da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 25/03
La vittoria del referendum non era affatto scontata, il governo è partito con un vantaggio legato a tre questioni: il grado di consenso che pensava di avere su tutte le questioni, il grado di controllo dei mass media che gli avrebbero permesso di continuare l'opera di costruzione del consenso forzato delle masse. Nei mesi scorsi il governo si è mosso come un carrarmato sulle questioni legate alla sicurezza, all'immigrazione e anche alla collocazione del governo nell'arco della carta vincente e dominante nel sistema mondiale che è la Presidenza Trump. Quindi il governo ha creduto di godere di quel consenso necessario per trasformare il referendum in un attacco frontale verso la magistratura - che è stata nel suo piccolo una sorta di freno all'attività del governo su alcuni temi per la aperta violazione della Costituzione. Il governo non ha gradito le varie inchieste che hanno colpito i ministri e che hanno messo in luce lo squallore e la natura effettiva dei ministri, dei sottosegretari del governo. che è davvero un problema importante, perchè la composizione di questo governo è un anello-chiave della natura di questo governo e anche dei suoi aspetti apparentemente forti ma alla fine deboli.
Quando si dice che questo governo è di stampo fascista, non è soltanto perché Meloni e il suo gruppo di dirigente viene da quella storia, ma perché il programma, il modo di operare, sono modellati sul modo con cui normalmente questo tipo di governi opera, si circondano di un “cerchio magico” di fedelissimi, di gente affidata, costruita insieme negli anni attraverso la militanza in formazioni di estrema destra e che ha fatto tutto un percorso dall'estrema destra apparentemente illegale, cioè i gruppi nazisti, e il loro riciclo in personale politico del governo Meloni, che alla fine agisce da gruppo compatto. Lo stesso modello che ha seguito Mussolini, circondandosi di uomini, un manipolo di squadristi, che poi hanno costruito l'ascesa nelle forme storiche di quell'epoca che fu la marcia sul Roma e si trasformò in classe di governo, fedele, fino ad un certo punto, perché poi i vari seguaci di Mussolini si scontravano tra di loro sempre per dimostrare di essere i più efficienti e solerti servitori del capo.
Questo manipolo legato mani e piedi alla Meloni è una sorta di "catena di Sant'Antonio", ognuno conosce vita e miracoli della Meloni, fatti chiari e fatti oscuri, e quindi i ministeri non sono dei veri e
propri ministeri ma sono circondati da uomini della Meloni che hanno una funzione di controllo e di indirizzo. Il caso del ministero della giustizia è esemplare: Bartolozzi e Del Mastro, sono molto più importanti di Nordio.Nordio è chiaramente il magistrato reazionario di lungo corso, pieno di spirito di rivalsa e di odio verso gli altri magistrati; si aspettava di avere una carriera in ascesa invece è stata tarpata dagli altri governi proprio per la sua caratterizzazione rozza e volgare. Si tratta di un tipo ben raffigurato da Crozza nella sua caricatura, un ministro non in grado di essere coerente con il programma di controllare la magistratura e di decidere le inchieste che si possono fare e quelle che non si possono fare, di tradurre le inchieste dell'ala poliziesca più fedele di governo in azione penale che si indirizza verso l'opposizione in senso lato, l'opposizione vera che esiste nelle piazze e l'opposizione rappresentata dagli ostacoli che si trovano nei vari gangli delle istruzioni nazionali e locali che possono impedire che ciò che vuole fare il governo si traduca in fatti concreti.
E’ dal ‘900 che Lenin ci insegna che imperialismo, guerra e reazione sono tre processi strettamente legati tra di loro, sia pure attraverso le forme nazionali che di volta in volta possono essere interpretate.
Quindi questo referendum era estremamente importante perché era una specie di prova generale di quello che si poteva fare delle istituzioni tutte e quindi delle legge elettorale, dello stesso controllo parlamentare; era una prova di forza a cui si ispirano tutti i governi della stessa matrice
Non dimentichiamo che prima che si scatenasse il brutale genocidio da parte del popolo palestinese, Netanyahu era messo in crisi e si parlava di una sua dimissione, di crollo, di sua incarcerazione in Israele, perché anche Netanyahu ha costruito la sua carriera su tutto un insieme di elementi di corruzione, nepotismo, costruzione di uomini di paglia che gli hanno permesso di controllare lo Stato.
Quindi Netanyahu era profondamente in crisi, e pensava di fare una riforma del genere di quella che è in corso nel nostro paese per bloccare tutte le inchieste della magistratura che in maniera schiacciante ne mostravano la sua natura corrotta sia sul piano dei provvedimenti sia nella gestione ordinaria del potere politico. Tant'è vero che non era senza fondamento il fatto che Netanyahu cercasse anche un pretesto per “voltarla in caciara” - che in questo caso era l’aggressione militare verso il popolo palestinese in forme mai viste precedentemente - tant'è vero che proprio Trump, quando è andato alla Knesset, la prima cosa che ha chiesto è che il Presidente della Repubblica desse la grazia a Netanyahu. Ma non l'ha ancora spuntata, il Presidente della Repubblica, Herzog, non l'ha concessa e l'80% del Parlamento israeliano non è favorevole.
Tutto questo per dire che il controllo della magistratura è un anello decisivo dell'instaurazione del potere dittatoriale nei paesi capitalistici. Orban ha fatto la stessa cosa.
Quindi questo non era un qualsiasi referendum, la magistratura è l’anello centrale del sistema di potere di stampo moderno fascista, per questo è importante cancellare gli ostacoli, e uno degli ostacoli era il referendum; gli altri saranno la legge elettorale, il premierato.
Certo, per le masse, sono altri i sistemi con cui gli vengono messi i piedi in testa e sono, come sempre, la repressione poliziesca, le leggi liberticide, ma anche le leggi di liberticide, la repressione hanno bisogno di un apparato giudiziario che si muova in sintonia con il governo.
Si dice che i giovani hanno pesato in questo voto, sono stati uno dei fattori, dei valori aggiunti. Ma su questo non bisogna cadere nella sociologia. Questo referendum è stato vinto perché una parte dell'astensionismo di sinistra è entrata in campo, è stata la prima prova virtuale della potenzialità grande che c'è nel nostro Paese dell'astensionismo di sinistra che rappresenta quell’insieme sia di organizzazioni, di movimenti, sia di opinioni, strutturate o diffuse che giustamente non vogliono assolutamente ricucire un rapporto col PD e i 5 Stelle, perché il PD e i 5 Stelle sono stati il fattore determinante con i loro governi e per la loro politica dell’ascesa della Meloni, e in questi mesi hanno dimostrato che in nessuna maniera sono stati in grado di contenere né provvedimenti, né tantomeno l'affermazione pubblica, di Meloni e della sua struttura.
L'estrema sinistra ha votato in massa questa volta, con tutti i distinguo che facciamo, perché i magistrati sono anche quelli che ci reprimono, fanno parte dell'apparato statale che ha come compito fondamentale non certo quello di realizzare la vera democrazia e il vero rispetto delle uguaglianze ma di essere quella parte dello Stato apparentemente al di sopra delle parti ma in realtà da una parte sola.
D'altra parte la natura del referendum è quella che meglio si presta a una polarizzazione tra due tesi e quindi quella che più rappresenta un contrasto di classe che vede ricchi e poveri, reazionari e progressisti... L'opposizione di cui c’è bisogno è un contenitore, una forza politica che si fondi sui NO: no alla riforma giudiziaria, no ai decreti sicurezza, no alla guerra, no agli attacchi alle condizioni di vita e di lavoro, no all'economia di guerra, no alla tutela dell’interesse dell'economia nazionale che poi significa le grandi multinazionali, no al rigetto del salario minimo, della nuova scala mobile e di una sanità pubblica; e così via.
Il sistema parlamentare attuale, peraltro viziato dalle nuove leggi elettorali, non è fondato sui no o sui sì, è un sistema legato ai partiti che sono ceti politici autoreferenziali, distaccati dalle masse, che usano le masse, non ne sono i rappresentanti. Quindi non c'è alcuna equivalenza tra il voto del referendum e il suo riflesso nel parlamento: il PD appoggia la guerra e il riarmo, il PD appoggia l’Europa imperialista, il PD non è parte di una opposizione che possa mettere in difficoltà il governo. Lo stesso vale per i 5Stelle, hanno fatto il governo con Salvini e il loro fondo razzista non è mai sparito, perfino le vicende parlamentari hanno mostrato questo lato.
Il referendum invece ha mostrato che c'è l’estrema sinistra che se scende in campo è forte ed è influente, però quando è in contrapposizione, quando porta avanti battaglie difficili, quando è erede dei grandi temi come la Palestina, quando è erede della manifestazione di 1 milione di persone, quando è erede di scioperi generali fuori e contro i sindacati confederali.
Questo referendum ci restituisce un incoraggiamento a proseguire sulla strada della radicalità. Non è vero che se succedono gli "incidenti" di Torino questi favoriscono il governo, perché sono stati proprio quegli “incidenti" di Torino che andando a votare hanno fatto pendere la bilancia a favore del No.
Quindi 10/100/1000 “incidenti di Torino”, come 10/100/1000 occupazioni dell’Università contro i finanziamenti ad Israele e alla guerra, come manifestazioni contro i decreti sicurezza, manifestazioni antifasciste, ecc. Questo cambia il Paese, un cambiamento che si riflette sul piano del voto quando è polarizzato, quando c’è da scegliere: da una parte i signori della guerra e dall’altra le masse della guerra alla guerra.
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