sabato 11 luglio 2026

pc 11 luglio - Sono possibili fabbriche in cui gli operai sono i protagonisti, decidono su tutto? SI', e lo mostreremo

Nel sistema capitalista il lavoratore produce tutto ma non è padrone del suo lavoro, anzi vede il lavoro come attività diretta contro se stesso, indipendente da lui, che non gli appartiene; c'è una alienazione dell'operaio non solo rispetto al risultato del suo lavoro, ma all'intero processo produttivo. L'attività lavorativa diventa solo un mezzo per sostenere l'esistenza individuale del lavoratore. 
Senza l'operaio non si potrebbe produrre tutto ciò che serve all'umanità, ma l'operaio non può decidere nulla.

Spesso i lavoratori, e anche altri settori sociali, pensano che questa condizione sia immutabile; non vedono che questa condizione è unicamente legata, è conseguenza del modo di produzione capitalista, in cui la produzione è sociale, e viene realizzata attraverso lo sfruttamento, il lavoro salariato, ma l'appropriazione di questo lavoro è privata; per cui a più ricchezza per i padroni e i membri della sua classe, corrisponde più povertà, più subordinazione, più alienazione per i lavoratori e le masse popolari.

Solo rovesciando questo sistema della borghesia, costruendo il potere operaio è possibile un cambiamento di questa condizione.

Questo è già avvenuto, con la breve prima gloriosa esperienza della "Comune di Parigi", con la grande Rivoluzione d'Ottobre e i primi passi di una società socialista; ma soprattutto è avvenuto in Cina quando la Cina, con la direzione di Mao Tse tung, era socialista, durante i 10 anni della Rivoluzione culturale proletaria.

Durante la Rivoluzione culturale proletaria, gli operai gestivano collettivamente la fabbrica, decidevano

pc 11 luglio - 18 LUGLIO GIORNATA DI MOBILITAZIONE CON PRESIDI A SOSTEGNO DEI PRIGIONIERI PALESTINESI IN ITALIA

 


pc 11 luglio - altro che divieto di sciopero nella logistica .. SCIOPERO DI TRE GIORNI LOGISTICA E FILIERA FEDIT. -info solidale da slai cobas per il sindacato di classe

infosolidale
Grandissima partecipazione allo sciopero della Brt e Gls a livello nazionale.
Uno sciopero indetto per tre giorni in queste due aziende ( ieri alle 17 Fedit ci ha detto che potevamo incontrare Brt a livello nazionale il 13 luglio però alla condizione di sospendere lo sciopero. La nostra risposta è stata questa.
Per noi la decisione è irrevocabile, se vogliono incontrarci non ci devono porre le loro condizioni. Ricordiamo a tutti che le nostre richieste principali sono:
1) il rinnovo del premio di risultato;
2) l’aumento del ticket a 10 euro;
3) aumento da 11 a 15 euro al giorno per chi fa un turno frazionato;
PER I DRIVER:
a) premio di risultato;
b) aumento della trasferta;
c) varie
Questa sera si apre anche la giornata di lotta di Sda, anche se ha già confermato che ci incontreranno il giorno 13 luglio.
LO SCIOPERO PARTITO IERI SERA SULLA FILIERA BRT-GLS  HA AVUTO UN IMPATTO INCISIVO  CHE PER LE AZIENDE HA SIGNIFICATO NON SOLO RESTARE A TERRA LA MERCE MA ANCHE CHE IL SI COBAS C’E’ ED E’ BEN PRESENTE  E CHE LA LOTTA CONTINUERA’ SE NON FIRMERANNO UN ACCORDO MIGLIORATIVO DI QUELLO CHE STIAMO CHIEDENDO.
DA ALBAIRATE A VERONA DA PIACENZA A MODENA E BOLOGNA, DA BERGAMO A BRESCIA, DA PARMA A ROMA FINO A MANTOVA  LO SCIOPERO E’ STATO UN SUCCESSO DI PARTECIPAZIONE E VOGLIA DI LOTTARE DEI LAVORATORI.
L’INFLAZIONE E’ AUMENTATA E I SALARI SONO DIMINUITI, MENTRE  LA BRT HA AVUTO LAUTI PROFITTI, DA QUANTO SI LEGGE DAI GIORNALI, UNA PARTE DI QUESTI PROFITTI DEVE ANDARE AI LAVORATORI CHE LO HANNO PRODOTTO CON IL LORO LAVORO.
LA LOTTA CONTINUA!!
SI COBAS NAZIONALE

pc 11 luglio - leggi, sostieni , commentaa organizzati con il blog slai cobas per il sindacato di classe - info slaicobasta@gmail.com

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  • venerdì 10 luglio 2026

    pc 10 luglio - Un libro utile da leggere "La potenza delle madri" - Dal blog femminismorivoluzionario

     Dall'intervista di Alessandra Pagliaru - su Il manifesto

    L'intervista - Parla Fatima Ouassak, ecofemminista francese di origine marocchina. «La potenza delle madri» (Tangerin) racconta la lotta del «Front de mères», sindacato di genitori.
    Cofondatrice del Front de mères, sindacato di genitori degli alunni dei quartieri popolari.

    «Molte grandi lotte sociali – operaie, contadine e anticoloniali – sono state condotte da organizzazioni di madri. Quello che volevo dire è: la questione non è se le madri costituiscano o meno una forza politica. Il fatto è che hanno sempre costituito una forza politica, in tutto il mondo». Così si esprime Fatima Ouassak, a proposito del suo La potenza delle madri edito da Tangerin.
    Quando ha capito che il senso di impotenza che tante madri provano di fronte alla scuola, alla polizia o alle disuguaglianze sociali potesse trasformarsi in una forza collettiva in grado di sostenere una lotta universale?
    Va detto che, per due motivi, sono erede di culture in cui il ruolo sociale e politico delle madri è importante. Innanzitutto grazie alla mia cultura mediterranea e musulmana, in cui il ruolo delle madri è molto più riconosciuto e valorizzato che in Francia, ad esempio. Le ragioni di questa «valorizzazione» del ruolo delle madri sono complesse. Ovviamente, sono influenzate da rappresentazioni patriarcali. Ma non è solo questo. C’è anche un forte riconoscimento del «lavoro» di riproduzione, educazione e trasmissione, nonché di una «funzione» comunitaria. E questo è molto positivo. Nell’Islam si dice che «il paradiso è sotto i piedi delle madri». Per me questo simboleggia proprio tale riconoscimento.
    In seguito, sono cresciuta in un quartiere popolare in Francia dove le madri svolgevano un ruolo molto importante, non solo a casa, nell’ambito dell’educazione, ma anche nella comunità e nella sfera pubblica: lì hanno

    pc 10 luglio - La NATO 3.0 del Vertice di Ankara porta il marchio del nazi-imperialista Trump. Il ruolo del servo Erdogan e la dichiarazione finale

    Il regalo del Presidente Erdoğan ai partecipanti

    La chiusura del Vertice NATO ad Ankara è stata suggellata dalla ripresa dei bombardamenti di Usa/Israele all'Iran. I mostri, quello americano e quello sionista, non si erano ancora ripresi dai colpi subiti in Iran e ci raccontavano le loro menzogne sulla distruzione del programma nucleare iraniano, sulla distruzione del programma missilistico e sul rovesciamento del regime iraniano. Niente di tutto questo è avvenuto. Ma Trump insiste e i governi imperialisti lo appoggiano nella dichiarazione finale del Vertice: "Gli Alleati ribadiscono che l'Iran non deve mai possedere armi nucleari e invitano l'Iran a rispettare pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz."

    L'immediata ripresa dei bombardamenti contro l'Iran dopo la conclusione del Vertice Nato di Ankara rende fin troppo evidente la direzione che il blocco imperialista a guida Usa intende intraprendere con decisione: la guerra senza alcun'altra alternativa, una guerra che ha messo in conto anche l'uso dell'atomica, per fornire al sistema imperialista mondiale la soluzione della sua crisi economica rilanciando i profitti legati all'industria bellica, alla distruzione di economie che poi significa massacri di popoli, distruzione dell'ambiente, e governi sempre più reazionari e fascisti che la scaricano sulle

    pc 10 luglio - Dai disoccupati di Napoli in lotta - info solidale

    FATE PRESTO!

    FUORI LA CAMPAGNA ELETTORALE, NIENTE SPECULAZIONI SULLA PELLE DEI PROLETARI.

    LAVORO SUBITO!

    Vista la processione mediatica che ci accosta a partiti ed a numerose strumentalizzazioni, siamo costretti a precisare alcune cose.

    La nostra storia è storia di lotta di classe. Non c’è stata piazza, palazzo nazionale, regionale, comunale, città, comizio e partito politico che non abbia visto la nostra vertenza.

    Dopo un decennio abbiamo sbloccato un percorso di tirocinio-lavoro finalizzato all’inserimento lavorativo. Un progetto coordinato in Prefettura con un tavolo interistituzionale con un finanziamento ministeriale e poi allargato alla Regione Campania per un progetto nato per risolvere un “problema di ordine pubblico” e “garantire la coesione sociale”.

    Le numerose manifestazioni delle scorse settimane, l’occupazione del Duomo di Napoli, del Museo nazionale, della sede di Sviluppo Lavoro Italia di ieri mattina, l’azione a cavallo della riunione del Comitato sull’Ordine Pubblico e Sicurezza dove era presente il Ministro degli Interni sono la conseguenza di una sospensione del progetto di tirocinio lavoro per 1200 famiglie.

    Sospensione da parte di Sviluppo Lavoro Italia, del Ministero del Lavoro sulla base di anomalie procedurali ed amministrative la cui responsabilità sarebbe quindi sul soggetto promotore e quello ospitante ovvero il Comune di Napoli.

    Mentre in città Governo e Comune chiudono accordi per grandi affari e grandi eventi, quando si tratta

    pc 10 luglio - La decisione di Hamas di sciogliere la struttura governativa di Gaza

    Hamas dissolve il governo di Gaza

    Il 6 luglio, Ismail al-Thawabta, direttore generale dell’ufficio stampa del governo di Gaza guidato da Hamas, ha annunciato lo scioglimento della struttura governativa della Striscia dopo circa 20 anni.

    Ci auguriamo che questo importante passo sul campo contribuisca a porre fine all’aggressione, a fermare il genocidio, a garantire il ritiro dell’esercito israeliano dalla Striscia di Gaza, a riaprire i valichi per consentire l’ingresso dei camion degli aiuti e a porre fine alla politica della fame”, ha dichiarato.

    A prendere il posto del “Comitato d’emergenza” (com’era denominato il governo di Gaza di Hamas) dovrebbe essere il “Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza” (NCAG), un organismo tecnocratico gestito da Palestinesi – non dall’Autorità Nazionale Palestinese – e sostenuto dalle Nazioni Unite, creato a seguito della risoluzione 2803/2025, che istituiva anche l’ormai desaparecido “Board of Peace”.

    A proposito di questo nuovo organismo governativo, al-Thawabta ha aggiunto che: “Tutti i dipendenti che lavorano nell’erogazione dei servizi sono dipendenti statali e sono pienamente preparati a lavorare sotto l’egida del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza”.

    Nelle dichiarazioni di al-Thawabta non si fa alcun cenno né riguardo il disarmo unilaterale di Hamas, rispetto al quale l’organizzazione si è più volte detta indisponibile, né riguardo chi svolgerà le funzioni

    pc 10 luglio - Milano: Sabato 11 luglio con la Palestina che resiste e in solidarietà con tutti gli arrestati palestinesi

     

    Per una Palestina libera dal colonialismo sionista, in solidarietà ai prigionieri palestinesi e in preparazione della giornata di mobilitazione nazionale di sabato 18 luglio con presidi davanti alle carceri di Ferrara, Terni, Melfi, Rossano e Sassari



    pc 10 luglio - Dal Comitato di sostegno alla guerra popolare in India - Italia

    Continuare la mobilitazione contro l’Operazione Kagaar e a sostegno alla guerra popolare in India

    Dopo le iniziative contro l’operazione Kagar e di solidarietà e sostegno alla guerra popolare in India portati avanti nei mesi scorsi (ricordiamo le importantissime iniziative di Bruxelles del 27 gennaio, e del 28 marzo a Zurigo di quest’anno che hanno avuto risonanza internazionale), secondo gli impegni nazionali e internazionali assunti nelle riunioni che si sono tenute in Italia, il comitato di sostegno alla guerra popolare in India si prepara ad altre iniziative che saranno realizzate durante la prossima estate.

    A proposito della grande partecipazione internazionale alle iniziative, ribadiamo quello che il Comitato ha scritto nel suo comunicato pubblicato dopo la manifestazione di Zurigo: “Il Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India (CSGPI) apprezza tutte le forze che sono scese in piazza e le considera nel loro insieme una grande base per continuare questa battaglia e una grande fonte d’incoraggiamento per le forze rivoluzionarie, democratiche e per il Partito Comunista dell’India (Maoista) che stanno combattendo coraggiosamente in India in queste ore difficili per salvaguardare il Partito, l’Esercito Popolare e il percorso e la pratica della guerra popolare”.

    Oggi la pressante necessità della continuazione delle mobilitazioni è dovuta anche al fatto che il governo fascista hindutva di Narendra Modi, in particolare con l’attiva partecipazione del suo ministro degli Interni Amit Shah, continua a portare avanti la repressione in tutto il paese, una vera guerra contro

    giovedì 9 luglio 2026

    pc 9 luglio - Killer israeliani “in vacanza” vandalizzano Cagliari

     

    Killer israeliani “in vacanza” vandalizzano Cagliari

    Da Cagliari arrivano notizie di inaudita gravità sulle vacanze dei sionisti genocidari in Italia.

    Nei giorni scorsi, al Parco di Monte Claro, è stata gravemente danneggiata la targa che ricorda le vittime dell’eccidio di Sabra e Shatila: più di 3000 palestinesi, in gran parte donne, anziani e bambini, martirizzate a Beirut nel settembre 1982 dall’esercito israeliano e dai falangisti collaborazionisti cristiano-maroniti. Con colpi d’arma da fuoco, coltelli e asce. Eccidio rivendicato orgogliosamente dagli stessi occupanti israeliani, assassini di massa.

    Il danneggiamento è stato denunciato alle autorità.

    Negli stessi giorni, in Piazza del Carmine, una coppia con una bandiera palestinese è stata minacciata da due persone che si sono dichiarate israeliane. Hanno intimato loro di ritirare la bandiera gridando “terroristi di Hamas andatevene a casa“.

    Questi episodi caratterizzano le vacanze dei riservisti dell”Idf in Italia. Ospitati spesso in resort (come in Sardegna), sotto scorta, a spese dei cittadini di questo disgraziato Paese, delle forze dell’ordine.

    Le autorità italiane non paiono interessate a compiere ciò che è previsto dal diritto internazionale, dalla Corte Penale Internazionale, oltre che dal buon senso e dalla costituzione italiana: ossia verificare se, tra chi entra in Italia da “Israele”, siano presenti assassini di massa raggiunti da mandati di arresto o con accertate responsabilità per crimini di guerra o contro l’umanità.

    pc 9 luglio - Rheinmetall. Ritratto di un angelo sterminatore nel cuore dell’Europa

    L’ambizione tedesca si afferma chiaramente: “rendere la Bundeswehr l’esercito più potente d’Europa” (Olaf Scholz) e questo, “a qualunque costo” (Friedrich Merz). “Riarmare l’Europa” significa anzitutto “Riarmare la Germania”.

    Un elemento chiave e motore di questo riarmo è l’azienda Rheinmetall, nata sotto il Secondo Reich (Impero), fiorente sotto il Terzo e ascendente al firmamento sotto il Quarto.

    Una cifra dice tutto: il prezzo del titolo in borsa dell’azienda è passato da 60 € nel 2016 a 1.164 € nel momento in cui scriviamo.

    I dividendi per azione pagati agli azionisti quest’anno saranno di 11,50 €, contro gli 8,10 dell’anno scorso.

    Il fatturato previsto per il 2026 dovrebbe essere superiore tra il 40 e il 45% rispetto a quello del 2025, vale a dire tra i 14 e i 14,5 miliardi di euro.

    Il personale impiegato a livello mondiale è passato da 23.000 nel 2020 a 34.000 attualmente, distribuito in 160 siti in quattro continenti.

    In sintesi, lo sponsor del Borussia Dortmund (20 milioni di €) può proclamare con orgoglio: “Wir sind wieder wer” (Siamo di nuovo qualcuno), lo slogan di autocompiacimento del “miracolo economico tedesco” degli anni Cinquanta-Sessanta.

    E il tutto concentrandosi esclusivamente sulla produzione militare, dopo aver liquidato tutte le sue attività di produzione civile (principalmente automobilistica).

    Quanto sono lontani i tempi in cui la Rheinmetall, dopo le due guerre mondiali del XX secolo, dovette riconvertirsi per un certo periodo nella produzione di macchine per scrivere, calcolatrici e trattori!
    Rheinmetall (“Metallo renano”) ormai ha solo il nome di renano. La famiglia Röchling, che possedeva il 42% delle azioni (570 milioni di €), le vendette nel 2004 incaricando Goldman Sachs e BNP Paribas di cercare acquirenti (75 investitori istituzionali, tra cui BlackRock, The Vanguard Group, Bank of America, FMR LLC e Norges Bank Investment Management), ponendo così fine a 48 anni di “capitalismo paziente” tipicamente renano e introducendo il gruppo nel mondo dei cacciatori di dividendi, il “capitalismo impaziente” dei finanzieri speculatori.

    In questo contesto europeo sempre più bellicista, con la Germania come leader operativo, è sembrato opportuno elaborare un ritratto del gruppo dalla sua fondazione, da diverse angolazioni, suddivise in dieci parti e raccolte nel libro che indichiamo qui di seguito e scaricabile cliccando su questo link: Ritratto di un angelo sterminatore nel cuore dell’Europa

    Buona lettura.

    pc 9 luglio - Prato- chi non vuole i picchetti vuole lo schiavismo - info solidale


    Intervento di Luca Toscano (Sudd Cobas) a Prato il 6 luglio.

    Ricevuto da aps.pistoia@gmail.com

     

    CHI NON VUOLE I PICCHETTI,

    VUOLE LO SCHIAVISMO“.

    Stupendo intervento di

    Luca Toscano (Sudd cobas),

    in Piazza del Comune a Prato.

    (5 luglio 2026, video di 13 minuti):

    https://youtu.be/oVk8ZAtXwKM

    CONTRO IL CANCRO DELLO SFRUTTAMENTO

    In 1.500 al corteo del Sudd cobas

    TV Prato:

    https://www.tvprato.it/in-1-500-al-corteo-del-sudd-cobas-chi-non-vuole-picchetti-vuole-la-schiavitu/

    Altre informazioni sul CANCRO DELLO SFRUTTAMENTO

    da sconfiggere nell’area pratese

    (e anche in tante altre realtà produttive in Italia) – g.c.:

    https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid0pGXwmg76FkpYfVaTGmF3FHQiZCPapZZ9oNx71JWiKu9DEA4EXBDKyGZL9ZVmxDqUl&id=100000513494748

    Sugli OPERAI IMMIGRATI INVISIBILI

    nell’area pratese e fiorentina (e in tutta Italia).

    Un mio Appello ai/alle dirigenti delle organizzazioni

    sindacali e politiche di area PROGRESSISTA“.

    Giuliano Ciampolini, ex operaio tessile pratese e iscritto alla CGIL dal 1970

    (12 settembre 2023)

    https://m.facebook.com/story.php/?id=100000513494748&story_fbid=7465559360137773

    https://suddcobas.it/blog/

    #MAIPIUSCHIAVI

    #8X5

    #CONVERGIAMO


    pc 9 luglio - CgilCislUil sostengono Meloni - un testo per un dibattito necessario

    da Resistenze


    Giorgio Cremaschi | contropiano.org

    20/06/2026

    Il 17 giugno CGIL CISL UIL hanno sottoscritto tra di loro un patto che peggiorerà ancora le condizioni delle lavoratrici dei lavoratori e che rappresenta un chiaro sostegno al governo Meloni e alla sua politica del lavoro.

    Il documento delle segreterie confederali ha lo scopo di aprire un negoziato per giungere a un "accordo quadro" con tutte le principali controparti imprenditoriali, dalla Confindustria, alla Confcommercio, alla Confedilizia, eccetera. Lo scopo è quello di sottoscrivere un accordo sugli accordi, che disciplini tutta la contrattazione dall'alto, in modo, questo è ciò che enunciano le confederazioni, di evitare i cosiddetti "contratti pirata".

    Sostanzialmente CGIL CISL UIL propongono di estendere a tutti i settori lavorativi il "Patto della Fabbrica", sottoscritto con la Confindustria nel 2018. A sua volta quell'accordo riassumeva (e peggiorava) trent'anni di patti di concertazione, a partire da quelli del '92/'93 che abolirono la scala mobile, ridussero il contratto nazionale al recupero, in ritardo e parziale, del potere d'acquisto e la contrattazione d'aziendale alle elargizioni dell'impresa.

    Come sappiamo i lavoratori italiani sono gli unici, tra quelli dei paesi dell'OCSE, ad aver perso potere d'acquisto negli ultimi decenni ed è evidente a tutti, tranne che ai gruppi dirigenti confederali, che i tanti accordi di concertazione centralizzata tra le "parti sociali" siano corresponsabili di questo disastro.

    Dalla sigla del Patto della Fabbrica nel 2018 ad oggi, secondo l'Istat i salari dei lavoratori hanno perso dall' 8,5 all'11% rispetto all'inflazione, una mensilità in meno.

    pc 9 luglio - Chi siamo, che linea abbiamo, cosa vogliamo

    Contro l’imperialismo – la guerra imperialista – la reazione e il fascismo – lo sfruttamento, la miseria e l’oppressione dei proletari e dei popoli

    Per la rivoluzione proletaria e socialista in ogni paese e nel mondo

    Siamo in una situazione di crescente pericolo di una nuova guerra imperialista mondiale, che rischia di essere anche una guerra nucleare.

    L’imperialismo sta sprofondando nel pantano della crisi generale e tutti i tentativi di superarla falliscono. Perciò i principali paesi imperialisti lottano per una nuova spartizione del mondo per conquistare il controllo delle materie prime, dei mercati in tutti i paesi del mondo.

    Ogni giorno l’imperialismo, i suoi Stati, i suoi governi, i suoi partiti parlamentari, i suoi agenti nel movimento operaio e popolare fanno passi concreti verso questa nuova guerra imperialista mondiale.

    L’imperialismo USA in particolare, con la presidenza di tipo nazista di Trump ha alzato il livello e intensificato la marcia della guerra imperialista; piena copertura al genocidio del popolo palestinese. Avanza nella guerra per la spartizione dell’Ucraina con l’imperialismo russo. Con la guerra di aggressione imperialista e sionista contro l’Iran, vuole rovesciare il governo legittimo e insediare al loro posto un governo fantoccio. E' altrettanto sta facendo e

    pc 9 luglio - Caporalato al Consolato Usa, i pm: “Va dato il permesso di soggiorno agli operai indiani sfruttati” - Un Pm meglio di 'sindacati e sindacalisti' nel tutelare i diritti dei lavoratori

    Caporalato al consolato Usa, i pm: “Va dato il permesso di soggiorno agli operai indiani sfruttati”
    Con diverse istanze presentante, il pubblico ministero Paolo Storari chiede ai Questori di rilasciare i permessi di soggiorno per "casi speciali" ad almeno un centinaio di lavoratori. Con i carabinieri del Nucleo ispettorato sul lavoro li stanno sentendo uno ad uno come testimoni dell'inchiesta che, ad oggi, ha portato a disporre il controllo giudiziario di Caddell, in custodia cautelare in carcere un caporale turco e uno indiano e ad approfondire i legami fra il colosso delle costruzioni dell'Alabama e l'azienda turca, Enka, che si occupa della progettazione esecutiva delle strutture diplomatiche di Washington, sia nel capoluogo della Lombardia che in altre parti del mondo.

    La richiesta del pm Storari alle questure: coinvolti un centinaio di lavoratori indiani che hanno collaborato alle indagini. I manovali indiani impiegati in condizioni di "schiavitù" nel cantiere di Caddell Construction del nuovo Consolato generale degli Stati Uniti D'America in piazzale Accursio a Milano hanno collaborato alle indagini. Per questo motivo va concesso loro il permesso di soggiorno per le vittime di "sfruttamento". È la richiesta che in queste settimane la Procura di Milano, che indaga sul "meccanismo criminale" di "tratta" e "pizzo" per far arrivare in Italia dall'India centinaia di operai con la formula del "distacco" intra-societario internazionale dietro la promessa di "stipendi dignitosi" e invece costretti a lavorare 12 ore al giorno per paghe reali da 1-2 euro l'ora con la minaccia di essere rimpatriati, sta inoltrando ad almeno due Questure italiane, in primis quella di Milano

    pc 9 luglio - Una sentenza positiva. Morte di Satnam Singh, condannato a 16 anni il datore di lavoro - Organizziamoci e lottiamo per cambiare le condizioni di lavoro e la vita dei tanti fratelli di classe di Satnam

    La Corte d'Assise di Latina emette la sentenza di primo grado, 

    Satnam Singh, il bracciante indiano morto che lavorava in un'azienda agricola di Latina
    Satnam Singh, il bracciante indiano morto che lavorava in un'azienda agricola di Latina

    Condanna a 16 anni di reclusione per Antonello Lovato, titolare dell'azienda agricola dove lavorava Satnam Singh, il bracciante agricolo indiano di 31 anni morto il 19 giugno 2024 dopo un grave incidente sul lavoro nelle campagne di Borgo Santa Maria, nel territorio di Latina.

    La Corte d'Assise di Latina ha pronunciato la sentenza di primo grado al termine del processo. Lovato era imputato per omicidio volontario con dolo eventuale.

    Secondo la ricostruzione dell'accusa, dopo l'incidente in cui il lavoratore aveva perso un braccio, Singh non sarebbe stato soccorso tempestivamente ma abbandonato gravemente ferito davanti alla propria abitazione, circostanza che ha rappresentato uno degli elementi centrali del procedimento.

    In attesa della decisione dei giudici, davanti al Tribunale di Latina si è svolto un sit-in promosso dalla Cgil, al quale hanno partecipato la famiglia di Satnam Singh, la compagna del bracciante, associazioni,

    mercoledì 8 luglio 2026

    pc 8 luglio - La Cina nel mirino dell'imperialismo USA: Berretti Verdi a Taiwan

    da indideover

    I Berretti Verdi nelle basi di Taiwan: i soldati Usa non sono più di passaggio sull’isola

    L’ombra degli Stati Uniti si allunga su Taiwan. Da un po’ di tempo è sempre più facile imbattersi in soldati americani nelle basi militari presenti sull’isola. La conferma è arrivata direttamente da fonti locali, secondo le quali le squadre delle United States Army Special Forces, cioè le forze Speciali dell’esercito statunitense (i Berretti Verdi), sono state assegnate ai battaglioni del Comando delle Operazioni Speciali dell’esercito taiwanese. Il loro obiettivo? Partecipare alle esercitazioni di addestramento delle unità di Taipei e alle operazioni di difesa congiunte, così da osservare sul campo le loro capacità di combattimento e il funzionamento degli equipaggiamenti forniti dagli Usa.

    Non è una novità assoluta, visto che questa cooperazione va avanti in maniera abbastanza intensa da almeno il 2023, e cioè da quando la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato il National Defense Authorization Act (Ndaa), un provvedimento in seguito autorizzato da Joe Biden che include disposizioni per l’istituzione di “un programma completo di formazione, consulenza e rafforzamento delle capacità istituzionali” dell’esercito taiwanese. Rispetto al passato, tuttavia, la presenza militare di Washington sull’isola si è fatta sempre meno discreta.

    Che cosa ci fanno i soldati Usa a Taiwan?

    Secondo quanto riportato dallo United Daily News ci sarebbe un flusso costante di personale

    pc 8 luglio - Vertice NATO: lo shopping delle armi, il "ruggito" dei padroni italiani sostenuti da Meloni e Crosetto

    Rutte: "Il ronzio dei macchinari deve trasformarsi in un ruggito" e lo ha detto mentre rideva, tutto contento che la marcia verso una carneficina mondiale possa diventare una enorme opportunità di profitti per i padroni. Lo sottolinea persino il quotidiano di Confindustria: "un segretario generale ridanciano in modo imbarazzante, è parso fuori linea rispetto alla gravità della situazione politica, e ai rischi del riarmo in corso".

    dal Sole24ore

    Meloni si presenta al summit con una spesa salita sì al 2,8% del Pil, quasi il doppio rispetto all’ 1,6% del 2024, ma con un aumento legato soprattutto alla componente sicurezza (15 miliardi, lo 0,71%). La spesa “core” in armamenti è al 2,1 per cento.

    L’obiettivo è principalmente quello di ribadire che l’Italia vuole mantenere i suoi impegni sulle spese per la difesa (da portare al 5% entro il 2035)


    da MilanoFinanza

    l’industria della difesa faceva quello che tutti si auguravano riuscisse a essere fatto: firmava accordi miliardari destinati a rafforzare la base industriale militare transatlantica, partendo da un piano da oltre 40 miliardi di dollari, da mettere a terra nei prossimi cinque anni, per sviluppare sistemi di difesa contro i droni.

    La Nato ha bisogno «di una rivoluzione industriale transatlantica della difesa», ha detto ieri il segretario generale della Nato, Mark Rutte. 

    La prima iniziativa, battezzata Nato Drone Edge, coinvolge 20 Paesi alleati (Italia compresa) e ha come obiettivo quello di costruire una capacità di contrasto ai droni, quintuplicando entro la fine del 2027 il numero di operatori di Uav (veicoli senza conducente) nelle forze armate dei Paesi aderenti. Per accelerare gli acquisti, l’Alleanza si doterà di una piattaforma dedicata ai sistemi anti-drone, per acquistare tecnologie già testate dalla Nato. Ma quello sui droni, per l’appunto, è solo un primo tassello

    L’americana Nuburu punta le pmi italiane nella Difesa

    Quotata a New York, al segmento Nyse American, ma con management e strategia industriale italiani,

    pc 8 luglio - Leggi il blog femminismorivoluzionario

     Gli articoli usciti nel mese di Giugno