Il 6 luglio, Ismail al-Thawabta, direttore generale dell’ufficio stampa del governo di Gaza guidato da Hamas, ha annunciato lo scioglimento della struttura governativa della Striscia dopo circa 20 anni.
“Ci auguriamo che questo importante passo sul campo contribuisca a porre fine all’aggressione, a fermare il genocidio, a garantire il ritiro dell’esercito israeliano dalla Striscia di Gaza, a riaprire i valichi per consentire l’ingresso dei camion degli aiuti e a porre fine alla politica della fame”, ha dichiarato.
A prendere il posto del “Comitato d’emergenza” (com’era denominato il governo di Gaza di Hamas) dovrebbe essere il “Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza” (NCAG), un organismo tecnocratico gestito da Palestinesi – non dall’Autorità Nazionale Palestinese – e sostenuto dalle Nazioni Unite, creato a seguito della risoluzione 2803/2025, che istituiva anche l’ormai desaparecido “Board of Peace”.
A proposito di questo nuovo organismo governativo, al-Thawabta ha aggiunto che: “Tutti i dipendenti che lavorano nell’erogazione dei servizi sono dipendenti statali e sono pienamente preparati a lavorare sotto l’egida del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza”.
Nelle dichiarazioni di al-Thawabta non si fa alcun cenno né riguardo il disarmo unilaterale di Hamas, rispetto al quale l’organizzazione si è più volte detta indisponibile, né riguardo chi svolgerà le funzioni


















