da forum Palestina
L’Anpi (Associazione Nazionale dei Partigiani Italiani) due giorni fa ha siglato un documento comune con l’Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche in Italia) che di fatto sdogana il tentativo egemonico dei gruppi sionisti e filo-israeliani sulle manifestazioni del 25 aprile e riporta il clima alla situazione precedente allo scatenamento del genocidio contro i palestinesi.
L’accordo siglato da Anpi e Ucei prevede il “ribadito riconoscimento del ruolo dei combattenti ebrei nella Resistenza e della Brigata Ebraica nella lotta italiana al nazifascismo; la riconferma del diritto della componente ebraica alla partecipazione in sicurezza alle celebrazioni del 25 aprile contrastando scelte e comportamenti divisivi di qualsiasi natura e da qualsiasi parte; l’impegno in generale ad abbassare i toni del confronto pubblico e la volontà di affrontare tramite il confronto diretto anche le questioni su cui divergono; l’interesse ad avviare un percorso congiunto in vista dell’organizzazione del prossimo 25 aprile 2027 e di ogni altra scadenza memoriale”.
Ma è arrivata subito la dimostrazione di come la capitolazione dell’Anpi, di cui ripetiamo non vi era alcun bisogno, ha consentito alla Brigata Ebraica di Milano di approfittarne immediatamente e presentare un esposto contro ignoti in cui si ipotizzano i reati di violenza privata, rapina e istigazione a
delinquere proprio per l’ultima manifestazione del 25 aprile nel capoluogo lombardo.Insomma alla prima occasione invece della “pacificazione” i gruppi sionisti sono passati subito all’offensiva, altro che impegno ad abbassare i toni e al confronto diretto anche sulle questioni su cui divergono.
“Nessun cedimento è possibile con i sionisti”. Rivolta dei circoli dell’Anpi sul comunicato congiunto con l’Ucei
Qui di seguito alcuni stralci dei comunicati di alcuni circoli Anpi da diverse città italiane e, dettaglio significativo, soprattutto da Milano.
Anpi Milano Città Studi. “La nostra sorpresa non riguarda i contenuti presenti nel comunicato, che ribadisce valori e pratiche che l’ANPI ha sempre rispettato. Piuttosto, riguarda quello che manca: una valutazione delle tensioni oggetto del comunicato e delle loro cause. … ci preoccupa che la pubblicazione del comunicato sia stata immediatamente seguita dall’incredibile notizia che la “Brigata Ebraica” avrebbe intentato una denuncia contro ignoti per i fatti del 25 Aprile. Per quanto ci riguarda, la risposta della piazza alla provocazione della “Brigata Ebraica” è stata sacrosanta e ha rappresentato un momento di chiarezza da cui ripartire per il futuro: fuori dal 25 Aprile i sostenitori del genocidio e della guerra”.
Anpi Atm, Milano. “L‘atteggiamento ambiguo e dimesso che, ancora una volta, ANPI Nazionale mostra nel provare a mediare una situazione dove non c’è nulla da mediare: non può esserci nessuna mediazione con i sionisti, che noi riteniamo essere nazisti sotto tutti gli aspetti”.
Anpi Roma “Orlando Posti”. “Rifiutiamo
l’invito ad “abbassare i toni in merito alla questione
israelo-palestinese”. Abbassare i toni significa girarsi dall’altra
parte rispetto ad un genocidio che continua a Gaza, in Cisgiordania e in
Libano. L’atteggiamento fascista del governo israeliano, sostenuto
dagli USA ed oggi dal governo ucraino, va denunciato ovunque, in ogni
occasione e con ogni mezzo.
Riteniamo pertanto che l’avvio di un percorso congiunto tra ANPI e UCEI
in vista del prossimo 25 aprile non possa che essere subordinato ad una
chiara e netta presa di distanza di UCEI dal genocidio attuato da
Israele, dall’occupazione dei territori palestinesi, dalla violenza dei
coloni e dal furto delle terre di Palestina”.
Anpi “68 Martiri” Grugliasco. “Esprimiamo
profondo sgomento per quanto espresso da un comunicato congiunto ANPI
Nazionale-UCEI che restituisce un’immagine molto diversa rispetto
all’Associazione che animiamo sul nostro territorio.
Dal 2011 portiamo la bandiera palestinese al corteo del 25 Aprile,
abbiamo promosso innumerevoli iniziative sul tema, fino
all’intensificarsi degli ultimi anni con numerose presenze anche alle
manifestazioni torinesi con le comunità palestinesi e il Coordinamento
Torino per Gaza”.
Anpi sezione Nizza-Lingotto, Torino. “Il Comitato di Sezione Anpi Nizza Lingotto riunitosi il 30 luglio 2026 respinge come inaccettabile il comunicato congiunto Anpi Nazionale-UCEI che asseconda le esigenze dell’UCEI di riconoscimento di un presunto ruolo nella Resistenza italiana alla Brigata Ebraica e ne “riconferma il diritto di partecipazione in sicurezza alle celebrazioni del 25 aprile”. Il comunicato è per noi un cedimento alle pressioni dell’UCEI e un’indiretta condanna delle contestazioni subite a Milano dalla Brigata Ebraica, un’unità militare che ha avuto un ruolo insignificante nella liberazione dell’Italia e aveva soprattutto lo scopo di promuovere presso la comunità internazionale la fondazione dello Stato sionista nel dopoguerra”.
Anpi “Sette Martiri” di Venezia e Sezione ANPI “Lola Munaretto” di Zelarino: “A nostro parere il testo dell’accordo è incomprensibilmente vago, in particolare quando accenna genericamente al rifiuto della violenza per due motivi: prima di tutto perché le tensioni del 25 aprile sono state direttamente provocate, tanto a Roma che a Milano, da estremisti sionisti, e poi perché il filo conduttore delle celebrazioni era la ennesima, doverosa denuncia dell’Anpi della catastrofe umanitaria causata da Israele, in corso, allora come oggi, a Gaza e Cisgiordania. (…) Pur nella consapevolezza di esporci a possibili strumentali accuse di sabotare la “pacificazione”, non ci riconosciamo nel comunicato congiunto Anpi-UCEI per la convinzione rafforzataci dalla pratica antifascista che la “pacificazione” si realizza solo nel riconoscimento delle responsabilità di Israele
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