venerdì 18 ottobre 2019

pc 18 ottobre - ESCE IL QUADERNO DEL MFPR CON GLI ATTI DELL'IMPORTANTE SEMINARIO TEORICO ESTIVO - In distribuzione all'assemblea nazionale di nudm a Napoli - per richiederlo: mfpr.naz@gmail.com


 

pc 18 ottobre - info dal fronte - Munzur Piran, militante TKP-ML TIKKO: "Nessuno fa un passo indietro rispetto alla posizione"

Cari compagni,
spero che stiate tutti bene, perché la nostra situazione qui è buona. Oggi è l'ottavo giorno di resistenza. Dall'altra parte in questo momento si stanno preparando. Ancora una volta, 1200 armati appoggiati dal governo turco hanno attaccato Serekaniye. in appoggio all'attacco, usano obici, mortaio e velivoli  armati contro i lati Nord e Est e Ovest della città. Ma ciò mostra che ancora non hanno piegato la resistenza.
Non abbiamo una grande potenza di fuoco, i mitragliatori sono la armi più potenti che usiamo, ma abbiamo la nostra volontà. La nostra volontà sta resistendo a questi attacchi. Ci attaccano in tanti, ma hanno paura. Non riescono muoversi molto di notte perchè trovano resistenza da ogni parte. Nel complesso, il morale di tutti i compagni qui è molto alto. Nessuno fa un passo indietro dalla propria posizione.
In altre parole, stanno preparando attacchi su attacchi, ma ancora non riesono ad avanzare nonostante tante armi sofisticate.
Quindi, stanno cercando di bollirci, ma non ci riescono. Stanno cercando di entrare coi carri armati, ma i nostri compagni li distruggono. Ci sono continui scontri ravvicinati. A parte questo, non abbiamo perso il controllo. L'iniziativa è nelle nostre mani. Non sono molto coraggiosi. Non riescono a battersi come noi. Lo stato turco ha già iniziato a costruirgli muri dietro le spalle perchè nessuno di loro possa tornare indietro.
Questa è la situazione attuale, ci sono alcuni gruppi delle loro bande nel distretto industriale di Serekaniye e in un posto chiamato Hawarno, molto vicino al confine, controllano un paio di case. Tra Til Halef e Savurno i compagni hanno già formato una linea molto forte. A volte la strada da Til Timer a Srekaniye è chiusa, ma per lo più è aperta. I nostri compagni controllano la strada.
La situazione generale è buona. Oggi è l'ottavo giorno di resistenza e non importa se continua. Non importa chi viene e chi se ne va. La cosa principale è resistere. Resistere per del popolo curdo qui, per la gente che vive qui nel Rojava. Questa deve essere la base e noi la stiamo tenendo come base. Qualunque cosa accada, qui resisteremo fino alla fine!

Fatelo sapere a tutti i compagni!
Fatelo sapere a tutti!

pc 18 ottobre - La resistenza kurda sulla tregua - info ora per ora del 17 ottobre

18 ottobre

00.00: Nel nono giorno dell’invasione in Siria del nord da parte della Turchia e dei suoi proxy jihadisti in violazione della legalità internazionale, Washington e Ankara hanno concordato un cessate il fuoco di cinque giorni. Il governo turco chiede che le Forze Democratiche della Siria (FDS) entro questo termine si ritirino dai territori previsti per la cosiddetta "zona di sicurezza” nella zona di confine siriana.
Secondo quanto dichiarato dal comando generale delle FDS la tregua riguarda solo la regione lungo le linee del fronte da Serêkaniyê (Ras al-Ain) fino a Girê Spî (Tall Abyad). Nel frattempo, in particolare sui fronti di queste due città si sono intensificati gli attacchi dell’esercito turco e continuano.

17 ottobre

23.15: -UPDATE
Parlando con l’emittente Ronahî TV Kobanê giovedì sera ha confermato la tregua di cinque giorni concorata e ha dichiarato: la nostra popolazione deve sapere che la tregua riguarda le zone contese tra Girê Spî (Tall Abyad) e Serêkaniyê (Ras al-Ain). Lì sono state uccise centinaia di civili, migliaia spinti alla fuga. Per questa ragione abbiamo accettato la tregua, ma non che la Turchia resti nelle regioni. Noi come FDS faremo tutto il necessario perché venga rispettata la tregua.
Responsabile per l’attuazione come potenza di garanzia sono gli Stati Uniti. Deve essere garantito che la nostra popolazione possa tornare nei suoi luoghi di residenza. Gli obiettivi delle forze di occupazione di compiere un cambiamento demografico, devono essere impediti. Per le altre regioni non ci sono stati colloqui su una tregua. Le nostre forze si trovano nelle loro posizioni.
Questa tregua è nata grazie all’eroica resistenza delle e dei combattenti curd*, aran* e cristian*, delle Forze Democratiche della Siria, di tutti i popoli resistenti della Siria e delle nostre amiche e dei nostri amici che ci sostengono in tutto il mondo e che si sentono legati alla rivoluzione del Rojava. Salutiamo tutte le amiche e gli amici che si sono impegnati perché gli attacchi dello Stato turco fossero fermati e alle nostre amiche e ai nostri amici a Serêkaniyê che continuano la loro resistenza. L’invasione turca continua. La tregua è solo un inizio e non metterà fine all’occupazione. Il nostro e le nostre forze politiche devono rafforzare la loro lotta e creare un’unità.
22.00: Il comandate generale delle FDS Mazlum Abdi Kobanê: Accettiamo la tregua solo se la Turchia si ritira dalla regione. Gli obiettivi della Turchia – un’occupazione e una modifica demografica della regione – per noi sono inaccettabili.
20.59: Le truppe di occupazione turco-jihadiste attaccano di nuovo l’ospedale di Serêkaniyê (Ras al-Ain). Ci sarebbero molte vittime civili, i dettagli non sono ancora chiari. 
18.58: Le truppe di invasione turco-jihadiste presso Tirbespiyê (al-Qahtaniyya) bombardano i villaggi di Til Şerîr e Dêrna Qulinga. 
18.17: I villaggi di Carûdiyê, Xirab Reşik e Banukiyê nei pressi di Dêrik (al-Malikiya) vengono bombardati dall’aviazione turca.
15.14: Richiesta di un corridoio umanitario
Le organizzazioni della società civile della Siria del nord e dell’est chiedono l’istituzione di un corridoio umanitario per Serêkaniyê perché i civili possano lasciare la città. Le cure mediche nella città non sono più possibili dato che l’esercito di occupazione turco continua a prendere di mira l’ospedale e il personale sanitario.
15.09: Serêkaniyê continua a essere il luogo centrale della resistenza contro l’occupazione turca. L’esercito turco attacca la città con tutte le sue possibilità. Ma finora le FDS respingono ogni tentativo dell’occupante di entrare nel centro della città.
13.24: Situazione a Serêkaniyê 
I combattimenti in città proseguono senza sosta. Le Forze Democratiche della Siria (FDS) da tre giorni oppongono senza sosta una strenua resistenza contro gli aggressori. Attualmente la città viene bombardata con artiglieria pesante. Obiettivo dei bombardamenti è di nuovo anche l‘ospedale. Intanto migliaia di persone da alte città hanno raggiunto Serêkaniyê per prestare aiuti alla popolazione sul posto.
12.19: La situazione a Serêkaniyê resta difficile. Nella notte scorsa molti edifici sono stati attaccati dall’aviazione, tra cui l‘ospedale. Attualmente è in corso una violenta battaglia strada per strada tra gli occupanti e le FDS. Il co-Presidente del Congresso Popolare del Kurdistan (Kongra-Gel), Remzi Kartal, a fronte della situazione di pericolo mette in guardia da massacri di civili a Serêkaniyê e chiama a un’ampia solidarietà con i difensori della città.
11.31Le forze di liberazione di Efrîn ieri nella regione di Mare hanno condotto diverse azioni contro gli occupanti turchi, uccidendone sei e ferendone nove.
10.51:L’ospedale di Serêkaniyê (Ras al-Ain) nel quale si trovano numerosi civili feriti viene bombardato dalla Turchia.
10.30: Nelle prime ore del mattino la polizia turca a Adana ha eseguito 16 perquisizioni domiciliari e ha arrestato 13 persone per interventi nei social media. Dall’inizio della guerra il 9 ottobre, oltre 200 persone sono state arrestate per contributi critici nei social media.
10.25: Lo Stato turco attacca Serêkaniyê (Ras al-Ain) in modo massiccio, pare anche con l’uso di armi vietate. Il comitato per la salute di Cizîrê riferisce che ci sono molti feriti che non è possibile curare. Il comitato chiede aiuti urgenti.
10.24: Artist* del Kurdistan del sud e dell’est protestano contro l’invasione del Rojava e invitano a manifestare a Silêmanî.
09.48: Serêkaniyê (Ras al-Ain) nel 9° giorno di resistenza contro l’aggressione turca.
08.29: Le truppe di invasione con attacchi particolarmente violenti cercando di entrare a Serêkaniyê da tre fronti. Le FDS rispondono all’attacco e impediscono l’avanzata degli aggressori.
08.08: L’esercito turco bombarda il villaggio Alya presso Til Temir. Gli scontri sul posto continuano.
07.56: Ieri sera hanno avuto luogo pesanti combattimenti per il villaggio di Khafiya presso Ain Issa. Unità speciali turche hanno attaccato il villaggio. Le FDS hanno risposto al fuoco e si è arrivati a violenti scontri in cui son morti diversi soldati. Un veicolo militare è stato distrutto. Le FDS hanno sequestrato grandi quantità di materiali militari.
07.49: Presso Serêkaniyê si continua a combattere per il villaggio di Menacir. L’aviazione turca bombarda il villaggio.
07.47: I combattimenti intorno al villaggio di Alya presso Til Temir si sono inaspriti. I e le combattenti delle FDS hanno inflitto gravi perdite agli aggressori. L’aviazione turca bombarda la zona circostante.
07.34: L’attacco al villaggio di Kendal presso Girê Spî (Tal Abyad) è stato respinto dalle FDS. Le truppe di invasione hanno cercato di conquistare il villaggio, ma hanno incontrato la resistenza delle FDS. Sono stati uccisi almeno sette degli aggressori e molti sono rimasti feriti.
07.27: Le Forze Democratiche della Siria (FDS) continuano a difendere strenuamente Serêkaniyê contro le truppe di invasione che attaccano su più fronti. L’agenzia ANHA riporta molti morti tra le truppe di invasione. Da ieri sera la città è sotto un violento bombardamento.
Le nostre e i nostri generos* combattenti da otto giorni oppongono resistenza senza sosta – e lo hanno in una dimensione storica. Le proteste in tutto il mondo danno loro molta forza. In particolare in questo momento hanno bisogno del sostegno morale della popolazione. Scendete in piazza! Davanti all’ONU e ai consolati. In Europa, negli USA e nel Vicino e Medio Oriente! “

pc 18 ottobre - Torino, sei agenti della Penitenziaria arrestati per tortura


Torino, violenze sui detenuti: sei agenti della Penitenziaria arrestati per tortura. “Ti ammazzerei e invece devo tutelarti”Ti ammazzerei e invece devo tutelarti”. “Devi suicidarti”. E ancora: “Per quello che hai fatto devi morire qua”. Poi botte, pugni, calci ai genitali, cinghiate, vessazioni: torture. Stamattina sei agenti della polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino sono finiti agli arresti domiciliari nel corso di un’operazione dei colleghi del Nucleo investigativo centrale. Sono indagati, insieme ad altri “secondini”, di aver commesso diverse gravi violenze contro detenuti, soprattutto quelli accusati di reati sessuali, ma non solo. Tortura, abuso di autorità sui detenuti, violenza e maltrattamenti sono le ipotesi di reato formulate dal sostituto procuratore Francesco Pelosi e dal procuratore aggiunto Enrica Gabetta.

L’inchiesta è partita quasi un anno fa quando Monica Gallo, garante dei detenuti della Città di Torino, ha denunciato in procura una serie di episodi raccontati da alcuni arrestati....si cominciava con insulti e sputi e proseguivano con calci, schiaffi e pugni. Una delle vittime ha riferito anche di essere stato minacciato: se avesse riferito al medico le vere cause degli ematomi, sarebbe stato picchiato ancora. Per questo avrebbe dovuto dire di esser stato aggredito dal “concellino”.
C’è il caso del detenuto che, appena entrato in carcere, riceve il kit di primo ingresso, con stoviglie, posate, lenzuola, e poi il benvenuto dei “secondini” che, accompagnandolo verso la cella, cominciano a picchiarlo. Viene lasciato nella sua cella senza materasso, costretto a dormire sulla lastra metallica della branda, ma viene anche privato dell’ora d’aria e delle visite mediche richieste. Un altro ancora veniva prelevato di notte dalla sua cella, portato al primo piano e pestato. Quando provava a rialzarsi gli agenti lo prendevano a calci alle gambe e lo spingevano contro il muro.
I racconti raccolti dagli inquirenti sono molti e il lavoro non è ancora concluso. L’indagine, che riguarda non solo le persone ai domiciliari, ma anche altri agenti indagati a piede libero, è ancora in corso per scoprire altri episodi analoghi oltre a quelli finora denunciatna situazione grave che ormai aveva varcato i muri delle “Vallette”.

pc 18 ottobre - Sabato 17.30 lungomare Taranto - manifestazione di solidarietà con la resistenza kurda

pc 18 ottobre - Nello sciopero del 25 ottobre le rivendicazioni sociali e politiche del sindacalismo classista e combattivo

pc 18 ottobre - Repressione antioperaia a Prato - STOP Decreto Salvini

Prato, repressione di Stato e padronale: la polizia sgombera violentemente gli operai Superlativa in sciopero, investita sindacalista. Gli operai non vengono pagati da 7 mesi, Sarah, sindacalista del Sicobas è stata investita e la risposta delle istituzioni è far intervenire la polizia.


LA POLIZIA SGOMBERA I LAVORATORI DI SUPERLATIVA
La polizia cerca di far chiudere il picchetto a Superlativa che è in corso ad oltranza

pc 18 ottobre - Bologna, azione all'aeroporto Marconi contro Turkish Airlines

In moltissime città d'Italia, come a Bologna, ci sono state manifestazioni e cortei: nel mondo è esploso in un grido di solidarietà, anche nella Turchia di Erdogan dove le mobilitazioni delle compagne e dei compagni sono state però represse con violenza.

pc 18 ottobre - Libertà per i No Tav - Libertà per la Val di Susa!

Notifica di anni di reclusione per 12 attivisti che a vario titolo parteciparono alla giornata di mobilitazione del 3 marzo 2012 organizzata dal movimento No Tav.

Scrive Nicoletta Dosio: “Ma che cosa pensano di fare con i loro muri e le loro manette? E che ne sanno di questa nostra vita che con un colpo d’ala sa liberarsi dalle loro trappole che si chiamano resa e rassegnazione?
Nulla conoscono dell’amore che ci lega a questa terra e alle sue creature fragili, tenaci e belle.
Né immaginano la forza dell’ostinata dignità di chi non si piega ai loro giochi di potere né alle loro minacce.
L’erba sa rompere anche il cemento delle prigioni e l’acqua, a lungo andare, scava la pietra tenace. Chi la dura, la vince, e noi lo sappiamo….
Contro il breve tempo dei loro profitti, il lungo tempo della nostra lotta.”

I fatti. A seguito di una partecipatissima assemblea in piazza del mercato a Bussoleno, il 3 marzo 2012, si decise di dividersi in due gruppi: uno si mosse in corteo a Bussoleno, un altro si diresse ad Avigliana per contestare le dichiarazioni provocatorie dell’allora premier Monti e liberare i caselli di una delle autostrade più care d’Italia, la Torino Bardonecchia, che dal lunedì della stessa settimana fino al giovedì era già stata occupata in maniera permanente dal movimento.
Erano giorni di intensa mobilitazione: Luca Abbà pochi giorni prima era stato fatto cadere dal

pc 18 ottobre - Libertà per Vincenzo - la Francia deciderà il 24 ottobre sull'estradizione di Vecchi

RENNES (FR) - Il 24 ottobre, la magistratura francese valuterà la consegna alle autorità italiane dell'ex attivista anti-capitalista italiano Vincenzo Vecchi, arrestato l'8 agosto nella Francia occidentale, con due mandati d'arresto europei. L'udienza si terrà dinanzi alla Corte d'Appello di Rennes, ha detto Catherine Glon, avvocato di Vecchi. "Questo è un momento cruciale per Vincenzo Vecchi", scrive lo scrittore Eric Vuillard, Premio Goncourt 2017, membro del comitato italiano di sostegno agli attivisti, in una e-mail.
Vincenzo Vecchi, 46 anni, con due mandati d'arresto emessi dall'Italia, è stato condannato a 12 anni e mezzo di carcere nel 2009 dalla Corte d'Appello di Genova "per atti di complicità nel furto con violenza, incendio doloso, complicità nella devastazione e saccheggio, danno intenzionale e uso di armi proibite in un luogo pubblico" durante il vertice del G8 a Genova nel 2001, secondo la Procura Generale. Nel 2007 è stato condannato dalla Corte d'Appello di Milano a quattro anni di reclusione, in particolare per "minacce contro pubblici ufficiali" e "porto d'armi in luogo pubblico", durante una manifestazione contro l'estrema destra a Milano nel 2006.
La Corte d'appello di Rennes aveva ordinato di fornire entro il 10 ottobre informazioni complementari alle autorità giudiziarie italiane, al fine di chiarire vari punti relativi alle sentenze pronunciate in Italia: le sanzioni massime inflitte, la prescrizione, il sistema di esecuzione della pena. "I documenti chiesti sono stati forniti nelle ultime ore prima della scadenza e non aggiungono alcuna informazione a sostegno dei mandati d'arresto", dice Vuillard. Vincenzo Vecchi ha vissuto in clandestinità per otto anni a Rochefort-en-Terre dove ha lavorato come imbianchino e ha ricoperto incarichi in un bar dell'associazione.   

giovedì 17 ottobre 2019

pc 18 ottobre - Genova - “Guerra alla guerra”, sabato pomeriggio corteo a sostegno della resistenza curda

Genova. Dopo il presidio di giovedì scorso, Genova torna in piazza a sostegno della resistenza curda dopo l’invasione dei territori a nord della Siria da parte dell’esercito turco. L’appuntamento è per sabato 19 ottobre alle 14.30 con concentramento di fronte alla stazione marittima.

Decine di civili uccisi, centinaia di feriti e decine di miglia di sfollati dopo l’esercito americano ha abbandonato il confine. Un bilancio drammatico in assenza un intervento credibile da parte della comunità internazionale.
“Le diplomazie internazionali rilasciano ipocrite dichiarazioni di circostanza, critiche solo a parole, mentre i governi rimangono alleati di Erdogan nei fatti – scrivono gli organizzatori per spiegare le ragioni del corteo – l’esercito italiano è presente con 130 soldati e alcune batterie missilistiche nell’operazione NATO Active Fence a difesa del confine meridionale della Turchia”.
E l’industria bellica italiana è pesantemente coinvolta nel conflitto: “gli aerei da pattugliamento dell’esercito turco sono costruiti da Alenia Aermacchi, gli elicotteri da combattimento da Leonardo (ex Finmeccanica) e l’elenco potrebbe continuare”. "Spesso armi e mezzi che raggiungono i teatri di guerra transitano nel nostro porto, come la lotta contro la Bahri nei mesi scorsi ha dimostrato. Così come tanti sono gli interessi politici ed economici turchi in Italia” dicono le associazioni che organizzano il corteo, deciso dopo un’assemblea successiva al presidio della scorsa settimana .
Obiettivo della manifestazione è “portare in strada la solidarietà alle popolazioni colpite dalla guerra e alla resistenza curda” ma anche una “mobilitazione contro la guerra e la Nato, contro i traffici di armi nel porto”.

pc 17 ottobre - arrivato 1 ora fa dai compagni del TKP-ML TIKKO


Munzur Piran, militante TKP-ML TIKKO: "Nessuno fa un passo indietro rispetto alla posizione"

Cari compagni,
spero che stiate tutti bene, perché la nostra situazione qui è buona. Oggi è l'ottavo giorno di resistenza. Dall'altra parte in questo momento si stanno preparando. Ancora una volta, 1200 armati appoggiati dal governo turco hanno attaccato Serekaniye. in appoggio all'attacco, usano obici, mortaio e velivoli  armati contro i lati Nord e Est e Ovest della città. Ma ciò mostra che ancora non hanno piegato la resistenza.
Non abbiamo una grande potenza di fuoco, i mitragliatori sono la armi più potenti che usiamo, ma abbiamo la nostra volontà. La nostra volontà sta resistendo a questi attacchi. Ci attaccano in tanti, ma hanno paura. Non riescono muoversi molto di notte perchè trovano resistenza da ogni parte. Nel complesso, il morale di tutti i compagni qui è molto alto. Nessuno fa un passo indietro dalla propria posizione.
In altre parole, stanno preparando attacchi su attacchi, ma ancora non riesono ad avanzare nonostante tante armi sofisticate.
Quindi, stanno cercando di bollirci, ma non ci riescono. Stanno cercando di entrare coi carri armati, ma i nostri compagni li distruggono. Ci sono continui scontri ravvicinati. A parte questo, non abbiamo perso il controllo. L'iniziativa è nelle nostre mani. Non sono molto coraggiosi. Non riescono a battersi come noi. Lo stato turco ha già iniziato a costruirgli muri dietro le spalle perchè nessuno di loro possa tornare indietro.
Questa è la situazione attuale, ci sono alcuni gruppi delle loro bande nel distretto industriale di Serekaniye e in un posto chiamato Hawarno, molto vicino al confine, controllano un paio di case. Tra Til Halef e Savurno i compagni hanno già formato una linea molto forte. A volte la strada da Til Timer a Srekaniye è chiusa, ma per lo più è aperta. I nostri compagni controllano la strada.
La situazione generale è buona. Oggi è l'ottavo giorno di resistenza e non importa se continua. Non importa chi viene e chi se ne va. La cosa principale è resistere. Resistere per del popolo curdo qui, per la gente che vive qui nel Rojava. Questa deve essere la base e noi la stiamo tenendo come base. Qualunque cosa accada, qui resisteremo fino alla fine!

Fatelo sapere a tutti i compagni!

Fatelo sapere a tutti!


TKP-ML TIKKO militant Munzur Piran: “No one takes a single step back from the position”

Dear comrades,
I hope you are all well, because our situations in here is good. Today is the 8th day of the resistance. They are also doing preparation on the other side right now. Yesterday again, 1200 Turkish government backed gangs attacked Serekaniye. Parallel to this attack they used howitzer, mortar and armed UCAV from both north and east and west sides of the town. But to underline still they have not broken the resistance.
There is no great gun power here, miniguns is the most powerful gun used but we have our will. Our will is resisting against these attacks. There are many gang members attacking. They are so scared. They can’t move much at night as if there’s going to be a resistance coming from anywhere.
Overall the morale of all the friends here is very high. No one takes a single step back from their positions. In other words, they are preparing attack over attack but still they cannot take a step forward despite so many techniques. So, they are trying to kettle, but they can’t. They are trying to enter with tanks, panzers, but our friends destroy those. There are continuous short distance clashes. Apart from that we have not lost control. The initiative is in our hands. They are not very brave. They are not able to take such a step; the Turkish state has already started building the walls back to that no gang could run back.
This is the current situation now, there are some group of these gangs in the industrial district of Serekaniye and there is place called Hawarno which is very close to border. In there, gangs’ members are holding couple houses. Already both in Til Halef and Savurno side friends have formed a very strong line. Sometimes this Til Timer to Srekaniye road is closed, but mostly it’s open. Our friends are holding the road.
The general situation is good. Today is the 8th day and it doesn’t matter if it carries on.  No matter who came and who left. The main thing here is to resist. Resisting for the benefit of the Kurdish people here, and for the benefit of the people living here in Rojava. This needs to be the bases, and we take this as basis. No matter what happens, we will resist here until the end!

Let all comrades know this!
Let everyone know this!

pc 17 ottobre - Appello al presidio antirazzista di Taranto - 25 ottobre torniamo in piazza per dire NO ai Decreti sicurezza

pc 17 ottobre - Sardegna. Sit in di solidarietà con gli indipendentisti catalani in molte città

di Liberu

Il Tribunale Supremo spagnolo ha condannato a durissime pene detentive gli ex rappresentanti del governo catalano per l’organizzazione del referendum sull’indipendenza del 1 ottobre 2017.
Gli imputati (ministri, rappresentanti del governo e esponenti del mondo della cultura), in carcere preventivo già da più di due anni, sono stati condannati a pene pesantissime che arrivano fino a 13 anni di prigione, per un totale complessivo di quasi un secolo.
La loro unica colpa è stata quella di avere dato la parola al popolo catalano, chiedendo il loro parere sul diritto all’autodeterminazione nel nome dei principi democratici di cui tutti si riempiono la bocca. La risposta della Spagna è stata la repressione più spietata sugli inermi cittadini, picchiati nei seggi elettorali, l’applicazione dell’art. 155 che revoca lo statuto autonomo e applica l’amministrazione centralista, l’arresto dei dirigenti politici, culminato ora con pesantissime condanne e un nuovo mandato d’arresto internazionale per il legittimo presidente Carles Puigdemont.
Chiediamo a tutti i cittadini di reagire a questa ondata repressiva scendendo in piazza per esprimere solidarietà ai prigionieri e a tutto il popolo catalano, per rivendicare il diritto di tutti i popoli a perseguire liberamente la propria autodeterminazione.

Calendario dei Sit In
Oristano – venerdì 18 ottobre, fronte Prefettura dalle ore 10 alle 11.
Nuoro – venerdì 18 ottobre, fronte Prefettura dalle ore 17 alle 18.
Sassari – venerdì 18 ottobre, piazza Azuni dalle ore 18,30 alle 19,30.
Cagliari – venerdì 18 ottobre, fronte Prefettura dalle ore 10 alle 11

pc 17 ottobre - Trump “Speriamo che l’Italia aumenti la spesa per la Nato”. Conte promette altri sette miliardi


Stati Uniti e Italia collaborano su una serie di questioni. Il problema è che l’Italia spende solo l’1,1% del Pil per la difesa, invece del 2%. Speriamo che l’Italia aumenti la spesa per la Nato”. Sono queste le parole pronunciate dal presidente degli Stati UnitiTrump durante la conferenza stampa alla Casa Bianca insieme al Presidente della repubblica Sergio Mattarella.
E’ stato così sancito ufficialmente l’impegno del nuovo governo, quello del BisConte, ad aumentare le spese militari, anche in un contesto di conclamata recessione economica e crescita zero.
L’accelerazione di questa febbre militarista nel nuovo esecutivo è avvenuta proprio in questi giorni di ottobre alla luce di una serie di “visite” in Italia di alti esponenti delle autorità Usa e della Nato.
Prima c’era stato l’incontro tra Conte e il segretario di Stato Usa Mike Pompeo. Poi si è tenuto a Palazzo Chigi un incontro al massimo livello tra il Presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, e il Segretario generale della Nato (l’alleanza militare tra Europa e Usa con dentro anche la Turchia), il norvegese Jens Stoltenberg.
Ciò che invece è passato inosservato, almeno secondo quanto riporta il quotidiano La

pc 17 ottobre - Zuckemberg facebook a fianco di Trump e Erdogan passa alla censura


  • E' il fascio/imperialismo che avanza.. proletari comunisti/PCm Italia


  • Comunicato di: Contropiano, Dinamopress, Globalproject.info, Infoaut, milanoinmovimento.com, Radiondadurto
  • Tra ieri sera e questa mattina, Facebook ha chiuso le pagine di alcune testate indipendenti e legate ai movimenti sociali. Altre sono state raggiunte da messaggi ufficiali della piattaforma in cui si comunica il rischio della chiusura.
    I contenuti oggetto dell’operazione sono strettamente legati a post in cui si evidenziava il sostegno alla causa curda e si esprimeva il legittimo dissenso a quanto sta succedendo in Siria del Nord a opera della Turchia. Una guerra che aggiunge anche la questione dell’informazione e della comunicazione nel novero dei terreni di contesa, che si sommano ai più evidenti aspetti economici, politici e militari. Evidentemente, l’espansionismo  di Recep Erdoğan non è solo territoriale, ma si propaga anche nell’intelligence digitale.
    Gli attacchi che stanno subendo queste pagine non hanno nulla di casuale. È chiaro a tutti che sono ben organizzati e coordinati. Erdoğan ha il problema di ricostruire consenso intorno alla sua figura per questo vuole mettere a tacere tutte le voci critiche.
    Riteniamo che il sostegno di Facebook all’offensiva comunicativa del regime turco violi i più basilari dettami della libertà di stampa. Anche per il social network vale la Costituzione, che all’articolo XXI stabilisce: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure».
    Inoltre Facebook – agendo da piattaforma proprietaria – confonde scientemente la “neutralità” dei suoi contenuti con una vera e propria censura nei confronti di chi sta denunciando il massacro militare di civili, il rafforzamento di Daesh – che era stato sconfitto grazie alla resistenza curda – e la produzione di una nuova emergenza migratoria forzata.
    Mr Zuckerberg vuole sostenere questa campagna propagandistica? Fare da sponda alla censura e a un regime che ha scatenato una guerra d’invasione fa parte degli standard della community del social più utilizzato al mondo?
    Come testate che hanno da sempre sostenuto istanze di libertà e democrazia reale, ribadiamo che continueremo a essere in prima linea nel documentare e sostenere le lotte per la giustizia, l’uguaglianza e i diritti in ogni angolo del mondo. Allo stesso tempo ci appelliamo a chiunque creda nei valori e nell’azione di una informazione libera e indipendente di denunciare questo grave atto di censura attraverso tutti gli strumenti a sua disposizione.

    pc 17 ottobre - Francia Sabato 19 manifestazione per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah al carcere di Lannemezan


    Tous et toutes à Lannemezan !

     Hautes Pyrénées (65)


    pc 17 ottobre - Alla manifestazione antirazzista che accoglie a Taranto i migranti della Ocean Viking - la voce forte e chiara di proletari comunisti

    Da tarantocontro Intervento al presidio antirazzista per accogliere i migranti della Ocean Viking

    pc 17 ottobre - All'aeoporto occupato di Barcellona si canta Bella Ciao

    pc 17 ottobre - DALLA MANIFESTAZIONE DI MILANO: NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE - MA NO A PIU' POLIZIA CONTRO I MIGRANTI

    Da info di Mfpr di Milano su Tavolo 4

    Ieri sera iniziativa organizzata da NUDM in via Padova per l'odiosa violenza successa giorni fa in Via dei Transiti angolo via Padova. Il Mfpr ha partecipato in maniera determinata e ha denunciato anche l'altro pericolo in agguato emerso molto chiaramente dall'articolo di Libero che parla delle associazioni di zona che richiedono più controlli, più polizia perché il problema sarebbe il degrado=multietnico. Così ancora una volta il degrado viene da fuori, dai "barbari incivili" possibilmente stranieri.
    Abbiamo partecipato ma non aderito all'iniziativa perché l'appello di NUDM era debole e inadeguato rispetto a tutto quello che rischia di esplodere in zona.


    pc 17 ottobre - Lavoro/morti. Una strage inarrestabile. Al lavoro peggio che in guerra

    Giusto tutto. Ma organizzarci a livello nazionale significa sostenere contribuire al progetto di riorganizzazione nazionale della RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA E SALUTE SUI POSTI DI LAVORO E SUL TERRITORIO - stiamo preparando una prima riunione a Roma in novembre.
    Speriamo di avere la partecipazione il contributo di Michelino e realtà proletarie di questa natura.

    Michele Michelino | nuovaunita.info
    ottobre 2019
    Nuova unità n. 5

    Ogni giorno dal nord al sud il bollettino di guerra riporta il numero dei morti e dei feriti operai massacrati per il profitto, fra l'indignazione, la rabbia di alcuni e l'indifferenza di molti. Il potere borghese, i capitalisti, considerano normale che un certo numero di lavoratori ogni giorno muoia per il profitto e ritengono questi omicidi effetti collaterali della guerra di classe che conducono contro gli sfruttati.
    La realtà dimostra che la contraddizione fra capitale e lavoro si manifesta in tutta la sua brutalità nello sfruttamento e nell'aumento continuo dei morti sul lavoro e nell'indifferenza delle istituzioni.

    Nell'ultimo decennio sono stati registrati più di 10.000 lavoratori morti sul luogo di lavoro. Numeri impressionanti, drammatici; più morti sul lavoro che in una guerra. Gli incidenti sul lavoro in Italia hanno fatto più morti fra i lavoratori che fra i soldati della coalizione occidentale della 2° guerra del Golfo. L'Eurispes ha calcolato che dall'aprile 2003 all'aprile 2007 i militari della coalizione imperialista che hanno perso la vita sono stati 3.520, mentre dal 2003 al 2006

    pc 17 ottobre - Un ignobile comunicato del FPLP sulla invasione turca e l'aggressione genocida al popolo palestinese

    In questo comunicato non si dice una parola sulle masse curde, si sostiene in maniera incondizionata il regime di Assad che non è la soluzione ma parte del problema, si attacca senza nominarle le forze di liberazione kurde.
    Così è l'FPLP che si fa pedina dei regimi reazionari arabi e per interposta persona dell'imperialismo russo.
    Questo non ha nulla a che fare con la causa della liberazione dei popoli nell'area, e meno che mai con l'internazionalismo!

    Comunicato del FPLP sulla situazione in Siria
    Palestina Rossa | palestinarossa.it
    10/10/2019

    Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (FPLP) condanna fermamente l'invasione turca del territorio siriano dal confine nord della Siria. Avevamo avvertito che si sarebbe arrivati a un tentativo di occupazione, alla luce delle ambizioni turche nel territorio siriano, che non sono cessate da quando Alessandretta (Iskenderun) è stata annessa alla Turchia nel 1939.
    Il FPLP ritiene che questa invasione militare coordinata con l'amministrazione statunitense non sia isolata dagli obiettivi che stavano e stanno dietro il sostegno delle forze terroristiche in Siria da parte di questi due paesi e di molti altri, al fine di indebolire lo stato nazionale siriano e danneggiarne il ruolo, la sovranità, l'integrità territoriale attraverso l'istituzione di cantoni divisi per etnie e dottrine religiose.
    Il Fronte invita i popoli arabi a prendere posizione e ad agire denunciando l'invasione turca e sostenendo la Siria nella difesa del suo popolo e di tutte le sue terre.
    Inoltre, invitiamo la Lega araba, che sabato prossimo terrà il suo consiglio ministeriale, a occuparsi di ciò che questa invasione turca costituisce in termini di minaccia alla sicurezza nazionale araba e minaccia per l'unità e l'integrità territoriale di uno stato arabo. Tale posizione richiede innanzitutto che la Lega Araba ritorni sui propri passi rispetto alla sciagurata decisione di escludere la Siria dalla Lega, e che non tolleri ulteriormente il sostegno di alcuni stati appartenenti alla Lega a gruppi terroristici che, coordinati con la Turchia e altri paesi, perseverano nel pianificare la distruzione della Siria.

    Fronte popolare per la liberazione della Palestina
    Dipartimento centrale di informazione

    pc 17 ottobre - OGGI CENTRALE E' LA LOTTA PER IL SALARIO - IMPORTANTE LA COMPRENSIONE DI CLASSE DEI LAVORATORI - Dibattito e azione di proletari comunisti a Taranto

    Dopo diverse settimane in cui abbiamo fatto la formazione online su “Salario prezzo e profitto” di Marx, porteremo questa formazione online nelle fabbriche e in tutti i luoghi in cui è possibile approfondire i temi dell'economia capitalistica oggi.
    Faremo incontri di formazione che saranno sempre aperti a tutti i compagni e altri interessati che potranno condividere con noi il lavoro che stiamo facendo per portare con forza il marxismo tra gli operai, gli studenti, i militanti.

    Senza il marxismo, senza la teoria rivoluzionaria non c'è la possibilità dell'autonomia della classe operaia, così come un indirizzo rivoluzionario della lotta che conducono gli studenti, i giovani e le masse popolari.
    Si tratta anche di una formazione di base, di una sorta di alfabetizzazione, dato che negli anni c’è stata una diffusa autodistruzione delle organizzazioni sindacali a politiche che si definivano di sinistra sicché è arretrata in generale la coscienza teorica e pratica dei lavoratori, dei compagni militanti e in generale di coloro che vogliono lottare per cambiare la realtà.
    Siamo inoltre di fronte a un autunno particolare dove da un lato le masse operaie e popolari

    pc 17 ottobre - Imperialismo italiano e imperialismo francese come parte della NATO sostengono la Turchia e la sua aggressione contro Siria e Kurdi

    Il sistema di difesa italo-francese è già in Turchia

    Manlio Dinucci | ilmanifesto.it
    15/10/2019

    Germania, Francia, Italia e altri paesi, che in veste di membri della Ue condannano la Turchia per l'attacco in Siria, sono insieme alla Turchia membri della Nato, la quale, mentre era già in corso l'attacco, ha ribadito il suo sostegno ad Ankara. Lo ha fatto ufficialmente il segretario generale della Nato Jean Stoltenberg, incontrando l'11 ottobre in Turchia il presidente Erdogan e il ministro degli esteri Çavusoglu.

    «La Turchia è in prima linea in questa regione molto volatile, nessun altro Alleato ha subito più attacchi terroristici della Turchia, nessun altro è più esposto alla violenza e alla turbolenza proveniente dal Medioriente», ha esordito Stoltenberg, riconoscendo che la Turchia ha «legittime preoccupazioni per la propria sicurezza». Dopo averle diplomaticamente consigliato di «agire con moderazione», Stoltenberg ha sottolineato che la Turchia è «un forte Alleato Nato, importante per la

    pc 17 ottobre - Libropolis - appello al boicottaggio - boicottarla per noi significa impedirla con l'antifascismo militante

    Riceviamo e volentieri diffondiamo
    Libropolis: una manifestazione “culturale” di rivalutazione del fascismo e del nazismo
    Si racconta che Jack Kerouac presentò una sorta di programma politico-culturale della Beat Generation sulla “volontà che unisce i nostri gruppi e che ci fa comprendere che gli uomini e le donne devono apprendere il sentimento comunitario al fine di difendersi contro lo spirito di classe, la lotta delle classi, l'odio di classe!” e concludeva con l'auspicio: “Noi andiamo a vivere presto in comune la nostra vita e la nostra rivoluzione! Una vita comunitaria per la pace, per la prosperità spirituale, per il socialismo.”
    Il pubblico composto di "alternativi" di sinistra ne fu entusiasta ma si raggelò nell'apprendere di aver applaudito un discorso pronunciato da Adolf Hitler al Reichstag nel 1937.
    Questo aneddoto può essere utilizzato oggi rispetto a 'Libropolis', festival dell’editoria e del

    pc 17 ottobre - FORMAZIONE OPERAIA - PERCHE' E' GIUSTA E NECESSARIA LA LOTTA PER AUMENTI SALARIALI - Torniamo su "Salario prezzo e profitto"

    Riprendiamo la questione della attualità del testo di Marx "Salario prezzo e profitto" per orientare soprattutto gli operai in una visione giusta, di classe, autonoma dalle vulgate che esistono, dato che oggi ce ne sono tanti di “cittadini Weston”.
    Per esempio, rispetto alla istituzione di un salario minimo – di cui parla il governo - ci sono alcune posizioni, anche di “sinistra”, che lo criticano non perché sarebbe un intervento che, se beneficerebbe al massimo alcuni settori del precariato dei servizi che sono sotto i € 9 l’ora (cifra di cui si parla), costituirebbe invece un abbassamento per i settori delle fabbriche che invece hanno conquistato un salario maggiore, ma perchè, dicono, questo aumento dopo pochissimo tempo, al massimo 1 o 2 anni, verrebbe rimangiato dall’aumento generale dei prezzi, aumento degli affitti, ecc. e quindi, in ultima analisi, non porterebbe nessun beneficio.
    Queste argomentazioni in un certo senso riproducono quelle che faceva Weston, criticato da Marx, che ponevano in relazione diretta gli aumenti del salario con gli aumenti dei prezzi senza considerare invece, come Max spiega nel suo testo, che il salario incide non sui prezzi ma sui profitti, sul saggio di profitto. Quindi il rapporto è tra salari e profitti: se aumentano i salari si riducono i profitti se diminuiscono i salari aumentano i profitti. Non c’è invece alcun rapporto strutturale con l’aumento dei prezzi.

    Marx nella seconda parte di questo scritto, spiega in maniera molto chiara, semplice sia questo rapporto sia che cosa è in realtà il salario. Vogliamo sottolineare alcune parti.
    Marx dice che di fronte alla tendenza del capitale di introdurre macchinari con conseguente aumento della produttività e abbassamento del valore della forza-lavoro e quindi del salario, gli operai, opponendosi con la lotta per aumenti salariali corrispondenti alla maggiore intensità del lavoro,non fanno niente altro che opporsi alla svalutazione del loro lavoro e alla degenerazione della loro razza.
    E aggiunge: se durante le fasi di prosperità, allorché si realizzano extra-profitti, l'operaio non ha

    pc 17 ottobre - Assemblea nazionale di NON UNA IN MENO a Napoli - Interviene il Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario

    Uno striscione affisso a Taranto dalle compagne che partecipano all'assemblea


    pc 17 ottobre - Milano - Il ritorno del biennio rosso 68/69 e dell'autunno caldo 69 in un convegno operaio rivoluzionario comunista!

    Al convegno sono invitati tutti i compagni/e e forze interessate. Ma bisogna comunicare prima la partecipazione e se si intende fare un intervento o leggere un documento.
    info pcro.red@gmail.com

    pc 17 ottobre - Viva la Terza Internazionale Comunista - Abbasso il revisionismo e il rivoluzionarismo piccolo borghese antioperaio - Intervento in spagnolo al meeting in Galizia


    Celebremos el 100°aniversario de la Tercera Internacional Comunista

    La retoma de todo este patrimonio histórico es hoy más necesaria que nunca para un avance real del movimiento obrero internacional y del movimiento comunista para liberarse con la lucha ideológica activa y la lucha entre las dos líneas de las influencias del revisionismo y oportunismo de derecha que llevan a la capitulación y también, como enemigo secundario pero perjudicial para el propósito, del oportunismo de “izquierda”, del dogmatismo y el revolucionismo pequeño burgués......

    En nombre de los maoístas italianos, militantes del PCm Italia, en marcha a la construcción del Partido de la Revolución y la Guerra Popular en nuestro país, de las masas unidas en los organismos generados, del contingente italiano del proletariado internacional, saludamos a los partidos, organizaciones, camaradas y amigos presentes en esta celebración.
    Desafortunadamente, dificultades prácticas y nuestras tareas en la lucha de clase impiden de participar directamente, pero queremos hacer nuestra contribución a la discusión, y estamos ansiosos por compartir, traducir y difundir entre nuestros camaradas todo los que se producirá en estos días.

    La clase obrera es una clase internacional. Existe en todos los rincones del mundo y produce todas las riquezas del mundo, y es explotada y oprimida por los mismos explotadores, de acuerdo con las mismas leyes, las del capitalismo, llegado a su última etapa, el imperialismo.
    Los patrones de todo el mundo y de todos los países, además de explotarlo, "colonizan" su pensamiento para encadenar cada contingente proletario a los intereses nacionales. Lo golpearon juntos y hacen todo lo posible para mantenerlo dividido.
    La peor y más absurda división es la por nación, según la cual los trabajadores italianos serían diferentes de los trabajadores franceses, de los trabajadores indios, de los trabajadores brasileños, de

    pc 17 ottobre - Centinaia di copie dello 'Speciale Governo' di proletari comunisti nelle mani degli operai fanno luce e chiarezza sulla natura del governo PD/M5S come governo dei padroni





    Disponibile in internet e in copia stampata presso le sedi e all'indirizzo email pcro.red@gmail.com

    pc 17 ottobre - Note sulla guerra popolare nei paesi imperialisti - La Nuova Bandiera invita a un dibattito tutte le forze comuniste e rivoluzionarie

    pc 17 ottobre - ArcelorMittal cambia la Direzione all'insegna di tagli e ricatti mentre i sindacati confederali firmano il nuovo accordo infame sulla CIGO - La risposta è lo sciopero!

    ACCORDO SULLA CIGO-UN ALTRO GRAVE PASSO A FAVORE DI ARCELORMITTAL

    1) E’ stata accettata la cassintegrazione. Dopo la prima cassintegrazione avviata dall'azienda unilateralmente, ora con questo accordo l’azienda ottiene l'appoggio dei sindacati confederali. Questo è un grave passo che rende permanente la cigo. La stessa premessa dell'accordo che lega la cigo alle cosiddette “ragioni oggettive del mercato”, consente ad ArcelorMittal di usarla anche per il futuro ogni volta che avrà un “calo di ordini”, o giacenze in “magazzino”.
    2) La riduzione del numero dei cassintegrati è ridicola, si passa da 1395 a 1273, solo 122 lavoratori in meno. Ma questa mini riduzione è già stata operata nelle precedenti 13 settimane dall’azienda nella normale dinamica dell'uso effettivo della cigo; quindi non è un risultato di questo accordo, ma solo una stabilizzazione dei numeri effettivi di lavoratori cigo che servono ad AM.
    3) Si introduce, cosa grave, la possibilità di cambio mansioni, anche inferiori, secondo le esigenze dell’azienda. Questo era già ipotizzato nell’accordo generale del 6 settembre 2018, ma ora con questo accordo lo si vuole rendere effettivo.
    4) L’accordo prevede una rotazione bisettimanale ma, si aggiunge subito, “compatibilmente alle esigenze tecnico organizzative e produttive aziendali”; una formula che, come è già successo in passato e in tante altre realtà, non dice nulla e che serve per non fare una effettiva rotazione.
    5) Non c’è alcun effettivo azzeramento dello straordinario – benchè per legge sia vietato in presenza di cassintegrazione; nell’accordo si parla solo di “tendenziale azzeramento”, e aggiungendo

    mercoledì 16 ottobre 2019

    pc 16 ottobre - Il governo dei padroni vara la “manovra” finanziaria che dà 50 centesimi ai pensionati e 20 miliardi alle aziende

    Tra i principali provvedimenti del governo previsti in questa manovra finanziaria ci sono i rifinanziamenti alle imprese che tutti insieme arrivano a circa 20 MILIARDI e l’elemosina per la rivalutazione delle pensioni… 50 centesimi (cinquantacentesimi, menodiuncaffè…) al giorno!
    ***
    Rifinanziamenti per Impresa 4.0 e Nuova Sabatini
    Il governo con la legge di bilancio rifinanzia la misura Nuova Sabatini (finanziamenti agevolati per l’acquisto di macchinari) e conferma il piano Impresa 4.0. È alle ultime battute il confronto interno su come rinnovare le misure. Il ministero dell’Economia valuta una proroga annuale, senza modifiche, del superammortamento e dell’iperammortamento fiscale. Il ministero dello Sviluppo economico ha invece proposto una rimodulazione degli strumenti che, su base triennale, verrebbero sostituiti da un

    pc 16 ottobre - Taranto antirazzista accoglie i migranti - leghisti spariti - rilanciata la lotta per l'abolizione dei decreti sicurezza




    un presidio orientato dai due striscioni slai cobas e proletari comunisti - quindi abbiamo aperto gli interventi c invitando tutti a intervenire cosa che nel corso dell'iniziativa hanno fatto - abbiamo impedito di parlare al segr del PD partito del decreto Minniti prima del traino al governo fasciopopulista salvini/di maio e oggi al governo con i Decreti Sicurezza di Salvini non toccati
    e via via il presidio è divenuto di denuncia informazione e proposta - anche la delegazione che era entrata ha informato sulla situazione dei migranti sulla nave e ha posto con chiarezza i problemi dell'accoglienza, dei permessi di soggiorno, della necessità di abolire i decreti sicurezza invitando a proseguire la mobilitazione
    lo slai cobas ha concluso il presidio invitando allo sciopero del 25 ottobre e al presidio sotto il comune che hanno tra i loro temi importanti nella piattaforma l’abolizione dei decreti sicurezza
    una buona giornata che dimostra che quando ci si mobilita ci si unisce

    Giornata sporcata da tv locali e stampa che invece hanno dato spazio alle merde leghiste 

    pc 16 ottobre - Guerra in Siria, Ue: sanzioni per difendere il petrolio, non per salvare i curdi


    Raiawadunia
    OTT 15, 2019
    Gianluca De Feo per Repubblica

    Per difendere i curdi l’Europa tergiversa, usando parole dure senza provvedimenti concreti. Ma quando entrano in campo interessi economici l’atteggiamento cambia. E sono pronte a muoversi le cannoniere. Ieri in maniera sorprendente l’Ue ha messo sullo stesso piano le centinaia di morti provocate dall’invasione della Siria settentrionale e i giacimenti di petrolio a largo di Cipro, oggetto di una lunga contesa tra Ankara e uno dei più piccoli stati dell’Unione.
    Una disputa che però mette a rischio i fatturati di Total ed Eni, le compagnie italiana e francese che

    pc 16 ottobre - MANIFESTAZIONE A MILANO VIA PADOVA CONTRO FEMMINICIDI E CLIMA SECURITARIO


    Oggi partecipiamo all'iniziativa indetta da NUDM in seguito alla violenza avvenuta in via Padova.
    Di seguito il volantino del Mfpr, con lo striscione: "contro violenze sulle donne e femminicidi scateniamo la nostra ribellione! Tutta la vita deve cambiare"

    LA VIOLENZA SULLE DONNE È IL FRUTTO PIU’ MARCIO DI QUESTA SOCIETÀ

    Non cessano le notizie di stupri sulle donne sino a femminicidi a Milano e nell’hinterland, attorno cui si mette in moto subito il corollario di razzismo e di invocazione di “misure” severe, di più polizia se a violentare è un migrante e se i fatti drammatici accadono in un quartiere multietnico.
    È successo puntualmente e ancora una volta nei giorni scorsi per l’odiosa violenza avvenuta in via Transiti angolo Via Padova.
    L’articolo apparso sul giornale Libero inequivocabilmente cavalca il binomio “strada multietnica = degrado" con l’immediata invocazione fascio-razzista della Lega di più “ordinanze e controlli”, ma anche  con il di più che “finalmente” anche le associazioni di