domenica 19 aprile 2026

pc 19 aprile - La lotta operaia in India contro il regime capitalista/filoimperialista di Modi - Verso una iniziativa internazionalista in Italia

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Inde : Manifestations ouvrières et affrontements avec la police à Noida

En Inde le 13 avril, des manifestations de dizaines de milliers d’ouvriers dans la zone industrielle de Noida ont ont été le théâtre d’affrontements avec la police, après plusieurs jours de mobilisation contre de faibles salaires et des conditions de travail difficiles. Plus de 60 personnes ont été interpellées, tandis que les autorités ont évoqué l’implication d’éléments extérieurs, le chef du gouvernement de l’Uttar Pradesh, Yogi Adityanath, ayant initialement suggéré un lien avec le mouvement naxalite avant de revenir en arrière. Face à la colère sociale, le gouvernement a finalement annoncé une augmentation des salaires minimums et la mise en place de mesures en faveur des travailleurs, alors que des mobilisations similaires ont également eu lieu dans l’État voisin de l’Haryana.

secours rouge  

pc 19 aprile - La Resistenza non ci sarebbe stata senza la direzione del Partito Comunista

Dalla Rivista marxista-leninista-maoista "La Nuova Bandiera" - Numero speciale sul centenario della nascita del PCI - ampi stralci

"...C'è una forma di revisionismo che punta a cancellare il carattere rosso della Resistenza e il ruolo dirigente del Partito Comunista in essa, che si affianca alla rimozione operata dalla borghesia e i suoi partiti...

...senza la direzione del Partito Comunista, senza la linea rossa del Partito Comunista, la Resistenza forse non sarebbe nata e di certo non sarebbe cresciuta da fenomeno di minoranza alla sua grandiosa epopea, fino al rovesciamento del fascismo e alla cacciata del nazismo. Si è cercato costantemente di cancellare il ruolo del PCI prima, durante la Resistenza, fino alla sua vittoria. Il revisionismo non si caratterizza solo per la convergenza con la borghesia che vuole rimuovere questo pezzo determinante della storia del nostro paese, ma anche per una posizione che vuole sostanzialmente rimuovere il ruolo del Partito Comunista, e che attacca i limiti della direzione del Partito Comunista nella Resistenza per negarne il ruolo, cancellarlo. L’inneggiamento ai partigiani cui spesso si assiste nel1e manifestazioni del 25 aprile spesso traveste la negazione del ruolo del Partito Comunista...

Dietro la negazione del ruolo del partito comunista non c’è altro che negazione del carattere rivoluzionario della Resistenza. Esiste cioè una forma di revisionismo storico che oltre a cancellare la storia reale della Resistenza priva il futuro e il presente del movimento comunista di un'analisi approfondita delle condizioni che permettono, non solo nella Resistenza ma in generale, la vittoria  dei proletari e delle masse nella loro lotta contro i padroni, lo Stato borghese, il sistema capitalista-imperialista e le forme che assume la dittatura della borghesia, sia nelle fasi di democrazia borghese sia in quelle di fascismo aperto o tendenziale...

...Noi siamo Partigiani della storia ufficiale del movimento operaio, almeno fino a quando nel nostro paese vi è stato un partito comunista, non una formazione elettorale riformista che in nome della via italiana al socialismo ha intrapreso prima una marcia di supporto della borghesia e delle classi dominanti poi di internità ad esse, in un ciclo tutt’altro che virtuoso che ha portato alla sua progressiva sparizione e alla condizione di oggi in cui gli operai, i lavoratori, le masse popolari guardano senza conoscenza e perfino con diffidenza al comunismo, ai comunisti, a quelli che si dichiarano tali e che su questa strada vogliono contribuire all’emancipazione storica del proletariato...

... é stata cancellata la storia di quello che realmente è stato il PCI... Non una storia da rivedere o da giudicare. È caratteristica della classe operaia e del movimento operaio ritornare continuamente sui sui passi e aggiornare la sua teoria rivoluzionaria è trarre essa stessa un bilancio del suo cammino. Il movimento operaio ha sempre fatto questo, non sta a noi rifarlo ma riappropriarci della storia...

...Dal lato della collina della borghesia ci fu l'ascesa del fascismo e tutto quello che ne conseguì, ma a noi interessa il lato del proletariato, del PCI, la lotta che all'interno del PCI ci fu negli anni successivi alla sua fondazione che ha come cuore del problema l'opportunismo. Quello di destra è compagno di strada pressoché permanente del movimento comunista, per varie ragioni. Ma il vero problema che ha incontrato negli anni della sua nascita e nella risposta al fascismo che avanzava fu l’opportunismo di sinistra, il bordighismo, la direzione bordighista.

La lotta fatta contro la direzione bordighista è la pagina storica che ha portato, dopo la sua fondazione, alla nascita effettiva di un Partito comunista, con una linea strategica e con un bilancio pratico di quello che era stata l’azione dei comunisti negli anni dal ‘21 al ‘26. Tutto ciò è stato sintetizzato magistralmente nelle Tesi di Lione che noi riprendiamo integralmente. Sicuramente il cuore della polemica contro il bordighismo è  il vero contributo che il PCI nella fase della sua nascita ha portato al movimento comunista internazionale, legandosi alla linea marxista-leninista, all’opera di Lenin, che proprio in quegli anni scriveva “L’estremismo…”....

...Il periodo delle Tesi si conclude con l'arresto del compagno Gramsci e con l’attacco frontale al Partito Comunista e comincia una nuova fase quella degli anni della clandestinità. Questi anni sono straordinari perché quando si parla del ruolo del Partito Comunista nella Resistenza bisogna evitare di guardare solo a ciò che avviene negli ultimi anni, quelli della Resistenza vera e propria, quando tra il 43 e il 45 essa si afferma, dilaga e vince, per lo meno parzialmente rispetto agli obiettivi che si poneva. 

Se ci si concentra sul PCI del ciclo 43-45 si sbaglia, perché quel PCI non sarebbe arrivato al 43-45 senza tutto quello che è avvenuto dal ‘26 al ‘43. Senza quel partito di quegli anni non sarebbe stato

pc 19 aprile - Contro l'infame Ddl, di governo e parte PD, sull'antisemitismo che vuole colpire il movimento di solidarietà con la Palestina

Al Senato è stato approvato il disegno di legge numero 1.400 per “contrastare l'antisemitismo”, detto anche “Romeo” dal nome del parlamentare che l'ha proposto.

Questo disegno di legge è stato approvato anche con il contributo di alcuni senatori delle opposizioni. Il testo approvato al Senato ha sollevato diverse criticità che sono state manifestate non soltanto da associazioni ma anche dal Senato Accademico dell'Università Statale di Milano in merito agli effetti che questo testo potrebbe avere sulla libertà di opinione, di espressione e anche la libertà di insegnamento.

Possiamo, almeno fino ad oggi, criticare la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i suoi ministri, possiamo criticare anche il Capo dello Stato senza che ci si accusi di essere contro l'Italia. Possiamo pure criticare il Papa senza che nessuno ci accusi di essere contro la Chiesa o i Cristiani. Eppure, presto, potremmo essere accusati di antisemitismo per aver criticato Israele e il suo operato.

Il testo approvato dal titolo “Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo” è il frutto di ben sette disegni di legge che sono stati presentati sia da parlamentari della maggioranza che da due parlamentari dell'opposizione. Dalla revisione avvenuta al Senato è stato tratto questo disegno conclusivo, in cui all'articolo 1 si stabilisce che la Repubblica Italiana, in attuazione dell'articolo 3 della Costituzione, ripudia ogni forma di antisemitismo, favorisce azioni volte a contrastare qualunque espressione e ostacola la diffusione del pregiudizio antisemita in Italia. Ovviamente il primo quesito è: quando una condotta, un'azione, un pensiero, una parola è antisemita?

Sotto questo aspetto il disegno di legge adotta la definizione di antisemitismo dell'Alleanza Internazionale per la Memoria dell'Olocausto, la cosiddetta AIRA, adottata nel 2016. Per antisemitismo quindi si intende una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro

pc 19 aprile - Cariche poliziesche al corteo a Roma per Cospito e i due compagni anarchici morti - info solidale - Soccorso Rosso Proletario

pc 19 aprile - In piazza a Torino per la Palestina e contro la Guerra

Video: https://www.torinotoday.it/cronaca/manifestazione-corteo-18-aprile-palestina-percorso-askatasIMG_2848una-vanchiglia.html

 

Note di cronaca 

Vietata la detenzione caschi, maschere, mascherine respiratorie, passamontagna, ma anche di fumogeni e materiale esplodente. Il corteo ha raggiunto piazza Castello, dopo aver bruciato le bandiere di Stati Uniti e Israele

20:13  |  18 Aprile

Partito ora il secondo corteo della giornata

È partito da piazza Santa Giulia il secondo corteo di giornata, la «street parade» che attraverserà a ritmo di musica le strade del quartiere torinese di  Vanchiglia. 

19:38  |  18 Aprile

Inizia la street parade

L’esibizione della prima band dal palco allestito su un furgone al centro di piazza Santa Giulia dà il via alla street parade. «Finalmente c’è un cambio di registro e musica in questa piazza — spiegano gli attivisti di Askatasuna —. Questo quartiere è un modo di vivere, da quattro mesi è pieno di poliziotti in assetto antisommossa. Tutti i gironi vengono spesi migliaia di euro per fare la guardia a un posto vuoto. Un posto che prima accoglieva persone e momenti di socialità e quattro mesi fa hanno deciso di sgomberarlo. Serate come queste ci ricordano che vogliamo stare insieme in un altro modo e ce ne saranno tante altre nelle prossime settimane per continuare a costruire qualcosa che Askatasuna a la Torino partigiana hanno costruito in tutti questi anni. Ora tocca a noi essere partigiani contro guerra, genocidio e lo schifo che viene fatto nell’altra parte del mondo e in Vanchiglia»

19:20  |  18 Aprile

Palazzina militarizzata e blindata

Coperto da fischi e insulti, col megafono in mano all’incrocio tra via Balbo e via Buniva, un dirigente della polizia ha invitato i manifestanti a rispettare il percorso presentato in questura. La street parade si prepara a partire mentre la palazzina sgomberata il 18 dicembre è militarizzata: decine di mezzi e centinaia di uomini delle forze dell’ordine circondano lo stabile, davanti alla porta d’ingresso è posizionato anche l’idrante della polizia.

19:20  |  18 Aprile

Il corteo vicino al centro sociale 

Il corteo ha raggiunto via Balbo, a pochi metri dalla palazzina sgomberata il 18 dicembre. «Askatasuna vuol dire libertà, mai nessuno ci fermerà», lo slogan intonato durante il percorso, tra quelli contro la premier Meloni e il ministro Piantedosi. Le strade che portano al centro sociale sono blindate, in piazza

pc 19 aprile - Dal corteo di Roma per i prigionieri palestinesi





pc 19 aprile - Livorno: la polizia attacca il blocco della nave Freeberg, carica di armi provenienti dalla base NATO di Camp Darby

 

pc 19 aprile - La parola alla resistenza palestinese sul cessato il fuoco in Libano

🚨 Le organizzazioni della resistenza hanno rilasciato dichiarazioni sul cessate il fuoco in Libano, affermando che è il risultato della fermezza del popolo libanese e dei sacrifici della resistenza, e un punto di svolta nel corso del confronto.

⚪️ Il Movimento dei Mujahidin palestinesi si è congratulato con il popolo libanese e la sua resistenza per la sua fermezza e i grandi sacrifici, affermando che il cessate il fuoco riflette il fallimento dell'occupazione nell'imporre le sue equazioni o raggiungere i suoi obiettivi militari nonostante 46 giorni di distruzione, e affermando la solidarietà con il Libano, i martiri, i feriti, gli sfollati e i prigionieri.

🔴 Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP) ha affermato che costringere l'occupazione a fermare la sua aggressione è il risultato della fermezza del popolo libanese e degli immensi sacrifici della resistenza, sottolineando che questa brutale aggressione fa parte di una più ampia campagna in corso che mira alla regione, e chiedendo il ritiro completo da ogni centimetro del territorio libanese, avvertendo di continui piani di aggressione.

⚔️ I Comitati di Resistenza Palestinesi hanno descritto la cessazione dell'aggressione come una grande vittoria per la Resistenza Islamica e Hezbollah, affermando che l'unità dei fronti non è uno slogan ma una dottrina, e che la resistenza ha imposto una nuova equazione dimostrando l'incapacità del nemico di raggiungere i suoi obiettivi, sottolineando la coesione dell'asse della resistenza e la sua capacità di alterare i calcoli del nemico.

⚫️ Il Movimento della Jihad Islamica Palestinese ha elogiato la eroica fermezza sulle linee del fronte nel sud del Libano, affermando che la resistenza ha sventato gli obiettivi del nemico e stabilito una nuova fase che avrà un impatto su tutti i campi di confronto, ponendo fine all'arroganza della macchina di uccisione e infrangendo l'illusione di un dominio imposto.

🟢 Hamas ha accolto con favore il cessate il fuoco come risultato della fermezza del popolo libanese e dei sacrifici della resistenza, affermando l'incapacità del nemico di raggiungere i suoi obiettivi nonostante la sua potenza distruttiva, e inquadrando l'aggressione come parte di un unico progetto che mira ai popoli della regione e che continua ad essere ostacolato dalla resistenza.

♦️ Il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (DFLP) ha affermato che la fermezza del popolo libanese è stata un fattore decisivo nel costringere il nemico a fermare il cessate il fuoco, lodando i sacrifici che hanno infranto le sue ambizioni e i suoi progetti coloniali, e sottolineando il ritorno degli sfollati alle loro case come una potente scena di dignità, unità e attaccamento alla terra.

pc 19 aprile - Milano: al corteo palestina/contro reimmigrazione l'intervento dell'Udap - immagini

 

vedi video https://www.facebook.com/reel/1496710321969948




pc 19 aprile - Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori

Da la città futura

La longa manus dei padroni si serve della Commissione di Garanzia sugli Scioperi per limitare fortemente il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali

Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori 

Con la Deliberazione n. 26/88 dell’11 Marzo scorso la Commissione di Garanzia sugli Scioperi ha introdotto una nuova interpretazione della L. 146/1990, ritenendo “superate” tutte le precedenti letture. Dal momento che l’oggetto della questione è rappresentato dalla limitazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, la cui esecuzione è regolata proprio dalla Commissione, la Deliberazione ha non solo rilevanza giuridica ma potrà avere valore sia in sede processuale che di contrattazione sindacale.

Lo stratagemma dietro alla limitazione

In base alla Legge del 1990 sono ritenuti essenziali “l’approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessità, nonché la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, limitatamente a quanto attiene alla sicurezza degli stessi”[1]. La Commissione di Garanzia ha adottato un’interpretazione estensiva del concetto di approvvigionamento, considerandolo comprensivo de “l’intero insieme delle attività finalizzate alla distribuzione dei beni elencati nella norma” [2], ossia dell’intero indotto logistico relativo alle attività essenziali, inclusi i servizi di immagazzinamento dei beni.

Al fine di giustificare questa posizione – a nostro avviso estremistica, dal punto di vista giurisprudenziale – la Commissione cita il CCNL Logistica, Trasporto merci e Spedizione, firmato

pc 19 aprile - Da Orban a Magyar - Cambiare tutto nella facciata e continuare sulla stessa strada?

pc 19 aprile - L'attacco al diritto di sciopero voluto dai padroni realizzato dal governo tramite magistratura padronale e commissione di garanzia

IL TRIBUNALE DI TORINO ORDINA SU RICHIESTA DI STELLANTIS LA FINE DEGLI SCIOPERI NELL’INDOTTO

Dapprima Stellantis non compare come responsabile dei licenziamenti nell’indotto. Poi, come alla Transnova, se gli operai si oppongono e organizzano proteste che toccano anche Stellantis,  questa mobilita subito  il braccio legale pronto all’uso, il  tribunale di Torino ordina la sospensione immediata di ogni agitazione.

Dapprima Stellantis non compare come responsabile dei licenziamenti nell’indotto. Poi, come alla Transnova, se gli operai si oppongono e organizzano proteste che toccano anche Stellantis, questa mobilita subito il braccio legale pronto all’uso, il tribunale di Torino ordina la sospensione immediata di ogni agitazione.

Quando si mette il dito nella piaga dell’indotto dell’industria automobilistica italiana, lo spettro di Stellantis aleggia ovunque ci siano stabilimenti in crisi e in chiusura. A Melfi dove le fabbriche Brose e PMC, hanno già chiuso battenti, a Cassino dove le principali aziende dell’indotto stanno seguendo la lenta agonia dello stabilimento centrale Stellantis e a Pomigliano con i licenziamenti programmati di Trasnova e le subappaltatrici Logitech e Teknoservice. Tutto l’indotto automobilistico gira attorno al processo di dismissione avviato da Stellantis, eppure in nessuna delle vertenze aperte sui vari territori Stellantis interviene o è stata costretta ad intervenire, ad esempio in uno dei tanti inutili tavoli aperti al ministero. Molte fabbriche dell’indotto stanno chiudendo perché Stellantis ha avviato una riorganizzazione delle lavorazioni che appaltava, ora riportate all’interno dei principali stabilimenti, per

sabato 18 aprile 2026

pc 18 aprile - Giuristi democratici e il Memorandum Italia/Israele

pc 18 aprile - L’Italia continua a comprare armi da Israele

Nel 2025 il governo ha rilasciato autorizzazioni alle aziende italiane per acquistare 85 milioni di euro di tecnologie militari dal Paese mediorientale 
ANSA
Da quando è stata annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la decisione dell’Italia di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di cooperazione militare con Israele sta facendo discutere. Fonti del Ministero della Difesa hanno spiegato a Pagella Politica che questa decisione comporterà la cessazione del trattato, fino a eventuali nuove decisioni. L’accordo forniva regole generali anche per quanto riguarda l’esportazione e l’importazione di armi tra aziende italiane e israeliane. Al momento non è chiaro quali saranno gli effetti della sospensione dell’accordo sul commercio di armi tra Italia e Israele: fonti del Ministero degli Esteri Israeliano, citate dall’Adnkronos, hanno fatto sapere che l’accordo è molto generico e la sua sospensione non produrrà effetti concreti.

Quel che è certo è che nel 2025 il governo Meloni ha continuato ad autorizzare le aziende italiane ad acquistare armamenti da Israele, per un valore complessivo di circa 85 milioni di euro. È quanto emerge dalla nuova “Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”, trasmessa al Parlamento lo scorso 25 marzo 2026 e pubblicata ieri, 16 aprile. La relazione raccoglie tutti i dati delle autorizzazioni concesse per vendere o acquistare armamenti, come aerei, navi da guerra, veicoli terrestri, bombe, razzi e munizioni. In Italia per esportare e importare armi e tecnologie militari verso o da Paesi al di fuori dell’Unione europea serve un’autorizzazione governativa, da parte dell’Unità per le autorizzazioni dei materiali d’armamento (UAMA) del Ministero degli Esteri.

I numeri sulle importazioni

Secondo la nuova relazione del governo, nel 2025, così come nel 2024, l’Italia non ha approvato nuove licenze per l’esportazione di armi verso Israele, secondo quanto stabilito dal governo italiano dopo

pc 18 aprile - Sull'ultimo "Decreto sicurezza" varato in tutta fretta - Un intervento

Venerdì mattina il Senato ha approvato in tutta fretta la conversione in legge del nuovo “decreto sicurezza”, che deve essere convertito entro il 25 aprile; questo decreto raccoglie una serie di norme relative all’ordine e alla sicurezza pubblica. 

Il provvedimento è rimasto a lungo in commissione Affari costituzionali, in attesa che alcune parti venissero riformulate, ma, siccome si approssimava la scadenza, la maggioranza ha deciso di portare il testo in aula senza completarne l’analisi in commissione, come si farebbe di solito. È passata, per esempio, senza quasi nessuna modifica la norma sul fermo preventivo per le manifestazioni, sulla quale il Consiglio superiore della magistratura (Csm), nel suo parere, aveva espresso qualche perplessità, perchè alcune formulazioni lascerebbero «margini eccessivamente discrezionali all’operatore di polizia» e rischierebbero di fondare la prevenzione del crimine «su presunzioni di pericolosità astratta anziché su comportamenti effettivamente in atto». Ma nonostante il Csm abbia consigliato al parlamento di correggere la legge, l’unico cambiamento che la maggioranza ha introdotto in Senato riguarda la necessità di avvisare il genitore della persona portata in questura, se minorenne.

Su questo nuovo "Decreto sicurezza", meglio chiamare "nuovo Decreto repressione", pubblichiamo un intervento, fatto in una assemblea organizzata dalla Flotilla a Taranto, dalla Avvocata Antonietta Ricci: 

Questo Decreto sicurezza è un'ulteriore misura repressiva che questa volta interverrà non solo sul diritto di manifestare in senso concreto ma sul pensiero, cioè vogliono anche dirci cosa dobbiamo dire durante una manifestazione. 

Il nuovo, ultimo decreto sicurezza delinea detto in modo chiaro uno Stato autoritario; tutti gli articoli evidenziano che chiunque si mette contro il potere, chiunque osa contrastare il potere, chiunque osa mettere in discussione il potere viene messo a tacere, viene colpito in tutti i modi. Evidentemente vogliono una massa silente che non deve mettere in evidenza e deve occultare le ingiustizie sociali, le disuguaglianze sociali. 

Ovviamente questa linea di marcia non parte soltanto con questo governo, certe forme di repressione delle manifestazioni risalgono già a vent'anni fa attraverso dei decreti posti in essere anche da esponenti di una cosiddetta “centrosinistra”. Però questo governo ha segnato un'accelerazione nella repressione e nella modifica delle regole democratiche di questo Stato. 

Io lo dico in totale sicurezza, è un fascismo che si sta annidando. non con l'eliminazione del diritto - nel senso che se si fa un decreto che dica: non si manifesta è ovvio che sarebbe immediatamente

pc 18 aprile - Una proposta delle associazioni palestinesi da raccogliere - Slai cobas per il sindacato di classe

PER LA PALESTINA E CONTRO LA GUERRA: APPELLO DEI PALESTINESI ALL’UNITÀ E ALLA CONVERGENZA SINDACALE

Abbiamo colto con entusiasmo l’indizione di sciopero generale da parte di CUB, SGB, ADL Varese, SI COBAS e USI-CIT per il 29 Maggio 2026.

Uno sciopero “CONTRO la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari, CONTRO il Genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e l’assenza di un intervento concreto per

pc 18 aprile - Lo Stato borghese condanna i compagni anarchici - massima solidarietà Soccorso Rosso Proletario

 Disordini al corteo per Cospito, 18 anarchici condannati a pene fino a 5 anni e mezzo

Disordini al corteo per Cospito, 18 anarchici condannati a pene fino a 5 anni e mezzo

Il giudice li ha puniti per danneggiamento aggravato e imbrattamento, escludendo l’imputazione più pesante mossa dalla procura di devastazione e saccheggio.

Diciotto condanne hanno chiuso a Torino, il processo di primo grado nato dai disordini avvenuti durante il corteo in solidarietà ad Alfredo Cospito il 4 marzo 2023, che in quel periodo stava sostenendo uno sciopero della fame per protestare contro il regime di 41 bis cui era sottoposto in carcere.

La sentenza, letta dalla presidente Elisabetta Chinaglia, ha escluso l'ipotesi più grave di devastazione e saccheggio, derubricando i fatti in reati di danneggiamento aggravato e imbrattamento. Nonostante questo "sconto" sulla qualificazione del fatto, le condanne sono state pesanti per il nucleo centrale dei

pc 18 aprile - La legge della forca: Israele potrebbe giustiziare i bambini palestinesi?

Ramzy Baroud | palestinechronicle.com

09/04/2026

Palestinian child prisoner raises the victory sign.

Sebbene la legge in sé non menzioni esplicitamente i bambini, tuttavia non li esclude. Considerando il trattamento riservato da Israele ai bambini palestinesi e la loro classificazione giuridica, questa distinzione non è secondaria: è decisiva.

Secondo la nuova legge israeliana sulla pena di morte, i bambini palestinesi, come gli adulti, potrebbero, in pratica, ritrovarsi di fronte al patibolo. Questo potrebbe sorprendere alcuni, o addirittura essere liquidato come un'esagerazione. Purtroppo, non è né l'uno né l'altro.

La legge sulla pena di morte, approvata dalla Knesset israeliana il 30 marzo, impone la pena capitale per i palestinesi condannati per aver compiuto attacchi mortali. La legislazione, spesso definita legge sulla "pena di morte per i terroristi", richiede che le esecuzioni siano eseguite rapidamente, entro 90 giorni, limitando fortemente le possibilità di appello o di commutazione, secondo le organizzazioni per i diritti umani tra cui Amnesty International e Human Rights Watch.

La legge risponde a una richiesta politica di lunga data da parte della leadership di estrema destra israeliana di formalizzare l'esecuzione come strumento di controllo sui palestinesi. Come ha

pc 18 aprile - Il socialimperialismo cinese e la situazione attuale in una intervista necessaria al dibattito - 2° parte

 seconda parte

Sharmine Narwani: La Cina possiede i dossier?

Victor Gao: Beh, alla fine tutto verrà alla luce. Aspettiamo.

Sharmine Narwani: Ok, mi piace questo tipo di ambiguità strategica. Victor, il mese scorso, a febbraio, hai difeso le vendite cinesi all’Iran dei missili antinave CM-302. Come potrebbe esserci una reazione contro le vendite cinesi all’Iran, un partner strategico, quando gli Stati Uniti e i loro alleati vendono equipaggiamento militare ai peggiori tiranni di tutto il mondo?

Victor Gao: Innanzitutto, il governo cinese ha spiegato chiaramente la situazione reale e non credo che la Cina voglia vendere armi – specialmente armi con determinate caratteristiche – a nessun altro paese. La Cina non vuole impegnarsi in alcuna vendita di armi che possa alla fine portare a maggiori tensioni, a un’escalation o a ulteriori conseguenze di guerra. Questo è il punto numero uno. D’altra parte, la Cina e l’Iran, due paesi sovrani, dovrebbero avere tutto il diritto di intrattenere normali rapporti commerciali tra loro, e la Cina non cederà mai alle cosiddette sanzioni imposte da qualsiasi altro Paese se queste non hanno l’approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Pertanto, nessuno dovrebbe allarmarsi se la Cina e l’Iran – due Paesi sovrani, due Paesi indipendenti con piena autonomia decisionale – volessero intrattenere rapporti commerciali per scopi normali, costruttivi e reciprocamente vantaggiosi. D’altra parte, credo sinceramente che la Cina non effettuerà alcuna vendita di armi a nessun paese se ritiene che ciò possa effettivamente aumentare la tensione e portare a conseguenze più gravi nel caso in cui scoppiasse un conflitto militare.

Sharmine Narwani: Quindi, la vendita di missili anti-nave era chiaramente, dal punto

venerdì 17 aprile 2026

pc 17 aprile - Da Bergamo: i padroni lo scenario internazionale e lo stato degli operai nelle fabbriche

Partiamo della situazione nelle fabbriche di Bergamo, della Tenaris Dalmine in cui siamo presenti e in cui operiamo, che è parte di una multinazionale in mano a Rocca, un padrone italo-argentino, un'azienda con 1.600 lavoratori, oltre 2000 in Italia, con vari stabilimenti in 25 paesi del mondo, con una produzione di tubi di acciaio senza saldatura che riguarda il settore dell’energia, del petrolio, del gas e che determina, nello stesso tempo, quelli che sono anche le politiche a livello internazionale. 

Alla faccia di noi operai che proprio in questi mesi, nelle assemblee, nelle discussioni, anche per gli scioperi per Gaza, abbiamo dovuto affrontare direttamente gli effetti della situazione internazionale, ci dicono che la Tenaris Dalmine non c'entra niente con quello che succede nel mondo e quello che succede in fabbrica; quando invece questo si è visto benissimo. Ad esempio sin dall'insediamento di Trump (che Rocca ha comunque giudicato positivamente), in una intervista, in una sua “call”, come le chiama, in cui parla a tutti gli operai, lavoratori dipendenti, ha detto che questi dazi servono per ridefinire i mercati in una situazione in cui bisogna riequilibrare quello che è lo sbilancio nell’economia, il vantaggio della Cina rispetto agli Stati Uniti, e quindi si inseriscono in quella guerra commerciale che poi in questi ultimi periodi sta diventando sempre più una guerra a livello mondiale tra le varie potenze nel sistema imperialista in crisi.

Per inciso, dopo l’aggressione del Venezuela, e sempre sui canali aziendali, il padrone aveva detto che stava monitorando la situazione e allo stesso tempo, dopo poche settimane, dice che quest'anno la proiezione delle vendite in Venezuela prevede di raggiungere 10.000 tonnellate di tubi, equivalenti a 30 milioni di dollari. Questo è dovuto alla riattivazione della licenza concessa dagli Stati Uniti a Chevron, ad ottobre 2022, che le permette di riprendere le operazioni in Venezuela, con una Join Venta, con Petroleos de Venezuela PDVSA. Tutte queste operazioni sono state riattivate appunto a seguito dell'aggressione.

Questo ha dei riflessi praticamente anche per quanto riguarda i lavoratori in ogni Stato, in ogni