domenica 12 aprile 2026

pc 12 aprile - Formazione rivoluzionaria delle donne - Un importante lavoro

Nella prossima settimana riprenderemo la Formazione rivoluzionaria delle donne, traendo testi essenzialmente dal grande numero di opuscolo, pubblicazioni che abbiamo fatto in tutti questi anni. 

Vogliamo oggi fare un primo punto di questo lavoro.
Esso è iniziato più di un anno fa. Esattamente la prima pubblicazione di questo ciclo di FRD l'abbiamo fatta il 3 aprile del 2025.
Sono usciti fino ad ora 28 testi, alcuni molto lunghi, che hanno trattato in termini teorici vari temi - a volte siamo riuscite a pubblicarli in legame con le battaglie che in quel momento il movimento delle donne aveva di fronte o stava facendo, per rendere la teoria arma agente, lontana da ogni idea di Formazione come sola conoscenza.
Abbiamo pubblicato anche degli interventi sulla FRD uscita.
E, soprattutto su questo, vogliamo sollecitare a inviarci interventi, commenti, contributi - li pubblicheremo tutti.
Dai commenti diretti di compagne, lavoratrici attive nelle lotte, femministe ci sembra che questo lavoro di FRD sia utile e quindi ci incoraggia a continuare.
C'è ancora tanto lavoro da fare che da un lato possa servire a rafforzare la teoria

pc 12 aprile - Paestum (SA). Proseguono le manifestazioni contro i militari israeliani “in vacanza”

 

Paestum (SA). Proseguono le manifestazioni contro i militari israeliani “in vacanza”

Prosegue nel Cilento la mobilitazione contro la presenza di riservisti e militari israeliani in vacanza premio, ospitati dall’Hotel Ariston di Paestum.

Le manifestazioni ormai vanno avanti da diversi giorni. La mobilitazione popolare ha già fatto saltare la “vacanza” a Paestum del colonnello israeliano Ofer Winter ritenuto un criminale di guerra.

Davanti all’hotel è ben visibile la presenza della polizia che, in alcuni casi, è intervenuto allontanare fisicamente i manifestanti mentre i militari israeliani si sono fatti vedere all’esterno, ma a debita distanza e protetti dalla polizia, a sventolare la bandiera di Israele e indirizzare ai manifestanti gesti osceni.

Trattandosi di riservisti e militari in vacanza premio, è praticamente certo che si tratti di persone che hanno partecipato alle operazioni belliche israeliane a Gaza e in Libano.

I manifestanti sottolineano che, secondo quanto stabilito dall’ONU a settembre 2025, Israele sta commettendo un genocidio contro i palestinesi a Gaza e dunque ospitare i militari israeliani che hanno partecipato alle aggressioni nella Striscia di Gaza vuol dire ospitare chi il genocidio lo sta materialmente compiendo.

Accettare e permettere la presenza dei militari di un esercito che in appena due anni e mezzo hanno tolto la vita a quasi 80mila civili per quegli albergatori significa incassare denaro sporco del sangue degli innocenti e per il nostro paese una vergogna da cancellare. E se non lo fa il governo lo sta facendo la gente che manifesta davanti all’Hotel Ariston di Paestum.

pc 12 aprile - Palermo 2 morti di lavoro, 2 omicidi perfetti

Gli ingredienti ci sono tutti: due stranieri ingaggiati in nero, al lavoro senza protezioni a 30 metri di altezza su un mezzo preso a noleggio da una ditta senza operai che non apriva un cantiere dal 2016, una gru mal posizionata perché intralciava un gommista, una committenza privata, una regione autonoma in cui l’INL non ha giurisdizione.

A corredo, la consueta inondazione di lacrime di coccodrillo condite di “inaccettabile” e “basta”, le istituzioni che giurano di avere a cuore la sicurezza dei lavoratori (no, la ministra Calderone no, oggi ha perso la voce), i sindacati che annunciano agguerrite mobilitazioni. Mescolare con cura e come risultato si avrà non una, ma due vite spezzate.

Appartenevano al 49enne romeno Tiberi Mihai Daniluc e al 41enne tunisino Jaleleddine Najhai, entrambi residenti a Palermo, morti alle 11,30 di venerdì 10 aprile in via Marturano dove erano impegnati da un paio di settimane nella ristrutturazione di un nono piano con attico.

I lavori erano affidati alla Edil Tech Costruzioni, inattiva da 10 anni, che aveva noleggiato una gru da Agliuzza Sollevamenti. Il mezzo ostacolava però l’attività del gommista Gammicchia ed era stato posizionato all’angolo opposto rispetto al punto dell’intervento, nonostante (scrive La Sicilia), fosse stato suggerito di avvicinarlo.

È questa probabilmente la causa della tragedia, perché alla massima estensione e con un peso sul cestello non indifferente, il braccio della gru ha ceduto di schianto, facendo precipitare i due operai sulla rampa di un garage e abbattendosi sulla tettoia del gommista. Daniluc e Najhai sono morti sul colpo: non avevano protezioni, non erano agganciati e lavoravano in nero. Un meccanico di 34 anni è rimasto ferito.

La procuratrice aggiunta Laura Vaccaro ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e ordinato l’autopsia, fissata per lunedì. Gli indagati sono per ora il titolare della Edil Tech e il proprietario dell’appartamento, che saranno sentiti da Polizia e Spresal, così come l’operatore della gru, il direttore dei lavori, il responsabile della sicurezza e i familiari delle due vittime.


* della rete online MORTI DI LAVORO

pc 12 aprile - Roma /solidarietà contro il blocco e le minacce di aggressione imperialista a Cuba -

 

Migliaia di persone, molte più delle cinquemila previste, hanno sfilato per le strade della Capitale dal Colosseo fino a Porta San Paolo a sostegno di Cuba, della sua esperienza e oggi della sua sopravvivenza di fronte all’aggressione scatenata dagli Stati dopo decenni di blocco economico.

Particolarmente emozionante è stato quando tutti gli spezzoni del corteo, sfilando su Viale Aventino, si sono fermati all’altezza di via Licinia sede dell’Ambasciata di Cuba in Italia ricambiando i saluti provenienti dal personale dell’ambasciata assiepati sul tetto della stessa.

Negli interventi finali è stato particolarmente toccante il ricordo dello scomparso e indimenticabile Gianni Minà.

La manifestazione ha visto una grande, bella e combattiva partecipazione. Tantissimi giovani hanno testimoniato il fatto che l’esperienza rivoluzionaria cubana, nonostante le sue difficoltà, è ancora un simbolo fortissimo di tutte le aspirazioni all’emancipazione sociale e internazionale, così come rimane un simbolo di dignità e resistenza all’imperialismo.

In queste settimane in Italia migliaia di persone si sono attivate in tutti i territori in solidarietà con Cuba, raccogliendo farmaci, soldi e fondi per i pannelli solari per contribuire all’indipendenza energetica dell’isola. Una connessione sentimentale e una attivazione diffusa che ricorda molto quella avvenuta anche sulla Palestina.

Cuba, decisamente, non è sola, come non lo è mai nessun popolo che resiste e si oppone all’imperialismo.

Qui di seguito alcuni scatti dalla manifestazione:



pc 12 aprile - A proposito del non riconoscimento della differenza tra il governo Meloni e i governi precedenti (pur entrambi espressioni della borghesia)

"Un riconoscimento statico del principio della contraddizione principale può tradire la presenza metafisica. Non è sufficiente ammettere che ogni processo è qualitativamente determinato da una contraddizione principale. Bisogna anche riconoscere che è il sistema stesso di contraddizioni preso nel suo insieme che è in movimento, che è un processo, e che la comprensione del fenomeno riguarda le correlazioni, nel processo di trasformazione incessante, tra la contraddizione principale e le contraddizioni secondarie"

"Un tale congelamento del principale, apparentemente di estrema sinistra (sempre le stesse masse esaltate-contro l'identico potere, l'invariabile sistema), converge assolutamente con il revisionismo, il quale anch'esso tenta di proteggere le sue posizioni politiche esaltando l"'unità" popolare contro il potere stabilito".

"Il solo dialettico è colui che spinge il riconoscimento del principio della contraddizione principale fino a quello del divenire principale di una contraddizione secondaria".

(Spunti dallo studio nel corso della Formazione marxista)

MC

pc 12 aprile - Ieri a Milano, in piazza per la Palestina



pc 12 aprile - Quando l’antifascismo diventa un reato: il progetto politico dietro la svolta repressiva - verso il 25 aprile

 un libro da leggere e far circolare


Da Trump a Orbán fino all’Europa: il libro di Mattia Tombolini “Antifascismo illegale” (Momo edizioni) mostra come si sta costruendo un nemico pubblico per giustificare repressione, controllo e autoritarismo

Non è un caso. Non è un eccesso. Non è una deriva. È un progetto.

Antifascismo illegale, il libro curato da Mattia Tombolini per Momo edizioni, parte da un rovesciamento che oggi è sotto gli occhi di tutti ma che troppo spesso si finge di non vedere:

pc 12 aprile - Milano - Lunedi processo a sindacalisti e studenti per la manifestazione sotto Assolombarda - infosolidale

Lunedì 13 alle 12.30 si svolgerà presso il Tribunale di Milano una conferenza stampa in concomitanza con la prima udienza del processo contro sette attivisti del Unione sindacale di Base, di Potere al popolo e Cambiare Rotta, per i fatti accaduti il 26 maggio 2023 durante lo sciopero generale indetto dal sindacato e la manifestazione conclusasi sotto la sede di Assolombarda in via Pantano a Milano.

Quel giorno con coraggio l’Unione Sindacale di Base aveva convocato un riuscito sciopero generale nazionale volto a denunciare le due facce dell’economia di guerra portata avanti dal governo Meloni in continuità con i governi precedenti: sia quella in Ucraina sia quella scatenata contro i lavoratori e le fasce più povere e deboli del nostro paese. Una situazione che si vedrà confermata da quanto avvenuto

sabato 11 aprile 2026

pc 11 aprile - Meloni in Parlamento "tira dritto" verso il moderno fascismo al servizio dei ricchi padroni, di Trump e Netanyahu. Un governo antioperaio e antipopolare che dev'essere rovesciato

Ma per chi ci ha preso la presidente del consiglio italiana, Giorgia Meloni?

Il 9 di Aprile Meloni è andata in Parlamento - che ha sempre evitato come la peste per sottrarsi a questioni scomode che riguardano il suo governo - e lo ha fatto scegliendo la formula dell'informativa rispetto alla quale, comunque, evita il voto. E poi viene a dirci che lei non scappa, che è abituata a metterci la faccia, che è responsabile, e altre chiacchiere al vento con cui descrive le “magnifiche sorti e progressi” del suo governo.

Meloni ha, come in un comizio, sciorinato ai parlamentari sull'operato del suo governo nell'ultimo anno e lo ha fatto anche sulla spinta degli ultimi fatti politici: la sconfitta sua e del suo governo al referendum costituzionale che voleva attaccare la Costituzione e assoggettare la magistratura; e della guerra, cioè il ruolo dell’imperialismo italiano e quello del suo governo guerrafondaio nello scontro interimperialista.

Meloni ha usato il Parlamento per le sue fumisterie propagandistiche. E' stata la prima risposta governativa al risultato referendario di cui, bontà sua, dice di rispettare il giudizio del “popolo sovrano”, ma tutto il suo discoro in Parlamento è stato una presa in giro del “popolo sovrano” che in maggioranza si è opposto a tutta l’azione del suo governo; un discorso per dire in sostanza al popolo che la sovranità non gli appartiene ma che questa è prerogativa soltanto del suo governo. 

Il popolo italiano non vuole essere trascinato in un’avventura bellica a fianco del nazi-imperialista Trump? Il popolo non vuole essere complice del genocida Netanyahu ma è dalla parte del popolo

pc 11 aprile - Dopo la grande giornata internazionale di lotta contro l'operazione Kagar e in solidarietà con i compagni indiani - il Comitato internazionale annuncia una nuova serie di iniziative

ICSPWI Communique

March 28 was a great international Day of struggle for the Marxist-Leninist-Maoist, communist, revolutionary, anti-imperialist, democratic and progressive forces that fought in various forms in many parts of the world against the Operation Kagaar, against the massacres and genocide in the Adivasi areas, and against the state repression carried out by Modi's fascist regime in the service of the Indian ruling classes and imperialism—all imperialists: US, Russia, China, EU etc.

It was also a great day of internationalist solidarity with the People's War in India and with the Communist Party of India (Maoist).

This Day was the de facto refutation of the plans of Modi regime and imperialism to wipe out the People's War and the CPI (Maoist) by March 31, 2026. This Day has instead shown how the message of liberation and revolution is spreading throughout the world, embodied by the great epic of Naxalism, the Communist Party of India (Maoist), and the armed masses who have made this experience a global reference for communists everywhere and for the proletariat and peoples of the world.

The International Committee to Support the People's War in India (ICSPWI) appreciates all the forces that took the streets and considers them as a whole a great basis for continuing this battle and a great source of encouragement for the revolutionary, democratic forces and the Communist Party of India (Maoist) that are courageously fighting in India in these difficult hours to safeguard the Party, the People's Army, and the path and practice of the people's war.

The Day of March 28, as an international challenge to the Modi regime, was launched at an international meeting held in Italy at the end of September. attended by MLM Communist Parties of Turkey, Philippines, Italy and revolutionary and anti-imperialist forces committed to support the People's War and the CPI (Maoist).

Three decisions were made at this meeting:

  1. To launch an "International Emergency Campaign" against Operation Kagaar, to be deployed in all possible forms in wherever in the world forces of solidarity operate. A campaign to be rooted among the struggling masses and in the ranks of the proletariat and its organizations, in the mass solidarity movement with Palestine, in the movements against imperialist war and in solidarity with political prisoners around the world. A campaign to be carried out toward all international institutions -the UN, European Committee and Parliament and other human rights related institutions- to make the campaign against Operation Kagaar, the massacres of Adivasi populations, and the selective murders of Party leaders and cadres, including the general secretary Basavaraj and a number of Party cadres and fighters, more and more international impacting and effective. The Emergency Campaign also included and includes the formation of an International Delegation to bring the condemnation of the Modi regime into the heart of India.

  2. The second decision was to meet the Modi regime's challenge that had declared they will end the people's war and the CPI (Maoist) by the end of March 2026, by calling and promoting demonstrations in all countries where possible, precisely at the end of March.

  3. The third decision, accepting a proposal put forward in the documents of the CPI (Maoist) in recent years, was to launch an international forum to bring together all forces supporting the people's war in India and around the world, engaged in the anti-imperialist struggles and the perspective of New Democratic Revolutions and proletarian revolutions worldwide, in response to imperialist plans to march to the Third Imperialist World War of reaction and fascism, repression and oppression of peoples, from Palestine to India, from Asia to Latin America.

This work continued, culminating in a major demonstration in January at the European Parliament in Brussels in January -and other simultaneous demonstrations in Birmingham, Austria- submitting a dossier aimed at forcing the European Foreign Affairs Committee, the human rights sub-committee, and the European Parliament as a whole to address Operation Kagaar, the genocide of the Adivasi people, the conditions of political prisoners, and investigate the selective murders of Maoist leaders and cadres.

This initiative in Brussels on January 27 had a significant impact, not least because the same day a historic treaty between the European Commission and India under the fascist Modi’s regime was signed.

Following these actions, preparations were launched for the demonstrations at the end of March, including an international demonstration that would unite several forces and be a reference for the International Day. It was decided to hold it in Zurich, and a coordination body was formed in that city to carry it out.

With the important appeal by FACAM, this international campaign met the opportunity to become a major Day of struggle, precisely because that call mobilised many other forces beyond the ICSPWI, that based on it, organised a large number of actions and initiatives, making this Day a resounding success.

This is demonstrated by the list of initiatives published on various internationalist solidarity web-sites, as summarised in part here.

We focus in particular on the report of the international demonstration in Zurich, because it was large, significant and developed under particular conditions. It provided an indication and a message, particularly from the forces gathered in the International Emergency Campaign and converged on this Day, for the continuation of the campaign.

The "Emergency Campaign" will now continue both on the democratic front and in its extension within the ranks of the proletariat and the movement.

On the democratic front, a new initiative will be developed in Brussels as second step of the confrontation with the European Sub-Committee on Human Rights, to advance the solidarity battle within the institutions, so they take a stand that will contribute to blame Modi's fascist regime. A team of lawyers and representatives of human rights groups are preparing a complaint to the International Criminal Court, for genocide, crimes against humanity, and systematic violations of human rights -exposing the collusion between Modi's and Netanyahu's regimes, as expressed in Modi's infamous speech to the Knesset. Preparations and the organisation of an international delegation will continue, to bring the international campaign to the heart of India and its institutions.

The ICSPWI is jointly preparing and launching a campaign in support of the Communist Party of India (Maoist) through two new steps: the "Martyrs' Week" in late July/August and the 22nd anniversary of the founding of the CPI (Maoist) in September. International demonstrations and meetings will be held primarily within the proletarian and people’s ranks throughout this year.

Finally, a meeting open to all MLM and revolutionary solidarity forces is being convened to launch the Forum in due time.

Committee to Support the People's War in India - ICSPWI

April 2026

Declaración del ICSPWI

El 28 de marzo fue un gran Día internacional de lucha para las fuerzas marxistas-leninistas-maoístas, comunistas, revolucionarias, antiimperialistas, democráticas y progresistas que lucharon de diversas formas en muchas partes del mundo contra la Operación Kagaar, contra las masacres y el genocidio en las zonas de los Adivasi, y contra la represión estatal implementada por el régimen fascista de Modi al servicio de las clases dominantes indias y del imperialismo -todos los imperialismos: de Estados Unidos, Rusia, China, Europa, etc.

Fue también un gran Día de solidaridad internacionalista con la Guerra Popular en la India y con el Partido Comunista de la India (Maoísta).

Este Día refutó de manera contundente los planes del régimen de Modi y del imperialismo de terminar la Guerra Popular y el CPI (Maoísta) antes del 31 de marzo. En cambio, demostró cómo el mensaje de liberación y revolución se extiende por todo el mundo, encarnado en la gran epopeya del naxalismo, por el Partido Comunista de la India (Maoísta) y por las masas armadas que han convertido esta experiencia en un referente mundial para los comunistas de todo el mundo, el proletariado y los pueblos del planeta.

El Comité Internacional de Apoyo a la Guerra Popular en la India saluda a todas las fuerzas que han entrado en acción y las considera, en su conjunto, una base sólida para continuar esta lucha y una gran fuente de aliento para las fuerzas revolucionarias y democráticas que luchan valientemente en la India y para el Partido Comunista de la India (Maoísta), comprometido en estos momentos difíciles con la salvaguarda del Partido, el Ejército Popular y el camino y práctica de la guerra popular.

El 28 de marzo, como desafío internacional al régimen de Modi, ha sido lanzado en una reunión internacional en Italia a finales de septiembre. Asistieron los principales partidos comunistas (MLM), Turquía, Filipinas, Italia y fuerzas revolucionarias y anti-imperialistas comprometidas con el apoyo a la Guerra Popular y al PCI (Maoísta).

En esta reunión se tomaron tres decisiones:

  1. Lanzar una «Campaña Internacional de Emergencia» contra la Operación Kagaar, desplegada en todas formas en diversas partes del mundo donde existan fuerzas solidarias activas. Una campaña arraigada entre las masas en lucha y en las filas del proletariado y sus organizaciones, en el movimiento de masas de solidaridad con Palestina, en los movimientos contra la guerra imperialista y en los movimientos de solidaridad con los presos políticos de todo el mundo. Una campaña hacia las instituciones internacionales —la ONU, la Comisión y el Parlamento Europeos, y otras instituciones comprometidas con los derechos humanos— para lograr que la campaña contra la Operación Kagaar, las masacres de poblaciones adivasi y los asesinatos selectivos de líderes y militantes del Partido, incluso la caída como mártires del Secretario General Basavaraj y de un gran número de militantes y combatientes, se volviera cada vez más internacional y efectiva.

Esta "Campaña de Emergencia" también incluyó y continúa incluyendo la formación de una Delegación Internacional para llevar la denuncia del régimen de Modi al corazón de la India.

  1. La segunda decisión fue aceptar el desafío del régimen de Modi de poner fin a la guerra popular y al CPI (Maoísta) para finales de marzo de 2026, lanzando y promoviendo manifestaciones en todos los países donde fuera posible, específicamente para finales de marzo.

  2. La tercera decisión, que aceptó una propuesta surgida en los documentos del PCI (Maoísta) en los últimos años, fue la creación de un forum internacional para reunir a todas las fuerzas que apoyan la guerra popular en la India y en todo el mundo, comprometidas con la lucha anti-imperialista por la perspectiva de revoluciones de nueva democracia y revoluciones proletarias a nivel mundial, en respuesta a los planes del imperialismo de avanzar hacia la Tercera Guerra Mundial Imperialista de reacción y fascismo, de represión y opresión de los pueblos, desde Palestina hasta la India, desde Asia hasta América Latina.

Este trabajo continuó, culminando en una importante manifestación en enero frente al Parlamento Europeo en Bruselas -y otras simultáneas en Birmingham, Austria- con un dossier destinado a obligar a la Comisión Europea, a su sección de derechos humanos y al Parlamento Europeo en su conjunto a abordar la Operación Kagaar, el genocidio de la población adivasi, las condiciones de los presos políticos y las investigaciones sobre los asesinatos selectivos de líderes y cuadros maoístas.

Esta iniciativa, llevada a cabo en Bruselas el 27 de enero, tuvo un impacto significativo, sobre todo porque coincidió con la firma, el mismo día, del histórico acuerdo entre la Unión Europea e India, bajo el régimen fascista de Modi.

Esta iniciativa en Bruselas el 27 de enero tuvo un impacto significativo, sobre todo porque coincidió con la firma de un acuerdo histórico ese mismo día, 27 de enero, entre la Comisión Europea e India bajo el régimen fascista de Modi.

Tras esta iniciativa, se iniciaron los preparativos para las manifestaciones de finales de marzo, incluyendo una manifestación internacional que uniría a diversas fuerzas y serviría de referencia para el día internacional. Finalmente, se decidió que esta manifestación se celebraría en Zúrich, donde se creó un organismo de coordinación para organizarla. Gracias al importante llamamiento del FACAM, esta campaña internacional tuvo la oportunidad real de convertirse en una jornada de lucha trascendental, precisamente porque dicho llamamiento movilizó a muchas otras fuerzas más allá del ICSPWI, que, a partir de él, organizaron numerosas acciones e iniciativas, convirtiendo la jornada en un rotundo éxito.

Esto se evidencia en la lista de iniciativas publicadas en sitios web de solidaridad internacionalista, que aquí se resume parcialmente.

Nos centramos en la manifestación internacional de Zúrich en particular, ya que fue ancha, significativa, se desarrolló en circunstancias excepcionales y de ella surgió un mensaje y una señal, especialmente de las fuerzas reunidas en la Campaña Internacional de Emergencia y que convergieron con ella, para la continuación de la campaña.

Ahora la "Campaña de Emergencia" continuará tanto en el frente democrático como extendiéndose a las filas del proletariado y del movimiento.

En el ámbito democrático, se impulsará una nueva iniciativa en Bruselas como segundo paso del encuentro/confrontación con la Comisión Europea de Derechos Humanos, para fortalecer la lucha basada en la solidaridad dentro de las instituciones, buscando una postura que contribuya a condenar al régimen fascista de Modi. Un equipo de abogados y representantes de organizaciones de derechos humanos está preparando una denuncia ante la Corte Penal Internacional por genocidio, crímenes de lesa humanidad y violaciones sistemáticas de los derechos humanos, denunciando la connivencia entre el régimen de Modi y el de Netanyahu, expresada en el infame discurso de Modi ante la Knesset. Continuarán los preparativos y la organización de una delegación internacional, llevando la campaña internacional al corazón de la India y sus instituciones.

El Comité de Apoyo a la Guerra Popular en la India está preparando y lanzando conjuntamente una campaña en apoyo del Partido Comunista de la India (Maoísta) a través de dos hitos importantes: la "Semana de los Mártires" a finales de julio/agosto y el 22º aniversario de la fundación del PCI (Maoísta) en septiembre. Durante este año se celebrarán manifestaciones y reuniones internacionales, principalmente entre las filas proletarias y populares.

Finalmente, se convocará una reunión abierta a todas las fuerzas MLM y de la solidaridad revolucionaria para lanzar el Foro en el tiempo necesario.

Comité de Apoyo a la Guerra Popular en la India – ICSPWI, Abril de 2026

pc 11 aprile - Corrispondenza dall'Ungheria mobilitazione ovunque per la fine dell'orbanismo

In piazza per i diritti della comunità LGBTQ


Anche a New York fanno manifestazione per TISZA


A Györ, Ungheria, al comizio dell’opposizione. 
A Budapest invece dalle 16 fino a notte Festival musicale dei “Demolitori di Regimi” con una serie di concerti: 50 artisti famosi che si alternano sul palco.
Su un poster hanno disegnato un grande cazzo dove c'è scritto: “Anche il cazzo del cavallo ha una fine”. La mania ungherese per i cavalli...


pc 11 aprile - Hannoun subito libero - liberi tutti i prigionieri politici palestinesi!

pc 11aprile - Il cielo cupo di Sigonella - un contributo di Antonio Mazzeo

Comune-info.net questo documentato intervento di Antonio Mazzeo, proprio sui movimenti che hanno coinvolto la base negli ultimi anni.

da Prima pagina Mazara

Il cielo cupo di Sigonella

di Antonio Mazzeo

L’analisi dei tracciati dei velivoli con e senza pilota delle forze armate Usa di stanza nella base siciliana di Sigonella confermano il ruolo chiave di questa infrastruttura nei più sanguinosi scenari bellici internazionali, dal conflitto russo-ucraino (più propriamente ormai russo-Nato), al genocidio perpetrato da Israele contro la popolazione palestinese della Striscia di Gaza, fino ai raid israeliani contro Siria, Libano, Yemen e Iran.

Grazie all’attività di monitoraggio di ItaMilradar è possibile ricostruire alcune delle operazioni più rilevanti dal punto di vista strategico-militare, effettuate dai droni di intelligence e dai pattugliatori marittimi statunitensi. Si tratta di veri e propri interventi di guerra che coinvolgono pericolosamente la Sicilia in violazione della Costituzione italiana e delle norme del diritto internazionale, accelerando i processi di militarizzazione del territorio ed esponendo sempre più l’Isola a possibili ritorsioni da parte di quei paesi e/o attori armati “obiettivi” delle incursioni Usa e Nato.

I “Global Hawk” di Sigonella in funzione anti-Russia

L’ultima missione monitorata dal sito specializzato ItaMilRada risale alla notte tra mercoledì 14 e giovedì 15 gennaio 2026. Un drone RQ-4B “Global Hawk” di US Air Force denominato “FORTE10”, dopo essere decollato dalla base di Sigonella ha effettuato una lunga missione di intelligence e riconoscimento in Europa centrale ed orientale.

Dopo aver lasciato la base siciliana, il “Global Hawk” ha attraversato lo spazio aereo della Grecia e dei Balcani, per poi dirigersi verso la Polonia e la Lituania. A conclusione della missione, il drone ha fatto rientro verso Sigonella.

Nonostante non siano disponibili dettagli pubblici sull’operazione, la geometria del tracciato suggerisce che si è trattata di una classica missione a largo raggio ISR (intelligence, sorveglianza e riconoscimento) su obiettivi in Europa orientale e nordorientale”, scrivono gli analisti di ItaMilRadar. “La traiettoria del volo ha incluso estese linee rette e cambi di direzione sulla Polonia e la regione Baltica (…) Il tipo di profilo mostra che l’RQ-4B ha raccolto notevoli dati di intelligence in diverse regioni con una singola sortita”.

Ciò che rende degna di nota questa missione non è la novità ma la sua regolarità”, aggiunge ItaMilRadar. “Dopo settimane di ripetuti voli di “FORTE” svoltisi in aree geografiche simili, la missione della notte tra il 14 e 15 gennaio conferma che queste attività ISR a lungo raggio sono parte di un trend operativo costante più che una mera reazione a un singolo evento. Il volo odierno si inserisce in uno schema più ampio già osservato nei giorni

pc 11 aprile - Verso il 25 aprile - la questione della 'brigata ebraica' - un contributo di conoscenza utile

BRIGATA EBRAICA

Negli ultimi anni alle manifestazioni del 25 Aprile partecipa anche la Brigata Ebraica. La sua presenza è contestata dai sostenitori convinti della lotta del popolo palestinese. È tempo che si faccia chiarezza sul presunto contributo di questa alla lotta partigiana per la liberazione dal nazifascismo in Italia.

Negli ultimi anni alle manifestazioni del 25 Aprile partecipa anche la Brigata Ebraica. La sua presenza è contestata dai sostenitori convinti della lotta del popolo palestinese. È tempo che si faccia chiarezza sul presunto contributo di questa alla lotta partigiana per la liberazione dal nazifascismo in Italia.

Si calcola che nel corso della 2a guerra mondiale furono tra 1 e 1,5 milioni gli ebrei che combatterono contro il nazifascismo; inquadrati nell’Armata Rossa oppure negli eserciti alleati e non solo, anche nelle formazioni partigiane in occidente e in Europa orientale dove ci furono alcune bande a maggioranza ebraica. Combattenti che sembra siano stati dimenticati.
Invece, agli inizi del 2000 è stata ripescata la storia della Brigata Ebraica che era rimasta in Italia meno di un anno e vedremo a far cosa. E ogni anno in aprile la Brigata torna sulla scena sotto la benevola attenzione da parte di quasi tutti i partiti del cosiddetto arco costituzionale che coltivano relazioni amichevoli di tipo politico e affaristico con il governo e gli imprenditori di Israele.
Il ricordo della Brigata, tenuto al caldo nel dopoguerra nei circoli ebraici di Roma e Milano in collegamento ai sionisti israeliani, si materializzò in pubblico per la prima volta a Roma per poi diffondersi nei cortei del 25 aprile a partire dal 2004. Berlusconi era al governo, in buone relazioni con l’ambiente sionista israeliano grazie ai rapporti personali con Sharon e Netanyahu (entrambi del Likud, partito di destra).

La propaganda dei circoli sionisti italiani lascia intendere che la Brigata avesse contribuito in modo sostanziale alla liberazione del Paese e quindi ne consegue che la sua presenza nelle manifestazioni sia naturale e dovuta1. Gli antifascisti nei cortei conoscono più o meno la storia delle formazioni partigiane mentre non sanno da dove arrivi quella brigata ebraica; ma normalmente non sorgono dubbi, si ha l’impressione che fosse stata un’unità militare partigiana ebrea, autonoma, a fianco delle altre forze della Resistenza. Inoltre quando sfilano alcuni personaggi indossando la divisa da internati dei lager nazisti (in realtà mai stati nella Brigata !) muovono la simpatia per i sopravvissuti della Shoah e così la Brigata è accettata. Solo una minoranza di manifestanti, sostenitori convinti della lotta del popolo palestinese, protesta per la presenza della Brigata che rappresenta indirettamente una indebita ingerenza dello stato israeliano nel corteo del 25 Aprile; quella protesta smaschera l’equivoco cavalcato dai sionisti nostrani e israeliani: travisare un fatto storico per avallare il racconto di un mai visto impegno democratico e pacifista dello Stato di Israele in Italia che così avanza un credito di riconoscenza morale e politico dalla società italiana. Sollecitano la solidarietà da partiti e organizzazioni antifasciste, spingono per la repressione dei manifestanti che non esitano a tacciare di antisemitismo e che un giorno potrebbero anche definire terroristi, come d’uso in Israele per i Palestinesi che resistono all’occupazione della loro terra.
Ma il contributo della Brigata alla Liberazione fu minimo in termini di impegno militare (284 giorni in Italia di cui 5 di combattimento effettivo in zone già “ammorbidite” da reparti alleati e partigiani – vedi storia sintetica nelle note 2) e senza relazione e coordinamento con il popolo italiano insorto, il loro impegno in quel senso fu pari a zero. La Brigata, sotto la direzione di agenti dell’Haganah, braccio armato dell’Agenzia ebraica3, sionista, condusse invece un’importante e intensa attività di proselitismo tra gli ebrei scampati al fascismo o reduci dai lager per convincerli ad emigrare in Palestina. La Brigata si dedicava anche alla raccolta di armi destinate alle bande paramilitari ebraiche4 che in Palestina conducevano il terrorismo contro l’amministrazione britannica e contro gli arabi che già si erano

pc 11 aprile - Hezbollah: "Il tempo delle concessioni gratuite è finito"

Il segretario generale di Hezbollah Naeem Qassem in un messaggio al popolo del Libano, ha dichiarato:

"Il nemico israeliano sul campo di battaglia è stato impotente di fronte agli eroi della resistenza e non è riuscito a iniziare l'attacco terrestre come aveva annunciato più volte.

Il nemico sionista ha cambiato più volte i suoi obiettivi, a volte il fiume Litani e altre volte avanzate limitate.

Il nemico è rimasto sorpreso dai metodi della resistenza, dalla flessibilità dei combattenti e dalla loro capacità difensiva.

Non accetteremo mai di tornare alla situazione precedente e chiedo ai responsabili di astenersi dal concedere concessioni gratuite".

pc 11 aprile - Lo scorso anno sono aumentate del 58% le denunce contro manifestanti e attivisti

Secondo l’Osservatorio Repressione, in Italia nel 2025 sono aumentate del 58% le denunce contro chi partecipa alle manifestazioni di movimento in Italia. Nel 2024 le denunce comminate contro attivisti e attiviste e contro i/le partecipanti alle manifestazioni di movimento infatti erano state 2.051, mentre nel 2025 sono salite a 3243, con un aumento percentuale del ben 58,12% rispetto all’anno precedente.

Stando ad un rapporto diffuso ieri dalla Polizia di Stato, nel 2025 le attività della Polizia e della Digos hanno portato al deferimento all’Autorità giudiziaria di “3.243 estremisti violenti di sinistra”, con 38 arresti e l’emissione di “61 fogli di via obbligatori e 20 avvisi” con quasi un milione e mezzo di persone che hanno manifestato nelle piazze di tutta Italia.

Nel 2025 si sono tenute infatti su tutto il territorio nazionale migliaia di manifestazioni per esprimere

pc 11 aprile - Roma - manifestazione contro il blocco imperialista e le minacce di aggressione a Cuba - infosolidale

venerdì 10 aprile 2026

pc 10 aprile - NO ai licenziamenti alla Trasnova - mobilitazione unitaria in tutti gli stabilimenti in Piemonte, Lazio, Basilicata e Campania

Primo maggio amaro per i lavoratori di Trasnova: scatta il licenziamento collettivo

L'azienda di logistica chiude per la fine del contratto con Stellantis che ha deciso di internalizzare il servizio di consegna dei veicoli. Tra proteste dei lavoratori e una battaglia legale si cerca una soluzione

Primo maggio amaro per i lavoratori di Trasnova: scatta il licenziamento collettivo
A Pomigliano la produzione della Fiat Pandina
Dal primo maggio si ritroveranno senza lavoro per la decisione di Stellantis di internalizzare il servizio di consegna dei veicoli. La vertenza Trasnova, azienda di logistica con stabilimenti in Piemonte, Lazio, Basilicata e Campania, è ai titoli di coda con una guerra legale tra le due realtà e le proteste dei sindacati che chiedono al governo di intervenire prima che sia troppo tardi.
Il caso era scoppiato nel dicembre 2024 quando il gruppo automobilistico aveva annunciato che non avrebbe rinnovato la commessa nei servizi della logistica negli stabilimenti italiani. Una scelta dettata dalla volontà di internalizzare il servizio di consegna. Le proteste degli operai e la mobilitazione politica aveva garantito

pc 10 aprile - Macron e Le Pen vogliono sostanzialmente abolire il 1° Maggio

Il dibattito in Assemblea è stato superato con una mozione presentata dal campo macronista con il sostegno d Repubblicani e Rassemblement National, Il testo passa all'esame di una Commissione parlamentare mista, a prevalenza di centro e destra. La norma prevede che una serie di esercizi commerciali potranno chiedere ai dipendenti di lavorare durante la ricorrenza, dietro paga adeguata
Francia, il governo vuole abolire la festa del 1°maggio. Binet (sindacato CGT): “Pugnalata alle spalle dei lavoratori”

In Francia i sindacati si battono per “salvare” il primo maggio, Festa dei lavoratori, giornata “simbolo” dei diritti conquistati nel tempo e che il governo di Parigi intende rendere lavorativa, almeno parzialmente: “Abbiamo il sostegno di tutti i sindacati del mondo – ha detto stamattina Sophie Binet, segretaria generale della CGT -. Ci dicono che, se la Francia abolisse il primo maggio come giorno festivo, sarebbe un segnale negativo per tutti i lavoratori del mondo”.

Un progetto di legge, già votato l’estate scorsa in Senato, sta infatti facendo il suo corso in Parlamento: il testo intende autorizzare alcuni commerci – pasticcerie e panifici, macellerie e fiorai, teatri e cinema, oltre che piccoli alimentari e mini market – ad aprire il primo maggio, ufficialmente festivo in Francia dall’aprile 1941 (ma il primo corteo dei lavoratori, deciso dal Congresso della Seconda Internazionale Socialista, risale al primo maggio 1890). I negozianti potrebbero far lavorare i

pc 10 aprile - Guerra in Iran ed effetti economici interni: chi ne paga il costo?

da ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 09.04.26

Non si parla altro in questi giorni, al bar, al lavoro, che dell’aumento dei prezzi della benzina, del gasolio e di tanti altri, ed è logico visto che la guerra che i Stati Uniti e Israele hanno scatenato contro l’Iran ha bloccato lo stretto di Hormuz da dove passa una quantità enorme di petrolio, gas e di altro, che ha messo in crisi l'intero sistema di approvvigionamento energetico con l’aumento dei prezzi. 

È anche per questo che oggi dedichiamo la Controinformazione a questo argomento, in particolare sulle ricadute che toccano i lavoratori, le lavoratrici, i pensionali, gli studenti, i pendolari, insomma le grandi masse popolari e naturalmente non solo chi usa l'auto o altri mezzi di trasporto.

A proposito di classi sociali, diciamo subito che è un problema che non tocca certo la borghesia ricca o la media borghesia.

I primi costi della guerra imperialista che ci devono fare inorridire sono quelli pagati con la vita, da chi muore in questa guerra del nazi-imperialista Trump e del nazi-sionista israeliano che ha fatto già oltre 2.000 morti, tra cui bambini e civili in appena un mese di guerra, dal 28 febbraio.

I quotidiani, i mezzi di informazione, su questo si fermano solo qualche secondo, poi cominciano con i danni all'economia, le perdite materiali, le aziende in difficoltà, il tempo che ci vorrà quando finirà questa guerra, visto che anche la tregua è già in pericolo, la ripresa degli affari, i costi della guerra contro l’Iran che fino a questo momento ammontano a circa 200 miliardi (ci sono 50 miliardi in più se si