mercoledì 14 ottobre 2026

pc 14 ottobre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Speciale ex-Ilva Taranto: contro il decreto truffa del governo la lotta continua

 

pc 14 ottobre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Milioni di poveri e un pugno di ricchi: è il sistema capitalista imperialista che porta alla guerra

  

pc 14 ottobre - Lotta operaia ex Ilva e molto altro - segui in tempo reale il blog tarantocontro

 

  • un commento immediato di operaio ex Ilva dello Sla...
  • Interventi sindacali dai blocchi - info
  • Un decreto da respingere al mittente - La lotta de...
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  • pc 14 ottobre - CPR: la Cassazione annulla le accuse contro i medici che denunciano le brutali condizioni dei migranti...

    Le perquisizioni che hanno portato all'ipotesi dell'associazione a delinquere, sono partite da un'informativa del Servizio centrale operativo della polizia di Stato. Dieci anni fa lo stesso Sco aveva condotto le indagini in un altro caso eclatante in ambito migratorio: quello contro l'ong Iuventa, e anche quella volta l'attacco della polizia e dello Stato è stato respinto! 

    Avevamo riportato in un articolo-contributo precedente il nuovo attacco della polizia ai medici che si occupano di Cpr  [https://proletaricomunisti.blogspot.com/2026/09/pc-19-settembre-cpr-sbatti-il-medico-in.html] adesso la cassazione per il momento ha respinto il nuovo attacco come riporta l'articolo del quotidiano il manifesto di oggi.

    Dottoresse sospese per i certificati nei Cpr. La Cassazione annulla

    Giansandro Merli

    Guardia medica Primo punto a favore dei medici indagati dalla procura di Ravenna per le mancate idoneità al trattenimento. I difensori: «La Suprema Corte restituisce dignità personale e professionale»

    La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le misure cautelari contro le tre dottoresse sospese dal servizio professionale nell’ambito delle indagini sul mancato rilascio delle idoneità al trattenimento nei Cpr.

    NELL’INCHIESTA PARTITA dalla procura di Ravenna erano coinvolti originariamente otto medici. A loro, dopo le perquisizioni in diverse città italiane della metà dello scorso settembre, si è aggiunto

    pc 14 ottobre - Il governo Meloni/Crosetto ci trascina nella guerra inter-imperialista! Il 30 ottobre mobilitazione nei porti che servono la guerra. Corrispondenza da Ravenna


    “L’Italia è in guerra”. Così lo Stato difende il segreto sulle armi. Per l’Avvocatura di Stato siamo già nel “terzo conflitto mondiale a pezzi”. Questo è il titolo in prima pagina del il Fatto quotidiano di ieri. L’Avvocatura dello Stato risponde al ricorso legale, sostenuto dalle mobilitazioni cittadine organizzate dal Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna - questa trasmissione di ORE12/Controinformazione rossoperaia viene fatta oggi proprio da Ravenna - al ricorso della giornalista Linda Maggiori assistita dall'avvocato Maestri che, tra l'altro assiste i 32 denunciati per blocco stradale durante le mobilitazioni per la Palestina al Porto a novembre scorso.

    Quali sono i passaggi di questa vertenza legale?

    La vicenda nasce nel 2025, quando vengono scoperti alcuni traffici di armi verso Israele passanti dal porto di Ravenna.

    A gennaio 2026, la giornalista Linda Maggiori fa un accesso generalizzato agli atti alle Dogane per avere dati aggregati sulle armi in export e in transito dal porto di Ravenna e sulle relative destinazioni.

    Le Dogane oppongono un diniego per motivi di sicurezza nazionale.

    Assistita dall'avvocato Andrea Maestri, la giornalista fa ricorso al TAR.

    A inizio luglio 2026, il TAR accoglie parzialmente il ricorso: si devono divulgare i dati aggregati sulle armi, ma si possono celare le destinazioni.

    Le Dogane si oppongono di nuovo e si rifiutano di svelare anche i dati sul traffico di armi; assistite dall'Avvocatura dello Stato, si appellano al Consiglio di Stato per non divulgare nulla, motivando che il porto di Ravenna ha una “rilevanza militare nel contesto di una guerra mondiale ibrida e a pezzi che coinvolge anche l’Italia”.

    8 ottobre: c’è l’udienza finale presso Consiglio di stato a Roma e mobilitazione cittadina in contemporanea a Ravenna.

    L'Avvocatura dello Stato difende l'operato del governo, difende la sua scelta guerrafondaia, l’Avvocatura attribuisce al porto commerciale di Ravenna una “rilevanza militare complessiva” e una “strategicità nel dispositivo difensivo marittimo complessivo della Nazione ”. Sostiene inoltre che la diffusione dei dati attraverso i mezzi d’informazione permetterebbe alle potenze straniere di conoscere il ruolo strategico dello scalo. Un rischio da scongiurare, appunto, perché sarebbe in corso una guerra mondiale ibrida che coinvolge anche il nostro Paese. La trasparenza è quindi rappresentata come un pericolo, mentre la rilevanza militare dello scalo, per la prima volta, viene rivendicata apertamente dallo Stato (da Il Fatto Quotidiano).

    Siccome siamo dentro fino al collo in questa guerra e ci ha trascinato il governo Meloni/Crosetto per loro i lavoratori e le masse devono rimanere all'oscuro, così come devono rimanere anche in silenzio! E questo è inaccettabile, denunce e mobilitazioni si devono mettere in campo per fermare questa scelta di guerra che non vogliamo.

    pc 13 novembre - “NOI SIAMO LA NAZIONE DEL FARE”, Governo Meloni al servizio dei padroni e del corporativismo fascista

    Così la Meloni si è espressa all’assemblea di Assolombarda lunedì 12 ottobre:

    "Clima vorticoso necessario dialogare con chi tiene acceso il motore di questa nazione….Il cuore produttivo di questa nazione 7000 aziende 400mila addetti 12% prodotto interno nazionale"


    "Noi viviamo in un tempo che non concede tregua. Gli equilibri che conoscevamo si stanno sgretolando, un'intera epoca si chiude senza che quella nuova abbia ancora preso forma. È un tempo difficile: 'difficile' è forse la parola che noi sentiamo pronunciare più spesso in questo tempo. Ma vi dirò una cosa: 'difficile' viene dal latino e significa 'che non si lascia fare'. Solo che noi siamo la nazione del fare. La storia d'Italia è fatta da chi ha costruito, inventato, prodotto proprio quando le cose non si lasciavano fare. Fare è la nostra cifra: significa che nessuno come noi può sfidare questo tempo difficile, e lo abbiamo fatto, lo avete fatto".

    Rising industry significa Industria che vuole aggredire nel contesto di guerra e competizione dei mercati per continuare a fare profitti


    “Quest’anno avete deciso di alzare l’asticella e quella che mettete al centro di questa assemblea è un’industria che rialza la testa, che vuole aggredire e punta più in alto sui mercati, sull’innovazione e sul lavoro di qualità. Lo considero un cambio di approccio importante e sono pronta a condividerne con voi l’obiettivo e l’impegno. L’industria che vuole crescere ha certamente bisogno di volontà,

    martedì 13 ottobre 2026

    pc 13 ottobre - Ancora in piazza e in lotta gli studenti francesi, verso la grande mobilitazione nazionale di sabato 17

     il governo oppone la repressione in difesa del  'l’ordre républicain'

    info per oggi

    mouvement lycéen : 480 000 personnes ont manifesté aujourd'oui en France, selon l’intersyndicale de la jeunesse

    Mardi dernier, lors d’une précédente journée de manifestations, entre 266 000 (selon les autorités) et 450 000 manifestants (selon les organisateurs) avaient été recensés dans l’Hexagone, dont entre 56 000 et 100 000 à Paris.


    ADRIENNE SURPRENANT/MYOP POUR « LE MONDE »

    A Lyon, des syndicalistes et parents d’élèves frappés par la police, une banderole syndicale arrachée, un photographe agressé

    Émaillée de sérieux incidents, et interrompue avant son terme, à cause d’une centaine d’individus violents, sur 11 000 participants selon la préfecture, la manifestation de Lyon a été le théâtre de violences policières inédites.

    « Plusieurs membres du service d’ordre du SNES-FSU, bien identifiables avec leurs chasubles, ont été frappés lors de charges policières », indique François Jandraud, secrétaire départemental du SNES-FSU, présent sur place. Selon le responsable départemental, un enseignant du syndicat a été admis aux

    pc 13 ottobre - Oggi ai blocchi degli operai ex Ilva Ta - info- commenti .. da Tarantocontro

     

    Oggi ai blocchi degli operai ex Ilva - Una prima informazione


    Da un operaio di Ilva AS dello Slai cobas presente ai blocchi:

    Stamattina verso le 8,30 la presenza degli operai diretti e appalto sembrava anche più grossa di ieri. Sono sempre presidiatiùe la via Appia, e la 106 - Oggi a differenza di ieri il varco in cui transitano i camion per l'Eni è chiuso. 

    Lo spirito che si percepisce è in generale ottimista, nonostante una parte dei lavoratori ha passato la notte ai blocchi. Stamattina si deciderà fino a quando continuarli.

    Da poco (verso le 14) è arrivato un comunicato di Fim, Fiom, Uilm nazionale che estende lo sciopero di altre 48 ore, anche Usb aderisce. Quindi è sciopero ad oltranza fino a che non arrivano novità da Roma. Ora, rispetto a stamattina c'è meno gente. 

    Il varco dell'Eni resta chiuso e i camion sono fermi; questo sta portando ad una carenza di rifornimento alle stazioni di servizio.

    Tra gli operai gira voce che, per questo motivo, domani potrebbero arrivare agenti antisommossa per sgomberare i blocchi.  

    Da Slai cobas 

    "Grande il disordine sotto il cielo - ma la situazione è eccellente. Che cento fiori sbocciano" - ma molti sbocciano con appassite visioni e proposte ingenue o strampalate da parte di sindacalisti.

    Lo Slai cobas si muove con due piani e due logiche che a volta sono parallele; ma, come si sa, le parallele non si incontrano mai. Tifiamo rivolta ma su una linea di classe chiara unitaria e di massa e non su corporativismi.
    Aspettiamo al varco dei fatti illusioni e sciocchezze seminate che vengono e verranno sempre più al pettine, sperando che da questo si avvantaggi l’autonomia di classe e soprattutto l’organizzazione di classe.

    pc 13 ottobre - Da Cronache tarantine - ex Ilva, Slai Cobas: «Sciopero a oltranza e blocco degli impianti, la mobilitazione continui fino a risultati concreti»

    La decisione di Acciaierie d'Italia di fermare tutti gli impianti dell'ex Ilva "non rappresenta un atto dovuto", ma una scelta che punta alla chiusura dello stabilimento, alla cassa integrazione di massa e ai licenziamenti nell'appalto.

    È la posizione espressa dallo Slai Cobas per il Sindacato di Classe, che chiede la prosecuzione della mobilitazione e rilancia la richiesta di una trattativa sul futuro del siderurgico direttamente a Taranto.
    «La decisione di Acciaierie d'Italia di fermare tutti gli impianti dell'ex Ilva, indipendentemente dalla sentenza della Cassazione e da qualsiasi misura finalizzata a salvaguardare lavoro, salario, salute e sicurezza, non rappresenta un atto dovuto. Al contrario, si tratta di un'inaccettabile scelta che punta alla chiusura degli stabilimenti, alla cassa integrazione di massa e ai licenziamenti nell'appalto».
    Secondo il sindacato, il provvedimento «vanifica gli incontri tenuti a Roma e sul territorio, creando un fatto compiuto che lascia migliaia di lavoratori senza soluzioni e senza una prospettiva concreta per il futuro».
    «Come Slai Cobas abbiamo sostenuto tra i lavoratori che questa situazione doveva essere impedita attraverso un'azione diretta all'interno della fabbrica, con il coinvolgimento di tutte le organizzazioni sindacali. Questo non è avvenuto ed è stato un errore».
    Il sindacato chiama in causa anche il Governo: «Oggi è necessario chiedersi: quale gioco sta facendo il Governo? Per conto di quali interessi e quale soluzione reale si sta lavorando per Taranto?».
    Da qui l'appello a rafforzare la mobilitazione. «Di fronte a questa situazione la risposta dei lavoratori

    pc 13 ottobre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Il governo Meloni/Corsetto ci ha trascinato nella guerra inter-imperialista. Il 30 ottobre mobilitazione nei porti che servono la guerra. Corrispondenza da Ravenna

     

    pc 13 ottobre - Lotta ex Ilva Taranto - Il volantino diffuso ieri dallo Slai cobas e commento

      

     

    Da ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 12 ottobre

      Speciale dalla Ex-Ilva in lotta

    Questa settimana seguiremo quasi quotidianamente l'ex Ilva Acciaierie d'Italia e appalto di Taranto che è in lotta insieme a tutti i lavoratori del gruppo da questa mattina (12/10) con uno sciopero generale.

    A Taranto i lavoratori si sono concentrati in massa nel piazzale della direzione, migliaia di operai, questa volta con tantissimi operai diretti delle Acciaierie. Qui, dopo gli interventi dei segretari sindacali di FIM, FIOM, UILM, USB, i lavoratori si sono recati in massa e stanno via via arrivando per bloccare la strada Taranto-Reggio Calabria nei pressi dell’Eni. Come è stato detto, non una goccia di gasolio deve uscire da quella fabbrica.

    Questa come prima iniziativa di lotta in risposta al grave e provocatorio attacco che viene dall'azienda, coperta chiaramente dal governo Meloni/Urso.

    La decisione di fermare tutti gli impianti indipendentemente dalla sentenza della Cassazione e dalle decisioni che si richiedono volte a salvaguardare salario, lavoro, salute, lungi dall'essere un atto dovuto è

    pc 13 ottobre – Niscemi torna in piazza a quasi un anno dal disastro della frana… Le comparsate della Meloni e compagnia nera come già denunciato erano passerelle e basta

     

    “Niscemi è tornata nuovamente in piazza. Lo ha fatto esattamente a 29 anni di distanza dalla frana del ’97 che devastò il territorio e che lasciò un territorio ferito.” E a quasi un anno dalla frana di gennaio!

    “Un corteo è  partito dal plesso San Giuseppe per raggiungere il Belvedere, luogo simbolo della  frana e successivamente la piazza principale. La manifestazione è stata organizzata dal Comitato Evento Franoso. ‘Il futuro di Niscemi – ha sottolineato Francesco Rizzo, presidente del comitato – è racchiuso nella nostra storia. Se tutta la città fosse stata vigile e attenta e se fossero state realizzate tutte le opere previste già dal 2005, sicuramente la frana del 2026 non avrebbe provocato i danni che invece si sono

    pc 13 ottobre - Il Giornale cerca di criminalizzare Shukri Hroub, palestinese e responsabile della logistica di Freedom Flotilla Italia - Solidarietà

    CI RISIAMO! I PALESTINESI PARLANO DI PALESTINA. E IL GIORNALE SI SCANDALIZZA.

    Nell’articolo del 10 ottobre, Francesca Galici e Giulia Sorrentino scoprono che Shukri Hroub, palestinese e responsabile della logistica di Freedom Flotilla Italia, esprime posizioni politiche durante una manifestazione.

    Uno scandalo, evidentemente: un palestinese che parla del proprio popolo.

    Ma alle giornaliste non basta discutere le sue dichiarazioni sugli Houthi. Servono nomi, sigle, associazioni, conoscenze e vicende giudiziarie che riguardano altre persone. Un catalogo di accostamenti dal quale il lettore dovrebbe ricavare un sospetto.

    DOVE FINISCE L’INFORMAZIONE E DOVE COMINCIA L’INSINUAZIONE?

    Non chiediamo a Il Giornale di autorizzare i palestinesi a parlare. Denunciamo il metodo con cui la loro autonomia politica viene rappresentata come una minaccia: le parole diventano

    pc 13 ottobre - INDIA: 50MILA in corteo nella capitale militarizzata, New Delhi, e migliaia in tante altre città contro il governo fascista Modi

    Un manifestante durante la marcia a New Delhi – foto Ap/Manish Swarup

    Proteste contro il governo Modi: a New Delhi 50mila persone in corteo

    La marcia La capitale indiana militarizzata per il terzo giorno consecutivo. Un fronte unito a difesa della Costituzione, con l’obiettivo di far cadere il governo

    Lunedì 12 ottobre, per il terzo giorno consecutivo, il centro di New Delhi ha visto sfilare decine di migliaia di persone che si oppongono al governo presieduto da Narendra Modi. E per il terzo giorno consecutivo, in una nuova normalità che sconcerta l’opinione pubblica nazionale, il centro di New Delhi è stato sottoposto a una militarizzazione inedita per la capitale della più grande democrazia del mondo, fatta di chiusure della metropolitana, sospensione di internet, transenne, barricate e posti di blocco.

    QUESTA VOLTA le decine di migliaia di agenti in divisa hanno avuto «solo» il compito di incutere terrore al corteo unitario dei deputati e delle deputate delle opposizioni diretto verso la sede della Corte suprema, il più alto tribunale della repubblica federale indiana. A guidare la marcia, Rahul Gandhi e Priyanka Vadra Gandhi, fratello e sorella, i leader più in vista dell’Indian national congress (Inc). Al loro fianco, tra oltre 300 parlamentari, hanno sfilato gli alti rappresentanti di tutti i partiti della coalizione di opposizione INDIA e, significativamente, anche Neha Bora, la nemmeno trentenne leader della All India students’ association (Aisa), tra le sigle universitarie di sinistra più note e capillari del panorama nazionale.

    Arrivati in serata davanti alla Corte suprema, Rahul Gandhi ha depositato una petizione di richiesta di dimissioni di Gyanesh Kumar, il capo della Election commission accusato di brogli elettorali a favore

    lunedì 12 ottobre 2026

    pc 12 ottobre - Assemblea della Fiom alla Stellantis Melfi - L’unica certezza, ad oggi, è che lunedì prossimo (12 ottobre) non si lavorerà a Melfi: nuovo stop

    A seguire la discussione fatta con operai Stellantis nei giorni scorsi dallo Slai cobas per il sindacato di classe

    Da Basilicata24.it del 10 ottobre 2026, di Eugenio Bonanata

    “Giovedì mattina ho partecipato all’assemblea della Fiom, a Melfi, ma sono tornato a casa più pessimista di prima”. Inizia così il colloquio con un operaio Stellantis, il quale ha partecipato giovedì mattina all’incontro, aperto a tutti. “Si è parlato delle pause, di carichi di lavoro, hanno parlato del contratto nazionale – osserva – ma più passavano i minuti, più mi rendevo conto che non sarebbe giunta nessuna speranza in più sul nostro futuro”. E continuando a parlare dell’assemblea, aggiunge: “Poi hanno detto che a Melfi serve un’utilitaria a basso costo e che porteranno questa richiesta sui tavoli nazionali”. Ed è proprio su questo punto che l’operaio riflette un attimo, non trovandosi ai conti: “Ma se Stellantis ha già definito il suo Piano industriale per Melfi, a cosa servono queste richieste fatte ora, non giungono troppo in ritardo?”. E così il lavoratore, finita l’assemblea, mentre rientrava a casa, pensava proprio a queste “non risposte” ottenute durante l’incontro sindacale. Rifletteva sul “non senso”
    di alcuni ragionamenti.
    E tutto ciò non fa che aumentare “i carichi” di pessimismo operaio. “La verità è che non ci sono certezze sul futuro e anche i sindacati sono in un vortice e non sanno neanche loro che pesci prendere”, scandisce. L’interlocutore rivolge un attimo lo sguardo alla prossima settimana. “Ci saranno altre assemblee, delle altre sigle sindacali, sempre su Melfi e Stellantis, forse parteciperò per capire qualcosa in più, ma già so che non emergerà niente di nuovo”. E così l’operaio, mai come in questa fase, si trova a recitare il ruolo del “birillo”, scaraventato qua e là, ma senza un’effettiva stabilità. ”
    Prima ci dicevano che la nuova Compass sarebbe stata il nostro futuro, poi ci hanno detto che lo sarebbe stata la Ds7, oggi ancora che lo sarà la Lancia Gamma”. E conclude, con un pizzico di sarcasmo: “E già
    stanno iniziando a dire che sarà l’Alfa Romeo che produrremo dal 2028, il nostro futuro. La sensazione è che ci stanno ‘seriamente’ prendendo in giro”. L’unica certezza, ad oggi, è che lunedì prossimo (12 ottobre) non si lavorerà a Melfi: nuovo stop.

    Da pc 7 ottobre - Una discussione con operai Stellantis di Melfi, sulla situazione attuale, ma soprattutto su come rispondere

    OPERAI STELLANTIS - Da noi adesso si produce la DS7. Ma la produzione è dimezzata.

    Noi lavoriamo una settimana una squadra, la settimana dopo l'altra, il pomeriggio non lavoriamo. I giorni in cui gli operai non lavorano vengono coperti con la cassintegrazione.
    Il problema è sempre questo: i costi sono alti, i volumi sono bassi. A fine settembre, inizio ottobre hanno chiuso la fabbrica per una settimana, e si prevede un'altra chiusura tra fine ottobre e inizio novembre, perchè non ci sono volumi elevati.
    Attualmente siamo 4.400, prima eravamo intorno ai 7.000, quindi hanno mandato via un bel po' di gente, ma per i volumi che facciamo siamo ancora tanti.
    Ci una produzione di macchine più piccole, ma queste le fanno in Francia e in altri paesi; in Italia, nonostante la capacità produttiva è alta, produciamo invece macchine grosse, come la Maserati o la Tonale, che costano un po' e hanno meno mercato.
    E’ una scelta produttiva che guarda a settori più medio-alti che possono comprare, però poi questo si ritorce contro noi operai.
    Adesso stiamo all'osso. Veramente manca l'essenziale. Per esempio la manutenzione ordinaria non viene fatta. Non viene fatto neanche il minimo indispensabile. Neanche vengono fatte le pulizie, si pulisce a terra solo un po' nei bagni. L’azienda ha tagliato su tutto.

    SLAI COBAS TARANTO - Quando siamo venuti alla fabbrica, molti operai e operaie si lamentavano, denunciavano le pesanti condizioni di lavoro, i ritmi lavorativi, per cui bisogna andare sempre più in fretta…

    OPERAI STELLANTIS - Sì, ci fanno fare le corse, e non c'è nessuno che vigila. Mi ricordo all'epoca

    pc 12 ottobre - Cgil, Cisl e Uil partecipano con entusiasmo ai successi della Leonardo - Lotta tra le due linee tra i lavoratori della Leonardo

    C’era una volta una idea, sarebbe meglio definirla illusione vana, secondo cui il sindacato avrebbe preso coscienza della necessità di riconvertire le imprese di guerra in aziende produttrici dei beni di consumo, dal militare al civile per essere sintetici. Tanti anni fa capimmo che CGIL, CISL e UIL non avrebbero favorito la riconversione, ma si sarebbero invece opposte con tutte le loro forze ad una ipotesi del genere: meglio una produzione nociva per le persone e l’ambiente che la disoccupazione; meglio una produzione di guerra che la chiusura degli impianti.

    E questo nonostante, come riportavamo in un articolo recente, i dati indichino che a parità di risorse gli investimenti nella protezione ambientale, rispetto a quelli effettuati nel settore militare, genererebbero all’incirca il triplo dei posti di lavoro. Ma la realtà odierna va ben oltre la più tetra immaginazione, infatti se andiamo a estrapolare un passaggio dal comunicato stampa delle tre organizzazioni sindacali dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil nel gruppo Leonardo, leggiamo che il rinnovo [della piattaforma sindacale di secondo livello] «si inserisce in un contesto di forte crescita degli ordinativi sia nell’ambito civile che della difesa, e di risultati economici più che positivi per il Gruppo Leonardo, posizionatosi ormai tra le prime dieci aziende globali del settore Aerospazio, Difesa e Sicurezza. Questo successo è il frutto del lavoro quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori che permettono al management di affrontare le sfide del futuro, ed è per questo che l’integrativo avrà la responsabilità di trasformare le aspettative in risposte».

    Tradotto in linguaggio comprensibile Fiom, Fim e Uilm esultano davanti all’aumento degli ordini e

    pc 12 ottobre - A Palermo presidio per la Palestina

    A Palermo il 10 ottobre c’è stato un presidio di solidarietà con la Palestina in una delle principali piazze della città, piazza Politeama, di alcune centinaia soprattutto di militanti .

    In piazza solo due striscioni, uno a firma Osa/Usb che era di fatto di sponsorizzazione dello sciopero del 30 ottobre, il nostro come proletari comunisti di sostegno netto alla Resistenza del popolo palestinese, Stop al genocidio e contro il governo Meloni complice insieme ad un pannello per i prigionieri politici.



    Prima del presidio abbiamo fatto un attacchinaggio nel quartiere popolare della sede e poi attorno la

    pc 12 ottobre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Speciale da ex-Ilva in lotta

     

    Gli interventi dei segretari Fim-Fiom-Uil-Usb all'assemblea di questa mattina

    pc 12 ottobre - INDIA: barriere agli ingressi, metropolitane chiuse, internet tagliato, negozi chiusi... la capitale New Delhi si è di fatto barricata in vista di nuove manifestazioni di protesta contro il fascismo hindutva

    I portavoce degli "scarafaggi" di fatto sequestrati senza che nessuno sapesse dove fossero, sono stati rilasciati a condizione che non "violassero la pace" per un anno!

    Il governo del fascista hindutva Modi sta dimostrando di essere davvero terrorizzato dalla rivolta popolare in corso e prende misure repressive che alimentano ancora di più a tutti i livelli la rabbia contro un governo corrotto fino al midollo. 

    Dalla stampa borghese online riportiamo alcune notizie sull'evoluzione delle proteste che vanno avanti da mesi in India contro le manovre del governo fascista di Modi che sta provando a tagliare dagli elenchi degli elettori almeno 130 milioni di persone, soprattutto musulmani, dalit e adivasi come denunciano le studentesse e gli studenti delle università che a loro volta sono diventate bersaglio del governo perché piene di "intellettuali maoisti". Quella che segue è una breve dichiarazione delle studentesse e degli studenti dell'Università Bhaght Singh della capitale.

    ***

    il bsCEM ha partecipato alle manifestazioni contro la frode elettorale dell'Hindutva chiedendo il boicottaggio elettorale

    11 ottobre 2026

    bsCEM ha partecipato alla manifestazione di protesta che è scatenata in tutto il paese contro il SIR e l'attuazione indiretta della CAA-NRC attraverso di essa, che ha cancellato il nome di milioni di persone lavoratrici, in particolare i musulmani, i dalit e gli adivasi. Abbiamo messo in discussione il carattere delle false elezioni parlamentari e abbiamo chiesto alle masse di boicottare le elezioni false. Una società senza sfruttamento si realizzerà solo grazie alla Rivoluzione di Nuova Democrazia. La lotta per portare la Nuova Democrazia continuerà.

    Aggiornamenti in diretta sulla protesta di Delhi: i leader del CJP incontreranno la Polizia di Delhi, marcia di protesta dell'opposizione verso la Corte Suprema

    Il leader del Cockroach Janta Party (CJP), Ashutosh Ranka, ha dichiarato che se la Polizia di Delhi non fornisce al partito "una data" entro 24 ore, organizzeranno la loro protesta.

    Aggiornato: 12 ottobre 2026 09:50 IST

    "Domani alle 10 del mattino, io, Saurav Das, Ratna Singh e altri leader del CJP andremo alla stazione di polizia di Parliamentary Street per ottenere una data per una protesta pacifica a Jantar Mantar", ha detto Ranka in un post su X. (PTI Photo)"Domani alle 10 del mattino, io, Saurav Das, Ratna Singh e altri leader del CJP andremo alla stazione di polizia di Parliamentary Street per ottenere una data per una protesta pacifica a Jantar Mantar", ha detto Ranka in un post su X. (PTI Photo)

    I leader del CJP Abhijeet Dipke, Ashutosh Ranka e Saurav Das sono stati rilasciati domenica dopo essere stati portati davanti a un magistrato esecutivo presso la stazione di polizia del Cantonment di Delhi, a seguito del loro arresto preventivo. Il magistrato ha rilasciato i tre a condizione che non "violassero la pace" per un anno, ha dichiarato il responsabile degli affari legali del partito, Ratna

    pc 12 ottobre - Senza freni verso la guerra imperialista - L’Italia ospiterà l’esercitazione nucleare degli eserciti NATO

    info da l'indipendente

    Dal 13 al 20 ottobre le forze armate della NATO simuleranno una guerra nucleare. Una vasta area compresa tra il Mar Tirreno e la Sardegna sarà dunque trasformata in uno scenario bellico, l’ennesimo della stagione addestrativa in corso nella penisola. Non sono mancate le tensioni, sia all’interno dell’Alleanza Atlantica che tra il governo Meloni e le opposizioni parlamentari. Da un lato, l’Aeronautica militare italiana ha provato a minimizzare la portata dell’evento annuale, descrivendolo come una «programmazione ordinaria e di routine»; dall’altro la NATO ci ha tenuto a specificare che «Steadfast Noon è a tutti gli effetti un’esercitazione nucleare». Negli scenari simulati non verranno comunque utilizzati ordigni atomici reali, ma soltanto dei simulacri. Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto, chiedendo delucidazioni sull’evento.

    Steadfast Noon è un’esercitazione militare che la NATO organizza ogni anno. Per la settima volta toccherà al nostro Paese fare gli onori di casa, riprendendo quanto interrotto nel 2023. All’edizione odierna parteciperanno 17 membri dell’Alleanza Atlantica, contro i 14 dell’anno scorso e i 13 del 2024. Quest’anno si aggiunge la Turchia, mentre la Francia si defila, non aderendo al gruppo di pianificazione nucleare della NATO, pur facendo parte del Patto Atlantico.

    Da martedì prossimo, e per una settimana, verrà simulato il momento più critico di una guerra nucleare: