Dalla Rivista marxista-leninista-maoista "La Nuova Bandiera" - Numero speciale sul centenario della nascita del PCI - ampi stralci
"...C'è una forma di revisionismo che punta a cancellare il carattere rosso della Resistenza e il ruolo dirigente del Partito Comunista in essa, che si affianca alla rimozione operata dalla borghesia e i suoi partiti...
...senza la direzione del Partito Comunista, senza la linea rossa del Partito Comunista, la Resistenza forse non sarebbe nata e di certo non sarebbe cresciuta da fenomeno di minoranza alla sua grandiosa epopea, fino al rovesciamento del fascismo e alla cacciata del nazismo. Si è cercato costantemente di cancellare il ruolo del PCI prima, durante la Resistenza, fino alla sua vittoria. Il revisionismo non si caratterizza solo per la convergenza con la borghesia che vuole rimuovere questo pezzo determinante della storia del nostro paese, ma anche per una posizione che vuole sostanzialmente rimuovere il ruolo del Partito Comunista, e che attacca i limiti della direzione del Partito Comunista nella Resistenza per negarne il ruolo, cancellarlo. L’inneggiamento ai partigiani cui spesso si assiste nel1e manifestazioni del 25 aprile spesso traveste la negazione del ruolo del Partito Comunista...
Dietro la negazione del ruolo del partito comunista non c’è altro che negazione del carattere rivoluzionario della Resistenza. Esiste cioè una forma di revisionismo storico che oltre a cancellare la storia reale della Resistenza priva il futuro e il presente del movimento comunista di un'analisi approfondita delle condizioni che permettono, non solo nella Resistenza ma in generale, la vittoria dei proletari e delle masse nella loro lotta contro i padroni, lo Stato borghese, il sistema capitalista-imperialista e le forme che assume la dittatura della borghesia, sia nelle fasi di democrazia borghese sia in quelle di fascismo aperto o tendenziale...
...Noi siamo Partigiani della storia ufficiale del movimento operaio, almeno fino a quando nel nostro paese vi è stato un partito comunista, non una formazione elettorale riformista che in nome della via italiana al socialismo ha intrapreso prima una marcia di supporto della borghesia e delle classi dominanti poi di internità ad esse, in un ciclo tutt’altro che virtuoso che ha portato alla sua progressiva sparizione e alla condizione di oggi in cui gli operai, i lavoratori, le masse popolari guardano senza conoscenza e perfino con diffidenza al comunismo, ai comunisti, a quelli che si dichiarano tali e che su questa strada vogliono contribuire all’emancipazione storica del proletariato...
... é stata cancellata la storia di quello che realmente è stato il PCI... Non una storia da rivedere o da giudicare. È caratteristica della classe operaia e del movimento operaio ritornare continuamente sui sui passi e aggiornare la sua teoria rivoluzionaria è trarre essa stessa un bilancio del suo cammino. Il movimento operaio ha sempre fatto questo, non sta a noi rifarlo ma riappropriarci della storia...
...Dal lato della collina della borghesia ci fu l'ascesa del fascismo e tutto quello che ne conseguì, ma a noi interessa il lato del proletariato, del PCI, la lotta che all'interno del PCI ci fu negli anni successivi alla sua fondazione che ha come cuore del problema l'opportunismo. Quello di destra è compagno di strada pressoché permanente del movimento comunista, per varie ragioni. Ma il vero problema che ha incontrato negli anni della sua nascita e nella risposta al fascismo che avanzava fu l’opportunismo di sinistra, il bordighismo, la direzione bordighista.
La lotta fatta contro la direzione bordighista è la pagina storica che ha portato, dopo la sua fondazione, alla nascita effettiva di un Partito comunista, con una linea strategica e con un bilancio pratico di quello che era stata l’azione dei comunisti negli anni dal ‘21 al ‘26. Tutto ciò è stato sintetizzato magistralmente nelle Tesi di Lione che noi riprendiamo integralmente. Sicuramente il cuore della polemica contro il bordighismo è il vero contributo che il PCI nella fase della sua nascita ha portato al movimento comunista internazionale, legandosi alla linea marxista-leninista, all’opera di Lenin, che proprio in quegli anni scriveva “L’estremismo…”....
...Il periodo delle Tesi si conclude con l'arresto del compagno Gramsci e con l’attacco frontale al Partito Comunista e comincia una nuova fase quella degli anni della clandestinità. Questi anni sono straordinari perché quando si parla del ruolo del Partito Comunista nella Resistenza bisogna evitare di guardare solo a ciò che avviene negli ultimi anni, quelli della Resistenza vera e propria, quando tra il 43 e il 45 essa si afferma, dilaga e vince, per lo meno parzialmente rispetto agli obiettivi che si poneva.
Se ci si concentra sul PCI del ciclo 43-45 si sbaglia, perché quel PCI non sarebbe arrivato al 43-45 senza tutto quello che è avvenuto dal ‘26 al ‘43. Senza quel partito di quegli anni non sarebbe stato