mercoledì 5 agosto 2026

Dal blog tarantocontro - Taranto ex Ilva e Governo una proposta di lotta - Slai cobas per il sindacato di classe

Nella piattaforma operaia proposta da noi e sottoscritta da molti lavoratori - insistiamo su un punto - la trattativa ex Ilva riguarda essenzialmente ex Ilva Taranto e la città di Taranto, è deve farsi a Taranto, 

gli incontri romani sono in generale inutili e sono una truffa a buon mercato per sottrarre alla lotta operaia e cittadina la trattativa, per trasformarla in incontri di addetti ai lavori: padroni, governo direzioni sindacali e i rappresentanti degli enti locali

Da questa trattativa non viene nè verrà nulla di buono, con buona pace dei sindacalisti Fim/Fiom/uilm, peraltro in carriera in questi ultimi tempi

ci batteremo per questo a settembre, ma si possono cominciare a dare degli antipasti

La Meloni per i giochi del Mediterraneo il 21 agosto a quanto pare sarà a taranto, nello sciopero e corteo del 3 ottobre lo striscione sindacale richiamava la parola d'ordine di quest'ultimo event
o, - 

“Embrace the future. Anche per i 20mila lavoratori?”

rendiamo la cosa concreta, contestiamo la venuta della Meloni in occasione dei Giochi - pensiamo che la cosa ha anche un grande impatto mediatico, per tutti coloro, tanti anche tra gli operai, che sono affezionati a questa cosa.

La Meloni tornerà in Puglia il 4 settembre per celebrare  al porto di Bari il suo governo e la longevità di esso, proclamando di aver fatto bene... ma la questione ex Ilva è l'esatta smentita di questo. 

Anche il 4 settembre puntiamo a guastare la festa al governo... altrimenti di che parliamo? 

slai cobas per il sindacato di classe - slaicobasta@gmail.com - wa 3475301704 

 

 



Depositate le motivazioni del processo Anan, rinchiuso nel carcere di Melfi - Massima mobilitazione per l'Appello

Il comunicato del Comitato Free Anan

 

5 agosto - 1895/2026 131° anniversario della morte - Onore e gloria a Friedrich Engels, maestro del proletariato mondiale!

Il 5 agosto ricorre il 131° anniversario della morte di Friedrich Engels, maestro del proletariato mondiale e co-fondatore, insieme a Marx, della scienza della rivoluzione proletaria,.

Federico Engels nacque in una famiglia borghese ma dedicò la vita alla lotta per l'emancipazione della classe operaia. Insieme al compagno e amico Karl Marx, dotarono l'umanità, in particolare gli operai, del materialismo dialettico, la visione del mondo e metodo di pensiero che permisero a loro e al proletariato di acquisire una comprensione scientifica dello sviluppo della storia, il materialismo storico e del modo di produzione capitalista, l’economia politica marxista. Dottrina armonica e corretta, che ha dato vita al socialismo scientifico contro i sogni utopici dei "socialisti" borghesi e piccolo-borghesi, che criticavano e ancora criticano il "capitalismo selvaggio", ma cercano di riformarlo, senza distruggerlo. Al contrario, Engels ha contribuito a chiarire le leggi che governano la marcia della società verso l'istituzione del socialismo e del comunismo, le leggi che condannano il capitalismo alla morte e alla sconfitta per mano della rivoluzione proletaria, affermando chiaramente che questa è la missione storica del proletariato internazionale.

Come teorico, Engels è stato il primo ad affermare che il proletariato non è solo una classe che soffre, ma che a causa della sua posizione nella produzione sociale è la classe più importante del capitalismo, fatto che lo spinge in avanti incontrollabilmente e lo costringe a combattere per la sua definitiva emancipazione, abolendo la proprietà privata sui mezzi di produzione, per cui necessita della sua azione politica per l’instaurazione del socialismo. Tali idee furono esposte per la prima volta nel 1845 in La situazione della classe operaia in Inghilterra, opera che descrive brillantemente non solo le sofferenze

Askatasuna è sempre stata della 'comunità' e a questa è stata sottratta con la violenza di Stato - Ora sarà necessaria altrettanta lotta per impedire il furto padronal/statale

 dalla stampa

Un luogo aperto al quartiere dove trovino casa attività rivolte a famiglie, giovani, anziani e persone che si trovano in condizioni di fragilità, in cui siano previste anche delle fasce orarie ad accesso libero. È così che il Comune di Torino si immagina il futuro dell'immobile di corso Regina Margherita 47, ex sede del centro sociale Askatasuna che fu sgomberato nello scorso mese di dicembre, facendo di fatto tramontare anche il discusso progetto che era legato al patto di collaborazione sui beni comuni.

Predisposto l’avviso pubblico sull’ex Askatasuna

Una serie di obiettivi che la Città vuole perseguire mediante un avviso pubblico, che sarà pubblicato subito dopo la stagione estiva e servirà a raccogliere manifestazioni di interesse per la rifunzionalizzazione e il riutilizzo dello stabile. La giunta, su proposta della vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, ha approvato questa mattina le linee di indirizzo per attivare una procedura e individuare soggetti interessati a proporre progetti di riqualificazione, utilizzo e gestione dell'immobile per insediare al suo interno iniziative senza scopo di lucro, con finalità di utilità sociale

La guerra araba antisionista non è guerra religiosa, ma condizione necessaria della lotta di liberazione antisionista/antimperialista

“Gli estremisti israeliani vogliono occupare la Spianata delle Moschee”: la Giordania convoca una riunione d’emergenza dei Paesi arabi e musulmani

 infostampa

“Gli estremisti israeliani vogliono occupare la Spianata delle Moschee”: la Giordania convoca una riunione d’emergenza dei Paesi arabi e musulmani



"Rischio di una guerra religiosa". Il regno hashemita è allarmato per la recente campagna di reclutamento di ebrei religiosi per una speciale unità di polizia del Monte del Tempio, letta come il preludio a un'occupazione dell'area che potrebbe fomentare l'elettorato estremista nelle settimane immediatamente precedenti il voto
l’estrema destra israeliana vuole un trofeo prestigioso da mostrare agli elettori, a pochi mesi dal voto. E punta a quello più prezioso col rischio, però, di scatenare una guerra di religione che travolga tutto il mondo musulmano: l’occupazione della Spianata delle Moschee, Monte del Tempio per gli ebrei. Ne è convinta la Giordania, regno guardiano dei luoghi sacri di Gerusalemme, che così ha deciso, riporta il Guardian, di convocare una riunione urgente dei ministri degli Esteri di tutto il mondo arabo e islamico, in programma per mercoledì, per discutere come poter affrontare questa minaccia “imminente” che scatenerebbe molto probabilmente una guerra con lo Stato d’Israele.

Le frange più estremiste dell’esecutivo Netanyahu, soprattutto quelle legate al ministro per la Sicurezza

ISRAELE CANCELLA LE PROVE DEL GENOCIDIO A GAZA

 TRASPORTANDO MACERIE E RESTI UMANI CON 100 CAMION AL GIORNO

Dell'Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani - 3 agosto 2026

Territorio Palestinese – Le forze israeliane, insieme ad appaltatori civili israeliani, stanno conducendo un'operazione su vasta scala e organizzata per smaltire e rimuovere le macerie dai quartieri e dalle strutture che hanno distrutto nella Striscia di Gaza e trasferirle dalle aree sotto il loro controllo militare al di fuori della Striscia.

Questo avviene senza alcuna registrazione ufficiale delle quantità rimosse o supervisione indipendente, e prima che le commissioni investigative internazionali e locali abbiano avuto la possibilità di ispezionare, esaminare e documentare i siti. Questo rischia di distruggere prove cruciali del Genocidio e i resti delle vittime ancora disperse sotto le macerie.

Queste operazioni non fanno parte di sforzi umanitari organizzati per il salvataggio dei dispersi, la riapertura delle strade o la preparazione alla ricostruzione. Al contrario, Israele agisce unilateralmente all'interno di aree chiuse sotto il suo controllo militare, demolendo gli edifici rimanenti e poi frantumando, mescolando e trasportando le macerie prima che squadre forensi, esperti di prove e

Ex Ilva - Sull'amianto, il presidente dell'Osservatorio nazionale amianto - La battaglia fatta dallo Slai cobas e gli operai, che tanti fanno finta di non sapere...

Dal blog tarantocontro

Prima di pubblicare l'intervento del presidente Osservatorio nazionale amianto, pubblichiamo una risposta allo Slai cobas dell'Usi e una nota dello Slai cobas Taranto:

USI: "Grazie per il contributo, compagni. Ricordo la prima grande manifestazione nazionale che organizzammo con la Rete nazionale salute e sicurezza sul lavoro e sui territori, a Taranto nel 2005 e le tante testimonianze di operai e delle loro famiglie, non ci stava persona a Taranto che non avesse parenti o familiari che lavoravano lì o nell'indotto e che non avesse persone ammalate e i tanti convegni, seminari, assemblee, iniziative di lotta e di contro informazione, con la tenacia di compagne e compagni di mille battaglie, per tenere viva l'attenzione non solo sull'aspetto importante, dell'occupazione ma anche dalle salute e della salute negli ambienti di lavoro e sui territori inquinati e devastati, in nome del profitto e dello sfruttamento.
Una battaglia che alcuni di noi proseguono con la rete nazionale lavoro sicuro, tenendo una continuità di intervento e si prova a dare strumenti e informazioni, del sapere operaio, per le giovani generazioni..."

Lo Slai cobas Ilva e appalto, poco dopo che venne Riva, all'inizio con operai di Ditte dell'appalto, in particolare gli operai della Nuova Siet, e poi con tanti operai diretti fece una forte e vasta battaglia contro la presenza dell'amianto (allora veramente c'era dappertutto e in grande quantità) e per benefici/prepensionamenti amianto. Questa lotta contro Riva - che all'inizio per non pagare sanzioni e premi all'Inail negava la presenza d'amianto in tutta l'Ilva e rilasciava certificazioni solo a una minima parte di operai perchè potesserio avere i benifici pensionistici -; ma subito contro l'Inail, arrivò a Roma al governo; l'allora sottosegratario Caron venne a Taranto, venne in fabbrica ad incontrare gli operai. Questa lotta, con scioperi, manifestazioni, presidi all'Inail, Ispettorato del lavoro, Tribunale, assemblee, ecc. vinse una tappa importante, portò al riconoscimento per migliaia e migliaia di operai Ilva/appalto dei benefici amianto, e all'intervento dell'Ispettorato del lavoro, dell'Inail. Questa battaglia portò, per la prima volta, a livello nazionale, al riconoscimento di "esposizione amianto" in forme molto larghe rispetto ai criteri restrittivi della legge esistente, e portò all'Ilva a prepensionamenti per più di 5mila operai e all'entrata di quasi 8mila giovani, prima in formazione lavoro.  

Questa battaglia importante, ma difficile, lo Slai cobas la dovette fare da solo. Con i sindacati confederali contro e che cercavano di frenare la lotta degli operai; e con gli "ambientalisti" che non dissero una parola e non fecero nulla per sostenere la lotta degli operai (compreso Marescotti - che noi rispettiamo -, benchè anche allora, anche più di oggi, i morti, i malati dentro e fuori la fabbrica c'erano)

Questa battaglia lo Slai cobas la fece e la vinse non mettendo al centro la magistratura, ma mettendo al centro la lotta, il protagonismo degli operai delle ditte e dell'Ilva.  

Questo dimostra che anche oggi, sulla questione "amianto", "polveri sottili pericolose", o la battaglia si fa con gli operai, o non ci saranno giudici di Milano e associazioni ambientaliste antioperaie che la potranno affrontare e dare soluzione.  

Da Osservatorio nazionale amianto

Duemila chilogrammi di amianto avvelenano tutta la “area a caldo” dell’ex-Ilva di Taranto: fibre killer

Pozzuoli in piazza - nuova manifestazione per oggi 5 agosto alle ore 18.00 - infosolidale

Una folla imponente, ben oltre ogni previsione. Nonostante il caldo asfissiante di agosto, migliaia di cittadini sono scesi in strada nel centro di Pozzuoli per protestare contro la gestione dell’emergenza seguita al forte evento bradisismico del 31 luglio, che ha lasciato dietro di sé edifici lesionati, famiglie sfollate e una popolazione sempre più esasperata.

Il corteo è partito da Piazza della Repubblica, attraversando il centro cittadino fino a raggiungere il porto. Una manifestazione determinata, composta ma rabbiosa, alimentata dalla paura vissuta in questi giorni e dalla sensazione di essere stati lasciati soli di fronte a un’emergenza che continua a segnare la vita quotidiana dell’intera area flegrea.

Arrivati al porto, i manifestanti hanno deciso di alzare il livello della protesta, occupando l’area portuale e determinando la temporanea sospensione dei collegamenti marittimi con le isole del Golfo. Una scelta forte, maturata dalla convinzione che senza una mobilitazione visibile e incisiva le richieste dei cittadini sarebbero rimaste ancora una volta inascoltate.

Al centro della protesta c’è una realtà drammatica: centinaia di famiglie sono ancora fuori dalle proprie

Sulla strage di Bologna del 2 agosto - Riceviamo e pubblichiamo

La verità sui mandanti della strage fascista è l'opposto della ignobile dichiarazione di La Russa che vuole nascondere, mettere, dopo più di 40 anni e vari processi, in discussione la verità sugli esecutori della strage; essa ha lo scopo proprio di impedire che si arrivi ai mandanti nello Stato, al governo di quelle bombe, che si arrivi anche alla feccia nera che ora è al governo...  

2 agosto 2026

STAZIONE DI BOLOGNA, SEMPRE LONTANA LA RICERCA DELLA VERITA’ SUI REALI MANDANTI DELLA PIU’ SANGUINOSA STRAGE DI STATO DEL 2 AGOSTO 1980.

A cura di Usi nazionale

Sono passati 46 anni da quel 2 agosto del 1960, ore 10.25 Di fatto due generazioni. Siamo ancora lontani, malgrado diverse COMMISSIONI PARLAMENTARI DI INCHIESTA E SENTENZE CHE DICHIARANO DI VOLER ATTRIBUIRE LE RESPONSABILITA’ DEGLI ESECUTORI MATERIALI, dalla VERITA’ non solo processuale, SUI REALI MANDANTI DELLA PIU’ SANGUINOSA STRAGE DI STATO (85 morti e più di 200 feriti), del 2 agosto 1980. Rimane viva comunque la memoria e il ricordo che bruciano al culmine di quella che fu definita la “strategia della tensione”. L’orologio della stazione, è rimasto fermo alle 10.25 del mattino. L’ora in cui scoppiò l’ordigno che causò questa ennesima sanguinosa VERGOGNA per il nostro Paese e che, come per la strage di Piazza Fontana, se sono stati individuati alcuni presunti esecutori, legati agli ambienti dell’estrema destra eversiva o a esponenti di servizi segreti c.d. “deviati”, restano sconosciuti i VERI MANDANTI. Da anni i treni e i ferrovieri ricordano suonano le sirene,

martedì 4 agosto 2026

Torino Presidio di solidarietà al carcere delle Vallette: mercoledì 5 agosto ore 18.30 - massimo sostegno e partecipazione

Mercoledì 29 luglio, i due giovanissimi attivisti tedeschi arrestati per la straordinaria manifestazione del 25 luglio al cantiere di Chiomonte, hanno ricevuto la convalida della misura cautelare in carcere. I capi d’imputazione sono devastazione, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

I due giovani (un ragazzo e una ragazza) sono stati fermati a seguito di controlli e perquisizioni della loro auto, sulla base della cosiddetta flagranza differita, ricostruzione fondata, principalmente sull’analisi delle immagini raccolte dalle forze dell’ordine.

Si tratta dei primi arresti conseguenti alla straordinaria mobilitazione popolare che sabato ha attraversato la Val di Susa contro l’opera inutile e devastante della Torino-Lione, di cui in conferenza stampa ci siamo proclamati tutti e tutte responsabili. I primi capri espiatori individuati per rifarsi della inadeguatezza dei loro enormi e costosissimi apparati di sicurezza che quel giorno hanno miseramente fallito.

Siamo tutt* black bloc è stata la risposta del movimento già 15 anni fa dopo l’assedio al cantiere di Chiomonte a seguito dello sgombero della Libera Repubblice della Maddalena, dimostrando la capacità

Ritornando sui legami India/Israele che sono parte della giornata internazionale d'azione che si sta organizzando in Italia per il 26 settembre


 da monde diplomatique

Nonostante la sua vicinanza con Teheran, il Pakistan è riuscito ad approfittare della guerra con l’Iran per dotarsi di un certo credito diplomatico, spendendosi per la cessazione.delle ostilità.

L'India ha fatto una scelta diversa: quella del sostegno ‘incondizionato al suo alleato israeliano al quale ha fornito le armi per Gaza con cui manifesta convergenze ideologiche

Dalla nostra inviata speciale CAMILLE AUVRAY *

Qualche giorno prima dell’aggressione dell’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, nel febbraio 2026, il primo ministro indiano Narendra Modi raggiunge Tel Aviv per una visita ufficiale che si conclude con un rafforzamento delle relazioni bilaterali per il tramite di «un partenariato strategico speciale per la pace, l’innovazione e la prosperità», tornato a Nuova Delhi, Modi non condanna gli attacchi americani e israeliani, si accontenta di manifestare la sua «viva preoccupazione».

Ha mostrato minor moderazione all’indomani dei 7 ottobre 2023. All’epoca, Modi è uno dei primi capi di stato a condannare l’attacco di Hamas, irrimediatamente definito «terroristico», e a intensificare gli interventi di supporto a Tel Aviv, come l’invio di migliaia di operai edili per compensare la caduta di mano d’opera legata alla cancellazione dei permessi di lavoro concessi ai gazawi il 10 ottobre.

La galassia suprematista vicina al partito di Modi — il Bharatiya janata party (Bjp) — prende allora

Appello di proletari comunisti verso l'autunno

In tanti paesi del mondo capitalisti e imperialisti e nei paesi oppressi dall’imperialismo, milioni di proletari e masse popolari scendono in piazza 

Sono uniti da un unico interesse, dichiarare forte: basta con la guerra, basta con i governi dei padroni, basta con lo sfruttamento, la miseria e l’oppressione, basta con i regimi fascisti, basta con i genocidi, in primis del popolo palestinese.

I proletari e le masse popolari in tutto il mondo hanno il diritto di ribellarsi e di rivendicare un mondo migliore.

I proletari e le masse popolari di tutto il mondo devono guardare a quello che li unisce, non a quello che li divide: L’unione fa la forza! La divisione avvantaggia i padroni.

Sul piano internazionale questa unità si chiama Internazionalismo proletario.

Le classi dominanti di tutti i paesi mostrano oggi il loro volto peggiore, incarnato da Trump, Netanyahu, Modi, ma anche da Putin, Xi Jinping, Macron, Erdogan... e in Italia dalla Meloni.

I governi guidati da queste persone ci stanno trascinando in un nuovo macello mondiale. Quello che vediamo tutti i giorni, in Palestina come in Libano, in Iran come in Ucraina.

Con il mondo nelle mani di questa classe borghese e di questi governi, non è ancora il peggio.

E’ giusto quindi lottare in tutto il mondo per fermarli e rovesciarli.

Tutto questo, senza la classe operaia e i lavoratori, il loro movimento sindacale e politico, autonomo, organizzato non è possibile. Solo i lavoratori di tutto il mondo uniti possono unire tutte le classi sfruttate e oppresse e costruire il movimento che abolisce lo stato di cose esistente.

Questa e’ la base per costruire la forza materiale, il Partito dei lavoratori, il Partito comunista marxista-leninista-maoista, il fronte unito proletario e popolare, l’esercito proletario in grado di

lunedì 3 agosto 2026

Ma questi immigrati, braccianti che vengono sfruttati fino a morire, servono - vero governo Meloni...?

Dove stavano gli ispettori del lavoro, tanto promessi dalla Ministra Calderone?

Questo bracciante straniero lavorava di domenica, di pomeriggio, quando non doveva lavorare

Da Il Fatto quotidiano

Accusa un malore mentre lavora alla raccolta dei pomodori: 19enne muore nel Cremonese

È morto ieri dopo avere accusato un malore mentre stava lavorando nei campi a Stagno Lombardo, nel Cremonese. La vittima è un 19enne di origini straniere (residente in provincia di Piacenza) che, nel tardo pomeriggio di domenica, era impegnato nella raccolta dei pomodori.

In una giornata contraddistinta da caldo e afa, il giovane non si è sentito bene e i colleghi hanno chiesto l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati gli operatori del 118 che dopo le prime cure hanno disposto il trasferimento d’urgenza con l’elisoccorso. Ma il 19enne è morto in serata all’ospedale Maggiore di Cremona. Bisognerà accertare se il giovane bracciante fosse in possesso di un regolare contratto di lavoro.

“I pomodori valgono più della vita di un lavoratore”, denuncia il segretario regionale di Rifondazione Comunista. “Certamente anche a Cremona vige l’ordinanza della Regione Lombardia sul caldo estremo, che impone lo stop delle attività tra le 12.30 e le 16 anche nel settore dell’agricoltura. Peccato che il calore è lo stesso anche alle 17".

Ceuta - La schifosa vampira Meloni

L'infame atteggiamento fascio razzista imperialista del governo Meloni nella crisi di Ceuta mostra come il nostro governo sia il peggiore di tutti in Europa su tutti i piani.  

Lo è di suo. E lo mette in mostra soprattutto quando si tratta di immigrati e di repressione verso le lotte (dove c'è anche una reazione isterica ai fallimenti di suoi decreti, provvedimenti). Oggi poi unisce la lunga campagna di propaganda elettorale, in cui la partita in gioco è chi riesce ad essere più a destra delle varie destre.

Ha come una vampira utilizzato Ceuta, amplificandola in modo osceno, e pure a fine vicenda, anche come tentativo di riprendere un posto più visibile nello scenario europeo, sui corpi dei tanti giovani, giovanissimi, bambini morti. 

Ripropone il "modello Albania" per auspicare nuovi centri-prigioni di rimpatrio dei migranti - un "progetto - come riconoscono tutti - costato 50 milioni di euro e naufragato. Pensava di rinchiudere 3000 persone al mese, violando norme costituzionali ed europee, ne ha potuti rinchiudere per breve tempo poche centinaia, la maggiorparte riportate in Italia per ordine dei giudici".

Ora ci ritenta, unendo altri governi europei razzisti (al di là del loro colore).

Questo aumenta la nostra responsabilità nella lotta per far cadere il governo Meloni.

Di qui l'importanza dell'appuntamento del 4 settembre a Bari dove la Meloni deve trovare una forte manifestazione 'non tradizionale', che  sia anche un importante segnale a livello nazionale.

Siamo per la massima unità a condizione che ci veda uniti e determinati nel rendere la manifestazione più combattiva possibile guardando alle manifestazioni recenti di Bologna, Torino 

In Cisgiordania - Contro i pogrom dei coloni riemergono i comitati popolari

In risposta alla violenza sistematica dei coloni israeliani e all’indifferenza dell’esercito, i palestinesi stanno riorganizzando comitati popolari di autodifesa, mobilitando giovani e comunità per proteggere villaggi e terre, trasformando la paura in resistenza collettiva.

Da Il manifesto

Volontari scrutano per tutta la notte la campagna intorno ai villaggi, facendo turni di guardia... Sono in maggioranza giovani, spesso adolescenti. Non hanno armi, nelle mani stringono solo torce per illuminare e mandare segnali. In alcune aree hanno accumulato pietre pronte da lanciare contro i coloni israeliani intenzionati a compiere raid nei loro villaggi. Hanno nascosto anche qualche bastone. «Per autodifesa, perché il fine di questo sistema è solo quello di scoraggiare, con una massiccia presenza di persone nelle strade, i coloni dall’attaccare le nostre case», ci spiega N.A., un giornalista di Ramallah che segue lo sviluppo del coordinamento dei comitati popolari palestinesi ritornati in vita per proteggere villaggi e comunità sotto attacco.

«L’organizzazione dei comitati migliora di giorno in giorno e così la determinazione della nostra gente», aggiunge. «Non sempre si riesce a fermarli, ma la mobilitazione di tante persone ha già avuto

Ignobile comunicato congiunto ANPI/UCEI contestarlo ovunque nell'Anpi ma anche nelle piazze e nelle manifestazioni

 da forum Palestina

L’Anpi (Associazione Nazionale dei Partigiani Italiani) due giorni fa ha siglato un documento comune con l’Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche in Italia) che di fatto sdogana il tentativo egemonico dei gruppi sionisti e filo-israeliani sulle manifestazioni del 25 aprile e riporta il clima alla situazione precedente allo scatenamento del genocidio contro i palestinesi.

L’accordo siglato da Anpi e Ucei prevede il “ribadito riconoscimento del ruolo dei combattenti ebrei nella Resistenza e della Brigata Ebraica nella lotta italiana al nazifascismo; la riconferma del diritto della componente ebraica alla partecipazione in sicurezza alle celebrazioni del 25 aprile contrastando scelte e comportamenti divisivi di qualsiasi natura e da qualsiasi parte; l’impegno in generale ad abbassare i toni del confronto pubblico e la volontà di affrontare tramite il confronto diretto anche le questioni su cui divergono; l’interesse ad avviare un percorso congiunto in vista dell’organizzazione del prossimo 25 aprile 2027 e di ogni altra scadenza memoriale”.

Ma è arrivata subito la dimostrazione di come la capitolazione dell’Anpi, di cui ripetiamo non vi era alcun bisogno, ha consentito alla Brigata Ebraica di Milano di approfittarne immediatamente e presentare un esposto contro ignoti in cui si ipotizzano i reati di violenza privata, rapina e istigazione a

domenica 2 agosto 2026

Italia imperialista in missione militare nel Golfo a fianco di USA/Israele/Arabia Saudita

Gli articoli comparsi su La Repubblica e il Giornale hanno rivelato che in Arabia Saudita e nei paesi del Golfo, all’insaputa del Parlamento e di tutti, ci sono ben settecento militari italiani che partecipano ai combattimenti “difensivi”.

La notizia in realtà era stata comunicata piuttosto in sordina dal capo di Stato maggiore Portolano in un’audizione in parlamento poco più di un mese fa (il 16 giugno) ed era stata inserita nelle pieghe del decreto sulle missioni militari all’estero ma senza essere esplicitata. Probabile che anche in quel caso i parlamentari durante l’audizione fossero troppo impegnati a giocare sul cellulare per prestare la dovuta attenzione a quanto veniva detto.

Dunque anche in questo caso – e come avviene troppo spesso – il Parlamento è stato messo davanti al fatto compiuto...

Infatti è dalla metà di marzo che centinaia di militari italiani sono già presenti in Arabia Saudita e altri

Crociere, Armi e Affari di Stato in Sicilia - Antonio Mazzeo

 

Le rotte complici di MSC da Gioia Tauro al nuovo terminal di Messina

Un terminal croceristico a Messina, a poche centinaia di metri dal Palazzo municipale, dalla Cattedrale e dal Campanile con l’orologio astronomico più grande al mondo, per far sbarcare nel capoluogo dello Stretto fino a un milione di “turisti” all’anno. Così, dopo le scorribande a Gaza, West Bank, Libano, Siria, Yemen ed Iran, la nuova meta turistica per israeliani e militari in pausa-premio sarà la Sicilia. Quasi tutto ruota attorno alla MSC, che opera in Israele dal 1990 con collegamenti marittimi settimanali e promuove Gerusalemme a “capitale di Israele”.

Prima il Salento, poi la Sardegna, adesso la Sicilia. L’Isola è il nuovo paradiso dei turisti israeliani, militari in pausa-premio dopo le scorribande a Gaza, West Bank (Cisgiordania), Libano, Siria, Yemen ed Iran, di manager e dipendenti delle grandi aziende dello stato sionista che fanno profitti con le commesse di guerra e gli investimenti nei territori occupati, in palese violazione del diritto internazionale.

L’ultimo caso ha visto il residence di lusso a Brucoli (Augusta) del gruppo Mangia’s invaso da funzionari e agenti di Ashtrom Goup, il principale gruppo di costruzione e immobiliare israeliano, con tanto di escursioni scortate dalla polizia di stato italiana, ai più importanti musei e scavi archeologici del siracusano. Come se non bastasse, si profila

Da Milano sempre per la Palestina

Appello per la libertà dei prigionieri politici palestinesi in Italia