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| arresti di massa ad Ankara contro chi si oppone al Vertice della guerra |
Il vertice Nato si è aperto ad Ankara.
Sono i padroni delle armi che s’incontrano al Forum dell'Industria della Difesa ad iniziare il vertice e non poteva che essere così visto che principalmente loro beneficeranno dei profitti dei piani di riarmo che i governi imperialisti faranno pagare ai loro popoli. Tutto è già stato deciso ovviamente all’ultimo vertice all’Aja dell’anno scorso con l’aumento delle spese per il riarmo con l’obiettivo di arrivare al 5% del Pil alla Difesa e dove il “tutto è stato deciso” è tutto per la guerra, è l’aumento delle spese per le armi, è economia di guerra, riconversione industriale per la guerra, “tutto” scaricato sulle masse in termini di tagli allo stato sociale, alla Sanità, ai trasporti, tutto per finanziare la guerra perché è in quella direzione che gli imperialisti stanno correndo.
Questo vertice è un passaggio molto importante per i governi imperialisti e tutti i giornali hanno questo tema in apertura nelle loro prime pagine.
Oggi non ci saranno ancora le discussioni “politiche” ma assisteremo al teatrino con i salamelecchi dei capi delle potenze mondiali e dei governi che puntano ad un posto al sole nella spartizione imperialista del mondo, un’ipocrita e falsa unità mentre chi va al Vertice ci va con il coltello dietro la schiena.
Il Vertice non si concluderà con la definizione di nuovi concetti strategici ma vorrà il rafforzamento dell’industria bellica, il sostegno all’Ucraina, i 17 miliardi in più per il riarmo e il 5% in più del PIL per l’acquisto di armi americane.
La capitale della Turchia che ospita il Vertice è tutta una zone rossa e il governo di Erdogan ha scatenato la repressione contro l’opposizione dei gruppi rivoluzionari, democratici e progressisti e, nelle settimane precedenti il summit, almeno 170 persone sono state arrestate nell’ambito di una vasta operazione repressiva, la prefettura di Ankara ha vietato fino al 10 luglio manifestazioni, cortei, conferenze stampa e sit-in.
Anche il volto della città è cambiato: chioschi, cantieri, edifici incompleti e tratti di strada sono stati nascosti dietro grandi pannelli con i simboli della Nato, saranno dispiegati circa 70 mila uomini tra polizia, gendarmeria e apparati di sicurezza, una forza superiore agli eserciti di molti Paesi membri della Nato e quasi tre volte più numerosa di quella impiegata al vertice dell’Aia del 2025.











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