sabato 13 giugno 2020

pc 13 giugno - Dopo la giornata di lotta del 6 - per il dibattito - Slai cobas per il sindacato di classe

Tutti noi abbiamo giustamente salutato la buona riuscita della giornata di lotta del 6 giugno che ha dato ragione ai proletari che con la loro lotta, continuata e incessante, che fronteggia repressione di ogni tipo, gli hanno dato linfa e sostanza. La lotta dei lavoratori si è dimostrata come l’arma per costruire il fronte e il riconoscimento che viene dalla adesione e partecipazione al 6, niente affatto scontato, è passato da assemblee tematiche e discussioni corpo a corpo ora sotterranee ora esplicite, vincendo resistenze, anche le nostre per esempio, per arrivare a fare un primo passo avanti dalla proposta alla nascita effettiva del Patto d’azione, del fronte con manifestazioni simultanee che ovunque hanno costituito un capitale aggiunto alla lotta che già si faceva.

Quindi il 6 giugno è stato una dimostrazione di questo, che ci deve spingere ad una maggiore unità, ad una maggiore intensità dentro lo scenario nazionale dei posti di lavoro e della lotta di classe, contro padroni, governo Conte e Stato.

E’ stato positivo che si siano unite realtà di lotta fondamentalmente del sindacalismo di classe e combattivo e strutture e realtà di movimento che stanno occupando uno spazio importante nel territorio e sono fondamentali per l’estensione della lotta nella fase 2; così come gruppi e organizzazioni comuniste di diverso orientamento sono scese in piazza non nel circuito autoreferenziale e para elettorale dei tradizionali cartelli di sigle “comuniste”, ma dentro la dinamica della lotta sociale reale.

Questi elementi ci indicano che è necessario e possibile costruire ed avanzare.

Ma proprio per questo è necessario però che per fare di più e meglio tutti ci mettano più sostanza, più ragionamento e più investimento nell’unità reale. E abbiamo bisogno di segnalare alcune questioni.

Primo, l’unità di questo Patto d’azione e fronte attualmente è dato dal comune sentire e dalla piattaforma. Il comune sentire e il ruolo trainante delle lotte in corso è la comprensione dell’importanza politica in distinzione da altri pezzi del sindacalismo di base e dai tradizionali raggruppamenti para elettorali. Ciò richiede che si faccia valere ciò che ci unisce rispetto a ciò che ci distingue, e la piattaforma è ciò che dobbiamo sostenere tutti insieme. Qui a nostro giudizio ci sono ancora gruppi e compagni che vengono nel Patto d’azione, partecipano alle iniziative, più per affermare la propria identità generale e auto propagandarsi che la piattaforma intorno alla quale dobbiamo unire e organizzare lotte, organismi e forze. Dobbiamo combattere ogni logica di intergruppo, di sfavillio di bandiere e poco lavoro e poca sostanza a trovare la strada per far agire la piattaforma e le conseguenze politiche e pratiche di essa. Così non pensiamo che servano granchè le disquisizione nominalistiche su come chiamare il fronte, come se da questo dipendesse il passo in avanti reale che si deve fare.

Quindi, andiamo avanti nel costruire in ogni realtà del paese il Patto d’azione e il fronte e andiamo con decisione all’assemblea nazionale dei delegati proposta, con l’obiettivo di radicare il Patto su tutti i posti di lavoro, perché è da lì che possiamo opporci ai piani di padroni e governo.

SLAI COBAS per il sindacato di classe
coordinamento nazionale

pc 13 giugno - Per il dibattito - sulla lotta proletaria in tempi di corona crisi e fase 2 e il mutualismo di classe

Pubblichiamo volentieri e invitiamo a leggere con attenzione il testo allegato a firma di Errezeta, pubblicato già dal sito Pungolo rosso e del Si.cobas nazionale, a partire 
da un  nostro commento per il dibattito volto all'unità di classe - in particolare nel Patto d'azione recentemente formatosi e 'nato' con una giornata di lotta il 6 giugno

Esso contiene un’analisi delle politiche borghesi largamente condivisibile ed espresse con precisione e semplicità.
L’articolo nella seconda parte si occupa della ricaduta in termini di povertà e impoverimento, già presenti nel sistema imperialista e nel sistema capitalista italiano che hanno ora un’estensione per l’effetto combinato della pandemia ed acutizzazione della crisi economica.
Quest’ultima parte sembra la vera base dell’articolo per analizzare criticamente le varie forme ideologiche, politiche e pratiche del mutualismo che la pandemia ha chiamato in campo e ha esteso in diverse realtà territoriali ad opera di diversi organismi.
Noi condividiamo questa critica e ci proponiamo anche di estenderla, utilizzando la griglia critica di questo testo, perché riteniamo che le pratiche corrispondenti a queste posizioni siano dannose nella lotta di classe.
Il ruolo nella lotta di classe dei proletari poveri e delle fasce impoverite che li ingrossano è dentro questa crisi estremamente importante. Essi sono e devono essere alleati naturali della lotta della classe operaia e del proletariato propriamente detto. Essi coincidono in parte con l’analisi marxista dell’esercito industriale di riserva e rendono concreta la necessità del fronte proletario nella lotta di classe contro padroni, Stato e governo. Perchè è evidente che se non c’è unità c’è divisione, questa divisione produce corporativismo e sindacalismo ristretto o collaborazionismo nelle fila operaie e proletarie e ribellismo populista e sottoproletario negli strati impoveriti.
L’arma del fronte unito è la risposta di linea e organizzata a tutto questo.
La piattaforma attualmente in campo con il Patto d’azione risponde in generale a questa esigenza.

Ciò che non convince, però, sono le conclusioni di questo articolo in cui appaiono le stesse esagerazioni e debordamento che abbiamo affrontato sul discorso della patrimoniale e della tassazione, in cui una rivendicazione giusta e necessaria in questa fase contro lo scaricamento della crisi sulla classe operaia diventa “espropriare gli espropriatori”; che è una variante massimalista della lotta sindacale e che oscura la battaglia reale per il potere, per il socialismo, la confonde, la intorbida. Lo stesso si fa qui. In nome del mutualismo di classe si prendono lucciole per lanterne e si allude a cose dello stesso stampo.
E’ necessario in ogni lotta proletaria sviluppare l’aiuto reciproco, la solidarietà di classe -vedi le casse di resistenza; è obbligato nella lotta per la casa, per i servizi sociali sviluppare forme di aiuto reciproco dei proletari in lotta. Questo è sempre avvenuto quando la lotta di classe è stata reale, e fa parte integrante della storia ordinaria della lotta di classe. Così è stato necessario nella fase più acuta della pandemia sviluppare forme di solidarietà concreta. Così come nei quartieri proletari e nelle realtà di lotta che hanno bisogno di una resistenza prolungata, sempre i compagni che queste lotte organizzano hanno dovuto “approvvigionarsi” per resistere, coinvolgendo nella solidarietà famiglie, territorio, organizzazioni sociali presenti. Non abbiamo bisogno di inventarci categoria come il “mutualismo di classe” per accarezzare queste pratiche ed estrapolarle dalla lotta concreta e tingerle di un riformismo che si distingue dal resto per il suo carattere massimalista. Perchè l’esperienza dimostra invece il contrario, che quando c’è stata troppa ideologia, troppa “teoria”, troppo carico su tutto questo, via via si sono sovrapposte e sostituite alla lotta, si è perso il senso di ciò che è principale e ciò che è secondario, e si oscura il fatto di fondo che ciò che nutre, radicalizza ed eleva la coscienza della lotta è la sua finalizzazione alla lotta per il potere e la costruzione degli strumenti ineliminabili di questa lotta. Se si lavora per il partito, per il fronte unito, per l’organizzazione dell’esercito proletario e della sua forza combattente, allora la solidarietà, l’aiuto reciproco è parte della dinamica della costruzione delle ‘basi d’appoggio’.
Ecco, noi vogliamo spostare il dibattito su questo.


Mutualismo e lotta di classe nel capitalismo in trappola – di Errezeta
L’incedere devastante dell’attuale ciclo economico, anche con il processo di accelerazione indotto dalla pandemia, sta abbassando il livello medio della condizione del proletariato e per una parte di esso ben al di sotto delle sue condizioni di sussistenza.
Sostenere le aziende “sane” attraverso l’immissione di liquidità e la trasformazione dei crediti di

pc 13 giugno - Dopo la giornata di lotta del 6 - per il dibattito - Laboratorio Iskra Napoli

Qualcosa si sta muovendo: direzioni, possibilità, organizzazione in una prospettiva anti-capitalista


Qualcosa si sta muovendo. Direzioni, possibilità, organizzazione
L’emergenza #Coronavirus ha sconquassato il nostro mondo.
Sin dai primi giorni della pandemia, insieme al sentimento di preoccupazione legato all’incertezza del momento e del futuro, ci siamo subito resi conto che qualcosa sarebbe dovuto cambiare per forza. Viviamo in un mondo e in un sistema che a varie latitudini è arrivato al limite delle sue contraddizioni, e un simile evento globale non poteva che far scoppiare qualcosa. La pandemia, ricordiamolo, interviene in uno dei momenti storici in cui abbiamo assistito ad un numero di rivolte

pc 13 giugno - Carcere - Caserta - Pestaggi e torture nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, 44 agenti indagati

Avevano ragione a ribellarsi i detenuti!- Avevano ragione tutti coloro che li hanno sostenuti denunciando violenza e torture!

Governo/ministroBonafede/ Direzioni carcerarie siete voi i responsabili di tutto questo, così come dei 16 morti e feriti

Svuotare le carceri - combattere con iniziative di lotta prolungate il carcere tortura e il carcere assassino

il prossimo 19 giugno Soccorso Rosso Proletario porterà informazione, denuncia e solidarietà ovunque è possibile

La procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha iscritto nel registro degli indagati 44 agenti della polizia penitenziaria in servizio nel carcere  in una inchiestauna inchiesta avviata dopo presunte violenze all’interno dell’istituto di pena durante le rivolte nel periodo del Covid 19.

Tra gli atti presentati dal garante in Procura c’è anche una telefonata tra un detenuto e un componente della sua famiglia. Nel corso del colloquio, la parente cerca di ottenere quante più informazioni possibili dall’uomo sui pestaggi. «Erano le quattro e mezza, cinque, quando vi hanno picchiato», dice lei. «Si» risponde il detenuto. «Vi hanno tagliato anche barba e capelli – insiste lei – perché c’è

pc 13 giugno - In Val Susa riparte la mobilitazione No Tav dopo il lockdown

Il popolo No Tav ritorna a farsi sentire. Dopo i mesi del lockdown il movimento ricomincia a rodare la quotidianità di lotta in vista dell'estate.

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Mentre il governo e la politica dei palazzi pensano di rilanciare l'economia attraverso il solito piano di grandi opere inutili, dimostrando di non aver capito nulla della pandemia, e Confindustria e Telt chiedono a gran voce la "sburocratizzazione" del TAV (dunque sostanzialmente di poter speculare senza dover rendere conto a nessuno), il movimento inizia a confrontarsi, discutere ed attivarsi di fronte alle nuove sfide della fase.
Giovedì le Fomne No Tav hanno organizzato un aperitivo di solidarietà davanti alla casa di Nicoletta, ancora costretta ai domiciliari. venerdi invece il movimento ha ricominciato a recarsi ai cancelli della centrale di Chiomonte per una delle tradizionali apericene con battitura per presidiare il territorio.
Nonostante l'emergenza Covid imponga una riflessione su come vadano utilizzate le risorse (con 500 metri di TAV ad esempio si potrebbe costruire un ospedale da 1200 posti letto), il sistema del cemento e del mattone cerca in ogni modo di sfruttare questa faglia di tempo tra la crisi sanitaria e quella economica per imporre questa opera inutile sul territorio. Ma il movimento No Tav, come sempre, si attiene al motto partigiano: "Ai nostri posti ci troverete".
A sarà dura!

pc 13 giugno - 86 lavoratori sotto processo per aver scioperato a Modena


più di una persona per ogni milione evaso da Alcar Uno...

Vorremo far notare che in città ci stanno 86 persone sotto processo proprio per aver denunciato questo sistema di illegalità (vedi articolo di giornale sotto) e stiamo parlando di più di una persona per ogni milione di euro evaso da AlcarUno.
“Perché per come banalmente viene fatta “informazione” a Modena, fa più rumore un ragazzetto pizzicato con 10 grammi di fumo in tasca che grosso gruppo industriale del territorio che non dichiara redditi «per oltre 78 milioni di euro», più «un’Iva evasa pari a 8 milioni di euro», più «ritenute non operate per 67.000 euro», più un’ «omessa dichiarazione di redditi di capitale per un importo di oltre 2 milioni di euro da parte del socio, con residenza a Montecarlo».
S.I. Cobas Parma

pc 13 giugno - E' uscito il secondo "Speciale coronavirus" di Proletari Comunisti - richiedi anche on line a pcro.red@gmail.com

pc 13 giugno - Nuova montatura repressiva contro gli anarchici - denuncia e solidarietà

La criminalizzazione della pratica di lotta sociale e sul carcere definita "terrorismo"

Sette arresti tra Italia, Francia e Spagna: il gruppo aveva pianificato anche le manifestazioni davanti al carcere nel 2018
La Spezia - Era il 5 gennaio 2019 quando un gruppo di anarchici versò litri di vernice rossa nella fontana di piazza Garibaldi e sulle vetrine dei negozi in via Prione. Fu un’azione pianificata nei minimi dettagli: era giorno di saldi e alle 18 le vie del centro brulicavano di persone. Furono anche distribuiti volantini di protesta contro presunte violenze subite nel penitenziario di villa Andreino da Pierloreto Fallanca, detto Paska, in carcere per il pacco bomba lasciato a Capodanno 2017 davanti alla libreria Il Bargello, a Firenze, frequentata da esponenti di CasaPound. Prima ancora , 7 ottobre e

pc 13 giugno - LA FASE 2 DEI LAVORATORI: LICENZIAMENTI, REPRESSIONE, ATTACCO ALLA SALUTE, CANCELLAZIONE DI DIRITTI....

Diamo un quadro molto parziale di quello che sta succedendo nelle fabbriche e in altri posti di lavoro, nella cosiddetta "fase 2" in cui i padroni vogliono far pagare la doppia crisi (economica-pandemica) ai lavoratori, lavoratrici e usare gli effetti del lockdown per attuare in forme più rapide e violente licenziamenti, peggioramento delle condizioni di lavoro, e cacciare i sindacati di base di classe e gli operai combattivi. E mentre il governo fa quasi ogni giorno provvedimenti a favore delle aziende (e miserie per i lavoratori e le masse), lo Stato lascia la parola e l'azione alla violenza delle "Forze dell'ordine", alla repressione fatta di denunce, fermi, arresti. 
Ma a tutto questo operai, lavoratori immigrati, lavoratrici precarie stanno rispondendo con la loro "fase due": un rilancio della lotta e mobilitazione più determinato, più cosciente dello scontro in atto - di cui il 6 giugno ha rappresentato una sintesi iniziale, e che ogni giorno si riempie di nuove proteste, scioperi, ecc.   
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TNT - licenziamenti e repressione
Il Dpcm di Conte aveva detto che nel periodo di emergenza pandemia non si può licenziare, ma ottanta lavoratori con le loro famiglie vengono buttati in mezzo ad una strada da un giorno all'altro nonostante anche un preaccordo sindacale prevedesse la continuazione del rapporto di lavoro.
La motivazione non ufficiale è che hanno coscientemente aderito allo sciopero del 1° maggio.
Loro come tutti i lavoratori della logistica non hanno mai smesso di lavorare durante il periodo di quarantena, mettendo a rischio la loro salute e la loro vita.
Dopo giorni di sciopero per portare al tavolo della trattativa la controparte, il sicobas aveva indetto uno sciopero nazionale di tutta la filiera lanciando per Milano una mobilitazione davanti ai magazzini di Peschiera Borromeo.
l'11 giugno avviene la violenta pesantissima carica e aggressione da parte di polizia e carabinieri. 
L'indicazione era quella di far male e di lasciare il segno, calci, pugni, manganellate distribuite con rabbia gratuita sulla faccia sulla testa, sulle braccia, schiene dei lavoratori, una carica immotivata e violentissima contro chi si avvicinava ai compagni caduti per soccorrerli, molti lavoratori svenuti per i colpi ricevuti, un lavoratore tenuto per braccia e gambe e scaraventato dall'alto a terra con una tale violenza da fargli sbattere la testa. un delegato sicobas gettato a terra e colpito con forza sulla testa per lasciarlo tramortito.

Operai di Maschio NS Milano - Riaprono le fabbriche, i padroni fanno sciacallaggio della cig covid 19 ma gli operai che chiedono conto per la mancanza di controlli trovano tutto sbarrato
Una delegazione di  operai Slai cobas sc di MASCHIO NS,  si è presentata direttamente agli uffici dI ITL Milano per chiedere contro della mancanza di risposte e di controlli nonostante le numerose segnalazioni dettagliate relative all’abuso della Cig Covid 19 in azienda.

BRT di Sedriano (MI) - il 20 maggio carabinieri e militari interrompono l’assemblea dei lavoratori

pc 13 giugno - SANITA' AL COLLASSO - SPESE E INTERVENTI MILITARI IN PIENA RIPRESA

Le spese militari e le missioni imperialiste dell'Italia non si sono mai fermate, neanche in periodo di piena emergenza pandemia, e nella Fase due sono in netto rilancio.
La spesa militare complessiva dell'Italia a maggio ha superato i 70 milioni di euro al giorno (mentre per la sanità si raccolgono sottoscrizioni volontarie)

UN QUADRO SICURAMENTE SOMMARIO E PARZIALE: 

22 marzo - Il governo da via libera alla produzione di F35 a Cameri e alle esercitazioni militari. Un F35 costa poco più di 100 milioni di euro
25 marzo - “...Abbiamo bisogno di caschi per la respirazione ventilata, non di caschi per i piloti degli F-35. Abbiamo bisogno di posti letto di terapia intensiva, non di posti di comando nelle caserme...” - Ridotti gli investimenti sanitari (passati dal 7% del Pil al 6,5%) mentre lievita una spesa militare ormai stabilmente oltre l’1,4%.
30 marzo - Piaggio Aerospace riprende la produzione sulla pelle dei lavoratori con la complicità di cgil-cisl-uil. E’ forse questa una “attività essenziale”?
8 aprile - Esercitazioni militari in Sardegna in pieno lockdown. AFORAS, movimento contro l’occupazione militare della Sardegna: “ Ecco dove finiscono i soldi sottratti alla sanità, in barba

pc 13 giugno - Dal blog maoistroad: Migliaia in piazza in Brasile contro Bolsonaro e il golpe militare - con video

 da A nova Democracia

Brasil - RJ: Milhares protestam pelos direitos democráticos e contra o golpe militar;


O Jornal A Nova Democracia fez a cobertura do ato que ocorreu no dia 7 de junho, no Rio de Janeiro. O vídeo da cobertura já está disponível em nosso canal no YouTube.
No Rio de Janeiro, cerca de 5 mil pessoas marcharam por toda a avenida Presidente Vargas. Apesar do enorme aparato de repressão mobilizado (que incluía tanques, caminhões blindados com jato de água e tropas do Exército reacionário, mesmo não existindo “Garantia da Lei e da Ordem” que permitisse tal mobilização), os manifestantes não se intimidaram. Foram milhares de policiais de diferentes forças de repressão mobilizados. Todos que se dirigiram ao protesto com mochilas foram revistados, com raras exceções.
O protesto rechaçou a Polícia Militar (PM), suas operações de guerra contra o povo

pc 13 giugno - UN VIDEO DELLA LOTTA DEGLI OPERAI DELLA TNT

Pervenutoci da Milano: "lotta dura senza paura..."

venerdì 12 giugno 2020

pc 12 giugno - A Borgo Mezzanone si muore di razzismo e sfruttamento ancora una volta

Mohammed è morto stamattina all'alba, carbonizzato in una baracca nei pressi di Borgo Mezzanone (FG), come tanti suoi fratelli e sorelle prima di lui. Nei ghetti, come alle frontiere o nei magazzini della logistica, non si respira, ma chi si ribella riceve repressione e botte, come è successo da Oulx a Peschiera Borromeo. Che la nostra rabbia si unisca a quella che infiamma le strade, le centrali di polizia, le carceri, che abbatte i simboli del potere, negli Stati Uniti e in ogni angolo del mondo dove ci soffocano. Nessuna giustizia, nessuna pace.

pc 12 giugno - Giustizia per ADNAN a Caltanissetta stasera


Oggi, alle ore 19,00 a Caltanissetta, in Corso Umberto I, si terrà un presidio per chiedere giustizia e verità sull’omicidio di Adnan Siddique, il giovane pakistano cittadino, nisseno, ucciso lo scorso 3 giugno perché si opponeva alla pratica mafiosa e schiavista del caporalato nelle campagne.
la manifestazione è indetta dalle  Comunità Pakistana e Afgana di Caltanissetta, assieme  ai mediatori culturali Gul Noor Senzai e Adnan Hanif, la Casa delle Culture e del Volontariato, le Associazioni Iside, MigrantiSolidali, “San Filippo Apostolo” e MO.V.I. (Movimento Volontariato Italiano).

pc 12 giugno - USA il vento di Minneaopolis continua a soffiare... e nella direzione che noi auspichiamo

Seattle: manifestanti armati dichiarano “zona liberata”. Assaltata stazione polizia in California


C’è un salto di qualità nelle manifestazioni contro la polizia e contro l’amministrazione presidenziale Usa, a seguito dell’uccisione dell’afroamericano George Floyd.
A Seattle i manifestanti hanno barricato gli ingressi a Capitol Hill, il distretto commerciale di Seattle, hanno occupato la stazione di polizia locale e proclamato una “zona autonoma” ed ora la presidiano in armi.
La Zona autonoma di Capitol Hill” (“Chaz”), è stata proclamata dopo il ritiro delle forze di polizia locali su ordine del sindaco di Seattle, Jenny Durkan dei democrats.
La zona autonoma è stata proclamata dai manifestanti “uno spazio di proprietà dei cittadini di Seattle”, e una “comune libera dalla polizia”. La polizia di Seattle ha abbandonato il Distretto orientale lunedì notte, dopo giorni di proteste.

I media statunitensi danno versioni contrastanti su quanto accade nella zona autonoma di Seattle. Per alcuni si stanno verificando atti di coercizione verso i commercianti. Altri media, come la “Cnn” e “New York Times”, descrivono invece un’atmosfera “di protesta pacifica, parte di comune, con comizio, distribuzioni gratuite di cibo, musica dal vivo, orti comunitari e proiezioni notturne di film”, in una atmosfera da “festa di quartiere”. La polizia di Seattle, che ha assecondato l’ordine del sindaco abbandonando il quartiere, ha avvertito che nella zona i tempi di risposta alle chiamate di emergenza sono triplicati. Nelle scorse ore alcuni agenti sono entrati a “Chaz” per rivolgere un appello pacifico ai manifestanti: il loro ingresso ha innescato tensioni tra gli occupanti: alcuni hanno chiesto di consentire l’accesso agli agenti, altri si sono mobilitati per impedirlo.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha commentato la situazione su Twitter, chiedendo al sindaco di Seattle di ristabilire l’ordine e la sicurezza “subito”, prima che sia lo Stato federale a dover intervenire. Per tutta risposta, il sindaco Durkan ha replicato, sempre su Twitter, “invitando” Trump a “garantire la sicurezza di tutti tornando nel suo bunker”.
Sulla stessa costa ma molto più a sud, si registra un assalto “solitario” alla stazione di polizia di Paso Robles, che secondo le autorità è stata una vera e propria “imboscata”.

pc 12 giugno - Crimini di guerra in Afghanistan: L'imperialismo americano e Trump non vogliono farsi processare



  • Autorizzata anche l'espansione delle restrizioni sui visti contro funzionari della stessa Corte e loro familiari. In marzo la Cpi aveva avviato un'inchiesta per presunti crimini di guerra in Afghanistan dal 2003 col possibile coinvolgimento delle truppe Usa. Nella nota, il governo degli Stati Uniti ha ricordato che il Paese non fa parte dello Statuto di Roma e ha respinto le affermazioni secondo cui la Corte penale internazionale ha giurisdizione sul personale statunitense.

    Nell'aprile del 2019 i giudici avevano stabilito che "un'indagine sulla situazione in Afghanistan in questa fase non servirebbe gli interessi della giustizia".

    Il comunicato spiegava che nonostante la Camera avesse "accuratamente controllato le informazioni fornite dal Procuratore e ha ritenuto che reati commessi in Afghanistan sarebbero potenzialmente ammissibili dinanzi alla Corte". Tuttavia "il tempo trascorso dall'apertura dell'esame preliminare nel 2006 e la situazione politica in Afghanistan da allora in poi, la mancanza di cooperazione che il procuratore ha ricevuto (...)".

    Gli Stati Uniti infatti avevano già negato i visti di ingresso agli investigatori del Cpi, di cui non riconoscono l'autorità, e di conseguenza tolto la possibilità di indagare su un Paese i cui archivi restano senza accesso. Gli Usa avevano anche negato il visto d'ingresso alla procuratrice Bensouda, la stessa che aveva chiesto anche un'indagine sui rohingya del Myanmar. Il segretario di Stato Mike Pompeo  aveva sostenuto che il lavoro della Corte è un "attacco allo stato di diritto americano". 

pc 12 giugno - Brasile, al fascio/golpismo di Bolsonaro non c'è mai fine

Brasile, l'estrema destra preme su Bolsonaro per una svolta autoritaria


Brasile, l'estrema destra preme su Bolsonaro per una svolta autoritaria
(reuters)
Lo ha fatto Alberto Fujimori in Perù nel 1992. Potrebbe farlo anche Bolsonaro.
Una pandemia fuori controllo, quattro inchieste che accerchiano due figli del presidente Jair Bolsonaro, uno scontro infinito tra potere centrale e governatori, frasi roboanti e minacciose da parte di alcuni ministri, la fuga degli investitori stranieri, le previsioni catastrofiche sull'economia.

Oltre ad essere il cuore del Covid 19 in questo momento, il Brasile rischia di trovarsi al centro della classica tempesta perfetta che spingerebbe ad accettare come il male minore un intervento dei militari. Persino il New York Times, con un lungo articolo, elenca la serie di fattori che punteggiano questo filo nero di errori, scelte, atteggiamenti e reazioni.

L’articolo ha fatto rumore e la risposta ovviamente campeggia sulle prime pagine dei quotidiani brasiliani. Non tanto per una difesa d’ufficio ma perché le cose inanellate sono la sintesi temporale di fatti noti che messi insieme portano a una conclusione che molti alti esponenti del governo Bolsonaro hanno espresso in più occasioni: il rischio di un intervento autoritario che rimetta ordine nel caos del Paese. DI golpe, ovviamente, non parla nessuno. Ufficialmente viene negato e spesso respinto dagli

pc 12 giugno - India settimana di mobilitazione per la liberazione di Saibaba- Varavarao e tutti i prigionieri politici in India

pc 12 giugno - In Francia contro il razzismo e la repressione poliziesca

Alimentata dalla rivolta negli USA
migliaia in piazza in nome di Adama Traoré: "Morto per asfissia durante l'arresto"
Francia, migliaia in piazza in nome di Adama Traoré: "Morto per asfissia durante l'arresto"
(afp)
Il ragazzo nero di 24 anni perì nel 2016 due ore dopo il fermo. Secondo una nuova perizia chiesta dalla famiglia, il decesso fu causato dalla tecnica del "placcaggio ventrale" usata da un poliziotto. La sorella: "Quando manifestiamo per George Floyd, lo facciamo per Adama"

Zineb Redouane : l’enquête tente de tordre la réalité

Le 1er décembre 2018, Zineb Redouane était touchée, à son balcon, par une grenade lacrymogène,

pc 12 giugno - Per i proletari la solidarietà di classe è un'arma - Da Bergamo e Palermo con gli operai TNT

Patto d'Azione Bergamo, contro la repressione
con i lavoratori di TNT, caricati durante lo sciopero al magazzino di Peschiera Borromeo,
la repressione non ferma ma alimenta le lotte

sabato 13 a Bergamo - i lavoratori porteranno in piazza la solidarietà con gli operai TNT massacrati dalla polizia di Stato e la necessità di rafforzare la lotta contro la repressione
unendosi alla giusta mobilitazione per la 'verità e giustizia', contro padroni e giunta regionale lombarde, responsabili della trasformazione della pandemia in strage, nel presidio organizzato da un largo schieramento di forze sabato alle ore 16.00

domenica 14 - nell'assemblea di fabbrica alla Montello, già prevista contro la cassa integrazione

Da Slai cobas sc Palermo
Esprimiamo la nostra massima solidarietà ai lavoratori della Fedex TNT vigliaccamente caricati dalla polizia mentre difendevano il posto di lavoro e i propri diritti
12 giugno - la solidarietà dell'assemblea delle lavoratrici e lavoratori delle coop sociali ore 16
E' in preparazione anche una iniziativa di piazza contro la repressione
I servi in divisa al servizio dei padroni pensano di spaventare chi lotta ma non fanno mai i conti con la determinazione operaia: la repressione non spegne, ma alimenta la ribellione!

pc 12 giugno - Strage di immigrati al largo della costa tunisina: il governo imperialista italiano collabora con il governo reazionario tunisino per i respingimenti ed è il principale responsabile

"Dal Mediterraneo a Minneapolis sott'acqua 
sotto un ginocchio, non riesco a respirare".
E' l'imperialismo che uccide!

Abolire i Decreti Sicurezza
Aprire i porti

Almeno 39 persone sono morte dopo che una nave che trasportava decine di persone affondò la scorsa settimana al largo della costa tunisina, secondo i funzionari locali.

Secondo una prima ricostruzione di eventi, la nave, che trasportava 53 persone per lo più dall'Africa sub-sahariana, aveva lasciato la costa tunisina dalla città di Sfax, con l'obiettivo di raggiungere l'Italia. Il naufragio si è verificato tra il 4 e il 5 giugno al largo delle Isole Kerkennah, hanno riferito gli investigatori e le autorità sono state allertate il 9 giugno dai pescatori che hanno avvistato i corpi galleggianti.

I funzionari di Sfax hanno riferito che i corpi di 22 donne erano stati recuperati, uno dei quali era incinta, su un totale di 39 trovati. Almeno tre bambini, di età compresa tra tre e quattro anni, morirono anch'essi.

Secondo l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, i tentativi di raggiungere la costa italiana dalla Tunisia sono aumentati del 150% nei primi quattro mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2019. Più di 80 persone che hanno cercato di raggiungere l'Europa sono morte a luglio 2019 dopo la loro barca si rovesciò al largo della città portuale di Zarzis .

“I rifugiati di guerra e le vittime della tortura vengono lasciati morire in silenzio o catturati con il coordinamento dei governi europei e poi torturati nei campi di detenzione libici. Mare Jonio sta tornando al suo giusto posto, dove sono necessari aiuto e umanità ”, ha dichiarato Alessandra Sciurba, presidente di Mediterranea.

giovedì 11 giugno 2020

pc 11 giugno - CONTRO ARCELORMITTAL, MA NESSUNA FIDUCIA NEL GOVERNO - FIDUCIA NELLA LOTTA SU UNA PIATTAFORMA DECISA DAGLI OPERAI

pc 11 giugno - Spagna - Pablo Hasel rapper comunista condannato dalla corte suprema

Ma il canto della rivoluzione non si può fermare

Lundi 8 juin, le rappeur communiste Pabló Hasél a appris, par voie de presse, que l’Audience Nationale (la cour suprême espagnole) rejetait son recours contre la peine de 9 mois de prison et l’amende de 5.040 euros à laquelle il avait été condamnée en 2018. Il était poursuivi pour avoir écrit des tweet militants et des chansons en solidarité avec des prisonniers communistes et antifascistes notamment ceux membres du PCE(r) et des GRAPO  Pabló Hasél a déjà été condamné à plusieurs peines de prison dans le cadre de ses activités et de ses prises de position militantesCes peines avaient été suspendues mais avec cette nouvelle condamnation, le tribunal doit décider si le rappeur entrera en prison. Pabló Hasél ne regrette pas ses prises de positions et affirme qu’il recommencera si nécessaire.

solidaridad con Pablo Hasel



PABLO HASÉL – CANCIONES PARA LA REVUELTA (Videolyric)

pc 11 giugno - Far sentire la solidarietà proletaria nazionale agli operai della Fedex TNT caricati dalla polizia


pc 11 giugno - JOBAN SINGH SI E' SUICIDATO PER SFRUTTAMENTO E NIENTE REGOLARIZZAZIONE - ANCHE UNO... SQUALLIDA MIN. BELLANOVA

Da Il Manifesto - "Lazio. Si è suicidato sabato scorso a Sabaudia Joban Singh, bracciante indiano di 25 anni impiegato in condizioni di grave sfruttamento nell’Agro pontino. È il tredicesimo negli ultimi tre anni.
Era giunto in Italia mediante un trafficante indiano che era riuscito a vendergli, per circa 8 mila euro, il biglietto di sola andata per un sogno chiamato benessere. Si ritrovò invece a lavorare come uno schiavo in alcune aziende agricole pontine, sotto diversi padroni italiani e caporali indiani, ricevendo in cambio un salario che non superava i 500 euro mensili. Poi la notizia della regolarizzazione e con essa la possibilità di liberarsi dalle catene del caporalato. Per questo si reca ripetutamente, insieme a diversi compagni di lavoro, da vari padroni italiani per domandare di essere regolarizzato. Tutto inutile. La regolarizzazione non lo deve riguardare perché i padroni non la ritengono conveniente. Troppi soldi e troppa esposizione. E poi perché regolarizzare un bracciante indiano senza permesso di soggiorno e senza contratto che lavora da anni per circa 500 euro al mese?... La speranza di riabbracciare la madre e le sorelle ancora in India, di prendersi cura di loro, di liberarsi dal giogo criminale dei padroni, caporali e trafficanti, si infrange definitivamente.
Così, dopo essersi sfogato con alcuni amici e capi della comunità indiana, decide di tendere una corda in cima alle scale interne della sua abitazione e di farla finita. Lì verrà trovato, ormai senza vita, dai suoi coinquilini...".

L'altro giorno la squallida Ministra Bellanova, a fronte dell'evidente flop della legge sulla regolarizzazione dei lavoratori migranti, diceva: "quale che sia il risultato, non sarà mai un flop. Fosse anche una sola la persona che viene strappata all’invisibilità e a condizioni di lavoro oscene, lo considero comunque un successo”. 
Noi diciamo: anche per uno che per colpa dei padroni schiavisti e vostra si suicida siete ASSASSINI!

pc 11 giugno - La Leonardo multinazionale dei profitti e della guerra

Alla fine scoprimmo che l’industria degli armamenti fa bene “alla crescita”, per cui sotto con i soldi e gli investimenti. Il mercato di sbocco? Questo non ce lo diranno mai, ma è evidente come esso non possa che essere il riarmo… e le guerre.
A esternare su un tema così inquietante, è stato Alessandro Profumo, amministratore delegato della Leonardo (ex Finmeccanica e colosso dell’industria militare italiana), durante la sua audizione in commissione Difesa al Senato sulla partecipazione italiana ai progetti di Difesa comune europea.
In primo luogo l’.A.D. di Leonardo ritiene fondamentale che l’operatività del Fondo europeo per la

pc 11 giugno - Firenze. Manifestazione contro l’aggressione fascista ad “Annina”



Il quartiere storicamente popolare di Santa Croce è stato segnato ultimamente da episodi di stampo squadristico, l’ultimo dei quali ha visto protagonista Anna. La vigliaccheria di questa feccia fascista non è più tollerabile. Rivolgiamo un appello a tutti gli antifascisti e a tutta la città per dare una risposta unitaria a questa gentaglia schifosa.
Liberiamoci dal razzismo e fascismo che l’aria sta diventando irrespirabile.
Movimento di lotta per la casa di Firenze.
Sabato 13 ore 17:00 manifestazione antifascista Piazza Santa Croce

pc 11 giugno - Contro gli stati generali di governo e padroni - manifestazione

Mentre l’Italia si indebita sempre più col capitale finanziario italiano ed europeo, scaricando il debito sui lavoratori e le lavoratrici – nessuno fa nulla per nulla – un Conte assediato dai suoi stessi partner di governo tenta la carta della spartizione dei 173 miliardi a disposizione per il dopo Covid.
Gli Stati Generali dell’economia, convocati in tutta fretta da Conte per il fine settimana, servono a buttare fumo negli occhi ad un Paese stremato, facendo credere che si apra un confronto democratico sulle cose da fare per uscire dalla crisi.
Ammonta a 173 miliardi il tesoretto complessivo posto sul tavolo del vertice di villa Pamphili, e l’intenzione dei principali convenuti, forze di governo, confindustria, istituzioni internazionali, banche e sindacati concertativi, è quello di partecipare alla

pc 11 giugno - Carcere - Pavia, la denuncia choc di un detenuto: "Umiliato e pestato dagli agenti"

11 giugno 2020 - Un detenuto del carcere di Pavia ha denunciato di essere stato picchiato e umiliato da alcuni agenti di polizia penitenziaria. L’atto è stato depositato lunedì alla Procura di Pavia. Non è l’unico caso: un altro detenuto sta predisponendo in questi giorni la propria denuncia, anche altri si sarebbero rivolti ai loro legali per la stessa vicenda. L’episodio si sarebbe verificato lunedì 9 marzo, all’indomani della rivolta della sera precedente durante la quale erano stati appiccati incendi all’interno del carcere e circa trenta detenuti si erano asserragliati sul tetto fino a notte fonda. Il motivo della protesta, le limitazioni imposte a causa dell’epidemia. Il denunciante, un italiano di 47 anni, ha segnalato alle autorità che l’indomani mattina circa 35 agenti avrebbero iniziato a picchiare i detenuti: l’uomo ha spiegato che vedendo la situazione aveva indossato più indumenti per attutire eventuali colpi. Ha riferito poi di essere stato accusato di essere salito sul tetto durante la rivolta, ma lui afferma di non esserci andato. Ha quindi denunciato di esser stato obbligato a spogliarsi e fare alcuni piegamenti nudo per poi venir picchiato. Una situazione che si è ripetuta per due volte, secondo il denunciante. Il detenuto ha segnalato che al suo rientro in cella ha trovato la spesa gettata nel gabinetto e che per alcuni giorni non ha potuto far la doccia né disporre dell’ora d’aria. Nella denuncia è riportato anche che non avrebbe potuto accedere all’infermeria e di aver avviato uno sciopero della fame. 

pc 11 giugno - Con le navi regalate dal governo italiano e con la copertura UE, la cosiddetta "guardia costiera libica" riporta nell'inferno libico 185 persone tra cui molti bambini

...mentre i corpi di 48 migranti, in gran parte donne e bambini sono stati recuperati dalla marina tunisina.

Intanto in Parlamento assistiamo al teatrino ipocrita e infame di Boldrini e PD in ginocchio alla Camera "contro tutte le discriminazioni", quando è evidente la continuità di questo governo con il fascio-leghista Salvini nei criminali respingimenti dei migranti 

Giansandro Merli
il Manifesto 11.06.2020
L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha comunicato che nella notte tra martedì e mercoledì 185 persone che avevano tentato di attraversare il Mediterraneo a bordo di tre diverse imbarcazioni sono state riportate a Tripoli. L’operazione è stata condotta dalle motovedette della cosiddetta «Guardia costiera libica», indirizzate dall’aereo Eagle One di Frontex nel reperimento e nella cattura dei profughi. Il velivolo è decollato da Lampedusa e ha battuto per quattro ore l’area marina situata tra 70 e 65 miglia a nord di Zawiya, dove sono posizionate anche alcune piattaforme petrolifere Eni. Lo ha denunciato il giornalista di Radio Radicale Enzo Scandura, che ha tracciato il percorso di ricerca dell’aereo.

pc 11 giugno - FORMAZIONE OPERAIA - DALL'ASSEMBLEA TELEMATICA SU MARX C/ PANDEMIA 2a parte

Riportiamo la seconda e ultima parte dell'assemblea telematica che si è tenuta il 29 maggio.
Veri interventi di compagni, lavoratori e del Prof. Di Marco.


Ascolta la registrazione

pc 11 giugno - Solidarietà ai lavoratori TNT - Taranto sabato 13 piazza immacolata ore 18

Dagli operai in lotta e dal SI COBAS
''Facciamo appello a tutte le realtà aderenti al "Patto d'azione per un fronte unico di classe" ad attivarsi quanto prima per mettere in campo forme di solidarietà attiva con la lotta che i lavoratori TNT-FEDEX stanno mettendo in campo a Milano e in tutta Italia contro l'arroganza della multimedialità americana, la cui linea di condotta arbitraria e antisindacale è analoga a quella a cui abbiamo assistito in FCA..."

Taranto sabato 13 piazza Immacolata ore 18
in occasione presidio solidale con la lotta negli Usa indetto da diverse realtà cittadine

per iniziativa dei compagni aderenti al 
PATTO D'AZIONE
portiamo informazione, denuncia e solidarietà

pc 11 giugno - NO MUOS Sicilia solidali con Minneapolis

We Can't Breathe

No Muos | nomuos.info
04/06/2020
Come movimento No Muos esprimiamo la massima solidarietà con il popolo americano in rivolta contro il razzismo, lo sfruttamento e la povertà.
Il caso di George Floyd è solo la punta dell'iceberg di una situazione in cui la comunità afroamericana, quella ispanica e dei nativi subisce quotidianamente il razzismo della polizia.
Razzismo che coincide con la discriminazione di classe in quanto queste comunità appartengono per la maggior parte, agli strati sociali più poveri della società statunitense.
Nel paese con il PIL più alto del mondo vivono 105 milioni di persone, 1/3 dell'intera popolazione, che non riescono a far fronte neanche ai bisogni più elementari.
La soluzione che i governi statunitensi hanno adottato da sempre è di nascondere la loro povertà interna, attuando una guerra senza quartiere alle classi sociali più deboli.

Del resto il sistema americano si basa esclusivamente sulla guerra a un nemico.
Così se assistiamo alla mancanza di più elementari diritti sociali per una per una buona parte della

pc 11 giugno - GRAVISSIMO: VIOLENTE CARICHE DELLA POLIZIA CONTRO IL LAVORATORI QUESTA NOTTE ALLA FEDEX- TNT DI PESCHIERA BORROMEO - Massima solidarietà

Come trasformare una vertenza sindacale in una notte di violenza antioperaia !
In questo momento avremmo solo voglia di gridare la nostra rabbia e il nostro dolore per i nostri compagni lavoratori feriti e svenuti per i calci e i pugni e le manganellate di polizia e carabinieri ma siamo e rimarremo sempre lucidi per denunciare come una "normale" vertenza sindacale si sia trasformata in una notte di violenza e repressione inaudita.

L'antefatto quindi è il licenziamento politico di una ottantina di lavoratori impiegati all'importante hub Fedex tnt di Peschiera Borromeo.
Ottanta lavoratori con le loro famiglie buttati in mezzo ad una strada da un giorno all'altro nonostante un preaccordo sindacale prevedesse la continuazione del rapporto di lavoro.
La motivazione non ufficiale è che hanno coscientemente aderito allo sciopero del 1° maggio, quella che ironicamente ed ipocritamente viene dichiarata la festa dei lavoratori, in difesa delle loro condizioni di salute di vita e di lavoro.
Perchè loro come tutti i lavoratori della logistica e del comparto sanitario non hanno mai smesso di

pc 11 giugno - PERMESSO DI SOGGIORNO PER TUTTI - Appello della campagna "Siamo qui - sanatoria subito"

SIAMO QUI E VOGLIAMO IL PERMESSO DI SOGGIORNO!

DAL 18 AL 25 GIUGNO INIZIATIVE NEI TERRITORI
26 GIUGNO APPUNTAMENTO NAZIONALE A ROMA

Il 1° giugno ha preso ufficialmente il via la procedura per l’emersione/regolarizzazione dei migranti presenti sul territorio nazionale. Se ad una prima lettura del decreto legge avevamo espresso un parere estremamente negativo, ora, dopo 10 giorni di sportelli informativi e di osservatorio sulle procedure, possiamo dire con estrema certezza che le norme approvate sono un inganno per le migliaia di migranti in attesa della possibilità di emergere dalla condizione di annullamento civile e sociale in cui sono costrett*. Non solo lasceranno migliaia di persone senza permesso di soggiorno e senza diritti, ma produrranno discriminazioni, indurranno i migranti che hanno già un posto di lavoro ad abbandonarlo con il miraggio di regolarizzarsi nei limitati settori economici previsti dal decreto legge, alimenteranno le speculazioni ed i raggiri ai danni di migranti costrett* a cercare contratti di lavoro che vengono fatti pagare anche 8.000 euro!
Questo è il pessimo prodotto della scelta governativa che invece di affrontare il problema nella sua interezza e dal punto di vista primario dei diritti e delle garanzie, ha deciso di muoversi solo per provare a soddisfare le immediate esigenze del sistema economico e produttivo.
Fin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 con la Campagna “Siamo qui – Sanatoria Subito!” abbiamo

mercoledì 10 giugno 2020

pc 10 giugno - Organizzare e sostenere ogni lotta proletaria per il reddito come parte della lotta di classe

A Taranto sui posti di lavoro e luoghi di aggregazione proletaria

pc 10 giugno - Basta con le spese militari! Basta con gli F35!

Prima che le commissioni Esteri e Difesa del Senato esamineranno le missioni militari per il 2020, gli F-35 italiani tornano a volare sull’Islanda per due mesi. Sei velivoli F-35 italiani del 32esimo Stormo di Amendola dell’Aeronautica militare verranno impiegati nell'ambito di missione Northern Lightning II della NATO.

pc 10 giugno - SANATORIA MIGRANTI - AFFIDATA AI PADRONI PRATICAMENTE NON C'E'

"Solo poco più di 9.500 domande. Al momento una tendenza al di sotto delle aspettative e della previsione finale di oltre 200 mila domande..."
Bellanova: "quale che sia il risultato, non sarà mai un flop. Fosse anche una sola la persona che viene strappata all’invisibilità e a condizioni di lavoro oscene, lo considero comunque un successo”. 
La ministra in ogni caso voleva che ad essere regolarizzati fossero 600 mila..."
Come volevasi dimostrare!
Una "sanatoria" affidata alla volontà delle aziende che devono metterci soldi o dei datori di lavoro che devono dichiarare il reddito che hanno, è scontato che sarà un "flop"; e ora la Ministra Bellanova per pararsi dice che anche un solo lavoratore migrante regolarizzato è un "successo"?! 
Una che dice questo in una normale repubblica borghese dovrebbe essere immediatamente cacciata!
La sanatoria, in termini di documenti per tutti, permessi di soggiorno per tutti doveva e deve essere fatta direttamente dal governo. 
Lasciata alla "tasca" dei padroni non solo vuol dire pochi migranti che potranno averla "poca e giusto quando serve per essere usato nel lavoro", ma rischia di essere un boomerang: da un lato più lavoro nascosto a nero, dall'altra più attivizzazione di realtà criminali per finti rapporti di lavoro. 
E, comunque, anche dove stanno facendo le domande, sono gli stessi migranti costretti a metterci i soldi per avere la sanatoria perchè i padroni non vogliono sborsare 500 euro.

Lo avevamo già detto:
"Pensiamo che alla fine in realtà pochi saranno regolarizzati, dato che la procedura principale è affidata alla volontà dei padroni. Questi dovranno versare prima della presentazione della domanda

pc 10 giugno - La rivolta di Minneapolis e nelle città USA ottiene un importante risultato parziale

Smantellato il corpo di polizia di Minneapolis
 Il consiglio comunale di Minneapolis a maggioranza e contro il parere del sindaco ha deciso di sciogliere il corpo di polizia e sostituirlo con un modello di sicurezza pubblica fondato sulle comunità.
L'uso della forza paga!
Allo smantellamento del corpo di polizia di Minneapolis poi si affianca la decisione di de finanziare quello di New York e c'è da aspettarsi che altre città si inseriranno su questo tracciato.
Quanto sta accadendo a Minneapolis sostanzialmente dimostra che le forme di lotta messe in campo dal movimento dopo l'omicidio razziale di George Floyd e la pervasività delle istanze che sono state articolate stanno avendo una loro efficacia in barba alle filippiche dei liberali sull'uso della forza

pc 10 giugno - Dal blog india avani news


pc 10 giugno - The Clash - Know your rights






pc 10 maggio - Rendiamo iniziativa di lotta la mozione sulla repressione del Patto d'azione

No alla repressione alla repressione dei padroni e dello Stato! Per l’unità di classe!

Le associazioni padronali e i loro servi al governo nazionale e nelle giunte locali cercano di sfruttare la crisi sanitaria ed economica per regolare i conti con i lavoratori e le organizzazioni sindacali combattive all'interno delle aziende, e più in generale per colpire ogni forma di opposizione sociale e politica. Cercano di imporre uno stato di polizia perché la macchina del profitto deve andare avanti sempre e comunque, anche a costo della vita dei lavoratori!
Sono state vietate le riunioni sindacali, si è intimato ai lavoratori (compresi infermieri) di non rivelare all’esterno i casi di contagio, le carenze nella fornitura di DPI o il mancato rispetto delle restanti norme di sicurezza.
Abbiamo visto mandare l’esercito contro i lavoratori in lotta in TNT-Fedex, in BRT e in UPS, mentre decine di lavoratori, attivisti sindacali e politici sono stati oggetto di intimidazioni, multe, denunce o aggressioni a Bologna, Modena, Taranto, Milano, Genova, Trieste e in molte altre città.
La repressione non ha risparmiato chi ha portato avanti azioni di solidarietà e assistenza, come a Quarto, Torino o a Napoli dove la polizia si è presentata a casa di alcuni disoccupati per identificarli: tutti compagni “colpevoli” di aver chiesto risposte su bonus spesa, garanzia del salario diretto e indiretto, sospensione di bollette e affitti, tutela reale ed effettiva della salute e della vita dei proletari nei luoghi di lavoro, in primo luogo in quelle attività rimaste aperte durante tutto il periodo della pandemia.
Abbiamo assistito a una strage nelle carceri, ma dodici compagni anarchici sono stati arrestati o denunciati a Bologna per “reato di solidarietà” verso i detenuti e le rivolte nei CPR. La Procura di Milano minaccia un procedimento per terrorismo per una scritta su un muro che non dice altro che la verità sulla gestione criminale dell’emergenza da parte dello Stato dei padroni. Il tribunale di Messina rimanda a giudizio quarantuno altri compagni; a Foggia continua la persecuzione giudiziaria nei confronti delle attiviste/i e dei lavoratori in lotta contro lo sfruttamento del bracciantato agricolo.
Le realtà aderenti all’Assemblea per il patto d’azione esprimono la propria incondizionata solidarietà a chi oggi lotta per gli interessi di classe. Risponderemo ad ogni attacco rafforzando l’unità di classe! Faremo di ogni attacco repressivo un’occasione per unire le lotte sui luoghi di lavoro e sui territori, a livello nazionale e internazionale.
La crisi la paghino i padroni!
Non siamo carne da macello!
Indietro non si torna!

Assemblea per il Patto d’azione

pc 10 giugno - ARCELORMITTAL - INCONTRO GOVERNO/COMMISSARI/ILVA/SINDACATI ASSOLUTAMENTE INSODDISFACENTE, NESSUN PASSO AVANTI PER I LAVORATORI

Dal blog tarantocontro
Nell'incontro di ieri mattina i tre ministri presenti (Patuanelli, Gualtieri e Catalfo) non hanno fatto che ribadire che per loro si deve tornare e ripartire dall'accordo/impegno di AM del 4 marzo - accordo che prevedeva ugualmente esuberi e i fondi pubblici ma che tuttora rimane non conosciuto nei dettagli dagli stessi sindacati.

Tutta la "voce grossa", le dichiarazioni fatte dal Ministro Patuanelli in particolare nei giorni scorsi su Mittal e sull'inaccettabilità del piano industriale, si sono ridotte ad aggettivi molto più blandi soprattutto da parte del Min. Gualtieri, e comunque nessuno dei tre ministri è entrare nel merito della contestazione del piano industriale, nè ha spiegato la strategia che il governo intenderà adottare verso Mittal, se non la volontà di proseguire il dialogo ripartendo dal 4 marzo e dagli investimenti del governo.
Gualtieri nel dire che "non esistono soluzioni semplici", nel sottolineare l'impatto del Covid-19 per la crisi dell'acciaio - anche se lui stesso ha detto che il peso dato da AM alle conseguenze del covid è sproporzionato; noi aggiungiamo che durante tutto il lockdown si è permesso che Mittal continuasse

martedì 9 giugno 2020

pc 9 giugno - Minneapolis - rivolta Usa, l'altra analisi e l'altra indicazione

pc 9 giugno - La «missione» dell’Italia imperialista al fianco di Parigi in Mali - domani documento internazionale

Affari e conflitti. Al recente vertice italo-francese di Napoli è stata formalizzata la creazione della task force "Takuba", contingente di forze speciali europee che opererà in Mali con quelle francesi già presenti in tutta la regione del Sahel. Cosa ci andremo a fare? Forniremo assistenza militare e capacity building, attività che si accompagneranno a interessanti contropartite in termini di export militare
Soldati francesi in Mali

Al vertice bilaterale italo-francese che si è tenuto di recente a Napoli, s’è parlato di affari e interventi militari. Tutti soddisfatti per l’accordo intergovernativo sulla cantieristica navale militare che «darà vita a una formidabile joint venture tra i nostri Paesi, attraverso Fincantieri e Naval Group» ha detto Lorenzo Guerini il nostro ministro della Difesa.
Molto soddisfatti anche Hervé Guillou e Giuseppe Bono, rispettivamente ceo di Naval Group e di Fincantieri: «Accogliamo con favore questo accordo intergovernativo, che rafforza la nostra joint venture Naviris. Siamo lieti di poter contare sul sostegno di

pc 9 giugno - Il capitale riconsegnato nelle mani degli operai come arma di combattimento - richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 9 giugno - La "commessa del secolo" con l'Egitto: il governo italiano si conferma principale sostenitore del boia golpista Al Sisi. In parlamento nessuna opposizione.


L'ennesimo oltraggio a chi chiede verità e giustizia per Giulio Regeni e la scarcerazione di Patrick Zaky. 
Per l'imperialismo italiano contano i profitti del gas (ENI) e dell'export di armi (Fincantieri e Leonardo) 

La chiamano "la commessa del secolo": "un affare militare da 9 miliardi di euro tra Roma e il Cairo. Soldi con cui il presidente al Sisi intende mettere a tacere le proteste per la mancata collaborazione sulle indagini per l'uccisione di Giulio Regeni" (Giorgio Beretta).
Nonostante l'Italia abbia tra le sue leggi quella che vieta espressamente di esportare armi a nazioni «i cui governi sono responsabili di violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani».
Le navi sono fregate prodotte da Fincantieri per la Marina italiana. 
C’è dentro tutto l’arsenale bellico del tanto declamato Made in Italy: due fregate multiruolo Fremm destinate alla Marina miliare italiana (la Spartaco Schergat e la Emilio Bianchi), ma anche altre quattro navi e 20 pattugliatori (che potrebbero essere costruiti nei cantieri egiziani), 24 caccia multiruolo Eurofighter e altrettanti aerei addestratori M346. Elicotteri Leonardo, l’azienda italiana che li produce. E che dimostrerebbe quanto anticipato dal manifesto lo scorso 5 febbraio sulla vittoria da parte di Leonardo di una commessa per venti Aw149, più una decina in opzione, al Cairo. Valore stimato (ma mai confermato dalla società) 600-900 milioni di euro.
Da 69 milioni di euro a 871, boom di armi italiane all’Egitto. 
L’Egitto è il primo paese al mondo per acquisto di armi italiane. In appena quattro anni il valore dell’export militare italiano verso il regime di al-Sisi è centuplicato. Tra le vendite che spiegano l’ultimo valore, ci dice Francesco Vignarca di Rete Disarmo, ci sono 32 elicotteri: «Lo scrive la stessa Presidenza del Consiglio. Di questi 24 sarebbero Aw149 e il resto Aw189, elicotteri per operazioni di search&rescue, ma che possono anche trasportare truppe ed essere armati. Se sono per uso civile, allora perché chiedere l’autorizzazione militare?».
A questo bisogna aggiungere che l'Egitto grazie a Eni è diventato un esportatore di gas e che nell'area orientale del Mediterraneo è in corso una competizione per l'accaparramento di fonti energetiche con alleanze e impegno militare.
«L’Egitto per noi è una storia fantastica» ha dichiarato recentemente in un’intervista l’ad. di Eni Claudio Descalzi, che nel 2019 ha incontrato personalmente al-Sisi almeno due volte. L’ultima due mesi fa, quando il presidente egiziano ha rinnovato gli elogi alla «fruttuosa partnership» con l’azienda italiana. E si capisce, dal 2015 Eni ha investito in Egitto oltre 13 miliardi di dollari.

Sulla pelle di Regeni i padroni italiani hanno sempre continuato a fare accordi commerciali: "sul sito dell’ambasciata italiana del Cairo, la lista di incontri e accordi con l’Egitto è aggiornata solo fino a fine 2015. Non c’è traccia neppure di quella delegazione di imprenditori che la sera del 3 febbraio 2016, mentre veniva rinvenuto il corpo di Giulio, si trovava nella capitale egiziana per stringere nuovi accordi, accompagnata dall’allora ministra dello sviluppo economico Federica Guidi e dai funzionari diplomatici" (dal Manifesto). 

L’Egitto resta il paese delle sparizioni forzate, dei 60mila prigionieri politici – tra cui lo studente dell’Università di Bologna Patrick Zaki – e della repressione istituzionalizzata. È di questi giorni l’ultimo arresto di un giornalista: Haisam Hasan Mahgoub, reporter del noto al-Masry al-Youm, è stato portato via dalla sua casa al Cairo, sentito dal magistrato e accusato di finanziamento di gruppo terroristico e diffusione di notizie false (accusa che pesa anche su Zaki, sempre più utilizzata).