mercoledì 13 maggio 2026

pc 13 maggio - L'uccisione di Sako Bakari è un crimine razzista e i razzisti vanno attaccati

L’omicidio di Bakari Sako è stata una caccia allo straniero, baby gang di Taranto ha ucciso a caso

L’omicidio di Bakari Sako è stata una caccia allo straniero, baby gang di Taranto ha ucciso a caso

"Nessuna lite alla base dell’omicidio, il gruppo di minorenni ha trascorso una nottata alle slot prima dell'aggressione mortale. E ha inveito contro un altro ragazzo straniero di passaggio, prima di uccidere"

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I fatti dicono che Sako Bakari, bracciante del Mali, è morto per un odioso e infame crimine razzista - Non "addolciamo la pillola"! Non nascondiamo la realtà dietro bassa sociologia. 

Che sia stato un branco di ragazzini ad ucciderlo, volutamente, non vuol dire che ogni razzista (sia adulto sia giovane) non debba essere attaccato, e Taranto- città vecchia liberata da ogni forma e persone razziste. 

Non si tratta di un crimine per "futili motivi", ma per un gravissimo motivo: il razzismo, che si spande come un onda nera e che viene alimentato dall'alto, in primis da un governo fascista, da Forze dell'ordine (che proprio nello stesso giorno dell'uccisione di Bakari, a Milano hanno aggredito, buttato a terra, ammanettato un uomo del Senegal davanti ai suoi figli solo perchè straniero).

Quindi la risposta a questo assassinio non è affatto, come chiedono alcuni, più polizia in città vecchia.  

Contro la inaccettabile morte di Sako Bakari, esprimiano solidarietà, vicinanza alla sua famiglia, ma anche giusta ribellione e organizzazione della lotta.

pc 13 maggio - MILANO: IL FATTACCIO DEL BAOBAB, PARLA E DENUNCIA DIALA KANTE. MASSIMO SOSTEGNO

Mi hanno ammanettato davanti ai miei figli perché nero”: parla il 43enne tenuto 12 ore in Questura a Milano

“Ho detto solo: ‘Controlli sempre i locali africani, ce l’hai con quelli neri?’ e mi hanno portato via. Mi hanno ammanettato davanti ai miei figli”. Diala Kante ha raccontato a Fanapge.it cosa accaduto il 9 maggio davanti al ristorante Baobab di Milano, annunciando che presenterà denuncia.
A cura di Enrico Spaccini

Diala Kante ammanettato dalla polizia davanti al ristorante Baobab di Milano

Per 12 ore, tra sabato 9 e domenica 10 maggio, Diala Kante è stato trattenuto in Questura a Milano perché accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Il 43enne, orafo di origine senegalese e cittadino italiano, era stato ammanettato davanti al ristorante Baobab, in zona Lima, da un gruppo di poliziotti in presenza dei suoi figli minorenni. "Ho detto solo: ‘Controlli sempre i locali africani, ce l'hai con quelli neri?' e mi hanno portato via", ha raccontato Kante a Fanpage.it: "È stato un abuso di potere, presenteremo una denuncia su quanto accaduto".

Ci puoi raccontare cos'è successo al ristorante?
Quando sono arrivato al ristorante ho visto un gruppo di poliziotti che stavano discutendo con altri due ragazzi in strada che aspettavano il cibo da portare via che avevano ordinato. Gli hanno detto che non potevano stare là, o dentro o via e loro se ne sono andati. Poi per entrare nel locale sono dovuto passare tra gli stessi agenti. Una volta all'interno, ho visto un poliziotto in giacca e cravatta e gli ho detto: ‘Ah, tu sei ancora qui?'.

Quindi non era la prima volta che incrociavi quel poliziotto.
No, lo vedo spesso. Un giorno discutendo mi ha detto: ‘Voi senegalesi siete i peggiori'. Usa proprio

pc 13 maggio - Bracciante muore carbonizzato nelle campagne del Foggiano - Soumaila Diawara

 i crimini quotidiani frutto dello sfruttamento e il razzismo contro i braccianti e i migranti in genere gridano solidarietà vendetta organizzazione della lotta

 la tragedia dello sfruttamento che nessuno vuole vedere


All’alba del 12 maggio, nelle campagne di Poggio Imperiale, in località Fucicchia, un bracciante agricolo ha perso la vita bruciato vivo nella roulotte in cui viveva. Una morte che qualcuno chiamerà “incidente”. Ma che in realtà ha il volto della ghettizzazione, dello sfruttamento e dell’abbandono.

La vittima, un lavoratore di origine romena, viveva in una roulotte parcheggiata tra i campi. Non per scelta, ma perché per molti braccianti agricoli la casa è un lusso, un diritto negato. Quella roulotte era il suo rifugio durante le giornate di lavoro più dure e massacranti. Un rifugio fragile, improvvisato, pericoloso. Una trappola.

Le prime ricostruzioni parlano di cause accidentali. Ma cosa c’è di davvero “accidentale” nel fatto che nel 2026 esistano ancora lavoratori costretti a vivere in mezzi di fortuna, senza sicurezza, senza dignità, senza protezione?

Questa morte non è un episodio isolato. È il risultato di un sistema agricolo che continua a reggersi su manodopera invisibile, sottopagata e costretta a vivere in condizioni disumane. Un sistema che si alimenta di sfruttamento strutturale e di un razzismo istituzionalizzato che rende queste vite sacrificabili, marginali, invisibili.

Ghetti informali, baraccopoli, roulotte parcheggiate nei campi: luoghi dove la fatica è quotidiana e la dignità viene sospesa.

Chi raccoglie il cibo che arriva sulle nostre tavole troppo spesso vive senza diritti, senza tutele e senza una casa vera. Si muore di lavoro, si muore di sfruttamento, si muore di indifferenza.

E ogni volta si parla di fatalità.

Ma quando la precarietà diventa sistema, la fatalità non esiste più: resta solo la responsabilità collettiva.





pc 13 maggio - Contro i crimini di guerra e contro i diritti umani di Israele sionista e nazista - manifestazione nazionale a Milano

Il Pulitzer Kristof: “Violenze sessuali sistematiche sui detenuti palestinesi”

Israele approva il Tribunale speciale per i crimini del 7 ottobre: prevista la pena di morte

Israele approva il Tribunale speciale per i crimini del 7 ottobre: prevista la pena di morte

A marzo è stata approvata una legge che prevede il boia per chi è colpevole di attentato alla sicurezza dello Stato, ma la norma non è retroattiva e non si sarebbe dunque potuta applicare a chi è già in cella. La nuova disposizione è pensata specificamente per il 7/10



martedì 12 maggio 2026

pc 12 maggio - Da Ravenna alla manifestazione nazionale a Milano per la Palestina: manifesto Slai Cobas

pc 12 maggio - E' il momento, operai, operaie Stellantis Melfi

Alla Stellantis di Melfi la situazione sta diventando veramente di rottura. È arrivata a un punto importante, decisivo, in cui gli operai da un lato non ce la fanno più per le condizioni di lavoro, per l'azione della Stellantis contro gli operai, dall'altra si sta scatenando una rabbia, una specie di “rivolta” verso i sindacati confederali.

Noi lavoriamo perché vi sia un avvio effettivo di lotta, unitaria all'interno dello stabilimento Stellantis e tra lo stabilimento e le ditte dell'appalto, ma anche tra tutti gli stabilimenti Stellantis. Ma Melfi in un certo senso sta diventando un esempio tipico della situazione di enorme attacco alle condizioni di lavoro degli operai e delle operaie.

Da questa settimana, gli operai devono lavorare solo per tre giorni alla settimana. Dovrebbe essere nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì, ma gli operai non hanno certezza di poter andare a lavorare o di non poter andare a lavorare anche in questi tre giorni, dato che questa certezza solo dal lunedì la possono avere. Si capisce bene che questo sconvolge la gestione della vita degli operai, in particolare delle operaie, che sapendolo il giorno prima non possono organizzarsi. Già era stato eliminato il turno di notte, ma in realtà anche in questi tre giorni non è affatto detto che lavoreranno tutti gli operai.

Si pensi che da un totale di organico di 7.000 unità a Melfi si è arrivati a poco più di 4.000-4.500 lavoratori. E ai lavoratori l'azienda chiede delle uscite cosiddette “volontarie”, perché non sono affatto volontarie ma sono costrette; costrette sia per la mancanza di lavoro e per la mancanza di prospettiva.

Ma che cosa succede? Succede che in alcuni reparti, come per esempio la lastratura e stampaggio vi è un accumulo di scocche, mentre in altri reparti manca il materiale e quindi si fermano e la maggior parte degli operai deve restare a casa; ma anche in quei reparti che potrebbero lavorare in realtà non essendoci

pc 12 maggio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Contro i licenziamenti all’Elettrolux la risposta è la lotta classista e combattiva

 

pc 12 maggio - 16 maggio - 80° anniversario della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria - proletari comunisti/PC maoista Italia

pc 12 maggio - Manifesto nazionale per la manifestazione nazionale per la Palestina del 16 maggio - proletari comunisti info pcro.red@gmail.com

pc 12 maggio - Per Sako Bakari

 


Il nostro saluto triste e con rabbia a Sako Bakari

Ucciso a Taranto da una banda di giovani, dal razzismo

Ci stringiamo ai suoi familiari
 
Ogni immigrato, ogni lavoratore è nostro fratello
stesso sangue, rosso! 


 
Lavoratori e lavoratrici Slai Cobas 

pc 12 maggio - MILANO: NUOVO ABUSO DI POLIZIA

 LA TESTIMONIANZA DI DIALA, VITTIMA DELLA VIOLENZA RAZZISTA DAVANTI AD UN RISTORANTE AFRICANO

da Rogoredo al Corvetto al Baobab polizia assassina e razzista

Ammanettato e sbattuto a terra da cinque poliziotti davanti ai suoi bambini  solo per aver espresso un’opinione critica; portato in questura per 12 ore e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. La vittima di questo nuovo abuso di potere di matrice razzista è Diala Kante, un cittadino italiano di origine senegalese che lavora come orafo. L’episodio è avvenuto sabato verso le ore 20 davanti al ristorante Baobab di Milano.  “C’era un gruppo di poliziotti davanti al locale – racconta a Radio Onda d’Urto – io ho chiesto  ad un responsabile: ma siete sempre qui? Ce l’avete con i neri? E lui ha risposto: facciamo un controllo. Allora io gli ho detto: fate un controllo anche agli altri locali? Perché in questa via non c’è solo questo locale. Allora mi hanno chiesto un documento e gliel’ho dato. Mentre parlavo, c’erano anche i miei figli,  un poliziotto da dietro mi ha messo le manette ed è stato molto aggressivo. Io mi sono lasciato andare e cinque poliziotti mi hanno buttato a terra e mi sono venuti addosso; poi mi hanno portato in questura. Sono stato là 12 ore fino alle 8 del mattino di domenica e hanno scritto un verbale in cui hanno scritto che avevo fatto resistenza

pc 12 maggio - Prosegue senza sosta l'attacco al diritto di sciopero

Sciopero e logistica, Durigon “cancella” le libertà sindacali

In risposta all’interpellanza di Casu (Pd) alla Camera, il sottosegretario al Lavoro leghista Durigon ha modificato un testo preparato dagli uffici ministeriali. Cancellando la frase che parlava della tutela del «pieno esercizio delle libertà sindacale»

Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, cancella con un tratto di penna «il pieno esercizio della libertà sindacale». In senso letterale lo ha fatto in una risposta data alla Camera con la modifica in corsa al testo scritto dagli uffici del ministero, che non gli era gradita. Tutto si è consumato venerdì scorso.

pc 12 maggio - Avanzano nei paesi imperialisti europei le forze esplicitamente fascio/razziste di stampo Trumpiano - ora in GB e aspettiamo Germania e Francia

“Cremare i nigeriani per riempire le buche delle strade”. E il candidato di Farage viene eletto

“Cremare i nigeriani per riempire le buche delle strade”. E il candidato di Farage viene eletto

Glenn Gibbins ha ottenuto il seggio nella circoscrizione di Sunderland, nel nord dell’Inghilterra. 

pc 12 maggio - Una inchiesta di Report - carichi di petrolio e carburanti per Israele dall'Italia - Eni di Taranto

La Global Sumud Flotilla è stata fermata da Israele a largo di Creta, con un'azione di pura pirateria. Gli aiuti umanitari che portavano non possono entrare in Palestina. 

Dall'Italia verso Israele entrano invece petrolio e carburanti, che servono anche a rifornire bombardieri e tank delle forze armate che ha compiuto un genocidio a gaza e che ora sta radendo al suolo il sud del Libano.
Come specificato nell’inchiesta -andata in onda domenica 10 maggio - tre dei 17 carichi menzionati nel servizio sono partiti dal molo Eni di Taranto. Per quanto riguarda i restanti carichi, secondo i database specialistici, dieci partono dalla Isab di Priolo, tre dalla Saras di Sarroch, uno dalla IPLOM di Genova.

pc 12 maggio - Bologna lo mostra senza ombra di dubbio - fascio razzisti liberi di manifestare antifascisti caricati e perseguitati

 tutto avviene con la complicità della polizia coperta dal ministro degli interni piantedosi e dall'intero governo Fdi/salvini

Presidio di “Remigrazione e Riconquista”: identificati 40 soggetti appartenenti a gruppi antagonisti

Momenti di tensione al presidio, la polizia ha utilizzato gli idranti per evitare contatti tra i manifestanti

Presidio di “Remigrazione e Riconquista”: identificati 40 soggetti appartenenti a gruppi antagonistiLa questura evidenzia che i 40 soggetti identificati appartengono alla frangia piu’ facinorosa del gruppo di antagonisti molti dei quali già noti alla Digos. Sono in corso ulteriori identificazioni che potrebbero arrivare dai video dei sistemi di sorveglianza. Plauso alle forze dell’ordine dai sindacati di polizia

pc 12 maggio - Ronde nere fascio/razziste scorazzano libere in diverse città italiane - generalmente protette da polizia e politicamente di Fdi e Lega

Ronde nere, la Digos indaga sull’aumento dei pestaggi organizzati da gruppi di estrema destra

L’ultima aggressione ai danni di stranieri e di clochard a RomaRonde nere, la Digos indaga sull’aumento dei pestaggi organizzati da gruppi di estrema destra

pc 12 maggio - I social al servizio del razzismo/deportazione/violenze del decreto Albania

Stanno cercando di oscurarci -- da rete anticpr

Siamo stat* purtroppo vittima di una ondata di segnalazioni, soprattutto su instagram a causa della violenza delle immagini da noi pubblicate. L'algoritmo non ci sente, che sia violenza di Stato non gli interessa. 

Le nostre pagine sono quindi state fortemente penalizzate in visibilità sul feed, è stato chiuso il nostro canale Messenger, non possiamo più chiedere e ricevere richieste di collaborazione, e molto altro. I nostri like ai post in pochi giorni si sono decimati. Insomma siamo diventat* invisibili. E, con noi, ancor più chi lo è già, all'interno dei CPR.

Vi chiediamo di aiutarci condividendo quanto più possibile i nostri contenuti, a cominciare da questo post con il quale chiediamo supporto a chiunque abbia a cuore il tema e l'urgenza della sua divulgazione.

Grazie. 

lunedì 11 maggio 2026

pc 11 maggio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Alla Stellantis di Melfi la situazione peggiora e comincia la protesta operaia

 

pc 11 maggio - Presentazione dell'opuscolo "Riprendiamoci la Kollontaj" - A Milano una bella e coinvolgente presentazione

 (dal blog femminismorivoluzionario)

La presentazione dell'opuscolo a cura delle compagne del mfpr si è tenuta il 5 maggio c/o la Libreria Les Mots. Essa è pienamente interna alla Formazione marxista in corso.

Invitiamo a richiedere l'opuscolo, ma anche ad organizzare insieme altre presentazioni in altre città; come ha detto una compagna delle Marche: "quanto sarebbe utile riportare anche qua, soprattutto fra le operaie, il pensiero e il percorso di lotta della Kollontaj". Ecco, riuscirci sarebbe importantissimo.
Per contatti: mfpr.mi1@gmail.com - WA 3339415168
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DALL'INFORMAZIONE DALLE COMPAGNE DI MILANO
Le compagne e i  compagni intervenuti sono rimasti sorpresi nello scoprire il piccolo scrigno della Libreria di cui non conoscevano l'esistenza. Prima dell'inizio della presentazione si sono dilettati nel curiosare tra gli scaffali della libreria e hanno scoperto che si tratta di una libreria "particolare" per la selezione di libri di cui, in molte librerie, non c'è traccia alcuna.
    La presentazione ha avuto una buona accoglienza, non scontata perchè il pubblico presente sa essere severamente critico, quindi si è trattato di una presentazione veramente importante e ci deve incoraggiare nell'andare avanti.
    Gli applausi entusiasti dopo ogni intervento e il commento: "Avete saputo coinvolgerci, convincerci".
In tante/tanti non sono riusciti, purtroppo, a partecipare essenzialmente per motivi di lavoro. In tanti hanno tenuto a comunicarcelo tempestivamente.
      Le compagne hanno preso sia l'opuscolo "Riprendiamoci la Kollontaj" che le "Conferenze sulla liberazione della donna", evidentemente ormai incuriosite e con la voglia di approfondire. (Per esempio, per mancanza di tempo ci è stato chiesto in un momento successivo di poter chiarire meglio la corrispondenza tra prostituta e casalinga)
    Anche un intervento critico è risultato positivo perche nel sottofondo sta quella critica al leninismo per cui Lenin e la rivoluzione d'ottobre sono visti come potere coercitivo dall'alto, che si esercita attraverso il partito, che trascura le donne, i contadini ecc... Questa visione che  emerge ogni tanto abbiamo già potuto analizzarla in passato, essa appartiene in maniera netta e chiara a buona parte del movimento milanese che, attraverso vari passaggi, ha finito con lo sfociare, ad esempio, nei no-wax. Non mancheremo di approfondire meglio.

Riportiamo alcuni pareri/commenti che ci sono pervenuti anche in forma

pc 11 maggio - Bologna - fasciorazzisti difesi dalla polizia che carica la manifestazione antifascista