lunedì 24 giugno 2019

pc 24 giugno - Oggi Firenze saluta Lorenzo "ORSO Tekoser" Orsetti: alziamo i pugni per questo combattente internazionalista. Che il viaggio ti sia lieve CIAO ORSO


pc 24 giugno - da proletari comunisti giugno - un'altra interpretazione delle elezioni europee


......Il fattore chiave dell'avanzata delle forze reazionarie è cavalcare la leva del razzismo e dell'immigrazione, che si tinge di antislamismo, che si veste di anti terrorismo, ecc., che ostenta guerre di civiltà e “valori occidentali”.

Ogni politica sovranista, anche quella del populismo di sinistra alla Melenchon non serve come opposizione a tutto questo .
E' fondamentale, quindi, che i comunisti, le forze proletarie combattano su tutti i fronti questa politica, la smascherino radicandosi tra la classe e le masse e siano in prima linea nella lotta contro il razzismo, nella solidarietà con i migranti, nella costruzione di organismi di lotta dei migranti.
In questo senso è grave che alcune forze rivoluzionarie che fanno parte del nostro campo anche in Europa non fanno tutto questo e si “astengono” e disertano questo fronte di lotta.....


editoriale
Le elezioni europee hanno confermato su scala continentale l'avanzata del moderno fascismo nelle sue diverse forme. Oltre al successo italiano di Salvini, vanno registrati la vittoria di Le Pen in Francia e l'ulteriore allargamento della dittatura di Orban. Naturalmente, come abbiamo detto fin dall'inizio, è fascio populista al servizio dell'imperialismo britannico la lista di Farage in Inghilterra che è divenuto il primo partito.
In generale in numerosi altri paesi sia le liste di estrema destra sia quelle meno etichettate in questo senso hanno avuto dei risultati rilevanti che ne consolidano la presenza nel parlamento europeo e nel paese.
Le liste fascio-populiste costituiscono dentro l'Europa un'asse reazionario in parte a sua volta legato all'imperialismo Usa. Attualmente i governi e le forze di questa asse scatenano una campagna che in nome di una presunta emergenza immigrazione, vuole trasformare in senso ancora più reazionario lo Stato, le Istituzioni e porle al servizio dei padroni contro i proletari e i popoli.
E' importante rilevare che anche là dove queste forze non sono maggioritarie e perfino in quei paesi in cui risultano fortemente minoritarie, la loro agenda, le loro parole d'ordine vengono fatte proprie dagli attuali governi. E' il caso della Francia dove la trasformazione dello Stato e la repressione sono andati molto avanti e realizzano in parte il disegno espresso da Le Pen, così come in Germania e in numerosi altri paesi europei.
E' evidente che l'emergenza di questo asse internazionale incide nella natura degli Stati imperialisti e ne indica la strada. Si può dire in sostanza che le forze attualmente al governo sono in crescente discredito e sempre meno in grado di governare e costituiscono il ventre molle dell'ascesa del moderno fascismo.
Quindi, si conferma fortemente giusta la linea indicata dai comunisti marxisti-leninisti-maoisti italiani che hanno chiamato in tutta Europa, utilizzando anche il blog internazionalista 'maoistroad', non ad un generico boicottaggio delle lezioni ma ad un boicottaggio attivo contro i partiti al governo in tutti i paesi imperialisti e contro i fascio-populisti.
Questa parola d'ordine è l'unica in piena sintonia con le lotte di masse che si sviluppano in questi paesi e, quindi, non utilizza le elezioni per pura propaganda astensionista che obiettivamente non può andare oltre scritte murali ed episodici volantinaggio, ma indica nel contesto dlele lotte stesse i nemici reali e visibili, la loro natura, la loro convergenza e orienta il movimento reale verso l'intensificazione della lotta di classe, la resistenza attiva, la costruzione in ogni paese dei tre strumenti necessari per realizzare un salto di qualità del movimento proletario e comunista che guardi ben oltre le elezioni.
D'altra parte è assolutamente necessario indicare i nemici reali agenti che si esprimono nella situazione politica e nelle elezioni.
I comunisti non dicono mai alle masse – come Marx ci insegna - “abbandonate le vostre parole d'ordine e venite con noi” ma danno ad esse e alle loro lotte la giusta parola d'ordine nella fase attuale della lotta di classe. Questo è fondamentale perchè sia nelle lotte delle masse sia nella grande area dell'astensionismo, che anche in queste lezioni si è espressa intorno al 50%, sono ben presenti le idee, la cultura e la prassi sia dell'europeismo imperialista sia quello, più pericoloso in questa fase, del sovranismo e fascio-populismo.
In Francia abbiamo detto fin dal primo momento che il movimento del Gilet gialli era un movimento composito, con presenza di tendenze proletarie, tendenze piccolo borghesi, logiche da 'ceto medio', rifiuto superficiale della politica dei governi soprattutto in materia di tasse e corruzione e non certo perchè capitaliste e imperialiste. Il voto a Le Pen ha beneficiato anche di questo del clima creato dal movimento dei Gilet gialli. Naturalmente a fronte della repressione dello Stato e della tenuta delle ali più radicali, le ali più reazionarie di questo movimento si sono appartate da esso e contribuito al successo di Le Pen e in forme molto minori al populismo di sinistra di Melenchon o dei Verdi.
Il fattore chiave dell'avanzata delle forze reazionarie è cavalcare la leva del razzismo e dell'immigrazione, che si tinge di antislamismo, che si veste di anti terrorismo, ecc., che ostenta guerre di civiltà e “valori occidentali”.
Ogni politica sovranista, anche quella del populismo di sinistra alla Melenchon non serve come opposizione a tutto questo .
E' fondamentale, quindi, che i comunisti, le forze proletarie combattano su tutti i fronti questa politica, la smascherino radicandosi tra la classe e le masse e siano in prima linea nella lotta contro il razzismo, nella solidarietà con i migranti, nella costruzione di organismi di lotta dei migranti.
In questo senso è grave che alcune forze rivoluzionarie che fanno parte del nostro campo anche in Europa non fanno tutto questo e si “astengono” e disertano questo fronte di lotta.

pc 24 giugno - DOPO IL SUMMIT DEI PADRONI, DI MAIO E MINISTRI OGGI A TARANTO - CONTRO LA LORO GUERRA VERSO OPERAI E MASSE POPOLARI SERVE ORGANIZZARE LA "GUERRA" DI CLASSE DEI PROLETARI

pc 24 giugno - Soccorso Rosso Proletario a Ravenna - intervento e linea di massa

Un compagno di Soccorso Rosso Proletario è intervenuto all'assemblea con un intervento di denuncia della condizione carceraria punitiva nei confronti dei compagni rinchiusi nelle galere dello stato borghese , le torture che mirano ad annientare la loro identità, il 41 bis, l'AS2, il carcere-tomba de L'Aquila contro cui stanno lottando Silvia e Anna, le compagne anarchiche in sciopero della fame dal 29 maggio, l'accanimento persecutorio contro Nadia Lioce a cui la compagna ha resistito (e sta ancora resistendo) e ha vinto in Tribunale per la protesta della "battitura" perchè gli erano state sottratte delle carte processuali dalla cella. E' stata data lettura dei comunicati delle compagne Silvia e Anna e della dichiarazione di Nadia Lioce al processo contro di lei che si è rivelato un boomerang contro la stessa giustizia borghese.
La marcia verso il moderno fascismo in Italia oggi con il governo Salvini-Di Maio ha fatto un salto di qualità con il decreto sicurezza 1 e 2, lo scatenamento della violenza poliziesca contro i compagni antifascisti vista a Genova di recente e la stessa violenza contro gli operai in lotta davanti le fabbriche e i centri della logistica. Abbiamo ricordato la persecuzione nei confronti degli insegnati antifascisti, in particolare Lavinia Flavia Cassaro licenziata per il cui reintegro c'è una campagna di raccolta-firme. Si è dato notizia e valorizzata la petizione che a Ravenna ha raccolto 36 firme nei banchetti di questi giorni. E si è denunciata la violenza della celere e il provvedimento disciplinare di Giusi, dipendente del comune di Casalecchio di Reno, avvenuta a Bologna nella manifestazione contro FN.
La solidarietà necessaria è sostenere le voci che si levano all'interno/contro le carceri.

pc 24 giugno - FCA Cassino - difendere delegati e organizzazioni sindacali di base colpite dalla repressione padronale


                                   Solidarietà a Rita Di Fazio, no alle discriminazioni,

                                                      difendiamo le libertà sindacali!

Esprimiamo, come federazione intercategoriale del Lazio dell’Unione Sindacale Italiana,  la nostra solidarietà a Rita Di Fazio, operaia alla FCA di Cassino, dirigente sindacale della FLMU-CUB, da sempre attiva nella difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, per migliori condizioni di salute all’interno dei luoghi di lavoro.

 Rita in questi giorni è sottoposta ad attacco dalla dirigenza aziendale, con azioni del tutto pretestuose, trasferimento di reparto e contestazioni disciplinari,perché essendo conosciuta e riconosciuta per la sua attività sindacale, si batte da sempre per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

 Per questo, attaccare Rita vuole dire attaccare ciò che lei rappresenta, gli interessi delle classi lavoratrici, opposti agli interessi datoriali e padronali.  

 Contro tutti i tentativi di limitare le libertà e le agibilità sindacali, il diritto di sciopero, contro tutte le discriminazioni e ogni forma di condotta antisindacale e di repressione nei luoghi di lavoro.

                            Difendiamo le libertà sindacali e i diritti sul lavoro!

Sostegno a chi si batte, come Rita Di Fazio e le strutture sindacali autorganizzate, indipendenti, alternative, per la difesa e il miglioramento oggi, delle condizioni di lavoro e di salute sul lavoro, per un altro futuro e l’emancipazione delle classi lavoratrici e dei settori popolari sfruttati.

USI Lazio – Federazione Intercategoriale regionale della


pc 24 giugno - la violenza squadrista antioperaia di Prato protetta da polizia e Istituzioni non deve passare sotto silenzio


Prato, scioperano contro lo sfruttamento ma… vengono massacrati di botte


di Davide Falcioni

Alcuni operai della Gruccia Creations di Prato, azienda a conduzione cinese specializzata nella fabbricazione di grucce per vestiti nel cuore del comparto del tessile più importante d’Italia, sono stati picchiati e sono finiti in ospedale: da tempo denunciano condizioni di vero e proprio sfruttamento in fabbrica.

Tensione alle stelle questa mattina alla Gruccia Creations di Prato, azienda a conduzione cinese specializzata nella fabbricazione di grucce per vestiti nel cuore del comparto del tessile più importante d’Italia. Come rivela la pagina Facebook Firenze Dal Basso alcuni lavoratori sono stati picchiati e una decina di loro hanno dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso: “Dodici ore di lavoro a nero senza riposo. Padroni che tirano pietre e spazzatura sui lavoratori durante gli scioperi. Fino ad arrivare all’aggressione squadrista di oggi: dopo che il padrone aveva garantito un accordo per la regolarizzazione, non si è presentato al tavolo per la firma e lo sciopero è ricominciato. I lavoratori sono stati aggrediti da una squadraccia padronale sotto gli occhi della polizia presente sul posto. Pugni e calci in faccia e nelle costole, una decina di lavoratori all’ospedale”.
Da settimane gli operai della Grucce Creations sono, come centinaia di altri delle fabbriche tessili della città toscana, in forte stato di agitazione denunciando condizioni di lavoro irregolare e anche seri problemi di sicurezza negli stabilimenti. “Abbiamo contratti di 4 ore – raccontavano alcuni di loro settimane fa – ma in realtà ne lavoriamo 12, siamo trattati come animali, senza che ci vengano riconosciute ferie e malattia. Vogliamo contratti regolari e il rispetto dei nostri diritti”. In molti hanno riferito quali sono le condizioni di lavoro. “Nell’azienda di grucce, per esempio, non abbiamo

domenica 23 giugno 2019

pc 23 giugno - Da L'Aquila alla Francia tutte e tutti liberi!

Oggi, nel 26° giorno di sciopero della fame, oltre 150 compagne e compagni si sono ritrovate/i davanti il carcere de L'Aquila in solidarietà con Anna, Silvia e Natascia, recluse nella sezione AS2, e di tutte le persone detenute. Interventi, cori e musica si sono susseguiti per circa 3h raccontando delle rivolte portate avanti da altri detenuti in altre carceri, delle diverse iniziative in solidarietà con le compagne e i compagni in sciopero della fame avvenute in varie città. Inoltre calorosi ringraziamenti per la partecipazione, attraverso le battiture delle donne detenute in 41bis nel carcere de L'Aquila, a cui si sono aggiunte le battiture di protesta dal 41 bis maschile. Dalle bocche di lupo sono stati vari i saluti dei detenuti in risposta al presidio.
Finito il presidio, un corteo spontaneo ha attraversato la città con volantini, striscioni e cori comunicando alle persone i motivi della lotta iniziata da Silvia e Anna e tutti i compagni e le compagne detenute che hanno intrapreso lo sciopero della fame.

TUTTE E TUTTI LIBERI


 
Vendredi 21 juin, nous sommes allés perturber Eataly, vitrine gastronomique du folklore italien dans le centre huppé de Paris.


Nous avons bloqué les entrées à l'aide de banderoles ("Feu aux prisons et aux tribunaux" et "Solidarité avec les anarchistes en grève de la faim en Italie") et la lettre de Silvia et Anna a été lue au mégaphone. Les banderoles étaient visibles par la suite sur un pont traversant la Seine, avant d'être retirées par la police fluviale, aussi prompte à intervenir que les employés zélés de Eataly.

De la France à l'Italie, tutte libere, tutti liberi !


Venerdi' 21 giugno, siamo andati a perturbare Eataly, vetrina gastronomica del folclore italiano nel centro fighetto di Parigi. Abbiamo bloccato le entrate con degli striscioni ("Fuoco alle prigioni e ai tribunali", "Solidarietà con gli anarchici in sciopero della fame in Italia") e la lettera di Silvia e Anna è stata letta al megafono. Gli striscioni sono poi stati messi su un ponte della Senna, prima di essere ritirati dalla polizia fluviale, pronti ad intervenire come gli impiegati zelanti di Eataly.

Dalla Francia all'Italia, tutte libere, tutti liberi!

pc 23 giugno - protesta al carcere Pagliarelli di Palermo - "Una doccia a settimana e niente farmaci", sciopero della fame!

Ormai da tre giorni i carcerati del reparto di alta sicurezza hanno deciso di rifiutare il cibo. La direttrice ammette le difficoltà: "Abbiamo 1.380 persone recluse in una struttura per 700 persone". L'associazione Antigone annuncia una visita.
"Una doccia a settimana e niente farmaci se non la Tachipirina, qualunque sia il problema del detenuto". Terzo giorno sciopero della fame nel reparto di alta sicurezza del carcere Pagliarelli dove centinaia di carcerati, da dietro le sbarre, hanno dato il via a una protesta iniziando a rifiutare il cibo. A raccontare i disagi a Palermo Today è la moglie di un recluso, dietro le sbarre da 5 anni dopo il blitz dei carabinieri Apocalisse: "Mio marito ha la psoriasi seborroica e per fortuna noi possiamo comprargli le medicine, ma c'è chi non ha questa fortuna. E poi la doccia...una volta a settimana. Non è un trattamento umano e dignitoso. Per la sua vicenda giudiziaria siamo in appello, ma gli restano 8 anni di detenzione e ci auguriamo che la situazioni migliori".
Ad anticipare quasi la protesta è stata la compagine siciliana di Antigone, l'associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale: "L'ultima rivolta nel carcere di Poggioreale - si legge in una nota - è l'ennesimo campanello d'allarme che ci giunge sulla situazione carceraria in Italia. I problemi sono tanti per nessuno di questi è arrivata una risposta dallo Stato. Sanità, salute mentale, spazi ridotti, mancanza di programmazione per il reinserimento, pene alternative al carcere, organici sottodimensionati della polizia penitenziaria. Un capitolo a parte riguarda, psicologi, assistenti sociali ed educatori, ridotti ormai a numeri insufficienti in proporzione alla popolazione carceraria".
Il presidente di Antigone Sicilia, l'ex deputato regionale Pino Apprendi, ha annunciato per la prossima settimana una visita proprio al carcere Pagliarelli per vedere con i propri occhi le condizioni di detenzione alla base della protesta. Una "rivolta pacifica" che ha incassato anche la solidarietà della direttrice dell'istituto penitenziario: "Vedo giornalmente qual è la situazione e di certo questo non mi conforta. Per capire il problema - spiega - bisogna fare una premessa: quando nacque l'istituto venne progettato con impianti e strutture per 600-700 unità. Oggi abbiamo 1.380 detenuti. Ecco la ragione per cui non possono lavarsi ogni giorno bensì tre volte a settimana. Era così da prima che io fossi direttrice, ormai da 10 anni, e purtroppo nel tempo la situazione non è cambiata".
L'altro tasto dolente riguarda la somministrazione di farmaci. "L'Asp, come impongono le direttive, ha fatto grandi sforzi per riuscire a fornirci farmaci di fascia A e B. Per quelli di fascia C - prosegue la direttrice Vazzana - siamo noi a comprarli e purtroppo i fondi assegnati dal ministero della Giustizia sono risibili rispetto alle reali necessità. Proprio in questi giorni abbiamo incontrato un detenuto che ha un problema a un occhio e vorrebbe il collirio specifico, ma ci sono dei limiti imposti dalla normativa che non possiamo travalicare. Come funziona al di fuori del carcere, chi deve comprare certi farmaci lo deve fare a spese proprie. I nostri detenuti vogliono richiamare l'attenzione dell'autorità politica, l'unica ad avere il potere di modificare le disposizioni normative. Iniziata la protesta abbiamo inoltre nuove richieste sottolineando come servano interventi più ampi".

pc 23 giugno - "Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a sostegno dei nostri fiori e cuccioli imprigionati nelle prigioni sioniste!" Dichiarazione di Georges Ibrahim Abdallah per la Giornata dei prigionieri palestinesi 2019





Georges Ibrahim Abdallah ha rilasciato la seguente dichiarazione in occasione della Giornata dei prigionieri palestinesi 2019. Il prigioniero comunista arabo imprigionato per la Palestina è stato incarcerato nelle carceri francesi per 34 anni, nonostante abbia ottenuto il rilascio dal 1999. Il governo USA è ripetutamente intervenuto in un tentare di impedire il suo rilascio dalla prigione, mentre un movimento in crescita in Libano, in Francia e all'estero richiede la sua liberazione.

Tradotto dal francese a Collectif Palestine Vaincra :

Cari compagni, cari amici;

Le condizioni di detenzione dei combattenti della Resistenza palestinese nelle carceri sioniste sono peggiorate negli ultimi tempi.

Dall'inizio dell'anno, Gilad Erdan, il ministro israeliano per la sicurezza interna, cerca di imporre una "nuova realtà" ai nostri compagni di prigionia allo scopo di invertire o semplicemente di estinguere i diritti che hanno acquisito attraverso molte persone, coraggiose lotte in passato anni. Incursioni, ricerche e altre forme di repressione si stanno intensificando nelle varie prigioni israeliane. Le unità speciali, pesantemente armate per la repressione, sono impegnate nei peggiori eccessi durante queste varie invasioni. Ci sono stati oltre 120 prigionieri feriti a Ketziot nella repressione delle proteste da febbraio, così come ad Ofer, nella prigione del Negev e altrove negli altri centri di detenzione ....

Tutto ciò ha lo scopo di intimidire e moltiplicare le difficoltà dei nostri compagni poiché non sono in grado di romperle: confisca di oggetti personali, isolamento, cancellazione di visite familiari, trasferimenti. E molti compagni vengono sconfitti durante ogni invasione di queste unità repressive. Questo per non parlare della "bosta" e di tutte le sofferenze delle nostre compagne, specialmente durante i trasferimenti ...

In seguito a questa situazione, i nostri compagni hanno annunciato il lancio di uno sciopero della fame collettiva nelle carceri israeliane. I leader chiave del movimento dei prigionieri e il movimento di liberazione nazionale nel suo complesso si unirono allo sciopero, e centinaia pianificarono di aderire allo sciopero nei giorni a venire. Si prevedeva che lo sciopero sarebbe degenerato solo oggi, 17 aprile, in Palestina ea livello internazionale, nel giorno dei prigionieri palestinesi. Tuttavia, le autorità sioniste hanno ritenuto utile arretrare per il momento di fronte al crescente movimento e al suo potenziale, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi nel mondo arabo, vale a dire i promettenti movimenti in Algeria e Sudan. Mentre vedete i compagni, i combattenti rivoluzionari, spesso in circostanze particolarmente difficili, cercano con ogni mezzo di sconfiggere le politiche di distruzione a cui sono sottoposti nelle prigioni nemiche. Però,

Nel 1974, la Conferenza nazionale palestinese dichiarò il 17 aprile come il giorno dei prigionieri palestinesi. Questo non solo intendeva denunciare in questa occasione la barbarie dell'occupante sionista, né era inteso solo per onorare la resistenza prigioniera ricordando alle masse i loro sacrifici e la loro incrollabile volontà di opporsi alle forze militari sioniste. La commemorazione di questa Giornata dei prigionieri palestinesi è intesa, soprattutto, ad affermare forte e forte la determinazione di strappare i nostri compagni dagli artigli dei loro carcerieri criminali. In molte occasioni, le avanguardie della lotta rivoluzionaria palestinese hanno assunto questo compito con grande coraggio e sacrificio di sé, costringendo il nemico a liberare migliaia di compagni imprigionati senza alcuna concessione da parte loro.

Oggi, compagni, qui siamo di nuovo riuniti, in diversi paesi del mondo, per commemorare la Giornata dei prigionieri palestinesi e soprattutto per esprimere la nostra incrollabile solidarietà con la resistenza nelle carceri sioniste e la nostra totale fiducia nella determinazione delle avanguardie rivoluzionarie palestinesi e la ferma decisione di fare ciò che è necessario per strappare i nostri compagni resistenti dalle grinfie dei carcerieri sionisti.

Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a sostegno dei nostri fiori e cuccioli imprigionati nelle prigioni sioniste!

Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a favore dei combattenti delle iniziative di diritto al ritorno!

Solidarietà, solidarietà con la resistenza nelle carceri sioniste e celle di isolamento in Marocco, Turchia, Filippine e in tutto il mondo!

Solidarietà, solidarietà con i resistenti compagni rivoluzionari nelle prigioni in Grecia!

Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a sostegno delle masse algerine, sudanesi e yemenite!

Solidarietà, solidarietà, con i giovani proletari dei quartieri popolari!

Il capitalismo non è altro che barbarie. Onore a tutti coloro che si oppongono alla diversità delle loro espressioni!

Insieme, compagni e solo insieme, vinceremo!

A tutti voi, compagni e amici, i miei più caldi saluti rivoluzionari.

Il tuo compagno, Georges Abdallah.

pc 23 Giugno - Con la lotta delle donne prigioniere palestinesi



Le prigioniere palestinesi dichiarano le loro richieste e pianificano uno sciopero collettivo a partire dal primo luglio
Le prigioniere palestinesi detenute nel carcere di Damon hanno consegnato una lettera ufficiale all'amministrazione carceraria israeliana per informare della loro intenzione di lanciare uno sciopero della fame a partire dal 1° luglio se le loro richieste non verranno prese in considerazione.

In una dichiarazione, l'ex prigioniera Mona Qa'adan ha annunciato che 13 prigioniere avrebbero lanciato lo sciopero, guidate dalla rappresentante delle prigioniere di Damon, Yasmin Shaaban. Alla protesta di uniranno altre donne detenute che scontano lunghe condanne come Shorouq Dwayyat, Amal Taqatqa, Nurhan Awad e Malak Salman. Inoltre ha dichiarato che tutte le donne prigioniere sono pronte a unirsi allo sciopero.

Lo "Strike of the Free Women", il nome dato alla lotta dalle donne prigioniere, si concentrerà su una serie di richieste, tra cui:

Rimozione di telecamere di sorveglianza intrusive dal cortile della prigione
Estensione del tempo di allenamento a otto ore tra le 4:00 e le 16:00
Restauro dei cortili per eliminare i pericoli
Apertura di una biblioteca per i detenuti e un'aula per le ragazze
Una stanza privata vicino alla "mensa" per la preparazione del cibo
Migliori condizioni per le visite dei familiari
Restituzione dei libri confiscati e delle foto di famiglia

Queste richieste sono state precedentemente e ripetutamente sottoposte riscuotendo però solo ulteriore repressione, perciò non c’è altra scelta che lottare per la conquista dei loro legittimi diritti. Qa'adan ha osservato che si tratta di richieste semplici, ma molto importanti per le donne palestinesi detenute, che sottolineano il loro diritto alla dignità umana e ad una vita dignitosa, ed esorta tutti a solidarizzare con le donne prigioniere impegnate in questa lotta.

Il messaggio delle prigioniere rappresenta anche un invito al popolo e alle masse palestinesi, non solo ai funzionari e alle istituzioni, a prendere urgentemente posizione affinché non sia necessario ripetere questo sciopero per difendere i diritti ottenuti dai prigionieri attraverso la lotta.

L'annuncio è arrivato dopo che la scrittrice Lama Khater, 43 anni, è stata condannata a 13 mesi di prigione israeliana dalla corte militare di Ofer. Khater è stata sequestrata dalla sua abitazione ad al-Khalil il 24 luglio 2018. È stata sottoposta a un duro e violento interrogatorio nel centro di detenzione di Ashkelon e gli è stato negato il sonno per giorni. Khater è stata accusata di "incitamento" per le sue pubblicazioni sulla stampa e social media; è stata anche accusata di sostenere un'organizzazione bandita. Tutti i principali partiti politici palestinesi sono vietati dall'occupazione israeliana.

La sentenza d’appello presso l’alta corte di Gerusalemme dello scorso 11 giugno ha ridotto la condanna per Nurhan Awad a 10 anni, secondo quanto riferito da Asra Media. Awad, 19 anni, ne aveva solo 17 quando fu condannata a 13 anni nel carcere israeliano. Una tra i tanti minori palestinesi presi di mira da sentenze estreme, in particolare per gli abitanti di Gerusalemme. Nurhan è stata accusata di aver tentato con suo cugino quattordicenne Hadeel di pugnalare un uomo con le forbici. Hadeel è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco dai soldati israeliani e Nurhan è stata colpita da due proiettili. Dopo che suo cugino fu giustiziato in via extragiudiziale, Nurhan fu imprigionata.

Samidoun Palestinian Prisoner Solidarity Network invita tutti i sostenitori della Palestina e del popolo palestinese ad aderire alla campagna per sostenere la lotta delle donne prigioniere, sempre in prima linea nel movimento dei prigionieri nel corso degli anni e delle lotte susseguite nelle prigioni. Samidoun invita ad organizzare iniziative, rilasciare dichiarazioni e costruire campagne per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro lo stato di occupazione israeliano. Le prigioniere palestinesi stanno lottando per i loro diritti fondamentali, la dignità e la giustizia...è fondamentale sostenere con determinazione i loro sforzi.


pc 23 giugno - la dichiarazione di GI Abdallah alla manifestazione di parigi

in via di traduzione

Cher.e.s camarades, cher.e.s ami.e.s,
Ces derniers temps, les masses populaires font irruption sur le devant de la scène politique et s’affirment plus que jamais avec enthousiasme et détermination.
D’un pays à l’autre, et plus particulièrement dans les pays du pourtour sud de la Méditerranée, la contestation ne cesse de se propager et de s’épanouir en soulèvements quasi insurrectionnels d’un type particulier. Par vagues, des dizaines de milliers voire des centaines de milliers de femmes, d’hommes, de jeunes et de moins jeunes de divers horizons descendent dans la rue et investissent les places publiques…
Ne pouvant plus rester indifférents à l’aggravation de leurs conditions existentielles précarisées, ils sortent de leur torpeur comme par enchantement et demandent des comptes à ceux qui se croyaient intouchables. Et du coup, une nouvelle époque commence à se former et à se structurer devant nos yeux et tant d’espoirs commencent à se profiler à l’horizon.

pc 23 giugno - IL 19 GIUGNO A BERGAMO - PRESIDIO AL CARCERE E INCONTRO

L’iniziativa si è tenuta davanti all’entrata del carcere con striscioni, musica, un presidio visibile a chi entrava e usciva e passava e con... la presenza rilevante di polizia.

Poi interessante ed efficace è stato l’incontro delle 18 a cui hanno partecipato giovani compagne dello spazio di documentazione la piralide-resistenza al nanomondo-area asilo.
Una lunga e proficua discussione in cui si è esposto il nostro lavoro più generale non solo sulla repressione 
Si è concluso con scambio materiali, dal giornale al nostro dossier apprezzato anche per la presenza della lotta de L'Aquila e che verrà messo nel loro spazio, oltre all’interesse suscitato per il catalogo delle pubblicazioni Mfpr in particolare le tendenze filosofiche e i vari opuscoli di  lotta teorica, con conseguente interessamento per il campeggio mfpr di cui sono state informate per come mettersi in contatto.


pc 23 giugno - OGGI PRESIDIO AL CARCERE TORTURA DE L'AQUILA: CHIUDERE LA SEZ A.S.2 - BASTA CON 41 BIS!

Con Silvia, Anna e Natasha, in sciopero della fame nel carcere dell'Aquila, con tutte e tutti gli altri prigionieri con loro in lotta: CHIUDERE LA SEZIONE A.S.2 DEL CARCERE DELL'AQUILA - 41 BIS=TORTURA / LIBERI TUTTI

DOMENICA 23 GIUGNO – ORE 15:00
TUTTE E TUTTI A L’AQUILA, ANCORA UNA VOLTA!
PRESIDIO AL CARCERE DI PRETURO

Anna e Silvia, anarchiche rinchiuse nella sezione di Alta Sicurezza 2 del carcere di Preturo, il 29 maggio hanno intrapreso uno sciopero della fame.
Chiedono il trasferimento in un altro carcere e la chiusura della sezione A.S.2 de l'Aquila. 
Altre anarchiche ed altri anarchici prigioniere/i le hanno affiancate in questa lotta entrando a loro volta in sciopero della fame nelle carceri di Ferrara, Alessandria, Sollicciano (Firenze), Lucca, Uta (Cagliari). 

Numerose azioni di solidarietà sono state compiute in Italia e in altri paesi. 

Ora tutti sanno che il trattamento a cui le due compagne sono sottoposte nel super-carcere de L’Aquila è emanazione diretta delle regole imposte nelle sezioni immediatamente prossime alla loro, quelle a regime di 41bis, che qui contengono circa 150 persone.
Ora tutti sanno che il regime di 41bis regolamentato dal D.A.P. per conto del Ministero

pc 23 giugno - Immagini da Parigi del corteo per Georges Ibrahim Abdallah





pc 23 giugno - India - manifestazione per la liberazione dei prigionieri politici, oggi a Hyderabad - Mentre proseguono le azioni dell'Esercito Guerrigliero Popolare di Liberazione

వీవీ,సాయిబాబా

INDIA: Maoístas aniquilan a político reaccionario en Chhattisgarh.


correovermello-noticias
New Delhi, 20.06.19
Un dirigente del reaccionario Partido Samajwad,i fue ejecutado por unidades del maoísta Ejercito Guerrillero Popular de Liberación, el día de ayer, reporta la prensa india.
El individuo, un empresario de la construcción y conocido dirigente del SP, fue detenido en una obras en Marimalla, en el distrito de Bijapur, Chhattisgarh. Así mismo se informa que fueron destruidas diversa maquinaria de la misma.
En otra acción del EGPL fue destruido un vehículo del Forest Department en la carretera de Kankerlanka a Polampalli, en el distrito de Sukma de Chhattisgarh el pasado día 20 de junio.
Otra información da cuenta de la detención por parte de los cuerpos represivos de un supuesto dirigente del clandestino Partido Comunista de la India (maoísta) en el distrito de Malkangiri.
Se trataría del camarada Chandan, que la policía afirma es miembro del Comité de la Junta Zonal de Andhra-Odisha y que por el que se ofrecía una recompensa de un millón de Rs.

pc 23 giugno - I MIGRANTI DEVONO SBARCARE!

La Sea Watch è da dieci giorni al largo di Lampedusa con 42 persone soccorse a bordo. 
Mentre altre imbarcazioni di migranti sono al largo a rischio vita.
"Cresce la tensione sulla nave Sea Watch", come spiega la stessa Giorgia Linardi, portavoce della Ong. "E' sempre più difficile mantenere la situazione sostenibile a bordo, non sappiano per quanto ancora possiamo continuare". Linardi parla di un "dilemma" per la comandante della nave, Carola Rackete: "Esercitare il proprio dritto ad entrare in porto per via della situazione di emergenza a bordo o rispettare l'interdizione" disposta dalle autorità italiane? Nel primo caso scatterebbe il decreto sicurezza bis, con la possibilità di sequestro della nave ed una multa fino a 50mila euro per la stessa comandante e la ong.  Cioè, spiega la portavoce, "un altissimo rischio di criminalizzazione". Nel secondo caso, però, le condizioni a bordo sono sempre più difficili, senza la prospettiva di una soluzione a breve termine. "E' disumano - sottolinea Linardi - che il comandante di una nave venga costretto a fare queste considerazioni per una legge ingiusta".
Far sbarcare i migranti! Aprire tutti i porti!
Basta razzismo e speculazione disumana sui migranti
SI alla incriminazione del fascio-razzista Salvini
Cancellare o disattendere il decreto sicurezza bis anticostituzionale e fascista 

I lavoratori, le masse popolari italiane hanno cuore e solidarietà di classe!

pc 23 giugno - Genova Antifascista prepara il corteo del 30 giugno

video su quel 30 giugno 1960

pc 23 giugno - DOMANI DI MAIO E 5 MINISTRI A TARANTO: ArcelorMittal+Salvini+Di Maio = libertà di togliere lavoro, di sfruttare e inquinare

pc 23 giugno - UNA NUOVA CLASSE OPERAIA IN AFRICA





La Cina e l’industrializzazione dell’Africa. Nuove fabbriche, nuovo sfruttamento, nuovi operai, nuove forze di ribellione.

Il Tg3 per una settimana ha mandato in onda diversi servizi sul massiccio intervento economico della Cina in Africa (qui quello del 3 giugno). Il fenomeno è in realtà non proprio recente e ne abbiamo anche già parlato (si veda Cinesi in Africa, imperialismo oggi), la novità che ha fornito il pretesto per parlarne al Tg3 è l’entrata in vigore il primo di giugno dell’area di libero scambio del continente africano. Un accordo per fare di tutta l’Africa, entro pochi anni, un unico mercato per le merci, i capitali e le persone come nella UE. Neanche a dirlo e come grande sponsor di questa “rivoluzione” economica vi troviamo la Cina. La quale negli ultimi 20 anni è diventata la nazione di riferimento per buona parte delle borghesie africane.

Una rete infrastrutturale ferroviaria strategica

La Cina con i vari stati dell’Africa stringe accordi economici, li fa rientrare nel suo grande progetto della “nuova via marittima della seta” (Belt and Road Initiative), ingrandisce e costruisce porti, unisce città con linee ferroviarie moderne. Due gli esempi più rilevanti già in funzione: la linea che

pc 23 giugno - Le schedature Fiat, ossia come funziona uno Stato al servizio dei padroni



Questo ricordo della famose “schedature Fiat” illumina sui rapporti tra industriali e apparati dello Stato, al basso livello dei rapporti con sbirri e questurini, premiati con un “fuori busta” per le informazioni raccolte sui lavoratori al di fuori della loro vita

pc 23 giugno - PD il partito della finta opposizione, in realtà mezzo con Salvini, mezzo con Di Maio e tutto per un poltronificio

Il Pd negli ultimi anni è stato il partito filo padroni italiani ed europei e banche, antioperaio e antipopolare, con un ceto politico di traffichini e corrotti a livello nazionale e locale e un insieme di rottami umani dell'ex sinistra parlamentare che ha consegnato il paese al fascio/populismo Salvini/Di Maio - ora è lì alle elezioni e al parlamento a far la finta opposizione, usando argomenti a volte di destra, a volte di falsa sinistra, ma lasciando sempre e comunque via libera alla marcia moderno fascista e favorendola con ripetuti casi di corruzione politica e affaristica che trascina nel fango partito, parlamento, magistratura e istituzioni.

Denunciare e combattere questo partito a livello di vertice, come di 'base', è parte integrante del processo di ricostruzione di una opposizione di classe e di massa, operaia e popolare che permetta di resistere alla marcia reazionaria e fascista e costruire i tre strumenti Partito/FronteUnito/Forza Combattente per una Nuova Resistenza

proletari comunisti/PCm Italia
giugno 2019
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sabato 22 giugno 2019

pc 22 giugno - Genova prepara il corteo antifascista del 30 giugno pzza Alimonda ore 17

Verso il corteo del 30 giugno: striscioni mercoledì assemblea pubblica a De Ferrari

 “30.06 La lotta continua” 
 “Non un passo indietro”. 
Genova. Tre striscioni sono stati collocati questa notte sui jersey della strada a mare Guido Rossa in vista del corteo del 30 giugno. Il concentramento del corteo è fissato in piazza Alimonda alle 17. Il percorso non è ancora noto, ma l’arrivo sarà in piazza De Ferrari, la piazza degli scontri del 30 giugno del 1960.
In vista del corteo per mercoledì 26 giugno Genova antifascista ha convocato un’assemblea pubblica in piazza De Ferrari. Lì come ogni anno si alterneranno diversi interventi per spiegare le ragioni della mobilitazione ma anche mettere a fuori il frutto dei tavoli di lavoro che il collettivo ha affrontato nel percorso di avvicinamento al corteo in questi mesi
Rispetto al corteo del 30 giugno resta da vedere cosa faranno la base della Cgil e dell’Anpi visto che, contrariamente a quanto accaduto lo scorso anno, dove si svolse un corteo unitario, quest’anno il sindacato ha deciso con l’Anpi di fare il corteo venerdì 28 giugno, giorno che tra l’altro vede la presenza di Matteo Salvini a Genova per l’esplosione delle pile lato est di ponte Morandi. Difficile ipotizzare i numero ma sembra abbastanza evidente che tanti iscritti al sindacato e all’Anpi decideranno di partecipare comunque al corteo di domenica 30.
“Non ricordiamo i fatti del 30 giugno in chiave celebrativa ma come occasione per discutere e rivendicare gli ideali antifascisti” si legge nell’incipit della piattaforma politica pubblicata sulla pagina di Genova antifascista in cui si spiegano le rivendicazioni che saranno portate al corteo: la chiusura delle sedi neofasciste anzitutto, poi la depenalizzazione dei reati sociali, infine le tematiche uscite dai tavoli a partire da lavoro, ambiente, istruzione e diritti civili.

pc 22 giugno - Nelle carceri ogni giorno condizioni peggiori e rischio vita

Detenuto tenta il suicidio, salvato in extremis dagli agenti

SAN MICHELE - Gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno salvato la vita in extremis a un detenuto che ha tentato il suicidio. E' accaduto ieri mattina (giovedì) all'interno del carcere di San Michele. Un detenuto rumeno di 35 anni, in carcere per reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale ha cercato di uccidersi con una lametta: si è praticato un taglio all'altezza del collo, lato sinistro.

Un gesto che ha procurato il panico tra i presenti e coloro che sono intervenuti vista l'enorme quantità di sangue che in pochissimo tempo è fuoriuscita dalla vena. Solo grazie al tempestivo intervento degli infermieri e dei poliziotti penitenziari accorsi, che non si sono fatti intimorire da ciò che si presentava ai loro occhi, hanno immobilizzato lo stesso. Tamponando così l'emorragia fino all'arrivo dell'ambulanza del 118. L'episodio è avvenuto davanti al cancello dell'infermeria. 

pc 22 giugno - Combattivo sit-in il 19 Giugno a Palermo al Tribunale per i prigionieri politici e contro la repressione

Combattivo sit-in il 19 Giugno a Palermo al Tribunale, in collegamento con le altre iniziative in corso a livello nazionale, con lavoratori, precari, compagne che hanno partecipato in modo molto solidale e attivo, condividendo le ragioni e la necessità di una battaglia che ha nella giornata di solidarietà e lotta per i prigionieri e le prigioniere politiche e contro la repressione del 19 giugno una tappa importante, ma che deve proseguire ogni giorno e in ogni ambito, come parte della lotta più generale contro questo Stato borghese al servizio della classe capitalista dominante.

AL FIANCO DI TUTTI I E TUTTE
 I PRIGIONIERI POLITICI 



Ampio volantinaggio e buona diffusione del bollettino che ha suscitato interesse da parte di avvocati, giovani e donne che hanno anche ringraziato per le informazioni date "di cui in televisione non dice niente nessuno", vedi lo sciopero della fame delle compagne Anna e Silvia in corso nel carcere dell'Aquila contro le condizioni carcerarie disumane e da vero e proprio annientamento delle persone in ogni senso, e hanno condiviso la necessità di organizzarsi a livello popolare contro la repressione, lo stato di polizia che avanzano nel nostro paese e in particolare in questa fase politica con l'attuale governo Salvini/Di Maio.

SOLIDARIETA' AD ANNA E SILVIA 
IN SCIOPERO DELLA FAME 
NEL CARCERE DELL'AQUILA





NO AL CARCERE TORTURA
NO AL CARCERE ASSASSINO
CONTRO IL 41 BIS


CONTRO LA REPRESSIONE DELLE LOTTE OPERAIE E SOCIALI
CONTRO IL MODERNO FASCISMO E LO STATO DI POLIZIA
CONTRO IL GOVERNO FASCIO-POPULISTA-RAZZISTA-SESSISTA SALVINI/DI MAIO




19 GIUGNO 1986 - 19 GIUGNO 2019 
GIORNATA DELL'EROISMO
sempre al fianco di tutti i prigionieri politici 
rivoluzionari nel mondo nostri fratelli e sorelle di classe

In piazza e poi a seguire un punto di discussione 
presso la sede dello Slai Cobas sc 


Per un soccorso rosso proletario

pc 22 giugno - Dl Crescita: passa Odg Lega a favore di Ilva/ArcelorMittal e immunità penale

Salvini uomo forte dei padroni a difesa dei padroni indiani ArcelorMittal su immunità penale, con Di Maio a fare da valletto e cala a Taranto con 5 ministri lunedì

Con l’approvazione del nostro ordine del giorno al decreto Crescita il Governo si impegna a verificare la coerenza dei più recenti interventi normativi di modifica alla disciplina sull’Ilva con gli accordi intervenuti in sede di cessione aziendale. Ne prendiamo atto con soddisfazione“. Così in una nota il capogruppo Lega alla Camera, Riccardo Molinari, dopo l’approvazione dell’Aula della Camera a un ordine del giorno al Dl crescita, riportata da RADIOCOR, agenzia di stampa del Sole24Ore. “Salute e ambiente – puntualizza – vanno tutelati, così come gli impegni assunti vanno mantenuti. Altrimenti, non ci possiamo lamentare poi della fuga degli investitori e dell’inevitabile perdita di posti di lavoro. La nuova proprietà ha un piano di riqualificazione ambientale in corso che va a sanare la mancanza di investimenti, eredità del passato. Ci sono tutte le premesse perchè la proprietà continui nel risanamento ambientale senza andare a intaccare, in modo retroattivo, gli impegni presi tra questo governo e l’attuale investitore“.

Lunedì a Taranto con Di Maio per il CIS

Saranno sei i ministri del Movimento 5 Stelle che lunedì saranno a Taranto in Prefettura per fare il punto sul Contratto istituzionale di sviluppo. Ci saranno il vicepremier e ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio, il ministro per il Sud Barbara Lezzi, la responsabile della Salute Giulia Grillo, quello dell’Ambiente Sergio Costa, quello ai Beni Culturali Alberto Bonisoli ed anche la titolare della Difesa Elisabetta Trenta.

Fascismo è sempre dittatura padronale, ma anche Stato e Governo neocorporativo di economia e fabbrica - All'ex Ilva ArcelorMittal questo significa fascismo padronale in fabbrica e collaborazionismo sindacale - alla triade AM/Di Maio/sindacati confederali... si sostituisce quella Salvini/Am/sindacalismo aziendalista 

Per gli operai  è cassintegrazione, sfruttamento, cacciata dalla fabbrica degli operai scomodi o in esubero - violazione di leggi, contratti, accordi...; ma anche intimidazione aggressione provocazione contro il sindacalismo non allineato e gli operai che lottano - ostracismo e repressione verso il sindacalismo di classe. 
Tutto questo si riversa in senso letterale su sicurezza in fabbrica e inquinamento in città che continua con il suo carico di morti e malati. Di Maio e i suoi ministri ingannapopolo riversano soldi e nuove promesse pur di lasciar in pace Padroni indiani e padroni e padroncini italiani e tarantini, con istituzioni al carro

Serve la lotta e la guerra di classe, serve l'organizzazione di classe per la lotta dura e determinata, unitaria in fabbrica e in città. 

proletari comunisti/PCm Italia
22 giugno 2019

pc 22 giugno - Genova Portuali contro le navi saudite. Una lettera da lavoratori a lavoratori

Ai lavoratori della TEKNEL srl di Roma
Genova, 21 giugno 2019.
 Siamo i portuali di Genova che sono scesi in sciopero per bloccare in due occasioni il carico sulla nave Bahri Yanbu e poi sulla Bahri Jazan dei generatori elettrici spediti dalla vostra azienda alla Guardia nazionale Saudita nel quadro di un contratto di forniture militari in corso dal 2018. Lo abbiamo fatto perché abbiamo verificato che la Guardia saudita è un corpo militare impegnato nella guerra civile in Yemen, guerra che è stata indicata dall’ONU come il teatro di una immane catastrofe umanitaria di cui l’Arabia saudita è uno dei principali responsabili. Inoltre abbiamo verificato che le apparecchiature spedite fanno parte dei lotti di produzione per i quali la Teknel ha chiesto espressa autorizzazione al Ministero per l’esportazione di materiale militare.
Nonostante ciò, abbiamo dovuto assistere alla farsa delle dichiarazioni della vostra direzione che ha cercato in tutti i modi nascondere la verità sulla natura militare della spedizione di fronte all’autorità, al sindacato e all’opinione pubblica, creando una situazione di inganno insostenibile per i lavoratori, oltre che per la legge. Noi non crediamo di ergerci al ruolo di salvatori dell’umanità o di giudici dei

pc 22 giugno - Prato - Aggressione padronale agli operai in sciopero



12 ore di lavoro sette giorni su sette per 900 euro al mese. Senza contratto. Padroni che dalle finestre dei loro uffici tirano pietre e spazzatura sulla testa dei lavoratori durante gli scioperi. Fino ad arrivare all'aggressione squadrista di oggi pomeriggio.Dopo che il padrone aveva garantito un accordo per la

pc 22 giugno - A Parigi oggi per Georges Ibrahim Abdallah - Lo scorso anno presente una folta delegazione SRP Italia - oggi un rappresentante a nome di tutti noi


 Resoconto della manifestazione internazionale a Parigi dello scorso  anno

per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah e dei prigionieri politici rivoluzionari nel mondo

Importante manifestazione internazionale a Parigi per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah.

Circa 300 compagni e compagne sono scesi in piazza in un lungo e popolare corteo per le vie di Parigi per gridare forte e chiaro: “Libertà per Georges Ibrahim Abdallah! Palestina vincerà”.

Il corteo è stato convocato nel quadro della lunga campagna unitaria che si svolge da anni in Francia e in tante altre parti del mondo che ha reso Georges un compagno riconosciuto e sostenuto da tante realtà organizzate, antimperialiste e rivoluzionarie d'Europa, del Mondo Arabo e di tanti altri paesi del mondo.
34 anni ingiusti di prigione non hanno assolutamente piegato G.I. Abdallah, né fermato la campagna in suo favore.
34 anni in cui l'imperialismo Usa e l'imperialismo francese hanno tentato di mettere a tacere una voce rivoluzionaria a sostegno della Palestina e delle masse arabe.

La campagna in questi anni ha avuto diversi momenti e diverse facce con ogni forma di
manifestazione, ora d'avanguardia ora di massa. E sempre G.I. Abdallah è stato al fianco delle masse oppresse in rivolta e in armi, così come non ha fatto mai mancare la sua voce a sostegno dei prigionieri politici rivoluzionari nel mondo.
La manifestazione di Parigi è stato un segnale forte che questa campagna non si fermerà fino alla vittoria: la scarcerazione di Georges Ibrahim Abdallah.

Questa manifestazione ha portato insieme alle caratteristiche di sempre delle novità importanti che possono e devono influenzare lo sviluppo di questa campagna.
Insieme alle forze che sostengono da sempre la campagna e che guidavano la manifestazione in un quadro solidale, unitario, vi è stata questa volta la presenza di un forte contingente, un blocco rosso maoista, guidato dallo striscione della Jeunesse communist revolutionary, che ha portato in forma compatta e determinata nella manifestazione la battaglia per Georges, a difesa della lotta armata delle masse palestinesi e che ha raccolto nelle sue fila compagni francesi, tedeschi, austriaci, norvegesi e di altri paesi e una folta delegazione italiana, la più numerosa tra le delegazioni, formata da compagni, da operai, donne proletarie, impegnati negli organismi di massa del Soccorso rosso proletario, del Movimento femminista proletario rivoluzionario, dello Slai cobas sc, guidata dalla rappresentanza di proletari comunisti-PCm Italia. Questa forte presenza ha portato nella manifestazione la battaglia a difesa di tutti i prigionieri politici comunisti, rivoluzionari nel mondo, con ritratti del presidente Gonzalo, di Ajith, con uno striscione per la prigioniera politica Nadia Lioce, per la quale è in corso in Italia una forte campagna con l'Mfpr in prima fila, e, la prima volta in una manifestazione di questo tipo, uno striscione per i prigionieri politici rivoluzionari in India, Saibaba e altri, portato da compagni e compagne facenti parte del Comitato di sostegno alla guerra popolare in India.

Il contingente ha lanciato slogan a sostegno della guerra popolare e Viva Marx-Lenin-Mao.
Questa novità in questa manifestazione rafforza notevolmente la campagna, la amplia, la arricchisce e la inserisce nello scontro globale tra imperialismo e lotte di liberazione dei popoli oppressi, nella contesa tra rivoluzione e controrivoluzione.
Stanno anche in questo le ragioni di fondo dell'ostinata persecuzione contro Georges Ibrahim Abdallah. E questa battaglia rappresenta una battaglia per tutti i popoli oppressi che sviluppano la lotta armata e la guerra popolare; così come oggi più che mai la sorte dei prigionieri politici rivoluzionari è legata all'avanzamento delle masse popolari e della rivoluzione proletaria.

Resoconto a cura della delegazione italiana