lunedì 23 febbraio 2026

pc 23 febbraio - A che serve la Formazione marxista che stiamo facendo - Intervento di proletari comunisti nella 7* lezione sul Capitale

Innanzitutto dobbiamo fare un ragionamento di metodo del lavoro della Formazione che stiamo facendo. Le lezioni del Prof. Di Marco servono a mettere su un piano scientifico le questioni del capitale e del lavoro fondamentalmente. Esse ci danno gli strumenti necessari per costruire la coscienza soggettiva che non è volontaristica ma scientifica del modo come intervenire nella contraddizione tra capitale e lavoro nell'epoca odierna e trasformarla in un movimento reale che abbatte lo stato di cosa esistente.

Perché questa è la definizione che Marx fa del comunismo. Non una società che deve venire dal cielo né tantomeno una società che viene pensata da qualcuno per essere instaurata, ma il movimento reale che abbatte lo stato di cosa esistente. Sulle ragioni dell'abbattimento dello stato di cosa esistente non basta soltanto stare ad ascoltare il professore ma chiaramente collegare ciò che dice Di Marco alla realtà materiale che è sotto gli occhi di tutti.

La contraddizione vera a cui si arriva è che una società se non arriva a determinate condizioni oggettive per il suo superamento non è superabile né con un atto di volontà né tantomeno con l'attesa che si creino queste condizioni. Gli uomini fanno la società e quindi l'intervento soggettivo dell'uomo è una costante nella dinamica di questo processo; ma l'intervento soggettivo dell'uomo non è volontaristico, puramente

pc 23 febbraio - Ieri a Milano per la libertà di Hannoun e dei prigionieri politici palestinesi

pc 23 febbraio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Voci dalle manifestazioni di Melfi, Ferrara e Rossano per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi

 

pc 23 febbraio - Campagna d'emergenza contro Operazione Kagar India - Verso nuova mobilitazione internazionale

Da villagerspov

Groups in Belgium, the UK, and Austria protested against Operation Kagar in India, coinciding with the European Parliament Foreign Affairs Committee meeting on January 27 and a visit by European Commission and Council officials to India from January 25–27.

The International Committee to Support the People’s War in India (ICSPWI) led protests at the European Parliament and the Indian Embassy in Belgium, urging the European Commission to condemn the Modi regime's violent repression and killings, particularly targeting Adivasi (indigenous people) since the operation’s launch in January 2024.

Operation Kagar has involved 60,000 military and paramilitary forces using advanced equipment, leading to numerous human rights violations. It aims to eliminate the Communist Party of India (Maoist) by March 2026, clearing the way for large mining corporations to exploit the region’s resources and ancestral lands.

The NDFP International Office expressed solidarity, emphasizing that counterinsurgency measures cannot defeat revolutionary movements and called for support of the Indian people's struggle for liberation.



pc 23 febbraio - Dal blog maoistroad - Appello per la giornata mondiale di manifestazioni contro l'operazione Kagar in India e a sostegno della guerra popolare e del Partito Comunista dell'India maoista

Primo appello pubblico dell'ICSPWI

Tutti in lotta 28 marzo 2026!

La campagna mondiale contro l'Operazione Kagaar ha denunciato che gli imperialisti e il governo di Modi hanno fissato l'obiettivo di cancellare il movimento rivoluzionario indiano e il PCI (Maoista), che sono la vera alternativa politica per i proletari e le masse popolari dell'India.

Modi afferma che eliminerà la guerra popolare, il movimento rivoluzionario e il PCI(Moista) entro il 2026. Il Comitato Internazionale per il Sostegno alla Guerra Popolare in India (ICSPWI) ha chiamato tutti i partiti e le forze rivoluzionarie, amici e compagni della rivoluzione indiana, ad affrontare la sfida lanciata dal governo Modi con una campagna della durata di un anno da marzo 2025 a marzo 2026. Una mobilitazione nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle piazze.

Il PCI(Maoista) e le masse in India stanno resistendo e respingendo l'Operazione Kagaar, basata sulla difesa degli interessi materiali e delle condizioni di vita e di lavoro di proletari, contadini e masse di India. In qualsiasi settore dell'economia, il regime di Modi sta scaricando sulle masse la crisi portata dall'imperialismo, dai suoi scagnozzi e dalle politiche al servizio dei grandi capitalisti indiani, come Adani, Ambani e altri. Tuttavia, non c'è alcuna possibilità per il sistema capitalistico di uscire dalla sua profonda crisi; piuttosto, produce una nuova ondata di lotte e rivolte di massa. Il regime indiano sostiene la campagna genocida in Palestina perché con l'operazione Kagaar commette massacri, deportazioni forzate, omicidi di abitanti e leader delle masse tribali, attivisti sociali e leader rivoluzionari, oltre a perseguitare i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani che vi si oppongono.

Sostenere la guerra popolare in India e il Partito Comunista dell'India (Maoista) è uno dei compiti fondamentali dei movimenti comunisti rivoluzionari, antifascisti e anti-imperialisti deluzione Democratica, liberare il paese e le masse lavoratrici dallo sfruttamento e dall'oppressil mondo. Il Partito Comunista dell'India Maoista guida una guerra popolare per realizzare la Nuova Rivoone e, unito ai proletari e alle masse popolari del mondo, marciare verso la rivoluzione proletaria e socialista nel mondo. Per questo motivo, è dovere di tutti noi fermare l'imperialismo, il regime di Modi e la loro mano genocida, come parte della lotta globale contro l'imperialismo, che porta a guerre, fascismo, povertà e oppressione dei popoli.

Tutti in lotta 28 marzo 2026! 

FERMARE L'OPERAZIONE KAGAAR! LIBERARE TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA/ FERMARE IL GENOCIDIO ADIVASI!

SOSTENERE LA GUERRA POPOLARE IN INDIA - SOSTENERE IL PCI (MAOISTA) FINO ALLA VITTORIA!

Viva l'internazionalismo proletario!

ICSPWI

Informazioni pubbliche csgindia@gmail.com

Llamamiento a la jornada mundial de manifestaciones contra la Operación Kagaar en la India

traducido da Revoluciòn Obrera

pc 23 febbraio - A Vicenza non solo basi USA, ci si addestrano anche i militari che verranno dislocati a Gaza - intervento Antonio Mazzeo

La prima riunione del Board of Peace progetto coloniale voluto da Trump ha visto la partecipazione anche del Governo italiano nel ruolo ipocrita di osservatore. Oltre all’interesse economico, non a caso Confindustria ha affermato che bisogna esserci, l’Italia si è offerta come paese in grado di addestrare soldati e poliziotti dei paesi che invieranno i propri contingenti ad occupare Gaza.

Vicenza oltre alla presenza storica di basi militari USA, è anche sede del COESPU (Center of Excellence for Stability Police Unit).

Si tratta di una struttura militare dei carabinieri, gestita con il compito di addestrare soldati e polizie di

pc 23 febbraio - Ma veramente gli operai ex Ilva si devono affidare a questo vendifumo? Dal blog tarantocontro

DOBBIAMO BOICOTTARE LA VENDITA DELL'EX ILVA AL FONDO FLACKS. 

I SINDACATI CONFEDERALI E USB CHE FANNO? LA STRADA DEI "TAVOLI" PORTERA' AL FALLIMENTO!

Slai cobas Taranto

Mister Flacks, solo brochure e niente bilanci: «miracoli» e miliardi dell’inglese che punta all’Ilva (con la moglie)

Da Corriere della Sera - Finanza di Mario Gerevini

Selezionato dal governo per trattare in esclusiva. Il family office di Miami e il buio sui bilanci.Il caso dei 5 miliardi che diventano 7 in pochi giorni. 

Il «cavaliere bianco» nel 2022 acquistò un’azienda di vernici Usa: chiusa poco dopo

Michael Flacks è il cavaliere bianco dei casi disperati. Il governo lo ha selezionato per trattare in esclusiva l’acquisto degli asset ex Ilva. Al di là del costo simbolico di 1 euro, sul tavolo c’è un’operazione di rilancio di grandi proporzioni (5 miliardi di investimenti industriali) e impatto sociale (8.500 dipendenti coinvolti).
Quindi bisogna avere capitali ed esperienza di turnaround industriali (preferibilmente siderurgici) ad alto livello di complessità. Mister Flacks, cittadino inglese residente a Miami, risponde a questi requisiti?

Il caso Kelly Moore 
- Qualcosa non torna se si va al sodo, cioè se si entra nel “portafoglio” del suo

pc 23 febbraio - Palermo. Studenti cacciano i fascisti dal Vittorio Emanuele, e rilanciano la lotta contro il governo

di Redazione

Sono stati giorni concitati al Vittorio Emanuele di Palermo, storico liceo antifascista bersagliato dai fascisti palermitani in evidente cerca di attenzione, ma la risposta che hanno ricevuto è una testimonianza di antifascismo militante che fa ben sperare e vogliamo raccontare.

Gli studenti, organizzati con OSA, dopo aver respinto in massa e unitariamente i volantinaggi-trappola dei fascisti la scorsa settimana davanti alla scuola, si sono riuniti in assemblea d’istituto per ribadire che il Vittorio Emanuele è antifascista. Un rappresentante d’istituto del Vittorio Emanuele, membro di OSA, racconta quello che è successo in questi giorni e che ha suscitato anche numerosi mal di pancia tra i fascisti della città, che si sono espressi per mezzo stampa contro la comunità studentesca del Vittorio.

Durante la settimana scorsa, prima e dopo il 10 febbraio, c’è stato un dibattito dentro la comunità studentesca sul Giorno del ricordo, poiché molti studenti ne hanno denunciato la natura revisionista e di riscrittura della storia. Venerdì 13 febbraio si sono presentati 3

pc 23 febbraio - Perchè NO al referendum - Pubblichiamo articoli, prese di posizioni a sostegno delle ragioni di opposizione alla riforma della magistratura

Da Huffpost

...La riforma della magistratura cambia sette articoli della Costituzione, e modifica in modo strutturale l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Lo fa senza un reale confronto nel merito, senza accettare correttivi, senza un autentico contraddittorio istituzionale. Già questo è un segnale politico preciso: quando si interviene sull’equilibrio dei poteri, il metodo rivela le intenzioni quanto il contenuto.

Il primo elemento critico è la costruzione di un pubblico ministero separato, dotato di un proprio Consiglio superiore autonomo. Viene presentata come una garanzia, ma nei fatti è la creazione di un blocco distinto e verticalizzato, che nel disegno complessivo diventa strutturalmente più esposto all’indirizzo dell’esecutivo. Separare per controllare è uno schema non inedito nella storia istituzionale.

Se si scinde l’ordine giudiziario, se si crea un pubblico ministero distinto e si altera l’assetto del governo autonomo della magistratura, il passo successivo, non dichiarato, ma logicamente conseguente, è rendere l’azione penale progressivamente più permeabile al potere politico. Questo è il nodo

domenica 22 febbraio 2026

pc 22 febbraio - Ieri giornata importante di solidarietà ad Anan al carcere di Melfi e a tutti i prigionieri palestinesi - in legame/collegamento con i presidi alle carceri di Rossano e Ferrara

 Una bella, combattiva, sentita iniziativa al carcere di Melfi per dire forte: Anan siamo di nuovo qui con te; lotteremo fino alla tua liberazione, ancora di più contro la grave condanna - Palestina libera! Ora più che mai con la Resistenza palestinese.

Da vari posti della Basilicata, da Taranto, da Brindisi a Bisceglie, Bari, alla Campania, ecc. rappresenti e delegazioni di compagne e compagni, di donne, giovani, operai. 

Abbiamo gridato per far arrivare la nostra voce all'interno del carcere; tanti importanti interventi di denuncia del genocidio che continua, dei mostri Netanyahu, Trump, contro la complicità del governo Meloni che chiede da serva il suo tornaconto affaristico sulla "ricostruzione" di Gaza, contro la repressione, lo Stato di polizia che tiene in galera tanti palestinesi e solidali con la Palestina, ecc. ecc.

L'appello alle prossime mobilitazioni nazionali e locali, in particolare quella del 1° marzo per la liberazione di Hannoun a Terni; 

in legame con la mobilitazioni contro Eni, Leonardo, Fondo Flacks e con le nuove iniziative in preparazione al consolato onorario affaristico di Bari e alle Basi militari contro la militarizzazione e il riarmo

Bello, emozionante è stato il collegamento telefonico con i presidi in contemporanea a Rossano e a Ferrara, dove sono rinchiusi altri prigionieri politici palestinesi.

Rabbia, combattività, ma anche gioia, per essere sempre e ancora qui uniti e determinati, ogni realtà con il suo apporto - Questo ha significato anche il ballo palestinese davanti al carcere - di cui pubblichiamo un breve video. 

In questo blog vogliamo dare una prima immagine del presidio a Melfi con alcune foto e il video.

Seguiranno interventi  



pc 22 febbraio - Per Valerio Verbano migliaia in corteo a Roma - Ora e sempre Resistenza!

 

pc 22 febbraio - La Multinazionale indiana Jindal messa sotto accusa dalla commissione Onu diritti umani per la sua azione contro gli operai e le popolazioni indigene in India

UN Experts Raise Alarm: JSW Steel Project in Odisha Under Global Human Rights Scrutiny

In a significant intervention that underscores the growing global concern over corporate-led resource extraction in India, a group of United Nations Special Rapporteurs has issued a strongly worded communication to JSW Steel Ltd., flagging serious allegations of human rights violations linked to its proposed integrated steel plant in Odisha’s Jagatsinghpur district.

The letter dated 17 November 2025, sent under the UN Human Rights Council’s Special Procedures, points to potential violations affecting over 30,000 people—primarily Adivasis, forest dwellers, Dalits, and fishing communities—whose lives and livelihoods are deeply intertwined with the region’s

pc 22 febbraio - Formazione rivoluzionaria delle donne - Perchè la piattaforma delle donne, non per migliorare ma per rovesciare questo sistema - Unire pratica e teoria

 

Dossier richiedibile a mfpr.naz@gmail.com
o WA 3408429376
Avvicinandosi l'8 marzo e lo sciopero delle donne che quest'anno si terrà il 9 marzo, riteniamo che nella FRD di questa settimana è importante spiegare il significato della "piattaforma delle donne/lavoratrici" che l'Mfpr porta nello sciopero, e le caratteristiche/differenze di questa piattaforma.

pc 22 febbraio - Da Antonio Mazzeo una dettagliata denuncia della complicità dell'Italia e delle sue industrie a Gaza all'assemblea a Taranto

Dall'intervento di Antonio Mazzeo, ricercatore, all'assemblea della Freedom Flotilla del 14 febbraio a Taranto


...
ho accumulato un altro debito con i compagni palestinesi perché credo che dobbiamo assolutamente rafforzare ulteriormente il nostro impegno sapendo benissimo che gli spazi di agilità per noi si sono ridotti.

Non lamento nulla, questo tempo oggi è orribile. Mi sono messo a leggere il decreto Romeo sull'antisionismo e l'antisemitismo.

Quello che a me personalmente preoccupa molto più del sostegno che questo Paese sta fornendo a Israele per perpetuare il genocidio sulla popolazione palestinese è esattamente mutuare da Israele le modalità con cui gestisci il Paese, con cui gestisci l'economia, con cui gestisci la finanza. E nel resto, le sorelle, i fratelli migranti e quello che succede nel Mediterraneo sono i laboratori scientifici per poi applicare le modalità di controllo sociale e di limitazione dei diritti fondamentali verso quelli che oggi ritengono di essere fortunati perché hanno la cittadinanza che oggi viene negata alle sorelle, ai fratelli palestinesi.

Tra l'altro, attenzione, perché nell'ultimo decreto, quello della militarizzazione del Mediterraneo, quello che formalmente dichiara guerra con il blocco navale, si riproduce in territorio italiano esattamente quello che Israele fa con le armi ormai, nei due terzi del Mediterraneo. E quello che oggi viene minacciato alle imbarcazioni dei migranti serve soltanto per impedire le operazioni di soccorso, quelle

pc 22 febbraio - Contro la canea fascista in Francia cavalcata in Italia da Meloni - controinformazione e sostegno a tutti gli antifascisti francesi

La verità su Lione e altro sulla situazione francese

L’intervista di Radio Onda d’Urto a Pierre, della redazione di Contre Attaque.

Pierre, è un piacere averti con noi perché, con il collettivo Contre Attaque, avete condotto una vera contro-inchiesta che ha messo in discussione la versione iniziale diffusa dalla procura e da alcuni media. Avete fatto emergere come in realtà gli aggressori siano i gruppi fascisti. Pierre, puoi spiegare a chi ci ascolta le dinamiche che siete riusciti a ricostruire e citare le fonti che vi hanno permesso di ribaltare la narrazione?

D’accordo. Prima di tutto, per gli amici e le amiche che ci ascoltano in Italia, bisogna precisare il contesto di quanto accaduto il 12 febbraio a Lione. Quel giorno c’è stata un’azione condotta dall’estrema destra che da anni organizza provocazioni e attacchi ai meeting di sinistra in tutta la Francia.

Si tratta di dispositivi piuttosto astuti, messi in atto da un gruppo chiamato Némésis, che si definisce femminista ma che in realtà strumentalizza il femminismo per denigrare i musulmani, l’Islam e gli stranieri. È un’operazione di propaganda ben congegnata: il gruppo filma tutte le sue azioni, si presenta davanti agli eventi di sinistra per disturbarli, provoca i militanti e poi diffonde i video delle eventuali reazioni per dire che la sinistra li ha aggrediti.

Questo accade da anni. Il gruppo Némésis ha già proceduto così per esempio durante le manifestazioni femministe come quella dell’8 marzo, presentandosi con cartelli razzisti e un servizio d’ordine di

pc 22 febbraio - Riprendono le azioni a Torino - Nessun passo indietro, dopo il 31 gennaio..., anzi andiamo avanti!

Torino, azioni dimostrative contro Città dell’Aerospazio, Leonardo e Politecnico, ritenuto complice della guerra

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TORINO – Dopo il presidio della mattinata al Balon, nel pomeriggio gli attivisti di Assemblea antimilitarista si sono spostati tra il Politecnico di Torino e la sede torinese di Leonardo, annunciando in una nota una serie di azioni dimostrative contro il cantiere della futura Città dell’Aerospazio, nell’area di corso Marche.

Secondo quanto riferito dagli stessi promotori, il cancello d’ingresso del cantiere sarebbe stato chiuso con un lucchetto e sarebbe stato esposto uno striscione con la scritta “No città delle armi”. L’area è

pc 22 febbraio - Il governo autorizza RWM Italia a raddoppiare la produzione di armi in Sardegna - Sono questi gli accordi Meloni/Merz

19 Febbraio 2026 - 19:26

«Il sito di RWM Italia (Gruppo Rheinmetall) diviene pienamente operativo». Così il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha annunciato il via libera per il rilancio dello stabilimento dell’azienda tedesca delle armi Rheinmetall di Domusnovas, nel Sulcis, in Sardegna. Il progetto permette all’azienda partner di Leonardo per lo sviluppo di sistemi d’arma e carri armati di raddoppiare la propria produzione di armi. La decisione del ministero dell’Ambiente è arrivata dopo un lungo percorso nelle aule di tribunale, al termine del quale la Regione avrebbe dovuto pronunciarsi sull’autorizzazione in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale. Dopo settimane di inazione da parte della giunta, è subentrato il MASE, che ha dato il via libera al piano. Le nuove linee di produzione sono contestate da diverse realtà ambientaliste e pacifiste sarde, che chiedono la riconversione dell’impianto nell’ottica della diversificazione della produzione e del rispetto degli ideali di pace.

L’approvazione dell’autorizzazione ambientale per l’ampliamento della produzione nella fabbrica di RWM Italia da parte del MASE è arrivata il 17 febbraio, ma il provvedimento del ministero non è

sabato 21 febbraio 2026

pc 21 febbraio - Le tesi padronal--sindacali su salario/produttività al servizio dei tagli effettivi dei salari dei lavoratori

 una critica in larga parte condivisibile

La causa dei salari da fame e la cortina di fumo della produttività

Coniare rivolta | coniarerivolta.org

11/02/2026

Certi miti, si sa, sono duri a morire. Certi altri, tuttavia, sono orchestrati ad arte per scaricare le colpe di un fenomeno verso qualcosa di inafferrabile, vago, evanescente o comunque molto lontano. In questo modo, il colpevole resta celato dietro una misteriosa cortina di fumo, nella speranza di farla franca.

È il caso della drammatica situazione dei salari in Italia che viene attribuita, ormai da decenni dai liberisti di varia risma, alla stagnazione della produttività del lavoro. E a seguire una serie di argomentazioni cervellotiche per andare alla ricerca del perché mai la produttività in Italia non cresca in maniera sufficiente da far (automaticamente) crescere anche i salari reali.

L'ultima strombazzata in tal senso arriva dal solito Osservatorio sui Conti Pubblici con un articolo a firma di Giampaolo Galli e Fabio Martino che, alla domanda sul perché le retribuzioni in Italia siano così basse risponde con una certa sicumera: "La spiegazione più convincente è la stagnazione della produttività che induce le imprese a opporre resistenza alle richieste di aumenti". E ancora: "Il nodo centrale resta dunque la produttività: senza un suo rafforzamento, lo spazio per aumenti retributivi elevati e duraturi rimane strutturalmente limitato."

L'Osservatorio, dicevamo, non è nuovo a queste uscite. Carlo Cottarelli, senior economist

pc 21 febbraio - Il Board of Peace di Trump: ricostruzione sul genocidio, con il governo Meloni a far da bacia-pantofola


Il “Board of Peace" voluto e presieduto da Trump si è riunito per avviare la nuova fase dell’operazione sionista, nazista, colonialista a Gaza, dove, dopo il genocidio, la deportazione, la distruzione di Gaza, ora continuando nei massacri, morti per fame, torture immane verso i prigionieri, vuole raccogliere i suoi frutti, e imporre la pace imperialista costruita sul sangue di migliaia di palestinesi, tantissimi bambini.

Marx nel parlare di un antenato di Trump diceva nel 18 brumaio: "Pagliaccio serio" che non prende più la storia per una commedia, ma la propria commedia per storia universale" – e così passando dalla farsa alla tragedia.

Come hanno scritto alcuni giornali, il "Board of peace è un laboratorio di nuova governance internazionale che intreccia Medio Oriente, competizione tra grandi potenze e ridefinizione del multilateralismo

La barbarie, senza fine che ha portato a quasi 75mila morti a Gaza (quelli trovati) che ha usato armi termiche e termobariche che hanno disintegrato 2842 palestinesi, cancellando ogni traccia dei loro corpi, che non si possono neanche seppellire e piangere, che ha uguagliato l'orrore nazista, oggi trova la celebrazione di questo orrore nel “Consiglio di pace”.

"Nel merito, il piano prevede la progressiva smilitarizzazione di Hamas come condizione imprescindibile per il dispiegamento pieno dei fondi e per l’avvio della "normalizzazione civile". Senza disarmo, sostengono Washington e i paesi arabi più vicini alla linea americana, non può esserci sicurezza né attrazione di investimenti" - Da L'Internazionale

Nella prima riunione Donald Trump ha fatto chiaramente il suo show, tra evidenti falsità "la guerra in

pc 21 febbraio - Milano Sbirri assassini e forse anche peggio - e a questi che Meloni Salvini Piantedosi vogliono dare lo scudo penale

 

La pistola che non c’era

Milano, boschetto di Rogoredo. 26 gennaio, un lunedì, chiunque abbia vissuto a Milano sa bene cosa succede in quel boschetto. Una specie di zona franca dove c’è spaccio, droga e chissà che altro. Non un posto dove fare un picnic.

Il luogo c’entra poco. Abderrahim Mansouri ha ventotto anni. Lo chiamano Zack. Esce dalla boscaglia nei pressi di via Impastato, nel ventre verde e buio di uno dei più noti mercati a cielo aperto della droga d’Europa. Davanti a lui, a venti metri, c’è un uomo in borghese. Poliziotto. Assistente capo del commissariato Mecenate. Un colpo solo, preciso, alla tempia destra. Zack cade. Muore.

Ore dopo, in questura, il poliziotto mette a verbale: “Ci siamo qualificati dicendo: ‘fermo polizia’. E lui ha tirato fuori dalla tasca un’arma puntandomela contro“.

Insomma, un’arma viene ritrovata accanto al cadavere. È una pistola finta. Una replica con il tappo rosso, simile a una Beretta 92.

Poi arriva la svolta che trasforma una storia già brutta in qualcosa di più inquietante, la scientifica non trova le impronte di Zack sull’arma. Secondo gli inquirenti coordinati dal procuratore Marcello Viola e dal pm Giovanni Tarzia, quella pistola non era nella mano di Mansouri. Era stata portata lì da qualcun altro, probabilmente da un collega che, stando al verbale, si trovava a cinque metri dietro al tiratore.

Mentre Zack agonizzava, gli agenti hanno aspettato oltre venti minuti prima di chiamare i soccorsi. Quella pausa, secondo la procura, serviva a sistemare la scena. Quattro poliziotti sono iscritti nel registro degli indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. Il poliziotto che ha sparato è indagato per omicidio volontario, senza l’attenuante della legittima difesa.

Ma c’è un elemento che cambia la natura dell’intera vicenda: Cinturrino conosceva Mansouri. Secondo quanto emerso dalle indagini, lo avrebbe visto in volto prima di sparare, e i due avevano avuto contrasti in passato. Non è un colpo sparato nell’incertezza del buio contro uno sconosciuto che si muove in modo minaccioso. È un colpo sparato a un uomo che il poliziotto conosceva.