venerdì 19 giugno 2026

pc 19 giugno - G7 di Evian, una valutazione di parte proletaria e comunista

dal podcast di ORE12/Controinformazione rossoperaia del 18.06.26


Il G7 che si è tenuto a Evian, in Francia, nelle giornate del 15, 16 e 17 giugno, in realtà non è stato granché, niente di così terribile come, giustamente, le forze dell'opposizione antimperialista e internazionalista avevano annunciato e che su questa base hanno manifestato a Ginevra, tra i 20 e i 30 mila partecipanti, con momenti di azione e di iniziativa dei manifestanti che hanno dato corpo alle paure dei signori del Vertice del governo svizzero e francese - più francese che svizzero naturalmente - che gestiva l'ordine pubblico e che ha cercato, in qualche maniera, di contenere i danni.

Non è stato granché perché ha rappresentato il cammino verso la guerra imperialista nel quadro delle contraddizioni interimperialiste che ci sono tra Stati Uniti e governi imperialisti europei, tra i governi imperialisti europei stessi e degli altri soggetti del mondo imperialista, l'imperialismo russo e il socialimperialismo cinese, che, chiaramente, al Vertice non c'erano ed erano una sorta di convitati di pietra.

In sostanza, il vertice è stato segnato dall'indebolimento della presidenza Trump rispetto ai precedenti vertici del G7, che avevano visto Trump cercare di forzare e di imporre ideologia politica e prassi MAGA all'interno del mondo imperialista, trovando resistenze ma mostrando una divisione abbastanza profonda.

In questa occasione Trump ha presentato la faccia buona, chiaramente negli interessi dei padroni, della finanza, dei grandi oligarchi dell'intelligenza artificiale che esso rappresenta, la “faccia buona” rispetto ai governi imperialisti europei. Questa “faccia buona” è vissuta intorno a due questioni fondamentali: da un lato l'accordo annunciato e poi enunciato sull'Iran, dall'altro una ricomposizione di fatto sulla questione Ucraina e la contesa interimperialista con l'imperialismo russo in questa guerra per interposta persona che si sviluppa in questa zona.

Questi due fattori fanno giustamente giudicare il vertice come un vertice di ricomposizione tra l'imperialismo americano e i governi imperialisti europei. Di questo si fanno portavoce Macron che vuole in qualche maniera addebitarsi il ruolo svolto in questa mediazione e il governo imperialista tedesco che da sempre ha avuto una posizione del piede in due scarpe, da un lato cercare di ricucire con la presidenza Trump, dall'altro di capitalizzare questa ricucitura in quadro di primato imperialista nell'ambito dell'Europa.

In questa situazione le dichiarazioni unitarie rappresentano in realtà semplicemente un riconoscimento della realtà.

La prima realtà è che l'imperialismo americano nella guerra di aggressione insieme allo Stato sionista israeliano verso l'Iran ha registrato una battuta d'arresto che suona come una sconfitta. Il memorandum che viene presentato - se venisse applicato nell'interpretazione data dal governo iraniano - sarebbe un'indubbia sconfitta dell'aggressione e un'indubbia tenuta e vittoria della resistenza dell'Iran a questa aggressione, con la variabile impazzita, il “cavallo pazzo” Netanyahu, che cerca sia di sabotare l'intesa sia di cercare di mantenere il ruolo propulsivo nell'area che, con il genocidio del popolo palestinese, ha avviato e che continua a proseguire con l'aggressione al Libano.

pc 19 giugno - Viva la Giornata dell'Eroismo! - Soccorso rosso Proletario

Oggi, 19 giugno, la Cassazione dovrà sciogliere la riserva sul ricorso presentato dagli avvocati di Hannoun, Dawoud, Yasser e Ryad.
Ieri un altro palestinese è stato arrestato nel brindisino per “terrorismo della parola”, mentre un suo concittadino è stato perquisito e indagato per le medesime ipotesi di reato.
Le prove ostentate dai ROS sono magliette con su scritto: “Palestina libera dal fiume al mare”, con la stessa retorica islamofobica di sempre.

Ma il 19 giugno, è anche il “Giorno dell’Eroismo”, giornata dedicata ai prigionieri politici e di guerra rinchiusi nelle carceri dell’imperialismo e dei paesi oppressi dall’imperialismo.
Il 19 giugno del 1986, nelle carceri peruviane del Fronton, Lurigancho e Callao, centinaia di prigionieri politici e di guerra del Partito Comunista del Perù in rivolta contro i piani di trasferimento e concentramento portati avanti dal regime peruviano furono massacrati dalle forze armate peruviane.
In 300 morirono dopo aver rifiutato ogni falsa proposta di accordo, consapevoli del costo che il nemico gli avrebbe fatto pagare per la loro fermezza. Scelsero di dare la vita per il loro popolo, il partito e la rivoluzione, resistendo e combattendo fino all’ultimo, trasformando le tetre prigioni dell’imperialismo in “luminose trincee di combattimento”.

Anche nelle carceri dei paesi imperialisti la borghesia coltiva lo stesso spirito e illusione di “soluzione finale” contro i prigionieri rivoluzionari, che muove la mano genocida di Israele e dei regimi servi dell’imperialismo.
La caccia al palestinese o al filo palestinese che dissente, l’accusa di terrorismo fondata sul sospetto, l’inasprimento delle condizioni di detenzione dei prigionieri politici con l’applicazione del 41 bis in Italia, la dispersione dei prigionieri, l’allontanamento dalle loro famiglie e dai loro affetti sono parte delle tecniche di annientamento psicofisico, teso a piegare e cancellare l’identità rivoluzionaria dei detenuti.

Le carceri dell’imperialismo annientano e uccidono tutti i giorni proletari e immigrati che riempiono penitenziari e CPR, dove sono realtà quotidiana condizioni di detenzione subumane, sovraffollamento inverosimile, abusi, razzismo, suicidi.
Dopo l’annuncio della falsa tregua di Trump, le grandi lotte dello scorso autunno si sono spente, ma il genocidio continua e si estende e la repressione e la prigionia politica stanno assumendo sempre più dimensioni di massa e sempre più è necessario e urgente uscire dal torpore.

In Italia abbiamo avuto 2 giovani suicidati da questo stato di polizia per aver lottato contro il genocidio del popolo palestinese; ci sono 4 palestinesi colpevoli di solidarietà a Gaza; c’è Ahmad Salem, in carcere da oltre un anno per 2 video e ora Abunada Abdalmuti, colpevole anche lui di Palestina. E c’è Anan Yaeesh, colpevole di Resistenza al genocidio palestinese, di cui più nessuno parla: il tribunale di L’Aquila ha chiesto e ottenuto una proroga per il deposito delle motivazioni della sentenza, di conseguenza l’appello potrebbe slittare all’anno prossimo.

A 40 anni dal 19 giugno 1986 ci sono ancora mille ragioni per lottare al fianco dei prigionieri politici rivoluzionari, perché ognuno di loro continua a combattere come può, resistendo e non rinnegando la propria identità e dignità politica. Perchè il “Giorno dell’ Eroismo” è soprattutto questo, la memoria di una vittoria morale e politica conquistata con il sangue di alcuni per il bene di tutti. Non dimentichiamoli e non dimentichiamo Anan Yaeesh, che ancora oggi incarna quei principi.

pc 19 giugno - voci e immagini della protesta degli inquilini case popolari a Milano

 







giovedì 18 giugno 2026

pc 18 giugno - Esami di maturità: la scuola del Governo Meloni/Valditara che deve avanzare nel moderno fascismo

Le tracce della maturità sono una dichiarazione di guerra contro i ragazzi da parte del ministero, trattati come una generazione di smidollati snowflake. Confini, fatica, doveri, l'unica traccia di una donna che decanta la meraviglia, donna angelicata angelo del focolare. L'idea di una pedagogia schiettamente fascista dissimulata dalle difficoltà della modernità. Tutto virilismo puro. Libro e moschetto, letteralmente.

Essere riusciti a scegliere Frank Furedi ha poi del diabolico. La sua parabola biografica, da marxista radicale a rossobruno, novax, antiGreta, scettico del cambiamento climatico, sovranista complottista, al soldo di Orbàn, è come mettere una citazione di Charlie Kirk o un brano di un libro di Passaggio al bosco.
Anche di Mario Calabresi si va a cogliere un aspetto problematico della sua produzione e lo si usa pro domo fascii. I libri di Calabresi diciamo pedagogici rispondono tutti a uno strano autodeterminismo individualista, la pedagogia del farcela da soli, come se le condizioni sociali non fossero sempre più determinanti nelle scelte e negli esiti della propria vita.
Senza contare l'amore romantico fuori tempo massimo di Pavese.
Sarebbe da raccogliere le firme, contro queste tracce, contro Meloni che fa gli auguri per gli scritti inneggiando alla "disponibilità al sacrificio dei giovani"- Spero che gli studenti si rendano conto come questa destra al governo sta cercando di lucrare consenso proprio sulla loro pelle.
Christian Raimo
(docente e scrittore, è stato sospeso per tre mesi dall’insegnamento, con una decurtazione del 50% dello stipendio, per aver criticato il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara)

pc 18 giugno - PMC MELFI /appalto Stellantis - info ultime

 da operai contro

PMC MELFI, NOTIZIE FRESCHE

Martedì 16 giugno 2026, 247° giorno di presidio alla Pmc Automotive-Stellantis di Melfi. Nella giornata di ieri 15 giugno 2026, presso Confindustria Basilicata a Potenza si è tenuta una riunione tra i rappresentanti di CCostruzioni S.r.l. (l’azienda intenzionata a rilevare il sito) e i sindacati territoriali. È stato reso pubblico un documento, lo stesso mette nero su bianco le intenzioni dell’azienda e le condizioni che intende applicare.
1. Operai: il documento parla chiaro, gli operai che verranno trasferiti in CCostruzioni conserveranno il trattamento economico maturato finora. Salario e diritti acquisiti sono fatti salvi. Su questo specifico punto il verbale non lascia spazio a dubbi. Il numero esatto dei lavoratori che verranno trasferiti è ancora un’incognita, CCostruzioni è “in attesa della definizione del perimetro degli operai” da parte di PMC e BROSE. La scadenza: i termini per le uscite volontarie incentivate scadranno il 15 luglio. Solo dopo quella data si conoscerà il numero esatto dei lavoratori che saranno effettivamente trasferiti.
2. Per il personale impiegatizio di PMC e BROSE la situazione è confermata decisamente più complessa. Il piano industriale nasce esclusivamente per la produzione (operai). Quindi gli impiegati che vorranno essere assorbiti dovranno accettare una condizione di demansionamento: passaggio a inquadramento operaio (livello base C2 del CCNL Metalmeccanici), taglio dei superminimi maturati negli anni.
Discrezionalità aziendale: CCostruzioni si riserva di valutare un livello leggermente superiore (C3) solo per figure con competenze specifiche e a propria totale discrezione, senza criteri concordati.
L’incontro non si è concluso con un accordo vincolante, ma con una semplice “presa d’atto” delle dichiarazioni aziendali. Nel documento si fa riferimento alla condivisione di un verbale concernente la riunione dell’8 giugno presso il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Tuttavia, emerge che né i rappresentanti sindacali presenti ai tavoli, né gli stessi operai, conoscano i reali contenuti di tale verbale.
Le parti torneranno a confrontarsi entro la fine di giugno.
Il documento fotografa una situazione ancora in piena evoluzione.
Il presidio come ha sempre rivendicato, auspica che, a prescindere dai lavoratori che accetteranno l’esodo volontario incentivato, per tutti gli altri operai ci sia la certezza di rientrare a lavorare in stabilimento.

pc 18 giugno - 60° della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria - leggi, studia

Biblioteca digitale Mels

Copertina  
Jan Myrdal, Gun Kessle

Un villaggio cinese nella rivoluzione culturale


Einaudi, 1970

Digitalizzazione per Mels - Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
A 60 anni dalla Rivoluzione culturale proletaria



Indice, 5
Glossario, 10

Liu Ling sette anni dopo, 11
La trebbiatrice come strumento politico, 19
Riunuine di studio, 22
Chiarimenti, 26
Cambiamenti, 31
La rivoluzione culturale arriva al villaggio, 51
La rivoluzione e la sicurezza, 57
Digressione polemica, 61
Tung Yang-chen e la politica mondiale, 66
Pasta, maiali e rivoluzione, 79
Come deve essere valutato il lavoro, 85
Settembre 1966: arrivano le guardie rosse, 90
La riforma della cassa malattia, 93
Un tipo nuovo di intellettuale, 116
La grande critica a Liu Ling, 121
Le donne, 133
I giovani intellettuali, 140
«Quando ci ribellammo», 140
Cina: la rivoluzione continua, 159

Commento finale, 189
Una nota sulla trascrizione, 190

pc 18 giugno - ORE 12 Controinformazione rossoperaia -Speciale G7 di Evian, una valutazione di parte proletaria e comunista

 

pc 18 giugno – Palermo: tra colpi di kalashnikov, incendi e intimidazioni varie la mafia torna a spadroneggiare e Piantedosi... mette le telecamere

 

Colpi di kalashnikov, incendi di locali e auto, colla nelle saracinesche… e tutta un’altra serie di intimidazioni verso ristoranti, tabaccherie ecc.; stiamo parlando di almeno 21 episodi seri, se si contano da novembre scorso, con i quali i mafiosi vecchi e nuovi si ripresentano a spadroneggiare sulla scena. E a fronte di tutto questo Piantedosi ha il coraggio di dire “… bisogna stare tranquilli: noi mandiamo tutto ciò che serve. Palermo è al primo posto, in cima alle nostre attenzioni”.

Questo reazionario fascista, che si fregia del soprannome di questurino, ministro degli interni di questo governo è stato a Palermo un paio di giorni fa chiamato, anzi ri-chiamato, per rimediare con una pezza “istituzionale” ad un “errore” fatto qualche mese prima quando non ha risposto all’appello che le autorità palermitane insieme a diversi imprenditori gli avevano inviato a causa del “ritorno della mafia”.

Piantedosi a quella prima chiamata aveva risposto con superficialità e arroganza: metteremo 60 telecamere in più, aveva detto, prendendosi naturalmente gli sberleffi di chi questa situazione la vive direttamente, mentre in questo caso probabilmente una tirata d’orecchie è arrivata dai piani alti o come

pc 18 giugno - Milano - protesta degli abitanti delle case popolari contro Aler/Comune - Ora è emergenza sanitaria...

mercoledì 17 giugno 2026

pc 17 giugno - Il fascismo non è un'opinione è un crimine! La sentenza di Bari contro Casa pound

Le motivazioni della condanna a febbraio dei 12 militanti baresi:

Redazione online della GdM

Bari, «Lo squadrismo di CasaPound è una sfida aperta allo Stato»

La condanna del 12 febbraio nei confronti di 12 attivisti di CasaPound per l’aggressione di alcuni partecipanti ad un corteo antifascista è stata pronunciata per partecipazione a manifestazione fascista (e per lesioni aggravate), ma non per l’ipotesi più grave di ricostituzione del partito fascista. È quanto emerge dalle motivazioni depositate dal Tribunale di Bari (Prima sezione presidente relatore Marrone, Coscia, Lenoci) che aveva disposto pene variabili da un anno e mezzo a due anni e mezzo di reclusione, oltre che cinque assoluzioni.L’incertezza sul reato, immediatamente rilevata dagli avvocati degli imputati, deriva dal fatto che l’articolo uno della legge Scelba (quella che proibisce la ricostituzione del partito fascista) è richiamata nel capo di imputazione ma «senza che vi sia alcuna descrizione in fatto della condotta che in ipotesi potrebbe integrare la riorganizzazione del partito fascista, in quanto la condotta descritta fa riferimento al diverso reato di compimento di manifestazioni esteriori di

pc 17 giugno - ORE 12 Controinformazione rossoperaia oggi non esce - torna a uscire domani con un numero dedicato al G7 di Evian e alla manifestazione antimperialista di Ginevra

 

pc 17 giugno - Braccianti sfruttati a Saluzzo che dormono su cartoni - info solidale

Quando si dorme su cartoni in attesa di un lavoro: i migranti invisibili del parco Gullino a Saluzzo

La scorsa settimana, al parco Gullino, polmone verde di Saluzzo alle porte del centro città, dormivano una quarantina di africani, giovani (e meno giovani) arrivati nei giorni precedenti in cerca di un impiego stagionale nel distretto della frutta. Il fenomeno si ripete da tempo, ma quest’anno si è registrato con qualche settimana di anticipo rispetto al passato, nonostante le riunioni primaverili del Protocollo stagionali puntassero a prevenirlo.


Una quarantina di persone l’altra notte

L’altra notte il numero non era cambiato di molto: poco meno di quaranta persone tra il parco e i portici del condominio adiacente ai giardini. Domenica, in un incontro pubblico, il sindaco di Saluzzo Franco Demaria raccontava invece di «dieci o quindici presenze». Numeri diversi, su cui però non è necessario

pc 17 giugno - Notizie di mobilitazione operai iraniani

L'andamento oscillante delle trattative Iran-USA è dovuto, oltre che alla capacità negoziale degli Iraniani, anche all'influsso dei conflitti interni al regime. Riprendiamo un documento, anche se parziale, che indica la presenza di forze operaie che non si sono fermate mai nella protesta contro il regime e che difendono i loro rappresentanti dalla repressione in atto.

Nei porti di Imam Khomeini e Mahshahr (in fondo al Golfo Persico) gli operai portuali dopo una settimana di sciopero e manifestazioni davanti alla prefettura hanno ottenuto il reintegro al lavoro di 68 loro compagni che erano stati licenziati a seguito della mancanza di lavoro nei porti bloccati.
Nel settore petrolio, che è e sarà molto critico e quindi soggetto a stretto controllo, l’organizzazione degli operai petroliferi è ancora alla testa delle organizzazioni popolari con le quali vi era stata una prima manifestazione unitaria per richiedere la liberazione dei primi arrestati (vedi l’articolo “Bucato il silenzio imposto dal regime iraniano” 16/1/26). Attualmente è stata lanciata una campagna per rivendicare la scarcerazione di Yaser Ahmadinejad, ex-operaio della National Drilling (perforazioni) che ha guidato lotte operaie e ha partecipato anche alle sollevazioni “Donna Vita Libertà” e gennaio/febbraio di quest’anno. La campagna coinvolge le organizzazioni popolari sfidando le accresciute difficoltà ed i pericoli per l’organizzazione fuori dagli impianti petroliferi.
.....

DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO PER L’ORGANIZZAZIONE DELLE PROTESTE DEI LAVORATORI DEL PETROLIO
Noi siamo lavoratori che chiedono giustizia. Noi facciamo richieste. Ascoltate il suono dei nostri passi
Uniti contro il massacro di Deymah 1404, uniti contro la distruzione del lavoro e del sostentamento, uniti contro le guerre scatenate dal governo e le aggressioni che ogni giorno colpiscono la vita di noi lavoratori e del popolo, e uniti contro la repressione, la prigione e la condanna a morte.
– Nel Deymah 1404, abbiamo gridato il nostro dissenso contro la povertà e l’aumento dei prezzi e voi,

pc 17 giugno - L'accordo-tregua USA-Iran: dalla parte dell'imperialismo e dalla parte dei proletari e delle masse

Qual è la posizione proletaria e comunista a fronte dell'annuncio dell'accordo USA-Iran che dovrebbe mettere fine all'attuale guerra di aggressione imperialista e sionista all'Iran?

La prima cosa è che questo accordo va visto da due lati, dal lato della guerra che c'è, dal lato della posizione dei proletari e delle masse popolari dell'Iran, della Palestina e di tutto il Medio Oriente e degli operai e delle masse popolari del nostro paese e nei paesi imperialisti.

L'aggressione aveva lo scopo dichiarato di piegare l'Iran fino alla minaccia dell'uso dell'atomica, di rovesciare l'attuale regime iraniano - che noi non appoggiamo ma che comunque è legittimo rappresentante della nazione Iran - e di imporre un governo fantoccio scelto dagli americani e dai sionisti israeliani per imporre all'Iran i diktat dell'imperialismo, soprattutto americano, e i disegni e i piani guerrafondai ed espansionisti dello stato sionista di Israele.

Rispetto a questi obiettivi questa guerra ha fallito. L'imperialismo e il sionismo israeliano hanno perso, l'Iran ha vinto. Su questo non ci devono essere dubbi perché chi semina dubbi finisce per svalutare la resistenza dell'Iran contro un'aggressione imperialista e sionista che prevedeva di cancellarla.

L’altra questione fondamentale è che questa guerra ha dimostrato che, se da un lato vi è una chiara intenzione di marciare verso una terza guerra imperialista mondiale per ripartire il mondo secondo gli interessi dei vincitori - cioè dell'imperialismo americano, della presidenza Trump e di tutti i suoi alleati che pretendono di essere i vincitori a priori di questa contesa mondiale; dall'altro lato è evidente che questi piani di guerra hanno avuto un rallentamento e, nello stesso tempo, che è possibile per i popoli e le nazioni oppresse o comunque dipendenti o comunque obiettivi dell'azione dell'imperialismo, frenarli e sconfiggerli.

L'imperialismo è una tigre di carta e questo è un assunto fondamentale anche per valutare l'attuale aggressione imperialista e sionista degli americani e di Israele all'Iran.

Sui contenuti dell'accordo chiaramente bisogna anche aspettare, perchè le cose che vengono annunciate vengono contraddette da altre cose che vengono affermate e dai fatti concreti che dimostrano come tutto

pc 17 giugno - NO al carcere tortura! - Dal presidio al Tribunale di sorveglianza in udienza per il rinnovo del 41bis ad Alfredo Cospito

In ORE12 Controinformazione rossoperaia del 12.06.26 abbiamo trasmesso l'audio di questo intervento al presidio 

Il 41bis è una misura speciale di applicazione dello stato d'emergenza all'interno delle carceri, proprio per questo, quando è stato istituito, è stata promessa una durata limitata. Si tratta di una misura di isolamento totale che può avere un impulso molto grave sullo stato di salute psichico e fisico delle persone a cui viene comminata. Ecco perchè dovrebbe essere data in misura eccezionale per un periodo limitato.

Di fatto, come accade ad Alfredo e accade a tanti (per esempio a Nadia Lioce), questa misura viene costantemente rinnovata. Quindi le persone sottoposte al 41bis subiscono un rinnovo costante, finalizzato ovviamente a procurargli gravi danni psicologici e fisici. Per questo è una misura che noi definiamo di tortura, di "tortura bianca" che è una pratica che è stata pensata dalla CIA, dagli americani, praticata nelle carceri speciali in America, in Germania e poi in Italia. Questa tortura vuole mascherare la classica tortura, quella fisica, cioè le botte, le scosse elettriche, quindi le persone all'esterno non percepiscono la gravità della situazione, ma il livello di aggressione alla salute di una persona è equivalente.

E' una forma di vendetta dello Stato contro queste persone, come nel caso di Alfredo, finalizzata appunto a danneggiarli.

L'unico modo per uscirne è quello di prostrarsi allo Stato, di pentirsi, di vendersi, di far mettere qualcun

pc 17 giugno - Tarek è libero! da soccorso rosso proletario

Oggi, 16 giugno, Tarek Dridi torna finalmente in libertà dopo aver scontato una pena tanto severa quanto ingiusta, inflittagli per i fatti contestati in occasione della manifestazione del 5 ottobre 2024 a Roma.
Accogliamo con gioia la notizia della sua liberazione e attendiamo il momento di poterlo riabbracciare di persona. Al tempo stesso, non possiamo dimenticare la sproporzione della condanna che gli è stata comminata: un accanimento che non può essere separato dalla condizione di chi, in una società attraversata da dinamiche di esclusione e razzializzazione, viene troppo spesso considerato colpevole prima ancora di essere giudicato. Un sistema permeato da arabofobia e razzismo continua infatti a colpire con particolare durezza tutte le soggettività ritenute non conformi all’ordine dominante.
Quel 5 ottobre a Roma non si poteva non stare. Contro il genocidio in corso, contro lo stato sionista dell’apartheid e contro la complicità del Governo fascista italiano che quella manifestazione volle vietare, in decine di migliaia scendemmo in piazza per la libertà della palestina, con la resistenza palestinese, sfidando la repressione.
La liberazione di Tarek è motivo di felicità, ma non cancella l’ingiustizia che ha dovuto subire né le responsabilità politiche e sociali che l’hanno resa possibile.
Ciao Tarek!

martedì 16 giugno 2026

pc 16 giugno - Dall'India... studenti rivoluzionari maoisti con gli operai della Vizag Steel Plant

 riceviamo e pubblichiamo

info csgpindia@gmail.com 

Dichiarazione del Fronte Rivoluzionario degli Studenti (RSF) in solidarietà con i lavoratori copliti dal disastro del Vizag Steel Plant

12/06/2026

Il Fronte Rivoluzionario degli Studenti (RSF) esprime solidarietà alle famiglie dei lavoratori uccisi e feriti nel terribile disastro colposo accaduto l’8 giugno al Rashtriya Ispat Nigam Limited (RINLI) di Visakhapatnam. Esprimiamo la nostra angoscia e rabbia contro il grave sfruttamento e disumanizzazione dei lavoratori. La morte di nove lavoratori e con gravi lesioni per altri undici rappresentano un crimine sociale perpetrato da un sistema che antepone il profitto alla vita umana.

Negli ultimi mesi, tanti lavoratori sono stati uccisi in tutto il paese in disastri industriali, presso la centrale termoelettrica Vedanta nel Chhattisgarh, in fabbriche di esplosivi in Maharashtra, fabbriche di fuochi d'artificio in Andhra Pradesh e impianti chimici in Telangana. L'esplosione nelle industrie Sigachi in Telangana ha causato decine di morti. L'esplosione della centrale elettrica Vedanta diversi lavoratori morti e feriti. Questi incidenti mettono in luce le condizioni sempre più pericolose di sfruttamento in cui i lavoratori sono costretti a lavorare in tutta l'India, mentre il governo fascista brahmanico hindutva del BJP-RSS continua a

pc 16 giugno - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - L'accordo-tregua USA-Iran: la valutazione proletaria e comunista

 

pc 16 giugno – INDIA: il governo fascista hindutva di Modi contro intellettuali e precari… la guerra contro il popolo continua

 

Ben lontano dai riflettori internazionali l’India del fascista hindutva Narendra Modi continua nella sua opera di guerra contro il proprio popolo.

Come riportiamo da tempo con i nostri articoli, l’attacco è rivolto alle masse indiane in generale nei loro diritti fondamentali: diritto al lavoro e alla casa, diritto alla terra e ad una vita dignitosa, diritto delle donne a non essere violentate, libertà di espressione, libertà di manifestazione, libertà religiosa… ma in particolare l’attacco è rivolto a chi si oppone da anni alla distruzione di case e villaggi soprattutto delle popolazioni tribali che vivono nella parte centrale, ma non solo, dell’India, per fare posto alle multinazionali industriali e minerarie interne ed esterne al Paese che sono nelle mani principalmente degli amici di Modi, e cioè i miliardari Adani, Ambani, Agarwal… e contro chi si oppone alla miseria e alla disoccupazione crescente, mentre il governo spende miliardi per la corsa al riarmo.

Questa guerra contro il popolo è fatta di continue atrocità: bombardamenti, uso di droni, migliaia di poliziotti, soldati, squadroni speciale che seminano terrore e morte con assassini extragiudiziali e prende di mira coloro che guidano le lotte delle popolazioni adivasi, ma non solo, anche chi solidarizza con queste lotte diventa oggetto di particolare attenzione da parte del governo: dagli studenti, ai professori universitari a poeti, scrittori e intellettuali in generale tutti accusati di essere “maoisti”.

pc 16 giugno - Tenaris dalmine - Gravissimo l’operaio colpito in volto da un gancio - info


Gravissimo l’operaio colpito in volto da un gancio in Tenaris: c’è un indagato

L’incidente nel capannone di fronte alla torre di raffreddamento, nell’area Etb del forno sequestrata dal pm

Dalmine. C’è un indagato per il grave infortunio sul lavoro avvenuto sabato all’interno dello stabilimento Tenaris. Si tratta del rappresentante legale della ditta esterna per la quale stava operando