sabato 25 gennaio 2020

pc 25 gennaio - Un appello dall'Ecuador che invitiamo tutti gli antimperialisti a far circolare

Enero del 2020
¡NO A LA PERSECUCIÓN POLÍTICA DEL COMPAÑERO JOAQUÍN CHALUIZA!
¡LIBERTAD PARA EL COMPAÑERO CRISTIAN MONTERO!
La arremetida del régimen entreguista, represivo y hambreador de Moreno en contra de la dirigencia popular no cesa.
Semanas atrás fue detenido Cristian Montero, dirigente campesino arrestado sin ningún argumento o evidencia legal, más sí acusado por el régimen de delitos por rebelión, paralización de vías y servicios públicos; en definitiva, de haber participado en la rebelión de octubre. Lo curioso del caso es que en la audiencia de formulación de cargos realizada hace pocos días en la ciudad de Quevedo,

pc 25 gennaio - Il cane golpista venezuelano, servo dell'imperialismo americano preso a torte in faccia

Contestato anche a Bruxelles: il golpista Guaidó colpito con una torta all'esterno del Parlamento Europeo


Evidentemente
anche al di fuori dei confini venezuelani nonostante la buona stampa di cui gode il golpista autoproclamato al quadrato, hanno capito di che pasta è realmente fatto Juan Guaidó.
In Venezuela ormai screditato del tutto e sommerso dagli scandali legati alla corruzione.
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-video_contestato_anche_a_bruxelles_il_golpista_guaid_colpito_con_una_torta_allesterno_del_parlamento_europeo/5694_32752/

pc 25 gennaio - SI, è bene che la lotta degli operai licenziati si sposti sotto le case dei padroni!

Torino, la protesta degli operai Embraco si sposta sotto casa degli imprenditori di Ventures

Lunedì doppio sit in per i lavoratori: al mattino nei pressi dela sede Whirlpool di Pero, al pomeriggio a Como, dove risiede la famiglia che ha lanciato la reindustrializzazione flop

Tutti i casa di Di Bari. Protesta in trasferta per i lavoratori della ex Embraco, ora Ventures. Lunedi gli operai in attesa di capire come finirà il tavolo convocato al ministero dello Sviluppo Economico per il 3 febbraio, si ritroveranno a Pero sotto la sede della Whirlpool Emea. Il sit in si sposterà poi al pomeriggio a Como sotto casa della famiglia Di Bari, la proprietà della Ventures, quella che avrebbe dovuto riconvertire lo stabilimento di Riva di Chieri. Operazione che non è riuscita. Un flop che ha portato ora gli operai, 400, a non percepire da mesi lo stipendio e a infrangere qualsiasi speranza di avere un'occupazione e di veder risorgere la fabbrica. ... Di Bari  ha anche usato parte sei fondi privati erogati da Whirpool per pagarsi ricche consulenze.

pc 25 gennaio - Contro la strage infinita sul lavoro la lotta e l'organizzazione di una rete nazionale è urgente e necessaria!

info bastamortesullavoro@gmail.com

Morti sul lavoro, in Piemonte ormai è strage: a Virle la sesta vittima dall'inizio dell'anno

Un agricoltore è rimasto incastrato tra le pale di un mietitrebbia
Incidente mortale sul lavoro a Virle Piemonte, nel Torinese. Un uomo, Renato Cavaglià, titolare dell'azienda agricola in cui è avvenuta la disgrazia, originario di Pancalieri, sposato e con due figli, istruttore di paracadutismo con 4500 lanci all'attivo, è stato investito da una mietitrebbia questa mattina in un’azienda agricola di via Podi: era oramai senza vita quando è stato lanciato l’allarme. È la sesta vittima di un infortunio mortale sul lavoro in Piemonte da inizio anno.

pc 25 gennaio - Lidia Beccaria Rolfi, staffetta partigiana, è ben viva e fa ancora paura ai fascionazisti

Deportata a Ravensbruck come politica, ma testimone dell'Olocausto

Una scritta antisemita è comparsa a Mondovì, in provincia di Cuneo, a poche ore dal Giorno della Memoria. Sulla porta dell’abitazione di Lidia Beccaria Rolfi, Una frase che riecheggia quelle usate dai nazisti durante i rastrellamenti, in Italia quanto in Germania, per deportare gli ebrei.
Nella casa di Lidia Beccaria Rolfi, morta nel 1996, abita oggi il figlio Aldo che ha già sporto denuncia contro ignoti. "È inquietante quello che è successo questa notte. Non c'è altro modo per commentare - dice il figlio - Ieri è uscito un articolo dove ho fatto alcune riflessioni e riportato frasi di interviste di mia madre e questo è il risultato. Mi sembra il segno tangibile di un clima che si è creato e questi sono gli effetti". Sulla "Provincia Granda" Aldo Rolfi aveva scritto tra l'altro: "L'emergenza odio è colossale, palpabile in tutti i campi. La mente torna a notti buie e vergognose della nostra Storia recente".
"Ho attraversato questa porta molte volte. La scritta è apparsa oggi, dopo che Aldo è intervenuto su un giornale locale per ricordare sua madre. Al di là della patente ignoranza - Lidia è stata una deportata politica - è uno dei molti segnali che ci dovrebbero fare alzare la voce per ricordare a tutti che essere antifascisti è il primo dovere della memoria che abbiamo" commenta lo storico Bruno Maida che con Lidia Rolfi ha scritto diversi libri sulla deportazione. "Mi sembra un gesto molto grave tanto più nella dimensione di Mondovì e per il ruolo di Lidia".

pc 25 gennaio - Processo Eternit - al padrone assassino per ora va male... ma restiamo convinti che l'unica giustizia è quella proletaria!

info a cura Rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio

Eternit bis, l'ex patron Schmidheiny a giudizio per omicidio volontario: sfuma l'ipotesi prescrizione - 

L'udienza sarà il 27 novembre.

Il manager svizzero, già nella bufera per le sue frasi choc contro l'Italia in una recente intervista, è accusato di avere provocato la morte di 392 persone

Stephan Schmidheiny è stato rinviato a giudizio per omicidio volontario nel filone cosiddetto Eternit bis per le morti di 392 persone di Casale Monferrato, decedute per le conseguenze dell'esposizione

pc 25 gennaio - Amianto processo Enichem Ravenna - speriamo che non sia un nuovo caso di giustizia negata

info a cura della Rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio info bastamortesullavoro@gmai.com

Appello amianto Enichem Ravenna: battuta d’arresto Appuntamento il 18 maggio 2020 (ore 9) alla Corte d’appello di Bologna.


di Vito Totire (*)

Battuta di arresto molto negativa a Bologna nel processo di appello Enichem. Dopo vari rimpalli fra la corte d’appello e la Cassazione sulla nomina di un ctu (consulente tecnico d’ufficio), il nuovo collegio – presidente Pescatore – ha comunicato che non è assolutamente necessario avviare una consulenza.
Il rinvio è al 18 maggio 2020.
Per noi la (quasi) assoluzione in primo grado è stata un rigetto delle conoscenze scientifiche e degli orientamenti condivisi unanimemente dalla comunità scientifica

pc 25 gennaio - CONTRO LA GUERRA PRESIDIO SIMBOLICO ALL'AMMIRAGLIATO DI TARANTO



Ai lavoratori, ai giovani, alle masse popolari di Taranto
informiamoci, organizziamoci, lottiamo insieme

CONTRO LA GUERRA NEL MEDITERRANEO E ALLE PORTE DI CASA
L'Italia, come tutte le potenze imperialiste, non sta affatto adoperandosi per la pace in Libia, Iraq, ecc., ma si attrezza anch'essa per la guerra, cercando di avere un ruolo nello scontro di interessi tra i paesi europei.
Questa guerra, per l'Italia, viene fatta soprattutto per difendere i profitti delle multinazionali italiane, in primis l'ENI.
Per i lavoratori, giovani, donne sono uno schiaffo ai gravi problemi di vita: milioni, miliardi, spesi per

pc 25 gennaio - IL 25 GENNAIO 2016 VENIVA UCCISO GIULIO REGENI: RESPONSABILI E COMPLICI

Nelle iniziative odierne contro la guerra proletari comunisti porta con forza la denuncia dell'uccisione di Regeni, il 25 gennaio di 4 anni fa, dei suoi responsabili diretti e dei complici nostrani

I governi italiani, compreso quello attuale del governo Conte, sono complici del regime di Al Sisi.
Dopo 4 anni, dal 25 gennaio 2016, dell'assassinio di Regeni, il governo e lo Stato italiano permette che si continui ad insabbiare la verità e le responsabilità dirette del regime nelle torture e uccisione di Regeni, accontendandosi di promesse, assolutamente false.
Ma non basta. Lo stesso Conte spende solo qualche parola sull'inchiesta a margine degli incontri con Al Sise, mentre la vera ragione degli incontri è l'aumento degli affari dell'imperialismo italiano con l'Egitto, che mai come in questo momento sono floridi. 
I miliardi di profitti frutto di questi rapporti possono ben insabbiare le inchieste per la giustizia e verità per Giulio Regeni. 

pc 25 gennaio - MALEDETTI PADRONI - operaio licenziato si impicca

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Simone Sinigaglia è un operaio di quarant’anni licenziato dalla sua azienda nel Veneto perché considerato un “furbetto della 104”. La legge che concede permessi dal lavoro per assistere parenti malati, permessi che le imprese in questa società di merda considerano una specie di furto a danno dei propri profitti.
Così le direzioni aziendali spendono soldi in investigatori privati che indagano sui lavoratori per trovare l’occasione per farli licenziare. Ufficialmente ci si preoccupa per la privacy in maniera spesso ossessiva, ma quando il padrone assolda spioni che rovistano nella vita dei suoi dipendenti, beh questo è libero mercato.
Si cerca di trovare  il momento in cui il lavoratore lascia la persona che sta aiutando, magari per andare a fare la spesa, fare un piccolo servizio, sistemare un piccolo guaio. Ecco allora che lo spione

pc 25 gennaio - Nicoletta Dosio piantonata in ospedale per un intervento chirurgico

dal carcere delle Vallette Torino - info notav

...Nicoletta ha subito un piccolo intervento programmato da tempo all’ospedale di Rivoli. A dire il vero l’intervento era programmato per la scorsa settimana ma poi rimandato per “problemi” ancora non giustificati, ci risulta, dall’amministrazione penitenziaria.
Nicoletta ha dovuto affrontare la cura della sua persona confrontandosi con l’oppressione del carcere, infatti è stata portata a Rivoli da una corposa scorta di polizia penitenziaria che non solo ha “presidiato” il piano e la stanza dell’ospedale, ma ha persino visto la presenza di un’agente donna, all’interno della sala operatoria.
Un qualcosa di abominevole, che rappresenta una volta in più la violenza della privazione della libertà, non rispettando niente e nessuno, nemmeno un minimo principio di riservatezza.
Nicoletta sta bene ora, l’intervento di routine è riuscito e purtroppo rientrerà in carcere in giornata, per fortuna non necessita ulteriori cure o medicazioni, anche perchè se così fosse la sezione femminile non ne è attrezzata.
A Silvano è stato concesso insieme all’avvocato di stare un’ora insieme a lei dopo l’operazione, almeno ha potuto avere un pò di conforto in un contorno orribile.
Nicoletta è forte e consapevole, ma una volta in più la vogliamo libera!

Qui di seguito l’ultima lettera che ci ha spedito Nicoletta:
Care compagne e compagni, datemi notizie sulle vostre vicende giudiziarie
CC Le Vallette, 16/01/2020
Cara Dana,
scrivo a te, ma sono certa che trasmetterai a tutte le compagne e i compagni, anzi, a tutte le donne e

pc 25 gennaio - PULIZIE SCUOLE: MIUR E CISL HANNO GIA' DECISO CHE MIGLIAIA DI LAVORATORI RESTERANNO FUORI - SERVE UNA LOTTA VERA, COME LA RIVOLTA DEL 2007 A TARANTO

MIUR e Sindacati, esplicitamente la Cisl, vanno verso una soluzione che non difende il lavoro per tutti.

Il sottosegretario al Miur dice: "non tutti potranno potranno avere un posto nella scuola ma l'impegno del governo è trovare una soluzione per ciascuno dei lavoratori coinvolti"
Il segretario confederale della Cisl dice: "Bisogna costruire un piano di ammortizzatori sociali per tutelare i lavoratori".

Quindi, sia governo che sindacati danno già per definito la cacciata di circa 5mila lavoratori delle pulizie dal piano di internalizzazione. Gli "ammortizzatori sociali" saranno la miseria del "reddito di cittadinanza", sotto controllo e a condizione di poi dover accettare qualsiasi lavoro pure a 240 Km di distanza?

Infine, c'è da rilevare che le Ditte protestano (e sono arrivate pure a chiamare i lavoratori a manifestare per loro), ma la loro preoccupazione non sono certo i posti di lavoro e il salario, ma gli "80 milioni di euro che dovranno pagare come indennità di disoccupazione" (E stiamo parlando di Ditte come la multinazionale tedesca Dussmann...)

Alle lavoratrici e lavoratori diciamo: 
SE SI VUOLE SALVAGUARDARE IL LAVORO, IL SALARIO, NON FAR PASSARE LA RIDUZIONE NE' DI POSTI DI LAVORO NE' DI ORE, BISOGNA FARE QUELLA GIUSTA RIVOLTA CHE SI FECE NEL 2007 A TARANTO E CHE IMPEDI' LICENZIAMENTI E TAGLI DI ORE - TUTTI FURONO ASSUNTI E NESSUNO PERSE NULLA SUL SALARIO  (Leggi il dossier)



Questo ricco Dossier si può richiedere a slaicobasta@gmail.com

pc 25 gennaio - Vittoria legale per i lavoratori riders di FOODORA

La Cassazione boccia Foodora, vittoria piena dei rider: "Sono lavoratori subordinati"
Una protesta dei rider a Torino 
Respinto il ricorso di Foodinho, l'azienda di food delivery che ha ereditato dalla "casa madre" la causa avviata a Torino da cinque ciclofattorini

Adesso è una vittoria piena quella che i rider hanno ottenuto dalla Cassazione a proposito del riconoscimento del loro ruolo. La Suprema corte infatti non solo ha respinto il ricorso avanzato da Foodinho, che ha ereditato dal colosso del food delivery Foodora (in liquidazione) la causa pilota che un gruppo di lavoratori aveva avviato davanti al tribunale di Torino, ma ha addirittura aggiunto un tassello importante sulla tutela dei ciclofattorini stabilendo che vanno trattati come  dipendenti e non come lavoratori autonomi.
"Si applica la disciplina del lavoro subordinato - ha scritto la Cassazione - tutte le volte in cui la prestazione del collaboratore abbia carattere esclusivamente personale e sia svolta in maniera continuativa nel tempo e le modalità di esecuzione della prestazione, anche in relazione ai tempi e al luogo di lavoro, siano organizzate dal committente".

Era stata una strada in salita, quella dei cinque lavoratori, assistiti dagli avvocati Giulia Druetta, Sergio Bonetto, Giuseppe Marziale e Patrizia Totaro. In primo grado il tribunale del lavoro di

pc 25 gennaio - Giornate di mobilitazione internazionale per la liberazione di Ahmad Sa'adat e dei/delle prigionieri/e palestinesi

info a cura di Soccorso Rosso Proletario srpitalia@gmail.com

15 - 29 Gennaio 2020

In questi giorni si sta svolgendo una mobilitazione internazionale, indetta dal 15 al 29 gennaio 2020, a sostegno della liberazione di Ahmad Sa'adat e di tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, organizzata dalla "Campagna per la liberazione di Ahmad Sa'adat", Samidoun (Rete di solidarietà a sostegno dei prigionieri palestinesi) e altre organizzazioni. Ahmad Sa'adat, segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), è stato arrestato il 15 gennaio 2002 dalla polizia dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) che rappresenta gli interessi della borghesia palestinese, ed imprigionato sotto la sorveglianza delle autorità USA e britanniche. Successivamente nel 2006 le forze di occupazione israeliane l'hanno rapito e condotto in carcere in Israele per poi condannarlo, il 25 dicembre 2008, a 30 anni di prigione. Per il movimento palestinese Ahmad Sa'adat rappresenta il simbolo della lotta contro il sionismo e l'imperialismo. Per la stessa causa sono attualmente detenuti oltre 5.000 prigionieri palestinesi che continuano a lottare contro le vessazioni subite. Così come Georges Abdallah, militante libanese antimperialista e per la causa palestinese, è prigioniero in Francia dall'ottobre 1984.
Il popolo palestinese in questi anni non ha mai smesso di sostenere Ahmad Sa'adat, Georges Abdallah e tutti i prigionieri, considerandoli parte integrante del movimento di lotta contro l'occupante sionista.
Nell'ambito della mobilitazione indetta dal 15 al 29 gennaio, si stanno svolgendo manifestazioni e iniziative in diverse città del mondo, tra cui Parigi, Bruxelles, Vienna, Tolosa, Berna, Goteborg, Wicklow (Irlanda), Annarbor (USA) e Vancouver. In particolare in Libano, nel corso delle proteste

venerdì 24 gennaio 2020

pc 24 gennaio - Salvini con i suoi sodali, la fascistella Meloni e il rintronato Berlusconi chiudono a Ravenna con poca gente - Ancora una volta subissati dalle Sardine, ma questa volta c'è una forte contestazione antifascista

Scarsa partecipazione a Piazza del popolo per i 3 volti del moderno fascismo, Berlusconi (che si vanta di averli "sdoganati"), Salvini (il fascista amico dei criminali e servo dei padroni) e Meloni (fascista "storica"). La contestazione comunque è partita dagli antifascisti nella piazzetta vicina e tenuti a distanza da carabinieri, polizia e transenne.
e' stata straordinaria la partecipazione dei giovanissimi studenti, le studentesse quelle più determinate.
il video di local team:

A Ravenna in piazza del Popolo . Si è aperta con l'inno d'Italia cantato da tutti gli esponenti dei partiti della coalizione, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Si è chiusa con "Notti magiche" di Gianna Nannini e con l'immancabile selfie di gruppo. Poco distante, in contemporanea, 
una piazza piena di Sardine, che hanno portato libri  "Siamo 4 mila".

Ravenna, le Sardine scendono in piazza 

pc 24 gennaio - Salvini e la Lega il partito della corruzione. 49 milioni è tutto vero, ma il delinquente razzista continua a fare la campagna elettorale con l'appoggio innanzitutto dei giornali e tv



Matteo Salvini e la Lega sconfitti dall'Espresso. Il giudice: «Sui 49 milioni tutte notizie vere»

Il leader del Carroccio sbugiardato dal tribunale: respinte tutte le querele per diffamazione. La sentenza assolve i cronisti ed elogia il «giornalismo d’inchiesta»: sulla maxi-truffa dei rimborsi elettorali, pubblicati solo «fatti documentati»



Matteo Salvini e la Lega sconfitti dall'Espresso. Il giudice: «Sui 49 milioni tutte notizie vere»
Matteo Salvini è stato sconfitto dall'Espresso e sbugiardato dai giudici sullo scandalo dei 49 milioni confiscati alla Lega ma in gran parte spariti. Tutti i magistrati competenti hanno infatti dichiarato completamente infondate le querele per diffamazione proposte (e pubblicizzate) dal leader leghista, quando era ancora ministro dell'Interno, dal suo vice, Giancarlo Giorgetti, già sottosegretario alla presidenza del consiglio, e dal tesoriere del partito, l'onorevole Giulio Centemero. La sentenza dei giudici spiega che il lavoro dei giornalisti dell'Espresso rappresenta «indiscutibilmente» un esempio di «giornalismo d'inchiesta», che secondo la Cassazione va considerato «l'espressione più alta e nobile dell'attività d'informazione».

Le motivazioni del verdetto, depositate oggi, precisano che «con il giornalismo d'inchiesta l'acquisizione delle notizie avviene autonomamente, direttamente e attivamente da parte dei professionisti e non mediata da fonti esterne mediante la ricezione passiva di informazioni». I giornalisti dell'Espresso vanno quindi assolti con formula piena perché hanno pubblicato solo informazioni «verificate» e «documentate», di «indubbio interesse pubblico» ed esposte «con correttezza», con tutti i crismi del diritto-dovere di cronaca.


Per i vertici della Lega, la sconfitta giudiziaria è totale. Salvini, Giorgetti e Centemero avevano

pc 24 gennaio - Eternit/Schmidheiny: la violenza della borghesia impunita

L'unica giustizia è quella proletaria



"Quest'uomo, Stephan Schmidheiny, è l'ex-proprietario di Eternit Casale Monferrato. Il Sig. Schmidheiny è stato condannato per reati ambientali a 18 anni di carcere nel primo processo Eternit. Il Sig. Schmidheiny vive tranquillo nel suo paese, la Svizzera, senza aver scontato un giorno di carcere. Ad oggi, l'ex-imprenditore, è accusato, per un secondo processo, di aver ucciso 392 persone (il tribunale di Vercelli deve decidere se si è trattato di omicidio colposo o volontario). Insomma quest'uomo è accusato di aver fatto una strage per reato ambientale.

Numerose sono le prove a suo carico legate al fatto che abbia non solo sottovalutato le informazioni in suo possesso sui rischi dell'attività connessa alla sua azienda ma pare abbia proprio modificato i

pc 24 gennaio - Francia - Contro lo sciopero generale e le manifestazioni Macron ricorre alla violenza poliziesca

Ma la repressione non ferma, ma alimenta la lotta generale

Caen : solidarité contre les violences policières !



UNE CAGNOTTE POUR L’AMENDE A ÉTÉ MISE EN PLACE A L’ADRESSE SUIVANTE : www.lepotsolidaire.fr/pot/3firttmb
Frappés avec un bouclier, des bottes de flic et des poings renforcés pour avoir été sur un rond point : le 16 novembre dernier, à l’occasion du premier anniversaire du mouvement des gilets jaunes, avaient lieu partout en France des rassemblements contre la politique antisociale du gouvernement.

Voir la vidéo ci-dessous
Deux Jeunes Révolutionnaires de Caen ont été pris à parti par les flics sur un rond-point. Une vidéo à tourné, montrant un des camarades au sol, frappé par un flic à coup de pieds et de poings et cognant plusieurs fois sa tête contre le sol (elle est visible sur le lien). Le camarade témoigne :
” Pendant que je regardait mon ami XXX le visage à terre légèrement ensanglanté, les gendarmes qui m’ont interpellé ont commencé à me mettre des coups de genoux, de pieds et de poings avant de me jeter à terre. Ils m’ont pris par les cheveux afin de me la cognée à terre. Par la suite, un coup de bouclier m’as été asséné, j’étais sonné et je saignais de la tête. Alors que j’étais un peu KO mais encore conscient, je les ai entendu dire “putain il saigne on fait quoi chef” S’en est suivie une GAV particulièrement tendue et humiliante.
” Ayant des problèmes d’élocution du fait de mon bégaiement, j’ai subis des moqueries et les gendarmes m’ont plusieurs fois coupé la parole. Durant tout le long de cette GAV les gendarmes ont eu un comportement très irrespectueux. Nous avons tout les deux subis des moqueries à répétition, des menaces et des humiliations”

Photo après l’agression des flics
Pour se couvrir, les flics ont donc attaqué nos camarades. En première ligne des manifs à Caen, ils ont pris à eu deux 1200€ d’amende pour “outrage et rébellion” ! Un autre membre des Jeunes Révolutionnaires de Caen à été convoqué au tribunal sans raison apparente. Le pouvoir à peur de la lutte populaire de plus en plus intense. Les gens remettent de plus en plus en question la société et l’exploitation des prolétaires. Les flics se montrent de plus en plus comme les garants de l’ordre établi. Face à ça, des milliers de personnes qui se battent du côté du peuple prennent des amendes, des coups, sont mis en prison ou défigurés.
Nous appelons à soutenir nos camarades de Caen face à la répression et construire un comité anti-répression dans toute la région ! 

pc 24 gennaio - Francia - cambiare le forme di lotta e colpire i sindacati collaborazionisti durante la lotta è giusto e necessario! Un esempio degli operai francesi

da operai contro

Francia, gli operai dell’elettricità in sciopero hanno tagliato alcune linee elettriche ai ricchi per ricollegarle alle famiglie povere. Hanno punito anche il sindacato collaborazionista della CFDT, la sede è rimasta al buio.


La CGT, il maggior sindacato francese non è certo un sindacato sovversivo ma la differenza tra questo sindacato e il corrispettivo italiano, la CGIL, è quanto meno impietoso.
La dimostrazione di quanto siano combattivi gli esponenti della CGT rispetto alla vigliaccheria dei dirigenti nostrani della CGIL, capaci solo di fare dichiarazioni roboanti tipo “la lotta paga”, sta nei fatti.
La CGIL attraverso la dichiarazione del suo segretario generale , appena uscita dal tavolo governativo, si è attribuita la vittoria per la miserabile mancetta distribuita alla maggioranza degli operai dal governo attraverso il taglio del cuneo fiscale. Landini ha dichiarato: è un primo e importante risultato della lotta e della mobilitazione del sindacato. Ora andremo avanti per una riforma fiscale complessiva… come abbiamo visto la lotta paga”. Ma di quale lotta straparla questo immorale personaggio? È oramai da decenni che i capi del sindacato si sono dimenticati di determinare un qualunque sciopero, una qualsiasi mobilitazione e forme di lotta capaci di portare a casa un qualsivoglia risultato decente. L’importante però, a dispetto della realtà, è enunciare continuamente e inutilmente che la lotta paga. Come se pronunciare questo mantra ossessivo possa fermare i licenziamenti, ottenere aumenti salariali o spaventare padroni e governo.
Mentre qui da noi assistiamo a queste inutili enunciazioni, in Francia la situazione è totalmente diversa. É vero che le tradizioni contano; loro al re hanno tagliato la testa, mentre al re italiano è stato concesso un dorato esilio e questo la dice lunga sulle “nostre” tradizioni barricadiere, ma le loro forme di lotta, che qui subirebbero la condanna e la disapprovazione da parte di tutto il sindacato confederale, in Francia stanno realmente spaventando padroni e governo e sono difese e condivise dai capi della CGT.
Lo scorso 21 gennaio, gli operai aderenti alla CGT del settore Energie hanno messo in atto l’ennesimo blackout energetico e questo blackout è stato rivendicato e sostenuto dalla segreteria e da tutto il sindacato CGT: “Ancora corrente tagliata in Francia in un nuovo blitz contro la riforma delle pensioni rivendicata da CGT Energie. In particolare, il sindacato in lotta contro il progetto di Emmanuel Macron ha annunciato di essere all’origine del blackout di questa mattina nella zona dell’aeroporto di Orly e i mercati generali di Rungis, a sud di Parigi” (ansa 23 gennaio 2020). Così si è espresso il segretario generale della CGT Philippe Martinez sul giornale le Parisien del 22 gennaio: tutte le azioni, gli scioperi e le manifestazioni sono legittime, per tutti quelli che si svegliano la mattina e non hanno elettricità, riconosco che non è molto piacevole. Ma quando ci sono scioperi, ci sono cose che non funzionano”
Ma non basta, oltre a questa ultima forma di lotta gli operai francesi hanno anche tagliato la corrente elettrica alla sede del sindacato collaborazionista CFTD.

pc 24 gennaio - Genova - Pensiamo tutto il male possibile delle commemorazioni di Guido Rossa, ma siamo assolutamente d'accordo con la contestazione della rappresentante dell'ArcelorMittal

ArcelorMittal, l’ad Morselli contestata dagli operai di Genova alla commemorazione di Guido Rossa: vanno via quando parla



Prima i fischi di protesta, poi via dalla cerimonia appena ha iniziato a parlare. Gli operai dell’ex Ilva di Genova hanno contestato l’amministratore delegato di ArcelorMittal, Lucia Morselli, durante la commemorazione per la morte di Guido Rossa.
Quando la numero uno della multinazionale dell’acciaio ha preso la parola è scattata la protesta dei dipendenti di ArcelorMittal, che ha recentemente illustrato il suo nuovo piano industriale 2020-24 chiedendo 4.700 esuberi tra i 10.700 dipendenti.
Vergogna, vattene via. La vostra politica sono gli esuberi”, urlano prima di abbandonare la sala.
 
L’amministratore delegato ha risposto, come nella sua indole, alla contestazione ' Le aziende, ha aggiunto, “ci devono piacere sempre, le aziende vanno difese sempre” perché “sono garanti di libertà”. “Al di là delle posizioni e delle visioni diverse siamo tutti dalla parte dell’azienda – ha concluso – perché siamo tutti parte della fabbrica, siamo tutti dalla stessa parte. Guido Rossa ha fatto quello che si doveva fare. E, allora, auguro a tutti di sapere e di fare quello che va fatto”

pc 24 gennaio - Francia in lotta



Grève du 24 janvier contre la réforme des retraites en direct : «On n’a pas tous le même régime, mais la même colère »



L'évacuation des manifestants, rue de la Pépinière à Paris. Plus de 111 000 personnes ont manifesté vendredi contre la réforme des retraites dans une quarantaine de villes hors Paris, selon un décompte

pc 24 gennaio - L'infame sponsorizzazione di una persona di m... che strumentalizza sport e professione - Bologna calcio società, città e tifo non può accettare questo ignobile degrado




Il post di Salvini con Mihajlovic
Il post di Salvini con Mihajlovi

pc 24 gennaio - A Bibbiano le sardine con una grande partecipazione riducono ai minimi termini l'osceno show sui bambini del maiale fascista Salvini

Salvini è costretto a raschiare il fondo del barile della criminosa strumentalizzazione dei bambini e proseguire la sua 'campagna elettorale' con l'aiuto fondamentale di RAI e TV private al suo servizio e con iniziative assolutamente fuori da etica e legge con stato e polizia che stanno a guardare.
E' da escludere data questa campagna elettorale che si riconosca il risultato del voto, se a lui favorevole.
La sua Presidente e la sua giunta di servi e servette non si deve insediare senza una opposizione a Bologna come a livello nazionale al calor bianco.

proletari comunisti/PCm Italia
24 gennaio 2020

Bibbiano, la piazza delle Sardine molto più grande di quella leghista: “Siamo 5mila, loro strumentalizzano le famiglie”.Bibbiano, la piazza delle Sardine sfida quella leghista: “Siamo 5mila, loro strumentalizzano le famiglie”. Salvini: “Qui in difesa dei bimbi”



Per un pomeriggio le Regionali in Emilia-Romagna si concentrano esclusivamente su Bibbiano, diventato uno dei paesi simbolo del voto a causa dell’inchiesta Angeli e Demoni sui presunti illeciti negli affidi dei minori. E così Matteo Salvini e la Lega della candidata Lucia Borgonzoni riuniscono la loro piazza sotto la scritta “Giù dai bambini”. Arrivano in meno diun migliaio di fronte al Comune in uno sgangherato comizio che spazia dai “bambini portati via per quattrini” alla “lotta alla droga”.
Poco più in là, le Sardine per la loro contro-manifestazione alla quale partecipano in “5mila”, come dice uno dei fondatori del movimento Mattia Santori. “Questa è una comunità che ci ha chiesto aiuto per raccontare un altro tipo di Bibbiano”, spiega il leader delle Sardine da piazza Libero Grassi dove musica e flash-mob si alternano con gli interventi di diversi giovani abitanti del paese e tanti arrivati da altri comuni emiliani

pc 24 gennaio - GLI EFFETTI DRAMMATICI DEI DECRETI SICUREZZA SUI LAVORATORI MIGRANTI DELLE CAMPAGNE - Rapporto di MSF

pc 24 gennaio - Oggi sardine a Ravenna per contestare Salvini/Berlusconi - info dalla stampa

Oltre all'evento nazionale in programma sabato al Papeete, le sardine ravennati hanno organizzato una seconda manifestazione in programma per venerdì 24 gennaio alle 18:30 in piazza Kennedy

Chiara Tadini - 22 gennaio 2020

Le sardine di tutta Italia si tuffano in mare al Papeete il giorno prima delle elezioni regionali
Le sardine "raddoppiano". Oltre all'evento nazionale in programma sabato al Papeete, le sardine ravennati hanno organizzato una seconda manifestazione in programma per venerdì 24 gennaio alle 18:30 in piazza Kennedy: la stessa serata in cui a pochi metri di distanza, in piazza del Popolo, saliranno sul palco Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni per la chiusura della campagna elettorale di Lucia Borgonzoni.

"Le sardine invaderanno nuovamente Ravenna guidati dalle note gentili della libertà, della democrazia, della giustizia sociale, della creatività, dell’inclusione e della complessità - spiegano gli organizzatori - Mentre in contemporanea, in Piazza del Popolo, ci saranno i leader del sovranismo populista, che dal loro pulpito continueranno a gonfiare le persone di odio, disinformazione e conformismo, dall'altro lato ci saremo noi, spiriti liberi e navigatori appassionati, con la nostra energia e il nostro guizzo brillante negli occhi. Vogliamo una piazza calda, empatica, multietnica, giovane, anziana, creativa, complessa, geniale ed educatamente caotica. Portate le vostre coloratissime sardine, i fantasiosi striscioni e, per i musicisti, i vostri strumenti musicali perché performeremo all'unisono "Bella Ciao". Chiamiamo a raccolta tutta l'Emilia-Romagna, per far vedere alle bestie che saranno qui in città quant'è profondo il mare!".

pc 24 gennaio - PROCESSO "RENZI", PARLANO "GLI IMPUTATI", CHI PIENAMENTE RIVENDICA COME LEGITTIMA QUELLA PROTESTA




Udienza importante ieri al processo di Taranto per la contestazione a Renzi del luglio 2016.
La parola è passata agli “imputati”, a chi aveva giustamente manifestato contro la venuta provocatoria di Renzi. Hanno parlato esponenti significativi dell’associazionismo, dei Liberi e pensanti e dello Slai cobas sc.
Tutti hanno rivendicato pienamente la loro partecipazione alla manifestazione indetta dallo Slai cobas sc e soprattutto alla contestazione di massa per la venuta di Renzi.
Hanno ribadito che era giusta e necessaria, metteva sotto accusa un governo che con i suoi decreti peggiorava la salute e il lavoro e avvalorava la devastazione sanitaria e ambientale, al servizio della produzione per il profitto, così accompagnando e proteggendo l’azione dell’azienda dalle proteste popolari, in particolare delle famiglie colpite da malattie e morti, e, come è stato detto, in maniera

pc 24 gennaio - Colombia - Conoscere il grande movimento di lotta attraverso le pagine del giornale marxista-leninista-maoista Revolucion Obrera

Invitiamo a leggere direttamente dallo spagnolo - facilmente comprensibile - gli articoli quasi quotidiani dedicati alla cronaca del movimento di lotta
Qui sono tradotti stralci che documentano la lotta tra le due linee che i compagni conducono
nel movimento per affermare una linea classista e combattiva orientata politicamente  in senso rivoluzionario
Dal 21 novembre scorso la Colombia è scossa dal movimento del “paro nacional” (sciopero/fermata nazionale), innescato dal crescente discredito e scandali di corruzione che hanno investito il governo di Ivan Duque, dalle proteste per i recenti e ripetuti casi di assassinii selettivi di dirigenti di movimenti sociali – sindacalisti, contadini e indios, il più delle volte falsamente accusati di essere guerriglieri dissidenti delle FARC che rifiutavano di cedere le armi – e soprattutto dal malcontento popolare contro le politiche economiche imposte al paese dalle agenzie internazionali dell’imperialismo.
Dal 21 al 29 manifestazioni e scioperi in tutto il paese lo hanno praticamente paralizzato con durissimi scontri. Il bilancio dei primi otto giorni di mobilitazione (dati di fonte governativa) conta 769 feriti (di cui 379 tra le forze di polizia) diverse centinaia di arresti, 6 morti e danneggiamenti di proprietà statali per decine di milioni di dollari.
Dopo la prima ondata di proteste, le centrali sindacali, il governo e i vari partiti si sono tutti prodigati per di cavalcare a proprio vantaggio le proteste e trovare il modo per ingabbiarle in “tavoli di dialogo” e scongiurarne lo sviluppo in senso rivoluzionario.
Un’acuta lotta di linea è in corso in seno al movimento tra i maoisti della Union Obrera Comunista (mlm) che cerca di trasformarlo in uno sciopero politico a oltranza e ogni genere di opportunisti, revisionisti e riformisti, in vista del prossimo 21 gennaio, data per cui il Comité Nacional del Paro, ha annunciato la ripresa delle manifestazioni, che comunque non si sono mai del tutto fermate. Riportiamo di seguito stralci di un comunicati della UOC(MLM)

“Messo alle strette dal Paro Nacional partito il 21 novembre e dall'intensificarsi della protesta popolare, il regime mafioso rappresentato del burattino Duque è stato costretto a tenere conto delle rivendicazioni del popolari ma cerca di ingannare il popoli col consueto rituale dei "tavoli di dialogo", quelli con cui chi ha il potere perpetua la sua politica criminale ma concede ai rappresentanti delle masse il permesso di parlare.

pc 24 gennaio - Mantenere alta l'attenzione e la mobilitazione per la libertà di Nicoletta Dosio e di tutti i compagni NoTav arrestati e inquisiti

Nel prossimo numero di proletari comunisti in uscita il 30 gennaio, il rilancio della campagna e le iniziative di proletari comunisti contro la repressione delle lotte proletarie, sociali e dei movimenti di lotta sul territorio

Il punto della vicenda in una informazione rivolta ai proletari e alle masse popolari 

 Il 30 dicembre la Procura di Torino ha deciso di notificare la sospensione delle misure alternative alla storica militante No Tav Nicoletta Dosio (che comunque non le aveva mai chieste e anzi le aveva sempre rifiutate, in nome della illegittimità della condanna), e arriva a prelevarla e a condurla in carcere, secondo il “diritto”/arbitrio di classe dello Stato borghese.
Secondo noi invece si tratta di sequestro di persona, lo Stato l'ha presa come un “ostaggio” politico, perchè i fatti che gli vengono imputati dimostrano che si tratta di vendetta/rappresaglia di Stato, di abuso repressivo, in continuità/salto con la criminalizzazione del movimento NO TAV, con un'operazione politico-repressiva del Tribunale di Torino che aiuta la criminalità organizzata, gli speculatori, di tutti coloro che con le Grandi Opere, con la devastazione ambientale, ricavano enormi profitti sulla pelle delle masse.
Nicoletta Dosio è stata condannata a un anno per violenza privata e interruzione di pubblico servizio in concorso con altri (“reato” previsto da una norma di epoca fascista e mai abrogata) perché aveva tenuto uno striscione, al bordo dell’autostrada, nel corso di una manifestazione NO TAV, avvenuta in seguito alla caduta di Luca Abbà dal traliccio in Val Clarea: “pochi giorni prima, per ordine del governo, in Valle erano cominciate le requisizioni e gli sgomberi dei campi e dei boschi ove avrebbero dovuto installarsi i cantieri del TAV. In una delle proteste non violente il contadino Luca Abbà era salito su un traliccio dell’alta tensione, inseguito da un carabiniere rocciatore verso l’alto; troppo in alto per cui alla fine Luca sfiorò un cavo dell’alta tensione rimanendo folgorato e precipitando al suolo. Il manifestante rimase molti giorni tra la vita e la morte e in quegli stessi giorni si susseguirono le manifestazioni di solidarietà” (dal comunicato NO TAV).
In una di queste manifestazioni, ai primi di marzo del 2012, alcune centinaia di manifestanti in Valle Susa presidiarono per trenta minuti il casello dell’autostrada ad Avigliana. Non ci fu alcun blocco del traffico, nessun intervento della polizia, i manifestanti sollevarono le sbarre dei caselli e fecero passare gratis gli automobilisti, mentre veniva detto da un megafono: oggi paga Monti.

Una condotta che giustificava, secondo la Procura, una pena di ben 3 anni (chiesti in primo grado dal pm), e che ha condotto alla condanna a 1 anno di carcere Nicoletta Dosio ed altri militanti del movimento.
Gianluca Vitale (avvocato presso il foro di Torino e co-presidente dell’ass. Legal Team): "Risposta repressiva, si diceva, dello Stato: quando una manifestazione viene contrastata e repressa con lacrimogeni e manganelli, quando le persone vengono arrestate, processate e condannate per aver manifestato, è lo Stato che sta lanciando lacrimogeni, che sta manganellando, che sta arrestando, processando, condannando. E quando queste sono le uniche risposte che lo Stato è un grado di mettere in campo contro il conflitto sociale e il dissenso, come nel caso del movimento No Tav, allora a entrare in crisi è la tenuta del sistema democratico.
Certo, si può obiettare che un giudice ha valutato che quelle condotte costituiscono reato, e che quindi ha condannato i suoi autori seguendo una procedura garantita dalla legge. Formalmente tutto

pc 24 gennaio - La FGC avanza nelle elezioni nella scuola... ma la via elettorale non è quel che serve per sviluppare nel nostro paese un movimento studentesco combattivo e di opposizione rivoluzionaria

Avanza la gioventù comunista. Alle elezioni studentesche le liste sostenute dal FGC ottengono 119.000 voti

Fronte della Gioventù Comunista | gioventucomunista.it

18/01/2019

Le elezioni studentesche per i rappresentanti del Consiglio d'Istituto e della Consulta Provinciale nelle scuole superiori italiane sono giunte al termine. In questa competizione elettorale le liste organizzate e sostenute dal FGC sono state più di 300 da nord a sud della penisola, portando all'elezione di 410 rappresentanti in tutto il Paese, e di ben 7 presidenti delle Consulte Provinciali degli Studenti (Torino, Imperia, Parma, Venezia, Firenze, Livorno, Cosenza).

La gioventù comunista si attesta come una delle principali forze politiche giovanili per numero di eletti. Ivoti riportati direttamente nelle scuole corrispondono al 4,5%della popolazione studentesca complessiva. Percentuale che aumenta nettamente, sia nelle province con maggiore radicamento dell'organizzazione, sia all'interno delle assemblee provinciali, raggiungendo nella

pc 24 gennaio - Il grande movimento di lotta in India contro la legge sulla cittadinanza del regime fascista indù di Modi

Sul prossimo numero in uscita il 30 gennaio di proletari comunisti importante articolo 
sul gigantesco sciopero di 250 milioni di lavoratori in sciopero in India - richiedi a pcro.red@gmail.com


All’interno dell’immenso sciopero generale di 250 milioni di lavoratori che ha di fatto bloccato il Paese si è sviluppata anche la protesta contro la nuova legge sulla cittadinanza (CAA-Citizenship Amendment Act) che è di fatto una legge razzista che ha di mira essenzialmente la grande popolazione musulmana indiana.

Questa legge - CAA - impedisce esplicitamente ai musulmani (la più grande minoranza religiosa indiana che conta circa 140 milioni di persone) dai paesi vicini di acquisire la cittadinanza. Il NRC (National Registration Council – l’ufficio nazionale che si occupa di concedere la cittadinanza, ndr) ribalta tutte le precedenti leggi sulla cittadinanza, imponendo a tutti gli indiani di fornire un'ampia

pc 24 gennaio - Oggi ancora sciopero generale in Francia contro la riforma delle pensioni e per le dimissioni di Macron

Facciamo il punto - utilizzando un utile articolo in proposito apparso su La città futura

Francia, a che punto è la protesta contro la riforma delle pensioni

Cinque settimane di sciopero e nessuna prospettiva di porre fine alla crisi a breve termine. Descrizione dettagliata della riforma e delle posizioni delle diverse organizzazioni in lotta.

Francia, a che punto è la protesta contro la riforma delle pensioni Credits: quotedbusiness.com
Mentre il movimento sociale contro la riforma delle pensioni entra nel suo 46 ° giorno di manifestazioni, il testo “due in uno” - un disegno di legge ordinario e un disegno di legge organico – sarà presentato al Consiglio dei ministri il 24 gennaio prima di essere esaminato dall'Assemblea nazionale dal 17 febbraio.
La riforma.
Mercoledì 11 dicembre Edouard Philippe, il Ministro degli Interni, ha illustrato le linee generali della futura riforma delle pensioni. Nel complesso ha confermato l'architettura del futuro piano pensionistico "universale" che rappresenta la misura di punta del programma presidenziale di Emmanuel Macron durante la campagna presidenziale del 2017 e delineato nel rapporto Delevoye pubblicato a luglio.
Nel corso delle ultime settimane, il Ministro degli Interni si è concentrato sul fornire risposte a domande che finora sono state lasciate a grandi incognite e che hanno sollevato enormi malumori nella società civile, riversandosi nei più lunghi scioperi che la Francia abbia mai conosciuto, facendo anche chiarezza su alcune aree della riforma, compreso il suo calendario per l'attuazione. Ma quali sono i principali punti della riforma?
Creare un unico piano pensionistico "universale".
Attualmente esistono quarantadue piani pensionistici, ciascuno con le proprie regole. Emmanuel

pc 24 gennaio - Genova - i padroni dell'ArcelorMittal ricordano a Genova Guido Rossa

Gli operai guidati dall'aristocrazia operaia al servizio dei padroni e dello Stato dei padroni. Una pagina nera del movimento operaio in quella fabbrica, in quella città.

I comunisti. i rivoluzionari, gli operai avanzati
ricordano i martiri rivoluzionari caduti in Via Fracchia
per una barbara esecuzione poliziesca

"A Genova in via Fracchia fu un'esecuzione"

«A Riccardo Dura spararono un unico colpo alla nuca. Non andò come dissero i carabinieri». Così rivela all'Espresso Luigi Grasso, autore della denuncia che ha riaperto l'inchiesta sull'irruzione del 1980 nel covo genovese delle Br. 

di Federico Marconi 29 agosto 2017


A Genova in via Fracchia fu un'esecuzione rivelazioni sulla strage Br legata al Caso Moro
Un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Genova riapre le indagini sull'irruzione dei carabinieri nel covo delle Brigate rosse di via Fracchia, trentasette anni dopo il blitz in cui persero la vita quattro esponenti della colonna genovese delle Brigate rosse. ...

IL BLITZ

Il 28 marzo 1980, poco dopo le quattro del mattino, i carabinieri del nucleo speciale antiterrorismo del generale Dalla Chiesa entrarono nell’appartamento al primo piano di un palazzo nel quartiere Oregina di Genova. «I carabinieri, fatti segno a colpi di arma da fuoco, hanno reagito prontamente, sostenendo un violento conflitto nel corso del quale i quattro occupanti dell’appartamento, tre uomini e una donna, sono rimasti uccisi, mentre un sottufficiale dell’Arma è rimasto ferito» riporta il comunicato del comando generale che venne diffuso al termine dell’operazione. I quattro brigatisti uccisi erano Annamaria Ludmann, proprietaria dell’appartamento, Lorenza Betassa, Pietro Panciarelli e Riccardo Dura, l’assassino del sindacalista Guido Rossa. Come scritto nel comunicato dell'Arma, i brigatisti avrebbero aperto il fuoco dopo l'irruzione, ferendo il maresciallo Benà ad un occhio. Solo allora i carabinieri avrebbero sparato, uccidendo i quattro.

Ma per Luigi Giuseppe Grasso quella notte le cose non andarono così. Per questo lo scorso 11

giovedì 23 gennaio 2020

pc 23 gennaio - QUEST'ANNO E' STATA SCELTA ANURADHA GHANDY PER LA PAGINA DI ECO INTERNAZIONALE SULLE DONNE

Questo importante evento è frutto della campagna in Italia del Mfpr, con varie presentazioni del libro di Anuradha Ghandy, ma soprattutto della preziosa azione di Alice Castiglione, una compagna artista che vive a Londra e scrive su Eco Internazionale. Alice ci aveva scritto:  "...mi è stato chiesto dalla redazione di Eco Internazionale di scegliere una figura poco conosciuta del femminismo. Ho pensato di scrivere su Anuradha Ghandy...".

Chi vuole leggere il libro di Anuradha Ghandy "Tendenze filosofiche nel movimento femminista", può richiederlo a: mfpr.naz@gmail.com




Anuradha Ghandy: terrorista o intellettuale scomoda?
 22 Gennaio 2020  Alice Castiglione  0 Commenti Anuradha Gandhy, Donne, Femminismo, India

Come afferma Arundathy Roy, scrittrice e attivista politica indiana, nell’introduzione al libro “Tendenze filosofiche nel movimento femminista”, Anuradha Ghandy era “differente”. Nata in India da una famiglia progressista, già all’università diventa una leader delle lotte; successivamente fa l’insegnante e diventa una delle principali attiviste per i diritti umani nel paese ma entra presto in clandestinità. In un primo periodo fa un lavoro tra gli operai, in particolare tra gli edili e organizza molte delle loro lotte. Per tre anni vive nelle zone dove opera l’Esercito Guerrigliero di Liberazione Popolare. E’ l’unica donna ad essere stata nel Comitato centrale del Partito Comunista dell’India (Maoista).

Anuradha Ghandy già da vari anni soffriva di sclerosi multipla e a questa malattia si è aggiunta la

pc 23 gennaio - Ex Fiat Termini Imerese: operai dell’indotto rimasti senza ammortizzatori protestano al Comune… mentre si parla di “ultima chance” per lo stabilimento dopo il fallimento della Blutec!


Un centinaio di operai dell’ex indotto della Fiat di Termini Imerese (Manital SSA servizi, della Bienne sud…) è tornato a protestare il 20 gennaio scorso davanti al Comune perché ancora in attesa degli ammortizzatori sociali, mentre arrivano notizie, come quella pubblicata dal Sole24 Ore, di accordi sulla reindustrializzazione come se fosse l’ultima occasione per lo stabilimento:

Ultima chance di rilancio per Termini Imerese
“Reindustrializzazione. Trattative in corso per riavviare la produzione nell’ex stabilimento della Fiat dopo il fallimento dell’iniziativa da parte della Blutec

“Chiamatela ciambella di salvataggio, se volete. O appiglio. Ancor meglio, ultima chance. Ma la notizia che un grande gruppo industriale del paese potrebbe essere interessato allo stabilimento che fu della Fiat a Termini Imerese è l’ultima sorpresa del 2019, al termine di un anno che di fatto ha certificato il fallimento del progetto di rilancio dello stabilimento da parte della Blutec finita in un guazzabuglio di guai giudiziari. Un filo di speranza per un’area industriale da mezzo milione di metri quadrati destinata alla desertificazione. L’annuncio lo ha fatto qualche settimana fa il presidente dell’Autorità di sistema dei porti della Sicilia occidentale Pasqualino Monti: “Ci sono colloqui in corso con un grande gruppo industriale per riavviare la produzione nell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. Stiamo lavorando insieme all’amministrazione giudiziaria della Blutec. E stiamo lavorando sul porto di Termini che contribuirà a rendere l’area più competitiva”.
“Una strategia in due mosse, dunque, che fa capo all’Autorità di sistema dei porti: da un lato le opere per rendere il porto di Termini più competitivo e sicuro, dall’altro un lavoro diplomatico per attrarre nuovi investimenti. “Termini Imerese è bloccato – dice Monti -. Mi sono impegnato per l’area industriale di Termini che non è di mia competenza: ci sto mettendo la faccia i nonostante l’area non sia mia….”
Questa “crisi” lunga 10 anni può essere interrotta solo se gli operai
ROMPONO CON LA CONTINUITA' CON IL PASSATO
PER FARLA FINITA CON LA CASSA INTEGRAZIONE ETERNA
PER FARLA FINITA CON I SINDACATI CONFEDERALI CHE SVENDONO OGNI GIORNO DIGNITA' E LOTTA DEI LAVORATORI

pc 23 gennaio - DI MAIO le dimissioni di un ingannapopolo in servizio permanente effettivo

che ha consegnato il M5stelle alla lega di Salvini scrivendo la pagina più nera della recente storia di questo paese e che su tutti i grandi temi ha fatto l'opposto di quanto diceva nella campagna elettorale

pc 23 gennaio - La Sicilia trasformata in piattaforma di Guerra dagli USA/NATO/ITALIA

Lo sbarco in Sicilia di Stoltenberg con i nuovi droni


Antonio Mazzeo | antoniomazzeoblog.blogspot.com

20/01/2020

Visita ufficiale in Italia del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Stoltenberg è giunto ieri sera a Sigonella e stamani parteciperà alla cerimonia ufficiale di consegna dei nuovi droni d'intelligence Ags dell'Alleanza atlantica. La stazione aeronavale siciliana è stata prescelta infatti quale sede del centro di comando e controllo del nuovo sistema di «sorveglianza terrestre» della Nato e «principale base operativa» dei cinque grandi velivoli senza pilota RQ-4D «Phoenix», due dei quali sono già giunti a Sigonella tra novembre e dicembre 2019.
Alla cerimonia d'inaugurazione dell'Alliance Ground Surveillance System, oltre al segretario Stoltenberg parteciperà il presidente del Comitato militare della Nato Stuart Peach e il comandante supremo delle Forze alleate in Europa, il generale dell'US Air Force Tod Wolters.
«Con il trasferimento dei primi due droni AGS si compie un'altra importante tappa nella realizzazione

pc 23 gennaio - PROCESSO A LAVORATORI E CITTADINI, TRA CUI GLI ATTIVISTI SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE TARANTO PER LA CONTESTAZIONE A RENZI DEL LUGLIO 2016

Oggi gli attivisti Slai cobas per il sindacato di classe Taranto processati, terranno una conferenza stampa al Tribunale di Taranto ore 9.30 per informare sul processo e per solidarizzare con tutti coloro colpiti dalla repressione, da Nicoletta Dosio - attivista No Tav attualmente in carcere - agli operai e le ragazze solidali con la lotta dei lavoratori denunciati e multati a Prato - agli attivisti NO TAP di Lecce ecc.


Se toccano uno toccano tutti!
Giovedì 23 gennaio  nuova udienza per 15 persone, di cui 7 dello Slai cobas, denunciati per la giusta e legittima manifestazione del 29 luglio 2016, quando Renzi venne a Taranto, a visitare il museo, pensando di ricevere applausi per i suoi decreti “salva Ilva” e invece ricevette la forte protesta di operai Ilva, lavoratori cimiteriali e di tanti posti di lavoro, cittadini, studenti e tante donne dei Tamburi e di tutta la città che vennero anche con i loro bambini, ecc. 

Finora sono stati sentiti i poliziotti e la Digos che con i loro rapporti hanno permesso questo processo che non doveva assolutamente esserci. Hanno fatto barcollanti deposizioni, non hanno potuto nascondere la verità dei fatti .. erano “contestatori” 200/300 persone, compresi i bambini…

Quindi c'è stata  la sceneggiata delle identificazioni: perchè proprio quei 15? E come sono stati identificati? La risposta è stata: "li conosciamo personalmente…" (della serie: se c’è da denunciare, i nomi, soprattutto alcuni dello Slai cobas sc sono una sorta di “copia e incolla”).
…Altra sceneggiata, la contestazione all’On. Pelillo e il “famoso” sacchetto lanciato. Qui da un lato è emersa il servilismo dei poliziotti verso i “potenti”: poliziotti che lasciano il loro posto a cui erano stati destinati per correre in “soccorso” di Pelillo; dall’altra l’assurdità del “sacchetto”: Che c’era dentro? Un poliziotto: minerale dell’Ilva, giuro! Ma l’ha analizzato? NO; un altro poliziotto, sabbia……
Poi vi è stata la questione delle transenne. Tutti i poliziotti timidamente hanno ammesso che sì vi erano un pò di transenne ma certo queste non impedivano alle persone di passare tranquillamente, nè alcuna forza dell’ordine, nè alcun cartello vietava di andare via via da piazza Garibaldi a cso Umberto passando da via Cavour. E, allora, solo alcune persone, quelle denunciate, non avrebbero potuto passare?