sabato 19 settembre 2026

pc 19 settembre - Il Vertice Brics - L'INDIA E L'ARTE DI STARE NEL MEZZO - Un commento - Di India, del governo Modi, della faccia che quasi nessuno denuncia, parleremo molto nella prossima settimana

di Lorenzo Di Muro

Il vertice Brics tenutosi nella capitale indiana ha dato al governo di Narendra Modi i frutti sperati.

Primo, evitare la progressiva trasfigurazione del forum – segnato da sostanziali faglie geopolitiche tra paesi membri – in un megafono anti-occidentale o anti-Usa. Secondo, proiettare l’immagine di un’India voce del “Sud Globale” e al contempo ponte con gli occidentali, alimentando la retorica del “mondo come una famiglia” (Vasudhaiva Kutumbakam) con Delhi quale suo guru. Terzo, “democratizzare” ovvero riformare – non rivoluzionare – l’ordine mondiale dominato dal Primo Mondo.

Delhi lo ha messo in chiaro in tutte le salse: l’India non è un paese occidentale, ma nemmeno anti-occidentale come, con gradazioni diverse, Cina e Russia. Certo è stato diramato un (corposo) comunicato congiunto e gli indiani sono riusciti a far sedere allo stesso tavolo i leader di Iran, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Ma non sono andati oltre le “profonde preoccupazioni” per la guerra in

Medio Oriente e non è stato menzionato direttamente alcun attore coinvolto nel conflitto, mentre è stato ribadito il sostegno alla (oramai fantapolitica) “soluzione dei due Stati”.

Analogamente, nonostante le critiche ai dazi e alle misure protezionistiche unilaterali di non meglio precisati paesi, cioè degli Stati Uniti, non è stato inserito alcun riferimento alla famigerata (o famosa, a seconda della longitudine) dedollarizzazione del sistema internazionale. Tradotto: Delhi è favorevole all’uso delle valute nazionali per le transazioni bilaterali, non a fare della moneta della sua principale minaccia strategica, la Cina, il nuovo biglietto verde. Il faccia a faccia tra Modi e Xi Jinping, che mancava in India da sette anni, da quando truppe indiane e cinesi si sono scontrate ai confini contesi, non cancella la rivalità strutturale tra i due giganti asiatici. Punta piuttosto a stabilizzare una relazione di cui gli indiani hanno bisogno in chiave anzitutto economica.

In sostanza: il vertice è servito a Modi per alimentare la sua geopolitica “multivettoriale” improntata alla diversificazione dei rapporti internazionali, evitare una deriva anti-occidentale dei Brics e acquisire potere negoziale nei riguardi degli Usa, che insieme al resto del Primo Mondo restano nevralgici per la rincorsa indiana.

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