venerdì 30 ottobre 2026

pc 30 ottobre - Più di 50.000 in piazza a Milano




pc 30 ottobre - Due introduzioni alla 10° lezione della Formazione marxista fatta a Taranto il16 ottobre

1) E' la necessità storica di rinnovare le stagioni del '68, degli anni '70, adeguate ad oggi che ci permette effettivamente di far paura al nemico e di ipotizzare un processo rivoluzionario del cambiamento del mondo. 

Però il processo rivoluzionario per noi coincide da sempre con la centralità della classe operaia nel mondo. La formazione marxista che stiamo facendo lo dimostra. Anche in città come Taranto che nei giorni passati ha vissuto un'esplosione, e chi è stato ai blocchi e alle assemblee l'ha potuta toccare con mano, appaiono delle avvisaglie. Toccare con mano non significa che ci siano già le condizioni per un cambiamento di coscienza e di trasformazione generale, ma per chi ha vissuto i movimenti operai sa bene che è così che possono cominciare. 

Noi abbiamo due riferimenti nella formazione: la classe operaia e gli studenti, come gioventù, come detonatore sociale e storico di ogni trasformazione; chiaramente ponendo l'obiettivo finale: utilizzare le armi della critica per la critica delle armi. Perché non c'è stata nessuna trasformazione sociale nel mondo, quasi dai tempi della nascita dell'umanità fino ai giorni nostri che non sia passata attraverso una rivoluzione che come dice Mao "non è un pranzo di gala". Noi facciamo questa formazione marxista perché abbiamo l'obiettivo di trasmetterla nei movimenti reali della classe e del processo di trasformazione sociale generale, innescato da vicende come il maggio francese, l'autunno caldo, avendo chiaro che il fine di tutto questo è la rivoluzione. 

Quindi in queste lezioni noi continuiamo, ma in un certo senso è come se ogni volta ricominciassimo e ricominciamo anche perché il Prof. Di Marco fa così, cioè continuamente ritorna sui suoi passi perché i concetti si sviluppino con basi sempre solide, organiche che ci permettano di trasmettere scienza e non fantascienza e ne fantasie, un male che ammorba il movimento di cui noi stessi facciamo parte.

Noi stiamo "formando i formatori" perché siamo noi poi che nelle file della classe, delle masse dobbiamo trovare le forme con cui da una formazione centrale si arrivi a un'effettiva formazione di base che permetta alle masse di impadronirsi della teoria, perchè senza teoria non vi è movimento rivoluzionario e quindi non vi è rivoluzione. 


2) In questi giorni eravamo un pò preoccupati perché c'era lo sciopero, i blocchi degli operai dell'Ilva, in cui ci siamo stati, e quindi non sapevamo oggi che cosa succedeva, se continuavano anche nel pomeriggio; questo inoltre ci ha impedito di fare una propaganda, un'informazione più accurata. Però poi mi sono resa conto che invece questa lezione di Formazione marxista avveniva proprio al momento giusto; perché era in sintonia con quello che sta avvenendo, che stanno facendo gli operai in questi giorni, con le discussioni che via via si sono elevate, a dimostrazione che è la lotta che fa crescere, che la lotta educa la coscienza e che si cambia nella lotta. Cioè se con gli operai ci parli individualmente o al di fuori della lotta sembrano arretrati, invece se con gli stessi operai che abbiamo visto in questi giorni parli durante la lotta, dicono cose diverse, giuste, utili.

D'altra parte questa lezione sulla giornata lavorativa, sulla lotta per ridurre l'orario di lavoro era in sintonia anche perché una delle cose che in questi giorni si è posta nelle discussioni con i capannelli di operai che abbiamo fatto, è la questione di "lavorare meno lavorare tutti", cioè della riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario. Questa cosa qualche mese fa sembrava una bella teoria, mentre ora tra gli operai viene vista come giusta, come necessaria per lottare per difendere il lavoro. Diceva un operaio, perché il governo, lo Stato devono mettere soldi soprattutto per dare sgravi, incentivi alle aziende per assumere per un massimo due anni qualche operaio esubero dell'Ilva; perchè lo Stato mette soldi per la cassa integrazione, invece di usare quei soldi per ridurre l'orario; perchè non lottare per imporre una legge sulla riduzione dell'orario di lavoro? 

Chiaramente qui si pone il problema: i padroni quale riduzione vogliono nell'orario? Vogliono la riduzione della parte di lavoro necessaria, e invece non vogliono ridurre la parte di plus lavoro, da lì traggono il profitto. 

Quindi questa diventa una lotta di classe, in cui da un lato stanno i capitalisti i padroni che vogliono al massimo ridurre la parte di lavoro necessaria, e mantenere, anzi aumentare, la parte di lavoro gratis, mentre gli operai vogliono il contrario. 

pc 30 ottobre - Processo NOTAV Torino - una analisi critica dell'ultima udienza

Si è svolta oggi [ieri] un’ulteriore udienza del processo d’appello per l’operazione Sovrano. Dopo la testimonianza di Giorgio, uno degli imputati, si sono tenute le requisitorie della pubblica accusa e delle parti civili.

Dalle requisitorie emerge, ancora una volta, la sostanziale continuità con l’impostazione accusatoria del primo grado: le condanne richieste sono rimaste invariate in alcuni casi e sono state ridotte solo leggermente in altri. Nessun ripensamento sostanziale, dunque, rispetto a un impianto che il Tribunale, in primo grado, aveva già ridimensionato in modo significativo, assolvendo tutti gli imputati dall’accusa di associazione a delinquere, contestata ai sensi dell’articolo 416 del codice penale.
In appello, la Procura torna invece a insistere sulla necessità di riconoscere quel capo d’imputazione, riproponendo una lettura che tende a ricondurre a un’unica presunta trama criminale esperienze, percorsi e pratiche politiche differenti: il centro sociale Askatasuna, il Movimento No Tav e le lotte

pc 30 ottobre - SPECIALE ORE12 CONTROINFORMAZIONE SU EX ILVA. UNA QUESTIONE NAZIONALE CHE RIGUARDA TUTTE LE FABBRICHE E GLI OPERAI

pc 30 ottobre - "NISCEMI SI SBRICIOLA": contro le tante balle della Meloni e delle passerelle politiche, ancora un corteo degli abitanti

 


“Niscemi si sbriciola” corteo vicino alla frana

Ora fa paura la pioggia. Il sindaco: “Gli interventi in fase di progettazione”

“Niscemi si sta sbriciolando. La frana avanza, la paura continua. Vogliamo sicurezza, non promesse”. Ecco cosa c’era scritto nello striscione che ha aperto il corteo organizzato ieri a Niscemi, esattamente a nove mesi dalla frana. Sfollati, commercianti, imprenditori, ancora in piazza per chiedere la messa in sicurezza del costone crollato lo scorso 25 gennaio e interventi immediati.

“Basta con le promesse”, ha detto Lucrezia Cinquerrui. “Vogliamo vivere e investire a Niscemi, ma a quali condizioni? Chi è rientrato nelle abitazioni a ridosso della zona interdetta – ha aggiunto- non può andare avanti con la paura che il trauma si ripeta. Vogliamo rassicurazioni da organismi qualificati, controlli e verifiche”. “Non ci possiamo accontentare – ha sottolineato Laura Pinto – di un telone messo sul fronte frana per le piogge. La terra continua a muoversi e noi abbiamo paura. Sono passati nove mesi e abbiamo ascoltato solo tante belle parole”.

Il corteo, partito dal largo Spasimo, a pochi metri dalla strada provinciale 10, chiusa dopo il cedimento causato dalla frana, ha poi raggiunto il centro cittadino, costeggiando la zona rossa interdetta. Si guarda con paura il futuro e si teme per l’arrivo delle piogge. Il sindaco Massimiliano Conti ha ribadito che questa è la fase della progettazione e che non bisogna avere fretta. Gli immobili in zona rossa sono 576 e vi abitavano 236 nuclei familiari, pari a 574 persone.

Il Giornale di Sicilia 26 ott. 26

pc 30 ottobre - La Campagna Contro la Repressione dello Stato (CASR) condanna fermamente l'arresto di tre attivisti contro le mega dighe e la pesante militarizzazione della regione del fiume Siang

Continua e si allarga senza sosta la repressione del governo fascista hindutva di Modi messa in campo per fare spazio alle multinazionali contro le masse popolari in lotta per difendere i propri diritti

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La CASR condanna fermamente l'arresto di tre attivisti anti-SUMP e la pesante militarizzazione della regione di Siang

29 ottobre 2026

Chiediamo il rilascio immediato di tutti gli attivisti arrestati e il ritiro delle forze di sicurezza dalle aree di protesta

La Campagna contro la Repressione dello Stato (CASR) condanna fermamente l'arresto di importanti attivisti anti-dighe Ebo Mili, Otul Jerang e Tajong Talom da parte della Polizia dell'Arunachal Pradesh a seguito delle recenti violenze a Pasighat. La CASR condanna inoltre il massiccio impiego delle forze di sicurezza, l'uso di gas lacrimogeni contro i manifestanti e la continua criminalizzazione del movimento democratico contro il progetto Siang Upper Multipurpose (SUMP) da 11.200 MW.

Gli arresti avvengono in un contesto delle rinnovate proteste del 23 ottobre, organizzate per chiedere il rilascio degli attivisti precedentemente arrestati e il ritiro delle forze di sicurezza schierate nella regione. La polizia ha usato gas lacrimogeni e granate stordenti per disperdere i manifestanti, scatenando panico e aumentando le tensioni.

La CASR esprime seria preoccupazione per il modello di repressione contro il movimento anti-SUMP. Dieci attivisti sarebbero già stati arrestati prima dell'ultima repressione, inclusi quattro attivisti arrestati ai sensi dell'Arunachal Pradesh Unlawful Activities (Prevention) Act (APUAPA) in relazione al loro coinvolgimento in studi relativi al progetto proposto. Gli ultimi arresti intensificano ulteriormente il clima di paura e repressione attorno a un movimento che solleva legittime questioni sui diritti indigeni, la protezione ambientale, lo sfollamento e il futuro del fiume Siang.

giovedì 29 ottobre 2026

pc 29 ottobre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Arresti Morselli/Arcelor-Mittal: nocivo è il capitale, non la fabbrica

 

LE RAGIONI DELLA RIVOLTA I NOSTRI OBIETTIVI, DALL’INTERVENTO ALLE GRANDI FABBRICHE ALLE PIAZZE DEL 30 OTTOBRE



pc 29 ottobre - LE MOBILITAZIONI E OCCUPAZIONI DELLE SCUOLE VERSO LA GIORNATA DI SCIOPERO DEL 30....crescono nonostante la repressione. Due info da Brescia e Milano

 

BRESCIA: OCCUPATO IL LICEO LEONARDO DI VIA BALESTRIERI. LA POLIZIA INTERVIENE E SGOMBERA L’EDIFICIO.


A Brescia studentesse e studenti hanno occupato il liceo Leonardo di via Balestrieri, 6, che conta poco meno di 2mila alunni, divisi in un’ottantina di classi tra indirizzi liceali scientifici, linguistici e artistici, in zona sudest della città.

Nella mattinata di mercoledì 28 ottobre 2026 centinaia di studentesse e studenti si sono ritrovati all’ingresso, esponendo un grande striscione con la scritta “Leonardo Occupato”, sulla scorta della mobilitazione studentesca contro carovita, tagli all’istruzione pubblica, riarmo ed economia di guerra e mancanza di futuro.

All’ingresso dentro il liceo per fare partire l’occupazione, la dirigenza scolastica ha filmato insistentemente studentesse e studenti cercando di impedire l’iniziativa, ma a centinaia sono comunque entrati nell’istituto per far iniziare l’occupazione.

La mobilitazione studentesca si collega anche all’avvicinarsi dello sciopero generale del 30 ottobre in tutta Italia, lanciato da Unione Sindacale di Base, Usi – Cit, Confederazione Cobas, Si Cobas, Unicobas, Sial Cobas, Adl Cobas, Clap, Ssb, oltre a numerose categorie della Cub.

Uno sciopero che sarà attraversato anche da moltissime realtà e movimenti sociali attivi su carovita, istruzione pubblica, diritto all’abitare e più in generale a una “vita degna e bella”, come chiarito da Collettivo Onda Studentesca, Csa Magazzino 47 e Associazione Diritti per Tutti in una nota dove si invita a partecipare al corteo di Brescia (ore 9, metro San Faustino).

Ore 17.30 – Michele e Bea del Cos e del Collettivo Liceo Leonardo sono stati questo pomeriggio ospiti nei nostri studi e ci hanno raccontato quanto accaduto in mattinata Ascolta o scarica 

Ore 13 – E’ intervenuta la polizia che ha sgomberato la scuola con un precedente gravissimo per Brescia: digos e agenti di polizia hanno scorrazzato in un edificio scolastico guidati dal preside Massimo Cosentino.  L’aggiornamento di Michele del Cos e rappresentante di istituto Ascolta o scarica

Ore 11.40 – Gli studenti in stato d’agitazione sono entrati nell’edificio dove si trovano le aule per permettere ai loro compagni di uscire e unirsi alla protesta. La Digos, presente dentro la scuola, insieme al preside sta cercando di impedirlo minacciando di identificare gli studenti e le studentesse. In studio Umberto, della nostra redazione, riporta gli aggiornamenti che abbiamo ricevuto telefonicamente da studenti e studentesse del Leonardo. Ascolta o scarica.

Ore 11.10 – L’aggiornamento dal liceo Leonardo occupato di Brescia con Michele, compagno del Collettivo Onda Studentesca e rappresentante di istituto. Alcune centinaia di studenti sono nell’auditorium della scuola mentre il preside impedisce agli altri studenti, ora nelle classi, di raggiungere gli occupanti. Ascolta o scarica.

Ore 8 – La prima corrispondenza dal liceo Leonardo di Brescia con Francesco, della Redazione di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica

L’audio dell’annuncio dell’occupazione da parte di uno studente del liceo Leonardo. Ascolta o scarica

La mobilitazione

Cresce la protesta studentesca, occupate aule in Statale e in Bicocca: “L’università non dà futuro”



Le proteste

Gli studenti in piazza: “Le scuole cadono a pezzi e la politica pensa al riarmo” | Il Caterina da Siena occupato

di Margherita Abis e Pietro Piga


pc 29 ottobre - QUANDO I GIUDICI SMONTANO LE ACCUSE E LIBERANO SIHER LA FASCISTA MELONI MOSTRA IL SUO VERO VOLTO! Meloni all’assalto del diritto

 

Andrea Colombo

Prova a prenderli La premier definisce «vergognosa» la decisione di non convalidare l’arresto del creatore della pagina Instagram Movimento 17 ottobre

ma i giudici non ci stanno e fanno il comunicato


Anm: “Da Meloni consueta intimidazione”. I vertici del Tribunale: “Frasi irricevibili, la vergogna riguarda altri”

DI MILANO

​PRESIDENZA

​COMUNICATO STAMPA

​La terzietà del giudice soggetto soltanto alla Legge

​In data odierna è stata depositata dalla GIP del Tribunale di Milano, all'esito dell'udienza di convalida tenuta il 27.10.26 presso la Casa Circondariale di San Vittore, ove l'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, l'ordinanza di non convalida del fermo e di non applicazione della misura cautelare custodiale richieste dalla Procura della Repubblica di Milano il 26.10.2026 nei confronti di Youssef SIHER.

​La Giudice, sulla base degli atti probatori a sua disposizione trasmessi dal Pubblico Ministero, dopo il contraddittorio delle parti instauratosi con l'udienza di convalida, ha ritenuto che non sussistano i presupposti per procedere alla convalida del fermo, non potendosi ravvisare il pericolo di fuga in capo all'indagato che, come costantemente indicato dalla giurisprudenza di legittimità, deve essere fondato su elementi specifici, cioè dotati di capacità di personalizzazione, desumibili da circostanze concrete in ordine alla rilevante plausibilità che l'indagato, se lasciato in libertà, si sottragga alla pretesa di giustizia.

​Analogamente la Giudice, in merito a tutti i reati di cui all'incolpazione provvisoria, non ha riscontrato, allo stato degli atti e salvi ulteriori sviluppi probatori, l'esistenza di quei gravi indizi di colpevolezza, che costituiscono il presupposto necessario per l'applicazione di una misura cautelare personale consentendo di addivenire a un giudizio di qualificata probabilità della responsabilità dell'indagato in ordine ai reati provvisoriamente addebitatigli.

​Le dichiarazioni di alcuni esponenti politici di rilievo ricoprenti anche cariche istituzionali rilasciate all'esito della decisione della giudice del Tribunale di Milano sono irricevibili ed evidenziano una scarsa conoscenza – reale o mascherata – degli istituti giuridici di uno Stato di diritto.

​L'attività di polizia giudiziaria e di valutazione successiva del Pubblico Ministero sono soggette ad un rigoroso vaglio rimesso ad un giudice terzo chiamato a valutare anche gli elementi proposti dalla difesa dell'indagato. Il giudice applica principi costituzionali di civiltà giuridica quali la responsabilità individuale del singolo, la valutazione del materiale probatorio, la sussunzione dei fatti in fattispecie penali.




pc 29 ottobre - lo sciopero e le manifestazioni a milano del 30 novembre

 CONTRO IL CAROVITA. DUE I CONCENTRAMENTI DI LAVORATORI E STUDENTI

 

Si annuncia una giornata di scioperi e manifestazioni in tutta Italia. Al centro della protesta ci sono il caro vita e le politiche economiche del governo Meloni, contro cui l’Unione sindacale di base (USB) e altri sindacati di base hanno organizzato una mobilitazione che interesserà almeno 60 città, coinvolgendo lavoratori, studenti e cittadini.

A Milano due concentramenti: quello sindacale in Piazza Duca d’Aosta alle 10 e poco prima quello “generazionale” in piazza Leonardo da Vinci alle 9,30. L’obiettivo dichiarato è una convergenza tra student* e lavorator* contro il governo Meloni.

pc 29 ottobre - Strage di braccianti a Canicattì: altri morti sul lavoro sul conto del governo Meloni al servizio dei capitalisti


Lavoravano da sempre. Chi conosceva le quattro persone che ogni mattina si spostavano da Canicattì per andare nelle campagne tra Naro e Campobello di Licata, non riesce ad aggiungere altro che non riguardi il loro lavoro di braccianti agricoli. Proprio quel mestiere che avevano fatto da una vita li ha portati alla morte la mattina del 26 ottobre.

Questo riportano alcuni giornali, ma - notizia che è già sparita il giorno dopo - non solo dai giornali ma da qualsiasi informazione, chi erano questi quattro lavoratori, questi quattro braccianti? Antonio Agrò 64 anni, Diego Giordano 53 anni, Antonino Di Vincenzo 60 anni e Gioacchino Ferrigno di 63. Ogni mattina presto si alzavano per andare a raccogliere le olive in questo momento dell'anno, a fare il loro lavoro da braccianti.

Non solo la notizia è sparita dai giornali come succede quasi sempre con le morti sul lavoro, ma abbiamo detto i nomi, perché i nomi che saranno ripetuti appunto durante il funerale di ieri, i nomi significa che non sono numeri, sono persone in carne e ossa, quello che in questo sistema sociale passa in secondo, in terzo piano, persone in carne e ossa che hanno famiglia, alcuni erano sposati con figli, mentre in realtà si tratta di coloro che quotidianamente, con questa media di tre morti sul lavoro al giorno che è in aumento secondo le statistiche ufficiali, sono quelli che lavoro ne apportano, portano da mangiare, danno da mangiare a tutti, soprattutto naturalmente quelli dell'agricoltura come in questo caso.

I numeri purtroppo sono alti, ma questo si tratta del problema che viene cancellato, che non è solo

pc 29 novembre - India - Dichiarazione del bsCEM sulle proteste in corso in tutta l'India contro il SIR e il CEC Gyanesh Kumar

 dal blog https://guerrapopolare-india.blogspot.com/


 

Sull’attuale movimento contro la SIR

Alla luce delle recenti proteste contro il capo della commissione Gyanesh Kumar, che chiedono il ritiro della SIR [Revisione Intensiva Speciale] e il rapido smascherarsi della democrazia che lo stato indiano ha cercato di coprire per lungo tempo, crediamo sia necessario iniziare una discussione e analisi della vera natura della democrazia in India. Le proteste spontanee sono scoppiate in tutto il paese, contro la SIR e il capo della CEC [Commissione Elettorale] Gyanesh Kumar. Le donne stanno protestando contro le violenze sessuali e la mancanza di ogni sicurezza basilare. I progetti di dighe, da Ken-Betwa fino a Upper Siang-Dam vengono contrastati dalle masse. La lotta degli Adivasi per Jal-Jangal-Jameen [acqua-foresta-terra] continua in mezzo agli attacchi massicci dello stato e al saccheggio delle multinazionali. Le moschee vengono prese di mira e demolite. Lo stesso succede ai quartieri della classe operaia che fronteggiano l’urto dei bulldozer dello stato. Gli operai contestano le leggi sul lavoro, i contadini contro le leggi commerciali e sull’agricoltura. Le grandi masse sono in miseria e lo si vede. Una democrazia, a dire il vero chiaramente, qui non esiste. Non esistono le condizioni di base per una società democratizzata. E non possono esistere fintantoché rimaniamo una semicolonia delle potenze imperialiste. Quando autoproclamati “gruppi di pressione apolitica” come lo stesso CJP [Il partito degli “scarafaggi”] hanno fatto appello al boicottaggio delle elezioni, tutti i partiti elettorali, compreso i partiti opportunisti di sinistra, stanno raccogliendo attorno a loro le masse preparandosi per le elezioni per il 2029. Stiamo assistendo ad una massiccia ondata di masse frustrate che scendono in piazza, e ancora una volta vediamo che gli opportunisti usano la rabbia a proprio vantaggio, lasciando intatte le condizioni di miseria.

La Revisione Intensiva Speciale, o SIR, messa in atto in 30 stati e territori dell’Unione, ha tolto dalle liste dei votanti circa 130 milioni di persone. La SIR, un passo della antipopolare NRC [Anagrafe nazionale] deve essere contrastata non solo per il diritto di voto ma per il diritto alla cittadinanza che viene portato via. Gyanesh Kumar è un ben noto membro del RSS-BJP. Il governo BJP ha cambiato l’importane legge nel2023 mettendo Gyanesh Kumar al posto di comando della Commissione Elettorale. Come fantoccio del RSS-BJP ha portato avanti l’agenda antipopolare in maniera egregia. I 130 milioni di votanti che sono stati rimossi dalle liste elettorali diventeranno una fonte di lavoro a basso costo per i compradores e i loro padroni imperialisti. Grazie alla SIR il BJP ha preso il potere di diversi stati dove prima non era al potere. È diventato molto chiaro che le elezioni sono truccate, antidemocratiche e negli interesse delle classi dominanti. le brutalità scatenate dalle forze dello stato contro chi protesta, e i tentativi attivi di piegare i crescente movimento, sono fatti con l’intento di proteggere lo status quo.

pc 29 ottobre - Internazionalismo in azione nel blog marxista-leninista-maoista Maoistroad

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pc 29 ottobre - Perché in Italia il movimento pro-Pal è sempre più forte - un sondaggio

Large majorities in most countries have negative views of Israel

Large majorities in most countries have negative views of Israel
% who have a __ opinion of Israel
U.S.CanadaHungaryGreeceFranceU.K.PolandGermanyItalyNetherlandsSpainSwedenIndiaSri LankaThailandPhilippinesSouth KoreaSingaporeBangladeshAustraliaJapanIndonesiaMalaysiaPakistanW. Bank/E. JerusalemTurkeyGhanaNigeriaKenyaSouth AfricaPeruBrazilArgentinaColombiaMexicoChile0
Note: Those who did not answer are not shown.
Source: Spring 2026 Global Attitudes Survey.
PEW RESEARCH CENTER

Perché in Italia il movimento pro-Pal è sempre più forte

Immagine di copertina
Foto AGF

A causa dei crimini di Netanyahu l’immagine di Israele è crollata. Oggi l’opinione pubblica del nostro Paese è tra le più ostili verso lo Stato ebraico. Gaza ha risvegliato una partecipazione che non si vedeva da decenni. Ma aumentano anche gli episodi di antisemitismoù

Mentre il governo di Roma, insieme a quello di Berlino, rimane tra i più stretti alleati europei di Israele, l’opinione pubblica italiana spicca nel vecchio continente per essere una delle più critiche verso le politiche aggressive portate avanti dal primo ministro Netanyahu. Secondo un sondaggio condotto lo scorso giugno a livello mondiale dall’istituto statunitense Pew Research Center, nel nostro Paese il 75% della popolazione ha un’opinione sfavorevole dello Stato ebraico a fronte di un 21% che conserva invece un giudizio positivo.

Negli ultimi tre anni le operazioni di pulizia etnica nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, a cui si sono sommate l’invasione del sud del Libano e la guerra scatenata contro l’Iran (con le note conseguenze sui prezzi energetici), hanno fatto precipitare l’immagine di Israele nel mondo. Lo Stato ebraico suscita oggi sentimenti diffusi di indignazione anche tra molti di coloro che