venerdì 9 gennaio 2026

pc 9 dicembre - Minniti e un'ala del PD sono già parte del blocco politico fascio/imperialista neocoloniale e guerrafondaio della Meloni

Alla Fondazione presieduta da Minniti 400mila euro per studiare l'influenza russa in Nord Africa e i rischi per l’Italia

La legge di bilancio stanzia fondi per la fondazione Med-Or che nel 2021 in un dossier di approfondimento avvertiva: sarebbe bene non farsi cogliere impreparati

Il ruolo di Marco Minniti nella Fondazione

Se venisse chiesto dalle parti di Palazzo Chigi perché questo contributo alla fondazione Med-Or e non ad altre, si riceverebbe più o meno questa risposta: sarebbero soldi ben spesi. Non fosse altro perché a presiedere la fondazione Med-Or è Marco Minniti. Il suo curriculum ricorda che è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo D’Alema I e nel D’Alema II, in questo caso con delega ai servizi segreti; sottosegretario alla Difesa nel governo Amato e poi viceministro dell’Interno nel governo Prodi. Nella collezione di incarichi un’altra delega ai servizi segreti con il sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio prima nel governo Letta e in seguito nel governo Renzi. Ovviamente sono soltanto alcuni dei tanti incarichi ricoperti da Minniti nel corso della sua lunga carriera politica. Insomma, chi meglio di una fondazione, presieduta da uno con un curriculum del genere con una “specializzazione” evidente nel mondo dei servizi segreti, può assolvere al compito che il governo le assegna?

Cos'è la Fondazione Med-Or e di cosa si occupa

Ma che cos’è la Med-Or, di che cosa si occupa? La scheda pubblicata sul sito internet della fondazione

non nasconde nulla. “Nasce per iniziativa di Leonardo Spa nella primavera del 2021 con l’obiettivo di promuovere attività culturali, di ricerca e formazione scientifica, al fine di rafforzare i legami, gli scambi e i rapporti internazionali tra l’Italia e i Paesi dell’area del Mediterraneo allargato fino al Sahel, Corno d’Africa e Mar Rosso (“Med”), del Medio ed Estremo Oriente (“Or”) e del Sud America”, si legge. “Dal 1° gennaio 2025, a seguito di modifica statutaria, la Fondazione si è trasformata in Med-Or Italian Foundation, con l’ingresso di Assolavoro, B.F., Enel, Eni, Ferrovie dello Stato, Fincantieri, Poste Italiane e Snam in qualità di nuovi soci ordinari e di Cassa Depositi e Prestiti, Edison, MBDA Italia, Terna e TIM in qualità di soci aderenti”, è scritto.

Analisi, questo fa la Fondazione presieduta da Minniti. Soprattutto questo. Osserva. E questa volta, con 400mila euro di contributo statale, non dovrà mai staccare gli occhi dalla Russia. In particolare, dovrà anticipare le mosse di Mosca nel continente africano, zona del mappamondo sulla scrivania della premier Giorgia Meloni, cerchiata in rossa. Il Piano Mattei è tutto lì ed è lì che ballano gli interessi geopolitici italiani.

Nel 2021 il monito sulla Russia

La Fondazione Med-Or si è già occupata della presenza russa nel continente africano. Il 19 aprile 2025 viene pubblicato un approfondimento sul piano della Russia per il Corno d’Africa, firmato dal ricercatore e analista geopolitico Luciano Pollichieni. “Mentre l’Europa si riorganizza per navigare nel nuovo corso impresso dalla presidenza Trump, il Cremlino rilancia la propria strategia africana. Dopo aver scalzato i governi civili nel Sahel e consolidato la sua presenza in Libia, Mosca punta ora a espandersi nel Corno d’Africa, approfittando delle tensioni crescenti nella regione e di una serie di situazioni favorevoli. Questo tentativo di ritagliarsi uno spazio consolidato in tale quadrante si inserisce all’interno di una strategia più ampia, che coinvolge l’intero continente africano”, si legge nell’introduzione dell’articolo. Articolo che si conclude con un avvertimento: “In questo scenario, la Russia potrebbe triplicare i propri sbocchi strategici nella regione. Il Cremlino ambisce a una presenza stabile e strutturata nel Corno d’Africa, da usare come leva geopolitica e commerciale contro i paesi europei. Sarebbe bene non farsi cogliere impreparati”.

E proprio per non farsi trovare impreparati che il dalla Legge di Bilancio arrivano 400mila euro per un nuovo studio sull’influenza russa, questa volta sul Nord Africa. La rete degli analisti di Minniti è già al lavoro?

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