sabato 20 aprile 2019

pc 20 aprile - Parigi - Atto 23° - Gilet gialli nessuna tregua, l'incendio sociale continua



la contabilità del Ministero degli Interni appare patetica rispetto all'impatto del movimento
27 900 manifestanti di cui 9 000 a Parigi. Molti manifestanti feriti - 14 tra le forze dell'ordine, dice il  Ministero.
Nuovo « ultimatum » a Emmanuel Macron. Un No preventivo alle sue proposte che avrebbero dovuto essere annunciate oggi, ma, causa Notre Dame, sono state rinviate al 26.
– Manifestazioni autorizzate ed altre si si sono sviluppate autonomamente
227 arresti per 'porto di materiale offensivo' port de matériel offensif », 20 518 controlli preventivi,
160 a fine giornata
I gilets gialli si sono ritrovati a la Gare du nord  per convergere a Madeleine ma la polizia ha impedito che arrivassero
Parecchie migliaia si sono ritrovati a Bercy e si sono mossi verso la Bastiglia, ma sono stati fermati lungo la strada.
Scontri a rue du Faubourg-du-temple, lacrimogeni, contro macchine incendiate fino a Place Republique con attacchi a negozi; repressione poliziesca contro manifestanti che si sono divisi in piccoli gruppi.
La borghesia sperava che l'incendio di Notre Dame e l'emozione che ha creato in tutta la Francia scoraggiasse manifestazione e partecipazione, ma i manifestanti hanno dichiarato che andava conciliata  l'emozione nazionale con la denuncia della politica di Macron di cui reclamano le dimissioni.

pc 20 aprile - LA LOTTA CONTRO LA DISTRUZIONE DELLA NATURA O E' LOTTA ANTICAPITALISTA, ANTIMPERIALISTA O E' REAZIONARIA, PER ANDARE INDIETRO NON AVANTI verso una società socialista in cui il profitto sia abolito

Il Libro di Anuradha Ghandy che si sta presentando in questi giorni in varie città, affronta nel capitolo "L’ECO-FEMMINISMO" questo aspetto - ne riportiamo stralci

"...Femminismo ed ecologia sono la rivolta della natura contro il dominio umano. Esigono che ripensiamo alla relazione tra l’umanità e il resto della natura, inclusi i nostri sé naturali e incarnati.
Nell’eco-femminismo la natura è la categoria centrale dell’analisi... secondo Ynestra King le donne sono state in prima linea nelle lotte per proteggere la natura...
...le eco-femministe credono in un intervento attivo per fermare le pratiche distruttive. Dicono che la dicotomia natura-cultura deve essere dissolta e la nostra unicità con la natura messa in evidenza. Se non vivremo tutti più semplicemente, alcuni di noi non saranno in grado di vivere affatto...
...Prendendo esempi di lotte delle donne contro la distruzione ecologica di interessi industriali o militari per preservare le basi della vita, concludono che le donne saranno in prima linea nella lotta per preservare l’ecologia. Sostengono una prospettiva di sussistenza in cui le persone non devono produrre più di quanto necessario per soddisfare i bisogni umani, e le persone dovrebbero usare la natura solo quanto necessario, non per fare soldi ma per soddisfare i bisogni della comunità e impegnarsi nella produzione di sussistenza, perché solo una tale società può “permettersi di vivere in pace con la natura e sostenere la pace tra nazioni, generazioni e uomini e donne”...
Ma la base teorica a favore dell’agricoltura di sussistenza è in realtà reazionaria... rifiuta

pc 20 aprile - Dalla parte dei 'bambini' dell'Intifada, dei 'bambini' in lotta in India, e non delle 'grete' coccolate e propagandate dall'imperialismo


pc 20 aprile - Bambini che non interessano alle 'grete' propagandate dall'imperialismo

pc 20 aprile - Greta... I giovani come li vuole l'imperialismo e i governi dei padroni della terra

Greta

pc 20 aprile - Libia - L'imperialismo francese e l'imperialismo italiano cercano una intesa di spartizione... Ma sarà il campo militare a definirlo

Roma, 19 apr 17:57 - (Agenzia Nova) - Le nubi sui rapporti tra Italia e Francia si sono diradate. Questo il messaggio del ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, al termine dell’incontro avuto oggi alla Farnesina con l’omologo Enzo Moavero Milanesi. Un confronto definito “di qualità elevata”, nel quale ha avuto ampio spazio il dossier libico, ma anche un’occasione per parlare delle relazioni bilaterali. “Abbiamo vissuto un periodo un po’ difficile, ma oggi è stato superato. Del resto non abbiamo mai smesso di parlare e la convergenza su molti argomenti ne è una dimostrazione”, ha detto il capo del Quai d’Orsay. Le Drian ha anche rivolto un ringraziamento al governo italiano per i messaggi di “solidarietà ed empatia” trasmessi dopo il rogo che ha colpito in settimana la cattedrale di Notre-Dame a Parigi. “La cosa positiva – ha agha aggiunto riferendosi al rapporto con Moavero – è vedere che c’è fiducia tra noi. Ci incontriamo spesso, a Roma, a Parigi, a Bruxelles. Abbiamo un rapporto forte, stretto. Le nuvole si sono diradate”.  
(Gmr)

pc 20 aprile - Libia - L'imperialismo Usa con Trump fa sentire la sua voce - Tutte le potenze imperialiste, Italia in primis, saranno coinvolte nel buco nero Libia... come in Siria?

Libia: telefonata Trump-Haftar, “necessario raggiungere pace e stabilità”

Washington, 19 apr 16:12 - (Agenzia Nova) - Il presidente statunitense, Donald Trump, ha avuto un colloquio telefonico lo scorso lunedì, 15 aprile, con il comandante dell’autoproclamato esercito nazionale libico (Lna), Khalifa Haftar. Lo riferisce oggi la Casa bianca in una nota. Trump e Haftar hanno discusso degli “sforzi contro il terrorismo in corso e della necessità di raggiungere la pace e la stabilità in Libia”. Secondo la nota, Trump “ha riconosciuto il ruolo significativo di Haftar nella lotta al terrorismo e nella messa in sicurezza delle risorse petrolifere della Libia”. Inoltre, le parti hanno discusso di “una visione condivisa per una transizione della Libia verso un sistema politico stabile e democratico”. Secondo quanto evidenzia l’emittente satellitare “Al Arabiya”, si tratta del primo colloquio del presidente Usa con un esponente di spicco della Libia in seguito all’offensiva lanciata lo scorso 4 aprile da Haftar su Tripoli, capitale della Libia e sede del Governo di accordo nazionale (Gna) riconosciuto dalle Nazioni Unite.

pc 20 aprile - "I VOLERI DEL MINISTRO ELEVATI A LEGGE" - ANCHE I DEMOCRATICI BORGHESI DICONO CHE SALVINI E' FUORI LEGGE - VA FERMATO E CACCIATO

(L’intervista su Repubblica)

Parla il giurista De Siervo ex presidente della Corte costituzionale
"I voleri del ministro elevati a legge Così si mette in crisi lo Stato di diritto"
di Liana Milella


ROMA «Il ministro dell’Interno Matteo Salvini sta continuando a utilizzare alcuni modesti agganci della legislazione vigente per espandere, o addirittura creare, nuove prescrizioni. Alcune volte sicuramente incostituzionali».

Non le pare che le ultime mosse di Salvini violino lo Stato di diritto bypassando leggi o decreti?

«Basta la direttiva di due giorni fa sulla Mare Jonio in cui alla fine il ministro "dispone di vigilare affinché il comandante della nave" faccia ciò che lui reputa opportuno e poi affidi alle autorità militari e di polizia l’esecuzione del suo ordine, come se fosse diventata legge una sua semplice valutazione. Si dà alle autorità militari e di polizia il compito di eseguire la volontà del ministro, non quella del legislatore. Quindi si legittima l’uso dei poteri repressivi, nonché l’eventuale uso della violenza, per far eseguire i desiderata del ministro e non la legge in vigore».
È lecito chiudere i porti con le circolari a capitanerie e Marina?
«La legge non prevede nulla del genere. E un ministro non può inventarsi un potere che la

pc 20 aprile - Piacenza - solidarietà con i licenziati della GLS

La società SEAM, la fornitrice di servizi nell’hub piacentino della multinazionale della logistica li aveva licenziati perché “troppo conflittuali”, infatti i 33 iscritti ad USB avevano dato corpo ad un ciclo di lotte e scioperi tendenti ad ottenere condizioni di sicurezza sul posto di lavoro dopo che erano stati aggrediti in 3 da un “caporale”.
Si trattava solo dell’ultimo di una serie infinita di episodi di aggressione e violenze subite nel magazzino.
Quello che comincia a palesarsi è il fatto che questo pretestuoso licenziamento plurimo per motivi disciplinari ha fatto da apripista ad una dichiarazione di esubero per altri 54 lavoratori.
Vogliono intimidire i lavoratori e il loro sindacato per far passare misure di ristrutturazione che tagliano posti per aumentare profitti.
 da un comunicato USB

pc 20 aprile - Irlanda - Torna a incendiarsi Derry contro la polizia dell'imperialismo inglese


La rivolta è divampata in risposta a una perquisizione di alcune case che hanno visto piombare nel quartiere un gran numero di agenti di polizia.
I disordini precedono il fine settimana di Pasqua, dove i repubblicani celebrano l’anniversario della rivolta di Pasqua del 1916 che preparò la strada all’indipendenza dell’Irlanda dal Regno Unito tranne che nelle sei contee del nord (Ulster) rimaste sotto il dominio della corona britannica.
Una giornalista e autrice Lyra McKee, che stava seguendo gli  scontri che si stavano verificando nella zona di Creggan, è morta. Negli scontri sono volate bottiglie molotov contro i gipponi della polizia
Una giornalista locale presente sulla scena, Leona O’Neill, ha scritto su Twitter  che la donna è stata colpita ed è caduta accanto a una Land Rover della polizia, gli agenti l’hanno portata di corsa all’ospedale, dove la donna è morta.
news da contropiano - stralci

pc 20 aprile - Intimidazioni fasciste contro gli studenti in vista del 25 aprile a Milano


Giovedi poco prima dell’assemblea pubblica verso il 25 aprile, si sono presentati diversi agenti in borghese che hanno preteso e ottenuto i nominativi e i documenti degli studenti presenti. Hanno più volte ribadito di non avere una ragione specifica per compiere il gesto, ma di voler solo controllare la situazione.
Hanno detto di essere a conoscenza delle comunicazioni tra collettivi e hanno raccomandato di restare nella “legalità”. Hanno inoltre scattato foto allo striscione, al luogo e ai militanti.
Crediamo che questo sia un grave atto intimidatorio verso chi liberamente e legittimamente si organizza per rivendicare i propri diritti e la propria opinione politica. 
Non ci faremo intimorire e parteciperemo al 25 aprile per ribadire che l’antifascismo di classe resiste all’oppressione e al sistema imposto nelle scuole, nei quartieri, nella vita delle persone. 
Ai nostri posti ci troverete, ora e sempre RESISTENZA.

 Osa (Opposizione Studentesca d’Alternativa)

pc 20 aprile - L'inchiesta Siri mette in luce la cupola affaristico/mafiosa Salvini/Giorgetti che ha messo le mani sul governo

pc 20 aprile - Gilets gialli - oggi 23° atto - La repressione non spegne ma alimenta l'incendio


Et maintenant c’est la sainte alliance : les grands patrons (Pinault, Bouygues, Arnault…) et les grands groupes (L’Oréal, Total, Apple…) mettent la main au portefeuille pour reconstruire une toiture censée symboliser l’unité nationale. Les grands seigneurs financent une cathédrale pour cacher la misère… bienvenue au Moyen Âge !

le promesse di Macron
Autre grande surprise: Macron promet le RIC ! Oui, mais un tout petit RIC, seulement sur des « sujets locaux ». On pourra donc décider de la couleur de nos boîtes aux lettres, sans avoir un mot à dire sur la privatisation de La Poste. Le RIP sera quant à lui simplifié, mais s’il faut encore passer par les députés + le Conseil constitutionnel, ce sera toujours "Rest In Peace" pour nos droits à participer.
Macron propose aussi une baisse du nombre de parlementaires et une dose de proportionnelle aux législatives. Mais, quel que soit le mode d’élection, les députés viendront toujours des quartiers bourgeois et des partis « déjà morts » dont les Gilets jaunes ne veulent plus entendre parler. Dernière surprise : la création d’une Assemblée Citoyenne de 300 personnes tirées au sort (mais juste pour parler d’écologie). Problème: les Gilets jaunes ont déjà leurs assemblées locales, qui marchent très bien et où on parle de tout, selon un principe de base : « Fin du monde, fin du mois, même combat!»

pc 20 aprile - Borgomezzanone - contro i migranti solo sgomberi

Da Campagne in lotta :
'Non possiamo lasciare solo\a chi vive nei ghetti, continuiamo a lottare per una vera casa per tutte e tutti, unica soluzione reale per chi lavora in campagna'

ANCORA OPERAZIONI DI SGOMBERO A BORGO MEZZANONE
Nella giornata di ieri una nuova operazione di polizia ha portato all'abbattimento di altre 19 abitazioni sulla pista di Borgo Mezzanone. Le forze dell'ordine presenti hanno minacciato nuovi sgomberi ogni mese per eliminare completamente la pista. La soluzioni alternative prospettate continuano ad essere nuovi campi, con prefabbricati e simili, nella zona attorno San Severo. Queste soluzioni, completamente inefficienti per una reale soluzione del problema abitativo di chi lavora in campagna, sono tra l'altro ispirate ad un regime di controllo e disciplinamento di tipo carcerario. Nel totale silenzio si continua questa operazione di sgombero, effettuata a singhiozzo per evitare una rivolta sulla Pista. All'alba dell'inizio della stagione del pomodoro come ogni anno si prospettano sgomberi senza alternative, da rimandare sempre ad un futuro indefinito. Non possiamo lasciare solo\a chi vive nei ghetti, continuiamo a lottare per una vera casa per tutte e tutti, unica soluzione reale per chi lavora in campagna.

pc 20 aprile - PUGLIA, NASCE OSSERVATORIO REGIONALE SUI NEOFASCISMI

dalla Gazzetta del Mezzogiorno

Al fine di contrastare ogni manifestazione di apologia del fascismo, nonché di propaganda e di discriminazione razziale
La Giunta regionale pugliese ha approvato un protocollo d’intesa tra la Regione e il Coordinamento antifascista pugliese. Il protocollo prevede che, al fine di contrastare ogni manifestazione di apologia del fascismo, nonché di propaganda e di discriminazione razziale, è istituito presso la Presidenza della Regione Puglia l'Osservatorio regionale sui neofascismi. I componenti dell’Osservatorio, nominati con decreto del Presidente della Regione fra personalità dell’associazionismo, della cultura e della società civile di comprovate convinzioni antifasciste, durano in carica cinque anni, eleggono al loro interno un coordinatore e svolgono il loro incarico a titolo gratuito.
Il Coordinamento antifascista e le organizzazioni che lo compongono, si impegnano a contribuire al costante monitoraggio, su tutto il territorio regionale, degli episodi, delle iniziative, delle attività di singoli o di gruppi organizzati che rivelino ispirazione e caratteri fascisti, razzisti, xenofobi, fornendone adeguata documentazione all’Osservatorio che provvederà, con cadenza annuale, a renderne conto in un rapporto cui andrà assicurata la massima pubblicità. Nei casi di procedimenti penali intentati in Puglia a carico di quanti incorressero nei reati di apologia di fascismo, di istigazione all’odio razziale, di incitamento alla violenza e alla discriminazione per motivi di razza, di religione, di genere, di orientamento sessuale, nonché per ogni atto riconducibile alla ideologia fascista, la Regione valuterà se costituirsi parte civile. Il protocollo sarà sottoscritto nei prossimi giorni, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.

venerdì 19 aprile 2019

pc 19 aprile - Caporalato nelle aziende vitivinicole del Garda

si parla  di una organizzazione diretta a reclutare soggetti stranieri allo scopo di avviarli a svolgere lavori manuali agricoli presso aziende vitivinicole della zona del Garda, approfittando del loro stato di bisogno ed in condizioni di sfruttamento. La paga,  era di molto inferiore a quanto previsto dalla legge, così come l’orario di lavoro era di molto superiore a quanto concesso: anche fino a 10 ore al giorno con soli 30 minuti di pausa. I lavoratori impiegati, tutti provenienti dal Centro Accoglienza Temporaneo di via Pergola Nuova a Desenzano sono per lo più africani. 

pc 19 aprile - 50 anni fa 19 aprile 1968: a Valdagno contro Marzotto prima rivolta operaia..

Il 19 aprile 1968 è una data simbolo del Sessantotto operaio. Perché proprio in uno dei punti “presunti” più bassi della coscienza e dell’organizzazione operaia, la provincia veneta, a Valdagno, esplode la prima rivolta  operaia, contro i Marzotto e l’esasperante politica padronale repressiva che impediva di gestire una normale vertenza sindacale.
Già il mercoledì della settimana precedente era stato indetto uno sciopero solamente la sera prima. In quella mattinata gli operai avevano picchettato i gradini della fabbrica impedendo agli impiegati l’entrata anche con la violenza. Quando per lo sciopero del 19 aprile gli operai, alle 7 di mattina, si recarono davanti alla fabbrica per picchettare trovarono un’amara sorpresa, i carabinieri si erano posizionati sui gradoni. Immediatamente gli animi si scaldarono, in particolare quelli delle donne che reagirono con durezza, urlando e imprecando. A un certo punto un brigadiere dei CC tirò fuori e iniziò a picchiare con una catena legata con un lucchetto. Le donne presenti sui gradini vennero caricate e subito gli operai accorsero per difenderle.
 Partì anche una serie di uova contro le forze dell’ordine. Nei primi tafferugli furono feriti operai che chiesero delle garze alla fabbrica. I dirigenti, allo scopo di identificarli, risposero che si facessero medicare in  fabbrica. . Molti però furono anche i feriti tra i CC. Alle 9,15 arrivò la celere e cercò di disperdere la folla lanciando lacrimogeni e caricando violentemente. Gli operai si trovarono quindi imbottigliati tra la celere ed i carabinieri che scendevano dalle scalinate. Alle 10,30 la celere si ritirò in via Gaetano Marzotto e i carabinieri ritornarono sui gradini. La manifestazione continuò senza fatti particolarmente gravi fino alle 14 quando sulla porta della fabbrica spuntò il direttore amministrativo della Marzotto. La folla alla sua vista iniziò a premere sui cancelli riuscendo a sfondarli. Di nuovo fino alle 18 poco successe nella piazza ancora piena, ma l’arresto di due operai scatenò la reazione di massa. I dirigenti di CGIL, CISL e UIL, senza consultarsi con gli operai, concordarono con la polizia il rilascio dei due operai in cambio dello scioglimento della manifestazione. Ma all’annuncio gli operai si imbufalirono con chi tentava di spezzare le lotte decisi a non tirarsi indietro. La polizia immediatamente caricò e lanciò nuovi lacrimogeni, gli operai risposero con un fitto lancio di sassi e guadagnarono  lentamente terreno,  mentre partiva una serie di caroselli con le camionette. A questo punto alcuni manifestanti attrezzarono un’auto con un altoparlante e iniziarono a girare per la città invitando la gente a scendere in piazza in favore degli operai. In moltissimi risposero unendosi alla protesta. Tra questi molti furono gli studenti delle medie inferiori che infervorati dalla voglia di ribellarsi buttarono giù la statua di Marzotto padre e attaccarono direttamente tutti gli esercizi commerciali che i Marzotto avevano in città. Alle 22, 23 arrivarono i caschi blu da Padova e rastrellarono la città arrestando 200 operai e disperdendo le folle con bombe lacrimogene. (Ugo Maria Tassinari

pc 19 aprile - CIRCUMVESUVIA-NAPOLI - LA PROCURA RICONOSCE LA VIOLENZA SESSUALE - MA...- Da Tavolo 4

Siamo contente che ci sia questa svolta, dopo la vergognose conclusioni del Tribunale del Riesame di Napoli che aveva affermato che la ragazza aveva mentito, che non vi era stata alcuna violenza. 
Noi pensiamo che siano state importanti le mobilitazioni delle donne fatte a Napoli nelle settimane scorse, seguite alla denuncia e appello del Mfpr; senza di esse, l'ennesimo stupro, come succede per tanti altri, sarebbe stato dimenticato e "archiviato". 
Nello stesso tempo anche questa decisione della Procura non può soddisfarci: se non ci fosse stato il "morso", allora non vi era violenza sessuale? Se le donne reagiscono agli stupri "bloccandosi", allora non c'è stupro? E' sempre la donna che si trova sul banco degli inquisiti e che deve portare le "prove" secondo i presunti canoni di reazione della giustizia borghese.
Per questa (in)giustizia la stessa "vulnerabilità" di una donna invece di essere elemento aggravante, diventa elemento di "consenso".
E ancora una volta le donne rischiano di essere violentate due volte.

ORA, OCCORRE CONTINUARE LA MOBILITAZIONE A NAPOLI E LA SOLIDARIETA' NAZIONALE. GLI STUPRATORI DEVONO ESSERE CONDANNATI!
MFPR

NAPOLI: La Procura ricorre in Cassazione contro la scarcerazione dei ventenni accusati

Circumvesuviana: “Ci fu violenza sessuale. La ragazza reagì mordendo uno dei tre"
di Vincenzo Iurillo | 17 Aprile 2019

"Ci fu violenza sessuale. E i tre presunti stupratori della 24enne di Portici nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano devono tornare in carcere. Lo sostiene la Procura di Napoli nel ricorso in Cassazione. Il ricorso contesta le conclusioni del tribunale del Riesame di Napoli, secondo cui le dichiarazioni della ragazza sono state considerate non attendibili...
La Procura valuta diversamente dal Riesame i video del sistema di videosorveglianza della stazione della Circumvesuviana.Per i pm si vedrebbe uno degli indagati tenere stretta la spalla della ragazza e spingerla nell'ascensore. Non erano segnali di affetto e consensualità, ma di coercizione. Per sottometterla. E usare poi violenza nei suoi confronti".

pc 19 aprile - IL CINEMA CURDO SOTTO ATTACCO DA PARTE DEL GOVERNO TURCO

E' avvenuto lo stesso negli anni della grande lotta e guerra di popolo guidata dalla linea e idee di Ibrahim Kaypakkaya - TKP ml - e dall'opera di Yilmaz Guney.

proletari comunisti/PCmItalia

Il 13 febbraio, a Batman, in Turchia, il regista Veysi Altay è stato condannato a due anni e mezzo di reclusione per “propaganda terroristica”. In realtà il tribunale turco ha messo sotto accusa il suo film “Nû Jîn”, che racconta la storie delle guerrigliere nella città di Kobane.

Il tribunale ha condannato alla stessa pena anche l’organizzatore delle proiezioni del film nella città di Batman.

Si tratta dell’ennesimo caso di repressione nei confronti di registe e registi curdi in Turchia, ogni giorno sottoposti a minacce, ritorsioni, divieti di uscire dal paese, detenzioni arbitrarie.

Nell’ottobre 2018 un altro regista era stato colpito da una misura simile: Sehir Giyasettin, condannato con l’accusa di presunte “attività terroristiche”. Nella città di Batman anche i registi

pc 19 aprile - DALLA 'RETE AMBIENTALISTA": Ilva. Slai Cobas contro i silenzi del “Piano Taranto”

RETE AMBIENTALISTA - Movimenti di Lotta per la Salute, l’Ambiente, la Pace e la Nonviolenza




Ilva. Slai Cobas contro i silenzi del “Piano Taranto”.


Fermare le fonti inquinanti e bonificare. Invece 2600 operai, che dovevano essere impegnati nelle bonifiche, sono stati espulsi da Arcelor Mittal. Dobbiamo ricostruire un sindacato di classe. Le mamme, i genitori dei bambini morti devono capire che senza gli operai non si va da nessuna parte. Clicca qui il dettagliato intervento di Slai Cobas.

pc 19 aprile - A Taranto bisogna lottare contro padroni, governo e capitale non contro fabbrica e operai - dal blog tarantocontro

Le ragioni giuste e la risposta sbagliata della manifestazione del 4 maggio

Lo Slai cobas per il sindacato di classe condivide la denuncia e l’azione di tutti i settori della popolazione e delle associazioni che denunciamo con forza l’inganno elettorale del M5S e combattono le posizioni di Istituzioni ed Enti di controllo che ridimensionano l’emergenza ambientale e sanitaria della città, rifiutando di fare ciò che è in loro potere per mettere un freno alle fonti inquinanti, anche quelle che meritano un intervento d’emergenza come le collinette, tuttora sotto sequestro della Magistratura, per cui la "scelta facile" è stata la chiusura delle scuole, invece che ordinanze sindacali per rimuovere le collinette, con le giuste proteste createsi su questo.
La manifestazione del 4 maggio che pone l’accento nazionale e locale su tutto questo è un’altra delle tappe dello scontro in atto.

Detto questo noi non condividiamo il tipo di manifestazione che si vuole fare. Per noi i nemici sono ArcelorMittal e il governo, così come la posizione complice con AM e il governo dei sindacati sostenitori dell’accordo del 6 settembre 2018.

Ogni manifestazione fatta contro queste controparti è dallo Slai cobas sc condivisa.

Invece il taglio della manifestazione del 4 maggio che punta alla chiusura dell’Ilva/AM, e che oggettivamente si contrappone agli operai, è sbagliata.

Nocivo è il capitale e non la fabbrica. Gli operai sono e restano l’avanguardia potenziale della lotta contro padroni, governo e sistema del capitale. Senza la trasformazione della classe operaia, da

pc 19 aprile - Perù ..la morte di Garcia mostra la lunga catena di criminali corrotti che ha governato il Perù solo la guerra popolare guidata dal PCP ha cercato di spazzarla/ solo la guerra popolare la spazzerà!

Tutta la classe dominante, capitalismo burocratico, latifondismo, imperialismo, tutti i loro partiti si stringono intorno al morto.. il timore è la riorganizzazione e ripresa della guerra di popolo di lunga durata, che cova sottole ceneri della lotta sociale di massa che comunque attraversa il paese
Ne parleremo il 19 giugno - giornata dedicata al ricordo del massacro dei prigionieri politici e di guerra in Perù e in solidarietà con i prigionieri politici e rivoluzionari nelle carce dell'imperialismo e dei loro regimi asserviti in tutto il mondo- Italia compresa

proletari comunisti/PCm Italia 

Perù: tre giorni di lutto nazionale per la morte dell'ex presidente Alan Garcia

Lima, 18 apr 07:23 - (Agenzia Nova) - Il governo peruviano ha disposto tre giorni di lutto nazionale per la scomparsa di Alan Garcia, l'ex presidente morto suicida mercoledì poco prima di essere arrestato per un presunte rato di corruzione. Fino a venerdì 19 aprile, le bandiere del Perù saranno issate a mezz'asta su tutti i principali uffici pubblici del paese, si legga in un decreto firmato dal presidente Martin Vizcarra, dal presidente del Consiglio Salvador del Solar, dal ministro degli Esteri Nestor Popolizio e dal ministro della Giustizia, Vicente Zeballos. Le onoranze funebri per Garcia, recita ancora il decreto pubblicato sulla gazzetta ufficiale "El Peruano", dovrebbero essere le stesse che si concedono a un presidente della Repubblica in esercizio. Una "offerta che la famiglia ha però respinto", segnala l'ex segretario particolare di Garcia, Ricardo Pinedo. I resti dell'ex presidente, riporta il quotidiano "El Comercio" riposano al momento nella sede del partito Aprista, al formazione di cui faceva parte, e la cerimonia funebre dovrebbe tenersi in forma privata.

Garcia è morto nella giornata di mercoledì 17 aprile, dopo essersi inflitto un colpo di pistola alla testa. Una decisione presa poco dopo aver accolto in casa funzionari della polizia che stavano

giovedì 18 aprile 2019

pc 18 aprile - La violenza dello Stato ci riguarda tutti! No al 41 bis per Nadia Lioce, fuori tutte le compagne dalla tomba del carcere aquilano!

Da Osservatorio repressione
Da ormai più di una settimana Silvia, Agnese e Anna, sono state trasferite dalla sezione AS2 (Alta Sicurezza) del carcere di Rebibbia a quella dell’Aquila. Un carcere, quello del capoluogo abruzzese, in cui la quasi totalità della popolazione carceraria è sottoposta al 41 bis. Un regime di carcere duro che prevede l’isolamento 23 ore al giorno, la riduzione delle ore d’aria, l’impossibilità di cucinare in cella, dove l’ingresso della luce è limitato dalla presenza di pannelli opachi di plexiglass, dove c’è una sola ora di colloquio con i familiari che per di più avviene attraverso vetri divisori senza la possibilità di alcun contatto. Non si ha inoltre la possibilità di tenere più di quattro libri in cella, la corrispondenza è sempre sottoposta a censura, è impossibile partecipare ai processi se non attraverso la videoconferenza. Nelle carceri dove è presente il 41 bis, l’ombra di questo regime si estende ben al di là di queste sezioni andando a modificare le condizioni di detenzione del resto dei prigionieri.
Silvia, Agnese e Anna si trovano quindi in celle singole, con i blindi chiusi, nello spazio che era la vecchia sezione 41bis femminile. La loro giornata è scandita da una sveglia alle 7 con l’apertura dello spioncino, alle 8 le guardie passano a battere le sbarre delle finestre per testarne la resistenza, hanno due ore d’aria al mattino e due al pomeriggio. Ogni spostamento da fuori a dentro la cella è cadenzato da un controllo con il metal detector, vengono scansionate in media 12 volte al dì, inoltre ogni giorno subiscono una perquisizione generale personale. Hanno una sola ora di socialità in una stanzetta angusta. Le loro celle sono attrezzate con televisione e bagno, ma non hanno un armadio per riporre vestiti, cibo, libri e oggetti. Hanno in dotazione un armadietto fuori dalla cella in cui possono riporre al massimo 7 capi di ogni tipo di vestiario, quando rimuovono o posano qualcosa viene controllato e ricontato ciò che rimane. In cella possono tenere solo tre libri. Le loro radio sono state piombate, nella televisioni presenti nelle celle è stata oscurato l’orario dal monitor della tv. E’ praticamente impossibile avere cognizione di che ora sia. Le secondine che le sorvegliano sono del corpo dei Gom, donne abbruttite dell’organo speciale di picchiatori della penitenziaria. Le compagne in poco più di una settimana hanno preso nove richiami disciplinari. Una di loro ha appoggiato un piede sul muro della saletta della socialità, un’altra è uscita all’aria con una penna.
Il carcere ha disposto sin da subito il blocco della posta per tutte e tre in entrata e in uscita. Ad oggi rimane in vigore solo per Silvia, dal giorno del loro trasferimento, sabato 6 aprile, si è vista recidere quel filo – già fino per colpa della censura – di comunicazioni fatto di lettere, telegrammi e pieghi libri con fuori. Legame che è fondamentale per infrangere l’isolamento a cui il carcere costringe, ancor più in una sezione di AS2 in cui ci sono quattro prigioniere.

pc 18 aprile - Libia - la guerra dei signori della guerra per conto delle diverse potenze imperialiste porta tutti al confronto militare per petrolio, profitti, immigrazione



Via le truppe imperialiste italiane dalla Libia 

via tutte le truppe imperialiste dal mediterraneo
accoglienza, permesso di soggiorno, diritto di asilo a tutti
i migranti provenienti dallo scenario libico e mediterraneo
Libia, il governo di Tripoli rompe le relazioni con la Francia: "Sostiene Haftar"




pc 18 aprile - Siri, uomo di Salvini dentro la corruzione affaristico mafiosa il cui garante massimo è Salvini stesso

Il sottosegretario leghista Armando Siri è indagato per corruzione dalla Procura di Roma nell’ambito di un’inchiesta antimafia nata a Palermo. I pm ipotizzano una mazzetta da 30mila euro per agevolare con norme ad hoc le aziende considerate vicine all’imprenditore trapanese dell’eolico Vito Nicastri. Tra i 9 indagati anche Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia. Proprio lui sarebbe stato il ponte tra Nicastri e Siri

pc 18 aprile - Brasile - Il fascista Bolsonaro tappa dopo tappa verso la dittatura militare - Solo il fronte antifascista popolare e la guerra di popolo lo fermerà!

Brasile: Bolsonaro annuncia impegno per istituzione di un collegio militare in ogni stato del paese. 
Brasilia, 18 apr 20:02 - (Agenzia Nova)

pc 18 aprile - Le promesse del governo ingannapopolo sul RDC. I cittadini scoprono di essere stati presi per il c...!


Sulla pagina Inps per la famiglia il brutto risveglio di chi ha preso il reddito di cittadinanza

Dal 16 aprile l’INPS ha cominciato a comunicare tramite sms o mail agli aventi diritto se la richiesta per il reddito di cittadinanza è stata accolta e quanto è l’importo complessivo del sussidio. E qui in molti si sono accorti di quello che i giornalisti (quei cattivoni!) hanno fatto notare tempo fa: le somme

pc 18 aprile - "E' TUTTA COLPA DEL '68" - Ma la mala erba papale non muore mai?

Pubblichiamo qualche stralcio di un articolo di Tiziano Tussi apparso su www.resistenze.org sulle uscite di qualche settimana fa dell'ex papa Ratzinger. E per la filosofia reazionaria generale dello stesso, in particolare contro le donne, rimandiamo all'opuscolo del Mfpr "Ratzinger: il ritorno dell'infamia originaria". 

Se non fosse che il clima in atto da moderno fascismo risveglia tutte le peggiori posizioni e concezioni, e odio verso qualsiasi avvenimento, periodo, persone che siano anche solo di sinistra, non parliamo comuniste..., sarebbe da fare una sonora risata. 
Ma chiaramente non è il pensiero solo di un vecchio papa ultrareazionario, ma il tentativo di una parte rilevante della Chiesa e della politica borghese più di destra di mettere un  grande coperchio allo scandalo (?) della pedofilia che via via investe tanti e tutte le gerarchie, e cogliere l'occasione per demonizzare, cancellare il '68 di cui sono ancora vivi e vegeti i suoi echi.

Per questo, Ratzinger arriva a rovesciare la realtà, a dire che il rosso era il nero, che la voglia di libertà, la spinta rivoluzionaria alla trasformazione radicale di una società oppressiva, repressiva, sfruttatrice era il male, che la grande stagione di civiltà, umanità, di possibilità di nuovi rapporti, di un mondo nuovo era la stagione della barbarie. ecc. 
Evidentemente il '68 fa ancora paura... E' questo è un bene! E' bene perchè occorre oggi più che mai una nuova stagione che rinnovi le grandi lezioni del 68/69 e su queste lezioni, sul loro bilancio, porti questa volta realmente a dare l'assalto al cielo, a rovesciare un sistema borghese sempre più marcio, che, come Ratzinger, se non muore, benchè in crisi è sempre lì.
Il '68 anche per i preti che vollero capire, farsi coinvolgere da quel vento fresco, fu veramente una stagione unica. Allora ci furono i preti operai che lasciavano le loro comode

pc 18 aprile - Colonnello dei carabinieri e appuntato arrestati a Castelvetrano, “talpe” del boss della mafia Messina Denaro, ma Salvini, che dice di volere sconfiggere la mafia, non vuole presentare la sua lista elettorale a Castelvetrano!

Il colonnello in servizio alla Direzione investigativa antimafia, arrestato, Marco Zappalà 

Salvini adotta costantemente la strategia della “distrazione di massa” impegnandosi quasi esclusivamente sui migranti negli infiniti comizi in piazza o nelle tv!
In questa occasione, pur di non partecipare alle manifestazioni del 25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo, si inventa la “guerra senza quartiere a mafia, camorra e ‘ndrangheta” da fare nello stesso giorno in Sicilia, a Corleone.

Questo moderno fascista, responsabile della morte di tanti migranti, sotto accusa per aver rubato

pc 18 aprile - Blutec verso il fallimento? Depositate tre istanze al Tribunale di Pescara... e per gli operai tutti i tempi si allungano

(ANSA) – TORINO, 17 APR – Tre istanze di fallimento sono state depositate al Tribunale di Pescara, città in la Blutec di Roberto Ginatta ha la sua sede legale. Lo si apprende da fonti investigative.
Si tratta di un’istanza della procura cittadina e di due depositate da alcuni fornitori. Nel caso in cui dovesse essere dichiarato il fallimento dell’azienda, la procura abruzzese potrebbe avviare un’inchiesta per bancarotta fraudolenta. A quel punto la competenza territoriale dell’inchiesta sul presidente Ginatta e l’amministratore delegato Cosimo di Cursi, transitata da Termini Imerese a Torino, potrebbe cambiare nuovamente. I due manager sono accusati di malversazione. (ANSA)

Come si vede si allungano i tempi per una possibile ripresa produttiva dell’azienda che al massimo continuerà ad essere commissariata in attesa di tutte le procedure burocratiche!
Che il commissario rimanga l’attuale o che ne venga nominato un altro, comunque deve presentare entro sei mesi un nuovo piano industriale credibile e questo sembra al momento attuale piuttosto improbabile.
È per questo che la battaglia che gli operai di tutto il gruppo devono intraprendere, compresi gli operai di Termini Imerese, per il rientro alla ex Fiat, ora FCA, acquista ancora più significato!

pc 18 aprile - A proposito elezioni RSU Arcelor/Mittal Taranto - dal blog tarantocontro

Le elezioni RSU all’ArcelorMittal Taranto hanno ratificato una situazione di fatto che l’accordo del 6 settembre ha realizzato.
Sono avanzati i sindacati collaborazionisti, tra gli impiegati principalmente la Fim che aveva provocato, su ispirazione dei quadri e degli impiegati innanzitutto, le elezioni Rsu, che sicuramente la Uilm non voleva – e lo ha detto chiaramente, mentre ambigua era la posizione di Fiom e Usb, dove la Fiom era obiettivamente favorevole perché a livello nazionale tramite Genova il rapporto Fiom/ArcelorMittal è molto stretto, e a Taranto la Fiom era diventato nelle precedenti elezioni il 4° sindacato e in qualche misura aveva necessità di ca,biare questa situazione.
L’Usb risentiva del fatto che in cassintegrazione sono finiti una buona parte dei suoi e, quindi, evidentemente, le elezioni Rsu non l’avrebbero premiata.
Alla fine il risultato effettivo ha in una qualche misura premiato tutti. Di qui le scene di entusiasmo dopo il voto postate su facebook, come pure i comunicati tronfi e arroganti.
La Fim grida vittoria, ma i suoi voti vengono soprattutto dai quadri e dagli impiegati; questo predispone sempre di più questo sindacato ad essere parte dell’apparato aziendale, e a Taranto, dove

pc 18 aprile - Tunisia - lotta operaia e cariche poliziesche

Les habitants de la région de Sidi Bouali à Sousse ont observé une grève générale hier mardi en signe de solidarité avec les ouvriers de l’usine laitière "Elbene industries" dont l’activité est gelée depuis cinq mois. Des manifestants ont même bloqué la route nationale numéro 1 et ont brûlé des pneus. Par ailleurs, des commerçants ont fermé leurs boutiques alors que les ouvriers des autres usines de la région ont participé aux actions protestataires.
Les manifestations se sont poursuivies ce mercredi et elles ont donné lieu à des affrontements sur la route nationale avec les forces de l’ordre. Celles-ci ont fait usage de gaz lacrymogènes.

Les ouvriers d’Elbene industries sur la route nationale


 Les ouvriers d'Elbene industries sur la route nationale

pc 18 aprile - Manifestazione a New York per la Libertà per Saibaba

Imagem divulgada na página Free Saibaba Coalition - US 

pc 18 aprile - Perù - il massacratore/genocida/corrotto e vendipatria, servo dell'imperialismo, Alan Garcia, è morto

PERÚ: ¡El genocida Alan García ha muerto!
Resultado de imagen de Alan García Marquez

correovermello-noticias
Lima, 17.04.19
El genocida y vendepatria Alan García Perez se ha quitado la vida, hoy a primera hora cuando una misión judicial procedía a su arresto, en su vivienda en Miraflores, por los múltiples casos de corrupción en los que estaba sindicado.
Según relato de la prensa capitalina, se habría disparado con un revolver, en su dormitorio luego de afirmar que esperaran que se cambiara la ropa.
García fue el máximo responsable de crimenes de lesa humanidad, como los cometidos en los penales de El Frontón, Lurigancho y Santa Barbara, cuando el 18 de junio de 1986, autorizo un asalto genocida de militares y policías, como respuesta a las justas 26 demandas, de los presos políticos y prisioneros de guerra del Partido Comunista del Perú. Fueron asesinados mas de 300 prisioneros, hombres y mujeres, como la sub-directora de El Diario, Jovanka Pardave, entre otros numerosos miembros del PCP.
Así mismo instauro los estados de emergencia en Ayacucho y otras provincias permitiendo a los "sinchis" cometer todo tipo de brutales crímenes contra el pueblo, en su fallido intento de aplastar la Guerra Popular iniciada de 17 de mayo de 1980.
Ese criminal sangriento, era, como representante del viejo Estado, un corrupto y un vendepatria que se presentaba con una mascara "progresista" pero realmente era un lacayo del FMI y de los imperialistas yankees.
Su cobarde muerte no sera llorada por las masas populares, mas bien solo lamentaran, que no lo condenara a muerte, por sus crímenes, un tribunal popular del futuro nuevo Estado revolucionario.

 El genocida Alan García murió tras dispararse para evitar su detención

El cobarde vendepatria expresidente Alan García Pérez dejó de existir este miércoles, tras atentar contra su vida para evitar su detención preliminar en su contra.  
Murió este miércoles durante la mañana, tras dispararse en la cabeza, cuando agentes de la Policía ingresaron a su domicilio en Miraflores para detenerlo de forma preliminar.
 
Alan García Pérez utilizó una arma de fuego para atentar contra su vida. Según reveló el ministro del Interior, Carlos Morán, el expresidente le dijo a los policías que llamaría a su abogado desde su habitación y a los segundos se escuchó un disparo.
Los miserables medios reaccionarios intentan hacer notar esta noticia como un hecho lamentable y trágico, por otro lado intentan hacer creer a la población de que hay justicia en el Perú, pero lo cierto es que la manera en como se abordan estos hechos solo sirven a su misión de reestructurar el viejo estado, de una u otra forma.

pc 18 aprile - Conferenza a Parigi sulle guerre popolari in India e Filippine

Vendredi 19 avril - de 18h à 21h

La guerre populaire en Inde et aux Philippines.
Avec Christophe Kistler et Adolfo Naya.

Lieu : 105 bd Raspail (Métro 4 - Saint-Placide) 

pc 18 aprile - Grecia - Il governo Tsipras/Syriza si candida ad essere il principale bastione NATO/USA nell'area

Si svolge la più grande esercitazione navale NATO nel Mar Nero, la Sea Shield-2019 con la partecipazione di Stati Uniti, Bulgaria, Grecia, Canada, Romania, Paesi Bassi, Turchia, Ucraina e Georgia... l'operazione è stata preceduta dall'impegno dei paesi della NATO di approvare una "vagonata" di misure a sostegno dell'Ucraina e della Georgia.Questi atti della NATO seguono la provocazione che le forze navali del governo reazionario ucraino hanno tentato nella regione, nello specifico nello Stretto di Kerch.
SYRIZA nella pratica, anche in questo tema segue e va oltre  la linea tracciata dalla ND, Nuova Democrazia, e da tutti i partiti borghesi che hanno governato il paese coinvolgendolo nelle operazioni della NATO e negli antagonismi inter-imperialisti che mettono in pericolo i popoli.

pc 18 aprile - L'imperialismo verde delle Greta sulla pelle dei Nain - Scegliere da che parte stare

pc 18 aprile - Imperialismo 'Esci da quel corpo!'




mercoledì 17 aprile 2019

pc 17 aprile - "STRONZO TRADIZIONALE..." - IL FOGLIO DEL MFPR DATO A VERONA


Per ricevere il foglio completo in PDF scrivere a: mfpr.naz@gmail.com

pc 17 aprile - USCITO IL BOLLETTINO CHE RACCOGLIE GLI INTERVENTI AL CONVEGNO A TARANTO DEL 13 MARZO DELLA RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA E LA SALUTE SUI POSTI DI LAVORO E TERRITORI - per richiederlo: bastamortesullavoro@gmail.com


pc 17 aprile - Presentate le liste fogna di Salvini per le europee

Candidati fascisti, razzisti ma anche corrotti, malavitosi, vecchi politicanti raccattati ovunque

C’è Anna Cinzia Bonfrisco, storica senatrice berlusconiana indagata per corruzione e associazione a delinquere. ..tra i nomi ci sono tanti amministratori locali e poi militanti di lungo corso  Obiettivo, neanche troppo velato, è di “portare almeno 25 europarlamentari a Strasburgo“, come fanno sapere fonti Lega. Ovvero occupare almeno un terzo dei posti che saranno a disposizione dell’Italia nell’europarlamento.Tra i candidati ci sono gli eurodeputati uscenti Danilo Oscar Lancini, ex sindaco di Adro in provincia di Brescia, e Angelo Ciocca. Poi ancora, il professore euroscettico Antonio Maria Rinaldi e Francesca Donato, presidente dell’associazione Eurexit, che

pc 17 aprile - Libia - Haftar scatena l'attacco finale? Arriva il tempo dell'intervento imperialista italiano nella fogna libica, che esso stesso, insieme agli altri imperialismi, ha creato

Libia, Haftar bombarda zona residenziale: 5 civili morti. Al Sarraj: ‘È un criminale di guerra’. Al Jazeera: ‘Pronto attacco finale’

Libia, Haftar bombarda zona residenziale: 5 civili morti. Al Sarraj: ‘È un criminale di guerra’. Al Jazeera: ‘Pronto attacco finale’




Cinque soldati e almeno altrettanti civili sono morti durante i raid aerei alle porte di Tripoli ordinati dal generale Khalifa Haftar. Il capo dell’autoproclamato Esercito nazionale libico ha parlato di una “battaglia decisiva” e ha ordinato per oggi l’attacco finale alla capitale della Libia. I militari sono morti per il bombardamento dell’area di Wadi Rabie, circa 35 chilometri a est di Tripoli. Mentre il decesso dei civili è stato causato dal raid con missili Grad – che hanno una gittata minima di 30

pc 17 aprile - Brasile - per il fascista Bolsonaro, l'esercito genocida "non ha ucciso nessuno" - da A Nova Democracia

Bolsonaro difende l'Esercito assassino dopo cinque giorni di silenzio
In questo venerdì 12 aprile, dopo cinque giorni di silenzio sul vile assassinio del musicista Evaldo dos Santos Rosa da parte di soldati dell'esercito genocida a Rio de Janeiro, il capo del governo turno Jair Bolsonaro ha parlato per la prima volta, tale è l'impatto che il crimine efferato ha creato in tutto il paese e all'estero.
Bolsonaro ha detto che gli 80 colpi sparati contro la macchina con cui Evaldo stava viaggiando con la sua famiglia per andare a preparare la festa per il nascituro erano "un incidente". E andò oltre: "L'esercito non ha ucciso nessuno, no. L'esercito appartiene al popolo e non si può accusare il popolo di essere un assassino, no. C'è stato un incidente, una morte. "
Queste parole furono pronunciate dal fascista durante l'inaugurazione dell'aeroporto di Macapá, ad

pc 17 aprile - Torino 17 aprile 1975: TONINO MICCICHE'. Operaio comunista e avanguardia delle lotte proletarie

Il 17 aprile di 44 anni fa Tonino Miccichè, operaio Fiat, militante di Lotta Continua e fra gli animatori delle occupazioni delle case popolari nel quartiere della Falchera a Torino, veniva ucciso da una guardia giurata iscritta al sindacato fascista CISNAL (oggi UGL). 
Lo stesso giorno veniva ucciso a Milano Giannino Zibecchi, insegnante e membro del Comitato Antifascista, schiacciato da una camionetta della polizia durante gli scontri seguiti alla manifestazione indetta per protestare contro l'uccisione, il 16 aprile, di Claudio Varalli da parte di un membro del gruppo neofascista Avanguardia Nazionale.
17 aprile 1975. Per non dimenticare Tonino Miccichè.
Il 17 aprile [1975] sera la guardia giurata Paolo Fiocco, assegnatario alla Falchera (Torino), ha freddato con un colpo di pistola Tonino Miccichè, esponente del Comitato casa di Lotta Continua, mentre con alcune decine di occupanti del quartiere cercava di far sgombrare un box che il Fiocco voleva tenere in più per se stesso. Il Fiocco aveva da tempo sotto mira Miccichè e non aspettava che il momento giusto per liquidarlo. L’assassinio di Miccichè è la liquidazione di un elemento proletario combattivo e conseguente che dava fastidio alla parassitaria proprietà edilizia (palazzinari) e al corpo dei “cittadini dell’ordine” di cui l’assassino era guardia giurata. L’uccisione non può essere considerata il frutto di un banale ma tragico litigio personale; è invece il risultato di una premeditazione politica della quale l’infame Fiocco è stato solamente la mano.
 Non deve sfuggire la gravità dell’assassinio; essa testimonia che i nemici della classe operaia e del proletariato sono pronti a qualunque misfatto. Ed è stupido e inconseguente dire che è solamente un “assassinio fascista” come se i cosiddetti democratici putrefatti non fossero capaci di fare di peggio (vedi la Repubblica autoritaria attuale del manganello).
 Tonino Miccichè aveva 23 anni, era stato operaio alla FIAT da cui era stato licenziato per rappresaglia dopo essere stato arrestato alcuni anni fa per aver partecipato a una manifestazione/dimostrazione contro la sede del MSI torinese. Tributiamo sentitamente l’onore comunista che si merita, a questo coraggioso combattente stroncato da una vile mano assassina e e ricordiamo a tutto il proletariato e alle sue avanguardie che i propri morti si vendicano! E se non è oggi sarà domani!
Un estremo saluto a pugno chiuso a Tonino; nulla deve rimanere impunito!