lunedì 23 settembre 2019

pc 23 settembre - Milano, Salvini al mercato contestato

 “A lavorare, buffone”


pc 23 settembre - da tarantocontro Il giornale "Speciale governo" tra gli operai


Lo Slai cobas per il sindacato di classe ha deciso di sostenere e diffondere tra i lavoratori il numero “Speciale governo” del giornale proletari comunisti.
Noi siamo un’organizzazione sindacale di classe che organizza e sostiene tutte le lotte degli operai e dei lavoratori ed è in prima fila nel sostegno alla lotta dei braccianti migranti; siamo promotori della Rete nazionale per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro e sul territorio.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe non ha governi amici e combatte tutti i governi dei padroni.
E’ autonomo e lotta contro tutti i partiti presenti attualmente in parlamento perché li ritiene al servizio del capitale e autori di tutte le politiche antioperaie e antipopolari che in questi anni ci hanno dato tagli dei salari, precarietà, licenziamenti, cassintegrazione, peggioramento della sicurezza sui posti di lavoro con il record dei morti sul lavoro, attacco alla salute ai lavoratori e alle masse popolari, taglio dei servizi sociali, sanità, scuola, peggioramento della condizione e delle disuguaglianze delle donne.
Proprio per questo sostiene la necessità che i lavoratori ricostruiscano la loro autonomia di classe e la forza politica che li rappresenti.

In questo quadro il numero del giornale che invitiamo a leggere e sosteniamo permette ai lavoratori di conoscere bene questo governo, i suoi ministri, i suoi programmi, affinché possano ragionare con la propria testa e agire di conseguenza.
Contro i sindacati confederali e Usb che agiscono o a favore del governo o ne fiancheggiano una parte di parlamentari e ministri, è necessario che i lavoratori siano realmente autonomi e indipendenti e basino la loro azione sulla loro coscienza e interessi di classe. In unità con le masse popolari a Taranto come a livello nazionale.

pc 23 settembre - la mozione approvata dal parlamento europeo dimostra che il moderno fascismo è l'habitat dell'azione di tutti i governi imperialisti in Europa


Nella giornata di giovedi 19 settembre il Parlamento Europeo – con 535 voti a favore, 66 contrari e 52 astenuti – ha approvato una vergognosa mozione che condanna l’uso dei simboli del Comunismo equiparandoli a quelli del Nazismo. Inoltre è stata chiesta la rimozione di questi simboli e di quelli dell’Armata Rossa dai luoghi che ricordano le battaglie e gli episodi topici della lotta contro l’esercito nazista.

 ....Uno spettro s'aggira per l'Europa - lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: papa e zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi.
Quale partito d'opposizione non è stato tacciato di comunismo dai suoi avversari di governo; qual partito d'opposizione non ha rilanciato l'infamante accusa di comunismo tanto sugli uomini più progrediti dell'opposizione stessa, quanto sui propri avversari reazionari?
Da questo fatto scaturiscono due specie di conclusioni.
Il comunismo è di già riconosciuto come potenza da tutte le potenze europee.
E` ormai tempo che i comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito stesso.  ....
....I comunisti sdegnano di nascondere le loro opinioni e le loro intenzioni. Dichiarano apertamente che i loro fini possono esser raggiunti soltanto col rovesciamento violento di tutto l'ordinamento sociale finora esistente. Le classi dominanti tremino al pensiero d'una rivoluzione comunista. I proletari non hanno da perdervi che le loro catene. Hanno un mondo da guadagnare.,,,,
 PROLETARI DI TUTTI I PAESI, UNITEVI!

da Il Manifesto del Partito Comunista Karl Marx e Friedrich Engels (1848)

pc 23 settembre - INDIA: LE FORZE DELLA REPRESSIONE IN ALLERTA PER LE INIZIATIVE DELL'ESERCITO POPOLARE



LE FORZE REPRESSIVE IN ALLERTA PER L'OFFENSIVA DELL'EGPL DEI PROSSIMI MESI

Nuova Delhi, 10.09.19
Secondo fonti della polizia, la Commissione militare centrale (CMC) del Partito comunista dell’India (maoista) ha preparato piani per un'importante offensiva entro la fine di ottobre e novembre attraverso il "corridoio rosso" nel Chhattisgarh e Jharkhand.
L'obiettivo dei Naxaliti, secondo il Ministero degli Interni, è di espandere e addestrare quadri armati attraverso il Chhattisgarh e lo Jharkhand aumentando le azioni di quest'anno, dicono i funzionari dell'intelligence: "E’ noto che il compagno Basavaraj è aggressivo e per questo ha ampliato così tanto i quadri armati".
L'Esercito Guerrigliero Popolare di Liberazione ha colpito, quest'anno, con grande durezza le forze repressive e i politici reazionari del governo del BJP, durante la celebrazione della farsa elettorale, boicottata dai maoisti.


dalla stampa borghese indiana online

pc 23 settembre - SALVINI IL RE DEI POLTRONARI

Caro Operai Contro, Salvini politicamente nato e cresciuto passando da una poltrona all’altra, o per la Lega o in qualche ruolo istituzionale (vedi sotto), accusa i suoi avversari di pensare […]
Caro Operai Contro,
Salvini politicamente nato e cresciuto passando da una poltrona all’altra, o per la Lega o in qualche ruolo istituzionale (vedi sotto), accusa i suoi avversari di pensare solo alla poltrona, di agire in base al loro tornaconto, nell’occupare poltrone della politica. Proprio lui, l’indiscusso re dei poltronari, sovrano del razzismo, ideatore delle norme antioperaie promulgate dal 1° governo Conte. Da decenni ingrassa pasciuto su poltrone e sofà della politica dei padroni. Ogni giorno con le sue dirette facebook, prontamente riprese dalle televisioni, si palesa come il novello integerrimo politico, disinteressato alle poltrone, mentre a vario titolo le occupa dal 1993, ben 26 anni! Accusa di essere legati alla poltrona i partiti di governo Pd e 5 Stelle: “Di Maio ministro vinavil incollato alla poltrona”, così ha bollato il capo dei 5 Stelle.
Iscritto fin da giovane alla Lega, Salvini imparò proprio dai suoi capi a non lavorare e vivere con i soldi delle “donazioni” dei padroni, in cambio di favori in politica. Infatti nel 1993 quando Salvini aveva 20 anni, Bossi ,allora caporione della Lega, interrogato sotto processo dal magistrato Di Pietro confermò che la Lega aveva preso illegalmente 200 milioni di lire da Montedison.
E proprio nel 1993 a 20 anni, Salvini inizia la collezione delle sue poltrone, occupando per la Lega quella di consigliere comunale di Milano. Nel ’97 si candida capolista dei “comunisti” padani per il parlamento Padano. Nel ’98 viene eletto ed occupa quella di segretario provinciale della Lega Nord.
Sempre affamato di poltrone nel 2004 si candida al parlamento europeo. Nel 2006 viene eletto ed occupa quella di capogruppo per la Lega, al consiglio comunale di Milano.
Nel 2008 viene eletto alla camera e nel 2009 al parlamento europeo di Strasburgo. Non potendo strafogarsi di 2 poltrone per volta, si dimette da deputato in Italia.
Doppia poltrona anche nel 2013, lascia quella di deputato per mantenere quella di Bruxelles.
Nel 2014 si candida ancora alle elezioni europee come capolista della Lega. Nel 2016 occupa la poltrona di consigliere comunale di Milano per il 13esimo anno di fila.
Il 2018 è l’anno delle 3 poltrone. Due è costretto a lasciarle. Si tiene quella di senatore in Calabria, lascia la poltrona di Bruxelles e quella di consigliere comunale a Milano.
Dal giugno del 2018 al 5 settembre 2019, con il 1° governo Conte riveste la carica di ministro degli interni e di vice primo ministro. Per non perdere le occasioni, partecipa alle commissioni parlamentari di trasporti, poste, telecomunicazioni. Detiene anche la poltrona di segretario generale della Lega, in carica dal dicembre 2013.
Il suo attaccamento alla poltrona si è platealmente riconfermato nell’agosto 2019, quando decretò la fine del governo Conte senza dimettersi dalla carica, né lui né gli altri 5 ministri della Lega. Dovettero strappargli la poltrona da sotto il culo.
Da ministro degli interni del governo Conte ha saltato l’85% dei vertici europei. In Europa e stato assente a 6 incontri internazionali su 7. Bentivogli, segretario generale della Fim, lo definì “il più grande assenteista di Bruxelles”. Fu querelato dallo stesso Salvini, ma venne poi assolto per aver detto il vero. Ha partecipato solo al 18% delle sedute della commissione europea di cui faceva parte come eurodeputato.
Salvini per sua scelta non è mai andato a lavorare, perché ha scelto di rendere difficile la vita degli strati più poveri e disagiati della società, con la propaganda sempre, e ogni volta che ha potuto con i fatti: ordinanze, decreti, leggi sulla sicurezza. Arrivato al ministero degli interni del 1° governo Conte, con la complicità di altre fasce di piccola e media borghesia al governo e talvolta anche dall’opposizione, ha imposto norme antioperaie che nessun governo aveva mai osato dal dopoguerra ad oggi.
Non ha mai timbrato il cartellino in vita sua, come viene anche ufficialmente confermato dal tribunale di Bergamo che ha assolto il giornalista Davide Vecchi, il quale aveva sostenuto che “Salvini non ha mai lavorato un giorno nella sua vita”. Il giudice ha sentenziato: “si può dire”. Una sentenza che equivale al conferimento Onoris Causa al fancazzista Salvini, capo della Lega.
Questo è il personaggio che si spaccia per lavoratore instancabile, questo è il personaggio che accusa i suoi avversari di essere attaccati alla poltrona, proprio lui che ha trascorso la vita passando da una poltrona all’altra. La sua fortuna e che gli avversari non hanno il fisico per sbattergli in faccia la storia ventennale di poltronaro, la finirebbe con i suoi face book con gli occhi pallati.

Saluti Oxervator

pc 23 settembre - miseria della filosofia.. Coca-cola e made in Italy – la nuova filosofia di Farinetti


"Non ho venduto l'anima al diavolo. La cessione della Lurisia a Coca-Cola è un'ottima notizia per l'Italia. Le multinazionali non vanno demonizzate e bisogna lavorare con loro perché si comportino meglio”. “Sono favorevole a esportare le eccellenze italiane nel mondo e, in questo senso, sono contrario al cosiddetto chilometro zero».



Eataly ha ceduto le storiche acque minerali e il chinotto piemontesi alla multinazionale per antonomasia.
E pensare che nei punti vendita di Eataly, fondata da Oscar Farinetti e da lui controllata per il 40 per cento (un altro 40 da cooperative del sistema Coop e un 20 dal fondo di investimento Tamburi), da sempre non si vende Coca-Cola in nome dell’italianità... Ma l’etica del capitalismo pulito e corretto ha fatto emergere da sempre le sue contraddizioni. Dal kilometro zero all’accordo tra Birra Peroni ed Eataly è stato un attimo, alla faccia della millantata superiorità della birra artigianale, il rapporto tra chi coltiva e produce sotto casa... come se niente fosse si passa dalla Nastro Azzurro alla spina, all’acqua e alle bibite prodotte da Coca- cola.

domenica 22 settembre 2019

pc 22 settembre - A Parigi e in Francia il 'clima' si riscalda! Prime cronache info

France en lutte - pour le salaire, le climat, ..contre macron etc.. pour tout - contre tout - la repression ne ferme mais alimente la rebellion!



Nuage de gaz lacrymogènes à Paris lors de la Marche pour le climat, le 21 septembre.
Nuage de gaz lacrymogènes à Paris lors de la Marche pour le climat, le 21 septembre.
 les « gilets jaunes » qui marchaient dans Paris pour un 45e samedi de mobilisation, nombreuses organisations et associations à l’origine de la Marche pour le climat
Les « gilets jaunes », qui voulaient faire de ce samedi une journée « historique » qui marque les esprits et remette le mouvement sur le devant de la scène avec le mot d’ordre « toute la France à Paris », n’auront guère pu structurer de cortège indépendant, empêché notamment de rejoindre les Champs-Elysées par un imposant dispositif policier.
... mais ils ont néanmoins pu défiler avec les marcheurs pour le climat, et auront, en divers endroits, déclenché le scénario connu d’affrontements avec les forces de l’ordre et de très nombreux tirs de grenades lacrymogènes et de désencerclement.
Des « gilets jaunes » ont rejoint la marche pour le climat, à Paris, le 21 septembre.
Des « gilets jaunes » ont rejoint la marche pour le climat, à Paris, le 21 septembre. JACQUES DEMARTHON / AFP
De leur côté, les ONG engagées dans la lutte climatique et la défense de l’environnement ont failli, elles, ne pas pouvoir manifester du tout, bloquées dès le départ, à quelques centaines de mètres de la place du Luxembourg, par des tirs nourris de lacrymogènes. avec la présence de centaines de « gilets jaunes » qui voulaient en découdre, les militants pour le climat ont fini par atteindre leur point d’arrivée prévu, à Bercy.

FORTE MOBILISATION POLICIÈRE

 ce sont 38 000 personnes qui ont défilé à Paris contre « l’inaction climatique du gouvernement », selon les organisateurs – et 15 200 selon le comptage indépendant du cabinet Occurrence. Au total, toujours selon les organisateurs, « plus de 150 000 » manifestants sont descendus dans la rue samedi, dont 15 000 à Lyon (5 000 selon la police), 10 000 à Grenoble, 5 000 à Strasbourg (3 600), et des milliers d’autres dans de nombreuses villes (Lille, Nantes, Bordeaux, Metz, Rouen, Nancy, Marseille, etc.).
Les regards étaient surtout braqués vers Paris où la convergence entre manifestation sociale et mobilisation pour le climat était annoncée, redoutée aussi par la préfecture de police qui a annoncé avoir mobilisé 7 500 membres des forces de l’ordre

FRANCIA: Caos en la capital por movilización de miles de chalecos amarillos, sindicatos y defensores del clima.


correovermello-noticias
París, 21.09.19.
Un gran numero de distritos de la capital se encuentran bloqueados bien por los manifestantes o por las fuerzas represivas.
La  policía motorizada (BRAV-M) y efectivos desplegados, han hostigado a los manifestantes que pacíficamente se manifiestan en varias marchas programadas en una jornada caracterizada por la "convergencia". La policia es abucheada y recriminada por los manifestantes, con gritos de "Asesino" o "Suicidate"
En imagenes transmitidas en directo por https://www.facebook.com/Vecu.giletjaune/?ref=hovercard se pueden observar numerosas personas, en su mayoría jóvenes, marchar por las avenidas. Tambien se pueden ver restos de vehículos incendiados y barricadas, levantadas para cortar el paso de los gendarmes.
Después de meses de silencio, la prensa burguesa "informa" de la movilización. Se reportan duros enfrentamientos e la place d´Italie, con disparos de nubes de gases y granadas aturdidoras por parte de las fuerzas represivas. También se informa de la destrucción de dos comercios en el boulevard de St-Michel, así como una entidad bancaria. En la Avenida des Gobelins se reportan barricadas en llamas.
Según diversas fuentes, se calcula en numero de manifestantes en Paris en cerca de 40.000, así como un importante numero, en otras ciudades como Lyon, Grenoble o Strasbourg.
El numero de personas detenidas se acerca a los 200 y miles de controles intimidatorios.
Otro punto destacado del día, la protesta contra la reforma de las pensiones. Varios miles de personas marcharon por las calles de París a la llamada del único sindicato Force Ouvrière (FO). Los manifestantes estaban vestidos principalmente con chaparreras rojas y ondeaban banderas en los colores de FO. 
La manifestación, a partir de la estación de metro Duroc, debía unirse a Denfert-Rochereau Square, pasando por Montparnasse. Los organizadores esperaban unos 10.000 participantes. El martes se organizará otro desfile, esta vez por la CGT.

FRANCIA: Expectación frente a la movilización de los Chalecos Amarillo en París.

Foto ilustrativa.
correovermello-noticias
París, 21.09.19.
Existe una gran tensión en la capital francesa por la convocatoria de la 45º Jornada de Lucha de los Chalecos Amarillos, que han convocado para hoy, una gran demostración bajo el titulo de "Sacudir la República"
Fuentes de AFP dan cuenta de la detención de mas de 50 personas y de 600 controles por el fuerte dispositivo represivo desplegado, estimado en cerca de 8.000 efectivos.
Los manifestantes, muchos de ellos sin chalecos amarillos fueron bloqueados por la policía en el vecindario de la estación Saint-Lazare. Atacandoles con gases lacrimógenos una vez para dispersar a los manifestantes, que luego se dirigieron a los Campos Elíseos.
"Somos tratados como delincuentes", afirma irritada Brigitte, activista ambiental. Entre las consignas escuchadas: "La calle, es nuestra". "Este día es simbólico para nosotros, por la convergencia de las luchas entre el clima, las pensiones", explicó Eric, chaleco amarillo de Toulouse con su compañero, ambos ejecutivos. Planearon salir a caminar por el pronóstico del tiempo el sábado por la tarde.
En los céntricos barrios de Etoile y Champs-Elysees se desplegaron patrullas policiales en uniforme y vestidos de civil que controlaban y registraban masivamente a los presentes. Un lanzador de agua estaba estacionado en la cima de los Campos Elíseos frente a la farmacia Publicis, mientras que el restaurante de Fouquet, saqueado el 16 de marzo, fue acordonado y vigilado por la policía.
Para este día de múltiples manifestaciones en París, las autoridades dicen que temen un retorno de la violencia, como en el apogeo del movimiento. Una fuente de seguridad evoca riesgos de "convergencia" entre chalecos amarillos y "bloques negros que quieren romper todo".

pc 22 settembre - AMAZZONIA: Incendi e deforestazione sono spinti dai latifondisti...

da un rapporto diffuso dai compagni di A Nova Democracia

Incendi e deforestazione sono spinti dai latifondisti in Amazzonia, afferma il rapporto
17 SETTEMBRE 2019

Grande incendio a Santo Antonio do Matupi, a sud dello stato dell'Amazzonia. 27 agosto 2019. Foto: Associated Press (AP)
Il rapporto Mafia do Ipê: In che modo la violenza e l'impunità spingono alla deforestazione nell'Amazzonia brasiliana, rilasciata il 17 settembre dall'Organizzazione non governativa di Humans Rights Watch (HRW), come affermato nel numero 226 di AND, che la deforestazione e gli incendi dell'Amazzonia sono crimini dei latifondisti legati alla pratica all'accaparramento della terra tramite falsificazione di documenti e sono incorporati in una grande rete criminale protetta da paramilitari pesantemente armati.
Il documento esamina la consueta procedura di accaparramento dei proprietari terrieri, in cui le

pc 22 settembre - Lecce - contestare Salvini e i suoi gazebo fascio/razzisti è giusto e necessario - solidali con i compagni e le compagne di Lecce colpiti dalla repressione

LECCE – Assaltarono un gazebo in piazza Sant’Oronzo allestito dalla Lega in attesa del comizio dell’allora leader Matteo Salvini previsto due giorni dopo. In quelle stesse concitate fasi due di loro rapinarono una 17enne di una bandiera ferendola ad un occhio. Il sostituto procuratore Donatina Buffelli ha fatto notificare l’avviso di chiusa inchiesta per quanto accaduto il 19 maggio scorso in pieno centro a Lecce in cui compaiono i nomi di L.C., 45 anni, di Lecce; M.A.F. 41 anni, di Lecce; P.G., 64, di Lecce; M.M., 59, di Lecce; C.P., 41, di Lecce; P.R., 41, di Lecce e S.S., di Lecce. Sono accusati di violenza privata e danneggiamento aggravato sulla scorta delle indagini condotte dagli agenti della Digos di Lecce riusciti ad identificare gli odierni indagati attraverso la visione di filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona.Dalla immagini si scorgeva un gruppo giungere in piazza da vicolo Dei Fedeli, puntare il gazebo dalla parte retrostante e cogliere di sorpresa i militanti leghisti. Il gazebo (di proprietà di Mario Spagnolo) venne scaraventato per terra facendolo piegare su se stesso; danneggiandolo e rendendolo del tutto inservibile. In più avrebbero sottratto gli stendardi simbolo del partito, minacciando varie minacce: “figli di…, fascisti di m…., bastardi, dovete sparire da qui. Qui non potete stare, né voi né quello sporco di Salvini, perché quando verrà saranno cazzi suoi. Dite di non venire qui altrimenti lo uccideremo. Ora vedrete cosa accadrà martedì…Siete terroni di m…. della lega…”. A causa del parapiglia gli organizzatori furono costretti ad interrompere la campagna di informazione che era stata regolarmente autorizzata.
Sempre in quei concitati momenti M.M. e P.G. si sarebbero impossessati di una bandiera caduta per terra sottraendola ad una ragazza 17enne (figlia di un amico di un sostenitore del partito) prima strattonandola e poi colpendola con un pugno sull’occhio sinistro cagionandole un'”iperemia congiuntivale all’occhio sinistro” giudicato guaribile in 8 giorni

pc 22 settembre - S.Gimignano - il carcere/tortura in mano a sbirri vigliacchi e razzisti

San Gimignano, sospesi quattro poliziotti penitenziari accusati di tortura. Quindici agenti hanno ricevuto un avviso di garanzia per il pestaggio di un detenuto di origini tunisine nell’ottobre 2018
San Gimignano, sospesi quattro poliziotti penitenziari accusati di tortura
Minacce, lesioni aggravate, falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale e anche tortura. Sono queste le accuse formulate dalla Procura di Siena contro 15 poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di San Gimignano. L’episodio trae origine dalla denuncia fatta da alcuni detenuti su presunti pestaggi avvenuti all’interno dell’istituto toscano ai danni di un uomo tunisino nell’ottobre del 2018. La vittima infatti si era rifiutata di denunciare gli agenti. Per quattro agenti è stata richiesta la «sospensione immediata» da parte del Dap — Il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che dipende dal Ministero della Giustizia — e tutti e quindici hanno ricevuto un avviso di garanzia.  

pc 22 settembre - Corrispondenza: Algeria in lotta


Algeria: Gaid Salah annuncia la data delle elezioni presidenziali in un clima da caccia alle streghe. Il popolo algerino risponde numeroso in piazza.


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Sono ormai 7 mesi che il popolo algerino ogni venerdì inonda le vie della capitale e delle principali città del paese in oceaniche manifestazioni intervallate durante la settimana da scioperi di categoria, di studenti e, non ultimo un protagonismo femminista delle donne costretto a scontrarsi anche con una frangia maschilista di manifestanti uomini.
Tutto era incominciato contro l’ipotesi di un quinto mandato del presidente Bouteflika, dopo settimane di mobilitazioni quest’ultimo aveva fatto un mezzo passo indietro annunciando il ritiro della propria candidatura ma rilanciando che avrebbe vigilato su un breve periodo di transizione fino a nuove elezioni; le mobilitazioni erano quindi proseguite contro quello che era stato chiamato il “quarto mandato e mezzo” (vedi nostro precedente reportage) man mano si è aggiunta la parola d’ordine più generale di “dégagé le systeme” ovvero via tutto il sistema partitico e di potere algerino,

pc 22 settembre - Corteo ieri a Palermo contro lo sgombero della Casa del Popolo

La repressione di questo Stato borghese non spegne la giusta ribellione e lotta. Rispondere colpo su colpo! Organizzarsi e coordinarsi nella lotta contro la repressione è giusto e  necessario!


Intervento militante Casa del Popolo


Intervento compagna Proletari Comunisti


https://palermo.meridionews.it/articolo/81589/casa-del-popolo-dopo-lo-sgombero-il-corteo-non-ce-nessun-progetto-li-diamo-fastidio/?fbclid=IwAR1pVwIf4V4t6PKz-0dXoGk7A67Evhdqpf8CZnur-4zxwV9QsnimbxZOt5k

pc 22 settembre - Assemblea nazionale a Napoli il 29 settembre

Lo Slai cobas per il sindacato di classe - coordinamento nazionale aderisce, partecipa e interviene
info slaicobasta@gmail.com


PER COSTRUIRE LO SCIOPERO GENERALE DEL SINDACALISMO DI BASE DEL PROSSIMO 25 OTTOBRE
PER DAR VITA A UN'OPPOSIZIONE DI CLASSE E DI PIAZZA AL GOVERNO CONTE BIS
PER RILANCIARE LE LOTTE SUI LUOGHI DI LAVORO E SUI TERRITORI CONTRO SFRUTTAMENTO, RAZZISMO, SESSISMO, DEVASTAZIONE AMBIENTALE, REPRESSIONE, LEGGI ANTISINDACALI E MISURE ANTISCIOPERO
PER L'ABOLIZIONE IMMEDIATA E INTEGRALE DEI DECRETI SICUREZZA

DOMENICA 29 SETTEMBRE
ASSEMBLEA NAZIONALE A NAPOLI

Nelle settimane immediatamente successive alla pubblicazione dell'appello per l'assemblea del 29 settembre a Napoli (http://sicobas.org/2019/07/30/internazionalismo-documento-appello-per-unassemblea-nazionale-il-29-settembre-a-napoli-a-tutte-le-realta-di-lotta-politiche-e-sindacali-collettive-e-reti-solidali/) il quadro politico-istituzionale è improvvisamente e profondamente mutato: la crisi di governo innescata dai deliri di onnipotenza estivi di Salvini ha nel giro di pochi giorni portato prima all'implosione dell'alleanza gialloverde, e ora alla nascita di una nuova maggioranza 5 Stelle-PD-Leu (cui nelle ultime ore si è aggiunta la "quarta gamba" centrista e ultraliberista di Renzi), ribattezzata senza ritegno dai media come “giallo-rossa”, ma più propriamente etichettabile come giallo-blu, giallo-bianco-rosa o giallo-salmone a seconda dei gusti cromatici e dei punti di vista sulla reale natura del Partito Democratico.

Il quadro che emerge da questa crisi di governo si può sintetizzare con un'istantanea tanto semplice quanto evidente: la grande borghesia e il grande capitale (per loro stessa definizione sovranazionali) si sono ripresi la scena, mettendo in soffitta l'”impresentabile” estremismo della Lega salviniana e, con

pc 22 settembre - Il parlamento europeo approva una mozione anticomunista e moderno fascista

Una premessa e una indicazione
Il moderno fascismo è la tendenza dominante in tutti i governi e stati imperialisti europei, e non si tratta solo delle forze sovraniste ma di tutte le forze del parlamento europeo, tranne rare eccezioni. Tutte si muovono in questo perimetro generale.
I gruppi di 'sinistra' impregnati di populismo di sinistra - sovranismo di sinistra - pro Brexit, i movimenti autonomi impregnati di indifferentismo politico, i gruppi comunisti anche marxisti-leninisti-maoisti che non individuano e lottano tatticamente e strategicamente contro il nesso imperialismo/fascismo/guerra sono forze che deviano il movimento della classe operaia e delle masse popolari dal loro cammino necessario al cambiamento rivoluzionario.
E' quindi necessario una dura, netta e prolungata lotta ideologica, teorica, politica e organizzativa nei confronti di queste forze per ricostruire partiti comunisti autentici, un fronte unito antifascista e antimperialista, le forze combattenti necessarie per condurre resistenza e rivoluzione proletaria e socialista.
In questo fondamentali sono gli insegnamenti storici della Terza Internazionale Comunista e l'applicazione del marxismo-leninismo-maoismo alle realtà concrete, contro le varianti opportuniste di destra e di 'sinistra' - espressioni dell'influenza della piccola borghesia nel movimento operaio e comunista.

proletari comunisti/PCm Italia
settembre 2019
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Venerdì venti settembre il Parlamento europeo – con 535 voti a favore, 66 contro, e 52 astenuti – ha approvato la mozione di condanna dell’uso dei simboli del comunismo, chiedendo la rimozione dei monumenti che celebrano la Liberazione avvenuta ad opera dell’Armata Rossa ed equiparando il comunismo al nazifascismo.
Di seguito pubblichiamo –  la lista dei nomi di tutti i parlamentari italiani che hanno approvato questa infame mozione: tra questi spiccano tutti i parlamentari del Partito Democratico presenti alla votazione.

Socialisti e Democratici (19)
  1. Bartolo Pietro (PD - Partito Democratico)
  2. Benifei Brando (PD)

pc 22 settembre - MIGRANTI - L'IMPERIALISMO ITALIANO MANDA A MORIRE IN LIBIA

E' il governo italiano che arma, finanzia e addestra i criminali, torturatori della Guardia costiera libica.

Espellere dall'Italia o farli bloccare in mare dalla Guardia costiera significa solo rimandare uomini, donne, bambini nei lager a subire torture, stupri o mandarli a morte.
Su questo nessun cambio di governo sta portando a salvare la vita di migliaia di persone.
Riprendiamo dovunque la lotta per porti aperti, blocco delle espulsioni, cancellazione dei Decreti sicurezza, delle leggi di Minniti, Bossi/Fini, ecc.

Da Il Manifesto

Libia, ucciso perché si rifiuta di tornare nei centri di detenzione

Vittima un giovane sudanese intercettato dalla Guardia costiera libica con altri 103 migranti.
L’Oim. «Tragedia annunciata»
"E’ la testimonianza drammatica di come opera davvero la cosiddetta Guardia costiera libica e di cosa accade ai migranti che vengono riportati nel Paese nordafricano. Un giovane di origine sudanese è morto giovedì dopo essere stato ferito allo stomaco dai colpi sparati da uomini armati perché, insieme

sabato 21 settembre 2019

pc 21 settembre - Padroni assassini: a Brescia ennesima morte operaia

20 settembre 2019
Tragedia sul lavoro a Brescia, muore operaio travolto da una tonnellata di zucchero

E' stato trasportato in codice rosso nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. Ancora da chiarire la dinamica dell'incidente

È morto dopo diverse ore di agonia l'operaio travolto da una tonnellata di zucchero mentre stava lavorando nella distilleria San Giorgio di Paratico, in provincia di Brescia. L'incidente sul lavoro è avvenuto ieri pomeriggio intorno alle 14: Mattia Parmini, 36enne operaio di Foresto Sparso (Bergamo), stava muovendo sacchi di zucchero da 1000 chili ciascuno, quando è stato schiacciato. È stato trasportato in codice rosso nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. La dinamica dell'accaduto è al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Chiari.

pc 21 settembre - "FRIDAY FOR FUTURE" SOTTO IL PLAUSO E IL PERMESSO DEI MINISTRI E DEI PADRONI - NON E' CERTO UNA BELLA COSA...

Mentre le scuole scoppiano, vanno a pezzi, mentre, come a Taranto, i bambini fanno lezione nelle scuole inquinate...

Bra, via alla kermesse di Cheese nel segno dei ragazzi di Greta e il canto di Bella Ciao. Ad applaudire gli studenti la ministra dell'agricoltura Bellanova e il fondatore di Slow Food, Petrini

Il nuovo Ministro dell'Istruzione Fioramonti si dice favorevole allo sciopero per il clima del 27 settembre.
... e agli studenti verrà giustificata l'assenza dalle scuole

pc 21 settembre - NEL NUOVO NUMERO DEL GIORNALE PROLETARI COMUNISTI - "SPECIALE GOVERNO"

Richiedilo a pcro.red@gmail.com
- Il nuovo governo Conte
- I ministri del governo Conte bis
- Conte 2 su lavoro sviluppo economia
- Riprende in grande la politica delle  Grandi opere
- Il nuovo governo in politica estera
- Il nuovo governo e la politica economica della UE
- Immigrati e Decreti sicurezza
- Parlamento e riforme costituzionali
- Un commento ai commentatori borghesi
- Il governo della natalità e della famiglia

pc 21 settembre - Per la formazione marxista dei lavoratori - chi da una mano è benvenuto - proletari comunisti/PCm Italia

Videolezione: da il Manifesto agli scritti preparatori a Il capitale

Seconda leziono del corso di filosofia marxista tenuto dal prof. Renato Caputo per l’Università popolare Antonio Gramsci in cui si analizzerà il Manifesto del partito comunista e la Prefazione a Per la critica dell’economia politica


A più di centosettanta anni di distanza il Manifesto del partito comunista è divenuto ancora più attuale, dinanzi alla crescente crisi della società capitalista e alle alternative reazionarie che il suo mancato superamento risuscita. Tale scritto, in cui il programma massimo si lega dialetticamente al programma minimo, è il fondamento teorico di quel partito che solo può offrire una reale alternativa progressiva alla crisi. Perciò è ancora oggi fra i testi più letti e dibattuti al mondo.
Per ulteriori approfondimenti si rinvia agli articoli su argomenti analoghi già pubblicati su questo giornale: Il manifesto politico del partito dei comunisti e Marx, dal Manifesto a Il capitale

pc 21 settembre - Tutti contro in tutte le forme, in lotta e in piazza, contro i decreti sicurezza

Abolizione immediata dei “decreti sicurezza”!
II 24 luglio scorso  la Camera ha approvato la fiducia posta dal governo Conte sul cosiddetto “decreto sicurezza bis”. Pochi giorni dopo il Senato ha posto il sigillo sul testo facendolo divenire legge, promulgata da Mattarella con ipocriti “distinguo”.
Questo provvedimento è stato fortemente voluto dall’ex ministro di polizia, l’ultrareazionario Matteo Salvini, che a poche ore del voto di Montecitorio si era rifiutato di dare spiegazioni sui 65 milioni di fondi russi alla Lega, non presentandosi in Aula. Un magnifico esempio del carattere falso e ipocrita del parlamentarismo borghese.
Oltre agli effetti propagandistici, il "decreto sicurezza  bis" ha un duplice scopo.
Da un lato, indurisce l’infame politica migratoria che ha contraddistinto il governo dei populisti. Si vieta l’ingresso in acque italiane, si chiudono i porti, si confiscano le navi, si militarizza il Mediterraneo, si intensificano la minaccia e la persecuzione dei volontari che salvano vite umane in mare. In tal modo si impedisce che i migranti, superstiti da traversate infernali e dai lager libici, siano soccorsi.
Ciò equivale a una condanna a morte per migliaia di oppressi che fuggono da guerre, miseria e regimi reazionari, e maggiori ricatti per chi riesce a sbarcare.
Dall’altro lato, il “decreto sicurezza bis”, introduce una serie di norme politico-giuridiche volte a restringere il diritto di manifestazione (facendo divenire reato con pene fino a 4 anni di galera l’accensione di fumogeni e l’uso di fazzoletti per non essere avvelenati dai gas lacrimogeni), e inasprendo le sanzioni penali per alcuni reati previsti dal Testo unico delle leggi di “pubblica sicurezza” approvato dal fascismo.
Con i decreti sicurezza 1 e 2 le forze di polizia godranno di maggiori tutele, al contrario dei manifestanti, che saranno più esposti alla violenza di Stato.
Sempre più misure e risorse sono messe in campo per reprimere i lavoratori, sempre meno misure e risorse per tutelarli.
Bersaglio della gestione populista dell’ ”ordine pubblico” sono le lotte di quei settori  proletari e popolari che non piegano la testa e si preparano a riscendere in campo di fronte alle manovre governative e all’approfondirsi della crisi economica.
Si vuole scoraggiare e impedire la partecipazione più ampia delle masse alle manifestazioni, colpevolizzare gli organizzatori, creando condizioni migliori per le scellerate azioni di provocatori prezzolati.
Si punta a dividere, paralizzare e reprimere il proletariato, a sopprimere le sue libertà e gli spazi di agibilità politica e sindacale conquistati con decenni di dure lotte.
I capitalisti hanno tutto l’interesse ad appoggiare i “decreti sicurezza”, perché sanno bene che agiscono contro il proletariato, fiaccano la sua resistenza e disorganizzano la sua forza. 
La lotta contro i “decreti sicurezza” - che hanno i loro antecedenti nei “decreti Minniti” - non è solo necessaria, è anche urgente, perché le loro norme, causano seri danni nelle file del proletariato, costringendolo ad arretrare e perdere diritti, a combattere con le mani legate, mentre l’attacco padronale si fa più duro e spietato.
Noi comunisti esigiamo la cancellazione immediata degli infami “decreti sicurezza” voluti da Salvini, non la loro “correzione” attraverso la modifica di qualche articolo. 
Allo stesso tempo ci poniamo il problema di come lottare efficacemente nelle nuove condizioni, come contrastare l’applicazione delle misure liberticide che costituiscono un tassello della trasformazione reazionaria dello Stato borghese.
Una cosa è chiara: le misure reazionarie non si sconfiggono con gli appelli umanitari e  non si possono affrontare continuando a lottare separati, oppure isolando la questione della repressione dai bisogni urgenti e vitali degli operai e degli altri lavoratori sfruttati, che entrano sempre più in urto con il capitalismo e il suo apparato di oppressione statale.
L’offensiva reazionaria si può battere solo con il fronte unico proletario di lotta, basato sulla difesa intransigente degli interessi della classe operaia, contro il capitalismo e la politica governativa di divisione antioperaia, contro le manovre dei capi sindacali collaborazionisti e opportunisti.
Questa è la via attraverso la quale possiamo sviluppare l’azione di classe e spezzare le unghie alla borghesia.
Lavorare per realizzare l’unità di lotta dei proletari per il pane, la libertà dei lavoratori e la pace, contro tutti i tentativi reazionari e riformisti di dividere la classe, significa lottare per l’unione dei gruppi comunisti e degli elementi di avanguardia della classe operaia in una sola Organizzazione comunista, in marcia verso il Partito indipendente e rivoluzionario del proletariato.

Da “Scintilla”, n. 101 – settembre 2019