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L'EDITORIALE
DOBBIAMO ESSERE PERICOLOSE
L’attacco alla condizione delle donne è a 360°. Per questo noi non possiamo lottare per cambiare solo alcuni aspetti della nostra condizione di oppressione, doppio sfruttamento. Sarebbe come se volessimo svuotare il mare con un cucchiaio, e intanto il mare continua...
Sempre tutti gli altri governi sono stati contro le donne, però questo governo, con la sua feccia da Salvini, Nordio, Piantedosi, Valditara, la Roccella, la Bongiorno, ecc. legittima, rivendica gli attacchi, ne fa la sua base, essi sono pienamente interi e in applicazione dell’ideologia/politica fascio/integralista: “Dio, Patria e Famiglia”.
Questo governo ne fa una ogni giorno. La campagna sulla natalità, che ha visto negli ‘Stati generali sulla natalità’ tutte le varie facce del sistema capitalista, dai padroni, alla Finanza, alla Chiesa, ai vertici militari, ecc., dice che le donne devono fare figli perchè i padroni hanno bisogno di braccia fresche, e perchè c’è la guerra e anche lo Stato italiano manderà uomini in guerra, come Israele, Trump, la Russia.
C’è stato il “decreto Cutro” sulla morte in mare di decine di bambini, donne, annunciato dall’offesa della passeggiata della Meloni a Cutro, piena di disprezzo per le madri i padri che piangevano i loro figli. Quindi, il ‘Decreto Caivano’, in cui la risposta è stata solo più polizia, non dare soluzioni ai gravi problemi sociali di ragazze, minori, delle famiglie; poi i vari decreti per “buttarla”, anche sui femminicidi, sempre e solo sulla repressione, esaltando il ruolo le forze dell'ordine, di questa polizia, criminale, violenta, sessista. Poi anche decreti per mettere in carcere le madri detenute e gli stessi bambini. Ma soprattutto i vari provvedimenti repressivi per colpire le lotte per la Palestina, contro le loro guerre imperialiste, per reprimere le lotte per il lavoro, per le case; poi gli osceni provvedimenti sulla scuola, in cui anche l’educazione sessuo/affettiva si vuole usare non per fare qualcosa di utile, ma per impedire che le studentesse possano liberamente decidere, per imporre il ruolo della famiglia, per porre un diktat a cosa e come si deve parlare nelle scuole; per arrivare al Ddl della Bongiorno, che è un favore agli stupratori e nuova violenza nei Tribunali.
Per tutto questo e tanto altro, il tipo di governo fascista rende impossibile pensare ad un cambiamento che non sia frutto di una lotta effettiva. Serve sempre più una lotta che punti a rovesciare questo governo in primis, e nello stesso tempo guardi avanti, e lavori per rovesciare l’intero sistema capitalista, marcio, fascista, razzista, guerrafondaio contro i popoli del mondo, in cui le prime vittime sono donne e bambini, prima di tutto in Palestina dove è in atto ancora il genocidio, in Ucraina, e ora in Iran. A cui la Meloni, servetta di Trump, dà una ampia collaborazione.
Serve la rivoluzione, niente di meno della rivoluzione, in cui le donne siano in prima fila, con una “marcia in più” per cambiare non solo la “terra” ma anche il “cielo”.
Per questo dobbiamo essere “pericolose” per i padroni, per il governo, per gli uomini che odiano le donne. Non possiamo solo difenderci, dobbiamo attaccare. Finchè non siamo pericolose non cambiamo realmente la situazione!
Perchè, non sono le idee che possono liberarci, non sono le parlamentari di “sinistra” che possono aiutare le nostre lotte, ma è la rivoluzione degli oppressi, delle donne doppiamente oppresse, nei paesi soggiogati dall’imperialismo, come nelle nostre cittadelle capitalista, che fanno la storia.
Questo non può essere solo uno slogan, ma una pratica, un’azione politica, una ferma concezione teorica che nessun inganno, illusione - delle femministe piccolo borghesi, delle intellettuali che per classe scelgono da che parte stare: dalla parte dell’anti storia - può nascondere o deviare.
Non possiamo affrontare solo dal lato della sovrastruttura, dell’”educazione” una questione che ha solide e sempre più nere basi strutturali. Se noi non attacchiamo queste basi, che riguardano la famiglia, il lavoro, le discriminazioni, i femminicidi/stupri, la repressione, ecc.; se non distruggiamo questo sistema capitalista/imperialista marcio e morente non possiamo cambiare la cultura schifosa che ci propinano nei mass media, a scuola, nelle Tv, nei social, ecc.
Anche quando parliamo di “patriarcato”. E’ vero che c’è. Però, momento, non vorremmo che parlare di “patriarcato” che sicuramente viene usato da questo sistema, vuol dire che bisogna combattere il patriarcato e non rovesciare il sistema odierno.
C’era una scrittrice che diceva: “...c’è nel femminicidio contemporaneo e nelle violenze contro le donne qualcosa di interamente nuovo (certo le donne anche nel passato sono state uccise, violentate, ma oggi la motivazione è diversa, è nuova - ndr) perchè nuova è la libertà che le donne rivendicano e a cui gli uomini devono abituarsi, e rallegrarsene se ne sono capaci, o rassegnarsi se non altro - e troppo spesso non si abituano ne si rassegnano e se ne vendicano. Non sono uomini all’’antica, sono modernissimi uomini antichi mortificati, frustrati dalla libertà delle donne, che sentono come il furto della loro libertà, proprietà sulle donne...”.
Questo vuol dire “moderno medioevo”, vuol dire “moderno fascismo”. E il fascismo lo dobbiamo combattere con una nuova Resistenza, con le nuove partigiane!


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