domenica 20 settembre 2026

oc 20 settembre - Milano manifestazione contro licenziamenti politici e repressione


pc 20 settembre - Si allarga in Tunisia la mobilitazione per la libertà dei prigionieri palestinesi

Tunisie/France : La mobilisation grandit pour les quatre prisonniers pro-palestiniens en grève de la faim

Samedi 19 septembre, plusieurs centaines de personnes ont manifesté à Tunis pour demander la libération de Wael Naouar, Ghassen Boughdiri, Nabil Channoufi et Ghassen Henchiri, quatre militants tunisiens de la flottille Sumud, détenus depuis mars 2026 dans le cadre d’une enquête visant à criminaliser leur engagement anti-impérialiste et antisioniste. Les quatre hommes sont en grève de la faim et leurs soutiens alertent sur la dégradation de leur état de santé.

Cette mobilisation s’inscrit dans une semaine internationale d’action du 12 au 19 septembre en soutien aux quatre détenus. Des rassemblements et actions ont notamment eu lieu à Toulouse, Lyon, Rennes, Dignes-les-Bains, Perpignan, Lille, Barcelone et ailleurs, tandis qu’une manifestation réunissant plusieurs centaines de personnes s’est tenue à Paris le 19 septembre, au même moment que la mobilisation tunisienne, pour réclamer leur libération.

pc 20 dicembre - Cavo Dragone, il signore della guerra Nato, ci chiama a una vera e combattiva mobilitazione contro la guerra imperialista Nato/Italia

Cavo Dragone: Nato preparata a rispondere alla minaccia russa: "Soldati e armi sono pronti" - Anche noi: 25 settembre alla Base navale di Taranto

L'ammiraglio, presidente del Comitato militare Nato: "L'alleanza è pronta", "Abbiamo piani per proteggere il fianco orientale"

Giuseppe Cavo Dragone

"Soldati e armi sono pronti", e la Nato "è pronta a rispondere" a una potenziale escalation provocata dalla Russia sul fianco orientale dell'alleanza. E' il messaggio che invia l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, mentre diversi paesi - in particolare Francia e Polonia nelle ultime ore - accendono i riflettori sui rischi legati a un quadro internazionale sempre più teso. "L'alleanza è pronta, la struttura è pronta. I soldati e le armi sono pronti", le parole di Cavo Dragone, come riferisce Politico, durante un meeting dei vertici militari dei 32 paesi a Copenaghen. "Questa alleanza ha 77 anni e si è adattata all'evoluzione della minaccia. In caso di attacco, posso dirvi che oggi lor hanno molto di più da perdere che da guadagnare, questo è certo, ed è deterrenza".

La Nato, afferma l'ammiraglio, continua a lavorare per "incrementare" le forze a disposizione "in termini di numeri e di efficienza". I rilievi di Cavo Dragone assumono un significato particolare alla luce, ad esempio, del discorso tenuto dal premier polacco Donald Tusk nella giornata di venerdì. Secondo il leader del governo di Varsavia, Mosca potrebbe lanciare droni o missili nel territorio di un paese Nato "nei prossimi mesi" nell'ambito di una provocazione studiata per testare l'alleanza e dimostrare che l'articolo 5 - che prevede la difesa collettiva in caso di aggressione a un membro dell'alleanza - abbia un peso puramente teorico.

pc 20 settembre - Mobilitazione in Puglia: Per la Palestina - NO Taranto città di guerra

Immagini e voci dal presidio di solidarietà con la Palestina a Grottaglie (TA)

Coordinamento Grottaglie per la Palestina

Slai cobas sc Taranto







Mobilitiamoci - No Taranto Base di guerra - 25 sett. iniziativa

Dall'intervista allo Slai cobas Taranto di Radio Blackout

pc 20 settembre - Contro la scuola di Valditara/Meloni, lotta di massa di tutto il mondo della scuola

Manichino di Valditara appeso fuori dal liceo a Bologna

Con l’inizio della scuola in questa settimana la macchina della propaganda ministeriale non ha perso un colpo con la nuova lettera d'inizio anno firmata dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, Valditara, indirizzata a studenti, famiglie e lavoratori della scuola.

Una lettera patinata, intrisa di parole solenni, che vorrebbero essere rassicuranti: rispetto, comunità, impegno, futuro. Valditara parla di una "scuola costituzionale" che metterebbe al centro la persona, ma la falsa retorica di uno tra i ministri più reazionari del governo Meloni emerge chiaramente a fronte della realtà materiale che si vive ogni giorno in questo paese e nello specifico nel mondo della scuola.

Come documentano cronache di quotidiani, vedi un articolo del Fatto Quotidiano e comunicati di studenti organizzati come il collettivo OSA, neanche il tempo di varcare i cancelli che gli studenti sono già scesi in piazza con presidi, flash mob e con azioni simboliche, come al liceo Minghetti di Bologna dove è stato  appeso alla finestra un manichino con le sembianze del Ministro per bollarlo come il vero nemico di studenti e lavoratori.

Dal Sud alle isole, con termometri che segnano ancora alte temperature studenti, docenti e personale Ata si ritrovano in aule-forno. A Milazzo, in Sicilia, al liceo Impallomeni, gli studenti denunciano di aver passato mesi in aule prive persino della porta, con il cartone per attutire i rumori, affrontando un'emergenza caldo in edifici fatiscenti nonostante i proclami quotidiani del ministro sui fondi del Pnrr.

Di fronte a tutto questo, il governo Meloni/Valditara, di fatto negazionista sulla questione del cambiamento climatico, ha risposto da un lato con il ridicolo provvedimento di stanziare 20 milioni di euro per l’acquisto di dispositivi di raffrescamento - che se non fosse un problema serio ci sarebbe da ridere, una sonora beffa, calcolando che la cifra permette di coprire a malapena un istituto su dieci o una manciata di aule per edificio, di fronte a decine di migliaia di plessi scolastici italiani alle prese con l'emergenza del caldo settembrino; dall’altro con la morale pelosa di una letterina preconfezionata in cui

sabato 19 settembre 2026

pc 19 settembre - Libertà per Hannoun e per tutti i prigionieri politici palestinesi da Genova a Roma a Melfi

Un momento del presidio davanti al palazzo di Giustizia di Genova, dove si è tenuto il riesame per gli arresti di Mohammad Hannoun e altri palestinesi  
I pm chiudono le indagini su Hannoun. Gli avvocati: «Stupisce la tempistica»

Stralciate le posizioni di 19 indagati. 
Gli inquirenti vogliono il rinvio a giudizio entro la fine dell'anno

pc 19 settembre - Sulla situazione all'ex Ilva/appalto, la mobilitazione del 14/9 - Nuovo comando Nato a Taranto - Intervista di Radio Blackout Torino

Intervista di Radio Blackout del 15 settembre a Slai cobas sc 

introduzione 

Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ernesto dello Slai Cobas Taranto sulle 2.500 lettere di licenziamento collettivo per lavoratori dell’indotto ex Ilva di Taranto.

La vicenda del tentato licenziamento di 2.500 operai dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto rappresenta un capitolo cruciale dello scontro in atto tra il capitale industriale e la forza lavoro.

A inizio settembre, le aziende dell’indotto (rappresentate da Aigi) hanno avviato la procedura di licenziamento collettivo per 2.500 operai. Questo atto è stato denunciato dal sindacalismo di base come il braccio di ferro dei privati sulla pelle dei lavoratori, finalizzato a scaricare sui subordinati i costi della crisi strutturale dello stabilimento. Di fronte allo spettro di una gravissima “bomba sociale” e alla minaccia di una mobilitazione di massa nel territorio tarantino, l’associazione padronale ha dovuto fare momentaneamente marcia indietro, decretando la sospensione temporanea delle procedure di licenziamento. Il congelamento degli esuberi viene interpretato come una tregua armata dettata dalla paura del conflitto operaio e della destabilizzazione istituzionale. La vertenza rimane aperta come uno dei principali terreni di lotta di classe sul territorio nazionale, dove la difesa del posto di lavoro si scontra direttamente con le logiche del profitto privato e dell’indifferenza statale. 

A questo si vanno ad aggiungere le gravi dichiarazioni dell’ammiraglio NATO Cavo Dragone che conferma la creazione a Taranto del comando Nato del sud ed il ruolo strategico della città nei piani di guerra.

pc 19 settembre - Il Vertice Brics - L'INDIA E L'ARTE DI STARE NEL MEZZO - Un commento - Di India, del governo Modi, della faccia che quasi nessuno denuncia, parleremo molto nella prossima settimana

di Lorenzo Di Muro

Il vertice Brics tenutosi nella capitale indiana ha dato al governo di Narendra Modi i frutti sperati.

Primo, evitare la progressiva trasfigurazione del forum – segnato da sostanziali faglie geopolitiche tra paesi membri – in un megafono anti-occidentale o anti-Usa. Secondo, proiettare l’immagine di un’India voce del “Sud Globale” e al contempo ponte con gli occidentali, alimentando la retorica del “mondo come una famiglia” (Vasudhaiva Kutumbakam) con Delhi quale suo guru. Terzo, “democratizzare” ovvero riformare – non rivoluzionare – l’ordine mondiale dominato dal Primo Mondo.

Delhi lo ha messo in chiaro in tutte le salse: l’India non è un paese occidentale, ma nemmeno anti-occidentale come, con gradazioni diverse, Cina e Russia. Certo è stato diramato un (corposo) comunicato congiunto e gli indiani sono riusciti a far sedere allo stesso tavolo i leader di Iran, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Ma non sono andati oltre le “profonde preoccupazioni” per la guerra in

pc 19 settembre - Corrispondenza dall'Ungheria - Parte il processo d'appello contro Maja e gli altri antifascisti processati

 

pc 19 settembre - Iniziative in diverse città italiane - manifesti/dossier/materiali provenienti dall'India - info/contatti/adesioni: csgpindia@gmail.com

pc 19 settembre - Il massacro deliberato dei bambini palestinesi

pc 19 settembre - CPR - Sbatti il medico in prima pagina

Giansandro Merli | ilmanifesto.it

17/09/2026

Inchieste giornalistiche, studi accademici e più recentemente anche procedimenti giudiziari hanno documentato nei dettagli cosa accade dietro i muri dei Cpr, veri buchi neri della democrazia. Fiumi di psicofarmaci somministrati per sedare le persone invece di curarle, mancanza di assistenza medica e visite specialistiche, ritardi negli interventi di primo soccorso, degrado igienico-sanitario. E dunque lamette e pile ingerite, suicidi tentati o portati a termine, deliri psicotici e sviluppo di dipendenze che permangono anche dopo la fine della detenzione. È questo che migliaia di persone vivono ogni anno nel Cpr romano di Ponte Galeria o in quello milanese di via Corelli, in corso Brunelleschi a Torino o a Macomer, Pian del Lago, Gradisca d'Isonzo, Bari. L'incompatibilità tra diritto alla salute e Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) è un dato di fatto.

Lo hanno sperimentato sulla propria pelle, tra gli altri, Moussa Balde e Ousmane Sylla. Il primo era arrivato in Italia nel 2017. Quattro anni dopo ha subito un'aggressione razzista a Ventimiglia: calci, pugni e bastonate. Invece di ricevere cure, nonostante una prognosi di dieci giorni, è stato rinchiuso nel

venerdì 18 settembre 2026

pc 18 settembre - Fuori Vannacci da Torino - L'ora della protesta antifascista/anti Stato di polizia/anti governo Meloni

 

Torino non certo è la città dove certi personaggi possono fare le loro passerelle indisturbati. 

Torino è partigiana e antifascista, Torino sa da che parte stare e lo ha dimostrato: con la Palestina, contro il riarmo e per una città solidale. Se i sindacati di polizia non hanno altro a cui pensare se non alla “insicurezza urbana” – probabilmente piccati dal fatto che la loro immagine non sia proprio al top della forma considerati gli ultimi avvenimenti – forse non hanno fatto bene i conti. 

Troviamoci alle ore 8.30 venerdi 18 settembre davanti all’NH Hotel in Corso Vittorio 104 per dare il “benvenuto”! 

pc 18 settembre - Contro le bugie e i piani di padroni e governo prepariamo un vero sciopero generale per salario, lavoro, sicurezza


Facciamo il punto su quella che è la situazione oggettiva di attacco alle condizioni di vita e di lavoro della popolazione, in particolare dei lavoratori, e la situazione soggettiva della necessità della presa di coscienza che senza lotta non si può ottenere niente e che quindi è necessario armarsi per poter ribaltare lo stato di cose esistenti. A partire dalla questione di smantellare quella che è la politica del lavoro della Meloni, che non è altro che la politica di “difesa della nostra economia”, come la chiama lei, che non è altro che la difesa dei profitti dei padroni, una politica economica che verso le masse viene solamente impregnata di populismo. 
Basterebbe vedere l'ultima questione, il cosiddetto "smantellamento della tassa automobilistica" come "soluzione" a fronte di una situazione allucinante per quanto riguarda i lavoratori, le masse popolari, che, secondo i dati degli stessi giornali dei padroni, hanno visto in questi ultimi 5 anni rincari del 30% del carrello della spesa; per non parlare dello scontro della guerra imperialista per la spartizione del mondo che si riflette ad esempio sulla questione dell'aumento della benzina su cui questo governo non ha fatto altro che cercare di tamponare con delle misure ridicole che non hanno sicuramente fermato l'aumento del prezzo della benzina, del gasolio, ma hanno solamente dato un pò di fastidio ai benzinai, senza andare ovviamente ad intaccare i profitti delle grandi multinazionali energetiche del nostro paese.

Quindi è una politica economica a favore della difesa dei profitti dei padroni, come era stata

pc 18 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Contro la scuola di Meloni e Valditara, lotta di massa di tutto il mondo della scuola

pc 18 settembre - Tunisia - Dopo le manifestazioni per l'acqua riprende anche il movimento dei "laureati disoccupati".

 Ritorna lo slogan della Rivolta Popolare del 2011: "Lavoro, Libertà, Dignità nazionale"!

L'estate particolarmente calda di quest'anno in Tunisia non sembra voler cedere il passo e non ci riferiamo (solo) alle alte temperature sopra la media, complice il cambiamento climatico, che hanno raggiunto anche i 50 gradi, ma alle proteste sociali.

È pur vero che le alte temperature hanno innescato una maggiore domanda di energia a cui l'obsoleto e dipendente sistema energetico tunisino non è riuscito a far fronte dando vita ad una serie di blackout che hanno paralizzato il paese ed il sistema industriale creando una penuria di alcuni beni di prima necessità a partire da uova e pollame (che sono alla base dell'alimentazione locale complice i prezzi proibitivi di altri tipi di carne) con migliaia di unità andate perdute e conseguente aumento dei prezzi.

Ma su tutti è venuto a mancare un bene che proprio nel periodo estivo è quantomai necessario ovvero l'acqua minerale...

In Tunisia vi è un gran consumo di acqua in bottiglia che è preferita a quella del rubinetto ritenuta non potabile dalla popolazione (nonostante la Sonede, la compagnia statale monopolistica che distribuisce l'acqua, assicuri che lo sia...), in particolare nelle grandi città dove le infrastrutture sono anche qui obsolete.

In ogni caso mentre i blackout paralizzavano le fabbriche, allo stesso tempo mancando la corrente

giovedì 17 settembre 2026

pc 17 settembre - Leggi, fai circolare il blog internazionalista marxista-leninista-maoista - da tutto il mondo in lingua originale

 ▼  September (60)

pc 17 settembre - Settimana di mobilitazione in India - iniziative nella giornata internazionalista del 26 settembre, anche in Italia.

Tra i prigionieri politici, tante sono le donne, contro di loro oltre le condizioni terribili di detenzione, le torture che portano anche alla morte, le uccisioni nascoste, vengono perpetrati stupri, torture sessuali da parte dei soldati, dei carcerieri. L'India, che viene presentata come la "più grande democrazia del mondo", è il "carcere" più grande del mondo. Repressione, massacri, soprattutto delle popolazioni adivasi in lotta si uniscono alle pratiche di stupri, violenze sessuali anche verso le bambine. Particolare accanimento il governo Modi e le sue forze armate lo riservano alle donne combattenti maoiste, forza determinante nella guerra popolare condotta dal Partito Comunista dell'India (maoista), che Modi vuole definitivamente cancellare, con uccisioni di massa e mirate (questa operazione è in corso, e viene chiamata Operazione Kagaar).
E Modi e la Meloni sono grandi amici e hanno grandi interessi in comune; così come entrambi sono sostenitori di Netanyahu e complici del genocidio dei palestinesi.
Abbiamo fatto un dossier che testimonia l'orribile detenzione delle prigioniere politiche nelle carceri indiane. Richiedetecelo: mfpr.naz@gmail.com.
Facciamo appello alle compagne, alle giornaliste, alle femministe, alle lavoratrici, donne in lotta nel nostro paese a far sentire la loro voce, denuncia (perchè pochissimo si parla delle prigioniere politiche in India e della situazione generale delle donne in India); facciamo appello a partecipare alle iniziative in Italia per il 26 settembre, che si terranno in particolare a Milano, Bergamo, Ravenna, L'Aquila, Taranto, Palermo, ecc.
RICHIEDETECI INFORMAZIONI E MATERIALI

MFPR



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pc 17 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Contro le bugie e i piani di padroni e governo prepariamo un vero sciopero generale per salario, lavoro, sicurezza

 

pc 17 settembre - Nelle carceri israeliane i prigionieri palestinesi vengono portati alla morte

Palestine : Un prisonnier palestinien meurt après un an de détention administrative

Originaire d’Al-Khalil en Cisjordanie occupée, Mutaz Al-Atrash Abu Sneineh est mort dans une prison israélienne après environ un an de détention administrative. Responsables de sa mort, les autorités israéliennes ont radicalement détérioré les conditions de détention des prisonniers palestiniens, en particulier l’intensification des tortures, des politiques de négligence médicale et des mauvais traitements. En réponse à cette situation, de nombreuses organisations palestiniennes appellent à une mobilisation populaire et internationale en soutien à la libération des près de 9400 prisonniers palestiniens.

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