La nuova ondata di caldo e lo sciopero
emergenza caldo/umidità, non di massa ma diffuso in tutta la
fabbrica, che resta una prima forma di autotutela della salute che Slai
Cobas, l’unico che abbia raccolto questi bisogni, ha indetto e
sostiene, e che dimostra un certo grado di ribellione
- alla condizione
della fabbrica caserma, perchè la ristrutturazione non avanza senza
strappi, imposizioni, repressione
- ai sindacati
confederali che hanno la faccia tosta di augurare le buone ferie ai
lavoratori, dopo aver dimostrato
sul campo torrido di questa estate, quanto sono distanti e
insensibili alla condizione operaia.
Uno
sciopero per organizzare la lotta collettiva operaia, far valere il
protagonismo delle operaie/i che devono contare e decidere, per
liberarne la forza, il vero antidoto alla paura, per la salute caldo,
come per la difesa del posto e delle condizioni di lavoro e di vita.
Nell’emergenza
caldo in effetti, lo sciopero ha contribuito a far si che tra le operaie
si cominciasse a parlare con più coscienza e decisione delle
condizioni della fabbrica.
Le
rivendicazioni dello sciopero di fronte
alle condizioni meteo stagionali, alle
condizioni aziendali nei reparti di
produzione arretrate e inadeguate sono
per un
incontro aziendale con Slai Cobas sc ed una delegazione delle
operaie/i in sciopero per un piano di prevenzione caldo centrato
sull’esperienza delle operaie in linea; per interventi
immediati, quali, distribuzione
sali minerali, acqua fresca a disposizione per tutte/i secondo
necessità, manutenzione
ed efficienza degli impianti esistenti, sonde
in linea per percepire lo stesso caldo e umidità delle operaie/i,
programma
per pause extra retribuite e riduzione velocità
delle linee in emergenza caldo.
E la quarta ondata
di caldo, che vuol dire un evento meteo che aggrava le stagionali
condizioni climatiche, ovvero che è conosciuto ed atteso, è
arrivata. Ma di prevenzione
non se ne parla mai… potremmo dire parafrasando la storica
canzone ‘la ballata della Fiat’ che in musica ci parla ancora
oggi della contestazione operaia anche alle vuote parole ed ai
piagnistei dei sindacalisti in assemblea ‘e di lottare non si parla
mai…’ appunto, operai che si presero le assemblee e via via diventarono i protagonisti di una grande stagione del conflitto di
classe.

La cronaca lascia
intendere che almeno per i lavoratori esposti direttamente alla
calura qualcosa si sia mosso. In realtà questo titolo è uscito
proprio ad inizio settimana quando un nuovo omicidio sul lavoro ha
colpito un operaio morto di stenti dentro una serra in orario vietato
al lavoro dalle ordinanze regionali per ‘l’emergenza caldo’.
Appare chiaro che
per i lavoratori i provvedimenti istituzionali, gli allarmi della
protezione civile, le