mercoledì 28 ottobre 2026

pc 28 ottobre - Stellantis Melfi: la goccia che fece traboccare il vaso nel 2004 - e che può essere la scintilla anche ora (Leggi post di oggi: "Operai mandati a casa...")





 

Dall'opuscolo "Melfi: la doppia battuta"
della Rivista marxista-leninista-maoista
la NUOVA BANDIERA

pc 28 ottobre - La repressione non spegne la ribellione


Il Governo, per reprimere la rivolta della gioventù proletaria di Milano e delle altre città, la rivolta di sabato 17 e domenica 18 ottobre, ha scelto la via della repressione di massa con un nuovo decreto volto a colpire non solo chi si ribella nelle forme in cui è avvenuto a Milano, ma tutti coloro che si ribellano in tutte le forme possibili al Governo Meloni, allo Stato, su temi fondamentali che sono il carovita innanzitutto, che colpisce massicciamente le masse popolari in questo Paese, ma anche tutto il resto, le condizioni delle scuole, le condizioni delle città, il lavoro, la Sanità.

Nello stesso tempo questa rivolta è contro la repressione dei decreti di sicurezza, lo Stato di Polizia, il moderno fascismo e contro la guerra, contro le spese indirizzate verso il riarmo e la guerra, mentre la gente sta male, mentre le masse non hanno redditi, salari, condizioni di vita, lavoro garantito, non hanno Sanità.

La rivolta della gioventù proletaria che ha fatto paura e a questa paura il Governo, lo Stato e tutte le forze politiche ad esso collegate hanno risposto con la repressione di massa.

A dire la verità questa repressione di massa non ha pagato, perché se è vero che sono riusciti a impedire che i giovani si concentrassero nuovamente in piazza Duomo per poter andare avanti nella loro rivolta, è anche vero che in piazza Duomo stessa hanno trovato la posizione aperta di operai e di cittadini uniti, alcuni operai nostri, di proletari comunisti, dello Slai Cobas, che hanno sfidato in piazza le forze dell'ordine, hanno denunciato quello che stavano facendo - e questo lo si può vedere nel blog “proletari comunisti” che ha pubblicato queste fasi dello scontro tra i nostri compagni operai e la polizia in piazza Duomo. Ma questa è stata solo una delle proteste che si sono sviluppate a Milano con cortei che sono ingrossati e che hanno fortemente denunciato l'azione del governo e, nello stesso tempo, hanno portato il sostegno di fatto ai giovani ribelli.

Lo Stato ha reagito cercando di inventarsi un'associazione volta all'insurrezione, alla rivoluzione, alla

pc 28 ottobre - La CGIL fa schifo... 2° puntata / lo dicono anche diversi suoi iscritti

Cgil. Già smarrita la Via Maestra?

Come delegati e iscritti CGIL denunciamo pubblicamente la nostra indignazione e incredulità di fronte ad alcune recenti prese di posizione e iniziative dell’Organizzazione. Ci riferiamo in particolare

1. al presidio “per la coesione sociale” organizzato dalla CGIL a Milano il 21 ottobre dopo gli scontri avvenuti in città nel fine settimana precedente: coesione con chi? Con il governo Meloni? Con il sindaco Sala, che ha reso invivibile la città per i lavoratori e le loro famiglie, che chiede “più controllo e repressione” e che mantiene il gemellaggi tra Milano e Tel Aviv? Con gli speculatori del carburante e dell’energia?

2. alla nota con cui FILT CGIL Campania insieme a CISL e UIL chiede ai prefetti “un intervento urgente per trovare soluzioni ai blocchi degli autotrasportatori”, strangolati come noi dal caro carburanti e a cui cominciano ad arrivare le denunce, una nota che a orecchio ci suona come un invito alla loro rimozione.

I picchetti e i blocchi sono un patrimonio storico del movimento operaio, come hanno mostrato gli operai dell’ILVA di Genova pochi giorni fa!

“La solidarietà tra lavoratori è un valore fondamentale: quando la crisi e le difficoltà colpiscono una categoria, la risposta deve essere collettiva e unitaria”, come ha scritto la RSU FIOM-FIM della Leonardo di Nola (Napoli) che il 21 ottobre ha indetto 8 ore di sciopero a sostegno della protesta degli autotrasportatori.

È necessario un dibattito serio e approfondito su quanto sta accadendo, in Italia come in Europa, dove i

pc 28 ottobre - Siher libero! Cade la criminale montatura del governo Meloni/Piantedosi/stampa fascista

Moussef Siher, il 30enne ricercatore e attivista pro-Pal arrestato nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, è stato scarcerato. La giudice per le indagini preliminari (gip) di Milano, Tiziana Landoni, non ha convalidato il fermo e ha disposto la sua immediata liberazione dal carcere di San Vittore.
Siher è indagato per aver creato e amministrato il canale Telegram «Movimento 17 ottobre», aperto il 18 ottobre dopo gli scontri e le devastazioni avvenuti nel centro di Milano durante le manifestazioni del 17 e 18 ottobre. Gestiva anche una pagina Instagram. I due canali avevano raggiunto rispettivamente 11mila e 50mila iscritti.
La Procura di Milano gli contestava i reati di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.
Secondo la gip, però, non sussistono gravi indizi dei reati contestati. In particolare, la giudice ha ritenuto che le condotte attribuite a Siher, legate alla creazione e alla gestione dei canali social, non siano riconducibili alle fattispecie penali ipotizzate dalla Procura.
Nella richiesta di convalida del fermo, i magistrati avevano sostenuto che i contenuti pubblicati esercitassero una forza di suggestione e persuasione tale da alimentare una situazione di tensione e destabilizzazione, pur riconoscendo l’assenza di riferimenti diretti alla commissione di atti di devastazione e saccheggio.
La decisione della gip non equivale a un’assoluzione: l’inchiesta proseguirà e Siher rimane indagato a piede libero.

Youssef Siher è libero. La gip: “Disobbedienza civile, non violenza. Nessun piano eversivo”

La decisione giudice non convalida il fermo del ricercatore di 30 anni, creatore degli account “Movimento 17 ottobre”. Cade l’aggravante di terrorismo e il nuovo reato previsto dal governo. Niente carcere: “Non c’è il pericolo di fuga”. La premier Meloni: “Decisione vergognosa

pc 28 ottobre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Strage di braccianti a Canicattì: altri morti sul lavoro sul conto del governo Meloni al servizio dei capitalisti

 

pc 28 ottobre - Alla Stellantis di Melfi - operai mandati a casa, produzione sospesa - Una situazione sempre più inaccettabile

Stellantis, Melfi: “Guasto tecnico, rimanete a casa” - Operai avvisati un’ora prima. Un vero “blackout”

27 ottobre 2026 
|Stellantis Melfi, nuova sospensione della produzione

E' inutile mettere le toppe, cercare "trasparenza" come dice la Fiom; l'azienda se ne frega della condizione, sofferenze operaie; pensa soltanto a ridurre il suo costo della forza-lavoro.

Ma attenzione! anni fa questo stop all'ultimo momento fu la "scintilla" proprio a Melfi del famosi e importanti "21 giorni".

Così i capi, intorno alle 12:45 hanno avvisato un gran numero di operai che oggi pomeriggio alle 14 non si sarebbe lavorato a S.Nicola di Melfi, alla Stellantis. E così tanti addetti alla linea, a panino o pranzo già consumato, mentre attendevano il bus, hanno ricevuto la notizia.
 “Ma mica ci possono prendere in giro così, il guasto proprio a un’ora del turno c’e’ stato, mah..?”, si sfoga con noi uno di loro. .
Qualche operaio, però, nel frattempo, era già partito, specie dai paesi più distanti da S.Nicola. E cosi i sindacati, in tutta fretta, hanno inviato un loro messaggio agli operai, in cui hanno chiarito che “gli

pc 28 ottobre - Professoressa difende giustamente Siher contro la gogna mediatica - le autorità della Statale prendono le distanze

Violenze a Milano, la Statale scarica la professoressa che difende Siher: "Parla a titolo personale".

La professoressa parlerà forse a titolo personale - ma a che titolo parlano le autorità statali, la polizia, la stampa del governo?

L'Università Statale di Milano prende le distanze dalle dichiarazioni rilasciate a Tgcom24 dalla professoressa Elisa Giunchi, relatrice di tesi del 30enne indagato

L'Università Statale di Milano prende nettamente le distanze dalle dichiarazioni rilasciate dalla professoressa Elisa Giunchi in merito alla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il 30enne Youssef Siher. Attraverso una nota ufficiale, l'ateneo milanese ha precisato come le parole della docente siano da intendersi esclusivamente a titolo personale, senza rappresentare in alcun modo la posizione o la linea dell'istituzione accademica.

La presa di posizione della Statale

Pur ribadendo la necessità di "evitare in queste ore qualsiasi tipo di commento in merito alla vicenda giudiziaria", la Statale ha ritenuto "imprescindibile puntualizzare" che gli interventi a mezzo stampa della docente "devono intendersi unicamente come espressioni del giudizio e dell'opinione personale

pc 28 ottobre – Carovita, carovita… è il governo degli aumenti di tutti i prezzi dal gas agli alimentari a tutto il resto; è il governo della diminuzione del potere d’acquisto dei lavoratori…

I dazi, le guerre commerciali, le guerre guerreggiate “locali” e la crisi dell’imperialismo, sono queste le cause del continuo arricchimento dei padroni imperialisti e dell’impoverimento costante dei proletari e delle masse popolari…

riportiamo stralci di un articolo del quotidiano il manifesto di oggi

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Il costo del gas da record fa impennare le bollette

Caro vita Nuovi blocchi stradali dei tir. Sul mercato tutelato le utenze domestiche pagano tariffe più alte del 9%

Il prezzo del gas continua ad aumentare e farà impennare le bollette del prossimo inverno. Le quotazioni sul mercato Ttf di Amsterdam (riferimento per l’intera Europa) hanno superato i 96 euro/megawattora: è il livello più alto da giugno 2022. Allora il motivo era il conflitto in Ucraina, oggi sono la guerra in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz che continuano a generare turbolenze nei mercati. A febbraio, prima che Usa e Israele provocassero la guerra in Iran, il gas era

pc 28 ottobre - A Roma occupazioni e barricate - info solidale

Roma, barricate nella notte al Mamiani. Occupati anche Croce e De Sanctis

NOTEXT

Fumogeni e fuochi artificiali davanti ad alcuni istituti. La preside dell’Aleramo: «Valuteremo le responsabilità individuali, il diritto allo studio va garantito». Picchetti degli studenti davanti al Gullace

pc 28 ottobre - Manifestazioni del 30, elenco disponibile

Lista in aggiornamento:

FRIULI VENEZIA GIULIA

Trieste: ore 9 Varco 4 Punto Franco Nuovo

VENETO

Padova: ore 8:00 Stazione

PIEMONTE

Verbania: ore 17:00, Piazza Ranzoni

Novara: ore 9:30 Piazza Cavour

Torino: ore 9:30 Piazza Palazzo di Città

LOMBARDIA

Milano: ore 10:00 Piazza Duca D’Aosta

Brescia: ore 9:00 stazione metro San Faustino

Bergamo: ore17:00 Piazza Gaza (porta nuova)

EMILIA ROMAGNA

Piacenza: ore 8:00 parcheggio Cheope (Facsal)

Bologna: ore 9:30 Piazza Maggiore

Ravenna: ore 9:00 Piazza del Popolo (preconcentramento) – ore 10 in Darsena concentramento – ore 11 partenza corteo verso Marina di Porto – ore 12:30 pranzo sociale a Piazzale della Marina – ore 14 corteo con partenza da Piazzale della Marina

Rimini: ore 9:00 Arco d’Augusto

LIGURIA

Imperia: ore 9:30 piazza Ulisse Calvi

Genova: ore 9:30 Varco Albertazzi, ore 10 arrivo a Piazza Principe

TOSCANA

Massa: ore 17:00 piazza Garibaldi

Carrara: ore 6:00 porto

Pisa: ore 9:00 piazza Gaza (XX settembre)

Livorno: ore 6:00 rotatoria Ponte Penova – ore 9 piazza Cavour

Firenze: ore 10:00 piazza Bambine e Bambini di Beslan (Fortezza)

Siena: ore 9:00 terminal bus di Pescaia

Piombino: ore 16:00 piazzale Premuda – porto

MARCHE

Ancona: ore 10:30 Corso Carlo Alberto – lato P.zza Ugo Bassi

UMBRIA

Perugia: ore 8:30 Piazza Partigiani

LAZIO

Civitavecchia: ore 9:00 C.so Centocelle (davanti il Teatro Traiano)

Roma: ore 10:30 Piazza dei Cinquecento

ABRUZZO

Pescara: ore 10:00 Piazza Italia

MOLISE

Campobasso: ore 9:00 piazza San Francesco

CAMPANIA

Napoli: ore 9:30 Piazza Mancini

Benevento: ore 9:30 Pia,za Vittoria Colonna

BASILICATA

Potenza: ore 9:00 Piazza Cagliari

PUGLIA

Bari: ore 9:30 Piazza Prefettura

Lecce: ore 9:00 Porta Napoli

CALABRIA

Cosenza: ore 9:00 Piazza Loreto

Reggio Calabria: ore 9:00 Piazza De Nava

SICILIA

Palermo: ore 9:00 Piazza Politeama

Catania: ore 9:30 porto di Catania

Ragusa: ore 17:00 Piazza dei Marinai

SARDEGNA

Sassari: ore 9:30 Piazza San Vincenzo

Nuoro: ore 9:00 via Dante

Cagliari: ore 9:30 Piazza Garibaldi, corteo fino a Porto di Cagliari

martedì 27 ottobre 2026

pc 27 ottobre - Bologna Fakir - agenti luridi assassini razzisti

 info stampa

Abderrahim Fakir, le frasi degli agenti dopo la sua morte: “È schiattato”. “Cazzo me ne frega a me”

Dialoghi che sono stati registrati dalla bodycam indossata da uno dei due poliziotti e che sono citate in una parte introduttiva della consulenza tecnica medico legale, disposta dalla Procura di Bologna
Abderrahim Fakir, le frasi degli agenti dopo la sua morte: “È schiattato”. “Cazzo me ne frega a me”

“È schiattato ah“, dice un poliziotto al collega che replica: “Cazzo me ne frega a me“. È uno dei dialoghi tra i due agenti il 19 luglio in via Svevo al Pilastro di Bologna, mentre Abderrahim Fakir moriva riverso sull’asfalto. Frasi registrate dalla bodycam indossata da uno dei due poliziotti e che sono citate in una parte introduttiva della consulenza tecnica medico legale, disposta dalla Procura di Bologna, per far luce sulle cause.

pc 27 ottobre - Ancora sulla crisi e lotta nel SI.COBAS - due documenti - info

Ci auguriamo che questa lotta all'interno del SI.COBAS contribuisca all'unità non tanto del SI.COBAS, ma del sindacalismo di classe e di massa - Slai cobas per il sindacato di classe-

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SI COBAS: CONTRO IL SABOTAGGIO, L’OPPORTUNISMO E I TENTATIVI DI ROTTURA. LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE NON SI PIEGA AL RICATTO.

In circa sessant’anni di militanza e attività politica, raramente mi è capitato di assistere a comportamenti come quelli che stanno emergendo in una parte dei nostri iscritti, alcuni dei quali ricoprono persino incarichi di coordinamento nell’organizzazione.
Non siamo di fronte a un normale dissenso politico, a divergenze di linea o a un confronto anche aspro tra compagni. Il dissenso, quando è leale e si sviluppa nel rispetto delle regole condivise, è legittimo e può contribuire alla crescita di un’organizzazione. Ben altra cosa è utilizzare gli incarichi ricoperti per ostacolare l’attività collettiva, sabotare le decisioni assunte, sottrarsi alle responsabilità comuni e costruire iniziative di opposizione organizzata al di fuori degli organismi nazionali e delle regole condivise.
È precisamente su questo terreno che occorre fare chiarezza, senza ambiguità e senza infingimenti.
Da tempo il Coordinamento nazionale richiama alcuni compagni alla correttezza politica, alla necessità di rivedere affermazioni lesive della reputazione di altri militanti e al dovere di affrontare, nelle sedi appropriate, fatti e responsabilità che non possono essere liquidati come semplici divergenze personali, tant’è che abbiamo di recente l’uscita dal SI Cobas di iscritti legati a Zadra e Papis e hanno formato il loro sindacatino personale.
È stato inoltre posto il problema politico della presenza, nell’organizzazione, di militanti accusati di aver operato nell’interesse delle controparti padronali e dei comportamenti tenuti dopo l’emersione di tali contestazioni, compresa l’espulsione di due militanti e la successiva costituzione di un sindacato contrapposto al SI Cobas.
Di fronte a una vicenda di questa gravità, la responsabilità di ogni compagno dovrebbe essere quella di contribuire alla piena chiarificazione dei fatti, alla tutela dell’organizzazione e alla difesa dell’indipendenza del sindacato dagli interessi padronali. Non quella di alimentare solidarietà incondizionate ai fuoriusciti, sottrarsi al confronto politico o trasformare una vicenda che riguarda l’intera organizzazione in una contrapposizione permanente contro i suoi organismi dirigenti.
Il Coordinamento nazionale ha pertanto subordinato la prosecuzione del sostegno economico a un chiarimento politico da parte di chi continua a sostenere iniziative considerate incompatibili con gli orientamenti e le decisioni dell’organizzazione. Una decisione che deve essere discussa e valutata nel merito, ma che non può essere strumentalizzata per capovolgere le responsabilità e presentare chi chiede chiarezza come i responsabili della crisi.

I FATTI POLITICI E SINDACALI NON POSSONO ESSERE CANCELLATI.

C’è una successione di comportamenti che richiede una risposta politica inequivocabile.
Sono stati contestati il sabotaggio di iniziative di sciopero, l’assenza deliberata di delegati e iscritti da

pc 27 ottobre - Scurati fai schifo... tu e i tuoi 'democratici' - un articolo condivisibile

Il classismo da salotto di Scurati: dai “guerrieri d’Europa” al disprezzo della rabbia degli oppressi

Non c’è luogo migliore dello studio televisivo di Propaganda Live su La7 – il salotto buono per eccellenza della sinistra autoassolutoria, quella che trasforma la crisi sociale in intrattenimento rassicurante – per misurare l’abisso che ormai separa la produzione intellettuale “progressista” mass-mediatica dalla vita della maggioranza della popolazione italiana.

Ospite della trasmissione di Diego Bianchi, Antonio Scurati ci ha regalato un’altra delle sue performance oserei direi ormai leggendarie, a tal punto dissociata dalla realtà del paese che persino Zoro è rimasto in un silenzio imbarazzato. Ha fatto una battuta a cui nessuno ha riso, una di quelle che valgono più di un trattato sociologico: l’ironia sprezzante sui manifestanti che, nel pieno delle proteste, entrano in una libreria Feltrinelli e ne escono a mani vuote perché non hanno trovato nulla di loro interesse.

Il sottotesto è tanto banale quanto reazionario: quella che scende in strada, che esprime rabbia nei centri storici del consumo blindato, è una “plebe” ignorante, talmente estranea alla “cultura” da non sapere nemmeno cosa farsene di un libro, neppure quando si tratta di saccheggiare uno scaffale.

È il vecchio, intramontabile snobismo di classe travestito da ironia intellettuale: si irride la

pc 27 ottobre - Torino - criminale investimento con la macchina dei manifestanti - Polizia o fascisti o altro?

Torino. La macchina lanciata contro i manifestanti non era di un “automobilista incazzato”


La macchina bianca che si è lanciata contro i manifestanti durante il corteo di sabato scorso a Torino investendo diverse persone, non sarebbe stata di un generico automobilista incazzato con i manifestanti ma potrebbe essere della polizia.

A seguito di una inchiesta svolta direttamente sulla targa del veicolo, GV476VF, la targa risulterebbe non associata ad alcun veicolo, l’auto non sarebbe assicurata e non sarebbe inoltre possibile richiederne il certificato cronologico al Pubblico Registro Automobilistico (PRA), un’anomalia riscontrabile per i veicoli precedenti al 1993 o in dotazione alle forze di polizia.

Ma questa era quasi nuova, ergo…

Dopo essersi lanciata contro il corteo e aver colpito diversi manifestanti, quando questi ultimi stavano per gettarsi contro il veicolo per ritorsione, la polizia in piazza è immediatamente intervenuta in tenuta antisommossa.

La macchina sarebbe stata scortata dagli agenti, mentre i funzionari di polizia si sarebbero rifiutati di identificare e fermare il conducente.

pc 27 ottobre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - La repressione non spegne la ribellione

 

pc 27 ottobre - Ex Ilva, arresto per l'ex Ad Lucia Morselli e altri due: contestati reato associativo e corruzione - Sotto accusa la gestione Arcelor Mittal

La gestione di Morselli sarebbe stata orientata a massimizzare i profitti a discapito dell’ambiente, i pm chiedono i domiciliari. Coinvolti anche l'ex direttore dello stabilimento e l'ex capo dell'Ispra

L’ex ad di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli

La procura di Taranto ha chiesto gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, ex amministratrice delegata di Acciaierie d'Italia, per il dirigente dello stabilimento, Alessandro Labile e per Francesco Astorri, capo del Nucleo ispettivo di Ispra, nell'ambito di una inchiesta sul presunto inquinamento provocato dalle emissioni dello stabilimento tra il 2019 e il 2024 e sulle irregolarità ipotizzate nella gestione delle emissioni di anidride carbonica e delle quote Ets. Agli indagati è stato notificato l'avviso di interrogatorio preventivo, per il 3 novembre, davanti al gip Francesco Maccagnano, chiamato a pronunciarsi sulle richieste cautelari avanzate dai pm.

Lucia Morselli già nel marzo del 2024 si vide notificare un avviso di proroga delle indagini nate da un esposto sui picchi di benzene che furono registrati nello stabilimento. Nel luglio successivo le perquisizioni e i sequestri per la presunta truffa ai danni dello Stato sulle quote di Co2 e poi gli avvisi di garanzia all'ex manager e ad altri dirigenti, consulenti e dipendenti per le ipotesi di associazione a delinquere finalizzata all'inquinamento, al disastro ambientale e alla truffa ai danni dello Stato.

Sono in tutto 28 le persone e cinque le società complessivamente indagate nell'inchiesta, coordinata dai pm Mariano Buccoliero, Francesco Ciardo. 

Per otto indagati l'accusa è associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro l'ambiente, l'incolumità pubblica e la pubblica amministrazione.

Tra le contestazioni figurano, a vario titolo, le ipotesi di disastro ambientale, inquinamento e truffa ai

pc 27 ottobre - Giovani Palestinesi - comunicato di solidarietà con Youssef e Sagia

Immagine del profilo di giovanipalestinesi.it
NESSUN CAPRO ESPIATORIO PER LA VOSTRA CRISI
Comunicato di solidarietà con Youssef e Sagia.
 finalità:
L’operazione di polizia e il vile linciaggio mediatico nei confronti di Youssef e Sagia hanno una sola
quella di distogliere l’attenzione dall’aumento dei prezzi del carburante e del carovita e dalle naturali proteste che ne derivano.

Chiunque abbia a cuore il futuro della nostra società è chiamato oggi a rispondere all’efferato attacco legale e mediatico che è stato mosso a Sagia e Youssef.

Chiunque esprime dissenso contro le politiche di guerra e miseria che ci vengono imposte oggi è chiamato non solo ad esprimere solidarietà, ma anche a prendere una posizione
netta e consapevole che, in questa fase, ognuno può essere il prossimo indagato, fermato, arrestato.

Al fianco di Youssef e Sagia, nessun capro espiatorio per risolvere la vostra crisi!

pc 27 ottobre - Roma - in azione una dittatura di stampo cileno contro il movimento degli studenti

ROMA. POLIZIA AL LICEO GIORDANO BRUNO: STUDENTI IN OCCUPAZIONE PORTATI IN COMMISSARIATO

Nessuna descrizione della foto disponibile. 

Ieri, 26 ottobre, le forze dell’ordine sono intervenute all’interno del Liceo Giordano Bruno di Roma, a seguito della chiamata della dirigenza scolastica, portando via e scortando in commissariato gli studenti e le studentesse che stavano portando avanti la protesta e l'occupazione dell'istituto. La Rete degli Studenti Medi del Lazio denuncia con forza una risposta repressiva di gravità inaudita di fronte a una mobilitazione studentesca.
L'episodio si inserisce in un clima di crescente criminalizzazione del dissenso

pc 27 ottobre - Youssef Siher, se dichiarare "guerra a questo presente infame" diventa un reato, allora siamo tutti delinquenti!

da soccorso rosso proletario

 Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo

 A cura dell'avvocato Nicola Canestrini

 “Lo Stato ci piscia addosso e i media ci fanno credere che piove. Meloni dichiara guerra al futuro di questo paese e noi dichiariamo guerra a questo presente infame.”

Questa frase, pubblicata su un profilo Instagram, è una delle imputazioni del decreto di fermo della Procura di Milano per i fatti successivi agli scontri del 17 e 18 ottobre. L’accusa non è vilipendio: è istigazione a delinquere (art. 414 c.p.), aggravata dalla finalità di terrorismo (art. 270-bis.1 c.p.).

Una metafora politica, per quanto rozza, letta come istigazione a commettere delitti contro l’ordine pubblico. Per giunta con finalità terroristica. Gli altri capi del provvedimento riguardano condotte diverse: un vademecum per le manifestazioni,

pc 27 ottobre - Antonio Mazzeo denuncia - Pistoia celebrazione fascista della Folgore - con 500 poi di loro mandati a Milano a reprimere chi si ribella

Da Pistoia a Milano è l'ora dei Parà e del mito fascista di El Alamein

Il 23 ottobre cerimonia solenne allo stadio di Pistoia dei Parà della Brigata Folgore per l’84° Anniversario della battaglia di El Alamein, in piena Seconda Guerra Mondiale, quella scatenata da Hitler e Mussolini con tanto di campagne imperiali in terra d'Africa.
Presenti pure il Comando Forze Speciali dell’Esercito, il 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti “Tuscania” e la 46° Brigata Aerea di Pisa, l'evento ha rispolverato miti, leggende, narrazioni e "valori" dell'ideologia bellico-fascista del Ventennio.
Riportiamo alcuni degli sproloqui pronunciati a conclusione della parata dei parà dalla sottosegretaria alla Difesa, sen. Isabella Rauti (già MSI, oggi Fratelli d'Italia) e del gen. Carmine Masiello, Capo di Stato maggiore dell'Esercito.
“Ricordando e commemorando, riagganciamo una fune di vincolo con il passato, con quei Soldati che tra le dune di El Alamein resistettero all’offensiva corazzata britannica del Generale Montgomery con il