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Nei porti di Imam Khomeini e Mahshahr (in fondo al Golfo
Persico) gli operai portuali dopo una settimana di sciopero e
manifestazioni davanti alla prefettura hanno ottenuto il reintegro al
lavoro di 68 loro compagni che erano stati licenziati a seguito della
mancanza di lavoro nei porti bloccati.
Nel settore petrolio, che è e
sarà molto critico e quindi soggetto a stretto controllo,
l’organizzazione degli operai petroliferi è ancora alla testa delle
organizzazioni popolari con le quali vi era stata una prima
manifestazione unitaria per richiedere la liberazione dei primi
arrestati (vedi l’articolo “Bucato il silenzio imposto dal regime iraniano”
16/1/26). Attualmente è stata lanciata una campagna per rivendicare la
scarcerazione di Yaser Ahmadinejad, ex-operaio della National Drilling
(perforazioni) che ha guidato lotte operaie e ha partecipato anche alle
sollevazioni “Donna Vita Libertà” e gennaio/febbraio di quest’anno. La
campagna coinvolge le organizzazioni popolari sfidando le accresciute
difficoltà ed i pericoli per l’organizzazione fuori dagli impianti
petroliferi.
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DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO PER L’ORGANIZZAZIONE DELLE PROTESTE DEI LAVORATORI DEL PETROLIO
Noi siamo lavoratori che chiedono giustizia. Noi facciamo richieste. Ascoltate il suono dei nostri passi
Uniti
contro il massacro di Deymah 1404, uniti contro la distruzione del
lavoro e del sostentamento, uniti contro le guerre scatenate dal governo
e le aggressioni che ogni giorno colpiscono la vita di noi lavoratori e
del popolo, e uniti contro la repressione, la prigione e la condanna a
morte.
– Nel Deymah 1404, abbiamo gridato il nostro dissenso contro
la povertà e l’aumento dei prezzi e voi, che non avevate risposte, avete
massacrato spietatamente. Ma avete visto che siamo scesi in strada più
forti che mai e abbiamo chiesto giustizia.
– Avete tagliato internet e
intensificato la repressione nel silenzio digitale perché avete visto
la nostra rabbia e avete avuto paura.
– Con le guerre scatenate avete
portato il nostro lavoro e la nostra vita a una distruzione ancora
maggiore. Soprattutto noi lavoratori del petrolio che migliaia abbiamo
perso il lavoro.
– Nel corso della guerra non voluta, che è sempre
stata imposta a noi lavoratori e al popolo oppresso a causa delle guerre
interne ed esterne, ci avete usato come scudi umani nei progetti di
sfruttamento petrolifero, usandoci strumentalmente.
– Nonostante i
bombardamenti estesi ai centri petroliferi, i dirigenti responsabili
dell’esecuzione dei contratti e i capi delle raffinerie e delle
industrie petrolchimiche, sotto la pressione dei Pasdaran e delle
agenzie di sicurezza, hanno obbligato i nostri colleghi a una presenza
massima nei luoghi di lavoro in condizioni di guerra, giocando con le
nostre vite.
(qui il documento è interrotto)
Campagna per Yaser Ahmadinejad

Yaser Ahmadi Nejad, nostro collega detenuto, deve essere liberato immediatamente.
Yaser
Ahmadi Nejad è un lavoratore e rappresentante indipendente dei
lavoratori della National Drilling Workers che negli ultimi anni, a
causa della sua insistenza nel rivendicare i diritti dei colleghi, si è
scontrato più volte con la gestione corrotta e gli appaltatori ladri e
parassiti del petrolio, denunciando ripetutamente le combine e i furti
dei dirigenti supervisori del progetto con gli appaltatori.
Durante
le proteste dei colleghi delle terze parti della National Drilling negli
ultimi tre anni, Yaser è stato licenziato a causa di accuse fabbricate
dalla sicurezza della National Drilling presso le istituzioni di
sicurezza. Sebbene, sotto la pressione delle ampie proteste dei colleghi
delle terze parti del petrolio e grazie al sostegno e al supporto, sia
tornato al lavoro, non ha mai accettato di tacere di fronte alla
violazione dei diritti dei lavoratori e alla fine è stato licenziato di
nuovo. Tuttavia, subito dopo il licenziamento, ha partecipato all’esame
universitario, superandolo, e ha intrapreso la professione di avvocato
con l’obiettivo di difendere i diritti dei lavoratori, continuando la
sua protesta contro la corruzione strutturale nel settore petrolifero.
Durante
le proteste Donna Vita Libertà nel 1401 (anno persiano) e dall’inizio
delle proteste di Deymah 1404, Yaser si è sempre schierato con il popolo
contro il clientelismo dominante e la repressione, ed è stato arrestato
per tutte queste lotte. Attualmente è in prigione per la seconda volta
con accuse false e fabbricate, condannato a 33 mesi di carcere.
Yaser Ahmadi Nejad è la nostra voce!
La
voce dei lavoratori della National Drilling che più volte sono riusciti
con la loro rabbia e protesta a bloccare la strada davanti all’edificio
amministrativo della compagnia. Noi, lavoratori delle terze parti e
appaltatori, che l’anno scorso abbiamo organizzato le più grandi
proteste e marce a Teheran e Asaluyeh dopo il 1357 (anno persiano).
Noi,
lavoratori ufficiali, non ufficiali e a progetto, che ogni volta che
abbiamo voluto abbiamo fermato vari settori del petrolio!
Noi
lavoratori del petrolio, che in questi giorni sotto l’ombra della guerra
e nel pieno caos, furti e corruzione in tutta la struttura,
specialmente nel petrolio, rischiamo la vita per un salario misero,
vittime della guerra e dell’avidità di pochi parassiti in minoranza,
dichiariamo che non staremo in silenzio di fronte a questa repressione,
esecuzioni, arresti e incarcerazioni di colleghi e manifestanti
oppressi. Con la firma di questo comunicato chiediamo la liberazione
immediata e incondizionata di Yaser Ahmadi Nejad, di tutti i lavoratori,
insegnanti, studenti e tutti i detenuti delle proteste di Deymah e
successive, e invitiamo tutti i settori lavorativi, in particolare i
lavoratori del petrolio, a unirsi in una campagna nazionale per la
liberazione di questi cari.
Mercoledì 20 Khordad 1405 ( Mercoledì, 10 giugno 2026)
– Consiglio di Organizzazione delle Proteste dei Lavoratori Appaltatori del Petrolio
– Consiglio di Organizzazione delle Proteste dei Lavoratori Non Ufficiali del Petrolio (Terze Parti)
hanno aderito:
#Libertà incondizionata a Yaser Ahmadinejad
#Libertà incondizionata dei lavoratori prigionieri
#Rilascio immediato delle persone detenute durante le proteste pubbliche
#Esecuzione dei detenuti omicidio governativo
#Pane Lavoro Libertà
#Governo consiliare
#Scioperi nazionali
#Donna Vita Libertà
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