Askatasuna, il quartiere al prefetto: "Sconcerto e indignazione per le modalità di sgombero"
Dura lettera firmata da "Le famiglie del quartiere" e dal "Comitato Genitori dell'istituto comprensivo Gino Strada". Che minacciano azioni legali per "interruzione di servizio pubblico, quello scolastico, in assenza di una reale emergenza"

"Il più profondo sconcerto e la ferma indignazione in merito alle modalità con cui è stata condotta l'operazione di sgombero del centro sociale Askatasuna in data 18 dicembre 2025".
Lo scrivono, nero su
bianco in una lettera al prefetto di Torino, "Le famiglie del quartiere
Vanchiglia" e "Il Comitato Genitori dell'istituto comprensivo
Gino Strada di Torino", queste le firme della missiva.
“Le scriviamo - si legge - per denunciare una gestione dell'ordine pubblico che riteniamo sproporzionata e gravemente lesiva dei diritti della cittadinanza, con particolare riferimento ai seguenti punti: negazione del diritto allo studio; disagio sociale e organizzativo; perdita di un luogo di socialità; richiesta di progettualità futura”.
"Le famiglie firmatarie - prosegue la lettera - intendono sottolineare che non rimarranno inerti di fronte a quella che consideriamo una violazione dei diritti costituzionali dei minori. Siamo pronti a procedere per vie legali per accertare le responsabilità di un'interruzione di pubblico servizio (quello scolastico) avvenuta in assenza di una reale emergenza che giustificasse tale privazione".
Per le scuole, si legge nella lettera al prefetto, "l'improvvisa chiusura e il blocco totale di ben quattro arterie stradali hanno impedito a centinaia di minori di esercitare il proprio diritto-dovere all'istruzione. La sospensione delle lezioni non è avvenuta a fronte di un pericolo imminente e documentato, bensì come conseguenza di una scelta logistica che ha trasformato un quartiere residenziale in una zona rossa invalicabile".
Proseguono: "Le famiglie, avvisate senza il preavviso necessario, si sono trovate nell'impossibilità di gestire la giornata lavorativa e la custodia dei figli. Tale situazione ha generato un clima di tensione e incertezza che mal si concilia con la serenità che dovrebbe circondare i luoghi della formazione e dell'istruzione".
Più in generale le famiglie di Vanchiglia e il comitato di genitori aggiungono: "Preme sottolineare che il centro sociale oggetto dello sgombero rappresentava per noi residenti, grandi e piccini, un fondamentale punto di riferimento. In un quartiere troppo spesso abbandonato a sé stesso, quella realtà garantiva aggregazione, cultura e, soprattutto, un efficace contrasto al degrado e allo spaccio di stupefacenti attraverso la presenza attiva sul territorio. Lo sgombero, paradossalmente, rischia di restituire quegli spazi all'incuria e alla criminalità che il centro riusciva a contenere".
Concludono con alcune domande: "Chiediamo quali protocolli o garanzie siano stati concordati per assicurare che il rientro a scuola previsto per il prossimo 7 gennaio 2026 avvenga in un clima di totale serenità per i bambini e le bambine e tutto il personale scolastico. Specifichiamo inoltre che la possibilità che i bambini e le bambine entrino a scuola circondati da forze dell'ordine potrebbe compromettere la tranquillità dei bambini e creare un clima di terrore e paura.
I nostri figli e le nostre figlie hanno il diritto di vivere il proprio quartiere con serenità, senza dover assistere a scenari che ricordano un clima di guerra, tra schieramenti di forze dell'ordine e barricate. Chiediamo pertanto - terminano - di conoscere quali siano i programmi futuri per l'area in questione: quali misure verranno adottate per garantire la vivibilità e la serenità dei cittadini e delle cittadine?".
La posizione di proletari comunisti
Contro lo sgombero di Askatasuna solidarietà e mobilitazione nazionale - questa, lo abbiamo detto sin dall’inizio del governo Meloni, è la madre di tutte le battaglie in questo campo e come tale la condurremo: Siamo tutti Askatasuna - questo sgombero non passerà e comunque governo, Stato del capitale, partiti parlamentari, stampa borghese devono pagare un alto costo politico e sociale per quello che stanno facendo - la repressione non spegne ma alimenta la ribellione - la repressione non ci fa paura la nostra lotta si farà sempre più dura - Avete seminato vento raccoglierete TEMPESTA ! - il fascismo e lo stato di polizia non passeranno;
la guerra imperialista si deve fermare - Palestina libera dal fiume al mare - Ora è sempre Resistenza!
proletari comunisti s
Slai cobas per il sindacato di classe
Soccorso Rosso Proletario
18 dicembre 2025
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