martedì 26 maggio 2026

pc 26 maggio - Tifoso ferito a Torino: la procura apre un’inchiesta. Il padre: “È stato un lacrimogeno sparato ad altezza uomo”

Il fascicolo affidato al pm Paolo Scafi procede al momento con l’ipotesi di lesioni gravi: si vuole ricostruire con precisione quanto accaduto nei momenti più concitati. Nel frattempo otto tifosi bianconeri sono stati arrestati
Tifoso ferito a Torino: la procura apre un’inchiesta. Il padre: “È stato un lacrimogeno sparato ad altezza uomo”Otto arresti, undici Daspo e un’inchiesta aperta dalla procura di Torino. Proseguono le indagini sugli scontri ultras scoppiati prima del derby della Mole tra Torino e Juventus, in cui è rimasto gravemente ferito il tifoso juventino Marco Leonardo Basoccu, ricoverato in terapia intensiva dopo essere stato colpito da un oggetto contundente durante i tafferugli scoppiati nelle ore precedenti alla partita. Basoccu, 36 anni, resta ricoverato in osservazione in terapia intensiva. Le sue condizioni vengono definite stabili, ma resta in coma farmacologico. Nel frattempo, le indagini dovranno chiarire innanzitutto da cosa è stato colpito. Se da una bottiglia di vetro, come emerge dalla prime ricostruzioni, oppure da un razzo lacrimogeno, come hanno dichiarato fin da subito gli ultras e come sostiene apertamente il padre, Pierluigi Basoccu: “L’impatto è stato fortissimo e devastante e ho testimonianze dei ragazzi che erano lì con lui: è stato un razzo lacrimogeno sparato ad altezza uomo


da infoaut

Prima della partita diversi gruppi organizzati, e non, del Toro e della Juventus hanno dato vita a due cortei fuori dallo Stadio granata e ad un certo punto dopo un tentativo di “avvicinamento” di alcuni tifosi della Juventus, la Polizia è intervenuta in forze caricando e sparando lacrimogeni, alcuni evidentemente alla cieca e ad altezza uomo. Il derby è da sempre un momento di partecipazione popolare a Torino e i giorni precedenti la scadenza la tensione era cresciuta a causa del tentativo di limitare la partecipazione del tifo bianconero alla partita.

pc 26 maggio - Elettrolux - un'altra crisi dei padroni scaricata sugli operai con il governo Meloni/urso complice

ancora una volta la posizione contraria dei sindacati si limita a chiedere che la Meloni entri in campo

ma La Meloni è già in campo 

 forlì info stampa

Il tavolo di confronto istituzionale, riunitosi lunedì a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha purtroppo confermato le peggiori previsioni per il territorio

La mobilitazione dei sindacati

Una scure pesantissima si abbatte sullo stabilimento Electrolux di Forlì, squarciando il velo di incertezza che da mesi avvolgeva il futuro del polo industriale romagnolo. Il tavolo di confronto istituzionale, riunitosi lunedì a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha purtroppo confermato le peggiori previsioni per il territorio, delineando un quadro occupazionale a tinte fosche. Delle oltre 1.700 eccedenze complessive annunciate dalla multinazionale svedese sull’intero territorio nazionale, una quota drammaticamente proporzionata colpirà proprio il sito di viale Bologna, dove i destini lavorativi di oltre quattrocento persone si trovano ora sospesi a un filo sottilissimo.

“Nel corso dell’incontro sono state illustrate nuove slide stabilimento per stabilimento che confermano un quadro ancora più grave di quanto emerso nei giorni scorsi - rendono noto Cgil, Cisl e Uil -. Per Forlì vengono indicati oltre 240 tagli tra gli operai di produzione, numeri ai quali si aggiungono i circa cento lavoratori a termine e una quota di impiegati e staff che complessivamente per il sito forlivese porta quindi ampiamente a superare le 400 persone coinvolte”

Nel corso del confronto tutte le istituzioni intervenute hanno espresso “una netta contrarietà al piano presentato dall’azienda”. È stato ribadito con forza un concetto molto chiaro: “quello illustrato da Electrolux non è un piano di ristrutturazione industriale, ma un vero e proprio piano di smantellamento della presenza produttiva del gruppo in Italia. Come organizzazioni sindacali condividiamo pienamente questa valutazione".


"Non siamo di fronte ad una riorganizzazione finalizzata al rilancio, agli investimenti o all’innovazione - viene sottolineato -. Siamo davanti ad una riduzione drastica di produzioni, occupazione e prospettive industriali, che rischia di compromettere il futuro degli stabilimenti italiani e dell’intera filiera. Per questo abbiamo chiesto con forza il ritiro del piano presentato dall’azienda e l’apertura immediata di un vero confronto industriale che abbia al centro investimenti, produzioni, innovazione, sostenibilità e tutela dell’occupazione”. 

La mobilitazione

Contestualmente al confronto al Ministero si è svolto il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori davanti al ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale ha partecipato una folta delegazione proveniente dallo stabilimento di Forlì, insieme alle organizzazioni sindacali territoriali e confederali. La mobilitazione è proseguita anche sul territorio forlivese: da domenica sera e per tutta la giornata di lunedì è stato attuato lo sciopero con presidio permanente ai cancelli dello stabilimento Electrolux di viale Bologna, con una importante partecipazione dei lavoratori.


Programmato un nuovo incontro

Al termine del confronto il ministro Urso ha aggiornato l’incontro al 15 giugno alle 15, con una richiesta chiara e corale: “il ritiro del piano industriale e l’apertura della trattativa”.“.

“Non negoziamo con la pistola alla testa”, ha commentato il segretario generale della Fiom Cgil Michele De Palma. Per poi rivendicare al termine del vertice: “L’attuale piano evidentemente porterà alla cessazione della produzione nel nostro Paese perché attiva da subito un dimezzamento della capacità produttiva in Italia attraverso il trasferimento dei prodotti e con il rischio di un ulteriore peggioramento della situazione. Non accetteremo mai un piano che determinerebbe la fine dell’elettrodomestico nel nostro Paese. Lo stato di agitazione e le mobilitazioni dei lavoratori continueranno fino al 15 giugno”.

Se Urso e il governo si dicono contrari, dai sindacati però c’è scarsa fiducia nell’azione del governo: “Noi siamo stati sinceri, gli altri che hanno detto di no al piano vedremo cosa faranno“, ha attaccato Rocco Palombella, segretario generale Uilm. Per poi attaccare: “Urso? Da lui ho percepito un atteggiamento da Ponzio Pilato, più che un ministro determinato”. Anche De Palma attacca: “Electrolux oggi avrebbe dovuto dire al ministro Urso che avrebbe ritirato il piano, invece non l’ha fatto. Per questo credo che se entro il 15 giugno questo non accadrà, dovrà essere Giorgia Meloni a entrare in campo, deve chiamare l’amministratore delegato. Questo è un piano contro la produzione in Italia”.

pc 26 maggio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Lo sciopero generale del 29 maggio e la giornata di lotta a Taranto

 

pc 26 marzo - 1926/2026 centenario delle Tesi di Lione - prime tesi marxiste-leniniste dei comunisti italiani - riferimento storico fondamentale della costruzione del Partito in Italia


 opuscolo rieditato da proletari comunist - info pcro.red@gmail.com

pc 26 maggio – Italia-India e gli accordi del nuovo Partenariato Strategico Speciale - 1

Il 20 maggio scorso la fascista Giorgia Meloni attuale capo del governo italiano ha accolto il fascista indù Narendra Modi a Roma per un incontro che tutti e due hanno definito storico.

Le frasi zuccherose che hanno caratterizzato tutto l’incontro del duo Melodi, vengono inserite nel giusto contesto dalla sintesi, per così dire, che in una intervista fa l’attuale ministro degli Esteri Tajani parlando chiaro di cosa vedono le imprese in questo incontro: “Le imprese indiane vedono sempre più l’Italia come porta d’accesso alle tecnologie e ai mercati europei, mentre le aziende italiane considerano l’India non soltanto una destinazione per l’export, ma anche un hub strategico per produzione e ricerca e sviluppo all’’interno delle catene globali del valore”.

Ma già a premessa dell’incontro i due avevano siglato un editoriale a quattro mani sul Times of India nel quale mettono in mostra in maniera enfatica le loro “visioni” che dovranno diventare realtà a seguito della firma dei vari accordi. Il titolo dell’editoriale: “India e Italia, un’alleanza più forte che guarda al futuro: tecnologia, energia e valori comuni per ridisegnare gli equilibri globali” è abbastanza pretenzioso visto che con questo accordo si vogliono addirittura “ridisegnare gli equilibri globali”! Ma se l’India, prossima “terza potenza economica del mondo” dopo Stati Uniti e Cina come pronosticano tutti gli esperti economici, entra di sicuro nel campo di quelli che possono determinare gli “equilibri mondiali”, l’imperialismo italiano, invece in profonda crisi, con un’economia a crescita zero e priva di peso politico a livello internazionale, non può aspirare a questo ruolo e si propone quindi come Paese centrale nel corridoio “Indo mediterraneo” e per i rapporti con l’Africa con il Piano Mattei.

L’ampollosa retorica borghese applicata in particolare a questo tipo di incontri permea tutto l’editoriale, secondo cui questi “legami si sono ampliati con uno slancio senza precedenti” (le parole “storico”, “senza precedenti”.. si sprecano) fino ad arrivare alla decisione di creare un  “Partenariato Strategico Speciale” che sarebbe “fondato sui valori di libertà e democrazia, nonché su una visione comune del futuro.”

lunedì 25 maggio 2026

pc 25 maggio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Intervista a un operaio della Stellantis di Cassino

 


pc 25 maggio - Dal blog tarantocontro: Processo Ilva Potenza - ancora Giustizia Negata!

Torna il tempo della protesta a Taranto come a Potenza.  

Lunedì 25 ore 16.30 conferenza stampa biblioteca comunale piazzale Bestat

Parti civili Slai Cobas con Avvocata Ricci

pc 25 maggio - A Ravenna il 29 maggio

pc 25 maggio - Da Giorgio a Giorgia, la "continuità del male"

Giorgia Meloni ricorda il legame suo e del suo partito con il boia topo di fogna Giorgio Almirante, fucilatore di partigiani, direttore della "Difesa della razza", legato allo stragismo neofascista







«Nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Giorgio Almirante, il mio pensiero va a una figura che ha segnato profondamente la storia della destra italiana. Di lui restano il carattere, la forza delle idee, l’amore per l’Italia e una concezione della politica vissuta con passione, dignità e rispetto»: lo scrive sui social la premier Meloni, sottolineando la continuità con lo storico segretario del Msi, continuità esibita dalla stessa fiamma tricolore orgogliosamente conservata nel simbolo di Fratelli d’Italia



pc 25 maggio - Meloni/Flotilla: ma quale protesta, è la solita ipocrita ingannapopolo complice sionista!

Meloni aveva definito la precedente missione della Flotilla un’iniziativa “gratuita e irresponsabile”....

...e poi non dimentichiamo: "Se hai la fortuna di essere arrestato" parole della seconda carica di questo Stato, La Russa, su Flotilla 

Meloni protesta con Israele davanti alle telecamere, poi vota con Israele a Bruxelles

kulturjam

Dopo aver criticato Israele per il caso della flottiglia, i partiti che sostengono il governo Meloni hanno votato a Bruxelles contro lo stop agli aiuti militari a Tel Aviv. La solita distanza tra indignazione mediatica e scelte politiche reali.

Gaza, Bruxelles smaschera Roma: l’indignazione di Meloni dura il tempo di una telecamera

La politica estera italiana ha sviluppato una curiosa capacità mimetica. Davanti alle telecamere assume i toni della fermezza morale; nelle sedi dove si votano atti concreti recupera invece il tradizionale linguaggio dell’obbedienza atlantica e della prudenza geopolitica. La vicenda dell’assalto israeliano alla flottiglia diretta verso Gaza offre un esempio didattico di questo meccanismo.

Nelle ore successive alla diffusione delle immagini degli attivisti fermati dalle autorità israeliane e alle

pc 25 maggio - Contro la guerra imperialista contro pacifismo e revisionismo

pc 25 maggio - Contro l'alleanza fascio-imperialista Modi/Meloni campagna internazionalista prolungata



 info csgpindia@gmail.com

Tenere alta a chiara la bandiera del Partito Comunista dell'India maoista 

pc 25 maggio - Ricostruire l'organizzazione della gioventù comunista rivoluzionaria nelle scuole e università contro opportunismo e revisionismo

 

domenica 24 maggio 2026

pc 24 maggio - Da MIlano per la Palestina

 






pc 24 maggio - La Rivoluzione culturale proletaria nelle fabbriche cinesi - Da un intervento di proletari comunisti nell'evento del 17 maggio nel 60° della GRCP

Questo libro è stato fatto, come dice lo stesso autore, Charles Bettelheim, facendo una sorta di viaggio-inchiesta nelle fabbriche cinesi durante la Rivoluzione culturale proletaria, parlando con gli operai e vedendo concretamente che cambiamenti c'erano stati frutto della rivoluzione culturale proletaria.

E’ un libro che sarebbe da propagandare, diffondere proprio tra gli operai nei luoghi di lavoro, perché affronta le questioni che, anche oggi sono molto presenti tra gli operai.

Le soluzioni che davano durante la rivoluzione culturale proletaria, per esempio sul problema della sicurezza e della salute sul lavoro, sono quelle che servirebbero oggi. Tra l'altro, alcune di queste, per esempio all'Ilva di Taranto, nelle fabbriche tessili in cui sono morte delle operaie, sono quelle che stiamo propagandando.

Ma l’aspetto centrale che pone la Rivoluzione culturale è che questi interventi di cambiamento, di trasformazione delle condizioni lavorative, pongono come fondamentale il ruolo degli operai nel portare avanti queste trasformazioni e il rivoluzionamento del rapporto tra quadri del partito, tecnici, dirigenti della fabbrica e operai. Questo è stato l'elemento chiave. Perchè non si trattava di provvedimenti, di soluzioni alternative “dall'alto”, ma erano frutto fondamentalmente di questo rapporto.

Nel libro si dice sulla questione delle condizioni di lavoro “all'epoca della vecchia società, le cose erano molto diverse, i capitalisti non si occupavano di certe faccende”.

Nei reparti, dice un operaio, sono installati condizionatori d'aria che consentono di mantenere una

pc 24 maggio - Una linea generale di azione del movimento comunista internazionale - Una nuova organizzazione internazionale in costruzione

Contro l'imperialismo, la guerra imperialista, la reazione e il fascismo, lo sfruttamento, la miseria e l'oppressione dei proletari e dei popoli.

Per la Rivoluzione Democratica Popolare e la Rivoluzione Proletaria e Socialista in ogni paese del mondo.

Il proletariato mondiale celebra il Primo Maggio in una situazione di crescente pericolo di una nuova guerra imperialista mondiale che rischia di trasformarsi anche in una guerra nucleare.

L'imperialismo sta sprofondando nel pantano della crisi generale e tutti i tentativi di superarla stanno fallendo. Per questo motivo i principali paesi imperialisti (USA/UE/RUSSIA/CINA) si contendono una nuova divisione del mondo per ottenere il controllo delle materie prime e dei mercati in tutti i paesi del mondo.

Ogni giorno l'imperialismo, i suoi Stati, i suoi governi, i suoi partiti parlamentari, i suoi agenti all'interno del movimento operaio e popolare compiono passi concreti verso questa nuova guerra imperialista mondiale.

L'imperialismo statunitense, in particolare, con la presidenza di stampo nazista di Trump, ha innalzato il livello e intensificato la marcia della guerra imperialista; ha dato piena copertura al genocidio del popolo palestinese; ha avanzato nella guerra con la collusione e lo scontro con l'imperialismo russo per la spartizione dell'Ucraina. Poi, prima l'attacco al Venezuela, ora la guerra di aggressione imperialista e sionista contro l'Iran, volta a rovesciare i governi e a instaurare al loro posto nuovi governi fantoccio, incontrando una feroce resistenza della nazione e del popolo in Iran e Libano.

Ha scatenato la guerra tariffaria per unire le potenze imperialiste europee e tutti i paesi capitalisti e imperialisti del mondo ai suoi piani e interessi, affrontando le loro opposizioni e i vari accordi che alimentano le lotte interimperialiste.

Nel frattempo, ha scatenato una guerra interna contro le masse proletarie, i migranti, l'opposizione

pc 24 maggio - Il saluto di proletari comunisti/PCm Italia alla celebrazione dell'anniversario di Ibrahim Kaypakkaya

Salute to the commemoration of Ibrahim Kaypakkaya

We express our red and internationalist proletarian greetings to Ibrahim Kaypakkaya, the TKP-ML and the MKP.

The historical function of the TKP/ML in the present era had a new beginning with the birth of the Communist Party in 1972, led by comrade Ibrahim Kaypakkaya, in the wake of the struggle against revisionism and the Great Proletarian Cultural Revolution.

It is right, therefore, today to combine the anniversary of Ibrahim Kaypakkaya with the 60th anniversary of the launch of the GPCR.

As it was written in a joint statement of a previous anniversary, Kaypakkaya is one of the best students of GPCR, he considered his ideas, the Tkp/ml a product of GPCR.

Ibrahim Kaypakkaya was the most conscious student of the influence of the GPCR in the world, following the proletarian revolutionary ideas of Chairman Mao, Kaypakkaya became its conscious and courageous spokesman in Turkey.

This role placed him in the Olympus of the great leaders of the world proletarian revolution.

For this reason, today's celebration has nothing ritual, but is an indispensable step in the

pc 24 maggio - Lo sciopero del 29 maggio

La guerra imperialista e colonialista scatenata da Trump e Netanyahu con l’aggressione all’Iran e al Libano con il rischio concreto di un ulteriore allargamento del conflitto a livello globale, anche attraverso il coinvolgimento della NATO e di altri paesi, tra cui l'Italia - Siamo dentro una marcia di una terza guerra mondiale imperialista per una nuova ripartizione del mondo e delle sue risorse per i profitti del grande capitale/finanza/signori della guerra
Queste guerre e la più generale tendenza alla guerra imperialista mondiale oltre che comportare un carico di morte e distruzione inaccettabile, sono scaricate sui proletari e le masse oppresse attraverso l’aumento del costo della vita e la perdita di potere d’acquisto dei salari, l'impoverimento generale

In Palestina e in tutto il Medio oriente Israele guidata dal boia e criminale Netanyahu continua le violenze e le operazioni militari a Gaza e in Cisgiordania con un numero altissimo di vittime civili e una distruzione diffusa. Anche il Libano è sotto attacco con gli stessi metodi utilizzati a Gaza, contro

pc 24 maggio - Combinare la lotta di classe e di massa con la Formazione marxista verso operai, studenti e militanti di base

A Taranto

sabato 23 maggio 2026

pc 23 maggio - Sciopero generale il 29 maggio: per la Palestina, contro guerra e riarmo, contro la repressione, per il salario, il lavoro, salute e sicurezza sui posti di lavoro, per sanità pubblica, scuola, territorio

Il 29 maggio è stato indetto uno sciopero generale nazionale che nasce da un appello delle associazioni palestinesi in Italia a tutte le organizzazioni sindacali di base e di classe del nostro Paese.

Questo appello chiama al sostegno del popolo palestinese contro l'imperialismo, il sionismo, il regime fascista e genocida di Netanyahu.

Nello stesso tempo chiama alla lotta contro la guerra imperialista e chiama i lavoratori italiani a mobilitarsi contro tutto questo e contro le ricadute della guerra sulle condizioni di vita e di lavoro.

Una parte dei sindacati di base ha raccolto questo appello che prevedeva una manifestazione nazionale tenutasi in Milano il 16 maggio e uno sciopero per il 29 maggio.

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe ha aderito sia alla manifestazione sia allo sciopero generale, nel testo da noi distribuito sulla base anche del testo nazionale dei sindacati di base che promuovono lo sciopero del 29 maggio scriviamo:

“la guerra imperialista e colonialista scatenata da Trump e Netanyahu contro l'aggressione all'Iran e al Libano con il rischio concreto di un ulteriore allargamento del conflitto a livello globale anche attraverso il coinvolgimento della Nato e di altri paesi tra cui l'Italia é dentro una marcia della terza guerra mondiale imperialista per una nuova ripartizione del mondo e delle sue risorse per i profitti del grande capitale, finanza e signori della guerra. Questa tendenza alla guerra imperialista e queste guerre in corso, oltre che comportare un carico inaccettabile di morte e di distruzioni, sono scaricate sui proletari e sulle masse oppresse attraverso l'aumento del costo della vita e la perdita del potere d'acquisto dei salari e l'impoverimento generale.

In Palestina, in tutto il Medio Oriente, Israele, guidato dal boia criminale, Netanyahu continua le violenze e le operazioni militari a Gaza e in Cisgiordania con un numero altissimo di vittime civili e una distruzione e di vittime.

Anche in Libano l'attacco avviene con gli stessi metodi utilizzati a Gaza contro le popolazioni pressoché inermi causando migliaia di vittime e distruzioni di massa.

In Italia il governo guidato da Giorgia Meloni, è complice del genocidio in Palestina, è asservito all'imperialismo americano, sta demolendo quello che rimane dello Stato sociale scaricando sui proletari in nome della corsa al riarmo gli effetti di questa guerra”.

Questo sciopero parte da queste due questioni fondamentali che i lavoratori debbono impugnare nelle proprie mani, secondo i propri interessi di classe e secondo la propria necessità di combattere in questo paese contro tutto questo e agli effetti sulla loro condizione di queste cose.

Nel volantino vengono messi in rilievo la privatizzazione della Sanità, la sottrazione di risorse dal lavoro, soprattutto al sud devastato da precarietà e disoccupazione, le risorse sottratte alla scuola pubblica, ai trasporti, ai servizi sociali, alla cultura, alla casa, mentre l'indirizzo del bilancio è verso le spesi militari, l'utilizzo per la guerra e delle basi militari. A tutto questo si aggiunge la grave questione della repressione e dello Stato di polizia di questo governo contro le lotte dei lavoratori e dei movimenti, in particolare nei confronti degli studenti di solidarietà alla Palestina, dei movimenti contro la distruzione e la devastazione ambientale e conduce un attacco al diritto di sciopero, alle libertà democratiche sancite dalla Costituzione.

Queste sono le ragioni generali dello sciopero del 29 maggio.