sabato 19 settembre 2026

pc 19 settembre - Libertà per Hannoun e per tutti i prigionieri politici palestinesi da Genova a Roma a Melfi

Un momento del presidio davanti al palazzo di Giustizia di Genova, dove si è tenuto il riesame per gli arresti di Mohammad Hannoun e altri palestinesi  
I pm chiudono le indagini su Hannoun. Gli avvocati: «Stupisce la tempistica»

Stralciate le posizioni di 19 indagati. 
Gli inquirenti vogliono il rinvio a giudizio entro la fine dell'anno

pc 19 settembre - Sulla situazione all'ex Ilva/appalto, la mobilitazione del 14/9 - Nuovo comando Nato a Taranto - Intervista di Radio Blackout Torino

Intervista di Radio Blackout del 15 settembre a Slai cobas sc 

introduzione 

Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ernesto dello Slai Cobas Taranto sulle 2.500 lettere di licenziamento collettivo per lavoratori dell’indotto ex Ilva di Taranto.

La vicenda del tentato licenziamento di 2.500 operai dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto rappresenta un capitolo cruciale dello scontro in atto tra il capitale industriale e la forza lavoro.

A inizio settembre, le aziende dell’indotto (rappresentate da Aigi) hanno avviato la procedura di licenziamento collettivo per 2.500 operai. Questo atto è stato denunciato dal sindacalismo di base come il braccio di ferro dei privati sulla pelle dei lavoratori, finalizzato a scaricare sui subordinati i costi della crisi strutturale dello stabilimento. Di fronte allo spettro di una gravissima “bomba sociale” e alla minaccia di una mobilitazione di massa nel territorio tarantino, l’associazione padronale ha dovuto fare momentaneamente marcia indietro, decretando la sospensione temporanea delle procedure di licenziamento. Il congelamento degli esuberi viene interpretato come una tregua armata dettata dalla paura del conflitto operaio e della destabilizzazione istituzionale. La vertenza rimane aperta come uno dei principali terreni di lotta di classe sul territorio nazionale, dove la difesa del posto di lavoro si scontra direttamente con le logiche del profitto privato e dell’indifferenza statale. 

A questo si vanno ad aggiungere le gravi dichiarazioni dell’ammiraglio NATO Cavo Dragone che conferma la creazione a Taranto del comando Nato del sud ed il ruolo strategico della città nei piani di guerra.

pc 19 settembre - Il Vertice Brics - L'INDIA E L'ARTE DI STARE NEL MEZZO - Un commento - Di India, del governo Modi, della faccia che quasi nessuno denuncia, parleremo molto nella prossima settimana

di Lorenzo Di Muro

Il vertice Brics tenutosi nella capitale indiana ha dato al governo di Narendra Modi i frutti sperati.

Primo, evitare la progressiva trasfigurazione del forum – segnato da sostanziali faglie geopolitiche tra paesi membri – in un megafono anti-occidentale o anti-Usa. Secondo, proiettare l’immagine di un’India voce del “Sud Globale” e al contempo ponte con gli occidentali, alimentando la retorica del “mondo come una famiglia” (Vasudhaiva Kutumbakam) con Delhi quale suo guru. Terzo, “democratizzare” ovvero riformare – non rivoluzionare – l’ordine mondiale dominato dal Primo Mondo.

Delhi lo ha messo in chiaro in tutte le salse: l’India non è un paese occidentale, ma nemmeno anti-occidentale come, con gradazioni diverse, Cina e Russia. Certo è stato diramato un (corposo) comunicato congiunto e gli indiani sono riusciti a far sedere allo stesso tavolo i leader di Iran, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Ma non sono andati oltre le “profonde preoccupazioni” per la guerra in

pc 19 settembre - Corrispondenza dall'Ungheria - Parte il processo d'appello contro Maja e gli altri antifascisti processati

 

pc 19 settembre - Iniziative in diverse città italiane - manifesti/dossier/materiali provenienti dall'India - info/contatti/adesioni: csgpindia@gmail.com

pc 19 settembre - Il massacro deliberato dei bambini palestinesi

pc 19 settembre - CPR - Sbatti il medico in prima pagina

Giansandro Merli | ilmanifesto.it

17/09/2026

Inchieste giornalistiche, studi accademici e più recentemente anche procedimenti giudiziari hanno documentato nei dettagli cosa accade dietro i muri dei Cpr, veri buchi neri della democrazia. Fiumi di psicofarmaci somministrati per sedare le persone invece di curarle, mancanza di assistenza medica e visite specialistiche, ritardi negli interventi di primo soccorso, degrado igienico-sanitario. E dunque lamette e pile ingerite, suicidi tentati o portati a termine, deliri psicotici e sviluppo di dipendenze che permangono anche dopo la fine della detenzione. È questo che migliaia di persone vivono ogni anno nel Cpr romano di Ponte Galeria o in quello milanese di via Corelli, in corso Brunelleschi a Torino o a Macomer, Pian del Lago, Gradisca d'Isonzo, Bari. L'incompatibilità tra diritto alla salute e Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) è un dato di fatto.

Lo hanno sperimentato sulla propria pelle, tra gli altri, Moussa Balde e Ousmane Sylla. Il primo era arrivato in Italia nel 2017. Quattro anni dopo ha subito un'aggressione razzista a Ventimiglia: calci, pugni e bastonate. Invece di ricevere cure, nonostante una prognosi di dieci giorni, è stato rinchiuso nel

venerdì 18 settembre 2026

pc 18 settembre - Fuori Vannacci da Torino - L'ora della protesta antifascista/anti Stato di polizia/anti governo Meloni

 

Torino non certo è la città dove certi personaggi possono fare le loro passerelle indisturbati. 

Torino è partigiana e antifascista, Torino sa da che parte stare e lo ha dimostrato: con la Palestina, contro il riarmo e per una città solidale. Se i sindacati di polizia non hanno altro a cui pensare se non alla “insicurezza urbana” – probabilmente piccati dal fatto che la loro immagine non sia proprio al top della forma considerati gli ultimi avvenimenti – forse non hanno fatto bene i conti. 

Troviamoci alle ore 8.30 venerdi 18 settembre davanti all’NH Hotel in Corso Vittorio 104 per dare il “benvenuto”! 

pc 18 settembre - Contro le bugie e i piani di padroni e governo prepariamo un vero sciopero generale per salario, lavoro, sicurezza


Facciamo il punto su quella che è la situazione oggettiva di attacco alle condizioni di vita e di lavoro della popolazione, in particolare dei lavoratori, e la situazione soggettiva della necessità della presa di coscienza che senza lotta non si può ottenere niente e che quindi è necessario armarsi per poter ribaltare lo stato di cose esistenti. A partire dalla questione di smantellare quella che è la politica del lavoro della Meloni, che non è altro che la politica di “difesa della nostra economia”, come la chiama lei, che non è altro che la difesa dei profitti dei padroni, una politica economica che verso le masse viene solamente impregnata di populismo. 
Basterebbe vedere l'ultima questione, il cosiddetto "smantellamento della tassa automobilistica" come "soluzione" a fronte di una situazione allucinante per quanto riguarda i lavoratori, le masse popolari, che, secondo i dati degli stessi giornali dei padroni, hanno visto in questi ultimi 5 anni rincari del 30% del carrello della spesa; per non parlare dello scontro della guerra imperialista per la spartizione del mondo che si riflette ad esempio sulla questione dell'aumento della benzina su cui questo governo non ha fatto altro che cercare di tamponare con delle misure ridicole che non hanno sicuramente fermato l'aumento del prezzo della benzina, del gasolio, ma hanno solamente dato un pò di fastidio ai benzinai, senza andare ovviamente ad intaccare i profitti delle grandi multinazionali energetiche del nostro paese.

Quindi è una politica economica a favore della difesa dei profitti dei padroni, come era stata

pc 18 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Contro la scuola di Meloni e Valditara, lotta di massa di tutto il mondo della scuola

pc 18 settembre - Tunisia - Dopo le manifestazioni per l'acqua riprende anche il movimento dei "laureati disoccupati".

 Ritorna lo slogan della Rivolta Popolare del 2011: "Lavoro, Libertà, Dignità nazionale"!

L'estate particolarmente calda di quest'anno in Tunisia non sembra voler cedere il passo e non ci riferiamo (solo) alle alte temperature sopra la media, complice il cambiamento climatico, che hanno raggiunto anche i 50 gradi, ma alle proteste sociali.

È pur vero che le alte temperature hanno innescato una maggiore domanda di energia a cui l'obsoleto e dipendente sistema energetico tunisino non è riuscito a far fronte dando vita ad una serie di blackout che hanno paralizzato il paese ed il sistema industriale creando una penuria di alcuni beni di prima necessità a partire da uova e pollame (che sono alla base dell'alimentazione locale complice i prezzi proibitivi di altri tipi di carne) con migliaia di unità andate perdute e conseguente aumento dei prezzi.

Ma su tutti è venuto a mancare un bene che proprio nel periodo estivo è quantomai necessario ovvero l'acqua minerale...

In Tunisia vi è un gran consumo di acqua in bottiglia che è preferita a quella del rubinetto ritenuta non potabile dalla popolazione (nonostante la Sonede, la compagnia statale monopolistica che distribuisce l'acqua, assicuri che lo sia...), in particolare nelle grandi città dove le infrastrutture sono anche qui obsolete.

In ogni caso mentre i blackout paralizzavano le fabbriche, allo stesso tempo mancando la corrente

giovedì 17 settembre 2026

pc 17 settembre - Leggi, fai circolare il blog internazionalista marxista-leninista-maoista - da tutto il mondo in lingua originale

 ▼  September (60)

pc 17 settembre - Settimana di mobilitazione in India - iniziative nella giornata internazionalista del 26 settembre, anche in Italia.

Tra i prigionieri politici, tante sono le donne, contro di loro oltre le condizioni terribili di detenzione, le torture che portano anche alla morte, le uccisioni nascoste, vengono perpetrati stupri, torture sessuali da parte dei soldati, dei carcerieri. L'India, che viene presentata come la "più grande democrazia del mondo", è il "carcere" più grande del mondo. Repressione, massacri, soprattutto delle popolazioni adivasi in lotta si uniscono alle pratiche di stupri, violenze sessuali anche verso le bambine. Particolare accanimento il governo Modi e le sue forze armate lo riservano alle donne combattenti maoiste, forza determinante nella guerra popolare condotta dal Partito Comunista dell'India (maoista), che Modi vuole definitivamente cancellare, con uccisioni di massa e mirate (questa operazione è in corso, e viene chiamata Operazione Kagaar).
E Modi e la Meloni sono grandi amici e hanno grandi interessi in comune; così come entrambi sono sostenitori di Netanyahu e complici del genocidio dei palestinesi.
Abbiamo fatto un dossier che testimonia l'orribile detenzione delle prigioniere politiche nelle carceri indiane. Richiedetecelo: mfpr.naz@gmail.com.
Facciamo appello alle compagne, alle giornaliste, alle femministe, alle lavoratrici, donne in lotta nel nostro paese a far sentire la loro voce, denuncia (perchè pochissimo si parla delle prigioniere politiche in India e della situazione generale delle donne in India); facciamo appello a partecipare alle iniziative in Italia per il 26 settembre, che si terranno in particolare a Milano, Bergamo, Ravenna, L'Aquila, Taranto, Palermo, ecc.
RICHIEDETECI INFORMAZIONI E MATERIALI

MFPR



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pc 17 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Contro le bugie e i piani di padroni e governo prepariamo un vero sciopero generale per salario, lavoro, sicurezza

 

pc 17 settembre - Nelle carceri israeliane i prigionieri palestinesi vengono portati alla morte

Palestine : Un prisonnier palestinien meurt après un an de détention administrative

Originaire d’Al-Khalil en Cisjordanie occupée, Mutaz Al-Atrash Abu Sneineh est mort dans une prison israélienne après environ un an de détention administrative. Responsables de sa mort, les autorités israéliennes ont radicalement détérioré les conditions de détention des prisonniers palestiniens, en particulier l’intensification des tortures, des politiques de négligence médicale et des mauvais traitements. En réponse à cette situation, de nombreuses organisations palestiniennes appellent à une mobilisation populaire et internationale en soutien à la libération des près de 9400 prisonniers palestiniens.

secours rouge 

pc 17 settembre - 1970 ricordi di guerra di classe nelle fabbriche

da infoaut

17 settembre 1970

Le prime azioni delle BR si sviluppano, ovviamente, all’interno delle fabbriche dove l’organizzazione madre era più forte: Sit-Siemens e Pirelli. Queste azioni non hanno grossa risonanza perché si confondono con quelle di analoga violenza compiute da altre forze presenti in fabbrica e che sono ormai diventate pratiche usuali: distruzione di automobili, pestaggi, ecc.

Tipico esempio l’incendio dell’auto di un dirigente della Sit-Siemens, Leoni: è la prima azione firmata con il simbolo della stella a cinque punte e la scritta Brigate Rosse (17 settembre 1970). Non è stata accompagnata da alcun volantino.

Un messaggio scritto è stato invece lasciato la sera stessa sul tergicristallo della Ferrari dell’ingegner Giorgio Villa. Il tono è tra l’ironico e il minaccioso “Quanto durerà la Ferrarina! Fino a quando noi

pc 17 settembre - Siria, forte protesta popolare contro il governo di Al Sharaa - info

Le città siriane sono attraversate da una rivolta sociale contro il drastico aumento dei prezzi dei carburanti varato dal governo di Ahmed al-Sharaa entrato in vigore domenica 13 settembre. La risposta della popolazione agli aumenti è stata immediata. Copertoni in fiamme, blocchi e barricate hanno paralizzato l’autostrada M5 tra Damasco e il polo industriale di Aleppo, mentre le mobilitazioni si sono estese a Idlib, Hama, Deir Ezzor, Hasakah e Raqqa. Alcune autobotti dirette alle raffinerie sono state bloccate dai manifestanti, che in corteo continuano a chiedere il ripristino dei sussidi statali e le dimissioni dei ministri dell’Energia e dell’Economia, così come quelle dei vertici della compagnia petrolifera statale, la Syrian Petroleum Company (SPC).

Si tratta della più grande protesta nel Paese da quando, nel dicembre del 2024, è stato abbattuto il

17 settembre - Il vertice Brics: tra interessi imperialisti e capitalisti differenti, in contesa con gli imperialisti USA Europa e collusione contro i popoli - un commento per il dibattito

Il 12 settembre in India è avvenuto il diciottesimo vertice dei BRICS. I BRICS sono il Brasile, la Russia, l'India, la Cina e il Sudafrica che hanno formato questo gruppo nel 2006, adesso si sono aggiunti poi l'Egitto, l'Etiopia, l'Indonesia, l'Iran, gli Emirati Arabi Uniti, mentre l'Arabia Saudita fa da osservatore proprio negli ultimi anni.

Con questa iniziativa hanno festeggiato i loro 20 anni dalla fondazione.

Di questo vertice non se ne sono occupati tanto i mezzi di comunicazione, ma è importante perché si tratta del gruppo che, secondo le stesse statistiche ufficiali, raccoglie quasi la metà dell'umanità e poco meno della metà del prodotto interno lordo mondiale.

Questo gruppo, alla fine di questo incontro, ha prodotto una lunghissima dichiarazione finale a Nuova Dheli, una dichiarazione in 140 punti che si è occupata di moltissimi argomenti e buona parte di essi, soprattutto la parte iniziale, è stata dedicata a confermare la forza di questa organizzazione e la necessità dei BRICS di affermare con i fatti che loro nel mondo contano, nei confronti degli Stati Uniti innanzitutto, e poi degli altri paesi imperialisti, perché gli Stati Uniti, come uno dei principali paesi imperialisti del mondo, è quello che ostacola di fatto con le sue guerre, con i dazi, la possibilità di sviluppo dell'economia di questi paesi.

L'elenco è fatto di ciò che loro chiamano “sfide globali” e quindi l'insieme dei problemi che si pongono oggi, ma questa dichiarazione non comincia con quello che è sotto gli occhi di tutti, cioè con le guerre in corso. La prima parte è dedicata alla loro forza, a confermare il loro sviluppo, a partire dall'India che quest'anno arriverà al 7% del prodotto interno lordo, la Cina naturalmente è intorno al 5%; mentre tutto il resto nel mondo non si sogna lontanamente di arrivare a queste cifre.

L'altro problema è quello che riguarda la guerra, la Palestina e poi ci sono altri argomenti come il lavoro e la conferma che l'industria al centro della loro attenzione.

La guerra doveva stare al primo posto visto che è sotto gli occhi di tutti come importanza, invece no. Non l'hanno messa al primo posto per questioni oggettive relative alla posizione che questi paesi nel

mercoledì 16 settembre 2026

pc 16 settembre - Ex ILVA TARANTO - temporanea battuta d'arresto del piano padroni/governo/Stato di licenziamenti di massa e chiusura della fabbrica

 Leggi info sul blog tarantocontro 

pc 16 settembre - Operai sulla gru a Milano - “Non ci pagano da mesi” - prima due poi un altro - Massima solidarietà proletaria

Milano, un operaio sale sulla gru del cantiere per protestare. “Non ci pagano da mesi”

hanno ricevuto soltanto alcuni acconti da 100 o 200 euro, a fronte di mesi di lavoro continuativo. 

Protesta a Settimo Milanese, due operai si arrampicano su una gru a 30 metri di altezza. I due giovani kosovari, di 22 e 35 anni, si sono seduti sul braccio della struttura minacciando di buttarsi giù, riferendo di essere senza stipendio da tempo.

Due operai sulla gru e i vigili del fuoco (foto di archivio)

Due operai sulla gru e i vigili del fuoco

pc 16 settembre - Milano, sabato 19 settembre, ore 10: Manifestazione contro i licenziamenti di rappresaglia e non solo

Apprendiamo  dal CSA Vittoria, ed è molto positivo, che la manifestazione del sabato per la Palestina convergerà con questo corteo perché la lotta contro guerra e genocidio e la lotta contro i licenziamenti e la precarietà, contro i padroni e il loro governo, sono e debbono essere una sola lotta.

“Il corteo “palestinese” di ogni sabato pomeriggio confluisce in questo della mattina contro licenziamenti e sfruttamento. Invitiamo a essere presenti in piazza portando bandiere palestinesi simbolo di Resistenza“

Sabato 19/09 – CONTRO GUERRA E GENOCIDIO PALESTINESE licenziamenti e precarietà – NO DDL 1004

pc 16 settembre - SPEGNIAMO SUBITO IL ROGO SIONISTA DEI LIBRI - Massimo appoggio a questa dichiarazione/appello

Come scrittori, ricercatori storici, poeti, editori, lavoratori dell'editoria, docenti, lettori esprimiamo il nostro più acceso dissenso e la più forte opposizione possibile al Disegno di legge S. 1004, noto come DDL Romeo.

Questo editto repressivo non è volto soltanto a tacitare ogni critica e mobilitazione dei movimenti sociali e politici nei confronti del colonialismo genocidario israeliano, ma a criminalizzare, rimuovere, cancellare ogni opera d’indagine storica, filosofica, antropologica, letteraria, lirica che avversi l’ideologia sionista fondata su razzismo, apartheid, e scientifico sterminio dei palestinesi e degli arabi che non accettano l’occupazione e l’esproprio della propria terra e delle proprie vite.
Esprimiamo vicinanza e solidarietà all’autore Francesco Lazzeri e a Sensibili alle foglie editore per la comunicazione minatoria di messa all’indice del libro “Sionismo e Nazismo facce della stessa medaglia - Un connubio storico pericoloso dalle nefaste e attuali conseguenze” da parte dell’Associazione Italiana Avvocati e Giuristi Ebrei.
Ci è ben chiaro che questa vicenda rappresenta un primo passo da parte dei poteri sionisti italiani dominanti di estrema destra (area di governo) e di centro (Partito Democratico) per strappare ai lettori e

pc 16 settembre - Massimo sostegno all'azione antimperialista degli Huthi - proletari comunisti

Gli huthi intensificano gli attacchi all'Arabia Saudita 

Per consultare la mappa &quot;Arabia Saudita tra progetti e realt&agrave;&quot; <strong><u><a href=https://www.limesonline.com/carte/carta-inedita-della-settimana/arabia-saudita-tra-progetti-e-realta-15905174/>clicca qui</a></u></strong>

Gli huthi dello Yemen hanno condotto nuovi attacchi contro l'Arabia Saudita, consolidando le proprie posizioni lungo la costa del Mar Rosso. In particolare, il gruppo armato sciita zaydita ha bersagliato con decine di missili e droni a schianto una base aerea a Khamis Mushait nel Sud del Regno, prendendo di mira piste, hangar, sistemi radar e depositi di munizioni. Riyad ha immediatamente risposto, intensificando i bombardamenti nei dintorni dello strategico porto di al-Mukha, caduto in mano agli huthi nei giorni scorsi. 

Per approfondire: Gli huthi strangolano l'Arabia Saudita a Bab al-Mandab 

pc 16 settembre - Libertà per i militanti pro-palestina arrestati in Tunisia -info solidale in italia

 tolosa - francia

Liberté pour les militants pro-palestiniens détenus en Tunisie


Quatre militants de la Sumud Flotilla Maghreb luttent dans les geôles de l’Etat tunisien depuis le 7 mars 2025. Vendredi 11 septembre, leur détention a été prolongée de 4 mois. La raison : leur internationalisme. Militants associatifs, politiques, organisateurs de la solidarité internationale, ils ont prouvé leur sincérité et leur engagement contre l’impérialisme et pour une Palestine libre

Aujourd’hui, Ghassen Heinrichi, Ghassan Boughdiri, Nabil Channoufi et Wael Naouar résistent côtes à côtes. Ces prisonniers pour la Palestine ne répudient ni leurs valeurs ni leurs engagements en dépit de leur condition d’enfermement et de leur état de santé. Blessé lors de son arrestation par les forces de l’entité sioniste, l’état de santé de Ghassen Heinrichi est inquiétant. Alors que Wael Naouar a entamé une grève de la faim illimitée le 16 août dernier, ses camarades Ghassen Heinrichi, Ghassan Boughdiri, Nabil Channoufi, on annoncé ce jeudi 10 septembre entrer en grève de la faim illimitée, afin d’exiger leur libération immédiate, la fin des accusations à leur encontre, et la fin des démanches visant à criminaliser le soutien à la Palestine.
Leur exemplarité et leur résilience nous oblige à intensifier la solidarité avec tous.tes celles et ceux qui se sont levé.es pour briser le blocus, et de continuer de lutter pour la libération de la Palestine.

Dans le cadre de la semaine d’action (du 12 au 19 septembre) en solidarité avec les 4 militants de la Sumud Flotilla Maghreb, nous appelons à un rassemblement le mercredi mercredi 16 septembre à 18h30, au métro Jean-Jaurès, pour exiger leur libération.

Liberté pour Ghassen Henrichi, Ghassan Boughdiri, Nabil Channoufi et Wael Naouar ! Liberté pour les prisonniers pour la Palestine en Tunisie !

A l’appel de : Solidarité antispéciste, Comité de soutien à la Palestine, Culture en lutte, JAT, Le Souffle, Libre Pensée, La France Insoumise, Thousand Madleens, Jeunesses Anticapitalistes, NPA-A, POI, PCR, RAT, RD, RP, Solidaires 31, Solidarité Palestine Toulouse, Secours Rouge Toulouse, Toulouse Anti CRA, UCL, Union Etudiante, Extinction Rebellion

pc 16 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Il vertice Brics: tra interessi imperialisti e capitalisti differenti, in contesa con gli imperialisti USA Europa e collusione contro i popoli

 

pc 16 settembre - Dalla parte degli Houthi in Yemen contro l'imperialismo Usa, il sionismo genocida e i regimi arabi al loro servizio

Da Ore12/Controinformazione rossoperaia del 15.09


Le notizie sulla stampa dei padroni sono sempre orientate secondo i loro interessi, per cui stabiliscono un ordine prioritario, stabiliscono i contenuti degli articoli che devono corrispondere a questi interessi.

ORE12, invece, si riferisce ai proletari, alle masse giovanili ribelli e a chi le lotte le fa in prima persona, perchè prendano il proprio punto di vista sugli avvenimenti, con chiarezza. 

Oggi parliamo di un avvenimento molto importante all’interno della guerra interimperialista in corso che ha colpito l’asse imperialista Usa e sionista, questi mostri che sono in prima fila nel seminare terrore nei popoli, in particolare tra le masse arabe e, tra di esse, il popolo palestinese.
Ma costoro che si presentano al mondo come grandi potenze, proprio in questi giorni hanno subito un durissimo colpo, Trump/Netanyahu e i loro servi sauditi, dall’avanzata irresistibile - che proletari comunisti appoggia e sostiene - delle forze Houthi dello Yemen, conosciute come movimento Ansarallah. Questo gruppo sciita zaydita islamico emerso negli anni '90 nello Yemen nord-occidentale come movimento che combatteva contro l'autoritarismo e la corruzione del governo. Questa forza si vuole fare passare a livello di informazione come una creatura dell’Iran, ma, in realtà, è sì appoggiata militarmente dall’Iran, ma ha una storia e un’identità proprie ed in proprio ha accelerato il suo armamento contro l’asse imperialista/sionista/saudita.
Questa forza politico-militare, che comprende ora le Forze Armate yemenite, in sole 18 ore ha occupato il porto strategico - strategico anche per gli interessi commerciali e delle rotte del petrolio degli imperialisti americani, europei, sionisti e dei regimi arabi al loro servizio, in particolare Arabia Saudita

pc 16 settembre - Libertà per le prigioniere politiche in India - giornata internazionalista del 26/9 - In Italia - dal blog femminismorivoluzionario

 

Tra i prigionieri politici, tante sono le donne, contro di loro oltre le condizioni terribili di detenzione, le torture che portano anche alla morte, le uccisioni nascoste, vengono perpetrati stupri, torture sessuali da parte dei soldati, dei carcerieri. L'India, che viene presentata come la "più grande democrazia del mondo", è il "carcere" più grande del mondo. Repressione, massacri, soprattutto delle popolazioni adivasi in lotta si uniscono alle pratiche di stupri, violenze sessuali anche verso le bambine. Particolare accanimento il governo Modi e le sue forze armate lo riservano alle donne combattenti maoiste, forza determinante nella guerra popolare condotta dal Partito Comunista dell'India (maoista), che Modi vuole definitivamente cancellare, con uccisioni di massa e mirate (questa operazione è in corso, e viene chiamata Operazione Kagaar).
E Modi e la Meloni sono grandi amici e hanno grandi interessi in comune; così come entrambi sono sostenitori di Netanyahu e complici del genocidio dei palestinesi.
Abbiamo fatto un dossier che testimonia l'orribile detenzione delle prigioniere politiche nelle carceri indiane. Richiedetecelo: mfpr.naz@gmail.com.
Facciamo appello alle compagne, alle giornaliste, alle femministe, alle lavoratrici, donne in lotta nel nostro paese a far sentire la loro voce, denuncia (perchè pochissimo si parla delle prigioniere politiche in India e della situazione generale delle donne in India); facciamo appello a partecipare alle iniziative in Italia per il 26 settembre, che si terranno in particolare a Milano, Bergamo, Ravenna, L'Aquila, Taranto, Palermo, ecc.
RICHIEDETECI INFORMAZIONI E MATERIALI

pc 16 settembre - Massimo sostegno al collettivo Autistici/Inventati - Attenzione: può succedere a tante altre realtà, non lo permettiamo!

 


L'ambulatorio popolare perde tutto: il collettivo italiano Autistici/Inventati finisce nella blacklist dell'antiterrorismo Usa ed è costretto a chiudere

L'amministrazione Usa ha sanzionato per terrorismo il collettivo informatico che da 20 anni fornisce servizi digitali alle reti sociali. Il collettivo è stato costretto a chiudere e ha presentato un ricorso contro Banca Etica che ha bloccato il conto corrente

martedì 15 settembre 2026

pc 15 settembre - Protesta antifascista contro Vannacci a Monza - info

La protesta contro Futuro Nazionale: i contestatori bloccano la strada, mentre in sala si svolge l'incontro

Circa 300, secondo gli organizzatori, i partecipanti alla contestazione: sono scesi in piazza attivisti antifascisti, partiti, sindacati, centro sociale e Brianza Oltre l'Arcobaleno. Intanto il generale Vannacci ha inviato un messaggio ai partecipanti all'incontro di Monza

La protesta

Sono scesi in piazza e per poco meno di cinque minuti sono riusciti a bloccare il traffico davanti al Binario 7, con decine di auto incolonnate in via Mentana proprio nell’ora di punta. Erano circa 300 (secondo i dati forniti dagli organizzatori) i contestatori che dalle 17 di lunedì 14 settembre hanno protestato davanti al parcheggio di piazza Castello. 

Chi ha protestato e perché

Fuori, intanto, montava la protesta con l’ingresso della piazza letteralmente occupato da contestatori e cartelli. Una protesta promossa da un gruppo di donne antifasciste, alle quali si sono poi aggiunti il centro sociale Foa Boccaccio, l’Associazione Brianza Oltre l’Arcobaleno, Cgil, Cisl, Uil, Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista, Anpi. Tanti giovani, adulti, ma anche pensionati che sono scesi in piazza a contestare il programma del partito del generale tacciandolo di fascismo e invitando i manifestanti a proseguire nella lotta di resistenza, come “moderni partigiani” che si oppongono a un progetto politico che, secondo i contestatori, sarebbe legato all’ideologia del Ventennio.

Il traffico bloccato 

La contestazione si è poi spostata dalla piazza Castello alla via Mentana con Walter Palvarini, segretario generale della Cgil di Monza e Brianza che, preso il megafono, ha raggiunto la vicina lapide che ricorda la morte di alcuni partigiani monzesi. A quel punto una parte dei contestatori si è spostato occupando la strada con gli automobilisti fermi in coda impazienti di poter transitare. Una strada liberata dopo pochi minuti al grido di “Resistenza”. Tanti i cartelli esposti che invitavano alla disubbidienza, alla libertà, alla lotta al fascismo, alla difesa dei diritti civili.

pc 15 settembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Dalla parte degli Houthi in Yemen contro l'imperialismo Usa e il sionismo genocida

 

pc 15 settembre - Formazione rivoluzionaria delle donne - Comune di Parigi les Communards

L'opuscolo si può richiedere a
mfpr.naz@gmail.com
Dalla presentazione

“Le donne sono in buon numero... certo le donne amano la rivolta!”

https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2026/09/formazione-rivoluzionaria-delle-donne.html

pc 15 settembre - “È a rischio l’umanità”, l’accusa del ricercatore di Anthropic che si dimette per motivi etici - per il dibattito necessario

di Giuditta Mosca

Jacob Coxon lascia i laboratori di San Francisco denunciando pericoli catastrofici. Cosa ha detto e perché

9 Settembre 2026

Un giovane scienziato decide di abbandonare la carriera nel settore della tecnologia avanzata e di lanciare un avvertimento diretto al mondo intero. Jacob Coxon, un ricercatore britannico ventisettenne con una formazione in matematica e specializzato nel pre-addestramento dei modelli IA, ovvero la fase iniziale in cui gli algoritmi apprendono elaborando enormi moli di dati, ha annunciato le proprie dimissioni dall’azienda statunitense Anthropic.

I resigned from Anthropic today. I spent the last three years doing pretraining research at both OpenAI and Anthropic. Neither company is acting responsibly. They are racing straight to self-improving superintelligence and gambling with our lives. More thoughts below. — Jacob Coxon (@hilbertspaess) September 9, 2026

Attraverso una serie di messaggi pubblicati su X e un’intervista concessa al Wall Street Journal, il ricercatore ha espresso una profonda sfiducia nella capacità dell’industria di gestire lo sviluppo di sistemi capaci di migliorare sé stessi in autonomia. Secondo Coxon i big dell’ IA stanno agendo in modo irresponsabile, guidati da una competizione sfrenata che mette a rischio il futuro dell’umanità.

Una gara senza freni verso l’ignoto

Coxon ha lavorato per oltre tre anni nella ricerca sul pre-addestramento, svolgendo il proprio ruolo prima in OpenAI, azienda che sviluppa i modelli Gpt, e successivamente in Anthropic, che ha dato i natali ai modelli Claude.

Nel motivare la sua scelta, il giovane scienziato ha affermato che nessuna singola azienda è attualmente in grado di sviluppare in sicurezza le tecnologie verso cui si sta correndo. Coxon ha spiegato che, all’interno dei laboratori di frontiera, si utilizzano sempre più di frequente espressioni

pc 15 settembre - Assassinio di Ramy - il caso non è chiuso - vedi video su Il Manifesto

Caso Ramy - una perizia 3D smentisce la versione dei carabinieri: “Hanno deviato e speronato lo scooter”

Una nuova perizia 3D ricostruisce gli ultimi istanti dell’inseguimento e sostiene che la Giulietta dei carabinieri abbia deviato due volte verso lo scooter prima dell’investimento nel quale ha perso la vita Ramy Elgaml il 24 novembre 2024.

La dinamica degli ultimi secondi prima della morte di Ramy Elgaml, il 19enne morto in un inseguimento con i carabinieri mentre si trovava a bordo di uno scooter il 24 novembre 2024, torna al centro dell'inchiesta con una nuova consulenza tecnica destinata a riaprire il confronto sulle responsabilità dell'incidente. Come anticipato dal Manifesto, il lavoro, commissionato dagli avvocati Marco Romagnoli e Debora Piazza, difensori di Fares Bouzidi, il 22enne che quella notte guidava lo scooter, è stato realizzato da Index, un'ONG francese che si occupa di analisi forense delle immagini e ricostruzioni tridimensionali.

pc 15 settembre - Giovani palestinesi sull'avanzata degli Houthi

Giovanipalestinesi.it


Gli Ansar Allah, conosciuti in Italia e in Occidente come “Houthi” dal nome dei loro capi, negli ultimi giorni hanno conquistato praticamente tutta la costa occidentale del paese. La mattina del 10 settembre le forze armate yemenite hanno completato la conquista del porto di Mokha, per poi proseguire sulla costa verso Dhubab.
Sono state catturate anche le isole Hanish e l’isola di Mayyun, fondamentale per il controllo dello Stretto di Bab al-Mandab. Spostandosi dalla costa verso est la città di Taizz è quasi completamente accerchiata dall’esercito di Sana’a e dovrebbe essere il prossimo obiettivo. Intanto le truppe del PLC, fedeli all’Arabia Saudita, si ritirano verso Aden, dove alcune fonti riportano scontri con le truppe del PLC affiliate però agli Emirati.
Nonostante i goffi tentativi sauditi di contenere i danni, bombardando Mokha e Dhubab appena

pc 15 settembre - Due iniziative internazionaliste a Roma e Viterbo - info solidale

 

📢ASSEMBLEA
Dal massacro di Sabra e Chatila al Genocidio in Palestina
CONTRO LA GUERRA E LA REPRESSIONE PERMANENTI
🔴RESISTENZA AD OLTRANZA🔴

📅 SABATO 19 SETTEMBRE
⏰ORE 17
📍OFFICINA DINAMO - Via del Suffragio, 18 - Viterbo

🎥VIDEO CONTRIBUTI DI:
-Georges Ibrahim Abdallah (Libano)
-Compagni della rivista Supernova (Francia)
-Il Medio Oriente non si arrende (Documentario - RT.doc 2026)

📝CONTRIBUTO SCRITTO DI:
-Anti Imperialist Action Ireland e Action for Palestine Ireland 

Dopo la presentazione
🍴CENA BENEFIT 
Posti limitati - Prenotazione obbligatori entro e non oltre Mercoledì 16 Settembre
https://www.instagram.com/p/DdGy2I6tasW/?stkn=OXIyYmt4NjJieHRo

pc 15 settembre - La lotta contro i topi a Milano produce nuove forme di organizzazione - infosolidale


lunedì 14 settembre 2026

pc 14 settembre - Palestina 36 - un film da vedere

il trailer

“Palestina 36”, leggere il conflitto israelo-palestinese con la lente della Storia

1936. Mentre i villaggi della Palestina si ribellano al dominio coloniale britanni Yusuf si divide tra la sua casa di campagna e Gerusalemme, dove si respira grande irrequietudine. Con il numero crescente di immigrati ebrei in fuga dall’antisemitismo in Europa e la popolazione palestinese che si unisce nella più grande rivolta contro il dominio britannico, tutte le parti precipitano verso un inevitabile scontro

Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio
Titolo originale: Palestine 36
Regia: Annemarie Jacir
Paese di produzione/anno/durata: Palestina, Regno Unito, Francia, Danimarca, Norvegia, Qatar, Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti / 2025 / 119 min.
Sceneggiatura: Annemarie Jacir
Fotografia: Sarah Blum, Leandro Monti, Hélène Louvart, Tim Fleming
Montaggio: Tania Reddin
Musica: Ben Frost
Cast: Hiam Abbass, Kamel Al Basha, Yasmine Al Massri, Jalal Altawil, Robert Aramayo, Saleh Bakri, Yafa Bakri, Karim Daoud Anaya, Wardi Eilabouni, Ward Helou, Billy Howle, Dhafer L’Abidine, Liam Cunningham, Jeremy Irons
Produzione: Philistine Films, Autonomous Productions, Corniche Media, MK Productions, Watermelon Pictures, Snowglobe, Stær Film
Distribuzione: Wanted Cinema
Programmazione: Conca Verde Bergamo


Da sempre cronista, tra presente e passato, della vita palestinese, Jacir torna, nel suo ultimo lungometraggio, al 1936, anno della prima grande rivolta palestinese contro il dominio coloniale britannico e il movimento sionista. Ancor prima della Nakba, durante il Mandato britannico in Palestina, con gli immigrati ebrei, in fuga dall’antisemitismo, che bruciano terre e le assorbono senza diritto nelle proprie colonie. Importanti sono una serie di personaggi attraverso cui si cerca di tratteggiare, a diversi livelli, la società palestinese (con le sue contraddizioni interne), i dominatori britannici e i coloni israeliani. Yusuf (Karim Daoud Anaya) si divide tra la sua casa nel villaggio di Al-Basma e Gerusalemme, dove lavora come autista per il giornalista palestinese Amir Atef (Dhafer L’Abidine) e la moglie Khouloud (Yasmine Al Massri), anche lei giornalista, celebre per i suoi articoli-denuncia contro il dominio britannico. Il giovane autista vive a metà tra il mondo rurale, deciso a mantenere le proprie terre, e quello intellettuale della città, più legato al governo britannico ed agli interessi commerciali che ne derivano.

Con lui, altri personaggi, le cui vicende tratteggiano la tensione e il malcontento verso il numero crescente di immigrati ebrei e la repressione inglese, che diventa conflitto nel 1937, dopo la notizia della spartizione del paese tra ebrei e arabi. Evidenti, nel film, sono le responsabilità dell’impero britannico, durante il Mandato della Palestina, segnato dal lavoro della Commissione Peel e la conseguente repressione dei ribelli. A rappresentarlo, tre personaggi che ritraggono altrettante posizioni all’interno dell’impero: da un lato il crudele capitano Wingate (Robert Aramayo, un po’ troppo caricaturale nel ruolo), dall’altro un funzionario idealista filo-arabo (Billy Howle), tra loro, l’Alto Commissario Arthur Wauchope (un ottimo Jeremy Irons).

Oltre a questo, emerge anche, grazie sempre alla figura di Yusuf, un’evidente disparità tra classi sociali all’interno della società palestinese, divisa tra il mondo del lavoro (sempre più povero e costretto ad una convivenza forzata con gli ebrei) e l’ipocrisia dell’élite palestinese, formata da ricchi proprietari terrieri, occupata da litigi ed interessi economici.

Nonostante alcune parti schematiche ed altre più strettamente “didattiche”, oltre ad alcune contraddizioni non particolarmente sviluppate (per un’innegabile mancanza di tempo), “Palestina 36” riesce a dare forma alla Storia ed alle violenze verso le quali è impossibile restare indifferenti. Attraverso autentiche riprese nei luoghi descritti a cui vengono fatte combaciare immagini di repertorio a colori, si arriva a comprendere la disperazione di quei giorni, che rimane ancora oggi.

Annemarie Jacir riesce infatti in un’operazione non sicuramente perfetta, ma capace di recuperare memorie rimosse, rispetto ad uno degli eventi-cardine della storia della sua terra. Un’opera in cui si riflette sui coloni, ma anche sugli errori ed i personalismi che hanno caratterizzato le scelte dell’élite palestinese, miope rispetto agli eventi narrati. In “Palestina 36”, invece, lo sguardo prova a farsi di nuovo attento, per rileggere il nostro presente con la lente della Storia.

Oltre a questo, emerge anche, grazie sempre alla figura di Yusuf, un’evidente disparità tra classi sociali all’interno della società palestinese, divisa tra il mondo del lavoro (sempre più povero e costretto ad una convivenza forzata con gli ebrei) e l’ipocrisia dell’élite palestinese, formata da ricchi proprietari terrieri, occupata da litigi ed interessi economici.

Nonostante alcune parti schematiche ed altre più strettamente “didattiche”, oltre ad alcune contraddizioni non particolarmente sviluppate (per un’innegabile mancanza di tempo), “Palestina 36” riesce a dare forma alla Storia ed alle violenze verso le quali è impossibile restare indifferenti. Attraverso autentiche riprese nei luoghi descritti a cui vengono fatte combaciare immagini di repertorio a colori, si arriva a comprendere la disperazione di quei giorni, che rimane ancora oggi.

Annemarie Jacir riesce infatti in un’operazione non sicuramente perfetta, ma capace di recuperare memorie rimosse, rispetto ad uno degli eventi-cardine della storia della sua terra. Un’opera in cui si riflette sui coloni, ma anche sugli errori ed i personalismi che hanno caratterizzato le scelte dell’élite palestinese, miope rispetto agli eventi narrati. In “Palestina 36”, invece, lo sguardo prova a farsi di nuovo attento, per rileggere il nostro presente con la lente della Storia.