domenica 2 agosto 2026

Italia imperialista in missione militare nel Golfo a fianco di USA/Israele/Arabia Saudita

Gli articoli comparsi su La Repubblica e il Giornale hanno rivelato che in Arabia Saudita e nei paesi del Golfo, all’insaputa del Parlamento e di tutti, ci sono ben settecento militari italiani che partecipano ai combattimenti “difensivi”.

La notizia in realtà era stata comunicata piuttosto in sordina dal capo di Stato maggiore Portolano in un’audizione in parlamento poco più di un mese fa (il 16 giugno) ed era stata inserita nelle pieghe del decreto sulle missioni militari all’estero ma senza essere esplicitata. Probabile che anche in quel caso i parlamentari durante l’audizione fossero troppo impegnati a giocare sul cellulare per prestare la dovuta attenzione a quanto veniva detto.

Dunque anche in questo caso – e come avviene troppo spesso – il Parlamento è stato messo davanti al fatto compiuto...

Infatti è dalla metà di marzo che centinaia di militari italiani sono già presenti in Arabia Saudita e altri

Crociere, Armi e Affari di Stato in Sicilia - Antonio Mazzeo

 

Le rotte complici di MSC da Gioia Tauro al nuovo terminal di Messina

Un terminal croceristico a Messina, a poche centinaia di metri dal Palazzo municipale, dalla Cattedrale e dal Campanile con l’orologio astronomico più grande al mondo, per far sbarcare nel capoluogo dello Stretto fino a un milione di “turisti” all’anno. Così, dopo le scorribande a Gaza, West Bank, Libano, Siria, Yemen ed Iran, la nuova meta turistica per israeliani e militari in pausa-premio sarà la Sicilia. Quasi tutto ruota attorno alla MSC, che opera in Israele dal 1990 con collegamenti marittimi settimanali e promuove Gerusalemme a “capitale di Israele”.

Prima il Salento, poi la Sardegna, adesso la Sicilia. L’Isola è il nuovo paradiso dei turisti israeliani, militari in pausa-premio dopo le scorribande a Gaza, West Bank (Cisgiordania), Libano, Siria, Yemen ed Iran, di manager e dipendenti delle grandi aziende dello stato sionista che fanno profitti con le commesse di guerra e gli investimenti nei territori occupati, in palese violazione del diritto internazionale.

L’ultimo caso ha visto il residence di lusso a Brucoli (Augusta) del gruppo Mangia’s invaso da funzionari e agenti di Ashtrom Goup, il principale gruppo di costruzione e immobiliare israeliano, con tanto di escursioni scortate dalla polizia di stato italiana, ai più importanti musei e scavi archeologici del siracusano. Come se non bastasse, si profila

Da Milano sempre per la Palestina

Appello per la libertà dei prigionieri politici palestinesi in Italia

O SCHIATTI DAL CALDO O LOTTI E SCIOPERI - Evoca, operaie/i in sciopero indetto da slai cobas sc BG

La nuova ondata di caldo e lo sciopero emergenza caldo/umidità, non di massa ma diffuso in tutta la fabbrica, che resta una prima forma di autotutela della salute che Slai Cobas, l’unico che abbia raccolto questi bisogni, ha indetto e sostiene, e che dimostra un certo grado di ribellione

- alla condizione della fabbrica caserma, perchè la ristrutturazione non avanza senza strappi, imposizioni, repressione

- ai sindacati confederali che hanno la faccia tosta di augurare le buone ferie ai lavoratori, dopo aver dimostrato sul campo torrido di questa estate, quanto sono distanti e insensibili alla condizione operaia.

Uno sciopero per organizzare la lotta collettiva operaia, far valere il protagonismo delle operaie/i che devono contare e decidere, per liberarne la forza, il vero antidoto alla paura, per la salute caldo, come per la difesa del posto e delle condizioni di lavoro e di vita.

Nell’emergenza caldo in effetti, lo sciopero ha contribuito a far si che tra le operaie si cominciasse a parlare con più coscienza e decisione delle condizioni della fabbrica.

Le rivendicazioni dello sciopero di fronte alle condizioni meteo stagionali, alle condizioni aziendali nei reparti di produzione arretrate e inadeguate sono per un incontro aziendale con Slai Cobas sc ed una delegazione delle operaie/i in sciopero per un piano di prevenzione caldo centrato sull’esperienza delle operaie in linea; per interventi immediati, quali, distribuzione sali minerali, acqua fresca a disposizione per tutte/i secondo necessità, manutenzione ed efficienza degli impianti esistenti, sonde in linea per percepire lo stesso caldo e umidità delle operaie/i, programma per pause extra retribuite e riduzione velocità delle linee in emergenza caldo.

E la quarta ondata di caldo, che vuol dire un evento meteo che aggrava le stagionali condizioni climatiche, ovvero che è conosciuto ed atteso, è arrivata. Ma di prevenzione non se ne parla mai… potremmo dire parafrasando la storica canzone ‘la ballata della Fiat’ che in musica ci parla ancora oggi della contestazione operaia anche alle vuote parole ed ai piagnistei dei sindacalisti in assemblea ‘e di lottare non si parla mai…’ appunto, operai che si presero le assemblee e via via diventarono i protagonisti di una grande stagione del conflitto di classe.

 

La cronaca lascia intendere che almeno per i lavoratori esposti direttamente alla calura qualcosa si sia mosso. In realtà questo titolo è uscito proprio ad inizio settimana quando un nuovo omicidio sul lavoro ha colpito un operaio morto di stenti dentro una serra in orario vietato al lavoro dalle ordinanze regionali per ‘l’emergenza caldo’.

Appare chiaro che per i lavoratori i provvedimenti istituzionali, gli allarmi della protezione civile, le

Cisgiordania, ossa spezzate ai contadini palestinesi, in attesa del furto e poi della sua legalizzazione.