- 31 dic Bergamo, ore 11, prefettura via zelasco
- 31 dic Genova, ore 17,30 piazza San Lorenzo
- 31 dic Brescia, ore 10 piazza Duomo
- 31 dic Imperia, ore 17, viale Matteotti
- 31 dic Bologna, ore 14, piazza di Porta Ravegnana
- 31 dic Forlì, ore 18, piazza Morgagni
- 31 dic Firenze, ore 15,30 via Cavour
- 31 dic Grosseto, ore 11,30 piazza Rosselli
- 31 dic Viareggio, ore 15, stazione
- 31 dic Pisa, ore 12, piazza XX Settembre
- 31 dic Roma, ore 16 (luogo da definirsi)
- 31 dic Napoli, ore 10,30 largo Berlinguer
- 31 dic Taranto, ore 11,45, Tribunale
TORINO/ VAL DI SUSA
- 31 dic Susa ore 18 presidio davanti alla caserma dei carabinieri
- 31 dic Torino ore 24 saluto al carcere Lorusso e Cotugno
- 1 GENNAIO BUSSOLENO FIACCOLATA DI SOLIDARIETÀ ore 18 piazza Cavour nei pressi de La Credenza
Nicoletta non sei sola! Libertà per i notav!
Da notav.info
- 31 dic Genova, ore 17,30 piazza San Lorenzo
- 31 dic Brescia, ore 10 piazza Duomo
- 31 dic Imperia, ore 17, viale Matteotti
- 31 dic Bologna, ore 14, piazza di Porta Ravegnana
- 31 dic Forlì, ore 18, piazza Morgagni
- 31 dic Firenze, ore 15,30 via Cavour
- 31 dic Grosseto, ore 11,30 piazza Rosselli
- 31 dic Viareggio, ore 15, stazione
- 31 dic Pisa, ore 12, piazza XX Settembre
- 31 dic Roma, ore 16 (luogo da definirsi)
- 31 dic Napoli, ore 10,30 largo Berlinguer
- 31 dic Taranto, ore 11,45, Tribunale
TORINO/ VAL DI SUSA
- 31 dic Susa ore 18 presidio davanti alla caserma dei carabinieri
- 31 dic Torino ore 24 saluto al carcere Lorusso e Cotugno
- 1 GENNAIO BUSSOLENO FIACCOLATA DI SOLIDARIETÀ ore 18 piazza Cavour nei pressi de La Credenza
Nicoletta non sei sola! Libertà per i notav!
Da notav.info
... in carcere per scontare la pena di un anno a cui è stata
condannata per una manifestazione del 2012 insieme ad altri 11
attivisti. La manifestazione, che aveva visto centinaia di No Tav
invadere l'autostrada che da Torino porta in Francia, avveniva nel
contesto di una intensa settimana di mobilitazione
avvenuta dopo la caduta di Luca Abbà dal traliccio in occasione
dell'ampliamento del cantiere di Chiomonte. La rabbia era molta e in tutta Italia semplici cittadini erano scesi in piazza
per manifestare la propria solidarietà al popolo valsusino in lotta. Il movimento No Tav aveva collettivamente deciso, a seguito delle dichiarazioni del premier Monti, di alzare i caselli dell'autostrada più cara d'Italia per venti minuti e far transitare liberamente le auto per protestare contro il governo, ma anche per evidenziare il rapporto stretto che c'è tra la costruzione delle grandi opere inutili e il carovita che colpisce tutti. Le tasse degli italiani impiegate nella costruzione del Tav Torino - Lione si sarebbero potute utilizzare per scopi diversi, ad esempio per la messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti e dunque erano e sono tutt'ora ingiusti balzelli rapinati per fini privatistici.
per manifestare la propria solidarietà al popolo valsusino in lotta. Il movimento No Tav aveva collettivamente deciso, a seguito delle dichiarazioni del premier Monti, di alzare i caselli dell'autostrada più cara d'Italia per venti minuti e far transitare liberamente le auto per protestare contro il governo, ma anche per evidenziare il rapporto stretto che c'è tra la costruzione delle grandi opere inutili e il carovita che colpisce tutti. Le tasse degli italiani impiegate nella costruzione del Tav Torino - Lione si sarebbero potute utilizzare per scopi diversi, ad esempio per la messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti e dunque erano e sono tutt'ora ingiusti balzelli rapinati per fini privatistici.
Come un segno
del destino, a cui non crediamo, ma che se esistesse in questi ultimi
mesi sarebbe stato molto avaro nei confronti delle lobby del cemento e
del tondino, nello stesso momento in cui Nicoletta veniva trasferita in
carcere, sull'autostrada A26 crollava parte della volta di una galleria
per fortuna senza causare feriti. Un ennesimo crollo sulle autostrade
della Liguria e del Piemonte dopo quello tragico del ponte Morandi e
quelli per caso senza vittime dell'ultima ondata di nubifragi.
Un
paese che si sgretola alla prima pioggia è la prima foto dell'Italia di
oggi. Ma non solo, un paese in cui i responsabili di questi disastri
rimangono impuniti, mentre ancora nel teatrino parlamentare si discute
sull'opportunità o meno di ritirare le concessioni delle autostrade liguri ai Benetton. Un paese in cui la regola del profitto, della gestione privata del bene pubblico è la vera unica norma inviolabile
che si abbatte sulla testa tanto di chi incolpevole subisce gli effetti
della malagestione, tanto su quella di chi frappone il proprio corpo e
la propria mente a questa logica omicida.
Quel
semplice gesto di Nicoletta e di molti altri No Tav è stato condannato
così duramente dal tribunale di Torino complice del potere del cemento e
del tondino, non per la gravità del fatto (un casello aperto al libero
transito per 20 minuti), ma perché dimostrava che c'era un'altra possibilità rispetto all'arrendersi all'inerzia
di questi ciclici disastri, venduti come sventure, ma con
responsabilità invece specifiche. Responsabilità di Stato, di aziende,
di polizia e costruttori. Il gesto di quella giornata dimostrava che ci
si poteva ribellare all'uso privatistico del denaro pubblico e ai
profitti astronomici che pochi fanno su infrastrutture costruite con i
soldi di tutti e oltretutto mal gestite. Si colpiva dove fa più male:
nel portafoglio di aziende come SITAF, come Autostrade per l'Italia.
La seconda foto dell'Italia di oggi è quella del sorriso sereno
di Nicoletta mentre viene arrestata, che è il sorriso di una intera
resistenza. Un'Italia che dal basso, con dignità, contro la meschinità e
l'odio dei potenti si oppone alle ingiustizie, a qualsiasi età e in
qualunque luogo, perché oggi è sempre il tempo di resistere.
Mentre i potenti nascondono i loro volti da topi di fogna quando
vengono beccati per una malefatta, piagnucolano per non essere
processati, ridono al telefono durante i disastri e se ne infischiano
dei morti che hanno sulla coscienza, Nicoletta affronta la repressione
di Stato a testa alta, con il suo popolo, i cittadini di Bussoleno, che
scende spontaneamente in piazza per opporsi all'arresto con un muro
popolare che per due ore impedisce ai carabinieri di trasferirla a
Vallette. Nicoletta ha rifiutato le misure alternative al carcere,
perché non voleva farsi carceriera di se stessa ai domiciliari, perché
non voleva un trattamento diverso dai molti che finiscono in galera ogni
giorno ingiustamente o a causa di un sistema che sfrutta ed emargina,
nonostante la sua età. Le ha rifiutate per dimostrare che l'orgoglio di
una resistenza vale molto di più della vergogna di uno Stato che
subdolamente e di nascosto arresta una anziana (solo anagraficamente)
signora in una notte tra Natale e Capodanno per proteggere gli affari
sporchi di imprenditori parassiti, politici e mafiosi. Ci dice che si può sempre fare paura al potere anche quando questo sceglie di rinchiuderci e cerca di intimidirci e umiliarci.
L'arresto
di Nicoletta è l'ennesimo segno della stupidità di un potere che si fa
forte coi deboli e debole coi forti, che applica la legge alla lettera
in maniera il più punitiva possibile nei confronti di una legittima
protesta e usa gentilezze e deroghe nei confronti chi devasta, distrugge
e uccide in nome del proprio tornaconto personale. Una legge e un
potere così, come ci insegna il movimento No Tav, non si può che
violare, non si può che deridere, non si può che contrastare. Il popolo
valsusino e i No Tav di tutta Italia hanno già dichiarato che non
lasceranno sola Nicoletta e tutti gli/le altr* compagn* colpit*
dall'ingiustizia di Stato e che rinnoveranno il loro impegno nella lotta
perché liberare tutti, ancora una volta, vuol dire lottare ancora. In
tutto il paese sono in corso e lo saranno nei prossimi giorni presidi e manifestazioni di solidarietà. Oggi
alle 18 il movimento ha convocato un presidio di fronte alla caserma
dei Carabinieri di Susa che in serata sarà seguito da un saluto al
carcere delle Vallette, mentre per il primo di gennaio sempre alle ore
18 vi sarà una fiaccolata per le strade di Bussoleno.
Alle
sirene del potere, ai giornali compiacenti, a chi sfrutta e devasta non
possiamo che ripetere che non si può fermare il vento.
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