ed amministrative la cui responsabilità sarebbe quindi sul soggetto promotore e quello ospitante ovvero il Comune di Napoli.

    Mentre in città Governo e Comune chiudono accordi per grandi affari e grandi eventi, quando si tratta

    pc 10 luglio - La decisione di Hamas di sciogliere la struttura governativa di Gaza

    Hamas dissolve il governo di Gaza

    Il 6 luglio, Ismail al-Thawabta, direttore generale dell’ufficio stampa del governo di Gaza guidato da Hamas, ha annunciato lo scioglimento della struttura governativa della Striscia dopo circa 20 anni.

    Ci auguriamo che questo importante passo sul campo contribuisca a porre fine all’aggressione, a fermare il genocidio, a garantire il ritiro dell’esercito israeliano dalla Striscia di Gaza, a riaprire i valichi per consentire l’ingresso dei camion degli aiuti e a porre fine alla politica della fame”, ha dichiarato.

    A prendere il posto del “Comitato d’emergenza” (com’era denominato il governo di Gaza di Hamas) dovrebbe essere il “Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza” (NCAG), un organismo tecnocratico gestito da Palestinesi – non dall’Autorità Nazionale Palestinese – e sostenuto dalle Nazioni Unite, creato a seguito della risoluzione 2803/2025, che istituiva anche l’ormai desaparecido “Board of Peace”.

    A proposito di questo nuovo organismo governativo, al-Thawabta ha aggiunto che: “Tutti i dipendenti che lavorano nell’erogazione dei servizi sono dipendenti statali e sono pienamente preparati a lavorare sotto l’egida del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza”.

    Nelle dichiarazioni di al-Thawabta non si fa alcun cenno né riguardo il disarmo unilaterale di Hamas, rispetto al quale l’organizzazione si è più volte detta indisponibile, né riguardo chi svolgerà le funzioni

    pc 10 luglio - Milano: Sabato 11 luglio con la Palestina che resiste e in solidarietà con tutti gli arrestati palestinesi

     

    Per una Palestina libera dal colonialismo sionista, in solidarietà ai prigionieri palestinesi e in preparazione della giornata di mobilitazione nazionale di sabato 18 luglio con presidi davanti alle carceri di Ferrara, Terni, Melfi, Rossano e Sassari



    pc 10 luglio - Dal Comitato di sostegno alla guerra popolare in India - Italia

    Continuare la mobilitazione contro l’Operazione Kagaar e a sostegno alla guerra popolare in India

    Dopo le iniziative contro l’operazione Kagar e di solidarietà e sostegno alla guerra popolare in India portati avanti nei mesi scorsi (ricordiamo le importantissime iniziative di Bruxelles del 27 gennaio, e del 28 marzo a Zurigo di quest’anno che hanno avuto risonanza internazionale), secondo gli impegni nazionali e internazionali assunti nelle riunioni che si sono tenute in Italia, il comitato di sostegno alla guerra popolare in India si prepara ad altre iniziative che saranno realizzate durante la prossima estate.

    A proposito della grande partecipazione internazionale alle iniziative, ribadiamo quello che il Comitato ha scritto nel suo comunicato pubblicato dopo la manifestazione di Zurigo: “Il Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India (CSGPI) apprezza tutte le forze che sono scese in piazza e le considera nel loro insieme una grande base per continuare questa battaglia e una grande fonte d’incoraggiamento per le forze rivoluzionarie, democratiche e per il Partito Comunista dell’India (Maoista) che stanno combattendo coraggiosamente in India in queste ore difficili per salvaguardare il Partito, l’Esercito Popolare e il percorso e la pratica della guerra popolare”.

    Oggi la pressante necessità della continuazione delle mobilitazioni è dovuta anche al fatto che il governo fascista hindutva di Narendra Modi, in particolare con l’attiva partecipazione del suo ministro degli Interni Amit Shah, continua a portare avanti la repressione in tutto il paese, una vera guerra contro

    giovedì 9 luglio 2026

    pc 9 luglio - Killer israeliani “in vacanza” vandalizzano Cagliari

     

    Killer israeliani “in vacanza” vandalizzano Cagliari

    Da Cagliari arrivano notizie di inaudita gravità sulle vacanze dei sionisti genocidari in Italia.

    Nei giorni scorsi, al Parco di Monte Claro, è stata gravemente danneggiata la targa che ricorda le vittime dell’eccidio di Sabra e Shatila: più di 3000 palestinesi, in gran parte donne, anziani e bambini, martirizzate a Beirut nel settembre 1982 dall’esercito israeliano e dai falangisti collaborazionisti cristiano-maroniti. Con colpi d’arma da fuoco, coltelli e asce. Eccidio rivendicato orgogliosamente dagli stessi occupanti israeliani, assassini di massa.

    Il danneggiamento è stato denunciato alle autorità.

    Negli stessi giorni, in Piazza del Carmine, una coppia con una bandiera palestinese è stata minacciata da due persone che si sono dichiarate israeliane. Hanno intimato loro di ritirare la bandiera gridando “terroristi di Hamas andatevene a casa“.

    Questi episodi caratterizzano le vacanze dei riservisti dell”Idf in Italia. Ospitati spesso in resort (come in Sardegna), sotto scorta, a spese dei cittadini di questo disgraziato Paese, delle forze dell’ordine.

    Le autorità italiane non paiono interessate a compiere ciò che è previsto dal diritto internazionale, dalla Corte Penale Internazionale, oltre che dal buon senso e dalla costituzione italiana: ossia verificare se, tra chi entra in Italia da “Israele”, siano presenti assassini di massa raggiunti da mandati di arresto o con accertate responsabilità per crimini di guerra o contro l’umanità.

    pc 9 luglio - Rheinmetall. Ritratto di un angelo sterminatore nel cuore dell’Europa

    L’ambizione tedesca si afferma chiaramente: “rendere la Bundeswehr l’esercito più potente d’Europa” (Olaf Scholz) e questo, “a qualunque costo” (Friedrich Merz). “Riarmare l’Europa” significa anzitutto “Riarmare la Germania”.

    Un elemento chiave e motore di questo riarmo è l’azienda Rheinmetall, nata sotto il Secondo Reich (Impero), fiorente sotto il Terzo e ascendente al firmamento sotto il Quarto.

    Una cifra dice tutto: il prezzo del titolo in borsa dell’azienda è passato da 60 € nel 2016 a 1.164 € nel momento in cui scriviamo.

    I dividendi per azione pagati agli azionisti quest’anno saranno di 11,50 €, contro gli 8,10 dell’anno scorso.

    Il fatturato previsto per il 2026 dovrebbe essere superiore tra il 40 e il 45% rispetto a quello del 2025, vale a dire tra i 14 e i 14,5 miliardi di euro.

    Il personale impiegato a livello mondiale è passato da 23.000 nel 2020 a 34.000 attualmente, distribuito in 160 siti in quattro continenti.

    In sintesi, lo sponsor del Borussia Dortmund (20 milioni di €) può proclamare con orgoglio: “Wir sind wieder wer” (Siamo di nuovo qualcuno), lo slogan di autocompiacimento del “miracolo economico tedesco” degli anni Cinquanta-Sessanta.

    E il tutto concentrandosi esclusivamente sulla produzione militare, dopo aver liquidato tutte le sue attività di produzione civile (principalmente automobilistica).

    Quanto sono lontani i tempi in cui la Rheinmetall, dopo le due guerre mondiali del XX secolo, dovette riconvertirsi per un certo periodo nella produzione di macchine per scrivere, calcolatrici e trattori!
    Rheinmetall (“Metallo renano”) ormai ha solo il nome di renano. La famiglia Röchling, che possedeva il 42% delle azioni (570 milioni di €), le vendette nel 2004 incaricando Goldman Sachs e BNP Paribas di cercare acquirenti (75 investitori istituzionali, tra cui BlackRock, The Vanguard Group, Bank of America, FMR LLC e Norges Bank Investment Management), ponendo così fine a 48 anni di “capitalismo paziente” tipicamente renano e introducendo il gruppo nel mondo dei cacciatori di dividendi, il “capitalismo impaziente” dei finanzieri speculatori.

    In questo contesto europeo sempre più bellicista, con la Germania come leader operativo, è sembrato opportuno elaborare un ritratto del gruppo dalla sua fondazione, da diverse angolazioni, suddivise in dieci parti e raccolte nel libro che indichiamo qui di seguito e scaricabile cliccando su questo link: Ritratto di un angelo sterminatore nel cuore dell’Europa

    Buona lettura.