Questa sera in piazza in numerose città
Roma alle 18 in Piazza Santi Apostoli, a due passi da Piazza Venezia e da Palazzo Chigi.
video diretta da ROMA
BOLOGNA, da Via Ferrarese 2 verso Piazza del Nettuno ore 18
BRESCIA, Largo Formentone ore 18
Questa sera in piazza in numerose città
Roma alle 18 in Piazza Santi Apostoli, a due passi da Piazza Venezia e da Palazzo Chigi.
video diretta da ROMA
BOLOGNA, da Via Ferrarese 2 verso Piazza del Nettuno ore 18
BRESCIA, Largo Formentone ore 18
Modi ha proclamato che annienterà la
guerra popolare, il movimento rivoluzionario e il PCI(M) entro il
2026.
Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra
Popolare in India (ICSPWI) ha invitato tutti i partiti e le forze
rivoluzionarie, gli amici e compagni della rivoluzione indiana, a
raccogliere la sfida lanciata dal governo di Modi con una campagna di
un anno, da marzo 2025 a marzo 2026. Una mobilitazione nelle strade,
nei luoghi di lavoro, nelle piazze.
Il
CPI(M) e le masse in India stanno resistendo e respingendo
l'Operazione Kagaar, sulla base della difesa degli interessi
materiali e delle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, dei
contadini e delle masse indiane.
In ogni settore dell'economia,
il regime di Modi sta scaricando sulle masse la crisi causata
dall'imperialismo, dai suoi lacchè e dalle politiche al servizio dei
grandi capitalisti indiani, come Adani, Ambani e altri.
Ma il
sistema capitalistico non ha alcuna possibilità di uscire dalla sua
profonda crisi; al contrario, produce una nuova ondata di lotte e
rivolte di massa.
Il regime indiano appoggia la campagna genocida in Palestina perché esso stesso, con l'Operazione Kagaar, commette massacri, deportazioni forzate, omicidi di abitanti dei villaggi e leader delle masse tribali, attivisti sociali e leader rivoluzionari, oltre a perseguitare giornalisti e attivisti per i diritti umani che si oppongono ad essa.
Sostenere
la guerra popolare in India e il Partito Comunista Indiano (Maoista)
è uno dei compiti fondamentali dei movimenti comunisti
rivoluzionari, antifascisti e antimperialisti di tutto il mondo.
Il
Partito Comunista dell’India (Maoista) guida una guerra popolare
per la Rivoluzione di Nuova Democrazia, per liberare il Paese e le
masse lavoratrici dallo sfruttamento e dall'oppressione e, unito ai
proletari e alle masse popolari di tutto il mondo, marciare verso la
rivoluzione proletaria e socialista mondiale.
Perciò è dovere di tutti noi fermare l'imperialismo, il regime di Modi e la sua mano genocida, come parte della lotta mondiale contro l'imperialismo, che porta guerre, fascismo, povertà e oppressione dei popoli.
Tutti in lotta il 28 marzo 2026!
STOP OPERATION KAGAAR!
LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA!
FERMARE IL GENOCIDIO DEGLI ADIVASI!
SOSTENERE LA GUERRA POPOLARE IN INDIA, SOSTENERE IL PCI (MAOISTA) FINO ALLA VITTORIA!
VIVA L’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO
Il cosiddetto decreto sicurezza sta cambiando natura sotto i nostri occhi. Non è più un intervento mirato, né un insieme coerente di norme. È diventato un contenitore espansivo, dentro cui la maggioranza sta inserendo tutto ciò che può rafforzare un indirizzo politico preciso: estendere la capacità repressiva dello Stato.
La quantità di emendamenti presentati è già di per sé indicativa. Non si tratta di correzioni tecniche o aggiustamenti marginali, ma di una vera e propria offensiva normativa. Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati competono nel rilanciare misure sempre più dure, in una sorta di gara interna a chi riesce a spingersi più avanti nella torsione sicuritaria. Il risultato è un testo che perde qualsiasi equilibrio e assume una funzione chiara: trasformare problemi sociali, economici e politici in questioni di ordine pubblico.
Uno dei terreni su cui questa trasformazione appare più evidente è quello dei CPR. Qui il salto è
Domenica il ballottaggio delle comunali in Francia ha dato un verdetto contrastante per le principali forze politiche del Paese.
Secondo il Ministero degli Interni, la partecipazione a questo secondo turno delle elezioni comunali si è attestata al 48,1% alle ore 17.00, più alta rispetto alle elezioni del 2020, ai tempi del Covid. anche se l’affluenza alle urne è rimasta al di sotto dei livelli pre-pandemia.
La Francia in queste elezioni si è differenziata geograficamente e politicamente.
Le grandi città come Parigi, Lione, Marsiglia sono rimaste in mano alla sinistra moderata, con sindaci socialisti ed ecologisti che hanno vinto con margini rassicuranti. La seconda è quella delle banlieues e delle città medie, dove l’elettorato popolare ha scelto due direzioni opposte e inconciliabili: o La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, o il Rassemblement National di Marine Le Pen.
Mélenchon ha conquistato le periferie urbane: le banlieues con alta concentrazione di cittadini di origine africana e nordafricana, i giovani precari, i dipendenti pubblici dei servizi sociali.
Anche in queste elezioni comunali La France Insoumise ha confermato il suo radicamento nei suoi
Per il Movimento Comunista Internazionale
L'attacco
militare e l'aggressione dell'imperialismo statunitense e del governo
reazionario di Israele contro l'Iran sono da condannare!
L'imperialismo
statunitense e il governo sionista di Israele hanno iniziato i loro
attacchi contro siti militari e centri politici e informativi della
Repubblica Islamica. Questi attacchi hanno colpito città come
Teheran, Isfahan, Qom, Karaj, Kermanshah, Bandar Abbas e molte altre.
Due caratteristiche salienti di questa guerra tra Stati Uniti e
Israele sono state la sua portata e intensità rispetto alla prima
guerra di dodici giorni prima.
Khamenei
e alcuni leader delle Guardie Rivoluzionarie sono
stati uccisi.
Secondo le fonti, nelle prime ore
dell'attacco, Khamenei e alcuni dei suoi più stretti collaboratori,
così come Ali Shamkhani, Segretario del Consiglio di Difesa,
Mohammad Khakpour, Comandante in Capo delle Guardie Rivoluzionarie, e
altri leader delle Guardie Rivoluzionarie, sono stati uccisi. Con il
proseguire della guerra, sono stati uccisi anche alcuni dei
funzionari più importanti, come il Ministro dell'Intelligence e
della Sicurezza e il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie.
Attacchi
missilistici delle Guardie Rivoluzionarie contro basi statunitensi
nella regione e contro Israele
D'altro
canto, le Guardie Rivoluzionarie hanno lanciato missili contro basi
militari statunitensi, infrastrutture energetiche e impianti
petroliferi nei paesi della regione, quali Arabia Saudita, Emirati
Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein, Giordania e Oman, causando danni
e provocando l'ira di questi paesi contro la Repubblica Islamica.
Hanno anche lanciato missili contro Israele, provocando danni. Allo
stesso tempo, le Guardie Rivoluzionarie israeliane, al potere, si
sono adoperate per chiudere lo Stretto di Hormuz, una via vitale per
l'esportazione di petrolio e altre merci, in particolare
fertilizzanti, e questo stretto è ora praticamente chiuso.
Il
plagio della Repubblica Islamica
I
colpi subiti dal governo del Velayat-e-Faqih, che almeno finora sono
stati molto più gravi, diffusi e
traduzione ufficiosa - Partito Comunista (maoista) dell’Afghanistan
Domenica 22 febbraio 2026, il Pakistan ha lanciato un attacco aereo contro le province di confine dell'Afghanistan. Questo attacco costituisce un palese atto di aggressione sul suolo afghano e merita una ferma condanna. Denunciamo questa operazione criminale. Il Pakistan afferma di aver colpito sette campi affiliati al Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP). Ma la realtà è che nell'attacco sono rimasti uccisi anche numerosi civili e persone innocenti. L'Emirato Islamico dell'Afghanistan non ha reagito con forza, limitandosi ad affermare che avrebbe risposto all'attacco.
Giovedì 2 febbraio 2026, i talebani hanno lanciato attacchi da diverse zone verso il Pakistan, attacchi che continuano tuttora. I talebani affermano di aver conquistato 20 postazioni di sicurezza in territorio pakistano.
È fondamentale sottolineare che questa guerra non ha alcun legame con gli interessi delle masse lavoratrici dell'Afghanistan e del Pakistan; si tratta piuttosto di una guerra tra due Stati reazionari. Nessuno dei due Stati rappresenta i veri interessi dei popoli di Afghanistan e Pakistan. Le masse lavoratrici dell'Afghanistan e del Pakistan sono solo le vittime di questa guerra reazionaria. Senza dubbio, i vili attacchi dello Stato pakistano non sarebbero stati possibili senza consultazione con l'imperialismo americano e il principale sostenitore del Pakistan, il governo britannico. Lo spazio aereo afghano è interamente sotto il controllo degli imperialisti USA e gli aerei pakistani non potrebbero mai entrare nello spazio aereo afghano senza il loro permesso. In questa guerra, l'imperialismo statunitense persegue solo i propri interessi e si sforza di realizzare i propri obiettivi.
La guerra tra i talebani e il Pakistan è scoppiata in un momento in cui le contraddizioni
Tutta la nostra solidarietà ai lavoratori della logistica e al Si.cobas.
La CGS che già in passato ha attacco il diritto di sciopero - l'azione più clamorosa, politicamente più inaccettabile perchè attaccava l'8 marzo delle donne, e anche pesante economicamente, è stata verso lo Sciopero delle donne e lo Slai Cobas sc che lo ha giustamente difeso e mantenuto, e che per questo è stata colpita due volte con 5.700 euro di sanzione - ora va avanti coperta da un governo fascista che vede come fumo negli occhi lo sciopero dei lavoratori e lavoratrici.
Questi attacchi non devono passare! Prima di tutto esercitando comunque e sempre il diritto di sciopero, e unendo le forze, dei sindacati di base in primis e di tutte le forze democratiche che possono - come sta succedendo con la decisione della CEDS - smantellare anche da un punto di vista legale questi abusi illegali della CGS.
Ma - e in questo caso ci rivolgiamo al Si.Cobas e a tutti i lavoratori - questa necessaria unità e solidarietà non deve essere a senso unico. I lavoratori e le lavoratrici dello Slai cobas sc non fanno mancare mai il loro appoggio e unità, e anche ora siamo pronti a trasformare le parole in azioni di solidarietà concreta, perchè è come se avessero colpito tutti noi. Purtroppo, però, non è così da parte del Si. Cobas.
Le lavoratrici nell'importante e discriminante Sciopero delle donne sono state lasciate sempre sole.
Oggi, siamo state di nuovo sanzionate e abbiamo fatto un appello anche ad una solidarietà concreta, ad un aiuto a pagare la sanzione. Ancora non abbiamo ricevuto dal Si.Cobas una parola di solidarietà - ma c'è sempre tempo...
Toccano uno, taccano tutti! Questo non deve essere solo uno slogan o valere solo quando attaccano la propria OS.
Lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe.
Attentato al diritto di sciopero nella logistica – SI.Cobas
LA COMMISSIONE DI GARANZIA VUOLE INGABBIARE LE LOTTE NELLA LOGISTICA
La delibera 26/88 dell’11 marzo 2026 della Commissione di Garanzia non è un passaggio tecnico, né un intervento neutrale. È una scelta politica precisa: restringere ancora il diritto di sciopero proprio in uno dei settori in cui, negli ultimi anni, le lotte operaie hanno inciso davvero sui rapporti di forza.
La Commissione sostiene che, quando si parla di approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessità, non conta solo il trasporto in senso stretto, ma l’intera filiera logistica: ricezione, deposito, custodia, trasferimento, spedizione e distribuzione. In un successivo chiarimento precisa che il riferimento riguarda le attività
Il Consiglio d'Europa riunitosi il 19 marzo ha sostanzialmente deciso di intervenire militarmente nella guerra d'aggressione imperialista USA-Trump contro l'Iran. Le promesse, le dichiarazioni fatte dai governi imperialisti europei e in primis dal nostro governo, il governo Meloni, di non volere entrare in guerra, sono aria fritta. In realtà i paesi imperialisti europei, i loro governi, sono tirati dentro questa guerra per i loro interessi economici, politici, geopolitici.
Al di là delle loro dichiarazioni di facciata, e le loro opinioni pubbliche, che certo non vogliono questa guerra, i governi coprono una realtà che è differente. In questa guerra ci sono da tempo, sia nei suoi effetti, la questione energetica e petrolio, sia nelle sue prospettive, perché il dominio esclusivo dell'imperialismo americano e dello Stato sionista israeliano nell'area mette in crisi e consegna a loro le vie strategiche del commercio mondiale e il controllo in un'area in cui l'imperialismo europeo era ben dentro, attraverso i suoi governi, i suoi stati, compreso l'Italia. Quindi questa guerra diventa sempre più una guerra mondiale.
I vari puzzle, i vari aspetti della situazione mondiale tendono a concentrarsi in questa guerra. E’ una guerra contro tutti i popoli, non solo contro i proletari e le masse popolari iraniane che si trovano, oltre che a subire un regime reazionario come quello rappresentato dal regime islamico dominante nel paese, il diktat è il tallone di ferro dell'aggressione imperialista e sionista. E’ una guerra che continua contro il popolo palestinese, che in questo quadro sembra non avere nessun futuro, contro il popolo libanese e contro tutti i popoli dell'area, che pagano intanto un altissimo costo di vite umane e distruzioni e in prospettiva con un dominio assoluto dei governi e stati imperialisti.
Chiaramente i popoli stanno resistendo e lo stesso Stato iraniano sta resistendo e contrattaccando,
"più forti della morte"
traduzione ufficiosa - Partito Comunista (maoista) dell’Afghanistan
Denunciamo
l’azione guerrafondaia dell’imperialismo USA,
del sionismo
di Israele e dei loro alleati regionali,
opporsi e resistere!
(28 febbraio 2026)
La guerra di aggressione, terrore e brutalità scatenata dall'imperialismo sanguinario USA e dal suo socio regionale Israele è iniziata il 28 febbraio 2026, 62 giorni dopo l'inizio delle prime proteste in Iran (28 dicembre 2025). Questa offensiva, condotta attraverso massicci attacchi missilistici e pesanti bombardamenti aerei, è stata lanciata nell'ambito delle operazioni congiunte "Lion's Roar" e "Epic Roar". Questi attacchi combinati segnano l'inizio di una guerra di portata mondiale.
Il sanguinario imperialismo USA, nemico numero uno dei popoli del mondo e principale fonte del terrorismo internazionale, che ha lasciato dietro di sé una scia di crudeltà, brutalità e massacri di popoli innocenti, ha ancora una volta mostrato il suo vero volto. L'imperialismo americano, sfrenato e predone, ha una storia di atrocità: il lancio di bombe atomiche sul Giappone, il massacro di milioni di persone ce lottavano per la libertà in Vietnam, l'uso del napalm in Vietnam, l’invasione militare e il massacro di afghani indifesi il 7 ottobre 2001, l'attacco all'Iraq nel 2003, l'invasione della Siria e l'insediamento di un governo compiacente, l'arresto del presidente del Venezuela e il bombardamento aereo di quel paese, il sostegno incrollabile a Israele nella guerra dei dodici giorni contro l'Iran e la distruzione dei suoi impianti nucleari, il massacro di persone in varie parti del mondo e, infine, l'attacco all'Iran del 28 febbraio 2026. Tutto ciò dimostra che nessun altro paese si è intromesso negli affari interni di altre nazioni in modo così esteso come il sanguinario imperialismo americano. Ha orchestrato colpi di stato e contro-colpi di stato, rovesciato governi eletti armando forze antidemocratiche e spingendole ad attività terroristiche.
È l'imperialismo americano che sorveglia i popoli del mondo e, attraverso sanzioni economiche e costringendo deliberatamente milioni di persone alla fame fino alla morte,
“Governo le mani sulla giustizia per la sua impunita, per la dittatura dei padroni”
La campagna per il No al referendum, dello Slai Cobas per il sindacato di classe si è conclusa questa settimana alle fabbriche con presidi alle portinerie delle principali aziende metalmeccaniche di Bergamo
Un lungo volantino con l’editoriale della CONTROINFORMAZIONE Rossoperaia necessario per spiegare la reale posta in gioco di questo referendum un pesante passo in avanti della politica del governo Meloni per instaurare il fascismo.
Il nostro intervento al voto operaio per il NO, per portare la discussione e prendere posizione, coscienza, che questo contesto è di scontro politico con il governo che con la ‘controriforma Nordio’ attacca l’indipendenza della magistratura per avanzare pezzo dopo pezzo, con il suo piano generale di regime e dittatura aperta dei padroni.
Mentre la maggioranza dei sindacati confederali Cisl e Uil non danno indicazione di voto e quindi non contrastano la propaganda populista governativa del Si fatta di bugie e luoghi comuni, lasciando ai lavoratori la “libertà di scelta", che è falsa libertà perché gli operai sono liberi di agire quanto hanno coscienza e si organizzano. La posizione scelta ufficialmente di chiamarsi fuori, ha lasciato indisturbati una gran massa di operai disinteressati al voto, fiancheggiando l’azione del governo.
Schierata pubblicamente per il no, la Cgil è in realtà l’altra grande assente nelle fabbriche come dato generale, senza una campagna attiva, come la gravità dell’attacco avrebbe richiesto. "abbiamo fatto una assemblea…" Quando? Due mesi fa. Ma era quella per il referendum del contratto! "Si hai ragione…"; "ieri ho ricevuto una mail per il No, sono tesserata…" . Per non dire del vuoto che lascia chi dimostra
Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) chiama le forze democratiche, progressiste, antifasciste, antimperialiste e rivoluzionarie di tutto il mondo a unirsi alla Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar.
Cos'è l'Operazione Kagaar?
Dal gennaio 2024, lo Stato indiano sotto il regime fascista Hindutva di Narendra Modi conduce l'Operazione Kagaar, un'operazione militare il cui obiettivo dichiarato è la completa distruzione del movimento rivoluzionario in India entro marzo 2026. In realtà, si tratta di una guerra totale contro il popolo, principalmente contro la popolazione Adivasi, i contadini poveri, gli attivisti rivoluzionari, i giornalisti, gli studenti e i prigionieri politici. Intere regioni vengono occupate dai militari, i villaggi sono bombardati e incendiati, i civili usati come scudi umani, i prigionieri torturati ed giustiziati stragiudizialmente in cosiddetti "scontri simulati".
L'Operazione Kagaar è la continuazione ed escalation di precedenti operazioni militari controrivoluzionarie quali Samadhan-Prahar e Green Hunt. Con l’impiego di esercito, paramilitari e avizione, lo stato indiano sta tentando di distruggere il Partito Comunista dell'India (Maoista), l'Esercito Popolare di Liberazione Guerrigliero (PLGA) e la Rivoluzione di Nuova Democrazia guidata da questi. Questa offensiva controrivoluzionaria ha colpito il movimento rivoluzionario in modo particolarmente duro nel 2025, anno in cui sono stati assassinati numerosi quadri dirigenti, tra cui il segretario generale del partito, compagno Basavaraj (Nambala Keshava Rao), e altri noti dirigenti Adivasi. Allo stesso tempo, lo Stato sta intensificando la guerra psicologica, diffondendo deliberatamente voci su presunte rese, tentando di demoralizzare le forze rivoluzionarie.
Coerenza e continuità rivoluzionarie
Nonostante le pesanti perdite, il movimento rivoluzionario in India rimane saldo sul suo cammino. In diversi documenti pubblici, il CPI (Maoista) ha chiarito che non ci saranno né l’abbandono della lotta armata né la resa allo stato. Invece, il partito analizza apertamente i propri errori, trae insegnamento dalle proprie perdite e si riorganizza sulla base delle mutate condizioni. La guerra popolare di lunga durata resta l'unica via per superare lo sfruttamento, l'oppressione nazionale, il sistema delle caste, il patriarcato e la penetrazione imperialista.
Elemento centrale della repressione è la carcerazione di massa. Grazie a leggi come l'Unlawful Activities Prevention Act (UAPA), in India migliaia di persone sono detenute per anni senza processo. Giornalisti sono criminalizzati per aver pubblicato articoli critici, studenti sono arrestati per possesso di pubblicazioni marxiste e gli attivisti sono torturati e isolati. L'India si presenta a livello internazionale come "la più grande democrazia del mondo", ma in realtà è una prigione per il suo popolo, in cui i diritti democratici fondamentali sono sistematicamente sospesi.
Al «Remigration summit» previsto tra un mese a Milano con tutta probabilità ci sarà anche il presidente della Lombardia, il leghista Attilio Fontana. D’altra parte l’evento «Senza paura. In Europa, padroni a casa nostra!» è organizzato dal gruppo del Parlamento europeo Patrioti per l’Europa, di cui fa parte anche la Lega oltre a partiti di estrema destra. «Se sarò il 18 aprile in piazza Duomo a Milano? Penso proprio di sì», dice quindi il governatore a margine di una conferenza stampa.
Sui profili social del partito già da
qualche giorno circolano i volantini del raduno all’ombra della
Madonnina. E sempre sui social il segretario del Carroccio Matteo
Salvini spiega le motivazioni della sua presenza: «Per difendere i
valori dell’Occidente, la nostra cultura, le nostre tradizioni, i nostri
confini». Non mancheranno i consiglieri regionali. «La Lega
dice una cosa semplice e chiara: la remigrazione (cioè il rimpatrio
forzato dei migranti, ndr) è l’unica soluzione per chi commette reati,
non si vuole integrare e non rispetta la legge», scandisce il capogruppo
al Pirellone, Alessandro Corbetta.
..... fin da ora le opposizioni contestano Fontana. «Spero che non si porti dietro come testimonial suo cognato,
coinvolto in una pesante inchiesta riguardante lo sfruttamento di
immigrati», lo punzecchia il capogruppo pd Pierfrancesco Majorino.