sabato 31 ottobre 2026

pc 31 ottobre - E' l'ora che gli operai avanzati vadano e appoggino la grande lotta dei giovani - I nostri operai lo stanno facendo

Ripubblichiamo due video della manifestazione a Milano del 24 ottobre in cui si vedono e si sentono nostri operai dello Slai cobas per il sindacato di classe e di proletari comunisti che appoggiano pienamente i ragazzi, studenti, giovani proletari in rivolta, che si oppongono alla polizia, denunciano i fermi, gli arresti dei giovani, e danno forte sostegno alla lotta fino alla caduta del governo Meloni e di tutti i governi dei padroni. Ed è questa azione combattiva, di classe che, come si vede nei video, viene appoggiata via via da grandi masse di ragazzi, di vari manifestanti.

Oggi è il tempo che nelle varie città, gli operai più coscienti, gli operai rivoluzionari - anche se in pochi - sostengano concretamente le lotte in corso della gioventù studentesca e proletaria, vadano tra di loro, appoggino la loro giusta ribellione, e... anche imparino da loro.

Oggi non si tratta di inalberare una bandiera generica dell'"unità", perchè ancora la maggiorparte degli operai, prima di tutto delle fabbriche, non sta facendo la lotta di classe che serve; oggi sono gli operai avanzati che devono esserci e dire da che parte stanno. 

Operaio di proletari comunisti fermato 

sua forte denuncia contro la polizia, a fianco dei giovani

Grande appoggio delle masse

Giovani, adulti, tutti cantano "Bella ciao", contro la polizia

Intervento di compagno operaio del PCm Italia 
tra una marea di ragazzi e ragazze


(trascrizione dell'intervento)

Oggi ci sono ancora molti sia a Milano che nelle altre città nostri compagni di lotta che hanno chiuso nelle questure, nelle celle sporche e nere dei commissariati senza che abbiano fatto nulla. Sono stati rastrellati per strada perché erano vestiti in nero o perché erano immigrati.

La nostra lotta deve andare avanti fino alla libertà di tutti. 

Sono i giovani delle rivolte di sabato e domenica scorsa, chi ha solidarizzato con loro, chi lotta contro il carovita, contro le condizioni di vita e di lavoro dei propri genitori, sfruttati nelle

pc 31 ottobre - A PROPOSITO DELLO SCONTRO TRA IL FASCISTA LA RUSSA E LA PROFESSORESSA DI STORIA PONZANI....

Quello che si è consumato nei giorni scorsi mostra, da un lato il revisionismo storico da parte dei fascisti per mascherare il loro vero volto eversivo (ieri al servizio dei padroni, oggi al servizio di uno stato di polizia e dittatura aperta), con l'ennesimo attacco ai valori della Resistenza Partigiana e dall'altro un messaggio preciso e repressivo contro ogni opposizione culturale-storica ecc.

Ignazio La Russa voleva le scuse di Michela Ponzani. Ma oggi ad Otto e Mezzo, ha ricevuto una risposta che probabilmente gli farà rimpiangere di aver aperto bocca.

Perché la professoressa Ponzani, storica e docente universitaria, è tornata nello studio di Lilli Gruber dopo essere stata minacciata di querela dal presidente del Senato. E gli ha impartito una lezione di storia, di diritto alla critica e di democrazia che meriterebbe di essere proiettata nelle scuole.

La vicenda ormai la conoscete. Ponzani aveva ricordato che il 12 aprile 1973 La Russa era a capo di un corteo neofascista vietato dalla prefettura di Milano. Durante quella manifestazione, segnata da gravissimi scontri, venne ucciso l’agente di polizia Antonio Marino, appena 22 anni.

La Russa, indignatissimo, aveva annunciato querela. Poi aveva rilanciato: se Ponzani si fosse scusata immediatamente, avrebbe rinunciato alle vie legali.

Ebbene, stasera Ponzani gli ha risposto così:

“Se il presidente La Russa vuole querelare me, semplicemente per aver ricordato un fatto storico, deve querelare tutti gli autori di libri che parlano di questo fatto, deve querelare l’Archivio centrale dello Stato che conserva ancora oggi la documentazione della questura di Milano e della prefettura di Milano, deve querelare i giornali dell’epoca che riportano fedeli le cronache di quel che accadde”.

E ancora:

“I fascisti del Movimento Sociale, del Fronte della Gioventù di cui La Russa era segretario, devastarono Milano con incidenti gravissimi, quella manifestazione non era autorizzata e venne ucciso un agente di polizia di 22 anni. Io non ho detto che fu La Russa ad avere la responsabilità nell’omicidio, ho detto che era presente a quella manifestazione”.

E qui arriva una delle frasi più belle della serata:

“Se si vuol negare la storia, spiace dirlo per chi pensa di essere tornato ai tempi delle monarchie assolute, ma gli storici nelle democrazie non hanno il compito di celebrare il potere, devono casomai smontare le narrazioni di comodo. Questo è il nostro mestiere e io continuerò a farlo con tutti i mezzi a mia disposizione”.

A questo punto Gruber le pone la domanda che La Russa aspettava da giorni: vuole scusarsi?

E Ponzani:

“La professoressa Ponzani non ha alcuna intenzione di scusarsi con il signor presidente del Senato, anzi io ho già sentito il mio avvocato Fabio Anselmo per tutelare quelle che sono le mie ragioni, quella che è la mia onorabilità, quella che è la mia professionalità, perché vorrei ricordare al presidente del Senato della Repubblica italiana che i titoli accademici non si ereditano come i titoli nobiliari, costano tanta fatica, per le donne è ancora più faticoso raggiungere certe vette, quindi io pretendo che mi si riconosca almeno il titolo di professoressa universitaria.

Un presidente del Senato che annuncia una querela verso una docente universitaria, diciamo, non è una pagina tanto bella per la democrazia, perché io ho una visibilità, penso a tanti miei colleghi che questa visibilità non ce l’hanno e cosa si vuol fare?

Mettere a tacere tutte le voci critiche, tutti coloro che non hanno il potere di potersi difendere, di poter utilizzare la comunicazione?

Questa è una cosa gravissima ed è una pagina non tanto bella della Repubblica italiana quando si vogliono mettere a tacere gli storici”.

Ignazio La Russa: "Ho chiamato Michela Ponzani signora perché altrimenti dovevo dire professoressa a contratto"

di Huffpost

Il presidente del Senato torna sulla diatriba con la professoressa e le sue affermazioni sulla partecipazione di La Russa a un corteo non organizzato in cui morì un poliziotto. E sul ritiro della querela prende tempo: "Ci penserò"


pc 31 ottobre - Il moderno Marx - Giornata lavorativa, più sfruttamento... Il capitale è sempre più vorace

Da un intervento nella Formazione marxista di Taranto


Marx è moderno. Faccio un esempio. 

Una ditta dell’appalto Acciaierie di Taranto ha trasformato il pagamento del salario mensile, da salario orario a salario fisso. L’operaio dice: mi paga 173 ore fisse al mese. Però io ne lavoro di più, lavoro nei giorni festivi, lavoro ore di straordinario, ecc., a questo padrone mi sta pagando sempre 173 ore. Quindi più lavoro meno sono pagato. Quindi per il padrone aumenta la parte di pluslavoro non pagato. 

Nel 1925 è stata fissata la giornata lavorativa in otto ore, stiamo parlando appunto dei primi anni del ‘900, ore stiamo ancora a otto ore. Nonostante c'è stato aumento di produttività ecc. Quindi mantenendo in otto ore la giornata lavorativa normale, vuol dire che proporzionalmente la parte di plus lavoro gratis per il capitale, il plusvalore è aumentato.

Poi ci sono i casi “estremi”, gli immigrati in agricoltura che lavorano 12, 14 ore e più e vengono pagati con un salario corrispondente a volte a tre/quattro ore.

Ma ci sono gli esempi apposti che verifichiamo in particolare tra le lavoratrici delle pulizie, dei servizi, che invece fanno pochissime ore di lavoro, tre ore al giorno, 12 settimanali, ecc., mettiamo pure che delle tre ore un'ora e mezza è di lavoro necessario e un'ora e mezza di plus lavoro, ma via via il carico di lavoro aumenta, nella realtà lavorano più ore.

Ora proporzionalmente, se prima su tre ore 50% era di lavoro necessario e 50% di plus lavoro, se l’attività lavorativa aumenta in quantità e durata, questa proporzione salta, cioè per il lavoro necessario restano sempre 1 ora e mezza e tutto il resto invece è plus lavoro. Quindi, la proporzione tra lavoro necessario e plus lavoro non resta la stessa ma aumenta il saggio del plus valore. 

Questo dimostra che la situazione attuale è esattamente la stessa dell’800, descritta da Engels, da Marx, naturalmente nelle sue diverse stratificazioni: la fabbrica, l'appalto, l'indotto, gli immigrati, le lavoratrici, ecc.

Quindi è totalmente falso dire che oggi la situazione nel mondo del lavoro sia cambiata e che oggi non valgano le leggi descritte da Marx; è una fake news trasformata in analisi, libri, ma che è “aria fritta” per chi vivesse e analizzasse l'effettiva situazione del mondo del lavoro non in Cina, non in Uganda, ma a in ogni città, paese dell’Italia imperialista, compreso nel cosiddetto mondo di produzione alternativo, fondato sul turismo, sul lavoro green, ecc. La condizione dei lavoratori è esattamente quella dell'Ottocento. E’ la trasformazione di una società che si pretende sempre più moderna in un vero nuovo medioevo, nuova schiavitù a tutti i livelli, in cui i lavoratori muoiono per la fatica, per lo sfruttamento, non solo per la mancanza di sicurezza sul lavoro. 

Il capitale è diventato più vorace. Un lavoratore mi ha detto che per la fatica piangeva durante la giornata lavorativa, il padrone, in questo caso in agricoltura, negava anche cinque minuti di pausa, ma questo avviene anche nelle grandi fabbriche, come la Stellantis. Togliere ai lavoratori quella mezz'ora ora di pausa è succhiare il loro sangue pure in quella mezz'ora.

pc 31 ottobre - "Il giornale" attacca il nuovo segretario della Fiom per la Kefiah - ma lo condanna anche la Cgil, rimuovendone la foto

L’edizione telematica di giovedì ventinove ottobre de "Il Giornale" contiene – firmato da tale Giulia Sorrentino – un pezzo, sulla nomina del nuovo segretario della FIOM-CGIL, del quale condividiamo soltanto l’incipit: «Siamo alla follia».


Secondo quanto scrive la pennivendola, Samuele Lodi – appena eletto dalla platea congressuale con il 98,74% dei suffragi – avrebbe tenuto il discorso di insediamento indossando una kefiah con vergate frasi che la sua ignoranza la portano a legare al Movimento di Resistenza Islamico (Hamas).

Su un lembo del drappo si troverebbe la scritta “Diluvio di Al-Aqsa”, mentre sull’altro campeggerebbe la rivendicazione “il popolo vuole la liberazione del popolo palestinese”: due motti che evidentemente creano le convulsioni all’imbrattacarte che attacca frontalmente il sindacalista.

Francamente, se fosse soltanto questa, la notizia non sarebbe neppure degna di essere attenzionata: la redazione dello schifoso fogliaccio in questione è zeppa di sedicenti “giornalisti” ignoranti, incompetenti ed in malafede: farne una lista sarebbe come compilare l’elenco telefonico.

Quello che invece non possiamo, né tantomeno vogliamo, tacere è l’atteggiamento dell'organizzazione rispetto alle farneticanti obiezioni della gazzettiera: le riportiamo di seguito, senza cambiarle nemmeno di una virgola rispetto a quanto scrive la trentenne nativa di Roma.

«Apprendiamo dal sito de ‘Il Giornale’ che la kefiah messa oggi al collo del neo eletto segretario generale della Fiom-Cgil, Samuele Lodi, parrebbe inneggiare al 7 ottobre. Essendo la scritta in arabo nessuno poteva esserne consapevole: per quanto ci riguarda tale motto è incompatibile con la storia, i principi, e i valori della Fiom-Cgil che da subito ha condannato i fatti del 7 ottobre e allo stesso tempo sostenuto l’autoderminazione del popolo palestinese. Per questo sono già state avviate tutte le verifiche interne a tutela dell’organizzazione e dei nostri valori. Nel frattempo sono state rimosse, da tutta la comunicazione ufficiale e dai social media della Fiom-Cgil, le foto che ritraggono il neo segretario al momento della proclamazione con suddetta kefiah».


In questo periodo stiamo ospitando alcuni interventi dello "Slai cobas per il sindacato di classe" in cui si afferma chiaramente una verità incontestabile: la CGIL fa schifo; oggi possiamo aggiungere che anche la categoria che dovrebbe difendere gli interessi dei lavoratori metalmeccanici non è da meno.

Questi assai poco “signori”, invece di difendere il proprio segretario generale dagli attacchi scomposti dei servi della peggiore destra italiana e dei suoi amichetti dell’entità sionista, si accodano ai desiderata di coloro che sostengono a spada tratta il genocidio perpetrato ai danni del popolo palestinese.

Bosio (Al), 31 ottobre 2026

 

la Redazione del blog Pennatagliente

http://pennatagliente.wordpress.com

pc 31 ottobre - Leggi e fai conoscere il blog https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/

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  • venerdì 30 ottobre 2026

    pc 30 ottobre - Più di 50.000 in piazza a Milano




    pc 30 ottobre - Due introduzioni alla 10° lezione della Formazione marxista fatta a Taranto il16 ottobre

    1) E' la necessità storica di rinnovare le stagioni del '68, degli anni '70, adeguate ad oggi che ci permette effettivamente di far paura al nemico e di ipotizzare un processo rivoluzionario del cambiamento del mondo. 

    Però il processo rivoluzionario per noi coincide da sempre con la centralità della classe operaia nel mondo. La formazione marxista che stiamo facendo lo dimostra. Anche in città come Taranto che nei giorni passati ha vissuto un'esplosione, e chi è stato ai blocchi e alle assemblee l'ha potuta toccare con mano, appaiono delle avvisaglie. Toccare con mano non significa che ci siano già le condizioni per un cambiamento di coscienza e di trasformazione generale, ma per chi ha vissuto i movimenti operai sa bene che è così che possono cominciare. 

    Noi abbiamo due riferimenti nella formazione: la classe operaia e gli studenti, come gioventù, come detonatore sociale e storico di ogni trasformazione; chiaramente ponendo l'obiettivo finale: utilizzare le armi della critica per la critica delle armi. Perché non c'è stata nessuna trasformazione sociale nel mondo, quasi dai tempi della nascita dell'umanità fino ai giorni nostri che non sia passata attraverso una rivoluzione che come dice Mao "non è un pranzo di gala". Noi facciamo questa formazione marxista perché abbiamo l'obiettivo di trasmetterla nei movimenti reali della classe e del processo di trasformazione sociale generale, innescato da vicende come il maggio francese, l'autunno caldo, avendo chiaro che il fine di tutto questo è la rivoluzione. 

    Quindi in queste lezioni noi continuiamo, ma in un certo senso è come se ogni volta ricominciassimo e ricominciamo anche perché il Prof. Di Marco fa così, cioè continuamente ritorna sui suoi passi perché i concetti si sviluppino con basi sempre solide, organiche che ci permettano di trasmettere scienza e non fantascienza e ne fantasie, un male che ammorba il movimento di cui noi stessi facciamo parte.

    Noi stiamo "formando i formatori" perché siamo noi poi che nelle file della classe, delle masse dobbiamo trovare le forme con cui da una formazione centrale si arrivi a un'effettiva formazione di base che permetta alle masse di impadronirsi della teoria, perchè senza teoria non vi è movimento rivoluzionario e quindi non vi è rivoluzione. 


    2) In questi giorni eravamo un pò preoccupati perché c'era lo sciopero, i blocchi degli operai dell'Ilva, in cui ci siamo stati, e quindi non sapevamo oggi che cosa succedeva, se continuavano anche nel pomeriggio; questo inoltre ci ha impedito di fare una propaganda, un'informazione più accurata. Però poi mi sono resa conto che invece questa lezione di Formazione marxista avveniva proprio al momento giusto; perché era in sintonia con quello che sta avvenendo, che stanno facendo gli operai in questi giorni, con le discussioni che via via si sono elevate, a dimostrazione che è la lotta che fa crescere, che la lotta educa la coscienza e che si cambia nella lotta. Cioè se con gli operai ci parli individualmente o al di fuori della lotta sembrano arretrati, invece se con gli stessi operai che abbiamo visto in questi giorni parli durante la lotta, dicono cose diverse, giuste, utili.

    D'altra parte questa lezione sulla giornata lavorativa, sulla lotta per ridurre l'orario di lavoro era in sintonia anche perché una delle cose che in questi giorni si è posta nelle discussioni con i capannelli di operai che abbiamo fatto, è la questione di "lavorare meno lavorare tutti", cioè della riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario. Questa cosa qualche mese fa sembrava una bella teoria, mentre ora tra gli operai viene vista come giusta, come necessaria per lottare per difendere il lavoro. Diceva un operaio, perché il governo, lo Stato devono mettere soldi soprattutto per dare sgravi, incentivi alle aziende per assumere per un massimo due anni qualche operaio esubero dell'Ilva; perchè lo Stato mette soldi per la cassa integrazione, invece di usare quei soldi per ridurre l'orario; perchè non lottare per imporre una legge sulla riduzione dell'orario di lavoro? 

    Chiaramente qui si pone il problema: i padroni quale riduzione vogliono nell'orario? Vogliono la riduzione della parte di lavoro necessaria, e invece non vogliono ridurre la parte di plus lavoro, da lì traggono il profitto. 

    Quindi questa diventa una lotta di classe, in cui da un lato stanno i capitalisti i padroni che vogliono al massimo ridurre la parte di lavoro necessaria, e mantenere, anzi aumentare, la parte di lavoro gratis, mentre gli operai vogliono il contrario. 

    pc 30 ottobre - Processo NOTAV Torino - una analisi critica dell'ultima udienza

    Si è svolta oggi [ieri] un’ulteriore udienza del processo d’appello per l’operazione Sovrano. Dopo la testimonianza di Giorgio, uno degli imputati, si sono tenute le requisitorie della pubblica accusa e delle parti civili.

    Dalle requisitorie emerge, ancora una volta, la sostanziale continuità con l’impostazione accusatoria del primo grado: le condanne richieste sono rimaste invariate in alcuni casi e sono state ridotte solo leggermente in altri. Nessun ripensamento sostanziale, dunque, rispetto a un impianto che il Tribunale, in primo grado, aveva già ridimensionato in modo significativo, assolvendo tutti gli imputati dall’accusa di associazione a delinquere, contestata ai sensi dell’articolo 416 del codice penale.
    In appello, la Procura torna invece a insistere sulla necessità di riconoscere quel capo d’imputazione, riproponendo una lettura che tende a ricondurre a un’unica presunta trama criminale esperienze, percorsi e pratiche politiche differenti: il centro sociale Askatasuna, il Movimento No Tav e le lotte

    pc 30 ottobre - SPECIALE ORE12 CONTROINFORMAZIONE SU EX ILVA. UNA QUESTIONE NAZIONALE CHE RIGUARDA TUTTE LE FABBRICHE E GLI OPERAI

    pc 30 ottobre - "NISCEMI SI SBRICIOLA": contro le tante balle della Meloni e delle passerelle politiche, ancora un corteo degli abitanti

     


    “Niscemi si sbriciola” corteo vicino alla frana

    Ora fa paura la pioggia. Il sindaco: “Gli interventi in fase di progettazione”

    “Niscemi si sta sbriciolando. La frana avanza, la paura continua. Vogliamo sicurezza, non promesse”. Ecco cosa c’era scritto nello striscione che ha aperto il corteo organizzato ieri a Niscemi, esattamente a nove mesi dalla frana. Sfollati, commercianti, imprenditori, ancora in piazza per chiedere la messa in sicurezza del costone crollato lo scorso 25 gennaio e interventi immediati.

    “Basta con le promesse”, ha detto Lucrezia Cinquerrui. “Vogliamo vivere e investire a Niscemi, ma a quali condizioni? Chi è rientrato nelle abitazioni a ridosso della zona interdetta – ha aggiunto- non può andare avanti con la paura che il trauma si ripeta. Vogliamo rassicurazioni da organismi qualificati, controlli e verifiche”. “Non ci possiamo accontentare – ha sottolineato Laura Pinto – di un telone messo sul fronte frana per le piogge. La terra continua a muoversi e noi abbiamo paura. Sono passati nove mesi e abbiamo ascoltato solo tante belle parole”.

    Il corteo, partito dal largo Spasimo, a pochi metri dalla strada provinciale 10, chiusa dopo il cedimento causato dalla frana, ha poi raggiunto il centro cittadino, costeggiando la zona rossa interdetta. Si guarda con paura il futuro e si teme per l’arrivo delle piogge. Il sindaco Massimiliano Conti ha ribadito che questa è la fase della progettazione e che non bisogna avere fretta. Gli immobili in zona rossa sono 576 e vi abitavano 236 nuclei familiari, pari a 574 persone.

    Il Giornale di Sicilia 26 ott. 26

    pc 30 ottobre - La Campagna Contro la Repressione dello Stato (CASR) condanna fermamente l'arresto di tre attivisti contro le mega dighe e la pesante militarizzazione della regione del fiume Siang

    Continua e si allarga senza sosta la repressione del governo fascista hindutva di Modi messa in campo per fare spazio alle multinazionali contro le masse popolari in lotta per difendere i propri diritti

    ***

    La CASR condanna fermamente l'arresto di tre attivisti anti-SUMP e la pesante militarizzazione della regione di Siang

    29 ottobre 2026

    Chiediamo il rilascio immediato di tutti gli attivisti arrestati e il ritiro delle forze di sicurezza dalle aree di protesta

    La Campagna contro la Repressione dello Stato (CASR) condanna fermamente l'arresto di importanti attivisti anti-dighe Ebo Mili, Otul Jerang e Tajong Talom da parte della Polizia dell'Arunachal Pradesh a seguito delle recenti violenze a Pasighat. La CASR condanna inoltre il massiccio impiego delle forze di sicurezza, l'uso di gas lacrimogeni contro i manifestanti e la continua criminalizzazione del movimento democratico contro il progetto Siang Upper Multipurpose (SUMP) da 11.200 MW.

    Gli arresti avvengono in un contesto delle rinnovate proteste del 23 ottobre, organizzate per chiedere il rilascio degli attivisti precedentemente arrestati e il ritiro delle forze di sicurezza schierate nella regione. La polizia ha usato gas lacrimogeni e granate stordenti per disperdere i manifestanti, scatenando panico e aumentando le tensioni.

    La CASR esprime seria preoccupazione per il modello di repressione contro il movimento anti-SUMP. Dieci attivisti sarebbero già stati arrestati prima dell'ultima repressione, inclusi quattro attivisti arrestati ai sensi dell'Arunachal Pradesh Unlawful Activities (Prevention) Act (APUAPA) in relazione al loro coinvolgimento in studi relativi al progetto proposto. Gli ultimi arresti intensificano ulteriormente il clima di paura e repressione attorno a un movimento che solleva legittime questioni sui diritti indigeni, la protezione ambientale, lo sfollamento e il futuro del fiume Siang.

    giovedì 29 ottobre 2026

    pc 29 ottobre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Arresti Morselli/Arcelor-Mittal: nocivo è il capitale, non la fabbrica

     

    LE RAGIONI DELLA RIVOLTA I NOSTRI OBIETTIVI, DALL’INTERVENTO ALLE GRANDI FABBRICHE ALLE PIAZZE DEL 30 OTTOBRE



    pc 29 ottobre - LE MOBILITAZIONI E OCCUPAZIONI DELLE SCUOLE VERSO LA GIORNATA DI SCIOPERO DEL 30....crescono nonostante la repressione. Due info da Brescia e Milano

     

    BRESCIA: OCCUPATO IL LICEO LEONARDO DI VIA BALESTRIERI. LA POLIZIA INTERVIENE E SGOMBERA L’EDIFICIO.


    A Brescia studentesse e studenti hanno occupato il liceo Leonardo di via Balestrieri, 6, che conta poco meno di 2mila alunni, divisi in un’ottantina di classi tra indirizzi liceali scientifici, linguistici e artistici, in zona sudest della città.

    Nella mattinata di mercoledì 28 ottobre 2026 centinaia di studentesse e studenti si sono ritrovati all’ingresso, esponendo un grande striscione con la scritta “Leonardo Occupato”, sulla scorta della mobilitazione studentesca contro carovita, tagli all’istruzione pubblica, riarmo ed economia di guerra e mancanza di futuro.

    All’ingresso dentro il liceo per fare partire l’occupazione, la dirigenza scolastica ha filmato insistentemente studentesse e studenti cercando di impedire l’iniziativa, ma a centinaia sono comunque entrati nell’istituto per far iniziare l’occupazione.

    La mobilitazione studentesca si collega anche all’avvicinarsi dello sciopero generale del 30 ottobre in tutta Italia, lanciato da Unione Sindacale di Base, Usi – Cit, Confederazione Cobas, Si Cobas, Unicobas, Sial Cobas, Adl Cobas, Clap, Ssb, oltre a numerose categorie della Cub.

    Uno sciopero che sarà attraversato anche da moltissime realtà e movimenti sociali attivi su carovita, istruzione pubblica, diritto all’abitare e più in generale a una “vita degna e bella”, come chiarito da Collettivo Onda Studentesca, Csa Magazzino 47 e Associazione Diritti per Tutti in una nota dove si invita a partecipare al corteo di Brescia (ore 9, metro San Faustino).

    Ore 17.30 – Michele e Bea del Cos e del Collettivo Liceo Leonardo sono stati questo pomeriggio ospiti nei nostri studi e ci hanno raccontato quanto accaduto in mattinata Ascolta o scarica 

    Ore 13 – E’ intervenuta la polizia che ha sgomberato la scuola con un precedente gravissimo per Brescia: digos e agenti di polizia hanno scorrazzato in un edificio scolastico guidati dal preside Massimo Cosentino.  L’aggiornamento di Michele del Cos e rappresentante di istituto Ascolta o scarica

    Ore 11.40 – Gli studenti in stato d’agitazione sono entrati nell’edificio dove si trovano le aule per permettere ai loro compagni di uscire e unirsi alla protesta. La Digos, presente dentro la scuola, insieme al preside sta cercando di impedirlo minacciando di identificare gli studenti e le studentesse. In studio Umberto, della nostra redazione, riporta gli aggiornamenti che abbiamo ricevuto telefonicamente da studenti e studentesse del Leonardo. Ascolta o scarica.

    Ore 11.10 – L’aggiornamento dal liceo Leonardo occupato di Brescia con Michele, compagno del Collettivo Onda Studentesca e rappresentante di istituto. Alcune centinaia di studenti sono nell’auditorium della scuola mentre il preside impedisce agli altri studenti, ora nelle classi, di raggiungere gli occupanti. Ascolta o scarica.

    Ore 8 – La prima corrispondenza dal liceo Leonardo di Brescia con Francesco, della Redazione di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica

    L’audio dell’annuncio dell’occupazione da parte di uno studente del liceo Leonardo. Ascolta o scarica

    La mobilitazione

    Cresce la protesta studentesca, occupate aule in Statale e in Bicocca: “L’università non dà futuro”



    Le proteste

    Gli studenti in piazza: “Le scuole cadono a pezzi e la politica pensa al riarmo” | Il Caterina da Siena occupato

    di Margherita Abis e Pietro Piga


    pc 29 ottobre - QUANDO I GIUDICI SMONTANO LE ACCUSE E LIBERANO SIHER LA FASCISTA MELONI MOSTRA IL SUO VERO VOLTO! Meloni all’assalto del diritto

     

    Andrea Colombo

    Prova a prenderli La premier definisce «vergognosa» la decisione di non convalidare l’arresto del creatore della pagina Instagram Movimento 17 ottobre

    ma i giudici non ci stanno e fanno il comunicato


    Anm: “Da Meloni consueta intimidazione”. I vertici del Tribunale: “Frasi irricevibili, la vergogna riguarda altri”

    DI MILANO

    ​PRESIDENZA

    ​COMUNICATO STAMPA

    ​La terzietà del giudice soggetto soltanto alla Legge

    ​In data odierna è stata depositata dalla GIP del Tribunale di Milano, all'esito dell'udienza di convalida tenuta il 27.10.26 presso la Casa Circondariale di San Vittore, ove l'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, l'ordinanza di non convalida del fermo e di non applicazione della misura cautelare custodiale richieste dalla Procura della Repubblica di Milano il 26.10.2026 nei confronti di Youssef SIHER.

    ​La Giudice, sulla base degli atti probatori a sua disposizione trasmessi dal Pubblico Ministero, dopo il contraddittorio delle parti instauratosi con l'udienza di convalida, ha ritenuto che non sussistano i presupposti per procedere alla convalida del fermo, non potendosi ravvisare il pericolo di fuga in capo all'indagato che, come costantemente indicato dalla giurisprudenza di legittimità, deve essere fondato su elementi specifici, cioè dotati di capacità di personalizzazione, desumibili da circostanze concrete in ordine alla rilevante plausibilità che l'indagato, se lasciato in libertà, si sottragga alla pretesa di giustizia.

    ​Analogamente la Giudice, in merito a tutti i reati di cui all'incolpazione provvisoria, non ha riscontrato, allo stato degli atti e salvi ulteriori sviluppi probatori, l'esistenza di quei gravi indizi di colpevolezza, che costituiscono il presupposto necessario per l'applicazione di una misura cautelare personale consentendo di addivenire a un giudizio di qualificata probabilità della responsabilità dell'indagato in ordine ai reati provvisoriamente addebitatigli.

    ​Le dichiarazioni di alcuni esponenti politici di rilievo ricoprenti anche cariche istituzionali rilasciate all'esito della decisione della giudice del Tribunale di Milano sono irricevibili ed evidenziano una scarsa conoscenza – reale o mascherata – degli istituti giuridici di uno Stato di diritto.

    ​L'attività di polizia giudiziaria e di valutazione successiva del Pubblico Ministero sono soggette ad un rigoroso vaglio rimesso ad un giudice terzo chiamato a valutare anche gli elementi proposti dalla difesa dell'indagato. Il giudice applica principi costituzionali di civiltà giuridica quali la responsabilità individuale del singolo, la valutazione del materiale probatorio, la sussunzione dei fatti in fattispecie penali.




    pc 29 ottobre - lo sciopero e le manifestazioni a milano del 30 novembre

     CONTRO IL CAROVITA. DUE I CONCENTRAMENTI DI LAVORATORI E STUDENTI

     

    Si annuncia una giornata di scioperi e manifestazioni in tutta Italia. Al centro della protesta ci sono il caro vita e le politiche economiche del governo Meloni, contro cui l’Unione sindacale di base (USB) e altri sindacati di base hanno organizzato una mobilitazione che interesserà almeno 60 città, coinvolgendo lavoratori, studenti e cittadini.

    A Milano due concentramenti: quello sindacale in Piazza Duca d’Aosta alle 10 e poco prima quello “generazionale” in piazza Leonardo da Vinci alle 9,30. L’obiettivo dichiarato è una convergenza tra student* e lavorator* contro il governo Meloni.

    pc 29 ottobre - Strage di braccianti a Canicattì: altri morti sul lavoro sul conto del governo Meloni al servizio dei capitalisti


    Lavoravano da sempre. Chi conosceva le quattro persone che ogni mattina si spostavano da Canicattì per andare nelle campagne tra Naro e Campobello di Licata, non riesce ad aggiungere altro che non riguardi il loro lavoro di braccianti agricoli. Proprio quel mestiere che avevano fatto da una vita li ha portati alla morte la mattina del 26 ottobre.

    Questo riportano alcuni giornali, ma - notizia che è già sparita il giorno dopo - non solo dai giornali ma da qualsiasi informazione, chi erano questi quattro lavoratori, questi quattro braccianti? Antonio Agrò 64 anni, Diego Giordano 53 anni, Antonino Di Vincenzo 60 anni e Gioacchino Ferrigno di 63. Ogni mattina presto si alzavano per andare a raccogliere le olive in questo momento dell'anno, a fare il loro lavoro da braccianti.

    Non solo la notizia è sparita dai giornali come succede quasi sempre con le morti sul lavoro, ma abbiamo detto i nomi, perché i nomi che saranno ripetuti appunto durante il funerale di ieri, i nomi significa che non sono numeri, sono persone in carne e ossa, quello che in questo sistema sociale passa in secondo, in terzo piano, persone in carne e ossa che hanno famiglia, alcuni erano sposati con figli, mentre in realtà si tratta di coloro che quotidianamente, con questa media di tre morti sul lavoro al giorno che è in aumento secondo le statistiche ufficiali, sono quelli che lavoro ne apportano, portano da mangiare, danno da mangiare a tutti, soprattutto naturalmente quelli dell'agricoltura come in questo caso.

    I numeri purtroppo sono alti, ma questo si tratta del problema che viene cancellato, che non è solo

    pc 29 novembre - India - Dichiarazione del bsCEM sulle proteste in corso in tutta l'India contro il SIR e il CEC Gyanesh Kumar

     dal blog https://guerrapopolare-india.blogspot.com/


     

    Sull’attuale movimento contro la SIR

    Alla luce delle recenti proteste contro il capo della commissione Gyanesh Kumar, che chiedono il ritiro della SIR [Revisione Intensiva Speciale] e il rapido smascherarsi della democrazia che lo stato indiano ha cercato di coprire per lungo tempo, crediamo sia necessario iniziare una discussione e analisi della vera natura della democrazia in India. Le proteste spontanee sono scoppiate in tutto il paese, contro la SIR e il capo della CEC [Commissione Elettorale] Gyanesh Kumar. Le donne stanno protestando contro le violenze sessuali e la mancanza di ogni sicurezza basilare. I progetti di dighe, da Ken-Betwa fino a Upper Siang-Dam vengono contrastati dalle masse. La lotta degli Adivasi per Jal-Jangal-Jameen [acqua-foresta-terra] continua in mezzo agli attacchi massicci dello stato e al saccheggio delle multinazionali. Le moschee vengono prese di mira e demolite. Lo stesso succede ai quartieri della classe operaia che fronteggiano l’urto dei bulldozer dello stato. Gli operai contestano le leggi sul lavoro, i contadini contro le leggi commerciali e sull’agricoltura. Le grandi masse sono in miseria e lo si vede. Una democrazia, a dire il vero chiaramente, qui non esiste. Non esistono le condizioni di base per una società democratizzata. E non possono esistere fintantoché rimaniamo una semicolonia delle potenze imperialiste. Quando autoproclamati “gruppi di pressione apolitica” come lo stesso CJP [Il partito degli “scarafaggi”] hanno fatto appello al boicottaggio delle elezioni, tutti i partiti elettorali, compreso i partiti opportunisti di sinistra, stanno raccogliendo attorno a loro le masse preparandosi per le elezioni per il 2029. Stiamo assistendo ad una massiccia ondata di masse frustrate che scendono in piazza, e ancora una volta vediamo che gli opportunisti usano la rabbia a proprio vantaggio, lasciando intatte le condizioni di miseria.

    La Revisione Intensiva Speciale, o SIR, messa in atto in 30 stati e territori dell’Unione, ha tolto dalle liste dei votanti circa 130 milioni di persone. La SIR, un passo della antipopolare NRC [Anagrafe nazionale] deve essere contrastata non solo per il diritto di voto ma per il diritto alla cittadinanza che viene portato via. Gyanesh Kumar è un ben noto membro del RSS-BJP. Il governo BJP ha cambiato l’importane legge nel2023 mettendo Gyanesh Kumar al posto di comando della Commissione Elettorale. Come fantoccio del RSS-BJP ha portato avanti l’agenda antipopolare in maniera egregia. I 130 milioni di votanti che sono stati rimossi dalle liste elettorali diventeranno una fonte di lavoro a basso costo per i compradores e i loro padroni imperialisti. Grazie alla SIR il BJP ha preso il potere di diversi stati dove prima non era al potere. È diventato molto chiaro che le elezioni sono truccate, antidemocratiche e negli interesse delle classi dominanti. le brutalità scatenate dalle forze dello stato contro chi protesta, e i tentativi attivi di piegare i crescente movimento, sono fatti con l’intento di proteggere lo status quo.

    pc 29 ottobre - Internazionalismo in azione nel blog marxista-leninista-maoista Maoistroad

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