Questo libro è stato fatto, come dice lo stesso autore, Charles Bettelheim, facendo una sorta di viaggio-inchiesta nelle fabbriche cinesi durante la Rivoluzione culturale proletaria, parlando con gli operai e vedendo concretamente che cambiamenti c'erano stati frutto della rivoluzione culturale proletaria.
E’ un libro che sarebbe da propagandare, diffondere proprio tra gli operai nei luoghi di lavoro, perché affronta le questioni che, anche oggi sono molto presenti tra gli operai.
Le soluzioni che davano durante la rivoluzione culturale proletaria, per esempio sul problema della sicurezza e della salute sul lavoro, sono quelle che servirebbero oggi. Tra l'altro, alcune di queste, per esempio all'Ilva di Taranto, nelle fabbriche tessili in cui sono morte delle operaie, sono quelle che stiamo propagandando.
Ma l’aspetto centrale che pone la Rivoluzione culturale è che questi interventi di cambiamento, di trasformazione delle condizioni lavorative, pongono come fondamentale il ruolo degli operai nel portare avanti queste trasformazioni e il rivoluzionamento del rapporto tra quadri del partito, tecnici, dirigenti della fabbrica e operai. Questo è stato l'elemento chiave. Perchè non si trattava di provvedimenti, di soluzioni alternative “dall'alto”, ma erano frutto fondamentalmente di questo rapporto.
Nel libro si dice sulla questione delle condizioni di lavoro “all'epoca della vecchia società, le cose erano molto diverse, i capitalisti non si occupavano di certe faccende”.
“Nei reparti, dice un operaio, sono installati condizionatori d'aria che consentono di mantenere una


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