martedì 22 settembre 2026

pc 22 settembre - INDIA: il fascista indù Modi trasforma il Paese nel principale serbatoio di forza lavoro per i paesi imperialisti…

                                     

L’abbiamo scritto nel dossier che abbiamo prodotto nel mese di giugno scorso, in occasione della firma del Partneriato strategico siglato dal duo Melodi, e cioè la fascista Meloni e il fascista indù Modi: “L’India ‘esporta’ forza lavoro in quantità industriale, per fare una battuta: 9 milioni nel Golfo Persico…”, 9 mila infermieri arriveranno in Italia, ecc..

Ma per il quotidiano dei padroni italiani, Il Sole 24 Ore, non è una battuta, perché in un articolo di ieri (Così la manodopera indiana conquista la leadership globale) scrive proprio nei termini di “esportazione di manodopera” a proposito dell’India: “C’è chi esporta petrolio. C’è chi esporta tecnologia. E c’è chi esporta manodopera qualificata.”

L’articolo, che non fa un’analisi corretta dell’attuale posizione economica dell’India nel mondo, si sofferma sul problema del calo demografico e quanto l’India si stia “specializzando nel fornire capitale umano a Paesi avviati su una traiettoria demografica opposta alla propria”. Insomma, secondo “le previsioni dell’International Labour Organization (Ilo) e del Boston Consulting Group (BCG), il fenomeno del pensionamento dei baby boomer e della loro solo parziale sostituzione da parte delle coorti successive sta creando le condizioni perché nei Paesi ad alto reddito [e cioè nei paesi imperialisti, ndr] si vada creando un vuoto che potrà essere colmato solo in parte mediante i processi di automazione e l’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale.”

Addirittura “Il gap tra domanda e offerta potrebbe arrivare a 50 milioni di posizioni entro il 2030 per poi triplicare nel decennio successivo interessando non solo i cosiddetti ‘lavori che nessuno vuole più fare’, ma per quasi un terzo anche quelli svolti dai cosiddetti colletti bianchi … nei Paesi ricchi, specie

pc 22 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Scuola: Meloni semina razzismo e fascismo a piene mani

pc 21 settembre - India - libertà per i prigionieri politici - No alla pena di morte per i combattenti - basta repressione di Stato contro il movimento di lotta - 26 settembre giornata internazionale di solidarietà e lotta




 

Libertà per i 10 di Jhiramghati

La maggior parte dei dirigenti del Congresso rimasti uccisi nell'imboscata di Jiramghati erano coinvolti, direttamente o indirettamente, in Salwa Judum; in particolare Mahendra Karma.

Salwa Judum fu una campagna brutale e sanguinaria scatenata col sostegno dello Stato indiano. I villaggi Adivasi vennero attaccati e incendiati, molti furono assassinati e le donne stuprate. Persino la Corte Suprema dovette intervenire per imporne la fine. I responsabili di tali atrocità sono rimasti impuniti.

Eppure, dieci tra coloro che hanno combattuto per vendicare quei crimini sono stati condannati a morte per aver mosso guerra allo Stato. I compagni Pramila Modiyam, Sumitra Punem, Kosa Kawasi, Mukka Mandavi, Markami Deva, Aita Markam, Banjami Sanna, Chaitu Lekam, Joga Markami e Mahadev Naga erano tutti quadri o simpatizzanti Adivasi del CPI (Maoista).

Vi avevano aderito proprio a causa dell'oppressione, sfruttamento e atrocità subite per mano di Mahendra Karma e dei suoi, che depredavano le terre e il popolo. Nel frattempo, coloro che nell'atto di accusa erano stati indicati come ideatori dell'imboscata sono stati graziati e ricompensati con premi e posti di lavoro per aver abbandonato quella politica, per essersi arresi e aver tradito il popolo.

È evidente che questa sentenza ha una natura prettamente politica. Non ha nulla a che fare con l'episodio in sé o con il diritto penale, sebbene venga presentata in tali termini. È una sentenza che va contestata. Anche chi non condivide la linea politica alla base dell'imboscata dovrà certamente convenire che questo verdetto rappresenta una doppia ingiustizia.



I 10 di Jeeramghatti combattevano per il popolo

Non dobbiamo permettere che lo Stato li assassini

Libertà per i 10 di JIRAMGHATI !

Facciamo arrivare questo appello in tutto il mondo





 



pc 23 settembre - documento pervenuto dall'india, letto e distribuito a livello nazionale e internazionale in occasione della giornata internazionale di solidarietà e lotta del 26 settembre

 

Partito Comunista dell’India

(Maoista)


Comitato di Coordinamento Nord (NCC)




15 settembre 2026

Celebrare ovunque il 22o anniversario della formazione del Partito
con zelo ed entusiasmo rivoluzionario!


Sconfiggere i vili tentativi dei liquidazionisti traditori di fare del nostro

un partito aperto e legale, seguire strettamente una forte metodologia leninista!


Rafforziamo le tre armi magiche, Partito, Esercito Popolare e Fronte Unito

per sviluppare pianificate zone di guerriglia e basi guerrigliere!


Sconfiggere tutti gli attacchi alla linea del Partito stabilita dal Congresso di Unità- Nono Congresso e organizzare la largehe masse per la vittoria della Rivoluzione di Nuova Democrazia!


Cari compagni e popolo


In occasione del 22° anniversario della fondazione del nostro partito, il PCI(Maoista), rivolgiamo i nostri più sinceri auguri ai nostri compagni e a tutto il popolo. È importante che noi comprendiamo di essere un popolo che non conosce paura, che resta saldamente al fianco del partito e disprezza quanti lo hanno abbandonato. Abbiamo continuato ad avanzare combattendo gli attacchi fascisti nella forma della politica Surajkund.

In questa data storica dobbiamo prima rendere umile omaggio a tutti i martiri che hanno sacrificato la vita seguendo questa nuova linea e ai caduti durante il processo di costruzione del partito, in particolare tutti i compagni del Comitato Centrale e i coraggiosi compagni e combattenti del PLGA che hanno dato la vita per illuminare il cammino della Rivoluzione di Nuova Democrazia nel nostro Paese. I nostri fondatori, il compagno Charu Majumdar e il compagno Kanhai Chatterjee, insieme ai compagni Shyam, Murli, Mahesh, Shamser Singh, Basvarju, Kishan da, Raju da, Kosa da, Vivek da, Chalpati, Hidma e altri, continueranno per sempre a ispirarci a marciare avanti per realizzare “l'assalto il cielo” della Rivoluzione di Nuova Democrazia nel nostro Paese. Hanno dimostrato che la dedizione all'ideologia del MLM può portarci a realizzare prodigi per i popoli del mondo. Compagni, impegniamoci a restare saldi sulla linea politica del partito e a rimanere dei veri soldati del partito per tutta la vita. Inoltre, con lo stesso spirito e la stessa determinazione, dobbiamo manifestare il nostro profondo odio verso le forze opportuniste, liquidazioniste e revisioniste, verso i traditori della rivoluzione come Venugopal, Devji, Balraj (alias Bacha Prasad Singh), Darshan Pal, Arjun Prasad Singh, Harmanpreet, Gopal Mishra, Prashant Rahi, Raju (alias KP), Seema-Vishwavijay e altri. Giuriamo di lottare fino all'ultimo respiro contro queste deviazioni e linee del tradimento, per riuscire a proseguire nel nostro compito centrale dell'attuale fase storica: salvaguardare il partito, il PLGA e il Fronte Unito, riattivare le zone di guerriglia e basi guerrigliere che hanno subito battute d'arresto; costruire il partito, il PLGA e il Fronte Unito nelle diverse regioni del Paese per far avanzare e sviluppare la guerriglia, la partecipazione ai movimenti popolari spontanei per trasformarli in movimenti organizzati, avanzando ulteriormente nella costruzione del partito, del PLGA e del Fronte Unito. Ricordate: salvaguardare questo compito significa lottare contro i liquidazionisti, che vogliono rendere legale e pubblico il partito, che di fatto equivale a distruggere un partito degno di essere definito comunista, di forgia leninista.


Naxalbari ha rappresentato il momento di svolta nella storia del movimento comunista in India. Oltre a rappresentare la rabbia intrinseca dei nullatenenti e della classe operaia contro feudalesimo, capitalismo burocratico compradore e imperialismo, quell'evento ha segnato una svolta decisiva, tracciando una netta linea di demarcazione tra revisionismo moderno e i veri rivoluzionari comunisti. Il compagno Charu Mazumdar ha chiarito l'importanza di Naxalbari affermando: "Naxalbari ha anche strappato la maschera alla cricca neo-revisionista guidata da Ranadive, Namboodiripad, Sundarayya e soci, decretandone la fine. La perfidia di questi dirigenti neo-revisionisti, al pari di quella dei seguaci di Dange, non conosce limiti. Proprio mentre sta per scoppiare la rivoluzione sociale, a lungo attesa, agiscono come ultima riserva delle classi dominanti reazionarie, intrappolate nelle maglie di una crisi economica e politica sempre più profonda. Celando le loro reali intenzioni dietro una retorica di sinistra, hanno abbandonato il marxismo per difendere l’odioso vecchio regime; ma non c’è dubbio che le forze rivoluzionarie li getteranno nella pattumiera della storia e marceranno verso la Democrazia Popolare e il Socialismo". Il nostro partito, il PCI(Maoista) è nato proprio da questo processo di netta distinzione tra le forze revisioniste moderne e quelle comuniste.

Sin dalla sua fondazione, il 21 settembre 2004, in poi il nostro partito ha condotto una lotta ferma e intransigente contro le correnti opportuniste, liquidatrici e revisioniste, dal gruppo minoritario del Karnataka fino a Seema-Viswavijay. Come affermava il compagno Kanhai Chatterjee: "Solo smascherando gli opportunisti" è possibile costruire una vera unità fondata sulla prassi concreta. Ciò è stato chiaramente dimostrato dalla fusione delle due grandi correnti della rivoluzione indiana, rappresentate dal PCI(ML)PW e il MCCI; tale fusione lanciò un poderoso appello all'unità tra le autentiche forze comuniste, per smascherare e combattere le forze opportuniste e revisioniste di ogni sorta, sia all'interno che all'esterno del campo rivoluzionario.


La storica giornata del 21 settembre segna una distinzione fondamentale tra il marxismo-leninismo-maoismo e il revisionismo moderno. Poco dopo la dichiarazione di fusione, nel 2007 si tenne il Nono Congresso, Congresso di Unità. Tale Congresso ha segnato il consolidamento politico-ideologico dell'unità dichiarata nel 2004. Si può dire che la linea politica del Nono Congresso (Congresso di Unità) si fonda sulla solida unità organizzativa tra due correnti, portando alla formazione di un nuovo partito: il PCI (Maoista). Oggi, i liquidatori –rappresentati da figure come Venugopal, Devji, Seema-Vishwavijay e altri– si oppongono all'unità del partito, vogliono trascinare il popolo di questo Paese indietro nel tempo, a quando non esisteva un partito unificato e il futuro del proletariato era avvolto nell'oscurità. Non vogliono chiarezza sulla questione della via rivoluzionaria. Si oppongono alla chiarezza politica e alla fermezza che il proletariato ha conquistato attraverso la sua risoluta lotta contro i revisionisti moderni dell'epoca.

Dunque per i liquidazionisti dei nostri giorno, ciò che più detestano sono documenti approvati dal congresso del partito nel 2007. Tra questi il documento sul MLM, lo statuto del partito, il programma del partito, la risoluzione politica e la strategia e tattica del partito. Se un membro del partito esprime la propria opinione politica –al di fuori delle strutture del partito stesso, oppure tra le masse, i quadri o i simpatizzanti– in contrasto con la linea stabilita nei documenti approvati al Nono Congresso (Congresso di Unità), ciò costituisce una violazione del centralismo democratico. Gli opportunisti utilizzano questo metodo per portare avanti i loro piani antipartito.

Vediamo ora cosa c'è di specifico nella giornata del 21 settembre che suscita la più accesa opposizione da parte dei liquidatori:


1) Il documento di costituzione del partito, approvato dopo l'unificazione del 21 settembre 2004, stabilisce che fino al completamento della Rivoluzione di Nuova Democrazia (RND) il partito deve operare in clandestinità; ciò è in netto contrasto con la pretesa dei liquidatori che il partito dovrebbe operi apertamente. Tutti i liquidatori si oppongono a questa fondamentale linea leninista.


2) Il documento di costituzione del partito, approvato dopo l'unificazione del 21 settembre 2004, stabilisce che la lotta armata rimarrà la forma principale di lotta e l'esercito la forma principale di organizzazione di questa rivoluzione; di conseguenza, la lotta armata svolgerà un ruolo decisivo. Le organizzazioni di massa e le lotte di massa sono necessarie e indispensabili, ma il loro scopo è quello di servire alla guerra. Il compito immediato e più urgente del partito è costituire un vero Esercito di Liberazione Popolare (PLA) e creare basi d’appoggio, sviluppando e trasformando le zone di guerriglia e basi guerrigliere. La linea liquidazionista di Venugopal e Devji costituisce un attacco alla linea politica del partito: essi propongono infatti di fondere la linea della Guerra Popolare Prolungata (PPW) con quella dell'insurrezione generale.


3) Il documento di costituzione del partito, approvato dopo l'unificazione del 21 settembre 2004, stabilisce inoltre che ogni membro del partito deve far parte di una delle unità del partito stesso. Questa disposizione ha infastidito molti dei nostri liquidazionisti, i quali ritengono di avere una statura tale da non poter essere inquadrati nella struttura del partito. Seema e Vishwavijay ne sono esempi emblematici.


4) Il documento programmatico del partito, approvato in seguito all'unificazione del 21 settembre 2004, stabiliva che la contraddizione tra feudalesimo e le vaste masse popolari fosse la contraddizione principale, mentre le contraddizioni primarie erano individuate nel conflitto tra imperialismo e popolo indiano e in quello tra feudalesimo e le vaste masse popolari. Laddove per i liquidazionisti del congresso di unificazione (il nono congresso) la contraddizione principale è quella contro la borghesia compradora (CBB) – una linea, questa, propria del CPM contro cui si batterono i nostri compagni fondatori CM e KC – la linea adottata fu invece quella sancita dal documento approvato dopo la storica fusione del 21 settembre.


5) Molti esponenti della corrente liquidazionista, come Raju, Darshan Pal, Joginder Singh e Harmanpreet, ritengono che in alcune regioni dell'India, quali il Punjab e l'Haryana, il capitalismo sia ormai presente nei rapporti di produzione, perciò sostengono che in tali aree non si debba condurre la Guerra Popolare di lunga durata e che il partito debba operare pubblicamente e legalmente. Ciò è in netto contrasto con il documento su strategia e tattica approvato al nono congresso (tenutosi dopo la costituzione del partito il 21 settembre 2004), il quale riconosceva che, sebbene parte dei proprietari terrieri in Punjab e Haryana possieda moderni mezzi di produzione, impieghi braccianti agricoli, supervisioni la coltivazione, produca per il mercato e reinvesta nell'agricoltura una quota del plusvalore, tale categoria rappresenta una forma di capitalismo nell’agricoltura. Tuttavia, si tratta di un capitalismo distorto che contribuisce a perpetuare valori feudali, ostacola uno sviluppo economico libero e indipendente –aggravando così lo sfruttamento imperialista– e si oppone alla democrazia e agli interessi del Paese. Molti proprietari terrieri, come la maggior parte dei vecchi aristocratici, sono anche industriali compradori.


Appello ai compagni


In questa giornata storica, invitiamo tutti i membri del partito a celebrare il 21 settembre nelle rispettive aree con grande entusiasmo e nel rispetto della tradizione rivoluzionaria. Per salvare il partito e far avanzare il movimento rivoluzionario, tutti i membri devono elaborare immediatamente un piano d'azione futuro, concentrandosi sui seguenti punti:


  1. I membri del partito che hanno perso il coordinamento con la direzione devono adoperarsi per ripristinarlo immediatamente. È necessario ristabilire il collegamento con l'organo dirigente superiore e portare avanti il proprio lavoro sotto la guida della direzione del Partito.


  1. Intensificare la lotta contro opportunismo, liquidazionismo e revisionismo, conducendo un'attiva battaglia ideologica al fine di preparare il maggior numero possibile di quadri clandestini.


  1. Va mantenuto il massimo rigore nell'applicazione dei metodi di lavoro clandestino. Qualsiasi negligenza nelle attività clandestine non solo attira la repressione statale ma porta anche alla distruzione del partito.


  1. Trasformare i movimenti spontanei delle masse contro lo Stato indiano in movimenti organizzati; a tal fine, è necessario stringere legami profondi con le masse.



Appello al popolo

In questa data storica per il proletariato mondiale, rivolgiamo un appello al popolo a celebrare con grande entusiasmo la ricorrenza del 21 settembre e partecipare alla lotta politico-ideologica in corso contro gli opportunisti di destra. Invitiamo ognuno a verificare personalmente i fatti e le affermazioni del nostro partito e a impegnarsi a leggere con attenzione tutti i nostri articoli e comunicati stampa. Questo dibattito deciderà il corso della rivoluzione indiana e le sorti delle masse popolari del Paese. Solo rimanendo fedele alla sua natura di partito, l'organizzazione potrà difendere gli Adivasi dal saccheggio imperialista, proteggere i Dalit dalle atrocità del sistema delle caste e le donne dal patriarcato feudale di stile brahmanico; soprattutto, potrà sostenere la classe lavoratrice nella sua lotta militante contro latifondisti, i padroni delle fabbriche, appaltatori, mafie, burocrati corrotti e così via. Chiamiamo perciò il popolo a comprendere l'importanza di salvaguardare il partito. Facciamo inoltre appello a intellettuali, avvocati e democratici delle varie professioni a sostenerci nell'aiutare i prigionieri politici detenuti nelle carceri del Paese, supportandoli nelle loro battaglie legali e nella lotta per la sopravvivenza in carcere. Chiediamo infine a tutte le forze democratiche di unirsi contro le torture e le esecuzioni extragiudiziali ai danni dei rivoluzionari maoisti e di esigere l'immediata liberazione di rivoluzionari comunisti quali i compagni Pramod Mishra, Sagar Da, Sheila Di, Kishore Da, Deepak Rao e altri ancora.


Comitato di Coordinamento Nord (NCC) PCI(Maoista)

pc 22 settembre - La scelta di guerra dell'Italia imperialista richiede la mobilitazione immediata e prolungata del fronte antimperialista

Riunione a Chigi, punto sugli aspetti militari e di Intelligence nelle aree di crisi

Presenti Crosetto, Mantovano, i vertici delle Forze armate e dei Servizi

Si sono riuniti nel pomeriggio a Palazzo Chigi, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i vertici delle Forze armate e dell'Intelligence.

Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che l'incontro è stata l'occasione per fare il punto e condividere un aggiornamento sugli aspetti militari e di intelligence relativi alle principali aree di crisi nel mondo.

lunedì 21 settembre 2026

pc 21 settembre - Assemblea pubblica “Giustizia per Lince” verso la mobilitazione del 2 ottobre a Bologna

Quello che è “successo” a Ramy, a Fakir, a Lince e mol3 altr3 non sono episodi isolati.

Sono parte di un problema più grande che riguarda il modo in cui vengono gestiti e controllati determinati corpi, determinate comunità, determinati territori. Riguarda la brutalità e gli abusi delle forze dell’ordine, la criminalizzazione delle persone migranti e non bianche, la repressione del dissenso e un modello securitario che presenta il controllo come unica risposta possibile.

È dentro questo quadro che la campagna Lince ci chiede di attraversare il 2 ottobre insieme. Non come una semplice giornata di memoria, ma come un momento per mettere in relazione esperienze diverse, costruire una rete e provare a dare continuità a un percorso di mobilitazione che non si esaurisca nella risposta a un singolo episodio.

Non chiediamo verità. La verità è già molto chiara e sotto gli occhi di tutt3. È tempo di chiedere giustizia. E chiedere giustizia significa anche interrogare le condizioni che rendono possibile la

pc 21 settembre – Dal bollo alla carta della povertà: la campagna elettorale della fascista Meloni da una meschinità all’altra…

 

Dopo la sparata sulla finta abolizione del bollo auto, considerata una vera barzelletta, arriva l’altra trovata elettorale della Meloni, quella della carta dei poveri chiamata Dedicata a te (!!!), come riporta il Fatto quotidiano di oggi.

Questa novità è stata presentata dal cognato della Meloni, Lollobrigida, che ci tiene subito a sottolineare che è anche un "aiuto alle imprese" della filiera italiana. E ti pareva! Questi lecchini dei padroni non perdono occasione per genuflettersi!

Ma non perdono nemmeno l’occasione di dimostrare tutta la loro capacità di sparare balle.

“Le statistiche aggiornate dell’Inps dicono che quelli con indicatore della situazione economica equivalente sotto i 15mila euro erano, nel 2025, 5,6 milioni. Cinque volte i beneficiari della card distribuita dai Comuni.”

Questa misura invece “raggiunge solo 1,17 milioni di nuclei sui 2,9 milioni con Isee sotto 15mila euro e

pc 21 settembre - INDIA: 10 condanne a morte per gli imputati dell'attacco di Jhiram Ghati accusati di essere maoisti

Il fascismo indù di Narendra Modi continua la sua azione contro chiunque si opponga ai massacri degli adivasi e alla reazione 

Il tribunale speciale NIA nel distretto di Bastar, Chhattisgarh, che mercoledì ha inflitto la pena di morte a tutti e 10 i condannati nel caso dell'attacco maoista della Valle di Jhiram del 2013, rappresenta una grave violazione dei diritti umani e l'evoluzione e l'accrescersi del neofascismo all'interno della struttura giudiziaria.

Un tribunale speciale dell'Agenzia Nazionale d'Indagine (NIA) nella città di Jagdalpur, nel distretto di Bastar, mercoledì ha condannato 10 maoisti e li ha condannato alla pena di morte con l'accusa di cospirazione criminale e omicidio per il loro presunto coinvolgimento nell'attacco di Jhiram Ghati.

Nell'attacco del 2013, quadri armati del Partito Comunista dell'India (Maoista), al bando, avevano accerchiato ed eseguito un attacco contro un convoglio del Congresso, uccidendo almeno 27 persone e rischiando quasi di annientare la leadership del partito a livello statale. Fino a 38 persone erano rimaste ferite.

Il giudice della NIA Ajay Singh Rajput ha condannato gli imputati ai sensi di diverse sezioni del Codice Penale Indiano (IPC) e dell'Unlawful Activities Prevention Act. La pena di morte è stata inflitta per cospirazione criminale (120 B) e omicidio (sezione 302) del codice penale.

I 10 condannati sono Pramila Modiyam, Chaitu Lekam alias Munna, Sumita alias Punem Modiyam, Mukka Mandvi, Kosa Kavasi alias Kosaram, Aayata Markam, Madkami Deva, Joga Madkami, Banjami Sanna alias Chamru e Mahadev Nag. Un undicesimo imputato è morto durante il processo mentre altri 28, indicati nell'atto d'accusa come imputati, sono stati indicati come ricercati.

Contesto dell'azione

Va anche considerato il contesto in cui l'azione maoista fu eseguita contro il leader del Congresso, nel 2013. Per un periodo considerevole Mahendra Karma, che fu determinante nella fondazione della milizia anti-maoista dichiarata illegale Salwa Judum, sponsorizzò attacchi raccapriccianti contro tribali

pc 20 settembre - Molti arresti per il loro sostegno ai prigionieri palestinesi in Tunisia - massima solidarietà

Tunisie : Plusieurs personnes arrêtées pour leur soutien à des prisonniers pro-palestiniens en grève de la faim

Une campagne d’arrestations et de perquisitions a visé des militants ayant participé à une manifestation réclamant la libération de quatre prisonniers pro-palestiniens actuellement en grève de la faim : Wael Naouar, Ghassen Boughdiri, Nabil Channoufi et Ghassen Henchiri.

Au moins 15 personnes ont été arrêtées, certaines à leur domicile ou dans la rue lors d’opérations nocturnes. Parmi les personnes dont l’arrestation est rapportée figurent Adam Mubarak, Ghayth Hamrouni, Qais Bouzouzia, Suhail Al-Shabi, Thariya Shatiba, Marwan Baladiyaf, Rachid Othmani, Maryam Halfawi et Adel Benghazi, ainsi que d’autres personnes. D’autres personnes sont portées disparues et les opérations se poursuivent.

da secours rouge 

pc 20 settembre - E' l'Italia che dichiara guerra agli Huthi e giustamente gli Huthi rispondono - In piazza contro il governo della guerra ovunque - proletari comunisti

La guerra riscoppiata tra Arabia Saudita e milizie AnsarAllah – sbrigativamente chiamate “gli Houthi”, dal nome del loro fondatore – ha portato alla luce la presenza di forze militari italiane in Arabia. La prova stavolta non era occultabile: un aereo Eurofighter Typhoon F-2000 è stato infatti danneggiato durante gli attacchi notturni contro la base aerea di Ta’if.

L’aereo, è stato poi spiegato, era parte del contingente inviato nell’ambito dell’operazione “Operazione Inherent Resolve”, iniziata nel 2014 ,,,

Oltre a questo, è dalla metà di marzo che centinaia di militari italiani sono già presenti in Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo impegnati contro gli attacchi iraniani, e per “proteggere gli interessi nazionali” nella regione.

La missione ha un nome – “Task Force Air Arabia” – è operativa ed è stata presentata con pochissime righe stringate sul sito del Ministero della Difesa. Proprio ai primi di marzo, i ministri della Difesa Crosetto e degli Esteri Tajani avevano comunicato al Parlamento che c’erano state richieste di aiuto all’Italia da parte delle petromonarchie del Golfo bersagliate dall’Iran in ritorsione agli attacchi di Usa e Israele, ma non avevano detto nulla sull’invio di militari e armamenti italiani sul campo.

... chiedersi che ci fanno – quegli aerei e quei militari – in Arabia Saudita dopo ben 12 anni. In quel teatro, oltretutto, ci sono state numerose guerre, altre sono in corso, nemici e amici si sono a volte scambiati il posto (per dire: gli sciiti filoiraniani dell’Iraq sono stati preziosi alleati nella guerra all’Isis, così come i curdi). E non serve essere laureati in scienze diplomatiche per capire che se i tuoi soldati sono di stanza nelle basi militari di un paese in guerra di fatto stanno partecipando a quella guerra (quella non è una “missione Unifil”, di interposizione).

 Muhammad Mansur, funzionario del governo Houthi: «Cosa ci fanno gli aerei italiani a sostegno della guerra di Riad contro di noi?» Ricordando, tra l’altro che, «Non siamo in guerra con l’Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese».

Disabituati a fare domande, i media italiani forniscono però la risposta, condendola nel solito modo falsario: “Gli Houthi sfidano l’Italia”. 

E’ scontato che le milizie AnsarAllah interpretino le risposte che arrivano dall’Italia come un “E invece noi siamo in guerra contro di voi“. E che, quindi, uno dei prossimi droni o missili coinvolgerà altri mezzi o soldati italiani in Arabia, se non vengono ritirati prima.

Nel frattempo, infatti, il ministro Crosetto ordina scortare le navi commerciali nello Stretto di Bab el Mandab “per proteggerle dagli Houthi” e chiede all’Unione Europea di mandare altre navi ancora e soprattutto pagare le spese.

pc 16 settembre - Dalla parte degli Houthi in Yemen contro l'imperialismo Usa, il sionismo genocida e i regimi arabi al loro servizio


Le notizie sulla stampa dei padroni sono sempre orientate secondo i loro interessi, per cui stabiliscono un ordine prioritario, stabiliscono i contenuti degli articoli che devono corrispondere a questi interessi.

ORE12, invece, si riferisce ai proletari, alle masse giovanili ribelli e a chi le lotte le fa in prima persona, perchè prendano il proprio punto di vista sugli avvenimenti, con chiarezza. 

Oggi parliamo di un avvenimento molto importante all’interno della guerra interimperialista in corso che ha colpito l’asse imperialista Usa e sionista, questi mostri che sono in prima fila nel seminare

domenica 20 settembre 2026

pc 20 settembre - Milano manifestazione contro licenziamenti politici e repressione


pc 20 settembre - Si allarga in Tunisia la mobilitazione per la libertà dei prigionieri palestinesi

Tunisie/France : La mobilisation grandit pour les quatre prisonniers pro-palestiniens en grève de la faim

Samedi 19 septembre, plusieurs centaines de personnes ont manifesté à Tunis pour demander la libération de Wael Naouar, Ghassen Boughdiri, Nabil Channoufi et Ghassen Henchiri, quatre militants tunisiens de la flottille Sumud, détenus depuis mars 2026 dans le cadre d’une enquête visant à criminaliser leur engagement anti-impérialiste et antisioniste. Les quatre hommes sont en grève de la faim et leurs soutiens alertent sur la dégradation de leur état de santé.

Cette mobilisation s’inscrit dans une semaine internationale d’action du 12 au 19 septembre en soutien aux quatre détenus. Des rassemblements et actions ont notamment eu lieu à Toulouse, Lyon, Rennes, Dignes-les-Bains, Perpignan, Lille, Barcelone et ailleurs, tandis qu’une manifestation réunissant plusieurs centaines de personnes s’est tenue à Paris le 19 septembre, au même moment que la mobilisation tunisienne, pour réclamer leur libération.

pc 20 settembre - Cavo Dragone, il signore della guerra Nato, ci chiama a una vera e combattiva mobilitazione contro la guerra imperialista Nato/Italia

Cavo Dragone: Nato preparata a rispondere alla minaccia russa: "Soldati e armi sono pronti" - Anche noi: 25 settembre alla Base navale di Taranto

L'ammiraglio, presidente del Comitato militare Nato: "L'alleanza è pronta", "Abbiamo piani per proteggere il fianco orientale"

Giuseppe Cavo Dragone

"Soldati e armi sono pronti", e la Nato "è pronta a rispondere" a una potenziale escalation provocata dalla Russia sul fianco orientale dell'alleanza. E' il messaggio che invia l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, mentre diversi paesi - in particolare Francia e Polonia nelle ultime ore - accendono i riflettori sui rischi legati a un quadro internazionale sempre più teso. "L'alleanza è pronta, la struttura è pronta. I soldati e le armi sono pronti", le parole di Cavo Dragone, come riferisce Politico, durante un meeting dei vertici militari dei 32 paesi a Copenaghen. "Questa alleanza ha 77 anni e si è adattata all'evoluzione della minaccia. In caso di attacco, posso dirvi che oggi lor hanno molto di più da perdere che da guadagnare, questo è certo, ed è deterrenza".

La Nato, afferma l'ammiraglio, continua a lavorare per "incrementare" le forze a disposizione "in termini di numeri e di efficienza". I rilievi di Cavo Dragone assumono un significato particolare alla luce, ad esempio, del discorso tenuto dal premier polacco Donald Tusk nella giornata di venerdì. Secondo il leader del governo di Varsavia, Mosca potrebbe lanciare droni o missili nel territorio di un paese Nato "nei prossimi mesi" nell'ambito di una provocazione studiata per testare l'alleanza e dimostrare che l'articolo 5 - che prevede la difesa collettiva in caso di aggressione a un membro dell'alleanza - abbia un peso puramente teorico.

pc 20 settembre - Mobilitazione in Puglia: Per la Palestina - NO Taranto città di guerra

Immagini e voci dal presidio di solidarietà con la Palestina a Grottaglie (TA)

Coordinamento Grottaglie per la Palestina

Slai cobas sc Taranto







Mobilitiamoci - No Taranto Base di guerra - 25 sett. iniziativa

Dall'intervista allo Slai cobas Taranto di Radio Blackout

pc 20 settembre - Contro la scuola di Valditara/Meloni, lotta di massa di tutto il mondo della scuola

Manichino di Valditara appeso fuori dal liceo a Bologna

Con l’inizio della scuola in questa settimana la macchina della propaganda ministeriale non ha perso un colpo con la nuova lettera d'inizio anno firmata dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, Valditara, indirizzata a studenti, famiglie e lavoratori della scuola.

Una lettera patinata, intrisa di parole solenni, che vorrebbero essere rassicuranti: rispetto, comunità, impegno, futuro. Valditara parla di una "scuola costituzionale" che metterebbe al centro la persona, ma la falsa retorica di uno tra i ministri più reazionari del governo Meloni emerge chiaramente a fronte della realtà materiale che si vive ogni giorno in questo paese e nello specifico nel mondo della scuola.

Come documentano cronache di quotidiani, vedi un articolo del Fatto Quotidiano e comunicati di studenti organizzati come il collettivo OSA, neanche il tempo di varcare i cancelli che gli studenti sono già scesi in piazza con presidi, flash mob e con azioni simboliche, come al liceo Minghetti di Bologna dove è stato  appeso alla finestra un manichino con le sembianze del Ministro per bollarlo come il vero nemico di studenti e lavoratori.

Dal Sud alle isole, con termometri che segnano ancora alte temperature studenti, docenti e personale Ata si ritrovano in aule-forno. A Milazzo, in Sicilia, al liceo Impallomeni, gli studenti denunciano di aver passato mesi in aule prive persino della porta, con il cartone per attutire i rumori, affrontando un'emergenza caldo in edifici fatiscenti nonostante i proclami quotidiani del ministro sui fondi del Pnrr.

Di fronte a tutto questo, il governo Meloni/Valditara, di fatto negazionista sulla questione del cambiamento climatico, ha risposto da un lato con il ridicolo provvedimento di stanziare 20 milioni di euro per l’acquisto di dispositivi di raffrescamento - che se non fosse un problema serio ci sarebbe da ridere, una sonora beffa, calcolando che la cifra permette di coprire a malapena un istituto su dieci o una manciata di aule per edificio, di fronte a decine di migliaia di plessi scolastici italiani alle prese con l'emergenza del caldo settembrino; dall’altro con la morale pelosa di una letterina preconfezionata in cui

sabato 19 settembre 2026

pc 19 settembre - Libertà per Hannoun e per tutti i prigionieri politici palestinesi da Genova a Roma a Melfi

Un momento del presidio davanti al palazzo di Giustizia di Genova, dove si è tenuto il riesame per gli arresti di Mohammad Hannoun e altri palestinesi  
I pm chiudono le indagini su Hannoun. Gli avvocati: «Stupisce la tempistica»

Stralciate le posizioni di 19 indagati. 
Gli inquirenti vogliono il rinvio a giudizio entro la fine dell'anno

pc 19 settembre - Sulla situazione all'ex Ilva/appalto, la mobilitazione del 14/9 - Nuovo comando Nato a Taranto - Intervista di Radio Blackout Torino

Intervista di Radio Blackout del 15 settembre a Slai cobas sc 

introduzione 

Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ernesto dello Slai Cobas Taranto sulle 2.500 lettere di licenziamento collettivo per lavoratori dell’indotto ex Ilva di Taranto.

La vicenda del tentato licenziamento di 2.500 operai dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto rappresenta un capitolo cruciale dello scontro in atto tra il capitale industriale e la forza lavoro.

A inizio settembre, le aziende dell’indotto (rappresentate da Aigi) hanno avviato la procedura di licenziamento collettivo per 2.500 operai. Questo atto è stato denunciato dal sindacalismo di base come il braccio di ferro dei privati sulla pelle dei lavoratori, finalizzato a scaricare sui subordinati i costi della crisi strutturale dello stabilimento. Di fronte allo spettro di una gravissima “bomba sociale” e alla minaccia di una mobilitazione di massa nel territorio tarantino, l’associazione padronale ha dovuto fare momentaneamente marcia indietro, decretando la sospensione temporanea delle procedure di licenziamento. Il congelamento degli esuberi viene interpretato come una tregua armata dettata dalla paura del conflitto operaio e della destabilizzazione istituzionale. La vertenza rimane aperta come uno dei principali terreni di lotta di classe sul territorio nazionale, dove la difesa del posto di lavoro si scontra direttamente con le logiche del profitto privato e dell’indifferenza statale. 

A questo si vanno ad aggiungere le gravi dichiarazioni dell’ammiraglio NATO Cavo Dragone che conferma la creazione a Taranto del comando Nato del sud ed il ruolo strategico della città nei piani di guerra.

pc 19 settembre - Il Vertice Brics - L'INDIA E L'ARTE DI STARE NEL MEZZO - Un commento - Di India, del governo Modi, della faccia che quasi nessuno denuncia, parleremo molto nella prossima settimana

di Lorenzo Di Muro

Il vertice Brics tenutosi nella capitale indiana ha dato al governo di Narendra Modi i frutti sperati.

Primo, evitare la progressiva trasfigurazione del forum – segnato da sostanziali faglie geopolitiche tra paesi membri – in un megafono anti-occidentale o anti-Usa. Secondo, proiettare l’immagine di un’India voce del “Sud Globale” e al contempo ponte con gli occidentali, alimentando la retorica del “mondo come una famiglia” (Vasudhaiva Kutumbakam) con Delhi quale suo guru. Terzo, “democratizzare” ovvero riformare – non rivoluzionare – l’ordine mondiale dominato dal Primo Mondo.

Delhi lo ha messo in chiaro in tutte le salse: l’India non è un paese occidentale, ma nemmeno anti-occidentale come, con gradazioni diverse, Cina e Russia. Certo è stato diramato un (corposo) comunicato congiunto e gli indiani sono riusciti a far sedere allo stesso tavolo i leader di Iran, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Ma non sono andati oltre le “profonde preoccupazioni” per la guerra in

pc 19 settembre - Corrispondenza dall'Ungheria - Parte il processo d'appello contro Maja e gli altri antifascisti processati

 

pc 19 settembre - Iniziative in diverse città italiane - manifesti/dossier/materiali provenienti dall'India - info/contatti/adesioni: csgpindia@gmail.com