Arrestato e pestato dagli agenti, era in manette. Sei poliziotti sospesi dal servizio
di Giuseppe Scarpa
Guatemala: i bananeros schiavi di Chiquita
di David Lifodi
Public Eye denuncia ritmi di lavoro insostenibili, salari da fame e repressione di qualsiasi protesta. Dai tempi della transnazionale United Fruits Company, di cui è erede, non è cambiato nulla.
“Nelle piantagioni di banane del Guatemala regna un clima di paura”: l’accusa di Public Eye a Chiquita, erede della transnazionale United Fruits Company, richiama ancora una volta l’attenzione sulle violazioni dell’impresa in relazione all’ambiente, ai diritti umani e a molto altro.
Le condizioni dei lavoratori sono drammatiche. Salari da fame, orario di lavoro non inferiore alle 12 ore al giorno, nessuna protezione per difendersi dalle fumigazioni, peraltro proibite, e divieto assoluto di protesta, pena il licenziamento immediato, sono alcune delle pratiche riportate anche da Sergio Ferrari nell’articolo pubblicato su Resumen Latinoamericano dall’eloquente titolo Guatemala. Chiquita y su propio garrote: Infiernos bananeros, paraísos fiscales.
Per resistere a dei ritmi di lavoro insostenibili e in condizioni non troppo diverse da quelle di una vera e propria schiavitù, Public Eye spiega che i bananeros si vedono costretti ad assumere una bevanda che mischia oppiodi e la bibita energizzante Raptor per diminuire la fatica e non crollare a terra per almeno sette volte al giorno. Già nel 2024 la rivista guatemalteca No Ficción aveva documentato la crescita dei casi di infermità renale cronica tra i lavoratori dell’agroindustria, dovuta proprio alle durissime
Una denuncia pervenuta
All'assemblea regionale di Bari del 19 giugno hanno partecipato vari compagni e comitati e organizzazioni: Collettivo operaio Mo Avast! – Comitato Altamura per la pace – Comitato Articolo 11 – Comitato contro il Genocidio del Popolo Palestinese, il riarmo e per la pace Brindisi - Comitato contro il riarmo del Salento - Comitato per la pace di Ruvo di Puglia - Comitato per la pace di Terra di Bari – Comitato per la pace di Putignano – Comitato per la pace di Ruvo di Puglia - Comitato promotore Marcia Gravina-Altamura 2026 - Coordinamento Capitanata per la pace – COBAS Puglia - Convochiamoci per Bari - Coordinamento Grottaglie per la Palestina – Coordinamento Molfetta per la Palestina - Coordinamento Nord Barese Pace e Disarmo – DigiunoGaza – DisarmaTerra - Donne in nero Bari – Emergency Puglia e Basilicata – Etica & Politica - Global Sumud Flotilla Puglia - La Giusta Causa – Legambiente Corato - Missionari Comboniani di Bari - Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Pace Terra Dignità di Alessano - PCI Puglia – PeaceLink – Piccola Comunità Kairos - Rete dei Comitati per la Pace di Puglia - Rete Puglia – Rifondazione Comunista Puglia – Risorgimento Socialista Puglia – Sinistra Anticapitalista Taranto – SLAI Cobas Taranto - Sinistra Italiana Puglia - UDS Puglia – Zona Franka
Dagli interventi sono uscite le seguenti proposte:
- Assemblea cittadina a Molfetta aperta a tutti il 25 giugno in preparazione della
- Manifestazione regionale il 4 luglio a Molfetta per la liberazione di Alberizia e Centrone, prigionieri in Libia
- Assemblea regionale il 5 luglio all'ex-caserma a Bari per la mobilitazione per la chiusura del consolato israeliano
- Manifestazione alla base navale di Taranto in occasione della partenza della Vulcano
(proposta fatta da taranto slai cobas accolta)
- Assemblea popolare in piazza Taranto con mostra, proiezione di film, e intervento pro palestina e pro flotilla (proposta fatta da slai cobas taranto accolta)
-
Banchetti di propaganda dell'appello "non armi ma pane" del Comitato
Articolo 1 ad Alessano, Casarano, Tricase con proposta di organizzarlo
nel resto della Puglia
- Manifestazione a Brindisi il 15 ottobre in occasione dell'attracco della nave da crociera israeliana
con appello a costituire in coordinamento interregionale dato che attraccherà anche a Catania e Palermo
GPI 🚨🇮🇷 ULTIM'ORA: Il quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya annuncia la chiusura dello Stretto in di Hormuz:
Data la palese violazione da parte degli Stati Uniti dei propri impegni e la loro infrazione dell’accordo relativo alla mancata attuazione della prima clausola dell’intesa di cessate il fuoco, e in risposta alle continue e persistenti violazioni del cessate il fuoco da parte dell’entità sionista nel Libano meridionale, che hanno provocato brutali uccisioni e lo sfollamento di centinaia di migliaia di cittadini di questo Paese oppresso, nonché a causa del mancato ritiro delle forze di occupazione dai territori del Libano meridionale, annunciamo la chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico navale e alla navigazione marittima.
Confermiamo che questo è il primo passo in risposta alla violazione degli impegni da parte del nemico. In caso di continue aggressioni, saranno pianificate e attuate ulteriori misure per costringere il nemico a rispettare e adempiere ai propri obblighi.
Regno Unito. Di C.L.Dias. La condanna degli attivisti di Palestine Action e la rivolta dei giuristi: “droni killer” non sono persone, il giudice è parziale
Se vogliamo mantenere un po’ della nostra sanità mentale in questa Europa guerrafondaia, che zittisce di fronte alle barbarie perpetrate da Israele in Medio Oriente, dobbiamo partire da due presupposti elementari: a) salvare vite umane non è terrorismo; b) le armi non sono persone da tutelare con identici diritti.
Ieri, un tribunale britannico ha tracciato una linea di confine che potrebbe fare tendenza nel diritto europeo, trasformando in “terrorismo” la distruzione di “drone killer” fabbricati da un azienda israeliana.
La condanna a pesanti pene detentive per Charlotte Head, Samuel Corner, Leona Kamio e Fatema
L’astroturfing è una pratica di comunicazione strategica, che mette tra parentesi i reali promotori e finanziatori di un messaggio o di un’organizzazione, strutturandola in modo che appaia come un movimento spontaneo, autentico e nato “dal basso”, ovvero di natura grassroots.
Il termine evoca l’erba sintetica AstroTurf in contrapposizione al manto erboso naturale, evidenziando la fabbricazione del consenso popolare. E’ una forma di ingegneria del discorso pubblico per creare egemonia nell’opinione collettiva e influenzare le decisioni istituzionali.
L’astroturfing fa parte di pratiche egemoniche che ormai hanno dietro di sé una storia e una letteratura consolidate, ma in un paese, come il nostro, che è rimasto a un concetto di egemonia calibrato sull’epoca della Costituente, rappresenta un’enorme novità.
Con l’emergere della rete, la pratica si è concentrata sul concetto di astroturfing digitale, definito come un’attività strategica (top-down), avviata da attori politici o aziendali su Internet, che imita deliberatamente il comportamento spontaneo e dal basso (bottom-up) di gruppi autonomi.
A differenza delle campagne tradizionali, l’astroturfing digitale beneficia di barriere all’entrata economiche quasi inesistenti e di una scalabilità senza precedenti. I principali meccanismi attraverso cui
RICORDIAMO CHE LA FORMAZIONE RIVOLUZIONARIA DELLE DONNE RIPRENDERA' A SETTEMBRE
In queste note, ancora grezze, vogliamo affrontare alcune posizioni generali della Federici...
Nella presentazione del libro “Genere e Capitale – Per una lettura femminista di Marx” viene scritto (non smentito assolutamente dalla stessa autrice): “...Federici ci spinge a un superamento del marxismo e a cercare nel femminismo contemporaneo gli strumenti per l’emancipazione di tutte e di tutti”.
Per la Federici, infatti, Marx da un lato non avrebbe voluto considerare la condizione delle donne o ne avrebbe fatto analisi limitate e carenti, dall’altro avrebbe dato una rappresentazione positiva del capitale e della grande industria.
Questo è un uso volutamente distorto di Marx.
Primo, Marx ha analizzato con il metodo storico materialista dialettico – unico scientifico - il modo di produzione capitalista, l’ha “spezzettato” parte per parte, dalle origini al suo sviluppo/crisi. In questo è stato come un medico che fa l’autopsia di un corpo umano. Marx analizza la storia, il modo di produzione capitalista, come uno scienziato analizza per esempio l’azione degli animali sulla natura. Il suo scopo non è di dare un giudizio morale, ma ha il problema/compito di consegnare al proletariato la scienza/conoscenza.
Secondo, detto questo, nessuno più di Marx ha fatto una descrizione così cruda del capitale, della sua azione di distruzione di uomini, ambiente, forze produttive – su questo un enorme lavoro lo aveva fatto Engels con l’insuperabile testo “La condizione della classe operaia in Inghilterra”, ripreso da Marx ne Il Capitale. Tantissime pagine del Capitale grondano di sangue e distruzione. “Il capitale – scrive Marx – è lavoro morto che si ravviva, come un vampiro, soltanto succhiando lavoro vivo e più vive quanto più ne succhia”.
La stessa Federici ad un certo punto nel libro “Genere e capitale” deve ammettere che “pochi studiosi hanno descritto con tanta passione ed efficacia la brutalità del lavoro capitalista…”, MA… Marx si sarebbe limitato ad osservare che l’impiego delle donne e dei bambini “serviva solo a falcidiare i salari operai”; e anche quando Marx descrive la generale condizione brutale delle donne, per la Federici lo avrebbe fatto con commenti di “stampo moralista sul degrado delle donne impiegate nel lavoro industriale” - lì dove invece c’è una denuncia schiacciante generale e un’analisi scientifica di ogni aspetto terribile della condizione delle donne in fabbrica e fuori, nelle case, senza nessun moralismo. Ma per la Federici se Marx (ed Engels) scrive che l’eccesso di lavoro e fatica per le donne producono un “innaturale estraniamento tra le operaie e i loro figli”, non significa che vuol denunciare la violenza immane che veniva perpetrata non solo sui corpi, ma sulle menti, sullo spirito delle donne, togliendo loro ogni vitalità, ma vorrebbe dire che Marx fa “appello ad un’immagine di maternità in sintonia con una concezione naturalizzante dei ruoli di genere”...
Continua a leggere: https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2026/06/formazione-rivoluzionaria-delle-donne_02037456841.html
Circa 15 mila immigrati hanno attraversato il centro cittadino di Napoli fino alla sede della Prefettura a Piazza Plebiscito. Donne e uomini di decine di nazionalità diverse sono arrivati a Piazza Garibaldi dalle campagne del Vesuviano, dall’area Nord e dal giuglianese, oltre quelli dalla zona di Castelvolturno/Lago Patria. Tanti sono giunti dal ventre dei quartieri popolari della città, dove sono costretti a sopravvivere in luoghi che neppure bonariamente potremmo definire “civili abitazioni”.
...architrave organizzativa il Movimento Immigrati e Rifugiati.

rivendicazioni ...Nuovi “permessi di soggiorno”, lotta fino in fondo contro il caporalato e ogni tipologia di lavoro schiavistico, malsano e senza diritti, opposizione ferma alla costituzione di nuovi lager (chiamati CPR) come quello che il governo vorrebbe impiantare a Castelvolturno, in provincia di Caserta, sono le richieste e gli obiettivi di lotta che la piazza avanza al Governo ed alla Regione Campania in primo luogo.
Dietro la guerra ai migranti e la remigrazione si nasconde una vecchia funzione: dividere il lavoro salariato, alimentare la guerra tra poveri e proteggere chi concentra ricchezza e potere.
Roberto Vannacci non è un incidente della politica italiana. Non è una parentesi folkloristica. Non è nemmeno soltanto l’ennesimo personaggio mediatico costruito dai talk show e dall’industria dell’indignazione permanente. Vannacci è il prodotto coerente di una lunga evoluzione della destra italiana ed europea. E, soprattutto, è oggi il vettore più efficace di un ulteriore avanzamento delle culture autoritarie, xenofobe e neofasciste nel nostro Paese.
L’errore più grave sarebbe considerarlo un fenomeno marginale o caricaturale. Per anni si è fatto lo stesso con Salvini. Prima ancora con Berlusconi. Ogni volta una parte dell’establishment politico e
vendetta dello Stato delle stragi
La richiesta di ergastolo avanzata dai pm Emilio Gatti e Ciro Santoriello nei confronti di Renato Curcio e Mario Moretti per i fatti della Cascina Spiotta non rappresenta un atto di giustizia. Rappresenta piuttosto l’ennesimo capitolo di una lunga vendetta di Stato che attraversa mezzo secolo di storia italiana.
Cinquantuno anni dopo la sparatoria del 5 giugno 1975, davanti a una cascina dell’Alessandrino dove era tenuto sequestrato l’industriale Vittorio Vallarino Gancia, la procura torna a chiedere il massimo della pena per due uomini oggi ottuagenari. Curcio ha 85 anni, Moretti 80. Nessuno dei due era presente sul luogo dello scontro a fuoco. Nessuno dei due ha sparato quel giorno. Eppure la pubblica accusa ritiene che
Oltre al danno, la beffa! È qualcosa che si ripete oramai da
anni per quanto riguarda l’ex stabilimento Fiat di termini Imerese. Mentre i
piani del nuovo, ennesimo, rilancio produttivo, “sono ancora sulla carta” come dice
un articolo pubblicato qualche mese fa da Sicindustria: “A Termini Imerese
(Palermo) il futuro arriva sempre per annunci. È accaduto nel 2015, quando
Blutec ha rilevato lo stabilimento Fiat promettendo una nuova stagione
industriale. È accaduto a maggio 2024,
quando il ministro Adolfo Urso ha presentato l’imprenditore italo-australiano
Ross Pelligra come l’uomo capace di riaccendere l’ex stabilimento Fiat.
Oggi, a quasi due anni di distanza, la fabbrica è ancora ferma, gran parte dei
350 lavoratori assunti dalla nuova società sono in cassa integrazione e il
rilancio continua soprattutto nei documenti”, arriva invece una grande notizia
per l’ex padrone della Blutec Ginatta.
Come si ricorderà, Ginatta, dopo aver acquisito la proprietà dello stabilimento gratuitamente, aveva pure ottenuto 63 milioni di fondi pubblici per il rilancio industriale. Questi soldi di fatto sono stati usati per
di Carlo Soricelli (*)
Il prezzo più alto: arrivano dal mondo, i lavoratori stranieri muoiono sul lavoro al posto nostro, percentualmente sono oltre il doppio a perdere la vita lavorando
Ieri a Vignasco ha perso la vita Touil Abderrazzak, un operaio di soli 38 anni. L’ennesima croce in un elenco che non smette di allungarsi e che racconta una realtà che troppi, in Italia, fanno finta di non vedere. Con questa tragedia abbiamo superato la drammatica soglia dei 500 morti sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno, se si contano tutti i lavoratori e non solo quelli assicurati all’Inail. Per l’esattezza, l’Osservatorio ne ha monitorati 504 che diventano oltre 650 con l’itinere.
Monitoro la situazione della sicurezza sul lavoro da 19 anni come curatore dell’Osservatorio di Bologna, e i dati non mentono: i lavoratori stranieri in Italia stanno pagando un prezzo pesantissimo in vite umane. Dei 504 morti sui luoghi di lavoro registrati finora, ben 104 erano stranieri.
Mettendo a confronto i dati occupazionali con quelli della mortalità, emerge uno squilibrio matematico
A processo per una manifestazione pacifica.
dal blog https://guerrapopolare-india.blogspot.com/
La NIA (National Intelligence Agency) all'opera per annullare la cauzione di Gonsalves e Ferreira nel caso Elgar Parishad
Il giudice speciale Chakor S Baviskar ha ordinato a Gonsalves (68 anni) e Ferreira (53 anni) di presentare le loro risposte alle richieste, che sono state pubblicate per ulteriori considerazioni il 19 giugno.
MUMBAI: Settimane dopo aver chiesto la revoca della cauzione concessa a Varavara Rao e Sudha Bharadwaj, la National Investigation Agency (NIA) si è rivolta mercoledì a un tribunale speciale per chiedere la revoca della cauzione concessa agli attivisti Vernon Gonsalves e Arun Ferreira nel caso Elgar Parishad-Bhima Koregaon, con l’accusa di aver abbiano violato le condizioni del loro rilascio