martedi sera riunione a taranto
la situazione, la posizione degli operai, la proposta e l'azione dello slai cobas per il sindacato di classe
Taranto, incidente sul lavoro all'ex Ilva: morto operaio.
Nuovo incidente sul lavoro stamattina all’ex Ilva. Un operaio dell’indotto siderurgico - dell’impresa Gea Power - ha fatto un volo nel vuoto mentre transitava su un piano di calpestio che improvvisamente ha ceduto ed morto. L’incidente é accaduto all’agglomerato, laddove vengono preparati i materiali per la carica dell’altoforno.
L’operaio - Loris Costantino, 36 anni di Talsano - é però giunto cosciente all’infermeria dello stabilimento ed è stato poi trasportato all’ospedale di Taranto dove poi è morto. I sindacati sono subito scesi sul piede di guerra. Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno occupato la direzione aziendale e hanno proclamato 24 ore di sciopero a partire dalle 12,30 di oggi sui tre turni. «La fabbrica è al collasso. Lo stabilimento non è in sicurezza» - denunciano le organizzazioni sindacali in un documento firmato dalle segreterie e dalle Rsu di Fim, Fiom, Uilm e Usb.
A metà gennaio, per il cedimento di un piano di calpestio al convertitore 3 dell’acciaieria 2, perse la vita l’operaio ex Ilva Claudio Salamida e quell’area dell’impianto é attualmente sequestrata dalla Magistratura. Per questo ci sono 17 indagati che rispondono del reato di omicidio colposo.Il piano di calpestivo su cui lavorava l'operaio è venuto giù, è completamente disfatto. Per noi è del tutto evidente che coloro che hanno una responsabilità si devono togliere di mezzo. Ora basta». Lo dice all'Ansa il segretario generale della Fiom Cgil, Michele De Palma, in merito all'incidente sul lavoro avvenuto questa mattina nello stabilimento ex Ilva di Taranto in cui ha perso la vita Loris Costantino, operaio della ditta di pulizie Gea Power.
«Abbiamo scioperato, abbiamo manifestato - aggiunge - per dire che era necessario investire sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, sulle manutenzioni. Adesso siamo a due persone che muoiono a distanza di pochissimo tempo. Basta parole, non le vogliamo più sentire». De Palma ricorda che i sindacati hanno «chiesto alla Presidente del Consiglio in tempi non sospetti di occuparsi direttamente dalla questione perché c'era e persiste una gestione che non andava bene. Diciamo basta». In merito alla convocazione a Palazzo Chigi per il 5 marzo De Palma sostiene che "è arrivata perché ci siamo dovuti autoconvocare come al solito, perché fosse stato per loro che la gestiscono così bene l'azienda non ce ne sarebbe stato bisogno. Loro non hanno bisogno dei lavoratori, non hanno bisogno del sindacato, non hanno bisogno di nessuno». De Palma fa sapere che «sono in corso consultazioni con le altre organizzazioni sindacali per decidere le iniziative da intraprendere. La prima cosa è stringersi alla famiglia e ai lavoratori

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