Ben lontano dai riflettori internazionali l’India del fascista
hindutva Narendra Modi continua nella sua opera di guerra contro il proprio
popolo.
Come riportiamo da tempo con i nostri articoli, l’attacco è
rivolto alle masse indiane in generale nei loro diritti fondamentali: diritto
al lavoro e alla casa, diritto alla terra e ad una vita dignitosa, diritto
delle donne a non essere violentate, libertà di espressione, libertà di manifestazione,
libertà religiosa… ma in particolare l’attacco è rivolto a chi si oppone da
anni alla distruzione di case e villaggi soprattutto delle popolazioni tribali
che vivono nella parte centrale, ma non solo, dell’India, per fare posto alle
multinazionali industriali e minerarie interne ed esterne al Paese che sono
nelle mani principalmente degli amici di Modi, e cioè i miliardari Adani,
Ambani, Agarwal… e contro chi si oppone alla miseria e alla disoccupazione
crescente, mentre il governo spende miliardi per la corsa al riarmo.
Questa guerra contro il popolo è fatta di continue atrocità: bombardamenti, uso di droni, migliaia di poliziotti, soldati, squadroni speciale che seminano terrore e morte con assassini extragiudiziali e prende di mira coloro che guidano le lotte delle popolazioni adivasi, ma non solo, anche chi solidarizza con queste lotte diventa oggetto di particolare attenzione da parte del governo: dagli studenti, ai professori universitari a poeti, scrittori e intellettuali in generale tutti accusati di essere “maoisti”.
Riportiamo qui solo alcuni di questi episodi che riguardano
intellettuali accusati in generale con accuse costruite a tavolino di essere “maoisti
di città” per differenza con i maoisti che operano nelle foreste, che sono
stati arrestati anni fa e il cui processo di fatto non è ancor neanche
cominciato!
Intellettuali accusati e arrestati perché “pensano”, come ha
detto il procuratore dello Stato indiano dinanzi alla Corte Suprema in
relazione al dottor G.N. Saibaba, che presentava una disabilità del 94%. "Il
cervello è più pericoloso del corpo"!
Il dott. Saibaba, professore di inglese all’Università di Delhi,
è morto a 57 anni per le conseguenze degli anni passati in carcere, mentre padre
Stan Swamy, attivista per i diritti umani di 84 anni, è morto mentre era in
carcere nelle mani dei suoi aguzzini.
Gli articoli sono pubblicati nel blog del Comitato di
Sostegno alla guerra popolare in India: https://guerrapopolare-india.blogspot.com/
I primi due riguardano proprio l’attacco agli intellettuali
mentre il terzo si riferisce alla violenza esercitata dal governo contro lavoratori
precari ambulanti
https://guerrapopolare-india.blogspot.com/2026/06/la-repressione-del-regime-fascista.html
https://guerrapopolare-india.blogspot.com/2026/06/il-prigioniero-politico-varavara-rao.html
https://guerrapopolare-india.blogspot.com/2026/06/il-fronte-studentesco-rivoluzionario.html

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