mercoledì 24 giugno 2026

pc 24 giugno - Massima solidarietà agli operai Sudd Cobas aggrediti al picchetto a Seano (Prato). Ferito un operaio pakistano

Sudd Cobas: “Il nostro presidio attaccato dai padroni dei pronto moda e dai caporali”. Polizia in forze

Dopo l'annuncio di cento licenziamenti, e la comunicazione della chiusura dell'attività da parte dei padroni, continua a salire la tensione tra l'azienda di spedizioni e il sindacato di base. E intanto il tribunale fissa un'udienza il 16 luglio.

PRATO: CENTINAIA DI PERSONE PORTANO SOLIDARIETA’ AL PICCHETTO DOPO L’AGGRESSIONE DI 250 PADRONCINI ALLA ACCA DI SEANO (https://www.radiondadurto.org/2026/06/24/prato-centinaia-di-persone-portano-solidarieta-al-picchetto-dopo-laggressione-di-250-padroncini-alla-acca-di-seano/)





Un operaio pakistano ferito da un camion che gli è passato sui piedi, un imprenditore cinese portato in questura, altro caos, altre proteste con centinaia di persone, scambio di accuse tra Sudd Cobas, Acca srl e Sg Trasporti. Nel mezzo centinaia di scatoloni pieni di merce che deve essere spedita dai pronto moda. Sale ancora la tensione dopo gli ultimissimi fatti che si sono susseguiti oggi, martedì 23 giugno con l’intervento della polizia arrivata in forze e con caschi e giubbotti in via Copernico a Seano, pronta ad entrare in azione in caso di necessità. Tensione alle stelle. Da giorni il sindacato autonomo sta presidiando le sedi della Acca, a Seano e in via Ghisleri a Prato, dopo l’annuncio della chiusura dell’attività di spedizioni e il licenziamento di un centinaio di operai. Un presidio ininterrotto, giorno e notte, per evitare che i carichi di merce partano lo stesso e che la chiusura non sia soltanto una scusa per azzerare i diritti di quei lavoratori regolarizzati dopo la dura vertenza dei mesi scorsi. Già domenica un paio di carichi erano stati bloccati: una iniziativa che aveva fatto infuriare la Sg Trasporti che aveva sottolineato di non avere collegamenti con la Acca srl e di aver ricevuto direttamente dai clienti la merce da spedire a Bari. “Per noi la Acca era un hub di spedizioni – la precisazione – non potendo più garantire il servizio, abbiamo dovuto spostare le operazioni di carico in mezzo alla strada”. Cosa che è nuovamente accaduta oggi e anche stavolta il tentativo di far partire la merce è stato stoppato dai sindacalisti e dagli attivisti che hanno filmato tutto con il telefonino per documentare quanto stava succedendo. “Abbiamo intercettato il carico in via Ghisleri e quando siamo intervenuti i camion sono stati fatti allontanare. Un operaio è stato investito è ora è all’ospedale”. L’uomo, pachistano di 45 anni, ha riportato ferite in seguito ad un furgone che gli è passato sopra i piedi.

Il caos è scoppiato davanti alla sede principale della Acca, a Seano, dove diversi imprenditori cinesi si sono presentati già nella mattina per ritirare la loro merce, stoccata nel magazzino, e spedirla attraverso altre società. Qui il presidio di Sudd Cobas che chiede il ritiro dei licenziamenti: “Il lavoro c’è, perché chiudere? Per spostare il lavoro da un’altra parte”? La replica dei proprietari delle merci arrivata tramite gli avvocati: “Noi non c’entriamo nulla con la Acca, vogliamo recuperare quanto è nostro e procedere alle spedizioni con altri vettori”. Il sindacato risponde: “La logistica Acca organizza I padroni dei pronto moda per attaccare lo sciopero”. E ancora: “Quello che sta succedendo a Seano è gravissimo – dice Luca Toscano – è un assalto organizzato al picchetto dei lavoratori,pianificato dall’azienda e a cui stanno partecipando esclusivamente padroni dei pronto moda e caporali. Decine di loro sono addirittura entrati dentro il magazzino e stanno smistando la merce. Tra gli assalitori e le persone che stanno lavorando nel magazzino ora non c’è nemmeno un operaio di Acca. A sostituire i lavoratori in sciopero dentro il magazzino sono i padroni dei pronto moda. Stanno provando a rappresentare quanto sta succedendo come una questione etnica. sappiamo bene che il loro interesse è solo e soltanto verso la merce che lo sciopero per tutelare posti di lavoro alla Acca sta fermando. Negli ultimi mesi i lavoratori cinesi stanno iniziando a unirsi al nostro sindacato per farla finita con lavoro nero, turni di 12 ore e sfruttamento. È finito il tempo della paura e di una narrazione comoda solo a chi in questi anni ha fatto soldi sulla pelle degli operai pakistani, africani, cinesi, bangladesi. Sul posto, da ore, polizia e ambulanze. La voce di cosa sta avvenendo in via Copernico si è diffusa così in fretta che in pochissimo tempo sono arrivate circa trecento persone e sono iniziati scioperi di solidarietà in decine di aziende del distretto. Una mobilitazione spontanea in risposta a quello che Sudd Cobas non ha tardato a definire “un assalto al picchetto”.


pc 24 giugno - Contro l'Iran "500 aerei USA sono decollati dalle basi americane in Italia".... e lo dice il segr. generale NATO

La servetta ingannapopolo, Meloni, ci ha raccontato ancora balle sull'Italia "non coinvolta"!


In un'intervista a Fox News il Segr. Gen. della NATO Rutte ha sottolineato il sostegno europeo all'azione militare Usa contro l'Iran: "Comprendo perfettamente la delusione, ma se prendiamo ad esempio l'Italia, 500 aerei USA sono decollati dalle basi americane in Italia..."

pc 24 giugno - Ondata di arresti e legge marziale del boia Erdogan prima dell'apertura del vertice NATO ad Ankara. Denuncia e solidarietà

alcune notizie parlano di 208 arresti e mandati di arresto per 241 persone. Agli avvocati non vengono fornite informazioni sugli arrestati e a coloro che hanno chiesto di parlare con il pubblico ministero è stato negato l'accesso al tribunale. Tutta la capitale è "zona rossa", una prigione a cielo aperto 

da https://ozgurgelecek56.net/partizan-nato-bahanesiyle-yaratilan-ohale-karsi-mucadeleye/

In vista del vertice NATO, Partizan ha diffuso un comunicato stampa in merito alle perquisizioni domiciliari e agli arresti avvenuti questa mattina ad Ankara. Il comunicato sottolinea che numerose case e istituzioni di rivoluzionari e democratici sono state prese di mira durante queste operazioni.

Il testo del comunicato dei compagni

"Combatteremo contro lo stato di emergenza creato con il pretesto della NATO!"

Mentre si avvicina il vertice della NATO, questa mattina ad Ankara sono state effettuate perquisizioni nelle case di centinaia di persone rivoluzionarie e democratiche, tra cui nostri compagni, e in numerose istituzioni.

Come accade in molte incursioni contro istituzioni rivoluzionarie e progressiste, decine di nostri compagni sono stati arrestati dopo che le loro case e i loro dormitori sono stati saccheggiati e sottoposti a torture.

È evidente che questo attacco è stato perpetrato per la lotta contro la NATO. La nostra lotta contro la NATO, l'imperialismo e i suoi collaboratori locali è giusta e legittima!

Le forze al potere che hanno dichiarato la legge marziale ad Ankara hanno già iniziato i loro attacchi contro la popolazione. La NATO, che non porta altro che sofferenza, saccheggio e morte al popolo, ha messo in pratica le sue imposizioni antipopolari a pochi giorni dal vertice. L'esercito turco, insieme alla polizia e alla gendarmeria, ha eseguito questi ordini, dimostrando ancora una volta la complicità dello Stato.

Fin dall'inizio della nostra lotta, ci siamo opposti a questa ideologia di distruzione e continueremo a farlo. Non tollereremo sfruttamento, tortura e guerre imperialiste. Le misure di legge marziale e le operazioni politiche condotte con il pretesto del vertice NATO non ci fermeranno! Queste operazioni dimostrano al mondo intero la legittimità della nostra lotta!

Liberate immediatamente i nostri compagni, i nostri compagni combattenti!

Adempiamo al nostro dovere rivoluzionario, scendendo in piazza contro la NATO!

Ad Ankara il 7 e l'8 luglio!

Abbasso il fascismo, abbasso l'imperialismo, viva la nostra lotta organizzata!"

pc 24 giugno - Per Satnam Singh chiesti 22 anni di reclusione per il padrone che lo aveva lasciato morire dopo averlo sfruttato

Da Latina Oggi

Il Procuratore aggiunto Spinelli: "per l'imputato non era un essere umano ma qualcosa di cui disfarsi"

Lo spiega in oltre due ore di requisitoria il Procuratore Aggiunto Luigia Spinelli che per un istante si ferma. Ha la rotta voce dall’emozione, si commuove  come se rivivesse nella mente i fotogrammi  del 17 giugno 2024. Poi riprende e alla fine del suo intervento chiede 22 anni di reclusione per Antonello Lovato.  «Non merita attenuanti generiche», ripete.

«Cosa sarebbe accaduto se avesse chiamato subito i soccorsi?  - invita a riflettere il magistrato -  la vittima era in una condizione di vulnerabilità e Lovato in una posizione di supremazia».

Tra i banchi del pubblico c’è  Soni, la compagna di Satnam.

«Questa non è soltanto la morte di un uomo che si poteva salvare, è una vita che si è consumata lentamente. Satnam era un lavoratore invisibile,

pc 24 giugno - Liberi gli attivisti italiani della Flotilla detenuti in Libia

Sono stati liberati gli attivisti italiani della Flotilla di terra detenuti da più di un mese in Libia, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Tajani. Insieme a loro è stato affidato al console italiano a Bengasi anche un terzo attivista, Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana. Domani i tre faranno rientro in Italia.

pc 24 giugno - Condanne infami contro i palestinesi - Mohammad, Raed, Yaser e Ryiad LIBERI SUBITO!!

Vendetta politica? Islamofobia? Compiacenza e attestato di servile fedeltà nei confronti dell'alleato sionista?

Certamente tutto un pò di questo. Ma la sostanza è che il governo Meloni ci ha messo la faccia su questa sentenza. Ha espresso il proprio comando, la propria violenza oppressiva e repressiva contro chi come Mohammad, Raed, Yaser e Ryiad ha dedicato la propria vita, sacrificandola insieme a quella delle loro famiglie che rimangono orgogliosamente al loro fianco, per il popolo palestinese.

Questa sentenza del riesame risuona dello stridio delle unghie sul vetro della realtà accusando i nostri fratelli di aver aiutato e supportato i figli di 9 combattenti che loro sottolineano "martiri" ammantando questo termine di sospetto. Miserabili ignoranti, a Gaza chiunque muoia sotto le bombe, per fame, malattie o combattendo è un martire. 

I partigiani della nostra Resistenza erano e sono chiamati martiri e fate bene i conti perchè

martedì 23 giugno 2026

pc 23 giugno - Il Piano Casa del governo: la solita fuffa propagandistica sulla pelle dei proletari e dei giovani che faticano a trovare e mantenere una casa, oltre all'attacco razzista

 Al governo non interessa l'emergenza abitativa ma la propaganda e l'attacco razzista


La Camera dei Deputati ha approvato il decreto legge n. 66 del 7 maggio 2026, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa.

Ora il testo passa al Senato per la conversione definitiva entro il 6 luglio.

Mentre la Camera discuteva gli ordini del giorno del decreto, il governo, o meglio, Salvini,  nomina come Commissario per il Piano Casa, Felice Squitieri, architetto esperto di bioedilizia.  Un commissario che avrà una struttura di supporto, con altre poltrone e stipendi, che potrà operare "in deroga a ogni legge diversa da quella penale", in deroga, quindi, dai regolamenti comunali e dalle leggi regionali. 

il manifesto riporta: "NELLA STRUTTURA che farà capo a Squitieri come «soggetti gestori» ci saranno

pc 23 giugno - Imperialismo e banane del Guatemala - una storia che non tramonta mai, dal '68 fino ad oggi

Guatemala: i bananeros schiavi di Chiquita

di David Lifodi

Public Eye denuncia ritmi di lavoro insostenibili, salari da fame e repressione di qualsiasi protesta. Dai tempi della transnazionale United Fruits Company, di cui è erede, non è cambiato nulla.

Nelle piantagioni di banane del Guatemala regna un clima di paura”: l’accusa di Public Eye a Chiquita, erede della transnazionale United Fruits Company, richiama ancora una volta l’attenzione sulle violazioni dell’impresa in relazione all’ambiente, ai diritti umani e a molto altro.

Le condizioni dei lavoratori sono drammatiche. Salari da fame, orario di lavoro non inferiore alle 12 ore al giorno, nessuna protezione per difendersi dalle fumigazioni, peraltro proibite, e divieto assoluto di protesta, pena il licenziamento immediato, sono alcune delle pratiche riportate anche da Sergio Ferrari nell’articolo pubblicato su Resumen Latinoamericano dall’eloquente titolo Guatemala. Chiquita y su propio garrote: Infiernos bananeros, paraísos fiscales.

Per resistere a dei ritmi di lavoro insostenibili e in condizioni non troppo diverse da quelle di una vera e propria schiavitù, Public Eye spiega che i bananeros si vedono costretti ad assumere una bevanda che mischia oppiodi e la bibita energizzante Raptor per diminuire la fatica e non crollare a terra per almeno sette volte al giorno. Già nel 2024 la rivista guatemalteca No Ficción aveva documentato la crescita dei casi di infermità renale cronica tra i lavoratori dell’agroindustria, dovuta proprio alle durissime

pc 23 giugno - In tempi di Stato di polizia e caccia al migrante all'ombra del governo Meloni/Salvini/Vannacci

Arrestato e pestato dagli agenti, era in manette. Sei poliziotti sospesi dal servizio

Arrestato e pestato dagli agenti, era in manette. Sei poliziotti sospesi dal servizio
Secondo il gip Scotto Di Luzio un cittadino cubano è stato picchiato all’interno degli uffici del commissariato Viminale. I verbali sono poi stati falsificati.

pc 23 giugno - In tempi di razzismo e moderno fascismo all'ombra del governo Meloni/Salvini/Vannacci

 Una denuncia pervenuta

𝗨𝗻’𝗮𝗴𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗿𝗮𝘇𝘇𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗼 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗶𝘀𝘁𝗮. 𝗜𝗹 𝗿𝗮𝘇𝘇𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼
Un ambulante senegalese di 30 anni, regolarmente residente in Italia, titolare di partita IVA e autorizzato a svolgere la propria attività, è stato aggredito con spray al peperoncino mentre lavorava a Borgo Sant’Angelo.
È stato medicato all’ospedale Santo Spirito con una prognosi di due giorni e ha presentato denuncia. Secondo quanto riferito dalla vittima, durante l’aggressione sarebbero state pronunciate frasi come: «C’è ancora un africano qui? Torna a casa tua.»
La vicenda vede coinvolto Simone Carabella. Se quanto denunciato sarà confermato dalle indagini, ci troveremmo di fronte non solo a un grave episodio di violenza, ma a un’aggressione con un possibile movente razzista, incompatibile con i principi fondamentali di uno Stato di diritto.
Se davvero un uomo è stato aggredito per il colore della sua pelle o per la sua origine mentre esercitava regolarmente il proprio lavoro, siamo davanti a un comportamento che richiama una logica squadrista: intimidire, umiliare e colpire chi viene considerato diverso, sostituendo la forza al diritto e la violenza al confronto civile.
È ancora più inquietante quando simili episodi vengono ripresi con uno smartphone e trasformati in contenuti per i social, quasi fossero intrattenimento. Il razzismo non è uno spettacolo. L’umiliazione di una persona non è un contenuto da monetizzare o da usare per ottenere visibilità. È un’offesa alla dignità umana e ai valori democratici.
Mi auguro che la magistratura accerti rapidamente tutti i fatti e le eventuali responsabilità.
In una democrazia non c’è spazio per la violenza, per il razzismo, né per chi, con metodi squadristi, pensa di poter intimidire lavoratori, cittadini e persone innocenti.
Difendere la legalità significa difendere il diritto di ogni essere umano a vivere e lavorare senza paura, indipendentemente dal colore della pelle o dalla sua provenienza.

pc 23 giugno - Milano/uomini e topi

 

Care vicine e cari vicini, sono passate tre settimane da quando abbiamo fatto la prima assemblea con gli abitanti dei caseggiati del Molise-Calvairate sull’invasione dei topi; da allora si è alzato un polverone mediatico, l’emergenza sanitaria è stata portata in Consiglio comunale e Aler è stato costretto a fare alcune promesse e a prendere dei provvedimenti concreti. 

Ma, ancora oggi, le colonie di topi continuano a occupare i nostri cortili, è arrivato il caldo infernale, i lavori di bonifica delle cantine non sembrano iniziare mai, le zone rifiuti sono sempre uguali e Aler non si degna di dirci cosa intende davvero fare e di comunicare un piano di interventi per tutto il quartiere, con date e provvedimenti concreti. 

In compenso alcuni loro funzionari venuti a fare dei sopralluoghi si permettono di definirci “animali!” e di dire che contro i topi dobbiamo “arrangiarci da soli!”; i portieri e gli “amici dei topi” ci tolgono di nascosto e di notte, i cartelli delle iniziative e l’Aler espone avvisi minacciosi contro tutta la comunità. Ma noi non ci faremo intimidire! La nostra dignità e la nostra salute prima di tutto! 

Mercoledì scorso il primo corteo rumoroso degli abitanti del Molise-Calvairate ha sfilato dentro e fuori i caseggiati per far arrivare ad Aler forte e chiaro che noi abitanti e solidali non ci fermeremo fin quando non avremo “case, pulizia e dignità” e finché non ci libereranno da “topi, degrado e speculazione sull’edilizia popolare”. 

Mercoledì prossimo troviamoci per confrontarci, iniziare a ideare un documento comune di richieste e preparare la protesta sotto la sede Aler della prossima settimana. 

Ore 18.30 nel cortile di via degli Etruschi 2. 

Partecipate, fate partecipare e fate girare.

Uniti si vince, la lotta paga!

lunedì 22 giugno 2026

pc 22 giugno - E' uscito il nuovo numero di ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - in diffusione fabbriche, lavoratori in lotta, manifestazioni e assemblee

pc 22 giugno - Partecipata assemblea regionale a Bari - Decise importanti e varie iniziative in Puglia - dal blog tarantocontro

 All'assemblea regionale di Bari del 19 giugno hanno partecipato vari compagni e comitati e organizzazioni: Collettivo operaio Mo Avast! – Comitato Altamura per la pace – Comitato Articolo 11 – Comitato contro il Genocidio del Popolo Palestinese, il riarmo e per la pace Brindisi - Comitato contro il riarmo del Salento - Comitato per la pace di Ruvo di Puglia - Comitato per la pace di Terra di Bari – Comitato per la pace di Putignano – Comitato per la pace di Ruvo di Puglia - Comitato promotore Marcia Gravina-Altamura 2026 - Coordinamento Capitanata per la pace – COBAS Puglia - Convochiamoci per Bari - Coordinamento Grottaglie per la Palestina – Coordinamento Molfetta per la Palestina - Coordinamento Nord Barese Pace e Disarmo – DigiunoGaza – DisarmaTerra - Donne in nero Bari – Emergency Puglia e Basilicata – Etica & Politica - Global Sumud Flotilla Puglia - La Giusta Causa – Legambiente Corato - Missionari Comboniani di Bari - Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Pace Terra Dignità di Alessano - PCI Puglia – PeaceLink – Piccola Comunità Kairos - Rete dei Comitati per la Pace di Puglia - Rete Puglia – Rifondazione Comunista Puglia – Risorgimento Socialista Puglia – Sinistra Anticapitalista Taranto – SLAI Cobas Taranto - Sinistra Italiana Puglia - UDS Puglia – Zona Franka

Dagli interventi sono uscite le seguenti proposte:
- Assemblea cittadina a Molfetta aperta a tutti il 25 giugno in preparazione della
- Manifestazione regionale il 4 luglio a Molfetta per la liberazione di Alberizia e Centrone, prigionieri in Libia
- Assemblea regionale il 5 luglio all'ex-caserma a Bari per la mobilitazione per la chiusura del consolato israeliano

- Manifestazione alla base navale di Taranto in occasione della partenza della Vulcano
  (proposta fatta da taranto slai cobas accolta)
- Assemblea popolare in piazza Taranto con mostra, proiezione di film, e intervento pro palestina e pro flotilla (proposta fatta da slai cobas taranto accolta)
- Banchetti di propaganda dell'appello "non armi ma pane" del Comitato  Articolo 1 ad Alessano, Casarano, Tricase con proposta di organizzarlo nel resto della Puglia
- Manifestazione a Brindisi il 15 ottobre in occasione dell'attracco della nave da crociera israeliana
  con appello a costituire in coordinamento interregionale dato che attraccherà anche a Catania e Palermo

pc 22 giugno - L'imperialismo USA non rispetta il memorandum sul Libano - L'Iran Reagisce

GPI 🚨🇮🇷 ULTIM'ORA: Il quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya annuncia la chiusura dello Stretto in di Hormuz:


Data la palese violazione da parte degli Stati Uniti dei propri impegni e la loro infrazione dell’accordo relativo alla mancata attuazione della prima clausola dell’intesa di cessate il fuoco, e in risposta alle continue e persistenti violazioni del cessate il fuoco da parte dell’entità sionista nel Libano meridionale, che hanno provocato brutali uccisioni e lo sfollamento di centinaia di migliaia di cittadini di questo Paese oppresso, nonché a causa del mancato ritiro delle forze di occupazione dai territori del Libano meridionale, annunciamo la chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico navale e alla navigazione marittima. 


Confermiamo che questo è il primo passo in risposta alla violazione degli impegni da parte del nemico. In caso di continue aggressioni, saranno pianificate e attuate ulteriori misure per costringere il nemico a rispettare e adempiere ai propri obblighi.

pc 22 giugno - La condanna degli attivisti di Palestine Action e la rivolta dei giuristi: “droni killer” non sono persone

Regno Unito. Di C.L.Dias. La condanna degli attivisti di Palestine Action e la rivolta dei giuristi: “droni killer” non sono persone, il giudice è parziale

Se vogliamo mantenere un po’ della nostra sanità mentale in questa Europa guerrafondaia, che zittisce di fronte alle barbarie perpetrate da Israele in Medio Oriente, dobbiamo partire da due presupposti elementari: a) salvare vite umane non è terrorismo; b) le armi non sono persone da tutelare con identici diritti.

Ieri, ​un tribunale britannico ha tracciato una linea di confine che potrebbe fare tendenza nel diritto europeo, trasformando in “terrorismo” la distruzione di “drone killer” fabbricati da un azienda israeliana.

La condanna a pesanti pene detentive per Charlotte Head, Samuel Corner, Leona Kamio e Fatema

domenica 21 giugno 2026

pc 21 giugno - Astroturfing: accelerare la fascistizzazione delle classi popolari in Gran Bretagna - Il caso Belfast

di Silvano Cacciari *

L’astroturfing è una pratica di comunicazione strategica, che mette tra parentesi i reali promotori e finanziatori di un messaggio o di un’organizzazione, strutturandola in modo che appaia come un movimento spontaneo, autentico e nato “dal basso”, ovvero di natura grassroots.

Il termine evoca l’erba sintetica AstroTurf in contrapposizione al manto erboso naturale, evidenziando la fabbricazione del consenso popolare. E’ una forma di ingegneria del discorso pubblico per creare egemonia nell’opinione collettiva e influenzare le decisioni istituzionali.

L’astroturfing fa parte di pratiche egemoniche che ormai hanno dietro di sé una storia e una letteratura consolidate, ma in un paese, come il nostro, che è rimasto a un concetto di egemonia calibrato sull’epoca della Costituente, rappresenta un’enorme novità.

Con l’emergere della rete, la pratica si è concentrata sul concetto di astroturfing digitale, definito come un’attività strategica (top-down), avviata da attori politici o aziendali su Internet, che imita deliberatamente il comportamento spontaneo e dal basso (bottom-up) di gruppi autonomi.

A differenza delle campagne tradizionali, l’astroturfing digitale beneficia di barriere all’entrata economiche quasi inesistenti e di una scalabilità senza precedenti. I principali meccanismi attraverso cui

pc 21 giugno - Formazione rivoluzionaria delle donne - Concludiamo con Silvia Federici questo ciclo su "Produzione e riproduzione"

 RICORDIAMO CHE LA FORMAZIONE RIVOLUZIONARIA DELLE DONNE RIPRENDERA' A SETTEMBRE


....Tra le teoriche che hanno influenzato e continuano ad influenzare il pensiero femminista occidentale e in particolare in Italia nel movimento “Non una di meno”, prendiamo a riferimento Silvia Federici (femminista accademica, insegna filosofia politica all’Hofstra college di Long Island, NY). 

In queste note, ancora grezze, vogliamo affrontare alcune posizioni generali della Federici...

 

Nella presentazione del libro “Genere e Capitale – Per una lettura femminista di Marx” viene scritto (non smentito assolutamente dalla stessa autrice): “...Federici ci spinge a un superamento del marxismo e a cercare nel femminismo contemporaneo gli strumenti per l’emancipazione di tutte e di tutti”. 

Per la Federici, infatti, Marx da un lato non avrebbe voluto considerare la condizione delle donne o ne avrebbe fatto analisi limitate e carenti, dall’altro avrebbe dato una rappresentazione positiva del capitale e della grande industria.

 

Questo è un uso volutamente distorto di Marx. 

Primo, Marx ha analizzato con il metodo storico materialista dialettico – unico scientifico - il modo di produzione capitalista, l’ha “spezzettato” parte per parte, dalle origini al suo sviluppo/crisi. In questo è stato come un medico che fa l’autopsia di un corpo umano. Marx analizza la storia, il modo di produzione capitalista, come uno scienziato analizza per esempio l’azione degli animali sulla natura. Il suo scopo non è di dare un giudizio morale, ma ha il problema/compito di consegnare al proletariato la scienza/conoscenza.

Secondo, detto questo, nessuno più di Marx ha fatto una descrizione così cruda del capitale, della sua azione di distruzione di uomini, ambiente, forze produttive – su questo un enorme lavoro lo aveva fatto Engels con l’insuperabile testo “La condizione della classe operaia in Inghilterra”, ripreso da Marx ne Il Capitale. Tantissime pagine del Capitale grondano di sangue e distruzione. “Il capitale – scrive Marx – è lavoro morto che si ravviva, come un vampiro, soltanto succhiando lavoro vivo e più vive quanto più ne succhia”.

La stessa Federici ad un certo punto nel libro “Genere e capitale” deve ammettere che “pochi studiosi hanno descritto con tanta passione ed efficacia la brutalità del lavoro capitalista…”, MA… Marx si sarebbe limitato ad osservare che l’impiego delle donne e dei bambini “serviva solo a falcidiare i salari operai”; e anche quando Marx descrive la generale condizione brutale delle donne, per la Federici lo avrebbe fatto con commenti di “stampo moralista sul degrado delle donne impiegate nel lavoro industriale” - lì dove invece c’è una denuncia schiacciante generale e un’analisi scientifica di ogni aspetto terribile della condizione delle donne in fabbrica e fuori, nelle case, senza nessun moralismo. Ma per la Federici se Marx (ed Engels) scrive che l’eccesso di lavoro e fatica per le donne producono un “innaturale estraniamento tra le operaie e i loro figli”, non significa che vuol denunciare la violenza immane che veniva perpetrata non solo sui corpi, ma sulle menti, sullo spirito delle donne, togliendo loro ogni vitalità, ma vorrebbe dire che Marx fa “appello ad un’immagine di maternità in sintonia con una concezione naturalizzante dei ruoli di genere”...


Continua a leggere: https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2026/06/formazione-rivoluzionaria-delle-donne_02037456841.html

pc 21 giugno - La solidarietà per la Palestina non si arresta: ieri in piazza a Milano









pc 21 giugno - A Napoli una grande manifestazione di migranti - info


Circa 15 mila immigrati hanno attraversato il centro cittadino di Napoli fino alla sede della Prefettura a Piazza Plebiscito. Donne e uomini di decine di nazionalità diverse sono arrivati a Piazza Garibaldi dalle campagne del Vesuviano, dall’area Nord e dal giuglianese, oltre quelli dalla zona di Castelvolturno/Lago Patria. Tanti sono giunti dal ventre dei quartieri popolari della città, dove sono costretti a sopravvivere in luoghi che neppure bonariamente potremmo definire “civili abitazioni”.

...architrave organizzativa il Movimento Immigrati e Rifugiati.


rivendicazioni ...Nuovi “permessi di soggiorno”, lotta fino in fondo contro il caporalato e ogni tipologia di lavoro schiavistico, malsano e senza diritti, opposizione ferma alla costituzione di nuovi lager (chiamati CPR) come quello che il governo vorrebbe impiantare a Castelvolturno, in provincia di Caserta, sono le richieste e gli obiettivi di lotta che la piazza avanza al Governo ed alla Regione Campania in primo luogo.


pc 21 giugno - Vannacci, il prodotto politico del capitale - Un commento

Dietro la guerra ai migranti e la remigrazione si nasconde una vecchia funzione: dividere il lavoro salariato, alimentare la guerra tra poveri e proteggere chi concentra ricchezza e potere.

Roberto Vannacci non è un incidente della politica italiana. Non è una parentesi folkloristica. Non è nemmeno soltanto l’ennesimo personaggio mediatico costruito dai talk show e dall’industria dell’indignazione permanente. Vannacci è il prodotto coerente di una lunga evoluzione della destra italiana ed europea. E, soprattutto, è oggi il vettore più efficace di un ulteriore avanzamento delle culture autoritarie, xenofobe e neofasciste nel nostro Paese.

L’errore più grave sarebbe considerarlo un fenomeno marginale o caricaturale. Per anni si è fatto lo stesso con Salvini. Prima ancora con Berlusconi. Ogni volta una parte dell’establishment politico e