Lo è di suo. E lo mette in mostra soprattutto quando si tratta di immigrati e di repressione verso le lotte (dove c'è anche una reazione isterica ai fallimenti di suoi decreti, provvedimenti). Oggi poi unisce la lunga campagna di propaganda elettorale, in cui la partita in gioco è chi riesce ad essere più a destra delle varie destre.
Ha come una vampira utilizzato Ceuta, amplificandola in modo osceno, e pure a fine vicenda, anche come tentativo di riprendere un posto più visibile nello scenario europeo, sui corpi dei tanti giovani, giovanissimi, bambini morti.
Ripropone il "modello Albania" per auspicare nuovi centri-prigioni di rimpatrio dei migranti - un "progetto - come riconoscono tutti - costato 50 milioni di euro e naufragato. Pensava di rinchiudere 3000 persone al mese, violando norme costituzionali ed europee, ne ha potuti rinchiudere per breve tempo poche centinaia, la maggiorparte riportate in Italia per ordine dei giudici".
Ora ci ritenta, unendo altri governi europei razzisti (al di là del loro colore).
Questo aumenta la nostra responsabilità nella lotta per far cadere il governo Meloni.
Di qui l'importanza dell'appuntamento del 4 settembre a Bari dove la Meloni deve trovare una forte manifestazione 'non tradizionale', che sia anche un importante segnale a livello nazionale.
Siamo per la massima unità a condizione che ci veda uniti e determinati nel rendere la manifestazione più combattiva possibile guardando alle manifestazioni recenti di Bologna, Torino

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