martedì 9 giugno 2020

pc 9 giugno - ARCELORMITTAL TARANTO: LA LUNGA MATTINATA DI MOBILITAZIONE

Ore 6 questa mattina alle portinerie dell'ArcelorMittal e dell'appalto
Operai allo stremo - soldi pochi falcidiati dalla cassa integrazione (prendono sulle 800 euro, con una cig al 58%) - e preoccupati per un futuro senza lavoro.
Forte e giusta critica alle direzioni sindacali il cui fallimento strategico e sotto gli occhi di tutti.
Alle portinerie non vi era nessun sindacalista per parlare dello sciopero, per presidiare gli ingressi; questa è la prima cosa che denunciavano i lavoratori che non sono entrati in fabbrica.
Molti operai non sono venuti perchè lo sciopero era di 24 ore, ma non pochi sono entrati perchè alle portinerie sembrava una giornata "normale".
Gli operai in sciopero erano anche critici verso i lavoratori, non c'è ancora la necessaria rabbia e unità nella lotta, in una situazione in cui nessuno può pensare di "salvarsi".

Varie discussioni e condivisioni della piattaforma portata dallo Slai cobas sc e mai oggetto di richieste ai Tavoli con governo, AM.  
Ore 8 alla Direzione Ilva circa 500 operai. Contestazione del sindacalista da strapazzo del Fmlu che fa azione antisciopero "in nome di morti e malati" per dire chiudiamo tutto, andiamocene a casa con 800 euro al mese e rivolgiamoci alla corte di Strasburgo... Convergendo di fatto con il piano Mittal di divisione e isolamento degli operai.

Forte denuncia delle Istituzioni, Regione, ecc.
necessità di lottare di più e meglio.
I più arrabbiati ed esasperati sono gli operai in cassintegrazione senza prospettiva di lavoro e con una miseria di indennità.

Anche qui discussioni con vari operai sulla piattaforma Slai cobas, come sulle reali volontà di Mittal, ruolo del governo: soldi a Mittal e niente per i salari di fame degli operai, crisi acciaio: perchè, chi è responsabile, è inevitabile?

Ore 10 assemblea pubblica organizzata da Usb a Talsano, affinchè gli operai, potessero seguire l'incontro telematico tra i tre ministri del governo, i commissari e i sindacati (DI QUESTO PARLIAMO IN ALTRO ARTICOLO) 

Lo Slai cobas ha dato appuntamento alle portinerie per VENERDI.

Serve ora la ribellione operaia dal basso - la lotta e piattaforma autonoma - serve un gruppo operaio legato ai lavoratori indipendemente dalle tessere sindacali che prenda ora la testa della lotta, che prima parta come forte minoranza classista e combattiva e poi raccolga la forza di massa dei lavoratori. 

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