“Governo le mani sulla giustizia per la sua impunita, per la dittatura dei padroni”
La campagna per il No al referendum, dello Slai Cobas per il sindacato di classe si è conclusa questa settimana alle fabbriche con presidi alle portinerie delle principali aziende metalmeccaniche di Bergamo
Un lungo volantino con l’editoriale della CONTROINFORMAZIONE Rossoperaia necessario per spiegare la reale posta in gioco di questo referendum un pesante passo in avanti della politica del governo Meloni per instaurare il fascismo.
Il nostro intervento al voto operaio per il NO, per portare la discussione e prendere posizione, coscienza, che questo contesto è di scontro politico con il governo che con la ‘controriforma Nordio’ attacca l’indipendenza della magistratura per avanzare pezzo dopo pezzo, con il suo piano generale di regime e dittatura aperta dei padroni.
Mentre la maggioranza dei sindacati confederali Cisl e Uil non danno indicazione di voto e quindi non contrastano la propaganda populista governativa del Si fatta di bugie e luoghi comuni, lasciando ai lavoratori la “libertà di scelta", che è falsa libertà perché gli operai sono liberi di agire quanto hanno coscienza e si organizzano. La posizione scelta ufficialmente di chiamarsi fuori, ha lasciato indisturbati una gran massa di operai disinteressati al voto, fiancheggiando l’azione del governo.
Schierata pubblicamente per il no, la Cgil è in realtà l’altra grande assente nelle fabbriche come dato generale, senza una campagna attiva, come la gravità dell’attacco avrebbe richiesto. "abbiamo fatto una assemblea…" Quando? Due mesi fa. Ma era quella per il referendum del contratto! "Si hai ragione…"; "ieri ho ricevuto una mail per il No, sono tesserata…" . Per non dire del vuoto che lascia chi dimostra
per scelta, politica ideologica pratica, che nello scontro di classe non fa più conto sulla classe operaia.Quindi a parte la Cgil di Landini che dice No e sviluppa una propaganda ma per lo più sui massimi sistemi e tecnica, non contro il governo, quindi a metà, anche perchè non la fa agire dentro i posti di lavoro perché non vuole scontrarsi ne con i suoi iscritti ne vuole rompere con la Cisl con la sua segretaria Fumarola che invece partecipa attivamente alla campagna per il Si e dice apertamente che non è un voto contro il governo Meloni, non c'è stato altro alle fabbriche.
Per lo Slai Cobas invece è una battaglia necessaria questa con gli operai e le loro avanguadie, per avanzare. L'abbiamo portata con le nostre forze limitate, ma direttamente per fare schierare gli operai nello scontro di classe, per riprendere a lottare sui posti di lavoro contro i padroni e i loro governi, e quello moderno fascista della Meloni lo è al 100%.
E gli operai che comunque non sono pochi, che abbiamo anche incontrato ai cancelli, quelli per il No a difesa delle libertà democratiche, per il No antifascista contro Meloni, è nostro dovere/obiettivo coinvolgere.
Buon voto NO a tutti.



Nessun commento:
Posta un commento