giovedì 17 settembre 2026

pc 17 settembre - Siria, forte protesta popolare contro il governo di Al Sharaa - info

Le città siriane sono attraversate da una rivolta sociale contro il drastico aumento dei prezzi dei carburanti varato dal governo di Ahmed al-Sharaa entrato in vigore domenica 13 settembre. La risposta della popolazione agli aumenti è stata immediata. Copertoni in fiamme, blocchi e barricate hanno paralizzato l’autostrada M5 tra Damasco e il polo industriale di Aleppo, mentre le mobilitazioni si sono estese a Idlib, Hama, Deir Ezzor, Hasakah e Raqqa. Alcune autobotti dirette alle raffinerie sono state bloccate dai manifestanti, che in corteo continuano a chiedere il ripristino dei sussidi statali e le dimissioni dei ministri dell’Energia e dell’Economia, così come quelle dei vertici della compagnia petrolifera statale, la Syrian Petroleum Company (SPC).

Si tratta della più grande protesta nel Paese da quando, nel dicembre del 2024, è stato abbattuto il

governo di Bashar al-Assad e sostituito da quello del leader jihadista Al Saraa, ieri ricercato per terrorismo ed oggi ricevuto alla Casa Bianca e nelle cancellerie europee.

L’aumento del prezzo dei carburanti colpisce duramente una popolazione già ridotta alla fame e segnata profondamente da anni di crisi economica e guerra civile. Un rapporto delle agenzia Undp delle Nazioni Unite rileva come dall’inizio della guerra civile del 2011 a oggi il 90% dei siriani viva sotto la soglia della povertà, con il 66% che vive in povertà estrema.

Il Syria Report scrive che il ministero ha aumentato il prezzo del gasolio (mazout) del 40%, della benzina di oltre il 25% e del gas domestico e industriale di circa il 9%. Gli aumenti hanno immediatamente fatto aumentare le tariffe dei trasporti pubblici e i costi legati al carburante in tutto il paese, in un momento in cui la Siria sta già vivendo un’inflazione a doppia cifra e una pressione diffusa sul potere d’acquisto delle famiglie. La decisione è stata definita dal governo di Damasco una misura temporanea dovuta al rincaro del petrolio e del gas sul mercato internazionale, a seguito della guerra scatenata a febbraio da Usa e Israele contro l’Iran.

Al Jazeera ricorda come da febbraio, il prezzo della benzina a 95 ottani sia aumentato di circa l’86%, mentre il diesel è più che raddoppiato. Nello stesso periodo, il greggio di riferimento Brent è aumentato di circa il 44%. Ma, secondo il corrispondente di Al Jazeera “Per una popolazione che cerca solo di fare la spesa, uno shock “temporaneo” è semplicemente troppo lungo per sopravvivere

La Siria in materia di energia è fortemente dipendente dall’estero. La produzione interna (102.000 barili di petrolio) copre solo un terzo del consumo nazionale stimato sui 325.000 barili al giorno.

da contropiano

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