domenica 2 agosto 2026

Italia imperialista in missione militare nel Golfo a fianco di USA/Israele/Arabia Saudita

Gli articoli comparsi su La Repubblica e il Giornale hanno rivelato che in Arabia Saudita e nei paesi del Golfo, all’insaputa del Parlamento e di tutti, ci sono ben settecento militari italiani che partecipano ai combattimenti “difensivi”.

La notizia in realtà era stata comunicata piuttosto in sordina dal capo di Stato maggiore Portolano in un’audizione in parlamento poco più di un mese fa (il 16 giugno) ed era stata inserita nelle pieghe del decreto sulle missioni militari all’estero ma senza essere esplicitata. Probabile che anche in quel caso i parlamentari durante l’audizione fossero troppo impegnati a giocare sul cellulare per prestare la dovuta attenzione a quanto veniva detto.

Dunque anche in questo caso – e come avviene troppo spesso – il Parlamento è stato messo davanti al fatto compiuto...

Infatti è dalla metà di marzo che centinaia di militari italiani sono già presenti in Arabia Saudita e altri

Crociere, Armi e Affari di Stato in Sicilia - Antonio Mazzeo

 

Le rotte complici di MSC da Gioia Tauro al nuovo terminal di Messina

Un terminal croceristico a Messina, a poche centinaia di metri dal Palazzo municipale, dalla Cattedrale e dal Campanile con l’orologio astronomico più grande al mondo, per far sbarcare nel capoluogo dello Stretto fino a un milione di “turisti” all’anno. Così, dopo le scorribande a Gaza, West Bank, Libano, Siria, Yemen ed Iran, la nuova meta turistica per israeliani e militari in pausa-premio sarà la Sicilia. Quasi tutto ruota attorno alla MSC, che opera in Israele dal 1990 con collegamenti marittimi settimanali e promuove Gerusalemme a “capitale di Israele”.

Prima il Salento, poi la Sardegna, adesso la Sicilia. L’Isola è il nuovo paradiso dei turisti israeliani, militari in pausa-premio dopo le scorribande a Gaza, West Bank (Cisgiordania), Libano, Siria, Yemen ed Iran, di manager e dipendenti delle grandi aziende dello stato sionista che fanno profitti con le commesse di guerra e gli investimenti nei territori occupati, in palese violazione del diritto internazionale.

L’ultimo caso ha visto il residence di lusso a Brucoli (Augusta) del gruppo Mangia’s invaso da funzionari e agenti di Ashtrom Goup, il principale gruppo di costruzione e immobiliare israeliano, con tanto di escursioni scortate dalla polizia di stato italiana, ai più importanti musei e scavi archeologici del siracusano. Come se non bastasse, si profila

Da Milano sempre per la Palestina

Appello per la libertà dei prigionieri politici palestinesi in Italia

O SCHIATTI DAL CALDO O LOTTI E SCIOPERI - Evoca, operaie/i in sciopero indetto da slai cobas sc BG

La nuova ondata di caldo e lo sciopero emergenza caldo/umidità, non di massa ma diffuso in tutta la fabbrica, che resta una prima forma di autotutela della salute che Slai Cobas, l’unico che abbia raccolto questi bisogni, ha indetto e sostiene, e che dimostra un certo grado di ribellione

- alla condizione della fabbrica caserma, perchè la ristrutturazione non avanza senza strappi, imposizioni, repressione

- ai sindacati confederali che hanno la faccia tosta di augurare le buone ferie ai lavoratori, dopo aver dimostrato sul campo torrido di questa estate, quanto sono distanti e insensibili alla condizione operaia.

Uno sciopero per organizzare la lotta collettiva operaia, far valere il protagonismo delle operaie/i che devono contare e decidere, per liberarne la forza, il vero antidoto alla paura, per la salute caldo, come per la difesa del posto e delle condizioni di lavoro e di vita.

Nell’emergenza caldo in effetti, lo sciopero ha contribuito a far si che tra le operaie si cominciasse a parlare con più coscienza e decisione delle condizioni della fabbrica.

Le rivendicazioni dello sciopero di fronte alle condizioni meteo stagionali, alle condizioni aziendali nei reparti di produzione arretrate e inadeguate sono per un incontro aziendale con Slai Cobas sc ed una delegazione delle operaie/i in sciopero per un piano di prevenzione caldo centrato sull’esperienza delle operaie in linea; per interventi immediati, quali, distribuzione sali minerali, acqua fresca a disposizione per tutte/i secondo necessità, manutenzione ed efficienza degli impianti esistenti, sonde in linea per percepire lo stesso caldo e umidità delle operaie/i, programma per pause extra retribuite e riduzione velocità delle linee in emergenza caldo.

E la quarta ondata di caldo, che vuol dire un evento meteo che aggrava le stagionali condizioni climatiche, ovvero che è conosciuto ed atteso, è arrivata. Ma di prevenzione non se ne parla mai… potremmo dire parafrasando la storica canzone ‘la ballata della Fiat’ che in musica ci parla ancora oggi della contestazione operaia anche alle vuote parole ed ai piagnistei dei sindacalisti in assemblea ‘e di lottare non si parla mai…’ appunto, operai che si presero le assemblee e via via diventarono i protagonisti di una grande stagione del conflitto di classe.

 

La cronaca lascia intendere che almeno per i lavoratori esposti direttamente alla calura qualcosa si sia mosso. In realtà questo titolo è uscito proprio ad inizio settimana quando un nuovo omicidio sul lavoro ha colpito un operaio morto di stenti dentro una serra in orario vietato al lavoro dalle ordinanze regionali per ‘l’emergenza caldo’.

Appare chiaro che per i lavoratori i provvedimenti istituzionali, gli allarmi della protezione civile, le

Cisgiordania, ossa spezzate ai contadini palestinesi, in attesa del furto e poi della sua legalizzazione.

sabato 1 agosto 2026

Primo d’agosto Mestre ’68 - Una poesia

 "A casa senza voce, e con le mani
sporche dei sassi raccolti sui binari;
per una volta ancora, dopo tanto,
mi son sentito armato e non inerme
contro i nemici nostri di sempre.

Hai cercato nei loro volti
lo scherno e la freddezza
di chi ti ha caricato tante volte:
«Pula fascista, vienimi addosso»
una rabbia ed una forza sconosciute.

Primo d’agosto, Mestre, sessantotto:
cinquemila di noi alla stazione,
trecento celerini lì davanti
pronti come sempre a sparare
per difendere il  padrone.

Ti sei giurato in cuor tuo
che non avresti ceduto mai
anche se non dimentichi la paura
delle legnate e dei fucili
provati troppe volte a tu per tu.

Noi si gridava: «Edison in ginocchio!»
e poi: «Montecatini assassini!»:
le armi vostre sono lì schierate,
padroni, ma stavolta ci temete
perché siamo tanti, troppi per voi.

E mentre vi aspettiamo
servi di chi ci sfrutta,
vi siete finalmente ritirati
in preda anche voi, per una volta,
alla paura d’esser picchiati.

Se questa è violenza, o padrone,
abbiamo scordato, la tua legalità:
solo la tua violenza è autorizzata:
a questa noi opponiamo la nostra, l’unità.

Colpo su colpo, senza illusioni,
giorno per giorno, senza più paura,
uomo per uomo, nasce la lotta:
di tanti primi d’agosto sarà fatta
la nostra liberazione;
di tanti primi d’agosto sarà fatta
la nostra rivoluzione."

Il primo agosto 1968 rappresentò l’apice della lotta degli operai della Montedison, a Porto Marghera, lotta che durò dalla metà di luglio ai primi giorni di agosto.

Primo d’agosto Mestre ’68
Gualtiero Bertelli

Lavoro: 18 morti nel 30-31 luglio


di Carlo Soricelli (*)

Fra il 30 e il 31 luglio si è verificata un’impennata tragica con 18 morti registrati esclusivamente sui luoghi di lavoro (occorre aggiungere chi è morto in «itinere»)


REPORT SULLE VITTIME DEL LAVORO

Analisi dei dati e delle tragiche evidenze nei primi sette mesi del 2026

A cura di Carlo Soricelli

Curatore dell’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro di Bologna

Sito web: cadutisullavoro.blogspot.it – Data: 1° Agosto 2026

1. Quadro Statistico Generale (Gennaio – Luglio 2026)

I dati raccolti ed elaborati dall’Osservatorio Nazionale tracciano un quadro drammatico per i primi sette mesi del 2026, evidenziando un netto e preoccupante peggioramento dei numeri rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente:

  • Morti sui luoghi di lavoro (al 31 luglio 2026): 665 vittime (esclusi gli infortuni in itinere), con un incremento del +6,02% rispetto ai 625 decessi registrati al 31 luglio 2025.
  • Focus sul mese di Luglio 2026: 126 vittime complessive (102 decedute direttamente sui luoghi di lavoro e 24 infortuni in itinere accertati). Nel solo mese di luglio si registra un aumento del +6,5% rispetto ai 96 morti sui luoghi di lavoro del luglio 2025.
  • L’emergenza degli ultimi due giorni: Tra il 30 e il 31 luglio si è verificata un’impennata tragica con 18 morti registrati esclusivamente sui luoghi di lavoro. A questi occorre aggiungere l’itinere

2. La Tragica Sequenza degli Ultimi Giorni

Il mese di luglio si chiude sotto il segno di un dolore inaccettabile, ma anche di un estremo, commovente atto d’amore.

L’estremo sacrificio di Mesagne (BR): A Mesagne, Antonio D’Errico (66 anni) ha perso la vita in un cantiere edile. Di fronte al crollo improvviso della struttura su cui stava lavorando insieme al figlio ventiseicenne, Antonio non ci ha pensato un solo istante: si è interposto d’istinto, facendo da scudo con il proprio corpo per spingerlo via e salvargli la vita. Un gesto supremo d’amore che ha strappato un ragazzo di 26 anni alla morte, ma che ci consegna l’ennesima vittima di una catena di tragedie che non accenna a fermarsi.

Storie e contesti delle ultime vittime accertate:

Dal blog tarantocontro - Giorgia Meloni festeggerà a Bari «il record del governo più longevo»: l'evento al porto il 4 settembre

Guastiamo insieme con una forte mobilitazione unitaria regionale la festa al governo antioperaio e antipopolare, fascista, razzista e da Stato di polizia, guerrafondaio e complice del genocidio sionista/imperialista in Palestina

Slai cobas per il sindacato di classe Taranto 

Giorgia Meloni festeggerà a Bari «il record del governo più longevo»: l'evento al porto il 4 settembre

"La festa nazionale di Fratelli d’Italia in Puglia: alle 19.00 salirà sul palco la presidente del Consiglio

Si terrà il prossimo 4 settembre al porto di Bari la festa nazionale di Fratelli d’Italia, organizzata per celebrare «il record del governo più longevo». Lo ha reso noto il sottosegretario alla Salute, e coordinatore regionale del partito, Marcello Gemmato. Momento clou della giornata, alle 19.00, sarà la presenza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accompagnata dai ministri, parlamentari e da tutta la classe dirigente del partito. Sono, inoltre, in via di definizione altre iniziative collaterali.
«E' un grande orgoglio per la classe dirigente pugliese - dice Gemmato - ospitare questo evento storico». Stamattina lo stesso Gemmato, accompagnato dai deputati di Fdi, Giovanni Donzelli e Augusta Montaruli, ha fatto un sopralluogo nella location che ospiterà l’evento".

Solidali con i migranti nostri fratelli arrivati in massa a Ceuta - accoglienza solidarietà permessi di soggiorno per tutti

Migliaia di persone provenienti dal Marocco hanno attraversato i frangiflutti di confine verso Ceuta, l’enclave spagnola sul territorio marocchino. Si tratta di ingressi che si vanno ad aggiungere a centinaia di altri arrivati a nuoto negli ultimi giorni e contro i quali il governo spagnolo sta operando per la lororiconsegna” al Marocco. tanti sono morti in mare cercando di raggiungere a nuoto o con mezzi di fortuna l’enclave spagnola.

Migliaia di persone hanno varcato la barriera negli ultimi dieci giorni e altre migliaia si sono diretti ieri, giovedì, verso la frontiera tra Castillejos (Marocco) e Ceuta per tentare di oltrepassare il muro che separa le due città.

r

Le barriere di protezione non erano presidiate in quel momento da agenti di polizia, e i migranti hanno avuto accesso al territorio spagnolo mentre gli agenti delle forze ausiliarie marocchine, che si occupano della sicurezza a terra, si ritiravano al passaggio dei giovani. Nel pomeriggio di giovedì, continuavano ancora ad entrare persone nel territorio spagnolo.

Gli agenti di sicurezza interpellati dall’agenzia spagnola EFE hanno dichiarato di non conoscere il

La lotta paga e uniti si vince: Ryiad Al-Bustanji ringrazia tutti coloro che si sono spesi per far valere i suoi diritti in carcere

Solo pochi giorni fa la sua famiglia, in una lettera al team legale di Al-Bustanji, denunciava le condizioni durissime a cui veniva sottoposto nella sua detenzione a Bancali, che ne mettevano a rischio la vita, la salute, i suoi legami affettivi.
La mobilitazione di tutti i solidali che si sono uniti in rete in vista della giornata nazionale di lotta del 18 luglio in sostegno di tutti i prigionieri palestinesi in Italia, ha fatto sì che un primo importante risultato concreto si sia ottenuto.
La massiccia campagna stampa delle compagne e dei compagni di Culleziu contra a la Gherra, Giovani Palestinesi Sardegna, Amicizia Sardegna-Palestina, Associazione dei Palestinesi in Italia, UNIGCOM e Unica per la Palestina, la segnalazione del soccorso rosso proletario alla senatrice Ilaria Cucchi, che ha scitto al carcere, al DAP e ai garanti nazionale e regionale dei detenuti, la visita nel carcere sassarese della Garante, immediatamente interessata anche dai compagni sardi, hanno finalmente dato una svolta alla situazione detentiva di Al-Bustanji.
Ryiad è stato subito sottoposto a una visita medica accurata. Ora riceve le cure e gli alimenti adeguati ed è seguito attentamente nel centro clinico del carcere per tutte le sue patologie. Le ore di videocolloqui con la famiglia gli sono stati ripristinati e gli è stato restituito il ventilatore per far fronte alle temperature insopportabili.
Questa prima vittoria, oltre a renderci felici, ci sprona ad andare avanti e a rilanciare l’appello per la difesa di tutti i prigionieri palestinesi detenuti in Italia, che invitiamo a sottoscrivere e a diffondere.

"La guerra ai giovani" - Nei decreti del governo Meloni

Dall'intervento fatto dalla Avvocata Antonietta Ricci dello Slai cobas sc Taranto ad un'assemblea della Freedom Flotilla Italia il 27 luglio.

Gli altri interventi li puoi sentire in: https://tarantocontro.blogspot.com/2026/07/dissentire-e-democrazia-voci.html

"...Solo pochi giorni fa questa compagine governativa ha avuto l'idea di emanare l'ennesimo decreto sicurezza, un decreto che è stato chiamato “antimaranza”. Da questo punto di vista mi chiedo se stiamo parlando di diritto penale o sia un nome da rotocalco, perché non so di quanto giuridico ci sia in questo concetto di “maranza”, che cosa stiamo configurando, a chi si riferisce - non è altro che uno stereotipo? Uno stereotipo che conferma però una linea, una scelta giuridica che è partita dall'inizio, dal momento in cui si è insediato questo governo; cioè una linea che punta ai giovani,

Il primo atto che ha fatto il governo Meloni è stato il decreto “anti-rape”, che appunto riguarda soprattutto i giovani e il loro diritto di riunirsi e di festeggiare con musica tecnico - se questa musica non vi piaceva bastava non ascoltarla invece che fare un decreto che la vietava.

Dopo il decreto Rape siamo passati al decreto “Caivano” che ha voluto risolvere secondo loro la questione di un degrado sociale che si trova in questa zona della Campania ma che di fatto ha portato al

venerdì 31 luglio 2026

Intervista all'avvocato Vitale sul caso dei due ragazzi tedeschi arrestati in Valsusa

In Cisgiordania una terza intifada palestinese è pressoché inevitabile - un contributo

da invictapalestina

I territori palestinesi occupati si stanno avvicinando al punto di rottura.

Fonte

Un’altra moschea in Cisgiordania è stata incendiata da coloni ebrei illegali.

I territori palestinesi si stanno avvicinando al punto di rottura. Mentre il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu si prepara a incontrare il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Washington martedì, sempre più unità dell’esercito israeliano vengono dispiegate in Cisgiordania e qualsiasi svolta significativa a Gaza rimane una lontana illusione. Nel frattempo, la carneficina quotidiana nell’enclave passa in gran parte inosservata, oscurata dal conflitto con l’Iran e aggravata dalla quasi totale assenza di media stranieri sul territorio.

Il mondo non sta guardando. Ma le condizioni per un’esplosione si stanno indubbiamente creando.

Ho vissuto e raccontato sia la prima che la seconda intifada palestinese. La parola intifada significa letteralmente “scuotimento” – un rifiuto di massa da parte dei palestinesi di quella che percepiscono come un’occupazione militare straniera indesiderata e apparentemente senza fine. Sebbene molti

giovedì 30 luglio 2026

Replica dell'avvocato Gianluca Vitale di Torino alle allusioni criminalizzanti del Corriere della sera sul suo ruolo di difensore dei due giovani arrestati in Val Susa

 Dall'avvocato Gianluca Vitale

PRIMA LEZIONE: IL DIRITTO DI DIFESA NON SI TOCCA E NON SI STRUMENTAIZZA.

Gentile Direttore,
aprendo oggi le pagine del Suo giornale on line mi sono imbattuto nell’articolo relativo alla vicenda dei due giovani arresti in Val Susa dopo le manifestazioni dello scorso fine settimana, a firma di Alberto Giulini, inviato in Val Susa.
Orbene, oltre ad essere richiamati tra virgolette alcuni passaggi dell’ordinanza con la quale la G.I.P. di Torino ha disposto la custodia in carcere, vi è paragrafo dal titolo “L’avvocato di Askatasuna”. In tale paragrafo si evidenzia in una prima parte che i due ragazzi arrestati avrebbero avuto in auto indumenti che avrebbero permesso la loro identificazione come partecipanti agli scontri. Si legge, però, subito dopo, che il non essersi disfatti dei capi di abbigliamento usati (secondo l’ipotesi accusatoria) durante gli scontri “non sarebbero le uniche leggerezze. Un altro “scivolone” è arrivato al momento del fermo e confermerebbe la regia di Askatasuna dietro gli scontri. Gli attivisti tedeschi avrebbero subito indicato come legale di fiducia Gianluca Vitale, uno degli storici legali del centro sociale. (…). Elementi che, per gli investigatori della Digos, confermerebbero il ruolo di primissimo piano di Askatasuna: gli attivisti del centro sociale avrebbero coordinato le squadre arrivate in Val di Susa, fornendo anche i nominativi degli avvocati da indicare in caso di arresto. Proprio come successo nel caso dei giovani tedeschi”.    

Al di là della falsità (o quanto meno erroneità) di tali affermazioni (i due ragazzi non hanno subito indicato lo scrivente quale proprio difensore di fiducia, tanto che erano stati loro nominati inizialmente dei difensori di ufficio; la nomina dello scrivente, peraltro congiunta con la brava Collega Avvocata Della Pepa, evidentemente di scarso interesse “scandalistico” per l’autore, è giunta dai parenti in Germania dei due giovani, per poi essere da loro confermata in udienza), ciò che devo sottolineare e censurare fermamente è l’affermazione che la nomina di questo o di quel legale possa (o debba) essere considerata prova (spero meramente indiziaria) a carico degli indagati.

Non ho alcuna intenzione (né tantomeno interesse) di fornire a Lei o all’autore dell’articolo una

26 settembre - Giornata internazionale di solidarietà e lotta contro il regime fascista indiano, l'imperialismo, il governo italiano, l'infame alleanza Modi/Netanyahu

info contatti opuscoli richiedi a csgpindia@gmail.com

Bologna - 12 settembre assemblea nazionale - Vedi video

 https://www.facebook.com/share/v/1JhmftvGeU/

La Tav è funzionale alla mobilità militare, non allo sviluppo del paese

Sulla Tav Torino Lione, no. Non chiamiamola alta velocità. L’alta velocità da Milano a Parigi c’è già, da un pezzo ed è una meraviglia. 6 ore di comodo viaggio a 45 euro. A settembre ci andiamo con tutta la famiglia. Potrebbe essere migliorata e incentivata ma c’è e passa su binari esistenti. Potrebbero migliorare i collegamenti anche regionali da Italia a Francia ma la linea c’è.

La Tav serve solo e unicamente alla Military mobility. Un piano europeo che esiste da anni ma ogni anno diventa sempre più insistente e minaccioso. La commissione europea spinge per adeguare ogni infrastruttura logistica alla guerra, stanzia miliardi, una volta fatto tutto, la guerra può scoppiare.

Il Parlamento europeo voterà a breve, informatevi.

La Tav fa parte del Corridoio Mediterraneo, uno dei grandi assi di trasporto della rete europea TEN-T che collega la penisola iberica al confine tra Ungheria e Ucraina. Far passare convogli fuori sagoma, militari, su gallerie dimensionate ai carri armati da ovest a est, verso Ucraina. A Pontedera, La Spezia, Genova, in ogni paese ci sono opere adeguamenti di porti, ferrovie, stazioni, binari, strade. Migliaia, centinaia di altre opere, magari più piccole ma tutte per uno scopo: la guerra.

Emers è il tasto rosso, qualsiasi stato lo può premere e le nostre strade e ferrovie si riempiranno di eserciti in marcia. I lavoratori civili perderanno tutele e saranno considerati come militari. Già tutto è in preparazione.

La Tav Torino Lione per motivi commerciali e civili non ha senso. Magari una volta, ma poi si è capito che è un danno e un costo sproporzionato rispetto al vantaggio. Ora serve solo per una cosa. La guerra.

Quando si parla di “guerriglia” o meglio sabotaggio, anche se violento, contro questa grande opera, scriviamo esattamente le cose come stanno.

La Tav non è un treno, non è freccia rossa o TGV. La Tav è Military mobility, è guerra.

E se una volta l’anno, in pieno giorno, in un giorno stabilito, e conosciuto dalla polizia, avviene un sabotaggio… chiamiamolo per quello che è, sabotaggio della Military mobility. Può non piacere, (a me il fumo nero non piace) preferirei altri metodi, ma chiamiamolo con il suo nome.

 * giornalista

Basta con le balle di governo e questure sui presunti feriti della polizia - veline a cui la stampa si presta

“È un tema critico e una distorsione storica del giornalismo d’informazione. La prassi di prendere il comunicato della Questura o dell’ufficio stampa di un ministero e rilanciarlo verbatim senza verifiche, contestualizzazione o contro-inchiesta, non è solo un vizio recente: è un automatismo strutturale del giornalismo di cronaca italiana.

Sulla gestione delle cifre dei feriti tra le forze dell’ordine nei cortei ci sono dinamiche precise che spiegano perché quei numeri sembrano, e spesso sono, del tutto sproporzionati rispetto alla dinamica reale della piazza. Come si formano quei “numeri-velina”?

La differenza tra come il pubblico percepisce la parola “ferito” e come viene usata nei bollettini della Questura è il fulcro di questo meccanismo: il criterio contabile dei “referti medicalizzati”: Per la Questura e per i sindacati di polizia, entra nel computo dei “feriti” chiunque passi da un presidio sanitario o dal pronto soccorso al termine del servizio per far protocollare un disturbo.

Se 50 agenti vengono esposti a un fumogeno, sentono un fischio alle orecchie per un petardo, riportano

“Siamo tutti responsabili, non ci sono buoni e cattivi”. I No Tav della valle rivendicano l’assalto al cantiere

Guido Fissore, volto storico dell'attivismo No Tav, commenta così gli scontri tra antagonisti e forze dell'ordine a Chiomonte e San Didero di sabato scorso. Lo dice senza citare gli oltre 120 feriti tra gli uomini in divisa e i danni per un milione al cantiere di Chiomonte. Lo ripete nell'incontro pubblico che l'ala storica del movimento anti supertreno ha deciso di organizzare per far sentire la propria voce.

«Il racconto della maggior parte dei giornali e dei telegiornali è il solito che fanno dai tempi del G8 di Genova - ha detto Fissore - E cioè che c'erano i valligiani da una parte che volevano manifestare tranquillamente e poi sono arrivati i black bloc. In realtà, questa divisione è assolutamente falsa».

Le dichiarazioni di Guido Fissore sul corteo No Tav

Va netto Guido Fissore, uomo che fu accanto ad Alberto Perino nei primi anni delle grandi mobilitazioni. Va netto su tutto: «Sono andati a Chiomonte in migliaia e migliaia. Quello che è accaduto là lo abbiamo fatto tutti: siamo tutti responsabili». E ricorda che già dopo gli scontri del 2011, il movimento era sceso in piazza a Torino portando lo striscione «Siamo tutti black bloc».

«Questo non vuol dire che tutti andiamo a tirare pietre ai poliziotti - ha ripreso Fissore - Entrare nel cantiere, invece, è stato un atto condiviso. Ed è bene che si sappia». «Raccontare che noi siamo bravi, che non facciamo queste cose e che sono quelli che vengono da fuori che fanno questi gesti è falso. Siamo tutti responsabili».

Nicoletta Dosio: la difesa del movimento No Tav

Con lui c'è anche Nicoletta Dosio, altra storica militante della valle, finita in carcere qualche anno fa per una condanna riconducibile a fatti legati al No Tav. Ascoltatissima e determinata oggi dice: «Abbiamo praticato il diritto alla difesa. Ma ci viene imputata la devastazione del cantiere di Chiomonte. E dire che noi la devastazione l'abbiamo vista arrivare giorno dopo giorno su questo territorio. Proprio con quei cantieri». 

Franco Olivero Fugera critica forze dell'ordine e Governo

E c'è chi va oltre, come fa Franco Olivero Fugera, consigliere comunale di minoranza a Giaglione che tuona: «In questa valle le forze dell'ordine non sono qui per difendere le persone, come vorrebbero far credere, ma a difendere la devastazione del nostro territorio». Che poi commentato così la visita di Meloni e Piantedosi a Chiomonte: «Proviamo un po' di fastidio per la loro presenza qui. Ma questo significa che l'avversario è debole. Questi giorni sono un grande risultato per noi. C'è stata la grande partecipazione. Continueremo così».