Le implicazioni dell’accordo Italia-India secondo il Partenariato
Strategico Speciale sono davvero tante e con effetto di lunga durata e
riguardano tutti gli aspetti economici e politici e militari perché dallo
scambio ognuno ha da guadagnare secondo i propri interessi.
L’Italia imperialista è alla ricerca innanzi tutto di un mercato abbastanza
grande per poter smerciare i propri prodotti, e l’esportazione è attualmente vitale
per la produzione industriale in questo paese dove le percentuali sono infime; perfino
il Fondo Monetario Internazionale in questi giorni conferma la “crescita” dell’0,
5% anche per il 2027!!! Poter continuare a fare profitti in questi momenti di
crisi internazionale - cronica per l’imperialismo - è l’aspetto principale
dunque.
Questi profitti comunque provengono dall’investimento dei capitali
finanziari, investimenti diretti esteri (IDE) sia in prestiti diretti che nelle
industrie con il relativo sfruttamento della forza-lavoro, ma anche comprando buoni
del tesoro e ricavandone un interesse che di fatto strozza sempre i paesi che
li ricevono e che spesso non riescono mai più a ripagare la somma iniziale e devono
vita natural durante continuare a pagare interessi…
Questa possibilità di continuare a fare profitti va messo in sicurezza, secondo l’Accordo firmato tra
i due Paesi. In sicurezza rispetto all’esterno
e all’interno, rispetto al pericolo rappresentato da altri paesi e rispetto
alla possibilità di rivolta dei lavoratori e delle masse che mettono in
discussione i “piani di sviluppo” orchestrati dai governi e che da queste
politiche e da questi accordi vengono pesantemente colpiti.
E infatti a questo tipo di sicurezza è dedicato un pezzo dell’Accordo
con i punti 20, 21 e 22.
Sicurezza
20. I due leader hanno condannato fermamente il terrorismo e l'estremismo violento in tutte le loro forme e manifestazioni, incluso il terrorismo transfrontaliero. I due leader hanno condannato
fermamente l'attacco terroristico di Pahalgam del aprile 2025 e hanno ribadito il loro impegno a cooperare nel combattere contro terroristi e gruppi terroristici e i loro affiliati, compreso quelli elencati dal regime di Sanzioni 1267 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Hanno invitato tutti i paesi a continuare a lavorare verso l'eliminazione dei rifugi e delle infrastrutture per i terroristi, interrompendo le reti terroristiche e combattere il finanziamento del terrorismo, secondo le linee guida della Financial Action Task Force. Entrambi i leader hanno ribadito il loro impegno a collaborare presso l'ONU, il FATF e altre piattaforme multilaterali.21. Entrambi i leader hanno accolto con favore la prima
riunione della Task Force Permanente tra l'India e Italia sul contrasto al
finanziamento del terrorismo e il prossimo incontro del Gruppo di Lavoro
Congiunto sul Controterrorismo.
22. Entrambi i leader hanno accolto favorevolmente la conclusione di un MoU tra la Guardia di Finanza italiana e la Direzione per l'Applicazione della Legge dell'India attendendo con interesse la pronta conclusione dell’Accordo sullo Scambio e la Protezione Reciproca delle Informazioni Classificate e l'Accordo sul rafforzamento della Cooperazione della Polizia. Hanno inoltre accolto con favore le discussioni in corso su altri accordi tra cui il Trattato di Estradizione e il Trattato di Mutua Assistenza Legale.
Per la borghesia di ogni paese tutto ciò che mette in pericolo il suo
dominio di classe è terrorismo o estremismo violento in tutte le loro forme
e manifestazioni. Questo concetto allarga all’infinito il campo di
intervento dei vari governi della borghesia (concetto che è stato condannato da
diversi organismi internazionali per la difesa dei diritti umani).
E infatti, dai paesi imperialisti come l’Italia ad ogni altro paese si fanno leggi sempre più apertamente fasciste soprattutto per impedire che le masse possano rivendicare apertamente in piazza condizioni di vita migliori. Il governo italiano con a capo la fascista Meloni è diventato un “esempio” visto che in questi quattro anni di governo, creando ad arte un’atmosfera di “emergenza permanente” ha sfornato ben 4 decreti sicurezza (appunto!).
L’India, da parte sua, ha già delle leggi da stato di polizia e da stato fascista come L’UAPA Unlawful Activities Prevention Act (“Legge di prevenzione delle attività illegali”) del 1967! Proprio l’anno dello scoppio della rivolta armata dei contadini di Naxalbari. Una legge applicata da allora e che ha portato nelle carceri migliaia di attivisti politici, nonché persone “normali” che lottano per affermare i propri diritti. Ma allo stato indiano tutto questo non è bastato per mettersi in “sicurezza” e quindi ha affiancato a queste leggi delle Operazioni speciali con i nomi più variegati (l’’ultima si chiama Operazione Kagar) per mettere fine ad ogni ribellione.
E proprio su questo, sui modi
della repressione, i firmatari dell’Accordo, con il capitolo sulla
sicurezza cercano una reciproca
legittimazione. Per Narendra Modi questa legittimazione è di importanza
fondamentale visto che da un lato sta portando avanti una guerra contro il
Pakistan per il controllo del Kashmir colpendo duramente le popolazioni locali,
e dall’altro lato un genocidio interno innanzi tutto contro le popolazioni
adivasi, oltre che su lavoratori, intellettuali, studenti… delle città,
definiti tutti insieme “maoisti urbani”.
Ma su questo il governo fascista indù di Modi si era già portato avanti
con il sostegno attivo sia in armi sofisticate che in “consulenza” del
nazisionismo israeliano. E a proposito di metodi di repressione si deve notare
che in questo accordo c’è anche l’insistenza sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che oltre
ad essere uno strumento che agli occhi della borghesia stimolerà ulteriormente
la produttività (che in definitiva significa tagliare forza-lavoro e quindi salari
con la sostituzione di altre macchine) è uno strumento utilizzato per il
controllo sociale preventivo.
Quindi al di là del linguaggio che vuole sembrare neutrale del capitolo sulla “sicurezza”, il vero intento dei due firmatari, ribadiamo, è quello di mettere in sicurezza profitti e interessi; mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento, soprattutto quelle del petrolio e del gas; mettere in sicurezza il “corridoio IMEC” in contrapposizione con la via della seta cinese…
È per questo che per l’ineffabile ministro degli Esteri italiano Tajani
l’India è un “partner prioritario”, “fondamentale per la stabilità dell’Indo-Pacifico
e per la sicurezza internazionale”,
oltre che “la più grande democrazia del mondo”. E proprio dietro la copertura
della “democrazia” si cela la duplice complicità del governo Meloni con il
governo Modi: quando sostiene la guerra contro il Pakistan, ma soprattutto quando
sostiene il genocidio del fascista indù Narendra Modi contro il proprio popolo.

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