sabato 10 gennaio 2026

pc 10 gennaio - Il neonazismo di Trump sospinge i venti della guerra imperialista: dopo il Venezuela la Groenlandia

Da Ore12/Controinformazione rossoperaia del 9/1

I venti di guerra continuano a soffiare forte in ogni angolo del mondo imperialista e l’imperialismo americano a guida Trump sta accelerando giorno per giorno questo processo.

“Fare grande l’America”, il movimento fascio-imperialista trumpiano, si traduce in una guerra permanente con la concorrenza degli altri paesi imperialisti, con le guerre commerciali, la guerra dei dazi, con le aggressioni militari alle nazioni e con la guerra al proprio interno contro gli immigrati con un’ondata repressiva e con deportazioni forzate autorizzate dalle nuove leggi razziali - la sua polizia è arrivata ad uccidere a sangue freddo a Minneapolis, dove un poliziotto dell’ICE, la polizia antimmigrati, ha ucciso una donna. Di queste squadracce di Stato formate da agenti incappucciati si deve capire, come riporta un quotidiano online, che “non si tratta solo di “controllo dell’immigrazione”: è un dispositivo di intimidazione sociale che colpisce milioni di persone ben oltre gli irregolari... Negli Stati Uniti, chi documenta le deportazioni rischia l’incriminazione; chi protesta viene assimilato al terrorismo. La criminalizzazione del dissenso non è un effetto collaterale, è parte integrante del progetto.”.

In America è tornato il nazismo che non è la semplice politica reazionaria e repressiva, è la concezione del mondo della classe di cui è espressione Trump che non accetta nessun ostacolo per affermare i propri interessi di classe: sono i ricchi miliardari americani, gli oligarchi, per cui i soldi, il profitto, sono tutto e il nazismo è il loro credo per cui vorrebbero fosse al potere in buona parte del mondo per rendere più facile l’affermazione dei propri interessi di classe che, dal loro punto di vista, vengono prima di tutto e lo ostentano esplicitamente, esprimendo il loro odio di classe apertamente.

Trump ha elaborato la Strategia per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti con al centro esclusivamente gli interessi Usa e ha ripreso la Dottrina Monroe dell’America agli americani per usarla  a servizio dei suoi piani di egemonia nell’emisfero occidentale, in continuità e rottura con la politica estera americana.

Quest’anno si è aperto con l’aggressione al Venezuela e ora Trump minaccia l’annessione della Groenlandia. Lo aveva già dichiarato già con la vittoria al suo primo mandato e su quest’obiettivo è ritornato ora, con la competizione interimperialista che porta gli imperialisti a scontrarsi nella corsa alla

rapina delle terre rare e le rotte marittime del commercio nel periodo di crisi economica mondiale dell’imperialismo sono di fondamentale importanza per le economie – cioè per i profitti – dei capitalisti, per la tecnologia, per quello che chiamano la transizione verde, per le rotte del commercio che aumenteranno notevolmente a causa della crisi climatica che scioglie i ghiacciai.

Il nazi-imperialista Trump  vuole fare di questo vasto territorio artico il 51° Stato americano, e intende raggiungere quest’obiettivo con qualunque mezzo, anche con i mezzi militari. Su questo i governi europei balbettano, fanno circolare una dichiarazione di principi astratti ma non alzano la voce contro Trump. E mentre mandano truppe militari a garantire la difesa dei confini di un paese che non è dell’UE né della NATO come l’Ucraina, invece per la Groenlandia che è Europa e NATO non si mobilitano. E tra i “volenterosi” ricordiamoci che c’è l’Italia di Meloni che viene considerata una sorta di “quinta colonna di Trump” dagli altri governi imperialisti; Meloni che ha difeso subito la legittimità dell’aggressione al Venezuela e del rapimento del suo Presidente da parte dell’esercito imperialista Usa,. Quindi di quale Europa si parla? L’Europa unita, è una categoria dello spirito che non potrà mai unire i diversi interessi imperialisti. Il riarmo dei governi imperialisti europei scaricato sui proletari e sulle masse è stato “giustificato” dalle falsità propagandistiche del "nemico ai confini dell’Europa", cioè la Russia, mentre tutti i problemi che stanno sommergendo gli stati europei derivano proprio dal loro storico alleato imperialista americano.

L’occupazione della Groenlandia da parte delle truppe americane mandate da Trump non solo aprirebbe contraddizioni nell’Europa imperialista ma anche nella stessa NATO per la presenza della Danimarca. Il primo ministro danese ha detto: "Se Donald Trump invadesse la Groenlandia, sarebbe la fine della NATO". Non possiamo andare in guerra con gli Stati Uniti perché non ne abbiamo i mezzi", ha detto un ex generale francese ed ex alto funzionario della NATO. "In cambio, vi cacceremo dai Rammstein e da Napoli e potrete tornare a casa".

L’Atlantico del Nord è completamente sotto controllo Nato tramite USA, Canada, Groenlandia, la Norvegia, Danimarca, Germania, i Paesi Bassi, Belgio, Francia (le esercitazioni per conoscere il terreno le ha fatte di recente la Francia con un Airbus A400 dell’aviazione atterrato sul ghiaccio nel profondo nord del Canada e ha sbarcato una squadra di incursori; Macron vuole realizzare un battello per ricerche polari e investire 11 miliardi da qui al 2030 per studi e stazioni scientifiche nell’Artico ma anche fregate, unità militari e squadriglie di intercettori che vengono istruite a operare in condizioni glaciali. Il Regno Unito (le piattaforme petrolifere britanniche sono proiettate verso la Norvegia e Londra ha sempre avuto una forte attenzione alla regione polare. Con la Brexit, nel 2018, è stata tra i primi a intensificare la formazione di unità speciali, consolidando la collaborazione con Oslo; e poi Spagna, Portogallo.

Anche l’Italia ha una presenza nell’Artico. Da un articolo de il Bolscevico: Gli interessi dell’Italia

"Alla Conferenza internazionale sull’Artico svoltasi a Roma il 31 marzo e 1° aprile che ha riunito esperti, accademici e rappresentanti istituzionali per discutere il ruolo sempre più centrale dell’Artico nelle dinamiche geopolitiche ed economiche globali, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo aver evidenziato l’importanza strategica dell’Artico per la sicurezza della NATO, per la disponibilità di risorse naturali e per l’apertura di nuove rotte marittime, ha affermato: “Vogliamo che l’Italia sia sempre più presente nell’Artico anche per cogliere le opportunità che si aprono per le nostre imprese in settori dall’elevato potenziale, come le infrastrutture, l’energia, la difesa, l’economia blu e la logistica, fino allo spazio e alla connettività”.

L’Italia ha altresì una robusta tradizione militare artica. Negli anni Settanta i piani NATO prevedevano che gli alpini della Taurinense venissero rischierati in Norvegia, a supporto del minuscolo esercito locale, e per questo le “penne nere” hanno sempre mantenuto equipaggiamenti speciali. Dopo il 2020 questa vocazione è stata rivalorizzata, sempre sotto il comando della Taurinense: lo scorso anno un contingente di 400 soldati si è addestrato nell’area di Maze, la più a nord in assoluto dove hanno operato militari italiani, mettendo sul campo ogni tipo di supporto tecnico logistico. Poco più a sud, la task force della portaerei Garibaldi ha messo a terra 150 fanti di Marina del San Marco. Poche settimane fa c’è stata un’esercitazione sulle Dolomiti a duemila metri di quota: 1.300 militari si sono confrontati con uno “scenario artico” e hanno testato tutti i mezzi in un’attività a meno venti gradi, dai droni ai disturbi elettromagnetici fino alle trasmissioni via satellite, visto che al Polo la curvatura terrestre rende le comunicazioni molto difficili."

Quella di Trump sulla Groenlandia non è una provocazione. Trump ha nominato il governatore della Louisiana quale inviato speciale con lo scopo dichiarato di contribuire a farne una proprietà americana. La scorsa primavera, inoltre, tre cittadini americani sono stati scoperti a condurre “operazioni segrete” per influenzare l’opinione pubblica groenlandese. A marzo il vicepresidente Vance ha accusato la Danimarca di non garantire adeguatamente la sicurezza dell’isola rispetto a Russia e Cina e ha rivendicato che gli Stati uniti sarebbero in grado di fare “meglio”, prospettando anche investimenti per rafforzare la postura artica (rompighiaccio e capacità navali).

Trump sta valutando “una serie di opzioni”, e l’uso della forza militare è sempre un’opzione. Nel dicembre 2025, il Servizio di Intelligence della Difesa danese ha indicato gli Stati Uniti come potenziale rischio per la sicurezza – un cambiamento senza precedenti per un alleato di lunga data.

La corsa all’Artico è quindi da tempo partita, anche la Cina ha pubblicato il documento strategico China Arctic Policy, in cui delinea i suoi interessi nello sfruttamento delle risorse naturali, nella lotta al cambiamento climatico e nella sicurezza. La Groenlandia è strategica anche per la Russia, è una perfetta piattaforma per sorvegliare la via russa d'accesso all'Atlantico, il Giuk gap, così come la spartizione di giacimenti energetici nell'Artico.

La presenza di basi americane, in particolare la Pituffik Space Base che può ospitate fino a 10mila persone ma che ad oggi è ‘abitata’ da circa 150 americani, si basa su un accordo del 1951 che concede a Washington “un ampio accesso alla Groenlandia”.

La Groenlandia, colonia della Danimarca che ne rapina le risorse, oggi è un protettorato, un territorio vasto costituito da ghiacciai, abitato da 60 mila abitanti, vicino al circolo polare artico, da sempre terra di conquista, prima colonizzata dalla Norvegia e dopo dalla Danimarca, in seguito alla sua indipendenza dalla Norvegia nel 1814; bisognerà arrivare al 1953 alla rappresentanza nel Parlamento danese. Dal 2009 un referendum ha sancito la gestione indipendente delle risorse naturali, la sua autonomia per quello che riguarda la politica scolastica, ma in politica estera e di difesa non ha nessuna autonomia, è la Danimarca che decide, e per mantenerne comunque il controllo, la Danimarca versa oltre 500 milioni di euro ogni anno.

Dal punto di vista della sua collocazione geografica è vicina al territorio nordamericano, al territorio europeo e a quello russo; dal punto di vista economico e politico è considerata un territorio d’oltremare dell’Ue che nel periodo 2021-2027 ha fatto un investimento pari a 225 milioni di euro con nuovi progetti infrastrutturali riguardo le scuole, il cambiamento climatico e lo sfruttamento del sottosuolo.

Queste sono le ragioni sommarie per capire la portata di questa minaccia di Trump

Trump e il sistema imperialista mondiale sono una minaccia per i popoli. Trump ha ribadito che gli Stati Uniti sarebbero una “vittima” sulla scena internazionale: “D’ora in poi, il nostro paese […] sarà di nuovo rispettato in tutto il mondo. Saremo l'invidia di ogni nazione e non ci lasceremo più sfruttare”.

Il nemico dei popoli numero 1, il nazi-imperialismo di Trump fa fermato, nessun popolo è al sicuro di fronte all’imperialismo. Questo lo avevamo già detto non appena Trump era stato eletto, con quella sua vittoria elettorale fascismo e guerra avanzano nel mondo.

Proletari e popoli del mondo hanno visto l’orrore del sionismo e del genocidio che lo Stato d’Israele ha scatenato contro il popolo palestinese con una tale violenza da avere superato quello che sembrava essere il punto di non ritorno della brutalità nazista.

Invece questa realtà è davanti ai nostri occhi: violazione sistematica delle regole internazionali e di guerra, violenza dispiegata contro bambini e donne massacrati nelle loro case, negli ospedali, nei mercati, nelle moschee, nelle tende, la fame come arma di sterminio e il sangue versato dai palestinesi in fila per gli aiuti umanitari, il suprematismo razziale, questo è il genocidio di Israele a Gaza, così come morte e distruzione in Ucraina.

Il nazisionismo ha potuto commettere il genocidio perché ha avuto il sostegno di tutti i governi imperialisti, in primis da Trump.

Dobbiamo comprendere la natura di moderno nazismo di chi è al potere in America e che questo accelererà i tempi nel trascinare tutto il mondo in una nuova carneficina mondiale. Nessun governo pare disposto a contrastarlo.

Sono le lotte antimperialiste dei popoli, le guerre popolari che lo combattono la via necessaria, e noi dobbiamo sostenerle perché abbiamo un comune nemico.

Nel nostro paese occorre che il movimento comprenda velocemente la natura dell’asse fascista mondiale, da Trump a Meloni, che il governo Meloni è ideologicamente, politicamente sulla stessa linea di Trump e che il moderno fascismo che intende costruire nel nostro paese va combattuto ed il suo governo rovesciato.

Morte all’imperialismoUsa!

Morte a tutti gli imperialisti!

Fuori tutti gli imperialisti dalla Groenlandia!

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