lunedì 2 novembre 2026

pc 2 novembre - L'acampada di Madrid si trasferisce nei quartieri - verso lo sciopero generale dell'11 novembre

 🔸 La mayoría de las comisiones que han organizado la acampada en la Puerta de Sol de Madrid han anunciado su progresiva disolución, la salida de la plaza de sus integrantes y la "mudanza" a los barrios con la finalidad de preparar la huelga general del 11 de noviembre.

"Desde Acampada 26S, comenzamos la llamada mudanza a los barrios para transmutar en un movimiento social y de clase trabajadora, comprendido como Movimiento 26S", con el objetivo de "preparar la huelga general" señala un comunicado del movimiento Acampada 26S.

Tienes más detalles en rtve.es/n/17295176

#acampadasol #acampada26 #madrid #noticias #españa

pc 2 novembre - L'assemblea nazionale di Roma del 1 novembre lancia una manifestazione nazionale a Roma per il 12 dicembre - info


pc 2 novembre - martedi 3 novembre ad ORE 12 Controinformazione Rossoperaia la grande giornata del 30 ottobre e come continua

 

pc 2 novembre - Il movimento della gioventù proletaria e studentesca deve andare fino in fondo

pc 2 novembre - Ex Ilva: “perderemo il 30% della nostra industria”, le “lacrime di coccodrillo” di padron Bettini/Federmeccanica

Suonano molto ipocrite le parole di Bettini, attuale presidente di Federmeccanica, quando dice in una intervista del quotidiano la Repubblica di oggi, che con la decisione della chiusura dell’ex Ilva “è arrivata una mannaia inattesa”, proprio così, quando questa telenovela dura da anni! E ancora “In questi anni nessun governo ha dato una soluzione stabile e duratura.” Stiamo parlando di governi tutti sostenuti dai padroni. “Ora però non possiamo permetterci di continuare a inseguire l’idea del miracolo. Serve un piano B  serio”.

E quale sarebbe questo “piano B serio”? Bettini alla domanda “Cosa si può salvare” risponde  facendo il gradasso: “cosa si deve salvare” e cioè “la filiera produttiva e la capacità di rimanere nel ciclo dell’acciaio in Italia.” Perché? “Perché l’ex Ilva è un elemento strategico che serve a tantissime imprese che poi trasformano acciaio in laminati, in semilavorati e in componenti. Se l’acciaio italiano smette di essere competitivo o se il ciclo si spezza, succede che la manifattura si indebolisce”. E si indebolisce anche il fatturato di produttori come lui di scaffalature metalliche per industrie, logistica ecc. che dovrebbero pagare di più l’acciaio importato.

Infatti, aggiunge, “Il piano B deve essere chiaro. Tutta la parte a freddo deve andare avanti: continuare a fare laminati in Italia, ma facendo arrivare, nel frattempo, le bramme da lavorare dall’estero. E questo deve farlo l’azionista, quindi lo Stato italiano.”

Se lo deve fare lo Stato, allora nazionalizziamo? Ma no! Perché lo Stato serve quando deve mettere le pezze ai disastri industriali, e poi passa il tutto “risanato” di nuovo ai privati che continuano ad ammassare profitti!

“In parallelo – continua Bettini - si devono usare le risorse già disponibili per costruire un percorso verso i forni elettrici. C’è un miliardo e due da spendere, stanziati da Draghi, per arrivare, nel giro di tre anni e mezzo, almeno a due forni elettrici in funzione, così da ridurre drasticamente la dipendenza dalle importazioni delle bramme”. E  questo «Per non perdere competitività. Se l’acciaio prodotto all’estero costa molto meno, o viene fatto con condizioni migliori, chi userà le nostre produzioni? Se non si fa questo l’Italia nel giro di cinque anni perderà il 30% della manifattura”. Bello essere “competitivi” con i

pc 2 novembre - Avanza il lavoro teorico/ideologico e organizzativo per il partito della rivoluzione nel nostro paese

Nell'anno del 60° anniversario dell'inizio della Grande rivoluzione culturale proletaria in Cina e del 50° anniversario della morte di Mao Tse Tung

prossima la uscita della nuova serie della rivista teorico-politica 'La nuova Bandiera'

pc 2 novembre - Il blog proletari comunisti raggiunge i 3.490.106 visualizzazioni nel solo mese di ottobre

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un incoraggiamento ad andare avanti più e meglio 

pc 2 novembre - Ex Ilva/Acciaierie d'Italia - arresto di Morselli AD di ArcelorMittal + 28 persone e società - Nocivo è il capitale non la fabbrica


Ogni tanto una buona notizia sul fronte dei padroni assassini.

Il 27 ottobre, ne abbiamo dato notizia, vi è stata una vasta operazione della Procura di Taranto contro i maggiori rappresentanti della gestione ArcelorMittal dell’ex Ilva/Acciaierie d’Italia, frutto di una lunga e estesa inchiesta concentrata sullo stabilimento di Taranto. Il pool dei magistrati è al massimo livello, oltre la procuratrice Eugenia Pentassuglia, c’è tra gli altri tre magistrati, Mariano Buccoliero, pm principale del processo Ilva “Ambiente svenduto” del 1° grado, che comminò numerose e pesanti condanne a Riva e a tutti i suoi complici (poi le sorti di questo importante processo sono conosciute, cancellati 7 anni del processo, azzerata la sentenza e trasferito a Potenza).

Questo lo ricordiamo per sottolineare la continuità dei piani criminali dei capitalisti, prima tutti gli anni di padron Riva, ora gli anni dal 2019 al 2024 del padrone Mittal e dei suoi esecutori

Sono stati richiesti gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, ex amministratrice delegata di Acciaierie d'Italia, per il dirigente dello stabilimento, Alessandro Labile e per Francesco Astorri, capo del Nucleo ispettivo di Ispra, nell'ambito di una inchiesta sul presunto inquinamento provocato dalle emissioni dello stabilimento tra il 2019 e il 2024 e sulle irregolarità ipotizzate nella gestione delle emissioni di anidride carbonica e delle quote Ets. L’indagine e i provvedimenti coinvolgono ben altre 28 persone, tra cui Franco Bernabè, ex presidente del consiglio di amministrazione di Acciaierie d’Italia, e Aditya Mittal, amministratore delegato di ArcelorMittal e 5 società accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata all'inquinamento, al disastro ambientale e alla truffa, corruzione, in particolare alle quote di Co2, che hanno causato la morte di operai, la morte per tumori, malattie di abitanti dei quartieri di Taranto.

Si ripete anche in questa inchiesta ciò che abbiamo visto e denunciato nel processo “Ambiente svenduto”: si tratta di un intero sistema economico, politico, istituzionale fino ai massimi esponenti sotto accusa, che ha non solo permesso ma ha supportato Mittal nella sua azione criminale.

Su questo riportiamo dalla stampa alcuni fatti.

“I fatti – scrive per esempio la Gazzetta del Mezzogiorno - risalgono al 2019 quando all'ex Ilva vengono

pc 2 novembre - INDIA: La CASR condanna fermamente l'arresto di tre attivisti contro le mega dighe e la pesante militarizzazione della regione del fiume Siang

Continua e si allarga senza sosta la repressione del governo fascista hindutva di Modi messa in campo contro le masse popolari in lotta per difendere i propri diritti.

***

29 ottobre 2026

Chiediamo il rilascio immediato di tutti gli attivisti arrestati e il ritiro delle forze di sicurezza dalle aree di protesta
La Campagna contro la Repressione dello Stato (CASR) condanna fermamente l'arresto di importanti attivisti anti-dighe Ebo Mili, Otul Jerang e Tajong Talom da parte della Polizia dell'Arunachal Pradesh a seguito delle recenti violenze a Pasighat. La CASR condanna inoltre il massiccio impiego delle forze di sicurezza, l'uso di gas lacrimogeni contro i manifestanti e la continua criminalizzazione del movimento democratico contro il progetto Siang Upper Multipurpose (SUMP) da 11.200 MW.

Gli arresti avvengono in un contesto delle rinnovate proteste del 23 ottobre, organizzate per chiedere il rilascio degli attivisti precedentemente arrestati e il ritiro delle forze di sicurezza schierate nella regione. La polizia ha usato gas lacrimogeni e granate stordenti per disperdere i manifestanti, scatenando panico e aumentando le tensioni.

La CASR esprime seria preoccupazione per il modello di repressione contro il movimento anti-SUMP. Dieci attivisti sarebbero già stati arrestati prima dell'ultima repressione, inclusi quattro attivisti arrestati ai sensi dell'Arunachal Pradesh Unlawful Activities (Prevention) Act (APUAPA) in relazione al loro coinvolgimento in studi relativi al progetto proposto. Gli ultimi arresti intensificano ulteriormente il clima di paura e repressione attorno a un movimento che solleva legittime questioni sui diritti indigeni, la protezione ambientale, lo sfollamento e il futuro del fiume Siang.

La proposta della mega-diga ha generato ampie apprensioni tra le comunità indigene riguardo alle sue conseguenze ambientali, sociali ed economiche. Invece di affrontare queste preoccupazioni attraverso il

domenica 1 novembre 2026

pc 1 novembre - Formazione rivoluzionaria delle donne - Il marxismo e il movimento femminile - 2° parte - Lo sviluppo del capitalismo ed il movimento femminile


pc 1 novembre - Ritornando sulla presenza dei fascisti contro cui ieri a Palermo vi è stata una manifestazione antifascista... Cgil e Anpi posizione a dir poco oscena

Nella lettera di denuncia sul presidio di Forza Nuova a Palermo ieri 31 ottobre, indirizzata alle autorità di pubblica sicurezza, Cgil e Anpi Palermo hanno scritto “Non contestiamo naturalmente il diritto costituzionale a manifestare perché, come recita la nostra Costituzione repubblicana, democratica e antifascista, tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione… Ci chiediamo come sia possibile consentire a un condannato a otto anni e sei mesi, con sentenza confermata dalla Corte di Appello di Roma, per devastazione aggravata e resistenza a pubblico ufficiale (l’assalto alla sede nazionale della Cgil a Roma del 9 ottobre 2021), di promuovere e partecipare a una manifestazione di piazza”.

Cgil e Anpi hanno ridotto la denuncia sulla manifestazione dei fascisti solo a una questione di precedenti penali.
Cioè, invece di condannare nettamente, senza se e senza ma, la matrice fascista della manifestazione di Forza Nuova, assolutamente illegale e incompatibile con i principi della stessa Costituzione nata dalla Resistenza antifascista, Cgil e Anpi Palermo circoscrivono e riducono la loro denuncia solo al fatto che i personaggi di quella organizzazione fascista siano dei pluricondannati.
Quindi, se non fossero stati pluricondannati, per Cgil e Anpi questi topi di fogna avrebbero avuto il

pc 1 novembre - Dalla grande giornata di lotta del 30 ottobre anche a Palermo

Una grande manifestazione quella che vi è stata a Palermo il 30 ottobre con migliaia e migliaia di partecipanti, la maggioranza studenti medi, universitari e giovani, alcune rappresentanze di lavoratori organizzati tra docenti scuola, lavoratori pubblico impiego, call center, operatori sanità/118... e poi tante persone che si sono unite man mano durante il corteo, salutato anche dai balconi dei palazzi con applausi e segni di condivisione. 




Una partecipazione che oggettivamente vi è stata al di là della indizione dello sciopero di Usb e alcuni sindacati di base, poichè scaturita dal fermento della protesta e lotta che in questi giorni in particolare stanno mettendo in campo i giovani ribelli e gli studenti in questo paese, a Palermo sono già circa 17 le scuole occupate mentre altre sono in autogestione, e dalla condivisione più in generale a livello di massa per la indignazione e rabbia contro un governo quale quello moderno fascista Meloni che sta attaccando sempre più pesantemente le condizioni di lavoro, della scuola e sanità pubblica, delle pensioni, vedi la

pc 1 novembre - Verso il 109° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre - 7 novembre - intervento pubblico on line ORE 12 - proletari comunisti

Il blog proletaricomunisti.blogspot.com (legato all'area di proletari comunisti/PCm Italia) tratta periodicamente la Rivoluzione d'Ottobre come punto di riferimento teorico, storico e strategico per l'azione politica contemporanea. [1]

Nei contenuti pubblicati sul blog:
  • Analisi storica e politica: La Rivoluzione d'Ottobre viene celebrata come l'avvenimento che ha segnato il passaggio dal "vecchio mondo capitalista" a una prospettiva di superamento dello sfruttamento, analizzandone tattiche e strategie (come nei ricorrenti anniversari della rivoluzione). [1, 2]
  • Riferimenti culturali e internazionalisti: Vengono pubblicati approfondimenti su figure legate a quel periodo e alla diffusione globale dell'esperienza sovietica,
  • Connessione con la lotta di classe attuale: Il blog collega la memoria e l'insegnamento dell'Ottobre russo alle lotte operaie e giovanili del presente, inserendo le commemorazioni e le analisi all'interno della propria linea marxista-leninista-maionista. 

pc 1 novembre - Ha ripreso e va molto bene il blog Soccorsorossoproletario

 

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  • sabato 31 ottobre 2026

    pc 31 ottobre - Fuori i fascisti da Palermo e da ogni città! Il fascismo non è un’opinione ma un crimine

    Oggi 31 ottobre a Palermo i fascisti di Forza Nuova con la presenza dei pluricondannati Fiore e Ursino manifesterebbero a Palermo con un presidio annunciato contro il carovita. 
    Come Slai Cobas per il sc denunciamo e diciamo che fascisti come Forza nuova e similari non devono fare manifestazioni né avere alcuna agibilità politica! 
    Contro ogni forma di fascismo palese o in qualunque modo travestita, il fascismo
    non è un’opinione, è un crimine! da parte organizzazioni assolutamente fuori dalla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e dalle leggi vigenti in materia di ricostituzione del partito fascista, di apologia del fascismo.

    Ribadiamo che il fascismo non è un’opinione ma un crimine e i fascisti di Forza Nuova e non solo si sono resi responsabili in tutti questi anni dei peggiori crimini razzisti e fascisti. 
    Mentre la classe operaia e i proletari, i giovani in questo paese affrontano la disoccupazione di massa, il lavoro nero, i salari da fame, la precarietà senza fine e l'economia di guerra, mentre questo Stato borghese con al servizio il governo fascista Meloni smantellano la sanità, le scuole i servizi… a suon di sempre più repressione contro le giuste manifestazioni dei giovani, studenti e gli scioperi, 
    questo governo e gli apparati al servizio legittimano queste organizzazioni fasciste come uno dei bracci/manovalanza da usare per dividere a livello di massa e contro lavoratori, giovani, donne, migranti e gli oppressi in questa società.
    La manifestazione dei fascisti annunciata per oggi è illegale!
    Siamo tutti e tutte antifascisti!
    Lottare ad ampio raggio contro il governo Meloni e ogni fascista al suo servizio, rigettare e cacciare chi vuole colpire lavoratori, i proletari, le masse popolari cancellando diritti basilari!

    Slai Cobas per il sindacato di classe Palermo

     


    pc 31 ottobre - Breve report, video e immagini del corteo a Pescara nella grande giornata di lotta del 30 ottobre.

    Oltre 2000 persone in piazza ieri a Pescara per lo sciopero generale. Presente anche il comitato "Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte" per la riconversione a fini civili dell’ex Esplodenti Sabino di Casalbordino, in cui sono rimasti uccisi 7 lavoratori in 6 anni, l'ultimo il 9 luglio 2026, quando lo stabilimento era già stato acquisito dall'azienda turca Arca Defence, specializzata nella produzione e nell’esportazione di munizioni e armamenti verso paesi membri della NATO ed aziende statunitensi del settore militare.

     

    intervento di una rappresentante del Comitato «Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte» 

     


    Giovani, studenti e studentesse hanno animato la parte più creativa e combattiva del corteo, che giunta al termine del percorso autorizzato dalla questura, si è rifiutata di farsi ingabbiare all'interno di un parco recintato e ha forzato il blocco di polizia e guardia di finanza in assetto antisommossa davanti al primo accesso al parco, quadagnando un altro pezzo di strada.

     

    Al secondo accesso, quando la prima metà del corteo confluita nel parco si è sciolta, abbiamo deciso di spiazzare le guardie e ci siamo apparentemente sciolte per poi ricongiungerci in un altra piazza e dar vita ad un'assemblea pubblica


     

     

    pc 31 ottobre - Con gli studenti e studentesse in lotta: in assemblea in una scuola superiore a Palermo

    Siamo stati invitati ad una assemblea presso il liceo Umberto I di Palermo in autogestione che si è tenuta nella palestra all’aperto con un centinaio di studenti che ci hanno ben accolto,

     L’argomento principale era la situazione a Cuba di cui ha parlato il ricercatore Fabrizio Chiodo, ma di fatto sono stati poi toccati tanti argomenti di politica attuale.


    Su Cuba Fabrizio Chiodo ha prima inserito la condizione di quel Paese nel contesto internazionale attuale, dal genocidio in Palestina, ai tagli alla sanità, all'istruzione, al fatto che molti bambini muoiono di fame, che ci sono delle guerre costanti, che esistono bambini che non hanno accesso al vaccino o all'acqua potabile… e che di tutto questo il nemico numero uno, la causa numero uno di tutto ciò risiede nel sistema economico in cui viviamo e cioè il capitalismo, e che la cosa più importante è prendere atto del fatto che tutte le diseguaglianze del mondo nascono da un fattore comune che è il sistema economico-sociale. Ha detto anche che esistono delle alternative al sistema economico in cui viviamo e da un punto di vista biotecnologico, l'esempio è Cuba.

    E che la situazione, per esempio rispetto a Cuba, peggiora, ha aggiunto poi il compagno di proletari comunisti, presentandosi come dirigente di un sindacato di base e di classe e come attivista politico,  si vede anche dalle ultime affermazioni del naziimperialista Trump che ha detto che una delle portaerei che c'è per ora in Medio Oriente, al ritorno in America si fermerà davanti a Cuba di fatto per impedire ulteriormente l'arrivo del petrolio. Ha fatto poi l’esempio dei popoli che lottano contro questo sistema capitalista-imperialista in questo momento, come per esempio in India, un altro paese che massacra chi si oppone a quel sistema economico. E in India in questo momento c'è un massacro costante dei compagni e delle compagne che lottano contro questo sistema sociale, che è stato analizzato da Marx e che se si vuole comprendere davvero come funziona bisogna studiarlo.

    L’intervento del compagno di pc, nei limiti di tempo a disposizione, è partito dall’attualità delle lotte in corso e della necessità dell’unità tra lavoratori e studenti, facendo dello storico slogan qualcosa di vivo. In questi anni di governo Meloni siamo stati in piazza e in lotta perché questo governo sta peggiorando le condizioni di vita e di lavoro. In questi giorni poi la presenza dei giovani ha risvegliato l’interesse di molti che “sperano nei giovani” che devono essere sostenuti nella rivolta e lotta messa in campo. A questo proposito il compagno ha detto in questo momento in tutto il mondo i giovani hanno dimostrato di poter cambiare alcune cose: hanno fatto cadere il governo in Bangladesh, un paese di circa 200 milioni di persone; la capa del governo, Hasina, è scappata in India; e proprio in India gli studenti con la lotta di piazza hanno cacciato il ministro dell'Istruzione, uno come il ministro moderno fascista Valditara, e stanno mettendo  in difficoltà lo stesso governo. L'India non è un paese qualsiasi, è un paese di un miliardo e mezzo di abitanti, e quando gli studenti scendono in piazza si fanno sentire alla grande. Il governo disprezzandoli all’inizio li ha chiamati scarafaggi, e loro si sono chiamati proprio così ironicamente e hanno cacciato il ministro dell’istruzione. I giovani hanno fatto cadere il governo in Nepal, in Perù. E ancora in questo momento sono in piazza in Francia, in Spagna, in Portogallo anche per la casa; hanno occupato le piazze sempre per la casa perché cacciano le persone anziane che non possono pagare più l'affitto, e la polizia prova a cacciare tutti dalle piazze, i giovani e studenti stanno lottando in Italia portando attraverso tutte le istanze specifica la denuncia generale di questa società in cui viviamo.

    Anche i lavoratori dovrebbero protestare, è stato detto (ma per adesso non lo fanno in buona parte nelle piazze), perché hanno salari bassi da trent'anni, non si arriva alla fine del mese… per restare nel mondo del lavoro alcuni giorni fa sono morti quattro braccianti in Sicilia che andavano a lavorare, a raccogliere le olive, e poi un operaio a Brindisi, ma la media dei morti è di tre morti al giorno sul lavoro. È inaccettabile!

    Questo accade anche perché quelli che stanno al governo sono un banda di fascisti (e che lo siano oramai lo scrivono anche tanti giornali borghesi), da Trump in giù, fino all’Italia, si tratta di una banda di fascisti che l'unica cosa che mette in campo è la repressione. Ma pensano di fare paura con la repressione? Siamo scesi in piazza prima, scenderemo in piazza pure domani…

    Le studentesse e gli studenti, che hanno sottolineato con applausi diversi passaggi degli interventi, hanno poi fatto domande sui vaccini e sui novax, sul perché gli Stati Uniti considerano terroristi coloro che hanno rapporti con Cuba, sulla impossibilità di curarsi negli Stati Uniti se non si ha un'assicurazione, problema legato alla povertà e alla condizione della sanità pubblica e della sua privatizzazione, allo sfruttamento di chi lavora nella sanità…

    Sui vaccini e novax Chiodo è stato puntuale nell’inserire sempre anche questo problema all’interno del sistema sociale capitalistico in cui viviamo, che vede le multinazionali farmaceutiche decidere come e se e quando fare vaccini. Le peggiori conseguenze della diffusione del virus infatti le hanno subite i più poveri. E qui ha ripreso Cuba che nonostante sia un paese povero e sottoposto da decenni all’embargo americano, è riuscito a sviluppare i vaccini che hanno permesso di salvare tante vite umane.

    Una studentessa ha detto che è importante che si parli di questi argomenti perché non vi è alcun tipo di formazione riguardo quelli che sono i problemi nella società. E questo si riflette sulle famiglie in estrema povertà, e lottare perché sennò non ci sarà mai una coscienza di classe, un movimento che porti a un cambiamento delle cose, perché siamo al degrado sociale, riferendosi anche all’atteggiamento dei presidi delle scuole in questo momento, che “giurano sulla Costituzione”.

    Alla fine un gruppo di studentesse e studenti ci ha trattenuto un altro poco per esprimere l’apprezzamento per la “conferenza”. A questo proposito il compagno ha parlato della necessità della controinformazione visto che non abbiamo mezzi a nostra disposizione, e che questa controinformazione viene diffusa tramite il blog, portata agli operai del cantiere navale al mattino e ad altri lavoratori, giovani, appunto per informare e controinformare.

    Ma soprattutto bisogna trovare le forme, la forza organizzativa, riprendendo uno slogan di un cartello portato dagli studenti alle manifestazioni che citava Gramsci: Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza…

    Mentre andavamo via gli studenti stavano preparando uno striscione contro l’imperialismo.

     

    pc 31 ottobre - La giornata di lotta del 30: corrispondenza da Ravenna

    da Ravenna: Un corteo di circa 5000 persone, partito dal centro per arrivare davanti l'Autorità Portuale, assieme a un corteo nel pomeriggio al molo per bloccare la nave-container diretta ad Israele al molo di Marina di Ravenna. Tantissimi i giovani.

    di seguito le immagini del corteo

    Al Presidio convocato dallo Slai Cobas Ravenna alla Darsena, prima dell'arrivo del corteo



    pc 31 ottobre - E' l'ora che gli operai avanzati vadano e appoggino la grande lotta dei giovani - I nostri operai lo stanno facendo

    Ripubblichiamo due video della manifestazione a Milano del 24 ottobre in cui si vedono e si sentono nostri operai dello Slai cobas per il sindacato di classe e di proletari comunisti che appoggiano pienamente i ragazzi, studenti, giovani proletari in rivolta, che si oppongono alla polizia, denunciano i fermi, gli arresti dei giovani, e danno forte sostegno alla lotta fino alla caduta del governo Meloni e di tutti i governi dei padroni. Ed è questa azione combattiva, di classe che, come si vede nei video, viene appoggiata via via da grandi masse di ragazzi, di vari manifestanti.

    Oggi è il tempo che nelle varie città, gli operai più coscienti, gli operai rivoluzionari - anche se in pochi - sostengano concretamente le lotte in corso della gioventù studentesca e proletaria, vadano tra di loro, appoggino la loro giusta ribellione, e... anche imparino da loro.

    Oggi non si tratta di inalberare una bandiera generica dell'"unità", perchè ancora la maggiorparte degli operai, prima di tutto delle fabbriche, non sta facendo la lotta di classe che serve; oggi sono gli operai avanzati che devono esserci e dire da che parte stanno. 

    Operaio di proletari comunisti fermato 

    sua forte denuncia contro la polizia, a fianco dei giovani

    Grande appoggio delle masse

    Giovani, adulti, tutti cantano "Bella ciao", contro la polizia

    Intervento di compagno operaio del PCm Italia 
    tra una marea di ragazzi e ragazze


    (trascrizione dell'intervento)

    Oggi ci sono ancora molti sia a Milano che nelle altre città nostri compagni di lotta che hanno chiuso nelle questure, nelle celle sporche e nere dei commissariati senza che abbiano fatto nulla. Sono stati rastrellati per strada perché erano vestiti in nero o perché erano immigrati.

    La nostra lotta deve andare avanti fino alla libertà di tutti. 

    Sono i giovani delle rivolte di sabato e domenica scorsa, chi ha solidarizzato con loro, chi lotta contro il carovita, contro le condizioni di vita e di lavoro dei propri genitori, sfruttati nelle

    pc 31 ottobre - A PROPOSITO DELLO SCONTRO TRA IL FASCISTA LA RUSSA E LA PROFESSORESSA DI STORIA PONZANI....

    Quello che si è consumato nei giorni scorsi mostra, da un lato il revisionismo storico da parte dei fascisti per mascherare il loro vero volto eversivo (ieri al servizio dei padroni, oggi al servizio di uno stato di polizia e dittatura aperta), con l'ennesimo attacco ai valori della Resistenza Partigiana e dall'altro un messaggio preciso e repressivo contro ogni opposizione culturale-storica ecc.

    Ignazio La Russa voleva le scuse di Michela Ponzani. Ma oggi ad Otto e Mezzo, ha ricevuto una risposta che probabilmente gli farà rimpiangere di aver aperto bocca.

    Perché la professoressa Ponzani, storica e docente universitaria, è tornata nello studio di Lilli Gruber dopo essere stata minacciata di querela dal presidente del Senato. E gli ha impartito una lezione di storia, di diritto alla critica e di democrazia che meriterebbe di essere proiettata nelle scuole.

    La vicenda ormai la conoscete. Ponzani aveva ricordato che il 12 aprile 1973 La Russa era a capo di un corteo neofascista vietato dalla prefettura di Milano. Durante quella manifestazione, segnata da gravissimi scontri, venne ucciso l’agente di polizia Antonio Marino, appena 22 anni.

    La Russa, indignatissimo, aveva annunciato querela. Poi aveva rilanciato: se Ponzani si fosse scusata immediatamente, avrebbe rinunciato alle vie legali.

    Ebbene, stasera Ponzani gli ha risposto così:

    “Se il presidente La Russa vuole querelare me, semplicemente per aver ricordato un fatto storico, deve querelare tutti gli autori di libri che parlano di questo fatto, deve querelare l’Archivio centrale dello Stato che conserva ancora oggi la documentazione della questura di Milano e della prefettura di Milano, deve querelare i giornali dell’epoca che riportano fedeli le cronache di quel che accadde”.

    E ancora:

    “I fascisti del Movimento Sociale, del Fronte della Gioventù di cui La Russa era segretario, devastarono Milano con incidenti gravissimi, quella manifestazione non era autorizzata e venne ucciso un agente di polizia di 22 anni. Io non ho detto che fu La Russa ad avere la responsabilità nell’omicidio, ho detto che era presente a quella manifestazione”.

    E qui arriva una delle frasi più belle della serata:

    “Se si vuol negare la storia, spiace dirlo per chi pensa di essere tornato ai tempi delle monarchie assolute, ma gli storici nelle democrazie non hanno il compito di celebrare il potere, devono casomai smontare le narrazioni di comodo. Questo è il nostro mestiere e io continuerò a farlo con tutti i mezzi a mia disposizione”.

    A questo punto Gruber le pone la domanda che La Russa aspettava da giorni: vuole scusarsi?

    E Ponzani:

    “La professoressa Ponzani non ha alcuna intenzione di scusarsi con il signor presidente del Senato, anzi io ho già sentito il mio avvocato Fabio Anselmo per tutelare quelle che sono le mie ragioni, quella che è la mia onorabilità, quella che è la mia professionalità, perché vorrei ricordare al presidente del Senato della Repubblica italiana che i titoli accademici non si ereditano come i titoli nobiliari, costano tanta fatica, per le donne è ancora più faticoso raggiungere certe vette, quindi io pretendo che mi si riconosca almeno il titolo di professoressa universitaria.

    Un presidente del Senato che annuncia una querela verso una docente universitaria, diciamo, non è una pagina tanto bella per la democrazia, perché io ho una visibilità, penso a tanti miei colleghi che questa visibilità non ce l’hanno e cosa si vuol fare?

    Mettere a tacere tutte le voci critiche, tutti coloro che non hanno il potere di potersi difendere, di poter utilizzare la comunicazione?

    Questa è una cosa gravissima ed è una pagina non tanto bella della Repubblica italiana quando si vogliono mettere a tacere gli storici”.

    Ignazio La Russa: "Ho chiamato Michela Ponzani signora perché altrimenti dovevo dire professoressa a contratto"

    di Huffpost

    Il presidente del Senato torna sulla diatriba con la professoressa e le sue affermazioni sulla partecipazione di La Russa a un corteo non organizzato in cui morì un poliziotto. E sul ritiro della querela prende tempo: "Ci penserò"