venerdì 9 gennaio 2026

pc 9 gennaio - Conferenza teorica internazionale del NDFP sul fascismo nel XXI secolo nelle roccaforti imperialiste, 28/29 novembre 2025

Discorso di proletari comunisti/ Partito Comunista maoista - Italia

Cari compagni,

è per noi un onore partecipare a questa conferenza e ringraziamo calorosamente i compagni del NDFP che hanno organizzato questa iniziativa cosi come tutte le organizzazioni e i partiti qui presenti.

Infatti è di primaria importanza che le organizzazioni rivoluzionarie ritornino sull'analisi del fascismo oggi nel 21esimo secolo evidenziandone le caratteristiche di continuità con il fascismo storico e gli elementi moderni di oggi.

Si afferma giustamente nel testo di convocazione che "il fascismo essendo un fenomeno di classe ha le sue radici nelle contraddizioni dell'imperialismo", Siamo d'accordo anche noi che tale contesto ha fatto riemergere il fascismo in vari paesi del mondo come uno strumento della classe dominante per soddisfare i propri interessi di classe.

1 Il moderno fascismo italiano

L'Italia rappresenta un caso esemplare di questa tendenza reazionaria mondiale che marcia verso il moderno fascismo. I primi sintomi di questo processo risalgono già al 2001 durante la repressione dei movimenti di opposizione di massa per il G8 di Genova, e adesso dopo poco più di 20 anni si è insediato un governo fascista presieduto da Giorgia Meloni.

In questi due decenni lo sfruttamento della classe operaia e delle masse popolari si è intensificato tramite la restrizione delle libertà democratico borghesi come quella sindacale, di diritto d'espressione, manifestazione e organizzazione, con la promulgazione di leggi sempre più repressive e restrittive, In questo processo il neorevisionismo è diventato negli anni "partito di governo" ed il sindacalismo degenerato media il conflitto di classe.

Ad esempio il secondo sindacato italiano, la Cisl, è praticamente parte integrante del governo dopo aver

proposto a quest'ultimo un "patto di responsabilità", che è stato accettato, altro non si tratta di una forma di neocorporativismo ancor più avanzata di quello in corso da decenni sotto il nome di "concertazione".

Il revisionisimo ed il neocorporativismo hanno giocato il proprio ruolo nella reazionarizzazione dello Stato, anche tramite il revisionismo storico che a partire dagli anni '00 da un lato ha criminalizzato la Resistenza Antifascista e dall'altro l'ha ridotta a guscio vuoto, buona solo per le commemorazioni ufficiali e non come faro ed esempio storico per la lotta di classe oggi.

La natura fascista del governo Meloni si evince nella gestione del potere in cui non vi è rispetto delle elementari norme della democrazia borghese: la tradizionale ripartizione borghese dei tre poteri viene attaccata in senso reazionario, da un lato subordinando il potere legislativo con quello esecutivo che governa per decreti, dall'altro subordinando il potere giudiziario al governo, avviene cosi che ministri incriminati per violare le più disparate leggi, rivendicano apertamente la propria condotta, gli organismi "indipendenti" dello Stato (come l'informazione pubblica o la direzione di importanti eventi culturali) vengono assegnati e occupati da esponenti di governo.

Giorgia Meloni punta ad un governo personale e dittatoriale con ampio margine non solo del governo sul parlamento ma di se stessa su parlamento e governo sotto il nome di "riforma del premierato".

In linea col fascismo del secolo scorso si ripropone oggi la politica del sostegno demografico delle famiglie italiane in cui il ruolo della donna è quello di incubatrice e produttrice di prole, il governo Meloni non parla più di "paese" o "Stato ma di "Nazione", che nella lorro accezione reazionaria viene sottolineato l'elemento nazionale inteso come italiani bianchi autoctoni e cristiani escludendo la sempre maggiore fetta di italiani di origine straniera da un lato ed elaborando riforme che complicano l'acquisizione della cittadinanza italiana dall'altro: ritorna la triade "Dio-patria-famiglia" in chiave fasciorazzista.

Ma in regime di produzione capitalista, anche il proletario autoctono, bianco e cristiano é innanzitutto un proletario che viene sfruttato e allo stesso tempo irregimentato ed utilizzato in senso reazionario contro gli altri proletari che non soddisfano le caratteristiche della "Nazione" con lo scopo di dividere la classe operaia in particolare ed il proletariato in generale.

In questo tipo di "Nazione" i giovani e gli studenti che vorrebbero vivere i propri luoghi, come scuole e università, attivamente e con spirito critico vengono attaccati, repressi, li si vorrebbe irregimentati.

2 Il legame tra il governo fascista Meloni ed i regimi fascisti nel mondo

In tutto cio' il governo Meloni è simile ai governi fascisti nel resto del mondo.

Tra le sue particolarità invece abbiamo che il governo Meloni è legato strutturalmente all'imperialismo yankee ed in particolare al regime di Trump. La borghesia imperialista italiana sin dal secondo dopoguerra ha seguito la strategia di allinearsi alle scelte americane provando a ritagliarsi un proprio margine di manovra nel Mediterraneo, oggi il governo Meloni è il regime europeo che appoggia pienamente la politica americana mondiale in tutti i campi, vedi in Ucraina o in Medio Oriente cosi come per quanto concerne la politica interna. Infatti i due principali partiti di governo (FDI e Lega) elaborano politiche interne simili (in particolare per migranti, repressione e stato sociale) godendo di un sostegno politico oggettivo da parte dell'amministrazione Trump, ricreando tendenzialmente un asse grottescamente simile a quella Hitler/Mussolini.

All'interno dell'Unione Europea il regime fascista Meloni ha un duplice ruolo: da un lato é pienamente parte di questa organizzazione imperialista traendone tutti i benefici relativi economici e politici, dall'altro il regime Meloni si fa promotore di un'azione politica che mira a rafforzare i legami tra i regimi fascisti all'interno dell'UE e più in generale le tendenze al riarmo, militariste, razziste e anti-migranti che vengono direttamente dalla Commissione Europea con a capo la Von der Leyen e da altri paesi come la Francia e la Germania.

I rapporti bilaterali con l'Albania, paese candidato all'ingresso nell'UE, sono gestiti con una logica da neoprotettorato in cui aumenta l'esportazione di capitale italiano in quel paese mentre la borghesia albanese cede pezzi di sovranità permettendo che sul proprio territorio operino forze di polizia e paramilitari italiane nei centri di detenzione per migranti.

Il regime Meloni è legato a tutti i regimi populisti e di stampo fascista che oggi sono presenti in giro per il mondo ed in particolare all'Argentina di Milei, all'Ungheria di Orban, alla Turchia di Erdogan, all'India di Modi per non parlare del legame organico con lo stato nazi-sionista di israele fornendo pieno appoggio politico, economico e militare a esso anche durante il genocidio in corso.

E' interessante come i compagni indiani del Partito comunista dell'India (Maoista) e i giovani maoisti di Nazarya evidenzino i punti di contatto tra ideologia hindutva e ideologia sionista, e di come l'imperialismo abbia bisogno dei propri agenti fascisti, ovvero sionisti, in Palestina e hindutva in India (cosi come di tutti gli altri negli altri paesi oppressi) per poter esportare più facilmente capitale finanziario.

Allo stesso modo, in Brasile i compagni del Novo MEPR analizzano il bolsonarismo che persiste anche sotto Lula, che sta migliorando le politiche liberali e repressive contro i lavoratori, i contadini e le masse, con l'obiettivo di pacificare la classe dominante.

Il governo fascista italiano mira a rilanciare un'attiva politica imperialista occupando o rioccupando i mercati dell'ex impero coloniale o di quello che si rivendicava come tale, soprattutto nel Mediterraneo, ma anche nei Balcani ed in Medio Oriente. Cio' avviene in particolare in Tunisia e Libia. In Tunisia per meglio esportare i propri capitali sostiene per via preferenziale il regime fascista di Saied che ha preso una svolta autoritaria già nell'autunno 2022 e di tipo fascista più recentemente nel 2024.

L'imperialismo italiano, in una contraddizione inter-imperialistica con la Francia e secondariamente con la Germania, investe sempre di più nel campo energetico e agricolo anche con il sostegno attivo dell'UE (vedi il progetto Elmed) e allo stesso tempo è complice della morte di migliaia di migranti sia tunisini che dell'Africa subsahariana tramite un sostegno totale alle politiche antimigranti e da pogrom del regime di Kais Saied che viene sostenuto con motovedette, finanziamenti e permettendo alla guardia costiera tunisina e a quella libica di operare in acque territoriali italiane per respingere i migranti.

Come affermato nella dichiarazione dei partiti e organizzazioni marxisti-leninisti-maoisti del primo maggio 2025:

Gli Stati e i governi imperialisti mentre preparano la guerra all’esterno avanzano all’interno la tendenza al moderno fascismo combinata con la crisi dell’imperialismo e la tendenza alla guerra imperialista mondiale che trovano oggi nella presidenza Trump e nella frazione della classe dominante della borghesia imperialista che ha preso il potere negli Usa un punto di riferimento, riducendo e cancellando la vestigia della stessa democrazia borghese, attaccando le libertà democratiche e riempendo le carceri, istaurando forme di governo sempre più di stampo dittatoriale, dentro cui avanzano i partiti fascisti e il moderno fascismo, a seconda delle caratteristiche dei diversi paesi. Vengono attaccati i diritti delle donne e la libertà di pensiero, viene fomentato odio, sciovinismo e nazionalismo vengono per colpire la resistenza popolare, dividere i proletari e le masse, al servizio del dominio delle classi dominanti e dei loro servi. Viene intensificato il razzismo con attacchi in tutte le forme ai immigrati, dalle morti in mare ai campi di concentramento, allo sfruttamento schiavistico alle espulsioni e deportazioni. Aumenta il monopolio dei mezzi di comunicazione vecchi e nuovi nelle mani di oligarchie tecnologiche che realizzano immensi profitti, sempre di più si vuole imporre la cultura oscurantista nelle scuole e università.

3 La strategia e la tattica dei marxisti-leninisti-maoisti in Italia

Davanti alla natura moderno fascista dello Stato imperialista italiano e al governo fascista Meloni, il nostro partito svolge una lotta ideologica in seno alle masse e al movimento proletario e comunista, al movimento delle donne e della gioventù ribelle per affermare che la strategia e la tattica devono tener conto di tale natura in cui ci troviamo ad operare.

La tattica del nostro partito, che è il partito della classe operaia, è innanzitutto di analisi e denuncia su tutti i campi, organizzando direttamente o partecipando alla lotta di classe che si sviluppa nei vari movimenti con l'obiettivo di far fare esperienza alle masse tramite la lotta e far cadere una ad una le illusioni sul democratismo piccolo borghese, sul ruolo dello Stato che sarebbe neutro e cosi via. Tramite l'esperienza della lotta economica e politica con una direzione rivoluzionaria che pone le masse in lotta in conflitto aperto con le istituzioni borghesi a partire dagli apparati repressivi, proviamo a far avanzare la linea strategica che oggi davanti al moderno fascismo è la "nuova resistenza".

Tale definizione nasce dalla consapevolezza che la Resistenza Antifascista (RA) in Italia essendo riuscita a rovesciare il regime fascista, e per il modo con cui si è sviluppata, abbia delle lezioni utili ancora oggi per la strategia rivoluzionaria in Italia in cui vi è un regime moderno fascista.

Sebbene la RA fu capace di rovesciare il regime fascista, a causa del tradimento di Togliatti e del revisionismo che si è fatto strada nel PCI, esso si accodo' alla politica democratica borghese rinunciando alla via rivoluzionaria e degenerando nei decenni. Per questo è necessario un bilancio critico della RA ed in particolare degli aspetti inerenti al lavoro incompiuto. Parallelamente questo bilancio storico è legato ad un altro che riguarda il processo di fondazione del PcdI (1921) e la seguente lotta tra le due linee: quella della direzione opportunista del primo segretario del partito, Amedeo Bordiga e quella leninista/bolscevica di Gramsci, quest'ultima diventerà la linea ufficiale del partito durante il Congresso di Lione del 1926 nel contesto in cui il movimento fascista aveva preso il potere nel paese anche grazie alla linea bordighista di attendismo "delle condizioni" per iniziare la lotta rivoluzionaria e la sua analisi inadeguata del fascismo come un governo borghese qualitativamente equivalente ai precedenti.

Le tesi di Lione di Gramsci invece rimodulano l'organizzazione del partito seguendo la linea leninista/bolscevica che getterà le basi perchè sia possibile intraprendere non solo il lavoro politico clandestino ma anche la lotta armata durante la RA nel 1943.

A questi due bilanci storici necessari per comprendere la natura, la tattica e la strategia della lotta contro il moderno fascismo del XXI secolo in Italia, va necessariamente aggiunto il bilancio dell'esperienza del decennio rivoluzionario del '68-'77 e della lotta armata sviluppatasi in quel periodo in campo proletario. Cio' è necessario per permettere che si sviluppi nel nostro paese il "nuovo inizio" al servizio della "nuova resistenza", queste due caratteristiche principali stanno alla base della guerra popolare di lunga durata nel nel contesto specifico del nostro paese.

Tale strategia deve necessariamente incorporare l'antifascismo (inteso su tre dimensioni come militante, sociale e culturale, la cui base è pero' quello militante) come nuova lotta partigiana, nuclei di resistenza diffusi nel paese scaturenti dalle lotte operaie, dei lavoratori e da quelle sociali, in altre parole dalle lotte di massa, tale strategia serve a scindere i due campi in una polarizzazione tra imperialismo e borghesia in marcia verso il moderno fascismo da un lato, e proletariato e masse popolari in marcia verso la nuova resistenza (inizio della guerra popolare di lunga durata) verso il socialismo ed il comunismo.

4 Neorevisionismo ostacolo alla lotta contro il moderno fascismo oggi

Questi bilanci storici che abbiamo intrapreso, servono a elaborare la linea politica rivoluzionaria oggi nella lotta di classe. Inoltre anche oggi si ripresentano due ostacoli ideologici incarnati da alcune organizzazioni che ripropongono delle linee revisioniste e opportuniste che hanno radici proprie nelle linee errate che permisero al fascismo di prendere il potere e che in seguito furono inadeguate nel contrastarlo.

Queste tendenze sono di tipo socialdemocratico e riformista ma si trovano anche nell'estremismo piccolo borghese e proletario travestendosi da linee classiste.

La prima è quella di non considerare il moderno fascismo come una tendenza che si sta affermando negli anni in maniera sistemica, ma di considerare l'attuale fase politica come dominata momentaneamente da un parlamento e un governo "particolarmente" reazionari che potrebbero essere rovesciati esclusivamente con gli strumenti del parlamentarismo borghese (opposizione parlamentare, competizione elettorale, cartelli elettorali larghi di "sinistra"): davanti ad un regime moderno fascista si illudono di potere contrapporre esclusivamente la lotta democratica.

La seconda idea è che il governo Meloni non è un governo fascista ma "un governo borghese come tutti gli altri", questa posizione coglie solo l'aspetto della continuità con i governi borghesi precedenti (e questo è scontato che ci sia), ma non coglie il quid qualitativo in senso reazionario che fa si che invece questo governo è un governo fascista, il primo, della storia repubblicana italiana, e quindi differente e necessita di una tattica adeguata nel contrastarlo con l'obiettivo di rovesciarlo. I compagni che sostengono tale linea sono radicalmente ostili alla via della lotta rivoluzionaria armata che definiscono come estremista e non adatta alla fase politica attuale.

Questa seconda idea è tipica dei neo bordighisti che oggi organizzano un importante sindacato di classe (il SI Cobas) e della sinistra radicale come il partito Potere al Popolo, i neoautonomi di Infoaut, la Rete dei Comunisti/Contropiano.

Tutti questi gruppi che convergono in questo con l'anarchismo non distinguendo la natura specifica dei differenti governi borghesi, non individuano quali frazioni particolari della classe dominante rappresentano di volta in volta e di conseguenza disarmano le masse non fornendo loro gli strumenti analitici e organizzativi idonei.

Un caso a parte è l'analisi eclettica dei sedicenti maoisti del Carc/nPCI che definisce l'imperialismo italiano come "Repubblica pontificia" e da anni utilizza la stessa parola d'ordine "per un governo di blocco popolare", questo gruppo unisce nella propria linea entrambe le concezioni errate di cui sopra.

Inoltre Carc/nPCI e Rete dei Comunisti, nell'attuale contesa inter-imperialista mondiale, sostengono ora apertamente ora ambiguamente il blocco imperialista russo/cinese sostenendo quindi le forme di moderno fascismo presenti oggi in quei paesi.

Tutto questo fronte radicale che si muove in tale palude ideologica, rappresenta un ostacolo perchè deviando le masse dalla pratica rivoluzionaria, dalla tattica corretta che sarebbe necessaria oggi, impedisce e rallenta l'accumulazione delle forze necessarie che servono per la costruzione dei tre strumenti: il Partito, il fronte anticapitalista, antifascista, antimperialista e soprattutto, tali tendenze sono strutturalmente avverse alla strategia della riorganizzazione armata per la lotta partigiana.

Oggi invece in un contesto di moderno fascismo è inevitabile la convergenza tra lotta democratica e lotta rivoluzionaria, in cui la prima deve essere al servizio e subordinata agli obiettivi della seconda.

5 La lotta tra le due linee in Italia cosi come in altri paesi imperialisti

Se in Italia queste tendenze sono oggi rappresentate dai gruppi neobordighisti e neorevisionisti che si rifanno alle tendenze post moderniste negriane o simili, anarchiche e anti MLM, anche a livello internazionale, soprattutto nei paesi imperialisti, vi sono linee politiche inadeguate di fronte all'affermarsi del moderno fascismo ed in particolare negli USA, in Francia e in Germania.

Ad esempio negli USA a partire dal periodo elettorale, agli scontri di Capitol Hill e alla successiva ascesa di Trump, nel movimento comunista in generale ed in quello MLM in particolare, si sono susseguite le analisi che negano la natura fascista del governo Trump e la tendenza al moderno fascismo negli USA iniziata anche prima del governo Trump I.

In Francia il PCMF aveva assunto l'analisi del moderno fascismo tra il 2006 ed il 2016 in particolare durante la presidenza Sarkozy e la seguente di Hollande. In concomitanza con l'ascesa della presidenza Macron, in cui crediamo che gli elementi moderno fascisti si siano accentuati, i compagni francesi hanno abbandonato tale analisi senza una spiegazione esplicita di tale scelta.

In Germania in cui il neocorporativismo è strutturale e dove in concomitanza con il genocidio palestinese si sono palesate convergenze con lo stato nazi-sionista (cosi come successo negli altri paesi imperialisti menzionati) servirebbe anche li che i rivoluzionari elaborassero un'analisi adeguata indicando le caratteristiche peculiari del moderno fascismo tedesco.

D'altronde mentre il fascismo avanza anche nei paesi semicoloniali e semifeudali, come nella prigione dei popoli che è l'India del fascismo brahminico hindutva di Modi e mentre lo Stato coloniale di Israele assume caratteri nazisti, che nella pratica superano il nazismo storico, questi regimi si legano politicamente sempre più con le proprie controparti imperialiste e cio' avviene per l'appunto con gli USA di Trump, con l'Italia di Meloni ma anche con la Francia di Macron e la Germania. E' quindi la tendenza fascista che via via fa da trait d'union tra paesi di natura diversa.

6 Conclusioni

Crediamo che oggi vi siano sicuramente le condizioni oggettive e la necessità di un fronte per sviluppare l'analisi comune del fascismo come fenomeno di classe e del Fronte Unito Rivoluzionario per combattere il fascismo del 21° secolo. Quello che ancora manca sono le condizioni soggettive che dovrebbero essere rappresentate dall'unità dei comunisti in un coordinamento internazionale che marci verso una nuova internazionale, ancora è insufficiente il rapporto tra l'analisi teorica adeguata e la sua pratica conseguente e per raggiungere questi obiettivi è necessaria una lotta tra le due linee per raggiungere il grado di unità adeguatamente superiore.

Crediamo che occasioni come queste siano utili per avanzare nel dibattito e nella lotta tra le due linee e che dibattiti di questo tipo dovrebbero replicarsi anche negli altri paesi dove il moderno fascismo è al potere a partire dal nostro paese con l'obiettivo di raggiungere una maggiore unità che significa maggiore capacità d'azione nell'organizzazione della classe in senso rivoluzionario.

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